# S T #

89.010

Messaggio concernente l'iniziativa popolare «per la limitazione drastica e graduale degli esperimenti sugli animali (Via dagli esperimenti sugli animali!)» del 30 gennaio 1989

Onorevoli presidenti e consiglieri, Vi proponiamo nel presente messaggio di sottoporre al popolo e ai Cantoni, senza controprogetto, l'iniziativa popolare «per una limitazione drastica e graduale degli esperimenti sugli animali (Via dagli esperimenti sugli animali!)» con la raccomandazione di respingerla.

Alleghiamo il corrispondente disegno di decreto federale.

Vi proponiamo inoltre di togliere di ruolo gli interventi parlamentari seguenti: 1984 P 84.494 Allevamento di animali da laboratorio. Sorveglianza cantonale (N 14.12.84, Nebiker) 1985 P 85.424 Protezione degli animali: Ampliamento delle commissioni (N 21.6.85, Weder-Basilea) 1985 P 85.377 Ordinanza sulla protezione degli animali. Revisione (N 21.6.85, Wick) 1986 P 85.956 Protezione degli animali: Modificazione dell'ordinanza (N 21.3.86, Carobbio) 1987 P 86.135 Protezione degli animali. Revisione della legge e dell'ordinanza (N 20.3.87, Weder-Basilea) Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

30 gennaio 1989

850

In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Delamuraz II cancelliere della Confederazione, Buser

Compendio L'iniziativa riveste la forma di un nuovo articolo 25ter Cost. Secondo il nuovo artìcolo costituzionale, gli esperimenti sugli animali sarebbero in principio vietati in Svizzera; quelli indispensabili rimarrebbero permessi nel quadro delle eccezioni stabilite dalla legislazione federale. Al fine di indurre i ricercatori a rinunciare a esperimenti inutili e per incoraggiarli a valersi di metodi alternativi, la legislazione prevederebbe condizioni restrittive e un diritto di ricorso per le organizzazioni che si occupano della protezione degli animali. Qualora la modificazione costituzionale venisse accolta, gli esperimenti sugli animali non verrebbero immediatamente vietati. Entro cinque anni, il legislatore sarebbe tenuto a determinare le eccezioni consentite.

Secondo la legge del 9 marzo 1978 sulla protezione degli animali, in vigore da metà 1981, gli esperimenti sugli animali non sono, di norma, vietati, bensì devono essere «limitati all'indispensabile». Gli esperimenti che arrecano agli animali dolore, li pongono in uno stato di grave spavento o pregiudicano considerevolmente il loro stato generale, sono sottoposti all'autorizzazione dell'autorità cantonale. La legislazione sulla protezione degli animali mira a limitare nella misura del possibile gli esperimenti sugli animali e persegue in definitiva lo stesso scopo dell'iniziativa. In numerosi settori della ricerca chimicofarmaceutica, medica e biologica, nonché in quello del controllo dell'innocuità dei prodotti, non è tuttavia possibile, alla luce delle conoscenze scientifiche attuali, rinunciare agli esperimenti sugli animali.

Nel corso degli ultimi anni, sono stati nondimeno conseguiti sensibili progressi.

In particolare vanno citati: - la revisione delle linee direttive dell'Organizzazione di cooperazione e sviluppo economico (OCSE) concernenti la determinazione della tossicità acuta e il test d'irritazione degli occhi; - l'adattamento delle direttive di registrazione di medicamenti dell'Ufficio intercantonale di controllo dei medicamenti (UICM); - la modificazione dell'ordinanza sulle sostanze tossiche per quanto concerne la valutazione della pericolosità generale al momento della classificazione nelle singole classi di tossicità; - una diminuzione del 35 per cento degli esperimenti su animali tra il 1983 e il 1987; - il miglioramento delle condizioni di custodia degli animali da esperimento grazie a nuove gabbie e recinti; - l'intensificazione della ricerca di nuovi metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali, con l'appoggio della Confederazione, dell'industria e delle organizzazioni operanti a favore degli animali.

Se lo scopo dell'iniziativa può essere condiviso, per conseguirlo non è però indispensabile un nuovo disposto costituzionale. Le restrizioni proposte con l'articolo costituzionale possono essere introdotte, in quanto appaiano oggettivamente necessarie, nella legge sulla protezione degli animali e, in certi casi, nel-

851

l'ordinanza pertinente. Tuttavia bisogna evitare una riduzione drastica e a breve termine degli esperimenti sugli animali, che avrebbe ripercussioni negative sulla ricerca e sull'economia.

Il diritto di ricorso e d'azione richiesto per le associazioni potrebbe, se lo si considera nell'ottica degli interessi in gioco, essere introdotto nel campo della protezione degli animali come lo è già stato in quello della protezione della natura e del paesaggio. Non sono tuttavia noti casi concreti di abuso, contro i quali il diritto di ricorso di un 'associazione si sarebbe rivelato necessario. Inoltre, questo strumento presenterebbe alcuni svantaggi: l'industria correrebbe il rischio che persone non autorizzate siano informate di segreti della ricerca. La ricerca stessa potrebbe essere intralciata da ricorsi abusivi. Aumenterebbero le formalità amministrative e giuristi non cogniti della materia dovrebbero giudicare in tema di esperimenti sugli animali.

Gli strumenti legali offerti dalla legislazione vigente sulla protezione degli animali sono sufficienti. Anche senza accordare alle associazioni il diritto di ricorso, la legge ha già portato negli ultimi anni a una considerevole diminuzione degli esperimenti sugli animali. Di conseguenza, il Consiglio federale ritiene che l'iniziativa, senza controprogetto, debba essere respinta e che la legge sulla protezione degli animali non richieda, per ora, modificazione alcuna.

852

I II

Iniziativa Tenore dell'iniziativa

L'iniziativa ha il tenore seguente: I La Costituzione federale è completata come segue: Art. 25'" (nuovo) 1 Gli esperimenti sugli animali che arrecano loro dolori, sofferenze o danni sono vietati su tutto il territorio della Confederazione.

2 La legislazione federale determina le eccezioni. Autorizzazioni per esperimenti che non sono né di importanza decisiva per la conservazione della vita umana o animale né per la cura o il lenimento di sofferenze considerevoli possono essere accordate soltanto con il massimo ritegno.

3 Detta legislazione ha lo scopo di limitare considerevolmente e progressivamente gli esperimenti sugli animali. In particolare essa contiene disposizioni anche su: a. la riduzione, il miglioramento e la sostituzione degli esperimenti sugli animali; b. il promovimento di metodi alternativi agli esperimenti sugli animali; e. l'obbligo d'autorizzazione per esperimenti su certi invertebrati; d. il controllo integrale obbligatorio dell'effettivo degli animali negli istituti e nei laboratori che procedono a esperimenti su animali nonché negli allevamenti di animali da laboratorio; e. l'obbligo d'informazione delle autorità e degli istituti, laboratori e allevamenti di cui alla lettera d; f. il diritto di ricorso e d'azione, nei confronti delle autorità federali e cantonali, spettante alle organizzazioni che, secondo i loro statuti, si occupano della protezione degli animali; g. l'istituzione e la gestione di un centro di documentazione per l'attuazione delle disposizioni dei capoversi 2 e 3.

4 11 diritto federale dev'essere adattato in conformità dei capoversi 1 a 3, periodicamente ma almeno ogni cinque anni, al più recente stato della scienza, della ricerca e della tecnica.

5 L'esecuzione delle prescrizioni federali incombe ai Cantoni in quanto la legge non la riservi alla Confederazione.

Il

La Costituzione federale è modificata come segue: Art. 25bis cpv. 2 lett. d d. gli interventi su animali vivi; 111

Le disposizioni transitorie della Costituzione federale sono completate come segue:

56 Foglio federale. 72° anno. Voi. I

853

Art. 19 (nuovo) II più tardi cinque anni dopo l'accettazione dell'articolo 25ter, tutti gli esperimenti sugli animali secondo l'articolo 25ter capoverso 1 saranno vietati fino all'entrata in vigore della pertinente legislazione federale.

12

Cenni storici

II 30 ottobre 1986, la Protezione svizzera degli animali (PSA) ha depositato l'iniziativa popolare «per la limitazione drastica e graduale degli esperimenti sugli animali (Via dagli esperimenti sugli animali!)». Con decisione del 22 gennaio 1987, la Cancelleria federale ne ha constatato la riuscita (130 175 firme valide su 137093 depositate, FF 1987 I 695).

L'iniziativa contiene una clausola che consente al comitato d'iniziativa, composto di 16 membri della PSA, di ritirarla senza riserve a maggioranza semplice.

Le traduzioni del testo dell'iniziativa sono state verificate, prima dell'inizio della raccolta delle firme, dai servizi linguistici della Cancelleria federale (FF 1985 I 1077; BB1 1985 I 1250 segg.; FF[f] 1985 I 1231 seg.).

13 131

Validità Unità di forma

Una domanda d'iniziativa può essere presentata soltanto, o come proposta generale, oppure come progetto già elaborato (art. 121 cpv. 4 Cost.). Giusta l'articolo 75 capoverso 3 della legge federale del 17 dicembre 1976 sui diritti politici (RS 161.1), la combinazione di queste due forme non è ammessa.

La presente iniziativa riveste unicamente la forma di un progetto già elaborato.

L'unità di forma è dunque rispettata.

132

Unità di materia

Un'iniziativa deve avere come oggetto un'unica materia (art. 121 cpv. 3 Cost.)

e quest'unità risulta rispettata quando i singoli punti dell'iniziativa abbiano tra di loro un'intrinseca connessione (art. 75 cpv. 2 della legge federale sui diritti politici).

