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Finalità della politica della Confederazione in materia di ricerca dopo il 2000

del 22 ottobre 1997

1997-563

52 Foglio federale. 80» anno. Voi. IV

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Compendio In un mondo in continua evoluzione la scienza occupa una posizione sempre più centrale nelle attività sociali, culturali, economiche e politiche di un Paese.

Si manifestano due tendenze principali: il sapere diviene un fattore di produzione sempre più determinante; la società ha sempre più bisogno della scienza per capire i gravi e complessi problemi che essa deve affrontare.

La scienza è dunque chiamata a contribuire in maniera determinante allo sviluppo economico della Svizzera e alla soluzione dei problemi dello Stato e della società.

La politica della Confederazione in materia di ricerca è volta a mantenere e rafforzare l'attrattiva e la competitivita della Svizzera in quanto piazza scientifica e tecnologica; nel contempo essa deve creare le conoscenze che consentano allo Stato e alla società di orientarsi in un contesto globale sempre più complesso.

Il Consiglio federale insiste sull'importanza della ricerca libera all'interno del sistema scientifico. Per quanto concerne la ricerca orientata, fissa finalità tematiche nei seguenti settori prioritari: le scienze della vita, le scienze umane e sociali, lo sviluppo sostenibile e l'ambiente, le tecniche dell'informazione e della comunicazione.

Le misure di promovimento devono essere rette dai quattro prìncipi direttivi seguenti: ilpromovimento delle nuove leve scientifiche, l'orientamento verso i bisogni degli utenti dei risultati della ricerca, la creazione di collegamenti tra i diversi settori, il consolidamento delle capacità di ricerca.

Diverse misure dovranno permettere di ottimizzare l'organizzazione e la gestione della ricerca, segnatamente la riorganizzazione degli strumenti di promovimento della ricerca orientata, la riforma delle strutture statali nell'ambito della R&S e un migliore coordinamento della ricerca finanziata dalla Confederazione.

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Indice 1.

La scienza al servizio della società

2.

La situazione della ricerca in Svizzera

3.

Le finalità principali

4.

I settori prioritari

4.1 4.2 4.3 4.4

Le scienze della vita Le scienze umane e sociali Sviluppo sostenibile e ambiente Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione

5.

5.1 5.2 5.3 5.4

I principi direttivi II promovimento delle nuove leve scientifiche L'orientamento verso i bisogni degli utenti della ricerca L'istituzione di collegamenti tra i diversi settori II consolidamento delle capacità di ricerca

6.

I principi organizzativi e le misure

La legge del 7 ottobre 1983 sulla ricerca (RS 420.1) prevede l'obbligo per il Consiglio federale di definire le «finalità della politica svizzera in materia di ricerca», ossia l'orientamento generale della politica della Confederazione nel settore della ricerca che essa stessa finanzia o promuove con altri provvedimenti.

Le finalità sono state fissate in base alle proposte presentate dal Consiglio svizzero della scienza (Finalità della politica svizzera in materia di ricerca per gli anni 2000-2003, Proposte del CSS al Consiglio federale) e ai risultati di un'ampia consultazione condotta presso le cerehie interessate.

Le finalità devono servire da base per l'elaborazione dei programmi pluriennali degli organi di ricerca (Fondo nazionale per la ricerca scientifica, istituti universitari, Accademie, altre istituzioni), per le grandi linee della politica governativa e per la pianificazione finanziaria della Confederazione.

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1.

La scienza al servizio della società

In un mondo in continua evoluzione la scienza occupa una posizione sempre più centrale nelle attività sociali, culturali, economiche e politiche di un Paese. Tuttavia le conoscenze scientifiche e tecnologiche, che costituiscono l'unica «materia prima» della Svizzera, sono senza sosta rimesse in questione. Alla soglia del 21° secolo il sistema scientifico svizzero deve raccogliere sfide decisive per il futuro del nostro Paese.

Si manifestano due tendenze principali: -- // sapere diviene un fattore di produzione sempre più determinante. La composizione settoriale dell'economia evolve rapidamente. Viene a crearsi una nuova economia fondata sul sapere. Nei Paesi dell'OCSE i settori ad alta tecnologia ad elevato contenuto scientifico sono i più dinamici per quanto concerne la crescita della produzione e la creazione di posti di lavoro. L'informazione in particolare si delinea come nuova materia prima. La produzione, la trasmissione e l'utilizzazione del sapere e dell'informazione sono fattori determinanti per uno sviluppo sostenibile. La globalizzazione e la liberalizzazione dei mercati accrescono inoltre la concorrenza sul posto. La qualità della ricerca e della formazione non è soltanto determinante per il potenziale d'innovazione di un Paese, ma è anche una delle condizioni quadro che favoriscono il mantenimento e l'insediamento di imprese sul suo territorio.

Il sistema scientifico svizzero si trova pertanto confrontato con le aspettative sempre crescenti della società nel suo insieme. La grande sfida che esso dovrà raccogliere nel prossimo secolo consisterà nel rispondere a dette aspettative contribuendo allo sviluppo armonioso e sostenibile del nostro Paese.

In un'epoca di mutamenti come quella che stiamo vivendo la Confederazione e il popolo svizzero pongono un'altra aspettativa negli ambienti scientifici, che hanno tra l'altro il compito di aprire nuove prospettive e trasmettere il loro sapere alle nuove generazioni. Gli istituti universitari in particolare non sono soltanto centri di ricerca; essi svolgono anche un ruolo centrale nel consolidamento delle basi di riflessione sulle quali si costruirà l'identità della Svizzera nel 21° secolo.

2.

La situazione della ricerca in Svizzera

La quota della ricerca e dello sviluppo (R&S) al prodotto interno lordo (PIL), i premi Nobel, l'indice delle citazioni, il numero dei brevetti depositati dalle nostre imprese - tutti questi indicatori testimoniano di una ricerca svizzera efficiente (v. riquadro e illustrazione 1). Tuttavia, rispetto alle esigenze dei mercati futuri, la posizione della piazza scientifica e tecnologica svizzera appare sotto una luce meno favorevole.

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Risultati ancora solidi Occorre innanzitutto precisare che la ricerca svizzera, se appare come una delle più efficienti del mondo in base agli indicatori tradizionali, deve questo suo primato agli investimenti effettuati nel passato. Un esempio significativo: la Svizzera occupa, per quanto concerne il successo relativo di citazioni (ossia il numero di citazioni rispetto al numero complessivo delle pubblicazioni scientifiche di un Paese), il primo posto nella classificazione bibliometrica dell' Institute for Scientific Information (ISI) per il periodo 1992-1996; il numero delle citazioni è però rimasto praticamente identico a quello dell'inizio degli anni Ottanta, mentre quello degli altri Paesi europei è notevolmente aumentato.

