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Rapporto annuo (1988) sulle attività della Svizzera al Consiglio d'Europa

del 13 febbraio 1989

Onorevoli presidenti e consiglieri, Vi presentiamo il nostro rapporto annuo (1988) sulle attività della Svizzera al Consiglio d'Europa, proponendovi di prenderne atto.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

13 febbraio 1989

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In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Delamuraz II cancelliere della Confederazione, Buser

1989 - 152

Compendio II presente rapporto descrive, per singoli campi, i punti salienti, nell'ottica svizzera, dell'attività intergovernativa del Consiglio d'Europa nel 1988. Esso fornisce una panoramica sugli sviluppi generali del Consiglio d'Europa e delle attività delle Conferenze ministeriali specializzate, del Comitato dei ministri come pure dei Comitati direttivi e peritali che gli sono subordinati.

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I

Introduzione

II presente rapporto da seguito alla mozione del 30 aprile 1984 della delegazione parlamentare presso il Consiglio d'Europa, che invitava il nostro Collegio a presentare alle Camere federali un rapporto annuo sull'insieme dell'attività della Svizzera in seno al Consiglio d'Europa.

Come quelli che lo hanno preceduto, il rapporto descrive, per singoli campi e nell'ottica svizzera, i punti salienti dell'attività intergovernativa del Consiglio d'Europa nel 1988. Fornisce una panoramica sugli sviluppi generali del Consiglio d'Europa e delle attività delle Conferenze ministeriali specializzate, del Comitato dei ministri nonché dei Comitati direttivi e peritali che gli sono subordinati.

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Sviluppi generali ed attività del Comitato dei ministri

Sebbene non abbiano portato a risultati concreti di vasta portata, le riflessioni relative ai necessari adeguamenti strutturali ed alla concentrazione delle attività del Consiglio d'Europa sono continuate e si sono perfino intensificate nel corso del 1988. Su iniziativa del Segretario generale, i Ministri hanno proceduto, durante l'83a sessione (16 novembre 1988), ad uno scambio di vedute circa il ruolo e la missione specifica del Consiglio d'Europa nella costruzione europea, decidendo di riunirsi in particolare nel corso del primo trimestre 1989 per una sessione dedicata esclusivamente a questo tema. In quell'occasione il Segretario generale Marcelino Oreja, il cui primo mandato scadrà a fine settembre 1989, ha annunciato che non ne solleciterà un secondo.

Le discussioni politiche del Comitato dei ministri, previste dalla Risoluzione (84) 21, si sono segnatamente incentrate sulle questioni d'attualità politica seguenti: relazioni Est-Ovest, processo della CSCE; contatti e possibilità di cooperazione tra Consiglio d'Europa e Paesi dell'Europa dell'Est, situazione nel Medio Oriente.

Nel quadro della Campagna pubblica europea sull'interdipendenza e la solidarietà Nord/Sud si sono affrontati i problemi dello sviluppo in occasione di un incontro con personalità del Sud (segnatamente i ministri degli affari esteri delle Filippine e del Senegal). Infine, i Ministri hanno accolto la Repubblica di San Marino come ventiduesimo Stato membro.

Sul piano della cooperazione il presente rapporto testimonia la grande varietà delle attività intergovernative. Se la continuità sembra a volte prevalere sull'innovazione e sulla messa in cantiere di progetti nuovi e ambiziosi, conviene tuttavia non sottovalutare l'importanza dei lavori in corso. Così, il progetto di Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera, benché non ancora adottato, ha potuto essere condotto felicemente in porto nonostante le numerose difficoltà legate segnatamente al progetto di Direttiva comunitaria in questo campo. La creazione, sotto forma d'accordo parziale, del Fondo «Euroimages» di sostegno alla coproduzione e alla diffusione delle opere cinematografiche e audiovisive è pure un successo importante dell'Organizzazione di Strasburgo.

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A livello peritale si stanno elaborando progetti di convenzione nei settori più svariati: operazioni insider; fallimento; individuazione, sequestro e confisca dei prodotti del crimine, compreso il riciclaggio del denaro sporco; diritto di voto degli stranieri in materia comunale; protezione delle lingue minoritarie; trattamento delle domande d'asilo. Si sta pure esaminando l'opportunità di elaborare un progetto di convenzione anche per la protezione del suolo.

La Svizzera ha partecipato alla maggior parte dei Comitati direttivi e d'esperti.

Ne ha persine presieduto parecchi e ha contribuito così, in modo considerevole, all'impostazione e alla realizzazione dei lavori. Ha inoltre ratificato tre importanti strumenti del Consiglio d'Europa; la Convenzione (S.T.E. 126) sul trasferimento delle persone condannate (15 gennaio 1988); il Protocollo N. 7 (S.T.E. 117) alla CEDU (24 gennaio 1988) e la Convenzione europea (S.T.E.

126) contro la tortura (7 ottobre 1988).

L'importanza preponderante dei Paesi comunitari a Strasburgo e la tendenza della CE a sviluppare il carattere integratore dei suoi provvedimenti e ad ampliare la sfera delle sue attività costituiscono certo un rischio per il Consiglio d'Europa, ma hanno anche un effetto stimolatore. Abbiamo già menzionato l'azione parallela di Strasburgo e Bruxelles nel campo della televisione transfrontaliera, ma si potrebbero citare anche i diritti sociali, i rifugiati, la lotta contro il terrorismo e la droga. L'istituzione da parte della CE, il 27 maggio 1988, di un Comitato degli affari culturali ha tuttavia costituito un passo ulteriore verso l'allargamento delle competenze comunitarie. Su iniziativa della Svizzera, in seno al Comitato dei ministri si è pertanto svolta una discussione intesa a chiarire l'estensione delle ambizioni della CE in materia culturale e a precisare l'atteggiamento dei Paesi comunitari in merito alle attività del Consiglio d'Europa in questo campo. È risultato che nessun Paese disconosce al Consiglio d'Europa il suo ruolo tradizionale nella cooperazione culturale europea. Anche qui possono essere eseguite azioni a volte comuni, a volte parallele, ma è evidente che il Consiglio d'Europa potrà preservare la sua posizione privilegiata soltanto se saprà evitare la dispersione dei suoi sforzi e accrescere la sua efficacia.

Gli accordi
parziali del Consiglio d'Europa, quelli limitati cioè ai Paesi desiderosi di realizzare un determinato progetto, si sono rivelati utili per la creazione del Fondo «Euroimages», al quale ha aderito la maggior parte dei Paesi comunitari. Si può dunque sperare che l'idea della creazione di un EUREKA dell' audiovisivo possa trovare il suo concretamento nel quadro di questi accordi parziali.

Conviene pure menzionare, come evoluzione positiva del Consiglio d'Europa, l'interesse manifestato dalla Comunità in quanto tale ad aderire a determinate convenzioni del Consiglio d'Europa. Ricordiamo i negoziati in corso in questo senso per la Convenzione relativa all'elaborazione di una farmacopea europea, come pure per la Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera. Questa evoluzione in sé positiva, che vedrebbe la CE sostituirsi agli Stati membri per determinate decisioni, potrebbe tuttavia sconvolgere l'equilibrio istituzionale di queste convenzioni quale era stato negoziato inizialmente. Essa necessiterà quindi di analisi approfondite e negoziati difficili, segnatamente circa le modalità di voto.

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I contatti del Consiglio d'Europa con i Paesi dell'Est sono stati continuati, se non addirittura intensificati. La questione dell'adesione di determinati Paesi a convenzioni del Consiglio d'Europa si è posta concretamente e l'Ungheria è stata persino ufficialmente invitata ad aderire a due di esse: la Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa (S.T.E. 104) e la Convenzione europea nel campo dell'informazione sul diritto estero (S.T.E. 62).

Nel 1988, il preventivo ordinario del Consiglio d'Europa ammontava a 466 542 500 franchi francesi e il contributo della Svizzera a 12 896 055 franchi francesi ( = 3 185726 franchi svizzeri).

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Questioni giuridiche

In seno al Consiglio d'Europa, la cooperazione nel campo giuridico riceve impulsi dai Ministri europei della giustizia, che si riuniscono ogni anno, alternativamente, in Conferenza (da 2 a 3 giorni) e in Riunione informale (1 giorno).

Settore chiave della cooperazione intergovernativa, l'armonizzazione dei diritti nazionali è obiettivo comune dei tre Comitati direttivi interessati: il Comitato direttivo per i diritti dell'uomo (CDDH), il Comitato europeo sulla cooperazione giuridica (CDCJ) e il Comitato direttivo per i problemi criminali (CDPC).

3.1

Conferenza dei Ministri europei della giustizia

La XVI Conferenza dei Ministri europei della giustizia si è tenuta a Lisbona, il 21 e 22 giugno 1988, su invito del Ministro della giustizia del Portogallo. La signora E. Kopp, consigliere federale, ha diretto la delegazione svizzera che comprendeva segnatamente la signora H. Lang, consigliere di Stato, presidente della Conferenza dei capi dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia. Nella sua allocuzione, il Segretario generale aggiunto del Consiglio d'Europa ha ricordato che, alla vigilia del suo 40° anniversario, il Consiglio d'Europa è orientato verso il futuro e verso le sfide che la società dovrà affrontare nei prossimi anni. Ha segnatamente sottolineato la volontà dei Ministri della giustizia di operare affinchè siano messi a disposizione i mezzi giuridici necessari per preservare in ogni tempo il primato del diritto e dei diritti dell'uomo. L'ordine del giorno della Conferenza comprendeva i principali punti seguenti: questioni penali e criminologiche inerenti alla propagazione delle malattie contagiose, AIDS compresa; primato dell'interesse del fanciullo nel diritto privato; sfruttamento sessuale, pornografia e prostituzione; tratta di fanciulli e di adolescenti; elaborazione di una convenzione generale sulla cooperazione interstatale nel campo penale.

