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89.011

Messaggio concernente una legge federale su le derrate alimentari e gli oggetti d'uso (Legge sulle derrate alimentari, LDAL) del 30 gennaio 1989

Onorevoli presidenti e consiglieri, Con il presente messaggio, vi presentiamo, per approvazione, un disegno di legge federale su le derrate alimentari e gli oggetti d'uso. Simultaneamente vi proponiamo di togliere di ruolo gli interventi parlamentari seguenti: 1972 P 11.190

Controlli delle derrate alimentari (N 5.12.72, Ribi)

1974 M 11.716

Importazione di derrate alimentari.

Controllo (N 11.12.73. Tschumi; S 19.3.74)

1979 P 79.353

Pubblicità in favore del tabacco (N 27.11.79, Schär)

1979 P 79.475 1980 P 79.406

Dichiarazione delle merci (N 27.11.79, Neukomm) Medicina veterinaria. Commercio dei medicamenti (N 25.9.80, Dürr) Medicina veterinaria. Commercio dei medicamenti (N 25.9.80, Dürr; S 3.3.8l) Ormoni, divieto di importazione (N 19.6.81, Christinat) Igiene dei prodotti animali. Nuova legge (N 17.12.82, Tochon) Ispezione al luogo di destinazione.

Abrogazione (N 9.10.87, Biel) Nuova legge sulle derrate alimentari.

Modificazione di vecchie ordinanze (N 23.6.88 Jung)

1981 M 79.406 1981 P 80.920 1982 P 82.322 1987 P 87.426 1988 P 88.410

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

30 gennaio 1989

1989-12

In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Delamuraz II cancelliere della Confederazione, Buser

49 Foglio federale. 72° anno. Vol. l

741

Compendio La legge sulle derrate alimentari del i905 (Lderr; RS 811.0) introdusse per tutto il Paese il controllo delle derrate alimentari secondo una procedura prescritta dal diritto federale e sostituì i disciplinamenti cantonali che a quell'epoca erano completamente diversi uno dall'altro. Anche le singole procedure amministrative dei Cantoni erano a quel tempo assai meno uniformi, ciò che spiega il ruolo preminente delle prescrizioni procedurali nella legge vigente, improntata alla situazione di allora, ossia quando le derrate alimentari venivano ancora ampiamente confezionate, vendute e consumate nello stesso luogo. Non esistevano infatti gli alimenti che vengono imballati al momento della confezione e sono distribuiti immutati ai consumatori. Il problema principale in materia di polizia delle derrate alimentari e d'igiene era allora costituito dagli alimenti di qualità inferiore, dai prodotti sofisticati e simultaneamente pericolosi per la salute, come anche dalle contraffazioni e dai surrogati. La vigente legge non contiene alcuna prescrizione materiale sulle esigenze che devono essere soddisfatte nei contatti con le derrate alimentari, in quanto tutto il campo d'applicazione sostanziale è demandato al Consiglio federale. È così venuto a crearsi, per la necessità di adeguare continuamente la normativa alle mutate circostanze, un complesso di norme regolamentari ad ampio ventaglio, ma di scarsa intelligibilità.

La legge vigente non può soddisfare i requisiti attuali da diverse angolature: - la situazione vieppiù complessa e le esigenze sempre più severe per quanto concerne il fondamento legale delle ordinanze obbliga il legislatore a limitare nella legge, con principi direttivi ed altri criteri, lo scopo e la portata della competenza regolamentare del Consiglio federale; - le competenze delle autorità federali per il coordinamento dell'esecuzione decentralizzata da parte dei Cantoni devono essere rafforzate; infatti, per far fronte a situazioni straordinarie, tali autorità devono, se necessario, poter prescrivere uniformemente i provvedimenti adottabili; - l'organizzazione esecutiva a doppio corso nei Cantoni deve essere sostituita da un chiaro disciplinamento delle competenze; - la progressiva integrazione nella comunità internazionale esige che la legge possa tener conto anche di futuri sviluppi.

Nei settori della vita quotidiana e dell'attività economica, ai quali sì estende la legislazione sulle derrate alimentari, sussiste una marcata polarità tra le cerehie che s'ispirano alla protezione dei consumatori, della natura e dell'ambiente, da un lato,-e le cerehie dei produttori e commercianti, dall'altro. Questo dualismo si è concretamente manifestato anche durante l'elaborazione del disegno di legge, che evolve finora da quindici anni. Nella procedura di consultazione, sfociata nel 1982, gli interlocutori si sono infatti accordati su un unico punto, ossia sulla necessità di una revisione totale; va però rilevato che, se nessun ambito del disciplinamento è stato accettato ad una maggioranza prevalente, poche sono state le proposte respinte all'unanimità.

742

// presente disegno di legge è stato esaustivamente verificato da una commissione di redazione, sotto la direzione di un perito estraneo all'amministrazione, in considerazione degli sviluppi degli ultimi anni e delle esperienze recenti.

Concettualmente il disegno si attiene ai principi valevoli per le leggi in materia di polizia, ossia interviene nella libertà di commercio e di industria dei produttori -e dei venditori soltanto nella misura necessaria per la protezione della salute e per la prevenzione degli inganni.

Tra leinnovazioni menzioniamo: - l'inserimento esplicito della produzione agricola nel campo d'applicazione; - l'istituzione di principi materiali sulle esigenze che devono essere soddisfatte nei contatti con le derrate alimentari; - il rafforzamento delle competenze coordinative e direttive delle autorità federali rispetto ai Cantoni; - il chiaro disciplinamento delle competenze per l'esecuzione nei Cantoni; - l'inasprimento delle prescrizioni procedurali e la revisione delle disposizioni penali; - l'istituzione di un fondamento giuridico per i controlli specifici dei medicamenti veterinari all'importazione.

All'entrata in vigore della nuova legge sulle derrate alimentari, il vigente diritto regolamentare non diventa illegale, ma deve essere ristrutturato e adeguato alla nuova legge con un 'articolazione più sistematica; per altro, laddove risulta necessario, dev'essere completato.

743

I II

In generale Mandato costituzionale

La legge sulle derrate alimentari si fonda sull'articolo 69bis della Costituzione federale (Cosi.) del tenore seguente: Art.

1 La a.

b.

69bis Confederazione ha il diritto di far leggi: sul commercio delle derrate alimentari; sul commercio di altri oggetti d'uso e di consumo, in quanto possono mettere in pericolo la vita o la salute.

2 L'esecuzione di tali leggi è affidata ai Cantoni.

3 Spetta invece alla Confederazione il controllo sull'importazione alla frontiera nazionale.

Nel 1897, quando la Costituzione federale fu completata con questa disposizione, l'approvvigionamento con derrate alimentari era, in parte prevalente, autarchico. Gli acquirenti intrattenevano quasi sempre contatti personali con i loro produttori, cosicché il principio della buona fede, all'acquisto di derrate alimentari, non doveva essere assicurato da un dispositivo complesso di controllo. Il consumatore si fidava del proprio giudizio: l'apparenza, il colore, la natura, l'odore e il sapore gli fornivano informazioni sufficienti sulla qualità della mercé offerta. Oggigiurno invece molti alimenti sono fabbricati e trasformati con un considerevole impiego di mezzi tecnici e da ogni parte del mondo vengono importati prodotti. Per questo motivo, l'iter dell'alimento tra produttore e consumatore è divenuto incontrollabile1'^.

Nonostante tale mutamento del quadro circostanziale, per soddisfare le esigenze attuali non è però necessaria una nuova disposizione della Costituzione, in quanto già il vigente diritto costituzionale conferisce alla Confederazione ampie facoltà nell'ambito del diritto sulle derrate alimentari. La nuova legge continuerà dunque a fondarsi, come quella del 1905, sulla stessa disposizione fondamentale.

La Confederazione, per la protezione della salute, ha la facoltà di disciplinare sia il commercio delle derrate alimentari e dei generi voluttuari, sia quello degli oggetti d'uso. Essa può emanare disposizioni per assicurare la protezione dagli inganni, in altri termini, la protezione della buona fede nel commercio delle derrate alimentari e dei generi voluttuari.

La Costituzione federale, unitamente al conferimento di ampie competenze normative, ha demandato alla Confederazione anche la responsabilità di avvalersi della sua facoltà nella misura in cui lo esigono le circostanze esterne, ossia la protezione della salute e la protezione dagli inganni, tenuto conto dell'attuale complessità della situazione, che è difficilmente controllabile. Infatti, l'evoluzione nel settore della produzione e della distribuzione delle derrate e degli oggetti d'uso rende necessaria l'istituzione di adeguate basi legali che consentano di proteggere i consumatori dai pericoli per la salute e simultaneamente di rafforzare la fiducia della popolazione nella qualità della produzione e della distribuzione delle derrate alimentari.

*>Le note sono riprodotte alla fine del messaggio.

744

Nel quadro del vigente diritto costituzionale, trattasi anche di creare i fondamenti giuridici in virtù dei quali il nostro Paese possa rimanere competitivo nel consesso internazionale. Occorre soprattutto evitare che disposizioni amministrative interne provochino inauspicate distorsioni concorrenziali, sia per la produzione indigena, sia a livello dell'importazione.

Il legislatore deve infine tener conto dei recenti pericoli che incombono sull'ambiente e dei nuovi procedimenti tecnologici ad alto rischio nella fabbricazione e nel trattamento delle derrate alimentari.

12 121

Situazione originaria Legge vigente

La vigente legge federale dell'8 dicembre 19052) sul commercio delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso e consumo risale ancora all'ultimo secolo. In effetti, con la modificazione dell'articolo 69bis Cost. dell'11 luglio 18973), alla Confederazione fu conferita la competenza di legiferare sul commercio delle derrate alimentari e di altri oggetti d'uso e consumo. Un anno e mezzo dopo, ossia il 28 febbraio 18994', fu presentato il messaggio a sostegno di un disegno di legge federale concernente il commercio delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso. Nelle deliberazioni, il disegno del nostro Collegio subì ancora importanti modificazioni. Le discussioni durarono sei anni e, trascorsi ulteriori tre anni e mezzo, la legge entrò in vigore il primo luglio 19095).

La legge, che sostituì le prescrizioni cantonali, considerevolmente differenziate, sul controllo delle derrate alimentari, fu concepita e realizzata in un'epoca in cui gli alimenti venivano fabbricati, venduti e consumati in parte prevalente nello stesso luogo; in effetti, non si conoscevano ancora (o al massimo solo limitatamente) i trasporti su grandi distanze e la distribuzione attraverso catene di negozi in diverse parti del Paese. Non erano parimente note le derrate alimentari standardizzate, che vengono imballate al momento della fabbricazione e distribuite immutate al consumatore. Per l'autorità, il problema principale era l'inganno operato nei confronti del consumatore, con l'offerta di alimenti di qualità inferiore o alterati, come anche di imitazioni, come il mosto artificiale, il miele artificiale ed altri surrogati. Non solo mancavano prescrizioni procedurali uniformi nei Cantoni, ma non era ancora nato il Codice penale.

La legge era una vera e propria legge di controllo delle derrate alimentari, che demandava pertanto l'intero disciplinamento sostanziale in materia al nostro Collegio e che per questo motivo fu successivamente modificata soltanto tre volte: nel 19426), quando le disposizioni penali furono coordinate con quelle del Codice penale svizzero, nel 19787), allorché fu istituito il fondamento giuridico per la dichiarazione della composizione di derrate alimentari e nel 19858), allorquando, in seguito alla modificazione costituzionale del 10 marzo 19859), fu abrogata la disposizione sui sussidi federali.

Oltre alla
legge sulle derrate alimentari, due altre leggi disciplinano corrispondenti settori in materia: la legge federale del 24 giugno 191010) concernente il divieto dell'assenzio e la legge federale del 7 marzo 1912 11) sul divieto del vino 745

artificiale e del sidro artificiale. Mentre la legge federale del 24 giugno 1910 disciplina dettagliatamente soltanto il divieto dell'assenzio previsto nell'articolo 32ter della Costituzione federale, quella del 7 marzo 1912 11) contiene disposizioni materiali procedenti dal diritto sulle derrate alimentari e concernenti il vino artificiale e il sidro artificiale. Quest'ultima normativa persegue lo scopo di proteggere il consumatore dagli inganni, nonché la sua salute dagli effetti di prodotti che presentemente non sono più d'attualità.

122

Prescrizioni regolamentari

II nostro Collegio si avvalse ampiamente della sua competenza in materia ed emanò, nel 1909 e nel 1926, gli atti precursori dell'attuale ordinanza sulle derrate alimentari 12' e, nel 1909 e 1938, quelli che dovevano precedere l'odierna ordinanza sull'ispezione delle carni13). Alla fine del 1987, nel settore della polizia in materia di derrate alimentari e di oggetti di uso (RS 817), esistevano, oltre all'ordinanza centrale sulle derrate alimentari 14', che dal 1936 è stata modificata non meno di 50 volte, e all'ordinanza sull'ispezione delle carni 15) , modificata 14 volte dal 1957, altre 20 ordinanze o decreti del Consiglio federale.

Su questi atti si fondano inoltre complessivamente 16 ordinanze del Dipartimento federale dell'interno e 10 ordinanze dell'Ufficio federale della sanità pubblica e dell'Ufficio federale di veterinaria. Tutte queste ordinanze formano un complesso sistematicamente carente e poco chiaro di prescrizioni a diversi livelli, che rende difficile l'orientamento agli organi di controllo e ai destinatari. Sussistono inoltre centinaia di permessi individuali, che descrivono e tollerano determinate derrate di singoli fabbricanti.

Con la nuova legge sulle derrate alimentari occorrerà pertanto districare questa matassa disordinata di atti regolamentari, verificare le corrispondenti prescrizioni, compendiarle e ordinarle sistematicamente secondo la loro importanza a livello di Consiglio federale e di dipartimento.

123

Problemi

La vigente legge sulle derrate alimentari disciplina l'organizzazione esecutiva cantonale, la procedura da seguire nel controllo delle derrate alimentari, la protezione giuridica in connessione con le decisioni degli organi di controllo e le disposizioni penali, come anche i compiti delle autorità federali, in particolare del controllo delle derrate alimentari al confine da parte degli organi doganali.

La disposizione più importante è quella dell'articolo 54, che obbliga il nostro Collegio ad emanare «le disposizioni atte a tutelare la sanità pubblica e a prevenire qualsiasi frode».

La delega illimitata delle competenze materiali dì legiferare a livello regolamentare non può più soddisfare le esigenze poste alla leggittimità degli atti dell'amministrazione. È infatti necessario che i principi direttivi di ampia portata siano garantiti attraverso il processo parlamentare di formazione d'opinione. Tenuto conto dell'attuale complessità della situazione nel settore delle derrate alimentari, il legislatore deve pertanto limitare le rilevanti competenze regolamentari 746

del Consiglio federale con principi direttivi ed altri criteri stabilenti lo scopo e la portata dei disciplinamenti previsti. La vigente legge sulle derrate alimentari ha permesso, con la sua carenza di rigorosità, l'istituzione di prescrizioni secondo concetti completamente diversi nella pertinente ordinanza e in quella sull'ispezione delle carni. L'ordinanza sulle derrate alimentari stabilisce infatti quali caratteristiche deve avere il prodotto finale, mentre l'ordinanza sull'ispezione delle carni persegue lo scopo di proteggere la salute e di prevenire gli inganni con prescrizioni d'ordine profilattico, applicabili alla produzione, al commercio e alla vendita.

La legge vigente non offre neppure uno strumento d'orientamento per sbrigare i casi d'eccezione. Attualmente esistono ad esempio alimenti che sono talmente gravati di residui ambientali (tra l'altro certe specialità di mare) che, se giudicati secondo i criteri usuali, non potrebbero più essere ammessi in Svizzera.

Pertanto, o l'intenditore deve rinunciarvi, o deve essere trovata una soluzione più opportuna, nel senso di sottoporre queste specialità, consumate raramente e di solito in esigue quantità, a criteri meno severi, se necessario in connessione con una dichiarazione o un'avvertenza corrispondenti.

Per la preparazione delle disposizioni esecutive e per l'attuazione esistevano, sino alla metà del 1987, due settori di competenza: l'Ufficio federale di veterinaria, che eseguiva la legge sulle derrate alimentari in collaborazione con i veterinari competenti a livello cantonale, per quanto concerne la carne ed i prodotti carnei, secondo il principio «de l'étable à la table», ossia su tutta la catena d'alimentazione, e l'Ufficio federale della sanità pubblica che, con i chimici cantonali, era responsabile del controllo di tutti gli altri alimenti e oggetti d'uso. La Commissione della gestione del Consiglio nazionale ha analizzato, già nel suo rapporto del 13 novembre 198116), lo svolgimento del controllo delle derrate alimentari, sull'esempio dei residui di ormoni nella carne di vitello, e chiesto che, verso l'esterno, un'unica istanza sia responsabile del controllo di tutte le derrate alimentari vendute (responsabilità globale per il fronte di vendita).

La decentralizzazione dell'esecuzione nei Cantoni ha dato finora ampiamente buona prova. I chimici cantonali hanno convenuto e preso, essenzialmente di moto proprio, le necessarie misure di coordinamento, nel quadro di un'associazione facoltativa, esistente da decenni. Questo coordinamento volontario non può però più soddisfare le esigenze di una esecuzione adeguata alla situazione attuale, rapida e finalizzata, percui alla Confederazione devono essere conferite determinate facoltà onde assicurare non soltanto l'uniformità dell'attuazione, ma anche l'informazione della popolazione. Come lo prevede la Costituzione, i Cantoni rimangono però i principali responsabili dell'esecuzione. L'attuale imbricazione internazionale e nazionale della produzione, del commercio e della distribuzione delle derrate alimentari può essere sorvegliata soltanto se la Confederazione provvede per una coordinazione rafforzata dell'esecuzione. In altri termini, ad esempio, le grandi organizzazioni operanti a livello interregionale nel settore delle derrate alimentari possono essere trattate secondo il principio dell'eguaglianza del diritto soltanto se vengono controllate in tutti i Cantoni secondo gli stessi criteri. Questo principio vale ancora di più per il numero rilevante di prodotti esteri, che in parte vengono distribuiti a livello mondiale.

747

La Confederazione deve però anche essere in grado di affrontare situazioni di crisi, come ad esempio quella originata dai casi di listeriosi nel 1987/88, cosicché la legge deve conferirle più ampie competenze e maggiore responsabilità. Le autorità federali devono coordinare imperativamente i provvedimenti esecutivi dei Cantoni e prescrivere provvedimenti per assicurare un'esecuzione uniforme.

Soltanto così la Confederazione può ovviare all'insicurezza della popolazione e intervenire rapidamente per impedire la distribuzione e la vendita di derrate alimentari che costituiscono un pericolo per una grande parte della popolazione.

La legge vigente non contiene neppure disposizioni concernenti l'informazione e l'avvertimento della popolazione in situazioni di crisi. Questo campo ha però assunto nei tempi recenti un'importanza talmente rilevante da rendere idispensabile l'ancoramento alla legge di pertinenti principi. Alle autorità esecutive devono essere impartite, per le corrispondenti situazioni, chiare istruzioni sul modo di agire e conferite le necessarie competenze.

Infine, le disposizioni penali non possono essere adeguatamente applicate a tutti i gravi abusi possibili all'epoca attuale. In particolare, il limite massimo della pena è troppo basso, cosicché le pene inflitte possono raramente adempiere il loro scopo.

124

Competenza controversa

Nel!"affrontare il caso degli ormoni nel 1980, è subito apparso che l'organizzazione esecutiva a doppio corso nei Cantoni e la ripartizione della competenza tra l'Ufficio federale della sanità e quello di veterinaria non contribuivano certo a snellire la procedura. Per soddisfare l'esigenza della Commissione della gestione del Consiglio nazionale, secondo cui l'intera responsabilità per il controllo delle derrate alimentari verso l'esterno doveva essere conferita ad un unico servizio federale, la competenza di queste due autorità federali è stata pertanto adeguatamente modificata, con il decreto federale del 9 giugno 198717).

Presentemente all'Ufficio federale della sanità pubblica incombono la preparazione e l'esecuzione degli atti legislativi sul commercio delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso, ad eccezione della produzione e del taglio delle carni, nonché del controllo delle importazioni, del transito e dell'esportazione di carni e di prodotti carnei. D'altro canto, l'Ufficio federale di veterinaria è competente per la preparazione e l'esecuzione della legislazione sulle derrate alimentari per quanto riguardino la produzione (ingrasso, macellazione, ispezione delle carni) e il taglio di carni, nonché per il controllo dell'importazione, del transito e dell'esportazione di carni e prodotti carnei. L'Ufficio federale di veterinaria provvede inoltre per l'elaborazione delle basi scientifiche e tecniche necessarie all'Ufficio federale della sanità pubblica per la preparazione e l'esecuzione delle prescrizioni concernenti il commercio con carni e prodotti carnei.

A livello federale, sussiste dunque un chiaro disciplinamento delle competenze 18). L'Ufficio federale della sanità pubblica ha recentemente istituito un servizio specializzato per i problemi connessi con la carne, cosicché è in grado di assumere l'intera responsabilità verso l'esterno. La nuova legge tiene conto di questo ridisciplinamento delle competenze.

748

125

Infrastnittura esistente

Del controllo delle derrate alimentari si occupano presentemente i seguenti servizi federali: a) l'Ufficio federale della sanità pubblica con: 22 funzionari dirigenti e specialisti; 11 collaboratori di laboratorio; 10 collaboratori amministrativi; b) l'Ufficio federale di veterinaria con: 8 funzionari dirigenti e specialisti; 10 collaboratori di laboratorio; 8 veterinari di confine a titolo principale; 72 veterinari di confine a titolo accessorio; 5 collaboratori amministrativi; e) l'Amministrazione federale delle dogane con i suoi collaboratori al confine; d) l'Ufficio federale militare di veterinaria e il Commissariato centrale di guerra nel settore dell'esercito.

Nei Cantoni, l'esecuzione incombe, da un lato, ai chimici cantonali e ai laboratori loro sottoposti, agli ispettori delle derrate alimentari 19' e ai periti locali, che si occupano di controlli locali e, dall'altro, ai veterinari cantonali e agli ispettori della carne loro sottoposti, che si occupano dei controlli dell'igiene della carne.

Una panoramica dell'infrastruttura fornisce il seguente quadro:

749

Controllo cantonale delle derrate alimentari Cantoni

ZH BE

Chimico cantonale

...

Collaboratori nel laboratorio cantonale

Tavola I Collaboratori del laboratorio cantonale, ossia: Collaboratori scientifici

Preparatori de!

laboratorio

Collaboratori amministrativi

Altri colla* boratori

Ispettori dette derrate alimentari

Ispettori dell'acqua potabile

Ispettori dei veleni

1 1 1

74 43,5 20

22 12 3

31 16 11

8 6,5 2

2 2 1

5 5 1

2 1 1

4 1 1

UR» SZ" OW" NW» GL 2 '

1

19,5

1

12

2,5

2

1,5

1

0,5

ZG

1

1 2 2 8 4 2,5

7,5 7,5 6 13 10,5 4

1 1 0,5 1 2 1

0,5 1 0,5 1 1 1

13 6 10 10 8 16 10 12 12 2,5

1 0,5 2 2 4 1 0,5 1 1 3 2 3 3 5 3 2 3 5 0,5

0,5 0,5 0,5 1

7 2 4 4 3 5,5 2 3 9,5

0,5 1 3 2 3,5 2 1 0,5 0,5 4,5 1,5 3 3 5 6,5 2 4 2,5 1

LU

1 1 1

3,5 12,5 16 15 31,5 20,5 8,5 1,5 1,5 29,5 14,5 22 26 23 39 18 26 36,5 4,5

20

506,5

FR

SO BS .

BL SH

2

AR > AI 2 ) AG GR

1

SG TG

...

TI VD VS

NE GÈ

JU CH 11 21

97,5

218

66

1 1 2 2 1 1 7,5

29

55

1 0,5 1 1 1 1 1 4 2

20

1 1 3 1 2 1 1 1 0,5

23

I Cantoni di b'R, SZ, NW, OW esercitano un laboratorio comune in Brunnen.

1 Cantoni GL, AR, Al non dispongono di un chimico cantonale; gli esami per questi Cantoni sono eseguiti dal laboratorio del Canton San Gallo.

Periti locali, senza rappresentante

204 352 107 20 2 1 11 29 11 1 111 145 29 42 7 225 37 252 73 42 64 8 80

1853

Tavola 2

Servizio dell'igiene della carne Cantoni

ZH BE LU UR SZ OW NW GL ZG FR SOi BS BL SH AR AI

....

....

....

Veterinario cantonale a titolo principale

Veterinario cantonale a titolo accessorio

i i i

1

2 4 _ __

....

....

....

....

__

NE . . . .

GÈ . . . .

JU

i i i i i i i i i

CH . . . .

15

GR . . . .

AG . . . .

TG . . . .

TI VD . . . .

vs

1 7 2

i i i

....

....

SG

Collaboratori amministrativi del veterinario cantonale

1 1 1 1

11

_1

_1 _ _ _ _ _

2 _ __

1

_ _1

0,5 4

1 1

2

0,3 _ 0,5 _

41,75

Altri collaboratori del veterinario cantonale

_1

_ _ _

2 3 0,5 2,5 1

Ispettori della carne

1 1 _1 _ _ _ _ _

3 2 1 0,25 _

2_

1

Veterinario per l'igiene della carne

1

1 3 11,8


__ _ _ _ 1 _ _ _

Ispettore della carne con formazione veterinaria a titolo principale

7 7 4 _ 1 _ _ _1 1 3 _ __

_ _ _

5 1 4_

_ _ _

1 1 _ -

5 -

0,25

11,5

4,25

0,5 3 _ _ _ _

-

Ispettori della carne con formazione veterinaria a titolo accessorio

Ispettori della carne senza formazione veterinaria a titolo principale

60 102 61 5 13 6

10 10

4

5 5 18 26 _ 18 7

10 3 51 22 39 34

7_ _ __

2_ 6 6 4 _1 __

6 1 __

Ispettori della carne senza formazione veterinaria a titolo accessorio

34 120_

21 6 3 5 40_ 30 220 52 24 3 1 35 145

13

4

17

5_

336 78

3 -

38 8 8 13

10_

20_

-

43

39

573

68

1233

Laboratorio del veterinario cantonale si/no

no no no no no no no no no sì no sì no no no no no sì no no no sì no sì sì no 6

Collaboratori di laboratorio


5 2 __ _ 2 _ _

2_ 4

2,5 17,5

13

Preparazione della revisione legislativa

131

Mozione Tschumi

La revisione della legge sulle derrate alimentari ha avuto origine nella mozione 11716 Tschumi del 25 giugno 1973 «Importazioni di derrate alimentari. Controllo», il quale criticava il fatto che, all'atto dell'importazione, potevano essere respinte soltanto le derrate alimentari «manifestamente» avariate. Con la mozione, il nostro Collegio fu pertanto incaricato di elaborare una nuova base legale grazie alla quale gli organi di controllo confinari avrebbero potuto respingere le derrate alimentari in base a semplice sospetto, in altri termini ove sussistesse la possibilità che fossero avariate. Nella nostra risposta costatammo che tutta la legge sulle derrate alimentari era ormai superata da diversi aspetti e quindi non soltanto le disposizioni cui si riferiva la mozione, in seguito accettata dal Consiglio nazionale l'il dicembre 1973 e dal Consiglio degli Stati il 14 marzo 1974.

Alla fine del 1974, l'Associazione dei chimici cantonali presentò un proprio modello del controllo delle derrate alimentari, che in particolare proponeva l'istituzione di un controllo integrale delle derrate alimentari e la creazione di un Ufficio federale del controllo delle derrate alimentari.

Nell'agosto 1975, fu presentato un primo disegno di legge, elaborato dall'amministrazione, che successivamente fu discusso e sviluppato, nel 1975 e 1976, da una commissione ad hoc, presieduta dall'avvocato Mare Hodler e composta di rappresentanti della Commissione federale dell'alimentazione. Secondo la concezione scelta a quell'epoca, il campo d'applicazione della legge doveva limitarsi alle derrate alimentari ed escludere i prodotti carnei, per i quali era invece prevista una legge speciale sull'igiene della carne.

Già dall'inizio si manifestarono pareri discordi riguardo alla questione di sapere se una tale separazione era opportuna.

132

Disegno di legge sull'igiene della carne

Già il 12 aprile 1972, il nostro Collegio aveva autorizzato il Dipartimento federale dell'economia pubblica ad istituire una commissione peritale incaricata di elaborare il disegno di legge federale su la macellazione e il commercio della carne e dei prodotti carnei. Alla commissione di studio 20), istituita il 13 luglio 1972, fu affidato il compito di elaborare il disegno di siffatta legge oppure, se del caso, di presentare un disegno modificante in questi punti la legge federale dell'8 dicembre 1905 sul commercio delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso. Nel suo rapporto finale del 9 gennaio 197521), la commissione di studio presentò un disegno di legge sull'igiene delle carni.

Il disegno prevedeva il disciplinamento di tutto il settore della macellazione e della commercializzazione della carne e dei prodotti carnei, parallelamente alla legge vigente sulle derrate alimentari, il trasferimento, per quanto concerne l'esecuzione nei Cantoni, di numerose competenze dal Comune al Cantone e l'istituzione di un servizio specializzato dell'igiene delle carni, operante di pari passo con il controllo delle altre derrate alimentari.

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Tale disegno non subì ulteriori sviluppi in quanto le diverse autorità che si occupavano della revisione della legge sulle derrate alimentari giudicarono che le questioni connesse con la carne ed i prodotti carnei dovevano essere disciplinate nella legge sulle derrate alimentari.

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Prima commissione peritale

II 1° giugno 1977, il nostro Collegio autorizzò il Dipartimento federale dell'interno ad istituire una commissione peritale cui affidare il compito di proseguire l'elaborazione dell'avamprogetto di revisione della legge sulle derrate alimentari. Tale commissione, composta di 28 membri, tra cui i rappresentanti di tutti gli ambienti interessati a questa legislazione, e presieduta dall'ex Consigliere nazionale Cavelty, fu costituita il 12 giugno 197722).

Essa fu però disciolta già il 30 maggio 1978, dopo solo due sedute poiché, essendo giunta alla conclusione che la carne e i prodotti carnei non dovevano essere disciplinati in una legge speciale, ma nella nuova legge sulle derrate alimentari, giudicò che la sua composizione non si prestava per svolgere questo compito più ampio.

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Seconda commissione peritale

II 15 novembre 1978, autorizzammo il Dipartimento federale dell'interno ad istituire una nuova commissione peritale, incaricata di elaborare un disegno di legge sulle derrate alimentari comprendente parimenti le questioni connesse con la carne ed i prodotti carnei. Il 22 novembre 1978, il Dipartimento costituì la nuova commissione, composta di 30 membri e presieduta dal Consigliere nazionale Cavelty, cui affidò il compito di elaborare 23) una revisione totale della legge sulle derrate alimentari in base ai documenti già approntati dall'amministrazione.

La commissione presentò, alla fine del 1979, un disegno di legge in materia che, per l'essenziale, si atteneva alle attuali strutture d'esecuzione.

Dopo l'accertamento, alla fine dell'autunno 1980, dell'utilizzazione illegale di ormoni nell'ingrasso di animali, il Dipartimento federale dell'interno chiese alla commissione di elaborare una variante del disegno, prevedente un controllo uniforme delle derrate alimentari, compresi la carne e i prodotti carnei.

Nel prosieguo dei lavori, la commissione integrò nel disegno di legge le disposizioni materiali fondamentali, che finora mancavano, sulle esigenze cui dovevano soddisfare le derrate alimentari ed i contatti con esse e chiuse i suoi lavori a metà del 1981.

Le varianti del disegno di legge, una dell'ottobre 1980 (legge sul controllo delle derrate alimentari con l'attuale struttura d'esecuzione) e l'altra del luglio 1981 (legge sulle derrate alimentari con prescrizioni materiali e una nuova struttura in materia d'esecuzione) furono successivamente rielaborate e compendiate dall'Amministrazione in un disegno di legge che, nel novembre 1982, fu sottoposto alla consultazione dei Cantoni, dei partiti politici e delle cerehie interessate (cfr. n. 14).

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Commissione di redazione

Con decisione del 25 gennaio 1988, il Dipartimento federale dell'interno istituì una commissione di redazione presieduta dal Professore Th. Fleiner-Gerster, Friburgo. Questo gruppo di lavoro, composto di rappresentanti degli Uffici federali della giustizia e della sanità pubblica, come anche dell'Ufficio federale di veterinaria, sottopose ad esame approfondito il disegno di legge rielaborato dopo la procedura di consultazione. Nei suoi lavori esso tenne conto anche dell'evoluzione avvenuta dopo la chiusura della procedura di consultazione, dei problemi d'attualità sorti nel frattempo e delle decisioni preliminari 24) prese dal nostro Collegio il 20 aprile 1988. Il presente disegno di legge costituisce il risultato di tutti questi dati.

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Procedura di consultazione Portata della consultazione

Fondandosi sul decreto del Consiglio federale del 20 novembre 1982, il Dipartimento federale dell'interno sottopose il disegno di legge alla procedura di consultazione 25)., dal 12 novembre 1982 al 30 giugno 1983. Tra i 240 interpellati, menzioniamo in particolare i Cantoni, i partiti politici, le organizzazioni dei salariati e dei datori di lavoro, le organizzazioni dei consumatori, dei fabbricanti e dei distributori di derrate alimentari e dell'agricoltura, come anche le organizzazioni professionali e corporative. Complessivamente sono state date 170 risposte, tenuto conto che i Cantoni, i grandi partiti e le organizzazioni economiche e dei consumatori hanno espresso pareri ampiamente dettagliati.

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Linee fondamentali del disegno sottoposto in consultazione nel 1982

11 disegno sottoposto in consultazione nel 1982 disciplina il diritto materiale applicabile alle derrate alimentari, il controllo di quest'ultime, la protezione giuridica e le sanzioni. Il campo d'applicazione si allarga agli oggetti d'uso e alle derrate alimentari, compresi la carne ed i prodotti carnei. Le derrate alimentari e i prodotti carnei soggiacciono a un controllo e a un disciplinamento a partire dalla produzione, dalle colture vegetali e dall'ingrasso degli animali fino alla distribuzione ai consumatori.

Il disegno vieta di principio la commercializzazione delle derrate alimentari quando, nell'impiego usuale, potrebbero mettere in pericolo la salute ed esige, per ogni derrata, una denominazione specifica nonché la dichiarazione della sua composizione. Il disegno istituisce esplicitamente il dovere di diligenza degli importatori e dei distributori e dichiara obbligatorie le direttive contenute nel manuale svizzero delle derrate alimentari.

Alla Confederazione compete di legiferare, di procedere ai controlli delle derrate alimentari al confine e di coordinare i provvedimenti esecutivi nei Cantoni.

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Questi ultimi s'incaricano del controllo delle derrate alimentari all'interno del Paese e ne assumono l'organizzazione, tenuto conto che i servizi partecipanti alle esecuzioni sono raggruppati sotto la direzione di un capo del controllo delle derrate alimentari. Al nostro Collegio, a sua volta, è affidata l'organizzazione dei servizi federali nel settore in materia. Il controllo della carne all'atto della macellazione è operato dagli ispettori della carne, designati dal Cantone. L'attuale ispezione della carne nel luogo di destinazione è abolita. Le decisioni degli organi doganali o del controllo cantonale delle derrate alimentari in connessione con l'importazione sono decisioni prese in applicazione del diritto federale e possono essere impugnate dinanzi all'Ufficio federale della sanità pubblica. Le fattispeci penali sono state ridefinite e la multa è stata adeguata al livello attuale dei prezzi.

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Risultati della procedura di consultazione

L'intento di procedere ad una revisione totale della legislazione sulle derrate alimentari, in particolare la prevista emanazione di pertinenti disposizioni materiali fondamentali, è stato generalmente approvato. Qui si riesaurisce però il consenso al disegno di legge del 1982. Infatti, gli interessi divergenti, sovente diametralmente opposti, delle cerehie interessate non hanno permesso di giungere ad un accordo prevalente su almeno un solo settore del disciplinamento. Va nondimeno rilevato che soltanto poche proposte sono state respinte all'unanimità.

Per quanto concerne l'allargamento del campo d'applicazione della legge alla produzione agricola, le riserve sono state formulate dalle cerehie contadine, che hanno criticato non tanto il principio stesso, bensì le conseguenze pratiche, il modo e la frequenza dei controlli. È stato per altro affermato che la produzione indigena non dovrebbe essere trattata più severamente di quella importata. Dal loro canto, i consumatori hanno chiesto che la protezione dagli inganni venga applicata anche agli oggetti d'uso, come ad esempio i cosmetici.

Contro il dovere di diligenza imposto ai fabbricanti, agli importatori e ai distributori, i quali secondo le circostanze, dovrebbero procedere direttamente ad analisi di laboratorio, è stato obiettato che esso costituirebbe un onere eccessivamente grave per il commercio e l'industria. I grandi distributori hanno per altro dichiarato che già attualmente procedono ad un intenso autocontrollo nei propri laboratori.

I Cantoni principalmente interessati disapprovano le prescrizioni su l'organizzazione dei servizi federali e il controllo cantonale delle derrate alimentari, giudicando, in particolare, che la responsabilità generale del controllo delle derrate alimentari verso terzi dovrebbe essere assunta da una sola autorità federale. I controlli previsti al confine sono stati parzialmente ritenuti insufficienti, cosicché non verrebbe soddisfatta la mozione Tschumi. Nei Cantoni, i servizi del chimico cantonale e del veterinario cantonale dovrebbero essere mantenuti, in quanto la legislazione dovrebbe tener conto della configurazione federalistica del nostro Paese e delle sue strutture collaudate.

Per quanto concerne la proposta di trasferire la responsabilità delle carni dai Comuni ai Cantoni, questi ultimi esprimono pareri assai diversificati. I Can755

toni approvano per contro in maggioranza la riscossione, come finora, degli emolumenti per il controllo della carne nel luogo di destinazione. Le organizzazioni dei macellai ne esigono invece l'abolizione.

Per quanto concerne le disposizioni sulla protezione giuridica, da più parti è chiesto il mantenimento dell'attuale disciplinamento che istituisce la possibilità di esigere una superperizia.