Del resto, anche se conferma la forza riconosciuta della Svizzera nella ricerca fondamentale, un indicatore quale l'indice di citazioni non dice niente in merito alla capacità del nostro Paese di valorizzare i risultati della ricerca nei settori che saranno i mercati di domani.

Innovativa, ma nei settori tradizionali...

Sotto questo profilo la posizione della Svizzera non è per nulla assicurata. Uno studio pubblicato nel 1996 dall'Ufficio federale dei problemi congiunturali (UFCO) sui brevetti depositati dalle imprese svizzere tra il 1990 e il 1992 rileva che pur restando una delle più innovative al mondo, la nostra industria lo è soprattutto in settori tradizionali quali l'industria delle apparecchiature, la costruzione di macchine e il genio civile. È al contrario sottorappresentata nei settori d'avanguardia quali le tecnologie dell'informazione, le tecnologie audiovisive, i semiconduttori e la biotecnologia.

Le statistiche del commercio estero, che informano periodicamente sulle modifiche strutturali classificando le esportazioni in beni ad alta, media o bassa tecnologia, confermano questa tendenza. Anche se rimane importante, la quota dei prodotti «high tedi» alle nostre esportazioni ha cessato di aumentare, mentre cresce massicciamente in alcuni Paesi paragonabili al nostro.

...e all'estero Altro segno inquietante: la classificazione dei brevetti in settori tecnologici rivela che la nostra industria è più innovativa all'estero che in Svizzera.

Questo si spiega tra l'altro con lo scorporo delle attività e degli investimenti R&S nel settore privato. Dall'inizio degli anni Novanta si assiste in effetti a una riduzione delle attività R&S del settore privato in Svizzera e alla loro estensione all'estero. Nel 1992 le imprese svizzere hanno investito per la prima volta più nella R&S all'estero che non in Svizzera. In quell'anno le imprese svizzere avevano investito all'estero, nel settore R&S, oltre 7 miliardi di franchi, ossia, in termini nominali, il 35 per cento in più che nel 1989. Questa tendenza al trasferimento degli investimenti privati all'estero è tanto più inquietante in quanto in Svizzera quasi i due terzi delle spese R&S sono assunte dal settore privato.

Insufficiente promozione delle nuove leve Anche nel settore della ricerca universitaria vi sono delle lacune, messe in evidenza segnatamente in occasione della valutazione delle scienze umane e sociali effettuata dal Consiglio Svizzero della Scienza (CSS). Questo settore è penalizzato da lacune strutturali e da un finanziamento in parte insufficiente. Accusa inoltre un importante ritardo rispetto agli altri Paesi per quanto concerne la promozione delle nuove leve.

Per rafforzare la ricerca universitaria svizzera è necessario colmare questa lacuna nella promozione di giovani ricercatori.

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Trasferimento di tecnologia Alla soglia del 21° secolo i vantaggi di cui la piazza scientifica svizzera gode le consentono di rimanere concorrenziale. Tuttavia, vi è una lacuna importante per quanto concerne il trasferimento di tecnologia: nonostante una ricerca performante, la Svizzera innova poco nei settori del futuro. Il rafforzamento dell'attrattiva e della competitivita dell'economia svizzera passa in primo luogo attraverso una migliore valorizzazione dei risultati della ricerca.

Cifre e indicatori - alcuni esempi Le cifre più recenti riguardo alle spese complessive (settore pubblico e settore privato) della Svizzera nell'ambito R&S si riferiscono al 1992. In quell'anno il nostro Paese ha investito circa 9,1 miliardi di franchi nella R&S. Il 67% di queste spese proveniva dal settore privato, il 19% dalla Confederazione e il 9% dai Cantoni. Per quanto concerne i beneficiari, il settore privato rappresentava il 66%, le università il 23%, le organizzazioni internazionali il 6% e la R&S «intra muros» della Confederazione il 4%.

Con una quota pari al 2,7% del PIL la Svizzera fa parte, con il Giappone, la Svezia, la Germania e gli Stati Uniti, dei Paesi che investono di più in questo settore. Anche in termini assoluti le spese R&S situano la Svizzera tra le dieci grandi nazioni scientifiche del mondo, anche se essa figura chiaramente dietro i grandi Paesi - nel 1992 le nostre spese R&S corrispondevano al 21% di quelle tedesche, al 10% di quelle giapponesi e al 4% di quelle degli Stati Uniti.

In Svizzera il settore privato è molto importante: nel 1989 la quota delle spese pubbliche R&S al PIL era soltanto dello 0,55%. A titolo di paragone, negli Stati Uniti (il Paese con la percentuale maggiore) corrispondeva all'l,36%, in Francia all'l,13% e nei Paesi Bassi allo 0,90%. Il Giappone si trova in una situazione analoga a quella svizzera.

Per quanto concerne i brevetti, la nostra industria è una delle più attive del mondo. I settori più innovativi sono l'elettronica, le macchine, l'elettrotecnica e la chimica. Il significato di queste cifre va però relativizzato, poiché, secondo l'Ufficio federale dei problemi congiunturali (UFCO), soltanto il 34% delle imprese dell'industria fanno brevettare le loro novità.

3.

Le finalità principali

La politica della Confederazione in materia di ricerca è volta a mantenere e rafforzare l'attrattiva e la competitivita della Svizzera in quanto piazza scientifica e tecnologica; nel contempo essa deve creare le conoscenze che consentano allo Stato e alla società di orientarsi in un contesto globale sempre più complesso.

Per realizzare questo obiettivo, è indispensabile un nuovo partenariato tra la scienza, l'economia e la società. La Confederazione intende sviluppare la complementarità tra i tre settori e promuovere il contributo della scienza allo sviluppo economico e alla soluzione dei problemi dello Stato e della società.

Il partenariato tra la ricerca e gli utenti dei suoi risultati non deve tuttavia..mettere in causa il valore della ricerca libera. Il Consiglio federale insiste al contrario sulla sua importanza all'interno del sistema scientifico (v. riquadro p. 9).

Ricerca libera: la fonte dell'innovazione non deve esaurirsi Negli ultimi anni le spese pubbliche per la ricerca libera hanno fatto segnare un ristagno in termini reali, mentre la cosiddetta ricerca orientata, ossia la ricerca, fondamentale o applicata, i cui temi sono fissati nell'ambito di programmi, mandati istituzionali o di impegni internazionali, ha potuto profittare di un netto aumento dei

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mezzi ad essa destinati. Questa tendenza è connessa tra l'altro al lancio di programmi prioritari e alla partecipazione ai programmi europei.

Attualmente il rapporto tra la ricerca libera e la ricerca orientata è abbastanza equilibrato. Siccome la ricerca libera è determinante per la forza innovativa del sistema di ricerca, la Confederazione si adopererà in modo particolare, nei limiti delle sue possibilità finanziarie, per mettere a disposizione della ricerca libera i mezzi necessari.

