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Foglio Federale

Berna, 18 febbraio 1972

Anno LV

Volume I

N° 7 Si pubblica di regola una volta la settimana. Abbonamento annuo fr. 22.--, semestrale fr. 16.--, Estero fr. 37.-- con a'legata la Raccolta delle leggi federali. -- Rivolgersi alla Tipografia Grassi & Co. (già Tipo-litografia Cantonale) Bellinzona Telefono 092/25 18 71 -- Ccp 65-690

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11111 Messaggio del Consiglio federale all'Assemblea federale concernente i nuovi articoli costituzionali su l'istruzione e la ricerca (art. 27,27 Ms e 27 quater ) (Del 19 gennaio 1972)

Onorevoli signori, presidente e consiglieri, II 27 settembre 1971, vi abbiamo presentato un rapporto concernente l'iniziativa popolare sulla coordinazione scolastica, depositata il 1° ottobre 1969 dalla Sezione giovanile del Partito svizzero agrario e del ceto medio (BGB) (FF 1971 II 685), e vi abbiamo raccomandato di invitare il popolo a respingere tale iniziativa. Nel contempo annunciavamo l'apparizione di un messaggio inerente alla revisione degli articoli costituzionali sulla scuola e di un disegno di articoli sull'ilstruzione e la ricerca. Abbiamo ora l'onore di esporvi qui di seguito le nostre proposte.

1 Introduzione e cenni generali La Costituzione federale del 1874 si attiene ali principio della sovranità cantonale in materia scolastica. Detto principio è stato invero esplicitamente formulato soltanto nel 1963 con l'inserimento nella Costituzione federale dell'articolo 27 'mater sulle borse di studio. Il vigente articolo 27 conferisce alla Confederazione attribuzioni ristrette nel campo delle scuole superiori e della scuola primaria; contiene inoltre disposizioni sulla direzione pubblica delle scuole elementari e sulla tutela della libertà di credenza e di coscienza nelle scuole pubbliche. L'articolo 27 b ' s prevede l'assegnazione di «sovvenzioni» nell'ambito «del dominio dell'istruzione primaFoglio Federale 1972, Vol. l

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ria». Non vi è presentemente un esplicito fondamento costituzionale per il promovimento della ricerca scientifica.

Dal 1874, le condizioni nel settore dell'istruzione si sono fondamentalmente mutate. Soprattutto dopo la seconda guerra mondiale si è manifestata un'accelerazione nel processo evolutivo. È certo che le mutazioni sociali ed economiche necessiteranno un ulteriore potenziamento dell'istruzione, come anche riforme e innovazioni. La Costituzione deve tener conto di questi fatti. Essa deve creare una base portante, un fondamento dunque che permetta di riorganizzare la nostra scuola e il nostro apparato culturale, tenendo conto delle esigenze dei prossimi decenni. L'adeguata soluzione di questi problemi influirà decisamente sul futuro dei nostri giovani e, pertanto, anche sul destino del nostro Stato.

Prima di motivare il tenore dei nuovi.articoli costituzionali, ci sembra opportuno di descrivere nelle grandi linee la situazione del nostro sistema scolastico -- a tutti i livelli, dalla scuola dell'infanzia all'università e ali' educazione degli adulti -- e <di accennare di scorcio allo status della ricerca in Svizzera. In tale riguardo, è obbligo riconoscere che Cantoni e Comuni hanno sempre rivolto la massima cura al settore 'scolastico. Ancor oggi, il nostro .sistema educativo regge favorevolmente al confronto con le condizioni esistenti negli altri Paesi. È generalmente noto che il buon lavoro svolto nelle nostre 'scuole popolari è stato, per lunghi decenni, una solida base per d'alto livello qualitativo del'la produzione svizzera e, quindi, un fondamento dell'espansione economica. È d'uopo poi rilevare che i provveditori scolastici si sforzano di tener conto delle scoperte pedagogiche e dei progressi scientifici. Costantemente si intraprendono riforme più o meno vaste e si tentano nuove vie. Da alcuni anni, la Conferenza dei direttori dei dicasteri cantonali della pubblica educazione ha assunto un ruolo dirigente in questo campo. Essa è riuscita ad attuare il concordato scolastico intercantonale, inteso non solo a unificare -la legislazione scolastica in importanti punti organizzativi ma anche a equiparare le strutture scolastiche e pertanto ad incentivare riforme interne. Nonostante questi sforzi e questi successi, molti problemi rimangono ancora insoluti soprattutto però sono assolutamente necessari sforzi cospicui per far fronte alle esigenze future.

Si sono per esempio accertate lacune nell'aggiornamento metodologico, nelle scuole speciali, nell'educazione degli adulti, nella formazione completiva delle persone operanti nei vari rami professionali come anche negli studi del terzo ciclo. Soprattutto, i Cantoni finanziariamente deboli e quelli montani non sono più in grado di sopportare gli oneri inerenti a un sistema educativo potenziato a tutti i livelli; donde il rischio di una disparità dell'istruzione che non potrebbe .giustificarsi né materialmente né politicamente. Ma gli oneri sono pure gravosi per i Cantoni finanziariamente forti, principalmente .per il rapido aumento delle spese universitarie. Non si deve dimenticare che le università da loro gestite non servono solo alla popolazione autoctona bensì anche, e in misura sempre maggiore, alla for-

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inazione di studenti provenienti da altri Cantoni e dall'estero. Non occorre insistere particolarmente sul fatto che la ricerca assume grandissima importanza per uno 'Stato industriale moderno. Per il nostro Paese, povero di materie prime e che può imporsi sui mercati mondiali soltanto con prodotti di prima qualità, la ricerca è .di importanza vitale. La ricerca fondamentale è finanziata quasi esclusivamente dal potere pubblico. Ma lo Stato deve prestare man forte anche 'alla ricerca applicata, segnatamente quando ha a che fare con problemi inerenti 'al bene comune, come la protezione dell'ambiente, la medicina sociale e preventiva, ecc. Considerata l'importanza di tali obbligazioni, la creazione idi un ineccepibile 'fondamento costituzionale appare ormai indispensabile.

La scuola si trova ovunque in movimento. Oli esperimenti avvenuti in Svizzera e all'estero e soprattutto i risultati della ricerca pedagogica genereranno nuove concezioni. Un racconcio degli articoli sull'istruzione deve essere dunque esaminato con circospezione. Occorre avantutto che le disposizioni proposte siano assai duttili per permettere ampi miglioramenti, senza impedire per altro qualsiasi sviluppo ulteriore.

Le innovazioni essenziali che vi proponiamo sono le seguenti: -- Statuizione normativa del -diritto a un'istruzione conforme alle proprie attitudini. L'inserimento di questo diritto fondamentale nella nostra Costituzione è incontestabilmente un progresso significativo. Il nuovo diritto ha i suoi limiti nelle attitudini individuali; nell'ambito del sistema educativo conferisce un diritto all'istruzione non, evidentemente, un diritto alla cultura, per la cui acquisizione lo stato non può offrire garanzia 'alcuna.

-- Conformemente all'evoluzione delle cose e attenendosi alla nuova concezione dell'ordinamento dello Stato federativo, si afferma che l'insegnamento è compito comune della Confederazione e dei Cantoni i quali devono adempiere quest'importante missione sociale in stretta cooperazione. Ancorché la responsabilità principale rimanga ai Cantoni la Confederazione deve pur assumersi nuovi compiti. Trattasi avantutto di evitare ia coesistenza sregolata 'di 'disciplinamenti federali e cantonali con una chiara delimitazione delle competenze fra i 'diversi enti .pubblici cui è deferita la gestione del sistema scolastico. Questa è condizione indispensabile per conseguire, a parità di prestazioni finanziarie, un rendimento migliore. Inoltre, l'auspicata collaborazione permetterà d'evitare che siano varati in modo autonomo e slegato disciplinamenti federali e ordinamenti cantonali.

-- La Confederazione è dichiarata competente a statuire principi sull'organizzazione e il potenziamento della scuola media, dell'insegnamento superiore e dall'educazione degli adulti come anche sull'assegnazione di aiuti finanziari all'istruzione. Le esperienze fatte con la vigente ordinanza concernente il riconoscimento degli attestati di maturità, con la

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legge federale sull'aiuto alle università e con quella sul sussidiamento delle spese cantonali per borse di studio, dimostrano chiaramente la, necessità di una legislazione di base. Il nuovo settore dell'educazione degli adulti potrà essere promosso e consolidato con disposizioni quadro federali. Nulla sì muta quanto all'ordinamento delle competenze in materia di -formazione professionale. Inoltre, l'istruzione prescolastica e quella della scuola dell'obbligo restano ancora di esclusiva competenza cantonale.

-- Secondo il diritto costituzionale vigente, la Confederazione può concedere sussidi alle scuole elementari, alle scuole professionali, alle Università come anche sussidiare le spese sostenute dai Cantoni nell'assegnazione di borse di studio. Questa scelta è condizionata storicamente, ma presentemente non è più oggettivamente giustificabile. Proponiamo pertanto di attribuire alla Confederazione una competenza generale che le permetta d'emanare provvedimenti di promovimento, competenza giusta la quale si potrebbe pervenire ad una congrua ripartizione delle competenze fra i responsabili dei diversi settori dell'apparato scolastico.

--· Alla Confederazione è attribuita la competenza di promuovere la ricerca scientifica, il che non costituisce una sostanziale novità. Nel settore della ricerca la Confederazione deve provvedere avantutto a soddisfare le proprie necessità nonché quelle della collettività e poi deve curare a che la ricerca sia condotta in istituti di grado superiore.

Fra 'le nuove disposizioni costituzionali, soltanto 'l'articolo 27 capoverso 1 concernente il diritto a un'istruzione conforme alle proprie attitudini esplicherà effetti immediati. Del rimanente, soltanto con la legislazione d'esecuzione, la cui elaborazione avverrà in stretto contatto con i Cantoni e con tutte le cerehie interessate, si potrà influire sul sistema scolastico svizzero. Non si può infatti legiferare a tutto vapore nel complesso e difficile settore dell'insegnamento. Si dovranno pure stabilire priorità e, soprattutto, norme federali <per i settori in cui già si dispone di una certa esperienza. Si tratterà dunque in primo luogo delle disposizioni esecutive sulla formazione professionale, le università, la scuola media (ordinamento della maturità), come anche sulle borse di studio e altri aiuti finanziari ali' istruzione. Anche per la ricerca potrebbe essere più realistico procedere gradatamente piuttosto che lanciarsi di primo acchito nell'elaborazione di una legge generale.

Vi sottoponiamo separatamente due disegni di decreti federali concernenti da un lato la revisione degli articoli sull'istruzione (27 e 27 bls ), e dall'altro la revisione dell'articolo sulla ricerca (27 «»«"e"-). Resta così aperta la possibilità di pronunciarsi in ifavore della revisione degli articoli sulla scuola respingendo nel contempo l'articolo sulla ricerca o, inversamente, 'di pronunciarsi in favore dell'articolo sulla ricerca e per il mantenimento dei vigenti articoli sulla scuola.

393 Infine, occorre rilevare che non designiamo più gli' articoli 27 e 27bis come articoli sulla scuola, ma come articoli sull'istruzione. Con ciò si vuoi esprimere il cambiamento intervenuto nella concezione dell'istruzione. L' istruzione non è un processo che può esaurirsi una volta per tutte nella formazione scolastica e professionale bensì uno sforzo' permanente dell'uomo desideroso di perfezionare le sue conoscenze. Anche se l'educazione permanente è affare del libero arbitrio 'dell'individuo, lo Stato è pur sempre chiamato a contribuire alla creazione delle premesse necessario.

2 Condizioni dell'insegnamento in Svizzera Qui di seguito esporremo succintamente le condizioni odierne della nostra scuola e accenneremo ai ·problemi che si pongono nei differenti cicli di formazione.

21 Scuola per l'infanzia Le nostre leggi cantonali sulla scuola -- tranne quelle di Basilea Città e di Ginevra -- non fanno menzione dell'istruzione prescolastica. Laddove esistono, i giardini d'infanzia sono a carico di Comuni, istituzioni di utilità pubblica o religiose o di privati e la frequenza è facoltativa. Fa ancora eccezione il Cantone di Ginevra dove l'istruzione prescolastica è per principio obbligatoria e annessa -- spesso anche per quanto concerne i locali -- alla scuola.

Da alcuni anni, la ricerca didattica sii occupa sempre più dell'istruzione prescolastica. Le risultanze .ottenute hanno rilevato che nelle scuole per l'infanzia si attua un importante processo educativo-, successivamente pressoché irrecuperabile, che favorisce, segnatamente per il bambino poco stimolato in famiglia, un adeguato sviluppo della personalità infantile, atto a facilitare l'iter successivo dell'istruzione scolastica. Come dire che l'asilo contribuisce essenzialmente ad attuare quell'uguaglianza delle possibilità che da ogni parte si promuove e si richiede. Occorre tuttavia riconoscere che la scuola materna non può sostituirsi all'educazione familiare ma soltanto completarla e che non è in grado di compensare le carenze risalenti ai primi anni di vita.

L'opportunità di insegnare già a livello prescolastico la materia scolastica vera e propria (leggere, 'scrivere, far di conto) è un problema metodologico inerente alla psicologia genetica e dell'apprendimento, problema che non può essere validamente risolto una volta per tutte. Poniam mente agli insegnamenti della pedagogia moderna: già a livello prescolastico si devono promuovere le facoltà intellettuali e spirituali del bambino e segnatamente la capacità ad esprimersi; è una premessa inderogabile, proprio anche in riguardo al miglioramento delle possibilità d'apprendimento. Con-

394 sideralè poi le odierne condizioni di vita e d'alloggio e quindi gli sforzati scompensi familiari, un compito altrettanto importante dell'istruzione prescolastica è senza dubbio quello di insegnare al fanciullo ad integrarsi per la prima volta in una comunità 'diversa .da quella domestica, di permettergli, con il gioco e l'esercitazione, di accostarsi al mondo deUa natura.

Nel complesso, il numero dei posti disponibili negli asili è però insufficiente. Nei luoghi di una certa importanza, la frequenza deve essere limitata a un solo anno prima dell'entrata nella scuola, e a volte nemmeno è possibile di far fronte a tutte le richieste d'ammissione. Si aggiunga che vi sono 'ancora parecchi Comuni sprovvisti di scuole per l'infanzia.

22 Scuola elementare L'obbligo dell'istruzione primaria ancorato nell'articolo 27 della Costituzione federale ha fatto sì che i problemi sorti nell'ambito di questo grado del sistema educativo hanno sempre raccolto una vasta eco popolare. La scuola elementare è profondamente radicata nel nostro popolo.

Astrazion fatta per l'obbligo surriferito, la Confederazione ha emanato relativamente poche disposizioni in materia di 'istruzione primaria.

L'artìcolo 27 della Costituzione federale obbliga i Cantoni a provvedere «per una istruzione primaria sufficiente, la quale deve stare esclusivamente sotto la direzione del potere civile». Inoltre, «le scuole pubbliche devono poter essere frequentate dagli attinenti di tutte le confessioni senza pregiudizio della loro libertà di credenza o di coscienza»; nelle scuole pubbliche l'istruzione deve in parte esser gratuita. La Confederazione ha rinunciato a stabilire criteri di giudizio per determinare se l'istruzione primaria sia o no «sufficiente». Date le diversità linguistiche e culturali del nostro Paese, si ritenne giudizioso -- e l'esperienza ha corroborato questo modo di vedere le cose -- di lasciare ai Cantoni la più ampia libertà possibile in riguardo alle esigenze cui dovrebbe soddisfare un'istruzione primaria sufficiente.

Anche l'introduzione dei sussidi all'istruzione primaria, nel 1902 (art.

27 bls ), non è stata collegata all'attribuzione di una competenza federale a stabilire norme o a esercitare una vigilanza in materia. I sussidi sono semplicemente vincolati a una destinazione parziale in favore dell'istruzione dei minorati. Inoltre, i contributi, che oggi non assumono più grandi rilievi, servono segnatamente a finanziare l'acquisto di materiale didattico per le regioni di lingua italiana e romancia e rappresentano ancora un aiuto per i Cantoni montani, particolarmente oberati dagli impegni scolastici.

Se il livello generale dell'istruzione in Svizzera non deve temere il paragone con l'estero, il merito essenziale lo si deve alla scuola del popolo, frequentata da tutti. Il fatto che le scuole cantonali sono state fondamentalmente sgrossate «a misura», ha permesso una crescita organica ed ha trovato e trova giustificazione nelle condizioni obiettivamente differenti idi ogni Cantone. Nel nostro secolo, tuttavia, le disparità economiche, sociali

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e culturali si sono progressivamente attenuate cosicché parecchie differenze un tempo indubbiamente fondate oggi paiono difficilmente giustificabili.

Per esempio, la durata della scuola elementare che dev'essere frequentata in comune da tutti gli scolari è ancora .differentemente disciplinata.

Essa è di tre anni nel Cantone di Vaud, dì quattro a Berna e Basilea Città, di sei a Zurigo e nella Svizzera orientale. Conseguentemente, la scelta della formazione scolastica successiva, che a volte pregiudica l'avvenire dell'individuo, può avvenire in età che differiscono persino di tre anni, secondo i Cantoni. Orbene, pluriennali esperienze didattiche nonché numerosi dati appurati dalla ricerca pedagogica moderna dimostrano che occorrerebbe ritardare il più possibile la decisione tìirca la carriera da intraprendere, talché si ipossa parimente tener conto di doti eventualmente ancora nascoste.

Peraltro, gli allievi che devono decidersi più presto di altri potrebbero a ragione sentirsi svantaggiati. Nel nostro rapporto del 27 settembre 1971 abbiamo già posto in evidenza altre disparità manifeste.

Oltre alila diversità dei sistemi scolastici cantonali, altri problemi si pongono ancora nel camipo della scuola primaria. Menzioniamo avantutto 'la mancanza di maestri. Particolarmente colpite sono regioni fuori di mano, in cui anche la rimunerazione è il più delle volte inferiore alla media. Ma, nella stessa città di Zurigo, all'inizio dell'anno scolastico 1971 non è stato possibile trovare un maestro per ogni classe. I corsi speciali organizzati dai Cantoni per le persone che già esercitano una attività professionale sono un palliativo. È ancora necessario ricorrere a maestri già pensionati e, a volte, richiamare all'insegnamento maestre sposate. Sarebbe inoltre opportuno di studiare provvedimenti per rialzare il prestigio della professione magistrale. Ritorneremo su questi problemi nel numero 24 (formazione dei docenti).

A lunga scadenza, l'impiego di moderne tecniche didattiche (dispositivi audiovisivi, ordinatori elettronici, telescuola) permetterà indubbiamente di ridurre il numero dei maestri. Tali mezzi ausiliari servono però avantutto a completare l'istruzione. Si deve essere coscienti ch'essi possono essere impiegati giustamente soltanto se preparati e curati da specialisti che, per lo meno nella maggioranza dei casi, provengono dal corpo docente.

La promozione della formazione di nuovi maestri è in ogni caso una delle esigenze più urgenti della politica dell'istruzione. Si noti però che non si tratta soltanto della 'scuola elementare, anche se questa merita particolare attenzione poiché lili suo buon funzionamento è indispensabile all'esito positivo dell'istruzione a tutti gli altri livelli.

Un altro problema che assilla non solo da scuola elementare è quello dello spazio. Anche se gli sforzi compiuti dai Comuni e dai Cantoni hanno finora permesso di garantire ad ogni fanciullo un posto nella scuola, anche se nel dopoguerra sono sorti nuovi e grandiosi edifici scolastici, non si deve dimenticare che in questo campo rimane pur sempre un ritardo da

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colmare. Anche i Cantoni montani si trovano in condizioni particolarmente difficili poiché molti Comuni non dispongono dei mezzi finanziari necessari per costruire installazioni costose.

Il costo degli edifici scolastici è un onere gravoso per gli enti pubblici responsabili (Cantoni e Comuni). Le moderne conoscenze mediche e pedagogiche -- integrazione più spinta dell'educazione fisica nel programma scolastico generale, promovimento della formazione artistica, completamento e intensificazione dell'istruzione con mezzi tecnici -- spesso non possono essere applicate poiché abbisognano di edifici costosi. Trattasi dunque 'di trovare vie e mezzi atti a garantire uno sviluppo delle nostre scuole elementari, conforme alle esigenze dei tempi.

Per quanto importante sia l'edilizia scolastica per l'esito positivo dell' istruzione, ben più importante è l'ambiente vero e proprio della scuola, plasmato dalla personalità e dalla capacità didattica del docente. Inoltre non possono essere trascurati gli ausiliari didattici. Ad esempio, il numero eccessivo di manuali in circolazione è stato sovente criticato. Numerosi sono gli inconvenienti derivanti da siffatta abbondanza: l'allestimento dei manuali impegna troppi docenti di valore con grave scapito per l'insegnamento; le tirature essendo basse, i prezzi sono alti e la presentazione tipografica sovente insoddisfacente. Per porre rimedio a tale stato di cose non resta altro che aumentare le tirature e prolungare così l'uso dei testi, donde però la forzata utilizzazione a lungo termine di manuali antiquati.

Tuttavia, non si può dimenticare che il nostro sistema decentralizzato ha consentito di produrre una serie di notevoli opere didattiche e accorda, in uno spazio ristretto, di procedere a sperimentazioni che un regime centralizzato non permetterebbe di fare.

Pertanto, tenendo pure conto dalle diversità regionali, non sembra auspicabile pubblicare, in ogni materia, manuali scolastici identici per tutte le regioni linguistiche. Occorre nondimeno sperare che si instauri anche in questo campo la migliore coordinazione intercantonale possibile 'giusta quanto s'è iniziato a fare in seno alla Conferenza dei capi dei dicasteri cantonali della pubblica educazione. Si noti infine che d'editoria privata contribuisce all'unificazione dei mezzi didattici, quando per esempio pubblica testi rispondenti ai bisogni di parecchi Cantoni.

La scuola idei popolo, che in vista del concordato sulla coordinazione scolastica deve essere estesa a nove anni in tutta la Svizzera, può, m tutti r Cantoni, sia comprendere esclusivamente la scuola elementare, sia, parzialmente, una scuola di grado secondario, col'legata o no a una scuola media superiore.

Per terminare, vorremmo accennare all'organizzazione delle nostre scuole elementari. Per quanto differenti siano le norme che le concernono, vi è nondimeno una certa uniformità nel senso che quasi ovunque i primi tre o quattro anni sono dedicati all'insegnamento della lingua materna, alle

397 semplici operazioni di calcolo, alla conoscenza del Paese e della natura, alla ginnastica, al canto e al disegno. È possibile tuttavia che vi siano scuole divergenti da questo tipo fondamentale. L'introduzione dell'insegnamento della matematica moderna ha provocato in quest'ultimi anni una certa differenzliazione. Anche 'le discussioni circa il momento più favorevole per iniziare l'insegnamento delle lingue straniere ha ingenerato sviluppi divergenti: mentre in generale nessuna di queste 'lingue è già insegnata a livello primario, in alcuni comuni del Valllese francofono, l'insegnamento del tedesco comincia -- a tìtolo sperimentale, ma con un successo notevole -- già nelle prime classi.

11 grado successivo -- dail quarto al sesto anno scolastico circa -- persegue scopi differenti secondo che comprenda ancora tutti gli obbligati o che sia ristretto a un numero più o meno grande .di allievi, preventivamente selezionati (ginnasio, scuola secondaria, scuola distrettuale). Qui si propende ad introdurre l'insegnamento della seconda lingua allo stesso momento. Questi sforzi 'di coordinamento hanno quasi dato i 'frutti sperati nei Cantoni romandi. Conteso è ancora il momento in cui debba intervenire la decisione di passare all'una o all'altra scuola di 'grado superiore o 'di 'rimanere nella scuola elementare e contesi sono i criteri che all'uopo si dovranno applicare. Un insegnamento pluriennale comune -- nel rispetto tuttavia delle attitudini proprie di ogni allievo -- presenta vantaggi incontestabili dall'aspetto sociale e risponde all'esigenza di offrire a tutti gli scolari, indipendentemente dalla loro origine, le medesime possibilità di istruzione. Con i loro sei anni di scuola elementare comune, i Cantoni della Svizzera orientale si avvicinano in questo senso alla soluzione del']a scuola unica oggi all'ordine del giorno.

Gli ultimi anni della scuola eleirnentare (dal settimo al nono anno circa) servono alla preparazione della scelta professionale. Mentre un tempo occorreva per lo più una formazione secondaria per accedere a una istruzione professionale, oggi i .giovani che hanno frequentato anche soltanto la scuola elementare possono già accedere a molte professioni. Il grado superiore della scuola elementare deve adeguarsi a questa evoluzione.

Interventi riformistici sono già in corso. Trattasi di trovare un giusto equilibrio fra insegnamento pratico artigianale e istruzione generale. L'allievo deve essere messo in grado di scegliere la sua professione, in perfetta cognizione di causa.