In una prima Risoluzione concernente i problemi sollevati dalla propagazione delle malattie contagiose, i Ministri della giustizia hanno messo l'accento sulla necessità di prendere in primo luogo provvedimenti di prevenzione, in quanto l'intervento del diritto penale in questo campo deve essere il rimedio estremo.

Inoltre, hanno insistito sulla necessità di sviluppare la ricerca in materia di sa-

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nità pubblica e lo studio degli aspetti sociologici e criminologici delle malattie contagiose.

In una seconda Risoluzione, i Ministri hanno riaffermato la necessità di badare all'interesse del fanciullo, soprattutto in materia d'adozione, segnatamente internazionale. In merito, hanno ivitato gli Stati membri a firmare, ratificare e attuare la Convenzione europea sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento e di ripristino dell'autorità parentale.

Lo sfruttamento sessuale, la pornografia e la prostituzione, come pure la tratta di fanciulli e di adolescenti sono stati oggetto di una terza Risoluzione. I Ministri hanno considerato in particolare che la tratta di minori è una forma particolarmente grave di criminalità internazionale. Hanno invitato i comitati specializzati del Consiglio d'Europa a chinarsi su una serie di punti specifici in vista di facilitare l'adozione di provvedimenti adeguati.

Infine, i Ministri della giustizia hanno insistito affinchè la Convenzione generale sulla cooperazione interstatale nel campo penale giunga in porto quanto rapidamente possibile. Questo nuovo strumento dovrebbe, anzitutto, ristrutturare e codificare le norme esistenti nelle diverse convenzioni europee nel campo penale.

3.2 Diritti dell'uomo La Svizzera ha ratificato, il 24 febbraio 1988, il Protocollo n. 7 alla CEDU.

Ricordiamo che questo protocollo prevede in particolare una disposizione (art.

5) che riconosce l'uguaglianza di diritti e di responsabilità dei coniugi in merito aì matrimonio e al suo scioglimento. L'entrata in vigore del nuovo diritto matrimoniale, il 1° gennaio 1988, ha permesso questa ratifica. Il protocollo n. 7 è entrato in vigore il 1° novembre 1988.

Con la vostra approvazione abbiamo ratificato, il 7 ottobre 1988, la Convenzione europea contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, la quale, grazie a questa settima ratifica, è potuta entrare in vigore il 1° febbraio 1989, coronando così gli sforzi del ginevrino Jean-Jacques Gautier e del Comitato svizzero contro la tortura che svolsero un ruolo determinante nella sua elaborazione. Il sostegno dato a questi lavori dalla delegazione svizzera all'Assemblea parlamentare e dal nostro stesso Collegio è stato importante pel compimento di questa impresa, pietra miliare nel concretamento della protezione internazionale dei diritti dell'uomo. Un colloquio scientifico dedicato allo studio di questa Convenzione e delle sue implicazioni pratiche si è svolto a Strasburgo il 7 e l'8 novembre 1988. Questa manifestazione, finanziata parzialmente dalla Svizzera, ha raggruppato non soltanto scienziati, ma anche rappresentanti delle amministrazioni penitenziarie e degli ambienti politici. La Svizzera vi era segnatamente rappresentata da un membro della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia. Dal canto loro, il Tribunale federale, la Direzione del diritto internazionale pubblico del DFAE e l'Ufficio federale di giustizia del DFGP erano rappresentati, il 20 e 21 ottobre 1988 a Strasburgo, a un altro importante colloquio dedicato alle garanzie giudiziarie per le procedure amministrative, il quale, organizzato dall'Istituto austriaco dei diritti del1095

l'uomo in collaborazione con il Consiglio d'Europa, ha pure beneficiato di un sostegno finanziario da parte della Svizzera. Il colloquio aveva un duplice obiettivo: fare, da una parte, un bilancio della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sulla delicata questione delle garanzie giudiziarie nelle procedure amministrative (nozione di garanzia in materia «civile» in virtù dell'articolo 6 paragrafo 1 CEDU) e, dall'altra, esaminare le possibilità di prevedere garanzie specifiche per le procedure amministrative. Questo colloquio ha già fornito informazioni utili per i lavori intergovernativi che, in seno al Consiglio d'Europa, tendono all'elaborazione di un Protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo in vista di definire queste garanzie specifiche.

Sotto l'egida del Comitato direttivo per i diritti dell'uomo, un comitato d'esperti ha continuato l'esame di diversi provvedimenti atti a migliorare il funzionamento degli organi di controllo istituiti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. In particolare sono progrediti i lavori relativi alla creazione di una Commissione semipermanente europea dei diritti dell'uomo. Si spera che il nuovo sistema, dove la funzione di membro della Commissione sarà svolta a titolo principale (nella misura dei due terzi circa), possa essere messo in vigore nel 1990, in occasione del rinnovamento parziale dei membri di questo organo.

3.21

La Svizzera davanti agli organi della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU)

Durante il 1988, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha pronunciato quattro decisioni relative a cause in cui era implicata la Svizzera (finora sono state pronunciate in totale 10 decisioni).

Nella decisione Belilos, pronunciata il 29 aprile 1988, la Corte ha accertato una violazione del diritto a un processo equo. Essa ha ritenuto che la dichiarazione interpretativa fatta dalla Svizzera nel 1974 all'atto della ratifica della CEDU fosse generale e vaga e quindi priva di effetti. In futuro, qualsiasi condanna a una multa dovrà essere suscettibile di un controllo giudiziario riguardante sia i fatti, sia il diritto. Le autorità svizzere stanno esaminando in dettaglio le conseguenze di questa decisione per la legislazione federale, cantonale e comunale.

Nella decisione Schönenberger/Durmaz, del 20 giugno 1988, la Corte ha ritenuto che la non trasmissione di una lettera da parte del Procuratore del distretto di Pfäffikon, indirizzata dal primo richiedente al secondo che si trovava in detenzione preventiva, violasse il diritto al rispetto della corrispondenza. La Corte ha considerato che i consigli contenuti nella lettera, e che vertevano sul diritto di qualsiasi accusato di mantenere il silenzio, non erano tali da ostacolare il buon svolgimento dell'inchiesta.

La Corte non ha per contro accertato alcuna violazione della Convenzione nella decisione Felix Müller e litisconsorti, pronunciata il 24 maggio 1988. Essa ha ritenuto che la condanna penale dei richiedenti a una multa e alla confisca di quadri in virtù dell'articolo 204 del Codice penale svizzero (pubblicazioni oscene) non costituisse una violazione della libertà d'espressione. L'ingerenza statale era giustificata, tenuto conto della protezione della morale e dei diritti altrui e proporzionata allo scopo perseguito.

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Infine, anche nella decisione Schenk del 12 luglio 1988, la Corte non ha rilevato alcuna violazione della Convenzione. Essa ha ritenuto che l'utilizzazione di una registrazione illegale di una conversazione telefonica come mezzo di prova in un processo penale fosse compatibile, nella fattispecie, con il diritto a un processo equo. La Corte ha sottolineato come il richiedente, che aveva incaricato un sicario di assassinargli la moglie, non fosse stato condannato in base a una sola registrazione controversa, bensì in base a un insieme di prove concordanti.

Da parte sua, la Commissione europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato ricevibili - vale a dire non totalmente prive di fondamento - cinque richieste dirette contro la Svizzera. Una di esse, la richiesta Grapperà Radio AG e altri, è stata oggetto di un rapporto nel quale la Comissione ritiene, con sette voti contro sei, che vi sia stata violazione dell'articolo 10 CEDU, a causa di un divieto di ritrasmettere, in una rete via cavo, emissioni radiofoniche provenienti da un'antenna situata su suolo italiano. La Commissione europea e il nostro Collegio hanno ora investito di questa causa la Corte.

Tra le altre richieste dichiarate ricevibili, una è stata tolta di ruolo in seguito a una domanda di ritiro formulata dal richiedente stesso, per intervenuto accordo stragiudiziale. Le altre tre vertono rispettivamente sulla questione delle modalità della designazione di un avvocato d'ufficio, sulle sanzioni disciplinari inflitte da un tribunale a causa d'una conferenza stampa convocata nel quadro di un processo e sullo statuto del Procuratore distrettuale zurighese rispetto alle esigenze dell'articolo 5 paragrafo 3 CEDU (nozione di «magistrato autorizzato dalla legge a esercitare funzioni giudiziarie», che era già stata oggetto della prima decisione pronunciata dalla Corte europea contro la Svizzera, decisione Schiesser del 1979).

Tra le richieste dichiarate irricevibili durante l'anno, segnaliamo la richiesta Spillmann, relativamente alla quale la Commissione ha ritenuto che in materia di ascolto di conversazioni telefoniche, tenuto conto delle circostanze specifiche, «l'insieme dei ricorsi previsti dal diritto svizzero» risponde alle esigenze dell'articolo 13 CEDU.