La presente iniziativa si riferisce unicamente al divieto di principio di effettuare esperimenti sugli animali e alle eccezioni a detto divieto, da determinarsi in una legge federale. L'unità di materia è dunque osservata.

14

Scopi

Gli autori dell'iniziativa hanno iniziato la raccolta delle firme il 14 maggio 1985, circa sei mesi prima della votazione sull'iniziativa popolare «per la sop854

pressione della vivisezione» depositata da Helvetia Nostra. Se quest'iniziativa fosse stata accettata, ogni esperimento su animali in Svizzera sarebbe stato immediatamente vietato (cfr. n. 25).

Allora, la Protezione svizzera degli animali aveva manifestato riserve, se non disapprovazione, per un'iniziativa così radicale: era consapevole dell'esistenza di settori della ricerca e delle procedure di controllo, ove per il momento la rinuncia agli esperimenti sugli animali è inattuabile. Era manifestamente dell'avviso che l'accettazione dell'iniziativa di Helvetia Nostra non avrebbe portato alla soppressione della vivisezione, bensì al trasferimento all'estero degli esperimenti, compromettendo in definitiva la finalità ultima, vale a dire la rinuncia, per quanto più possibile, alla sperimentazione sugli animali.

Secondo la Protezione svizzera degli animali, la presente iniziativa costituisce una soluzione realistica per ottenere una riduzione progressiva degli esperimenti sugli animali, senza rinunciarvi nei casi in cui siano indispensabili. Il principio - divieto generale con facoltà di autorizzare deroghe - esprime l'atteggiamento morale ed etico, nonché il fine perseguito. Le condizioni alle quali le deroghe sottostanno stimolano i ricercatori a trovare metodi alternativi e a introdurli nella pratica. Il diritto di ricorso delle associazioni consentirebbe ad un'istanza superiore neutra di esercitare un controllo sull'esecuzione della legge e di elaborare una giurisprudenza sulla materia.

2

Situazione attuale

21

Prescrizioni vigenti concernenti gli esperimenti sugli animali

La legge del 9 marzo 1978 sulla protezione degli animali (LPDA; RS 455) e l'omonima ordinanza del 27 maggio 1981 (OPAn; RS 455.1) sono in vigore dal 1° luglio 1981.

La legge sulla protezione degli animali si applica soltanto ai vertebrati (art. 1 cpv. 2 LPDA) ed enuncia come principio fondamentale (art. 2 cpv. 3 LPDA): «È vietato infliggere ingiustificatamente ad animali dolori, sofferenze, lesioni 0 spavento». Gli esperimenti sugli animali, definiti dall'articolo 12 LPDA come «ogni procedimento, in cui sono impiegati animali vivi con lo scopo di verificare un'ipotesi scientifica, ottenere informazioni, ricavare o controllare una sostanza oppure accertare gli effetti sull'animale di determinati provvedimenti, nonché qualsiasi utilizzazione di animali per la ricerca sperimentale sul comportamento», non sono, di regola, vietati. Nondimeno, «gli esperimenti, soggetti ad autorizzazione, sugli animali devono essere limitati all'indispensabile» (art. 14 cpv. 1 LPDA). L'autorizzazione è necessaria per «gli esperimenti che causano agli animali dolore o grave spavento o pregiudicano considerevolmente il loro stato generale» (art. 13 LPDA).

1 Cantoni sono competenti per accordare le autorizzazioni. A questo proposito, due sono i generi di restrizione che devono essere tenuti in considerazione. Innanzitutto, le autorizzazioni possono essere concesse soltanto ai direttori scientifici di istituti o laboratori (art. 14 cpv. 2 LPDA), soddisfacenti alle esigenze dell'art. 15 LPDA per quanto riguarda personale, installazioni e custodia degli 855

animali. Inoltre, gli esperimenti possono essere autorizzati soltanto per gli scopi menzionati dall'articolo 14 capoverso 2 lettere a-e. L'autorità cantonale deve segnatamente verificare se (art. 61 cpv. 4 OPAn): - l'esperimento è indispensabile per conseguire lo scopo oppure se può essere sostituito con altri procedimenti; - la concezione dell'esperimento è metodicamente idonea; - l'esperimento non può essere svolto con animali di speci inferiori; - il numero degli animali previsti è necessario.

Le prescrizioni generali sulla custodia di animali (art. 1 a 7, 11, allegati 1 e 2 OPAn) si applicano di principio anche agli animali da esperimento (art. 58 OPAn). Eccezioni sono ammesse, per il tempo strettamente necessario, soltanto nella misura in cui sono realmente indispensabili e autorizzate per un esperimento. L'articolo 59 e l'allegato 3 dell'OPAn disciplinano le condizioni di custodia degli animali da esperimento.

Le prescrizioni concernenti gli esperimenti sugli animali devono garantire che non vengano fatti esperimenti superflui e che quelli indispensabili infliggano le minori sofferenze possibili agli animali impiegati, riducendo al minimo il numero di quest'ultimi.

22

Legislazione sulla sanità pubblica e sulla protezione ecologica

Per l'ammissione e la registrazione di sostanze nocive alla salute dell'uomo o degli animali o di quelle che potrebbero danneggiare l'ambiente, la legislazione, in Svizzera e all'estero, prescrive talvolta esperimenti sugli animali. Vengono segnatamente controllati i medicamenti ad uso umano e veterinario, gli additivi per le derrate alimentari, i prodotti chimici agricoli e industriali, nonché i prodotti impiegati nell'economia domestica e nel tempo libero. Gli esperimenti necessari per il controllo di queste sostanze sottostanno alla legislazione sulla protezione degli animali e sono autorizzati soltanto entro i limiti delle condizioni restrittive.

Nelle direttive per la registrazione di medicamenti ad uso umano 1)*), del 16 dicembre 1977, revisione del 23 maggio 1985, l'Ufficio intercantonale di controllo dei medicamenti (UICM) prescrive che gli esperimenti devono rispettare le disposizioni della legislazione sulla protezione degli animali. Per quanto riguarda la determinazione della tossicità acuta, le direttive prescrivono che il controllo venga effettuato servendosi di animali di speci inferiori o, in quanto possibile, per mezzo di procedimenti alternativi. Nella maggior parte dei casi, è sufficiente procedere alla valutazione della dose letale approssimativa, vale a dire al test DL 50 approssimativo, che richiede per la sua effettuazione un numero esiguo di animali.

Secondo le direttive del 13 maggio 1982 concernenti la registrazione di medicamenti ad uso veterinario, revisione del 22 maggio 1986, per la valutazione della tossicità acuta bisogna tener conto dei risultati di esperimenti appropriati su or·' La nota ", come pure tutte le altre note, figurano in coda al messaggio.

856

gani isolati, culture cellulari, enzimi, ecc., e determinare approssimativamente il DL 50.

Il controllo e gli esami di sieri e vaccini usati nella medicina umana sono disciplinati nel nostro decreto del 17 dicembre 1931 (RS 812. 111) che si fonda sulla legge sulle epidemie del 18 dicembre 1970 (RS 818.101). Il controllo e gli esami di sieri e vaccini per uso veterinario sono disciplinati nell'ordinanza dell'Ufficio federale di veterinaria del 1° maggio 1974 (RS 916.445.2), fondata sulla legge del 1° luglio 1966 sulle epizoozie (RS 916.40).

Nelle prescrizioni della Farmacopea europea che sono integrate nella Farmacopea svizzera (Pharmacopea Helvetica), 7 a edizione, sono richiesti controlli biologici sugli animali per una serie di sieri, vaccini e altri medicamenti al fine di determinarne l'efficacia e la tossicità e, più raramente, per l'identificazione, la determinazione dell'inattivazione o dell'azione di allergeni. La Svizzera esige anche un dosaggio biologico della vitamina D per mezzo di ratti. In casi particolari sono previsti controlli biologici circa l'azione pirogena (sostanze che provocano la febbre). Nel quadro della legislazione sui veleni, giusta l'articolo 4 della pertinente ordinanza del 19 settembre 1983 (RS 914.801), i veleni sono classificati secondo la loro pericolosità generale in cinque classi di tossicità. La classificazione si fonda sulle «dosi letali acute accertate mediante somministrazione orale ad alcuni animali, di norma a ratti». In questo modo, è stato possibile ridurre da 50 a cinque il numero di animali necessario per un esperimento destinato a determinare la DL 50. Secondo le nuove direttive delI'OCSE per il controllo di prodotti chimici, questo esperimento può pertanto essere eseguito servendosi di un numero modesto di animali. Anche il controllo dell'azione irritante delle sostanze, secondo le direttive delI'OCSE, può essere effettuato mediante un test perfezionato d'irritazione degli occhi su un numero esiguo di animali.

Per il controllo della tossicità acuta e cronica, come pure dell'azione irritante e corrosiva delle sostanze sugli occhi, non è per il momento possibile rinunciare del tutto agli esperimenti sugli animali, visto che non disponiamo ancora di procedimenti alternativi sufficientemente sicuri 3). Nondimeno, quasi tutte le attribuzioni ad una classe di tossicità possono essere effettuate servendosi della biblioteca dei dati tossicologici. Per questa ragione, l'esperienza dimostra che, nonostante l'utilizzazione di numerosi dati tossicologici, soltanto nel 2,5 per cento di casi circa sono necessari nuovi esperimenti sugli animali.

Nel quadro della legislazione sulle derrate alimentari, le concentrazioni massime ammesse per gli additivi (p. es. nitriti nei preparati di carne, solfiti nel vino), le componenti e le sostanze estranee (p. es. metalli pesanti, pesticidi, antibiotici) sono stabilite secondo criteri tossicologici. Anche gli oggetti d'uso e consumo (p. es. imballaggi di derrate alimentari, giocattoli, cosmetici) non devono essere nocivi alla salute per la loro composizione chimica. Attualmente certi dati possono essere raccolti unicamente per mezzo di esperimenti sugli animali. Nondimeno, anche in questi casi le valutazioni dovranno essere-effettuate secondo le linee direttive dell'OCSE, impiegando il minor numero di animali.