23 Scuola media Se ci si accorda in genere sulla nozione di scuola elementare, la terminologia applicata al grado scolastico successivo è fonte di notevoli difficoltà, dovute non solo a differenze fra le diverse regioni linguistiche ma anche a divergenze proprie a quest'ultime. L'«école secondaire» della Svizzera romanda non corrisponde alla «Sekundärschule» della Svizzera tede-

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sca, il «Collège» di Ginevra è essenzialmente differente dal «Kollegium» della Svizzera centrale, mentre i termini «Collège» e «Gymnase» designano la stessa cosa in parecchi Cantoni romandi. In certi Cantoni, per «Gymnasium» si intendono tutte le scuole che preparano alla maturità, in altri soltanto quelle .del ramo letterario. Questa molteplicità di 'denominazioni ha obbligato la Conferenza dei capi dei dicasteri cantonali della pubblica educazione a dedicare particolare attenzione alla elaborazione di una terminologia uniforme.

Qui di seguito tratteremo delle scuole medie che preparano alla maturità, nonché di tutte le altre scuole che all'infuori della scuola elementare possono indirizzare alla via degli studi, come ad esempio le scuole maggiori, quelle distrettuali, i ginnasi, tutte scuole cioè che permettono agli allievi di passare a una scuola successiva di grado superiore. Le scuole magistrali, considerate giustamente come appartenenti all'ambito della scuola media, sono oggetto di un capitolo speciale del presente messaggio (cfr. n. 24).

È interessante notare che lo sviluppo della scuola media è stato alquanto uniforme ancorché questo grado non sia menzionato, a differenza di quello primario, nella Costituzione federale. Ciò è preponderantemente dovuto all'influsso esercitato dal disciplinamento federale degli studi di medicina e della maturità necessaria per accedere a tali studi.

Secondo l'articolo 33 della Costituzione federale «resta in facoltà dei Cantoni 'il subordinare l'esercizio delle professioni liberali ad una prova di capacità»; dal canto suo, la legislazione federale deve provvedere «onde possano ottenersi certificati di capacità tali da essere validi in tutta la Confederazione». Al momento dell'adozione di queste disposizioni costituzionali, si poteva già prevedere che la legge federale sul disciplinamento dell' esercizio delle professioni liberali non sarebbe stata tosto promulgata. Nel!'

articolo 5 delle disposizioni transitorie della Costituzione si introdusse pertanto il seguente disposto: «le persone esercenti professioni liberali che prima dell'emanazione della Legge federale prevista all'articolo 33 hanno ricevuto da un Cantone o da una rappresentanza concordataria di più Cantoni il certificato d'idoneità, sono autorizzate ad esercitare la loro professione in tutta la Confederazione». In virtù di questo disposto, gli avvocati diplomati sono per esempio ammessi ad esercitare la loro professione in tutti i Cantoni. Questo disciplinamento ha dato ampia soddisfazione talché .oggi non vi è motivo di emanare una legge federale sull'avvocatura.

Le cose sono evolute differentemente nel campo delle professioni mediche (medicina umana, medicina dentaria, medicina veterinaria, farmacia). In materia, la Confederazione ha già legiferato nel 1877 conformemente ail' articolo 33 della Costituzione federale (LF del 19 die. 1877 sul libero esercizio d'elle arti salutari nella Confederazione Svizzera, CS 4 295). In base a questa legge, si è poi stabilito il regolamento degli -esami federali per le arti sanitarie -- più volte riformato -- in cui sono definite le esi-

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genze cui devono soddisfare i medici, i farmacisti, ecc. praticanti in Svizzera. E si è allora rilevato che le facoltà di medicina potevano garantire un buon livello di formazfoine costante soltanto se gii studenti affrontavano gli studi in condizioni pressoché uniformi e rispondenti ad 'alte esigenze.

La Confederazione doveva però astenersi dall disciplinare l'insegnamento secondario poiché la Costituzione non Je conferiva la competenza necessaria e doveva dunque restringersi, per via d'ordinanza, a stabilire in quali condizioni un attestato di maturità rilasciato da una scuola 'riconosciuta da un Cantone 'permettesse di presentarsi agli esami 'federali di medicina e, pertanto, 'di accedere agli studi corrispondenti. Si era convinti sin dall'inizio che per lo studio della medicina e segnatamente per l'esercizio di una professione medica era indispensabile un'ampia formazione generale.

Le esigenze prescritte dalla Confederazione per accedere agli studi di medicina hanno indotto le università svizzere ad ammettere per principio a qualsiasi facoltà 'i titolari 'di un attestato di maturità riconosciuto dalla Confederazione. Le due Scuole politecniche federali sono perfino tenute per legge aid accogliere, senza esami di ammissione, tutti i titolari di tali attestati. La maturità federale è arra di preparazione adeguata per gli 'Studi superiori. Si comprende quindi perché i Cantoni si sforzano di indirizzare le loro scuole medie verso lo scopo riconosciuto 'stabilito dalla Confederazione.

L'ordinanza vigente concernente il riconoscimento degli attestati di maturità risale al 1968 (ORM del 22 maggio 1968, RU 1968 713). Vi sono menzionati tre tipi di maturità: il tipo A, con ampio spazio al greco e al latino, il tipo B, latino e le lingue moderne, il tipo C, matematica e scienze naturali. I tre tipi di maturità danno la preminenza allo studio dalla lingua materna e di una seconda lingua nazionale; inoltre tutti e tre comportano una vasta iniziazione al patrimonio culturale e ai metodi di pensiero specifici sia del gruppo disciplinare linguistico-storico, sia di quello matematiconaturalistico. Esistono oggi in tutti i Cantoni scuole dei tipi A e B, che rilasciano attestati riconosciuti dalla Confederazione, ma vi sono alcuni piccoli Cantoni in cui non vi è ancora una scuola dove si può ottenere l'attestato del tipo C.

L'ordinanza summenzionata da alila Confederazione il diritto, e le impone persino l'obbligo, di accertare se le condizioni richieste per il riconoscimento degli attestati di maturità sono ancora soddisfatte; a tal fine essa dispone di una Commissione federale di maturità la quale visita le scuole e assiste agili esami. Inoltre, i provveditori scolastici -- per lo più i Cantoni, ma anche Comuni e corporazioni civili o ecclesiastìche -- fruiscono di una ampia 'libertà in materia di organizzazione. In particolare, la Confederazione si è astenuta finora dal prescrivere la durata minima e il numero delle ore d'insegnamento nelle singole discipline. Spetta alla Commissione di maturità di esaminare se eventuali modificazioni del programma di studio

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pregiudicano il conseguimento dello scopo prefisso, ossia la formazione generale necessaria per accedere agli studi superiori.

I Cantoni sono liberi di avere tipi di maturità diversi da quelli riconosciuti dalla Confederazione ed è affare delle singole università decidere circa l'immatricolazione dei loro titolari. Valga come esempio la maturità commerciale la quale permette di accedere agli studi di scienze economiche in tutte le università, mentre vi sono alcune e differenti riserve per tutte le altre facoltà.

II disciplinamento vigente degli esami di maturità, ancorché possa sembrare complicato al profano, ha permesso di ottenere una certa uniformità qualitativa dell'istruzione secondaria, senza pertanto giungere ad un risultato univoco. Tutte le scuole medie sono assolutamente in grado di sviluppare il loro «génie propre», garanzia di successo per la formazione liceale. In tal modo, prevedendo curricoli scolastici diversi da quelli sottoposti alla vigilanza federale, i Cantoni contribuiscono' a uno sviluppo dinamico della scuola media dacché nuove soluzioni possono essere sperimentate prima di essere dichiarate ovunque obbligatorie; forse, si esiterebbe infatti a prendere decisioni cogenti se non ci si potesse fondare su esperienze concrete. In caso di ristrutturazione delle competenze nei settore della scuola media, negl'ambito di un riassetto certamente ormai più che giustificato, si dovrà tener conto di questo fatto.

Le nostre scuole secondarie hanno conosciuto un forte sviluppo nel dopoguerra. Non solo si ampliarono scuole esistenti, ma si operò soprattutto una decentralizzazione nei grandi Cantoni. Nuove scuole sono oggi frequentate anche da giovani di regioni periferiche. L'aumento del numero dei maturandi (1950: 2424, 1970: 5959) dimostra che i Cantoni non hanno mancato di valorizzare le riserve inutilizzate sul piano della formazione, di offrire le stesse possibilità d'istruzione agli abitanti di tutte le regioni. Si rileva sempre più che le scuole non devono soltanto essere concepite in funzione dei bisogni che si manifestano in una data regione; infatti non può essere misconosciuta l'attrazione che la presenza di un nuovo istituto scolastico esercita specialmente su ceti ai quali un tempo l'istruzione secondaria era totalmente preclusa. Scuole costruite non più di dieci anni fa in base a progetti allora considerati, più che 'pretenziosi, oggi non bastano per far fronte alla crescita della popolazione scolastica. Certamente, non si è ancora giunti al punto di rinviare allievi per mancanza di ;spazio. Né si tratta, mercé condizioni d'ammissione più severe, d'adattare il numero degli allievi alla ricettività della scuola. Tuttavia succede che perfino nelle grandi città .non si riesce più a garantire un insegnamento adeguato quanto a locali e installazioni. A tutto ciò aggiungasi la carenza di maestri, particolarmente acuta, ancorché le condizioni in questo campo si siano alquanto migliorate negli ultimi tempi.

D'altra parte, lo sviluppo delle università non è stato così rapido come quello delle scuole medie. Finora, nell'ambito universitario sa è potuto

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evitare un «numerus clausus» per gli studenti svizzeri soltanto restringendo il libero accesso agli studenti stranieri, principio questo un tempo incontestato; tuttavia è d'uopo riconoscere che corsi e seminari sono a volte frequentati da una platea troppo numerosa per garantire ancora un'istruzione proficua. Ciò non toglie che si 'debba ulteriormente favorire senza remora alcuna lo sviluppo del nostro insegnamento secondario.

Accanto a questi manifesti problemi infrastnitturali non vanno dimenticati i problemi idi fondo che si pongono oggi all'insegnamento secondario.

La formazione generale dispensata dalla scuola media risponde ancora ai bisogni futuri deMa nuova generazione? Il bagaglio conoscitivo indispensabile per l'accesso all'Università dev'essere ancora arricchito nonostante la scuola rifiuti d'essere semplice dispensatrice di conoscenze? La scuola potrà assumersi veramente una funzione educativa? Il desiderio di ridimensionare la materia scolastica è quindi più che comprensibile se si pensa all'evolversi vorticoso ideile scienze naturali od alla crescente complessità delle scienze umanistiche (per esempio della 'filologia moderna). Parallelamente però si chiede, con buone ragioni, d'inserimento di nuove discipline nei programmi di insegnamento e l'accerttuazione di alcune altre ivi già contemplate: sociologia, psicologia, civica, musica e belle arti, sport.

Non si può però risolvere questo dilemma, amputando radicalmente dai curricoli singole 'discipline, per privilegiare una formazione specialistica, in funzione di determinate facoltà, a tutto scapito di una formazione generale. Tanto meno si pretende che ogni maturando sia idoneo a seguire un qualsiasi curricolo accademico. Ma poiché quasi la metà idi tutti i maturi non ha un'idea precisa sugli studi da svolgere o ritiene averne soltanto una pallida idea, si deve evitare di anticipare M momento della scelta degli studi, il che sarebbe immancabilmente il caso se la scuola media preparasse a una maturità conformata unicamente a singole facoltà. Insistiamo ancora sul fatto che gli odierni tipi di maturità corrispondono a doti e attitudini personali assai differenti ma non preparano a determinati cicli di studi. Il fatto che nelle diverse facoltà si incontrano titolari di attestati di maturità di differenti tipi è di grande rilievo per la qualità dei futuri quadri accademici.

È indispensabile instaurare on dialogo intenso e permanente fra scuola media e scuola superiore; a tal scopo, negli ultimi anni si sono costituite alcune commissioni «liceo-università» in tutti i Cantoni universitari nonché sul piano federalle. Trattasi in merito di riesaminare incessantemente lo scopo dell'insegnamento secondario e le attitudini richieste per l'accesso alle università.

La proporzione degli scolari che non terminano gli studi iniziati nella scuola media è relativamente alta (non vi sono statistiche valide per tutta la Svizzera, ma soltanto rilevazioni in luoghi particolari). È incontestabile che la Scuola media deve operare una certa selezione. Tanto più elastica è

402 nella prassi dell'ammissione, tanto più deve curare d'orientare gli allievi inidonei verso altre carriere. Il lavoro d'orientamento e di consulenza è poi particolarmente importante nel caso di allievi provenienti da cerehie che sono state finora pressoché impermeabili alla cultura. Un orientamento professionale a disposizione di tutti coloro che abbisognano di consigli aiuterebbe senz'altro gli allievi a scegliere cicli di studio conformi 'alle attitudini di ognuno 'diminuendo l'alto numero di perdite finora computate nella scuola media.

24 Preparazione degli insegnanti In questo capitolo dobbiamo restringerci per l'essenziale ad alcune osservazioni sulla preparazione dei maestri di scucila elementare. Avantutto, vogliamo però esaminare succintamente la formazione magistrale degli altri gradi scolastici.

In genere, i docenti della scuola media inferiore sono formati nelle università, nel quadro di un ciclo speciale accademico aperto ai titolari di un attestato di maturità e -- a talune condizioni -- ai titolari di una patente di maestro di scuola elementare. Soltanto il Cantone di San Gallo possiede una scuola per docenti di scuola secondaria, indipendente dall'università.

I Cantoni stabiliscono liberamente le condizioni d'eleggibilità dei docenti delle scuole medie, ma, in genere, esigono la formazione summenzionata.

I docenti delle scuole medie superiori sono anch'essi formati nelle università, ma nel quadro di un ciclo completo di studi accademici. Tale formazione magistrale si conclude con un esame di Stato vertente sia sulle conoscenze scientifiche, sia sulle attitudini pratiche e didattiche dei candidati.

Per la mancanza persistente di docenti, i Cantoni hanno rinunciato a porre come condizione per la nomina il 'superamento di codesto esame ed hanno ammesso l'equipollenza dei titoli accademici usuali. Applicando l'ordinanza federale sul riconoscimento delle maturità, la Confederazione veglia da parte sua a che 'gli insegnanti delle scuole medie abbiano ultimato i loro studi universitari.

Le università di Basilea, Berna e Losanna nonché .la Scuola politecnica federale di Zurigo preparano docenti di ginnastica per le 'scuole con corsi della durata di quattro-otto semestri sanciti con il conseguimento del diploma federale 'di maestro di ginnastica e di sport I e II. Occorre pure menzionare la Scuola federale di ginnastica e sport di Macolin ove vengono preparati soprattutto i maestri di sport attivi all'esterno della scuola con corsi biennali .parimente sanciti da un diploma federale.

L'Ufficio federale dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro organizza, per tutta la Svizzera, corsi di formazione 'per i maestri delle scuole professionali. Rinviamo in merito al punto 25 del presente messaggio.

I tre settori summenzionati sono presentemente oggetto di riforme connesse a quelle inerenti alle università, alle scuole e alla formazione prò-

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fessionale. Dicasi ddl pari della formazione dei maestri d:i scuola elementare. Tuttavia, considerati l'importanza affatto 'particolare 'di questo ganglio vitale di tutto il sistema scolastico nonché d'alto numero di 'persone interessate a questa carriera esamineremo separatamente, in modo più dettagliato, il problema degli istituti magistrali.

La formazione dei maestri di scuola elementare incombe ai Cantoni.

La Confederazione può esercitare un influsso diretto soltanto sull'insegnamento della ginnastica (da didattica dèlia ginnastica compresa) (Art. 9 dell' O del 7 gen. 1947 che promuove la ginnastica e lo sport). La legislazione di esecuzione dell'articolo 27quinquies della Costituzione federale sostituirà le disposizioni di detta ordinanza senza peraltro introdurre sostanziali modificazioni.

La formazione dei maestri di scuola elementare può, secondo i Cantoni, essere compendiata nelle tre seguenti categorie principali: 1. scuola magistrale (in 'internato ed esternato), successiva alla scuola del popolo; durata degli studi: 4-5 anni; condizione d'ammissione: licenza ginnasiale o titolo equivalente; 2. scuola magistrale superiore (Oberseminar) di circa tre semestri per i titolari 'di un attestato di maturità; 3. corsi universitari di formazione pedagogica per titolari di un attestato di maturità.

All'istruzione provvedono i Cantoni o comunità religiose. In quest'ultimo caso, lo Stato, cui compete pure stabilire le condizioni d'abilitazione professionale, esercita l'alta vigilanza.

Anche nel settore della formazione magistrale assistiamo da qualche tempo ad iniziative 'di coordinazione intercantonali. La preparazione dei maestri di taluni piccoli Cantoni è curata in scuole magistrali d'altri Cantoni od in scuole intercantonali come per esempio nei Cantoni della Svizzera primitiva, dove, in un territorio ristretto si è istituzionalizzata una certa libertà di circolazione dei docenti. Tuttavia, per 'principio, i maestri sono ancor oggi eleggibili soltanto nel Cantone dove hanno ottenuto la patente. Invero, da penuria di insegnanti ha spesso costretto le autorità scolastiche ad assumere maestri diplomati in altri Cantoni per poter occupare tutti i posti 'liberi ed invero siffatto modo 'di procedere non si presta ad obiezioni particolari in quanto i vari curricoli cantonali per la preparazione dei docenti non differiscono tra loro più di quel tanto.

L'odierna penuria 'di maestri nell'ambito della scuola elementare non è dovuta semplicemente all'insufficiente frequenza degli istituti magistrali.

Quest'ultimi sono stati, in vari luoghi, ampliati considerevolmente proprio in quest'ultimi anni e pulludano di allievi. Il fatto è che, appena ricevuta la patente, molti maestri, specialmente uomini, proseguono immediatamente -- o dopo pochi anni di insegnamento -- gli studi per conseguire una formazione ulteriore (istruzione completiva per insegnare in una scuola

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media inferiore, studi universitari, formazione artistica). Conseguentemente si riscontra una diminuzione de] numero di maestri in attività. A livello nazionale, sin dalla fine degli anni '60 il numero delle allieve nelle scuole magistrali supera quello degli allievi. L'interesse femminile alla professione magistrale è certamente buona cosa, ma non bisogna dimenticare che la donna abbandona in media l'insegnamento dopo poco meno di dieci anni, privando così la società del beneficio di una preziosa esperienza professionale.

Diversi provvedimenti sono stati proposti, e in parte attuati, per rimediare a questo stato di cose. Menzioniamo soprattutto i corsi di perfezionamento intesi all'approfondimento delle conoscenze generali e didattiche; in questo campo, le associazioni pedagogiche e le autorità scolastiche cantonali compiono già da anni un assai utile lavoro d'avanguardia. Si ammette presentemente che il perfezionamento permanente dev'essere considerato parte integrante dell'esercizio della professione magistrale. Si devono inoltre menzionare i provvedimenti presi dai Cantoni per rimuovere le disparità salariali fra regioni appartate e centri urbani. Da parte sua, il Consiglio d'Europa raccomanda .di affidare interamente la cura -di preparare i docenti di tutti i gradi del complesso insegnativo, docenti delle scuole elementari compresi, alle università. Conseguentemente, tutti i docenti dovrebbero aver compiuto gli studi medio-superiori.

Per altro, si sono fatte per lo più buone esperienze con i corsi speciali, destinati a formare all'insegnamento primario adulti attratti dalle professioni pedagogiche; tali corsi permettono alla scuola di garantirsi servizi di persone ricche d'esperienza pratica.

Sottoponendo la formazione magistrale ad esigenze elevate, si contribuirà alla promozione sociale della professione, condizione questa indispensabile per la fedeltà dei maestri alla loro attività professionale.

25 Formazione professionale Iniziariamente, la formazione professionale nell'industria, nelle arti e mestieri e nel commercio era di competenza delle associazioni professionali e delle aziende. Nondimeno, già dal 1884, la Confederazione ha stanziato contributi in favore dell'insegnamento professionale, subordinandoli a poche condizioni che hanno intaccato minimamente la libertà di movimento delle scuole. Per poter emanare un disciplinamento federale esteso al complesso della formazione professionale mancava ancora e soprattutto un adeguato fondamento costituzionale. A causa di taluni abusi riscontrati nell'ambito del tirocinio, si 'rilevarono nondimeno necessarie disposizioni imperative di diritto pubblico per proteggere l'apprendista. Negli anni '90 del secolo scorso alcuni Cantoni cominciarono ad emanare leggi sul tirocinio; allorquando scoppiò la prima guerra mondiale, quasi tutti i Cantoni possedevano un disciplinamento in 'materia. Nel 1908, si varò il fondamento

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giuridico, fino allora mancante, necessario per l'emanazione di prescrizioni federali nel settore ideila formazione professionale, inserendo nella Costituzione föderale un articolo 34 ter conferente alla Confederazione il diritto di legiferare nell'ambito professionale. La promozione del tirocinio, dell' ·istruzione e del perfezionamento 'professionale, furono il centro di postulati che diedero il via a questa revisione costituzionale. Per diverse circostanze, passò lungo tempo prima che la Confederazione facesse uso di questa sua attribuzione legislativa; la legge federale sulla formazione professionale fu emanata soltanto il 26 maggio 1930 ed entrò in vigore il 1° gennaio 1933.

Con la revisione, nel 1946, degli articoli economici della Costituzione si definì pure in termini più precisi il previgente fondamento legale della formazione professionale; nel nuovo articolo 34 ter , che ricapitolava i diritti sociali della Confederazione, si specificò nella lettera g che la Confederazione aveva il diritto di emanare disposizioni «sulla formazione professionale nell'industria, nell'artigianato, nel commercio, nell'agricoltura e nei servizi dell'economia domestica». La legge federale del 1930 fu riformata nel 1963 ma, tenuto conto delle esperienze fatte, si rinunciò a modificare nella sostanza il sistema della formazione professionale.

Né la legge del 1930 sulla formazione professionale né quella del 1963 sono leggi quadro. Per contro, la Confederazione si è riservata competenze essenziali che si estendono segnatamente al tirocinio professionale. Non solo delimita il campo d'applicazione della legge, ma anche emana regolamenti circa l'insegnamento e gli esami nelle singole professioni, si riserva di determinare le materie obbligatorie e il loro numero di ore e stabilisce alcune norme imperative applicabili all'istruzione professionale. La Confederazione è inoltre incaricata della preparazione dei maestri permanenti e ·ausiliari presso le scuole professionali e le scuole-officina per apprendisti.

Essa esercita pure un'influenza essenziale sulla strutturazione degli istituti d'insegnamento tecnico superiore. Inoltre, per mezzo delle condizioni poste in materia di sussidi, la Confederazione disciplina una ridda di dettagli in tutti i diversi gradi scolastici. L'esecuzione della legge spetta ai Cantoni; le competenze cantonali si restringono a provvedimenti di organizzazione e di vigilanza. In proposito, la legge lascia loro un ampio margine operativo poiché prevede unicamente che i Cantoni devono emanare le prescrizioni d'esecuzione necessarie, riservate le competenze della Confederazione. I provvedimenti cantonali d'esecuzione sono affatto importanti per il buon funzionamento di tutto il sistema della formazione professionale. Se, in certi settori del tirocinio, fossero insufficienti o inappropriati, il cosiddetto tirocinio aziendale potrebbe perfino essere fondamentalmente pregiudicato.

Estese attribuzioni sono state concesse alle associazioni professionali, soprattutto nel campo degli esami professionali e degli esami di maestria.

Quest'ultime sono autorizzate a organizzare autonomamente tali esami, sotto la vigilanza della Confederazione, ferma l'osservanza delle prescrizioni legali inerenti all'ammissione, ai certificati di esame e ai titoli di Foglio Federale 1972. Voi. I

.

2S

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studio. Per l'elaborazione dei regolamenti di tirocinio e d'esame, la Confederazione consulta le associazioni professionali e quest'ultime sono tenute ad allestire le parti tecniche. Esse organizzano inoltre corsi d'avviamento dove l'apprendista può apprendere gli elementi primi della professione. Per altro, scuole e corsi di associazioni professionali possono essere riconosciuti come scuole professionali per l'istruzione obbligatoria degli apprendisti. Si aggiunga che la Confederazione può incaricare un'associazione di organizzare gli esami di fine tirocinio in tutta la Svizzera o in parecchi Cantoni: la stessa competenza spetta ai Cantoni riguardo a un'associazione professionale cantonale. Quest'ultimi ricorrono alla collaborazione delle associazioni professionali anche in altri campi, per esempio per organizzare esami di fine tirocinio, corsi di maestria e corsi per esaminatori, per partecipare alla vigilanza sulle condizioni di tirocinio, per collaborare nelle commissioni scolastiche e peritali e per assumere insegnanti nelle diverse discipline professionali.

Senza la costante cooperazione delle associazioni professionali e delle aziende, non sarebbe possibile gestire il nostro sistema di formazione professionale caratterizzato appunto .da una stretta connessione con il mondo economico. I lavori della Commissione peritale federale per il miglioramento del tirocinio hanno permesso di -accertare che, di regola, il tirocinio aziendale dev'essere mantenuto, a condizione tuttavia che si modifichi essenzialmente la forma odierna. I corsi d'avviamento devono essere ampliati, sia quanto alla loro durata, sia quanto aJle materie insegnate ed estendersi su tutto il tirocinio. Occorre ·pure consacrare maggior tempo all'insegnamento professionale. Il tirocinio praticato finora si trasformerà in un tirocinio combinato in cui la parte riservata alila trasmissione di conoscenze ed elementi .pratici e teorici per mezzo -di corsi pratici e dell'insegnamento professionale sarà ampliata e assumerà forme parzialmente innovative.