Va per altro rilevato che i diversi interpellati hanno presentato tutta una gamma di proposte critiche riguardanti le diverse disposizioni del disegno, che in parte si contraddirebbero o si escluderebbero reciprocamente.

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Interventi parlamentari

Alla fine del 1987, erano ancora pendenti 14 mozioni o postulati concernenti il campo dell'igiene, riguardanti segnatamente le derrate alimentari, il tabacco e l'alcool e gli oggetti d'uso. I 10 interventi menzionati qui di seguito possono essere tolti di ruolo, poiché essi, con il disegno di legge proposto, o risultano interamente o parzialmente adempiuti o diventano privi d'oggetto. I 4 altri interventi (postulati 12.138 Renschler «Abuso dell'alcool e del tabacco», 83.529 Girard «Problema dell'alcool. Rapporto», 82.521 Longet «Inzuccheramento dei mosti d'uva», 84.565 Ammann San Gallo «Abuso di tabacco») concernono problemi connessi con il tabacco e l'alcool, che non devono essere disciplinati nella legge sulle derrate alimentari, bensì eventualmente in un'ordinanza.

II postulato 11.190 Ribi del 29 febbraio 1972 «Controllo delle derrate alimentari» (N 5.12.72) chiede essenzialmente una migliore formazione dei periti locali incaricati del controllo delle derrate alimentari, la costituzione di baricentri regionali per determinati compiti dei laboratori cantonali e la dichiarazione della composizione delle derrate alimentari. Le basi legali richieste per soddisfare questo postulato sono previste nel disegno di legge (art. 19, 20, 40, 41).

La mozione 11.716 Tschumi del 25 luglio 1973 «Derrate alimentari. Controllo delle importazioni» (N 11.12.73, S 19.3.74) chiede l'istituzione di una base legale che permetta di sequestrare, a titolo cautelare, derrate alimentari importate, in caso di sospetto fondato che esse possano mettere in pericolo la salute. Il disegno di legge prevede le competenze per soddisfare questa mozione (art. 27, 29).

Il postulato 79.353 Schär del 20 marzo 1979 «Pubblicità per il tabacco» (N 27.11.1979) chiede una restrizione della pubblicità in favore degli articoli di tabacco, analogamente a quanto avviene per le bevande distillate. Il disegno di legge prevede la base legale per la limitazione della pubblicità in favore del tabacco e delle bevande alcoliche, nel senso del postulato (art. 14).

Il postulato 79.475 Neukomm del 25 giugno 1979 «Dichiarazione delle merci» (N 27.11.79) esige l'elaborazione di prescrizioni sulla datazione (conservabilità) delle derrate alimentari e dei cosmetici, come anche sul valore nutritivo delle derrate alimentari. Per quanto concerne le derrate alimentari, il disegno di legge prevede i fondamenti legali necessari per soddisfare il postulato (art. 20) e, per i cosmetici, il nostro Collegio non giudica necessaria l'imposizione dell'obbligo di datazione.

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Il postulato 79.406 Dürr dell'8 giugno 1979 «Medicina veterinaria. Commercio di medicamenti» (N 25.9.80) domanda un migliore controllo dei medicamenti veterinari e, in particolare, l'istituzione di una base legale di diritto federale per controllare efficacemente l'importazione di medicamenti di qualsiasi genere. Presentemente, i medicamenti possono essere importati senza un controllo specifico, tenuto conto che il controllo all'interno del Paese è di competenza dei Cantoni. I medicamenti per uso veterinario o inseriti nella composizione di foraggi possono originare, nella carne, nel latte e nelle uova, residui che, secondo le circostanze, possono mettere in pericolo la salute dell'uomo; l'impiego di medicamenti può pertanto porre problemi ricadenti nell'ambito del diritto in materia di derrate alimentari. Il campo d'applicazione del disegno di legge è stato concepito in modo che esso può parimenti allargarsi ai medicamenti connessi con la produzione agricola che, conformemente alla normativa proposta, possono essere controllati dalle autorità esecutive. Il disegno contiene il fondamento legale per vietare l'impiego di medicamenti veterinari nella produzione agricola, se le derrate alimentari che ne risultano sono tali da mettere in pericolo la salute, e per controllarne l'importazione e l'esportazione (art. 2, 7, 31).

La mozione 79.406 Dürr dell'8 giugno 1979 «Medicina veterinaria. Commercio di medicamenti» (N 25.9.80, S 3.3.81) chiede l'attuazione di controlli efficaci per quanto concerne il genere e la quantità dei medicamenti mescolati ai foraggi e, inoltre, la modificazione delle ordinanze sul commercio delle materie ausiliarie nell'agricoltura. La corrispondente base legale è fornita dalla modificazione della legge sull'agricoltura, che il disegno prevede nel quadro degli emendamenti di altre disposizioni vigenti (art. 60).

Il postulato 80.920 Christinat del 17 dicembre 1980 «Ormoni. Divieto delle importazioni» (N 19.6.81) esige il divieto delle importazioni di ormoni utilizzati nell'ingrasso del bestiame, in particolare dei vitelli. Il disegno di legge prevede le basi legali necessarie per il controllo delle importazioni e le restrizioni dell'impiego di queste sostanze nell'allevamento di animali (art. 7, 31).

Il postulato 82.322 Tochon del 1° marzo 1982 «Nuova legge sull'igiene degli alimenti d'origine animale» (N 17.12.82) domanda l'elaborazione di una legge sull'igiene delle derrate alimentari d'origine animale, che dovrebbe soprattutto prevedere il controllo di questi alimenti da parte dei veterinari.

Se si considerano tutti gli elementi d'apprezzamento determinanti, si giunge alla conclusione che la creazione di una legge separata non è opportuna. Per i controlli dell'igiene svolti dai veterinari (art. 40) il disegno prevede un adeguato sistema di competenze.

Il postulato 87.426 Biel del 3 giugno 1987 «Abolizione del controllo delle carni nel luogo di destinazione» (N 9.10.87) esige l'abolizione di questo controllo. Il disegno di legge non istituisce alcuna base legale per una verifica obbligatoria delle carni e dei prodotti carnei all'atto in cui vengono introdotti in un Comune; il controllo delle carni nel luogo di destinazione e i corrispondenti emolumenti risultano pertanto automaticamente soppressi.

Il postulato 88.410 Jung del 17 marzo 1988 «Legislazione sulle derrate alimentari» (N 23.6.88) esige l'istituzione di un servizio d'igiene delle carni, che doso Foglio federale. 72° anno. Voi. I

757

vrebbe essere diretto da un veterinario. Il disegno di legge disciplina i compiti dei veterinari nel quadro del controllo delle derrate alimentari e prevede che il nostro Collegio stabilisce i requisiti cui devono soddisfare i diversi funzionari (art. 40, 41).

16

Esigenze poste ad un moderno diritto sulle derrate alimentari

Una moderna legge sulle derrate alimentari non può essere forgiata senza conoscere la situazione nutrizionale, le abitudini alimentari, i rischi connessi con l'alimentazione attuale e le tendenze nel nostro Paese. Le considerazioni seguenti si ispirano essenzialmente al secondo rapporto sull'alimentazione in Svizzera 26).

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Abitudini alimentari

Lo svizzero mangia: troppo:

troppo dolce:

troppo grasso:

troppo poche fibre:

II consumo giornaliero ottimale di calorie (circa 2400 per gli uomini e 2000 per le donne) è superato in media del 20 al 30 per cento. Ne sono causa essenziale il forte consumo di alcole e un'esagerata sedentarietà. Ne sono la conseguenza il sovrappeso, le malattie cardiovascolari e l'ipertensione.

Gli specialisti in medicina sociale e preventiva, nonché in fisiologia nutrizionale costatano un consumo esagerato di zucchero e di dolciumi. Nei bambini sono state accertate perfino forme di consumo eccessivo.

L'elevato consumo di materie grasse dovute all'attuale prosperità favorisce l'adiposità e le malattie cardiovascolari.

Anche se negli ultimi anni il consumo di pane è leggermente aumentato, si consumano troppo poche derrate alimentari fibrose. Questa insufficienza provoca disturbi dell'apparato digerente.

La situazione attuale, per quanto concerne le abitudini degli svizzeri in materia alimentare, non è dunque soddisfacente; va però rilevato che nella popolazione aumenta vieppiù la consapevolezza della necessità di nutrirsi in modo più sano.

Questa evoluzione potrebbe essere promossa con una informazione più dettagliata e con dichiarazioni intelligibili sugli imballaggi delle derrate alimentari, così da conferire al consumatore la possibilità di comporre autonomamente i propri menu quotidiani. Le abitudini alimentari dipendono pure strettamente dagli sviluppi sociali, dalla situazione economica e dalle condizioni ambientali.

Anche la crescente consapevolezza che esiste una stretta simbiosi tra natura, ambiente e nutrizione dovrebbe esplicare i suoi effetti anche sulle abitudini alimentari.

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Tendenzialmente sono presumibili i mutamenti seguenti: - un aumento del numero dei pasti presi nelle mense aziendali o nei ristoranti; - uno spostamento del sistema rigido di tre pasti gionalieri verso abitudini più duttili; - un'accresciuta importanza delle forme speciali di alimenti e di alimentazione; - una crescita della domanda di carne, pesce, uova, formaggio, grassi ed oli vegetali, legumi (senza le patate), spezie e agrumi; - un ristagno della domanda prò capite di zucchero, burro, grassi animali, latticini di lunga conservazione e farina di frumento; - una flessione della domanda pro capite di riso, pasta, patate, latte pronto al consumo, frutta indigena e sale.

162

Situazione nel settore dell'alimentazione

In generale può essere constatato che viviamo in una situazione di sovrabbondanza. Il consumatore può infatti operare la sua scelta tra una molteplicità immensa di prodotti indigeni e provenienti da ogni parte del mondo. D'altro canto però l'offerta sempre più vasta dei grandi distributori per quanto concerne i prodotti standardizzati nuoce alla diversità dell'offerta stessa, che in determinati settori del mercato diminuisce. Va inoltre evidenziato che le condizioni economiche favorevoli in Svizzera consentono alla popolazione anche di avvalersi effettivamente dell'offerta.

L'agricoltura, che costituisce il punto di partenza di qualsiasi produzione di derrate alimentari, nel corso di questo secolo ha subito una profonda trasformazione. In effetti, l'impiego di concimi e di materie ausiliarie, i provvedimenti d'ordine zootecnico e la meccanizzazione accresciuta hanno consentito un incremento enorme del rendimento nella coltivazione di vegetali e nella produzione animale. Questo successo ha però anche un Iato negativo: la produzione agricola grava maggiormente l'ambiente, in una misura che, parzialmente, già mette in pericolo la salute pubblica. Le derrate alimentari vengono infatti inquinate con sostanze nocive, che la tecnica analitica, nell'attuale stato di perfezionamento, permette di rilevare abbondantemente, anche se esse sono presenti nei prodotti soltanto in infima quantità.

È pure enormemente progredita la tecnologia applicata alla fabbricazione e alla trasformazione di derrate alimentari. Lo scopo è quello di fabbricare prodotti che posseggono la massima stabilità, conservandone per quanto possibile il valore nutritivo ed il sapore ed eliminando i corpi estranei ed i microorganismi indesiderabili. Questi prodotti, così trasformati e standardizzati dall'industria, vengono imballati nell'impresa di fabbricazione, poi distribuiti e presentati in questa forma alla popolazione per il tramite delle catene di vendita e dei grandi distributori.

La ricerca scientifica si concentra ampiamente sull'industria specializzata nella produzione di derrate alimentari. La ricerca nutrizionale, che tenta di istituire le basi scientifiche per informare il consumatore ed orientare le abitudini alimentari, non costituisce però una materia sistematicamente focalizzata nelle università.

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Presentemente, ciascuno di noi, se lo desidera, può informarsi debitamente e scegliere la sua alimentazione in funzione dei bisogni e dei principi riconosciuti dalla fisiologia nutrizionale. Gli sono di valido aiuto le organizzazioni dei consumatori, nonché gli sforzi prodigati dalle autorità in materia di informazione.

È però manifesta una certa incertezza. Infatti, le notizie riguardanti la presenza, nelle derrate alimentari, di sostanze nocive che possono avere effetti cancerogeni o mutageni, contribuiscono a rendere insicura la popolazione ed influenzano il suo comportamento nel consumo.

Gli specialisti dell'alimentazione valutano e classificano i rischi connessi con la nutrizione nel modo seguente: 1. malnutrizione (iper o ipoalimentazione); 2. presenza di microorganismi patogeni negli alimenti; 3. presenza di sostanze tossiche naturali (principalmente nei vegetali); 4. presenza di corpi estranei, come residui chimici e impurità; 5. presenza di additivi, come agenti di conservazione.

È impressionante constatare che gli specialisti conferiscono poca importanza ai fattori di rischio i quali, nell'opinione pubblica, sono oggetto della massima attenzione (corpi estranei ed additivi). D'altro canto, la massima rilevanza tra tutti i fattori di rischio è attribuita a quello che ognuno di noi può influenzare con il proprio comportamento (malnutrizione). In questo quadro è pure rilevante il fatto che una buona parte della popolazione continua ad accettare liberamente i rischi che il tabacco presenta per la salute.

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Conseguenze per il legislatore

II diritto applicabile alle derrate alimentari deve istituire le condizioni quadro che consentono di mantenere e, laddove risulta necessario, di migliorare la situazione, globalmente piuttosto favorevole, del settore nutrizionale. In tutti i campi in cui è determinante la libertà decisionale del consumatore, deve essere tentato, promovendo l'informazione scientifica fondata, di fornirgli precisi criteri di valutazione onde possa orientare opportunamente il suo comportamento. Il consumatore deve altresì avere la garanzia che venga protetto, mediante prescrizioni e controlli adeguati, nei settori in cui i suoi mezzi ed i suoi sensi non gli consentono di intuire chiaramente la situazione.

Ciò significa in particolare che: - le materie ausiliarie dell'agricoltura devono essere utilizzate nella produzione di derrate alimentari soltanto con cautela e secondo criteri limitativi chiaramente determinati nella legge; - i rischi connessi con le sostanze estranee devono essere ridotti secondo il principio «quanto possibile poco» attraverso valori limite scientificamente fondati a livello internazionale; - il legislatore deve rispettare il settore della responsabilità propria del consumatore e non limitarlo inutilmente; - la protezione della salute deve essere poziore agli interessi economici, tenuto però conto che il disciplinamento deve globalmente rispettare il principio 760

della proporzionalità; in altri termini, i fabbricanti di derrate alimentari, gli importatori ed i distributori devono ampiamente assumere le loro responsabilità, ciò che l'autorità può verificare e garantire mediante prove a caso; - le autorità devono disporre dell'infrastruttura necessaria per lo svolgimento dei controlli.

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Parte speciale Cenni generali sul disegno di legge Scopi

II disegno di legge è stato concepito in funzione degli scopi seguenti: II fondamento costituzionale autorizza il legislatore federale ad emanare, per quanto concerne le derrate alimentari, il tabacco e l'alcole, disposizioni idonee a proteggere la salute ed a prevenire gli inganni. Per quanto concerne invece il commercio degli oggetti d'uso, esso può, in base all'articolo 69bis Cost., emanare soltanto disposizioni per tutelare la salute. Se emana altre disposizioni sul commercio degli oggetti d'uso e consumo, è vincolato dall'articolo 31sexies (articolo sulla protezione dei consumatori).

La nuova legge sulle derrate alimentari, nella misura in cui contiene norme destinate a proteggere la salute, si attiene ai principi applicabili alle leggi di polizia. In altri termini, essa infirma la libertà di commercio e di industria dei produttori e dei venditori soltanto nei limiti necessari per proteggere la salute dei consumatori e per tutelarli dagli inganni in connessione con le derrate alimentari, gli additivi e gli oggetti d'uso. In questi limiti, la restrizione della libertà economica del singolo deve essere operata, nell'interesse pubblico, in uno spirito liberale, in quanto è necessario intervenire e imporre restrizioni soltanto nei casi in cui siano in gioco importanti interessi pubblici. La responsabilità propria del singolo (fabbricante e consumatore) deve essere quanto possibile elevata. Il legislatore deve precipuamente adoperarsi per garantire derrate irreprensibili, che non mettano in pericolo la salute.

Oltre ad assicurare la protezione della salute nel settore delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso, la Confederazione è autorizzata a proteggere gli acquirenti di derrate alimentari dagli inganni per quanto concerne l'autenticità o la purezza della merce 27'.

Il campo d'applicazione della legge non deve limitarsi al commercio, ma allargarsi all'intera circolazione o, in altri termini, all'iter completo di una derrata alimentare, di un vegetale o di un animale d'ingrasso sino alla vendita del prodotto finito al consumatore. La legge deve dunque disciplinare tutte le derrate alimentari, comprese le carni e i prodotti carnei, tenuto però conto che dal suo campo d'applicazione devono essere esclusi i medicamenti utilizzati per la medicina umana, come anche gli oggetti d'uso che normalmente non entrano in contatto con derrate alimentari o il corpo umano.

Il disegno di legge prevede disposizioni materiali su le esigenze cui devono soddisfare le derrate alimentari ed i contatti con esse, che chiariscono i problemi 761

fondamentali. Queste norme materiali devono costituire limiti ben definiti od orientamenti per il contenuto del diritto regolamentare, percui, in questo settore, è soppressa qualsiasi competenza illimitata. Devono simultaneamente stabilire criteri precisi per la valutazione di singoli casi di ricorso. Le diverse situazioni devono dunque di principio essere disciplinate con prescrizioni imperative d'obbligatorietà generale, invece che con singole autorizzazioni.

A livello organizzativo, le responsabilità delle autorità federali e quelle delle autorità cantonali devono essere nettamente separate. La ripartizione dei compiti in materia tra la Confederazione e i Cantoni, stabilita costituzionalmente, non deve essere di principio affatto modificata. In altri termini, la Confederazione è competente per emanare prescrizioni e per eseguire la legge al confine (importazione, transito, esportazione). L'esecuzione all'interno del Paese incombe per contro ai Cantoni, percui la Confederazione deve creare, con prescrizioni di diritto federale, i presupposti di un'attuazione uniforme. Tenuto conto della concentrazione viepiù marcata della produzione e del commercio delle derrate alimentari nell'economia, è indispensabile che la Confederazione disponga di tutto 10 strumentario necessario per consentirle di istituire norme esecutive applicabili uniformemente dai Cantoni, in particolare qualora trattisi di affrontare situazioni di emergenza. Uno dei requisiti essenziali per una esecuzione efficiente ed uniforme è una chiara organizzazione e ripartizione dei compiti nell'apparato esecutivo. Per questo motivo, la legge contiene disposizioni concernenti i compiti e gli obblighi di determinati organi esecutivi cantonali.

11 testo legislativo deve altresì recare un disciplinamento coerente e sistematico del diritto applicabile 28). L'organizzazione della struttura, della portata e dell'intensità dell'ordinamento non deve essere intralciata dalla soluzione di singoli casi e dalla considerazione di interessi particolari.

La revisione della presente legge deve infine fornire l'occasione per risolvere altri problemi che si pongono in settori connessi con altre leggi.

212

Sistematica

II disegno di legge si articola in tre parti: la normativa materiale sulle derrate alimentari e gli oggetti d'uso, il disciplinamento del controllo e le disposizioni penali e di protezione giuridica.

La legge è divisa in sei capitoli: 1. Scopo e campo d'applicazione 2. Derrate alimentari e oggetti d'uso 3. Controllo delle derrate alimentari 4. Esecuzione 5. Finanziamento 6. Pesatura degli animali macellati 7. Disposizioni penali e protezione giuridica 8. Disposizioni finali.

Il testo legislativo, che disciplina tutte le derrate alimentari e gli oggetti d'uso sottoposti all'articolo 69bis della Costituzione federale, abroga leggi vigenti riguardanti prodotti particolari, ad esempio l'assenzio, il vino artificiale e il mo762

sto artificiale, i quali d'ora in poi verranno inclusi nella nuova normativa sulle derrate alimentari. Esso non reca di principio nessun capitolo specialmente dedicato a determinati alimenti, come i prodotti carnei. Tutte le derrate alimentari devono essere disciplinate, per quanto possibile, in base a criteri e principi identici e controllate con parametri uguali.

Le prescrizioni su le derrate alimentari e gli oggetti d'uso racchiudono, dal profilo della protezione della salute e della prevenzione degli inganni, principi direttivi e mandati, le cui modalità verranno disciplinate in ordinanze del nostro Collegio e del Dipartimento competente. Le prescrizioni sul controllo delle derrate alimentari e l'esecuzione sono invece già redatte in forma sufficientemente precisa per garantire l'applicazione d'una procedura uniforme da parte delle autorità, cosicché le pertinenti disposizioni esecutive sono necessarie soltanto per disciplinare determinate questioni di delimitazione e modalità amministrative.

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Innovazioni

11 campo d'applicazione della legge prevista si allarga parimenti alla produzione agricola, nella misura in cui essa è direttamente destinata alla fabbricazione di derrate alimentari. Se sono ammessi e utilizzati materie ausiliarie dell'agricoltura e medicamenti veterinari, devono essere osservate le esigenze poste dal diritto applicabile alle derrate alimentari. Se necessario, il nostro Collegio può vietare l'uso di certe materie.

11 capitolo 2 contiene disposizioni di diritto materiale sulle derrate alimentari e stabilisce i principi generali per i requisiti cui devono adempiere le derrate alimentari e gli oggetti d'uso, compresi i contatti con essi. Questi principi, quanto al contenuto, procedono dal vigente diritto regolamentare.

Sono considerati generi voluttuari soltanto le bevande alcoliche, il tabacco e gli articoli di tabacco. Fatta eccezione delle bevande alcoliche, tutte le altre merci commestibili e potabili devono essere conformi alle prescrizioni disciplinanti gli alimenti.

Nondimeno, il nostro Collegio può, se necessario, sottoporre alle disposizioni concernenti i generi voluttuari taluni alimenti consumati per il piacere che procurano, affinchè gli intenditori possano continuare a disporne. Questa circostanza potrebbe realizzarsi ad esempio nel caso di alimenti che non possono più rispettare i corrispondenti limiti severi a cagione dei residui ambientali che contengono, ma che non costituiscono un serio pericolo per la salute, perché consumati secondo abitudini particolari.

La legge speciale disciplinante il divieto dell'assenzio è bensì soppressa, ma il suo principio, che non è incontestato, resta vigente in virtù del divieto ancorato nell'articolo 32ter Cost. Completamente abrogata è per contro la legge speciale sul vino artificiale e sul mosto artificiale, in quanto le sue disposizioni esecutive possono ora fondarsi sulla nuova legge concernente le derrate alimentari.

Nel nuovo testo, un'importanza particolare è conferita all''informazione. Infatti, la Confederazione è tenuta ad informare il pubblico sulle conoscenze 763

scientifiche di interesse generale in materia d'alimentazione, come anche su avvenimenti particolari; a loro volta le autorità esecutive, quando sono state immesse nel commercio derrate alimentari che presentano un pericolo per la salute, devono informare la popolazione e impartirle le necessarie istruzioni.

Questo compito incombe alle autorità federali nella misura in cui trattisi di pericoli incorsi da più Cantoni.

Alla procedura amministrativa sono applicabili le prescrizioni cantonali e federali in materia. La nuova legge sulle derrate alimentari contiene disposizioni che le precisano o che vi derogano soltanto nella misura in cui risulti necessario per assicurare un'esecuzione oggettivamente adeguata e conforme al principio della parità di trattamento, nonché la protezione giuridica. Non da ultimo su raccomandazione della Commissione svizzera dei cartelli 29) , non è più stato ripreso l'obbligo di procedere ad una seconda analisi nel senso dell'attuale superperizia e sono state tralasciate le prescrizioni sul controllo della carne, verso emolumento, nel luogo di destinazione.

La nuova legge sulle derrate alimentari stabilisce in ampia misura la delimitazione delle competenze tra i chimici cantonali ed i veterinari cantonali, per quanto concerne lo svolgimento del controllo delle derrate alimentari nei Cantoni. Per essere designati, gli organi di controllo devono aver acquisito la formazione speciale prescritta dal nostro Collegio.

La Confederazione può prescrivere ai Cantoni provvedimenti per garantire un'esecuzione uniforme e, in situazioni eccezionali, ordinare determinate misure esecutive rispetto ad essi.

Per il controllo delle derrate alimentari negli impianti fissi utilizzati dall'esercito, la Confederazione ricorre per quanto possibile agli organi d'esecuzione civili dei Cantoni quali specialisti. Del rimanente, l'esercito provvede direttamente per il rispetto della legislazione sulle derrate alimentari.

I produttori, gli importatori e i commercianti sono tenuti a svolgere controlli autonomi e a procedere, secondo le circostanze, ad analisi di laboratorio.

II nostro Collegio può dichiarare imperative singole parti del manuale delle derrate alimentari, che comprende una serie di raccomandazioni inerenti all'analisi e alla valutazione delle derrate alimentari, degli additivi e degli oggetti d'uso.

Esso stabilisce gli emolumenti per tutti i controlli delle derrate alimentari svolti in Svizzera.

La Confederazione controlla limportazione dei medicamenti veterinari, onde evitare la produzione di derrate alimentari che non adempiono le esigenze legali.

Le disposizioni penali sono state ridefinite e prevedono sanzioni più severe. Le norme sul procedimento penale da parte delle autorità federali sono state coordinate con quelle previste in altre leggi in settori analoghi.

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22

Commento dei diversi articoli

Capitolo 1: Scopo e campo d'applicazione Ingresso L'ingresso si riferisce essenzialmente all'articolo 69bis della Costituzione, che è il fondamento precipuo delle norme contenute nella legge sulle derrate alimentari. L'articolo 32ter Cost. tratta del divieto dell'assenzio, costituente l'oggetto degli articoli 9 e 47 capo verso 1 lettera d.

Articolo 1 Scopo L'articolo che definisce lo scopo elenca, quale direttiva programmatica, le finalità che devono essere perseguite nell'applicazione della legge, classificate secondo il loro ordine di priorità. Al primo posto è collocata la protezione dei consumatori da derrate alimentari e da oggetti d'uso che possono effettivamente o virtualmente mettere in pericolo la salute. Il secondo posto è conferito alla protezione dei consumatori dagli inganni, sempreché siano in rapporto con le derrate alimentari. La garanzia che, nei contatti con le derrate alimentari, siano osservati i principi dell'igiene, è uno scopo autonomo in quanto trattasi di un presupposto basilare per la qualità irreprensibile degli alimenti. È bensì ovvio che la mancanza di buone condizioni igieniche nei contatti con le derrate alimentari non conduce forzatamente a merci pericolose per la salute; va però rilevato che in siffatte condizioni la probabilità di tale pericolosità aumenta in misura tale che il legislatore deve, per proteggere la salute, elevare l'igiene nei contatti con gli alimenti al rango di principio fondamentale.

La legge parla di prodotti che possono mettere in pericolo la salute. Conseguentemente, deve già essere tenuto conto dell'eventualità di una messa in pericolo; con il concetto dell'eventuale messa in pericolo della salute lo scopo viene pertanto ampliato rispetto alla semplice protezione «da un danno per la salute». In altri termini, deve già essere escluso il rischio di un danno.

La protezione dagli inganni implica soprattutto l'obbligo di fornire indicazioni veritiere sulle derrate alimentari e di presentare queste ultime in modo che il consumatore non venga ingannato nelle sue aspettative (cfr. art. 17). Siffatte disposizioni, prevalentemente volte alla protezione dei consumatori, giovano anche ai fabbricanti, commercianti e venditori onesti, in quanto costituiscono per essi una protezione contro la concorrenza sleale.

Articolo 2 Campo d'applicazione La legge si applica a qualsiasi atto che può esplicare un influsso su le derrate alimentari e gli oggetti d'uso (cpv. 1), ma non contiene ovviamente nessuna prescrizione determinata e dettagliata su ciascuna azione. Infatti, essa istituisce norme all'interno dell'ampio campo d'applicazione soltanto nei casi in cui una situazione particolare lo richieda (cfr. scopi n. 211). Le attività menzionate nel capoverso 1 esplicano concettualmente il termine di «commercio» di cui all'articolo 69bis Cost.

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Per fabbricazione, si intendono tutti i procedimenti di fabbricazione, di produzione e di trasformazione, la macellazione, come anche le fasi nell'agricoltura che precedono la produzione. Per dissipare ogni dubbio al riguardo, quest'ultimo punto vien precisato formalmente nel capoverso 2.

Per trattamento, si intendono i procedimenti ed i processi successivi alla fabbricazione e destinati a raffinare il prodotto di base: frantumazione, miscuglio, aggiunte di additivi, trattamenti termici, imballaggio, preparazione di prodotti finiti, trattamento esterno per migliorarne la conservazione.

Per deposito, si intende l'immagazzinamento del prodotto a qualsiasi livello.

Per trasporto si intendono il deposito temporaneo in veicoli e le esigenze cui devono soddisfare i veicoli.

Per distribuzione, si intendono la consegna di prodotti intermedi, tutto il settore della vendita dei prodotti finiti nei negozi e negli esercizi pubblici, come anche la distribuzione gratuita di materiale pubblicitario.

La designazione ingloba tutte le iscrizioni apposte agli imballaggi (designazione del prodotto scelto dal fabbricante o dal venditore, denominazione specifica, dichiarazione degli ingrendienti e degli additivi).

Per pubblicità si intendono le iscrizioni nei negozi, la presentazione degli imballaggi, la réclame di ogni genere nei massmedia o in forma di pubblicità diretta.

Nell'importazione, nel transito e nell'esportazione sono comprese tutte le merci importate in Svizzera, fabbricate in Svizzera ed esportate dalla Svizzera. Il concetto comprende parimenti il commercio nella gestione agricola, come anche le importazioni nel commercio di mercato. Nel caso di importazione deve essere garantito che le merci soddisfino le esigenze delle prescrizioni svizzere. Per quanto concerne l'esportazione, trattasi, da un lato, di consentire la produzione di derrate alimentari secondo le norme, eventualmente diverse, del Paese di destinazione e, dall'altro, di impedire il trasferimento in altri Paesi di derrate alimentari che mettono in pericolo la salute e che non possono più essere smerciate in Svizzera (cfr. art. 26 cpv. 4).

La produzione agricola (cpv. 2) costituisce in parte una fase antecedente la produzione delle derrate alimentari, come ad esempio la coltivazione di cereali per la fabbricazione del pane oppure l'ingrasso di vitelli per la carne. Essa è però anche la fabbricazione diretta di derrate alimentari, come ad esempio nel caso della produzione lattiera e ortofrutticola. Nel testo vigente sussiste una certa insicurezza per quanto concerne la questione di sapere fino a quale punto s'applica, nella produzione agricola, il diritto disciplinante le derrate alimentari.

Secondo il disegno proposto, i vegetali dovranno essere coltivati e gli animali tenuti e foraggiati in modo che i prodotti risultanti siano conformi alle esigenze della legislazione sulle derrate alimentari 30). Uno dei presupposti fondamentali è la buona salute degli animali e delle piante. Dal profilo del diritto applicabile alle derrate alimentari assumono inoltre una rilevante importanza i residui, percui tale diritto esplicherà essenzialmente i suoi effetti quando si tratterà dell'autorizzazione o dell'utilizzazione di ingrassi, di prodotti fitosanitari, di foraggi e di medicamenti veterinari (cfr. art. 5 e 7). Poiché taluni medicamenti sono 766

soprattutto utilizzati nell'allevamento di animali che producono latte, uova e carne, è parimenti previsto, nel campo d'applicazione della legge, un controllo limitato dei medicamenti veterinari all'atto dell'importazione (cfr. art. 31).

L'applicabilità del diritto sulle derrate alimentari è delimitata negativamente dal capoverso 3 lettera a, rispetto alle derrate alimentari destinate ad uso personale, ossia al settore nel quale deve esercitarsi la responsabilità propria del consumatore. Infatti, le prescrizioni statuali non condizionano, ma neppure proteggono specialmente il consumatore quando produce e importa per i suoi bisogni personali. Chiunque coltiva derrate alimentari nel proprio orto, ne confeziona o ne prepara nella propria cucina oppure ne acquista all'estero e ne importa, deve valutare in propria responsabilità i rischi incorsi e, se del caso, eliminarli autonomamente. La macellazione di animali a domicilio è permessa, ma sempre in propria responsabilità. L'unica eccezione è costituita dall'assenzio, del quale la fabbricazione e l'importazione sono vietate anche per l'uso personale (cfr. art. 9 e 47 cpv. 1 lett. b).

I generi alimentari possono parimenti avere una azione terapeutica, per cui la legislazione sulle derrate alimentari dev'essere delimitata da quella sui medicamenti (cpv. 3 lett. b). Questa separazione è importante in quanto i Cantoni sono considerati competenti per legiferare sui medicamenti e per controllarli, mentre alla Confederazione incombe la legislazione sulle derrate alimentari, tenuto conto che il controllo dei medicamenti è di competenza di un ufficio intercantonale per il controllo dei medicamenti (UICM), istituito mediante concordato. Essa permette di escludere di principio i medicamenti ad uso umano dal campo d'applicazione della legislazione sulle derrate alimentari, cosicché una mercé, se è publicizzata e venduta come medicamento, non sottosta al controllo delle derrate alimentari, anche se, per le sue altre proprietà, è fondamentalmente una «derrata alimentare» ed è consumata come tale.

La legislazione sui medicamenti veterinari è però esclusivamente di competenza dei Cantoni soltanto nella misura in cui tali prodotti non possano esplicare alcun influsso sulla fabbricazione di derrate alimentari (ad es. medicamenti per cani e gatti). Per altro, i medicamenti veterinari devono essere controllati all'atto dell'importazione, tenuto però conto che gli organi di controllo delle derrate alimentari possono pure verificarne l'impiego nelle stalle, in particolare nel caso di sospetto. Le autorità cantonali competenti per autorizzare medicamenti dovranno stabilire, fondandosi sulle esigenze previste nella legislazione sulle derrate alimentari, i termini di distribuzione (date di vendita limite) i quali offrono all'utilizzatore la garanzia che, nel prodotto finito, i residui non superano i valori limite previsti nella legge.

Artìcolo 3 Definizioni II termine di derrate alimentari (cpv. 1) è il concetto collettivo utilizzato nella legge per alimenti e generi voluttuari. Gli ingredienti 31) sono derrate alimentari.

Gli alimenti (cpv. 2), come lo indica il nome, sono destinati a nutrire l'uomo e si caratterizzano e si distinguono con il loro tenore in acqua, albumina, grassi, carboidrati, sostanze minerali, vitamine e fibre. Tutte queste materie 767

sono necessaria per la costituzione e il sostentamento dell'organismo umano 32). La definizione copre parimenti il té, il caffè e le spezie, ma non alimenti come ad esempio i té espressamente publicizzati come medicamenti, nel cui caso sono considerati tali.

La legge considera generi voluttuari (cpv. 3) le bevande alcoliche, in particolare la birra, il vino e le bevande spiritose, come anche gli articoli di tabacco e gli articoli per fumatori, come le sigarette, i sigari, il tabacco tagliato, il tabacco da cicca, il tabacco in rotoli, il tabacco da fiuto e i loro succedanei. Il caffè, il té e le spezie, che secondo il diritto vigente sono considerati generi voluttuari, saranno d'ora in poi subordinati alle prescrizioni concernenti gli alimenti. La categoria dei generi voluttuari comprende pertanto due categorie di merci, apprezzate per la loro qualità di eccitanti, ma implicanti, secondo le attuali conoscenze, un pericolo elevato per la salute a cagione degli effetti collaterali nefasti che possono provocare. Un consumo abusivo di questi prodotti può provocare gravi danni fisici.

Per ingredienti (cpv. 4) si intendono i principali elementi di una derrata alimentare (la farina di grano per il pane, il latte per lo yoghourt), come anche le derrate alimentari come lo zucchero, il sale da cucina e le spezie utilizzate per migliorare il sapore dei cibi.

Per oggetti d'uso (cpv. 5), la legge intende gli oggetti d'uso e gli articoli di consumo secondo la terminologia dell'articolo 69bis Cost. Ambedue le categorie di merci possono essere disciplinate sotto un unico concetto poiché le pertinenti prescrizioni non sono differenziate. La legge regola gli oggetti d'uso che hanno un rapporto con le derrate alimentari e il corpo umano. Non è facile delimitare dai numerosi altri oggetti d'uso, con una definizione completa e comprensibile, quelli cui si applica la legge, percui il capoverso 5 lettere a-f elenca gruppi di merci mediante esemplificazioni. Trattasi dell'insieme degli oggetti o dei beni destinati al consumo, che possono presentare un pericolo per la salute dell'uomo, in particolare attraverso l'assimilazione, gli effetti meccanici e chimici sull'organismo e il passaggio di sostanze nocive nelle derrate alimentari o nell'ambiente.

I componenti (cpv. 6) sono sostanze naturalmente presenti nei vegetali e negli animali e, conseguentemente, nelle derrate alimentari che ne provengono. Sono segnatamente componenti l'amido, le proteine, le vitamine, le sostanze minerali, ma anche i tossici vegetali, come la solanina nelle patate.

Sono considerati additivi (cpv. 7) le sostanze intenzionalmente aggiunte nella fabbricazione di un prodotto per ottenere determinati effetti. Sono utilizzati essenzialmente nelle derrate alimentari trasformate, in particolare per conservarle. Continuano a far parte di questa categoria le cosiddette «sostanze impiegate per il trattamento dei vini in cantina», che rimangono nel prodotto finito.

Per sostanze estranee (cpv. 8) la legge intende sostanze indesiderate che penetrano nelle derrate alimentari sotto l'influsso ambientale oppure per effetto antropogeno. Ne fanno parte in particolare i residui chimici, provenienti dall'ambiente, che si formano nei processi di fabbricazione e di produzione agricola, come anche le impurità e i radionuclidi (cfr. art. 8).

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Il termine «merci» utilizzato nella legge copre l'insieme delle diverse sostanze, oggetti ecc. cui si riferisce la pertinente disposizione.