3.3

Diritto privato, diritto pubblico e diritto internazionale pubblico

I lavori di armonizzazione del diritto privato, del diritto pubblico e del diritto internazionale pubblico sono coordinati, in seno al Consiglio d'Europa, dal Comitato europeo di cooperazione giuridica (CDCJ). Tra i lavori dei comitati d'esperti subordinati al CDCJ menzioniamo: - diritto di famiglia (prestazioni dopo il divorzio, cooperazione in materia d'adozione internazionale), - protezione dei dati (nei campi dell'impiego delle nuove tecnologie, degli schedari sull'AIDS, nel settore bancario e in materia di libertà d'informazione), - informatica giuridica (scambi di vedute sugli sviluppi nazionali in corso), - diritto del fallimento (elaborazione di un progetto di convenzione sul riconoscimento di determinati diritti all'amministratore di un fallimento estero), 1097

Conviene pure menzionare, tra i comitati apparentati con il CDCJ, il Comitato di esperti ad hoc sulle questioni etiche e giuridiche poste dal progresso delle scienze biomediche (CAHBI), che sta elaborando principi cui deve improntarsi la genetica umana. Il Comitato d'esperti che gli è subordinato gli ha trasmesso un progetto di raccomandazione sulla ricerca sperimentale sull'uomo.

Rappresentanti svizzeri hanno partecipato al 7° Colloquio sull'utilizzazione dell'informatica nell'amministrazione della giustizia, che aveva per tema «Posti di lavoro integrati nel settore giuridico e sistemi per facilitare la decisione», tenutosi a Lisbona dall'I 1 al 13 ottobre 1988.

La Svizzera ha pure partecipato al colloquio organizzato dal Consiglio d'Europa, dal 12 al 14 ottobre 1988, a Maastricht (NL), dedicato alle relazioni tra lo sport e il diritto.

Durante il periodo considerato, il Comitato dei ministri ha adottato, su proposta dal CDCJ, una sola raccomandazione: - la Raccomandazione R (88) 3 sulla validità dei contratti e delle disposizioni testamentarie tra concubini.

Occorre infine rilevare che il progetto di Raccomandazione sulla procreazione artificiale umana, elaborato dal CAMBI, non ha potuto essere adottato dal Comitato dei ministri a causa dell'opposizione di determinate delegazioni. Così il Comitato dei ministri ha deciso di derubricare il rapporto adottato dal CAMBI e di trasmetterlo agli Stati membri come documento d'informazione.

3.4

Politica criminale

Questo campo rientra nelle competenze del Comitato direttivo per i problemi criminali (CDPC). La Svizzera era rappresentata in seno al Comitato d'esperti che si è occupato: - del funzionamento delle Convenzioni europee nel campo penale, - della criminalità legata all'ordinatore, - della cooperazione internazionale per quanto concerne l'individuazione, il sequestro e la confisca dei prodotti del crimine,

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In relazione con la Risoluzione n. l adottata il 4 e il 5 novembre 1986 dalla Conferenza sul terrorismo, il Gruppo dei consiglieri dei ministri in materia di terrorismo (MCT-C) ha messo in evidenza diversi temi vertenti sull'armonizzazione delle legislazioni europee in questo campo. Avendo deciso di farli esaminare dal CDPC, il Gruppo ha preso atto dell'istituzione di un nuovo comitato d'esperti, vale a dire il Comitato d'esperti sull'applicazione del diritto penale agli atti terroristici (PC-TE), incaricato di preparare, entro il 1991, uno «studio del diritto e della procedura penale nazionali quali applicati agli atti terroristici, come pure della questione di eventuali provvedimenti d'armonizzazione».

Nel settore criminale, il Comitato dei ministri ha adottato le Raccomandazioni seguenti: - Raccomandazione R (88) 6 sulle reazioni sociali al comportamento dei giovani nati da famiglie migranti; - Raccomandazione R (88) 13 concernente l'applicazione pratica della Convenzione sul trasferimento delle persone condannate; - Raccomandazione R (88) 18 concernente la responsabilità delle imprese persone giuridiche per le infrazioni commesse nell'esercizio delle loro attività.

Il Comitato dei ministri ha inoltre autorizzato la pubblicazione di un rapporto sulla competenza extraterritoriale in materia penale.

Rimandiamo, per quanto concerne le risoluzioni adottate dalla Conferenza dei Ministri europei della giustizia, al numero 31.

Occorre infine notare che la Convenzione sul trasferimento delle persone condannate, ratificata dalla Svizzera il 5 gennaio 1988, è entrata in vigore il 1° maggio 1988. In virtù di essa, sono state finora presentate una trentina di domande concernenti detenuti svizzeri all'estero e detenuti stranieri in Svizzera; quattro sono già state eseguite.

Durante la sua riunione nel 1988, il CDPC ha istituito tre comitati d'esperti i cui lavori inizieranno nel 1989 sui temi seguenti: - aspetti criminologici e penitenziari del controllo delle malattie trasmissibili e dell'AIDS e relativi problemi di salute in carcere, - lotta contro il terrorismo, - inflizione delle pene.

Nella primavera di quest'anno, il Gruppo dei consiglieri dei ministri, istituito nel novembre 1986 dalla Conferenza europea dei Ministri responsabili della lotta contro il terrorismo, pareva condannato a un'esistenza marginale. Il 3 e il 4 ottobre, dopo un'interruzione di 12 mesi, ha tuttavia ripreso le sue attività.

Nel frattempo il Comitato dei ministri aveva omologato l'istituzione del Comitato di esperti sull'applicazione del diritto penale agli atti terroristici, creato dal CDPC. Questo nuovo Comitato ha ricevuto il mandato di sottoporre a un'analisi approfondita certi temi particolari, scelti dal Gruppo dei consiglieri. D'altronde quest'ultimo ha deciso di riunirsi a un ritmo biennale. Un'iniziativa congiunta della Svezia e della Svizzera sembra non essere estranea a questa scelta incoraggiante.

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Il Comitato d'esperti ristretto, incaricato della pratica relativa alla confisca di vantaggi pecuniari illeciti, ha tenuto due altre sedute nel corso dell'anno. Dopo aver stabilito un inventario circostanziato delle legislazioni nazionali in materia, le delegazioni hanno discusso un avamprogetto di convenzione, presentato dal Segretariato, sulla cooperazione internazionale per quanto concerne l'individuazione, il sequestro e la confisca dei prodotti del crimine, compreso il riciclaggio del denaro sporco. La volontà comune di giungere a risultati concreti è stata evidente nonostante le notevoli differenze esistenti tra i sistemi giuridici dei Paesi membri. Un problema delicato consiste nel sapere se una decisione di confisca presa da uno Stato estero possa essere eseguita nello Stato richiesto secondo la procedura d'exequatur ovvero in modo indiretto per il tramite dell'assistenza giudiziaria. Altre sedute del Comitato sono previste a un ritmo semestrale.

3.5

Diritto d'asilo

L'accento principale dei lavori del Comitato d'esperti ad hoc sugli aspetti giuridici dell'asilo territoriale, dei rifugiati e degli apolidi (CAHAR) è stato posto sull'elaborazione di un Accordo relativo alla responsabilità per l'esame delle domande d'asilo. All'inizio del 1988, il Comitato dei ministri aveva in effetti incaricato il CAHAR d'elaborare, entro la fine dell'anno, un progetto atto a suscitare l'intesa più ampia possibile tra gli Stati membri.

Il Comitato d'esperti, presieduto dalla Svizzera, ha potuto condurre in porto questi lavori in modo soddisfacente. Dopo dieci anni di negoziati, il progetto di accordo è stato così trasmesso al Comitato dei ministri per approvazione e apertura alla firma degli Stati membri. Esso poggia sullo stesso principio dei diversi progetti elaborati in seno alla Comunità europea nella prospettiva della liberalizzazione della circolazione delle persone. Si sono così potute evitare divergenze e conflitti di competenza con l'applicazione in Europa di diverse convenzioni relative ai Paesi di primo asilo.

4 4.1

Cultura Conferenza dei Ministri europei responsabili degli affari culturali

Decisa al termine della 5 a Conferenza dei Ministri europei responsabili degli affari culturali (Sintra/Portogallo, settembre 1987), una riunione informale, dedicata alla dimensione culturale della televisione transfrontaliera, è stata tenuta il 13 e 14 settembre 1988 a Bruxelles. La preparazione della Convenzione sulla televisione transfrontaliera è stata affrontata da un'angolazione culturale e ha fatto emergere che sussistono tuttora certe divergenze d'opinione. Alcuni Stati ritengono infatti che l'aspetto culturale debba essere disciplinato nel quadro della Convenzione; altri, invece, non credono che un siffatto disciplinamento permetta di migliorare il contenuto culturale dei programmi.

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La Svizzera, ricordando l'autonomia dei diffusori, ha insistito sul fatto che provvedimenti di promozione sarebbero preferibili a un disciplinamento troppo rigido e ha ribadito che il progetto di Convenzione del Consiglio d'Europa sulla televisione transfrontaliera rappresenta un compromesso accettabile.

4.2

Differenti attività

La Svizzera ha partecipato a parecchie attività sotto l'egida del Comitato direttivo della cooperazione culturale (CDCC).