Nelle linee, l'odierna ripartizione dei compiti fra Confederazione, Cantoni e 'associazioni professionali, potrebbe rimanere, ancorché non si possano escludere alcune mutazioni nell'uno o nell'altro settore.

Si riconosce generalmente che l'attribuzione alla Confederazione delle competenze in materia di disciplinamento della formazione professionale ha dato esiti positivi grazie soprattutto alla ripartizione anzicitata dei compiti. Prova ne è il fatto che al momento della revisione della legge del 1930, non vi fu nessuna proposta intesa a modificare ripartizione siffatta. Nemmeno se ne vede il motivo idi farlo nell'ambito del presente disegno, tantopiù che la procedura di consultazione sul disegno preliminare del Dipartimento federale dell'interno concernente i nuovi articoli costituzionali 27 e 27 bis non na dato adito ad alcuna controversia quanto all'opportunità di modificare le competenze conferite da lungo tempo alla Confederazione in materia di formazione professionale.

Per contro, l'enumerazione restrittiva dei gruppi professionali nell'articolo 34 ter capoverso 1 lettera g della Costituzione federale, che non include

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per esempio le professioni sanitarie, non si è rilevata felice. Il disciplinamento vigente non corrisponde al disegno iniziale del Consiglio federale, il quale proponeva, in correlazione con la revisione degli articoli economici, di autorizzare in modo assai generale la Confederazione ad emanare prescrizioni in materia di formazione professionale. Nel 1946, il Parlamento non volle però soddisfare a questa proposta. Successivamente tuttavia si palesò che la concessione di competenze ristrette non era adeguata poiché, per esempio, complicava notevolmente l'ordinamento della formazione nelle professioni paramedi'che. Nell'ambito della revisione costituzionale qui presentata, si è dunque previsto di conferire alla Confederazione una competenza globale in materia; questa proposta per 'altro non è stata da nessuno contestata nella procedura di consultazione summenzionata.

26 Scuola superiore Oltre al buon nome anche il benessere materiale e M progresso sociale di una nazione dipendono sempre più dal livello generale di formazione della popolazione nonché dagli sforzi prestati e dai successi conseguiti in campo scientifico. La nostra epoca è caratterizzata da uno sviluppo folgorante delle conoscenze scientifiche, da un'intellettualizzazione delle professioni e da esigenze sempre più alte nell'ambito professionalle. Proprio un piccolo Stato come la Svizzera deve, se vuoi garantire il suo futuro, consacrare tutte le sue energie 'al miglioramento e al rinnovamento del proprio sistema educativo. Tutti i recenti studi previsionali, segnatamente i Javori del prof. F. Kneschaurek, pongono in risalto che la penuria di forza-lavoro dn tutti i settori professionali rimarrà, anche in futuro, un costante problema economico e sociaQe. Nell'ambito della formazione accademica, tale penuria sarà oltremodo marcata tanto più che l'aumento degli studenti universitari e di scuola media è, nel nostro Paese, inferiore a quello accertato in altri Paesi altamente industrializzati. Questo ritardo è assai inquietante perché non si tratta soltanto di sostituire, di ricuperare e di completare, ma anche di far fronte ai nuovi bisogni, per esempio in riguardo alla soluzione di urgenti problemi sociali e di politica statuale (come quelli della protezione dell'ambiente, e dell'aiuto ai Paesi in via di sviluppo).

Alla formazione di
nuove leve scientifiche provvedono presentemente otto università cantonali e due scuole politecniche federali. Questa decentralizzazione riflette 'la diversità culturale del nostro Paese e garantisce una sana e stimolante emulazione scientifica; con una scuola superiore ogni 630 mila abitanti, la Svizzera ha una densità di scuole universitarie straordinariamente densa. Fin dagli anni '50, la Svizzera conosce una espansione universitaria considerevole, ancorché inferiore a quella di altri Paesi a noi simili. Alcuni dati potranno illustrare questo sviluppo.

Il numero totale degli Studenti è aumentato da 15 624 (di cui 3 290 per la SPF di Zurigo) nel semestre invernale 1952/53 a 25 659 (di cui 5 621 per

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la SPF di Zurigo) nel semestre invernale 1962/63 e a 39 995 (di cui 7 175 per le due SPF) nel semestre invernale 1969/70. Il numero degli studenti svizzeri era di 11 639 nel 1952/53, di 17452 nel 1962/63 e di 30906 nel 1969/70; secondo lo studio previsionale del prof. Kneschaurek, il numero degli studenti svizzeri sarà 'di 55 000 - 60 000 entro l'anno 2000.

Le spese universitarie (salari, costruzioni, attrezzature) sono aumentate molto più fortemente del numero degli studenti. La somma spesa per le scuole superiori svizzere ha superato i 155 milioni di franchi (di cui 51 milioni .per la SPF di Zurigo) nel 1958, è salita a 401 milioni (di cui 97 per la SPF di Zurigo) nel 1966 e ha raggiunto i 606 milioni (di cui 185 milioni per le due SPF) nel 1969.

La rapidità del progresso scientifico, il forte aumento della popolazione studentesca, il costo elevato delle nuove costruzioni universitarie e la crescita continua delle spese d'esercizio, hanno imposto eccessivi oneri finanziari ai Cantoni universitari, oneri che quest'ultimi non sono più in grado di sopportare a lungo termine. Pertanto, ila commissione peritale federale per le questioni d'aiuto alle università (commissione Labhardt), istituita nel 1962 dal Dipartimento federale dell'interno, giunse alla conclusione, nel suo rapporto pubblicato nel 1964, essere ormai giunto il momento di cambiare il modo di finanziamento delle università cantonali.

Secondo il parere commissionale, la soluzione poteva consistere soltanto nella concessione permanente di sussidi federali.

Tenuto conto delle raccomandazioni della commissione peritale, le Camere federali adottarono il 16 giugno 1966 un disciplinamento transitorio per un aiuto federale ai Cantoni universitari (per la prima volta veniva così pienamente attuata la competenza federale a sussidiare l'istruzione superiore, prevista fin dal 1874 nell'articolo 27 capoverso 1 della Costituzione federale). Si trattava di un provvedimento d'urgenza ristretto agli anni 1966-1968; in questo periodo l'aiuto progressivo della Confederazione raggiunse un totale di 200 milioni di franchi. Il 1° gennaio 1969, al disciplinamento transitorio è stata sostituita la legge federale del 28 giugno 1968 sull'aiuto alle università la quale, per l'essenziale, è una legge di finanziamento che garantisce un compromesso politicamente giustificabile fra salvaguardia dell'autonomia cantonale in materia scolastica da un lato e le attribuzioni federali indispensabili di coordinamento, consulenza e controllo dall'altro. Nello spirito del federalismo cooperativo, furono istituite .due giunte consultive idi politica universitaria per l'applicazione della legge: la Conferenza universitaria, come organo dei Cantoni universitari e delle scuole superiori, e il Consiglio della scienza, come organo consultivo della Confederazione. La legge di cui tratta prevede l'assegnazione di una sovvenzione articolata in contributi annui 'alle spese d'esercizio (sussidi base) e in sussidi per gli investimenti. Per il primo periodo di finanziamento (1969-1974), la somma complessiva dei sussidi assegnati ammonta a 1150 milioni di franchi.

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La situazione universitaria s'è tuttavia modificata in modo impressionante cosicché, appena tre anni dopo l'entrata in vigore della legge, si dovette procedere a una revisione parziale della stessa .per adattarla ai nuovi bisogni (altra ripartizione della somma totale; provvedimenti per impedire il numerus clausus; collaborazione intensificata della Confederazione alla pianificazione universitaria). È già fin d'ora certo che si dovrà parimente procedere, il 1° gennaio 1975, a una nuova ripartizione dei mezzi per il secondo periodo di finanziamento e a un esame approfondito di tutta la legislazione federale concernente le scuole superiori.

Il necessario sviluppo futuro delle università cantonali esigerà un aiuto federale sensibilmente più importante; ma occorrerà pure che alla Confederazione sia data la 'possibilità di esercitare un controllo più efficace sull'impiego razionale dei contributi stanziati. Si pone così il problema di un' alltra ripartizione degli oneri e delle responsabilità fra Cantoni e Confederazione. Finora, i problemi del coordinamento universitario (segnatamente l'attuazione in comune di compiti speciali, la divisione del lavoro e la istituzione di punti chiave, l'armonizzazione reciproca delle strutture e dei metodi) sono stati esaminati e risolti principalmente nel dialogo istituzionalmente garantito e in convenzioni fra i responsabili delle scuole superiori. Questa coordinazione orizzontale o cooperativa ha potuto ingenerare anche alcuni successi 'segnatamente nella Svizzera romanda. Occorre nondimeno esaminare se con lo strumentario dell'aiuto odierno alle università si potrà attuare quell'ideale vagheggiata «Università svizzera» oppure quali provvedimenti dovranno essere adottati per accelerare l'evoluzione nel senso auspicato. Trattasi segnatamente di determinare le attribuzioni che la Confederazione o istanze nazionali dovrebbero avere per partecipare alla strutturazione del complesso universitario e all'attuazione di una coordinazione verticale più efficiente, rispettando l'autonomia dei Cantoni e delle scuole superiori. Il quadro in cui la Confederazione dovrà assumere una parte di corresponsabilità e, pertanto, esercitare un influsso diretto, si ripercuoterà sull'impostazione della politica universitaria svizzera, segnatamente a livello degli organi e delle autorità responsabili. Il secondo rapporto del Consiglio della scienza sullo sviluppo delle università svizzere, che apparirà nella primavera del 1972, conterrà 'indubbiamente elementi importanti per la concezione della futura politica universitaria della Confederazione.

Si è parimente rilevata indispensabile un'intensificazione a tutti i livelli della pianificazione universitaria finora, invero, alquanto trascurata.

Infatti la pianificazione si prefigge quale obiettivo di proporre tempestivamente alle autorità politiche i provvedimenti propri ad aumentare l'efficienza delle nostre scuole superiori nella ricerca e nell'istruzione, a garantire una ricettività sufficiente e a prevenire così qualsiasi · pericolo di numerus clausus. Va da sé che la futura pianificazione universitaria svizzera non potrà restringersi a problemi di costruzione e di ricettività ma che, tenuto

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conto degli scopi dell'insegnamento universitario considerato come parte del complesso insegnativo, essa dovrà occuparsi anche di altri 'ardui problemi come quelli inerenti ailla creazione di nuove scuole superiori, di nuove forme d'i attività universitaria o di istituti superiori extra-universitari per sgravare le attuali scuole superiori. Quando si saranno definiti i bisogni di politica universitaria, e pertanto gli scopi che occorrerà assegnare allo sviluppo delle scuole superiori, la pianificazione universitaria dovrà esaminare pure l'assetto organizzativo, le ripercussioni sul piano del personale e gli aspetti finanziari. L'esito positivo di questo lavoro pianificatorio dipenderà essenzialmente dalla disponibilità di dati e cifre attendibili.

Ed è per questi motivi che si è già dedicata particolar cura al potenziamento della statistica universitaria. L'organizzazione e la strumentazione della pianificazione universitaria a livello nazionale sono strettamente connessi alla ripartizione federalista delle competenze nel settore universitario. Dacché la pianificazione deve incombere d'acchito ai singoli provveditori delle scuole superiori, ·;! ruolo della Confederazione sarà avantutto quello di coordinare, consigliare e 'aiutare.

Non basta tuttavia migliorare l'infrastnittura universitaria. Nel campo dell'istruzione, qualsiasi provvedimento di sviluppo deve rispondere simultaneamente a tre differenti esigenze: ai desideri individuali, ai bisogni sociali, ai presumibili imperativi futuri. Un profondo rinnovamento delle nostre scuole superiori avrà evidentemente ripercussioni organizzative e strutturali, ma il nucleo di tutti i provvedimenti rimarrà tuttavia la riforma degli studi.

Scopo principale della riforma degli studi è la ristrutturazione di tutti i cicli di formazione in modo che, oltre all'indispensabile bagaglio conoscitivo, gli allievi possono soprattutto acquisire l'attitudine necessaria ad apprendere criticamente e autonomamente nuove conoscenze, a captare e risolvere nuovi problemi e conflitti. Certamente, la formazione scientifica deve costituire il fondamento della futura attività professionale ma non dev'essere intesa come una preparazione specialistica per determinate attività professionali. Per la rapida evoluzione e d'accresciuta mobilità nelle professioni universitarie gli studi non devono essere modellati in funzione di una determinata professione configurata secondo schemi stereotipati quanto piuttosto in funzione di un ventaglio il più possibilmente vasto di attività professionali. I curricoli di studi dovrebbero dunque essere sistemati secondo i criteri più flessibili e permettere diverse combinazioni e nuove forme di trasmissione del sapere. Se ciò fosse compatibile con le esigenze della formazione scientifica, occorrerebbe, in discipline adeguate, prevedere parecchi curricoli con una pluralità di scopi. A lungo termine, sarà così possibile istituire un sistema ben soppesato, con vie successive o parallele, ma sempre collegate le une alle altre.

La riforma degli studi non conseguirà tuttavia pienamente lo scopo prefisso se le scuole superiori non adatteranno simultaneamente le loro

411 strutture e 'la loro organizzazione ai nuovi bisogni. La riforma degli studi e la riforma delle strutture sono a tal punto interdipendenti che si potrebbe considerarle come due manifestazioni di uno stesso movimento di rinnovamento. Quanto alle competenze si può dire, semplificando, che la riforma degli studi incombe 'di per sé alle stesse scuole superiori le quali, a livèllo di facoltà o di unità subordinate, devono concertarsi sul piano nazionale; gli enti pubblici responsabili accorderebbero loro l'appoggio amministrativo e finanziario necessario. Per contro, i problemi della riforma strutturale devono essere esaminati e risolti in comune dalle scuole superiori e dalle collettività pubbliche; lo Stato stabilisce le condizioni generali dell'attività universitaria nell'ambito della sua legge isulle università.

Un comune denominatore contraddistingue le azioni riformistiche concernenti le strutture attualmente avviate nel nostro Paese: infatti, prima di decidersi per una soluzione determinata, si è soliti procedere a studi approfonditi ed a lunghe sperimentazioni; in altri termini si tende ad avanzare grado per grado. Questa tendenza è stata corroborata dalla raccomandazione della Conferenza universitaria alle autorità politiche e alle scuole superiori di fare esperimenti e di raccogliere tutti quei dati che potrebbero rilevarsi utili per l'elaborazione di nuove <e adeguate leggi universitarie (fase detta di sperimentazione).

Queste brevi considerazioni inerenti ad alcuni dei più urgenti problemi universitari e alle loro soluzioni possibili, fanno in ogni caso apparire chiaramente che lo sviluppo ulteriore e la riforma interna delle nostre scuole superiori sono compiti a lungo termine. Se la volontà di rinnovamento non verrà meno, le nostre scuole superiori testimonieranno la loro apertura di spirito e dimostreranno che sono capaci di adattarsi alle esigenze dei tempi moderni.

27 Educazione degli adulti L'educazione degli adulti assume sempre maggiore importanza. Oggi è assai invalsa la convinzione che, tenuto conto del rapido sviluppo scientifico e tecnico, è possibile adeguarsi alle esigenze dei tempi soltanto approfondendo sistematicamente le conoscenze acquisite nella scuola e nella pratica. Si aggiunga che la riduzione della durata del lavoro e il progresso tecnico e sociale procurano alla maggior parte della popolazione un ampio margine di tempo libero che dev'essere adeguatamente sfruttato. Inoltre, mette conto notare che il processo di intellettualizzazione delle professioni da noi già ricordato concerne non soltanto le professioni dei quadri bensì anche quelle della classe operaia; in tutte le professioni oggi si richiede una formazione generale molto più spinta d'un tempo. Infine, l'educazione degli adulti offre la possibilità idi colmare le deficienze giovanili, di ricuperare le occasioni mancate. In tal senso, lo sviluppo dell'educazione degli adulti contribuisce ad aumentare l'uguaglianza delle possibilità.

Ci restringeremo qui a'tìa formazione completiva, non professionale. Nel nostro Paese, questo compito è assunto quasi esclusivamente da istituti pri-

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vati, segnatamente da fondazioni cooperative, da istituti ecclesiastici e religiosi, da sindacati, ma anche e soprattutto da associazioni private conscie della responsabilità e dell'importanza dell'educazione degli adulti.

Non è possibile descrivere minutamente le organizzazioni che operano nel campo dell'educazione degli adulti: la diversità è troppo grande. L'assooiazione mantello, la «Federazione svizzera .per l'educazione degli adulti (FSEA)», comprende 26 organizzazioni di carattere nazionale, che si dedicano principalmente alla consulenza, al coordinamento e al sostegno delle loro sezioni regionali e locali.

Secondo gli statuti, la FSEA è autorizzata ad accogliere nel proprio seno qualsiasi organizzazione o istituzione che si prefigge di organizzare corsi di formazione 'generale e professionale permanente o di preparare gli adulti ad assumere responsabilità culturali, sociali e civiche.

Quanto ai corsi di formazione già organizzati vi sono dati statistici soltanto per 12 sezioni della FSEA. Quest'ultime, nel corso degli ultimi anni, hanno organizzato 'circa 22 800 corsi per anno. I partecipanti sono stati circa 440 000 (inclusi i partecipanti a corsi organizzati da -cinque altre organizzazioni).

Finora l'educazione degli adulti e stata finanziata in gran parte da cerehie private. Secondo le valutazioni della FSEA, nel biennio 1966-67 -- astrazion fatta per le biblioteche popolari -- per l'educazione degli adulti sono stati spesi complessivamente 24,5 milioni di franchi, di cui circa il 95% provenienti da fonti private e soltanto il 5% dai poteri pubblici.

Tranne pochi istituti legati ad aziende economiche, le organizzazioni che si occupano dell'educazione degli adulti dispongono di mezzi ristretti, provenienti per l'essenziale dagli stessi beneficiari. In riguardo della crescente importanza dell'educazione permanente, queste organizzazioni si sforzano già da qualche tempo di ottenere un aumento sostanziale dell' aiuto pubblico. A tal scopo, esse possono invocare le raccomandazioni delle conferenze internazionali. Così, per esempio, la Conferenza europea per l'educazione degli adulti, organizzata nel 1962 dall'UNESCO, ha invitato i Governi a promuovere questo settore educativo, giusta le esigenze della società moderna.

In virtù della sovranità culturale cantonale, spetta in primo luogo ai Cantoni favorire l'educazione degli adulti. I provvedimenti federali, su cui ritorneremo più oltre, hanno soltanto un carattere completivo. La promozione dell'educazione degli adulti è oggetto di speciali disposizioni legali nei Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese. Essa è sostenuta in virtù di una legge di promozione culturale nei Cantoni di Zurigo, Svitto, Soletta e Argovia e in virtù di disposizioni generali della legislazione scolastica nei Cantoni di 'Lucerna, Obwalden, Basilea-Città e Ginevra. Negli altri Cantoni, non vi è ancora nessun fondamento legale speciale per il promovimento dell'educazione degli adulti. I Cantoni che se ne occupa-

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no, do fanno in virtù della competenza consuetudinaria dello Stato a promuovere le attività culturali.

Quanto all'aiuto federale in favore dell'educazione degli adulti, è d'uopo osservare quanto segue.

Fin dal 1921, la Confederazione concede il proprio appoggio alla Biblioteca popolare svizzera con sussidi annui che ammontano presentemente a 500 000 franchi. Nel rimanente, il promovimento dell'educazione permanente non professionale spetta avantutto alla fondazione Pro Helvetia, la quale si è assunta questo compito fin dalla sua creazione, concedendo sussidi per progetti concreti. I sussidi corrisposti a Pro Helvetia sono sensibilmente aumentati negli ultimi anni, passando da 60 mila franchi nel 1966 a 420 mila franchi nel 1971. I sussidi sono destinati avantutta ad appoggiare -le organizzazioni mantello, a finanziare singoli corsi e, particolarmente, la formazione di quadri. È sempre stato ben chiaro che Pro Helvetia si sarebbe occupata dell'educazione degli adulti soltanto a titolo provvisorio, segnatamente perché, conformemente al suo scopo, questa fondazione può, per principio, concedere sussidi soltanto a singole azioni: la concessione di sussidi regolari ad organizzazioni che si occupano dell'educazione degli adulti esula dall'ambito delle sue attribuzioni. Pro Helvetia ha pertanto espresso il desiderio di essere svincolata il più rapidamente possibile dal compito di promuovere l'educazione degli adulti. Il disposto costituzionale che vi proponiamo agevolerà l'elaborazione di un nuovo disciplinamento in materia.

Per effetto di alcuni interventi parlamentari in cui si invitava il Consiglio federale ad esporre i provvedimenti che si sarebbero potuti prendere, in collaborazione con i Cantoni e tenendo conto delle particolarità regionali, per promuovere, coordinare e intensificare l'educazione degli adulti, il Dipartimento federale dell'interno indirizzò, il 26 giugno 1969, una circolare ai Cantoni chiedendo loro di comunicargli quanto intrapreso in favore del promovimento dell'educazione degli adulti e di esprimere il loro parere quanto all'auspicabilità o all'indispensabilità di una partecipazione della Confederazione alla soluzione di determinati problemi. Questa consultazione rilevò che i grandi centri urbani già offrivano numerose possibilità di educazione permanente; 'per contro, i piccoli Comuni e soprattutto le regioni rurali appartate ne offrivano poche.

Dalle risposte ricevute s'è potuto desumere che i Cantoni attribuiscono alla Confederazione soprattutto il compito di aiutare le organizzazioni mantello nazionali ad accrescere ile loro attività consultive, coordinatrici e formative. In merito al congedo di studio il cui promovimento è parimente menzionato' come compito' federale, teniamo a rilevare che, in occasione di una riunione organizzata su questo tema nel giugno del 1971 ·dallia FSEA, riunione cui parteciparono pure importanti associazioni padronali e sindacali, prevalse l'opinione secondo cui occorreva lasciare

414 per il momento ai partner sociali la cura di disciplinare il problema, ancorché l'idea del congedo di studio fosse stata, nelle linee, accolta favorevolmente. Per contro, esige una 'rapida soluzione il problema delle borse di studio per la formazione di docenti specialisti nell'educazione degli adulti.

L'inchiesta del Dipartimento dell'interno ha infine permesso di accertare che l'onere finanziario derivante dalla gestione -del 'Sistema scolastico base è già talmente così grande per i Cantoni finanziariamente deboli che questi non sarebbero in grado di consacrare grosse somme a una promozione sistematica dell'educazione permanente. Parecchi Cantoni hanno chiesto esplicitamente che la Confederazione assumesse anche una parte delle loro spese in favore di tale settore, aiutandoli sia ad erigere costruzioni appropriate sia a 'gestire istituti locali. Si è espresso persino il parere di affidare alla Confederazione, in collaborazione coi Cantoni, tutto il settore della formazione completiva. Occorrerà pertanto esaminare se, per il promovimento dell'educazione degli adulti, si dovrà prevedere, oltre all'aiuto federale diretto alle organizzazioni mantello nazionali, anche un appoggio finanziario proporzionato agli sforzi cantonali secondo criteri che si dovranno ancora determinare.

Diversi Cantoni hanno insistito, nelle loro risposte, sull'importante contributo che radio e televisione sono in grado, a loro parere, di prestare nel campo dell'educazione degli adulti. Effettivamente, tutte le possibilità offerte da questi due mezzi di comunicazione di massa non sono state ancora studiate in modo esauriente. A titolo sperimentale, la televisione della Svizzera tedesca e retoromancia ha cominciato, nel 1909, in collaborazione con il terzo programma deMa televisione bavarese, a diffondere vere e proprie emissioni educative per .gli adulti. Ma paragonando quest'ultime a quelle 'di altre televisioni estere, si deve concludere che si impone un rapido sviluppo dei nostri programmi educativi. Questo sarebbe senz'altro anche il mezzo più efficace per contribuire a moltiplicare le possibilità di formazione in 'regioni rurali appartate.

Occorre infine menzionare che l'educazione degli adulti come formazione completiva permanente avrà parimente ripercussioni capitali sulle riforme concernenti altri 'livelli scolastici. Tutti i gradi del nostro sistema culturale e della formazione completiva devono essere coordinati in modo da preparare e 'incitare gli uomini a un 'apprendimento continuo, poiché le conoscenze acquisite devono essere costantemente rinnovate e completate.

28 Scuola speciale La formazione scolastica speciale di bambini fisicamente e mentalmente menomati è garantita dalla legge federale del 19 giugno 1959 su l'assicurazione per l'invalidità. Trattasi di uno dei tanti provvedimenti di riadattamento previsti dalla legge (come i provvedimenti di ordine medico

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0 professionale e la consegna di mezzi ausiliari) per integrare l'invalido, al momento opportuno, nel circuito- economico e nella società. Ancorché la educazione speciale debba essere, di regola, considerata come preparazione all'integrazione professionale, il diritto a un'adeguata istruzione speciale a favore dei minorenni 'praticamente inetti a ricevere una formazione sussiste indipendentemente dalla capacità futura di inserimento nella vita professionale. Si veglia tuttavia affinchè dopo la formazione scolastica speciale anche ai bambini più gravemente colpiti possa essere offerta, per quanto possibile, una occupazione adeguata.