Capitolo 2: Derrate alimentari e oggetti d'uso Sezione 1: Disposizioni generali Articolo 4 Principio Le derrate alimentari, gli additivi e gli oggetti d'uso (cpv. 1) comprendono tutte le categorie di merci per le quali la legge deve garantire che non mettano in pericolo la salute. Gli additivi possono manifestarsi isolatamente come materia grezza, nei prodotti intermedi o come prodotto finito. Le derrate alimentari, gli additivi e gli oggetti d'uso, se non sono conformi alle prescrizioni, non possono più essere commercializzati come tali e i difetti eventuali devono essere per quanto possibile rimossi. Se il provvedimento non è attuabile, tali prodotti devono essere eliminati o utilizzati in altro modo (cfr. art. 27).

Le legislazioni sulle derrate alimentari variano in parte notevolmente da un Paese all'altro nonostante gli sforzi intrapresi per armonizzarle. Chi dunque fabbrica in Svizzera derrate alimentari destinate all'esportazione può eventualmente derogare alla legislazione svizzera in materia onde conformarsi alle prescrizioni estere. Infatti, in tali casi, è opportuno autorizzare le imprese a fabbricare i loro prodotti conformemente alle prescrizioni estere, per non pregiudicare l'esportazione. Deve essere però garantito che tale mercé sia effettivamente inviata all'estero (cfr. per la carne e i prodotti carnei, gli art. 69 a 75 dell'ordinanza del 20 aprile 198833) concernente l'importazione, il transito e l'esportazione di animali e prodotti animali e, per le altre derrate alimentari, gli articoli 32 a 37 dell'ordinanza sulle derrate alimentari).

Articolo 5 Prodotti di base Gli animali forniscono carne, latte, uova e miele. Di principio, non sussiste alcuna restrizione, quanto alle specie di animali che possono essere macellati per la produzione carnea, fondata sul diritto disciplinante le derrate alimentari. Determinate limitazioni potrebbero essere eventualmente imposte per motivi inerenti alla polizia delle epizoozie o alla protezione degli animali ovvero delle specie. Secondo il capoverso 1, le «materie prime» devono essere selezionate, fabbricate o preparate in modo che le derrate alimentari risultanti siano conformi alle esigenze legali. Le piante contenenti componenti tossici, ad esempio i funghi velenosi, non devono essere utilizzate tali e quali per la fabbricazione di derrate alimentari. Le esigenze risultanti dal capoverso 1 devono essere soddisfatte dalle autorità anche quando emanano ordinanze esecutive della legislazione sull'agricoltura, tra l'altro quando definiscono scopi zootecnici e istituiscono condizioni per la selezione dei vegetali, come anche quando elaborano parti del manuale delle materie ausiliarie dell'agricoltura (cfr. art.

60, n. 3).

Secondo il capoverso 2, questo requisito fondamentale esercita i suoi effetti su: 769

Il capoverso 3, istituente la facoltà di ammettere nuovi prodotti, potrebbe divenire attuale ove si giungesse alla fabbricazione di derrate alimentari sintetiche.

Articolo 6 Derrate alimentari ammesse Le sorte di derrate alimentari ammesse sono presentemente definite dal nostro Collegio, secondo il principio positivo, nell'ordinanza sulle derrate alimentari e in quella sul controllo delle carni. Il capoverso 1 mantiene questo principio, secondo il quale una derrata alimentare è definita con una denominazione specifica e i requisiti cui essa deve soddisfare. La denominazione specifica può riferirsi sia a una derrata alimentare determinata, che non può essere scambiata per un'altra e le cui esigenze sono severamente circoscritte (ad es. latte, burro di qualità), sia a una categoria di merci (ad es. paste alimentari, frutta).

Le denominazioni specifiche dovranno essere stabilite e definite nell'ordinanza sulle derrate alimentari secondo il concetto seguente: 1. Le denominazioni specifiche dei prodotti naturali che sono normalmente venduti senza aver subito modificazioni devono essere concise e intelligibili, in modo che esse possano essere effettivamente utilizzate per la designazione del prodotto; le esigenze, che devono essere esattamente definite per evitare errori e confusioni, devono garantire una determinata qualità come esigenze minime.

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2. Le denominazioni specifiche di merci composte di matene prime, ingredienti e additivi differenti designano soprattutto una categoria di merci.

Al riguardo si procede dal concetto secondo cui questa sorte di denominazione specifica non rappresenta, di regola, la designazione sotto la quale il prodotto è pubblicizzato e immesso sul mercato. In siffatti casi, essa deve costituire un ausilio d'orientamento per il consumatore quando vuoi stabilire con maggior precisione di che derrata alimentare si tratta e istituire il rapporto con l'ordinanza sulle derrate alimentari. La denominazione specifica costituisce altresì la nozione generica per la dichiarazione della composizione (ingredienti e additivi), nel qual caso può essere esemplificata con gli articoli di panetteria, i legumi e le preparazioni carnee a lunga conservazione.

3. La derrata alimentare deve di principio fornire informazioni attraverso la denominazione specifica, che in ogni caso deve figurare sull'imballaggio, sia in connessione con la denominazione principale mediante la quale è pubblicizzato il prodotto, sia separatamente, in connessione con la dichiarazione (cfr. art. 19). Può essere rinunciato alla denominazione specifica quando la natura della derrata alimentare è facilmente intuibile (ad es. patate o cipolle in una rete).

4. Parallelamente alla denominazione specifica, può essere utilizzata, per i bisogni del marketing, una denominazione di fantasia che non sia fallace.

Secondo il capoverso 2, le nuove derrate alimentari, che non possono essere classificate sotto una categoria ammessa dal nostro Collegio, devono essere sottoposte per esame all'Ufficio federale competente (Ufficio federale della sanità pubblica), che stabilisce, nel quadro di una autorizzazione particolare, una denominazione specifica provvisoria ed i requisiti cui deve soddisfare la derrata alimentare. Provvisorio significa che le autorizzazioni particolari devono essere periodicamente sostituite, nel quadro di una modificazione dell'ordinanza sulle derrate alimentari, da prescrizioni imperative d'obbligatorietà generale.

A scopo di chiarezza (per i fabbricanti, i consumatori e gli organi di controllo) riguardo alle derrate alimentari ammesse, le autorizzazioni particolari devono essere regolarmente compendiate in un elenco e pubblicate (cpv. 3).

Per scegliere
la denominazione specifica, occorre procedere, nei limiti del concetto summenzionato, secondo i criteri stabiliti nel capoverso 4. La denominazione specifica deve caratterizzare pertinentemente la derrata alimentare (lett.

  1. e, in quanto potrebbe pure ingenerare neologismi inutilizzabili, essere altresì comprensibile e inconfondibile, e tener conto delle aspettative del consumatore (lett. b e e). In questo modo, la denominazione specifica giova alla protezione dagli inganni, sarà compresa dal consumatore e costituirà per altro un'informazione essenziale su un determinato prodotto.

In virtù del capoverso 5, potrà essere prescritto, ad esempio, che gli alimenti per diabetici saranno designati specialmente oppure che determinati additivi verranno dichiarati in modo preciso.

Articolo 7 Procedimenti di fabbricazione Questo articolo persegue un duplice scopo, in quanto, in primo luogo accorda 771

al nostro Collegio la competenza di disciplinare minutamente o di vietare materie e procedimenti di fabbricazione e, in un secondo luogo, premia l'onestà dei produttori in quanto garantisce che i prodotti fabbricati conformemente alle prescrizioni supereranno il controllo delle derrate alimentari.

L'impiego di microorganismi, di cui all'articolo 7, è di principio auspicato, contrariamente all'impiego di quelli menzionati nell'articolo 8. I primi, in forma di colture standardizzate, sono infatti essenzialmente utilizzati in grande quantità nella fabbricazione di derrate alimentari fermentate, come lo yoghourt, il formaggio, gli insaccati, il vino ecc. e garantiscono il successo della tecnologia di produzione.

Affinchè una restrizione o un divieto possa essere pronunciato, deve sussistere la necessità di eliminare precauzionalmente pericoli riconosciuti (lett, a) o presunti per la salute (lett. b). Può essere parimente limitato o vietato l'impiego di sostanze o di procedimenti che presentano rischi elevati e non sono indispensabili per la produzione di derrate alimentari (ad es. irradiazione di alimenti, aggiunta di ormoni nel foraggio), poiché sussistono alternative comparabili (lett. e). Gli interventi possono essere operati nel quadro di prescrizioni regolamentari, in particolare all'atto di ammissioni nel manuale delle materie ausiliarie dell'agricoltura 36) o di registrazioni di medicamenti veterinari da parte dell'UICM, che il disegno di legge obbliga a tener conto di una eventuale «lista nera». La restrizione può pure consistere nel prescrivere un'autorizzazione per l'impiego di determinate sostanze come i prodotti per la protezione delle merci immagazzinate (art. 14 cpv. 1 lett. e). Il nostro Collegio può intervenire anche di caso in caso, quando lo esige l'insieme delle circostanze.

Articolo 8 Valori limite e valori di tolleranza Questo articolo istituisce i principi direttivi per l'ordinanza sulle sostanze estranee e sui componenti 37), l'ordinanza sugli additivi 38) e l'ordinanza sui requisiti igienici-microbiologici 39). Poiché i moderni metodi analitici consentono di stabilire la presenza di una sostanza anche in quantità infime, vengono viepiù rilevate sostanze che potrebbero, in un modo o nell'altro, essere pericolose per la salute. Il vecchio principio in virtù del quale nelle derrate alimentari non deve trovarsi alcuna sostanza nociva per la salute (tolleranza nulla) non può pertanto più giustificarsi; tali sostanze possono però essere presenti nelle derrate alimentari (cpv. 1) e ammesse nelle ordinanze summenzionate soltanto nella misura in cui, secondo le conoscenze scientifiche, non mettano in pericolo la salute.

Alla Confederazione incombe di determinare a quali condizioni le derrate alimentari devono essere considerate presentanti un pericolo per la salute. Per gli additivi, i componenti, le sostanze estranee e i microorganismi, è stabilito un valore limite (milligrammo per chilogrammo o numero di germi per chilogrammo) (cpv. 1). Per stabilire questi limiti, sono determinanti basi di calcolo tossicologiche ed epidemiologiche, riconosciute a livello internazionale, implicanti fattori di sicurezza di 100-1000 per quanto concerne le diverse reazioni individuali ai pericoli e le abitudini di consumo che possono essere assai diverse. Quando il valore limite è superato, la derrata alimentare deve essere considerata come incommestibile (art. 26 cpv. 2).

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Il capoverso 2 lettera a esprime il «principio della lista positiva», ampiamente utilizzato nel diritto svizzero sulle derrate alimentari, secondo il quale è autorizzato soltanto quanto è espressamente permesso. Il criterio di valutazione 40) per fissare la concentrazione massima secondo le lettere a e b è il valore ADI (acceptable daily intake). L'ingestione giornaliera ammissibile di una sostanza estranea è calcolata procedendo da dati tossicologici e dall'ipotesi di una quantità determinata quotidianamente ingerita da un individuo durante tutta la vita.

Per quanto concerne i microorganismi (lett e.), i valori limite sono stabiliti in cifre dedotte dalla dose infettiva minima di un agente patogeno che causa una malattia.

L'accertamento di sostanze estranee e di microorganismi rivela frequentemente un'utilizzazione inutile di queste sostanze oppure un'igiene insufficiente, anche nei casi in cui le concentrazioni accertate sono inferiori al valore limite. Esistono nondimeno pure sostanze estranee e microorganismi che presentano soltanto un pericolo minimo per la salute. Se però i corrispondenti limiti sono raggiunti in concentrazioni di grammi per chilogrammi, il consumatore, dal profilo delle sue aspettative per il prodotto in questione, dev'essere considerato vittima di un inganno, in quanto egli può legittimamente esigere che gli alimenti di base come l'acqua, i cereali, i legumi, il latte e la carne siano per quanto possibile esenti da impurità. Va inoltre osservato che, se concentrazioni di diverse sostanze estranee si accumulano proprio al di sotto del valore minimo, non può essere escluso che tali prodotti siano pericolosi per la salute.

Deve essere pertanto introdotto, parallelamente al valore limite, un valore di tolleranza situato al di sotto di quest'ultimo (cpv. 3). Secondo il principio «quando possibile poco», cui il consumatore conferisce una grande importanza, questo valore non deve essere più elevato, nel prodotto finito, del valore ottenuto sperimentalmente al momento della produzione in buone condizioni di fabbricazione. Il valore ADI, valutato sulla base di analisi tossicologiche, non deve pertanto essere integralmente sfruttato, se la tecnologia, ossia l'ottenimento del prodotto grezzo e la sua trasformazione ulteriore sino allo stadio finale, non lo esige. Conseguentemente, se in una derrata alimentare vengono finalmente rilevati residui, ad esempio secondo le norme d'applicazione del «good agricultural practice» (GAP), del «good veterinary practice» (GVP) o del «good manufactoring practice» (GMP) e se tali residui sono inferiori a quelli rilevati secondo i valori ADI, le concentrazioni inferiori devono imperativamente essere dichiarate valori di tolleranza. Prima di utilizzare additivi alimentari occorre inoltre valutare la loro necessità tecnica e tenerne conto.

Per stabilire i limiti di tolleranza, deve essere tenuto eventualmente conto delle esigenze della legislazione sulla protezione dell'ambiente, in particolare nei settori in cui sono presumibili forti concentrazioni di contaminanti ambientali.

Il divieto di una sostanza in difetto di un adeguato metodo di rilevamento (lett.

b) costituisce un provvedimento protettivo precauzionale. Per le nuove sostanze, i fabbricanti devono inoltre essere tenuti a mettere simultaneamente a disposizione delle autorità i pertinenti metodi di rilevamento onde evitare il rischio di succedere anziché precedere il progresso, come è il caso per i prodotti dopanti. Prima di rilasciare l'autorizzazione di una determinata sostanza, deve 51 Foglio federale. 72° anno. Voi. I

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essere dunque noto il metodo di analisi che consente di rilevarla in una derrata alimentare. La proibizione degli ormoni nell'ingrasso degli animali costituisce un caso d'applicazione di questa competenza di divieto.

L'idea direttiva su cui si fonda il capoverso 3 è riprodotta analogamente nell'articolo 1 capoverso 2 della legge sulla protezione dell'ambiente 41) (principio della prevenzione).

Una derrata alimentare che supera il valore di tolleranza non costituisce obbligatoriamente un pericolo per la salute (lett. a). Può però subire perdite qualitative e, secondo la situazione, può essere utilizzata soltanto a determinate condizioni (ad es. in piccole quantità, come aggiunta, previo riscaldamento in caso di contaminazione microbica, o con indicazione dei motivi per i quali il prodotto è stato contestato) (cfr. art. 27 cpv. 4).

Articolo 9 Divieto dell'assenzio È considerata assenzio qualunque acquavite che contenga parti aromatiche tolte dalla pianta dell'assenzio, combinate con altre sostanze aromatiche, come quelle dell'anice, del finocchio ecc. La fabbricazione, l'importazione, il trasporto, la vendita e la detenzione per la vendita di assenzio sono vietati giusta l'articolo 32ter della Costituzione federale. Questo divieto risale ad un'iniziativa popolare accettata il 5 luglio 190842).

Il pericolo che l'assenzio presenta per la salute è dovuto al suo tenore in tuviona che, mescolata con l'acool, può provocare alterazioni del comportamento di tipo epilettico 43). La tossicità di questi suoi componenti costituisce il motivo percui le preparazioni alcoliche dell'assenzio, come l'acquavite o il liquore d'assenzio, sono vietate in numerosi Paesi d'Europa; oggigiorno vien però anche condiviso il parere secondo cui la pericolosità della tuviona, comparata a quella dell'alcool, sia, secondo le attuali nozioni tossicologiche, talmente peculiare da giustificare un divieto costituzionale.

Non sono però vietate, con riserva di determinate condizioni ben precise, le bevande alcoliche che sono aromatizzate con l'anice, il finocchio o altre piante simili, ma che non contengono elementi dell'assenzio 44).

La legge federale del 24 giugno 1910 concernente il divieto dell'assenzio, poiché definisce e vieta esclusivamente un prodotto voluttuario speciale, diventa priva d'oggetto e può essere abrogata (cfr. art. 59), essendo la nuova legge sulle derrate alimentari parimenti applicabile ai generi voluttuari. La pertinente disposizione penale è codificata nell'articolo 47 capoverso 1 lettera d.

Articolo 10 Informazione del pubblico Nel secondo rapporto sull'alimentazione in Svizzera (Zweiter schweizerischer Ernährungsbericht»), si constata che la malnutrizione in forma di iperalimentazione costituisce in Svizzera il rischio più elevato per la salute, in rapporto con le derrate alimentari (cfr. n. 162). Ne segue la necessità di informare il pubblico in tutti i settori nei quali l'individuo, con il proprio comportamento, può esercitare un influsso (cpv. 1). Le autorità federali devono svolgere questo compito ragguagliando la popolazione su le connessioni e i principi essenziali della composizione degli alimenti, il loro tenore energetico, i loro additivi, come gli oli774

goelementi e le vitamine, nonché i pericoli costituiti dalle impurità microbiche, dalle sostanze nocive ambientali e dai procedimenti di fabbricazione. In questo settore di compiti si inserisce anche la trasmissione di dati su situazioni effettive riguardanti le abitudini alimentari e le conclusioni che devono essere tratte.

Tutte queste informazioni devono indurre l'individuo a nutrirsi in modo sano ed equilibrato.

Entrano in considerazione i mezzi di informazione seguenti: comunicati stampa e brevi articoli in quotidiani e riviste specializzate oppure nel bollettino dell'Ufficio federale della sanità pubblica, conferenze e testi ricapitolativi, come il secondo rapporto sull'alimentazione in Svizzera.

Le autorità federali devono pure pronunciarsi, in particolare quando sorgono problemi d'attualità preoccupanti il pubblico, sul contesto generale e sugli imperativi sanitari e di fisiologia nutrizionale. Alludiamo qui a situazioni analoghe a quella provocata dalla contaminazione del formaggio da listeri nel 1987/88, nelle quali un lavoro informativo aperto e rispettoso di tutte le circostanze è il presupposto che consente alla popolazione di scegliere un comportamento adeguato alla situazione e non dettato da reazioni emotive.

Un'informazione adeguata e finalizzata su le attività e i provvedimenti delle autorità in connessione con determinate merci o fabbricanti, importatori, distributori ecc., in casi analoghi a quelli dello scandalo degli ormoni nel 1980, dello scandalo del vino nel 1985, dell'epidemia di listeriosi nel 1987/88 e dell'embargo sull'importazione del salame del 1988, è già prevista nell'articolo 8 della legge sull'organizzazione dell'amministrazione 45. Secondo questa disposizione, il pubblico deve essere infatti ragguagliato su le misure e i lavori dell'amministrazione federale, «sempre che ve ne sia un interesse generale e non ne siano violati importanti interessi pubblici o privati degni di protezione». In altri termini occorre, in siffatte situazioni, ponderare il diritto del pubblico ad una informazione illimitata e il diritto del singolo alla tutela dell'anonimità. Può pertanto capitare, quando trattasi di prodotti e di imprese note, che il diritto del pubblico all'informazione sia poziore al diritto alla tutela dell'anonimato, per cui le autorità federali sono liberate dall'obbligo di mantenere il segreto su le procedure condotte e i provvedimenti adottati. Nell'articolo 43 è disciplinato l'avvertimento al pubblico nel caso di derrate alimentari che presentano un pericolo per la salute.

L'obbligo d'informazione incombe alle autorità federali incaricate di eseguire la legislazione sulle derrate alimentari e di sorvegliarne l'esecuzione da parte dei Cantoni (cfr. art. 35), ossia soprattutto all'Ufficio federale della sanità pubblica, che assume la responsabilità generale rispetto al consumatore. Le autorità sono coadiuvate dalla Commissione dell'alimentazione (cfr. art. 38), che raccoglie i dati in materia e consiglia le autorità federali.

La Confederazione può parimente, secondo il capoverso 2, incaricare dell'informazione istituzioni specializzate estranee all'amministrazione. Al riguardo alludiamo soprattutto allo svolgimento di campagne informative su temi importanti nell'opinione pubblica e nelle scuole. La Confederazione ha inoltre la possibilità di sollecitare e di sostenere veri lavori di ricerca nel settore della nutrizione.

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Sezione 2: Salute Articolo 11 Alimenti e generi voluttuari Questo articolo elenca le esigenze fondamentali cui devono soddisfare gli alimenti e i generi voluttuari (cfr. art. 3). I requisiti posti ai generi voluttuari, per quanto concerne il pericolo che essi presentano per la salute, sono meno severi; infatti, se dovessero essere stabiliti secondo i rigidi parametri applicabili agli alimenti, i prodotti a base di tabacco e di alcole dovrebbero di per sé essere vietati. In tutti i casi, il presupposto è «l'impiego usuale». L'impiego usuale è presunto allorché l'alimento o il genere voluttuario, secondo le conoscenze in materia di fisiologia nutrizionale, non è consumato in quantità eccessiva, unilateralmente o, tenuto conto della sua natura e della sua composizione, inadeguatamente. La legge non toglie ogni responsabilità propria del consumatore e non lo protegge da un comportamento colpevole o irrazionale (cfr. n. 161).

Secondo il capoverso 1, gli alimenti non devono «mettere in pericolo la salute».

Le esigenze cui devono soddisfare gli alimenti in virtù di questo principio non sono però identiche in ogni caso. Gli alimenti di base, consumati quotidianamente o assai frequentemente, devono soddisfare, in particolare per quanto concerne i valori limite (cfr. art. 8), a requisiti più severi di quelli che devono essere rispettati dalle specialità (délicatesses) ad esempio, le quali di regola sono consumate in quantità minori, meno frequentemente e irregolarmente.

I prodotti voluttuari (cpv. 2) sono per definizione gli articoli di tabacco, gli articoli per fumatori e le bevande alcoliche. Attualmente è notorio che essi possono costituire un pericolo per la salute. Fuori del diritto disciplinante le derrate alimentari, la nicotina, ad esempio, è attribuita alla classe dei veleni 1. I prodotti voluttuari possono però anche essere di natura tale da porre direttamente o immediatamente in pericolo la salute oppure invece da esplicare effetti nefasti soltanto a lungo termine o in caso di abuso. Il disegno prevede pertanto che essi non devono mettere direttamente o inopinatamente in pericolo la salute. Mediante la seconda esigenza, si intende in particolare escludere le sostanze estranee ed i componenti 46', che il consumatore non si aspetta di trovare insieme all'alcool o alla nicotina. La legge non può però proteggere le persone che abusano dell'alcool e del tabacco, in quanto esse accettano deliberatamente il rischio di nuocere alla loro salute.

È stata reiteratamente espressa l'opinione che i prodotti voluttuari dovrebbero essere disciplinati in una legge separata. Dal profilo costituzionale, tale soluzione sarebbe attuabile. Deve essere però rilevato che la proposta delle autorità federali, risalente a sei anni fa, di creare una legge cosiddetta di prevenzione, non ha sollevato consensi o anzi è stata respinta, percui attualmente l'unica soluzione è quella di disciplinare congiuntamente gli alimenti e i generi voluttuari nella legge sulle derrate alimentari. Questa scelta non causa gravi svantaggi in quanto le prescrizioni concernenti i prodotti voluttuari non sono numerose.

Deve però essere tenuto maggiormente conto dei problemi specifici connessi con i generi voluttuari, trasponendo le pertinenti prescrizioni dell'ordinanza sulle derrate alimentari nella nuova ordinanza sui generi voluttuari.

Gli alimenti di cui al capoverso 3 non sono dichiarati beni voluttuari. Al nostro 776

Collegio è unicamente conferita la competenza di allineare le esigenze a quelle imposte ai generi voluttuari: in altri termini, gli alimenti non devono, almeno, mettere in pericolo, direttamente o inopinatamente, la salute. Questa prescrizione risulta necessaria per consentire, come finora, l'immissione nel mercato svizzero di specialità come le seppie e altri animali marini ad alto tenore in metalli pesanti, oppure specialità esotiche fabbricate secondo procedimenti che si scostano dalle nostre norme. Quando trattasi di determinare le concentrazioni massime ammesse di sostanze estranee e di additivi, deve essere tenuto conto delle abitudini speciali dei consumatori, della frequenza presumibile del consumo ecc. L'ammissione di questi alimenti ad alto rischio può eventualmente essere accompagnata da una raccomandazione al pubblico secondo l'articolo 20 capoversi 1.

Articolo 12 Oggetti d'uso Di principio, gli oggetti d'uso sono sottoposti a criteri analoghi a quelli degli alimenti. Tenuto conto della varietà dei prodotti considerati come oggetti d'uso dalla legge sulle derrate alimentari (cfr. art. 3), è opportuno limitare la protezione a «il loro impiego usuale o presunto». Ciò significa ad esempio che i giocattoli non devono essere fabbricati con materiale tossico o presentare parti taglienti in quanto è presumibile che i bambini li metteranno in bocca. Le stoviglie possono contenere piombo soltanto in quantità limitata, in quanto esso può staccarsi e passare negli alimenti. I cosmetici non devono cagionare infiammazioni o pruriti. I modi di impiego inabituali, che esulano dalla regola e dall'uso, devono essere presi in considerazione soltanto qualora trattisi di definire il pericolo potenziale rappresentato da questi oggetti.

Articolo 13 Limitazione della pubblicità L'articolo 426 della legge sull'alcool 47' prevede limitazioni della pubblicità in favore delle bevande distillate, che è segnatamente vietata alla radio e alla televisione, in e su edifici o mezzi di trasporto pubblici, come anche in occasione di manifestazioni sportive o interessanti i giovani. Per contro, il vigente articolo 420d dell'ordinanza sulle derrate alimentari, che limita la pubblicità in favore degli articoli di tabacco, non viene quasi mai praticamente osservato. I campioni di sci ed i piloti automobilistici sono presentemente i supporti pubblicitari favoriti dei fabbricanti di sigarette e publicizzano liberamente i prodotti dei loro sponsor sulle tute o sugli attrezzi sportivi. Si tenta soprattutto di influenzare i giovani che sono maggiormente esposti al pericolo della dipendenza.

L'articolo 13 conferisce al nostro Collegio la possibilità di limitare la pubblicità in favore delle bevande alcoliche, come anche degli articoli di tabacco e degli articoli per fumatori. Il campo d'applicazione è pertanto più vasto del disciplinamento sulle bevande distillate, previsto nella legge sull'alcool. D'altro canto, le eventuali limitazioni dovrebbero essenzialmente perseguire lo scopo di proteggere soprattutto la gioventù dagli effetti di questi prodotti. La possibilità di limitare efficacemente siffatta pubblicità è stata chiesta anche in diversi interventi parlamentari (cfr. n. 15). Le prescrizioni esecutive di questo articolo dovrebbero essere coordinate con la legislazione sull'alcool.

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Sezione 3: Contatti con le derrate alimentari Articolo 14 Igiene Nel secondo rapporto sull'alimentazione in Svizzera, è rilevato (cfr. n. 162 del presente messaggio) che i microorganismi nella nutrizione costituiscono il secondo rischio dopo l'iperalimentazione. I microorganismi sono la causa principale del degrado delle derrate alimentari, che occorre altresì proteggere in modo generale dalle impurità di qualsiasi genere.

Il capoverso 1 istituisce le condizioni quadro profilattiche per i contatti con le derrate alimentari, in virtù delle quali dev'essere garantito che le merci non subiscano influssi esterni nefasti quando sono fabbricate, trattate, depositate o trasportate, tenuto però conto che la norma non esclude il trasporto collettivo di diverse merci per l'approvvigionamento dei negozi. Tali misure sono indispensabili poiché è impossibile, esclusivamente con il controllo intenso dei prodotti finiti (cfr. art. 24), garantire che tutte le derrate alimentari soddisfino sempre le esigenze legali.

Il capoverso 2 concerne soprattutto le persone che esercitano attività nella trasformazione delle derrate alimentari e nel settore della ristorazione. Nei contatti con le derrate alimentari, esse devono, secondo il grado del rischio, prendere misure particolari, segnatamente farsi esaminare periodicamente ed evitare contatti diretti con derrate alimentari non specialmente protette. Sono necessari provvedimenti protettivi in particolare nel caso di secrezione di salmonelle, di stafilococchi e di campilobatteri (genere di batteri).

In base al capoverso 3, il nostro Collegio stabilirà segnatamente le esigenze cui devono soddisfare i locali e gli impianti e disciplinerà con maggiore precisione i contatti con gli alimenti che devono beneficiare di condizioni igieniche particolari (ad es. basse temperature per la carne e i preparati carnei).

Articolo 15 Macellazione I rischi di natura igienica incorsi durante la macellazione possono essere considerevolmente attenuati se le condizioni d'esercizio sono favorevoli ed i locali adeguati, per cui le macellazioni vanno autorizzate solo se risultano adempiute determinate condizioni ufficialmente controllate (cpv. 1). È noto infatti che nessun'altra derrata alimentare vien prodotta a così stretto contatto con la sporcizia come la carne (ad es. contenuto del ventre e delle frattaglie). I macelli di qualsiasi genere devono pertanto essere approvati, prima di essere messi in servizio, dagli organi di controllo delle derrate alimentari (cfr. n. 16), contrariamente ai locali riservati per le altre derrate. Va altresì rilevato che i grandi macelli sono costruzioni complesse ed onerose, che devono essere accuratamente pianificate e attuate con il concorso delle autorità; sarebbe infatti difficile, in generale, imporre ancora importanti modificazioni ad opera ultimata.

Secondo il capoverso 2, il nostro Collegio esenta dall'obbligo di macellazione nei macelli autorizzati la selvaggina ed il pesce (lett. a). Possono essere esonerate anche le «macellazioni occasionali» di certi animali, operate allo scopo di approvvigionare regioni discoste. Lo stesso vale per i conigli e il pollame, che 778

possono essere macellati in altri locali appropriati, sempreché siano venduti in quantità limitata e su un territorio ristretto. Alle medesime condizioni sono pure autorizzate le macellazioni cui procede l'esercito in campagna. La macellazione a domicilio per un consumo proprio non fa parte delle «macellazioni occasionali», non è compresa nel campo d'applicazione della legge ed è pertanto ammessa senza controllo da parte delle autorità. .

Per motivi igienici, gli animali malati, sospetti d'esserlo e vittime di infortuni (lett. b) devono essere macellati in locali separati, che pure devono essere approvati come macelli, onde evitare pregiudizi per gli altri animali e le altre carni. Per contro, non è sempre possibile, in particolare per motivi inerenti alla protezione degli animali, di provvedere al trasporto tempestivo in siffatti macelli; deve essere dunque autorizzata la macellazione sul posto, eventualmente all'aperto (uccisione, dissanguamento, sventramento), senza che la carne sia obbligatoriamente dichiarata impropria al consumo (cfr. art. 25).

Articolo 16 Impianti di macellazione Determinante per la concezione di un impianto di macellazione (cpv. 1) è il principio secondo cui esso deve essere suddiviso in un settore per i prodotti puliti e in un settore per i prodotti non puliti. Infatti, ad ogni fase del processo di macellazione, la carne deve essere severamente tenuta separata dal settore per prodotti non puliti, in cui vengono depositati, in particolare, la pelle, i piedi, le interiora e gli intestini, gli organi impropri al consumo, i rifiuti di macellazione e la carne confiscata all'atto del controllo.

Per i diversi lavori eseguiti dall'arrivo degli animali sino alla partenza della carne e delle parti d'animale non utilizzate come alimenti, un macello deve comprendere almeno una stalla per l'accoglimento del bestiame, un posto per il dissanguamento, un locale di macellazione, una camera refrigerante e un locale per il taglio. Deve inoltre disporre di una camera refrigerante separata per conservarvi provvisoriamente la carne che dovrà essere controllata, in particolare mediante analisi di laboratorio.

Il nostro Collegio stabilirà le dimensioni minime (cpv. 2) in funzione del volume delle macellazioni previste e degli animali precipuamente macellati in tali locali.

I grandi macelli
(cpv. 3) sono aziende dotate di complessi impianti tecnici, per cui la loro pianificazione e il loro arredamento esigono conoscenze molto specializzate e sperimentate. È pertanto opportuno che i piani siano approvati da un'autorità federale, in quanto tale approvazione garantisce una valutazione fondata sull'esperienza e su criteri uniformi e contribuisce ad impedire distorsioni concorrenziali.

L'autorizzazione d'esercizio è rilasciata dal Cantone (cpv. 4), che controlla previamente se l'impianto è stato costruito o trasformato conformemente ai piani approvati. L'esigenza di una siffatta autorizzazione agevola il compito degli organi di controllo nella sorveglianza dell'esercizio. Se l'esercizio non è conforme alle prescrizioni o alle condizioni ed oneri cui era stata subordinata l'autorizzazione, oppure nel caso di gravi inosservanze, l'autorizzazione può essere revocata. La revoca può essere decisa non soltanto a cagione di difetti dell'impianto 779

stesso (cfr. art. 28), ma anche a causa delle lacune constatate nei contatti con la carne (cfr. art. 14).

Sezione 4: Inganni in materia di derrate alimentari In generale La competenza federale per istituire un disciplinamento nel settore delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso è stata stabilita all'epoca precipuamente per reprimere il commercio di derrate alimentari falsificate o sofisticate e presentanti un pericolo per la salute (cfr. esempi al riguardo nel messaggio dell'8 marzo 189548>). L'inganno aveva pertanto a quell'epoca una connotazione essenziale, ossia il carattere pericoloso del prodotto per la salute. Presentemente, la situazione è assai diversa, in quanto gli inganni mediante succedanei di derrate alimentari aventi effetti secondari nocivi dal profilo della salute o della fisiologia nutrizionale non assumono più una rilevante importanza. Oggigiorno, l'inganno concerne infatti essenzialmente le aspettative del consumatore e l'ottenimento di vantaggi economici; in altri termini, vengono smerciati prodotti di qualità inferiore (ma non obbligatoriamente cattiva dal profilo dell'alimentazione) a quella che il consumatore si attende secondo la pubblicità o la presentazione. Il fatto che l'inganno non è quasi più connesso, come lo era nel passato, a rischi per la salute, è soprattutto dovuto alla legislazione vigente sulle derrate alimentari e al controllo di queste ultime, come anche al mutamento delle condizioni economiche e sociali. I pericoli costituiti dagli inganni possono oggigiorno essere ampiamente sventati imponendo una denominazione specifica comprensibile ed una indicazione inequivoca della composizione della derrata. Dal consumatore può essere infatti presunto che prenda conoscenza di queste indicazioni e che decida in modo corrispondente.

Giusta il fondamento costituzionale, la legge sulle derrate alimentari non si applica agli inganni nel settore degli oggetti d'uso. In questo campo, le aspettative soggettive del consumatore assumono in effetti un ruolo talmente importante da rendere quasi impossibile la codificazione di criteri di valutazione opportuni, utilizzabili e controllabili. Se però successivamente il consumatore sentisse il bisogno di veder rafforzata, con uno strumentario legale, la protezione dagli inganni anche in questo settore, il suo desiderio potrebbe essere soddisfatto nel quadro della legge federale, già elaborata, intesa a migliorare l'informazione del consumatore 49'.

Articolo 17 Divieto d'inganno L'inganno implica il fatto di indurre scientemente in errore, influenzando, con un'informazione inesatta, l'immaginazione e gli atti di terzi (dei consumatori) ad uno scopo preciso (decisione d'acquisto). Per questo motivo, la legge istituisce il principio, secondo cui le derrate alimentari devono soddisfare le aspettative giustificate del consumatore (cpv. 1). Deve essere però rilevato che non può entrare in considerazione ogni aspettativa soggettiva o poco comune, essendo protetta soltanto l'aspettativa giustificata oppure, in altri termini, quella che può essere ragionevolmente ammessa, tenuto conto delle circostanze e dei mo780

tivi comprensibili che entrano in considerazione. Trattasi delle aspettative riguardanti uno stato della mercé conforme alle prescrizioni, una determinata qualità e, eventualmente, taluni effetti e talune pratiche prevalenti nel commercio. D'altro canto, non potrebbero presentemente essere riconosciute come giustificate esigenze in materia di residui, il cui adempimento presupporrebbe un ambiente «pulito», senza alcun inquinamento da sostanze chimiche (i metodi attuali di analisi permettono di rilevare praticamente in ogni prodotto tracce di residui di qualsiasi genere). Il divieto dell'inganno è applicabile tanto agli inganni operati a scopi economici, che si esprimono in vantaggi acquisiti a spese di terzi, quanto agli inganni provocanti conseguenze nocive per la salute (cfr.

DTF 103 IV 122 seg.). Ad esempio, si ha presentemente il diritto di esigere che i prodotti designati con «light» contengano, in misura significativa, meno calorie dei prodotti standardizzati della stessa categoria. È anche lecito esigere che una mercé naturale o biologica venga prodotta senza ingrassi chimici e senza mezzi fitosanitari e che sia esente da residui chimici.

Il capoverso 2 si riferisce soprattutto ai vantaggi finanziari acquisiti a spese di terzi, mediante indicazioni o presentazioni (ad es. imballaggio) che inducono in errore il consumatore; la norma non vuoi però riferirsi alle presentazioni che attirano bensì l'attenzione su un prodotto, ma il cui artificio può essere intuito dal consumatore attento. Per la decisione presa da quest'ultimo, deve essere determinante la differenza tra realtà e apparenza (cfr. art. 15 dell'ordinanza sulle derrate alimentari). Con il principio dell'inganno, previsto nel disegno, non s'intende modificare la prassi attuale. Infatti, come finora (art. 15 dell'O sulle derrate alimentari) i criteri di valutazione dovranno essere precisati nell'ordinanza.

Secondo il capoverso 3, le indicazioni sulle derrate alimentari devono essere conformi alla verità. Di principio la legge non limita le indicazioni ammesse; qualsiasi dichiarazione orale o scritta su una derrata alimentare deve però corrispondere alla realtà (cfr. riguardo a queste indicazioni art. 20).