I cosmetici (cfr. la definizione data dall'articolo 467 dell'ordinanza sulle derrate alimentari; RS 817.02) costituiti di preparazioni conosciute da tempo pos857

sono essere valutati senza esperimenti speciali, p. es. quelli destinati alla cura della pelle. Poiché la tossicità orale acuta dei prodotti grezzi utilizzati in questi casi è già conosciuta, la tossicità orale acuta del cosmetico pronto per l'uso può essere calcolata in funzione dei valori dei singoli prodotti grezzi. Nuovi esperimenti sugli animali possono così essere evitati 4).

Nell'ambito della legislazione sulla protezione dell'ambiente, l'ordinanza del 9 giugno 1986 sulle sostanze ecologicamente nocive (Osost; RS 814.013) prevede che il fabbricante di una sostanza debba valutarne l'innocuità ambientale. Se la documentazione a disposizione non è sufficiente, deve procedere a esperimenti appropriati, se necessario su animali, in particolare su pesci e uccelli.

23

Direttive dell'OCSE sui metodi di sperimentazione

Per ottenere da parte dei Paesi interessati il più ampio riconoscimento possibile della documentazione richiesta per la registrazione di prodotti chimici, nel quadro dell'Organizzazione di cooperazione e sviluppo economico (OCSE) è stata raccolta una serie di metodi di sperimentazione riconosciuti. Tutte le autorità di registrazione devono ammettere come base di valutazione dei rischi i dati sperimentali elaborati secondo questi metodi, in conformità ai principi stabiliti dall'OCSE per una buona pratica di laboratorio. Di conseguenza, i fabbricanti che producono per l'esportazione adottano i metodi di sperimentazione dell'OCSE, poiché in questo modo vi è la garanzia che gli esperimenti non dovranno essere ripetuti all'estero. Lo sviluppo di metodi di sperimentazione armonizzati non costituisce dunque soltanto un contributo all'eliminazione di ostacoli commerciali di natura tecnica, ma porta pure alla riduzione del numero di animali necessario per gli esperimenti.

Le linee direttive per il controllo di sostanze chimiche sono raccolte in un classatore aggiornato periodicamente. Le linee direttive numero 401 e 402 sulla determinazione della tossicità acuta, come pure la direttiva numero 405 concernente la determinazione dell'effetto irritante sono state rivedute il 24 febbraio 1987. Sono ora autorizzati esperimenti con un numero considerevolmente ridotto di animali.

Per questi motivi, non è più prescritto il test DL 50 classico, nel quale le sostanze da controllare dovevano essere somministrate in differenti dosi, ognuna a cinque animali maschi e cinque animali femmine, per osservarne l'effetto e registrare il numero di animali mortis). Per il test d'irritazione degli occhi 6), praticato su conigli, è ora imposto un numero minore di animali ed è aumentato il numero di casi per i quali è possibile fare a meno del test.

Secondo le direttive dell'Ufficio federale di veterinaria riguardanti gli esperimenti sugli animali, i Cantoni sono invitati a rifiutare tutti quelli non conformi alle linee direttive dell'OCSE. Entro i limiti stabiliti dall'OCSE, possono anche essere autorizzati esperimenti su animali eseguiti per conto di mandanti stranieri; l'autorizzazione deve tuttavia essere negata se gli esperimenti servono a soddisfare esigenze straniere esagerate o se vengono applicati metodi inadeguati o sorpassati 7).

858

24

Confronto con la situazione all'estero

La situazione all'estero è già stata dettagliatamente descritta al numero 23 del messaggio del 1984 sull'iniziativa popolare «per la soppressione della vivisezione» (cfr. n. 25 del presente messaggio). Dal 1984 pochi sono stati i cambiamenti rilevanti, tra i quali vanno segnalate le modificazioni seguenti: Nella nuova legge del 20 dicembre 1988 sulla protezione degli animali, il Principato del Liechtenstein ha mantenuto il principio del divieto degli esperimenti che provocano dolori o danni agli animali, fatta salva la facoltà per il Governo di accordare deroghe.

Nel 1986 la Repubblica federale di Germania, con una modificazione della legge sulla protezione degli animali, ha riformulato e precisato diverse prescrizioni. Sono ora vietati, segnatamente, gli esperimenti sugli animali per scopi militari, come pure (con possibilità di eccezione) per lo sviluppo di prodotti a base di tabacco, detersivi e cosmetici. Le imprese devono designare delegati alla protezione degli animali e apposite commissioni valutano le richieste di esperimenti sugli animali. Come finora, se per adempiere prescrizioni legali o delle CE devono essere effettuati esperimenti sugli animali (in particolare per la registrazione di medicamenti e prodotti chimici), non è richiesta alcuna autorizzazione particolare.

Paragonate con quelle vigenti all'estero, le disposizioni della nostra legislazione nel campo degli esperimenti sugli animali possono essere definite severe. La legislazione svizzera è in particolare più efficace poiché contiene, oltre a disposizioni generali, anche precise prescrizioni concernenti le superfici e gli spazi minimi per la tenuta di animali da esperimento8) e non già, come spesso è il caso all'estero, semplici direttive o raccomandazioni. Anche per gli esperimenti necessari alla registrazione ufficiale di sostanze è richiesta un'autorizzazione.

Nel 1986, dopo parecchi anni di deliberazioni, il Consiglio d'Europa ha sottoposto alla firma e alla ratificazione la «Convenzione europea sulla protezione dei vertebrati impiegati per fini sperimentali o altri fini scientifici». Finora la Convenzione è stata sottoscritta da undici Stati e dalle CE; Norvegia e Svezia l'hanno già ratificata.

La Convenzione contiene disposizioni concernenti l'effettuazione di esperimenti sugli animali e la custodia di animali da esperimento, segnatamente la tenuta e le cure dei medesimi. Secondo un principio stabilito, bisogna rinunciare agli esperimenti su animali se esiste un altro metodo che dia risultati soddisfacenti e che sia concretamente attuabile. Compete agli Stati contraenti stabilire le modalità della procedura di autorizzazione. È tuttavia previsto l'allestimento di una statistica europea sul numero di animali impiegati in esperimenti.

Nel conflitto tra gli interessi dell'uomo e quelli degli animali, la Convenzione sceglie una via di mezzo. È anche un compromesso per quanto concerne le esigenze dei diversi Stati che hanno partecipato alla sua elaborazione. Non deve sorprendere quindi che, in parecchi campi, risulti meno severa della legislazione federale sulla protezione degli animali.

Essa costituisce, per l'Europa, un.progresso considerevole, soprattutto se si tien conto del fatto che in taluni Stati non vigono ancora prescrizioni concer859

nenti gli esperimenti su animali. Gli Stati contraenti sono liberi di emanare disciplinamenti più severi. Dopo che l'Ufficio federale di veterinaria ha preso nel 1988 i provvedimenti intesi ad allestire una statistica dettagliata, nulla più osta all'approvazione della Convenzione da parte della Svizzera.

I Paesi delle CE applicano la direttiva del Consiglio delle CE del 24 novembre 19869) per l'avvicinamento delle prescrizioni giuridiche e amministrative degli Stati membri concernenti la protezione degli animali impiegati per fini sperimentali o altri fini scientifici. Detta direttiva contiene prescrizioni dettagliate sull'esecuzione degli esperimenti sugli animali e la tenuta degli animali da esperimento. Queste disposizioni corrispondono essenzialmente alla Convenzione europea sulla protezione dei vertebrati impiegati per fini sperimentali o altri fini scientifici.

25

Iniziative popolari per la soppressione della vivisezione

L'iniziativa popolare «per la soppressione della vivisezione» del 17 settembre 1981 chiedeva l'introduzione di un nuovo articolo 25ter Cost. del tenore seguente: «La vivisezione e gli esperimenti crudeli sui vertebrati sono vietati in tutta la Svizzera.» Nel messaggio del 30 maggio 198410), il nostro Collegio esponeva in modo circostanziato il contesto nel quale si inserivano i problemi degli esperimenti sugli animali (cfr. in particolare le cifre 21, 3, 6 e 7). Le considerazioni espresse allora sono in gran parte ancora valide. Il nostro Collegio aveva concluso che l'iniziativa, senza controprogetto, doveva essere respinta e che la legge sulla protezione degli animali non richiedeva modificazione alcuna.

Le Camere federali, dopo accesi dibattiti, avevano seguito a grande maggioranza le proposte del Consiglio federale. Con il decreto federale del 21 giugno 198511) concernente l'iniziativa popolare «per la soppressione della vivisezione» avevano raccomandato a popolo e Cantoni di respingere l'iniziativa.

Dopo una campagna animata, nella quale fautori e avversari dell'iniziativa si erano impegnati a fondo, il 1° dicembre 1985 l'iniziativa venne respinta sia dal popolo, con 459 385 sì contro 1 099 122 no, nella proporzione di 3 a 7, sia da tutti i Cantoni 12) .

Un'altra iniziativa popolare «per l'abolizione della sperimentazione animale e della vivisezione», per la quale la raccolta delle firme era iniziata il 3 dicembre 198513), non è riuscita 14'.

26

Interventi parlamentari

A contare dalla votazione del 1° dicembre 1985 sull'iniziativa popolare «per la soppressione della vivisezione», sono stati depositati dodici interventi parlamentari riguardanti la protezione degli animali; di questi, dieci si riferivano agli esperimenti sugli animali. Tutti gli interventi postulavano un rafforzamento delle prescrizioni oppure una pratica più severa nella concessione delle autorizzazioni.