Il diritto alle prestazioni speciali dell'assicurazione per l'invalidità, diritto che può giustificare un'azione in giustizia, spetta a qualsiasi minorenne che per invalidità non può frequentare le scuole del popolo.

Non possiamo qui disaminare la natura e l'estensione dei provvedimenti educativi speciali nei singoli casi (formazione scolastica speciale con contributi alle tasse di frequenza e alla retta, come anche alle spese di trasporto cagionate dall'invalidità; provvedimenti completivi 'di natura pedagogico-terapeutica) ; osserviamo nondimeno che l'assicurazione assume le spese suppletive derivanti dall'invalidità. Il contributo alle tasse di frequenza e alla retta è pertanto stabilito tenendo conto di una partecipazione cantonale e comunale corrispondente alle spese sostenute per l'istruzione dei bambini sani. Inoltre, se l'invalido è istruito in un internato, i genitori devono sopperire parzialmente alle spese d'alloggio e di vitto.

L'assicurazione per l'invalidità, che invero garantisce prestazioni ai privati -- dopo l'entrata in vigore dell'assicurazione nel 1960 sono stati concessi in totale 177 milioni di franchi per provvedimenti individuali di istruzione scolastica speciale -- è tuttavia assegnata subordinatamente a determinati -criteri: spetta infatti all'assicurazione determinare chi è invalido a' termini della legge. Tale delimitazione non è spesso facile soprattutto in riguardo ai bambini debili mentali. Di regola, gli scolari che possono seguire i programmi delle classi parallele e differenziali della scuola pubblica non sono considerati invalidi. A questa categoria appartengono 1 bambini con quoziente dell'intelligenza pari o superiore a 75; soltanto i bambini con un quoziente .di intelligenza inferiore a 75 hanno quindi 'diritto alla formazione scolastica speciale prevista dalla legge sull'assicurazione per l'invalidità. Nelle .regioni dove esiste una rete ben strutturata di classi parallele e differenziali, la delimitazione non offre difficoltà.

Non si può dire la stessa cosa laddove manca un sistema siffatto: infatti può succedere che un bambino, soltanto perché le sue prestazioni; sono analoghe a quelle di un allievo bisognoso d'istruzione speciale, sia classificato fra gli oligofrenici con le immaginabili nefaste conseguenze per tutto il suo successivo sviluppo. Per altro, nell'interesse degli 'oligofrenici profondi, la nozione d'istruzione scolastica speciale è interpretata assai estensivamente.

Nella revisione della legge su l'assicurazione per l'invalidità del 1° gennaio 1968, la nozione di inettitudine a ricevere un'istruzione è stata abro-

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gâta. Conscguentemente sono atti a ricevere un'istruzione scolastica speciale non solo i bambini menomati che possono apprendere le materie fondamentali come leggere, scrivere e far di calcolo, ma anche quelli che, per il loro ritardo, devono limitarsi ad acquisire una formazione pratica (abilità manuali, contatto con l'ambiente) o semplicemente 'gli atti indispensabili alla vita quotidiana (igiene personale, nutrirsi).

Si tien parimente conto di casi bisognosi di cure speciali Ciò offre il grande vantaggio che, in forma di provvedimenti pedagogico-terapeutici, si può già intraprendere in età prescolastica un processo inteso a sviluppare il bambino e a prepararlo all'istruzione pubblica o speciale o .ancora a una formazione completiva prettamente pratica, poiché dette prestazioni sono concesse dall'assicurazione invalidità indipendentemente dall'età dei beneficiari. Questi provvedimenti presi già in tenera età hanno un'importanza decisiva per le successive previdenze scolastiche e professionali i. I summenzionati provvedimenti 'di natura pedagogico-terapeutica, che sono applicati sia individualmente sia per gruppi, possono essere attuati all'occorrenza anche durante la successiva istruzione speciale in età scolastica. Sono parimente reputati invalidi i bambini che presentano turbe di comportamento provocate dall'ambiente, qualora gli influssi pregiudizievoli abbiano già intaccato la salute psichica. I cosiddetti caratteriali, che sono fasicamente e mentalmente sani, ma che, per mancanza d'educazione, non possono essere tollerati in una scuola pubblica e devono pertanto soggiornare in un istituto specializzato, non sono considerati invalidi a' termini della legge e non hanno dunque diritto ai provvedimenti di istruzione scolastica speciaue dell'assicurazione invalidità. La Confederazione tuttavia -- fondandosi sulla legge federale del 6 ottobre 1966 sui sussidi federali agli stabilimenti penitenziari e alle case d'educazione -- sostiene gli sforzi dei Cantoni intesi ad aiutare pure tali bambini.

Ma la definizione dei criteri di delimitazione non basta. Si devono trovare le vie e 'i mezzi necessari affinché gli aventi diritto possano profittare realmente dei provvedimenti scolastici speciali. Di per sé, l'assicurazione contro l'invalidità non richiede alcun obbligo di notificazione. Se il rappresentante legale del bambino minorato non fa valere pretesa alcuna, non si possono intraprendere provvedimenti di istruzione scolastica speciale. È vero che la vigilanza e la rilevatura dei bambini in età scolastica ricade nell'ambito della sovranità scolastica cantonale; nondimeno, non vi è nessuna garanzia che i bambini interessati siano indirizzati in ogni caso verso un'istruzione appropriata poiché alcuni Cantoni non conoscono l'obbligo scolastico per bambini minorati e, conscguentemente, nemmeno un diritto alla formazione di questi. Capita dunque che le autorità scolastiche competenti non abbiano molta esperienza in materia di vigilanza e rilevatura dei bambini minorati per il semplice fatto ch'esse stesse non ne sono tenute e che i genitori non sono, dal canto loro, vincolati ad un obbligo di notificazione all'autorità scolastica. In molti casi si lascia ai genitori l'iniziativa di

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decidere se i loro bambini minorati debbano beneficiare o no di un'appropriata istruzione speciale. La conseguenza può essere che detti bambini vengono sottoposti con gravi ritardi a provvedimenti appropriati il che ne può pregiudicare seriamente tutto il loro sviluppo futuro. Occorre nondimeno osservare che dopo l'introduzione dell'assicurazione contro l'invalidità, il numero dei bambini soggetti a un'istruzione scolastica speciale si è quasi duplicato. Nel 1969 ve ne erano 13 247.

Oltre ai provvedimenti di istruzione scolastica speciale, previsti individualmente, l'assicurazione contro l'invalidità conosce anche provvedimenti collettivi che profittano indirettamente ancora al bambino. L'assicurazione invalidità non dispone di nessuna propria scuola speciale e ha delegato l'esecuzione dei provvedimenti a istituzioni e persone esterne. Essa si affida alle iniziative dei Cantoni, dei Comuni e delle istituzioni private. L'assicurazione contro l'invalidità sostiene le scuole speciali pubbliche e quelle private riconosciute di utilità pubblica, come anche qualsiasi altro istituto di integrazione in quanto attuino provvedimenti di istruzione scolastica speciale per lo meno nella metà dei casi o durante la metà del periodo di soggiorno (sussidi per la costruzione, l'ampliamento e il 'rinnovo di tali scuole, come anche per l'acquisto di apparecchiature: di regola, un terzo delle spese, in casi speciali fino al 50%, e, inoltre, concessione di prestiti senza interessi; sussidi per compensare o ridurre il deficit d'esercizio). Dal 1960, l'assicurazione contro l'invalidità ha versato in totale 141,1 milioni di franchi in contributi per la costruzione, le attrezzature e le spese d'esercizio. Nel frattempo si è così potuto sestuplicare il numero delle scuole speciali.

Presentemente vi sono 370 scuole speciali con più di 13 mila posti in totale per bambini minorati.

Il numero di posti nelle scuole speciali è tuttavia ancora insufficiente.

Dopo l'attuazione delle costruzioni progettate, vi sarà posto sufficiente per la maggior parte delle categorie di invalidi.

Per garantire un insegnamento regolare adeguato le scuole speciali per bambini invalidi devono adempiere alcune condizioni stabilite dal Dipartimento federale dell'interno. Tali condizioni, concordate con i Cantoni, sono esigenze minime in materia di personale, di organizzazione e di istallazioni.

L'assunzione di personale specializzato pone problemi particolari. L'assicurazione contro l'invalidità sussidia invero la formazione e il perfezionamento degli specialisti in materia di istruzione e di perfezionamento professionale o di consulenza e assistenza di minorati; tuttavia, è spesso praticamente difficile trovare il numero necessario di collaboratori specializzati.

29 Aiuti finanziari all'istruzione e orientamento professionale Provvedimenti certamente dissimili, gli aiuti finanziari all'istruzione e l'orientamento professionale sono parimente destinati a permettere ai gio-

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vani di acquisire una formazione conforme ai loro desideri e alle loro attitudini. Entrambi si condizionano reciprocamente: né l'individuo né lo Stato hanno interesse a finanziare un'istruzione destinata in partenza a fallire -- donde il ricorso all'orientatore professionale; nessuno d'altronde dovrebbe essere impedito, per motivi finanziari, di intraprendere liberamente un ciclo di studi conformi alle proprie attitudini -- donde lo sviluppo, da qualche anno a questa parte, degli aiuti finanziari all'istruzione.

297 Aiuti finanziari all'istruzione La forma più invalsa d'aiuti finanziari pubblici all'istruzione è l'assegno di studio, sussidio questo fondamentalmente condizionato daMa situazione finanziaria del richiedente -- o dei suoi genitori -- e concesso in riguardo a una istruzione determinata, senza obblighi di restituzione. A certe condizioni, la Confederazione partecipa alle spese cantonali in favore delle borse di studio. Ritorneremo più oltre su questo aspetto del problema.

Benché abbiano perso importanza nel corso dell'ultimo decennio, si riscontrano ancora i prestiti e borse di studio soggette a restituzione; le condizioni di rimborso sono però generalmente favorevoli. La Confederazione non partecipa ai prestiti concessi dai Cantoni.

L'idea dell'assegno vincolato all'applicazione non è 'riuscita ad imporsi in Svizzera. Si è rilevato praticamente impossibile stabilire criteri oggettivi per una valutazione continua dei risultati scolastici, segnatamente a livello universitario.

L'importanza delle borse concesse da fondazioni private è via via scemata con l'aumento progressivo delle prestazioni pubbliche. Resta pur fermo che queste istituzioni continuano a rendere preziosi servizi, soprattutto nei casi limiti. Citiamo segnatamente la fondazione Pestalozzi e la fondazione Pro Juventute.

L'aiuto federale all'istruzione professionale e alla formazione agricola è concesso in virtù della legislazione sulla formazione professionale e della legge sull'agricoltura e,' per gli altri campi, in virtù segnatamente della legge federale del 19 marzo 1965 sul sussidiamento delle spese cantonali per borse di studio. Quest'ultima legge disciplina il finanziamento nell'ambito della scuola media e scuole superiori, delle scuole magistrali, delle scuole di preparazione allo stato ecclesiastico, delle scuole d'arte, delle scuole di servizio sociale e di quelle di personale paramedico.

Le tre leggi precitate hanno questo in comune: che subordinano i sussidi federali a prestazioni cantonali e, in certi casi, a prestazioni comunali o d'altro tipo.

La legge del 1965 rispondeva a un urgente bisogno poiché, agli inizi degli anni '60, le spese in favore degli assegni di studio erano sì esigue che non si poteva parlare di una vera ed efficace politica di promozione e

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men che meno di aiuti cospicui a favore dei ceti operai. Nel 1960, le spese cantonali -per borse di studio ammontarono a 7,2 milioni di franchi.

Con la legge del 1965 gli esborsi avrebbero dovuto essere aumentati considerevolmente. In questo riguardo, il nuovo disciplinamento, nel complesso, ha indubbiamente corrisposto a tale attesa dacché le 'spese cantonali ammontarono a circa 37 milioni di franchi nel 1966, a 45,4 milioni nel 1968 e a 75,3 milioni nel 1970. L'assegno di studio non ha più, come un tempo, il carattere di elemosina e questo anche perché le formalità per attribuirlo sono state semplificate nella maggior parte dei Cantoni.

Rallegrante nel complesso, questa evoluzione non deve tuttavia far dimenticare che taluni problemi non sono ancora stati risolti.

Dacché, conformemente alla sovranità cantonale in materia scolastica, ancorata esplicitamente nell'articolo costituzionale 27 quater sulle 'borse di studio, i Cantoni decretano liberamente le condizioni per la concessione ed il computo dei sussidi, il regime delle borse di studio nel nostro Paese rileva disciplinamenti assai differenti. Mentre in alcuni Cantoni le borse, tenuto conto dei mezzi dei richiedenti, bastano a compensare sia le spese di sussistenza, sia quelle strettamente scolastiche, in altri esse non permettono sempre di sormontare tutte le difficoltà materiali. Il trattamento, in parte ancora assai divergente da Cantone a Cantone, di persone in analoghe condizioni finanziarie, ostacola l'attuazione dell'uguaglianza delle possibilità, perseguita dalla politica in campo scolastico.

Inoltre, gli importi delle :borse 'di studio, stabiliti in alcuni Cantoni nella metà degli anni '60, oggi non bastano più in riguardo al rincaro. Un adeguamento è particolarmente 'difficile laddove i contributi sono stabiliti dalla legge.

Queste insufficienze sono da qualche tempo oggetto di critiche a volte violente. Il fatto che le borse di studio sono calcolate tenendo conto delle possibilità del richiedente e dei suoi genitori è considerato1 una limitazione alla libertà di intraprendere un'istruzione conforme alle proprie inclinazioni. L'Unione nazionale degli studenti svizzeri chiede pertanto un modo di finanziamento che garantisca a tutti gli interessati, indipendentemente dalle loro condizioni personali, un aiuto che copra tutte le spese e che dovrebbe essere rimborsato interamente o parzialmente -- secondo le possibilità del beneficiario -- al momento del passaggio all'attività produttiva.

Il fondo necessario a un tal sistema di finanziamento dovrebbe essere alimentato dalla Confederazione.

Ci pronunceremo su questa proposta quando sarà stata presentata la domanda di iniziativa popolare annunciata in proposito.

Una soluzione più differenziata è proposta da una commissione peritale composta di rappresentanti della Conferenza dei capi dei dicasteri cantonali della pubblica educazione e dell'Amministraziione federale. Ancor-

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che favorevole al mantenimento del principio di adeguare le borse di studio alle condizioni personali dei beneficiari, la Commissione domanda che variando in modo 'appropriato le condizioni .poste dalla Confederazione per la concessione nonché 'le aliquote dei sussidi federali si giunga ad un adeguamento reciproco degli ordinamenti cantonali. Inoltre, la Confederazione dovrebbe alimentare una cassa di prestiti per aiutare, a certe condizioni, tutte le persone adulte che intraprendono degli studi senza essere a beneficio di una borsa di studio.

292 Orientamento professionale In virtù delle sue attribuzioni nel campo della formazione professionale, la Confederazione ha obbligato i Cantoni ad organizzare l'orientamento professionale generale. Quest'ultimo servizio deve essere affidato a persone qualificate ed è in principio gratuito. La Confederazione promuove, con contributi e altri provvedimenti, l'orientamento professionale organizzato dai poteri pubblici o da organismi di utilità pubblica.

Si è rilevato necessario di completare l'orientamento professionale generale con un orientamento professionale accademico per allievi delle scuole medie e dell'università al fine d'esaminare l'idoneità degli allievi agli studi superiori, consigliandoli nella scelta del nuovo ciclo di studi.

Occorre qui menzionare che la legge del 1968 sull'aiuto alle università obbliga i Cantoni universitari a prevedere neWe loro leggi l'introduzione di disposizioni concernenti l'organizzazione e i compiti dell'orientamento professionale accademico e dei servizi di consulenza per gli studenti. Sarebbe tuttavia auspicabile che anche tutti igli altri Cantoni dispongano di un servizio di orientamento professionale accademico poiché proprio nelle regioni lontane da un centro universitario l'istituzione di un servizio di tal genere risponderebbe a un bisogno particolarmente urgente.

In genere, l'orientamento professionale, generale o accademico, è insufficientemente sviluppato. Manca il personale qualificato per poter seguire ogni caso con l'attenzione dovuta. Lo sviluppo dell'orientamento professionale ha dunque un'urgenza particolare ed è anche ormai indispensabile per la consulenza nei casi sempre più numerosi di cambiamento di professione in età avanzata.

3 Stato della ricerca in Svizzera

Nella seconda guerra mondiale e nei decenni successivi è apparso chiaramente che le prestazioni di un Paese nel settore della ricerca possono determinare in ampia misura la sua collocazione mondiale. Ma anche l'attività economica è sempre più influenzata dai progressi scientifici e tecnici fondati sulla ricerca. Menzioneremo come esempio gli sconvolgimenti industriali e amministrativi che sono insorti per effetto dello 'sviluppo dei calcolatori elettronici e che certamente insorgeranno ancora in futuro. Per que-

421 sto motivo, in tutti i moderni Paesi industriali, autorità ed imprese private hanno incrementato notabilmente i loro sforzi di ricerca fin dalla seconda guerra mondiale e oggi impegnano a tal fine somme cospicue. Nelle università, nell'industria e nei centri di ricerca statati, un gran numero di scienziati e di ingegneri si sforza di accrescere le conoscenze scientifiche di creare nuovi prodotti e d'elaborare nuovi meto'di. Negli ultimi anni ci si è tuttavia resi conto che l'utilizzazione inconsiderata delle nuove conquiste scientifiche e tecniche avrebbe .potuto provocare gravi danni naturali e persino gravi pregiudizi all'uomo. In ampie cerehie popolazione si palesa pertanto una certa rimostranza in riguardo alla scienza e alla tecnica.

Tuttavia, in molti Paesi, si tratta avantutto di creare degne condizioni di vita per la maggioranza degli abitanti. Persino nel nostro Paese altamente industrializzato si devono, in molte regioni (per esempio in quelle montane) e per ceti determinati della popolazione, migliorare sensibilmente le condizioni economiche e sociali. In tutto il Paese poi lo sviluppo infrastnitturale dev'essere assolutamente potenziato. Già questi pochi esempi, scelti fra i molteplici pro'blemi che la nostra società è chiamata a risolvere, dimostrano che i metodi oggi conosciuti ed i mezzi attualmente a disposizione non permettono di superare tutte le difficoltà presenti e future. La ricerca dev'essere dunque ancora promossa intensamente tenendo tuttavia conto, più di quanto è stato finora fatto, dei bisogni della collettività. Prima di qualsiasi applicazione pratica di nuovi metodi e prodotti occorrerà studiarne attentamente gli effetti sull'uomo e sull'ambiente. Alle pubbliche autorità incombe in merito una responsabilità sempre più vasta.

Esse devono vegliare a che le nuove leve siamo composte di specialisti qualificati, a che 'importanti progetti di ricerca possano all'occorrenza beneficiare dell'aiuto pubblico e a che quest'ultimo sia prestato nel modo' più razionale possibile, ossia nell'ambito di programmi di ricerca coordinati con scopi ben definiti.

Per avere una visione d'assieme sulla necessità in materia di politica della ricerca, occorre avantutto descrivere succintamente lo; stato presente della ricerca in Svizzera e i provvedimenti federali presi finora per la sua promozione, menzionando separatamente la ricerca nelle università, nell' industria e nell'amministrazione.

31 Ricerca universitaria In Svizzera come all'estero, la ricerca è soprattutto nelle mani delle università. Essa assume una funzione essenziale nella formazione degli studenti avanzati. La collaborazione a progetti di ricerca permette d'avere contatti diretti con le scoperte scientifiche più recenti facilitandone pertanto la conoscenza e l'assimilazione. Per questo motivo, l'attività di ricerca, pur non essendo strettamente indispensabile, è però quanto mai utile per l'impegno didattico dei professori.

Foglio Federale 1972, Vol. l

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Tuttavia, segnatamente 'dopo la seconda guerra mondiale, la ricerca universitaria non serve soltanto per l'insegnamento; essa è praticata e svifluppata anche tenendo conto dei bisogni della collettività in conoscenze nuove. Presentemente, insegnamento e ricerca sono considerati come compiti universitari di ugual importanza.

In primo piano vi è 'la ricerca fondamentale, ossia la ricerca di nuove conoscenze indipendentemente da qualsiasi esigenza di utilizzazione pratica.

Per svilupparsi armoniosamente, questo1 genere di ricerca ha bisogno della massima libertà intellettuale, senza obblighi di segretezza e di un regime assai duttile per quanto concerne le condizioni di .lavoro. Pertanto, tranne poche eccezioni, in Svizzera la ricerca fondamentale è concentrata nelle università. Soltanto alcune grandi ditte, soprattutto dell'industria chimica e farmaceutica, possono permettersi il lusso di esercitare parimente un'attività in questo campo.

Oltre a ciò, anche la ricerca applicata, i cui scopi sono condizionati da bisogni pratici, ha il suo posto nelle nostre istituzioni accademiche. Questa costatazione vale particolarmente per le due scuole politecniche di Zurigo e Losanna che devono mantenere un eccellente contatto con il mondo del lavoro per condurre a buon termine la preparazione degli ingegneri. I metodi di lavoro e gli strumenti impiegati nella ricerca applicata sono, in buona parte, gli stessi di quelli ricerca fondamentale. Anche parecchie discipline prettamente universitarie sboccano nella ricerca applicata.

La ricerca universitaria è presentemente finanziata principalmente con fondi pubblici. Si ritiene che in media circa il 30 per cento delle spese universitarie sono destinate alla ricerca. Attenendosi a questa valutazione, le prestazioni della Confederazione e dei Cantoni in favore della ricerca universitaria hanno raggiunto nel 1970 la somma considerevole di 180 milioni di franchi.

Affinchè la ricerca universitaria svizzera potesse tenere il passo dell' evoluzione mondiale, nel 1952 è stato istituito il Fondo nazionale svizzero per le ricerche scientifiche. Questa fondazione privata, che 'praticamente ottiene tutti i fondi necessari dalla Confederazione, sostiene la ricerca in tutte le università svizzere; nondimeno essa può promuovere la ricerca anche fuori dell'ambito universitario, in quanto questa non .persegua scopi commerciali. Le Camere federali si sono sempre mostrate generose verso il Fondo nazionale. I sussidi «federali elargiti alla fondazione ammontarono a 2 milioni di franchi nel 1952; furono ;poi aumentati progressivamente fino a un totale di 88 milioni di franchi. Con tali somme, il Fondo nazionale finanzia le spese per i collaboratori scientifici e per il personale tecnico ausiliare, per l'acquisto di apparecchi e di strumenti e altre spese per l'esecuzione di progetti di ricerca di insigni studiosi. Nel 1970, sono state esaminate 714 richieste .di sussidi e sono stati appoggiati 604 "progetti per un totale di 67,3 milioni di franchi. Inoltre, la fondazione promuove anche la formazione scientifica a tutti i livelli, concedendo borse di studio. Nel

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1970, il Fondo nazionale ha messo a disposizione 215 borse di studio per urna somma totale idi circa 3 milioni di franchi. Inoltre numerosi collaboratori ai progetti di ricerca sono retribuiti per mezzo dei sussidi del Fondo; spesso, partecipando a questi lavori, essi redigono la loro tesi ;di 'dottorato.

In casi eccezionali, ,per non perdere o per cattivarsi la collaborazione di eminenti studiosi, il Fondo nazionale può accordare sussidi individuali.

Occorre segnatamente sottolineare che il Fondo nazionale non promuove soltanto le scienze naturali, la matematica e le scienze mediche, ma anche le scienze umanistiche, senza veruna discriminazione. Certamente nel 1970 soltanto il 13,5 per cento dei fondi andarono alle scienze umanistiche mentre le scienze naturali e la matematica beneficiarono del 45,9 iper cento e, la biologia e la medicina del 40,6 per cento1, ma ciò è dovuto al fatto che nelle prime di queste discipline la ricerca abbisogna 'di un minor numero di apparecchiature e istallazioni costose.

Il Fondo nazionale sostiene principalmente la ricerca fondamentale. La Commissione per la promozione delle ricerche scientifiche (denominata anche «Commissione Allemann», dal nome del suo odierno presidente) si occupa per contro della ricerca applicata nelle università. L'attività di questa Commissione istituita 'già nel 1944 si fonda oggi sulla legge federale del 30 settembre 1954 sulle misure preparatorie intese a combattere la crisi e a procurare lavoro. In virtù del suo regolamento del 5 febbraio 1969, essa «può assegnare sussidi per progetti di ricerca suscettivi d'applicazione o commettere incarichi di ricerca d'interesse generale».

Finora, essa ha sussidiato principalmente ricerche universitarie; tuttavia anche altre istituzioni scientifiche che non perseguono direttamente uno scopo lucrativo possono all'occorrenza essere sovvenzionate. Mentre il Fondo nazionale valuta esclusivamente la qualità scientifica dei progetti sottopostigli, la Commissione tiene parimente conto 'della loro 'importanza economica. Nel 1971, la Commissione disponeva 'di una somma 'globale 'di 3 milioni di franchi.