Settori prioritari Per quanto concerne la ricerca orientata, il Consiglio federale fissa, sulla base delle proposte presentate dal Consiglio Svizzero della Scienza (CSS), finalità tematiche nei seguenti settori prioritari: - Le scienze della vita (biologia, microbiologia, medicina) che forniscono un contributo alla qualità della vita e al progresso tecnico.

Per ogni settore prioritario si deve tener conto dell'apporto della ricerca scientifica alle collettività pubbliche; si tratta di mettere a punto linee direttive, affinchè le attività di ricerca che soddisfano i bisogni propri della Confederazione siano integrate nella politica della ricerca nel suo insieme.

Tecnologie vicine all'applicazione industriale A causa delle lacune delle attività industriali nei settori con forte densità scientifica, il cui potenziale di rinnovamento è molto importante, occorre promuovere in modo mirato alcuni settori ad alta tecnologia che rivestono un'importanza particolare per l'economia svizzera, ossia le tecnologie per sistemi e prodotti complessi (tecnica dei microsistemi, scienza e tecnica dei materiali, tecnologie dell'informazione e della comunicazione), la biotecnologia e la tecnica genetica, nonché le tecnologie dell'ambiente.

Questo promovimento è volto a preparare le basi scientifiche per le svolte industriali di domani ma anche a sostenere le innovazioni di oggi e a rafforzare la piazza tecnologica svizzera. Su quest'obiettivo si basa anche l'azione della Confederazione nei settori prioritari delle scienze della vita e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, ma è valido anche per il settore prioritario «Sviluppo sostenibile e ambiente».

Principi direttivi Le misure di promovimento della Confederazione nei settori prioritari devono essere rette dai quattro principi direttivi seguenti: - Il promovimento delle giovani leve scientifiche.

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Relazioni internazionali Le finalità della politica della ricerca non possono essere realizzate senza un'integrazione della Svizzera nelle reti di ricerca internazionali. Un obiettivo dichiarato della politica della ricerca è la partecipazione integrale della Svizzera ai programmi quadro dell'UE. Parallelamente vanno rafforzate le relazioni bilaterali con i partner non europei (v. riquadro p. 9).

Stato e economia privata Lo Stato federale interviene in maniera sussidiaria rispetto all'economia privata. Lo sforzo pubblico deve rivolgersi innanzitutto alla ricerca fondamentale, poiché il settore privato assume una grande parte della ricerca applicata e dello sviluppo industriale.

Gli obiettivi e le procedure di ricerca nel settore delle tecnologie connesse con l'applicazione industriale devono essere decisi in cooperazione con le cerehie economiche, segnatamente con le piccole e medie imprese (PMI).

Federalismo cooperativo Al principio di sussidiarietà nei confronti dell'economia privata corrisponde il principio del federalismo cooperativo per quanto concerne le relazioni tra la Confederazione e i Cantoni. La politica della ricerca dev'essere coerente con la politica dell'insegnamento superiore, della quale sono responsabili congiuntamente la Confederazione e i Cantoni. Deve inoltre essere considerata tenendo conto dei suoi legami con la politica economica.

In Svizzera -- al contrario di quanto succede in altri Paesi - una parte considerevole della ricerca è condotta nelle università. Anche se la Confederazione esercita un'influenza preponderante nel settore della ricerca pubblica, questa viene effettuata principalmente nelle università cantonali. Nel contempo, i Cantoni sono sollecitati ad assumersi la responsabilità principale della politica economica regionale.

Integrazione delle scuole universitarie professionali nel sistema di ricerca La funzione di coordinamento della Confederazione assume importanza supplementare con l'istituzione delle scuole universitarie professionali (SUP). Occorrerà vegliare affinchè le SUP vengano inserite nel paesaggio scientifico svizzero in quanto secondo pilastro dell'insegnamento superiore, dando loro il mandato di condurre una R&S vicina alle imprese, segnatamente alle PMI.

Per quanto concerne i Politecnici federali (PF), occorre riconoscere loro una funzione centrale nella formazione di una manodopera altamente qualificata, come pure nella preparazione del progresso tecnologico.

Negli istituti universitari (PF, università, SUP), l'accento dev'essere posto sulla promozione dei giovani ricercatori. Lo Stato e la società si attendono inoltre dagli ambienti dell'insegnamento un contributo alla diffusione della cultura scientifica e di uno spirito nuovo, ottimista e fiducioso nell'avvenire.

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Lasciare spazio alla creatività del singolo La ricerca libera è quella i cui temi non sono fissati «dall'esterno». Se il mandato di servizio del sistema scientifico dev'essere accentuato, il promovimento della ricerca non deve produrre l'effetto di soffocare la creatività dei ricercatori.

Promuovere il trasferimento dei risultati della ricerca verso i loro utenti e il partenariato tra la scienza, l'economia e la società non significa affatto ridurre gli scienziati al ruolo di mandatari o di «esecutori di programmi».

La ricerca libera stimola la creatività dei ricercatori e le nuove conoscenze da essa risultanti portano spesso innovazioni. Essa è anche il fondamento privilegiato dell'insegnamento.

Sarebbe quantomeno paradossale aspettarsi dalla scienza un contributo allo sviluppo sostenibile della Svizzera riducendola ad una funzione di utilità immediata.

La ricerca libera deve tuttavia soddisfare determinati criteri di qualità. Linea guida delle misure di promovimento della ricerca libera è il sostegno della ricerca verso un livello di eccellenza sul piano internazionale.

Cooperazione internazionale La cooperazione scientifica internazionale riveste più che mai un'importanza capitale per la Svizzera. Prendendo parte alle organizzazioni e ai programmi internazionali, le università e le imprese svizzere devono avere la possibilità di collaborare a progetti che superano le capacità di ricerca disponibili nel nostro Paese. La cooperazione internazionale consente di rafforzare la competitivita scientifica e industriale della Svizzera per mezzo di un'utilizzazione ottimale delle risorse.

Questo è il motivo per cui la partecipazione ai programmi quadro dell'UÈ è un obiettivo fondamentale della politica estera in materia di ricerca.

La cooperazione internazionale della Svizzera deve inoltre estendersi al di là delle frontiere europee: attraverso le cooperazioni bilaterali quali quelle esistenti con l'America del Nord, alcuni Paesi asiatici e i Paesi dell'Europa centrale e orientale, nonché attraverso cooperazioni bilaterali delle università, del FNS, delle Accademie e dei centri di ricerca con partner esteri o con programmi internazionali non governativi. Occorre inoltre allacciare nuove relazioni con altre regioni e continenti, segnatamente nell'ambito del dialogo Nord-Sud.

