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81.014

Messaggio sui principi della politica energetica (Articolo costituzionale sull'energia) del 25 marzo 1981

Onorevoli presidenti e consiglieri, Ci pregiamo sottoporvi, per approvazione, un disegno d'articolo costituzionale sull'energia.

% Simultaneamente, vi proponiamo di togliere di ruolo gli interventi parlamentari seguenti: 1972 P 11340 Politica energetica (N 5.10.72, Letsch) 1972 P 11338 Politica nazionale dell'energia (N 11.12.72, Rasser) 1972 P 11147 Approvvigionamento con energia (S 9.3.72, Raimann) 1973 M 11711 Principi di una politica energetica (N 25.9.73, Künzi; S 13.12.73) 1973 11719 Approvvigionamento con energia (N 12.12.73, Oehen) 1974 11863 Legna da ardere. Studi (N 4.3.74, Rüttimann) 1974 11702 Approvvigionamento del Paese con prodotti petroliferi (N 27.6.74, Schürmann-Biel) 1974 P 12036 Articolo costituzionale sull'economia energetica (N 24.9.74, Albrecht) 1975 P 75.325 Utilizzazione dell'energia (N 30.9.75, Schalcher) 1976 P 76.392 Risparmi energetici nell'edilizia (N 29.9.76, Bratschi) 1978 P 77.452 Isolazione termica degli immobili (N 9.3.78, Girard) 1978 P 77.392 Politica energetica, piano di stabilizzazione (N 9.3.78, Jaeger) 1978 P 77.504 Riscaldamento a legna (N 9.3.78, Rippstein) 1978 P 78.304 Conteggio individuale del riscaldamento (N 22.6.78, Jaeger) 1978 P 77.435 Imposta d'orientamento del consumo energetico (N 22.6.78, Uchtenhagen) 1978 P 77.360 Risparmi energetici (N 18.9.78, Gruppo dell'Unione democratica di centro) 1978 P 77.361 Risparmi energetici (N 12.12.78, Meier Werner) 1979 P 79.336 Risparmi energetici (N 4.10.79, Bratschi) 1980 P 79.337 Articolo costituzionale sull'energia (N/S 11.3.80, Bussey) 1980 P 79.493 Dispositivi che consentono di risparmiare energia (N 22.9.80, Pini) 322

1981 -- 88

1980 P 79.530 Ricerca non nucleare (N 25.9.80, Grobet) 1980 P ad 11388 Economia energetica. Articolo costituzionale (N/S 11.3.80, Commissione del CN) Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

25 marzo 1981

In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Furgler II cancelliere della Confederazione, Huber

323

Compendio · L'approvvigionamento energetico, quanto ai prezzi e alle disponibilità, diventa viepiù una fonte di difficoltà per l'evoluzione economica e sociale, e la lotta per le ultime risorse pregiudica pertanto seriamente la pace mondiale. Anche il nostro approvvigionamento, molto dipendente dalle importazioni di petrolio, è sottoposto a rischi notevoli. Trattasi ora di diminuire questi rischi, attraverso una politica energetica esaustiva, duttile e lungimirante, che riduca la nostra dipendenza economica e politica e utilizzi parsimoniosamente le risorse naturali. Al riguardo, occorrerà tener meglio conto degli imperativi della protezione dell'uomo e della conservazione di un valido ambiente vitale. La Confederazione, dopo essersi finora limitata ad intervenire in determinati settori dell'offerta energetica, deve diversificare la sua azione politica e riadeguarla, conferendosi la possibilità di ridurre la domanda mediante un impiego più razionale dell'energia. \ La proposta presentata si fonda essenzialmente sulle raccomandazioni della Commissione federale della concezione globale dell'energia (CGE) e sui risultati della consultazione inerente al rapporto finale della CGE. Tanto nella commissione, quanto negli enti consultati, una netta maggioranza si è espressa in favore del conferimento alla Confederazione di nuove competenze con un articolo costituzionale sull'energia.

La nostra politica energetica deve rimanere integrata nell'attuale ordine economico e sociale. L'articolo proposto non consentirà alla Confederazione di prescrivere la scelta di una determinata fonte energetica. Invece di emanare tutta una serie di norme sul comportamento, devono infatti essere istituite condizioni fondamentali e approntati strumenti conformi all' economia di mercato.

La politica energetica è un compito nazionale, che deve ispirarsi ai principi del federalismo. Gli sforzi dei Cantoni in questo campo devono essere maggiormente sostenuti e potenziati. Un articolo costituzionale elencativo, che invita Confederazione e Cantoni ad agire in modo concertato, ma che limita le competenze federali allo stretto necessario, deve agevolare all'una e agli altri l'adempimento, in stretta collaborazione, dei compiti loro conferiti.

La base costituzionale non pregiudica affatto la scelta né la forma dei provvedimenti politici che verranno adottati. Nelle circostanze attuali, la priorità sarà data a: - prescrizioni di base per i Cantoni, concernenti l'isolazione termica degli edifici nuovi o di edifici il cui rinnovo è sottoposto ad autorizzazione, e gli impianti di riscaldamento, di climatizzazione e di preparazione d'acqua calda; - prescrizioni su l'omologazione, i contrassegni di qualità e la classificazione degli apparecchi ed eventualmente, d'intesa con i Paesi limitrofi, sul consumo di carburante dei veicoli;

324

L'articolo costituzionale pone le basi di una politica energetica che consenta, grazie a una collaborazione efficace con i Cantoni e l'economia, di rendere, a lunga scadenza, il nostro approvvigionamento energetico più sicuro, più economico e più consono agli imperativi dell'ambiente. Questa politica non costituisce unicamente uno dei presupposti pia importanti per lo sviluppo economico del nostro Paese, bensì anche un contributo alla solidarietà internazionale in questo settore, alla protezione dell'ambiente e alla difesa.

22

Foglio federale 1981, Voi. II

325

I II III 111.1

In generale Situazione iniziale Situazione energetica intemazionale Importanza

La Svizzera è tributaria dell'estero in ragione dell'82 per cento (nel 1979) del suo consumo energetico, tenuto conto che i carburanti e i combustibili liquidi costituiscono il 73 per cento del nostro fabbisogno 1). L'approvvigionamento dipende quindi essenzialmente dal corso degli avvenimenti esteri nel campo delle energie, percui, in queste condizioni di dipendenza, la nostra economia può unicamente prosperare in uno sviluppo armonico dell' economia mondiale. Gli aumenti del prezzo del petrolio esplicano effetti negativi sulla crescita dell'economia mondiale e segnatamente su quella dei Paesi in sviluppo. Anche le perturbazioni nell'approvvigionamento possono pregiudicare seriamente l'evoluzione congiunturale in Svizzera; in particolare, una lotta sfrenata per l'ottenimento delle risorse energetiche avrebbe sicuramente conseguenze disastrose per il nostro Paese.

Nell'elaborazione e nell'attuazione di una politica energetica svizzera non trattasi quindi unicamente della sicurezza del nostro approvvigionamento, bensì dell'intero nostro avvenire e della possibilità di contribuire ad una soluzione globale del problema energetico a livello internazionale 2).

111.2

Sguardo retrospettivo

La politica energetica tradizionale dei Paesi industrializzati, nel dopoguerra sino al 1973, si limitò essenzialmente a sostenere la produzione energetica indigena e ad assicurare un approvvigionamento quanto possibile a buon mercato, quale presupposto di una rapida crescita economica. Grazie all' abbondanza di un petrolio sempre più a buon mercato, questa finalità potè in gran parte essere conseguita.

Nel 1973/74, la «crisi del petrolio» provocò un aumento massiccio del prezzo dei prodotti petroliferi e rafforzò pertanto la tendenza preesistente alla recessione. Mentre la crescita s'indeboliva, il tasso inflazionistico annuo aumentò a circa il 10 per cento in media nei Paesi dell'OCSE e simultaneamente si deteriorò la situazione sul mercato del lavoro. Nel settore energetico, questi fenomeni incitarono lo sviluppo di fonti sostitutive, come anche il promovimento di un impiego razionale dell'energia e, in tutti i Paesi dell'OCSE, l'adozione di provvedimenti per ridurre la dipendenza dal petrolio importato. La maggior parte di essi promosse programmi nel campo

1} 2)

Energia di consumo: energia di cui dispone l'ultimo consumatore, in forma, ad esempio, di prodotti petroliferi, di elettricità o di gas.

La Svizzera partecipa soltanto in ragione dello 0,4 per cento al consumo mondiale di petrolio.

326

energetico mediante campagne informative ed educative e prescrizioni, nonché, in certi casi, con tasse accresciute sull'energia e sussidi consistenti 1).

Molteplici ostacoli, di natura soprattutto ecologica e sociale, si opposero però all'apertura di nuove risorse energetiche (petrolio, gas naturale, carbone, energia nucleare), cosicché l'auspicato potenziamento della produzione indigena potè essere realizzato soltanto in modo estremamente ridotto.

L'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) 2 >, istituita a Parigi in virtù della Convenzione del 18 novembre 1974 concernente un programma energetico internazionale, persegue segnatamente lo scopo d'assicurare l'approvvigionamento petrolifero in tempo di crisi, di migliorare la trasparenza del mercato petroliero, di ridurre la dipendenza degli Stati membri rispetto alle importazioni dell'oro nero e di promuovere la collaborazione con i Paesi produttori e Paesi in sviluppo. Ogni Stato membro definì gli scopi inerenti alle proprie importazioni di petrolio nel 1980 e 1985 3) .

Nel 1978/79, la crisi iraniana provocò rapidamente nuovi aumenti dei prezzi del petrolio, ancorché nel 1979 la produzione fosse aumentata rispetto all'anno precedente. Sul mercato libero i prezzi della benzina e dell'olio da riscaldamento extra leggero aumentarono di circa il 100 per cento durante i primi 6 mesi dello stesso anno. Nel marzo del 1979, gli Stati membri dell' AIE si prefissero scopi a breve termine, volti a ridurre del 5 per cento il consumo di petrolio sull'insieme dell'anno 4).

L'evoluzione delle strutture del mercato petroliero s'accelerò. Infatti, la parte delle società integrate diminuì, dacché aumentò il controllo dei Paesi dell'OPEP sulle riserve, sull'esercizio e sulla commercializzazione e s'intensificò il numero dei contratti bilaterali. Poiché inoltre i produttori riuscirono simultaneamente a imporre condizioni di produzione e di fornitura più restrittive, il sistema d'approvvigionamento perse parte della sua flessibilità e i Paesi consumatori aumentarono le loro riserve.

A cagione del conflitto irano-irakeno, scoppiato nell'autunno del 1980, i due Paesi occupanti il secondo e il terzo rango tra i produttori dell'OPEP cessarono praticamente le esportazioni, per cui, dal novembre 1978 questa organizzazione ridusse del 25 per cento circa la sua capacità produttiva.

Nonostante l'arresto delle esportazioni dei due belligeranti, il mercato globale si mantenne relativamente equilibrato, grazie alla disponibilità di molti Paesi produttori ad accrescere la produzione, come anche alle riserve straor11

La Svizzera e la Repubblica federale di Germania sono gli unici Paesi membri dell'OCSE che non intervengono nella determinazione dei prezzi dei prodotti petroliferi.

'' AIE: «Agenzia internazionale dell'energia» 21 Stati membri: i Paesi dell'OCSE ad eccezione della Francia, della Finlandia e dell'Islanda.

3) Per la Svizzera, 14,0 milioni di tonnellate nel 1980 e 14,5 milioni di tonnellate nel 1985 (questi dati hanno unicamente un carattere indicativo per il nostro Paese).

*' In seguito segnatamente al marcato aumento dei prezzi la Svizzera ha ridotto il suo consumo del 4,3 per cento contro il 2,6 per cento in media negli Stati membri dell'AIE.

327

dinariamente importanti dei Paesi industrializzati e alla contrazione della domanda in seguito alla debolezza dell'economia mondiale e all'aumento dei prezzi.

La crisi iraniana, gli avvenimenti dell'Afghanistan e il conflitto tra l'Iran e l'Iraq mostrarono nuovamente la grande vulnerabilità delle nazioni industrializzate dell'occidente nel settore dell'approvvigionamento con petrolio.

La finalità principale della loro politica energetica dev'essere pertanto quella di ridurre la loro dipendenza unilaterale al riguardo.

111.3

Prospettive

L'approvvigionamento petrolifero può in ogni momento subire crisi ancora più gravi. In ogni caso è prevedibile che, in questo settore, l'insicurezza dell'approvvigionamento petroliero dei Paesi industrializzati del mondo occidentale persisterà ed anzi aumenterà nel corso dei due prossimi decenni.

È infatti presumibile che il consumo di petrolio dei Paesi dell'OPEP, dei Paesi emergenti non produttori e dei Paesi del COMECON continuerà ad aumentare, mentre la produzione mondiale non s'accrescerà e probabilmente diminuirà a lungo andare. Pertanto, le quantità di cui disporranno i Paesi industrializzati del mondo occidentale scemeranno, tanto più che i membri dell'OPEP sono sempre meno disposti a coprire integralmente il fabbisogno petrolifero dei Paesi industrializzati.

Il prezzo del petrolio dovrebbe ulteriormente aumentare, ciò che può rallentare la crescita economica e, per numerosi Paesi, provocare difficoltà di bilancia dei pagamenti. Le misure protezionistiche risultanti sarebbero estremamente pregiudizievoli per il commercio mondiale e conseguentemente anche per l'economia elvetica.

In queste condizioni, un sano sviluppo dell'economia dei Paesi industrializzati presuppone misure efficaci a lungo termine, idonee ad accelerare e a consolidare l'evoluzione strutturale dell'offerta e della domanda d'energia.