860

Attualmente è ancora in sospeso l'esame di nove postulati concernenti la protezione degli animali.

Il postulato 83.388 Ziegler-Soletta del 16 marzo 1983 «Esperimenti su animali.

Centro di documentazione» (N 24.6.83) chiede l'istituzione di un centro di documentazione incaricato di raccogliere i risultati di tutti gli esperimenti sugli ammali e l'introduzione dell'obbligo di riferire sui risultati degli esperimenti terminati. L'Ufficio federale di veterinaria ha istituito un servizio di documentazione sui metodi alternativi agli esperimenti sugli animali: il postulato è dunque fondamentalmente soddisfatto.

Il postulato 84.494 Nebiker del 17 settembre 1984 «Allevamento di animali da esperimento. Sorveglianza cantonale» (N 14.12.84) chiede che gli allevamenti di animali da esperimento siano sottoposti ad autorizzazione e che i Cantoni esercitino una sorveglianza accresciuta. I Cantoni hanno già, nell'ambito del mandato d'esecuzione, la possibilità (e il dovere, se un motivo particolare lo richiede) di controllare regolarmente queste aziende. La concessione di una tale autorizzazione non migliorerebbe in modo sensibile la sorte degli animali da esperimento.

Il postulato 85.377 Wick del 13 marzo 1985 «Ordinanza sulla protezione degli animali. Revisione» (N 21.6.85) chiede che l'ordinanza sulla protezione degli animali venga modificata in modo da rafforzare il ruolo delle commissioni cantonali per gli esperimenti sugli animali. In particolare, tutte le richieste d'autorizzazione dovrebbero essere sottoposte alle commissioni; la decisione spetterebbe alle commissioni, con la facoltà, nei casi limite, di chiedere l'intervento peritale della Commissione federale. I Cantoni tengono già parzialmente conto delle esigenze del postulato: un intervento nella procedura cantonale non sarebbe dunque giustificato. Mediante direttive, la Confederazione può indicare il modo di procedere giudicato preferibile.

Il postulato 85.379 Eppenberger-Nesslau del 13 marzo 1985 «Legge sulla protezione degli animali. Prescrizioni esecutive» (N 21.6.85) chiede una modificazione della legge sulla protezione degli animali che introduca un diritto di ricorso per le commissioni cantonali per gli esperimenti sugli animali e un diritto di ricorso e d'azione per le organizzazioni che su scala nazionale si occupano della protezione degli animali. Le richieste formulate dal postulato sono oggetto pure della presente iniziativa. Il seguito dato a questo intervento dipende dunque dall'esito della votazione sull'iniziativa.

Il postulato Weder-Basilea del 22 marzo 1985 Protezione degli animali. Ampliamento delle commissioni» (N 21.6.85) chiede che nella commissione federale e nelle commissioni cantonali per gli esperimenti sugli animali entrino a far parte rappresentanti della medicina umana e delle scienze morali. La composizione di dette commissioni è già disciplinata, sul piano federale, da disposizioni legali sufficienti: una regolamentazione più dettagliata non pare pertanto auspicabile.

Il postulato 85.956 Carobbio del 12 dicembre 1985 Protezione degli animali.

Modificazione dell'ordinanza» (N 21.3.876) chiede il divieto dei test DL 50 e di Draize sugli animali, nonché l'inserimento negli organi di controllo cantonali di specialisti neutri e di rappresentanti delle organizzazioni operanti a favore 861

degli animali. Le finalità del postulato sono state in larga misura raggiunte grazie all'applicazione delle linee direttive dell'OCSE (cfr. n. 23). I Cantoni hanno già la possibilità di nominare nei loro organi esecutivi rappresentanti delle organizzazioni che si occupano della protezione degli animali. Non è dunque necessario emanare a questo proposito prescrizioni di diritto federale.

Il postulato 86.135 Weder-Basilea dell'11 dicembre 1986 «Protezione degli animali. Revisione della legge e dell'ordinanza» (N 20.3.87) chiede che vengano vietati gli esperimenti su animali per scopi puramente commerciali, come pure l'obbligo di promuovere e utilizzare metodi alternativi alla sperimentaztione sugli animali. In quanto non siano già soddisfatte dalla legislazione vigente sulla protezione degli animali, le .esigenze formulate dal postulato paiono irrealizzabili.

Il postulato 86.535 Günter del 20 giugno 1986 Esperimenti sugli animali. Istruzione a metodi alternativi» (N 9.10.86) chiede che le persone autorizzate ad effettuare esperimenti su animali dispongano di un certificato ufficiale e che nella loro formazione sia compresa la conoscenza di metodi sostitutivi agli esperimenti sugli animali. Non sembra che dalla realizzazione di queste richieste e dall'introduzione di un certificato ci si possano attendere progressi considerevoli.

Il postulato 87.329 Weder-Basilea del 10 marzo 1987 «Statistiche circa gli esperimenti sugli animali» (N 19.6.87) chiede che venga allestita annualmente una statistica dettagliata degli esperimenti sugli animali. Quest'esigenza verrà sostanzialmente soddisfatta con l'applicazione della Convenzione europea sulla protezione dei vertebrati impiegati per fini sperimentali o altri fini scientifici (cfr. n. 24).

La mozione 87.591 (Oehen)-Weder-Basilea dell'8 ottobre 1987 «Sostituzione degli esperimenti sugli animali. Basi legali» (non ancora trasmessa) postula una modificazione della legge intesa a sopprimere gli esperimenti sugli animali. Il contenuto della mozione non è realizzabile nel futuro prossimo.

27

Sforzi intrapresi nei Cantoni

Nel Canton Berna, la legge d'introduzione della legge federale sulla protezione degli animali è stata respinta in votazione popolare l'il marzo 1985 senza dubbio perché non prevedeva diritto di ricorso per le organizzazioni operanti a favore degli animali. La procedura di consultazione del 1987 concernente il disegno di legge sulla protezione degli animali, che proponeva tre varianti per un diritto di ricorso delle associazioni, non ha permesso di raggiungere un consenso. Di conseguenza, nel marzo 1988 il Consiglio di Stato bernese ha deciso di attendere il risultato dei dibattiti sulla presente iniziativa.

Nel Canton Zurigo, un'iniziativa popolare contenente un progetto già elaborato di legge cantonale sulla protezione degli animali è stata presentata il 23 febbraio 1988. Uno dei cardini del progetto è il diritto di ricorso e d'azione delle organizzazioni di protezione degli animali.

862

3 31

Valutazione della situazione attuale e dell'evoluzione futura Cifre concernenti gli esperimenti su animali

In Svizzera, gli esperimenti sugli animali sottoposti ad autorizzazione vengono effettuati soprattutto nell'industria chimico-farmaceutica e nelle università.

Circa il 94 per cento degli animali da esperimento sono piccoli roditori (topi, ratti, criceti e porcellini d'India) e conigli, allevati appositamente. Più del 70 per cento degli esperimenti su animali sono effettuati nel Canton BasileaCittà.

Nel 1987 vennero impiegati in Svizzera complessivamente 1302928 (1983: 1 992 794) animali in esperimenti autorizzati, con una diminuzione di circa il 35 per cento rispetto al 1983. La diminuzione è principalmente dovuta all'utilizzazione di un minor numero di roditori negli esperimenti effettuati dalle tre grandi industrie chimico-farmaceutiche basilesi. Nel 1987, 146282 animali sono stati utilizzati in esperimenti non sottoposti ad autorizzazione.

Specie/Gruppo

Topi Ratti Criceti Porcellini d'India Altri piccoli roditori Conigli Gatti Cani Bovini Pecore e capre Suini, compresi i minipigs Cavalli Primati Uccelli, inclusi il pollame Rettili, anfibi Pesci Diversi Totale numero degli animali da esperimento

1987

(1983)

747 024 431 237 9 459 34 968 1 634 22 544

1 189990 645 982 20141 46679 5727 24314 3191 3670

840 2715 1 805 1 460 1 770

143 992 19193

445 844 674 152 673

3 525 23 356

16407 4967 28933

263

5

1 302 928

1 992 794

Modificazone

-- 37,22 -- 33,24 -- 53,04 -- 25,09 -- 71,47 -- 7,28 -- 73,68 -- 26,02 + 305,62" + 72,99" + 162,61" -- 5,92 + 47,40 + 16,98 -- 29,03 + 19,28

-- -- 34,62

"> Questo brusco aumento è dovuto al fatto che il basso valore assoluto di base varia fortemente di anno in anno. Si tratta per la maggior parte di esperimenti senza intervento chirurgico effettuati per il controllo di medicamenti e negli istituti di ricerca agricola.

863

Nel 1987 gli animali da esperimento furono utilizzati per i seguenti scopi: Scopi della sperimentazione (1984)1)

1987

Ricerca e sviluppo Produzione e controllo dei prodotti Diagnostica Insegnamento

1066298

Totale

1302928

222951 11241 2438

Modificazione in To

81,84 1420713

81,08 --24,95

17,11 0,86 0,19

16,77 --24,12 1,16 --44,94 0,99 --85,93

100

293805 20415 17332 1752265

100

--25,64

"Per il 1983, non tutti i Cantoni hanno fornito cifre dettagliate quanto allo scopo dell'utilizzazione.

Per quanto riguarda lo sviluppo e il controllo dei cosmetici, sono stati impiegati nel 1984 (secondo una sola inchiesta) 3 055 animali (topi, ratti, porcellini d'India, conigli), vale a dire 1,7 per mille del totale degli animali da esperimento.