Anno europeo del cinema e della televisione II 1988 è stato dichiarato dalla CE, d'intesa con il Consiglio d'Europa, «Anno europeo del cinema e della televisione». Durante l'anno un Comitato direttivo europeo, presieduto da Simone Veil, ha organizzato un gran numero d'attività.

Il rappresentante della Svizzera nel comitato d'esperti governativi per il cinema è stato delegato al Comitato direttivo europeo come rappresentante del CDCC.

Parecchi colloqui sono stati dedicati alla produzione, alla distribuzione, ai diritti d'autore e ai rapporti tra il cinema e la televisione. Premi europei sono stati assegnati a Bruxelles e a Berlino. Parallelamente, ciascun Paese europeo ha organizzato le sue proprie attività. In Svizzera, un Comitato presieduto da Leo Schürmann ha organizzato attività nazionali, illustrate in particolare da un'esposizione cinematografica, da aiuti alle copie di film e da proiezioni di film.

Due colloqui sono stati più particolarmente posti sotto gli auspici del Consiglio d'Europa. Il primo, su iniziativa del Comitato d'esperti governativi per il cinema, verteva su «l'iniziazione ai linguaggi dell'immagine e del suono e la formazione dei professionisti del cinema e della televisione» (Frascati, settembre 1988). Le sue conclusioni saranno sviluppate l'anno prossimo dal Comitato d'esperti per il cinema. Il secondo, proposto dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, era dedicato al tema «cinema e televisione: l'audiovisivo come vettore di comunicazione tra l'Europa dell'Est e quella dell'Ovest» (Orvieto, ottobre 1988). Ha permesso uno scambio di vedute e d'esperienze particolarmente interessante.

Fondo europeo di coproduzione e di codistribuzione «Eurimages» II 1988 ha visto anche la creazione del Fondo «Eurimages», destinato alla produzione e alla distribuzione di opere audiovisive in Europa. Dodici Paesi ne sono già membri. La Svizzera, che ha contribuito attivamente alla sua istituzione, ha l'intenzione di aderirvi all'inizio del 1989. Il Fondo è destinato a sostenere la creazione audiovisiva europea di fronte alla sempre più forte concorrenza esterna.

Comitato ad hoc d'esperti governativi del cinema L'attività del Comitato d'esperti per il cinema si è imperniata essenzialmente sulla parecipazione all'organizzazione dell'Anno europeo del cinema e della televisione e alla creazione del Fondo «Eurimages».

i

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Progetto n. 10 «Cultura e regioni» Nel corso del 1988, il Gruppo d'esperti del progetto n. 10, in seno al quale la Svizzera è rappresentata, ha lavorato alla preparazione e alla valorizzazione di parecchie manifestazioni, tra cui un seminario sul tema «creatività culturale, sviluppo regionale e decisioni» (Svezia, dicembre 1987), un seminario dedicato alle «politiche e azioni culturali regionali» (Parigi, giugno 1988) e un seminario sul tema «politiche culturali e sviluppo regionale: il ruolo dell'università» (Creta, ottobre 1988).

Il Gruppo d'esperti ha d'altronde esaminato l'opportunità di organizzare un ciclo di studio europeo per Alti Funzionari della cultura. Il progetto è in discussione.

Al fine di far meglio conoscere i lavori del progetto n. 10 a un vasto pubblico, il Gruppo d'esperti ha deciso di preparare una serie d'emissioni televisive. Un prototipo è stato messo a punto dalla RTBF e dal Gruppo d'esperti: mostra esperienze culturali della Frisia orientale, del Giura svizzero e dell'Auvergne; circolerà negli ambienti delle televisioni regionali in vista di costituire una serie d'emissioni.

Mostre d'arte europee I lavori preparatori della mostra dedicata a «L'immagine della Repubblica la Svizzera e l'Europa dal 1700 al 1900», che sarà presentata nel nostro Paese nel 1991, si svolgono conformemente al programma stabilito. Il concetto definitivo della mostra è stato adottato in occasione di una conferenza d'esperti.

La Svizzera è rappresentata in seno al Comitato europeo d'organizzazione della 20a mostra d'arte «La rivoluzione francese e l'Europa» che si terrà a Parigi nel 1989.

Azione a favore della poesia La Svizzera è rappresentata in seno al Gruppo di coordinazione a favore della poesia, incaricato essenzialmente di studiare l'eventuale creazione di una fondazione europea per la poesia e di preparare una politica europea coerente a favore della traduzione letteraria, segnatamente poetica.

Incontri europei sul teatro per i bambini La Svizzera ha partecipato al 4° Incontro europeo sul teatro per i bambini, svoltosi a Vienna nel luglio 1988 e al quale erano rappresentati 23 Paesi. Il nostro Paese è all'origine di quest'iniziativa che, lanciata in occasione dell'Anno internazionale dell'infanzia, ha da allora ottenuto un successo crescente.

5 5.1

Donna, gioventù Donna

II Comitato europeo per l'eguaglianza donna-uomo (CEEG) ha tenuto la terza e la quarta sessione nel corso dell'anno.

Per il CEEG, il 1988 è stato, in un certo senso, un anno di transizione. Il Comitato si è dedicato essenzialmente a importanti lavori preparatori per la 2 a Con-

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ferenza dei Ministri europei responsabili dell'uguaglianza donna-uomo, che si terrà a Vienna il 4 e 5 luglio 1989. D'altronde, il Comitato ha adottato una Dichiarazione sull'uguaglianza donna-uomo, approvata dal Comitato dei ministri il 16 novembre 1988, nella sua 83a sessione.

5.2

Gioventù

Una delegazione svizzera, presieduta dal consigliere federale Flavio Cotti, ha preso parte alla 2a Conferenza dei Ministri europei responsabili della gioventù, svoltasi a Oslo l'il e il 12 aprile 1988. In tale occasione, il capo del Dipartimento federale dell'interno ha tenuto un importante esposto introduttivo sul tema «la cooperazione internazionale nello sviluppo di politiche della gioventù con particolare riguardo all'azione del Consiglio d'Europa in questo settore».

Nel quadro di una ristrutturazione del Consiglio d'Europa nel campo della gioventù, il Comitato d'esperti governativi per la gioventù (CAHJE) si è trasformato in Comitato direttivo europeo per la cooperazione intergovernativa nel campo della gioventù (CDEJ). La Svizzera ha partecipato alle due prime sessioni del nuovo Comitato. Al centro delle discussioni vi erano la riforma delle strutture del Centro europeo per la gioventù (CEJ) e del Fondo europeo per la gioventù (FEJ), la valutazione della prima e della seconda Conferenza dei Ministri europei responsabili della gioventù e i lavori preparatori della 3 a Conferenza, prevista nel Portogallo nel 1990, nonché la collaborazione tra il Consiglio d'Europa e la CE in materia di gioventù.

La Svizzera è rappresentata in seno al Consiglio di direzione del CEJ, di cui assume la vicepresidenza dal giugno 1988.

6

Educazione

Le attività del Consiglio d'Europa riguardo alla formazione sono di competenza del Consiglio della cooperazione culturale (CDCC). Un buon numero di esse ha interessato anche il nostro Paese e implicato la partecipazione di specialisti a riunioni a Strasburgo, negli Stati membri e in Svizzera.

Queste attività sono sempre state svolte in stretta collaborazione tra l'Ufficio federale dell'educazione e della scienza e la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione.

Menzioniamo segnatamente: - Simposio e seminario di diffusione dei lavori relativi al progetto n 8: Esperienze d'innovazione nell'insegnamento primario, - Conferenza relativa al progetto n. 12: L'apprendimento delle lingue in Europa, la sfida della diversità, - Gruppo di lavoro EUDISED: Gestione di base di dati e thésaurus nel campo dell'educazione, - Gruppo di lavoro per la diffusione dei lavori del CD.CC, - Programma di borse di studio per gli insegnanti e di scambio per gli allievi, 1103

Tra le attività della Conferenza regolare sui problemi universitari (CC-PU) menzioniamo: - elaborazione di una 2 a dichiarazione aggiuntiva alla Convenzione europea relativa all'equivalenza dei diplomi che danno accesso agli istituti universitari (1953), - elaborazione di una convenzione aggiuntiva alla Convenzione europea sull'equivalenza dei periodi di studi universitari (1956), - discussioni sul tema «Università, valori umani e diritti dell'uomo: sfide delle nuove tecnologie».

7 7.1

Protezione dell'ambiente e della natura Conferenza dei Ministri europei dell'ambiente

I lavori di preparazione della prossima Conferenza, che si terrà in Belgio nel 1990 e sarà dedicata ai problemi della protezione dei suoli, sono iniziati in seno al Comitato direttivo per la protezione e la gestione dell'ambiente e della natura (CDPE) durante la sua riunione ordinaria del 26-28 aprile 1988. All'uopo, tre esperti consulenti sono stati incaricati di elaborare uno studio di fattibilità di uno strumento giuridico internazionale in materia di protezione dei suoli. Un comitato d'esperti di otto membri (PE-SO) soprintenderà a questo compito e si occuperà nello stesso tempo dei problemi d'organizzazione della 6 a Conferenza ministeriale europea.