Differenti cerehie economiche, segnatamente piccole e medie aziende, auspicano un appoggio statale più sostanzioso per la ricerca suscettiva di applicazione. Orbene, il Consiglio svizzero della scienza, congiuntamente con la Commissione Allemann, sta appunto esaminando i 'problemi mossi da un eventuale nuovo disciplinamento dell'aiuto federale in parola. La Commissione ha già formulato raccomandazioni per la continuazione e lo sviluppo di tali attività. Il rapporto correlativo è presentemente esaminato dal Consiglio della scienza; questo documento va situato quandi nel contesto più ampio degli sforzi intesi a promuovere un ponderato aiuto pubblico alla ricerca.

32 Ricerca industriate L'industria svizzera consacra somme importanti alla ricerca e allo sviluppo. Secondo alcune inchieste del direttorio dell'Unione svizzera del

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commercio e dell'industria (Vorort), queste spese ammontavano nel 1969 a circa 1,7 miliardi di franchi. In Svizzera, l'industria sopporta una parte delle spese di ricerca essenzialmente più ampia di quella dei poteri pubblici; in altre nazioni industrializzate, come gli Stati Uniti d'America, la Francia e la Gran Bretagna, i rapporti sono capovolti. Le statistiche sulla ricerca finora disponibili rilevano tuttavia che soltanto alcune branche (industria chimica e farmaceutica, industria meccanica, industria elettrica) curano intensamente la ricerca e lo 'sviluppo. Siffatto stato di cose non è iriscontrabile soltanto nel nostro Paese; anche in altri Stati si constata che l'industria farmaceutica investe una percentuale notabile delle sue risorse (circa 8 - 10% della cifra d'affari) nella ricerca e nello sviluppo.

A seguito di nuovi orientamenti nella politica della scienza di differenti grandi Paesi industrializzati, la situazione nelle branche finora poco orientate verso la ricerca è venuta modificandosi in questi ultimi tempi. La riduzione delle spese per la ricerca in certi settori (per es. in quello militare) è compensata, almeno parzialmente, da un diretto promovimento di 'progetti di ricerca aventi un interesse immediato per l'economia. Si dedica particolare attenzione agli sviluppi tecnici (metodi e materiale di costruzione, mezzi pubblici di trasporto, utilizzazione dei rifiuti ecc.) atti a migliorare le condizioni di vita e a. proteggere l'ambiente. Promossa dall'aiuto pubblico, tale ricerca troverà sbocco anche in rami industriali piuttosto conservatori. Questa evoluzione, in una con l'introduzione all'estero -di diretti programmi statali di promozione, influisce sempre più sulle prospettive di mercato della nostra industria orientata verso l'esportazione. Si aggiunga che la preparazione di un nuovo prodotto tdiviene, generalmente sempre più onerosa, segnatamente poiché le spese per le necessarie ricerche si fanno vieppiù rilevanti. Ecco perché le piccole e le medie aziende hanno già oggi grandi difficoltà per tenere il passo con il progresso scientifico e tecnico.

Si 'riconosce unanimamente la necessità, già menzionata nel capitolo precedente, di consolidare e riorganizzare l'aiuto federale alla ricerca universitaria suscettiva d'applicazione. Per contro, il finanziamento pubblico della ricerca nelle aziende private è contestato per motivi di principio. In alcuni casi eccezionali, la Confederazione ha già concesso un aiuto di tal genere; fatta astrazione per i progetti di ricerca intrapresi a fini militari o per altri bisogni specificamente governativi, occorre qui menzionare avantutto il promovimento della ricerca edilizia e della ricerca sulle applicazioni dell'energia nucleare. In questi due casi, le aziende federali non hanno direttamente bisogno dei risultati 'di queste ricerche 'per le loro attività. La ricerca nel campo edilizio è promossa tenendo conto dell'importanza economica :e sociale di metodi di costruzione razionali e poco onerosi in una epoca di penuria di abitazioni. L'appoggio alla tecnica nucleare industriale si spiega tenendo conto che nei 'grandi Stati questo campo è promosso dai poteri pubblici con mezzi considerevoli. I tentativi dell'industria privata svizzera di costruire, negli anni '50, un centro di ricerca comune a Wiiren-

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lingen hanno rilevato assai 'presto che le possibilità dell'economia non bastano per sopportare imprese tanto ambiziose. La Confederazione dovette pertanto riprendere gli impianti dell'odierno istituto federale di. ricerca in materia di reattori e assumersi inoltre la metà del'le spese ideila Società nazionale per il promovimento della tecnica nucleare industriale, società fondata dall'industria. In tal modo, le aziende interessate hanno potuto raccogliere esperienze preziose nel campo particolrmente oneroso della tecnica dei reattori. Avendo rinunciato a sviluppare propri reattori nucleari, tali conoscenze sono state loro evidentemente assai utili al momento della costruzione di centrali nucleari commerciali in Svizzera, che 'sono state attuate senza intoppi e nei termini previsti.

Abbiamo incaricato il Consiglio svizzero della scienza di studiare a fondo la problematica del promovimento della ricerca industriale d'intesa con le cerehie interessate e di sottoporci, all'occorrenza, proposte in merito.

Il rapporto già menzionato della Commissione Allemann sulla nuova concezione del promovimento, in base a criteri economici, della ricerca da parte della Confederazione fornisce qui preziose indicazioni. Nei prossimi anni occorrerà estendere anche al campo della ricerca l'ottima collaborazione instauratasi fra Confederazione e cerehie econorniche, collaborazione che per altro ha già dato buoni risultati, segnatamente nella garanzia dei rischi all'esportazione.

33 Ricerca nell'amministrazione II centro focale della ricerca a livello amministrativo federale è situato nel campo della ricerca agricola, come anche nella ricerca per 'l'esercito e per le aziende di trasporto e di comunicazione. Menzioniamo pure la Scuola federale di ginnastica e sport che dispone dell'unico istituto svizzero 'di ricerca nel campo delle 'discipline sportive.

Le stazioni di ricerche agricole annesse all'Amministrazione federale adempiono una funzione essenziale nella nostra politica di promozione e di mantenimento dell'agricoltura svizzera, le cui difficoltà sono molteplici in parecchie regioni del nostro Paese.

La nostra agricoltura è formata soprattutto di piccole e medie aziende.

Non ci si potrebbe dunque attendere che la ricerca necessaria sia finanziata su base privata. Poiché la Confederazione deve già assumere importanti responsabilità in questo campo, appare opportuno che essa si occupi parimente degli impianti di ricerca corrispondenti. Recentemente avete deciso di sviluppare notabilmente le stazioni di ricerche agricole (DF del 13 die.

1971 : stanziamento di crediti per un totale di 98 milioni di franchi).

Vi sono pure condizioni particolari nel campo della ricerca militare.

Con la creazione dello Stato federale, la Confederazione ha ricevuto competenze estese nel settore della difesa. Considerazioni inerenti alla neutralità e alla politica militare esigono che almeno una parte del materiale dell'

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esercito sia sviluppato e fabbricato in Svizzera; o'ccorre in merito tener conto delle esigenze del segreto militare. In tali condizioni, lavori 'di ricerca all'esterno dell'Amministrazione possono essere ordinati soltanto in misura ristretta. Per questo motivo, l'Ammim'strazione federale deve poter disporre di un certo .potenziale di ricerca, assai concentrato e sviluppato in seno all'aggrupparci ento dell'armamento.

Dal confronto con altri Stati industrializzati si rileva che, eccettuati i due camp'i surriferiti, relativamente poche ricerche si effettuano in stabilimenti dell'Amministrazione. Questo fatto è spiegato da considerazioni storiche: per lungo tempo, la ricerca era stata un feudo culturale dove la Confederazione doveva dimostrare un certo ritegno in riguardo alle competenze cantonali; così, quando si dovettero prendere certe iniziative e certi provvedimenti di coordinamento a livello nazionale, quest'ultimi furono demandati, per quanto possibile, ad organizzazioni private. In questo contesto occorre menzionare in particolare la Società elvetica delle scienze naturali (SESN), fondata nel 1815, e la Società svizzera delle Scienze umane (SSSV) fondata nel 1946 le quali si sono assunte, in diversi casi, compiti scientifici di interesse nazionale. Quest'ultimi, con il passare degli anni, sono stati in parte ripresi dalla Confederazione (per esempio i compiti idrologici nazionali e il servizio meteorologico) poiché non potevano più essere compiuti in modo soddisfacente nell'ambito del sistema di milizia caratteristico di dette società. Presentemente, si esamina se, nel campo delle scienze della terra, la Confederazione dovrebbe assumersi nuovi compiti.

In diversi campi, segnatamente in quello dell'esame dei materiali, sono stati istituiti stabilimenti annessi alle scuole politecniche federali. Essi permettono di mantenere in un quadro relativamente ristretto istallazioni proprie dell'amministrazione, come per esempio quelle dell'Ufficio federale dei pesi e delle misure.

Per lo più, questa politica si è dimostrata efficace; essa deve tuttavia essere oggetto di una revisione costante alla luce del rapido sviluppo delle scienze e della tecnica.

Visto che dispone di istallazioni di ricerca 'relativamente modeste, l'Amministrazione federale si interessa vivamente alla promozione della ricerca negli istituti scientifici. Parecchi uffici federali devono trattare, nei limiti delle loro competenze, problemi inerenti alla politica della ricerca, per esempio quando trattasi d'assegnare mandati di studio per chiarire problemi inerenti a propri specifici settori di attività. Naturalmente qua e là, come pure nel caso delle ricerche eseguite nell'ambito dell'Amministrazione federale, (possono verificarsi sovrapposizioni di interessi per cui occorre una coordinazione efficace. 11 Consiglio -federale ha 'costituito a tal scopo oin comitato di coordinamento interdipartimentale, la cui segreteria è assunta dalla Divisione della scienza e 'della ricerca.

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34 Collaborazione internazionale nel campo della ricerca Visti la molteplicità delle nuove conoscenze ed i costi sempre più alti della ricerca, la Svizzera, come piccolo Stato, non può, in tutti i campi, partecipare attivamente all'elaborazione delle conoscenze scientifiche. Per questo motivo, -poco dopo la seconda guerra mondiale, nostri insigni studiosi si sono impegnati fattivamente in favore dello sviluppo della collaborazione internazionale nel campo della ricerca; le autorità federali non hanno esitato ad appoggiarli limitatamente alle loro possibilità poiché si trattava anche di tradurre in atto quel principio di solidarietà peculiare della nostra politica di neutralità. La prima attuazione nata da questi sforzi, quella che ha finora vantato maggior successi, è stata la creazione dell'Organizzazione europea per la ricerca nucleare {CERN), a Ginevra-Meyrin.

Altri progetti sono stati realizzati nell'ambito dell'Agenzia europea per l'energia nucleare dell'OCSE nel campo della ricerca nucleare '(progetto di reattori Dragon e Halden, istallazioni per il trattamento chimico dei combustibili irradiati EUROCHEMIC). La Confederazione ha partecipato iniziariamente a tutte queste iniziative; successivamente, essa ha però dovuto rinunciare a collaborare al progetto di Halden, dacché interessi diversi erano insorti nel nostro Paese. Nella ricerca spaziale, la Confederazione si è accontentata di partecipare attivamente all'Organizzazione europea per 'le ricerche spaziali (ESRO) che procura molteplici possibilità di ricerca agli uomini di scienza europei. Quanto alla collaborazione con l'Organizzazione europea per l'attuazione di rampe di lancio per congegni spaziali (ELDO) si dovette rinunciarvi per effetto d'altri impegni finanziari e per l'interesse limitato mani'festatov (dall'economia svizzera. Oltre al CERN e al'l'ESRO, la Confederazione ha parimente collaborato in modo determinante alla fondazione dell'Organizzazione europea di biologia molecolare (EMBO).

Quest'Ultima ha avantutto servito a migliorare i contatti fra specialisti europei in questo campo; da qualche tempo cominciano a prender forma i progetti -- che abbiamo sostenuto -- intesi ad annettere a detta organizzazione un centro di ricerca internazionale.

Per rimanere all'avanguardia con le loro attività di ricerca, le aziende scientifiche internazionali devono, come i laboratori di ricerca nazionale, sforzarsi di sviluppare e rinnovare costantemente le loro istallazioni.

Per questo motivo, il CERN ha accuratamente preparato il seguito del programma europeo per l'esplorazione delle particelle e delle forze nel nucleo atomico. Nel 1971, si è deciso di costruire un nuovo acceleratore gigante quale complemento delle istallazioni esistenti; a tal scopo, è stata fondata una nuova organizzazione, il Super-CERN, cui la Svizzera partecipa attivamente. Inoltre, la continuazione delle attività dell'ESRO è presentemente messa in discussione; si prevede una certa limitazione dei programmi scientifici per .permettere l'attuazione di progetti per satelliti a scopi utilitari (satelliti meteorologici, di telecomunicazioni e di navigazione).

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Nel settore della ricerca suscettiva 'd'applicazione, i sei Stati della Comunità Economica Europea hanno deciso di attuare tutta una serie di progetti di ricerca in collaborazione 'con altri Stati europei. Le Autorità federali, le università e ile cerehie economiche si sono rallegrate di poter coglier l'occasione per collaborare a livello europeo; esse hanno partecipato attivamente alla elaborazione di proposte definitive. Nel novembre del 1971, i primi .progetti sono stati sottoposti per la firma a una conferenza ministeriale. Riservata la vostra approvazione, la Svizzera parteciperà a cinque dei sette progetti, concernenti segnatamente problemi d'informatica, di telecomunicazioni, di ricerca sui materiali e sull'ambiente. Altri progetti saranno pronti per la firma nei prossimi mesi ed a taluni la Svizzera non mancherà indubbiamente di .partecipare. Ancorché di portata ristretta, alcuni di essi forniranno preziose informazioni per lo sviluppo di metodi propri a una collaborazione europea.

In tale contesto si cercheranno di attuare forme di ricerca cooperativa che si sono già dimostrate efficaci in diversi campi dell'OCSE, 'come lo studio di problemi di circolazione stradale, la ricerca sui materiali e l'analisi delle condizioni ambientali. È per questo motivo che non si persegue tanto l'attuazione di nuovi centri internazionali di ricerca ma piuttosto la partecipazione di istituti nazionali a un programma coordinato di ricerche. In vari campi, questo modo di procedere permette indubbiamente d'utilizzare nel modo più rapido ed efficace possibile -le forze migliori di ogni Stato partecipe. Dopo aver costruito, nel corso degli ultimi decenni, proprie costosissime istallazioni di ricerca, tuttavia, numerosi Paesi, per motivi ben comprensibili, preferiscono ora potenziare la ricerca cooperativa. In certi casi, tuttavia, l'istituzione di nuovi centri internazionali di ricerca sarà ancor necessaria.

In questi ultimi anni, le proposte di nuovi progetti di collaborazione scientifica internazionale sono aumentate. Le autorità competenti si vedono costrette ad occuparsi di una molteplicità di iniziative concernenti la partecipazione a progetti nei campi più diversi, dalla documentazione alla ricerca pedagogica. È ovvio che anche con la miglior volontà del mondo, la Svizzera non può concorrere a tutti i progetti. Per fare una scelta giudiziosa, le autorità responsabili devono avere una visione d'assieme dei problemi suscettibili di essere risolti per mezzo della collaborazione internazionale; si deve parimente procedere a un'analisi minuta dei bisogni di ricerca esistenti su scala nazionale e delle '.possibilità di soddisfarli. Di preferenza sarà un'organizzazione internazionale, come l'OCSE, che potrà fornire una visione d'assieme mentre l'analisi della situazione in Svizzera dovrà essere fatta dal Consiglio della scienza.

55 Sforzi futuri per lo sviluppo della ricerca in Svizzera Nella precedente visione d'assieme sulla situazione della ricerca in Svizzera, abbiamo tentato di mostrare, nelle linee, che i nostri sforzi hanno

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condotto, col passar degli anni, a risultati apprezzabili. Finora, non si è mai tentato di coordinare i differenti sforzi di ricerca. Il Consiglio della scienza s'è ora assunto di compito di elaborare una politica globale 'della ricerca. Per far ciò occorre tuttavia disporre di una documentazione sulle ricerche già intraprese e sulle lacune esistenti. A tal fine, il Consiglio della scienza ha organizzato un'inchiesta di grande portata sulle necessità urgenti nella ricerca. Grazie alle numerose risposte e alla collaborazione di periti eminenti, si è giunti ad ottenere una prima veduta d'assieme sulla ricerca in Svizzera e sui relativi .piani di sviluppo. Per la primavera 1972, il Consiglio della scienza ha intenzione di presentare al Consiglio federale l'esito di questi lavori come anche raccomandazioni per colmare le lacune più importanti. Già oggi si sa che sforzi maggiori devono essere compiuti, segnatamente nella ricerca sull'ambiente, nello -studio dei problemi sociali della nostra gioventù e delle persone anziane, come anche nello sviluppo di scienze eminentemente interdisciplinari (l'informatica appartiene a questo gruppo). Presteremo tutta la nostra attenzione ai suggerimenti del Consiglio della scienza e vi faremo 'rapporto conformemente alla mozione numero 9793 concernente la determinazione 'degli scopi della ricerca nazionale (mozione Reimann). Nei prossimi anni, il Consiglio della scienza dovrà completare la sua inchiesta con analisi minute della situazione nei differenti campi della ricerca; occorrerà segnatamente considerare che centro d'interesse nella ricerca, giusta le raccomandazioni internazionali già menzionate, dovranno essere avantutto i problemi -presenti della nostra società. In questo ordine di idee, occorrerà esaminare segnatamente la richiesta del Fondo nazionale relativa all'ampliamento del'le sue attività.

Visti gli ingenti sforzi necessari per sviluppare il sistema dell'insegnamento svizzero, appare già sin d'ora che la ricerca pedagogica con addentellati scolastici dovrà essere intensificata. 'L'Ufficio di coordinazione della ricerca pedagogica di Aarau, fondato dalla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione, potrà servire come punto di partenza. Anche in questo caso la fruizione delle possibilità di una collaborazione internazionale potrà completare utilmente le attività nazionali. Speriamo di ottenere così, in cambio di studi svizzeri, informazioni preziose sull'esperienza e gli sviluppi pedagogici esteri.

Lo sviluppo della ricerca in Svizzera sarebbe poco razionale se non ci si applicasse a creare parallelamente alcuni servizi di documentazione e di informazione suscettibili idi valorizzare sistematicamente le conoscenze odierne. Nonostante parecchie notevoli attuazioni delle nostre biblioteche pubbliche e dei nostri centri di documentazione privati, il nostro Paese ha palesato un certo ritardo in questo campo ed ora si tratta 'di ricuperarlo.

Il sistema svizzero di documentazione deve in principio orientarsi verso l'utilizzazione dei servizi di documentazione internazionali e cercare le possibilità di collaborare con essi. Visti i compiti molteplici che si devono affrontare in questo campo, il progetto di un istituto di scienze e d'informa-

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zione dovrà essere presto attuato per formare specialisti nel settore della documentazione e .per offrire una consulenza peritale agli organi responsabili.

La collaborazione internazionale deve essere inclusa nella pianificazione dello sviluppo e della ricerca in Svizzera poiché a volte, anzi probabilmente molto spesso in futuro, questa sarà la sola via .per offrire ai nostri uomini di scienza la possibilità 'di lavorare con istallazioni di ricerca particolarmente costose. Per questo motivo siamo sempre disposti ad esaminare senza preconcetti nuove iniziative in materia di collaborazione scientifica internazionale ed a prestare la nostra collaborazione per acclarare le possibilità di 'realizzazione. Non si deve, però dimenticare che oltre alle spese occorrenti per aderire alle azioni internazionali, sono per lo più necessarie altre spese suppletive su scala nazionale per organizzare la partecipazione pratica e per utilizzare i risultati. Pertanto, anche a causa della gran copia di nuove proposte, il nostro Paese dovrà in futuro, più ancora di quanto sin qui -fatto, 'collaborare attivamente soltanto a ben determinati progetti.

Nel corso dei prossimi anni, la ricerca svizzera non potrà più mantenere il rapido ritmo di crescita assunto dopo la seconda guerra mondiale.

Infatti, il divario fra l'aumento straordinariamente rapido dei bisogni di ricerca da un lato e la penuria 'sia di specialisti sia di mezzi finanziari dall' altro è qui più accentuato che non in altri campi per cui non si potrà più fare a meno d'operare una rigorosa selezione qualitativa fra i progetti. Ciò significa che nella promozione futura della ricerca 'la quantità dovrà cedere il passo alla qualità. Si dovrà ritirare l'appoggio concesso a progetti 'di ricerca inefficaci, liberando così forze per nuovi progetti importanti. Tutto ciò impone l'introduzione di ordini di priorità nei quali la qualità scientifica dei progetti sarà il primo criterio di scelta. Il piano di sviluppo sistematico della ricerca svizzera deve tuttavia essere strutturato in modo sufficientemente elastico e generoso affinchè il promovimento di 'idee originali e spontanee possa trovarvi lo spazio necessario anche se, sul momento, tali idee non sembrano poter offrire sviluppi -promettenti.

4 Ripartizione delle responsabilità tra Confederazione e Cantoni nel campo dell'insegnamento e della ricerca 41 Insegnamento Nel numero 2 del presente messaggio, abbiamo disegnato nelle linee i problemi odierni del nostro sistema scolastico. Siamo giunti alla conclusone che, in tutti ï gradi del complesso educativo, sono indispensabili una riconsiderazione degli scopi delle diverse fasi formative e un riesame della loro strutturazione, soprattutto quanto ai rapporti d'interdipendenza, e che, a singoli livelli, è necessario un tenace potenziamento o completamento delle strutture esistenti con nuove istituzioni. Si dovranno poi armonizzare quelle

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particolarità dei sistemi cantonali non necessariamente condizionate dalle caratteristiche della cultura locale né retrive nel dare nuovi impulsi a tutto il sistema scolastico svizzero. Ma se questo nostro sistema educativo dovrà essere adeguato senza indugi alle esigenze dei tempi e sviluppato in modo che ciiascun individuo assetato di cultura possa fruire di una formazione corrispondente aule inclinazioni sue proprie e in modo che il fabbisogno sociale in persone qualificate possa essere soddisfatto, gli sforzi che si dovranno intraprendere saranno invero cospicui.

Tali compiti potranno però essere fronteggiati con una stretta cooperazione tra Confederazione, Cantoni e Comuni. Già i disposti costituzionali vigenti prevedono una certa collaborazione fra Confederazione e Cantoni ancorché in modo assai differente e per settori ben precisati. Nella Costituzione vigente, alcune competenze (limitate) sono conferite alla Confederazione soltanto per i gradi primario e universitario e, contestualmente, anche per gli assegni di studio. In tutt'altra parte della Costituzione, ossia negli articoli economici, la Confederazione fruisce inoltre di un'ampia competenza ad emanare norme in materia di formazione professionale. Tuttavia, e l'abbiamo rilevato nel numero 2 del presente messaggio, l'odierno stato giuridico non corrisponde in tutto e per tutto a questo ordinamento costituzionale. Da un lato, la Confederazione non ha affatto esaurito 'le 'sue attribuzioni, per esempio a livello primario, dove finora non ha quasi mai esercitato il controllo che le incombe, o nel campo delle borse di studio dove, astrazion fatta per i sussidi, non ha ancora preso provvedimenti completivi.

Dall'altro, si è pure rilevata necessaria un'applicazione estensiva delle disposizioni costituzionali attributive di competenza, soprattutto nell'ambito dell'insegnamento secondario. Conseguentemente, la Confederazione rinuncia oggi ad esercitare un influsso sull'istruzione 'primaria ed anche l'insegnamento universitario -- tranne per le scuole politecniche federali -- è oggi ampiamente sottratto alla sua sfera d'influenza; per contro, lo Stato centrale influisce notabilmente sull'istruzione secondaria e disciplina completamente quella professionale. A tutti i livelli scolastici, una parte importante e spesso persino preponderante della responsabilità incombe ai Cantoni; e tale responsabilità è anzi esclusiva per l'istruzione prescolastica. Ferma quest'ultima eccezione, le competenze federali e cantonali, ancorché in modo assai diverso, esplicano dunque congiuntamente i loro effetti in tutti i settori dell'insegnamento; l'obbligo esplicito di cooperare manca tuttavia nella Costituzione.

Attendendosi a una 'ripartizione delle competenze sì incoerente tra Confederazione e Cantoni, non si potranno invero adempire i postulati menzionati in ingresso. È certamente un'illusione credere che tutti i problemi del nostro insegnamento possano essere risolti attribuendo una competenza esclusiva alla sola Confederazione. Siffatta soluzione radicale potrebbe non solo ingenerare un'involuzione in riguardo alle svariate esigenze delle regioni del nostro Paese -- donde un indesiderato livellamento cultu-

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raie -- ma anche, a corto termine, una corrosione delle idee, iniziative e esperienze cantonali e comunali che son pur sempre un incentivo e un arricchimento 'reale per il nostro sistema scolastico. Peraltro, l'odierna ripartizione delle competenze impedisce di trasformare il vigente apparato educativo in un sistema di relazioni orizzontali e verticali coerenti ed omogenee; anzi, la Confederazione -- eccettuato il caso delle scuole politecniche -- non può nemmeno attuare direttamente lo sviluppo dell'insegnamento laddove i Cantoni siano giunti al limite delle loro capacità.

La Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione ha già da tempo riconosciuto questa debilitazione delle disposizioni costituzionali vigenti ed ha pertanto debiso di rimediarvi sforzandosi di tendere sempre più verso la completa armonizzazione del nostro sistema scolastico mediante accordi regionali e nazionali che garantiscano un minimo di formazione base per tutta la Svizzera. Il primo passo in tal senso è già stato compiuto con la conclusione del concordato intercantonale del 29 ottobre 1970 sulla coordinazione scolastica, sottoscritto finora da diciotto Cantoni (si presume che gli altri Cantoni vi aderiranno prossimamente). Le disposizioni concordatarie hanno soprattutto rilievi particolari per la scuola del popolo. Si sono invero già intrapresi alcuni sforzi per estendere gli accordi nazionali di coordinazione, ma è assai probabile che il loro> punto focale verrà anche in futuro a trovarsi nel campo dell'istruzione obbligatoria. I Cantoni convengono infatti ampiamente della necessità di assegnare alla Confederazione maggiore responsabilità nell'ambito dell'armonizzazione e dello sviluppo dei successivi gradi scolastici.

È peraltro manifesto che la gestione e lo sviluppo delle università saranno vieppiù un compito nazionale. Finora, ancorché le università siano a beneficio di tutti, la maggior parte degli oneri è stata sopportata soltanto da alcuni Cantoni. Orbene, è la Svizzera tutta che dovrebbe assumersi queste responsabilità e in misura ben maggiore di quanto fatto finora; nel contempo, occorrerà che la Confederazione provveda a promuovere uno sviluppo quantitativamente e qualitativamente sufficiente, un'utilizzazione ottimale dei mezzi e pertanto, una riforma e una razionalizzazione dell'attività universitaria. L'insegnamento secondario è strettamente legato a quello universitario; è a siffatto addentellato che occorre attribuire e riconoscere il grande influsso esercitato già oggi dalla Confederazione sull'organizzazione dell'insegnamento secondario. Inoltre, anche per gli altri campi della formazione superiore -- segnatamente per la formazione dei maestri di scuola elementare e secondaria, per la formazione tecnica superiore, per la formazione superiore nelle professioni commerciali, amministrative e sociali, come anche per la formazione del personale paramedico, ecc. -- appare sempre più necessaria un'armonizzazione intercantonale quanto a tipi e strutture. Occorrerà meglio coordinare questi cicli di formazione con l'insegnamento medio e superiore. Il principio secondo cui ogni individuo desideroso d'istruirsi ha diritto a una formazione corrispondente

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alle sue attitudini esige una maggior osmosi fra i differenti tipi di formazione. Peraltro, occorrerà 'cercare .di attenuare la frattura strutturale fra educazione degli adulti e insegnamento medio e superiore, e orientare per l'essenziale il sistema delle borse di studio alla formazione successiva alla scuola elementare.

Nell'ulteriore sviluppo del nostro 'Sistema scolastico, si potrà tener sufficientemente conto dell'interdipendenza di questi campi e si potrà ancora consolidarla soltanto se la Confederazione fruirà di determinate competenze fondamentali in tutto il settore scolastico.

Una tale estensione delle responsabilità federali sarà un giudizioso e necessario complemento degli sforzi acconsentiti dai Cantoni per intensificare la collaborazione soprattutto nel settore della scuola del popolo. La Confederazione potrà restringersi a statuire 'principi per la strutturazione e lo sviluppo. Saranno poi i Cantoni a concretare tali principi tenendo conto dei loro bisogni specifici; ma essi parteciperanno pure all'elaborazione idei disposti federali attuando così l'idea del «compito comune». È soltanto nel campo della formazione .professionale che appare opportuno di lasciar sussistere l'odierna e ampia competenza federale; a livello dell'insegnamento superiore, soprattutto universitario, la Confederazione dovrà, ancor più di oggi, aver la possibilità di soddisfare direttamente alle urgenti esigenze in materia di insegnamento e di ricerca; infine, anche nel campo delle borse di studio, la Confederazione dovrebbe avere maggiori possibilità per compensare le lacune e le insufficienze dei sistemi cantonali.

Evidentemente, ci si sarebbe potuto chiedere se non sarebbe stato opportuno concedere alla Confederazione una competenza legislativa in tutto il settore educativo e lo si è chiesto da più parti, facendo valere che tutti i gradi dell'insegnamento sono presentemente in una fase transitoria talché non sarebbe sensato di «cementare» la struttura vigente in nuovi disposti costituzionali; si rischierebbe infatti di frustrare l'esigenza di una coerenza verticale con una delimitazione settoriale delle competenze fra Confederazione e Cantoni. Questa obiezione è comprensibile ma non tien conto di una caratteristica essenziale del nostro sistema scolastico: più di ogni altro settore educativo, la scuola primaria è centro di viva e generale attenzione. Le nostre scuole elementari sono, 'l'abbiamo già rilevato, vere e proprie «scuole popolari». In questo suo abbarbicamento democratico, la scuola elementare è, meno di ogni altra, .bersaglio di interventi «dall'alto», interventi che pur sarebbero fondamentali. Per questi motivi, crediamo che la ripartizione delle competenze propostavi permetta di delimitare giudiziosamente la cooperazione concordataria e l'emanazione di norme federali in riguardo all'armonizzazione e allo sviluppo necessari del nostro sistema scolastico.

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42 Ricerca Differentemente dall'insegnamento, le condizioni odierne della ricerca in Svizzera non progongono tanto un problema di delimitazione di competenze tra Confederazione e Cantoni, quanto un problema d'entità del promovimento federale delia ricerca privata.

Siamo sempre stati del parere che 'la Confederazione è autorizzata, per principio, a promuovere la ricerca anche senza esplicito fondamento costituzionale, e voi avete -sempre condiviso questo modo di vedere le cose. Praticamente, la maggior parte della ricerca finanziata dallo Stato è oggi sostenuta dalla Confederazione; i Cantoni promuovono la ricerca -- astrazion fatta per ristrette attività di ricerca nell'ambito amministrativo cantonale o urbano -- finanziando la necessaria infrastnittura delle 'loro università, come anche, in ampia misura, retribuendo il personale di ricerca. L'incontestata competenza federale nell'ambito del promovimento della ricerca dovrebbe essere ancorata esplicitamente nella Costituzione. La Confederazione cioè non dovrebbe avere soltanto il diritto ma anche, per principio, l'obbligo 'di promuovere la ricerca; il promovimento della ricerca sarebbe così riconosciuto esplìcitamente come compito della Confederazione.

Ma non si tratta soltanto di sanzionare presentemente quanto già attuato dalia Confederazione in favore della ricerca universitaria e di quella -- richiesta dall'interesse pubblico -- nell'ambito dell'amministrazione e presso gli Istituti federali. Quanto precede ha soprattutto mostrato che presentemente sussiste un urgente bisogno di un maggior impegno federale nel campo del promovimento della ricerca, bisogno la cui giustificazione non è soltanto scientifica. Siamo coscienti di tale esigenza; alla Confederazione incombe qui un compito d'importanza crescente che deve essere definito nella Costituzione poiché inerente ai rapporti fra Stato, società ed economia, rapporti invero fondamentali nelle 'costituzioni degli Stati industrializzati moderni. Occorre dunque affidare alla Confederazione il compito di promuovere la ricerca scientifica, senza restrizioni quanto a motivazione o luogo d'esecuzione. Ciò non significa certamente che la Confederazione debba estendere il suo impegno a tutti i settori dell'attività di ricerca nel nostro Paese; essa interverrà direttamente piuttosto laddove gli sfarzi cantonali e privati non dovessero manifestamente bastare.

5 I nuovi artìcoli costituzionali sull'insegnamento e la ricerca 51 Genesi degli articoli costituzionali Nel nostro rapporto del 27 settembre 1971 concernente l'iniziativa popolare sulla coordinazione scolastica, già argomentammo la necessità di elaborare nuovi articoli costituzionali sull'insegnamento e la ricerca e già demmo indicazioni circa i lavori preliminari che il Dipartimento federale

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dell'interno aveva eseguito con la collaborazione di periti e della Conferenza dei capi dei dicasteri cantonali della pubblica educazione. Questi sforzi di revisione soddisfano a diversi interventi parlamentari: -- mozione Müller - Lucerna concernente la revisione ddl'articolo 27 della Costituzione federale; -- mozione Wenk concernente un fondamento costituzionale per il sistema scolastico; -- postulato Haller concernente l'unificazione dei sistemi scolastici cantonali; -- postulato Meyer - Lucerna concernente la coordinazione scolastica intercantonale; -- postulato Müller - Lucerna concernente la legge sulle borse di studio; -- postulato Krummenacher concernente le borse e i prestiti di studio.

Il contenuto del disegno preliminare del Dipartimento federale del'interno può essere compendiato come segue: Nell'articolo sull'istruzione, un capoverso verteva sullo scopo del sistema educativo. Partendo dai princìpio secondo cui Confederazione e Cantoni dovevano assumere in comune la responsabilità dell'istruzione, detto capoverso disciplinava le competenze rispettive nei settori contigui. Una competenza generale di promovimento concessa alla Confederazione doveva contribuire a far sì che la strutturazione e lo sviluppo delle scuole di tutti i divelli tenessero il passo con l'evoluzione dei tempi e non si distanziassero così dalle scoperte moderne delle scienze 'pedagogiche. Infine, il disegno preliminare stabiliva l'obbligatorietà scolastica almeno a nove anni; durante questo periodo, l'insegnamento nelle scuole pubbliche doveva esser gratuito.

L'articolo sulla ricerca doveva concedere alila Confederazione la competenza a promuovere la ricerca scientifica, nella misura richiesto dall'interesse generale del Paese. Inoltre, la Confederazione doveva essere autorizzata ad istituire propri centri di ricerca.

La procedura di consultazione sul disegno preliminare, su cui pure ci siamo già espressi minutamente nel rapporto concernente l'iniziativa sulla coordinazione scolastica, si è risolta nell'acccttazione pressoché unanime di elaborare un nuovo fondamento costituzionale per l'insegnamento e la ricerca. Per contro, i pareri divergevano notabilmente in merito a differenti punti del disegno 'preliminare e segnatamente in riguardo ai seguènti interrogativi: -- L'articolo sull'insegnamento doveva essere preceduto da una definizione degli scopi?

-- La Costituzione doveva statuire un «diritto all'istruzione)) come diritto fondamentale di carattere sociale? Tale diritto doveva essere unito a un divieto generale di qualsiasi discriminazione, o forse i provvedimenti presi sembravano sufficientemente efficaci per attuare effettivamente l'auspicata uguaglianza di possibilità?

436 -- La competenza legislativa della Confederazione doveva inglobare tutti i gradi dell'insegnamento o doveva restringersi a quelli successivi alla scuola dell'obbligo?

-- Il fondamento costituzionale della formazione professionale doveva essere lasciato negli articoli economici, od occorreva integrarlo in quelli sull'istruzione?

Il disegno preliminare dell'articolo sulla ricerca suscitò poche critiche.

Soltanto i seguenti punti essenziali furono contestati: -- Il promovimento doveva restringersi a progetti di ricerca d'interesse generale od occorreva statuire una competenza generale della Confederazione?

-- Determinati settori di ricerca, dove il ritardo era cospicuo -- segnatamente la ricerca pedagogica -- dovevano essere menzionati esplicitamente?

Questi importanti problemi ed altre questioni di non minore rilievo, meritavano un esame accurato. Si nominò pertanto una commissione peritale, composta di 32 rappresentanti dei Cantoni, delle cerehie economiche e scientìfiche, delle associazioni pedagogiche e culturali, del comitato d'iniziativa per la coordinazione scolastica e dell'Amministrazione federale. La commissione fu presieduta dal Capo del Dipartimento federale dell'interno; il prof. J. F. Aubert (Neuchâtel) assunse la presidenza di una giunta giuridica. Attenendosi al disegno preliminare e soppesando le proposte pervenute nell'ambito della procedura di consultazione, come anche parecchi suggerimenti mossi dagli stessi periti, la Commissione elaborò una proposta assai ben equilibrata. L'abbiamo ripresa per l'essenziale e posta alla base del presente messaggio.

52 Commento ai nuovi articoli costituzionali L'articolo 27 contiene le disposizioni con carattere di diritto fondamentale (diritto all'istruzione, garanzia della libertà di coscienza e di credenza nelle scuole pubbliche, controllo -statale e gratuità dell'istruzione pubblica per la scuola dell'obbligo); partendo dal principio che l'istruzione è un compito comune della Confederazione e dei Cantoni, l'articolo 27 l ) i 8 disciplina la ripartizione delle competenze; l'articolo 27 ler crea il fondamento giuridico per il promovimento federale della ricerca. Qui di seguito commenteremo i singoli disposti.

Art. 27 I

Ogni abitante ha diritto a un'istruzione conforme aille sue attitudini.

II diritto fondamentalle all'istruzione è, per certi aspetti, un'innovazione per il diritto costituzionale svizzero. È tuttavia già invalso nelle

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dichiarazioni e nei trattati intemazionali, come an'che nel diritto costituzionale estero. Lo troviamo per esempio nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite e nel primo protocollo addizionale del 20 marzo 1952 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali come anche in diverse costituzioni di Paesi dell'Europa occidentale e orientale. Dottrina e .prassi riconoscono avantutto a tali garanzie il seguente significato giuridico: divieto di qualsiasi discriminazione per d'accesso agli studi in genere o a istituti determinata; divieto di qualsiasi coercizione statale per obbligare un individuo1 a seguire un'istruzione non conforme alle sue capacità e alle sue inclinazioni; gratuità degli studi, segnatamente di quelli elementari; eventualmente anche aiuto finanziairio agli indigenti a garanzia di una formazione speciale adeguata per i minorati.

Alcune di queste norme, ma non tutte, sono contenute nel. diritto Vigente in Svizzera. È così che si esclude qualsiasi coercizione dello Stato per obbligare un individuo ad assolvere un corso di studi determinato, al di là della scuola dell'obbligo (art. 31 Cost.: garanzia della libera scelta della professione e, conseguentemente anche di una formazione professionale determinata); si noti per altro che sussiste un diritto fondamentale non scritto a una libertà <di formazione generale ossia a una formazione non necessariamente orientata verso la pratica professionale. Inoltre, l'istruzione primaria dev'essere gratuita e obbligatoria (art. 27 cpv. 2 Cost.). Parimente, talune discriminazioni sono vietate in virtù dell'articolo 4 della Costituzione federale. I nullatenenti ricevono un aiuto pubblico per la loro istruzione ancorché, come lo si è rilevato, in misura non ancora soddisfacente. Quanto 'alle scuole e agli istituti speciali per minorati, il numero è ancora insufficiente.

Per questi motivi, se si include nella Costituzione un diritto esplicito a un'istruzione conforme alle proprie attitudini, tale diritto deve contenere non solo le norme vigenti, ma anche e avantutto: -- il divieto generale di qualsiasi discriminazione, per escludere disuguaglianze giuridiche per sesso, razza, cittadinanza, attinenza cantonale (così già nell'articolo 60 Cost.), status sociale. Per contro, non si potrà impedire ai Cantoni di operare una differenziazione in base al domicilio dei futuri discenti. Dacché un tale divieto di qualsiasi discriminazione è un demento essenziale del nuovo diritto fondamentale, appare superfluo di menzionarne esplici lamente il principio nella Costituzione federale.

--· L'obbligo dallo Stato di concedere un aiuto finanziario sufficiènte a tutte le persone dotate che si trovano nel bisogno; occorrerà avantutto migliorare nel complesso il sistema svizzero delle borse di studio e garantirne, in tutti i Cantoni, l'applicazione uniforme.

-- Il diritto dei minorati a un'adeguata istruzione speciale; occorrerà sviluppare e differenziare 'gli odierni curricoli e istituti educativi.

Foglio Federale 1972, Voi. I

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-- Infine, l'obbligo del potere pubblico di sviluppare l'insegnamento, nella misura del possibile e conformemente alle linee direttrici della 'politica scolastica.

In tali modo, come ogni altro diritto fondamentale dello Stato sociale, il diritto a una formazione conforme alle proprie attitudini obbliga, in primo luogo, il legisaltore ed è inoltre fondamento giuridico dei diritti individuali rivendicatoli in giustizia, il diritto a una formazione conforme alle proprie attitudini dev'essere qualificato come «diritto costituzionale» nel senso dell'articolo 113 capoverso 1 numero 3 della Costituzione federale la cui violazione può essere censurata mediante ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale 'federale.

Tuttavia, il diritto alla formazione conforme alle proprie attitudini non è più illimitato di qualsiasi altro diritto -fondamentale. I limiti posti sono soprattutto due: dapprima il diritto 'individuale all'istruzione è riconosciuto proporzionalmente alle attitudini del singolo. Il fatto è che gli psico-pedagogisti sono tutt'altro che d'accordo sui criteri da adottare per determinare le attitudini. Ci asteniamo qui dall'entrare nel merito della questione e ci limitiamo a due sole brevi osservazioni: certamente il divieto generale di qualsiasi discriminazione implicito nel diritto ad una formazione conforme alle proprie attitudini deve pure essere tenuto in considerazione nella scelta dei criteri da applicare per determinare tali attitudini onde, al momento della rilevazione, mette conto fondarsi più sulle capacità potenziali che sulle conoscenze acquisite per non sfavorire i fanciulli dei ceti meno culturalizzati. Inoltre qualsiasi diagnosi delle attitudini e soprattutto i consigli educativi che da cotale diagnosi si vorrebbero desumere devono essere formulati con la massima cautela, owerosia con la consapevolezza che l'attitudine è solo parzialmente innata essendo in gran parte prodotto dell'educazione ricevuta.

Di poi, 'il diritto fondamentale a una formazione conforme alle proprie attitudini non obbliga affatto lo Stato a garantire all'individuo una qualsivoglia istruzione; conferisce piuttosto a quelli che vogliono istruirsi e ne sono idonei un diritto all'istruzione nell'ambito dell'odierno sistema educativo. Il modo in cui questo sistema dev'essere sviluppato e modificato non può soltanto dipendere dai desideri dei discenti ma deve anche determinarsi secondo le esigenze culturali della società, ossia secondo il fabbisogno sociale di persone qualificate. Se si trascurassero completamente i bisogni sociali ed economici nell'ambito dell sistema educativo, si comprometterebbe l'esecuzione dei compiti primordiali che incombono allo Stato. Il diritto fondamentale a un'istruzione conforme alle attitudini personali non potrà dare un fondamento giuridico al divieto del «numerus clausus» in un qualsiasi centro scolastico. Gli istituti educativi saranno soltanto obbligati ad accogliere senza discriminazione tutte le persone idonee, nei limiti della loro ricettività. Conscguentemente, non si può nemmeno dedurre dal

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diritto fondamentale un diritto incondizionato alla libera scelta dell'istituto di formazione, per esempio di una università determinata. Occorre certamente lare tutto il possibile per poter evitare l'introduzione del «numéros clausus» in Svizzera; ma questo è compito della politica scolastica, non del diritto costituzionale.

Oggetto del diritto fondamentale è «l'istruzione conforme alle attitudini» e non la «formazione culturale» («Bildung») come lo si è proposto da più parti. La trasmissione di una cultura individuale è compito assai più ampio di quel'lo della garanzia di un'«istruzione»; non si può chieder allo Stato -- d'abbiamo già osservato nell'introduzione del presente messaggio -- di garantire all'individuo una «formazione culturale». L'educazione (permanente, sussunta 'al concetto d'istruzione modernamente inteso, è parimente oggetto del 'diritto fondamentale; come l'abbiamo mostrato, vi sono oggi organizzazioni private 'che se ne assumono una parte essenziale.

Ciò non significa tuttavia che lo Stato (Confederazione e Cantoni) non debba potenziare notabilmente i suoi sforzi in questo campo.

Titolare del diritto fondamentale è ogni abitante. Non sarebbe politicamente e umanamente giustificabile di restringere la cerchia degù' aventi diritto ai cittadini svizzeri.

La garanzia di un diritto fondamentale a un'istruzione conforme alle attitudini è la formulazione più adeguata all'idea secondo cui una formazione ottimale deve essere garantita ad ogni individuo. Per la prima volta, un diritto fondamentale con, almeno parzialmente, il carattere di «diritto sociale», è in tal modo recepito nella nostra Costituzione federale.

2

Le scuole pubbliche devono poter essere frequentate dai fedeli di tutte le confessioni, senza pregiudizio delle loro libertà di credenza o di coscienza.

Questa disposizione è ripresa tale e qualle dall'articolo 27 vigente. È vero che l'articolo 49 della Costituzione federale basterebbe di per sé a garantire la libertà di credenza e di coscienza anche nelle scuole. Ci atteniamo tuttavia a questo disposto per evidenziare ohe in questo campo non deve intervenire alcuna modificazione delle condizioni presenti.

Per gli stessi motivi, anche il capoverso seguente è stato solo lievemente modificato: 3

L'istruzione nella scuola dell'obbligo è posta sotto il controllo del potere civile. Nelle scuole pubbliche è gratuita.

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La Costituzione vigente parla di un'istruzione primaria posta «esclusivamente sotto la direzione del 'potere civile». Consideriamo però il concetto di «controllo» come meglio appropriato alla funzione dello Stato in questo campo. Per quanto concerne la scuola elementare non intacchiamo dunque la sostanza della situazione presente; per contro, la nuova formulazione corrisponde parimente a un desiderio espresso da più parti durante la procedura di consultazione sul disegno preliminare. Nuovo il controllo esercitato dal potere civile, «steso ora dalla Confederazione all'istruzione durante tutto il periodo dell'obbligatorietà scolastica, anche qualora non si tratti di una scuola elementare. Fermo il controllo summenzionato, il disciplinamento della scuola privata rimane 'di esclusiva competenza cantonale.

Differentemente dad disposti vigenti, il disegno di revisione prevede la gratuità non soltanto per l'istruzione primaria ma anche per quella dispensata nelle scuole pubbliche durante il tempo dell'obbligatorietà scolastica.

Non si tratta tanto di un progresso quanto della conferma di un'evoluzione: come nel 1874 la maggior parte dei Cantoni avevano già introdotto la gratuità dell'istruzione primaria al momento dell'entrata in vigore del vigente articolo 27, così, negli ultimi anni, quasi tutti i Cantoni hanno esteso la gratuità dell'insegnamento al complesso della scuola dell'obbligo e, in parecchi luoghi, anche alle scuole pubbliche successive. Se il costituente del 1874 ha concesso ai Cantoni, nell'articolo 4 delle disposizioni transitorie della Costituzione federale, un termine quinquiennale per introdurre la «gratuità della pubblica istruzione primaria» un termine equipollente dovrebbe oggi bastare per attuare ovunque 'il principio contenuto nel nuovo articolo 27.

Nell'ambito del disegno di revisione costituzionale proposto, non abbiamo tenuto canto di altre richieste, segnatamente di quelle intese a dichiarare gratuito qualsiasi insegnamento pubblico, compreso quello liceale e universitario. Ma l'evoluzione va in questa direzione e la Confederazione non deve frapporvi ostacoli. Del rimanente, la legislazione federale emanata in base all'artiocolo 27 b i s capoverso 4 'lettera b e capoverso 5 dovrà provvedere affinchè nessuno, <per motivi finanziari, sia costretto a rinunciare a un'istruzione conforme alle sue attitudini. Con provvedimenti opportuni non otterremo cento meno che con una dichiarazione generale di gratuità dell'insegnamento.

Art. 27 Ms 1

L'insegnamento è compito comune della Confederazione e dei Can-

toni.

Finora, la politica scolastica svizzera era retta dal principio della sovranità cantonale in materia. Il principio della comune responsabilità fra Confederazione e Cantoni 'deve ormai essere ancorato esplicitamente nella

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Costituzione. A sostegno di quanto detto precedentemente (n. 2), occorre rilevare che in tal modo si sanziona pure ampiamente una nuova realtà: che la sovranità integrale dei Cantoni non è mai esistita sin dalla fondazione dello Stato federale e che 'le competenze sussidiarie detta Confederazione sono sempre state rilevanti. Col principio enunciato nel capoverso 1 dell'articolo 27 b i s si vuole rendere attenti Confederazione e Cantoni della necessità di instaurare una stretta -collaborazione in campo scolastico. Questo principio non pregiudica affatto la ripartizione delle competenze previste negli altri capoversi del medesimo articolo. Col capoverso 1 si significa che nel limite delle rispettive competenze, Confederazione e Cantoni non devono agire separatamente 'bensì in stretta collaborazione. Giusta questo capoverso, Confederazione e Cantoni possono istituire organismi comuni di politica educativa. Ci riferiamo qui al Consiglio dell'educazione preconizzato da più parti. Organi siffatti avrebbero tuttavia soltanto un carattere consultivo poiché le decisioni dovrebbero, come finora, spettare 'alle competenti autorità politiche cantonali, comunali e federali. In materia scolastica, la responsabilità principale dovrà, anche in futuro, rimanere ai Cantoni. È tuttavia conforme allo spirito del nostro Stato federativo di statuire, proprio nel settore educativo1, sul complesso dei compiti, altresì manifesto in altri settori (p. es. nella protezione della natura, nella costruzione delle strade nazionali e nella pianificazione del territorio).