Articolo 18 Imitazione e confusione II capoverso 1 si riferisce al rapporto reciproco tra diverse derrate alimentari ed è parimenti applicabile a quelle che, considerate da sole, sarebbero conformi alle prescrizioni. L'imitazione non è generalmente vietata, ma soltanto se è operata a scopo d'inganno. In questo contesto alludiamo alle derrate alimentari poco care, che possono facilmente essere scambiate con altri prodotti più cari o di qualità superiore dal profilo della fisiologia nutrizionale, come ad esempio i succedanei classici o le contraffazioni propriamente dette. Le derrate alimentari non devono però nemmeno essere fabbricate, trattate, distribuite o pubblicizzate in modo che il consumatore venga indotto in un errore il quale, tenuto conto delle sue aspettative giustificate, lo inciti a trarre conclusioni ingeneranti l'inganno. Questo criterio è parimente determinante per la valutazione della designazione di un prodotto, che il fabbricante o il distributore sceglie liberamente per immetterlo nel mercato (cfr. art. 19 cpv. 3). La giurisprudenza sulla contraffazione di merci secondo gli articoli 153 e 154 del Codice penale fornisce altre informazioni sui problemi inerenti all'inganno.

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Il capoverso 2 disciplina i rapporti delle derrate alimentari con altre merci che ordinariamente sono depositate o pubblicizzate con esse. Tali merci devono essere designate in modo che non possono essere scambiate con altre e, se del caso, venir separate dalle derrate alimentari al momento dell'immagazzinamento, nonché quando sono esposte in vendita. Appartengono a questa categoria, in particolare, gli alimenti per cani e gatti, oppure forme e imballaggi utilizzati nel campo dei cosmetici, ad esempio i saponi in forma di frutti oppure shampoing in imballaggi abitualmente usati per bevande.

Sezione 5: Indicazioni sulle derrate alimentari Articolo 19 Obbligo di informare e designazione Secondo il capoverso 1 chiunque distribuisce derrate alimentari, siano esse prodotti intermedi forniti per subire un'altra trasformazione o prodotti venduti nei magazzini o serviti nei ristoranti, deve informare l'acquirente sulla loro composizione. Questo dovere di informazione non implica però l'obbligo di fornire la ricetta intera, bensì solo quello di fornire indicazioni sul genere della derrata alimentare (denominazione specifica) oppure, ove trattisi di derrate contenenti componenti, sui prodotti di base, gli ingredienti e gli additivi. Se del caso, dovranno essere fornite altre indicazioni specialmente prescritte dal nostro Collegio che, se necessario (ad es. per il vino tagliato) può precisare nelle prescrizioni esecutive la portata dell'obbligo di informare.

Secondo l'articolo 6, qualsiasi derrata alimentare è ammessa sotto una denominazione specifica, che consente pure di definire la composizione ed altre esigenze e che pertanto deve essere resa nota all'atto della distribuzione (anche oralmente, qualora trattisi di vendita alla rinfusa). L'indicazione consente al consumatore, se conosce gli ingredienti e gli additivi che compongono la derrata alimentare in questione, di valutarla e di compararla con altre.

Questi dati devono essere stampati sugli imballaggi (cpv. 2), secondo le prescrizioni esplicative del nostro Collegio (cfr. art. 20), che stabilirà tra l'altro esigenze minime affinchè la denominazione specifica sia ben visibile. Presentemente, gli imballaggi recano generalmente l'indicazione degli ingredienti e degli additivi nel loro ordine ponderale decrescente 50) nella composizione del prodotto. L'esatta aliquota ponderale o percentuale non deve di regola essere data. L'indicazione sulla conservabilità è presentemente prescritta per la carne ed i prodotti carnei, se sono preimballati. Per le altre derrate alimentari l'obbligo è eccezionale, ad esempio per il latte.

Secondo il capoverso 3 le derrate alimentari e gli additivi non devono essere pubblicizzati e distribuiti sotto una denominazione specifica che serva solo per destare l'attenzione del consumatore. Per motivi inerenti al marketing, è ammissibile una designazione qualsiasi, ad esempio un nome di marca, di fantasia, di tradizione oppure una designazione in lingua straniera ecc. Il presupposto dell'ammissibilità è che la designazione non deve essere fallace (cfr. art. 18).

Con l'istituzione di questo principio è tenuto conto della prassi attuale che ha dato buona prova.

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Per quanto concerne le derrate alimentari facilmente riconoscibili (legumi in imballaggi trasparenti), la denominazione specifica non deve obbligatoriamente figurare sull'imballaggio stesso (cpv. 4).

Articolo 20 Designazione particolare Parallelamente alle indicazioni generalmente obbligatorie imposte nell'articolo 19, sono presentemente ammesse e divenute usuali altre indicazioni, che caratterizzano il prodotto con maggior precisione e permettono all'acquirente di decidere più agevolmente e di utilizzare più opportunamente i prodotti in cucina.

Sono ad esempio ammessi dati concernenti la conservabilità nel refrigerante, le temperature per il deposito, la produzione biologica, la conformità agli imperativi della protezione degli animali, il modo di preparazione del prodotto, la composizione dietetica, il tenore in calorie, il contenuto in vitamine, minerali e fibre. Il nostro Collegio può parimente prescrivere l'obbligo di fornire determinate indicazioni di questo genere, se lo richiede un bisogno particolare (cpv.

1). Questa disposizione consente, segnatamente, di esigere, per i generi voluttuari, avvertenze inerenti al pericolo che essi implicano per la salute.

La conservabilità deve essere di principio determinata dal fabbricante o dal venditore nel quadro del suo obbligo di controllo autonomo (cfr. art. 22). Al riguardo deve essere tenuto conto, in particolare, delle prescrizioni sulle esigenze igieniche e microbiologichesi). La conservabilità è espressa soprattutto con la datazione del prodotto, tenuto però conto che deve ancora essere definito un sistema di datazione generalmente applicabile. La datazione non deve comunque essere prescritta per tutti gli articoli, ma soltanto per le merci che possono provocare problemi particolari. Presentemente circa il 90 per cento dei prodotti preimballati sono già liberamente datati. Trattandosi ad esempio dei preparati carnei facilmente deperibili, la conservabilità deve essere stabilita con disposizioni imperative di obbligatorietà generale, tenuto però conto che dovrà essere osservato il principio secondo cui chiunque indica un termine di vendita deve provvedervi in modo uniforme. Giusta una pertinente norma del codex alimentarius, questa finalità potrebbe essere conseguita prescrivendo che deve essere indicata la conservabilità (conservabile sino a ...) e non la data limite di vendita, come avviene presentemente.

Il capoverso 2 autorizza il nostro Collegio ad esigere indicazioni speciali per le derrate alimentari che possono essere pericolose per le persone affette da allergie o indicazioni sul valore nutritivo degli alimenti dietetici. La designazione particolare (lett. b) si riferisce ai prodotti che possono facilmente costituire l'oggetto di inganni, come, in particolare, gli alimenti dietetici offerti a persone anziane a domicilio. Quello che più importa è di proteggere i bambini e gli anziani.

Il capoverso 3 concerne un settore già parzialmente disciplinato dall'ordinanza del 7 marzo 195752) del Dipartimento federale dell'interno concernente l'aggiunta di vitamine alle derrate alimentari e la relativa pubblicità. Le pertinenti prescrizioni, in particolare per quanto concerne il controllo autonomo (cfr. art.

22), dovranno però essere integralmente rielaborate. Gli oligoelementi comprendono segnatamente i metalli e i minerali, la cui presenza in quantità di una certa importanza (non soltanto tracce) è fisiologicamente necessaria.

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Capitolo 3: Controllo delle derrate alimentari In generale

Le disposizioni degli articoli 21 a 30 sono applicabili, in tutto il settore delle derrate alimentari, sia all'interno del Paese, sia nel contesto dell'importazione, del transito e dell'esportazione di merci. I provvedimenti previsti possono essere disposti, nei limiti delle rispettive competenze, tanto dagli organi del controllo cantonale (cfr. art. 40), quanto dagli organi del controllo federale (funzionari doganali, veterinari di confine).

Sezione 1: Obblighi di controllo Articolo 21 Metodi di analisi Chiunque controlla in quale misura le derrate alimentari presentano un pericolo per la salute o possono ingannare il consumatore, deve procedere secondo metodi di analisi uniformi, onde siano evitate differenze d'apprezzamento nei singoli Cantoni. Questo articolo autorizza pertanto il nostro Collegio a raccomandare o a stabilire quali metodi d'analisi devono scegliere i laboratori.

Il Manuale delle derrate alimentari 53' contiene già presentemente una serie di metodi d'analisi e di direttive per la valutazione delle derrate alimentari da parte degli organi di controllo (cpv. 1). Il Manuale viene continuamente completato, rielaborato ed adeguato alle nuove conoscenze ed ai bisogni attuali e costituisce soprattutto un ausilio per le analisi di laboratorio.

Il Manuale delle derrate alimentari, ancorché le sue norme non debbano di regola essere osservate imperativamente dagli organi di controllo, assume una rilevante importanza pratica per un controllo adeguato, razionale ed uniforme e viene pertanto pubblicato ufficialmente (cpv. 2). Secondo il disegno, esso dovrà essere osservato maggiormente anche dai fabbricanti e dai distributori di derrate alimentari, in connessione con il loro dovere d'autocontrollo. Tenuto conto della sua mole e del numero limitato di destinatari nei Cantoni, il Manuale delle derrate alimentari non è integralmente pubblicato nel Foglio federale, ma soltanto con il titolo e le indicazioni necessarie per ottenerlo 54).

Secondo il capoverso 3, il nostro Collegio può però conferire obbligatorietà generale a certe parti del Manuale delle derrate alimentari, soprattutto nei settori in cui, per l'autocontrollo e per assicurare un'esecuzione uniforme, risultino necessarie un'analisi e una valutazione secondo un metodo determinato (metodo di riferimento). L'ordinanza contenente i rinvii alle parti cui è stata conferita l'obbligatorietà generale verrà pubblicata nella Raccolta ufficiale delle leggi.

Articolo 22 Controllo autonomo II capoverso 1 stabilisce inequivocamente che chiunque ha contatti con derrate alimentari, additivi e oggetti d'uso è responsabile per la loro conformità alle esigenze legali. Poiché, da diverse angolature, soltanto adeguate analisi di laboratorio possono garantire che il prodotto di cui si tratta soddisfi alle esigenze legali e poiché, d'altro canto, considerazioni di natura finanziaria potrebbero magari indurre a rinunciarvi, la legge ne esige espressamente lo svolgimento.

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Questo obbligo, che è nuovo, è indispensabile per garantire derrate alimentari irreprensibili, senza un potenziamento considerevole del controllo ufficiale in materia.

La buona pratica di fabbricazione (BPF) significa che le ricette, i procedimenti e i controlli qualitativi usuali nel ramo sono stati osservati 55'. Del rimanente, è fatta una distinzione secondo le condizioni effettive in cui lavora l'interessato: in altri termini, un'azienda di piccole dimensioni non dovrà disporre di un laboratorio proprio, ma potrà ricorrere ai servizi di un laboratorio incaricato.

Il controllo ufficiale delle derrate alimentari è un controllo svolto per campionatura (art. 23). Il controllo è invece integrale per gli animali da macello, nel quadro dell'ispezione delle carni (art. 25). Per questo motivo, le derrate alimentari non possono essere prodotte, distribuite e acquistate nell'assoluta fiducia che l'organo di controllo scoprirà qualsiasi incongruità alle esigenze e ritirerà la derrata dal commercio (cpv. 2). Anche nel caso d'importazione, l'importatore non potrà fidarsi unicamente delle analisi svolte al confine.

Per quanto concerne il controllo della carne, senza analisi di laboratorio non si può di regola determinare se un animale è stato trattato con medicamenti prima della macellazione. Va altresì osservato che non sono sempre facilmente accertabili persino determinate malattie. Questi due fattori sono però decisivi per stabilire se la carne di un certo animale è commestibile o no, percui il detentore, il commerciante o il macellaio devono avvertirne l'ispettore o il controllore delle carni (cpv. 3). Questa comunicazione è molto importante, in quanto indurrà, secondo le circostanze, l'ispettore o il controllore delle carni a verificare particolarmente l'animale, eventualmente attraverso analisi di laboratorio, prima di prendere la propria decisione. La rilevanza di tale comunicazione è pure corroborata nella norma penale dell'articolo 48 capoverso 1 lettera i. Affinchè il detentore dell'animale possa fornire l'informazione, il veterinario gli consegna un certificato sullo stato dell'animale.

Sezione 2: Controllo Articolo 23 Ispezione e campionatura Questo articolo, disciplinante competenze, è di una elevata importanza, in quanto affida agli organi di controllo federali e cantonali il compito di procedere ai controlli richiesti, nel limite delle loro facoltà (cpv. 1). La competenza in materia di controllo si allarga a tutto il campo d'applicazione della legge sulle derrate alimentari.

Il principio secondo cui trattasi di un controllo per campionatura riveste una considerevole rilevanza in quanto il fabbricante, l'importatore, il distributore ecc. devono così assumere una responsabilità autonoma non trascurabile. Dal canto suo, il consumatore non deve però presumere che ogni prodotto acquistato soddisfi, da qualsiasi profilo, le esigenze legali; deve altresì dar prova del proprio senso di responsabilità verificando ad esempio, nel limite delle sue possibilità, l'aspetto o le indicazioni recate sui prodotti acquistati. Gli abusi su vasta scala devono invece essere esclusi organizzando adeguatamente i controlli 785

per campionatura ed elaborando ordinanze sulle esigenze cui devono soddisfare le derrate alimentari e gli oggetti d'uso.

Gli organi di controllo possono prelevare campioni 56' per procedere a controlli più approfonditi (cpv. 2). I controlli e la campionatura sono di regola gratuiti (cfr. art. 45), ma se sono motivo di contestazioni, le spese risultanti verranno addossate al responsabile. Il diritto di consultare i documenti dell'azienda può essere esercitato soltanto nella misura in cui le indicazioni ottenute assumono importanza per il controllo delle derrate alimentari.

Secondo il capoverso 3, per esercitare la loro attività ufficiale, gli organi di controllo hanno un diritto di accesso e sono in particolare facoltati ad entrare nelle stalle ed a procedere a prelievi di sangue ed urina, senza autorizzazione particolare, segnatamente senza mandato di perquisizione. I controlli avvengono di principio senza preannuncio, ma gli organi incaricati devono rispettare gli orari usuali di lavoro. Le analisi sono di regola eseguite in presenza di un responsabile dell'azienda.

Articolo 24 Diritti e doveri del fabbricante e del commerciante Gli organi di controllo non possono svolgere i loro compiti senza l'assistenza del controllato (cpv. 1), il quale deve segnatamente consentire loro l'esame dei documenti aziendali e fornire le informazioni necessarie per accertare la rispondenza dei prodotti alle esigenze legali. Gli organi di controllo possono parimenti esigere, qualora trattisi di grandi depositi, la consegna di articoli per la campionatura oppure la sballatura della mercé all'atto dei controlli dell'importazione.

L'ispezione delle carni (art. 25) è svolta nei locali privati del macello. Chiunque macella animali deve pertanto prevedere un posto per il controllo delle carni e mettere locali a disposizione dei controllori, in particolare per svolgere i lavori amministrativi, come anche per depositare momentaneamente le carcasse degli animali da macello costituenti l'oggetto di contestazione (cpv. 2). L'azienda di macellazione deve sistemare il posto di lavoro per l'ispezione delle carni in modo che l'ispettore o il controllore possa svolgere tutte le verifiche prescritte in tutta libertà, integralmente, igienicamente e razionalmente. L'imposizione di questo obbligo giova parimente all'impresa che deve pagare, al Cantone o al Comune cui appartengono gli ispettori o i controllori delle carni, le spese dell'ispezione.

L'obbligo di notificare i risultati (cpv. 3), che permette di assicurare la trasparenza del controllo ufficiale, consente all'interessato di tutelare, se necessario, i suoi diritti e di trarre le conclusioni che si impongono nei contatti con derrate alimentari, additivi e oggetti d'uso. Per il detentore di animali, la notificazione degli accertamenti fatti sulle alterazioni patogene d'organi interni all'atto della macellazione è ovviamente importante, in quanto gli consente di adottare le necessarie misure profilattiche per i suoi altri animali.

Per determinati beni, il valore dei campioni rispetto al valore globale della mercé controllata può anche essere non insignificante, per cui, in siffatti casi, l'interessato può esigere il rimborso del valore (cpv. 4). Per evitare un lavoro amministrativo sproporzionato, il nostro Collegio stabilirà un valore minimo 786

al di sotto del quale il rimborso non sarà dovuto. Una bonificazione non sarà concessa neppure qualora il campione sia stato oggetto di contestazione, nel quale caso l'interessato dovrà sopportare anche le spese del controllo (cfr. art.

45).

Articolo 25 Ispezione delle carni II nostro fabbisogno in carne e in prodotti carnei 57' è prevalentemente coperto dalle cinque specie animali enumerate nel capoverso 1. L'ispezione delle carni 58' è un controllo di ogni animale destinato alla macellazione e comprende l'esame dell'animale vivo prima della macellazione e della carcassa dopo la medesima. Trattasi segnatamente di scoprire eventuali malattie dell'animale ed alterazioni della carne che potrebbero costituire un pericolo per la salute dei consumatori. L'ispezione delle carni permette inoltre di trarre conclusioni riguardanti l'osservanza delle prescrizioni in materia di protezione degli animali, durante l'allevamento, il trasporto e all'atto dello stordimento, nonché concernenti le epizoozie. Gli accertamenti fatti in questo ambito possono essere all'origine di provvedimenti adottabili nel settore della protezione degli animali e della polizia delle epizoozie.

L'ispezione delle carni è eseguita da ispettori o da controllori delle carni (cfr.

art. 40 cpv. 5). Gli ispettori delle carni sono assunti dal Cantone; le esigenze che il nostro Collegio dovrà stabilire giusta l'articolo 41 presuppongono che questo compito potrà essere esercitato soltanto da un veterinario. Per contro, i controllori delle carni, che possono essere assunti dai Comuni o dai Cantoni (cfr. art. 40 cpv. 7), non dovranno obbligatoriamente essere veterinari diplomati; essi opereranno sotto la sorveglianza di un ispettore delle carni e disporranno di una facoltà decisionale limitata, in quanto, in particolare, non potranno decidere riguardo alla carne degli animali malati.

L'ispezione delle carni è tradizionalmente prescritta per gli animali indicati nel capoverso 1. Devono essere controllati tutti gli animali di queste specie, poiché la loro carne è prodotta e venduta in grande quantità. Un controllo più severo di queste specie è però anche indispensabile per motivi d'igiene e di polizia delle epizoozie (ad es. tubercolosi).

Un controllo più rigoroso si impone anche per il pollame, i conigli e la selvaggina, dacché anch'essi sono immessi nel mercato in grande quantità. Il nostro Collegio, fondandosi sul capoverso 2, potrà allargare l'obbligo di procedere a un controllo delle carni alle grandi aziende che macellano in grande quantità pollame e conigli. L'ispezione delle carni è pure prevista per la selvaggina allevata in cattività e macellata in rilevanti quantità. Si è per contro rinunciato al controllo della carne della selvaggina uccisa nella caccia, per motivi di proporzionalità.

Ad ispezione terminata, si decide se la carne è idonea all'alimentazione umana.

Sono possibili tre decisioni (cpv. 3): - commestibilità: la carne può essere distribuita e subire altre trasformazioni senza alcuna limitazione; - commestibilità a determinate condizioni: la carne può essere utilizzata soltanto alle condizioni stabilite dagli organi di controllo (cfr. art. 27 cpv. 1 lett. a); 787

Articolo 26 Contestazioni Mediante la contestazione (cpv. 1), gli organi di controllo notificano agli interessati, fondandosi su un accertamento ufficiale dei fatti, che derrate alimentari, procedimenti di fabbricazione, locali, impianti, animali o piante ecc. non sono conformi, da un determinato aspetto, alle esigenze legali. La contestazione come tale non immuta la posizione giuridica dell'interessato e non costituisce pertanto una decisione nel senso del diritto amministrativo, percui non può essere impugnata autonomamente con un rimedio giuridico. Essa costituisce per contro la base che consente alle autorità di disporre provvedimenti in forma di decisioni (art. 27 e 28). Infatti, in connessione con l'opposizione ad una decisione d'addossamento delle spese d'ispezione e con la contestazione giusta l'articolo 45 capoverso 1 lettera f, potrebbe essere esaminata, se del caso, la giustificatezza della contestazione stessa.

Il superamento di un valore limite (cfr. art. 8) significa di principio che esiste un pericolo per la salute.

Anche nel caso di superamento di un valore di tolleranza (cpv. 2), la mercé non risponde alle esigenze legali, pur non costituendo sempre un pericolo per la salute. Il valore di tolleranza procede dal principio «per quanto possibile poco», e quando è superato significa, di regola, che non sono state osservate le norme concernenti la buona fabbricazione.

Sarebbe sproporzionato, all'atto dell'ispezione, redigere una notificazione scritta per ogni contestazione (cpv. 3), le quali, in questo settore, concernono sovente soltanto una parte dell'animale o un organo che l'ispettore o il controllore delle carni asporta immediatamente per eliminarli.

Per l'esportazione, i controlli non devono essere così severi come per l'importazione, in quanto non trattasi di esaminare se la mercé risponde alle prescrizioni della legislazione svizzera sulle derrate alimentari (cpv. 4). Deve essere però accertato, secondo la lettera a, che non venga spedita all'estero una mercé costituente un pericolo per la salute, la quale non potrebbe più essere smerciata in Svizzera. I Paesi di destinazione esigono di regola che le esportazioni vengano preparate in funzione delle loro proprie condizioni d'importazione e che l'adempimento di questa esigenza venga attestato dalle autorità ufficiali di controllo. Gli organi di controllo al confine o nell'impresa interessata devono pertanto avere la competenza di contestare la mercé che non soddisfa queste prescrizioni.

Non è previsto di controllare sistematicamente e regolarmente le merci in transito (cpv. 5); nondimeno, gli organi di controllo, se scoprono merci presentanti manifestamente un pericolo per la salute, in particolare nei depositi doganali, hanno la competenza di contestarle.

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Sezione 3: Provvedimenti Articolo 27 Merci contestate Questa disposizione riveste una grande importanza per la procedura applicabile al controllo delle derrate alimentari, in quanto costituisce il fondamento legale che consente agli organi competenti in materia di adottare provvedimenti. Se la mercé non soddisfa le esigenze legali, in altri termini se vien contestata (cfr.

art. 26), l'organo di controllo deve prendere una decisione (cpv. 1). Al riguardo è essenzialmente determinante il criterio della messa in pericolo della salute, anche se è pure importante l'aspetto dell'inganno. I provvedimenti previsti devono essere proporzionati; esistono tre possibilità: a. Se può essere ovviato alla lacuna, l'organo di controllo stabilisce come onere la correzione del vizio oppure le condizioni quadro che la garantiscono. Può, ad esempio, ordinare il riassesto dell'etichettatura, la rimozione della causa dell'inganno, il ritiro di merci incommestibili da un assortimento, la trasformazione del vino scadente in aceto, la vendita di carne avente odori particolari soltanto alla condizione che tale difetto venga indicato espressamente.

b. Se non può essere rimediato al vizio constatato, la mercé non può più essere utilizzata, come era stato previsto, come derrata alimentare o oggetto d'uso. Gli organi di controllo invitano il detentore della mercé ad eliminarla, ossia ad utilizzarla fuori del settore delle derrate alimentari oppure a destinarla al reciclaggio dei rifiuti organici o altri. In pratica, l'eliminazione da parte dell'interessato dovrebbe costituire il caso normale.

e. Se la mercé rappresenta un rischio particolare o se si deve temere che il detentore non rispetterà le istruzioni degli organi di controllo, l'autorità competente confisca la mercé, in altri termini, la espropria. Gli organi di controllo provvedono direttamente, in tale caso, affinchè la mercé venga ritirata dal commercio ed eliminata o utilizzata in modo inoffensivo. Questa pratica è particolarmente opportuna qualora trattisi di merci contenenti una forte dose di microorganismi patogeni.

Secondo il capoverso 2, gli organi di controllo non solo devono occuparsi della mercé contestata, ma devono parimenti badare affinchè essa non presenti più difetti in avvenire (art. 28 cpv. 1). In base all'informazione, gli organi di controllo possono, se necessario, invitare quelli competenti per l'azienda ad adottare provvedimenti atti ad eliminare le lacune accertate. Poiché attualmente numerose merci sono fabbricate in grandi serie, queste misure profilattiche possono consentire di evitare, pure nell'interesse del fabbricante, future contestazioni dei prodotti finiti.

Il superamento di un valore limite (cfr. art. 8) ha di principio come conseguenza l'obbligo di ritirare la mercé dal commercio, in base ad una decisione secondo l'articolo 27 e, se del caso, 29. Possono altresì risultare necessari altri provvedimenti, ad esempio l'avvertimento al pubblico secondo l'articolo 43.

Ove una mercé superi il valore di tolleranza (cpv. 4), deve essere dapprima chiarito se i valori accertati si situano a un livello al quale è presumibile un pericolo per la salute. In questo caso, è opportuno procedere secondo i principi ap52 Foglio federale. 72° anno. Voi. I

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plicabili quando un valore limite è superato. Altrimenti, gli organi di controllo devono, nei limiti del loro potere d'apprezzamento, adottare misure proporzionate, adeguate al caso particolare (ad es., una corrispondente indicazione sugli imballaggi), per evitare che il consumatore venga ingannato e la sua salute messa in pericolo.-Secondo le circostanze, la mercé può ulteriormente rimanere in commercio senza limitazioni. In quanto il superamento di un valore di tolleranza costituisca un indicatore da cui presumere che le condizioni di fabbricazione o di commercializzazione non sono ottimali, risulterà opportuno, di regola, invitare la persona interessata a chiarire le cause delle lacune accertate, chiedere pertinenti informazioni ed esigere l'eliminazione di questi difetti, giusta l'articolo 28 capoverso 1. Il valore di tolleranza costituisce manifestamente una restrizione legale imperativa, percui la persona in causa deve, dopo una contestazione, adoperarsi per rimuovere le lacune accertate nella produzione futura. Se lo omette, dovrà presumere che gli organi di controllo, all'atto di successive contestazioni, confischino la mercé od esigano che venga eliminata.

Gli organi di controllo al confine doganale e al confine politico (agenti delle dogane, veterinari di confine) possono ordinare provvedimenti giusta i capoversi 1 a 4, come anche respingere le merci oppure consegnarle, per indagine e decisione definitiva, al controllo cantonale competente delle derrate alimentari (cpv. 5). Con queste competenze allargate, è stata pertanto soddisfatta la domanda fondamentale espressa nella mozione Tschumi (cfr. n. 15). Infatti, finora possono essere respinte soltanto le merci i cui difetti sono manifestamente visibili; il disegno prevede invece che possono essere respinte tutte le merci presentanti un pericolo per la salute (l'olio d'oliva, le cozze provenienti dalla Spagna e il vino austriaco costituiscono gli esempi più recenti).

È indicato respingere la mercé quando essa non soddisfa le nostre prescrizioni, il difetto non può essere eliminato e il prodotto presenta, anche se non manifestamente, un pericolo per la salute. Vengono quindi applicati gli stessi crateri come per il controllo dell'esportazione (cfr. art. 26 cpv. 4). Grazie alle loro conoscenze professionali, i servizi dei veterinari di confine sono di regola in grado di procedere direttamente a controlli, all'atto dello sdoganamento di carne e di prodotti carnei, di ordinare analisi e di adottare le decisioni che si impongono.

Dal canto loro, gli organi doganali trasmettono, di regola secondo l'articolo 31 capoverso 3, senza contestazione, le altre derrate alimentari al controllo cantonale competente, per complemento di inchiesta e decisione, nella misura in cui, per la valutazione della mercé, siano necessarie analisi di laboratorio o conoscenze professionali particolari. La trattenuta al confine di grandi quantità di merci, sino a compimento delle indagini richieste per la decisione, potrebbe infatti provocare serie difficoltà. La procedura applicabile alle carni e ai prodotti carnei è attualmente disciplinata minutamente nell'ordinanza del 20 aprile 198859) concernente l'importazione, il transito e l'esportazione di animali e prodotti animali.

Articolo 28 Altre contestazioni Nel caso di locali, impianti e veicoli, procedimenti di fabbricazione e terre agricole, i provvedimenti ordinati dagli organi di controllo perseguono il ripristino di una situazione conforme alle prescrizioni (cpv. 1). Gli organi di controllo 790

delle derrate alimentari possono intervenire soltanto ove trattisi di difetti aventi un rapporto diretto con la produzione e il commercio. Se il vizio consiste, ad esempio, in un sovraccarico di metalli pesanti nel suolo, provocato dal traffico o da un impianto di incenerimento dei rifiuti, gli organi di controllo delle derrate alimentari possono ovviamente solo vietare l'utilizzazione del suolo. Gli altri provvedimenti alla fonte dovrebbero essere presi dalle autorità competenti in materia di protezione dell'ambiente.

Un divieto dello sfruttamento del suolo è pure opportuno se il suo stato origina un pericolo per la salute e se un miglioramento può essere attuato soltanto con misure di risanamento radicali (cpv. 2). Secondo l'urgenza e l'importanza del pericolo, il divieto d'utilizzazione o di macellazione può essere deciso immediatamente (cfr. cpv. 3) o avere effetto soltanto alla scadenza di un termine determinato entro il quale i provvedimenti ordinati non sono stati tempestivamente presi.

Secondo il capoverso 3, l'autorità può parimente ordinare la chiusura di tutta l'azienda se le condizioni di quest'ultima presentano un pericolo diretto e importante per la salute pubblica, tenuto conto che tale provvedimento può essere preso anche nei confronti di aziende agricole. Infatti, se, ad esempio all'atto di una macellazione, si accerta la presenza di residui di sostanze vietate, in particolare di medicamenti, all'azienda da cui provengono gli animali può essere vietato di fornire altri capi per la macellazione, oppure gli animali possono essere sequestrati, conformemente all'articolo 29 capoverso 2. Poiché quest'ultimo intervento costituisce un'ingerenza nei diritti dell'interessato, la possibilità di avvalersene è stata espressamente prevista nella legge e quindi non semplicemente affidata al libero apprezzamento degli organi di controllo.

Articolo 29 Misure provvisionali Qualsiasi provvedimento ordinato dagli organi di controllo procede dalla contestazione giusta l'articolo 26. La mercé contestata viene sequestrata (cpv. 1), qualora occorra privare il detentore del suo diritto di disporne onde proteggere il consumatore dall'inganno e dal pericolo che le merci presentano per la salute.

Il sequestro è una misura provvisionale immediata che consente di ritirare dal commercio la mercé contestata nei termini più brevi. Affinchè il provvedimento assuma immediatamente forza obbligatoria, ad un eventuale ricorso contro la decisione di sequestro deve essere tolto l'effetto sospensivo. Il sequestro deve essere disposto soltanto nei casi in cui siano necessarie altre indagini prima di prendere una decisione definitiva giusta gli articoli 27 o 28. Se però non sussiste alcun dubbio riguardo ai provvedimenti adottabili, gli organi di controllo possono prendere direttamente, quindi senza procedere al sequestro, una decisione fondata su detti articoli.

Il sequestro, costituendo un provvedimento provvisionale immediato, deve essere autorizzato anche in caso di sospetto (cpv. 2), soprattutto allorché il complemento d'indagine esige un determinato periodo.

La messa al sicuro secondo il capoverso 3 non costituisce in pratica la regola, in quanto la mercé rimane quasi sempre presso il detentore. La decisione di sequestro esercita i suoi effetti quale restrizione della facoltà di disporre. Per 791

tanto, chiunque non l'osservasse, verrebbe punito per sottrazione di cose requisite o sequestrate giusta l'articolo 289 del Codice penale. La messa al sicuro di una mercé è opportuna qualora l'autorità abbia motivi per presumere che l'interessato potrebbe disattendere la decisione e occorra premunirsi contro un rischio particolare.

In generale, le derrate alimentari sono facilmente deperibili e non possono essere conservate per un lungo periodo, cosicché un sequestro potrebbe provocare la perdita di tutta la mercé. Gli organi di controllo devono conseguentemente provvedere, se del caso (cpv. 4), in modo che la mercé venga utilizzata sotto sorveglianza ufficiale, stabilendo i corrispondenti oneri, oppure, se ciò non fosse possibile, ordinare l'eliminazione immediata per risparmiare all'interessato inutili spese di immagazzinamento.

Articolo 30 Denuncia e ammonimento Se una situazione di fatto costituisce l'oggetto di una contestazione (art. 26), è simultaneamente data, in numerosi casi, un'infrazione contro la legge sulle derrate alimentari. Gli organi di controllo non devono però denunciare tutti i casi di minore importanza aventi costituito l'oggetto di una contestazione, in quanto ad essi incombe, soprattutto attraverso i mezzi del diritto amministrativo, di ripristinare una situazione-conforme alle prescrizioni. I Cantoni, allo scopo di creare una prassi uniforme al riguardo, devono, secondo il capoverso I, designare una autorità esecutiva che denuncia le infrazioni all'autorità del procedimento penale o all'Amministrazione delle dogane. Nei casi particolarmente esigui, essa può rinunciare alla denuncia del responsabile (cpv. 2), tenuto però conto che tale possibilità si limita alle infrazioni delle prescrizioni disciplinanti le derrate alimentari. Alla persona in causa può essere impartito un ammonimento che commina la denuncia in caso di recidiva. Le spese di controllo e d'inchiesta, in rapporto con una contestazione, possono però essere addossate alla persona in causa, anche se non vi è stata denuncia e non è stata pronunciata alcuna pena (cfr. art. 45 cpv. 1 lett. f).

Capitolo 4: Esecuzione Sezione 1: Confederazione Articolo 31 Importazione, transito ed esportazione Conformemente al fondamento costituzionale, gli organi della Confederazione sono competenti per l'esecuzione in connessione con l'importazione, il transito e l'esportazione (cpv. 1). L'esecuzione comprende il controllo delle derrate alimentari al confine doganale, come anche, secondo il diritto vigente, il rilascio dei permessi d'importazione di carne e di prodotti carnei. Il confine doganale è identico al confine politico, più le enclavi doganali del Principato del Liechtenstein, di Büsingen e di Campione, ma senza quella di Samnaun. Al nostro Collegio compete, nel quadro della legge sull'organizzazione dell'amministrazione 60', di disciplinare l'esecuzione. Come finora, l'esecuzione al confine doganale, per quanto concerne le carni e i prodotti carnei, incombe al servizio del veterinario di confine 61' e, per il resto, all'Amministrazione delle dogane, che 792

è espressamente designata nel disegno di legge in quanto svolge un compito esecutivo esulante dal contesto (fiscale) della legge sulle dogane. Nel caso di controllo al confine, trattasi di accertare che le merci importate soddisfino alle esigenze della legislazione svizzera sulle derrate alimentari. Nel caso d'esportazione, trattasi invece di evitare che siano inviate all'estero derrate presentanti manifestamente un pericolo per la salute e di accertare che siano osservate le esigenze del Paese di destinazione (cfr. art. 26 cpv. 4).

Il mandato previsto nel capoverso 2 consente di colmare una lacuna: infatti, i medicamenti possono attualmente essere importati senza controllo specifico al confine, in quanto il controllo all'interno del Paese incombe ai Cantoni; quest'ultimi hanno istituito all'uopo, in base ad una convenzione intercantonale sul controllo dei medicamenti 62', l'Ufficio intercantonale per il controllo dei medicamenti (UICM). L'istituzione di un controllo federale al confine consente di soddisfare il desiderio espresso in diversi interventi parlamentari (cfr. n. 15), come anche dalla Commissione della gestione del Consiglio nazionale 63' ed è uno strumento idoneo per frenare l'impiego incontrollato di medicamenti veterinari nell'ingrasso degli animali. L'articolo 69bls della Costituzione federale autorizza la Confederazione a disciplinare ed eseguire il controllo dei medicamenti veterinari al confine, nella misura in cui sia giustificato da motivi inerenti alla polizia delle derrate alimentari. Non vengono quindi controllati alla frontiera soltanto i medicamenti destinati alla medicina umana; infatti i prodotti immunobiologici sono già controllati dalla Confederazione in virtù della legge sulle epidemie64' e della legge sulle epizoozie 65'.

Questo controllo ci consentirà una migliore visione generale su la natura e la quantità dei medicamenti veterinari importati. Per altro, poiché le pertinenti informazioni potranno essere trasmesse ai Cantoni, dovrebbe risultare più facile sorvegliare l'itinerario dei medicamenti veterinari in Svizzera sino all'ultimo utilizzatore.

Il controllo delle derrate alimentari al confine, che è svolto per prove a caso, è più intenso per le carni ed i prodotti carnei, che per le altre derrate alimentari ed oggetti d'uso, in quanto per i primi - per motivi essenzialmente di polizia delle epizoozie - ogni invio deve essere sottoposto all'esame del veterinario di confine. Gli organi di controllo federali (agenti doganali e veterinari di confine) possono prendere gli stessi provvedimenti degli organi di controllo cantonali: gli articoli 23, 24 e 26 a 30 sono pertanto applicabili anche ad essi. Gli organi doganali non dispongono però dei mezzi necessari per procedere ad inchieste più approfondite, cosicché, se un prodotto appare loro sospetto, lo trasmettono, secondo la prassi attuale, all'organo di controllo cantonale competente per indagini più dettagliate. Quest'ultimo decide definitivamente se il prodotto è conforme alla legislazione sulle derrate alimentari e se può essere autorizzato in Svizzera. Il capoverso 3 istituisce il fondamento legale per il mantenimento di questa prassi. La decisione del controllo cantonale delle derrate alimentari è formalmente una decisione cantonale, anche se concerne merci importate, e può, se del caso, essere impugnata secondo il diritto cantonale (cfr. art. 53 e 54). In caso di infrazioni, il procedimento penale spetta ai Cantoni (cfr. art.

51).

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Articolo 32 Divieto di importare La norma proposta deve consentire al dipartimento competente, in situazioni eccezionali, di vietare rapidamente e, in generale, temporaneamente le importazioni di determinate categorie di merci da singoli Paesi o di merci di determinati fabbricanti, allorché è noto che esse presentano un pericolo per la salute.

Rammentiamo al riguardo l'olio d'oliva spagnolo avvelenato, il vino austriaco contenente glycol o le cozze contenenti sassitossine.