Una linea guida della politica svizzera della ricerca è quella della complementarità tra la ricerca nazionale e i programmi di ricerca internazionali. Nei limiti del possibile nel definire gli obiettivi delle attività di ricerca nazionali si dovrebbe tener conto dei programmi di ricerca internazionali.

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4.

4.1

I settori prioritari Le scienze della vita

Un contributo alla qualità della vita e al progresso tecnico

Se i progressi fatti nella fisica, nella chimica e nell'ingegneria hanno avuto un ruolo determinante per la società e la tecnica attuali, le scienze della vita segneranno i prossimi decenni. La rivoluzione delle scienze della vita è in pieno svolgimento. La scoperta della struttura molecolare del patrimonio genetico ha aperto la strada a conoscenze del tutto nuove sulle condizioni e i processi della vita. Nel contempo questi sviluppi suscitano nella popolazione timori di possibili rischi o abusi.

Le scienze della vita possono contribuire in grande misura alla qualità della vita e hanno un'importanza capitale per i progressi della medicina; nel contempo, i progressi delle scienze e delle tecnologie della vita aprono all'industria prospettive considerevoli che occorre sfruttare nel rispetto dell'etica.

Lo sviluppo scientifico cancella sempre più le frontiere tra le diverse discipline. Le scienze della vita seguono anch'esse questa tendenza. Esse rappresentano attualmente un settore scientifico integrato molto importante, nel centro del quale vi è la biologia (v. illustrazione II).

Un grande potenziale Le scienze della vita offrono un elevato potenziale di innovazione. La biologia, settore di raccordo tra la ricerca fondamentale e la ricerca applicata, serve in particolare quale base per il settore interdisciplinare della biotecnologia, il cui sviluppo è primordiale per il futuro della piazza tecnologica svizzera.

I punti di contatto tra la biologia e altre discipline quali l'informatica o l'ingegneria sono anch'esse nuovi settori scientifici molto promettenti.

Le scienze della vita rivestono inoltre importanza capitale per la qualità della vita.

Esse possono contribuire allo sviluppo sostenibile della Svizzera, segnatamente nel settore della biodiversità.

Creare centri di competenza...

La ricerca nelle scienze della vita è in pieno sviluppo nel mondo intero. La creazione di centri di competenza dovrà permettere di concentrare e rafforzare le capacità della ricerca, con l'obiettivo di garantire la competitivita internazionale della Svizzera nel settore della ricerca fondamentale e in quello delle applicazioni industriali.

Quale misura collaterale irrinunciabile, la Confederazione si adopererà inoltre ai fini dell'istituzione di centri di competenza che tratteranno tra l'altro anche questioni etiche. Questo dovrà da un lato accrescere l'accettazione da parte della società.delle attività di ricerca nel settore delle scienze della vita e dall'altro rafforzare la responsabilità dei ricercatori.

... e applicare i risultati D'altro canto sarà necessario coordinare il promovimento della ricerca fondamentale e della ricerca applicata e favorire il trasferimento di tecnologia verso il settore privato. Le lacune nell'applicazione dei risultati della ricerca in innovazioni industriali costituiscono in effetti il problema maggiore nel settore della biologia. Visto che le

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imprese farmaceutiche e le industrie agrochimiche tendono sempre più a trasferire R&S e produzione all'estero, è ancora più importante colmare queste lacune.

Ricerca medica La biologia fornisce inoltre una base essenziale alla ricerca clinica e alla medicina in generale. Mentre la ricerca medica svizzera gode di fama internazionale, nel settore della ricerca clinica vi sono alcuni problemi.

Negli ospedali universitari la ricerca clinica non gode del riconoscimento che le spetterebbe in base al mandato universitario in materia di insegnamento e ricerca.

Presenta inoltre punti deboli in numerosi settori nonché lacune di tipo strutturale.

Il promovimento della ricerca clinica è connesso con quello del settore delle scienze della vita nel loro insieme. Si aggiungono poi due obiettivi particolari: ottimizzare il trasferimento dei risultati della ricerca biomedica di base verso la ricerca - clinica e orientata -- e garantire un collegamento migliore tra la ricerca clinica orientata e il settore sanitario, al fine di contribuire a contenere l'esplosione dei costi della sanità.

La Confederazione ha una responsabilità particolare per quanto concerne la ricerca nel settore sanitario, in particolare la ricerca nei settori della medicina sociale e preventiva, delle droghe e delle dipendenze, del cancro, dell'AIDS e dello sport.

4.2

Le scienze umane e sociali

Fonte di conoscenza per il singolo, strumento di orientamento per la società Nonostante si trovino a stadi diversi della loro evoluzione, le scienze sociali e le scienze umane sono soggette entrambe a profondi mutamenti.

Le scienze sociali, relativamente giovani e in piena espansione, sono alla ricerca della loro legittimazione e si adoperano al fine di rendere più visibili le loro potenzialità e i loro risultati ed essere riconosciute all'interno del settore scientifico tradizionale.

Le scienze umane sono invece un fondamento della nostra cultura e fanno parte della tradizione dell'università occidentale; anch'esse cercano però il loro posto nelle attuali trasformazioni socioculturali e si sforzano di ridefinire le loro relazioni con lo Stato e la società. L'oggetto sul quale vertono, l'essere umano in quanto creatore del suo mondo, corrisponde al bisogno centrale della società moderna, ossia la conoscenza di sé come base dell'azione créatrice.

Le scienze umane e sociali forniscono conoscenze fondamentali non soltanto per il singolo bensì anche per l'azione dello Stato. La ricerca in questo campo può creare le condizioni per una nuova etica sociale e ambientale che può servire da base per lo sviluppo sostenibile e apportare soluzioni a determinati problemi posti dalla transizione alla società dell'informazione. Essa costituisce inoltre un supporto privilegiato dell'insegnamento.

Promozione e formazione delle nuove leve La qualità della prestazione scientifica delle scienze umane e sociali è compromessa soprattutto da problemi di ordine strutturale. Questo settore si caratterizza infatti per una dispersione delle competenze e un individualismo marcato, che ostacolano l'elaborazione di programmi e la messa a punto di reti. Inoltre la formazione delle nuove leve scientifiche accusa un certo ritardo nel confronto internazionale.

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Una politica coerente d: formazione e promozione delle nuove leve è necessaria al fine di favorire la mobilità all'interno del Paese, ostacolata da divergenze tra regolamenti e mentalità. Spetta in primo luogo ai Cantoni universitari sviluppare e rafforzare il potenziale di ricercatori qualificati in queste discipline al fine di garantire la qualità e la continuità necessari a una ricerca di livello elevato. È inoltre compito delle università prendere misure che consentano di sfruttare meglio il potenziale delle scienze umane per lo studio di questioni e problemi attuali.

