09.429 Iniziativa parlamentare Soppressione della CCP Rapporto dell'Ufficio del Consiglio nazionale del 26 agosto 2010

Onorevoli colleghi, con il presente rapporto vi sottoponiamo il progetto di modifica del regolamento del Consiglio nazionale, che trasmettiamo nel contempo per parere al Consiglio federale.

L'Ufficio vi propone di approvare il progetto allegato.

26 agosto 2010

In nome dell'Ufficio: La presidente, Pascale Bruderer Wyss

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Rapporto 1

Genesi del progetto

Il 20 marzo 2008, con 39 voti contro 1, il Consiglio degli Stati ha soppresso, su richiesta della stessa, la sua Commissione delle costruzioni pubbliche (CCP-S), con effetto dal 1° aprile 2008. Da allora, i relativi affari vengono attribuiti alla Commissione delle finanze, dove una sottocommissione li sottopone a esame preliminare.

Per seguire l'esempio della Camera alta, nel novembre del 2008 il consigliere nazionale Hans Rutschmann ha presentato alla Commissione delle costruzioni pubbliche del Consiglio nazionale (CCP-N) la proposta di elaborare un'iniziativa di commissione volta a sciogliere la Commissione stessa. Il 20 aprile 2009, dopo una discussione approfondita, con 6 voti contro 5 e 1 astensione la CCP-N ha deciso di non dare seguito alla proposta; essa ha invece ritenuto indispensabile accrescere la propria importanza e ha deciso di consolidare la sua attività di corapporto negli affari inerenti al settore delle costruzioni. Con lettera del 29 aprile 2009 ha proposto all'Ufficio del Consiglio nazionale che in futuro questo le sottoponga per corapporto tutti i messaggi del Consiglio federale riguardanti i mutui alla Fondazione degli immobili per le organizzazioni internazionali (FIPOI), nonché quelli riguardanti le costruzioni militari. Lo scopo è che la commissione competente coordini i suoi lavori con la CCP e che inizi le deliberazioni solamente dopo avere ricevuto il parere di quest'ultima.

Il consigliere nazionale Rutschmann ha in seguito mantenuto la sua richiesta e il 30 aprile 2009 ha depositato un'iniziativa parlamentare che chiedeva lo scioglimento della CCP. Il 23 novembre 2009, nell'ambito dell'esame preliminare, l'Ufficio del Consiglio nazionale ha sentito l'autore dell'iniziativa e l'allora presidente della CCP-N, il consigliere nazionale Urs Hany e, con 7 voti contro 4, ha deciso di non dare seguito all'iniziativa. Una minoranza dell'Ufficio ha proposto di darvi seguito.

L'Ufficio ha nel contempo deciso di soddisfare la richiesta della CCP-N e, quindi, di sottoporle per corapporto tutti i messaggi del Consiglio federale riguardanti la FIPOI e le costruzioni militari.

Il 9 marzo 2010, con 105 voti contro 67, il Consiglio nazionale ha deciso di dare seguito all'iniziativa Rutschmann e ha dunque incaricato il suo Ufficio di elaborare un progetto di modifica del regolamento del Consiglio nazionale.

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Motivi per lo scioglimento della Commissione delle costruzioni pubbliche

L'8 novembre 1991 l'Ufficio del Consiglio nazionale aveva deciso di assegnare il settore dell'edilizia pubblica alla Commissione delle costruzioni pubbliche, trasferendo tuttavia la responsabilità del settore delle costruzioni militari alla Commissione della politica di sicurezza (CPS). In seguito, l'ambito delle competenze della CCP è stato ridotto due volte: ­

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dal 1996 i progetti che riguardano la Fondazione per gli immobili delle organizzazioni internazionali (FIPOI) vengono esaminati dalla Commissione della politica estera (CPE);

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dalla metà del 2004 le costruzioni del settore dei PF vengono presentate al Parlamento come parte del preventivo e non più con un messaggio separato, così che l'esame preliminare è passato dalla CCP alla Commissione delle finanze (CdF).

Nell'ambito delle competenze della CCP è dunque rimasta circa la metà delle costruzioni civili federali e, date le mansioni limitate, il suo onere lavorativo risulta esiguo. Durante tutta la 47a legislatura, alla Commissione sono stati assegnati per esame appena cinque affari del Consiglio federale (quattro testi sul programma delle costruzioni civili e l'ordinanza che ha sancito la nuova competenza della CdF nel settore delle costruzioni dei PF) e un'iniziativa parlamentare. Si prevede che in futuro la situazione non cambierà di molto.