7.2

Campagna europea per il mondo rurale

A livello internazionale sono stati organizzati i colloqui seguenti con la partecipazione diretta del Consiglio d'Europa: - funzione e avvenire dell'ambiente rurale nelle regioni periferiche urbane, a Oostduinkerke (Belgio), dal 20 al 23 gennaio 1988; - mezzi per ridurre le disparità nella prestazione di servizi tra zone urbane e rurali, Santiago de Compostela (Spagna), dal 27 al 29 aprile 1988; - turismo e tempo libero in ambiente rurale, St. Peter Ording (RFG), dal 16 al 20 maggio 1988; - le donne in ambiente rurale, St. Martin (RFG), dal 20 al 25 giugno 1988;

1104

Da parte sua, la Conferenza permanente dei poteri locali e regionali dell'Europa (CPLRE) ha organizzato a Trento, dal 9 ali'11 maggio 1988, una Conferenza europea delle regioni di montagna.

Il Comitato internazionale d'organizzazione e d'orientamento della Campagna europea ha tenuto due riunioni, il 18 e il 19 aprile 1988 a Strasburgo e dall'I 1 al 14 ottobre 1988 a Lubecca - Travemunde (RFG), nel quadro della manifestazione internazionale di chiusura della Campagna.

La solenne manifestazione di chiusura della Campagna europea si è svolta il 14 ottobre 1988 a Hasselburg (nell'Ostholstein, RFG), con la partecipazione dei Presidenti della Repubblica federale di Germania e del Portogallo, come pure del Segretario generale del Consiglio d'Europa. Era stata preceduta da una serie di conferenze e da altre manifestazioni, tra cui un Colloquio internazionale sulle prospettive del mondo rurale e un Seminario d'esperti sui progetti europei di dimostrazione.

Tra le pubblicazioni del Consiglio d'Europa nel quadro della Campagna, ricordiamo l'opuscolo ufficiale sui 132 progetti di dimostrazione scelti in base a proposte presentate dagli Stati membri, tenendo conto del loro contributo allo sviluppo integrato del mondo rurale.

Sul piano nazionale, l'esposizione itinerante organizzata dal Comitato nazionale è stata presentata, con successo, in quattordici località svizzere.

7.3 7.31

Attività diverse Comitato direttivo per la protezione e la gestione dell'ambiente e della natura (CDPE)

II CDPE ha tenuto la sua riunione ordinaria dal 26 al 29 aprile 1988 a Strasburgo. In tale occasione ha segnatamente adottato la Raccomandazione relativa alla conservazione degli organismi saproxilofaghi e dei loro biotopi, rispettivamente alle foreste vecchie naturali e seminaturali e la Risoluzione concernente la concessione o il rinnovo del Diploma europeo a otto riserve naturali.

Ha poi proceduto a qualche adeguamento del suo programma d'attività per il 1988 assegnando mandati specifici a un nuovo Comitato d'esperti per la protezione dei suoli (PE-SO) e a un gruppo di specialisti incaricato dell'elaborazione di una strategia europea di conservazione (PE-R-SC). Ha infine eletto alla presidenza un rappresentante della Svizzera.

7.32

Comitato permanente della Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa (Convenzione di Berna, S.T.E. 104)

II Comitato permanente ha tenuto la sua 60" riunione dall'8 all'11 dicembre 1987 a Strasburgo, in presenza segnatamente del rappresentante del primo Stato africano Parte alla Convenzione, il Senegal. La Convenzione comprende 73 Foglio federale. 72° anno. Voi. I

1105

a tutt'oggi 19 Parti contraenti, come pure la CE. Il Comitato permanente ha proceduto a importanti emendamenti degli Allegati alla Convenzione; su proposta della Svizzera, ha deciso d'includervi 81 specie d'invertebrati minacciati (libellule, farfalle, molluschi, ecc.) e, su proposta olandese, di aggiungervi 115 specie di pesci d'acqua dolce. Così, la Convenzione copre ora la maggior parte degli organismi viventi minacciati, rari o importanti per il mantenimento degli equilibri biologici. La protezione dei loro biotopi rimane l'obiettivo prioritario.

Per quanto concerne i problemi specifici della Convenzione, il delegato della Svizzera ha dato informazioni sulla situazione nella regione di «Grechner Witi» (Canton Soletta) in merito all'autostrada N 5.

È stata data l'assicurazione che saranno presi tutti i provvedimenti necessari per tener conto nel miglior modo possibile delle esigenze ecologiche e paesaggistiche, rispettando così le disposizioni della Convenzione. Il tema sarà ripreso dal Comitato nel dicembre 1988. Infine, il Comitato permanente ha adottato tre Raccomandazioni: la prima si indirizza più particolarmente ai Paesi mediterranei e a quelli i cui cittadini frequentano i siti durante le vacanze; la seconda concerne le tartarughe marine, minacciate dalla distruzione dei loro habitat; la terza, infine, concerne lo sviluppo delle attività turistiche sulle spiagge, siti privilegiati dai rettili chelonii per la deposizione delle uova.

8

Sistemazione del territorio

11 Comitato degli Alti Funzionari del Consiglio d'Europa, competente in materia di sistemazione del territorio, si è occupato essenzialmente dei preparativi della 8 a Conferenza europea dei Ministri responsabili della Sistemazione del Territorio (CEMAT).

Organizzata per la prima volta dalla Svizzera, questa Conferenza si è svolta il 20 e il 21 ottobre 1988 a Losanna, in presenza di una quindicina di Ministri europei. I dibattiti erano imperniati sul tema «L'utilizzazione razionale del suolo, limite e fondamento del nostro sviluppo» ed erano intesi a suscitare maggior consapevolezza in materia di protezione del suolo e a studiare i mezzi per migliorare la gestione di questo suolo «consumato» abusivamente nella maggior parte dei Paesi europei.

Le due Risoluzioni adottate riprendono in ampia misura le tesi del rapporto di base e del documento di discussione svizzeri. Esse sanciscono un insieme di principi per una nuova politica d'utilizzazione del suolo, soddisfacente agli imperativi di uno sviluppo equilibrato che tenga conto degli aspetti ecologici e assicuri una protezione quantitativa del suolo. I Ministri hanno sottolineato in particolare la necessità di rideterminare gli obiettivi e le funzioni dell'agricoltura onde preservare gli spazi naturali.

9

Patrimonio storico

II Comitato direttivo del patrimonio storico integrato (CDPH), ristrutturato nel 1987 e presieduto dalla Svizzera, si occupa attualmente delle questioni seguenti:

1106

-

formazione e perfezionamento degli artigiani d'arte, salvaguardia del patrimonio rurale, mantenimento e promozione di un artigianato di qualità, relazione costo/utilizzazione all'atto del risanamento e della rivitalizzazione dei siti storici, - protezione del patrimonio edificato del XX secolo, - cooperazione dei centri di documentazione nazionali e internazionali, - lotta contro le conseguenze dell'inquinamento atmosferico sui monumenti storici, - assistenza tecnica per la conservazione del patrimonio architettonico, - protezione del patrimonio contro i disastri naturali, - sensibilizzazione della popolazione al suo patrimonio architettonico.

D'altronde, il CDPH sta preparando la prossima Conferenza dei Ministri europei responsabili della protezione del patrimonio architettonico, che si svolgerà in Svizzera, verosimilmente nel 1990.

Infine, la Svizzera ha partecipato alle due manifestazioni seguenti, organizzate sotto gli auspici del CDPH nell'ottobre 1988: un colloquio sul rinnovo delle città industriali, a Halifax (Gran Bretagna) e un congresso sui Sentieri di Sant'Jacopo di Compostella a Bamberg (RFG).

10

Mezzi di comunicazione di massa

Al centro delle attività del Consiglio d'Europa nel campo dei media si trovavano ancora i lavori concernenti la Convenzione sulla televisione transfrontaliera. Durante la Conferenza informale dei Ministri responsabili dei media, svoltasi a Vienna nell'aprile 1988, ci si è potuti accordare sulle linee direttive necessarie per permettere al Comitato direttivo dei mezzi di comunicazione di massa (CDMM) di approntare il testo della Convenzione all'inizio dell'estate 1988 e trasmetterlo per approvazione al Comitato dei ministri. Per l'opposizione di alcuni Paesi, il Comitato dei ministri non ha tuttavia potuto aprire la Convenzione alla firma degli Stati membri e si è visto così costretto a trasmettere, per discussione, il testo della Convenzione alla Seconda conferenza ministeriale europea sulla politica delle comunicazioni di massa. Riteniamo tuttavia che la Convenzione potrà essere firmata al più tardi nella primavera 1989.

Malgrado il sostegno di alcuni Paesi vicini, la Svizzera non ha potuto imporre l'estensione della Convenzione sulla televisione transfrontaliera alla radiodiffusione sonora. Un protocollo aggiuntivo sulla radio sonora resta tuttavia ancora in discussione.

11 Comitato dei ministri ha adottato due Raccomandazioni concernenti la copia privata sonora e audiovisiva n. R (88) 1 e i provvedimenti intesi a combattere la pirateria nel campo del diritto d'autore e dei diritti affini n. R (88) 2. Queste Raccomandazioni saranno prese in considerazione nel corso della revisione della legge federale sul diritto d'autore.