Nuovi programmi Nei limiti delle sue competenze la Confederazione intende lanciare programmi o progetti orientati verso problemi socioculturali, ma anche verso i problemi del mercato del lavoro e dell'economia.

Detti programmi permetteranno alle scienze umane e sociali di contribuire meglio alla riflessione e al dibattito sui problemi attuali della nostra società quali la disoccupazione, l'identità nazionale, l'interculturalismo, ecc.

«Futuro Svizzera»: la via giusta A differenza delle scienze umane, le scienze sociali sono già orientate in ampia misura verso i problemi concreti dello Stato e della società come testimonia la loro partecipazione ai programmi nazionali di ricerca e al programma prioritario «Futuro Svizzera». E necessario proseguire e sviluppare quest'orientamento.

Occorre inoltre prendere misure per migliorare le strutture istituzionali delle scienze sociali. Dette misure devono essere coordinate con quelle richieste dal settore delle scienze umane, al fine di giungere alla creazione di centri di gravita.

Alcuni settori specifici devono beneficiare di un promovimento particolare: la ricerca nel settore della formazione, per la sua importanza per l'insegnamento nel periodo di mutazioni che stiamo vivendo; la ricerca sulla scienza e la ricerca sull'università, settori importanti nell'ambito della politica scientifica e universitaria e dal profilo del loro contributo alla gestione delle università.

4.3

Sviluppo sostenibile e ambiente

La nostra responsabilità nei confronti delle generazioni future La protezione dell'ambiente, l'efficienza economica e la solidarietà sociale sono i Ire fondamenti dello sviluppo sostenibile, che deve consentire di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i loro.

Si tratta di creare una nuova sinergia tra lo sviluppo socioeconomico e la protezione delle risorse naturali e ambientali che modificherà la relazione tra ecologia e economia.

Le innovazioni di domani dovranno stabilire una relazione Ira le preoccupazioni relative all'ambiente e la produttività delle risorse. A lunga scadenza l'aumento dell'efficienza ecologica dovrebbe determinare una migliore competitivita.

Un ambiente intatto fa parte delle condizioni fondamentali dello sviluppo sostenibile e armonioso della nostra società. L'obiettivo di un'utilizzazione razionale delle risorse in una prospettiva a lunga scadenza è connesso a quello di un nuovo partenariato tra la scienza, l'economia e la società.

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Coinvolgimento di tutte le discipline La compatibilita economica e quella sociale sono indissociabili dalla compatibilita ecologica. La politica di ordinamento del territorio e la politica regionale sono anch'esse elementi necessari allo sviluppo sostenibile.

La ricerca nel settore dell'ambiente e la promozione di uno sviluppo sostenibile comprendono tutte le competenze e le discipline. Esse richiedono sia una ricerca fondamentale sia una ricerca direttamente orientata verso l'applicazione.

Tecnologie promettenti I risultati di questa ricerca hanno un valore scientifico, politico e tecnologico. Approfondiscono la nostra comprensione del sistema complesso nel quale viviamo e costituiscono un appoggio indispensabile per la presa di decisioni nell'ottica dello sviluppo sostenibile. Forniscono inoltre una base per mettere a punto tecnologie promettenti; a lunga scadenza l'aumento dell'efficienza tecnologica dovrebbe migliorare la competitivita.

La politica della ricerca nel settore dell'ambiente deve essere in accordo con il piano d'azione per uno sviluppo sostenibile adottato dal Consiglio federale.

E inoltre strettamente connessa con la politica della ricerca nel settore dell'energia che, a causa della rarefazione delle risorse naturali, ha dovuto concentrarsi sulle fonti energetiche alternative.

Prioritariamente occorre tuttavia promuovere le tecnologie che favoriscono uno sviluppo sostenibile nonché i settori che hanno già raggiunto un livello elevato e nei quali la ricerca può contribuire a uno sfruttamento durevole delle risorse naturali.

Integrazione di altre scienze Al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile a livello politico ma anche nelle mentalità in generale, la ricerca nel settore dell'ambiente deve integrare altre scienze (medicina, diritto, economia, scienze politiche), in particolare nelle azioni delle istituzioni di promovimento della ricerca.

Occorre inoltre promuovere la collaborazione alle reti di ricerca europee e internazionali, nonché il partenariato con i Paesi in sviluppo.

4.4

Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione

Una società dell'informazione a misura d'uomo 11 rapido sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione è paragonabile alla rivoluzione industriale del secolo scorso e ha portato alla nascita della società dell'informazione. Grazie alle nuove tecnologie la conservazione, l'elaborazione, la trasmissione, la diffusione e l'utilizzazione delle conoscenze e del sapere nonché la comunicazione interattiva avvengono in maniera completamente nuova e rapidissima.

Le nuove tecnologìe comportano in particolare una crescente interconnessione tra informatica, telecomunicazioni e media. I collegamenti telematici superano le frontiere e le reti sono una vera infrastnittura mondiale dell'informazione. Internet, il cui numero di utenti fa segnare un aumento esponenziale, è divenuto il simbolo di questa società.

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Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione contribuiscono in modo decisivo alla crescita economica e alla competitivita di un Paese nel contesto internazionale. I computer e le apparecchiature informatiche, ma anche lo sviluppo o l'adattamento di sistemi complessi di software, registrano oggi il ritmo di crescita più rapido tra tutti gli investimenti materiali effettivi.

Nuovi posti di lavoro in tutti i settori Lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie dell'informazione svolgono un ruolo essenziale per l'espansione di una nuova economia fondata sul sapere, sia nel settore della produzione sia in quello dei servizi, che comprenderà sempre più nuovi servizi a forte valore aggiunto.

Il rilancio della crescita e la creazione di nuove forme d'impiego passano tra l'altro attraverso la messa a punto di nuove tecnologie in questo settore. Con l'avvento della società dell'informazione si aprono molteplici possibilità di nuove attività, e questo praticamente in tutti i settori: commercio, industria, trasporti, educazione, sanità, cultura, politica....

Una sfida per i Governi L'impatto delle nuove tecnologie si estende all'intera economia e all'intera società.

La creazione di una società dell'informazione a misura d'uomo è una sfida per i Governi, che devono affrontare i problemi posti dalle nuove tecnologie. Non sarà possibile realizzare a pieno il potenziale di questa nuova società sulla base dei sistemi e delle tecnologie di oggi. Si impone pertanto uno sforzo continuo di ricerca, di sviluppo e di adeguamento delle tecnologie.

Ricerche transdisciplinari Occorre inoltre promuovere in modo particolare la ricerca orientata verso l'applicazione. Si tratta segnatamente di elaborare le basi scientifiche necessarie alla valutazione delle misure esistenti nonché alla presa di decisioni in merito a nuove misure giuridiche, economiche, sociali e sociopolitiche destinate a garantire una transizione armoniosa verso la società dell'informazione. Le condizioni necessarie a questa transizione ma anche gli ostacoli potenziali dovrebbero essere determinati su una base scientifica fondata, fornita da ricerche transdisciplinari.