Ripartizione delle autorizzazioni secondo Cantone Zurigo Berna Lucerna Uri Zugo Friburgo Soletta Basilea Città Basilea Campagna San Gallo Grigioni Argovia Turgovia Ticino Vaud Vallese Neuchâtel Ginevra Totale 1987

i

418 139 5 2 5 35 2 792 106 9 14 45 5 12 112 12 10 163 1 886

Nel 1987 sono state concesse complessivamente 1886 autorizzazioni per esperimenti su animali, 159 delle quali sottoposte a restrizioni speciali e 296 accordate soltanto dopo che il richiedente aveva fornito informazioni supplementari. Sedici domande sono state respinte o rinviate. Nello stesso anno, 271 imprese o istituti hanno ottenuto autorizzazioni per l'effettuazione di esperimenti sugli animali.

864

La diminuzione del fabbisogno di animali da esperimento e degli esperimenti potrà ulteriormente continuare nel corso dei prossimi anni, tuttavia non nella misura attuale, poiché l'intensità e la portata delle attività nel settore della ricerca tendono ad aumentare. Nondimeno, un miglioramento della situazione potrebbe derivare dal sempre crescente impiego di metodi alternativi agli esperimenti sugli animali.

32

Custodia di animali da esperimento

L'articolo 59 OPAn contiene prescrizioni particolari sulla tenuta degli animali da esperimento per quanto riguarda le condizioni di illuminazione dei locali in cui sono alloggiati e la protezione dai rumori. Prima dell'esperimento, gatti e cani devono essere avvezzati al contatto con l'uomo e, nella misura del possibile, custoditi in compagnia di consimili. Le scimmie devono essere tenute in gruppo. Le dimensioni minime delle gabbie per la custodia di animali da laboratorio (topi, ratti, criceti dorati, porcellini d'India) sono indicate nell'allegato 3 OPAn, quelle per i conigli, gatti e cani domestici nell'allegato 1, tavola 14 OPAn.

Giusta i termini transitori stabiliti dall'articolo 73 OPAn, entro la fine del 1982 i recinti per i roditori da laboratorio con dimensioni inferiori di più del 10 per cento alle norme dell'ordinanza sulla protezione degli animali dovevano essere adattati. I recinti esistenti per conigli, gatti e cani domestici, nonché per gli animali selvaggi (scimmie in particolare), dovranno essere resi conformi entro la fine del 1991 alle norme, nella misura in cui non dovevano già esserlo entro il 1986.

Negli ultimi anni l'industria chimico-farmaceutica e le università hanno conseguito miglioramenti importanti, segnatamente nella custodia di cani e scimmie.

In molti canili sono stati ampliati i box e gli spazi comuni, aumentando per gli animali le possibilità di movimento e di gioco15). Le scimmie vengono sempre di più riunite, almeno temporaneamente, in spazi comuni. Inoltre, sono state ingrandite le gabbie individuali per gli animali che non sopportano i loro consimili, come pure quelle destinate al sonno e all'alimentazione.

Tuttavia, per far sì che entro la fine del 1991 tutti gli animali da esperimento siano custoditi conformemente alle prescrizioni dell'ordinanza sulla protezione degli animali, alcuni istituti devono procedere a miglioramenti. Altri provvedimenti per migliorare le condizioni di custodia degli animali sono attuabili in altri settori non regolamentati. In particolare per quanto riguarda la custodia dei grossi mammiferi (soprattutto di cani, gatti e scimmie), dei quali sempre meglio si conoscono i bisogni, si dovrebbe prestare maggior attenzione alle possibilità di distrazione, di contatto con i propri simili e alle condizioni di illuminazione.

33

Ricerca di metodi alternativi agli esperimenti sugli animali

Per metodi alternativi in senso, stretto si intendono i procedimenti nei quali l'organismo vivente è sostituito da materia insensibile al dolore, senza che il va865

lore dell'esperimento ne risenta. Per metodi alternativi in senso lato si intendono anche i metodi di sperimentazione che consentono di ridurre il numero degli animali impiegati e i danni a quest'ultimi, oppure che sono praticati su animali di classi inferiori. Tra questi rientrano in particolare gli esperimenti su organi isolati, colture cellulari, tessuti e cellule, come pure i metodi chimici, biochimici, di biologia molecolare, di microbiologia e d'immunologia. Infine, tra i metodi alternativi possono essere annoverate le tecniche di misurazione che non richiedono un intervento chirurgico, quali gli ultrasuoni e gli esami sull'uomo16).

La formula 3 R (reduce, refine, replace) riassume efficacemente l'obiettivo dei metodi alternativi, vale a dire ridurre il numero degli animali impiegati nell'esperimento, migliorare i metodi diminuendo gli inconvenienti per gli animali e sostituire la sperimentazione sugli animali con altri metodi.

Nel 1984, la Confederazione ha stanziato 2 milioni di franchi per il programma nazionale di ricerca n. 17 «metodi alternativi agli esperimenti su animali», eseguito dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica. Il programma, della durata di tre anni, si è concluso nel 1987. I risultati sono stati raccolti in un opuscolo pubblicato il 7 aprile 198817).

Il programma ha permesso il finanziamento di undici progetti e ha consentito di sviluppare modelli esistenti, introducendoli, in certi casi, nella pratica. In particolare, possono già essere utilizzati due test per scoprire effetti nocivi di sostanze sul patrimonio genetico, per mezzo di colture di embrioni di ratto o di un uovo artificiale di gallina in plexiglas e silicone. Un altro test - valido esempio di proficua utilizzazione di tecniche della genetica - permetterà di identificare, in base al loro patrimonio genetico e mediante sonde genetiche, batteri che causano la diarrea.

Perché questi metodi prendano piede nella pratica, la loro affidabilità deve essere convalidata e valutata da appositi programmi. Si tratta in concreto di valutare la loro qualità scientifica e la loro utilità concreta. Soltanto il superamento di questo ostacolo permetterà di disporre di un vero metodo alternativo.

La ricerca di metodi alternativi è proseguita anche dopo la conclusione del programma di ricerca n. 17. La divisione biologia e medicina del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica ha approvato nel 1986 e 1987 undici progetti concernenti metodi alternativi per un importo totale di 1,6 milioni di franchi.

Tramite la «Fondazione Finanz-Pool 3 R», costituita nel 1987, attualmente la Confederazione finanzia, unitamente all'Interpharma (Ciba-Geigy, HoffmannLa Roche e Sandoz), 14 progetti di ricerca nel settore dei metodi alternativi 18».

Nell'ambito dei suoi lavori di ricerca, l'industria chimico-farmaceutica opera pure nel campo dei metodi alternativi. Uno studio interno delle tre grandi aziende basilesi rivela che queste hanno impiegato nel 1986 l'equivalente di 100 persone/anno in 150 progetti destinati a ridurre il numero degli esperimenti su animali19).

Parimenti, numerose organizzazioni di protezione degli animali destinano da anni considerevoli mezzi finanziari al sostegno di progetti di ricerca, in parte coordinati dall'Ufficio federale di veterinaria.

866

Al fine di promuovere l'impiego nella pratica di metodi alternativi e per favorire una maggior trasparenza in questo campo, l'Ufficio federale di veterinaria sta allestendo un servizio di documentazione e di consultazione, che dovrà fornire a tutti gli interessati una visione d'insieme delle attività nel settore. Prima di iniziare i lavori, i ricercatori potranno ottenere informazioni aggiornate sui metodi alternativi agli esperimenti su animali e, grazie alla documentazione, le autorità cantonali competenti per rilasciare le autorizzazioni saranno in grado di giudicare se gli esperimenti richiesti sono veramente indispensabili.

34

Effetti della legge sulla protezione degli animali

Le precedenti considerazioni dimostrano come la legislazione sulla protezione degli animali, in vigore da metà 1981, abbia già determinato modificazioni importanti. Le procedure cantonali di autorizzazione, ora ben rodate, sono sempre più efficaci. Non deve inoltre essere misconosciuto l'effetto preventivo: gli esperimenti che non soddisfano le esigenze della legge non vengono nemmeno sottoposti all'autorità. Si spiega così l'esiguo numero di richieste respinte. Le richieste trattate in collaborazione con le commissioni di sorveglianza per gli esperimenti sugli animali sono state sovente all'origine di accanite discussioni.

Si trattava spesso di questioni scientifiche estremamente complicate, difficili da esporre con precisione su un formulario. Richieste di questo tipo devono essere discusse in ogni minimo dettaglio: l'organo che concede l'autorizzazione, insieme con i membri della commissione di sorveglianza, si reca sovente sul luogo di lavoro al fine di raccogliere informazioni supplementari. In tal modo viene contemporaneamente esercitato un controllo sull'azienda o l'istituto in questione. La commissione di sorveglianza può altresì farsi un'idea del grado di formazione dei responsabili degli esperimenti, degli assistenti di laboratorio e delle persone che si occupano della tenuta degli animali20).

Da ultimo, è opportuno segnalare che l'atteggiamento di molti ricercatori è mutato. Gli imperativi della protezione degli animali sono viepiù rispettati e considerati nella pianificazione e nell'esecuzione degli esperimenti. Questo progresso è dovuto in massima parte ai «Principi etici e direttive per la sperimentazione animale a fini scientifici», elaborati congiuntamente nel 1983 dall'Accademia Svizzera delle Scienze Mediche e dalla Società Elvetica delle Scienze Naturali. Detti principi sottolineano come i controlli statali e le autorizzazioni non affranchino il singolo ricercatore dalla responsabilità personale.

4 41

Valutazione dei singoli elementi dell'iniziativa Divieto delle esperienze sugli animali Art. 25'" (nuovo) 1 Gli esperimenti sugli animali che arrecano loro dolori, sofferenze o danni sono vietati su tutto il territorio della Confederazione.