Non è sensato mantenere in vita una commissione che, di regola, quale unico affare della Camera esamina, con competenza decisionale, il programma delle costruzioni civili. Nel caso concreto inoltre, come spiegato, attualmente sono quattro le commissioni competenti per il settore edilizio. Questa frammentazione delle competenze porta a problemi di coordinamento e doppioni e rende impossibile una panoramica sul settore edilizio della Confederazione o la verifica di standard edilizi uniformi. La situazione è particolarmente insoddisfacente nell'ambito delle costruzioni civili federali, ripartito a due commissioni (CCP e CdF). I pochi affari trattati dalla CCP vanno perciò trasferiti alla Commissione delle finanze la quale ­ come provano le esperienze fatte finora dalla CdF-S da quando è stata sciolta la Commissione delle costruzioni pubbliche del Consiglio degli Stati ­ è assolutamente in grado di procedere a un esame appropriato del messaggio sugli immobili: la sottocommissione della CdF-S incaricata dell'esame preliminare di tale messaggio non si limita affatto ad aspetti prettamente di politica finanziaria, bensì prende in considerazione anche questioni specifiche alla costruzione e procede a sopralluoghi. Già oggi, un esame approfondito di progetti di costruzione concreti è possibile soltanto per quelli il cui valore è di oltre 10 milioni di franchi. Tutti quelli il cui valore è inferiore a tale importo vengono finanziati mediante il credito quadro contenuto in ogni messaggio sugli immobili. Nel valutare il credito quadro, si tratta non tanto di chiarire questioni di tecnica della costruzione quanto, in fondo, di chiedersi se la Confederazione sia in grado di finanziare questi importi. Per giudicare la questione la Commissione delle finanze è persino più adatta della CCP. Riguardo ai corapporti della CCP sulle questioni inerenti alle costruzioni, l'esperienza mostra inoltre che a essi viene data poca importanza.

Al fine di organizzare in modo efficiente il lavoro parlamentare e uniformare le strutture commissionali delle due Camere, occorre perciò sciogliere la Commissione delle costruzioni pubbliche.

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Commento ai singoli articoli

Art. 10 n. 12 Conformemente all'articolo 42 capoverso 1 della legge del 13 dicembre 2002 sul Parlamento (LParl; RS 171.10), ciascuna Camera istituisce al proprio interno le commissioni permanenti previste dalla legge e dal proprio regolamento. Oggi, conformemente all'articolo 10 del regolamento del Consiglio nazionale del 3 ottobre 2003 (RCN; RS 171.13), quest'ultimo dispone di 12 commissioni permanenti, fra 5243

cui la Commissione delle costruzioni pubbliche. Il numero 12, in cui è menzionata la Commissione delle costruzioni pubbliche, viene abrogato.

Art. 15 cpv. 1 lett. a, cpv. 3 Il capoverso 1 lettera a e il capoverso 3 dell'articolo 15 (Ripartizione dei seggi) fanno riferimento all'articolo 10 del RCN. Considerato che il numero 12 dell'articolo 10 viene stralciato, è possibile, in entrambi i capoversi, fare a meno della precisazione «numeri 1­11», che esclude la CCP.

Cifra II (entrata in vigore) La modifica del regolamento del Consiglio nazionale entrerà in vigore il 5 dicembre 2011, per l'inizio della prossima legislatura. Negli ultimi mesi la CCP ha affrontato alcuni temi sui quali non ha ancora potuto concludere la discussione ed è suo desiderio portare a termine i suoi lavori. Inoltre, gli attuali membri della CCP sono stati designati per l'intera legislatura.

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Ripercussioni finanziarie e sull'effettivo del personale

Lo scioglimento della CCP non ha ripercussioni significative sulle finanze o sull'effettivo del personale. Viene meno l'indennità di seduta dei membri della CCP (in totale 27 625 franchi per cinque sedute nel 2009). Viceversa, la sottocommissione competente presso la Commissione delle finanze (che ora diverrà responsabile dell'esame preliminare del programma delle costruzioni civili, su un modello analogo a quello messo in piedi per il Consiglio degli Stati) avrà probabilmente bisogno di un giorno di seduta supplementare. L'attuale segreteria della Commissione delle costruzioni pubbliche verrà soppressa, per la segreteria della Commissione delle finanze ne risulterà però un esiguo onere supplementare.

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Basi legali

La modifica proposta si fonda sull'articolo 36 LParl.

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