L'apparire di questa nuova società non ha in effetti soltanto aspetti positivi. Non bisogna dimenticare che l'informazione e il sapere sono due cose distinte. I pericoli di una sovrabbondanza e di una manipolazione dell'informazione sono reali; la qualità dell'informazione è di conseguenza determinante. A questo proposito le scienze sociali e le scienze umane devono svolgere un ruolo cruciale. Possono contribuire a risolvere i problemi relativi al contenuto dell'informazione e aiutare ad abbordare le questioni giuridiche, logiche e etiche poste dalla società dell'informazione.

Un'infrastruttura per la ricerca Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione hanno una grande importanza anche per l'infrastruttura della ricerca. Uno sviluppo ottimale della ricerca passa infatti attraverso Un'infrastruttura performante per l'accesso all'informazione e per la trasmissione delle conoscenze. La futura collaborazione tra scienziati sarà realizzata sotto forma di cooperazione a distanza, di laboratori virtuali, di banche dati collegate a reti di informazione planetarie... L'infrastruttura necessaria deve essere messa a disposizione.

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5.

I principi direttivi

Al fine di migliorare l'efficacia del sistema della ricerca, le misure di promovimento, in particolare nei settori prioritari, devono poggiare su quattro principi direttivi: il promovimento delle nuove leve scientifiche, l'orientamento verso i bisogni degli utenti della ricerca, l'istituzione di collegamenti tra i diversi settori e il consolidamento delle capacità della ricerca.

5.1

II promovimento delle nuove leve scientifiche

La penuria di specialisti altamente qualificati è un problema preoccupante. Sia il settore universitario sia l'economia privata hanno bisogno di ricercatori di alto livello, e questi bisogni si accentueranno con l'istituzione delle scuole universitarie professionali (SUP). Ogni misura di promozione della ricerca libera e della ricerca orientata deve pertanto dare il suo contributo al promovimento delle nuove leve.

Borse e misure speciali II Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) deve intensificare gli sforzi intrapresi per sostenere i nuovi ricercatori nelle discipline nelle quali le nuove leve scientifiche sono notoriamente insufficienti. Da questo profilo il sistema di borse per i soggiorni all'estero riveste particolare importanza.

Inoltre il programma speciale di promovimento delle nuove leve universitarie lanciato dalla Confederazione per il periodo di pianificazione 1992-1999 è un'iniziativa importante per risolvere un problema urgente della politica universitaria, posto dai numerosi pensionamenti di professori (v. illustrazione III). Questo programma deve essere proseguito e sviluppato, per andare in direzione di un promovimento orientato verso le persone piuttosto che verso le istituzioni.

Misure da prendere nelle università La formazione delle nuove leve concerne nella stessa misura le università e i Politecnici federali nonché le SUP, che avranno una responsabilità particolare per la formazione dei quadri e degli specialisti di cui necessita l'economia. La situazione è particolarmente preoccupante nelle scienze sociali e in quelle umane. I Cantoni universitari dovrebbero prendere misure strutturali, quali in particolare l'aumento del corpo intermedio e il miglioramento delle condizioni di lavoro, un miglior collegamento tra l'insegnamento e la ricerca nonché lo sviluppo dei programmi di formazione e di perfezionamento a livello di laurea e post-laurea (seminari nazionali per dottorandi, scuole per dottorandi sul modello del «Graduiertenkolleg» tedesco, formazione postuniversitaria).

Anche l'aumento della quota delle donne nella ricerca e nell'insegnamento universitario deve essere oggetto di un'attenzione particolare.,.

5.2

L'orientamento verso i bisogni degli utenti della ricerca

Gli utenti della ricerca devono partecipare alla formulazione e all'esecuzione dei progetti di ricerca nonché alla messa in valore e all'applicazione dei risultati.

1223

Incentivazione mirata L'accento dev'essere posto sui settori nei quali i bisogni sono più estesi e l'effetto prodotto è maggiore. Il sostegno della collaborazione dell'industria, in particolare delle PMI, a progetti di ricerca o della loro partecipazione a progetti europei deve stimolare la loro capacità innovativa e la creazione di posti di lavoro.

Il dialogo tra la scienza e l'opinione pubblica Occorre inoltre adoperarsi in modo particolare per rafforzare il dialogo tra la scienza e l'opinione pubblica e sensibilizzarla - quale beneficiario ultimo dei risultati della ricerca - in merito ai problemi della scienza e della tecnologia. L'atteggiamento del pubblico nei confronti della ricerca scientifica non può essere definito sempre positivo. Gli scienziati si trovano più che mai confrontati con la sfida di rendere comprensibili i loro lavori e accettabili le loro conseguenze al grande pubblico; essi dovrebbero tener conto dell'inquietudine crescente di una parte della popolazione nei confronti dello sviluppo tecnologico (p. es. la tecnologia genetica e la biotecnologia)Le Accademie devono svolgere un ruolo importante in vista di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi scientifici. Un'attenzione particolare dev'essere riservata ai problemi etici e alle questioni della responsabilità dei ricercatori.

Valutazione delle scelte tecnologiche La valutazione delle scelte tecnologiche («technology assessment») è estremamente importante; una migliore conoscenza delle conseguenze e dei rischi risultanti dalle applicazioni tecnologiche della ricerca consente infatti di prevenire i rischi per l'essere umano e per l'ambiente e contribuisce a evitare conflitti. Per tali motivi il Consiglio federale intende proseguire e sviluppare il programma di valutazione delle scelte tecnologiche che il Consiglio Svizzero della Scienza (CSS) era stato incaricato di mettere a punto nel contesto dell'attuazione dei programmi prioritari.

5.3

L'istituzione di collegamenti tra i diversi settori

Innanzitutto occorre istituire un collegamento tra la ricerca fondamentale e la ricerca orientata verso l'applicazione.

Collaborazione rafforzata tra i diversi partner Un principio fondamentale è quello della continuità e della coerenza nel promovimento della ricerca grazie ad una collaborazione rafforzata tra il FNS e la Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI). L'obiettivo è un promovimento integrato di tutte le maglie della catena, dalla ricerca fondamentale alla ricerca orientata verso l'applicazione nonché un promovimento mirato della ricerca applicata precompetitiva al punto d'incontro tra la ricerca fondamentale e lo sviluppo vicino all'industria. Questo vale in particolare per i settori tecnologici ad alto contenuto scientifico.

Trasferimento di tecnologia In modo generale occorre ampliare il partenariato tra le imprese e gli istituti universitari- i principali promotori dell'innovazione scientifica e tecnologica.