Oltre che ai lavori sul testo della Convenzione, il CDMM si è dedicato più particolarmente alla preparazione della Conferenza ministeriale europea sulla politica delle comunicazioni di massa a Stoccolma, incentrata sul tema «Politica

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europea delle comunicazioni di massa in un contesto internazionale». Gli obiettivi centrali del Consiglio d'Europa a questo proposito sono infatti il miglioramento della circolazione delle opere audiovisive europee all'interno e all'esterno dell'Europa, come pure la preservazione e la promozione degli operatori che assumono una missione di servizio pubblico nel campo della radiodiffusione.

Vista l'importanza dei lavori del CDMM, che hanno reso necessarie parecchie riunioni straordinarie, le attività del Comitato d'esperti sulla politica in materia di media (MM-PO) sono rimaste in secondo piano. Questo comitato ha tuttavia potuto elaborare un progetto di Raccomandazione concernente il controllo delle videocassette brutali e pornografiche, progetto che dovrebbe essere trasmesso nel 1989 al Comitato dei ministri.

Il Comitato d'esperti giuridici in materia di media (MM-JU) - incaricato nel dicembre 1987 dal CDMM di elaborare un protocollo aggiuntivo al progetto di Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera - ha incaricato un gruppo di lavoro sui servizi fissi di satelliti (JU-GT-FS) di formulare principi che potrebbero servire di base per questo eventuale protocollo aggiuntivo.

Trattasi di realizzare un equilibrio tra i diritti e gli interessi degli aventi diritto in materia di proprietà intellettuale nei confronti della nuova tecnologia dei media, da una parte, e lo sviluppo stesso di questa tecnologia, nonché l'interesse pubblico in generale ad aver accesso ai nuovi media, dall'altra. Il MM-JU ha inoltre continuato i suoi dibattiti sulle questioni di diritto d'autore legati alla reprografia.

11

Sanità pubblica

In seguito alla 3 a Conferenza dei Ministri europei della sanità, svoltasi a Parigi il 16 e il 17 novembre 1987 e dedicata agli aspetti giuridici, etici e organizzativi in materia di trapianto e di scambio d'organi, è stato istituito un gruppo di esperti incaricato di esaminare le questioni d'organizzazione in rapporto con i trapianti e lo scambio di organi. La Svizzera è rappresentata in questo gruppo di lavoro.

Comitato europeo della sanità (CDSP) II Comitato dei ministri ha approvato le Raccomandazioni, presentate dal CDSP, concernenti l'igiene nella scuola e le trasfusioni di sangue (prevenire la propagazione delle malattie contagiose), nonché la modificazione del protocollo alla Convenzione europea concernente il siero antiglobulinico.

L'AIDS rimane una preoccupazione prioritaria del CDSP, che attribuisce grande importanza all'instaurazione di una stretta collaborazione con altre organizzazioni internazionali, segnatamente l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Il gruppo d'esperti istituito in novembre, in seno al quale la Svizzera è rappresentata, si occupa di aspetti sociali ed etici dell'AIDS.

Il CDSP ha inoltre trattato, a livello di gruppi d'esperti, temi come le cure multidisciplinari per pazienti cancerosi, le conseguenze delle nuove tecnologie sulle cure mediche primarie e la formazione nel campo dell'informatizzazione dei

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dati medici. Ha pure condotto in porto un progetto vertente sulla raccolta di dati epidemiologici nel campo delle cure mediche primarie al fine di stabilire criteri per l'identificazione e l'impiego di informazioni che possono servire come base per un sistema efficace di sanità pubblica. Per altro, il programma comune «educazione sanitaria» del Consiglio d'Europa, dell'OMS e della CE, inizialmente limitato all'informazione sulle droghe illegali e indirizzato agli adolescenti, è stato esteso all'educazione generale sanitaria in base agli insegnamenti tratti dai primi progetti pilota.

Il Comitato d'esperti sulla trasfusione sanguigna e l'immunoematologia (SPHM) ha tenuto una riunione in comune con il Gruppo d'esperti interessato della Commissione europea della Farmacopea, onde assicurare una migliore coordinazione della procedura. Il programma coordinato di ricerche nel campo delle trasfusioni sanguigne è continuato, come pure i due altri programmi di ricerca sui temi epidemiologia di malattie mentali e pianificazione del personale sanitario.

Accordo parziale nel campo sociale e della sanità pubblica Le tre Risoluzioni presentate dal Comitato di sanità pubblica (CD-P-SP), istituito dall'Accordo parziale nel campo sociale e della sanità pubblica, sono state adottate dal Comitato dei ministri. Esse concernono i prodotti per le lenti a contatto, i pesticidi destinati al trattamento dei cereali dopo il raccolto e quelli utilizzati nei locali destinati alla fabbricazione, alla preparazione e all'immagazzinamento delle derrate alimentari.

I gruppi d'esperti del Comitato di sanità pubblica dell'Accordo parziale hanno continuato i loro lavori nel campo dell'igiene delle derrate alimentari, delle sostanze aromatizzanti e degli additivi, dei materiali d'imballaggio per derrate alimentari, dei cosmetici, dei pesticidi e delle questioni farmaceutiche. Il Comitato per l'igiene delle derrate alimentari si è occupato dei metalli pesanti, dei nitrati e dei nitriti nell'alimentazione. Una riunione di lavoro dedicata alla classificazione delle sostanze aromatizzanti secondo gli aspetti tossicologici si è svolta in comune con i delegati della CE, i rappresentanti dell'industria ed esperti statunitensi. Il Comitato d'esperti per i cosmetici si è principalmente occupato dell'uso delle piante in cosmetica. Il Comitato dei pesticidi lavora alla revisione della pubblicazione «Pesticidi», che terrà conto dei nuovi sviluppi segnatamente nel campo della protezione dell'ambiente. Una delle riunioni del Comitato si è svolta a Thun, in novembre. Il Gruppo di esperti delle questioni farmaceutiche si è segnatamente occupato del doping nello sport, della dichiarazione delle sostanze ausiliarie sul prospetto d'imballaggio dei medicamenti e di questioni legate alla formazione.

Commissione europea della Farmacopea La Commissione europea della Farmacopea ha pubblicato un nuovo volume della Farmacopea europea. Dall'inizio dell'anno appare una nuova rivista, intitolata «Farmaeuropa», che contiene informazioni sull'attività della Commissione; gli ambienti interessati possono utilizzarla come base di discussione.

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Un gruppo d'esperti della Commissione della Farmacopea europea ha continuato i suoi lavori sull'elaborazione di monografie e sull'esame dei vaccini e sieri in medicina veterinaria.

Cooperazione in materia di lotta contro l'abuso e il traffico illecito degli stupefacenti (Gruppo Pompidou) Nel quadro del Gruppo di cooperazione in materia di lotta contro l'abuso e il traffico illecito degli stupefacenti, i Gruppi di lavoro si sono occupati di problemi come il controllo degli stupefacenti negli aeroporti e il trattamento dei tossicodipendenti. Inoltre, a Gerzensee si è svolto un simposio sul tema «Donne e droga» organizzato in comune con l'Ufficio federale della sanità pubblica.

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Sport

Una riunione informale dei Ministri dello sport si è svolta ad Atene il 1° e il 2 giugno 1988. La Svizzera vi era rappresentata da Keller, Direttore della Scuola federale di ginnastica e di sport (capo delegazione), Grutter, Vicepresidente della Commissione federale di ginnastica e di sport e Imesch, Direttore dell'Associazione svizzera dello sport. I principali temi della riunione erano il doping e i controlli antidoping, la violenza degli spettatori, l'apartheid nello sport, nonché lo sport e la cultura.

Il Comitato dei ministri ha adottato, il 18 aprile 1988, la Raccomandazioe R (88) 8 sullo sport per tutti: le persone anziane e, il 21 giugno 1988, la Raccomandazione R (88) 12 concernente l'istituzione di controlli antidoping senza preavviso fuori competizione.

Il Comitato direttivo per lo sviluppo dello sport (CDDS) ha studiato principalmente i temi seguenti: doping e controlli antidoping, medicina sportiva, violenza associata allo sport, competizioni sportive internazionali, apartheid nello sport e collaborazione europea. Le sedute e i seminari organizzati attualmente sono dedicati segnatamente ai temi «Importanza economica dello sport», «Ferite dovute allo sport e loro prevenzione» (partecipazione della Svizzera), «Ricerche sulle superfici artificiali» (partecipazione della Svizzera) e «Test EUROFIT» (progetti previsti in Svizzera).

La Svizzera era rappresentata alle sedute dei Comitati d'esperti per l'informazione (DS-SI), la ricerca (DS-SR) e il doping (DS-DO).

Essa ha regolarmente informato l'Istituto federale germanico delle scienze sportive, centro di raccolta della documentazione della zona germanofona, sui progetti in corso nel campo delle scienze sportive.

La Svizzera non ha ancora firmato la Convenzione europea sulla violenza e gli eccessi dei tifosi durante le manifestazioni sportive, segnatamente nelle partite di calcio. Tuttavia, visto l'esito di una consultazione presso i Cantoni, i partiti e le associazioni interessate, un'adesione non dovrebbe porre problemi.

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13

Protezione degli animali

II 13 novembre 1987, il Comitato dei ministri ha aperto alla firma degli Stati membri la Convenzione europea per la protezione degli animali di compagnia.