Dipenderà essenzialmente dalla politica energetica di questi Paesi se l'ineluttabile riduzione della loro dipendenza rispetto al petrolio avverrà progressivamente e senza gravi scosse oppure, per contro, brutalmente e in un clima di crisi ingenerante la recessione e la disoccupazione e implicante rischi sociali e strategici. Per assicurare un'evoluzione ordinata in questo senso, occorre dunque che tutti i Paesi consumatori siano solidali nei loro sforzi.

112 112.1

Approvvigionamento della Svizzera con energia Domanda e offerta d'energia (Allegati 1 e 2)

Dall'inizio del secolo al 1950, il consumo d'energia è aumentato in Svizzera soltanto dall'I al 2 per cento all'anno, in media. L'elemento più importante era il carbone, che nel 1950 copriva pur sempre il 42 per cento della nostra domanda energetica (tavola 1 e figura 1).

328

Evoluzione dell'impiego d'energia primaria in Svizzera (1950-1979)1)

33

o

Consumo d'energia in Svizzera secondo le fonti energetiche (1950 a 1979)1) in TJ »)

Consumo energetico complessivo . ..

Combustibili liquidi . .

Carburanti3) liquidi . . .

Elettricità . . . ·. . .

Gas Carbone Legna ...

...

Riscaldamento 3 a distanza * . , . .

Residui industriali . . .

1} 2 > 3)

Tavola 1 in %

1950

I960

1970

1973

1979

1950

I960

1970

1973

1979

168410

294 300

585 680

672 290

660 700

100

100

100

100

100

22460 19070 30410 4510 70270 21690

93050 56900 55800 5380 68670 14500

316510 138 060 80200 7360 24440 10110

371 150 165330 102 130 10610 12960 10110

313 900 168 800 121 540 28250 9440 9000

13,3 11,3 18,1 2,7 41,7 12,9

9 770"

Cfr. Statistica globale svizzera dell'energia 1979.

1 TJ = 277 780 kWh. Incluso riscaldamento a distanza/elettricità da gas, carbone e olio da riscaldamento.

*' Rilevato la prima volta nel 1978.

31,6 19,3 19,0 1,8 23,3 5,0

54,0 23,6 15,2 1,3 4,2 1,7

55,2 24,6 15,2 1,6 1,9 1,5

47,5 25,5 18,4 4,3 1,4 1,4 1,5*>

Tra il 1950 e il 1973, il consumo energetico aumentò molto più rapidamente, ossia annualmente del 6,2 per cento in media. La quota parte del petrolio, che costituiva il 25 per cento dell'approvvigionamento nel 1950, raggiungeva il limite massimo dell'80 per cento nel 1973, ciò che corrisponde a un aumento del consumo, soltanto per questo prodotto, da un milione a 14 milioni di tonnellate l'anno. Per contro, il carbone perse fortemente della sua importanza originaria a contare dalla seconda guerra mondiale. Fino a metà degli anni sessanta, l'energia idraulica permise d'assicurare la copertura del fabbisogno in elettricità. A quell'epoca apparvero però i limiti di sfruttamento di questa risorsa e poiché la domanda continuava ad accrescere, si avviò la costruzione di centrali nucleari (Beznau, Mühleberg). La quota dell'elettricità nel consumo energetico scemò dal 18 per cento nel 1950 al 15 per cento nel 1973, ancorché, in valore assoluto, il consumo passasse nello stesso tempo da 9 a 32 miliardi di kWh.

Le perturbazioni manifestatesi sul mercato petroliero nel 1973/74 evidenziarono per la prima volta i rischi della nostra dipendenza unilaterale in materia d'energie. Nel 1974, il consumo energetico complessivo si ridusse -- soprattutto in seguito alla recessione -- del 7,4 per cento per rapporto all'anno precedente, per poi diminuire ulteriormente dell'1,3 per cento nel 1975. Il consumo dell'olio da riscaldamento scemò, mentre quello della benzina rimase immutato. Non appena sormontata la recessione, il consumo energetico riprese la sua crescita, che ammontò all'1,4 per cento nel 1976, al 2,2 per cento nel 1977 e al 5,5 per cento nel 1978, anno in cui pertanto fu nuovamente raggiunto, dopo un quinquennio, il livello record del 1973.

Nel 1979, la seconda crisi del petrolio provocò una nuova recessione nel consumo totale d'energia (1,9%) e in quello dell'olio da riscaldamento (6,5%). La parte dei carburanti e dei combustibili liquidi diminuì quindi al 73 per cento, o del 2 per cento rispetto all'anno precedente.

Presentemente, le industrie e i trasporti assorbono rispettivamente 1/4 circa dell'energia di consumo. La parte rimanente alimenta il settore delle economie domestiche, dell'artigianato, dell'agricoltura e dei servizi 1) , dove il 90 per cento del consumo energetico serve alla produzione di calore, in particolare per i bisogni del riscaldamento e della preparazione d'acqua calda.

Meno della metà dell'energia primaria 2) utilizzata in Svizzera è consumata in forma di calore, di forza o di luce (allegato 1). Una parte va persa all'atto della sua trasformazione in energia di consumo (ad es. in occasione della produzione di elettricità). Perdite ancora più consistenti avvengono quando l'energia di consumo è trasformata in energia utile (ad es. per la propulsione di un autoveicolo).

'' La statistica registra complessivamente il consumo delle economie domestiche, dell'artigianato, dell'agricoltura e dei servizi.

Energia primaria: energia potenziale contenuta in una fonte energetica naturale, ossia il contenuto energetico del petrolio grezzo, dell'energia idraulica, del combustibile nucleare, ecc.

2)

331

112.2

Evoluzione dei prezzi dell'energia

Dal 1950 al 1973, i prezzi reali dell'energia sono diminuiti in Svizzera del 2,3 per cento l'anno in media. I prodotti petrolieri hanno registrato le maggiori flessioni, determinando il posto preponderante che essi occupano annualmente nel nostro bilancio energetico.

Dall'inizio del 1973 alla fine del 1979, il prezzo medio ponderato dell'energia è aumentato del 3,7 per cento all'anno in termini reali, quello dell'olio da riscaldamento del 12,5 per cento. Tale rincaro medio è la risultanza di una lieve flessione dei prezzi reali dal 1974 al 1978 e di due marcati rialzi del prezzo del petrolio, nel 1973/74 e nel 1979. Nello stesso tempo, le altre fonti energetiche sono rincarate soltanto nell'ambito dell'evoluzione generale dei prezzi. Questo sviluppo spiega i risparmi costatati e l'importanza crescente del gas naturale e dell'elettricità sul mercato del calore e (dal 1976) quella del carbone nell'industria.

L'approvvigionamento del nostro Paese con petrolio si compone approssimativamente di un terzo di prodotto lordo e di due terzi di prodotti petroliferi, acquistati in quantità importanti sul mercato libero. Su questo mercato, il prezzo è più vantaggioso in tempo normale ed è generalmente più elevato in periodo di tensioni. Per tale motivo, le fluttuazioni dei prezzi dei prodotti petroliferi, in questi ultimi anni, sono state più marcate in Svizzera che all'estero. L'evoluzione dei prezzi dell'energia è inoltre influenzata dal corso di cambio del franco svizzero. Il calo dei prezzi dei prodotti petroliferi tra il 1974 e il 1978 è stata soprattutto dovuta alla svalutazione del dollaro.

112.3

Opposizione alla produzione d'energia in Svizzera

Mentre nel passato l'opposizione si è manifestata conrro singole centrali idrauliche o a olio (Hinterrhein, Rüti), a contare dall'inizio degli anni settanta essa è diretta contro l'utilizzazione pacifica dell'energia nucleare. I rischi principali cui si allude al riguardo concernono i pericoli delle tecnologie «dure», la vulnerabilità delle strutture d'approvvigionamento centralizzate e l'accantonamento delle scorie radioattive.

In questo stesso contesto è nata la controversia su il senso e l'utilità di un consumo energetico viepiù crescente. L'impiego di energia, si afferma, apporta bensì vantaggi, ma influisce negativamente sulla qualità della vita.

Le critiche sono mosse soprattutto al traffico motorizzato individuale, del quale gli effetti sarebbero troppo gravi (inquinamento dell'ambiente, infortuni della circolazione ecc.). Parimente controverse sono le ripercussioni di un'offerta energetica viepiù abbondante su la crescita economica e l'impiego.

Infatti, secondo gli oppositori, l'energia consentirebbe di razionalizzare la produzione sopprimendo così posti di lavoro, che non potrebbero essere nuovamente creati con nuovi progetti di produzione energetica. Un numero maggiore di posti di lavoro potrebbe per contro essere creato mediante l'utilizzazione più razionale dell'energia e la produzione decentralizzata d'ener332

gie rigenerabili, ciò che consentirebbe pure un miglioramento della qualità della vita.

113

Politica energetica della Svizzera

La Confederazione, poiché manca della competenza che le consente di condurre una politica energetica globale, ha finora avantutto invitato i Cantoni e i Comuni ad avvalersi delle loro proprie facoltà in materia. Simultaneamente, il governo federale ha intrapreso sforzi per coordinare queste attività e per avvalersi integralmente del suo strumentario giuridico limitato.

113.1

Politica energetica dei Cantoni e dei Comuni

Le attività dei comuni a livello della politica energetica sono, quanto all' ampiezza, assai diversificate e soprattutto imperniate sul risanamento di edifici comunali. Inoltre, talune città (tra le quali Zurigo, Berna e Sciaffusa) hanno elaborato piani direttivi energetici prevedenti segnatamente zone d'approvvigionamento per il gas e il riscaldamento a distanza.

I Cantoni praticano politiche energetiche che si scostano le une dalle altre; soprattutto nell'ultimo biennio sono però stati conseguiti notevoli successi (tavola 2). Trattasi in particolare dell'istituzione di servizi cantonali dell' energia, dell'introduzione di norme sull'isolazione, del controllo dei bruciatori e dei piani di risanamento degli edifici cantonali. Inoltre, nella maggor parte dei Cantoni sono in fase di elaborazione o sono già stati pubblicati concetti direttivi dell'energia. Per contro, sembra che i provvedimenti cantonali di promovimento (sussidi, sgravi fiscali) restino modesti, non da ultimo a cagione della nuova ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni.

Per primi, i Cantoni di Basilea Campagna e di Neuchâtel hanno messo in vigore, rispettivamente il 1° luglio e il 15 dicembre 1980, la loro propria legge sull'energia (con tutti i settori d'intervento menzionati nella tavola 2).

Questi due atti legislativi corrispondono ampiamente al disciplinamento quadro che la Confederazione potrebbe adottare in virtù dell'articolo costituzionale proposto. Leggi analoghe entreranno indubbiamente in vigore, in questi prossimi anni, in taluni Cantoni (Vallese, Berna, Soletta, Argovia, ad es.). Altri Cantoni prevedono di adottare singole misure, modificando leggi esistenti (legge sull'edilizia, ad es.).

Questi progressi non devono però far dimenticare che nel settore della politica energetica devono ancora essere svolti numerosi compiti. Soltanto nove Cantoni, raggruppanti il 38 per cento della popolazione, hanno messo in vigore norme sull'isolazione; la prova del bisogno di impianti di climatizzazione concerne unicamente l'I! per cento della popolazione, mentre il controllo dei bruciatori di olio -- soprattutto per motivi di protezione dell' ambiente -- sono stati introdotti in 15 Cantoni con l'80,5 per cento della popolazione svizzera.

333

Nel 1977, la Confederazione, mediante circolare, ha invitato i Cantoni ad adottare misure di politica energetica. Per coordinare tali sforzi, diverse commissioni (composte di specialisti della Confederazione e dei Cantoni) hanno elaborato raccomandazioni minute all'intenzione dei Cantoni: prima di tutto proposte generali inerenti alla politica energetica, poi un modello di prescrizioni sull'isolazione termica, raccomandazioni relative al risanamento di edifici pubblici, al conteggio individuale di riscaldamento e al controllo dei bruciatori. Inoltre, l'Ufficio federale dell'energia ha preparato, in collaborazione con i Cantoni, un modello di legge cantonale sull'energia, corredato di un commento. La conferenza dei direttori cantonali delle finanze e l'amministrazione federale delle contribuzioni hanno trasmesso alle autorità cantonali circolari nelle quali si raccomanda un'applicazione più duttile delle leggi fiscali, per promuovere i provvedimenti intesi a risparmiare l'energia. La Confederazione partecipa d'altro canto alle conferenze che hanno luogo ad intervalli regolari e che adunano i consiglieri di Stato responsabili delle questioni energetiche e i preposti ai servizi cantonali dell'energia.

113.2

Politica energetica della Confederazione

113.21

Basi costituzionali

113.211 Competenze dirette nel settore dell'energia La Costituzione federale contiene quattro disposizioni concernenti direttamente il settore dell'energia: - art. 24 bis : impiego delle risorse idriche; - art. 24quater: trasporto e distribuzione dell'energia elettrica; - art. 24quinquies energia nucleare; - art. 26 bis : trasporto in condotta.

L'articolo 24bis capoverso 1 lettera b consente alla Confederazione di utilizzare le acque per la produzione energetica e il raffreddamento. La Confederazione non può legiferare esaustivamente in materia, ma deve lasciare ai Cantoni un margine di libertà, segnatamente la libera disposizione delle risorse idriche e la possibilità di riscuotere tasse sull'utilizzazione delle acque per la produzione energetica e il raffreddamento.

L'articolo 24quater capoverso 1 conferisce alla Confederazione la facoltà globale, in concorso con il diritto cantonale, d'emanare disposizioni su il trasporto e la distribuzione dell'energia elettrica. Questa competenza federale è esercitata indipendentemente dal modo di produzione dell'energia elettrica.

L'articolo 24quinquies dichiara che la legislazione concernente l'energia nucleare è di competenza della Confederazione, la quale dispone quindi di una competenza globale per disciplinare l'insieme del settore nucleare. Il campo d'applicazione di questa disposizione è pertanto più vasto di quello dell'articolo 24quater, dacché non si limita unicamente al trasporto e alla distribuzione dell'energia nucleare, ma ne ingloba pure la produzione.