Articolo 33 Ricerca e formazione Le autorità federali devono essere in grado, in base a studi propri e all'esame dei lavori scientifici in materia, di preparare 66' la legislazione, in particolare il diritto regolamentare, in conoscenza di causa e di sorvegliare l'esecuzione nei Cantoni (cfr. art. 35). Al riguardo, l'Ufficio federale della sanità pubblica e l'Ufficio federale di veterinaria dispongono, fra l'altro, di laboratori specializzati (lett. a). Anche l'Ufficio federale dell'agricoltura si avvale di laboratori specializzati per l'analisi e l'ammissione delle materie ausiliarie dell'agricoltura (cfr. art. 60, n. 3).

Per procurarsi una visione generale sulle condizioni in tutto il Paese (lett, b), gli Uffici federali possono direttamente prelevare campioni ed analizzarli, ma anche affidare questo compito ai Cantoni e fondarsi sui dati che essi forniscono. Grazie a queste indagini (monitoring, screening), possono essere tempestivamente puntualizzati i problemi, attuati i provvedimenti necessari e conseguentemente focalizzati i punti sui quali va posto l'accento nel controllo delle derrate alimentari.

Una rilevante importanza è conferita alla buona formazione degli organi di controllo. La Confederazione non pagherà sussidi al riguardo, ma aiuterà i Cantoni mettendo a loro disposizione i propri specialisti (leu. e), percui non si limita all'imposizione delle esigenze di cui all'articolo 41.

Articolo 34 Esecuzione nell'esercito Per quanto concerne le esigenze cui devono soddisfare le derrate alimentari e i contatti con esse, la legge che vi presentiamo è integralmente applicabile pure nel settore dell'esercito. Presentemente, quest'ultimo fa confezionare su vasta scala derrate alimentari, che poi immagazzina, assicurando così la sussistenza per 13 milioni di giorni di servizio all'anno. È pertanto logico che il campo d'applicazione del diritto materiale sulle derrate alimentari sia allargato anche all'esercito e che nel settore militare sia svolto un controllo degli alimenti equivalente a quello del settore civile. Sarebbe infatti incomprensibile che la salute del cittadino, per quanto concerne il consumo di derrate alimentari, debba essere meno protetta quando compie una prestazione di servizio per la collettività che nella vita civile, tanto più che, durante tale servizio, non dispone quasi mai della possibilità di scegliere autonomamente gli alimenti che consuma.

Poiché, secondo l'articolo 69bis Cost., l'esecuzione della legge sulle derrate alimentari all'interno del Paese incombe ai Cantoni, anche l'esercito è sottoposto di principio al controllo di questi ultimi. L'articolo 20 capoverso 1 Cost. (la legislazione sull'esercito è di competenza della Confederazione) conferisce tutta794

via al legislatore la possibilità di emanare disciplinamenti speciali, tenendo però conto del principio, ancorato alle due suindicate disposizioni costituzionali, secondo cui l'esecuzione da parte della Confederazione è auspicabile soltanto nei casi in cui non è opportuna l'attuazione da parte dei Cantoni 67'. L'esercito dispone di ufficiali veterinari e di veterinari formati appropriatamente, ma non di chimici bromatologi, né di laboratori corrispondentemente equipaggiati.

Conseguentemente, ove si optasse per una esecuzione interna dell'esercito, la sua organizzazione dovrebbe essere considerevolmente rafforzata; è dunque più opportuno, per il controllo degli impianti fissi, in particolare delle cucine nelle caserme, nelle opere protette e nei Comuni, utilizzate dall'esercito, come anche dei magazzini per la sussistenza, che sia fatto capo agli specialisti dei Cantoni e ai laboratori cantonali.

Poiché nel settore militare devono essere rispettati anche gli imperativi della tutela del segreto, il nostro Collegio dovrà disciplinare in modo più dettagliato la questione dell'impiego e della competenza degli organi di controllo. In questo contesto dovranno tra l'altro essere osservate le disposizioni della legge federale del 23 giugno 1950 concernente la protezione delle opere militari 68). È previsto di assumere come specialisti soltanto i chimici cantonali e gli ispettori cantonali delle derrate alimentari, il cui intervento però, in campagna o durante manovre militari, si urterebbe talvolta a grandi difficoltà pratiche. In queste situazioni, continuerà pertanto ad essere applicato l'autocontrollo dell'esercito e gli ufficiali veterinari continueranno a controllare le carni macellate dalla truppa.

I funzionari cui fanno capo i Cantoni per svolgere questa attività esercitano formalmente una funzione di organo federale, cosicché le contestazioni in tale settore dell'esercito devono essere considerate come atti emananti dall'autorità federale e, come le eventuali istruzioni, essere trasmesse di regola ai comandanti di truppa o di piazza d'armi competenti. Il nostro Collegio dovrà disciplinare la procedura applicabile alle contestazioni e le sanzioni, in modo da conciliare gli imperativi di un buon andamento del servizio e del controllo delle derrate alimentari.

Articolo 35 Sorveglianza e coordinamento La legislazione sulle derrate alimentari incombe unicamente alla Confederazione. I Cantoni sono invece costituzionalmente tenuti ad eseguire il diritto federale all'interno del Paese. Il capoverso 1 si ispira all'articolo 102 numeri 2 e 13 Cost., secondo il quale il nostro Collegio deve provvedere affinchè le leggi e i decreti della Confederazione siano osservati dai Cantoni, sottoposti alla sua sorveglianza, e i compiti affidati alle amministrazioni cantonali siano debitamente adempiuti. Il nostro Collegio può demandare questa competenza e incaricare della sorveglianza i dipartimenti e gli uffici federali69), tenuto conto che l'oggetto della vigilanza è di principio il Cantone, rappresentato dal suo governo. Nella sfera d'attività demandata, ad esempio in materia di diritto sulle derrate alimentari, è nondimeno ammissibile che le autorità di sorveglianza federali (in particolare l'Ufficio federale della sanità pubblica e l'Ufficio federale di veterinaria) si rivolgano direttamente alle autorità cantonali competenti (chimici cantonali, veterinari cantonali)70'.

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La Confederazione può esercitare la propria sorveglianza utilizzando gli strumenti seguenti 71': - istruzioni e direttive di obbligatorietà generale (circolari); - contestazioni concrete di casi particolari; - ispezioni da parte di agenti della Confederazione; - comunicazioni obbligatorie per gli organi cantonali d'esecuzione.

La legge sulle derrate alimentari non prevede, come ulteriore mezzo di sorveglianza, l'approvazione delle disposizioni esecutive cantonali (cfr. art. 39), che i Cantoni sono però tenuti a comunicare alle autorità federali.

Oggetto della sorveglianza è l'attività dei Cantoni in materia esecutiva e non, ad esempio, il comportamento del singolo in quanto subordinato alla legge sulle derrate alimentari. Il capoverso 2 pone l'accento sull'attività delle autorità federali in materia di sorveglianza. L'esecuzione uniforme assume un'importanza particolare nel contesto della legislazione sulle derrate alimentari, in quanto la Svizzera costituisce presentemente uno spazio vitale ed economico uniforme nel quale numerosi prodotti sono fabbricati in un luogo per essere successivamente distribuiti ed offerti in tutto il Paese. In queste condizioni, non potrebbero essere tollerati provvedimenti diversi nel quadro di un federalismo esecutivo. Le autorità federali devono quindi precipuamente adoperarsi per garantire un'esecuzione rispettosa del principio dell'eguaglianza di trattamento e quanto possibile uniforme, avvalendosi al riguardo dei mezzi previsti nel capoverso 3. Tra i compiti in materia, va soprattutto menzionato il coordinamento dell'attività dei laboratori cantonali, compresa la possibilità di porre l'accento su determinate indagini, in modo da utilizzare ottimalmente le capacità esistenti e di garantire una valutazione uniforme.

In questi ultimi anni, l'informazione su avvenimenti particolari ha sempre sollevato problemi, soprattutto quando le opinioni delle autorità sono divergenti.

L'ufficio federale competente (di regola, l'Ufficio federale della sanità pubblica) dovrà d'ora in poi non centralizzare l'informazione, ma operare in stretta collaborazione con i Cantoni ed accordarsi con essi per stabilire chi fornisce le informazioni, come devono essere comunicate e cosa devono concernere. In altri termini, occorrerebbe evitare che le informazioni dei Cantoni e della Confederazione siano contraddittorie. Del rimanente, la sovranità cantonale in materia di informazione rimane tutelata.

Il capoverso 3 elenca esplicitamente le competenze più importanti delle autorità federali per l'assunzione dei loro compiti in materia di sorveglianza, onde evitare dubbi e discussioni circa la loro facoltà di prendere determinati provvedimenti. La conoscenza di quanto i Cantoni intraprendono (dovere di informazione) è il presupposto essenziale per l'avvio di adeguati provvedimenti di coordinazione (lett. a).

Tra i provvedimenti previsti nella lettera b, che le autorità federali possono prescrivere ai Cantoni, occorre segnatamente menzionare le analisi di laboratorio, determinate secondo un programma nazionale di campionatura, oppure il mandato di procedere a controlli finalizzati. Di fronte a nuove situazioni problematiche, come quella degli ormoni nella carne oppure della listeriosi del formaggio, le autorità federali dovranno d'ora in poi poter prescrivere misure esecu796

tive quali il sequestro di determinati prodotti (lett. e). In altri termini, il potere di apprezzamento delle autorità cantonali (cfr. art. 27) per ordinare provvedimenti in situazioni eccezionali può essere ampiamente limitato. Questa possibilità di intervento delle autorità federali è però indispensabile ove si considerino le esperienze piuttosto negative acquisite nell'affrontare situazioni di emergenza; tuttavia, pure in questi casi, l'esecuzione incombe ai Cantoni quando adottano provvedimenti rispetto a privati. Al dipartimento sono infatti conferite ampie facoltà soltanto per quanto concerne la coordinazione tra i Cantoni.

Gli esperimenti collettivi (cpv. 4) consentono di verificare l'esattezza del lavoro svolto dai laboratori. Si procede nel modo seguente: i campioni standardizzati da un laboratorio centrale sono distribuiti agli altri laboratori per analisi ed i risultati sono successivamente valutati e comparati in modo centralizzato. Le differenze, quando sono sensibili, possono essere dovute al metodo utilizzato, ma anche al grado di esattezza dei lavori di laboratorio. Le conoscenze così ottenute consentono di stabilire coralmente un metodo di analisi preciso. L'esattezza è estremamente importante per un'esecuzione uniforme, in particolare quando il nostro Collegio prescrive determinati metodi di analisi, secondo l'articolo 21 capoverso 3, poiché, in tale caso, la stessa mercé viene di regola analizzata nei diversi laboratori cantonali.

Articolo 36 Disposizioni esecutive del Consiglio federale La legge stabilisce nelle pertinenti disposizioni le attribuzioni che il nostro Collegio può esercitare in via d'ordinanza. Trattasi al riguardo di ordinanze che fungono da leggi, ossia di atti completanti la legge, la quale non sarebbe dunque applicabile ove mancasse il corrispondente diritto regolamentare. Secondo la prassi generale, il nostro Collegio non abbisogna di una competenza particolare per emanare pure e semplici ordinanze esecutive che interpretano, ad esempio nel quadro di un atto legislativo generale, taluni concetti giuridici non precisati nella legge; infatti esso potrebbe concretare questi concetti attraverso istruzioni generali e direttive agli organi esecutivi.

Poiché il nostro Collegio è tenuto ad emanare, parallelamente alle ordinanze sostitutive di testi legislativi, anche ordinanze esecutive nel senso stretto del termine, abbiamo rinunciato ad elencare esaustivamente le singole competenze regolamentari.

Il nostro Collegio o, in caso di delega di competenza, il dipartimento interessato disciplinerà in particolare i settori seguenti: a. esigenze cui devono soddisfare singoli alimenti ed i contatti con essi (art.

6, 8 e 11) in particolare: - i prodotti di base (art. 5); - i procedimenti di fabbricazione (art. 7); - l'igiene (art. 14); - i locali, gli impianti ed i veicoli (art. 14 cpv. 1 lett. e e d); - la protezione dagli inganni, la denominazione specifica, la designazione e l'obbligo di informare (art. 6 e 17 a 20); b. esigenze cui devono soddisfare i generi voluttuari (art. 6, 8 e 11), in particolare: 797

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la precisazione del divieto dell'assenzio (art. 9); i prodotti di base (art. 5); i procedimenti di fabbricazione (art. 7); le restrizioni della pubblicità (art. 13); l'igiene (art. 14); i locali, gli impianti, ed i veicoli (art. 14 cpv. 1 lett. e e d); la protezione dagli inganni, la denominazione specifica, la designazione e l'obbligo di informare (art. 6 e 7 a 20); e. macellazione e ispezione delle carni (art. 14, 15, 16 e 25), in particolare: - le esigenze cui devono soddisfare gli animali (art. 5); - i procedimenti di fabbricazione (art. 7); - l'igiene (art. 14); - le esigenze cui devono soddisfare i locali e gli impianti (art. 14 cpv. 1 lett. e e d); - la procedura d'esame (art. 25); - la pesatura degli animali macellati (art. 46); d. esigenze cui devono soddisfare gli oggetti d'uso sottoposti alla presente legge (art. 4, n. 5 e art. 12); e. questioni procedurali in materia di controllo delle derrate alimentari, in particolare: - la campionatura (art. 23); - i doveri del fabbricante e del commerciante (art. 24); - l'obbligo d'informazione incombente ai Cantoni (art. 35); - il coordinamento dei provvedimenti esecutivi (art. 35); - il controllo delle derrate alimentari nell'esercito (art. 34); - la procedura di autorizzazione e di approvazione (art. 6 e 16); - il contenuto del Manuale delle derrate alimentari (art. 21); - la composizione e i compiti della Commissione federale dell'alimentazione (art. 38); f. esigenze cui devono soddisfare gli organi di controllo (art. 41); g. importazione, transito e esportazione di derrate alimentari e di medicamenti veterinari, come anche il loro controllo (art. 4 e 27 a 32); h. emolumenti (art. 45).

Il vigente articolo 54 della legge sulle derrate alimentari conferisce al nostro Collegio una vasta competenza, generale e globale, per emanare disposizioni esecutive; per contro, il presente disegno, essendo conforme alle nuove direttive in materia di legislazione, enumera le singole competenze dell'Esecutivo. Di principio, va rilevato che le vigenti ordinanze del nostro Collegio rimarranno provvisoriamente applicabili, per cui l'attuale diritto regolamentare non diventerà illegale al momento in cui la nuova legge entrerà in vigore. Risulterà tuttavia necessario emanare talune nuove ordinanze, adeguarne altre alla nuova legge e ristrutturare sistematicamente l'insieme del settore regolamentare onde diminuire il numero dei testi (cfr. n. 122).

Importanti settori del diritto disciplinante le derrate alimentari (additivi, sostanze estranee e componenti, condizioni igieniche ed esigenze microbiologiche) sono già regolate con ordinanze del Dipartimento federale dell'interno. L'ordi798

namento a questo livello deve essere mantenuto. Un importante innovazione è soprattutto costituita dal fatto che d'ora in poi le ordinanze potranno essere emanate soltanto dal nostro Collegio o dal dipartimento competente. Il capoverso 2 contiene la base legale necessaria per demandare la competenza di emanare disposizioni esecutive.

Articolo 37 Collaborazione internazionale In tutto il mondo, e noi ne facciamo ovviamente parte, vengono prodotte derrate alimentari e oggetti d'uso e ovunque ci si preoccupa della protezione della salute pubblica. Poiché in tutti gli Stati si pongono gli stessi problemi fondamentali (protezione delle persone), si potrebbe presumere che le esigenze ed i provvedimenti siano ovunque pressapoco uguali. È invece vero il contrario. Nel settore del diritto sulle derrate alimentari, sussiste pertanto, a livello mondiale, il bisogno di armonizzare le prescrizioni, in particolare a cagione degli scambi commerciali internazionali dei prodotti sottoposti a questa legislazione (cpv. 1).

Anche la Svizzera dovrebbe tener conto delle raccomandazioni delle organizzazioni internazionali e dovrebbe derogarvi soltanto se lo esigono motivi incontestabilmente giustificati da principi d'igiene pubblica. La considerazione delle relazioni economiche esterne, in particolare nell'ottica dell'attuazione del grande mercato interno della CE nel 1992, ci impone ineluttabilmente l'armonizzazione delle nostre prescrizioni, sempreché tali adeguamenti non pregiudichino la protezione della salute della nostra popolazione. Il disegno di legge non contiene disposizioni incompatibili con il diritto internazionale e conferisce al nostro Collegio un ampio margine di manovra permettendogli, nei limiti delle sue competenze in materia di diritto regolamentare, di tener conto del diritto vigente e del diritto futuro, in particolare in seno alla CEE.

Il capoverso 2 dispensa il nostro Collegio dalla procedura usuale, secondo cui le norme raccomandate dalle organizzazioni internazionali devono essere adottate contenutisticamente e codificate nel diritto svizzero. Poiché trattasi sovente di disciplinamenti di natura prettamente tecnica, possiamo procedere a un corrispondente riferimento in un'ordinanza, ciò che ci consentirà di escludere determinati settori o di disciplinarli diversamente, ma anche di abrogare il diritto regolamentare se le norme internazionali vengono modificate in modo inconciliabile con i nostri concetti. Per agevolare gli scambi internazionali, possono essere pure riconosciuti gli uffici esteri di controllo delle derrate alimentari, come anche accertamenti di fatti rilevanti per l'importazione. In siffatti casi, può essere rinunciato allo svolgimento di controlli in Svizzera.

Nella procedura ordinaria, i trattati internazionali sono negoziati e firmati dal nostro Collegio o dalla rappresentanza da esso all'uopo autorizzata, poi ratificati dai vostri Consigli (art. 85 n. 5 Cost.). È riservato il referendum in materia di trattati internazionali giusta l'articolo 89 numeri 3 a 5 della Costituzione. Il capoverso 3 ci consente di concludere trattati internazionali secondo una procedura semplificata 72', senza la vostra approvazione; tale procedura, seguita da numerosi anni, è ammessa nella misura in cui trattasi di problemi il cui disciplinamento, all'interno dei nostri confini, compete esclusivamente, come nel presente caso, al nostro Collegio.

Secondo il capoverso 4, i servizi federali devono adoperarsi per collaborare con 799

le istituzioni nazionali e internazionali incaricate di questioni giuridiche nell'ambito delle derrate alimentari. Tale norma si riferisce in particolare al Codex alimentarius, ossia il programma sulle derrate alimentari attuato congiuntamente dall'OMS 73) e dalla FAO 74'.

Articolo 38 Commissione dell'alimentazione L'attuale Commissione dell'alimentazione, istituita dal nostro Collegio in virtù della competenza generale conferitagli dall'articolo 104 Cost., procede dalla Commissione federale per l'alimentazione in caso di guerra. Questa commissione, costituente l'anello di collegamento tra amministrazione, consumatori, produttori, distributori e ambienti scientifici, esercita una funzione indispensabile (cpv. 1), percui le è conferito uno statuto ufficiale garantito per legge e un mandato esplicitamente definito. Secondo le direttive 75' applicate dal nostro Collegio per l'istituzione di commissioni, la Commissione dell'alimentazione sarà composta di 25 membri al massimo, che dovrebbero rappresentare tutti gli ambienti interessati.

La commissione dovrà soprattutto occuparsi di questioni generali concernenti l'alimentazione (cpv. 2) e non del controllo delle derrate. Al nostro Collegio, essa dovrà fornire ragguagli essenziali, atti ad influire sulla legislazione in materia, nonché informazioni su problemi d'alimentazione (cpv. 3) nel settore della responsabilità propria del consumatore (cfr. n. 161). Trattasi di un settore nel quale l'influsso delle prescrizioni statali è minimo.

Sezione 2: Cantoni Articolo 39 Prescrizioni cantonali Le disposizioni fondamentali del diritto sulle derrate alimentari sono emanate esclusivamente dalla Confederazione, tenuto conto che i Cantoni devono elaborare le disposizioni organizzative necessarie all'applicazione di questo diritto. Vi appartengono segnatamente le disposizioni concernenti l'autorità competente in materia di chiusura di aziende (art. 28 cpv. 3), la denuncia e l'ammonimento (art. 30), la procedura ricorsuale (art. 54), l'avvertimento al pubblico (art. 43) e l'assegnazione dei compiti (art. 40).

Rinunciamo all'approvazione dei decreti cantonali d'esecuzione da parte della Confederazione, in sintonia con il principio secondo cui questo settore deve costituire l'oggetto di un ridisciplinamento nel quadro della nuova ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni 76', mediante una modificazione della legge sulla procedura amministrativa 77'. Alle autorità federali, affinchè siano in grado di svolgere la loro funzione di sorveglianza ed abbiano conoscenza del diritto cantonale vigente, devono però essere comunicati tutti gli atti legislativi.

Articolo 40 Controllo delle derrate alimentari II capoverso 1 è conforme all'ordinamento delle competenze stabilito nell'articolo 69bis della Costituzione federale. L'esecuzione comprende tutte le attività amministrative che implica la legge sulle derrate alimentari, in particolare le 800

procedure di autorizzazione e il controllo delle derrate alimentari propriamente detto. Quest'ultimo comprende, come compito esecutivo principale, il controllo, per prove a caso, della conformità delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso alle esigenze legali (cfr. art. 21 a 30 e 53 a 57), come anche la disposizione ed, eventualmente, l'esecuzione dei provvedimenti intesi a ripristinare una situazione conforme alle prescrizioni legali.

Il capoverso 2, in connessione con i capoversi 4 e 5, fissa nelle linee fondamentali le strutture esecutive nei Cantoni. Una profonda analisi dei problemi, svolta nel corso della preparazione finale del disegno di legge e dell'elaborazione del messaggio, ha mostrato che l'intento originario 78', consistente nel conferimento ai Cantoni di una vasta libertà organizzativa, non può essere realizzato. Le singole organizzazioni cantonali, ora sostanzialmente divergenti, renderebbero infatti illusoria l'uniformazione dell'esecuzione e il rafforzamento della funzione direttiva dell'autorità federale. L'uniformazione dei compiti esecutivi, il coordinamento delle attività cantonali e il superamento di situazioni eccezionali sono attuabili soltanto a condizione che l'esecuzione venga organizzata in tutti i Cantoni secondo lo stesso modello. Per questo motivo la legge prevede il seguente concetto d'organizzazione: - a livello superiore, le funzioni direttive sono esercitate dal chimico cantonale e dal veterinario cantonale; - a livello intermedio (livello cantonale), sono gli ispettori che, quali coadiuvatori del capo, assumono il controllo pratico delle derrate alimentari e sorvegliano l'attività dei controllori dei Comuni; - al fronte, ossia a livello dei Comuni e delle imprese, i controllori svolgono il controllo delle derrate alimentari nelle aziende, nei macelli, nei depositi, nei punti di vendita ecc.

Secondo il capoverso 3, i Cantoni delimitano funzionalmente l'attività degli organi di controllo onde evitare doppioni e lacune nell'esecuzione. Al riguardo sono vincolati alla delimitazione delle competenze, indicata nel capoverso 5, tra il chimico cantonale e il veterinario cantonale. Nell'elenco degli obblighi, oltre alla definizione generica del campo d'attività, sono descritti i compiti di ogni organo di controllo. In seguito alle nuove competenze conferite ai Cantoni, dovrà essere abrogata l'ordinanza del 29 gennaio 1909 determinante le competenze tecniche degli ispettori delle derrate alimentari e dei periti locali 79'.

Può essere opportuno, in particolare per il controllo delle derrate alimentari nel settore della produzione agricola, ricorrere ad altre autorità esecutive già esistenti. Ad esempio, ai veterinari ufficiali che assumono soprattutto compiti di polizia delle epizoozie potrebbero essere affidate anche mansioni di polizia delle derrate alimentari. Altri settori specializzati sono il controllo dell'acqua potabile e il controllo dei funghi.

Il chimico cantonale è responsabile del controllo delle derrate alimentari (cpv.

4), nella misura in cui non ne sia competente, in virtù della presente legge e delle disposizioni esplicite del Cantone giusta il capoverso 5, il veterinario cantonale. È pertanto istituito un sistema di competenze chiaro e coerente. Il chimico cantonale, che non è soprattutto capo di laboratorio, ma capo del controllo cantonale delle derrate alimentari, assume la responsabilità per un im801

piego razionale e coordinato degli specialisti subordinatigli, che operano all'esterno (ispettori delle derrate alimentari) e nel laboratorio. I controllori delle derrate alimentari gli sono subordinati anche quando sono nominati e retribuiti dai Comuni.

Il veterinario cantonale (cpv. 5) è responsabile della polizia delle epizoozie 80' e, nella maggior parte dei Cantoni, anche dell'esecuzione della legge sulla protezione degli animali. Conseguentemente, poiché già assume un ampio compito nell'allevamento del bestiame, è opportuno affidargli, come d'altronde già lo prevede il diritto vigente, la direzione del controllo delle derrate alimentari nel settore dell'allevamento e della macellazione. Un Cantone, se però non trovasse, per il posto di veterinario cantonale, un candidato che adempie simultaneamente i requisiti posti dalla legislazione sulle derrate alimentari e dalla legislazione sulle epizoozie, dovrebbe avere la possibilità di nominare, se del caso congiuntamente con altri Cantoni, un altro veterinario idoneo, oltre al veterinario cantonale competente per la lotta contro le epizoozie e la protezione degli animali. Secondo la struttura organizzativa prevista nella legge sulle derrate alimentari (cfr. cpv.

2), nel settore di competenza del Cantone ricade pure la designazione degli ispettori cantonali (delle carni), a livello intermedio. Per la maggior parte dei Cantoni trattasi di una innovazione. Secondo il disegno, i controllori delle carni assumono i compiti svolti dagli attuali ispettori delle carni all'atto della macellazione (cfr. art. 25). Per il controllo delle carni, può però anche essere fatto capo agli ispettori, i quali devono possedere una formazione veterinaria. Nei grandi macelli, un ispettore delle carni deve essere assunto a titolo permanente.

Nella fase di controllo tra la fine della macellazione e la vendita, i Cantoni devono disciplinare direttamente le competenze secondo i loro bisogni e le loro possibilità locali e organizzative. Al riguardo, trattasi precipuamente di impiegare razionalmente gli organi di controllo, ossia di evitare doppioni o lacune, nel controllare gli stabilimenti di produzione, i depositi e i punti di vendita conosciuti nel Cantone. Sarebbe ad esempio inadeguato un ordinamento che dichiara simultaneamente il chimico cantonale e il veterinario cantonale competenti per settori di una determinata azienda. Sarebbe in effetti più opportuno affidare al veterinario cantonale il controllo del trattamento delle carni e del loro deposito in un macello e al chimico cantonale, il controllo della trasformazione della carne e dell'imballaggio, in un punto di vendita approvvigionato da un grande distributore.

I laboratori cantonali attuali e futuri (cpv. 6) devono essere in grado di analizzare ogni campione prelevato all'atto del controllo delle derrate alimentari. Poiché nel campo delle competenze ricade parimenti la produzione agricola, le analisi devono poter essere estese a questo settore (analisi del sangue e dell'urina degli animali, materie ausiliarie dell'agricoltura, eventualmente campioni del suolo ecc.). Per utilizzare ottimalmente le capacità disponibili in Svizzera in materia di personale e di apparecchi specializzati, risulterà indispensabile, con il concorso della Confederazione (cfr. art. 35), coordinare le attività dei laboratori istituendo baricentri, ossia concentrando le attività identiche in un unico laboratorio. Per quanto concerne i piccoli Cantoni, sembra opportuno che essi continuino ad esercitare, come finora, un laboratorio comune di dimensioni tali da consentire l'assunzione di un numero sufficiente di specialisti dei diversi rami.

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Anche se non lo stabilisce imperativamente, il disegno di legge procede dal principio secondo cui i controllori delle derrate alimentari e i controllori delle carni sono nominati dai Comuni (cpv. 7). Nondimeno, nei limiti del margine di manovra disponibile in materia di organizzazione, il Cantone può decidere che i controllori siano nominati dal Comune, da un gruppo di Comuni o da un distretto. Sussiste pertanto la possibilità di designare maggiormente controllori a tempo pieno che, secondo la quantità di lavoro, potrebbero operare in più aziende. Deve essere optato per un tipo di organizzazione, in cui gli organi di controllo possono esercitare la loro attività quanto possibile a tempo pieno, soprattutto per evitare conflitti di interesse e problemi di supplenza, che sorgono inevitabilmente quando le persone assunte esercitano le loro funzioni in attività accessoria o a tempo parziale. L'elenco dei doveri dei controllori deve precisare quali competenze possono essere esercitate autonomamente e delimitare il loro campo d'attività rispetto a quello degli ispettori, che i Cantoni possono però incaricare dei controlli.

Artìcolo 41 Formazione e perfezionamento Giusta il capoverso 1, il nostro Collegio stabilisce le esigenze specifiche, ossia i presupposti per la nomina degli organi di controllo (art. 40 cpv. 2) e prescrive gli esami corrispondenti. Per la funzione di chimico cantonale, non entrano in considerazione soltanto gli specialisti beneficianti di una formazione di base di chimico. Infatti, anche altri diplomi universitari aventi rapporto con il diritto applicabile alle derrate alimentari (biochimica, microbiologia, scienze naturali, ingegneria bromatologica, veterinaria o farmaceutica) danno diritto alla formazione e all'esame professionale superiore. Le ordinanze vigenti 81) saranno contenutisticamente rivedute, adeguate e completate in modo da corrispondere alle nuove strutture organizzative. È previsto di compendiarle in un'unica ordinanza disciplinante la formazione, che stabilirà parimente le esigenze poste agli organi di controllo, presentemente fissate nell'ordinanza federale concernente l'ispezione delle carni.

Secondo il capoverso 2, la formazione e il perfezionamento sono compiti esecutivi dei Cantoni. Una parte della formazione e del perfezionamento dei quadri è impartita nelle università e la parte rimanente, in corsi speciali organizzati nei laboratori e nei macelli. Al riguardo, i Cantoni possono ricorrere al personale specializzato della Confederazione (cfr. art. 33).

Sezione 3: Prescrizioni esecutive speciali Articolo 42 Obbligo del segreto Questo articolo dispone chiaramente che l'obbligo di mantenere il segreto nell'esecuzione della presente legge non è imposto unicamente ai funzionari o ad altri organi esecutivi subordinati ad un rapporto d'impiego di diritto pubblico, ma anche alle persone esercitanti funzioni esecutive affidate per mandato, a titolo ausiliàrio o in modo analogo, in particolare dunque agli organi di controllo operanti a titolo accessorio.

L'obbligo del segreto assume importanza anche per quanto concerne le perizie 803

ed i lavori di analisi eseguiti da specialisti appartenenti al settore privato. Nel caso di violazione dell'obbligo del segreto in connessione con l'applicazione della legge sulle derrate alimentari, tutte queste persone sono passibili della pena prevista nell'articolo 320 CPS. Il disegno di legge è però silente per quanto concerne il contenuto reale dell'obbligo di mantenere il segreto, in quanto esso è definito, per gli agenti della Confederazione, nell'articolo 27 della legge del 30 giugno 192782) dell'ordinamento dei funzionari e, per i funzionari cantonali e comunali, nelle pertinenti disposizioni del diritto cantonale.

Tutti questi disciplinamenti sono a loro volta assai concisi e consentono, in ogni caso particolare, un'ampia libertà d'apprezzamento di quanto deve essere oggettivamente qualificato di segreto. L'autorità competente, quando aggiudica mandati, prende decisioni inerenti a missioni affidate agli organi di controllo o decisioni analoghe, deve provvedere, nei limiti delle basi legali su cui si fonda, a concretizzare, in forma di condizioni contrattuali o di istruzioni, l'obbligo di mantenere il segreto.

Articolo 43 Avvertimento al pubblico Gli organi di controllo, in adempimento dell'obbligo del segreto cui sottostanno (art. 42), non sono di principio autorizzati a fornire a terzi, ossia a persone non partecipi alla procedura, informazioni sugli accertamenti fatti e sui provvedimenti ordinati nel quadro delle loro attività (cfr. art. 22 e 25 a 30).

Nondimeno, come l'esperienza insegna, talune decisioni e misure prese dagli organi di controllo possono avere una portata di livello nazionale, nel cui caso l'informazione non può essere omessa invocando l'obbligo del segreto d'ufficio. In siffatte situazioni, alle autorità esecutive incombe di decidere, tenuto conto di tutte le circostanze, a quale momento l'interesse generale dell'informazione pubblica è poziore all'interesse privato dei produttori, degli importatori e dei distributori al loro anonimato (cfr. art. 10).

È inoltre possibile che, in determinati casi, gli organi di controllo scoprano derrate alimentari pericolose per la salute quando già sono state acquistate da un gran numero di consumatori. In questa situazione, la popolazione deve essere informata giusta il capoverso 1 ed avvertita prima del consumo delle derrate alimentari di cui si tratta. Gli organi di controllo non devono dunque limitarsi a ritirare dal mercato la mercé ancora disponibile nei depositi e nei negozi.

L'obbligo di informare il pubblico presuppone che il problema non possa più essere risolto con una informazione individuale e che sia indispensabile un'informazione generale.

Prima di avvertire il pubblico o simultaneamente con l'avvertimento, l'organo di controllo competente decide, nella procedura usuale di cui agli articoli 26 a 29, riguardo ai provvedimenti adottabili rispetto ai fabbricanti, importatori, distributori e venditori interessati. In situazioni straordinarie, le autorità federali possono, se necessario, ordinare, giusta l'articolo 35 capoverso 3, determinate misure nei confronti dei Cantoni.

Per evitare informazioni contraddittorie e per assicurare l'applicazione di una procedura uniforme, l'informazione della popolazione, quando il problema tocca più di un Cantone (cpv. 2), incombe alle autorità federali. A tal fine, gli organi cantonali di controllo devono informare immediatamente le autorità fe804

derali affinchè l'ampiezza del problema possa essere valutata congiuntamente con esse e queste ultime possano assumere la responsabilità generale e ordinare provvedimenti coordinati (cfr. art. 35).

La pubblicazione dei nomi dei prodotti, dei fabbricanti e dei distributori può costituire, in determinate circostanze, la causa di gravi perdite economiche. È dunque indispensabile mettersi previamente in contatto con gli interessati (cpv.

3), affinchè essi possano far valere i propri diritti, contribuire alla soluzione del problema grazie alla loro esperienza e adeguarsi alla situazione.

Capitolo 5: Finanziamento Articolo 44 Ripartizione dei compiti Sino alla fine del 198583), la Confederazione era tenuta, in virtù del previgente articolo 69bis della Costituzione, a sostenere finanziariamente i Cantoni nell'applicazione della legge sulle derrate alimentari. Questo obbligo costituzionale è divenuto caduco in virtù della nuova ripartizione dei compiti. L'articolo 44 tiene conto della nuova circostanza ed obbliga la Confederazione ed i Cantoni, nel rispettivo settore di competenza, ad assumere le spese cagionate dai compiti loro affidati, nella misura in cui esse non possano essere coperte dagli emolumenti (cfr. art. 45). La Confederazione rimborsa indi ai Cantoni le spese per la valutazione definitiva delle merci importate, secondo gli articoli 27 capoverso 5 e 31 capoverso 3.

Articolo 45 Emolumenti II controllo delle derrate alimentari è un compito che lo Stato adempie al servizio della popolazione ed è di principio finanziato con gli introiti fiscali ordinari. Dato che i controlli sono svolti per prove a caso e non con la stessa frequenza e intensità per tutte le persone interessate, l'addossamento diretto delle spese provocherebbe inequivocamente manifeste ineguaglianze di trattamento.

Conformemente a questo principio fondamentale, gli emolumenti possono essere riscossi soltanto per prestazioni particolari dello Stato, cagionate dall'obbligato (cpv. 1).

11 controllo delle carni è un controllo speciale di ogni animale macellato per la produzione carnea e provoca costi considerevoli, percui la riscossione di emolumenti non cagiona ineguaglianze di trattamento delle persone che fanno macellare gli animali. Considerati gli oneri del controllo e tenuto conto che la maggioranza delle macellazioni è concentrata su un numero ristretto di aziende, è dunque opportuno addossare le spese del controllo, come finora, a chi ne è la causa (lett. a). Nel caso contrario, i Comuni dovrebbero addossarsi oneri ineguali varianti in funzione della presenza o dell'assenza di un macello importante sul loro territorio. Non viene per contro più riscosso un emolumento per l'ispezione delle carni al luogo di destinazione, conformemente alla legge vigente.

Le autorizzazioni e le approvazioni servono per l'attuazione di progetti individuali, che devono costituire l'oggetto di un esame speciale da parte delle autorità, cosicché le spese risultanti vanno pure addossate a chi ne è la causa (lett.

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b). Tra le autorizzazioni implicanti la riscossione di un emolumento secondo il diritto vigente, vanno menzionati i permessi di importazione di carne e di prodotti carnei 84'.

Soltanto una parte del controllo dell'importazione avviene per prove a caso; infatti, ad esempio, le carni ed i prodotti carnei importati sono indistintamente sottoposti, salvo rare eccezioni, all'esame del veterinario di confine 85). I controlli dell'esportazione devono invece sovente essere svolti a domanda dell'esportatore, cui preme che la mercé risponda alle condizioni di importazione vigenti nel Paese di destinazione. Le spese di questo controllo speciale 86) dovrebbero essere addossate anche in avvenire a chi ne è la causa (lett. e), mentre dovrebbero di principio rimanere gratuiti i controlli dell'importazione, effettuati con prove a caso.

Secondo le lettere d ed e, anche le spese straordinarie possono generalmente essere addossate a chi le ha causate.

La possibilità di addossare le spese dei controlli seguiti da contestazione a chi le ha causate, secondo il principio «chi rompe paga» (lett. O» è strettamente vincolata al concetto del controllo per prove a caso e all'obbligo del controllo autonomo conformemente all'articolo 22. Non deve essere in effetti offerto nessun incentivo che induca ad abbandonare il controllo autonomo per fare affidamento al controllo gratuito svolto dagli organi ufficiali.

Il capoverso 2, in connessione con il capoverso 1, istituisce il principio secondo cui il controllo usuale delle derrate alimentari è finanziato con i fondi pubblici.