La Convenzione è stata elaborata dal Comitato ad hoc d'esperti per la protezione degli animali (CAHPA), sciolto nel frattempo.

Inoltre, dopo aver adottato la Raccomandazione sul trasporto internazionale di cavalli il 17 settembre 1987, il Comitato dei ministri ha adottato la Raccomandazione sul trasporto internazionale di maiali. Queste raccomandazioni, basate sulla Convenzione europea sulla protezione d'animali in trasporto internazionale, sono state elaborate da un Comitato d'esperti.

Il Comitato permanente della Convenzione europea per la protezione degli animali negli allevamenti ha adottato, il 21 ottobre 1988, una Raccomandazione sulla tenuta dei bovini e ha intrapreso i lavori relativi a una Raccomandazione sulla tenuta degli animali da pelliccia.

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Questioni demografiche

II Comitato europeo sulla popolazione (CDPO) ha adottato il rapporto annuale sull'evoluzione demografica dei Paesi europei, allestito dagli Stati membri.

Tutti gli Stati hanno registrato un aumento della loro popolazione nel corso del 1988. La crescita più significativa è stata quella in Turchia, la cui struttura per età ne fa la nazione più giovane del continente europeo. La Svizzera fa parte dei Paesi a crescita demografica moderata, in cui la proporzione di bambini e di adolescenti è debole, mentre quella della terza e persino della quarta età è forte. La speranza di vita continua ad aumentare in tutti i Paesi, ma l'indice di fecondità si situa, nella maggior parte dei casi, sotto il livello che garantisce il cambio di generazione. Nei Paesi nordici, quasi la metà dei bambini nascono da unioni libere. La Svizzera è uno dei Paesi in cui l'indice di fecondità è debole e in cui i bambini nati fuori matrimonio costituiscono l'eccezione.

Diversi comitati d'esperti hanno reso conto di certi aspetti attuali dell'evoluzione demografica all'attenzione del Comitato direttivo. Il Comitato d'esperti «sulle responsabilità dei genitori e altre opzioni concernenti il modo di vita» (PO-PR) studia le possibilità di conciliare meglio le esigenze sociali ed economiche della vita moderna con il desiderio di fondare una famiglia e di allevare figli. Il comitato d'esperti «sull'aumento della popolazione mondiale» (POWP) esamina le ripercussioni della diversa evoluzione demografica nei Paesi europei, dove la popolazione invecchia, e nei Paesi rivieraschi del Mediterraneo e in quelli in via di sviluppo, dove la popolazione, invece, è giovane ed in piena espansione.

Data l'importanza crescente delle unioni libere, il CDPO ha incaricato un nuovo Comitato d'esperti di stendere un rapporto su questa questione. In collaborazione con la Comunità europea, si procederà inoltre all'esame più attento delle ripercussioni dell'invecchiamento delle popolazioni sulla sicurezza sociale. Si prevede, nel 1990, di organizzare un seminario europeo sul tema «tendenze demografiche attuali e nuove forme di vita in Europa.» 1111

15

Affari sociali

II Comitato direttivo per l'impiego e il lavoro (CDEM) ha dedicato essenzialmente le sue riunioni alla preparazione della 4" Conferenza dei Ministri europei del lavoro, prevista a Copenhagen nel 1989. Il Comitato ha approvato i progetti di nuovi regolamenti concernenti, da una parte, le borse sociali individuali e, dall'altra, i programmi di ricerca coordinati nel campo sociale. Il CDEM ha pure preso atto del rapporto sulla «protezione sociale dei lavoratori a domicilio», elaborato dal Gruppo di studio del programma di ricerche coordinate 1987/1988, e previsto, oltre alla pubblicazione di questo rapporto sotto la responsabilità dei loro autori, l'elaborazione eventuale d'un progetto di Raccomandazione sul tema trattato.

Il Comitato europeo sulle migrazioni (CDMG) si è occupato, durante le sue due riunioni, dei seguiti della 3 a Conferenza dei Ministri europei responsabili delle questioni di migrazione, svoltasi nel Portogallo nel 1987, e ha proceduto all'approvazione formale del progetto di Raccomandazione sugli alloggi dei migranti. Ha d'altra parte proseguito i lavori sul progetto di Raccomandazione sull'assistenza dei migranti in caso di ricorso contro decisioni concernenti il loro impiego e la loro espulsione. Per altro, ha intrapreso parecchie attività nel quadro del progetto delle relazioni intercomunitarie, organizzato un Colloquio sui migranti, i media e la diversità culturale con responsabili della stampa scritta e audiovisiva e affrontato una nuova attività sulla protezione giuridica e la situazione socioeconomica dei migranti. Le attività operative, come la scolarizzazione dei figli di lavoratori migranti, l'insegnamento delle lingue ai lavoratori migranti e il programma di borse di formazione professionale, sono continuati regolarmente.

Per quanto concerne le attività in materia di sicurezza sociale, il Comitato dei ministri ha adottato l'Accordo amministrativo per l'applicazione dell'Accordo europeo del 17 ottobre 1980 concernente le cure mediche alle persone che soggiornano temporaneamente, aperto alla firma degli Stati membri nel giugno 1988 (S.T.E. 129).

In seno al Comitato direttivo per la sicurezza sociale (CDSS), la Svizzera ha continuato la sua collaborazione in materia di sorveglianza dell'applicazione e della revisione del Codice europeo di sicurezza sociale, come pure del suo Protocollo. Il rapporto esplicativo del Codice riveduto è stato adottato. Dovrà essere eventualmente riesaminato in caso di modificazioni del Codice riveduto, su parere dell'Assemblea parlamentare. Inoltre, il nostro Paese ha partecipato all'elaborazione di studi, segnatamente sull'adeguamento della sicurezza sociale ai bisogni nuovi di una società in mutamento, sul ruolo della sicurezza sociale riguardo alle tendenze socioeconomiche e demografiche, come pure sulla flessibilità dell'età del pensionamento. La Svizzera ha così contribuito all'evoluzione e allo sviluppo della sicurezza sociale.

A livello del Comitato direttivo sulla politica sociale (CDPS), il capo della Centrale per le questioni familiari ha preso parte alla riunione tenuta a Strasburgo dal 4 al 7 ottobre 1988.

All'ordine del giorno figuravano diversi punti riguardanti la politica familiare: violenza in seno alla famiglia, integrazione dei bambini andicappati nella fami1112

glia e nella società, lotta contro la povertà e l'emarginazione, politica familiare in Europa, famiglie monoparentali, aspetti sociali della politica dell'alloggio, assistenza ai bambini e ai neonati.

Il contributo della Svizzera al Consiglio d'Europa si è pure manifestato per mezzo della partecipazione a Comitati d'esperti, responsabili dello studio di questioni particolari di sicurezza sociale. La Svizzera era rappresentata nei Comitati seguenti: - Comitato di Alti Funzionari incaricato della preparazione della 4 a Conferenza dei Ministri europei responsabili della sicurezza sociale (MSS-4-HF), che si terrà a Lugano dal 12 al 14 aprile 1989, - Comitato d'esperti per l'applicazione della Convenzione europea di sicurezza sociale (SS-AC), - Comitato d'esperti sulle responsabilità parentali (PO-PR), - Comitato d'esperti sugli aspetti sociali della politica dell'alloggio (PS-LOG), - Comitato d'esperti sulle diverse forme di protezione sociale e sulle famiglie monoparentali (PS-FM).

16 16.1

Comuni, regioni e cooperazione transfrontaliera Conferenza dei Ministri europei responsabili delle collettività locali

L'8a Conferenza dei Ministri europei responsabili delle collettività locali si è svolta dal 13 al 16 settembre 1988 a Ashford Castle (Irlanda). Due terni erano al centro delle discussioni: da una parte, il ruolo e l'esperienza delle collettività locali e regionali di fronte alla sfida della disoccupazione e, d'altra parte, i mezzi per ridurre gli squilibri regionali e locali con la promozione di una migliore perequazione finanziaria. I Ministri hanno sottolineato quanto sia importante la collaborazione di tutte le categorie di responsabili e hanno posto l'accento sull'opportunità di adottare soluzioni integrate. Si sono inoltre pronunciati a favore di una destinazione ottimale delle risorse.

I Ministri hanno d'altronde proposto di elaborare linee direttive per una migliore perequazione finanziaria ai livelli locale e regionale.

16.2

Comuni e regioni

Dopo essere stato ristrutturato, il Comitato direttivo delle autorità locali e regionali (CDLR) ha iniziato le sue attività incentrate principalmente su: - la discussione del progetto di Convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale; il progetto, elaborato dal Segretariato, è diviso in tre parti: la prima tratta del diritto alla libertà d'espressione e di riunione degli stranieri, la seconda del diritto degli stranieri di difendere i loro interessi negli organi consultivi e la terza del diritto di voto propriamente detto degli stranieri. Gli Stati membri hanno la facoltà di aderire anche a una sola o a due sole parti della Convenzione; - le questioni finanziarie relative agli affari locali e regionali.

1113

La Carta europea dell'autonomia locale è entrata in vigore il 1° settembre 1988, un successo che corona senza alcun dubbio gli sforzi del Consiglio d'Europa per una migliore decentralizzazione e un rafforzamento della democrazia.