334

Tavola 2

Polìtica energetica dei Cantoni: situazione al 1° gennaio 1981 ZH BE LU UR

Provvedimenti

3

5

NW GL ZG FR SO BS BL SH AR AI SG GR AG TG TI VD

vs

NE GÈ JU

3

5

3

3

3

3

3

6

7

6

5

2

2

2

3

3

3

2

2

6

3

6

2

3

3

5

2. Legge sull'energia

5

3

6

6

6

3

3

6

6

6

3

5

1

5

5

8

6

6

3

5

3

6

5

1

7

5

3. Servizio dell'energia

1

1 4/3 4

4

4

4

4

4

1

4

1

1

1

1

4

1

1

1

1

1

1

4

1

1

1

5. Sussidi

6

5

7

8

g

8

g

8

8

8

5

6

3

5

g

8

8

8

8

8

6

6

5

1

7

6

6. Sgravi fiscali

1

1

3

6

1

6

6

6

1

1

5

1

1

1

5

1

6

1

6

1

1

4

1

1

1

6

7. Nórme sul- - edifici l'isolazione: nuovi

1

5

5

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5

8. Controllo dei bruciatori

1

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2 4/5 5

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1

5

9. Climatizzazione (autorizzazione necessaria)

6

5

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10. Conteggio individuale del riscaldamento

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11. Edifici cantonali:

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4

5

-·· edifici rinnovati

3

sz ow

  1. Concetto direttivo dell'energia

Leggenda: 1 2 3 4

-provvedimenti isolati

in vigore 5 previsto elaborato, entrata in vigore immediata 6 in esame in elaborazione, discussioni parlamentari 7 non previsto per il momento parzialmente in vigore 8 non previsto i Governi dei Cantoni segnati in neretto hanno manifestato, nella procedura di consultazione, la loro opposizione provvisoria o definitiva all'articolo costituzionale.

L'articolo 26 6is conferisce alla Confederazione una competenza globale di legiferare anche sugli impianti di trasporto in condotta di combustibili o di carburanti liquidi o gassosi. Questa attribuzione è limitata dalla natura del suo oggetto, ma non per quanto concerne i provvedimenti disponibili.

113.212 Norme di competenza che toccano parzialmente o indirettamente il settore energetico La Costituzione federale contiene numerose disposizioni che concernono soltanto parzialmente o indirettamente l'energia, come ad esempio: - art. 8: trattati internazionali; - art. 22 ter e 22 quater : diritto fondiario e sistemazione del territorio; - art. 23: lavori pubblici; - art. 24: polizia delle dighe e delle foreste; - art. 24bis cpv. 2: protezione delle acque; - art. 24 ter : navigazione; - art. 245exies: protezione della natura e del paesaggio; - art. 24 septles : protezione dell'ambiente; - art. 26: ferrovie; - art. 27 sexies : promovimento della ricerca; - art. 28 e 29: dogane; - art. 31bis: politica economica, approvvigionamento del Paese; - art. 3i<iuimiuies. politica congiunturale della Confederazione; - art. 34sexies. costruzione d'abitazioni; - art. 34 s ept les : protezione dei locatari; - art. 36Ms, 36 ter e 37: costruzione di strade; - art. 37Ms: circolazione stradale; - art. 37ter: navigazione aerea; - art. 41ter, in particolare il capoverso 4 lettera a: imposte federali.

Poiché perseguono finalità diverse, queste disposizioni non costituiscono una base sufficiente per una politica energetica, globale e coerente (cfr.

n. 162).

113.22

Provvedimenti nell'ambito dell'offerta d'energia

Conformemente alla legislazione esistente, la politica energetica della Confederazione si è finora soprattutto incentrata sull'offerta e, in particolare durante questi ultimi anni, sull'energia nucleare.

Il controprogetto all'iniziativa nucleare, respinta di misura nella votazione popolare indetta all'inizio del 1979, ossia il decreto federale concernente la legge sull'energia nucleare, fondato sull'articolo 24" uin(luies della Costituzione federale, è stato accettato ad ampia maggioranza. Secondo questo decreto, nuove centrali nucleari -- compresi i progetti di Kaiseraugst, Graben e Verbois -- potranno essere costruite soltanto in virtù di un'autorizzazione di massima del Consiglio federale e del Parlamento. La nuova auto336

rizzazione dev'essere negata se l'energia prodotta verosimilmente non corrisponde a un effettivo bisogno nazionale. Nella determinazione di tale bisogno va tenuto conto dei possibili provvedimenti di risparmio energetico, della sostituzione del petrolio e dello sviluppo di altre forme d'energia (cfr.

n. 231). Il decreto federale subordina inoltre il rilascio di nuove autorizzazioni alla garanzia dell'eliminazione delle scorie radioattive.

La precedente legge sull'energia nucleare era soprattutto un atto legislativo di polizia. La prova del bisogno richiesta nel decreto federale introduce un elemento di politica economica, pur non modificando la relazione tra l'azienda d'elettricità e il consumatore. Per contro, nell'articolo 24quater Cost, alla Confederazione è conferita la competenza di disciplinare anche le relazioni economiche tra le aziende d'elettricità e i loro clienti. Il legislatore federale non si è però ancora avvalso di questa possibilità. A sua volta, la legge attuale sull'energia elettrica (legge federale del 24 giugno 1902 concernente gli impianti elettrici a corrente forte e a corrente debole; RS 734.0) tratta quasi esclusivamente questioni di sicurezza.

113.23

Promovimento dell'impiego parsimonioso e razionale dell'energia

Dal 1977, l'Ufficio federale dell'energia informa ad intervalli regolari il pubblico circa le possibilità di economizzare energia e di utilizzarla razionalmente, contribuendo quindi a sensibilizzare la popolazione al problema energetico. A questa campagna informativa partecipano pure istituzioni private, che conseguentemente ne rafforzano gli effetti.

Nel quadro dei provvedimenti destinati ad attenuare le difficoltà economiche, nel 1978 è stato elaborato, dalla direzione dell'Ufficio federale delle questioni congiunturali, un programma di promovimento dei risparmi energetici nell'edilizia. Tale programma comprende, da un lato, esperimenti comparati di 12 gruppi di prodotti del settore termico e, dall'altro, corsi di perfezionamento che trattano del risanamento termico delle abitazioni, per professionisti dell'edilizia e altri specialisti. Al riguardo è disponibile, per gli anni 1979 a 1982, un credito di 5,3 milioni di franchi, in più di un determinato numero di prestazioni gratuite del PF di Zurigo e dei suoi istituti annessi.

Già nel 1975, l'Ufficio delle costruzioni federali ha elaborato una concezione sulla gestione del calore negli edifici; in fase di pianificazione di nuovi edifici federali è tenuto maggiormente conto dell'impiego razionale dell'energia; d'altro canto, dal 1977 è in corso d'attuazione un programma di miglioramento degli edifici della Confederazione. L'efficacità dei provvedimenti adottati è controllata sistematicamente e i metodi di miglioramento sono messi a disposizione dei proprietari interessati di grandi edifici.

Le aziende federali (FFS, PTT) e l'esercito si adoperano pure considerevolmente per risparmiare energia. Il contingentamento dei carburanti introdotto nel 1974 nell'esercito ha fatto buona prova e il DMF ha adottato nell'autunno 1980 un programma completo con nuovi provvedimenti.

337

Nel settore fiscale e doganale i dazi sull'olio diesel e i carburanti gassosi per pompe di calore sono stati ridotti nel 1978. Sono pure previste, nel quadro della base legale esistente, nuove misure promozionali della politica energetica (cfr. n. 162).

113.24

Ricerca e sviluppo nel settore energetico

La Confederazione sostiene la ricerca in materia energetica nei politecnici e negli istituti annessi, mediante contributi alle università cantonali nel quadro della pertinente legislazione, con le attività della Commissione di promovimento delle ricerche scientifiche e attraverso il Fondo nazionale; inoltre, essa partecipa all'esecuzione dei progetti internazionali di ricerca.

La competenza generale di promuovere la ricerca è stata conferita alla Confederazione nel 1973 con l'accettazione dell'articolo 27 sexies della Costituzione federale. Fino a quel momento, il suo intervento era limitato a taluni settori isolati. Nel campo energetico, ad esempio, soltanto la legge del 1959 sull'energia nucleare istituiva una competenza chiaramente definita in materia di promovimento, e cioè l'utilizzazione pacifica dell'atomo.

Nel 1980, le somme dedicate alla ricerca in materia energetica dai poteri pubblici e dal Fondo nazionale per la ricerca energetica (NEFF)1) sono state fornite nella proporzione dell'81 per cento, dalla Confederazione (di cui il 6% dal Fondo nazionale della ricerca scientifica), del 5 per cento, dai Cantoni e dai Comuni e del 14 per cento, dal NEFF. Circa il 39 per cento di questi importi sono stati consacrati alla fissione nucleare, il 22 per cento alla fusione nucleare, il 15 per cento alle energie rigenerabili e il 9 per cento all'impiego razionale dell'energia. Dal 1974 al 1980, l'energia nucleare ha fruito del maggiore aumento dei mezzi disponibili in valore assoluto; per contro, la ricerca sulle energie rigenerabili e la fusione si è sviluppata più rapidamente in termini relativi (tavola 3).

I lavori concernenti la fissione e la fusione nucleari sono ampiamente integrati in programmi internazionali. Dopo la decisione sulla partecipazione a tali progetti, il margine di mobilità finanziaria del nostro Paese è relativamente debole, dacché il calcolo dei contributi degli Stati partecipanti si fonda generalmente sul prodotto nazionale lordo.

11

II NEFF è un fondo alimentato dall'Unione petroliera (UP), dall'Unione delle centrali svizzere d'elettricità (UCS), dall'Associazione svizzera dell'industria del gas (ASIG), e dalla Cooperativa delle ditte svizzere d'importazione di carbone (KOLKO); organizzato secondo i principi dell'economia privata, ha procurato annualmente, dal 1977, da 13 a 15 milioni di franchi alla ricerca energetica.

338

Tavola 3 Evoluzione della ricerca energetica dei poteri pubblici e del NEFF a contare dal 1973-74, secondo le indagini svolte (valori approssimativi in milioni di franchi all'anno) 1974 i)

1977 2>

1980 »)

Impiego razionale dell'energia (comprese le pompe di calore)

3,2

2,8

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Energie

2,1

5,4

14,2

O

0,4

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Fissione nucleare

12,8

29,2

38,2

Fusione nucleare

4,6

8,2

21,6

1,4

1,9

rigenerabili

Energie fossili

Elettricità 4' Idrogeno 4'

i

?

87 '

1,1

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Riscaldamento a distanza 4) Immagazzinamento del calore

0,3 0,8

1,9 0,4

2,4 0,9

Inquinamento dell'ambiente 5) . . . . . .

Studi di sistemi / studi socioeconomici 6 >

2,2 2,7

2,4 1,1

3,6 2,0

Totale

37,4

54,3

97,5

1}

Fonte: indagine 1975-76 dell'Ufficio federale dell'energia, dell'Ufficio federale dell'educazione e della scienza e dell'Istituto federale di ricerche in materia di reattori.

2) Fonte: rapporto su la ricerca e lo sviluppo finanziati dai poteri pubblici nel settore dell'energia in Svizzera; Politica della scienza n. 4, dicembre 1980, p.

211.

3) Fonte: elenco dei progetti R & D nel settore energetico in Svizzera, Ufficio federale dell'energia, Ufficio federale dell'educazione e della scienza, serie B (1980).

"' Compresi gli studi su i procedimenti di trasformazione (in quanto non figurino nel capitolo delle energie primarie), l'accumulazione, il trasporto e la distribuzione.

5) Compresi gli studi sull'inquinamento dell'ambiente da parte delle centrali nucleari, degli agenti energetici fossili, ecc.; es.: Studio Climod.

0) Compresi gli studi di natura generale e gli studi concernenti singole energie e vettori energetici (riscaldamento a distanza, energia nucleare, ad es.).

L'intensificazione della ricerca sulle tecniche nuove e le energie rigenerabili è stata attuata soprattutto grazie al Fondo nazionale per la ricerca energetica (NEFF). Per motivi giuridici e finanziari, la Confederazione può soste-

339

nere soltanto limitatamente la costruzione di impianti pilota. Il comitato consultivo per la ricerca energetica (COCRE) coordina gli sforzi dei servizi federali che partecipano alla ricerca in materia d'energia. A livello internazionale, la Svizzera coopera multilateralmente, segnatamente nel quadro dell'AIE (soprattutto nel settore delle energie di sostituzione), dell'agenzia dell'energia nucleare dell'OCSE, dell'AIEA e dell'EURATOM (ricerca in materia di fusione) e bilateralmente, in particolare con la Repubblica federale di Germania (sviluppo avanzato di reattori).

Gli sforzi dei poteri pubblici concernono tanto la ricerca fondamentale (destinata ad ampliare le nozioni scientifiche), quanto la ricerca applicata (destinata a risolvere i problemi posti dall'applicazione pratica di queste nozioni). L'industria dedica in quest'ultimo settore mezzi considerevoli.

Dall'80 al 90 per cento dei suoi investimenti nel settore della ricerca (che hanno raggiunto nel 1977 un importo valutato a 300 milioni di franchi) sono però stati destinati allo sviluppo di nuovi prodotti e procedimenti.