2

L'istruzione prima e durante la scuola dell'obbligo è di competenza dei Cantoni; rimangono riservati il capoverso 4 e l'articolo 27 «Hinwies capoverso 1. I Cantoni provvedono al coordinamento dei loro sistemi insegnativi.

Questo capoverso è suffragato da un consenso generale sulla necessità di un'istruzione obbligatoria per tutti.

Conseguentemente, sarebbe inutile riprendere nel nuovo articolo sull'educazione l'obbligo dei Cantoni di provvedere per un'«istruzione primaria sufficiente». Il costituente può ormai attendersi al fatto che tutti i Cantoni dispensano un'istruzione primaria obbligatoria e sufficiente e che ognuno di essi ne riconosce appieno i bisogni specifici. Se i Cantora sono dichiarati o rimangono competenti per l'istruzione nella scuola del popolo -- come anche per l'insegnamento prescolastico -- vi è la garanzia che le scuole si svilupperanno secondo la volontà di coloro che ne assumono l'onere. Ove le circostanze lo giustifichino realmente, i Cantoni sono autorizzati a delegare taluni compiti alle comunità, ai distretti e ai Comuni loro subordinati.

Anche qui però la competenza cantonale non è esclusiva. Essa ha i suoi limiti, da un lato nelle disposizioni del capoverso 4 -- commentate qui appresso -- e in quelle dell'articolo sull'insegnamento della ginnastica e dello sport (27 winquies Cost), e dall'altro nell'obbligo della cooperazione

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intercantonale previsto nella frase: «i Cantoni provvedono al coordinamento dei loro sistemi educativi». Il testo del disegno preliminare, che statuiva unicamente l'obbligo cantonale di coordinare il diritto materiale, è stato modificato per il fatto che una coordinazi'one scolastica veramente efficace deve consistere non solo nell'equiparazione di norme giuridiche ma anche in un'armonizzazione. Si è così anche tenuto conto del concordato sulla coordinazione scolastica, presentemente in vigore, i cui obiettivi, ben lo sappiamo, esulano dalla mera equiparazione soprattutto a divello organizzativo.

Ai Cantoni è fatto obbligo di coordinare l'insegnamento. Alla Confederazione non rimarrebbe che la possibilità di misurare con parsimonia i suoi contributi (cfr. più oltre cpv. 5) nel caso in cui i Cantoni prendessero provvedimenti manifestamente contrari alla coordinazione. Ma poiché il coordinamento in materia d'istruzione risponde a un palese bisogno politico, si deve presumere che il disposto esplicherà favorevolmente i suoi effetti anche se privo di corrispondente sanzione. Questa opinione è 'd'altronde corroborata dagli Sforzi intensi intrapresi dalla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione 'per coordinare i sistemi scolastici.

3

La Confederazione disciplina la formazione professionale.

È noto che i pareri espressi nella procedura di consultazione divergevano quanto all'ancoramento delle competenze federali nel campo della formazione professionale. Mentre i più ne preconizzavano l'inserimentonegli articoli sull'istruzione, le organizzazioni padronali optavano per lo statu quo, ossia per un ordinamento negli articoli economici della Costituzione federale (art. 34 ter cpv. 1 lett. g). L'opinione pubblica si è parimente protesa sul problema: si aveva l'impressione che il fatto di incorporare il disciplinamento della formazione professionale negli articoli sull'istruzione implicasse in un certo senso l'abbandono del sistema vigente di formazione aziendale (tirocinio) e compromettesse l'odierna ripartizione dei compiti fra Confederazione e Cantoni.

Questa opinione è infondata: il fatto che la competenza federale sia disciplinata negli articoli economici o in quelli sull'istruzione è giuridicamente irrilevante e non esplica alcun influsso sull'organizzazione della formazione professionale. Il sistema della formazione aziendale, completato con l'istruzione nelle scuole professionali, si è dimostrato fondamentalmente efficace e dev'essere mantenuto. Con ciò non si escludono peraltro miglioramenti futuri.

I problemi contestuali non devono tuttavia essere risolti nell'ambito dalla Costituzione bensì 'in quello della legislazione d'esecuzione che, dal canto suo, non è affatto pregiudicata dal luogo riservato al fondamento

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costituzionale da cui dipende. Se proponiamo di inserire i disposti 'sulla formazione professionale nell'articolo 27 Ms (istruzione), è 'perché vogliamo sottolineare 'la necessità di un'unità della nostra politica educativa e porre inoltre l'accento sul fatto che 'la formazione professionale occupa un posto equivalente a quello di tutti gli altri generi di formazione e ch'essa merita conseguentemente la medesima promozione. Con ciò si deve esprimere in particolare la volontà di migliorare l'accesso alla formazione professionale, segnatamente anche ai 'livelli superiori (scuole tecniche superiori), come anche i rapporti con gli altri cicli di studi.

Differentemente dal vigente articolo 34 ter capoverso 1 lettera g, che limita la competenza delà Confederazione alla formazione professionale nell'industria, neffle arti e nei mestieri, nel commercio, nell'agricoltura e nell'economia domestica, il disposto inserito nel nuovo articolo 27 bis, come l'abbiamo già menzionato nel numero 25, estende tale competenza al complesso della formazione professionale. Tale estensione permetterà soprattutto di inglobare anche la formazione professionale del personale sanitario, un tempo intenzionalmente esclusa dal legislatore ed ora parimente auspicata da tutti i partecipanti alla procedura di consultazione.

La formazione nelle professioni scientifiche non è compresa: le norme federali 'in materia si fonderebbero sulle attribuzioni federali nel campo delle scuole superiori (cfr. qui appresso cpv. 4 lett. b e e). Quanto all'esercizio di tali professioni, continua a vigere H'articolo 33 della Costituzione federale e l'articolo 5 delle sue disposizioni transitorie.

Secondo tale capoverso, la formazione professionale comprende pure l'istruzione base (apprendistato) e il perfezionamento (approfondimento delle nozioni acquisite) nonché la formazione completiva (che permette di accedere a una categoria professionale superiore). La Confederazione non esplicherà alcun influsso diretto sulla strutturazione della formazione completiva all'interno dell'azienda.

La Confederazione prenderà sempre i suoi provvedimenti in stretto contatto con Cantoni e cerehie economiche. Questo principio1, enunciato presentemente nell'articolo 32 capoversi 2 e 3 è stato ripreso nel capoverso 6 del nuovo articolo 'proposto. Si garantisce così da un lato, il rispetto delle particolarità regionali e dall'altro il 'rapporto di interdipendenza tra pratica e formazione professionale. Come 'finora, Cantoni e economia possono essere chiamati a cooperare nell'esecuzione delle 'prescrizioni federali.

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La Confederazione è inoltre autorizzata: a. stabilire la durata della scuola dell'obbligo; b. emanare principi su l'organizzazione e lo sviluppo' della scuola media, dell'insegnamento superiore e dell'educazione degli adulti, come anche sulla concessione di aiuti finanziari all'istruzione;

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e. costituire e assumere interamente o parzialmente istituti di insegnamento superiore; d. promuovere gli sforzi cantonali di coordinamento.

Ad a. La maggioranza dei pareri espressi nella procedura di consultazione era contraria all'idea di ancorare nella nostra Carta fondamentale una obbligatorietà scolastica di nove anni, non tanto perché si era avversi a questa determinata durata -- è noto infatti che un obiettivo dichiarato del concordato sulla coordinazione scolastica è appunto l'introduzione generalizzata di un'obbligatorietà di nove anni -- ma quanto perché si voleva evitare di ancorare una volta per tutte nella Costituzione un valore dipendente da realtà politiche e da conoscenze pedagogiche e sociologiche variabili.

Per contro, nell'interesse della coordinazione, non ci si opponeva all'idea di uniformare, possibilmente in tutto il Paese, la durata della scuola.

Se non fosse stata possibile un'equiparazione per mezzo del concordato, la Confederazione sarebbe stata autorizzata ad introdurla, ma soltanto con prescrizioni inerenti ailla durata minima della scuola dell'obbligo.

La formulazione scelta da alla Confederazione la possibilità di stabilire, all'oocorrenza, non solo il numero degli anni ma anche quello delle settimane di scuola annue. Questo disciplinamento, accettato parimente nel concordato, corrisponde ad una opinione frequentemente espressa nella procedura di consultazione; si ritiene infatti che la determinazione idi un numero di anni scolastici non esplicherebbe grandi effetti se non si disciplinasse nel contempo la durata dell'insegnamento durante gli anni.

Ad b. Come discende dal tenore del disposto indicato nella lettera b, le competenze della Confederazione nei campi ivi menzionati sono essenzialmente differenti da quelle in materia di formazione professionale. Mentre in quest'ultimo campo la Confederazione dispone di una completa competenza normativa che può parimente estendersi al disciplinamento di questioni minute, le sue attribuzioni nei campi menzionati nella lettera b, sono ristrette 'all'enunciazione di principi alla cui attuazione dovranno poi attendere gli enti pubblici a lei subordinati. 11 carattere eterogeneo dei singoli campi menzionati in questa lettera è giustificabile in base al principio della responsabilità comune della Confederazione e dei Cantoni. I sìngoli campi menzionati nella lettera b necessitano del seguente commento: Scuola media: scegliendo il concetto relativamente neutro di scuola media vorremmo evitare di perpetuare in una certa misura nominandoli nella Costituzione, alcuni tipi di scuola che in futuro potrebbero richiedere impedienti modificazioni. Nel senso di questa disposizione, per scuola media si intende ogni scuola situata tra quella elementare e quella superiore. Oltre alle scuole che preparano alla maturità e oltre agl'istituti magistrali, sono sorte, negli ultimi anni, scuole medie professionali (sottoposte alla legisla-

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zione federale sulla 'formazione professionale); oggi si discute pure di scuole per quadri medi che non conducono al conseguimento della maturità federale. L'evoluzione in questo campo non può d'altronde essere ancora chiaramente definita. Le competenze federali in materia contribuiranno a istituire nel complesso del Paese possibilità di formazione adeguate ai bisogni.

In tutti i Cantoni, le scuole medie, con le loro classi inferiori, sono inerenti al campo dell'obbligatorietà scolastica. Rimane però ben fermo che la competenza legislativa federale deve pur estendersi anche a questo livello.

Osserviamo tuttavia che, per ragioni pratiche e di principio, la restrizione della competenza cantonale in materia rimarrà assai limitata e si riferirà allo stretto necessario.

Includendo la formazione magistrale nelle competenze federali normative, 'soddisfacciamo a un postulato dell'iniziativa per la coordinazione scolastica che, in riguardo ai notevoli compiti comuni incombenti ai Cantoni in questo campo, è pure sottoscritto dai direttori cantonali della pubblica educazione.

Per effetto della complessità della scuola media nel suo insieme, la Confederazione non potrà, in un prossimo futuro, emanare disposizioni per tutti i campi. Sarà di massima urgenza ancorare l'ordinamento della maturità, oggi costruito sull'insufficiente fondamento giuridico della legislazione sulle professioni mediche, in 'modo tale che non si debba più giuridicamente considerare la maturità soltanto come attestato d'ammissione agli studi di medicina. Inoltre, il legislatore, sia a livello federale sia a livello cantonale, dovrà preoccuparsi dei problemi inerenti alla permeabilità reciproca delle differenti scuole di questo grado. In proposito, rinviamo 'alle argomentazioni esposte nel numero 6 (legislazione di esecuzione).

Insegnamento superiore: anche qui si è scelto il termine generale di «insegnamento superiore» per non frapporre ostacoli all'evoluzione futura. Questa designazione ingloba pure le scuole politecniche federali e le università e comprende sia la formazione universitaria in se stessa, sia gli studi, sempre più importanti, del terzo ciclo. Tuttavia, in materia 'di politica educativa, occorre oggi tener conto, in rapporto con l'organizzazione e lo sviluppo delle 'scuole superiori, anche dei bisogni e delle possibilità ddl'insegnamento tecnico superiore (istituti tecnici superiori, seuo'le superiori di commercio e amministrazione). Una ripartizione razionale dei compiti tra questi due tipi di istituti scolastici è uno dei problemi più importanti che si dovranno risolvere nei prossimi anni. La competenza a 'disciplinare la formazione professionale e a statuire principi in tutto il settore dell'insegnamento secondario e superiore autorizza la Confederazione ad intervenire a livello organizzativo e coordinativo in questi cicli di studi.

Educazione degli adulti: come l'abbiamo già rilevato più sopra, la Confederazione si fonderà sul capoverso 3 dell'articolo 27bls quando emanerà di-

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sposizioni sul perfezionamento e sulla formazione professionale completiva degli adulti. Finora non è intervenuta nella formazione generale non professionale degli adulti. La competenza a statuire principi sull'organizzazione e lo sviluppo di questo settore deve essere compresa nel senso che la Confederazione può emanare disposizioni per promuovere l'educazione degli adulti in complemento o, all'occorrenza a sostegno dei pertinenti provvedimenti cantonali.

Negli ordinamenti corrispondenti occorrerebbe non solo definire le disposizioni o i provvedimenti che la Confederazione dovrebbe promuovere, ma anche stabilire certe condizioni minime ad essi relative. In questo contesto va tenuto debitamente conto dell'autonomia tradizionale, del carattere, e dei metodi di lavoro e degli scopi assai diversi degli organismi responsabili della formazione degli adulti.

Secondo diversi interventi parlamentari, la competenza federale proposta permetterebbe pure alla Confederazione di influire sull'insegnamento per corrispondenza, ma anche qui a certe condizioni minime.

Aiuti finanziari all'istruzione: trattasi di borse e di prestiti di studio ma anche di altre prestazioni finanziarie (assunzione delle tasse di frequenza e delle spese di trasporto). La competenza federale introdotta in questa rubrica, congiunta con l'attribuzione promozionale definita nel capoverso 5, oltrepassa la strutturazione odierna fondata sui disposti dell'articolo 27 quater capoverso 1 della Costituzione federale. D'ora in poi, la Confederazione sarà posta in grado di statuire principi sulle borse di studio e potrà in tal modo contribuire al miglioramento e all'equiparazione degli ordinamenti esistenti.

Ad e. La competenza federale disciplinata nella lettera di cui si tratta corrisponde fn ampia misura all'attribuzione oggi sancita nell'articolo 27 capoverso 1 della Costituzione federale. Le scuole politecniche federali non vi sono più menzionate esplicitamente 'dacché ci 'si è attenuti all'idea che la loro direzione e il loro sviluppo ad opera della Confederazione derivano dalla competenza generale a creare istituti siffatti.

Come l'abbiamo poi menzionato, il termine collettivo «istituto di insegnamento superiore» comprende avantutto le scuole superiori. Si rileva dunque superfluo menzionarle esplicitamente. Per assumere la Scuola politecnica dell'Università di Losanna, la Confederazione si è fondata sulla competenza conferitale dalle disposizioni vigenti a fondare istituti siffatti.

La competenza ad assumere istituti d'insegnamento superiore dev'essere ora ancorata esplicitamente. Se si parla parimente di un'assunzione parziale, è perché potrebbe sorgere la necessità di sgravare i Cantoni da certe facoltà o da certi campi di insegnamento particolarmente onerosi.

La competenza della Confederazione di sussidiare gli istituti esistenti non è più menzionata specialmente; essa deriva d'ora in poi dalla compe-

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tenza generale in materia di promozione per tutti i campi dell'istruzione, formulata nel capoverso 5.

Ad d. Non va celato che ala coordinazione scolastica si oppongono motivazioni sentimentali che non bisogna affatto sottovalutare e che testimoniamo spesso il profondo attaccamento del popolo alla propria scuola.

Altre motivazioni, anche d'ordine finanziario, si oppongono frequentemente alla coordinazione. Ecco perché, da parte dei Cantoni, si è sempre insistito sul fatto che l'efficacia del concordato scolastico rimarrebbe insufficiente se i suoi aderenti non 'fossero posti in 'grado di conformarsi alle sue norme vincolanti e alle sue raccomandazioni.

La competenza formulata nella lettera d dovrà essere interpretata dalla Confederazione come un obbligo di promuovere la volontà di coordinamento dei Cantoni. Promozione siffatta non verterà soltanto su provvedimenti generali di coordinamento per l'insieme del Paese, ma si estenderà pure agli sforzi regionali. Ciò mon .significa che la Confederazione debba subordinare il suo intervento alle iniziative cantonali. Le spetta per contro suggerire, di moto proprio, provvedimenti di coordinamento e .partecipare alll'attuazione di accordi intercantonali.

5

La Confederazione può sussidiare le spese sostenute dai Cantoni nel campo dell'istruzione e degli aiuti finanziari all'istruzione. Essa stessa può parimente concedere aiuti all'istruzione.

A tenore del disegno preliminare, la Confederazione aveva la possibilità di vincolare la concessione dei sussidi federali alla condizione che i Cantoni garantissero la coordinazione intercantonale, il libero passaggio e l'accesso alle scuole superiori. Orbene, questa formulazione' ha mosso vive critiche nella procedura di consultazione. Vi si è intravvista una estensione delle competenze federali anche a un campo che avrebbe dovuto rimanere esplìcitamente soggetto 'alla sovranità cantonale. Da parte loro-, i Cantoni universitari hanno 'osservato che si sarebbero trovati in serie difficoltà qualora l'accesso alle scuole superiori avesse dovuto essere garantito solo da essi.

Il testo qui proposto non menziona più queste condizioni. Il libero passaggio è garantito nell'ambito del diritto all'istruzione. Nell'ambito dell'obbligatorietà scolastica, l'obbligo di coordinazione è imposto dal capoverso 2. Sul piano della formazione professionale e nei campi menzionati nel capoverso 4, le competenze federali esplicheranno un effetto coordinatore. Inoltre resta inteso che il pagamento dei contributi concessi giusta il capoverso 5 è parimente vincolato ad alcune condizioni inerenti alla coordinazione. Quest'ultime dovranno essere concretate dalla legge, in cooperazione con i Cantoni.

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II capoverso precitato è sostituito alle disposizioni promozionali contenute finora negli articoli 27 capoverso 1, 27 bis , 27 water, oggi dunque raggnippate in una sola ed unica rubrica. L'innovazione materiale è che la Confederazione potrà sostenere finanziariamente tutti i campi dell'istruzione, dall'insegnamento prescolastico ed elementare di competenza cantonale, all'università, alle Scuole professionali di tutti 'i livelli e all'educazione degli adulti, compresa dunque anche la scuola media di cui finora non si era ancora tenuto conto.

Nel sistema delle borse di studio, la principale responsabilità incomberà ancora 'ai Cantoni. Tuttavia, le prestazioni federali dovranno essere sufficienti per permettere anche ai Cantoni finanziariamente deboli di concedere borse di studio che sopperiscano realmente -- insieme con i mezzi presumibili dei beneficiari -- al costo degli studi.

Soddisfacendo a un desiderio espresso da più parti, il nuovo testo si distanzia dal vigente articolo 27 water capoverso 2 nel senso che la Confederazione può concedere anche propri aiuti finanziari all'istruzione. Si deve pensare soprattutto alle borse di studio destinate alla formazione di candidati qualificati per la carriera universitaria o per futuri insegnanti in campi speciali d'altri gradi d'insegnamento. Tuttavia, "esaminiamo parimente la possibilità proposta in parecchi interventi parlamentari, di istituire una cassa federale di prestiti che sarebbe chiamata ad offrire un aiuto finanziario all'istruzione per i casi che non possono fruire di assegni cantonali e dove un bisogno effettivo giustifica la concessione di un aiuto perlomeno passeggero.

La competenza generale in materia di promozione data alla Confederazione dal capoverso 5 deve garantire, a lungo termine, sufficienti possibilità di sviluppo. Non bisogna attendersi che essa si concreti prossimamente in tutti i campi.

Le spese nel campo dell'istruzione, le quali assorbono una parte notevole dei mezzi pubblici, dovranno essere ancora aumentate nel corso dei prossimi anni. La Confederazione -- come anche i Cantoni e i Comuni -- dovrà però necessariamente operare una scelta assai severa fra ciò che è urgente e ciò che è semplicemente auspicabile, adeguando pur sempre i contributi alla sua propria potenzialità finanziaria.

Redatto in termini generali,
il capoverso di cui si tratta (lascia al legislatore federale la libertà di movimento necessaria per decretare tempestivamente i provvedimenti di promozione necessari. Non possiamo ancora dire con certezza quale forma assumeranno tali provvedimenti. Il nuovo disposto costituzionale non ha ripercussioni finanziarie dirette. Soltanto la legislazione d'esecuzione potrà ingenerare maggiori spese.

6 1 Cantoni devono essere chiamati a cooperare all'elaborazione e all' applicazione delle disposizioni esecutive. Nel campo della formazione prò-

449

fessionale, i gruppi economici interessati devono essere consultati per l'elaborazione delle leggi d'esecuzione. Essi possono essere chiamati a cooperare all'applicazione delle prescrizioni esecutive.

Due idee sono ala base di questo capoverso: avantutto, la posizione chiave dei Cantoni in materia di 'istruzione deve essere sottolineata dal fatto che, in ogni fase d'elaborazione della legislazione federale, essi non sono soltanto consultati'ma anche chiamati a partecipare ai lavori e incaricati, da regola, dell'esecuzione delle disposizioni federali. Per l'elaborazione delle disposizioni esecutive, il Cons'iglo federale sì propone di consultare parimente le associazioni e le istituzioni pedagogiche e culturali, come anche altre cerehie interessate al settore scolastico. La loro collaborazione ha dunque un carattere prettamente consultivo; quella dei Cantoni invece un carattere creativo. Ed è quanto deve emergere dalla formulazione proposta.

La seconda idea è poi quella di includere in detto capoverso il diritto delle cerehie economiche ad essere consultate per l'elaborazione delle leggi d'esecuzione nel campo della formazione professionale. Questo diritto, contenuto presentemente nell'articolo 32 capoverso 3 della Costituzione, non deve più essere disciplinato nell'ambito degli articoli economici. Materialmente, non si propongono modificazioni; rimane fermo anche l'obbligo di cooperare all'esecuzione.

Il -disegno preliminare degli articoli costituzionali 27 e 27 bls , redatto nella primavera del 1971, ha subito profonde modificazioni, sia dall'aspetto materiale, sia da quello redazionale: la 'più evidente è Ja scomparsa del di'sposto sugli scopi dell'istruzione. La Commissione incaricata di esaminare il presente disegno dovette convincersi -- e noi condividiamo questa opinione -- che era impossibile formulare in poche righe lo scopo dell'istruzione, senza essere né troppo vaghi né troppo precisi. Siffatte disposizioni prettamente declamatorie sono estranee alla nostra Carta fondamentale.

Tuttavia, se il concetto di Scopo 'fosse 'legato ad effetti giuridici positivi, sarebbe inevitabile un'interpretazione difficoltosa. Pensiamo dunque che occorra rinunciare all'enumerazione degli scopi nella Costituzione, lasciando come finora il compito alle leggi scolastiche cantonali; siamo> infatti convinti che detti scopi devono essere formulati nel contesto della realtà scolastica.

Non vediamo la necessità di garantire il diritto alla libera istruzione -- libertà d'insegnamento e 'libertà d'apprendimento -- in una disposizione costituzionale. Tale garanzia è già ancorata in differenti costituzioni cantonali. Osserviamo che, nel nostro Paese, il corpo docente dispone tradizionalmente, a tutti i livelli, di un'ampia (Libertà d'azione quanto ai metodi di insegnamento. La libertà della scelta delle materie d'insegnamento è limitata soltanto dai programmi scolastici, rispettivamente dai capitolati d'oneri dei docenti. L'articolo 4 della Costituzione federale offre una protezione sufficiente contro i pregiudizi arbitrar! arrecati dalle autorità sco-

450

lastiche a questa libertà df insegnamento. La libertà d'apprendimento -- diritto di scegliere liberamente le materie e il docente -- è un diritto 'inalienabile delle persone maggiorenni che si istruiscono. Per considerazioni pratiche e giuridiche, questa libertà, come diritto individuale del discente, non può però essere estesa a tutti i livelli scolastici.

A nostro parere è superfluo ancorare negli articoli sull'istruzione una competenza federale a disciplinare e promuovere le scuole svizzere all'estero, come lo propone un parere espresso nella procedura di consultazione; la Confederazione già dispone infatti delle necessari« competenze in virtù dell'articolo 45 b i s della Costituzione federale.

Art. 27"uater 1

La Confederazione promuove la ricerca scientifica.

Questo capoverso da alla Confederazione una competenza costituzionale generale per M promovimento della ricerca. La procedura di consultazione inerente al disegno preliminare del Dipartimento federale dell'interno ha rilevato che una maggioranza era del parere che detta competenza dovesse essere l'imitata il meno possibile. La disposizione prevista permetterà alla Confederazione di prendere provvedimenti promozionali in tutti i campi della ricerca, dalla ricerca fondamentale a quella industriaile. Si richiede a ragione che la Confederazione formuli un politica fondamentale di ricerca; ma per questo essa deve manifestamente disporre delie pertinenti competenze.