Il divieto di esperimenti sugli animali avrebbe per conseguenza l'interruzione di numerose attività nel campo della ricerca chimica e biologica, nonché del 867

controllo dell'innocuità dei prodotti, per i quali, alla luce delle conoscenze scientifiche attuali, non è possibile rinunciare (cfr. per quanto riguarda le ripercussioni il numero 7 del messaggio del 30 maggio 1984 sull'iniziativa «per la soppressione della vivisezione»; FF 1984 II 863). Le aziende che esercitano la loro attività anche in altri Paesi, segnatamente quelle dell'industria chimicofarmaceutica, trasferirebbero all'estero gli esperimenti in questione. Dovrebbero essere abbandonati settori della ricerca universitaria legati a istituti con sede nel nostro Paese.

Non è possibile rinunciare completamente agli esperimenti sugli animali, né ora né in un prossimo futuro. Il principio sancito dall'iniziativa, in realtà temperato da deroghe, può dunque indurre in errore.

42

Deroghe al divieto di esperimenti sugli animali 2

La legislazione federale determina le eccezioni. Autorizzazioni per esperimenti che non sono né di importanza decisiva per la conservazione della vita umana o animale né per la cura o il lenimento di sofferenze considerevoli possono essere accordate soltanto con il massimo ritegno.

Gli autori sono manifestamente coscienti che non è possibile fare a meno di certi esperimenti sugli animali. Il legislatore, nel determinare le eccezioni e conferire loro portata generale obbligatoria come prevede l'iniziativa, incontrerebbe le stesse difficoltà che si hanno oggi per definire, giusta il diritto vigente, gli esperimenti non autorizzati.

Per valutare il singolo caso nel contesto, sono necessarie conoscenze professionali specifiche così approfondite da rendere problematica la formulazione di criteri di portata generale di agevole impiego. In fin dei conti, rimane sempre un ampio margine di apprezzamento, che i ricercatori possono sfruttare al massimo nella consapevolezza delle proprie responsabilità, ma di cui le autorità preposte al rilascio delle autorizzazioni faranno uso, secondo le circostanze, con grande ritegno.

A questo proposito, i criteri d'apprezzamento saranno forniti da direttive, informazioni e perizie dell'Ufficio federale di veterinaria e della Commissione federale per gli esperimenti sugli animali. Questa documentazione viene completata e adeguata in funzione delle nuove esperienze e delle problematiche emergenti.

La concretizzazione delle conseguenze temute dagli oppositori dell'iniziativa dipende essenzialmente da come il Parlamento intende disciplinare la questione delle deroghe. Bisogna nondimeno sottolineare una considerevole differenza d'ordine psicologico e giuridico rispetto al diritto vigente: l'articolo 25ter Cost.

definirebbe come attività per principio vietata l'effettuazione degli esperimenti sugli animali. In queste condizioni, vi è il pericolo che, pur di non dover esercitare un'attività riprovevole, persone qualificate si dedichino ad altri settori professionali e di ricerca con sfavorevoli ripercussioni per lo sviluppo di questi settori.

Le condizioni generali per la concessione delle autorizzazioni, formulate nella seconda frase del secondo capoverso, sono di principio degne d'attenzione.

868

Esse indicano l'indirizzo da seguire nell'emanare le disposizioni d'esecuzione: analogamente a quanto avviene nella Repubblica federale di Germania, dovranno essere limitati in maggior misura gli esperimenti sugli animali per scopi militari, come pure per lo sviluppo di prodotti a base di tabacco, detersivi e cosmetici. D'altronde già ora le autorità preposte al rilascio delle autorizzazioni devono tenere in considerazione questi criteri nella ponderazione degli interessi in causa. Va rilevato a questo riguardo che tutte le richieste d'effettuazione di esperimenti su animali devono essere esaminate approfonditamente e che non si giustifica l'applicazione di criteri più severi per la ricerca di base 21).

43

Limitazione degli esperimenti sugli animali come finalità della legislazione 3

Detta legislazione ha lo scopo di limitare considerevolmente e progressivamente gli esperimenti sugli animali. In particolare essa contiene disposizioni anche su: ...

Questa finalità corrisponde a quella della legislazione in vigore sulla protezione degli animali, che mira a limitare all'indispensabile gli esperimenti che causano agli animali dolore o grave spavento o pregiudicano considerevolmente il loro stato generale (cfr. art. 13 e 14 LPDA). In altre parole, limitando al massimo il numero degli animali impiegato negli esperimenti, la legge sulla protezione degli animali persegue lo stesso scopo dell'iniziativa. Non è tuttavia facile trasformare la finalità generale della legge (gli esperimenti sugli animali devono essere «limitati all'indispensabile») in criteri di giudizio. Per questo motivo il legislatore ha rinunciato ad elaborare, sotto forma di disposizioni generali astratte, un sistema di criteri d'apprezzamento cogenti, accontentandosi di stabilire condizioni generali, quali l'obbligo di un'autorizzazione, la verifica del carattere indispensabile dell'esperimento, le esigenze relative all'esecuzione degli esperimenti e i controlli da parte delle autorità.

  1. la riduzione, il miglioramento e la sostituzione degli esperimenti sugli animali;

Questa finalità (3R) è già perseguita dalla vigente legislazione sulla protezione degli animali. Gli sforzi della Confederazione, che in particolare promuove la ricerca di metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali, vanno in questa direzione.

b. il promovimento di metodi alternativi agli esperimenti sugli animali;

Nel corso degli ultimi anni, la Confederazione ha incoraggiato la ricerca di tali metodi finanziando il programma speciale condotto dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (cfr. n. 33). La Confederazione versa inoltre sussidi di ricerca per mezzo dell'Ufficio federale di veterinaria e contribuisce al finanziamento della Fondazione Finanz-Pool 3 R (riduzione, diminuzione, sostituzione degli esperimenti sugli animali), sostenuta pure dall'Interpharma.

57 Foglio federale. 72° anno. Voi. I

869

c. l'obbligo d'autorizzazione per esperimenti su certi invertebrati;

Dato il circoscritto campo d'applicazione della vigente legge sulla protezione degli animali, gli esperimenti sugli invertebrati non sono attualmente disciplinati e limitati. Le conoscenze sulla sensibilità al dolore degli invertebrati sono ancora scarse. Un'estensione generale del campo d'applicazione non è dunque auspicabile. Una modificazione della legge potrà essere presa in considerazione quando disporremo di dati probanti.

d. il controllo integrale obbligatorio dell'effettivo degli animali negli istituti e nei laboratori che procedono a esperimenti su animali nonché negli allevamenti di animali da laboratorio;

II diritto vigente prescrive già il controllo degli effettivi. Per l'estensione dell'obbligo di controllo degli effettivi a tutte le aziende che tengono animali da esperimento (cfr. n. 26, postulato Nebiker), basterebbe una modifica dell'ordinanza sulla protezione degli animali. Non sembrano invece indispensabili indicazioni separate a questo proposito, poiché gli animali sono già registrati nei controlli degli effettivi degli istituti ai quali sono destinati.

e. l'obbligo d'informazione delle autorità e degli istituti, laboratori e allevamenti di cui alla lettera d;

Perché le autorità possano controllare l'effettivo degli animali, è evidentemente necessario che siano informate. Quest'obbligo esiste già attualmente. L'introduzione, per istituti, laboratori e detentori di animali da esperimento, dell'obbligo di informare direttamente il pubblico è difficilmente sostenibile. Del resto, le autorità hanno già ora il diritto e il dovere di informare sulle questioni che rivestono un interesse pubblico.

f. il diritto di ricorso e d'azione, nei confronti delle autorità federali e cantonali, spettante alle organizzazioni che, secondo i loro statuti, si occupano della protezione degli animali;

Con questa disposizione verrebbe in un certo senso affidato a un'organizzazione il diritto legale di patrocinare gli interessi degli animali davanti alle autorità civili e penali. Il diritto di ricorso e d'azione per le associazioni non costituisce una novità per il diritto svizzero. Le associazioni private sono già legittimate a intervenire nell'ambito della protezione della natura e del paesaggio, delle foreste e della protezione dell'ambiente.

I diritti di ricorso e d'azione rivestono due funzioni principali. Da un canto, essi vengono invocati allorché si tratta di tutelare interessi pubblici, sostituendo nei suoi compiti l'amministrazione. Quest'intervento può in particolare rendersi necessario quando, per carenza di personale, le autorità esecutive non sono in grado di procedere in prima persona a controlli approfonditi. D'altro canto, il diritto di ricorso permette a un'associazione di difendere gli interessi della natura e degli esseri viventi.

Secondo la legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell'ambiente (LPA; RS 814.01), per esempio, le organizzazioni nazionali di protezione del870

l'ambiente sono legittimate a ricorrere, purché siano state fondate almeno dieci anni prima della presentazione del ricorso, contro le decisioni cantonali o federali riguardanti la pianificazione, la costruzione o la trasformazione di impianti fissi soggetti all'esame dell'impatto sull'ambiente (art. 55). Il Consiglio federale designa le organizzazioni legittimate a ricorrere. Inoltre, il Dipartimento federale dell'interno è autorizzato a ricorrere contro le decisioni cantonali fondate sulla legislazione sulla protezione dell'ambiente (art. 56).

Qualora se ne ritenga opportuna l'introduzione (cfr. n. 51), si potrebbero inserire questi diritti nella legislazione attraverso una modificazione della legge sulla protezione degli animali.

g. l'istituzione e la gestione di un centro di documentazione per l'attuazione delle disposizioni dei capoversi 2 e 3,

Un servizio di documentazione con finalità simili è attualmente in corso di allestimento presso l'Ufficio federale di veterinaria. Esso è destinato ad informare e consigliare ricercatori e autorità esecutive circa i metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali e i risultati ottenuti in questo settore di ricerca.