113.25

Misure precauzionali per il caso di crisi

Secondo l'articolo 31bis capoverso 3 lettera e della Costituzione federale, la Confederazione era facoltata, fino al 1980, a prendere misure precauzionali per i tempi di guerra. Fondata su questa disposizione, la legge federale del 1955 concernente la preparazione della difesa nazionale economica prescriveva invero che il contingentamento delle fonti energetiche poteva essere imposto soltanto in caso d'approvvigionamento perturbato da eventi bellici. Il nuovo articolo 31 bls capoverso 3 lettera e, inerente all'approvvigionamento del Paese e accettato dal popolo e dai Cantoni il 2 marzo 1980, allarga questa competenza e consente ora di prendere provvedimenti anche nel caso di gravi penurie, alle quali l'economia non potrebbe ovviare autonomamente, nonché tutte le misure necessarie per sormontare, anche nel settore delle energie, crisi d'approvvigionamento. Attribuzioni complementari per adottare misure precauzionali in caso di crisi non sono dunque necessarie.

113.26

Diritto d'urgenza

In connessione con le perturbazioni sul mercato petroliero negli anni 1973/ 74 e 1979 si sono accentuate le richieste di interventi immediati della Confederazione. Il diritto d'urgenza extracostituzionale avrebbe bensì consentito di anticipare taluni provvedimenti limitati previsti nella concezione globale dell'energia. Il nostro Collegio ha però giudicato che non sarebbe stato opportuno presentare ai vostri Consigli un disegno di decreto federale urgente prima del dibattito sulla concezione globale e senza che sia data un'imminente situazione d'emergenza. Inoltre, uno strumento politico inteso ad ottenere un miglioramento strutturale a lungo termine non dovrebbe essere esposto al rischio d'una revoca dopo una durata relativamente breve.

340

113.3

Elaborazione delle basi decisionali

Fondandosi su una nostra autorizzazione, il Dipartimento federale dei trasporti, delle comunicazioni e delle energie ha istituito la Commissione federale della concezione globale dell'energia (CGE) con decisione del 23 ottobre 1974. La commissione doveva esaminare se per realizzare i postulati istituiti nella concezione globale dell'energia occorreva un corrispondente articolo costituzionale e, nell'affermativa, presentare proposte al riguardo (n.

1.7 del mandato). Essa veniva quindi incaricata di allestire un rapporto finale globale comprendente raccomandazioni e postulati sui provvedimenti adottabili, nonché di elaborare eventualmente un disegno d'articolo costituzionale sull'energia. La CGE ha presentato il suo rapporto finale alla fine del 1978. Il risultato di questo lavoro costituì una base essenziale per la procedura di consultazione e l'elaborazione del presente messaggio 1> .

12 121

Lavori della CGE Finalità, postulati, provvedimenti

La CGE propone, quale finalità suprema della nostra politica energetica, l'aumento del benessere, ossia dei valori materiali e immateriali di cui disponiamo. I suoi scopi diretti sono i seguenti: - un approvvigionamento sicuro e sufficiente, ossia però non la copertura di tutti i bisogni, ma quella dei bisogni che ancora sussistono dopo l'eliminazione degli sperperi e l'attuazione dei provvedimenti di risparmio; - un approvvigionamento ottimale dal profilo economico, ossia non semplicemente a buon mercato, ma ottimale per l'economia nazionale; - un approvvigionamento rispettoso dell'ambiente, ossia che abbia cura non soltanto del paesaggio, delle acque e dell'aria, ma anche dell'ambiente nel senso più lato del termine, che tenga conto, ad esempio, delle risorse disponibili e dei bisogni delle generazioni future.

All'atto della scelta di provvedimenti politici, queste finalità possono divenire fonte di conflitti.

Per il conseguimento delle finalità perseguite, la commissione ha formulato quattro postulati: risparmi, ricerca, sostituzione e prevenzione.

Risparmiare energia significa avantutto utilizzarla più razionalmente, soprattutto per gli imperativi seguenti: uso parsimonioso delle risorse limitate, riduzione della nostra dipendenza rispetto all'estero, diminuzione dell'inquinamento dell'ambiente, aumento della nostra competitivita e interesse economico del consumatore. La CGE ha adottato questo postulato all'unanimità.

Per assicurare a lungo andare il nostro approvvigionamento con energia è 11

23

Contrariamente alla CGE, la Commissione federale dell'energia, istituita dal Consiglio federale nel 1979, deve consigliare il governo nella politica energetica. Il suo primo compito è quello di valutare la prova del bisogno di centrali nucleari successive a quella di Leibstadt, prova imposta dal decreto federale del 6 ottobre 1978 concernente la legge sull'energia nucleare (cfr. n. 231).

Foglio federale 1981, Voi. II

,,

241

necessario intensificare la ricerca. La maggioranza della commissione preconizza lo sviluppo delle energie tradizionali, come anche delle nuove tecnologie, contrariamente alla minoranza che accorda la priorità alle energie rigenerabili, in particolare all'utilizzazione dell'energia solare, al recupero di calore, all'accumulazione dell'energia e al suo impiego più razionale. La maggioranza attribuisce un'importanza particolare alla ricerca sugli impianti progrediti di fissione nucleare, sulle istallazioni di fusione termonucleare, sulle energie primarie indigene e sulla tecnica dell'energia elettrica. La minoranza auspicherebbe una riduzione del contributo federale alla ricerca e allo sviluppo sui reattori della generazione attuale in favore di altri settori della ricerca energetica.

La sostituzione, nello spinto della CGE, è la surrogazione dei prodotti petroliferi nelle loro applicazioni tradizionali, soprattutto nel riscaldamento e nella preparazione d'acqua calda. A tale scopo potrebbero servire innanzitutto, a breve e a medio termine, il gas naturale e l'elettricità, due rami che dovrebbero essere in grado, autonomamente, di rendere sufficientemente attraente la loro offerta. La maggioranza della commissione auspica invece il promovimento del riscaldamento a distanza e delle nuove energie, poiché, come agenti di sostituzione, sono ancora sovente troppo poco redditizi.

La previdenza deve servire ad assicurare le quantità d'energia necessarie in tempo di crisi. Questo postulato è adempiuto da lungo tempo per motivi politici di sicurezza (ad es. attraverso le riserve obbligatorie di prodotti petroliferi). Secondo il parere della CGE, questa politica dev'essere intensificata.

122

Prospettive (cf r. anche alllegato 3)

La CGE ha presentato in forma di 13 scenari le opzioni fondamentali della politica energetica per la Svizzera. Tali scenari si distinguono nelle ipotesi relative all'evoluzione della domanda e dell'offerta di energia fino al 2000 e nei provvedimenti proposti.

La commissione ha dapprima determinato l'evoluzione incondizionata della domanda, nel caso in cui le autorità non adottassero nessun provvedimento di risparmio. Essa suppone al riguardo che il prodotto nazionale lordo aumenterebbe del 2,5 per cento annualmente dal 1975 al 2000 e che i prezzi dell'energia aumenterebbero parallelamente a quelli delle altre derrate, ossia al ritmo dell'inflazione. Procedendo dall'evoluzione incondizionata della domanda, la commissione ha analizzato un numero rilevante di provvedimenti di risparmio d'energia al fine di determinare fino a quale punto l'aumento della domanda può essere attenuato mediante interventi dei poteri pubblici. A livello dell'offerta, ha calcolato il contributo di tutte le fonti energetiche, ad eccezione del petrolio, tenendo conto dei provvedimenti sostitutivi possibili. Infine la commissione ha presunto che il fabbisogno rimanente potrebbe essere coperto dal petrolio.

Per quanto concerne le attribuzioni richieste, gli scenari CGE possono essere raggruppati come segue: 342

I. Evoluzione senza interventi: i poteri pubblici rinunciano a prendere nuovi provvedimenti.

II. Sfruttamento delle possibilità giuridiche esistenti da parte della Confederazione e soprattutto da parte dei Cantoni.

III. Attribuzioni federali supplementari: alla Confederazione sono conferite nuove facoltà.

IV. Stabilizzazione: sono prese misure per stabilizzare la domanda d'energia.

Le quattro sottovarianti dello scenario HI si distinguono nell'incisività delle misure prese, nel livello delle imposte sull'energia e, conseguentemente, nell'ampiezza delle possibilità finanziarie di cui può disporre la Confederazione per sostenere la sua politica: Scenario lila: Le nuove attribuzioni federali forniscono la base giuridica che permette di inasprire le prescrizioni esistenti e di adottarne nuove. Questo scenario non prevede imposte, né il promovimento di misure nel settore dell' energia.

Scenario IIIb: In più delle prescrizioni dello scenario lila, alla Confederazione è conferita, in virtù dell'articolo costituzionale, la competenza di riscuotere imposte sull'energia. Il loro ricavo serve a sostenere finanziariamente i provvedimenti presi in questo settore. Causano un rincaro medio del 3 per cento dell'energia al consumo.

Scenario IIIc: Come IIIb, ma con un tasso medio dell'imposta del 6 per cento.

Scenario IIId: Come IIIc, ma con provvedimenti di risparmio più severi e l'aumento del tasso medio dell'imposta all'11 per cento.

Lo scenario lile comprende una variante di base e tre varianti caratterizzate dall'accentuazione di una fonte o di un sistema energetico determinato, ossia il carbone, il riscaldamento a distanza «caldo» e il riscaldamento a distanza «freddo». Infine le quattro versioni dello scenario IHd si distinguono nel tasso di sostituzione del petrolio con l'elettricità dopo il 1985 e nello sviluppo di centrali nucleari.

I principali risultati degli scenari CGE si compendiano come segue 1}: - Il tasso d'aumento annuo medio della domanda d'energia primaria dal 1975 al 2000 varia tra il 2,6 per cento l'anno (scenario I, senza alcun intervento) e l'I,5 per cento (scenario IIId, interventi rigorosi).

La concezione svizzera dell'energia, compendio p. 110.

343

una politica di stabilizzazione, che dal 1990 conduce a una dissociazione completa, in altri termini la domanda d'energia rimane costante mentre l'economia continua a svilupparsi.

123

Raccomandazioni della CGE

La CGE è unanime nel concludere che sarebbe inammissibile assistere senza-intervenire all'evoluzione di tale situazione, dacché essa condurrebbe ad un consumo energetico esagerato, all'aumento della nostra dipendenza rispetto all'estero e ad un carico esageratamente inquinante per l'ambiente.

Per ridurre il carattere unilaterale di un approvvigionamento dominato dalle importazioni di petrolio, la commissione raccomanda di agire il più rapidamente possibile e ad ogni livello per conseguire le finalità che essa propone e realizzare i suoi postulati (tavola 4).

L'economia, i produttori e i consumatori sono invitati ad ispirarsi, nel loro proprio interesse, a questi postulati.

/ Cantoni e i Comuni assumono un ruolo importante nella futura politica energetica, con o senza articolo costituzionale. La CGE li invita ad avvalersi di ogni possibilità giuridica di risparmio energetico e a sostituire il petrolio. È infatti possibile realizzare progressi sensibili emanando leggi nuove sull'energia o provvedendo alla revisione delle leggi esistenti (ad es.

le leggi su l'edilizia, l'ordinamento fiscale o l'economia forestale).

La Confederazione, a sua volta, non dovrebbe limitarsi a preparare le basi costituzionali di una politica energetica più consistente, ma dovrebbe pure ricorrere maggiormente e immediatamente alle basi giuridiche esistenti.

Fintanto che la Svizzera rimarrà tributaria dell'estero per la maggior parte del suo approvvigionamento energetico, la collaborazione attiva ed efficace a livello internazionale è, per il nostro Paese, una questione di sopravvivenza, percui gli sforzi avviati in questo senso devono essere proseguiti. È pure necessario sostenere la coordinazione internazionale nell'approvvigionamento con elettricità, la cooperazione nella ricerca e nello sviluppo, nonché le iniziative comuni intese ad evitare catastrofi ecologiche.

344

Provvedimenti raccomandati dalla Commissione federale della concezione globale dell'energia (CGE)

(Possibilità giuridiche esistenti) Tavola 4 1. Economia, produttori e consumatori d'energia - Aziende di tutti i rami economici - Miglioramento del ciclo interno dei lavori dal profilo energetico - Promovimento della sensibilizzazione dei collaboratori ai problemi energetici - Riduzione del consumo energetico nella produzione, nell'imballaggio e nella distribuzione delle merci - Riciclaggio dei materiali la cui produzione esige un consumo intensivo di energia - Prolungazione della durata di vita dei prodotti - Impiego dell'energia prodotta da rifiuti - Aumento del grado d'approvvigionamento autonomo con energia -- Venditori di veicoli, di apparecchi d'economia domestica, ecc.

-- Atiende ele triche I Servizi del gas I Importatori di carbone - Determinazione di tariffe attraenti e pubblicità in favore della sostituzione del petrolio - Studio degli effetti sull'ambiente - Condizioni adeguate per la ripresa di eccedenze di produzione d'elettricità e per la fornitura d'elettricità a produttori artigianali.

-- Economia petroliera - Consulenza alla clientela e promovimento di miglioramenti tecnici per l'impiego razionale dell'energia.

2. Cantoni e Comuni - Misure di risparmio nei settori dell'isolazione termica e degli impianti di riscaldamento negli edifici - Imposizione fiscale dei veicoli a motore secondo criteri energetici - Sviluppo dei trasporti pubblici - Ammodernamento delle centrali idrauliche - Promovimento dell'impiego accresciuto della legna - Pianificazione delle zone d'alimentazione a gas e di riscaldamento a distanza - Promovimento dell'impiego di nuove tecniche energetiche - Provvedimenti nell'amministrazione, come pure nelle aziende e negli istituti ad essa subordinati (ad es. risanamento di edifici pubblici, impiego accresciuto 345

delle immondizie, promovimento della formazione nel settore energetico a tutti i livelli, istituzione di servizi dell'energia, coordinamento con altri settori).