Gli sforzi intesi ad uniformare per quanto possibile il controllo delle derrate alimentari devono estendersi anche alla riscossione degli emolumenti. Infatti, se gli emolumenti riscossi nelle diverse regioni del nostro Paese per attività statali identiche non corrispondono ovunque allo stesso importo, possono nascere distorsioni concorrenziali. Il disegno prevede quindi di applicare, in materia di emolumenti, una tariffa uniforme (cpv. 3). Le differenze locali che eventualmente possono manifestarsi devono essere attenuate mediante opportuni quadri tariffali.

Capitolo 6: Pesatura degli animali macellati Articolo 46 Peso di macellazione La pesatura degli animali macellati rientra, dal profilo giuridico, nel diritto sui contratti di vendita del Codice delle obbligazioni, a sua volta fondato sull'articolo 64 Cost. Le pertinenti prescrizioni sono parimente connesse con la legge sulle derrate alimentari, che disciplina, tra altro, anche la macellazione. Sussiste però il bisogno di un disciplinamento di obbligatorietà generale che tuteli la lealtà per quanto concerne la pesatura degli animali macellati, poiché le parti contraenti, ossia l'acquirente e il venditore dell'animale, sono sovente assenti al momento della pesatura. Le vigenti disposizioni sulla pesatura degli animali macellati dell'ordinanza federale sul controllo delle carni 87' si fondano su una base legale discutibile. In virtù dell'articolo 64 Cost., al nostro Collegio viene invece conferita una competenza indiscussa.

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Capitolo 7: Disposizioni penali e protezione giuridica Sezione 1: Disposizioni penali In generale Quanto alle fattispecie legali di reato che entrano in considerazione nel diritto sulle derrate alimentari è lecito chiedersi se esse devono essere disciplinate nella legge stessa con disposizioni di diritto penale accessorio oppure dal Codice penale. Il diritto penale accessorio è segnatamente caratterizzato in quanto l'atto cui è comminata una pena non è di per sé punibile, ma unicamente in connessione con obblighi e divieti del diritto amministrativo, ossia, nel presente caso, in rapporto con quelli stabiliti nella legge sulle derrate alimentari. Da questa angolatura, la produzione e la distribuzione di alimenti implicanti un pericolo per la salute e di generi voluttuari costituenti direttamente un pericolo per la salute dovrebbero figurare nel Codice penale come delitti generali contro la sanità pubblica. Il Codice penale prevede già altre fattispecie di reato, ad esempio l'inquinamento di acque potabili (art. 234), come anche la fabbricazione e il commercio di foraggi nocivi (art. 235 e 236). Per contro, quelle previste nel settore della produzione e della distribuzione d'oggetti d'uso presentanti un pericolo per la salute e di bevande a base di assenzio ricadono piuttosto nell'ambito del diritto penale accessorio.

Una nuova ripartizione delle disposizioni penali in due leggi complicherebbe inutilmente l'applicazione del diritto, percui è opportuno rinunciare ad una pertinente modificazione del Codice penale.

La repressione dei delitti in materia d'inganno è invece interamente affidata al Codice penale. Tutte le fattispecie punibili in questo settore sono infatti già definite negli articoli 153 (contraffazione di merci), 154 (commercio di merci contraffatte) e 155 (importazione e deposito di merci falsificate). È pertanto superfluo prevedere una pertinente norma speciale nella legge sulle derrate alimentari.

Articolo 47 Reati È comminata una pena giusta il capoverso 1 lettera a, a chiunque fabbrica, tratta, deposita, trasporta o distribuisce alimenti in modo tale che, nel caso di impiego usuale, possano mettere in pericolo la salute. Non è dunque necessario che la messa in pericolo di determinate persone sia concretamente realizzata.

La fattispecie è descritta in concordanza con gli articoli 2 e 11 capoverso 1 e risulta pertanto già adempiuta qualora gli alimenti in causa siano tali, per la loro stessa natura, da mettere in pericolo la salute nel caso di impiego usuale.

Al riguardo è tenuto conto del fatto che numerosi alimenti possono implicare un rischio per la salute se sono consumati in quantità eccessiva.

Non è comminata una pena a chiunque (ineccepibilmente) deposita o trasporta alimenti presentanti un pericolo per la salute, se non conosce o non dovrebbe conoscerne le proprietà. La fattispecie è invece adempiuta allorché le proprietà presentanti un pericolo per la salute sono state originate o aggravate dal deposito e dal trasporto.

La lettera b definisce, analogamente alla lettera a, la fattispecie riguardante 807

i generi voluttuari. Poiché diversi generi voluttuari (le bevande alcoliche e gli articoli da tabacco) possono, a cagione delle loro proprietà naturali, mettere in pericolo la salute indirettamente e a lungo termine, la fattispecie si limita alla messa in pericolo diretta (ad es. mediante componenti o sostanze estranee non ammesse). Anche la sua descrizione concorda dunque con il disposto dell'articolo 11 capoverso 2.

La disposizione penale della lettera e si riferisce solo agli oggetti d'uso cui si applica la legge (cfr. art. 3 n. 5). La messa in pericolo della salute assume rilevanza dal profilo del diritto penale unicamente se si manifesta nel caso d'impiego usuale o presunto di questi oggetti (cfr. art. 12). È infatti presumibile che i prodotti cosmetici non vengono mangiati, ma invece che i bambini possono anche prendere i giocattoli in bocca. Conseguentemente, la verniciatura di giocattoli costituirebbe un reato se la vernice, con l'azione della saliva, liberasse sostanze presentanti un pericolo per la salute.

La lettera d reprime, come finora, la violazione del divieto dell'assenzio, ancorato alla Costituzione federale, precisando che sono punibili l'aiuto alla vendita e l'acquisto a scopo di vendita. Viene pertanto sostituita la disposizione penale prevista nella legge federale del 24 giugno 191088) sul divieto dell'assenzio.

Commette un reato secondo la lettera e chiunque importa o esporta mercé che presenta un pericolo per la salute, e che ha, ad esempio, potuto acquistare a condizioni particolarmente favorevoli a causa di un difetto (mercé di scarto o lotti in rimanenza).

La natura e l'ampiezza delle pene comminate corrispondono a quelle previste in altri settori del diritto per delitti astratti comparabili in materia di messa in pericolo (detenzione sino a tre anni o multa sino a 40 000 franchi). Per contro, se la messa in pericolo di persone è concreta, o se essa provoca persino un danno alla salute, sono applicabili le disposizioni del Codice penale sui reati contro la vita e l'integrità della persona, in particolare su l'omicidio colposo (art. 117) e l'omicidio (art. 111). Ad esempio, in caso d'adempimento della fattispecie della lesione corporale o dell'omicidio colposo, trattasi, non soltanto del bene giuridico qui protetto, ossia la salute pubblica, ma anche del bene giuridico costituito dall'integrità del singolo. Nel caso d'adempimento simultaneo della fattispecie di cui all'articolo 47 e dei reati contro la vita e l'integrità della persona secondo il Codice penale, la concomitanza è effettiva.

Una tale situazione provocherebbe un aggravamento della pena secondo l'articolo 68 CP.

Il capoverso 2 prevede un aumento della pena fino a 5 anni di detenzione se l'autore ha agito per professione o a scopo di lucro. Questo disciplinamento corrisponde agli ordinamenti usuali in altri rami del diritto. Se vi è scopo di lucro, il giudice non è vincolato al massimo della multa (40 000 franchi), stabilito nell'articolo 48 numero 1 del Codice penale.

Poiché le infrazioni nel campo del diritto applicabile alle derrate alimentari possono provocare gravi conseguenze e dacché è considerevole l'interesse pubblico che nessuna derrata alimentare presentante un pericolo per la salute sia immessa nel commercio, il capoverso 3 commina una pena anche all'autore che ha agito per negligenza.

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Articolo 48 Contravvenzioni Sono contravvenzioni, secondo l'elenco di cui al capoverso 1, le fattispecie costituenti una violazione degli obblighi e dei divieti legali più importanti, che saranno minutamente disciplinati nelle odinanze fondate sulla legge. Le fattispecie si riferiscono ai seguenti articoli della legge: a: articolo 14; b: articolo 7; e: articolo 31 capoverso 1; d: articolo 31 capoverso 2; e: articolo 15; f: articoli 23 e 24; g: articolo 4 (principio della contravvenzione); h: articoli 17 capoverso 3, 18 e 19; i: articolo 22 capoverso 3; k: articolo 20; 1: articolo 13; m: articolo 46.

Secondo la dottrina e la giurisprudenza prevalenti nel settore del diritto penale sulle contravvenzioni, sono ammissibili comminatorie cosiddette «in bianco», con una descrizione relativamente aperta della fattispecie o anzi un rinvio al diritto regolamentare. Il capoverso 1 determina tassativamente in quali settori del diritto regolamentare l'inosservanza è repressa. Non sono pertanto punite come contravvenzioni tutte le violazioni di disposizioni di un'ordinanza, ma unicamente quelle che rivestono importanza per quanto concerne l'applicazione del diritto materiale disciplinante le derrate alimentari. La multa massima è stabilita a 20 000 franchi ossia il quadruplo dell'importo normalmente fissato per le contravvenzioni nell'articolo 106 CP.

Secondo il capoverso 2, anche il tentativo e la complicità sono punibili.

Come già abbiamo rilevato, sussiste un enorme interesse pubblico a che non venga immessa nel commercio alcuna derrata alimentare pericolosa per la salute. Va per altro osservato che al riguardo trattasi frequentemente di delitti commessi da gruppi di persone (nelle aziende e nel commercio). Poiché l'articolo 104 capoverso 1 CP stabilisce che il tentativo e la complicità, nelle contravvenzioni, sono puniti soltanto nei casi espressamente previsti dalla legge, la loro punibilità dev'essere esplicitamente stabilita.

Il capoverso 3 consente una certa flessibilità nell'applicazione. La pratica ha in effetti mostrato, in particolare nel settore degli atti commessi per negligenza, che la fattispecie è sovente integralmente adempiuta, ma che il grado di illegalità risultante è esiguo, tenuto conto delle conseguenze materiali insignificanti che ha provocato. In siffati casi, l'avvio di un procedimento penale sarebbe pertanto sproporzionato. Alludiamo, ad esempio, a lievi scostamenti dalla composizione prescritta per derrate alimentari, ad etichette insufficienti e ad altre situazioni analoghe. Tali casi vengono liquidati amministrativamente (cfr.

art. 30 cpv. 2) e gli organi di controllo possono desistere da una denuncia. Allo stesso modo, l'autorità del procedimento penale potrà rinunciare al perseguimento e il giudice prescindere da ogni pena.

Articolo 49 Prescrizione Nel settore delle fattispecie il cui adempimento costituisce una contravvenzione, occorre sovente procedere ad inchieste dispendiose per chiarire i fatti (analisi di laboratorio e simili). Devono pertanto essere prolungati i brevi termini di prescrizione (1 e 2 anni), previsti nell'articolo 109 CP, per l'azione penale e la pena in materia di contravvenzioni alla legge sulle derrate alimentari.

Nel caso contrario, si incorrerebbe nel rischio che l'istruzione penale non sia ancora sufficientemente progredita per poter prendere tempestivamente una 809

decisione e che il procedimento debba così essere sospeso a cagione della prescrizione. Con l'aumento dei termini di prescrizione, vien parimente operato un adeguamento ai termini stabiliti nell'articolo 11 della legge federale del 22 marzo 197489) sul diritto penale amministrativo (DPA); si evita cosi che, nel perseguimento di reati da parte delle autorità federali giusta il DPA, vigano termini di prescrizione diversi da quelli applicabili nel caso di perseguimento da parte di autorità cantonali.

Articolo 50 Infrazioni commesse nell'azienda, falsità in documenti Secondo l'articolo 1 della legge federale del 22 marzo 197489) sul diritto penale amministrativo (DPA), quest'ultimo si applica direttamente soltanto nei casi in cui il procedimento e il giudizio per un'infrazione sono demandati a un'autorità amministrativa della Confederazione. Derogando alla parte generale del Codice penale svizzero normalmente applicabile, il diritto penale amministrativo prevede, negli articoli 6 e 7, un disciplinamento speciale per le infrazioni commesse nell'azienda, da mandatari e simili.

L'articolo 6 DPA agevola l'intervento diretto sugli organi di direzione. «Il padrone d'azienda, il datore di lavoro, il mandante o la persona rappresentata che, intenzionalmente o per negligenza, in violazione di un obbligo giuridico, omette di impedire un'infrazione del subordinato, mandatario o rappresentante ovvero di paralizzarne gli effetti, soggiace alle disposizioni penali che valgono per l'autore che agisce intenzionalmente o per negligenza». Secondo l'articolo 7 DPA, le persone giuridiche, le società in nome collettivo o in accomandita, o le ditte individuali sono limitatamente punibili: «Se la multa applicabile non supera i 5000 franchi e se la determinazione delle persone punibili secondo l'articolo 6 esige provvedimenti di inchiesta sproporzionati all'entità della pena, si può prescindere da un procedimento contro dette persone e, in loro vece, condannare al pagamento della multa la persona giuridica, la società in nome collettivo o in accomandita o la ditta individuale».

Occorre procedere dall'idea secondo cui una parte prevalente degli atti cui è comminata una pena sono commessi nel quadro di una attività svolta per il conto di aziende commerciali. È pertanto giustificato conferire le possibilità offerte dagli articoli 6 e 7 DPA anche alle autorità cantonali del procedimento penale.

L'articolo 15 del diritto penale amministrativo (falsità in documenti; conseguimento fraudolento di una falsa attestazione) è una fattispecie speciale rispetto alla falsità in documenti di cui all'articolo 251 CP, in quanto ha un rapporto preciso con la legislazione amministrativa federale. Infatti, esso è di principio applicabile soltanto nella misura in cui l'Amministrazione delle dogane è competente per il procedimento ed il giudizio. L'articolo 15 DPA viene quindi dichiarato formalmente applicabile affinchè la stessa infrazione, commessa nel quadro del diritto cantonale in materia di derrate alimentari e giudicata dall'autorità cantonale competente, possa essere punita secondo la medesima base. La comminatoria è più clemente di quella prevista nell'articolo 251 CP, essendo la pena massima della detenzione, ma la fattispecie è più vasta, in quanto ingloba parimenti l'inganno dell'amministrazione.

810

Se l'articolo 15 DPA non fosse applicabile anche alle autorità penali cantonali, la falsità in documenti, commessa ad esempio in connessione con l'importazione, risulterebbe sottoposta ad una comminatoria diversa, a seconda dell'autorità competente per il procedimento e il giudizio. Infatti, i delitti in materia di importazione di derrate alimentari e di oggetti d'uso sono perseguiti e giudicati dalle autorità federali, secondo il diritto penale amministrativo, se sono accertati al confine, e dalle autorità penali cantonali, secondo le disposizioni procedurali cantonali, se sono scoperti soltanto all'interno del Paese. Nondimeno, nel caso di carni e di prodotti carnei è competente soltanto l'Amministrazione delle dogane.

Articolo 51 Procedimento penale II capoverso 1 stabilisce inequivocamente che il procedimento penale dei delitti definiti nella legge sulle derrate alimentari e nel Codice penale svizzero incombe di principio ai Cantoni, in virtù delle loro competenze esecutive di diritto amministrativo (cfr. art. 40 cpv. 1). Poiché la Confederazione assume la sorveglianza, l'ufficio federale competente al riguardo può, secondo il capoverso 1, obbligare i Cantoni ad avviare una procedimento penale e a provvedere all'istruzione. Questa competenza federale, che procede dall'articolo 258 della legge federale del 15 giugno 193490' sulla procedura penale, spetta all'Ufficio federale della sanità pubblica e, nella misura in cui siano toccati i settori dell'ingrasso di animali, della macellazione e dell'ispezione delle carni, all'Ufficio federale di veterinaria.

Se l'esecuzione compete agli organi della Confederazione, l'Amministrazione delle dogane è l'unico ente autorizzato al perseguimento e al giudizio delle infrazioni (cpv. 2), cui vi provvede per il tramite del suo servizio d'istruzione decentralizzato e della sua divisione centrale degli affari penali. Secondo il diritto penale vigente, la competenza per giudicare le infrazioni concernenti le carni ed i prodotti carnei spetta all'Ufficio federale di veterinaria, tenuto però conto che l'istruttoria, nella maggior parte dei casi, viene svolta dall'Amministrazione delle dogane. Nell'interesse delle persone in causa e per rispettare gli imperativi dell'economia procedurale, il disegno di legge prevede di affidare il procedimento penale ad un unico ufficio federale, anche nei casi in cui un solo atto costituisce un'infrazione a più leggi (cfr. cpv. 3). È pertanto derogato al principio del diritto penale amministrativo secondo cui ogni amministrazione partecipante al procedimento giudica direttamente l'infrazione ed emana autonomamente un decreto penale 91'. Per questo motivo, il diritto vigente prevede, ad esempio in materia di contrabbando di carne, un decreto penale dell'Amministrazione delle dogane, per infrazione alla legge sulle dogane, e un decreto penale dell'Ufficio federale di veterinaria, per infrazione alla legge sulle derrate alimentari e alla legge sulle epizoozie. Questo parallelismo verrà soppresso con un corrispondente adeguamento delle competenze in materia di procedimento penale, previste nella legge sulla protezione degli animali e nella legge sulle epizoozie (cfr. art. 60 n. l e 2). In tal senso un'analoga competenza è già stata istituita nella legge sulla caccia 92' ed è stata proposta nella legge sulla pesca93'. Nel caso di importazione, di transito e d'esportazione illegali di carne e di prodotti carnei, sussiste quasi sempre il concorso di diverse fattispe811

eie. È pertanto giustificato dichiarare competente l'Amministrazione delle dogane, tanto più che essa, nella maggior parte dei casi, procede comunque all'inchiesta per simultanea infrazione alla legge sulle dogane. Il nuovo ordinamento delle competenze implica, come finora, una stretta collaborazione interna tra gli uffici federali interessati.

La nuova formulazione vuoi istituire un ordinamento delle competenze intelligibile e applicabile genericamente, che tenga conto della diversità dei presupposti per l'importazione delle derrate alimentari. Infatti, secondo il diritto vigente, per le carni ed i prodotti carnei, è necessario un permesso di importazione ed un controllo da parte dei veterinari di confine 94', mentre le altre derrate alimentari e gli oggetti d'uso possono essere importati senza tale restrizione. Va inoltre rilevato che le carni ed i prodotti carnei sono indistintamente controllati, all'importazione, dai servizi del veterinario di confine. Per contro, gli organi doganali controllano le altre derrate alimentari e gli oggetti d'uso soltanto con prove a caso, tenuto conto che il vero controllo degli alimenti, eseguito dagli organi cantonali, avviene soltanto all'interno del Paese.

Conseguentemente, l'Amministrazione delle dogane è competente per perseguire e giudicare tutte le infrazioni connesse con l'importazione, il transito e l'esportazione di carni e di prodotti carnei, sia se l'infrazione è stata scoperta al confine, sia se essa è stata accertata successivamente all'interno del Paese.

Per converso, le infrazioni connesse con l'importazione, il transito e l'esportazione delle altre derrate alimentari e degli oggetti d'uso, che sono state accertate soltanto all'atto del controllo all'interno del Paese (cfr. art. 27 cpv. 5 e 31 cpv. 3), ricadono nell'ambito di competenza dei Cantoni. L'Amministrazione delle dogane persegue e giudica infatti soltanto i pochi casi in cui sono state constatate infrazioni manifeste al confine e le merci non sono state ammesse all'importazione da parte degli organi doganali.

Il capoverso 3 tratta dei rapporti tra le norme penali che entrano in considerazione. Ove mancasse questo disposto sul concorso di infrazioni, occorrerebbe di principio pronunciare una multa separata per ogni infrazione (principio del cumulo secondo il diritto penale amministrativo 95', ciò che però non è auspicabile. L'Amministrazione delle dogane deve piuttosto, nella misura in cui non sia competente per giudicare le infrazioni in concorso, notificare un unico decreto penale consistente in una sola multa globale. Questa soluzione è già stata scelta per la legge sulla caccia, in previsione della nuova legge sulle derrate alimentari. Allo scopo di risolvere il problema dei concorsi d'infrazioni in tutti i casi prevedibili, una disposizione analoga deve essere prevista nella legge sulla protezione degli animali, nella legge sulle epizoozie e nella legge sulla pesca (cfr. art. 60 n. l e 2).

Nel capoverso 4 è stabilito che le autorità esecutive dei Cantoni hanno, nell'adempimento dei loro compiti, la qualità di funzionari della polizia giudiziaria, percui sono facoltati a prendere tutti i provvedimenti d'istruzione che la polizia giudiziaria può adottare, giusta la legislazione cantonale. Agli organi esecutivi della Confederazione, a loro volta, sono conferite le competenze risultanti dall'articolo 20 DPA.

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Articolo 52 Spese processuali L'ordinamento applica il principio secondo cui la persona condannata deve sopportare le spese processuali secondo l'ordinamento cantonale e gli articoli 64 e 70 DPA. Al condannato sono addossate anche tutte le spese del procedimento d'istruzione. Trattasi di una deroga, come nel caso della contestazione (cfr. art.

45 cpv. 1 lett. f)> al principio della gratuità del controllo delle derrate alimentari.

Sezione 2: Protezione giuridica Articolo 53 Procedura d'opposizione L'opposizione è un rimedio giuridico 96' mediante il quale una decisione può essere impugnata dinanzi all'autorità che l'ha presa, la quale è tenuta a riesaminarla e a prendere una nuova decisione. Poiché l'opposizione non è istituita genericamente nelle leggi sulla procedura amministrativa della Confederazione e dei Cantoni, la presente legge sulle derrate alimentari deve prevederla formalmente.

Nel settore delle derrate alimentari, trattasi sovente di accertamenti e di misure prettamente tecniche, che possono essere riesaminati soltanto da specialisti. È quindi opportuno, sia nell'interesse della persona in causa, sia nell'interesse dell'economia procedurale, che l'autorità decisionale abbia l'occasione di riesaminare la propria decisione, ad esempio procedendo a nuove analisi di laboratorio. È presumibile che in questo modo potranno essere eliminate molte ambi.guità e che saranno evitate procedure ricorsuali. Con l'opposizione può essere rapidamente proposto un nuovo esame, ciò che è particolarmente importante nel caso in cui l'oggetto dell'analisi si trasforma celermente. Va inoltre rilevato che l'opposizione rende superflua l'attuale possibilità della superperizia. Contro le decisioni di un veterinario di confine, può essere presentata un'opposizione entro due giorni all'Ufficio federale di veterinaria già secondo la legislazione vigente (cinque in avvenire). L'ufficio verifica il formulario di decisione del veterinario di confine e modifica o conferma la decisione di quest'ultimo, in forma di decisione motivata.

L'opposizione è ammissibile soltanto contro le decisioni concernenti provvedimenti (art. 27 a 29) e la decisione su opposizione, a sua volta, può essere impugnata con ricorso dinanzi all'autorità superiore. Del rimanente, le decisioni sono direttamente ricorribili giusta gli articoli 54 o 55.

Articolo 54 Procedura ricorsuale cantonale L'esecuzione della presente legge all'interno del Paese è essenzialmente affidata ai Cantoni, cosicché la procedura è retta dal diritto amministrativo cantonale, nella misura in cui la legge sulle derrate alimentari non vi deroghi esplicitamente (cfr. art. 26 a 30). Ne segue che la procedura d'opposizione e di ricorso (cpv. 1) in questo settore è pure disciplinata secondo il diritto cantonale. La maggior parte delle attuali leggi cantonali di procedura amministrativa riprendono prevalentemente i principi procedurali della legge federale in materia (PA). La restrizione «nei limiti della presente legge» concerne soprattutto la contestazione formale (art. 26) e i termini (art. 56).

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Il capoverso 2 obbliga i Cantoni ad istituire almeno una autorità di ricorso con pieno potere cognitivo, in quanto abbiamo rinunciato a recepire dalla legge attuale la superperizia in caso di vertenze sull'accertamento dei fatti. L'istituto del ricorso presenta il vantaggio di poter sottoporre a riesame, nel quadro di una procedura collaudata, non soltanto questioni inerenti all'apprezzamento dei fatti dal profilo scientifico, ma anche l'insieme degli atti di controllo e dei provvedimenti dell'autorità. L'autorità di ricorso potrà negare una seconda analisi chiesta dal ricorrente soltanto nel caso in cui potrà giustificare che siffatta misura non contribuirà affatto per risolvere la vertenza.

Articolo 55 Procedura federale In quanto l'esecuzione della legge sulle derrate alimentari incombe alle autorità federali, la procedura in base alla quale sono prese le decisioni (decisioni di prima istanza) è retta dalla legge federale sulla procedura amministrativa 97'.

L'articolo precisa che anche la procedura ricorsuale contro le decisioni delle autorità federali di prima istanza è retta dalla legge federale sulla procedura amministrativa. La procedura di ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale, a sua volta, è disciplinata nella legge sull'organizzazione giudiziaria 98', i cui principi esplicano i loro effetti anche sulla procedura di ricorso cantonale; infatti, le decisioni prese nel settore del diritto sulle derrate alimentari sono fondate sul diritto federale e possono pertanto essere impugnate, in ultima istanza, dinanzi al Tribunale federale, con ricorso di diritto amministrativo. Una decisione di ultima istanza cantonale deve conscguentemente tener conto dei principi ancorati alla legge federale sull'organizzazione giudiziaria.

Articolo 56 Termini I termini d'opposizione e di ricorso nella procedura amministrativa sono diversi da un Cantone all'altro e variano tra 10 e 30 giorni (30 giorni nella legge federale sulla procedura amministrativa). Poiché nel settore delle derrate alimentari trattasi sovente di merci deperibili, i procedimenti devono poter svolgersi rapidamente, cosicché abbiamo previsto, uniformemente per tutto il Paese, un termine d'opposizione di 5 giorni (cpv. 1) e un termine di ricorso di 10 giorni (cpv. 2), contro le decisioni degli organi di controllo.

L'ispezione
delle carni costituisce, nel quadro del controllo delle derrate alimentari, un caso speciale, in quanto deve essere controllato indistintamente qualsiasi animale macellato. Ove si consideri il numero elevato di decisioni e 11 fatto che la carne è particolarmente deperibile, il termine di ricorso, anche in questo campo, deve essere necessariamente breve. Il termine di 5 giorni, già attualmente vigente, garantisce infatti una decisione rapida, senza restrizioni inammissibili dei diritti della persona interessata.

Articolo 57 Effetto sospensivo, misure provvisionali II presente disciplinamento (cpv. 1) tiene conto del fatto che, secondo il diritto svizzero, il ricorso contro una decisione ha di regola effetto sospensivo, cosicché un provvedimento non può essere eseguito quando è pendente un ricorso.

Nel settore del diritto sulle derrate alimentari, è sovente necessario eseguire im-

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mediatamente i provvedimenti ordinati in una decisione, nell'interesse della protezione della salute pubblica. Le autorità esecutive devono pertanto disporre della possibilità di revocare l'effetto sospensivo ad eventuali ricorsi oppure, se l'effetto sospensivo non viene revocato, di prendere almeno i provvedimenti immediati indispensabili per scongiurare provvisoriamente il pericolo diretto (cpv. 2). Alludiamo ad esempio ai provvedimenti d'urgenza adottabili nel quadro della fabbricazione o della distribuzione di derrate alimentari, qualora trattisi di prodotti presentanti gravi pericoli per la salute, all'utilizzazione di derrate alimentari deperibili a determinate condizioni ovvero ad altri impieghi fuori del settore delle derrate alimentari (cfr. art. 27). In caso di sequestro immediato secondo l'articolo 29, ad un eventuale ricorso contro la pertinente decisione l'effetto sospensivo dovrà essere revocato, in quanto quest'ultima ha unicamente senso se può produrre immediatamente i suoi effetti.

Articolo 58 Responsabilità civile La legge sulle derrate alimentari accorda alle autorità un diritto relativamente vasto d'ingerenza nei diritti protetti degli interessati. Come corollario, si impone una norma disciplinante inequivocamente la responsabilità assumibile dalla collettività (Comune, Cantone o Confederazione) che deve rispondere di un atto arbitrario commesso dai suoi organi. Le normative cantonali in materia di responsabilità statale non sono uniformi, in quanto accordano all'interessato una protezione sovente assai divergente; tenuto conto della accresciuta possibilità di intervento accordata dal diritto federale (cfr. art. 35), la responsabilità adeguata dev'essere dunque disciplinata uniformemente anche nelle collettività.

D'altronde, secondo la legge sulla responsabilità 99' e i disciplinamenti di numerosi Cantoni, qualunque violazione di un diritto implica di principio una responsabilità.

Nel caso in cui risultasse adempiuta una delle fattispecie di cui alle lettere a-d, l'interessato può far valere eventuali pretese di risarcimento, in tutto il settore del diritto sulle derrate alimentari, verso l'autorità competente; è quindi esclusa la possibilità, ancora prevista in alcuni Cantoni, di convenire direttamente un funzionario. Per quanto concerne le altre questioni che possono sorgere in un caso di responsabilità civile (in particolare competenza, termine, prescrizione, diritto di regresso della collettività contro il colpevole, procedura), è determinante il diritto applicabile alla corrispondente comunità. Questa norma vale anche per i casi di responsabilità che non sono compresi nell'elenco tassativo di cui all'articolo 58.

Capitolo 8: Disposizioni finali Articolo 59 Abrogazione del diritto previgente La legge federale del 7 marzo 1912 sul divieto del vino artificiale e del sidro artificiale (lett. a) può essere abrogata in quanto è sostituita, sostanzialmente, dalla presente legge sulle derrate alimentari. La legge federale del 24 giugno 1910 concernente il divieto dell'assenzio (lett. b) riprende, contenutisticamente, il tenore essenziale dell'articolo 32ter della Costituzione federale, cui s'aggiun815

gono disposizioni penali. Essa può essere abrogata, in quanto le disposizioni penali e la base legale che consente al nostro Collegio di emanare l'ordinanza esecutiva sono previste dalla presente legge (cfr. art. 9 e 47 cpv. 1 lett. d). La legge sulle derrate alimentari che vi proponiamo sostituisce quella dell'8 dicembre 1905 sul commercio delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso e consumo.

Articolo 60 Modificazione del diritto vigente 1. Nella legge dell'8 marzo 1978 sulla protezione degli animali (art. 32 cpv.

2 e 2bls), la competenza in materia di procedimento penale viene coordinata con il disciplinamento delle competenze, stabilito nel presente disegno di legge (cfr. art. 51). D'ora in poi, le autorità federali saranno competenti per perseguire e giudicare ogni infrazione in materia di importazione, di transito e d'esportazione.

2. Nella legge del 1° luglio 1966 sulle epizoozie (art. 10b e 52 cpv. 2 e 2bis) viene esplicitamente stabilito che il commercio delle derrate alimentari può essere sottoposto a limitazioni per motivi inerenti alla polizia delle epizoozie. Trattasi soprattutto delle carni e dei prodotti carnei che possono trasmettere malattie pericolose per l'uomo e per gli animali.

La competenza in materia di perseguimento penale è pure coordinata con l'ordinamento delle competenze giusta il disegno propostovi (cfr. art. 51).

Il coordinamento è importante onde evitare doppioni procedurali, dacché le infrazioni in materia di importazione di carne e di prodotti carnei violano generalmente disposizioni di ambedue le leggi.

3. Nella legge del 3 ottobre 1951 sull'agricoltura (art. 47 cpv. 3, 70 cpv. 1, 71 cpv. 1 e 73) viene stabilito il principio secondo cui, qualora trattisi di definire gli scopi auspicati in materia d'allevamento, devono essere osservate le esigenze della legge sulle derrate alimentari. Per altro, le disposizioni concernenti l'autorizzazione e il controllo delle materie ausiliarie dell'agricoltura vengono coordinate con quelle della legge sulle derrate alimentari.

Mediante corrispondenti disposizioni esecutive potrebbe così essere frenato lo sviluppo di metodi d'allevamento estremi, che producono una carne di qualità marcatamente inferiore, come ad esempio la carne suina ad alto tenore in acqua. Un eventuale influsso sulla coltivazione delle piante può essere esercitato grazie all'articolo 5 del disegno legge; l'articolo 40 della legge sull'agricoltura concerne infatti unicamente il promovimento della selezione e .delle sementi.

Poiché l'utilizzazione di materie ausiliarie nell'agricoltura presenta potenzialmente un pericolo per la salute dei consumatori, in quanto i residui di queste materie possono giungere nelle derrate alimentari, deve essere tenuto conto, prima di autorizzarle, anche delle esigenze della legislazione sulle derrate alimentari. La pratica in materia di autorizzazioni deve essere trasparente nell'interesse della sicurezza del diritto e della possibilità di controllo. Le materie ausiliarie verranno definite in un'ordinanza del Dipartimento federale dell'economia pubblica, oppure - provvisoriamente, nell'attesa che vengano stabilite nell'ordinanza - nell'autorizzazione indi816

viduale rilasciata dalla competente stazione di ricerche agricole 100'. L'elenco delle autorizzazioni individuali valevoli è pubblicato periodicamente dal Dipartimento federale dell'economia pubblica.

Conformemente alla mozione Dürr, è abrogata la limitazione del campo d'applicazione dell'articolo 70 della legge sull'agricoltura alla messa in commercio a titolo professionale affinchè siano tenute a rispettare le prescrizioni e possano essere controllate anche le persone che, a scopo lucrativo oppure per la loro azienda, procedono a miscugli di foraggi. Il capoverso 1 modificato consente di controllare presso Putilizzatore individuale anche le altre materie ausiliarie, in particolare i prodotti fitosanitari e gli ingrassi; pertanto, gli ordinamenti esistenti su l'ammissione e l'applicazione sono pure validi per l'importazione destinata ad uso personale.

Articolo 61 Referendum ed entrata in vigore Questa disposizione reca la rituale formula finale. Per applicare la legge, sono necessarie numerose disposizioni a livello regolamentare (cfr. art. 36), percui il nostro Collegio potrà metterla in vigore soltanto dopo gli adeguamenti, che risultano necessari, delle vigenti ordinanze o dopo l'emanazione delle nuove disposizioni esecutive che s'impongono.

3 31

Conseguenze Per la Confederazione

I servizi federali finora incaricati della legislazione sulle derrate alimentari non sono presentemente in grado di adempiere integralmente ed in modo soddisfacente i compiti risultanti dal diritto vigente. Le forze di cui dispongono sono attualmente insufficienti per percepire tempestivamente tutti i problemi ed elaborare soluzioni lungimiranti. Mancano loro in particolare i presupposti per sviluppare i metodi di analisi ed eseguire studi tossicologici ed epidemiologici.

Come è stato reiteratamente accertato nel corso di questi ultimi anni, essi sono dunque in grado di reagire solo quando gli incidenti si sono già prodotti e la situazione è quindi parzialmente sfuggita al loro controllo.

La nuova legge sulle derrate alimentari conferisce maggiori responsabilità alle autorità federali, rafforza il loro ruolo direttivo e assegna loro nuovi compiti, in particolare per quanto concerne la valutazione complessa delle sostanze che possono presentare, attraverso le derrate alimentari, un rischio per la salute dei consumatori.

Con la nuova legge sulle derrate alimentari non vien soppresso alcun compito della Confederazione che consentirebbe di liberare, in misura considerevole, personale e mezzi finanziari per l'adempimento di nuovi compiti.

I compiti che provocheranno un aumento delle spese sono essenzialmente i seguenti: - il controllo dell'importazione e dell'esportazione dei medicamenti veterinari (art. 31); - la ricerca e l'acquisizione di dati scientifici (art. 33), come anche la valuta817

zione tossicologica ed epidemiologica degli additivi, dei componenti e delle sostanze estranee (art. 8); vengono create sempre più sostanze chimiche che, una volta o l'altra, si manifesteranno nelle derrate alimentari; è pertanto indispensabile raccogliere, riguardo a queste sostanze, un determinato numero di dati scientifici, di cui una parte con mezzi autonomi; - l'informazione e la coordinazione delle informazioni (art. 10, 35 e 43); - il coordinamento dell'esecuzione da parte dei Cantoni, le analisi generiche e gli esperimenti collettivi (art. 35); - il controllo delle derrate alimentari nell'esercito (art. 34); - la revisione del diritto regolamentare e la sua ristrutturazione conformemente alla nuova legge sulle derrate alimentari; - il controllo dei foraggi, esteso a quelli mescolati dall'utilizzatore (art. 60 cpv.

3).

Per poter assumere questi compiti, di cui taluni sono nuovi ed altri costituiscono un'estensione di quelli già esistenti, i servizi competenti della Confederazione hanno soprattutto bisogno di un aumento del loro personale, che attualmente non può ancora essere esattamente quantificato. È comunque presumibile che nel settore del controllo delle derrate alimentari e dei foraggi giusta l'articolo 70 della legge sull'agricoltura risulteranno necessari 6 a 10 nuovi posti, ciò che rappresenta un importo di circa 1 milione di franchi l'anno. A tempo debito, il nostro Collegio presenterà una domanda corrispondente ai vostri Consigli, sempreché il bisogno di personale non possa essere coperto con spostamenti all'interno dell'Amministrazione.

32 Per i Cantoni e i Comuni La nuova legge sulle derrate alimentari non affida di principio nuovi compiti ai Cantoni, che continueranno, come finora, a stabilire l'intensità ed i baricentri dei controlli, tenuto però conto che le autorità federali potranno intervenire a scopo di coordinamento e prescrivere provvedimenti. Già attualmente i Cantoni dispongono di un apparato di controllo e di laboratori ben sviluppati.

L'allargamento del campo d'applicazione della legislazione sulle derrate alimentari alla produzione agricola provocherà determinate spese suppletive per gli esami necessari, in quanto aumenteranno probabilmente le analisi della carne nei punti di vendita e all'atto dell'ispezione stessa.

Nei laboratori dovranno essere assunti
specialisti ed acquistate moderne apparecchiature per lo svolgimento dei nuovi lavori analitici. I Cantoni dovranno nominare un determinato numero di ispettori delle carni come organi cantonali di controllo. Per sorvegliare la produzione agricola, in particolare gli ingrassi, dovrà essere fatto ricorso al personale e alle infrastrutture disponibili, ad esempio ai veterinari ufficiali secondo la legislazione sulle epizoozie.

I controllori delle derrate alimentari e i controllori della carne continueranno ad essere assunti e retribuiti dai Comuni, nel quadro dell'organizzazione istituita in ogni Cantone. Al riguardo va rilevato che questo compito può essere organizzato a livello distrettuale o a livello cantonale, onde reclutare maggiormente personale a tempo pieno.