Nell'ambito della ricerca orientata la CTI e il FNS devono rafforzare ulteriormente i loro sforzi in questo settore.

1224

Attualmente negli istituti universitari si stanno istituendo centri di trasmissione per il trasferimento di tecnologia. Gli organismi di contatto istituiti dai PF funzionano già in maniera soddisfacente; molto rimane però da fare per migliorare i punti di contatto tra le università e l'industria. Nel contesto attuale appare chiaro che è necessario intensificare le relazioni tra i produttori di nuove tecnologie, segnatamente i PF, e le imprese rivolte ai bisogni del mercato, che trasformano le innovazioni in prodotti.

Il punto di contatto tra gli istituti universitari e l'industria non serve soltanto al trasferimento dell'innovazione tecnologica; esso deve essere considerato anche come intersezione di due ambienti che si compenetrano per trasformarsi.

Le barriere tra i due settori devono essere soppresse per permettere una collaborazione dinamica. Occorre promuovere lo scambio di idee e di qualifiche ma anche di infrastrutture, per esempio per mezzo di progetti comuni, dello scambio di scienziati 0 della creazione di posti misti. Il partenariato tra gli istituti universitari e l'economia può tradursi anche in contratti di collaborazione con il settore privato per i laboratori universitari o in un cofinanziamento della ricerca universitaria da parte del settore privato.

Approcci interdisciplinari L'interdisciplinarita e la transdisciplinarità sono oggi un criterio centrale della ricerca innovativa. Molte delle grandi invenzioni scientifiche e tecnologiche si situano a cavallo fra diverse discipline. L'approccio interdisciplinare è inoltre importante per risolvere i problemi della società per mezzo della ricerca, come ben mostra la ricerca nel settore dell'ambiente.

1 programmi di promovimento della ricerca orientata hanno svolto un ruolo importante nello sviluppo della collaborazione interdisciplinare in Svizzera. Questo approccio deve essere proseguito in particolare nei centri di ricerca della Confederazione nei quali esso costituisce un complemento importante dei laboratori di ricerca universitari.

Obiettivi comuni Un altro collegamento dev'essere istituito tra le scienze naturali e tecniche e le scienze umane e sociali.

Gli obiettivi stabiliti per la ricerca orientata - contributo alla qualità della vita e mezzo di orientamento e di aiuto alla decisione - sono applicabili sia alle scienze naturali e tecniche sia alle scienze sociali e umane.

Inoltre la responsabilità nei confronti delle generazioni future è un obiettivo verso il quale tutte le discipline scientifiche dovrebbero tendere. Sia lo sviluppo sostenibile sia la costruzione di una società dell'informazione a misura d'uomo non possono essere realizzati senza una stretta collaborazione tra le scienze sociali e umane e le scienze naturali e tecniche.

Inoltre andrebbe intensificata anche la collaborazione tra la statistica federale e la ricerca nel settore delle scienze sociali. Vi sono numerosi punti di contatto tra i due settori. La statistica della scienza è un caso speciale. Essa elabora basi empiriche in merito al funzionamento del sistema scientifico e del sistema della ricerca. Allo scopo di garantire un'utilizzazione ottimale delle competenze, le inchieste di importanza nazionale necessarie all'osservazione permanente degli sviluppi sociali dovrebbero essere realizzate dall'Ufficio federale di statistica (UFS).

1225

5.4

II consolidamento delle capacità di ricerca

Per utilizzare in modo ottimale le capacità limitate della ricerca è indispensabile definire le priorità, ripartire i compiti e creare centri di competenza nazionali. Una certa «massa critica» è necessaria per disporre di centri di competenza di fama mondiale. Nella fissazione delle misure di promovimento occorre sottolineare il consolidamento delle capacità di ricerca grazie alla creazione di centri di gravita.

Consolidare la ricerca orientata: PP e PNR I programmi di promovimento della ricerca orientata - programmi europei, programmi nazionali di ricerca (PNR), programmi prioritari (PP), programmi d'azione dell'UFCO - devono essere adeguati ai bisogni futuri e essere consolidati in modo tale da costituire un sistema coerente.

I PNR si sono dimostrati validi in quanto strumenti della ricerca orientata verso problemi concreti e dovrebbero essere mantenuti, con i miglioramenti necessari affinchè siano in grado di adempiere la loro missione.

Dal canto loro i PP devono essere ripensati al fine di realizzare in maniera ottimale i cambiamenti strutturali ma anche affinchè siano delimitati meglio rispetto agli altri programmi. Occorre garantire la partecipazione attiva e l'iniziativa della comunità scientifica nonché un trasferimento efficace dei risultati. La futura organizzazione dovrebbe garantire sia l'insediamento nelle università sia il trasferimento verso l'industria, cosa che si realizzerà, ali'occorrenza, con diverse varianti, tanto per il concretamento di questo strumento quanto per la designazione dell'organo o degli organi responsabili dell'esecuzione.

Concentrare le competenze Gli istituti universitari sono particolarmente interessati allo sviluppo di centri di ricerca mediante la concentrazione delle risorse e l'istituzione di una rete universitaria svizzera. I «temi interdisciplinari d'interesse nazionale» proposti dalla Conferenza universitaria svizzera (CUS), che concernono in buona parte la ricerca, sono una forma interessante che deve essere sperimentata al fine di contribuire attivamente alla soluzione dei problemi del nostro tempo.

6.

I principi organizzativi e le misure

Nel quadro della «Riforma del Governo 1993» il Consiglio federale ha adottato numerose decisioni da applicare al settore «formazione, ricerca e tecnologia».

Nuove strutture federali Si prevede in particolare di concentrare questo settore in due dipartimenti, il Dipartimento federale dell'interno (DFI) e il Dipartimento federale dell'economia pubblica (DFEP), di ristrutturare gli organi di coordinamento e di ripartire i settori tra questi due dipartimenti. I direttori dell'Aggruppamelo per la scienza e la ricerca (ASR) e del futuro Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFPT), che sarà creato nel quadro della riorganizzazione del DFEP, assumeranno responsabilità congiunte, ognuno di essi con responsabilità primarie nel proprio settore di competenza. Le competenze nei campi della ricerca e della tecnologia verranno suddivise secondo il criterio del loro rapporto con l'economia. La competenza in materia di organizzazioni scientifiche internazionali è concentrata in seno al DFI;

1226

per le questioni relative alla cooperazione internazionale il DFAE manterrà però un diritto di cooperazione essenziale. Il DFEP è responsabile dei programmi tecnologici delle organizzazioni internazionali.