Ad eccezione dell'Irlanda, di Malta, della Norvegia, di San Marino, del Regno Unito e della Svizzera, tutti i 22 Stati membri del Consiglio d'Europa hanno ormai ratificato questa Carta, o l'hanno per lo meno firmata.

16.3

Cooperazione transfrontaliera

II Comitato d'esperti sulla cooperazione economica interregionale e la sistemazione del territorio (CT-R-AM) ha tenuto la sua prima riunione dal 9 all'11 maggio 1988. Basandosi sulle esperienze acquisite nel campo della cooperazione transfrontaliera, ha elaborato alcuni modelli di accordi per il completamento dell'allegato della Convenzione-quadro sulla cooperazione transfrontaliera.

In prima lettura, ha adottato, seguente così la proposta del Segretariato, i tre modelli d'accordi seguenti su: - la cooperazione economica e sociale interregionale, - la cooperazione intergovernativa in materia di sistemazione del territorio, - la cooperazione interregionale transfrontaliera in materia di sistemazione del territorio.

I testi sono stati in seguito sottoposti all'approvazione del Comitato ad hoc della cooperazione transfrontaliera (CAHCT).

In occasione della sua riunione dell'8-10 giugno 1988, il CAHCT ha in particolare esaminato e approvato un progetto di questionario, da indirizzare agli Stati membri, vertente sull'attuazione della Convenzione-quadro europea sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali.

Ha d'altra parte esaminato i rapporti delle riunioni di due comitati ristretti incaricati d'elaborare i modelli di accordi per il completamento dell'allegato alla Convenzione-quadro sulla cooperazione transfrontaliera. Il CAHCT ha così approvato, in prima lettura, tre modelli di accordi proposti dal Comitato ristretto d'esperti sulla cooperazione economica interregionale e la sistemazione del territorio, nonché due varianti di modelli elaborate dal Comitato ristretto d'esperti sui parchi naturali transfrontalieri (CT-R-PA). Questi modelli sono in seguito stati sottoposti per parere alle istanze competenti nazionali e regionali interessate. La procedura di consultazione è ancora in corso.

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Fondo di ristabilimento

II Fondo di ristabilimento ha continuato la sua attività intesa a ridurre le disparità economiche e sociali tra i Paesi membri (tutti i Paesi membri del Consiglio d'Europa, meno l'Austria, l'Irlanda, San Marino e il Regno Unito, più il Vaticano). La Jugoslavia è membro associato del Fondo dal 1986.

In termini nominali, i finanziamenti non hanno cessato di aumentare dal 1980.

Tuttavia, a causa della forte svalutazione dell'unità di conto del Fondo, ossia 1114

il dollaro degli Stati Uniti, i finanziamenti in termini reali, vale a dire nelle monete effettive d'intervento, sono un po' diminuiti nel 1987. Nondimeno, con un capitale versato, originariamente, di meno di 15 miliardi di dollari, il Fondo di ristabilimento ha finanziato, nel corso dei dieci ultimi anni, circa 5 miliardi di dollari di progetti sociali, di cui 767 milioni per il solo 1987. È vero che in seguito ai tre aumenti del capitale sopravvenuti nel frattempo, dal 1° gennaio 1988 il Fondo dispone di un capitale sottoscritto di circa 240 milioni di dollari, di cui circa 100 milioni liberati: circa 85 milioni per incorporazione di riserve e circa 15 per l'apporto iniziale dei membri.

L'Italia e la Turchia sono state ancora una volta i beneficiari più importanti con, rispettivamente, 266,9 milioni (34,8%) e 261,9 milioni di dollari. Seguono Cipro e la Grecia, ciascuno con 105,8 milioni (13,8%), la Jugoslavia con 20,8 milioni (2,7%) e Malta con 6,2 milioni (0,8%).

Il Comitato di direzione ha deciso in linea di massima l'adozione dell'ECU come unità di conto del Fondo. Questo importante cambiamento dovrebbe essere effettuato il 1° gennaio 1989. Detto comitato sta esaminando inoltre la possibilità di cambiare la denominazione del Fondo, affinchè la stessa risponda meglio alla sua funzione e alle sue attività. La scelta sarà fatta senza dubbio tra l'una o l'altra delle due denominazioni seguenti: Fondo d'intervento sociale del Consiglio d'Europa o Banca Europea di Sviluppo del Consiglio d'Europa.

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Campagna pubblica europea sull'interdipendenza e la solidarietà Nord/Sud

In Svizzera, questa campagna era stata preparata nel 1987 da una Commissione ad hoc, presieduta dall'ex consigliere nazionale Gabrielle Manchen. La campagna si è svolta dal febbraio al giugno del 1988 in diverse regioni della Svizzera ron una cinquantina d'azioni di sensibilizzazione e d'informazione sull'interdipendenza e la solidarietà Nord/Sud. Una mezza dozzina di queste azioni erano state promosse dalla Commissione, mentre una ventina intraprese da altri con il sostegno finanziario di quest'ultima. Le azioni privilegiavano un approccio ad un tempo concreto e affettivo delle relazioni Nord/Sud cercando particolarmente di promuovere l'incontro e lo scambio interculturale attraverso la musica, il teatro, la cinematografia e la letteratura. Numerose associazioni giovanili e gruppi vicini alle chiese, come pure associazioni femminili hanno partecipato alla campagna, che ha trovato eco apprezzabile anche in numerosi articoli di giornali e in emissioni radiofoniche e televisive.

Il presidente della Commissione ad hoc ha inoltre partecipato alle riunioni del Comitato europeo d'organizzazione e ad altri momenti culminanti della campagna sul piano europeo.

Il 21 e il 22 giugno 1988, il Capo del Dipartimento federale degli affari esteri, on. René Felber, ha fatto una dichiarazione sulla campagna Nord-Sud in Consiglio degli Stati e in Consiglio nazionale. In quest'ultima Camera la dichiarazione è stata seguita da un lungo dibattito domandato dalla Commissione degli affari esteri.

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Le attività intraprese, come pure le azioni promosse e sostenute dalla Commissione ad hoc sono state finanziate in maggior parte dalla Direzione della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario (DSA) del Dipartimento federale degli affari esteri (circa 1 milione di fr., compreso un contributo di 100000 fr.

al Comitato europeo d'organizzazione per le attività propriamente europee della campagna).

Come sul piano europeo, la campagna ha preso fine in Svizzera nel mese di giugno con feste di chiusura a Bienne e a San Gallo.

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Allegato Lista delle Convenzioni aperte alla firma degli Stati membri e delle Raccomandazioni adottate dal Comitato dei ministri Convenzioni - Convenzione concernente la mutua assistenza amministrativa in materia fiscale, 1988 (S.T.E. 127)" - Protocollo aggiuntivo alla Carta sociale europea, 1988 (S.T.E. 128) - Accordo amministrativo per l'applicazione dell'Accordo europeo del 17 ottobre 1980 concernente le cure mediche alle persone che soggiornano temporaneamente, 1988 (S.T.E. 129).

Raccomandazioni - Raccomandazione sulla copia privata sonora e audiovisiva R (88) 1 - Raccomandazione su provvedimenti intesi a combattere la pirateria nel campo dei diritti d'autore e dei diritti affini R (88) 2 - Raccomandazione sulla validità dei contratti tra concubini e delle loro disposizioni testamentarie R (88) 3 - Raccomandazione sulle responsabilità sanitarie nel campo della trasfusione sanguigna R (88) 4 - Raccomandazione relativa alla lotta contro il degrado materiale del patrimonio architettonico, accelerato dall'inquinamento R (88) 5 - Raccomandazione sulle relazioni sociali al comportamento delinquente dei giovani nati da famiglie migranti R (88) 6 - Raccomandazione sull'educazione scolastica all'igiene e sul ruolo e la formazione degli insegnanti R (88) 7 - Raccomandazione sullo sport per tutti: gli anziani R (88) 8 - Raccomandazione sul ruolo delle collettività locali e regionali a favore della creazione e delle attività delle piccole e medie imprese R (88) 9 - Raccomandazione sulla conservazione degli organismi saproxilofaghi e dei loro biotopi R (88) 10 - Raccomandazione relativa alle foreste vecchie naturali e seminaturali R (88) 11 - Raccomandazione concernente l'istituzione di controlli antidoping senza preavviso fuori competizione R (88) 12 - Raccomandazione concernente l'applicazione pratica della Convenzione sul trasferimento delle persone condannate R (88) 13 - Raccomandazione sull'alloggio dei migranti R (88) 14 "«S.T.E.»: Serie dei trattati europei.

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Raccomandazione sul trasporto di maiali R (88) 15 Raccomandazione sulla ratifica e il miglioramento dell'attuazione delle Convenzioni e degli Accordi elaborati in seno al Consiglio d'Europa in materia di diritto privato e segnatamente delle Convenzioni a tutela dell'interesse del fanciullo R (88) 16 Raccomandazione sulla cooperazione con l'Istituto Georg Eckert di ricerca internazionale sui manuali scolastici (storia, geografia e studi sociali) - Brunswick, Repubblica federale di Germania - R (88) 17 Raccomandazione concernente la responsabilità delle imprese persone giuridiche per le infrazioni commesse nell'esercizio delle loro attività R (88) 18.

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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Rapporto annuo (1988) sulle attività della Svizzera al Consiglio d'Europa del 13 febbraio 1989

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1989

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18.04.1989

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