818

33

Altre ripercussioni

L'applicazione della legislazione sulle derrate alimentari nel settore della produzione agricola implica che le autorità federali, quando rilasciano autorizzazioni concernenti l'utilizzazione di materie ausiliarie nell'agricoltura, si improntino anche a criteri di polizia delle derrate alimentari e che l'agricoltore, quando utilizza tali materie nella propria azienda, non perda di vista lo scopo finale della sua attività, ossia la derrata alimentare; acquisterà così la garanzia che il suo prodotto supererà senza alcun problema l'ostacolo del controllo delle derrate alimentari e non dovrà temere le reiterate visite dei controllori nella sua azienda, in quanto i controlli servono soprattutto a scoprire gli abusi, supposti o reali, ed a chiarirli. I controlli giovano dunque agli agricoltori (indubbiamente la grande maggioranza) che conducono accuratamente la loro azienda e sono coscienti della loro responsabilità, e rafforzano la fiducia della popolazione nei prodotti agrari.

Gli ambienti che si occupano della fabbricazione, dell'importazione, della distribuzione e della vendita di derrate alimentari e di altri oggetti d'uso devono continuare come finora ad assumere ampiamente la loro responsabilità autonoma (art. 22). Soltanto a questa condizione può essere garantita, mediante controlli per prove a caso svolti con un assetto statale di dimensioni approssimativamente uguali, la conformità delle derrate alimentari e di altri oggetti d'uso alle esigenze legali. D'altro canto, la nuova legge sulle derrate alimentari offre maggior sicurezza per un'esecuzione corretta e uniforme nei Cantoni. Infatti, il rafforzamento del ruolo direttivo delle autorità federali dovrebbe favorire maggiormente anche i Cantoni, poiché vengono così istituite condizioni propizie per affrontare tempestivamente situazioni d'ambito nazionale ed esplicanti effetti negativi sulla vendita. I principi materiali concernenti il commercio delle derrate alimentari, nonché le esigenze cui queste devono soddisfare, provocheranno una ristrutturazione del diritto regolamentare e consentiranno ai fabbricanti, agli importatori, ai distributori e ai venditori di avvalersi di nuovi criteri di valutazione per la fabbricazione e il controllo autonomo delle derrate alimentari.

La nuova legge offrirà ai consumatori una protezione ottimale della loro salute, conformemente a principi scientifici riconosciuti. Grazie ad informazioni agevolmente comprensibili ed importanti dal profilo della fisiologia nutrizionale sarà infatti offerta al consumatore attento la possibilità di decidere in conoscenza di causa e di scegliere opportunamente le derrate alimentari in funzione dei propri bisogni.

Il rafforzamento della coordinazione del controllo delle derrate alimentari fornisce altresì ai consumatori una notevole garanzia, in quanto consente di impedire o almeno di scoprire tempestivamente gli abusi.

4

Programma di legislatura

II presente disegno è stata preannunciato nel programma di legislatura 1987/1991 (FF 1988 I 339).

819

5

Rapporto con il diritto internazionale

Oltre ai singoli Stati che si occupano di questa materia nel quadro del loro diritto nazionale, le seguenti organizzazioni e istituzioni trattano, da angolature diverse, i molteplici problemi posti dal diritto sulle derrate alimentari: - la Comunità Europea (CE); - Il Consiglio d'Europa; - La commissione mista FAO-OMS101) del Codex alimentarius; - l'Accordo generale del 30 ottobre 1947 su le tariffe doganali e il commercio (GATT); - la Commissione Economica per l'Europa dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (CEE/UNO).

51

Diritto comparato

La legislazione tradizionale in materia di derrate alimentari nell'Europa centrale è caratterizzata dai principi seguenti: - la tutela della salute e la protezione dagli inganni sono disciplinate congiuntamente; - 1''imperativo della purità dei prodotti obbliga i fabbricanti ad utilizzare ingredienti e additivi in quantità quanto possibile debole; - i divieti ed i valori limite concernenti le sostanze estranee escludono di principio la presenza di queste sostanze, nelle derrate alimentari, in quantità pericolose per la salute; - la derrata alimentare non è definita minutamente, in quanto il punto di partenza è sempre la composizione usuale nel commercio, e le eventuali vertenze sono decise dal giudice; - determinati divieti proteggono, come freni d'emergenza, dai rischi particolarmente critici.

Al riguardo, l'ottica è sovente diversa secondo le peculiarità regionali.

La legge svizzera sulle derrate alimentari persegue la protezione della salute e la protezione dagli inganni e limita la libertà del commercio e dell'industria soltanto nella misura in cui risulti necessario per conseguire tale scopo. Non sussiste un fondamento legale per permettere provvedimenti e istituire norme giustificate da motivi d'ordine economico (cfr. n. 211).

Questa legislazione è ampiamente fondata sul principio positivo; in altri termini, sono permesse soltanto le derrate alimentari e gli additivi formalmente autorizzati (cfr. n. 22 del messaggio, art. 6 e 8). Le esigenze cui devono soddisfare le derrate alimentari sono di principio determinate in base a criteri scientifici (cfr. n. 22 del messaggio, art. 8); occorre però rilevare che, nella misura in cui la tecnica di produzione lo consente, sono parimenti stabiliti valori limite più severi di quanto sarebbe necessario per la protezione della salute secondo puri criteri scientifici. Il controllo delle derrate alimentari può avvalersi tanto di misure profilattiche, quanto di analisi dei prodotti finiti.

820

Nella Repubblica federale di Germania e in Francia, il principio positivo è severamente applicato come in Svizzera: è vietato tutto quanto non è espressamente autorizzato.

In Gran Bretagna e negli Stati del Commonwealth, il legislatore conferisce ai produttori un'ampia libertà. Dove è necessario, la protezione è garantita con divieti puntuali. Come membro della CE, la Gran Bretagna applica sempre più le disposizioni armonizzate della CE in materia.

Gli USA si fondano su una tossicologia scientifica severa (ignorando pertanto ad esempio il divieto di ormoni) e praticano una politica liberale in materia di prescrizioni materiali. Per contro, le prescrizioni concernenti la designazione dei prodotti negli USA sono molto severe. I controlli eseguiti nel corso della produzione mediante analisi globali sono organizzati sistematicamente secondo criteri statistici. Il controllo del prodotto finito è piuttosto permissivo.

52

CE

Nell'ambito dei Paesi della CE sussistono di principio legislazioni nazionali autonome che disciplinano la salute e la protezione dei consumatori. Anche se questo principio non muterà in avvenire, viepiù settori vengono armonizzati mediante direttive 102) del Consiglio dei ministri della CE, che sono imperative per gli Stati membri. L'integrazione in vista del mercato unico europeo dopo il 1992103) si opererà a due livelli: in primo luogo mediante una liberalizzazione accresciuta del commercio transfrontaliero, con l'onere però del riconoscimento reciproco della negoziabilità delle merci anche se il Paese di destinazione applica norme diverse (principio dell'origine) e, in secondo luogo, con una armonizzazione completa o parziale delle normative nel settore materiale, per il tramite di ordinanze e di direttive. Il processo di integrazione è in continua evoluzione, dacché nell'armonizzazione vengono incessantemente inseriti nuovi settori'04'. Le disposizioni determinanti del Trattato della CEE conferiscono al Consiglio dei ministri la competenza di coinvolgere tutto il settore disciplinato dalla legislazione sulle derrate alimentari.

Fintanto che non sarà realizzata l'armonizzazione, le barriere del divieto di discriminazione e del principio della proporzionalità costituiscono la base fondamentale per eliminare ogni ostacolo agli scambi commerciali.

Il principio della proporzionalità non consente ad esempio di esigere che la mercé importata, conforme alle disposizioni del Paese d'origine, debba essere munita di una nuova designazione corrispondente alle prescrizioni del Paese importatore, se una etichettatura fornisce ragguagli sulle differenze del prodotto rispetto alle esigenze del diritto nazionale. Inoltre, gli Stati della CE, fintanto che non sarà realizzata l'armonizzazione, possono vietare l'inserimento di additivi nella fabbricazione di derrate alimentari soltanto nella misura in cui il suddetto principio è rispettato. Al riguardo, devono specificare i pericoli per la salute 105) e tener conto, d'altro canto, delle esigenze d'utilizzazione dei fabbricanti e dei consumatori nel Paese d'origine (esigenze della tecnologia bromatologica, dell'alimentazione, dell'economia, come anche organolettiche e psicologiche, in materia di coloranti e di aromi).

54 Foglio federale. 72° anno. Voi. I

821

Il principio della proporzionalità è parimenti applicabile al permesso di importazione. Secondo questo principio, non possono essere previste procedure d'ottenimento del permesso d'importazione qualora trattisi di prodotti che manifestamente non presentano alcun pericolo per la salute. Per altro, i permessi di importazione devono essere accordati con una validità generale, in modo che il prodotto possa essere successivamente acquistato, senza ulteriori formalità, anche da un altro fornitore.

Secondo il diritto vigente e, maggiormente, secondo il futuro diritto della CE, i controlli al confine devono limitarsi a quanto è assolutamente indispensabile.

Per il nostro Paese si pone soprattutto la domanda di sapere come occorrerà trattare le domande d'autorizzazione di derrate alimentari che soddisfano le direttive della CE. La legge sulle derrate alimentari istituisce norme in forma di principi ed è pertanto concepita in modo da potersi adeguare ai futuri sviluppi.

Il problema si traspone a livello del diritto regolamentare, le cui norme, prima dell'emanazione, dovranno essere esaminate per stabilire se sono compatibili, quanto al contenuto e agli effetti, in particolare con il diritto della CE. Le prescrizioni, che non possono soddisfare tale esigenza, devono essere oggettivamente motivate. Le disposizioni attuali divergono assai l'una dall'altra, anche se raramente su questioni di principio. La legge vigente sulle derrate alimentari e quella che proponiamo ai vostri Consigli procedono dall'idea secondo cui le stesse disposizioni sono di principio applicabili alle derrate alimentari e agli oggetti d'uso tanto importati, quanto fabbricati in Svizzera.

I produttori svizzeri che intendono esportare derrate alimentari nella CE dovranno conformarsi, come d'altronde già attualmente, alle prescrizioni determinanti nei Paesi di destinazione.

53

Codex alimentarius

II Codex alimentarius 106' stabilisce in forma di modelli (attualmente 17 volumi) le esigenze cui devono soddisfare le derrate alimentari e le norme per la loro fabbricazione. È emanato da una commissione costituita da rappresentanti della FAO e dell'OMS, tenuto conto che i lavori preparatori sono svolti in numerose sottocommissioni, nella quali sono rappresentate le diverse specialità, le diverse regioni del mondo, numerosi Paesi e cerehie economiche.

Il Codex si preoccupa della protezione della salute e della protezione dagli inganni e persegue lo scopo di promuovere, eliminando gli ostacoli tecnici al commercio, uno scambio internazionale privo di ogni restrizione. Contiene norme concernenti tanto la qualità, quanto il commercio.

I Paesi vengono regolarmente invitati a dichiarare se applicano le norme, se le respingono oppure se le accettano parzialmente.

Le disposizioni dell'ordinanza sulle derrate alimentari sono di principio conformi al Codex. Prima di emanare o di modificare una prescrizione, vengono sempre esaminate la corrispondente norma del Codex o le corrispondenti direttive della CE. La Svizzera ha ripreso diverse norme del Codex con determinate restrizioni, ma mai un norma immutata per trasformarla in disposizione rego822

lamentare, in quanto è risultato ogni volta necessario riadeguare le prescrizioni e le strutture già esistenti. D'ora in poi, sarà opportuno, quando verranno emanate disposizioni esecutive in via d'ordinanze, badare maggiormente affinchè siano evitate discrepanze non oggettivamente necessarie.

Dacché è usuale che gli Stati dotati di un controllo ben strutturato delle derrate alimentari riprendono le norme del Codex apportandovi deroghe più o meno importanti, quest'ultimo non ha finora potuto conseguire lo scopo di eliminare ampiamente gli ostacoli agli scambi commerciali. I Paesi esportatori devono pertanto, come finora, informarsi precisamente riguardo alle prescrizioni nazionali vigenti in ogni Stato.

54

Consiglio d'Europa, ONU, GATT, AELS

Nel quadro del Consiglio d'Europa, i gruppi di lavoro permanenti, comprendenti i rappresentanti degli Stati membri, esaminano i diversi settori specializzati ed emanano raccomandazioni. Questi gruppi di lavoro sono un importante punto di collegamento, in quanto i rappresentanti della Confederazione possono scambiare i loro pareri, allo stesso livello professionale, con i rappresentanti degli altri Paesi. I lavori si incentrano su temi specifici dell'Europa, che non sono trattati esaustivamente dal Codex alimentarius (ad es. prodotti inquinanti l'ambiente, materiali d'imballaggio, cosmetici).

Anche la Commissione economica per l'Europa dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (CEE/ONU), di cui sono membri pure i Paesi dell'Europa dell'Est, tenta di eliminare le barriere commerciali, preoccupandosi soprattutto di emanare norme applicabili ai prodotti grezzi facilmente deperibili, come i legumi, la frutta, il pollame e le uova. Nel quadro dell'accordo sui trasporti delle derrate deperibili (ATP), sono state ad esempio fissate temperature uniformi di trasporto. Nei settori parziali, essa collabora con il Codex alimentarius.

Il GATT è un vero e proprio trattato commerciale, che persegue lo scopo di garantire ottimalmente la libera circolazione delle merci. Nel contesto delle derrate alimentari, assume importanza particolare l'accordo del 12 aprile 1979107) sugli ostacoli tecnici agli scambi, del quale un principio fondamentale prescrive che all'atto dell'importazione deve essere valutato il prodotto come tale e non il procedimento di fabbricazione utilizzato nel Paese d'origine.

Nel quadro dell'AELS, ogni Paese ha la propria normativa sulle derrate alimentari, le cui prescrizioni devono essere notificate agli altri Stati108). In previsione del 1992, sono già avvenuti diversi colloqui tra periti e la commissione della CE.

6

Costituzionalità

La legge sulle derrate alimentari si fonda sull'articolo 69bis della Costituzione federale, che conferisce alla Confederazione la competenza di legiferare sul commercio delle derrate alimentari e sul commercio di altri oggetti d'uso e consumo, in quanto possano mettere in pericolo la vita e la salute.

823

La nozione di commercio non copre soltanto la distribuzione e la vendita, ma comprende parimenti, da sempre, la fabbricazione, l'importazione e l'esportazione di derrate alimentari. La nuova legge vi include esplicitamente anche la produzione agricola, onde tener conto della competenza e della responsabilità conferite costituzionalmente alla Confederazione in questo settore.

Nel campo delle derrate alimentari, il legislatore può emanare non solo disposizioni intese a tutelare la salute dei consumatori, ma anche disposizioni che li proteggono dagli inganni. La legge sulle derrate alimentari è stata la prima legge federale intesa a proteggere i consumatori da derrate alimentari di cattiva qualità e dalla concorrenza sleale. Poiché la Confederazione, in virtù dell'articolo 31sexies della Costituzione, può attualmente disciplinare genericamente la protezione dagli inganni nel quadro della protezione dei consumatori, è lecito chiedersi se non sarebbe più opportuno disciplinare la protezione dagli inganni in materia di derrate alimentari in una legge sulla protezione dei consumatori.

Questa scelta non sarebbe però accorta per i motivi seguenti: - La protezione dagli inganni in materia di derrate alimentari è strettamente vincolata alla protezione della salute. Le prescrizioni inerenti alla denominazione delle derrate alimentari sono state emanate segnatamente per proteggere la salute della popolazione; l'obbligo di designare le derrate alimentari persegue quindi lo scopo sia di tutelare la salute dei consumatori, sia di proteggerli dall'inganno.

Il legislatore, in virtù dell'articolo 69bis Cosi., non può invece allargare la protezione dagli inganni agli oggetti d'uso. In quest'ultimo settore, la legislazione si limita dunque alla tutela della salute.

La Costituzione non definisce quali oggetti appartengono alla categoria degli oggetti d'uso e dei beni di consumo. La legge si riferisce però soltanto agli oggetti che hanno una stretta connessione con le derrate alimentari, ossia quelli: - che entrano in contatto con il corpo umano (tessili, cosmetici), che entrano in contatto con le mucose (stoviglie) o che possono entrare in contatto con esse (giocattoli); - che sono utilizzati per l'imballaggio di derrate alimentari; 824

L'articolo 69bis capoverso 2 della Costituzione disciplina \'esecuzione, stabilendo che quest'ultima incombe alla Confederazione, per quanto concerne le dogane, ma ai Cantoni, per quanto concerne l'interno del Paese. Il legislatore è ovviamente vincolato a questa ripartizione dei compiti. La legge procede dal principio secondo cui l'esecuzione include tutti i provvedimenti e tutte le decisioni prese direttamente nei confronti del cittadino. Un organo federale non sarebbe dunque autorizzato ad emanare, per l'interno del Paese, disposizioni esecutive applicantisi direttamente al cittadino. Il nostro Collegio ha però la facoltà, in virtù del suo diritto di sorveglianza (art. 102 n. 2 Cost.), di controllare l'attività dei Cantoni, di assicurare il coordinamento dell'esecuzione mediante prescrizioni e istruzioni ai Cantoni e di provvedere, in determinati casi, per l'applicazione delle disposizioni della legge da parte degli organi cantonali d'attuazione. Questo influsso sulla sovranità cantonale esecutiva concerne però un settore integralmente disciplinato, per quanto riguarda la materia, dal legislatore federale. La necessità di intervenire è anche giustificata da recenti avvenimenti. L'accentuazione dell'influsso sarà nondimeno limitata a situazioni straordinarie, percui l'allargamento delle competenze federali è conforme al principio della proporzionalità e alla Costituzione 109).

La base costituzionale essenziale della nuova legge sulle derrate alimentari è costituita dall'articolo 69bis della Costituzione federale. In questo quadro, essa si limita alla protezione dei consumatori e si astiene da qualsiasi provvedimento di politica economica, cosicché la legge propostavi è una legge di polizia nel senso classico del termine. È pertanto evidente che essa non si fondi unicamente sull'articolo 69bis, ma anche su altre disposizioni costituzionali, ossia quelle concernenti il divieto dell'assenzio (art. 32ter), la modificazione della legge sull'agricoltura (art. 31bis), la modificazione del CO per quanto riguarda la pesatura degli animali macellati (art. 64), la ricerca delle basi scientifiche (art. 27sexies) e le disposizioni penali (art. 64bîs).

2309

825

Note 1) V. Aebi, «Was erwartet der Konsument von der Lebensmittelkontrolle», in «Die Lebensmittelkontrolle in der Schweiz», Chemische Rundschau, Berna 1984, p. 13.

2 >CS 4, RU 1979 1758, 1985 1992; RS 817.0 3) Cfr. messaggio del Consiglio federale dell'8 marzo 1895 all'Assemblea federale concernente il diritto di legiferare sul commercio delle derrate alimentari, degli articoli casalinghi e degli oggetti d'uso, che possono mettere in pericolo la salute e la vita; FF edi?,.

frane. 1895 II 198.

4 > FF ediz. frane. 1899 I 469 5 > RU 22 369, CS 5 463 6 'Art. 398 cpv. 2 leu. f del Codice penale svizzero; CS 3 187; RS 311.0.

7 >Cfr. FF 1978 I 1415, RU 1979 1758 8 ) Cfr. FF 1981 III 677, RU 1985 1992 «> RU 1985 659 "»CS 4 667, RS 817.451 '"CS 4 690, RS 817.425 121 Ordinanza del 29 gennaio 1909 sul commercio delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso e consumo (RU 25 106) e ordinanza del 23 febbraio 1926 sul commercio delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso e consumo (RU 42 39).

"'Ordinanza del 29 gennaio 1909 determinante le competenze tecniche degli ispettori delle derrate alimentari e dei periti locali (RU 25 176) e ordinanza del 26 agosto 1938 concernente l'ispezione delle carni (RU 54 459).

""Ordinanza del 26 maggio 1936 sul commercio delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso e consumo; RS 817.02.

5Ordinanza dell'I 1 ottobre 1957 concernente l'ispezione delle carni; RS 817.191.

6) Il controllo delle derrate alimentari: a titolo d'esempio gli ormoni nella carne di vitello»; FF 1981 III 945, FF 1982 II 106.

17> Modificazione del 9 giugno 1987 dell'ordinanza del 9 maggio 1979 sui compiti dei dipartimenti, dei gruppi e degli uffici, RU 1987 820; cfr. parimente documentazione per la stampa «Nuove attribuzioni per il controllo delle derrate alimentari nella Confederazione» del 9 giugno 1987.

18>Cfr.

art. 5, n. 10, lett. b e art. 13, n. 5, leu. e e cbis dell'ordinanza del 9 maggio 1979 sui compiti dei dipartimenti, dei gruppi e degli uffici; RS 172.010.14.

191 1 Cantoni di AR, AI e GL non dispongono di un chimico cantonale, ma di ispettorati indipendenti delle derrate alimentari.

201 Composizione della commissione: Prof. A. Nabholz, Berna, Prof. E. Baumgartner, Berna, Dott. R. Ernst, Basilea, E.

Frankhauser Toffen, Dott. H. Fuhriman, Ölten, Dott. T. Gasche Grenchen, Dott. H. Gerber, Zurigo, N. Gerber, Grosshöchstetten, A. Goetschel, Basilea, Prof. E. Hess, Zurigo, R. Klichenmann, Basilea, Dott. R. Könz, Berna, Dott. C. Minger, Berna, O.

Mischler, Basilea, A. Neukomm, Berna, Dott. R. Raselli, Baisthal, Dott. R. Rüegg, Berna, Dott. Th. Schmidhofer, Tavel, Dott. P.-A. Schneider, Losanna, A. Stahel, avvocato, Berna, J. Studiger, Brugg, A. Stump, Lichtensteig, Dott. H. Tschannen, Berna, W. Zahnd, Berna, Dott. L. H. Zbinden, Berna.

211 Rapporto finale per il Dipartimento federale dell'economia pubblica.

221 Composizione della prima commissione peritale: L. Cavelty, cons. naz., Coirà, Dott. C. Minger, Berna, F. Schmuck, Berna, Dott. M.

Sträub, Berna, Prof. J. von Ah, Berna, Dott. R. Könz, Berna, Dott. U Krey, Berna, Prof. E. Matthey, Berna, Dott. P. Hess, Aarau, E. Merk Frauenfeld, Dott. H.

Strauss, Liestal, Dott. R. Ernst, Basilea, B. Cloetta, Zurigo, M. Friedli, Sonvilier, 826

G. de Giorgi, Brugg, Dott. D. Stüssi, Berna, Dott. H.-U. Daepp, Zugo, F. Jeanrichard, Vevey, M. Hodler, avvocato, Berna, D. Küster, Berna, Dott. H. Golden, Berna, F. Rigotti, Zurigo, Dott. H. Hadorn, Basilea, A. Neukomm, Berna, signora F. Michel, Ginevra, signora M.-T. Wagenhäuser, Zurigo, Prof. G. Ritzel, Basilea, Prof. B. Blanc, Berna.

23 > Composizione della seconda commissione peritale: L. Cavelty, cons. naz., Coirà, Dott. C. Minger, Berna, F. Schmuck, Berna, H.-R.

Kühn, avvocato, Berna, Prof. J. von Ah, Berna, Prof. H. Keller, Berna, Dott. R.

Könz, Berna, (sostituito dal Dott. S. Häsler, Berna), Dott. U. Frey, Berna, Prof. E.

Matthey, Berna, Dott. H. Strauss, Liestal, E. Merk, Frauenfeld (sostituito da F. Zeder, Steinhausen), Dott. P.-A. Schneider, Losanna, B. Cloetta, Zurigo, Dott. A.

Achermann, Kriens, M. Friedli, Sonvilier, Dott. R. Ernst, Basilea, M. Ehrler, Brugg, A. Stump, Liechtensteig, O. Mischler, Basilea, F. Jeanrichard, Vevey, M. Hodler, avvocato, Berna, J. Gattiker, Richterswil, Dott. H. Golden, Berna, F. Rigotti, Zurigo, Dott. H. Hadorn, Basilea, A. Neukomm, Berna, signora F. Michel, Ginevra, signora M.-T. Wagenhäuser, Zurigo, Prof. G. Ritzel, Basilea.

24) II Consiglio federale ha conferito al Dipartimento federale dell'interno il mandato di elaborare il disegno di legge, tenendo conto dei risultati della procedura di consultazione e dell'evoluzione degli avvenimenti occorsi nel frattempo. Il disegno doveva a) riservare alla Confederazione la competenza, con un'azione coordinata, di unificare l'esecuzione, di impedire la distribuzione di derrate alimentari pericolose per la salute e di assicurare l'informazione della popolazione; b) applicarsi alla produzione agricola; e) non modificare, per quanto possibile, la sovranità dei Cantoni in materia di organizzazione.

25) Cfr. documentazione per la stampa del 12 novembre 1982.

26) Secondo rapporto sull'alimentazione in Svizzera, sottocommissione scientifica della Commissione federale dell'alimentazione, 1984, editore Huber, Berna.

27) Cfr. Burkhardt, «Kommentar zur Bundesverfassung», n. 3 concernente l'articolo 69bis Cosi.

28 >Cfr. Th. Fleiner-Gerster, «Wie soll man Gesetze schreiben? Leitfaden für die Redaktion normativer Texte», Berna 1985.

29 >Cfr. Pubblicazioni della Commissione svizzera dei cartelli, voi. 2/3 1986, «II contingentamento dell'importazione di bestiame da macello e della carne», n. 644.1, p. 360 e n. 646, p. 368.

3 0) Cfr. «Landwirtschaftliche Forschung in der Schweiz, Stand und Ziele, Beiheft 38, Reihe Wissenschaftspolitik 1988, Thesen» p. 83.

3l >Cfr. art. 130 dell'ordinanza sulle derrate alimentari: RS 817.02.

32 >Cfr. art. 2 cpv. 1 let. a dell'ordinanza sulle derrate alimentari; RS 817.02.

33

>RS 916.443.11

34

> Cfr. ordinanza del 4 febbraio 1955 sulle materie ausiliarie dell'agricoltura (RS 916.051) e libro dei foraggi del 14 ottobre 1975 (RS 916.052).

35) Cfr. ordinanza del 4 febbraio 1955 sulle materie ausiliarie dell'agricoltura (RS 916.051), come anche libro dei fertilizzanti del 26 maggio 1972 e libro dei prodotti per la protezione delle piante del 29 agosto 1977 (RS 916.052).

3 6) RS 916.051 37) Ordinanza del 27 febbraio 1986 sulle sostanze estranee e sui componenti nelle derrate alimentari; RS 817.022.

381 Ordinanza del 20 gennaio 1982 sugli additivi nelle derrate alimentari; RS 817.521.

39 > Ordinanza del 1° luglio 1987 sui requisiti igienici - microbiologici delle derrate alimentari, degli oggetti d'uso e degli articoli di consumo; RS 817.024.

401 Cfr. «Toxikologische-hygienische Beurteilung von Lebensmittelinhalts-und-zusatzstoffen sowie bedenkliche Verunreinigungen, Edizioni Paul Parey, Berlino e Amburgo.

827

4

»RS 814.01 >Cfr. FF ediz. franc. 1907 I 267, corne anche FF ediz. franc. 1910 III 323 concernente la legge federale del 24 giugno 1910 sul divieto dell'assenzio.

43 >Cfr. Kreitmaier H., 1951, Pharmazie 6:27.

441 Cfr. ordinanza d'secuzione del 20 agosto 1965 della legge sul divieto dell'assenzio RS 817.451.1.

45) Legge federale del 19 settembre 1978 sull'organizzazione e la gestione del Consiglio federale e dell'Amministrazione federale; RS 172.010.

461 Ad es., a partire da una determinata quantità, il tenore in uretano nel kirsch diventa inopinatamente pericoloso per la salute.

47 > Legge del 21 giugno 1932 sull'alcool; RS 680.

*' Cfr. in particolare pagine 203 a 211 del messaggio del Consiglio federale all'Assemblea federale concernente il diritto di legiferare sul commercio delle derrate alimentari, degli articoli casalinghi e degli oggetti d'uso che possono mettere in pericolo la salute e la vita; FF ediz. frane. 1895 II 198.

49 >Cfr. messaggio del 7 maggio 1986 a sostegno di una legge federale sul promovimento dell'informazione dei consumatori; FF 1986 II 231 ss.

50) Cfr. art. lia dell'ordinanza sulle derrate alimentari; RS 817.02.

51) Cfr.

ordinanza del 1° luglio 1987 sui requisiti igienici - microbiologici delle derrate alimentari, degli oggetti d'uso e degli articoli di consumo; RS 817.024.

52> RS 817.023 531 Cfr. decreto federale del 14 dicembre 1964 concernente il manuale svizzero delle derrate alimentari, RU 1964 1210; RS 817.021.1.

54> Cfr.

art. 14 cpv. 4 della legge federale del 21 marzo 1986 sulle pubblicazioni ufficiali; RS 170.512.

551 Cfr. riguardo al codice di buona pratica di fabbricazione in rapporto con gli additivi ammessi, ordinanza del 20 gennaio 1982 sugli additivi; RS 817.521.

561 Cfr. ordinanza del 4 giugno 1984 sul prelevamento di campioni di derrate alimentari e di oggetti d'uso e consumo; RS 817.94.

57> Nel 1987, un totale di 4,34 milioni di animali sono stati sottoposti al controllo delle carni, di cui 3,3 milioni suini, 845 000 bovini, 177 000 ovini, 13 000 caprini e 4800 equini. Questi dati corrispondono a una quantità di carne di 485 600 tonnellate, di cui 284 300 tonnellate di carne suina, 186 400 tonnellate di carne di bue e di vitello, 9400 tonnellate di carne ovina, 4200 tonnellate di carne equina e 1100 tonnellate di carne caprina. Vi si aggiungono 68 000 tonnellate di carne di pollame, 45 300 tonnellate di pesce, 7800 tonnellate di crostacei e molluschi, 5500 tonnellate di carne di selvaggina, 4500 tonnellate di carne di coniglio, ossia 123 000 tonnellate di carne non sottoposta al controllo.

581 Cfr. Fritschi/Riedi, «Kommentar zu Artikel 45 der Eidgenössischen Fleischschauverordnung» dell'I I ottobre 1957, Huber & Co AG, Frauenfeld, 1960.

5 9)«RS 916.443.11; OITE, cfr. art. 15 a 24.

601 Cfr. art. 61 cpv. l della legge federale del 19 settembre 1978 sull'organizzazione e la gestione del Consiglio federale e dell'Amministrazione federale; RS 172.010.

611 Cfr. art. 3 a 9 dell'ordinanza del 20 aprile 1988 concernente l'importazione, il transito e l'esportazione di animali e prodotti animali; RU 1988 800.

621 Convenzione intercantonale del 3 aprile 1971 per il controllo dei medicamenti; RS 812.101.

631 Cfr. rapporto della Commissione di gestione del Consiglio nazionale del 13 novembre 1981 «II controllo delle derrate alimentari; in particolare: gli ormoni nella carne di vitello», n. 37 (FF 198T III 945) e parere del Consiglio federale sul rapporto della Commissione della gestione, n. 24 (FF 1982 II 106), come anche rapporto della Commis42

828

sione del Consiglio nazionale sulle ispezioni e le richieste nel 1986, n. 241.1; FF 1987 II 592.

6 4) Cfr. art. 30 della legge federale del 18 dicembre 1970 per la lotta contro le malattie trasmissibili dell'uomo; RS 818.101.

65>Cfr. art. 27 della legge del 1° giugno 1966 sulle epizoozie; RS 916.40.

66 >Cfr. art. 5 n. 10 lett. a e art. 13 n. 5 lett. e e cbis dell'ordinanza del 9 maggio 1979 sui compiti dei dipartimenti, dei gruppi e degli uffici; RS 172.010.15.

67) Cfr. Dietrich Schindler, «Die Rechtsbeziehungen zwischen Bund und Kantonen im Heerwesen», tesi di laurea, Zurigo 1916, p. 51.

68) RS 510.518; cfr. anche decreto del Consiglio federale del 28 dicembre 1950 concernente la protezione delle opere militari; RS 510.518.1.

69) Cfr. art. 103 cpv. 2 Cost.; cfr. al riguardo Y. Hanggartner, «Grundzüge des Schweizerischen Staatsrechts», Zurigo 1980, vol. I, par. 11, III, p. 87.

TM>Cfr. Y. Hanggartner, ibidem, par. 11, IV, p. 88 e Jean-François Aubert, «Traité de droit constitutionnel suisse», Neuchâtel 1967, vol. I, n. 787, p. 298.

7 "Cfr. U. Häfelin/W. Haller, «Schweizerisches Bundesstaatrecht», seconda edizione Zurigo 1988, par. 13 III, p. 407.

"'Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione, JAAC 51 n. 58.

"'Organizzazione mondiale della sanità.

74) Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura.

"'Direttive del 3 luglio 1974 su l'istituzione, il sistema di lavoro e il controllo delle commissioni extraparlamentari; FF 1974 II 459.

761 Cfr. messaggio del 27 maggio 1988 concernente il secondo pacchetto di misure per una nuova ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni, n. 123.3 e allegato 1; FF 1988 II 1149.

77 >RS 172.010 781 Decisione preliminare per decreto del Consiglio federale del 20 aprile 1988.

79 > RS 817.932; CS 4 709 80 >Cfr. art. 3 della legge del 1° luglio 1966 sulle epizoozie (RS 916.40) e art. 3 dell'ordinanza del 15 dicembre 1967 sulle epizoozie (RS 916.401).

8 " Regolamento del servizio federale della sanità pubblica del 1° agosto 1972 concernente i periti micologici locali (RS 817.315); ordinanza del 27 settembre 1919 sui requisiti dei chimici per l'analisi delle derrate alimentari (RS 817.92); ordinanza del 24 maggio 1966 concernente gli ispettori cantonali e municipali delle derrate alimentari (RS 817.93); regolamento del Dipartimento federale dell'interno del 25 maggio 1966 concernente le tasse d'esame per gli ispettori delle derrate alimentari, come anche le indennità ai periti esaminatori e agli istruttori dei corsi di perfezionamento (RS 817.931).

82 >RS 172.221.10 83 >Cfr. messaggio del 28 settembre 1981 concernente le prime misure per una nuova ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni, n. 4.06 e allegato 6; FF 1981 III 677, come anche FF 1984 II 12 e 1985 I 1361.

8 "'Cfr. art. 19 dell'ordinanza del 30 ottobre 1985 sulle tasse dell'ufficio federale di veterinaria; RS 916.472.

85 'Cfr. art. 41 dell'ordinanza del 20 aprile 1988 concernente l'importazione, il transito e l'esportazione di animali e prodotti animali; RU 1988 800.

86 >Cfr. art. 15 lett. b dell'ordinanza del 30 ottobre 1985 sulle tasse dell'Ufficio federale di veterinaria; RS 916.472.

87 'Cfr. art. 53 a 59a; RS 817.911.

88 >CS 4 658; RS 817.451 89 'RS 313.0 829

90> RS 312.0 911 Cfr. articoli 9, come anche 20 e 21 della legge federale del 22 marzo 1974 sul diritto penale amministrativo; RS 313.0.

92 >Cfr. art. 21 cpv. 2 della legge federale del 20 giugno 1986 su la caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici; RS 922.0.

9 3) Cfr. messaggio del 25 maggio 1988 concernente il secondo pacchetto di misure per una nuova ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni, n. 45, art. 21 del disegno di legge sulla pesca; FF 1988 1149.

94 >Cfr. art. 36, 38 e 41 dell'ordinanza del 20 aprile 1988 concernente l'importazione, il transito e l'esportazione di animali e prodotti animali; RU 1988 800.

951 Cfr. art. 9 della legge federale sul diritto penale amministrativo; RS 313.0.

9 6>Cfr. fra altro Fritz Gygi, «Bundesverwaltungsrechtsplege», Berna 1979, p. 27; Peter Saladin, «Das Verwaltungsverfahrensrecht des Bundes», Berna 1979, nota 19.221 p.

165.

<"> RS 172.021 98 >RS 173.110 9 9)RS 170.32, cfr. in particolare art. 3.

100 >Cfr. art. 4 dell'ordinanza del 4 febbraio 1955 sulle materie ausiliarie; RS 916.051.

10) FAO = Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura; OMS = Organizzazione mondiale della sanità.

102> Attualmente costituiscono l'oggetto di direttive i settori seguenti: 1. etichettatura generale delle derrate alimentari; 2. coloranti; 3. conservanti; 4. antiossidanti; 5. emulgatori, stabilizzatori, addensanti e gelificanti; 6. oggetti di necessità; 7. alimenti dietetici; 8. cacao e cioccolato; 9. sorte di zucchero; 10. miele; 11. succhi di frutta e prodotti analoghi; 12. marmellate e gelatine; 13. latticini di lunga conservazione; 14. caseina, caseinati; 15. estratti di caffè, estratti di cicoria; 16. acque minerali naturali; 17. carne e prodotti a base di carne.

103)Cfr.

rapporto del 24 agosto 1988 sulla posizione della Svizzera nel processo di integrazione europea (FF 1988 III 209).

""'Per il momento sono in discussione 4 direttive concernenti le derrate alimentari: 1. succhi di frutta; 2. uniformazione delle regole nazionali sull'etichettatura e la presentazione delle derrate alimentari e loro pubblicazione; 3. prescrizioni sugli alimenti speciali (ad es. per diabetici); 4. prodotti di trasformazione dei frutti (marmellate ecc.).

105> II caso cosiddetto «della birra» (sentenza della Corte europea del 12.3.1987) evidenzia 4 aspetti: 1. i risultati della ricerca scientifica internazionale; 2. i risultati dei lavori del Comitato scientifico della Comunità per le derrate alimentari; 3. il Codex alimentarius; 4. le abitudini alimentari nel Paese importatore.

106) Cfr. introduzione al Codex alimentarius, opuscolo della segreteria della commissione, Roma 1987.

107) RS 0.632.231.41 l08 'Cfr. messaggio del 30 marzo 1988 concernente l'introduzione di una procedura di notifica per i progetti di norme tecniche, nel quadro della convenzione istitutiva dell'AELS.