L'aiuto federale alla ricerca non può restringersi a progetti che garantiscono un'applicazione pratica immediata. Un Paese altamente 'industrializzato come la Svizzera deve, nell'adempimento dei suoi obblighi culturali, contribuire parimente ad ampliare le conoscenze fondamentali dell'uomo.

Conscguentemente, il nuovo capoverso deve offrire quel già più volte auspicato fondamento costituzionale per il finanziamento del Fondo nazionale svizzero, al quale incombe il promovimento della ricerca fondamentale.

Nell'ambito dei provvedimenti federali di promozione, occorrerà evidentemente tutelare la libertà di ricerca degli scienziati. Tuttavia, ciò non significa ovviamente che la Confederazione abbia un obbligo di finanziare qualsiasi costoso progetto di ricerca, ancorché scientificamente qualificato.

Nella sua politica di promozione, la Confederazione deve vegliare a un impiego razionale dei mezzi limitati di cui dispone. Si tratterà conseguentemente di determinare, oltre alla qualità scientifica, altri crateri per stabilire la scelta dei progetti 'di ricerca degni d'essere sostenuti. Tutte le cerehie interessate saranno chiamate a collaborare alla soluzione di questo compito.

Al promovimento della ricerca appartengono pure i provvedimenti di sostegno dei servizi ausiliari, indispensabili a qualsùasi ricerca moderna e

451

razionale; basti menzionare qui i servizi di documentazione e d'informazione o le reti di elaborazióne dei dati e i grandi cenuri calcolatori. È dunque superfluo menzionare esplicitamente nella Costituzione il promovimento della documentazione e delle .informazioni scientifiche.

Ci asteniamo inoltre dail designare esplicitamente come oggetto del promovimento della ricerca alcuni campi di ricerca particolarmente attuali o importanti (per esempio Ila ricerca didattico-pedagogica). Una tale enumerazione sarebbe arbitraria e incompleta. Occorre inoltre rilevare che, per effetto del rapido sviluppo tecnico e 'scientifico, si assiste spesso a uno spostamento di interessi, in tempo relativamente breve. Le norme costituzionali devono essere formulate a lunga scadenza e non possono adeguarsi ai rapidi cambiamenti di opinione.

L'attribuzione di promuovere la ricerca comprende pure la competenza a riconoscere e sostenere le organizzazioni mantello scientifiche che rendono alla Confederazione preziosi servizi nella 'politica in campo scientifico.

2 Essa è autorizzata a istituire e ad assumere interamente o parzialmente centri di ricerca.

La formulazione di questa competenza corrisponde a quella espressa nell'articolo 27 Ms capoverso 4 lettera e per quanto concerne l'istituzione e l'assunzione di istituti d'insegnamento superiore. Così definita, questa competenza deve permettere alla Confederazione di prendere proprie iniziative nel caso in cui l'interesse del Paese richieda l'istituzione di centri di ricerca.

Essa sarà poi segnatamente utilizzata se la Confederazione avrà un interesse capitale a disporre 'di un centro di ricerca non attuabile nelle scuole superiori. L'unità della ricerca e dell'insegnamento nelle nostre scuote superiori non deve essere dunque in alcun modo compromessa. I centri che si dedicano esclusivamente alla ricerca non hanno legami diretti con la formazione dei nuovi quadri scientifici; donde il pericolo ch'essi, dopo un certo tempo, perdano la loro vitalità e il loro spirito d'iniziativa. Per quanto possibile, anche in futuro si dovranno attuare nuovi istituti di ricerca in collaborazione con i Cantoni e le scuole superiori e, fin dall'inizio, si dovranno allacciare e mantenere stretti contatti con gli istituti d'insegnamento superiore. Per le ricerche applicate, si dovrà vegliare a una stretta cooperazione con tutta l'economia.

La competenza ad assumere interamente o parzialmente centri di ricerca sarà, sempreché le circostanze lo giustifichino, utilizzata soltanto a titolo eccezionale e soltanto d'intesa con i loro precedenti titolari.

L'istituzione di centri federali di ricerca pone parimente alcuni problemi organizzativi. Finora, si sono cercate soluzioni ad hoc per stabilire

452 lo statuto e la struttura amministrativa dei laboratori, per altro poco numerosi, creati fuori dalle università per eseguire lavori di ricerca d'interesse nazionale. Questo modo di procedere non poteva soddisfare a lungo termine.

Esso cela inoltre i'1 pericolo 'di un isolamento delle nuove istituzioni. Il Consiglio svizzero della scienza ha delegato a un gruppo di lavo-ro il compito di formulare proposte per un ordinamento generale del coordinamento e dell' organizzazione di tadi centri di ricerca. Appena questi documenti saranno disponibili, esamineremo se si potranno inserire prescrizioni corrispondenti nella legislazione d'esecuzione di quest'articolo.

6 Legislazione d'esecuzione Non spetta al presente messaggio di programmare la legislazione d'esecuzione o persino di pronunciarsi sul suo contenuto materiale. Prima dell!'

elaborazione dei disegni di legge, i nuovi articoli costituzi'onali dovranno essere accettati dal popolo e dai Cantoni nella loro versione definitiva. Tuttavia, come per la maggior parte delle revisioni costituzionali, l'interesse generale si rivolgerà ben presto alle leggi d'esecuzione poiché esse sole potranno produrre gli effetti valuti. Fra i nuovi testi costituzionali sull'istruzione e la ricerca, soltanto la disposizione dell'articolo 27 capoverso 1, la quale stipula che ogni abitante ha diritto a un'istruzione conforme alle sue attitudini, avrà ripercussioni dirette. Nondimeno, anche per questo diritto fondamentale, la legislazione d'esecuzione sarà chiamata ad assumere essenziali rilievi. Il diritto all'istruzione può essere attuato soltanto nell'ambito del sistema educativo presente. Lo sviluppo delle strutture scolastiche esistenti è pertanto una condizione della piena efficacia del diritto fondamentale.

Nel capitolo dedicato alle odierne condizioni del nostro1 sistema scolastico, (cfr. n. 2) e nei nostri commenti sul progetto di revisione (cfr. 52), abbiamo già avvertito della necessità di riordinare il nostro sistema educativo. Anche il presente capitolo non può e non deve peraltro dare una visione completa sulla legislazione futura. Oli articoli costituzionali sono redatti in modo da lasciare al legislatore un'ampia libertà d'azione; non sono stati concepiti per trovare la soluzione di determinati compiti prioritari. A lungo termine, essi dovranno permettere uno sviluppo sistematico del nostro sistema educativo e del promovimento della ricerca.

Nell'interesse dei discenti, occorre che una certa costanza sia osservata noi campo dell'istruzione; i frequenti cambiamenti strutturali o metodologici e le intempestive modificazioni legali nuocciono alla solida formazione della giovane generazione. La legislazione d'esecuzione dev'essere pertanto elaborata sistematicamente e con diligenza accurata. Di concerto con i Cantoni stabiliremo un ordine di priorità dopo l'accettazione degli articoli costituzionali. Dacché in futuro l'educazione sarà posta sotto la responsa-

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bilità della Confederazione e dei Cantoni, potrebbe rilevarsi necessaria l'istituzione di un consiglio comune dell'educazione. Quest'ultimo assumerebbe un'importanza determinante anche nell'elaborazione delle leggi d'esecuzione. Ovvio che consulteremo pure le organizzazioni economiche, le associazioni culturali e pedagogiche, come anche altre cerehie specializzate e interessate.

La legislazione futura dovrà discendere dalle esperienze compiute. Verosimilmente, si dovranno testé prevedere nuovi ordinamenti chiamati a sostituire 'le 'disposizioni che si fossero dimostrate insufficienti ma che fino ad allora non si erano potute modificare per mancanza di corrispondenti competenze federali.

La legge federale sull'aiuto alle università ha il carattere di una legge su'ssidiatrice poiché il vigente articolo 27 della Costituzione federale 'permette soltanto provvedimenti d'aiuto in favore degli atenei. Questo ordinamento facilita indubbiamente lo sviluppo delle università cantonali; anche il coordinamento può essere consolidato dalle condizioni poste alla concessione dei sussidi. È reputata una lacuna il fatto che gli organi responsabili della politica universitaria svizzera non possono, per così dire, prendere alcuna iniziativa veramente efficace. Essi devono attendere le proposte deflle università cantonali e, successivamente, giudicare positivamente o negativamente la concessione del sussidio federale. Questo reattivo modo di procedere ci sembra insufficiente poiché le lacune esistenti nei nostri istituti di insegnamento e di ricerca possono essere più facilmente scovate affrontando il problema a livello nazionale e non solo cantonale. Ci si imbatte presentemente in serie difficoltà quando si tentano di introdurre nuovi .rami di insegnamento e dì ricerca che permettano al nostro Paese di usufruire di una posizione più favorevole nella concorrenza scientifica e di offrire alle nuove leve la possibilità di istruirsi in discipline moderne. Queste gravi 'lacune possono essere 'rimosse alla luce del nuovo articolo costituzionale poiché la Confederazione riceverà la competenza a legiferare in materia di insegnamento superiore. La Confederazione potrebbe stabilire i principi essenziali, indispensabili a una politica universitaria adeguata alle future esigenze del Paese. Essa potrebbe garantire non solo la coordinazione ma anche lo sviluppo degli istituti di insegnamento superiore, per quanto richiesto dall'interesse generale. Alle nuove competenze dovranno far riscontro aiuti federali più cospicui In tale contesto, i Cantoni consereverebbero la responsabilità per Je loro Università; essi potranno dunque anche emanare disposizioni sull'organizzazione e la forma dell'insegnamento.

L'ordinanza federale concernente il riconoscimento degli attestati di maturità ha condotto a un miglioramento dell livello dei nostri licei ed ha ingenerato pure un'ampia coordinazione; ed è quanto si tenta di conseguire in altri settori del nostro sistema scolastico. Una palese debolezza dell'ordinamento presente risiede nel suo fondamento giuridico, imperniato esclusiFoglio Federale 1972, Voi. I

31

454

vamente sulla legislazione medica. Al momento dell'elaborazione dell'ordinanza e al momento della sua applicazione nella prassi, le istanze competenti si sono invero sempre sforzate di badare a che la maturità offrisse un fondamento sufficiente per l'accesso a tutti gli studi universitari; l'attestato accerta la maturità del discente per accedere agli studi superiori e non solo quella richiesta per gli studi delle professioni mediche. Obiezioni giustificate muove pure il fatto che la Confederazione ha emanato prescrizioni minute sugli esami di maturità e che in tal modo essa ha esercitato un'influenza indiretta, ma nondimeno assai intensa, sull'insegnamento nelle scuole medie. Sarebbe certamente più giusto che la Confederazione emani principi determinati validi per tutte le scuole del 'grado secondario, garantendo così l'indispensabile coordinazione tra i licei e l'adeguata preparazione degli allievi agli studi universitari; occorrerebbe parimente armonizzare gli studi secondari con altri tipi di formazione. I Cantoni conserverebbero la responsabilità principale dell'insegnamento secondario e si lascerebbe libero campo alle loro iniziative.

La Confederazione già dispone di estese competenze legislative per disciplinare la formazione professionale nell'industria, nelle arti e nei mestieri, nel commercio e nelle professioni connesse di prestazione di servizi.

L'integrazione del fondamento costituzionale nell'articolo sull'istruzione non conduce ad alcuna modificazione dei provvedimenti previsti. Come l'abbiamo già rilevato, la legge federale del 1963 sulla formazione professionale dev'essere completamente riformata. Se i lavori preparatori si svolgeranno normalmente, si può prevedere che il disegno di revisione sarà sottoposto alle Camere federali entro la fine del 1973 o all'inizio del 1974.

L'estensione della competenza federale a tutto il settore della formazione professionale risponde a un evidente bisogno. Il disciplinamento vigente sulla formazione nelle professioni paramediche è per esempio considerato insoddisfacente, talché è assai probabile che saranno tosto presentate proposte intese a elaborare un nuovo disciplinamento legale in questo campo.

Ned diritto sulle borse di studio, la situazione può essere paragonata a quella del settore universitario. Secondo il vigente articolo 27 quater capoverso 1 deEa Costituzione federale, la Confederazione dispone di una competenza promozionale. La legge federale sul sussidiamento delle spese cantonali per borse di studio ha invero condotto a un'evoluzione rallegrante; si nota infatti un aumento essenziale, sia quanto al numero dei borsisti, sia quanto ad sussidi concessi nei singoli casi. Meno rallegrante è però il fatto che fra gli ordinamenti cantonali sono rimaste differenze notabili, differenze che la diversità delle condizioni non basta a spiegare. Anche in caso di cambiamento di domicilio i contrattempi non mancano: talora il Cantone non si riconosce competente a finanziare gli studi, talché al candidato nel bisogno può succedere di trovarsi a mani vuote. Una competenza legislativa di principio della Confederazione in materia di borse di studio e di aiuti all'istruzione potrebbe apportare i miglioramenti necessari e permette-

455

rebbe pertanto di appropincuarsi ulteriormente all'uguaglianza delle possibilità.

Si dovrà, all'occorrenza, riesaminare anche la legge federale del 1953 concernente il sussidio alila scuola primaria pubblica. I disposti vigenti escludono un aiuto efficace ai Cantoni, riservati nondimeno gli ordinamenti speciali applicabili alle regioni di lingua italiana e romancia. Dacché in futuro la Confederazione disporrà di una competenza generale di promozione, tutto M sistema di aiuto finanziario all'istruzione dovrà essere riveduto. I sussidi federali devono essere concessi laddove i bisogni sono maggiori e laddove ci si può attendere i risultati migliori. Sembra inevitabile che, a lungo termine, i sussidi federali aumenteranno nel complesso. Spetterà al legislatore determinarne l'estensione, tenendo conto delle condizioni finanziarie della Confederazione e dei Cantoni.

L'educazione degli adulti è divenuta un compito pubblico soltanto per effetto dell'evoluzione sociale degli ultimi decenni, caratterizzata dal rapido sviluppo delle conoscenze, da un lato e dall'aumento del tempo libero dall'altro. Determinati obblighi concernenti l'insieme del Paese -- consulenza, informazione, coordinazione e ricerca -- dovranno essere assunti dalla Confederazione. Emerge inoltre che 1 Cantoni finanziariamente deboli non possono impiegare i mezzi necessari all'espletazione di questo nuovo compito pedagogico poiché le spese in favore delle scuole tradizionali sono per loro 'già un grosso fardello: sono dunque costretti a contare esclusivamente sull'aiuto federale. Sarebbe dunque raccomandabile, dopo attuata disamina, di emanare disposizioni quadro combinate con provvedimenti promozionali; con ciò si potrebbero quindi attuare quello sviluppo, e quel consolidamento indispensabili a questo nuovo importante settore dell'istruzione.

Nell'ambito della legislazione d'esecuzione del nuovo articolo 27 quater occorrerà occuparsi, nei prossimi anni, di diversi problemi di politica della ricerca. A lungo termine, potrebbe rilevarsi opportuna l'emanazione di una legge sulla ricerca; la sua elaborazione richiederà però studi approfonditi.

Non si potranno tuttavia attendere i risultati di questi studi per disciplinare determinati campi della ricerca.

Rammentiamo per il momento che il decreto federale vigente del 16 dicembre 1969 assegnante un sussidio annuo alla fondazione «Fondo nazionale svizzero per le ricerche scientifiche» prevede un aumento progressivo dei .sussidi -federali fino ad un importo massimo di 100 milioni di franchi annui, somma questa che verrà corrisposta nel 1974. Benché sembri escluso di mantenere la celere progressione presente, un limite puro e semplice del sussidio non terrebbe conto né dell'importanza primordiale del Fondo nazionale per la ricerca fondamentale né delle esigenze future di una promozione giudiziosa della formazione delle nuove leve scientifiche.

Il finanziamento del Fondo nazionale dovrà dunque essere oggetto di un nuovo ordinamento verso la prima metà del decennio in corso.

456

II Consiglio svizzero della scienza elabora presentemente una concezione del promovimento della ricerca applicata. Anche qui, si tratta di un compito di grande rilievo. Un nuovo dfsciplinamento non dovrà più fondarsi, come finora, esclusivamente sugli articoli economici della Costituzione federale poiché in futuro si disporrà della competenza generale di promozione formulata nell'articolo 27 quater.

La Società elvetica delle scienze naturali (SESN) e la Società svizzera delle scienze umane (SSSU) hanno chiesto al Dipartimento federale dd'F interno di essere riconosciute ufficialmente come accademie scientifiche e di garantire ü finanziamento a lungo termine delle loro attività. Queste organizzazioni adempiono compiti importanti, sia come società mantello di parecchie giunte specializzate e associazioni scientifiche, sia come interlocutori delle accademie estere. È tuttavia indispensabile 'delimitare avantutto con esattezza il campo d'attività della Società elvetica delle scienze naturali in rapporto a quello del Fondo nazionale per le ricerche scientifiche. Dacché tale delimitazione sarà presto ultimata e che nulla si frappone al riconoscimento della Società delle scienze umane, potrebbe rilevarsi opportuno, per lo statuto delle accademie scientifiche, di emanare un decreto federale fondato sul nuovo articolo sulla'ricerca.

L'organizzazione e l'integrazione amministrativa di installazioni di ricerca che, per il loro carattere d'interesse nazionale, non possono essere incorporate in una Università e che nessun Cantone universitario vuole assumere, danno adito a una complessità di problemi. Anche la legge sulle università, che deve essere sostituita all'odierno sistema di finanziamento, non dovrà occuparsi di questo problema. Il Consiglio della scienza si occupa di questo importante settore della nostra politica di ricerca e, in un futuro più o meno vicino, presenterà proposte in merito; la loro attuazione avverrà parimente nell'ambito di una legge federale sulla ricerca.

La statistica della ricerca come anche l'informazione e la documentazione scientifiche assumono importanza notabile, ancorché si tratti di problemi particolari. I dati statistici sulla ricerca disponibili in Svizzera sono rudimentali se paragonati a quelli degli altri Stati industrializzati. È impossibile fare un pronostico valido circa lo sviluppo della ricerca in Svizzera in assenza di documenti statistici sufficienti; questi sono infatti fondamento indispensabile per le decisioni di politica della ricerca. Occorrerà dunque esaminare 'l'opportunità di istituire alcuni obblighi circa la fornitura di dati per una statistica svizzera della ricerca. In riguardo allo sviluppo quasi esplosivo delle scienze, efficaci servizi scientifici d'informazione e di documentazione divengono strumenti di lavoro indispensabili. Servizi siffatti possono essere sostenuti dalla Confederazione nell'ambito della legge federale sull'aiuto alle università. Ma se questo sistema non permetterà di giungere a una soluzione soddisfacente e se, conseguentemente, la Confederazione dovrà assumere l'iniziativa, si dovrà creare un fondamento legale

457 appropriato, sia per mezzo di un disposto speciale, sia per mezzo della legge federale sulla ricerca, più volte già menzionata.

Tutte queste considerazioni sulla futura legislazione d'esecuzione non sono certamente definitive: ma, pur avendo un mero valore indicativo, permettono di giustificare la 'necessità della revisione costituzionale proposta.

7. Osservazioni finali 71 Problemi procedurali Per soddisfare al princìpio dell'unità dì materia, alleghiamo al presente messaggio i disegni separati di due decreti federali. Il primo concerne gli articoli sull'istruzione (asrt. 27, 27 bis Cost. e art. 4 delle dispozioni transitorie della Cost.) il secondo l'articolo sul promovimento della ricerca (art. 27 water) Q]| articoli sull'istruzione formano, materialmente, un tutto unico; nell'articolo 27 sono ancorati i principi materiali, enunciati in forma di diritti soggettivi destinati all'applicazione delle disposizioni sulle competenze concesse dall'articolo 27 bls ; l'articolo 4 delle disposizioni transitorie è adeguato ale nuove disposizioni dell'articolo 27 capoverso 3 seconda frase. Certamente, l'artìcolo sulla ricerca è strettamente legato agli articoli sull'istruzione, segnatamente nel settore universitario; manca tuttavia una assoluta interdipendenza logica talché la pubblicazione di un solo decreto federale non sarebbe in accordo con 'il principio dell'«unità di materia».

I due decreti dovranno tuttavia essere sottoposti contestualmente alla votazione del popolo e dei Cantoni.

72 Classificazione di mozioni e postulati --

--


--

Vi proponiamo di classificare le mozioni e i postulati seguenti: Mozione n. 10129 del 26/23 settembre 1969 (Müller - Lucerna) concernente la revisione dell'artìcolo 27 della Costituzione federale; Mozione n. 10141 del 23/26 settembre 1969 (Wenk) concernente un fondamento costituzionale per il sistema scolastico; Postulato n. 8960 del 3 giugno 1964 (Haller) concernente l'unificazione dei sistemi scolastici cantonali; Postulato n. 10246 del 26 settembre 1969 (Meyer - Lucerna) concernente il coordinamento scolastico intercantonale; Postulato n. 10073 del 13 marzo 1969 (Müller - Lucerna) concernente la legge federale sul sussidiamento delle spese cantonali per borse di studio;

458 -- Postulato n. 10688 del 17 dicembre 1970 (Krummenacher) concernente le borse e i prestiti di studio.

Fondandoci su quanto precede, ci pregiamo di raccomandarvi l'accettazione dei disegni di decreti allegati.

Gradite, onorevoli signori presidente e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

Berna, 19 gennaio 1972.

In nome del Consiglio federale svizzero, II presidente della Confederazione: Celio II cancelliere della Confederazione: Huber

459

(Disegno)

Decreto federale che modifica i disposti costituzionali sull'istruzione (Del

)

il/ Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visti gli 'articoli 85, numero 14, 118 e 121 capoverso 1 delà Costituzione federale, visto il messaggio del Consiglio federale del 19 gennaio 1972 *>, decreta: I bls

quater

Agli articoli 27, 27 , 27 e 34 ter capoverso 1 lettera g della Costituzione federale e all'articolo 4 delle sue disposizioni transitorie sono sostituite le disposizioni seguenti: Art. 27 Ogni abitante ha diritto a un'istruzione conforme aille sue attitudini.

2 (Le .scuole pubbliche devono poter essere frequentate dai fedeli di tutte le confessioni, senza pregiudizio della doro libertà di credenza o di coscienza.

3 L'istruzione nella scuola dell'obbligo è posta sotto il controllo del potere civile. Nelle scuole pubbliche è gratuita.

1

Art. 27 6is L'insegnamento è compito comune della Confederazione e dei Cantoni.

2 L'istruzione prima e durante la scuola dell'obbligo è di competenza dei Cantoni; rimangono riservati il capoverso 4 e l'articolo 27 quii-jquies capoverso 1. I Cantoni provvedono al coordinamento dei loro sistemi insegnativi.

3 La Confederazione disciplina la formazione professionale.

4 La Confederazione è inoltre autorizzata a: a. stabilire la durata della scuola dell'obbligo; 1

D FF 1972 I 389

460

b. emanare principi su l'organizzazione e lo sviluppo della scuola media, dell'insegnamento superiore e dell'educazione degli adulti, come anche sulla concessione di aiuti finanziari all'istruzione; e. costituire e assumere interamente o parzialmente istituti di insegnamento superiore; d. promuovere gli sforzi cantonali di coordinamento.

5

La Confederazione può sussidiare le spese sostenute dai Cantoni nel campo dell'istruzione e degli aiuti finanziari all'istruzione. Essa stessa può parimente concedere aiuti all'istruzione.

6 1 Cantoni devono essere chiamati a cooperare all'elaborazione e ali' applicazione delle disposizioni esecutive. Nel campo della formazione professionale, i gruppi economici interessati devono essere consultati per l'elaborazione delle leggi d'esecuzione. Essi possono essere chiamati a cooperare al'applicazione delle prescrizioni esecutive.

Art. 27"mter abrogato Art. 34 ter cpv. l lett. g abrogato Art. 4 delle disposizioni transitorie Per l'introduzione gratuita della pubblica istruzione nella scuola dell' obbligo (art. 27) è lasciato ai Cantoni un termine di cinque anni.

II 1

II presente decreto è sottoposto alla votazione del Popolo e dei Can-

toni.

2

II Consiglio federale è incaricato di eseguirlo.

461

(Disegno)

Decreto federale che completa la Costituzione con un articolo sul promovimento della ricerca scientifica (Del

)

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visti gli articoli 85, numero 14, 118 e 121 capoverso 1 della Costituzione federale, visto il messaggio del Consiglio föderale del 19 gennaio 1972*>, decreta: I

La Costituzione federale è completata come segue: Art. 27 »uater (nuovo) La Confederazione promuove la ricerca .scientifica.

2 Essa è autorizzata a istituire e ad assumere interamente o parzialmente centri di ricerca.

II

Se la revisione contestuale degli articoli costituzionali sull'istruzione dovesse essere respinta, il presente articolo sarebbe designato con la cifra 27 sexies III 1

II presente decreto è sottoposto alla votazione del Popolo e dei Can-

toni.

2

II Consiglio federale è incaricato di eseguirlo.

D FF 1972 I 389

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Messaggio del Consiglio federale all'Assemblea federale concernente i nuovi articoli costituzionali su l'istruzione e la ricerca (art. 27,27 Ms e 27quater) (Del 19 gennaio 1972)

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1972

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18.02.1972

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389-461

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