44

Adattamento periodico del diritto federale 4

II diritto federale dev'essere adattato in conformità dei capoversi 1 a 3, periodicamente ma almeno ogni cinque anni, al più recente stato della scienza, della ricerca e della tecnica.

Le modificazioni essenziali previste nel settore, segnatamente in conseguenza del rapido sviluppo della ricerca scientifica e della tecnica, rendono indispensabile l'adattamento della legislazione ai cambiamenti. Se un adattamento legislativo si impone, il nostro Collegio intraprenderà esso stesso i lavori preparatori.

Le Camere, da parte loro, hanno la possibilità di chiedere, mediante interventi parlamentari, una modifica della legislazione. L'obbligo formale, sancito dalla Costituzione, di procedere ogni cinque anni a un adattamento sarebbe più che altro fonte di inconvenienti, non gioverebbe molto alla causa e costringerebbe il Parlamento ad agire ripetutamente in tempi brevi.

45

Competenza esecutiva dei Cantoni 5

L'esecuzione delle prescrizioni federali incombe ai Cantoni in quanto la legge non la riservi alla Confederazione.

Questa soluzione corrisponde in numerosi settori del diritto alla ripartizione abituale delle competenze tra Stato centrale (legislazione) e Cantoni (esecuzione della legislazione federale). La legislazione vigente in materia di protezione degli animali attribuisce già ora l'esecuzione ai Cantoni.

871

46

Adattamento dell'art. 25bis Cost.

Art. 25bis cpv. 2 lett. d d. gli interventi su animali vivi;

La disposizione vigente menziona gli interventi e gli esperimenti su animali viventi. Bisognerebbe adattarla, al fine di coordinare il vigente articolo 25bis Cost., che per il resto non verrebbe modificato, con il nuovo articolo 25ter Cost. introdotto dall'iniziativa. Questa parte dell'iniziativa è senza importanza propria.

47

Disposizioni transitorie della Cost.

Art. 19 (nuovo) II più tardi cinque anni dopo l'accettazione dell'articolo 25ter, tutti gli esperimenti sugli animali secondo l'articolo 25ter capoverso 1 saranno vietati fino all'entrata in vigore della pertinente legislazione federale.

Secondo questa disposizione, se l'iniziativa fosse accettata gli esperimenti sugli animali non sarebbero vietati da un giorno all'altro. Gli autori dell'iniziativa sono consapevoli delle ripercussioni di un'introduzione immediata: per questo motivo è prevista una disposizione transitoria che concede agli interessati e al legislatore un termine di cinque anni per conformarsi alla nuova situazione giuridica. D'altra parte, la disposizione obbliga il legislatore ad agire senza indugio. La legislazione disciplinante le deroghe dovrebbe essere messa in vigore entro cinque anni; in caso contrario subentrerebbe un divieto generale degli esperimenti su animali. Di primo acchito, l'adattamento entro cinque anni della legislazione sulla protezione degli animali non sembra irrealizzabile.

5

Rinuncia a un controprogetto

Oltre alla possibilità di raccomandare l'accettazione o il rifiuto dell'iniziativa, sarebbe possibile opporle un controprogetto. Dato che gli scopi dell'iniziativa possono essere conseguiti senza bisogno di un nuovo disposto costituzionale, un controprogetto in questa forma non entra in considerazione. Resta dunque da esaminare se sia opportuno presentare un controprogetto indiretto che, sotto forma di una modificazione della legge, introduca il diritto di ricorso e d'azione delle associazioni.

51

Diritto di ricorso delle associazioni

II diritto di ricorso delle associazioni implica il diritto legale, accordato a un'associazione privata, di ricorrere contro una decisione che non la tocca direttamente. Le organizzazioni che si occupano della protezione degli animali rivendicano questo diritto, poiché da un canto gli animali non hanno la possibilità di esigere essi stessi la protezione offerta loro dalla legislazione e, d'altro canto, 872

non è prevista una rappresentanza legale analoga a quella contemplata nel diritto delle persone per gli incapaci di discernimento. Di conseguenza, un detentore di animali può ricorrere contro una decisione delle autorità che lo concerne, mentre le disposizioni sulla protezione degli animali emanate nell'interesse pubblico possono restare inapplicate, in mancanza di un soggetto giuridico legittimato a ricorrere, qualora l'autorità rimanga inattiva o prenda alla leggera una decisione a scapito degli animali (p. es. quando si tratti di autorizzare un esperimento su animali). Secondo il sistema attualmente in vigore, le questioni relative agli esperimenti sugli animali vengono decise dalle autorità di prima istanza, vale a dire al livello inferiore della procedura amministrativa.

È dunque impossibile che si affermi una giurisprudenza delle istanze superiori su questioni di principio.

Nel campo della protezione della natura e del paesaggio, il diritto di ricorso delle associazioni che perseguono scopi non lucrativi ha dato in larga misura risultati soddisfacenti 22). Ci si può domandare se sarebbe lo stesso nell'ambito della protezione degli animali.

L'industria e le università, come pure le autorità esecutive cantonali, sono fermamente contrarie all'introduzione del diritto di ricorso delle associazioni.

Esse temono in particolare che: - persone non autorizzate siano poste a conoscenza di segreti della ricerca; - la ricerca sia paralizzata, o per lo meno considerevolmente rallentata, da abusi del diritto di ricorso; - ne derivi un onere amministrativo supplementare; - le questioni relative agli esperimenti sugli animali siano giudicate da giuristi non specialisti nella materia; - l'unica soluzione sia quella di trasferire all'estero gli esperimenti su animali indispensabili ed urgenti.

Il diritto di ricorso delle associazioni implicherebbe l'obbligo procedurale di informare le organizzazioni legittimate a ricorrere delle richieste ricevute, di permettere loro di consultare gli incarti e di notificare loro le decisioni. Poiché nell'ambito degli esperimenti sugli animali non si tratta, come per la protezione della natura e del paesaggio o delle foreste, di argomenti destinati a essere portati a conoscenza del pubblico, le cerehie interessate, in particolare quelle dell'industria, temono che i segreti delle loro ricerche siano divulgati a persone non autorizzate. Il fattore tempo costituisce un'altra differenza sostanziale rispetto alla protezione della natura e del paesaggio. La decisione concernente un'autorizzazione di esperimenti su animali non può essere ritardata di mesi o anni, senza che ne derivino conseguenze inaccettabili per il progresso delle ricerche o sul piano economico. Di regola, l'effettuazione di un esperimento riveste importanza capitale per il ricercatore, che inoltra la richiesta di autorizzazione al termine della fase di preparazione scientifica e non può interrompere senza inconvenienti il suo lavoro per un lungo periodo. Poiché ogni anno vengono rilasciate 1800 autorizzazioni che potrebbero essere oggetto di ricorso, 800 delle quali a Basilea Città e 400 a Zurigo, sarebbe facile, agendo di concerto, intralciare considerevolmente la ricerca e il funzionamento delle autorità amministrative competenti.

873

Una soluzione possibile sarebbe quella di definire rigorosamente le organizzazioni legittimate a ricorrere, da un lato al fine di escludere quelle che difendono posizioni troppo radicali, d'altro lato per permettere alle organizzazioni legittimate di acquisire le conoscenze specialistiche indispensabili per un uso responsabile del diritto di ricorso. Sarebbe tuttavia difficile delimitare la cerchia di queste associazioni.

Riteniamo che, sulla base delle esperienze fatte, i timori espressi dai ricercatori e dall'industria non debbano essere sottovalutati, nonostante l'atteggiamento moderato di talune associazioni di protezione degli animali, che affermano di voler soltanto impedire gli abusi manifesti e dar luogo a una giurisprudenza sulle questioni di principio.

Sebbene certe considerazioni di principio depongano a favore dell'introduzione del diritto di ricorso delle associazioni, rinunciamo tuttavia a fare di questo provvedimento l'oggetto di un controprogetto indiretto (modificazione della legge sulla protezione degli animali). Infatti attualmente non siamo a conoscenza di casi concreti e gravi d'abuso che ne rendano necessaria l'introduzione, cosicché sono predominanti gli inconvenienti citati.

52

Diritto d'azione delle associazioni

II diritto d'azione delle associazioni in materia di protezione degli animali comporta il diritto, accordato a un'associazione privata, di promuovere l'azione penale e di costituirsi parte civile in caso di reati che non la toccano direttamente. A differenza di altri settori (tra gli altri la parità di salario tra uomo e donna) ove la questione è ancora dibattuta, questo diritto non implica la prerogativa di introdurre un'azione avanti i tribunali civili e amministrativi per difendere gli interessi dei membri o per ottenere decisioni di principio.

Contro il diritto d'azione delle associazioni, viene soprattutto paventato che i detentori di animali e i responsabili di esperimenti diventino bersaglio di procedimenti penali ingiustificati, in seguito ad azioni intentate da associazioni attestate su posizioni radicali. L'introduzione di un diritto d'azione è opinabile inoltre per il fatto che singole persone potrebbero subire notevoli pregiudizi e trovarsi implicate in processi interminabili e costosi. In considerazione dell'esperienza fatta finora nell'ambito della legge sulla protezione degli animali, l'introduzione di un diritto d'azione non sembra indispensabile. Attualmente, chiunque ritenga che siano violate prescrizioni sulla protezione degli animali può sporgere denuncia presso l'autorità competente. L'autorità penale darà sicuramente seguito a una denuncia fondata e l'esaminerà d'ufficio. Per il resto, valgono gli stessi argomenti prò e contro già esposti nel quadro del diritto di ricorso delle associazioni.