"*» Cfr. al riguardo criteri delle ingerenze del diritto federale nel potere esecutivo dei Cantoni: B. Knapp, II federalismo, RSJ 1984 ediz. frane. II p. 347 s.

830

Legge federale

Disegno

su le derrate alimentari e gli oggetti d'uso (Legge sulle derrate alimentari, LDA)

del

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visti gli articoli 32ter e 69bis della Costituzione federale; visto il messaggio del Consiglio federale del 30 gennaio 19891', decreta:

Capitolo 1: Scopo e campo d'applicazione Art. l Scopo La presente legge deve: a. proteggere i consumatori da derrate alimentari e oggetti d'uso che possono mettere in pericolo la salute; b. assicurare che siano osservati, nei contatti con le derrate alimentari, i principi dell'igiene; e. proteggere i consumatori dagli inganni in rapporto con derrate alimentari.

Art. 2 Campo d'applicazione 1 La presente legge si applica: a. alla fabbricazione, al trattamento, al deposito, al trasporto e alla distribuzione delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso; b. alla designazione di derrate alimentari e oggetti d'uso e alla relativa pubblicità; e. all'importazione, al transito e all'esportazione di derrate alimentari e oggetti d'uso.

2 Essa si applica alla produzione agricola, in quanto quest'ultima sia destinata alla fabbricazione di derrate alimentari.

3 Non si applica: a. alle derrate alimentari e agli oggetti d'uso destinati all'uso personale; è riservato il divieto dell'assenzio; b. alle sostanze e ai prodotti sottoposti alla legislazione sui medicamenti.

"FF 1989 I 741

831

Legge sulle derrate alimentari

Art. 3 Definizioni 1 Le derrate alimentari sono alimenti o generi voluttuari.

2 Gli alimenti sono prodotti destinati alla costituzione e al sostentamento dell'organismo umano, non pubblicizzati come medicamenti.

3 1 generi voluttuari sono bevande alcoliche, articoli di tabacco e articoli per fumatori.

4 Gli ingredienti sono derrate alimentari aggiunte ad altre, oppure componenti di una derrata alimentare.

5 Gli oggetti d'uso ed i beni di consumo (oggetti d'uso) cui si applica la seguente legge sono i seguenti: a. oggetti connessi con la fabbricazione, l'utilizzazione o l'imballaggio di derrate alimentari (ad es. apparecchi, vasellame o materiale d'imballaggio); b. prodotti per la cura corporea e cosmetici, come anche oggetti che entrano in contatto con le mucose della bocca, a cagione della loro destinazione; e. capi d'abbigliamento, tessili ed altri oggetti (ad es. braccialetti di orologi, parrucche e gioielli) che entrano in contatto con il corpo, a cagione della loro destinazione; d. oggetti destinati ad essere usati da bambini (ad es. giocattoli, materiale didattico, colori per dipingere e utensili da disegno); e. candele, fiammiferi, accendini e articoli da carnevale; f. oggetti destinati all'arredamento e al rivestimento di spazi abitabili.

6 1 componenti sono sostanze naturalmente presenti in una determinata derrata alimentare.

7 Gli additivi sono sostanze utilizzate nella fabbricazione di derrate alimentari per ottenere determinate qualità o effetti.

8 Le sostanze estranee sono sostanze inauspicate che non sono naturalmente presenti in una derrata alimentare (come, ad esempio, residui, impurità, prodotti del metabolismo microbico e nuclidi radioattivi).

Capitolo 2: Derrate alimentari e oggetti d'uso Sezione 1: Disposizioni generali Art. 4 Principio 1 Le derrate alimentari, gli additivi e gli oggetti d'uso, che non soddisfano le esigenze stabilite nella presente legge e nelle sue disposizioni esecutive, in particolare quelli che superano i valori limite e i valori di tolleranza, non devono essere utilizzati né distribuiti al consumatore, od esserlo soltanto con determinati oneri.

2 Per le derrate alimentari destinate esclusivamente all'esportazione, è applicabile l'ordinamento del Paese di destinazione, sempreché il Consiglio federale non disponga altrimenti.

832

Legge sulle derrate alimentari

Art. 5 Prodotti di base 1 Gli animali, le piante, i minerali e l'acqua potabile utilizzati per la fabbricazione di derrate alimentari o come derrate alimentari devono essere di natura tale che le derrate alimentari risultanti non mettano in pericolo la salute dell'uomo, né diano motivo d'inganno.

2 Per la valutazione sono determinanti: a. per gli animali: il foraggiamento e la cura; b. per le piante: la selezione, la coltivazione, la concimazione e la protezione fitosanitaria; e. per i minerali: la produzione e la composizione; d. per l'acqua potabile: la composizione e il trattamento.

3 II Consiglio federale può ammettere altri prodotti di base.

Art. 6 Derrate alimentari ammesse 1 II Consiglio federale stabilisce le sorte di derrate alimentari ammesse, le definisce, può disciplinare i requisiti cui esse devono soddisfare e ne istituisce la denominazione specifica.

2 L'Ufficio federale competente può autorizzare provvisoriamente derrate alimentari, che il Consiglio federale non ha ancora ammesse, e stabilire una denominazione specifica.

3 L'Ufficio federale competente pubblica periodicamente un elenco delle derrate alimentari ammesse in base ad un'autorizzazione particolare.

4 Le denominazioni specifiche devono caratterizzare la derrata alimentare e: a. corrispondere alla sua natura, nonché alle materie prime utilizzate per la sua fabbricazione; b. essere comprensibili ed inconfondibili; e. tener conto dell'aspettativa giustificata del consumatore.

5 II Consiglio federale disciplina l'ammissione delle derrate alimentari destinate alle persone che abbisognano, per motivi di salute, di una nutrizione speciale.

Art. 7 Processi di fabbricazione II Consiglio federale può limitare o vietare l'impiego di materie ausiliarie dell'agricoltura (art. 70 e 71 della legge sull'agricoltura 1' di medicamenti veterinari e di determinati processi di produzione agricola, come anche processi fisici, chimici, microbiologici o di ingegneria genetica per la fabbricazione o il trattamento di derrate alimentari, qualora: a. ne risultino derrate alimentari che possono mettere in pericolo la salute; b. non sia noto se la loro applicazione può condurre a derrate alimentari che possono mettere in pericolo la salute oppure e. tali sostanze o processi non siano necessari per la fabbricazione.

1>RS 910.1

833

Legge sulle derrate alimentari

Art. 8 Valori limite e valori di tolleranza 1 Le derrate alimentari possono contenere componenti, additivi, sostanze estranee e microorganismi (come batteri, lieviti, aspergini o virus) soltanto in una misura non pregiudicante la salute.

2 II Consiglio federale stabilisce, fondandosi su una valutazione tossicologica o epidemiologica: a. gli additivi ammissibili per le singole derrate alimentari e le loro quantità massime (valori limite); b. le concentrazioni massime (valori limite) per le sostanze estranee e i componenti; e. le quantità massime di microorganismi (valori limite).

3 II Consiglio federale può: a. in quanto sia tecnicamente possibile, stabilire le concentrazioni massime e le quantità massime di cui al capoverso 2 a un livello inferiore a quello che esigerebbe imperativamente la protezione della salute (valori di tolleranza); b. vietare integralmente, per le derrate alimentari, l'impiego di sostanze e di organismi di cui al capoverso 1, qualora essi non siano tecnicamente necessari per la fabbricazione, il trattamento o il deposito oppure non esista un metodo appropriato per rilevarli.

Art. 9 Divieto dell'assenzio II Consiglio federale stabilisce quali bevande sono considerate assenzio o imitazioni dell'assenzio.

Art. 10 Informazione del pubblico 1 La Confederazione provvede affinchè il pubblico venga sufficientemente informato sulle conoscenze scientifiche di interesse generale in ambito nutrizionale, che assumono segnatamente importanza per la prevenzione delle malattie e la protezione della salute, come anche su eventi particolari.

2 Essa può promuovere l'informazione e la corrispondente ricerca di altre istituzioni.

Sezione 2: Salute Art. 11 Alimenti e prodotti voluttuari 1 Gli alimenti non devono, nell'impiego usuale, mettere in pericolo la salute.

2 1 generi voluttuari non devono, nell'impiego e nel consumo usuali, mettere direttamente o inopinatamente in pericolo la salute.

3 II Consiglio federale può eccezionalmente sottoporre alle disposizioni concernenti i generi voluttuari (cpv. 2) gli alimenti particolarmente graditi e consumati in piccole quantità, qualora non possa essere soddisfatta l'esigenza secondo il capoverso 1.

834

Legge sulle derrate alimentari

Art. 12 Oggetti d'uso 1 Gli oggetti d'uso non devono, nell'impiego usuale o presunto, mettere in pericolo la salute.

2 II Consiglio federale può stabilire esigenze cui devono soddisfare gli oggetti d'uso.

3 In particolare può limitare o vietare l'impiego di determinate sostanze.

Art. 13 Limitazione della pubblicità Per proteggere la salute, in particolare quella dei giovani, il Consiglio federale può limitare la pubblicità in favore di bevande alcoliche, articoli di tabacco e articoli per fumatori.

Sezione 3: Contatti con le derrate alimentari Art. 14 Igiene 1 Chiunque fabbrica, tratta, deposita, trasporta o distribuisce derrate alimentari deve provvedere affinchè esse: a. siano depositate in modo ordinato e pulito; b. siano depositate, trasportate o distribuite in modo che non vengano alterate da sostanze che possono mettere in pericolo la salute; C. entrino in contatto diretto o indiretto soltanto con recipienti, materiale d'imballaggio, installazioni, attrezzi o altri oggetti simili puliti e in buono stato; d. siano depositate o trasportate unicamente in locali e veicoli puliti, sufficientemente grandi e sistemati adeguatamente per consentire un deposito corretto; e. non vengano quanto possibile alterati da organismi nocivi e da parassiti.

2 Nei contatti con le derrate alimentari, le persone che espellono agenti patogeni i quali possono mettere in pericolo la salute dei consumatori devono adottare misure protettive particolari.

3 II Consiglio federale emana prescrizioni concernenti l'igiene nei contatti con le derrate alimentari.

Art. 15 Macellazione 1 Gli animali devono essere macellati soltanto nei macelli autorizzati.

2 II Consiglio federale disciplina: a. le eccezioni per la selvaggina, il pesce e le macellazioni occasionali; b. la macellazione degli animali malati, sospetti di esserlo o infortunati.

Art. 16 Impianti di macellazione 1 Gli impianti di macellazione devono essere adeguatamente sistemati ed essere sufficientemente grandi e facili da pulire.

835

Legge sulle derrate alimentari :

II Consiglio federale stabilisce le dimensioni minime, come anche i locali e gli impianti necessari.

3 1 piani di costruzione e di trasformazione dei grandi macelli devono essere approvati dalla Confederazione, quelli inerenti agli altri macelli, dal Cantone.

4 Chiunque esercita un macello deve essere titolare di un'autorizzazione rilasciata dal Cantone.

Sezione 4: Inganni in materia di derrate alimentari Art. 17 Divieto d'inganno 1 Le derrate alimentari devono soddisfare le aspettative giustificate del consumatore.

2 In particolare esse non devono destare l'impressione che abbiano un valore superiore alla loro qualità reale.

3 La qualità pubblicizzata, come anche tutte le altre indicazioni sulla derrata alimentare devono corrispondere ai fatti.

Art. 18 Imitazione e confusione 1 Le derrate alimentari non devono essere imitate a scopo di inganno o fabbricate, trattate, distribuite, contrassegnate o pubblicizzate in modo ingannevole.

2 Le merci, che non sono derrate alimentari, non devono essere depositate, distribuite, contrassegnate o offerte in modo da poter essere confuse con derrate alimentari.

Sezione 5: Indicazioni sulle derrate alimentari Art. 19 1

Obbligo di informare e designazione

Chiunque distribuisce derrate alimentari informa l'acquirente, a domanda, sulla loro denominazione specifica e la loro composizione (ingredienti e additivi), come anche sulle altre indicazioni prescritte nell'articolo 20.

2 Chiunque distribuisce derrate alimentari preimballate deve apporre sull'imballaggio informazioni concernenti la denominazione specifica e la composizione.

3 Con la denominazione specifica possono essere utilizzate altre designazioni, sempreché queste non ingannino i consumatori.

4 Quando la natura della derrata alimentare è facilmente riconoscibile, può essere rinunciato alla denominazione specifica.

836

Legge sulle derrate alimentari

Art. 20 Designazione particolare 1 II Consiglio federale determina se occorre fornire al consumatore indicazioni supplementari, segnatamente su la conservabilità, il modo di conservazione, la provenienza (luogo, fabbricante, importatore o venditore), il modo di produzione, il modo di preparazione, gli effetti speciali, le scritte d'avvertimento e il valore nutritivo. Può emanare prescrizioni particolari concernenti la designazione dei cibi pronti al consumo sulla carta dei menu.

2 Può inoltre emanare prescrizioni concernenti la designazione delle derrate alimentari, per la protezione: a. della salute, in particolare delle persone particolarmente esposte a pericoli; b. dagli inganni, in particolare nei settori in cui i consumatori possono essere assai facilmente ingannati, a cagione della mercé o della natura del commercio.

3 II Consiglio federale disciplina la designazione delle derrate alimentari alle quali sono state aggiunte sostanze considerate vitali o fisiologicamente utili (vitamine, oligo-elementi).

Capitolo 3: Controllo delle derrate alimentari Sezione 1: Obblighi di controllo Art. 21 Metodi di analisi 1 II Consiglio federale emana raccomandazioni sul modo di analizzare e di valutare le derrate alimentari, gli additivi e gli oggetti d'uso secondo lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche.

2 Provvede per una pubblicazione separata delle raccomandazioni (manuale delle derrate alimentari).

3 Mediante ordinanza, può conferire obbligatorietà a talune parti del manuale delle derrate alimentari.

Art. 22 Controllo autonomo 1 Chiunque fabbrica, tratta, distribuisce o importa ed esporta derrate alimentari, additivi e oggetti d'uso deve provvedere, nel quadro della sua attività, affinchè le merci siano conformi alle esigenze legali. Deve analizzarle o farle analizzare secondo le regole di una buona pratica di fabbricazione.

2 II controllo ufficiale non libera dall'obbligo del controllo autonomo.

3 1 detentori di animali e gli acquirenti di animali da macello informano l'ispettore o il controllore delle carni se l'animale ha avuto malattie o è stato trattato con medicamenti, prima della macellazione.

55 Foglio federale. 72° anno. Voi. I

837

Legge sulle derrate alimentari

Sezione 2: Controllo Art. 23 Ispezione e campionatura 1 Gli organi di controllo esaminano le derrate alimentari, gli additivi, gli oggetti d'uso, i locali, gli impianti, i veicoli, i procedimenti di fabbricazione, gli animali, le piante, i minerali e i terreni utilizzati a scopi agricoli, come anche le condizioni igieniche; il controllo è eseguito di regola per prove a caso.

2 Gli organi di controllo possono prelevare campioni ed esaminare, se necessario, bollettini di fornitura, ricette e dispositivi di controllo.

3 Nell'adempimento del loro compito, essi hanno accesso, durante le ore usuali d'esercizio, ai fondi, alle aziende, ai locali ed ai veicoli.

Art. 24 Diritti e doveri del fabbricante e del commerciante 1 Chiunque fabbrica, tratta, deposita, distribuisce o importa ed esporta derrate alimentari, additivi ed oggetti d'uso deve coadiuvare gratuitamente gli organi di controllo nell'adempimento dei loro compiti e fornire le informazioni nccessarie.

2 Chiunque fa macellare animali deve mettere gratuitamente a disposizione i locali, gli impianti e il personale ausiliario adeguati per l'ispezione delle carni.

3 L'interessato ha diritto alla notificazione del risultato; la notificazione è consegnata a lui stesso o al suo rappresentante nel luogo di controllo.

4 Se un campione non è contestato, il proprietario può esigere il rimborso del controvalore, qualora il campione equivalga ad un valore minimo stabilito dal Consiglio federale.

Art. 25 Ispezione delle carni 1 Qualsiasi animale delle specie equina, bovina, ovina, caprina e suina, la cui carne è destinata ad essere utilizzata come alimento, deve essere esaminato da un ispettore o da un controllore delle carni, prima e dopo la macellazione.

2 II Consiglio federale disciplina la procedura d'esame. Può sottoporre altre specie di animali all'ispezione delle carni e prevedere eccezioni per la caccia.

3 L'ispettore o il controllore delle carni decide a quali scopi deve essere utilizzata la carne.

Art. 26 Contestazioni ' Con la contestazione, gli organi di controllo constatano che le esigenze legali non sono adempiute. Essa può concernere: a. le derrate alimentari, gli additivi e gli oggetti d'uso; b. le condizioni igieniche; e. i locali, gli impianti o i veicoli; d. i procedimenti di fabbricazione; e. gli animali, le piante, i minerali o i terreni utilizzati a scopi agricoli.

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Una contestazione è pronunciata in particolare qualora i valori limite o i valori di tolleranza siano superati.

3 Gli organi di controllo notificano le contestazioni agli interessati. In materia di ispezione delle carni, il Consiglio federale può prevedere eccezioni.

4 Gli organi di controllo contestano le merci destinate all'esportazione, se: a. sono manifestamente pericolose per la salute; b. non sono conformi, per quanto è riconoscibile, alle esigenze del Paese di destinazione.

5 Gli organi di controllo possono contestare merci in transito, qualora siano manifestamente pericolose per la salute.

Sezione 3: Provvedimenti Art. 27 Merci contestate 1 Gli organi di controllo decidono se le merci contestate: a. possono essere utilizzate con o senza oneri; b. devono essere eliminate dagli interessati oppure e. devono essere confiscate, rese inoffensive ed utilizzate o eliminate in modo inoffensivo a spese degli interessati.

2 Gli organi di controllo possono obbligare gli interessati a chiarire le cause dei difetti e ad informarli.

3 Se un valore limite è superato, gli organi di controllo ordinano i provvedimenti necessari per la protezione della salute.

4 Se un valore di tolleranza è superato, senza che sussista un pericolo per la salute, la mercé può essere utilizzata, con o senza oneri degli organi di controllo. Se gli oneri sono ripetutamente disattesi, gli organi di controllo possono parimente ordinare l'eliminazione o la confisca.

5 All'importazione o all'esportazione, le merci contestate possono pure essere respinte o consegnate, per complemento di inchiesta, al competente controllo cantonale delle derrate alimentari.

Art. 28 Altre contestazioni 1 Quando sono contestati procedimenti di fabbricazione, locali, impianti, veicoli o condizioni igieniche, gli organi di controllo ordinano la rimozione dei difetti.

2 Possono vietare, definitivamente o temporaneamente, procedimenti di fabbricazione, la macellazione di animali o l'utilizzazione di locali, impianti, veicoli e terreni agricoli.

3 Se le condizioni in un'azienda possono costituire un pericolo diretto ed importante per la salute pubblica, la competente autorità esecutiva può ordinarne la chiusura immediata.

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Art. 29 Misure provvisionali 1 Qualora lo esiga la protezione dei consumatori, gli organi di controllo sequestrano le merci contestate.

2 Possono sequestrare la mercé anche nel caso di sospetto motivato.

3 Le merci sequestrate possono essere poste in luogo sicuro.

4 Le merci sequestrate, che non possono essere conservate, sono utilizzate o eliminate, tenuto conto degli interessi della persona interessata.

Art. 30 Denuncia e ammonimento 1 L'autorità esecutiva competente denuncia all'autorità del procedimento penale le infrazioni alle prescrizioni del diritto sulle derrate alimentari.

2 Nei casi di esigua gravita, l'autorità esecutiva può rinunciare alla denuncia del responsabile e impartirgli un ammonimento. In tale caso, si prescinde da qualsiasi pena.

Capitolo 4: Esecuzione Sezione 1: Confederazione Art. 31 Importazione, transito ed esportazione 1 La Confederazione esegue la presente legge in connessione con l'importazione, il transito e l'esportazione e provvede per un corrispondente controllo delle derrate alimentari. Il Consiglio federale può demandare questi compiti esecutivi agli organi doganali.

2 La Confederazione controlla l'importazione e l'esportazione dei medicamenti veterinari per impedire la produzione di derrate alimentari non conformi alle esigenze legali.

3 Può affidare al controllo cantonale delle derrate alimentari la cura di eseguire determinati controlli e di decidere definitivamente.

Art. 32 Divieto d'importare II Dipartimento competente può vietare l'importazione di determinate merci pericolose per la salute, qualora il pericolo per la salute della popolazione non possa essere altrimenti evitato.

Art. 33 Ricerca e formazione La Confederazione: a. ricerca e procura le basi scientifiche richieste dall'applicazione della presente legge; b. può eseguire rilevazioni direttamente o in collaborazione con i Cantoni; e. collabora alla formazione e al perfezionamento degli organi di controllo.

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Art. 34 Esecuzione nell'esercito Negli impianti fissi utilizzati dall'esercito, la Confederazione esegue il controllo delle derrate alimentari, per quanto possibile, attraverso gli organi esecutivi cantonali. Del rimanente, l'esercito stesso provvede affinchè le esigenze della presente legge siano rispettate. Il Consiglio federale disciplina la procedura e la competenza.

Art. 35 Sorveglianza e coordinamento 1 La Confederazione sorveglia l'esecuzione della presente legge da parte dei Cantoni.

2 Essa coordina le misure esecutive dei Cantoni e la loro attività informativa, sempreché sussista un interesse nazionale.

3 A tale scopo, il Dipartimento competente può: a. obbligare i Cantoni ad informare la Confederazione sulle misure esecutive adottate e sui risultati di analisi; b. prescrivere ai Cantoni misure intese ad unificare l'esecuzione; e. in situazioni straordinarie, ordinare rispetto ai Cantoni determinate misure esecutive.

4 L'ufficio federale competente effettua esperimenti collettivi con i laboratori cantonali, onde unificare e armonizzare i metodi di analisi.

Art. 36 Disposizioni esecutive del Consiglio federale 1 II Consiglio federale emana le disposizioni esecutive.

2 Può delegarne la competenza ai dipartimenti.

Art. 37 Collaborazione internazionale 1 Allorché emana le sue prescrizioni, il Consiglio federale tiene conto delle raccomandazioni internazionali e delle relazioni del commercio esterno.

2 Nei limiti della presente legge, può dichiarare applicabili norme concernenti le derrate alimentari e gli oggetti d'uso, raccomandate da organizzazioni internazionali, e riconoscere servizi di controllo e certificati stranieri.

3 Può concludere accordi di diritto internazionale nei limiti delle competenze conferitegli dalla presente legge.

4 1 servizi federali collaborano con organi specializzati e istituzioni nazionali e internazionali.

Art. 38 Commissione dell'alimentazione ' II Consiglio federale istituisce una commissione federale dell'alimentazione e ne stabilisce la composizione.

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La commissione consiglia i servizi federali nelle questioni inerenti all'alimentazione.

3 Essa informa i dipartimenti competenti, all'attenzione dei servizi federali interessati e del pubblico, sulle questioni inerenti all'alimentazione.

Sezione 2: Cantoni Art. 39 Prescrizioni cantonali I Cantoni emanano le loro prescrizioni esecutive e le comunicano alle autorità federali.

Art. 40 Controllo delle derrate alimentari 1 1 Cantoni eseguono la presente legge, in quanto non ne sia competente la Confederazione, e provvedono al controllo delle derrate alimentari all'interno del Paese.

2 Designano un chimico cantonale, un veterinario cantonale, come anche il numero necessario di ispettori delle derrate alimentari, ispettori delle carni, controllori delle derrate alimentari e controllori delle carni.

3 1 Cantoni disciplinano i compiti di questi organi di controllo nell'ambito della presente legge; possono inoltre affidare ad altre autorità esecutive particolari compiti di controllo.

4 II chimico cantonale dirige il controllo delle derrate alimentari nel suo ambito. Coordina l'attività dei laboratori, degli ispettori e dei controllori delle derrate alimentari che gli sono subordinati.

5 II veterinario cantonale oppure un veterinario designato dal Cantone, che soddisfa le esigenze, dirige il controllo dell'allevamento e della macellazione degli animali. Coordina l'attività degli ispettori e dei controllori della carne che gli sono subordinati. I Cantoni possono inoltre affidargli il controllo della trasformazione della carne.

6 Per l'esame delle prove, i Cantoni esercitano laboratori adeguatamente specializzati. Possono raggrupparsi per la gestione di laboratori comuni.

7 1 Cantoni disciplinano i compiti dei controllori delle derrate alimentari e dei controllori della carne dei comuni.

Art. 41 Formazione e perfezionamento 1 Gli organi di controllo devono adempiere le esigenze stabilite dal Consiglio federale per le singole funzioni.

2 1 Cantoni provvedono per la formazione e il perfezionamento degli organi di controllo.

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Sezione 3: Prescrizioni esecutive speciali Art. 42 Obbligo del segreto Tutte le persone incaricate dell'esecuzione della presente legge sottostanno all'obbligo del segreto.

Art. 43 Avvertimento al pubblico ' Le autorità esecutive informano il pubblico e raccomandano il modo di comportarsi, se accertano che a un numero indeterminato di consumatori sono stati distribuiti derrate alimentari, additivi o oggetti d'uso presentanti un pericolo per la salute.

2 Se è minacciata la popolazione di più Cantoni, l'informazione e le raccomandazioni incombono alle autorità federali.

3 Secondo le possibilità, l'autorità consulta previamente i fabbricanti, gli importatori, i distributori o i venditori, come anche le organizzazioni di consumatori.

Capitolo 5: Finanziamento Art. 44 Ripartizione dei compiti La Confederazione ed i Cantoni assumono le spese d'esecuzione della presente legge nel loro ambito di competenza.

Art. 45 Emolumenti 1 Possono essere riscossi emolumenti per: a. l'ispezione delle carni, comprese le analisi complementari; b. le autorizzazioni e le approvazioni; e. i controlli dell'importazione, del transito e dell'esportazione; d. le prestazioni speciali di servizi; e. i controlli che esulano dal campo d'attività ordinario degli organi di controllo; f. i controlli implicanti contestazioni.

2 Del rimanente, il controllo delle derrate alimentari è esente da emolumenti.

3 II Consiglio federale stabilisce gli emolumenti.

Capitolo 6: Pesatura degli animali macellati Art. 46 Peso di macellazione II Consiglio federale disciplina il modo di calcolo del peso di macellazione nel commercio del bestiame.

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Capitolo 7: Disposizioni penali e protezione giuridica Sezione 1: Disposizioni penali Art. 47 Reati ' È punito con la detenzione o con la multa chiunque intenzionalmente: a. fabbrica, tratta, deposita, trasporta o distribuisce alimenti in modo tale che, nel caso di impiego usuale, possano mettere in pericolo la salute; b. fabbrica, tratta, deposita, trasporta o distribuisce prodotti voluttuari in modo tale che, nel caso di impiego e di consumo usuali, possano mettere direttamente o inopinatamente in pericolo la salute; e. fabbrica, tratta, deposita, trasporta o distribuisce oggetti d'uso in modo tale che, nel caso di impiego usuale o presunto, possano mettere in pericolo la salute; d. fabbrica, importa, trasporta, vende, aiuta a smerciare, ovvero acquista o deposita a scopo di vendita bevande vietate contenenti assenzio o imitazioni vietate dell'assenzio; e. importa o esporta derrate alimentari e oggetti d'uso che possono mettere in pericolo la salute.

2 La pena è della detenzione sino a cinque anni o della multa, se l'autore ha agito per professione o a scopo di lucro.

3 Se l'autore ha agito per negligenza, la pena è della detenzione sino a sei mesi o della multa.

Art. 48 Contravvenzioni 1 È punito con l'arresto o con la multa sino a 20 000 franchi chiunque, intenzionalmente o per negligenza: a. contravviene alle prescrizioni sulle norme di igiene nei contatti con le derrate alimentari; b. utilizza sostanze o procedimenti vietati nella produzione agricola e nella fabbricazione di derrate alimentari; e. contravviene alle prescrizioni, fondate sulla presente legge, concernenti l'importazione, il transito e l'esportazione di derrate alimentari e di oggetti d'uso; d. contravviene alle prescrizioni, fondate sulla presente legge, concernenti l'importazione e l'esportazione di medicamenti veterinari; e. macella illecitamente animali fuori dei macelli autorizzati; f. sottrae all'esame degli organi di controllo derrate alimentari, additivi, oggetti d'uso, locali, impianti, veicoli e procedimenti di fabbricazione, come anche animali, piante, minerali o terreni, utilizzati per la fabbricazione di derrate alimentari, ovvero impedisce o rende difficile tale controllo; g. fabbrica, tratta, deposita, trasporta o distribuisce derrate alimentari, additivi o oggetti d'uso in modo che essi non soddisfino le esigenze della presente legge; 844

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h. fornisce indicazioni false o fallaci su derrate alimentari; i. omette, prima della macellazione, l'annuncio prescritto agli organi di controllo sulle malattie degli animali o sui trattamenti cui sono stati sottoposti; k. omette le indicazioni prescritte sulle derrate alimentari o le riproduce in modo inesatto; 1. contravviene alle restrizioni della pubblicità, fondate sulla presente legge, in favore di bevande alcoliche o di articoli di tabacco e articoli per fumatori; m. contravviene alle prescrizioni concernenti il calcolo del peso di macellazione.

2 II tentativo e la complicità sono punibili.

3 In casi di esigua gravita, si può prescindere dal procedimento penale e dalla pena.

Art. 49 Prescrizione In materia di contravvenzioni, l'azione penale si prescrive in due anni, la pena, in cinque anni.

Art. 50 Infrazioni commesse nell'azienda, falsità in documenti Nel settore disciplinato dal diritto sulle derrate alimentari, gli articoli 6, 7 e 15 della legge federale sul diritto penale amministrativo 1' sono applicabili anche per le autorità cantonali.

Art. 51 Procedimento penale 1 I Cantoni perseguono e giudicano le infrazioni. L'ufficio federale cui compete la sorveglianza conferita alla Confederazione può obbligare le autorità cantonali ad avviare un procedimento (art. 258 della legge federale sulla procedura penale 2').

2 L'Amministrazione delle dogane persegue e giudica le infrazioni alle prescrizioni fondate sulla presente legge, concernenti l'importazione, il transito e l'esportazione.

3 Se un'infrazione costituisce simultaneamente un'infrazione secondo il capoverso 2, come anche un'infrazione giusta la legge del 9 marzo 19783' sulla protezione degli animali, la legge del 1° ottobre 19254' sulle dogane, la legge del 1° luglio 1966) sulle epizoozie, la legge federale del 20 giugno 19866> sulla »RS > RS 3) RS ">RS 5 > RS 6 > RS 2

313.0 312.0 455 631.0 916.40 922.0

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caccia o quella del 14 dicembre 1973]) sulla pesca, perseguibile dall'Amministrazione delle dogane, è applicata la pena incorsa per l'infrazione più grave; la pena può essere aumentata adeguatamente.

4 I Cantoni conferiscono agli organi esecutivi del controllo delle derrate alimentari la qualità di funzionari della polizia giudiziaria.

Art. 52 Spese processuali La persona condannata assume le .spese di procedura, comprese quelle della procedura amministrativa.

Sezione 2: Protezione giuridica Art. 53 Procedura d'opposizione Le decisioni su provvedimenti possono essere impugnate con opposizione all'autorità di decisione.

Art. 54 Procedura ricorsuale cantonale 1 Nei limiti della presente legge, i Cantoni disciplinano la procedura d'opposizione e di ricorso secondo il diritto cantonale.

2 Istituiscono un'autorità di ricorso incaricata di verificare se le decisioni dei loro organi esecutivi, compreso l'apprezzamento, sono conformi alla presente legge.

Art. 55 Amministrazione della giustizia federale In quanto la presente legge non disponga altrimenti, la procedura di opposizione e di ricorso è disciplinata secondo la legge federale sulla procedura amministrativa 2' e quella sull'organizzazione giudiziaria 3).

Art. 56 Termini 1 II termine d'opposizione è di cinque giorni.

2 II termine di ricorso contro le decisioni su provvedimenti ricadenti nell'ambito del controllo delle derrate alimentari (art. 23, 27-29) è di dieci giorni.

3 II termine di ricorso contro le decisioni prese nel quadro dell'ispezione delle carni (art. 25, 27 e 29) è di cinque giorni.

Art. 57 Effetto sospensivo, misure provvisionali 1 L'autorità di decisione e l'autorità di ricorso possono revocare l'effetto sospensivo ad una opposizione o ad un ricorso.

» RS 923.0 >RS 172.021 «RS 173.110 2

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Se a una opposizione o a un ricorso è conferito l'effetto sospensivo, l'autorità di decisione o l'autorità di ricorso può prendere misure provvisionali.

Art. 58 Responsabilità civile La collettività risponde del danno qualora, nell'esecuzione della presente legge, la sua autorità ha illecitamente: a. preso una decisione su misure provvisionali (art. 29 e 57); b. preso un provvedimento inadeguato o rifiutato di prendere una decisione (art. 27 e 28); e. revocato l'effetto sospensivo; d. respinto o accordato tardivamente una domanda di ripristino dell'effetto sospensivo.

Capitolo 8: Disposizioni finali Art. 59 Abrogazioni del diritto previgente Sono abrogate: a. la legge federale del 7 marzo 19121' sul divieto del vino artificiale e del sidro artificiale; b. la legge federale del 24 giugno 19102) concernente il divieto dell'assenzio; e. la legge federale dell'8 dicembre 19053) sul commercio delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso e consumo.

Art. 60 Modificazioni del diritto vigente 1. La legge federale del 9 marzo 19784) sulla protezione degli animali è modificata come segue: Art. 32 cpv. 2 e 2bìs 2 L'Ufficio federale di veterinaria persegue e giudica le infrazioni di cui all'articolo 28, come anche quelle commesse all'atto dell'importazione, del transito e dell'esportazione. Se vi è simultaneamente un'infrazione alla legge federale del 1° ottobre 19255) sulle dogane, l'inchiesta è condotta dall'Amministrazione delle dogane che emana parimenti il decreto penale.

"CS 4 690 2) CS 4 667 3

>CS 4 463; RU 1979 1758, 1985 1992 i) RS 455 5 >RS 631.0 847

Legge sulle derrate alimentari 2bis

Se un'infrazione costituisce simultaneamente un'infra/ione secondo il capoverso 2, come anche un'infrazione giusta la legge del 2) 1° ottobre 1925" sulle dogane, la legge del 3) sulle derrate alimentari, la legge del 1° luglio 1966 sulle epizoozie, la legge federale del 20 giugno 19864) sulla caccia o quella del 14 dicembre 1973s> sulla pesca, perseguibile dalla stessa autorità amministrativa della Confederazione, è applicata la pena incorsa per l'infrazione più grave; la pena può essere aumentata adeguatamente.

2. La legge del 1° luglio 19663) sulle epizoozie è modificata come segue:

1 imitazione del commercio delle derrate alimentari

Art. lOb (nuovo) II Consiglio federale può limitare il commercio delle derrate alimentari per motivi inerenti alla polizia delle epizoozie. Può affidare il controllo agli organi del controllo delle derrate alimentari.

Art. 52 cpv. 2 e 2bìs 2 L'Ufficio federale di veterinaria persegue e giudica le infrazioni commesse all'atto dell'importazione, del transito e dell'esportazione. Se vi è simultaneamente un'infrazione alla legge sulle dogane1', l'inchiesta è condotta dall'Amministrazione delle dogane che emana parimenti il decreto penale. L'Amministrazione delle dogane è esclusivamente competente, se l'oggetto dell'infrazione è costituito dalla carne o da un prodotto carneo.

2b s ' Se un'infrazione costituisce simultaneamente un'infrazione secondo il capoverso 2, come anche un'infrazione giusta la legge del 9 marzo 19786) sulla protezione degli animali, la legge del 1° ot2> tobre 1925" sulle dogane, la legge del sulle derrate alimentari, la legge federale del 20 giugno 19864) sulla caccia o quella del 14 dicembre 19735) sulla pesca, perseguibile dalla stessa autorità amministrativa della Confederazione, è applicata la pena incorsa per l'infrazione più grave; la pena può essere adeguatamente aumentata.

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RS 916.40 41 RS 922.0 51 RS 923.0 <" RS 455 31

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3. La legge sull'agricoltura1' è modificata come segue: Art. 47 cpv. 3 (nuovo) 3 Con lo scopo dell'allevamento, dev'essere tenuto conto delle esigenze della legislazione sulle derrate alimentari.

Art. 70 cpv. 1 ' Le materie ausiliarie dell'agricoltura, quali i concimi, i foraggi, le sementi, i prodotti fitosanitari e gli erbicidi, come anche determinate specialità e surrogati destinati ad aumentare o a migliorare la produzione agricola sono sottoposti al controllo previsto dalla presente legge.

Art. 71 cpv. 1 1 II Dipartimento federale dell'economia pubblica, dopo aver sentito i circoli interessati, pubblica un manuale delle materie ausiliarie dell'agricoltura, che deve essere adattato periodicamente ai bisogni. Nel catalogo sono specificate le proprietà minime che i diversi prodotti devono avere. È parimenti tenuto conto delle esigenze stabilite dalla legislazione sulle derrate alimentari.

D. Permesso e notificazione di materie ausiliarie

Art. 73 ' Chiunque intende mettere in commercio una materia ausiliaria, non definita nel manuale, deve sottoporla per perizia al servizio designato dal Consiglio federale. Questo servizio decide provvisoriamente l'ammissione mediante un permesso particolare.

2 II Dipartimento federale dell'economia pubblica pubblica periodicamente un elenco delle materie ausiliarie ammesse con permesso particolare, che non sono definite nel manuale.

3 II Consiglio federale può prescrivere che determinate materie ausiliarie, appartenenti a un gruppo di merci definito nel manuale, devono essere notificate, con indicazione della loro composizione, al servizio competente.

Art. 61 Referendum ed entrata in vigore 1 La presente legge sottosta al referendum facoltativo.

2 II Consiglio federale ne determina l'entrata in vigore.

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"RS 910.1

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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Messaggio concernente una legge federale su le derrate alimentari e gli oggetti d'uso (Legge sulle derrate alimentari, LDAL) del 30 gennaio 1989

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28.03.1989

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