3. Confederazione - Svolgimento di campagne intense, esaustive e continue d'informazione e di motivazione - Attuazione, nel proprio settore (incluse le FFS, le PTT e l'esercito) di un programma esemplare di risparmi energetici e di promovimento delle nuove energie - Miglioramento delle basi decisionali e della pianificazione energetica - Intensificazione della ricerca e dello sviluppo - Eliminazione degli ostacoli attuali all'impiego del gas naturale e dell'energia nucleare e rinuncia a imporre nuove difficoltà di natura politica - Utilizzazione dell'articolo costituzionale inerente all'approvvigionamento del Paese per soddisfare le esigenze della prevenzione - Coordinamento della politica energetica in seno all'amministrazione (economia energetica, ricerca, questioni internazionali) - Coordinamento della politica energetica con altri settori politici (protezione dell'ambiente, trasporti, sistemazione del territorio) - Istituzione di una commissione consultiva dell'economia energetica.

La maggioranza della CGE raccomanda l'istituzione di una nuova base costituzionale che permetterebbe, da un lato, di colmare talune lacune e, dall'altro, di dare avvio a una politica energetica elastica, indispensabile per far fronte ai rischi che comporta l'approvvigionamento. Le prescrizioni dettagliate devono infatti poter essere modificate agevolmente e rapidamente quando mutano le condizioni. Si è fatto valere che, a cagione della situazione finanziaria della Confederazione e dei Cantoni, non è presumibile che si possa disporre a breve scadenza dei mezzi richiesti per il promovimento delle fonti energetiche indigene rigenerabili e per i risparmi energetici. Per questo motivo la maggioranza della commissione giudica che il futuro articolo costituzionale dovrebbe prevedere l'istituzione di un'imposta sull'energia, il cui ricavo a scopo vincolato fornirebbe i fondi necessari per la politica energetica.

L'articolo soddisferebbe parimente le esigenze dell'eguaglianza di diritto e dell'equilibrio economico e sarebbe indispensabile per il coordinamento e per l'armonizzazione della politica energetica. La CGE, ancorché giudichi urtante che soltanto taluni Cantoni sostengano finanziariamente provvedimenti di risparmio o applichino prescrizioni sull'isolazione termica, non preconizza l'unità di dottrina nei particolari. Essa è del parere che occorrerebbe piuttosto conferire in ogni caso ai Cantoni e ai Comuni un'ampia libertà d'azione e che sarebbe necessario associare l'economia e la popolazione a tutti gli sforzi intrapresi.

13

Altre concezioni

131

Visione sommaria

In questi ultimi anni sono apparse numerose pubblicazioni sull'energia e ripetutamente sono state presentate, sul fondamento di indagini dettagliate, 346

misure in materia di politica energetica nazionale, cantonale, regionale o locale.

Talune di queste pubblicazioni sono imperniate sui dati e sulle conclusioni degli studi e del rapporto della CGE. I provvedimenti promozionali e l'importanza che essi prevedono per le diverse fonti energetiche collimano pertanto ampiamente con quelli della concezione globale. Altri se ne scostano in misura differenziata quanto alle finalità, alle strategie e ai provvedimenti preconizzati: - a livello nazionale: la concezione dell'energia del partito socialista svizzero, quella dell'Anello degli indipendenti, l'opera «Jenseits der Sachzwänge», edita da sei organizzazioni energetiche di protezione dell'ambiente 1) e, infine, il piano Migros per i risparmi energetici; - a livello locale e regionale: lo studio complementare della concezione direttiva dei due Semicantoni di Basilea, la concezione dell'energia del Cantone e della città di Sciaffusa.

In comparazione con il rapporto della CGE, gli autori di queste concezioni e studi valutano in modo differenziato soprattutto la qualità della vita e propongono altri interventi dei poteri pubblici. Le divergenze d'opinione concernono parimente il ricorso alle fonti energetiche tradizionali, segnatamente l'energia nucleare, la produzione decentralizzata di calore e di elettricità, l'impiego del calore di ricupero e d'ambiente, l'importanza delle aziende del settore energetico e le tecnologie applicabili.

La critica mossa allo sviluppo e al promovimento delle energie convenzionali proposti dalla CGE s'indirizza soprattutto contro le nuove relazioni di dipendenza. Si afferma, infatti, che occorrerebbe accrescere la parte delle energie indigene e conferire la priorità alle energie rigenerabili. Occorrerebbe evitare a qualsiasi prezzo l'imposizione di nuovi inquinamenti dell' ambiente. Taluni studi si esprimono soprattutto contro una politica intesa a costruire un numero maggiore di centrali nucleari e a utilizzarle per il riscaldamento a distanza, ciò che è proposto nella quasi totalità degli scenari CGE. Nelle critiche si afferma che le proposte della CGE istituiscono una situazione obbligata che predestina l'avvento di un'economia di surrigeneratori. La predominanza così concessa alla tecnologia «dura» condurrebbe, nel settore energetico, ad una centralizzazione che impedisce qualsiasi controllo efficace in uno Stato federalista.

È affermato che ogni ulteriore centrale nucleare produrrebbe più corrente che l'insieme delle centrali idrauliche del Canton Ticino o del Cantone dei Grigioni, ciò che significherebbe un'inammissibile concentrazione del potere. La messa in servizio di grandi centrali provocherebbe inevitabilmente sovraccapacità iniziali, cosicché gli esercenti si vedrebbero costretti ad adottare, per motivi economici, un comportamento orientato verso lo smer!)

Legasvizzera per la protezione della natura (LSPN) Fondazione svizzera per l'energia (FSE) Società svizzera per la protezione dell'ambiente (SSPMW) Società svizzera per l'energia solare (SSES) Schweizerische Vereinigung für Volksgesundheit (SW) World Wildlife Fund Suisse (WWF).

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cio. Ne risulterebbe uno spreco e un aumento del consumo, ciò che ad esempio è presentemente dimostrato dalle aziende idroelettriche che incoraggiano soprattutto il riscaldamento elettrico e non la pompa di calore.

Si osserva inoltre che, pur rinunciando ampiamente alla sostituzione del petrolio con energia nucleare, sarebbe possibile ridurre la nostra dipendenza dall'estero. All'uopo occorrerebbe sviluppare la produzione decentralizzata d'elettricità, in particolare le istallazioni piccole e medie d'accoppiamento calore-forza. Il potenziamento di questi impianti permetterebbe, con o senza la centrale di Leibstadt, di coprire sino alla fine del secolo l'eccedenza della domanda in elettricità. Occorrerebbe parimente, oltre alle altre misure di risparmio, utilizzare meglio il calore di ricupero e d'ambiente (utilizzazione plurima dell'energia). Il ricorso alla pompa di calore, preferibilmente in combinazione con un impianto di ricupero totale dell' energia, dovrebbe essere vigorosamente promosso, risorsa questa che la CGE avrebbe trascurato.

L'economia energetica, a sua volta, dovrebbe adoperarsi maggiormente per incoraggiare un impiego razionale dell'energia e, attraverso le sue politiche di raccordo, di prezzi e di vendita, dovrebbe contribuire ad un approvvigionamento efficace e meno dipendente dall'estero. La CGE per contro inciterebbe le società d'elettricità ad applicare tariffe vantaggiose che favoriscono il consumo. È evidente, si afferma, che le tariffe attrattive per il riscaldamento ridurrebbero l'incentivo di provvedere a una buona isolazione o ad altre misure di risparmio.

La CGE avrebbe infine sottovalutato l'importanza dei miglioramenti tecnologici che potrebbero incidere sul consumo energetico nei prossimi vent anni. Seguendo una politica adeguata, si potrebbe aumentare sensibilmente il rapporto di conversione dell'energia primaria in energia utile cosicché, nonostante il fabbisogno viepiù crescente, la domanda di energia primaria non rigenerabile non dovrebbe aumentare nelle proporzioni elevate previste dalla CGE.

In genere, il rapporto della CGE sarebbe eccessivamente incentrato su criteri di crescita e non porrebbe in discussione vere e proprie alternative al principio tradizionale della crescita. Il prodotto nazionale lordo dovrebbe in effetti essere subordinato alla nozione della qualità della vita. Orbene, un aumento del consumo energetico non conduce affatto sempre a un miglioramento delle qualità vitali. Il nostro consumo energetico, tenuto conto dell'esiguità delle risorse e dell'enorme bisogno di ricupero del Terzo Mondo, sarebbe pure un problema d'etica.

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Concezione energetica delle organizzazioni ecologiche (CECH)

Prescindendo da quello della CGE, il concetto energetico delle organizzazioni ecologiche è il più concreto e il più rappresentativo. I suoi autori lo considerano d'altronde una vera e propria controproposta al rapporto CGE.

Infatti, ancorché, quanto ai risparmi energetici, non differisca essenzial348

mente dagli scenari più interventistici della CGE, gli interventi chiesti sono nettamente più rigorosi, come lo dimostra segnatamente la progettata imposta sull'energia: tanto l'aliquota preconizzata (aliquota di base iniziale del 15%, 28% nell'industria, massima dell'80% del costo di una determinata fonte energetica), quanto la struttura dell'imposta (esonero dei fabbisogni di base delle economie domestiche, considerazione dei costi sociali, tassa eventuale sull'energia «grigia» importata sotto forma di prodotti) divergono chiaramente dalla concezione CGE. L'articolo costituzionale proposto nella CECH, a sua volta, non distingue, contrariamente a quello della CGE, fra competenze fondamentali e competenze legislative allargate della Confederazione. Nonostante la sua minuziosità, s'accosta alla forma di una clausola generale ciò che potrebbe condurre a una politica centralizzatrice nel settore energetico. Per contro, in diversi campi le basi di competenza sono fragili o non esistono neppure (riscaldamento a distanza, obbligo di raccordo).

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Consultazione sul rapporto finale CGE "

II rapporto finale della CGE è stato sottoposto in un'ampia procedura di consultazione ai partiti, ai Cantoni, alle organizzazioni economiche di categoria e ad altre cerehie interessate. Su 144 pareri espressi, 104 provengono da organismi ufficialmente invitati ad esprimersi. La maggioranza delle opinioni sono essenzialmente favorevoli al rapporto finale della CGE. I loro autori riconoscono che esso analizza le opzioni fondamentali della nostra politica energetica, con o senza nuove attribuzioni federali, e che fornisce pertanto un'ottima base decisionale.

I risultati della consultazione mostrano la coscienza generale del problema energetico e la volontà di ricorrere senza indugio ad ogni possibilità giuridica di cui dispongono la Confederazione e i Cantoni per ridurre la nostra dipendenza unilaterale dal petrolio. Nessun interpellato condivide lo scenario I, che non prevede alcun intervento dei poteri pubblici in favore del risparmio e della sostituzione del petrolio.

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Basi costituzionali

Gli interpellati si esprimono in proporzione di due contro uno in favore di un articolo costituzionale. Parecchi di essi esprimono nondimeno riserve, per cui il grado d'approvazione o di reiezione dell'articolo è differenziato.

Di principio sono favorevoli all'articolo: ·15 Cantoni (Cantoni dell'ovest e del nord-ovest della Svizzera, ZH, SH, GR, TG e TI) 5 partiti (PDC, UDC, PSS, ADI, PDT); 11

Cfr. «Rapporto finale della Commissione federale della CGE: sintesi dei risultati della consultazione», DFTCE, 16.5.1980.

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5 organizzazioni energetiche: l'economia del gas, i rappresentanti dell' energia del legno, i rappresentanti delle energie nuove, la fondazione svizzera per l'energia; 24 organizzazioni economiche: associazione dei salariati, agricoltura, Migros, Coop, associazioni di consumatori, organizzazioni dell'edilizia e del riscaldamento, turismo, trasporti pubblici; 11 organizzazioni di protezione dell'ambiente; 8 altre organizzazioni (cerehie ecclesiastiche ad es.).

La maggioranza dei pareri favorevoli considerano essenziale l'impiego delle possibilità giuridiche esistenti. Taluni chiedono che la Confederazione abbia ad utilizzare le sue competenze con cautela, altri che un articolo costituzionale serva segnatamente al finanziamento delle attività dei poteri pubblici.

A un articolo costituzionale si oppongono di principio: 11 Cantoni: Glarona, in modo definitivo, e 10 Cantoni in modo provvisorio, ossia i 6 Cantoni della Svizzera centrale e i Cantoni di AI, AR, SO e VS; 2 partiti: il partito liberale e, provvisoriamente, il partito radicale; 9 organizzazioni economiche: il Vorort, l'Unione svizzera delle arti e mestieri, le banche, le associazioni degli automobilisti, le associazioni dei datori di lavoro, il commercio di grosso; 9 organizzazioni energetiche: economia elettrica, petroliera e del carbone, grandi consumatori d'energia; provvisoriamente opposti sono: l'Associazione svizzera per la sistemazione delle acque e il forum dell'energia.

Parecchi oppositori potrebbero approvare ulteriormente un articolo costituzionale se il ricorso sistematico alle possibilità giuridiche attuali si rivelasse insufficientemente efficace oppure se degradasse la situazione esistente.

In generale, sembra che le considerazioni inerenti ai sistemi politici ed economici abbiano influito maggiormente degli argomenti d'ordine energetico.

Gli opponenti fanno inoltre valere il rincaro dei prodotti petroliferi e l'attività più intensa svolta dai Cantoni dopo l'apparizione del rapporto CGE.

Le cerehie favorevoli, per contro, allegano come motivo i rischi sorti in connessione con gli avvenimenti nel Medio Oriente, come anche l'insufficienza dei risultati finora conseguiti dalla politica energetica. A sostegno della loro tesi, essi adducono la possibilità di evitare un orientamento prematuro verso l'energia nucleare nonché i loro dubbi quanto alla funzionalità dell'economia libera.

Parecchi interpellati osservano che, giuridicamente e praticamente, un articolo costituzionale è più opportuno di un decreto urgente. Tale forma di decreto è però condivisa in ampie cerehie, le quali giudicano di poter così adottare il più presto possibile taluni provvedimenti che non dispongono di una base costituzionale nel diritto vigente (segnatamente la tassa sull' energia per il finanziamento delle misure auspicabili, oppure la tassa sul traffico pesante).