6

Situazione in relazione al diritto europeo

I Paesi delle CE applicano le direttive del Consiglio delle CE del 24 novembre 1986 per l'avvicinamento delle prescrizioni giuridiche e amministrative degli Stati membri concernenti la protezione degli animali impiegati per fini speri874

mentali o altri fini scientifici (cfr. n. 24). Quest'armonizzazione mira ad impedire distorsioni della concorrenza e a eliminare gli ostacoli al commercio. Benché gli sforzi in questo senso non tendano esplicitamente a una diminuzione progressiva degli esperimenti sugli animali, nulla impedisce agli Stati membri di adottare provvedimenti più severi per la protezione degli animali o per l'esecuzione dei controlli.

In caso d'accettazione dell'iniziativa, entrerebbe in vigore in Svizzera un divieto di principio di effettuare esperimenti sugli animali, attenuato dalla possibilità di prevedere deroghe, che sarebbe contrario alle disposizioni delle CE.

Nondimeno, il legislatore, fondandosi sulle esigenze spesso molto dettagliate contenute in queste direttive, potrebbe formulare le disposizioni disciplinanti le deroghe in modo da avvicinarle, quanto al contenuto, a quelle delle CE. Per conseguire lo scopo dell'iniziativa, vale a dire la riduzione drastica e progressiva degli esperimenti sugli animali, occorrerebbe prevedere, nelle disposizioni svizzere, condizioni più restrittive per gli esperimenti su animali.

In conclusione, le difficoltà nelle relazioni con le CE non sarebbero insormontabili. Qualora Stati membri delle CE prescrivessero, per certi controlli, esperimenti su animali non permessi in Svizzera, bisognerebbe però aspettarsi che l'industria chimico-farmaceutica li faccia eseguire in altri Paesi delle CE.

7

Conclusioni

Riteniamo che l'iniziativa «per la limitazione drastica e graduale degli esperimenti sugli animali (Via dagli esperimenti sugli animali!)» debba essere respinta. Un controprogetto nella forma di una modificazione della legge sulla protezione degli animali non è per il momento necessario. I principali motivi di questa raccomandazione sono: - La finalità dell'iniziativa, vale a dire la riduzione graduale degli esperimenti sugli animali e, a lungo termine, la loro completa abolizione, coincide sostanzialmente con quello della vigente legge sulla protezione degli animali.

Alla luce delle conoscenze attuali, è impossibile prevedere se lo scopo da raggiungere a lungo termine - cioè la soppressione completa degli esperimenti - possa essere conseguito.

Del resto, assume sempre maggior rilievo l'impiego di metodi alternativi agli esperimenti su animali e la ricerca di siffatti metodi; la Confederazione, dal canto suo, promuove questa ricerca.

875

Note "Cfr. n. 23 delle direttive dell'UICM del 16 dicembre 1977 concernenti la documentazione richiesta per la registrazione di medicamenti ad uso umano (direttive di registrazione); revisione del 23 maggio 1985.

2 ) Cfr. n. 241 delle direttive dell'UICM del 13 maggio 1982 concernenti la documentazione richiesta per la registrazione di medicamenti ad uso veterinario (direttive di registrazione per medicamenti veterinari); revisione del 22 maggio 1986.

3 >Cfr. Risposta del Consiglio federale del 26 agosto 1987 all'interpellanza 87.669 WederBasilea del 19 giugno 1987 «test di tossicità su animali».

41 Cfr. Linee direttive e informazioni dell'Ufficio federale di veterinaria del 10 dicembre 1985 per il controllo di cosmetici negli esperimenti su animali.

5)Cfr.

Direttive e informazioni dell'Ufficio federale di veterinaria del 10 agosto 1987 concernenti l'autorizzazione per il test di tossicità DL 50 su animali.

6) Cfr. Direttive e informazioni dell'Ufficio federale di veterinaria del 10 agosto 1987 concernenti l'autorizzazione per il test d'irritazione degli occhi su animali.

7 >Cfr. risposta del Consiglio federale del 6 ottobre 1986 all'interpellanza 86.644 WederBasilea del 4 giugno 1986 «Protezione degli animali. Applicazione dell'ordinanza».

81 Cfr. in particolare l'allegato 1 numero 14 (cani, gatti, conigli) e l'allegato 3 (roditori da laboratorio) dell'ordinanza sulla protezione degli animali.

"Cfr. Foglio ufficiale delle Comunità europee L 358 del 18 dicembre 1986, 86/609/ CEE.

"»Cfr. FF 1984 II 821 "»Cfr. FF 1985 II 278 12>

FF 1986 I 569

13>FF

1985 III 250 14) FF 1987 II 741 15>Cfr. Swiss Vet 3 1986 n. lOa p. 11.

l6 'Cfr. Dokumentation des Arbeitskreises Gesundheit und Forschung, «Tierversuche sind notwendig, Zurigo 1985, p. 4.

131 Cfr. l'opuscolo «Metodi alternativi agli esperimenti sugli animali» del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, Berna, 1988.

l8) Cfr. rapporto annuale 1987 della Fondazione Finanz-Pool 3 R.

"'Cfr. l'opuscolo del Fondo nazionale citato alla nota 17), p. 39.

20 >Cfr. R. Ernst, Tätigkeit der Aufsichtskommission: Mit Beharrlichkeit zum Ziel; in Basler Zeitung n. 171 del 25 luglio 1985.

2I > Cfr. Bollettino 1986/4 dell'Unione delle società svizzere di biologia sperimentale, p. 7.

221 Cfr. A. Kölz, Die Vertretung des öffentlichen Interesses in der Verwaltungsrechtspflege, in Zentralblatt für Staats- und Gemeindeverwaltung, vol. 86, 1983, p. 49 segg., in particolare p. 60.

876

Decreto federale Disegno sull'iniziativa popolare «per la limitazione drastica e graduale degli esperimenti sugli animali (Via dagli esperimenti sugli animali!)» del

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, esaminata l'iniziativa popolare «per la limitazione drastica e graduale degli esperimenti sugli animali (Via dagli esperimenti sugli animali!)»; depositata il 30 ottobre 1986"; visto il messaggio del Consiglio federale del 30 gennaio 19892), decreta:

Art. l 1 L'iniziativa popolare «per la limitazione drastica e graduale degli esperimenti sugli animali (Via dagli esperimenti sugli animali!)» del 30 ottobre 1986 è sottoposta al voto del popolo e dei Cantoni.

2 L'iniziativa ha il seguente tenore: I La Costituzione federale è completata come segue: Art. 25ter (nuovo) 1 Gli esperimenti sugli animali che arrecano loro dolori, sofferenze o danni sono vietati su tutto il territorio della Confederazione.

2 La legislazione federale determina le eccezioni. Autorizzazioni per esperimenti che non sono né di importanza decisiva per la conservazione della vita umana o animale né per la cura o il lenimento di sofferenze considerevoli possono essere accordate soltanto con il massimo ritegno.

3 Detta legislazione ha lo scopo di limitare considerevolmente e progressivamente gli esperimenti sugli animali. In particolare essa contiene disposizioni anche su: a. la riduzione, il miglioramento e la sostituzione degli esperimenti sugli animali; b. il promovimento di metodi alternativi agli esperimenti sugli animali; e. l'obbligo d'autorizzazione per esperimenti su certi invertebrati; d. il controllo integrale obbligatorio dell'effettivo degli animali negli istituti e nei laboratori che procedono a esperimenti su animali nonché negli allevamenti di animali da laboratorio; e. l'obbligo d'informazione delle autorità e degli istituti, laboratori e allevamenti di cui alla lettera d; »FF 1987 I 580 > FF 1989 I 850

2

877

Iniziativa popolare f. il diritto di ricorso e d'azione, nei confronti delle autorità federali e cantonali, spettante alle organizzazioni che, secondo i loro statuti, si occupano della protezione degli animali; g. l'istituzione e la gestione di un centro di documentazione per l'attuazione delle disposizioni dei capoversi 2 e 3.

4 II diritto federale dev'essere adattato in conformità dei capoversi 1 a 3, periodicamente ma almeno ogni cinque anni, al più recente stato della scienza, della ricerca e della tecnica.

5 L'esecuzione delle prescrizioni federali incombe ai Cantoni in quanto la legge non la riservi alla Confederazione.

II

La Costituzione federale è modificata come segue: Art. 25bis cpv. 2 leu. d d. gli interventi su animali vivi; III

Le disposizioni transitorie della Costituzione federale sono completate come segue: Art. 19 (nuovo) II più tardi cinque anni dopo l'accettazione dell'articolo 25'", tutti gli esperimenti sugli animali secondo l'articolo 25ter capoverso 1 saranno vietati fino all'entrata in vigore della pertinente legislazione federale.

Art. 2 L'Assemblea federale raccomanda al popolo e ai Cantoni di respingere l'iniziativa.

878

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Messaggio concernente l'iniziativa popolare «per la limitazione drastica e graduale degli esperimenti sugli animali (Via dagli esperimenti sugli animali!)» del 30 gennaio 1989

In

Bundesblatt

Dans

Feuille fédérale

In

Foglio federale

Jahr

1989

Année Anno Band

1

Volume Volume Heft

12

Cahier Numero Geschäftsnummer

89.010

Numéro d'affaire Numero dell'oggetto Datum

28.03.1989

Date Data Seite

850-878

Page Pagina Ref. No

10 115 943

Das Dokument wurde durch das Schweizerische Bundesarchiv digitalisiert.

Le document a été digitalisé par les. Archives Fédérales Suisses.

Il documento è stato digitalizzato dell'Archivio federale svizzero.