Pianificazione e gestione strategiche Verranno prese ulteriori misure al fine di assicurare un'azione efficace per quanto riguarda i processi decisionali importanti per la gestione. I direttori dell'ASR e dell'UFFPT assumeranno congiuntamente la responsabilità della pianificazione strategica delle prestazioni e delle risorse per l'intero settore della formazione, della ricerca e della tecnologia. In un «comité de pilotage» presieduto dai due direttori dell'ASR e dell'UFFPT, gli uffici rappresentano i loro interessi nella pianificazione strategica e vi partecipano in modo determinante. In tal modo vengono presi in considerazione i bisogni settoriali. La promozione alla ricerca sul piano operativo sarà concentrata nel DFI (Fondo nazionale) e nel DFEP (CTI).

Coordinare la ricerca grazie ad un'informazione migliore Altro elemento importante: una migliore informazione riguardo i progetti di ricerca.

Questo obiettivo sarà raggiunto con l'introduzione del sistema ARAMIS, che conterrà in un primo momento i progetti di ricerca dell'amministrazione federale, del Fondo nazionale e del Settore dei Politecnici e, forse successivamente, tutti i progetti di ricerca finanziati pubblicamente. Entro l'anno 2000 ARAMIS dovrebbe poter costituire una base adeguata per il coordinamento della ricerca.

Riesaminare i compiti degli organi consultivi In seguito alla riforma delle strutture a livello federale, la funzione consultiva in materia di politica della scienza, di cui si occupano attualmente il Consiglio Svizzero della Scienza (CSS) e occasionalmente le Accademie, dovrebbe ugualmente essere riconsiderato.

Un sostegno più efficace allo Stato...

Tenendo conto della crescente importanza della scienza in un mondo in evoluzione, lo Stato è anch'esso tributario di un apporto scientifico sempre maggiore. Quasi tutti i settori dell'attività politica ricorrono ora a consulenze e perizie scientifiche, che si tratti di contribuire alla soluzione di problemi concreti e di portare a termine obiettivi nel breve periodo, o al contrario di elaborare temi di ricerca nel lungo periodo nei settori in cui lo Stato ha particolari responsabilità. La ricerca non contribuisce solo alle decisioni, ma riveste anche un ruolo importante per quanto riguarda il controllo dell'efficacia dell'azione dello Stato; le scienze sociali hanno dato un notevole contributo in questo settore, segnatamente nel quadro dei PNR.

...grazie a programmi per la ricerca La ricerca nei campi politici deve essere integrata nella politica della ricerca. A tale scopo, un programma deve essere elaborato, sul modello di quello per la ricerca nel campo dell'energia, non solo per i quattro settori prioritari (in particolare per l'ambiente e per la sanità come parte integrante delle scienze della vita), ma anche in altri settori in cui lo Stato ha responsabilità particolari, quali l'istruzione e la formazione, l'agricoltura, i trasporti e la mobilità. Sarà così possibile assicurare la coesione delle attività di ricerca della Confederazione con la politica della ricerca in genere.

1227

Cooperazione nell'insegnamento superiore Nell'ottica della ricerca, la creazione di scuole universitarie professionali (SDP) è d'importanza capitale, non solo per la formazione di specialisti qualificati di cui l'economia necessita per le sue attività di ricerca, ma anche per il rafforzamento della posizione della Svizzera come luogo di produzione.

In virtù della legge federale sulle SUP e dell'ordinanza di applicazione, le scuole universitarie professionali hanno in effetti un mandato specifico in materia di ricerca. Devono esercitare attività di ricerca applicata e di sviluppo, assicurando una collaborazione adeguata con gli istituti di R&S universitari, con l'economia, l'amministrazione e altre cerehie interessate.

Scuole universitarie professionali: ricerca vicina all'applicazione Le SUP dovranno dunque essere integrate come partner effettivi all'interno della rete di ricerca, in particolare nel settore dell'ingegneria. Potranno contribuire in maniera rilevante alle attività di ricerca nei settori tecnologici ad alto contenuto scientifico, quali la biotecnologia, le tecnologie ambientali o la tecnica dei microsistemi.

Si renderà necessario ripartire i compiti all'interno del campo dell'insegnamento superiore: le università, ivi compresi i PF, saranno in primo luogo responsabili della ricerca fondamentale e della ricerca applicata a livello nazionale ed internazionale, mentre le SUP saranno responsabili della ricerca orientata e dello sviluppo a livello regionale. È comunque auspicabile un certa interazione tra i settori d'attività delle due diverse istituzioni.

La creazione delle SUP avrà conseguenze anche per la funzione della CTI all'interno del sistema atto a promuovere la ricerca. Il suo ruolo di punto di contatto tra le scuole universitarie e l'economia e la sua funzione di strumento di promozione della ricerca orientata verso l'economia in generale sono destinati a svilupparsi.

Misure finanziarie Le somme destinate ad incentivare la ricerca della Confederazione verranno decise dal Parlamento per periodi quadriennali, in base ai messaggi concernenti il promovimento della ricerca. I mezzi finanziari a disposizione del promovimento della ricerca dipendono dalla priorità che la Confederazione attribuisce alla ricerca, dall'evoluzione delle finanze federali e dalla situazione economica. Priorità ai programmi quadro dell'UE Per il Consiglio federale, la ricerca orientata deve concentrarsi innanzitutto sui programmi prioritari e sulla partecipazione ai programmi quadro di ricerca dell'UE.

Questi obiettivi principali si rispecchieranno anche nella ripartizione delle risorse disponibili.

Nell'ambito della cooperazione internazionale il Consiglio federale perseguirà una maggiore flessibilità nei rapporti con altre nazioniimpegnate in programmi di ricerca o con organizzazioni internazionali.

Programmi ad hoc Visto lo sviluppo rapido del settore della ricerca e della tecnologia, il Consiglio federale si riserva peraltro la possibilità di proporre al Parlamento, in caso di necessità, misure speciali o programmi di promovimento ad hoc che permettano di reagire in maniera immediata e mirata alle nuove necessità nel campo della ricerca.

1228

Paesi Bassi

Svezia Danimarca

Regno Unito Belgio Finlanda

Canada Germania Francia

Austria Israele

Italia Norvegia

Australia

Giappone

Nuova Zelanda

Irlanda

Spagna

Classifica mondiale in base all'indice relativo di citazioni ·(numero di citazioni per articolo; periodo 1992-1996)

Stati Uniti

Fonte: ISPs National Science Indicatore on Diskette, 1992-96

Svizzera

Ricerca sull'ambiente: impatto dei processi biologici sul clima, bilancio energetico e circolazione dei composti chimici negli ecosistemi

S K

Illustrazione HI Struttura del corpo dei professori per età (1994)

10

15

20

25

30%

Fonte: Ufficio federale di statistica

0106

1231

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Finalità della politica della Confederazione in materia di ricerca dopo il 2000 del 22 ottobre 1997

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1997

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23.12.1997

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