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142

Parere dei Cantoni e dell'economia

La maggior parte dei fautori sottolineano che la politica energetica dovrà sempre essere fondata sui principi del federalismo e dell'economia di mercato, anche se un pertinente articolo fosse inserito nella Costituzione federale. La Confederazione dovrebbe subordinare l'attività dei Cantoni soltanto a condizioni generiche e quest'ultimi dovrebbero assumere un ruolo attivo.

Taluni interpellati osservano che nell'economia energetica sussistono situazioni di monopolio, la cui eliminazione potrebbe contribuire alla sicurezza dell'approvvigionamento. Circa la metà dei pareri espressi affermano che non è sufficiente agire sulla domanda d'energia, ma che occorre parimente stabilire condizioni generali all'offerta.

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Provvedimenti di politica energetica

Come la commissione, i promotori dell'articolo costituzionale sono generalmente favorevoli alla riscossione di una tassa vincolata sull'energia e alla concessione di un aiuto finanziario in favore dei provvedimenti preconizzati; dal canto loro, gli avversari s'oppongono sovente pure alla tassa, ai mezzi finanziari d'incitamento e agli altri provvedimenti che la situazione giuridica attuale non permette di concretare.

La destinazione obbligatoria di una tassa sull'energia è generalmente approvata. I pareri divergono riguardo all'imposizione dell'energia idraulica, alle aliquote adottabili e ai casi eventuali di esonero. Per quanto concerne il promovimento delle misure preconizzate, gli interpellati, e perfino i promotori di un articolo costituzionale, sono più cauti dei commissari della CGE. Infatti, è sovente chiesto che i programmi promozionali siano elastici, limitati nel tempo e nella materia, e che le aliquote di contributo siano modeste. Dal canto loro, gli avversari ai sussidi si dichiarano sovente favorevoli alla concessione di crediti con tassi preferenziali e a sgravi fiscali.

Tra le altre misure di politica energetica, le più controverse sono quelle respinte dalla CGE stessa e quelle che esigono l'adozione di un articolo costituzionale o che concernono l'energia nucleare. Lo stesso vale per l'imposizione degli autoveicoli sul fondamento di criteri energetici. Gli interpellati respingono quasi unanimemente l'obbligo di raccordare gli edifici esistenti, il divieto di circolare la domenica e le tasse destinate ad orientare il consumo. Parecchi partecipanti propongono misure supplementari.

144

Finalità e postulati

La maggior parte degli interpellati approva le finalità di politica energetica proposte dalla CGE. Le critiche espresse, soprattutto dalle organizzazioni della protezione dell'ambiente, dei consumatori e degli ambienti ecclesiastici, rimproverano assai sovente alla CGE di sacrificare troppi imperativi al culto della crescita e ai valori presentemente predominanti (cfr. n. 131).

351

Una parte degli ambienti consultati considera necessaria una crescita zero nel consumo energetico. Altri invece respingono questa prospettiva, mentre una terza categoria giudica che essa potrebbe comunque realizzarsi presto o tardi.

Il risparmio di energie è generalmente definito un postulato prioritario.

Alla prevenzione non è opposta alcuna riserva notevole e, di principio, anche la necessità della ricerca non è contestata. Soltanto le aziende che assicurano l'approvvigionamento considerano al riguardo che l'aiuto dei poteri pubblici nel settore delle energie indigene rigenerabili non sia prioritario. Per quanto concerne gli altri settori della ricerca e le modalità di sostituzione del petrolio si manifestano divergenze, probabilmente determinate dai singoli interessi degli interpellati.

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Scenari e modelli

Le critiche mosse agli scenari CGE concernono soprattutto le ipotesi su cui è fondata l'evoluzione dei prezzi dell'energia. La maggior parte dei consultati reputa che questi prezzi, in particolare nel settore petroliero, aumenteranno più celermente del previsto e che, conseguentemente, la CGE sottovaluta gli effetti di questo fenomeno sulla domanda e sulla sostituzione del petrolio con altre fonti energetiche. L'ipotesi CGE di una crescita economica del 2,5 per cento l'anno tra il 1975 e il 2000 è considerata una valutazione troppo ottimistica da un partecipante su due, che pertanto ritiene che l'aumento non influenzato della domanda sarà più debole di quanto prevede la commissione.

Per quanto concerne la scelta di uno scenario, 43 partecipanti consultati si esprimono, almeno provvisoriamente, in favore dello scenario II, 41 dello scenario III, e 9 dello scenario IV. Taluni fautori dello scenario li optano per un articolo costituzionale, che conferirebbe ai Cantoni la facoltà di prendere provvedimenti incidenti sulla libertà di commercio e d'industria, allegando che una tale disposizione permetterebbe ad essi d'applicare una politica energetica più attiva.

Quanto ai modelli per il periodo dopo il 2000, un numero relativamente cospicuo giudica positivamente i modelli «utilizzazione di tutte le energie disponibili», preferito dalla CGE, e «Fulcro: energie rigenerabili»; il mo· dello «Fulcro: energia nucleare» è giudicato favorevolmente soltanto da un numero esiguo di interpellati. Va però rilevato che quasi la metà delle autorità e degli organismi consultati non si esprimono al riguardo oppure giudicano impossibile qualsiasi pronostico.

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Ruolo delle fonti energetiche

La maggioranza degli interpellati approva i pareri della CGE sulla ripartizione futura delle fonti energetiche. Soltanto l'economia petroliera assume un atteggiamento critico riguardo alle considerazioni della CGE sul problema del petrolio. L'importanza attribuita al carbone è sovente considerata 352

insufficiente. Il ruolo del gas come agente di sostituzione è bensì riconosciuto, ma con frequenti riserve quanto all'evoluzione dei prezzi e all'insufficienza dei depositi in Svizzera. La metà dei partecipanti alla consultazione preconizzano l'ammodernamento e lo sviluppo delle centrali idroelettriche esistenti, mentre pochi approvano la costruzione di nuove centrali.

Per quanto concerne l'energia nucleare, 12 partecipanti reputano che il programma standard della CGE, prevedente la costruzione di 3 o 4 grandi centrali dopo Leibstadt sino al 2000, sia appena sufficiente. 41 approvano tale programma e 28 lo considerano esagerato oppure preconizzano un arresto delle costruzioni dopo la centrale nucleare di Leibstadt. La maggioranza giudica che la domanda di elettricità continuerà ad accrescere. Un terzo degli interpellati postula, in più dello sviluppo di officine idroelettriche, la costruzione di centrali a carbone, in particolare nell'intento di frenare la costruzione di centrali nucleari.

In generale, è preferita una produzione d'energia più decentralizzata. Le opinioni divergono riguardo al contributo che le energie «nuove», le pompe di calore e le centrali di accoppiamento calore-forza forniranno per soddisfare la domanda. Oltre a coloro che mettono in guardia contro un eccesso d'ottimismo al riguardo (in particolare i produttori d'energia), altri affermano che soltanto il ricorso a queste alternative potrà risolvere i nostri problemi e che le energie indigene rigenerabili e i recuperi di calore meritano un'attenzione maggiore di quella loro dedicata nel rapporto CGE.

Il riscaldamento a distanza, soprattutto se di origine nucleare, è ugualmente controverso. Infatti, numerosi fautori delle energie rigenerabili e delle centrali di quartiere calore-forza giudicano inutili nuovi impianti nucleari e di riscaldamento a distanza. Dal canto loro, gli ambienti, che conferiscono una rilevante importanza futura a queste due ultime forme d'approvvigionamento energetico, manifestano sovente scetticismo riguardo alle energie rigenerabili e alle centrali di quartiere calore-forza.

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Posizione della CGE riguardo ai risultati della procedura di consultazione

Nel maggio del 1980, la commissione CGE ha preso posizione riguardo ai risultati della consultazione. Tenuto conto degli appunti rivolti al riguardo, essa ha riesaminato la sua concezione segnatamente al lume del cospicuo rincaro del petrolio intervenuto dopo la pubblicazione del rapporto finale.

Essa è giunta alla conclusione che dal 1974 al 1979 il rincaro annuo medio dell'energia è stato superiore soltanto dell'1,2 per cento all'indice generale, che sarebbe erroneo fondarsi sulle previsioni a lungo termine per osservazioni momentanee e che l'evoluzione futura dei prezzi dell'energia non dev' essere considerata diversamente da quella avvenuta nel 1978. Essa afferma che il valore essenziale della CGE non è costituito dai pronostic! e dagli scenari, ma dalle opzioni fondamentali e dai provvedimenti adottabili per liberarci dalla dipendenza del petrolio. Essa osserva pure d'aver esaminato 353

approfonditamente l'efficacia, la redditività e gli effetti di questi provvedimentei e che il suo rapporto dovrebbe essere valutato sul fondamento di questi dati. Gli avvenimenti dell'Iran e dell'Afghanistan dimostrerebbero che non basta rafforzare la prevenzione, quale misura cautelativa (immagazzinamento, preparazione del contingentamento), per evitare difficoltà d'approvvigionamento. Importante è infatti ridurre con determinazione la vulnerabilità strutturale del nostro approvvigionamento, caratterizzato dalla sua elevata dipendenza dal petrolio.

La commissione giudica che gli avvenimenti più recenti non modificano affatto l'essenza del suo rapporto e che anzi gli imperativi da essa proposti, ossia il risparmio, la ricerca di nuove fonti energetiche, la sostituzione e la previdenza, non solo sono stati corroborati dall'attualità, ma anche rafforzati nella loro priorità. Pur riconoscendo che presentemente un deter minato scopo può essere conseguito con interventi meno rigorosi e stimoli finanziari più modesti di quelli previsti nel 1978, essa non muta parere per quanto concerne il quesito essenziale dell'inserimento nella Costituzione di un articolo sull'energia. In difetto di una tale norma, la politica energetica diverrebbe incerta. La commissione raccomanda pertanto al Consiglio federale di prendere una decisione al riguardo il più presto possibile e di sottoporre al Parlamento un pertinente disegno.

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Principali interventi a livello politico

L'articolo sull'energia è chiesto dalla maggioranza della commissione e degli ambienti interpellati nella procedura di consultazione, come anche dagli autori di diverse controproposte. Inoltre, in molti interventi parlamentari di questi ultimi anni (cfr. Appendice 4) è chièsto alla Confederazione di condurre una politica più attiva nel campo dell'energia.

Presentando l'allegato disegno, il nostro Collegio propone di togliere di ruolo gli interventi che chiedono una concezione globale dell'energia oppure l'elaborazione di un articolo costituzionale in materia. Lo stesso vale per le domande che la commissione per la concezione globale dell'energia ha esaminato e che sono trattate nel suo rapporto o nel presente messaggio.

Taluni interventi concernenti la politica dell'energia verranno esaminati soltanto nel quadro di altre proposte. Occorrerà segnatamente studiare i postulati Eggenberger (centrali nucleari), Jauslin (ubicazione delle centrali), Keller (centrali nucleari regionali) e Petitpierre (legge sull'economia elettrica), in connessione con il problema della costruzione di centrali nucleari dopo Leibstadt.

16 161

Valutazione della situazione Rischi

La Svizzera ha finora fruito, fatta astrazione di alcune difficoltà locali e passeggiere, di un approvvigionamento energetico sufficiente e, in rapporto ad altri Paesi, vantaggioso. I rischi che esso comporta si sono però manife354

stati chiaramente dopo l'inizio degli anni 70 e potrebbero minacciare viepiù gravemente lo sviluppo economico, sociale e politico del nostro Paese.

I rischi d'approvvigionamento e di prezzo concernono soprattutto il settore petroliero. Considerata la ristrettezza dei nostri depositi, la loro concentrazione geografica e soprattutto la nostra cospicua dipendenza da una zona politicamente instabile, questi rischi dovrebbero permanere elevati in un prossimo avvenire. L'esigenza prioritaria della'nostra politica energetica dev'essere dunque quella di ridurre il più presto possibile la nostra dipendenza dalle importazioni di petrolio.

Le altre energie importate (gas naturale, carbone, combustibile nucleare) presentano bensì anche rischi d'approvvigionamento, ma concernono soltanto una parte molto più esigua della domanda. Le riserve di carbone basteranno inoltre per secoli e sono ampiamente ripartite su tutto il territorio del mondo Potrebbe però risultare assai arduo, a breve e a medio termine, aumentare sostanzialmente la produzione e le capacità di trasporto.

Per altro, a lunga scadenza, è prevedibile la gasificazione del carbone su vasta scala, cosicché il gas naturale, che attualmente importiamo in parte prevalente dai Paesi Bassi, potrebbe essere sostituito. Tale gas può però essere importato anche dal Mare del Nord, dall'URSS e dall'Algeria, ancorché occorra esaminare in quale misura la Svizzera debba dipendere da questi apporti. Il combustibile nucleare proviene soprattutto dai Paesi occidentali industrializzati. Grazie ad esso enormi quantità d'energia possono essere facilmente trasportate e depositate. Le diverse operazioni svolte all' estero per la preparazione e la gestione del combustibile, nonché i problemi connessi con la politica di non proliferazione delle armi nucleari influiscono però negativamente sulla sicurezza d'approvvigionamento.

Le energie indigene (forza idraulica, legna e altre energie rigenerabili) sono ottimalmente favorevoli per la sicurezza dell'approvvigionamento, che può essere pure potenziata con l'impiego razionale dell'energia. Occorre pertanto promuovere prioritariamente i risparmi e l'impiego di fonti energetiche indigene.

La sicurezza dell'approvvigionamento dev'essere inoltre migliorata attraverso una maggiore diversificazione delle energie importate, evitando quindi nuove dipendenze unilaterali. Il carbone pone problemi economici ed ecologici, il gas naturale solleva difficoltà d'immagazzinamento e l'energia nucleare esige un approvvigionamento sicuro, nonché l'eliminazione delle scorie radioattive.

Qualsiasi impiego e sovente la produzione di energia impongono direttamente o indirettamente un carico inquinante all'ambiente e presentano rischi per la salute. È arduo istituire un paragone tra i rischi rispettivi che implicano le fonti energetiche dacché trattasi sovente di valori che non possono essere né quantizzati, né comparati fra di loro, e poiché attualmente non esistono comunque studi incontestati. È però ovviamente certo che, dal profilo della protezione dell'ambiente e a cagione dell'esaurimento progressivo delle risorse del pianeta, un impiego razionale dell'energia e il ricorso ad energie rigenerabili sono di principio preferibili al consumo di 355

riserve esauribili. Per quanto concerne le forze idrauliche indigene, la priorità dev'essere data all'ampliamento e all'ammodernamento degli impianti esistenti.

A livello economico, sussiste il pericolo che nuovi e massicci rincari del petrolio compromettano la crescita economica. D'altro canto, sono però anche immaginabili indicatori di prezzo che possono indurre ad investimenti erronei. Ad esempio, una flessione dei prezzi imputabile a fluttuazioni dei corsi di cambio potrebbe senz'altro falsare le valutazioni dei consumatori riguardo alla penuria di petrolio a lunga scadenza. Tali fenomeni ritardano il processo di risparmio e di sostituzione.

D'altronde, il mercato non tiene sufficientemente conto dei costi sociali risultanti, ad esempio, dall'inquinamento atmosferico da parte dell'energia utilizzata. Gli inconvenienti più gravi, poiché più difficilmente accertabili, sono le immissioni che incideranno soltanto sulle generazioni future.

Le energie vincolate ad una rete (elettricità, gas, riscaldamento a distanza) determinano inevitabilmente monopoli regionali. Le aziende distributrici sono parzialmente o totalmente in mano pubblica, cosicché i prezzi rivestono un determinato carattere politico.

Infine, i consumatori non sono sovente in grado di reagire adeguatamente all'evoluzione del prezzo dell'energia, sia perché non dispongono della competenza di decidere degli investimenti (il locatario rispetto a miglioramenti termici dell'edificio), sia perché non sono direttamente interessati a risparmiare energia (segnatamente in caso di ripartizione globale dei costi di riscaldamento negli edifici locati). Spetta al potere pubblico di intervenire laddove le forze del mercato non possono provocare gli adeguamenti necessari nella misura voluta o in tempo utile.

Nel settore in rassegna, sono sorti negli ultimi anni, soprattutto in connessione con lo sfruttamento dell'energia nucleare (n. 112.3), problemi sociali.

All'impiego di questa energia si oppone una parte non trascurabile della nostra popolazione, come lo mostrano le numerose opposizioni contro il rilascio di un'autorizzazione di massima per le centrali nucleari, le diverse iniziative antinucleari deposte nei Cantoni, gli interventi presentati nei parlamenti, la reiezione di misura dell'iniziativa antinucleare federale e due nuove iniziative federali che sono state annunciate. Dal profilo sociale, sembra che i progetti più modesti e il ricorso alla piccola tecnologia, nel settore dell'utilizzazione razionale dell'energia e della sua produzione decentralizzata, si urtano a meno resistenza. Non va d'altronde ignorato che la tendenza persistente verso la casa monofamiliare e il traffico individuale attestano un'evoluzione sociale che poco si preoccupa delle esigenze energetiche.

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Conclusioni

Giudichiamo necessaria una politica energetica esaustiva ed efficace. Necessarie sono condizioni generali che consentano di salvaguardare a lungo termine gli interessi superiori del Paese e di disporre, per il consumatore e per l'economia, d'indicatori di prezzo conformi al mercato. Per assicurare 356

un approvvigionamento sufficiente, economico e rispettoso dell'ambiente, occorre utilizzare le energie in modo più razionale e ricorrere maggiormente alle fonti indigene rigenerabili. Simultaneamente, s'impone un aumento moderato della parte fornita dall'energia nucleare, dal carbone e dal gas naturale al fine di diversificare l'approvvigionamento. Tale diversificazione è soprattutto necessaria per diminuire il rischio di penuria, nell'attesa che un certo numero di nuove tecnologie raggiunga la maturità tecnica ed economica.

La politica energetica deve avantutto avvalersi delle possibilità attuali: - Gli sforzi dei Cantoni in questo settore sono il presupposto per una politica energetica efficace a livello svizzero e devono pertanto essere promossi e integrati. I casi di conflitto con il diritto vigente devono essere riesaminati. Dacché i mezzi disponibili sul piano finanziario e del personale sono limitati, occorre realizzare gli intenti in uno spirito di collaborazione intercantonale e di cooperazione con la Confederazione.

Questo provvedimento, giustificabile tanto per considerazioni di natura energetica, quanto dall'aspetto della protezione dell'ambiente, potrebbe essere successivamente ripreso senza difficoltà in una legge sull'energia.

Inoltre, abbiamo previsto, nel caso di trasformazione dei dazi in tasse interne (legge sugli olii minerali: cfr. linee direttive della politica di governo 1979-1983, FF 1980 I 548), di non imporre i carburanti e i combustibili prodotti a partire dalla biomassa.

Per altro, le future leggi federali sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni e sull'imposta federale diretta dovrebbero tenere particolarmente conto delle esigenze poste dall'utilizzazione razionale dell'energia e dalla sostituzione del petrolio.

Il disegno di legge che subordina M'imposta sulla cifra d'affari (ICA) le fonti energetiche finora esonerate (olio da riscaldamento, gas, elettricità) persegue soprattutto lo scopo di migliorare la situazione finanziaria della Confederazione. Per altro è previsto di riservare una parte del ricavo supplementare di 300 milioni di franchi l'anno per il fabbisogno della politica energetica (cfr. n. 311).

Sul fabbisogno di nuove centrali nucleari, esprimeremo il nostro parere fondandoci sul rapporto della commissione federale dell'energia. Al riguardo occorrerà decidere, nel quadro di una legge sull'economia elettrica (postulato Petitpierre), se devono essere proposti nuovi provvedimenti intesi a realizzare risparmi e a promuovere impianti decentralizzati combinati calore-forza, a condizione però che lo consenta l'articolo 24quater, Infine, abbiamo sottoposto ai vostri Consigli un disegno di legge sulla responsabilità civile in materia nucleare e approntato la revisione della legge sull'energia nucleare.

24

Foglio federale 1981, Voi. II

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Secondo la nostra opinione, i fondamenti costituzionali attuali non bastano per condurre una politica energetica globale; infatti, le attribuzioni settoriali di cui dispone presentemente la Confederazione procedono da una lunga evoluzione storica e non sono armonizzate. Dalla molteplicità delle disposizioni costituzionali inerenti all'energia non può essere tratta una finalità politica ben definita in materia, poiché sussistono importanti lacune, che impediscono un'azione governativa coordinata e adeguata allo scopo perseguito. Nei settori spettanti ai Cantoni (ad es. la costruzione), la politica energetica non può essere sostenuta, né consolidata come sarebbe necessario. La Confederazione non dispone neppure delle facoltà che le permetterebbero di imporre provvedimenti di risparmio energetico ai trasporti e all'impiego d'apparecchi e di installazioni o di promuovere il ricorso a energie indigene e a nuove tecnologie. Politicamente e giuridicamente, non si potrebbe giustificare l'adozione di questi provvedimenti ricorrendo ad un'interpretazione estensiva o a basi inadeguate.

Per attuare un'esaustiva politica energetica giudichiamo necessario proporre ai vostri Consigli un nuovo fondamento costituzionale. La norma proposta è la risultanza di un solido processo di formazione d'opinione, che tiene conto essenzialmente delle raccomandazioni della CGE e dei risultati della consultazione sul suo rapporto finale. Nella sua maggioranza, la commissione, visti i nuovi aumenti dei prezzi, ha confermato la necessità di inserire nella Costituzione un articolo sull'energia.

Questa proposta collima inoltre con gli scopi perseguiti dall'Agenzia internazionale dell'energia (AIE). Nella sua qualità di Stato membro, anche la Svizzera si è impegnata a ridurre la dipendenza rispetto alle importazioni di petrolio. I membri dell'AIE sono d'altronde intenzionati a conseguire questo fine elaborando programmi nazionali 1).

La collaborazione internazionale assume un ruolo essenziale dacché il nostro approvvigionamento dipende ampiamente dall'estero. La Svizzera deve manifestare la sua solidarietà rispetto agli altri Paesi consumatori in tempo normale, onde poter contare sul loro aiuto in caso di crisi. Il nostro Paese, non avendo un accesso diretto al mare, non può infatti permettersi di rinunciare alla collaborazione interstatale.

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Parte speciale Perni di una politica energetica rafforzata Finalità

Lo scopo della politica energetica è quello d'assicurare un approvvigionamento sufficiente, economico e rispettoso dell'ambiente. Secondo il parere " Messaggio del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla partecipazione della Svizzera all'accordo relativo a un programma internazionale dell'energia (FF 1975 I 741); Programma del 30 gennaio 1976 per la collaborazione a lungo termine con l'AIE.

358

della CGE (n. 121), assicurare un approvvigionamento sufficiente non significa coprire ogni fabbisogno, ma soltanto quello sussistente dopo l'eliminazione degli sprechi e l'attuazione dei provvedimenti di risparmio. L'ottimizzazione economica non consiste semplicemente nella ricerca dell'energia meno cara nell'immediato, ma deve parimente tener conto degli interessi nazionali e delle esigenze a lungo termine. Infine, un approvvigionamento rispettoso dell'ambiente risparmia la natura nel senso lato del termine: esso tutela non soltanto il paesaggio, le acque e l'aria, ma si preoccupa parimente delle risorse disponibili e dei bisogni delle generazioni future.

212 212.1

Postulati di politica energetica Utilizzazione razionale dell'energia

In occasione della conferenza dei ministri dell'AIE, tenutasi nel maggio 1980, gli Stati membri si sono prefissi lo scopo di ridurre allo 0,6 per cento entro il 1990, mediante provvedimenti assicuranti un impiego razionale dell'energia, il rapporto tra l'aumento della domanda d'energia e la crescita economica. In altri termini, dopo questa scadenza, la progressione del consumo energetico dovrebbe essere soltanto dello 0,6 per cento per ogni per cento di crescita economica.

Il potenziale di risparmio economicamente sfruttabile è importante. Per l'Europa occidentale, esso era valutato, prima dei rincari del 1979/80 e in accordo con i risultati della CGE, al 30 per cento *>, ossia: il 20-35 per cento nei trasporti; il 15-35 per cento nell'industria; e sino al 50 per cento nelle economie domestiche, nell'artigianato, nei servizi, nell'agricoltura.

Dopo il rincaro massiccio dei prezzi del petrolio intervenuto nel 1979, questo potenziale si è nuovamente accresciuto.

Il risparmio di energia non significa avantutto una rinuncia al consumo, bensì un aumento del grado d'efficacia, ossia un impiego razionale. Gli investimenti intesi a risparmiare conducono a una sostituzione dell'energia importata con capitale e con lavoro, ciò che può giovare allo sviluppo economico e alla situazione dell'impiego. Le tecniche del risparmio energetico, se maturate ed idonee a livello concorrenziale, potranno beneficiare di un mercato in piena espansione; il promovimento delle innovazioni e delle possibilità di formazione al riguardo è pertanto utile all'industria, sia a livello del mercato interno, sia dal profilo dell'esportazione.

Gli investimenti intesi a razionalizzare l'impiego dell'energia devono essere attuati avantutto per il miglioramento termico degli edifici esistenti, ma anche per tener meglio conto del consumo energetico negli edifici nuovi.

Sarà inoltre necessario potenziare i provvedimenti di risparmio nelle aziende 1}

Commissione delle Comunità europee: «Per una crescita parsimoniosa dell' energia».

359

e sviluppare le nuove pertinenti tecnologie. In questo ultimo settore la Confederazione deve poter accordare il suo sostegno finanziario.

212.2

Sostituzione del petrolio

·

In virtù di una decisione della Conferenza dei ministri dell'AIE nel maggio 1980, l'insieme degli Stati membri dovrebbe, entro il 1990, ridurre dal 52 al 40 per cento la quota del petrolio nella copertura complessiva dei fabbisogni energetici. Poiché la Svizzera non dispone di nessuna riserva energetica fossile e dacché le energie indigene rigenerabili potranno fornire soltanto a lunga scadenza un apporto considerevole per la copertura di tali fabbisogni, è indispensabile una diversificazione del nostro approvvigionamento unilaterale mediante il ricorso al carbone, al gas naturale e all' uranio. Simultaneamente, la sicurezza dell'approvvigionamento e l'impiego razionale di risorse limitate impongono sforzi accresciuti per sfruttare le energie indigene rigenerabili, ossia le fonti tradizionali forza idrica e legna, poi l'energia solare, il calore ambientale, il biogas, le energie eolica e geotermica. È previsto di promuoverne lo sviluppo (ad eccezione della forza idrica).

212.3

Ricerca e sviluppo

La ricerca in materia energetica e, congiuntamente, l'impiego dei mezzi finanziari dedicati dalla Confederazione, devono essere operati in funzione dei bisogni, delle possibilità di successo e delle capacità disponibili. Occorre pertanto promuovere soprattutto la ricerca su i risparmi d'energia negli edifici e le altre tecniche d'utilizzazione razionale dell'energia, l'energia solare e l'accumulazione d'energia, come anche la prospezione dei giacimenti (uranio, carbone, petrolio, gas naturale) nel Paese stesso. Occorre inoltre incoraggiare la ricerca nei settori della bioenergia e della geotermica.

Importa conoscere meglio anche le relazioni esistenti tra consumo energetico, crescita economica e carico inquinante. Mancando i fondi necessari, questi temi non hanno potuto finora essere trattati sufficientemente. In ogni caso, la capacità di ricerca esistente non dev'essere ridotta con un mutamento di destinazione dei fondi disponibili. Gli sforzi intrapresi devono essere proseguiti e le numerose attività esercitate dalla Confederazione nel settore della ricerca energetica devono essere coordinate in un programma esauriente.

La necessità di corroborare gli sforzi della Confederazione nella ricerca energetica non è controversa ed è condivisa anche dal Consiglio svizzero della scienza 1). L'industria concentra l'essenziale dei suoi mezzi sullo sviluppo di prodotti e di processi nuovi e può tener conto soltanto parzialmente dei bisogni a lunga scadenza della politica energetica (cfr. n. 113.24).

Le enormi spese richieste dalla ricerca fondamentale e dalla ricerca appli1}

Rapporto e raccomandazioni sulla ricerca e lo sviluppo nel settore dell'energia in Svizzera, Consiglio svizzero della scienza, Wissenschaftspolitik n. 4,1980.

360

cala, prescindendo dagli impianti-pilota e di dimostrazione, superano sovente non soltanto le possibilità dell'industria e la sua disponibilità ad assumere rischi, ma anche le capacità di un piccolo Stato come il nostro.

Molto sovente, soltanto la collaborazione internazionale consente infatti di fornire i mezzi necessari allo sviluppo e alla commercializzazione di nuove tecnologie e di innovazioni fondamentali.

212.4

Previdenza

Adottando il nuovo articolo 31bis capoverso 3 lettera e della Costituzione federale sull'approvvigionamento del Paese, le autorità federali e il popolo si sono pronunciati per una politica di previdenza rafforzata. Dal canto nostro sottoporremo proposte precise concernenti l'energia, tra l'altro, quando si tratterà di promulgare la legislazione esecutiva (cfr. n. 113.25). Per quanto attiene ai prodotti petrolieri e ai combustibili nucleari, sussistono considerevoli scorte obbligatorie. Per contro, le scorte di gas naturale sono insufficienti, poiché mancano le possibilità d'accumulazione. La prevenzione comprende parimente misure di contingentamento, la cui preparazione è in fase avanzata.

213 213.1

Strumentario della politica energetica Considerazioni sul sistema economico

Nel settore dell'energia, la situazione può nuovamente modificarsi in modo molto rapido. La politica seguita in materia deve dunque soprattutto perseguire lo scopo di assicurare e di accrescere l'elasticità del mercato. Inoltre, importerà eliminare gli ostacoli che possono intralciare un approvvigionamento e un'utilizzazione razionali dell'energia a lungo termine. I poteri pubblici devono limitarsi a sostenere il mercato ad adeguarsi alle circostanze, migliorando le condizioni determinanti il quadro economico.

Una siffatta politica energetica dei Paesi industrializzati ridurrà il rischio di penurie d'approvvigionamento. Per contro, i provvedimenti di razionamento o di contingentamento inciderebbero gravemente sulla crescita economica e sul tasso d'occupazione, soprattutto se, in caso di crisi, dovessero essere applicati per un periodo di tempo prolungato.

Conseguentemente, una politica energetica efficace, orientata verso un lungo termine, non deve restringersi alle misure di razionamento e di contingentamento nel caso d'insufficienze d'approvvigionamento, bensì agevolare ed accelerare le modificazioni strutturali indispensabili per evitare queste situazioni.

L'esigenza di conferire nuove facoltà.alla Confederazione non costituisce un rimprovero all'economia energetica la quale, finora, ha assicurato integralmente l'approvvigionamento del Paese. Trattasi piuttosto di perseguire, in stretta collaborazione con l'economia, i consumatori e le autorità, finalità a lungo termine nel quadro di una politica nazionale.

361

Per i Cantoni e la Confederazione si pone un'importante questione, ossia quella a sapere fino a qual punto l'economia energetica e i consumatori devono esercitare il loro influsso nel settore energetico e in quale misura lo Stato deve provvedervi. Fondamentalmente, i provvedimenti cantonali, come la copertura del disavanzo d'aziende distributrici d'energia, sgravi fiscali o prescrizioni di carattere giuridico, devono essere valutati analogamente ai provvedimenti della stessa natura, adottati a livello federale.

Le misure inerenti al sistema economico sono considerate accettabili qualora non pregiudichino i meccanismi del mercato, o meglio ne migliorino il funzionamento. Nessuno di questi provvedimenti dev'essere preso se non si impone come necessario ed efficace. Il giovamento risultante a livello dell'energia dev'essere nettamente superiore ai costi ingenerati (spese amministrative, importanza dei pregiudizi per gli interessati).

All'informazione, all'orientamento e all'istruzione dev'essere conferita la priorità, qualora la diffusione di nozioni scientifiche basti per indurre il singolo ad agire. Il solo fatto che una misura sia razionale non provoca ancora l'azione dell'individuo, dacché frequentemente gli mancano le necessarie nozioni sui costi dell'energia e sulle possibilità di cui dispone. I presupposti di un comportamento razionale sono la conoscenza dell'evoluzione dei prezzi, una chiara indicazione del consumo degli impianti, dei veicoli e degli utensili e la capacità di valutare i provvedimenti di risparmio e di sostituzione.

Per assicurare lo sviluppo di aziende private competitive, che si occupano della razionalizzazione dell'energia o dell'impiego di energie indigene, occorre intensificare gli sforzi nel settore della formazione degli specialisti.

Un esempio concreto destinato a migliorare la trasparenza del mercato può essere ravvisato negli esperimenti comparativi nel quadro del programma d'impulsi. In questo modo vengono pure elaborate le basi per la formazione degli interessati.

Anche numerose prescrizioni istituiscono un rapporto favorevole tra costi e vantaggi, in particolare le disposizioni concernenti il conto di riscaldamento individuale negli edifici a riscaldamento collettivo e le norme concernenti le categorie più importanti di attrezzature consumatrici d'energia (edifici, .veicoli ed apparecchi).

Le misure finanziarie di promovimento1) entrano segnatamente in considerazione per permettere lo sviluppo di nuove tecnologie. Per ridurre il rischio d' investimenti erronei, i programmi saranno limitati nel tempo, e i contributi nella loro ampiezza. Le misure promozionali devono essere soprattutto appoggiate se il capitale investibile, pur non rendendo ancora attraente il progetto per il singolo, consente di contribuire notevolmente a conseguire lo scopo energetico. Altri criteri, come l'istituzione di posti di lavoro, possono pure assumere un'importanza rilevante.

1)

Le competenze federali saranno limitate al sussidiamento della ricerca e allo sviluppo di nuove tecniche per l'impiego parsimonioso e razionale dell'energia, allo sfruttamento di energie nuove e alla diversificazione dell'approvvigionamento (cfr. n. 214.3 e 223).

362

Numerosi consumatori esigono una durata d'ammortamento limitata per gli investimenti destinati ad agevolare i risparmi o a sostituire il petrolio ed affermano che sarebbe indicato accordare, per sopperire alle spese sovente assai elevate d'avvio, mutui a condizioni favorevoli. Tali agevolazioni, come anche gli sgravi fiscali, provocano sovente meno complicazioni amministrative dei sussidi diretti. Ovviamente, al beneficiario, uno sgravio fiscale giova però soltanto nel momento in cui è dovuta l'imposta.

L'articolo costituzionale proposto deve consentire l'adozione di questi provvedimenti, cosicché la politica energetica potrà incoraggiare l'iniziativa privata, ampliare le possibilità d'aiuto ai consumatori, permettere agli utilizzatori, grazie ad un sostegno adeguato, di adattarsi meglio ai prezzi futuri dell'energia, che forzatamente saranno maggiori, ed accelerare in questo modo il necessario adeguamento strutturale al nuovo quadro circostanziale.

213.2

Aspetti sociali

L'energia, simultaneamente mezzo di produzione e bene di consumo, è onnipresente nella vita economica e sociale, in modo che le decisioni di massima prese a livello della politica energetica incidono marcatamente sull'evoluzione socio-economica del Paese. È ovvio che una penuria grave per l'approvvigionamento condurrebbe ad un disciplinamento severo del mercato e pertanto a una limitazione dei diritti fondamentali del cittadino.

Analogamente alla CGE e alla grande maggioranza degli organismi consultati, giudichiamo che la politica dell'energia debba muoversi nei limiti dell' ordine istituito, ciò che però non significa la rinuncia a mutamenti. Il mantenimento di concezioni energetiche obsolete sarebbe infatti socialmente pericoloso. Soprattutto il ricorso all'energia nucleare suscita controversie particolarmente appassionate, implicanti il pericolo di una polarizzazione delle opinioni. Per consentire uno sfruttamento dell'energia nucleare conformemente alla legge, è indispensabile una politica energetica equilibrata, ciò che implica un'intensificazione degli sforzi per l'impiego razionale dell'energia e lo sviluppo di fonti energetiche rigenerabili.

213.3

Ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni

L'articolo proposto sull'energia non limita l'aspetto federalistico della politica energetica svizzera, bensì lo accentua. Esso persegue infatti lo scopo di ottenere un'opportuna ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni: - Le prescrizioni a livello federale consentono più facilmente d'assicurare un'applicazione equabile dei provvedimenti in tutto il Paese e di orientarli secondo un concetto uniforme. La loro efficacia è quindi maggiore di quanto s'otterrebbe ove fossero separatamente introdotti da ogni singolo Cantone. Nella produzione industriale, segnatamente, le esigenze cantonali, se differenziate, possono porre problemi all'economia e cagionare distorsioni concorrenziali. Inoltre, spetta alla Confederazione 363

di disciplinare l'immatricolazione dei veicoli e il loro equipaggiamento, nonché di emanare prescrizioni sugli apparecchi d'economia domestica e gli altri apparecchi che consumano energia.

Il successo di qualsiasi politica energetica dipende dalla collaborazione attiva dei Cantoni e dei Comuni. L'articolo costituzionale proposto persegue lo scopo di rendere corresponsabili i Cantoni, che dovrebbero anche in futuro sviluppare le proprie iniziative; i loro sforzi in materia d'energia dovrebbero comunque essere completati e coordinati. La Confederazione, a sua volta, stabilirà il quadro entro il quale i Cantoni devono emanare le loro prescrizioni e appoggerà i loro sforzi nella misura delle sue disponibilità finanziarie. Ai Cantoni è data libertà di prendere provvedimenti più severi o nuovi. La determinazione delle competenze avverrà pertanto secondo l'attuale ripartizione dei compiti.

214

Misure previste

214.1

Coordinazione e consolidamento della politica energetica dei Cantoni

L'articolo costituzionale autorizza la Confederazione a emanare norme minime vincolanti i Cantoni, i quali possono completarle. Siffatte prescrizioni minime entrano in considerazione nei seguenti settori: - isolazione termica degli edifici nuovi o degli edifici il cui rinnovo è sottoposto ad autorizzazione; - esigenze poste agli impianti di riscaldamento e di preparazione d'acqua calda; - conteggio individuale del riscaldamento; - prova del bisogno di impianti di climatizzazione e di ventilazione; - impiego del calore di ricupero nell'industria e nell'artigianato.

Trattasi in generale di provvedimenti che la Confederazione già presentemente raccomanda ai Cantoni e di misure che figurano nel modello di legge cantonale sull'energia, presentato dall'Ufficio federale dell'energia nel maggio 1980. I Cantoni che già hanno applicato queste raccomandazioni non saranno toccati dal nuovo ordinamento federale, poiché all'atto dell'elaborazione di nuove prescrizioni sarà tenuto conto delle raccomandazioni impartite.

I Cantoni che avranno indugiato a prendere i provvedimenti vi saranno costretti affinchè le norme minime vengano applicate in tutto il Paese.

Si è rinunciato ad obbligare i Cantoni ad adottare l'imposizione dei veicoli a motore secondo criteri energetici. Dal profilo della politica energetica, occorrerebbe bensì sostituire l'imposta sugli autoveicoli con una tassa sul consumo di carburante; tale provvedimento è però stato respinto dalla maggioranza dei Cantoni durante la consultazione sulla CGE.

364

Un'adeguata strutturazione delle imposte cantonali sui veicoli a motore può favorire l'acquisto di modelli che risparmiano energia. I regolamenti vigenti gravano i veicoli secondo il peso e la cilindrata e tengono pertanto già conto del consumo specifico di carburante. Considerata la tendenza di tassare i veicoli in funzione del peso, tendenza che può ridurre la progressione proporzionatamente al consumo di carburante, il nostro Collegio esaminerà però la possibilità di trasmettere ai Cantoni raccomandazioni al riguardo.

214.2

Prescrizioni sul consumo energetico degli impiantì, dei veicoli e degli apparecchi

Entrano avantutto in considerazione le prescrizioni su l'esame del tipo e la marcatura di veicoli ed apparecchi, con l'indicazione del loro consumo in energia. Esse aumenteranno la trasparenza per il consumatore, che potrà farsi un'idea dei costi d'utilizzazione, e promuoveranno la competitivita dei prodotti a basso consumo energetico. Tali prestazioni potranno essere migliorate con una rappresentazione comparativa dei risultati delle prove.

Per emanare prescrizioni di questa natura occorrono però prove di consumo riconosciute, che possono essere eseguite nel nostro Paese dall'EMPA (per i veicoli) e dall'Associazione svizzera degli elettricisti (per gli utensili elettrici). I lavori preliminari al riguardo sono già stati eseguiti.

Per contro l'emanazione di norme sul consumo di carburante dei veicoli a motore entra in considerazione soltanto a livello internazionale. La CEE ne esamina la possibilità.

214.3

Provvedimenti promozionali

La CGE propone di concedere contributi finanziari diretti e di procedere a sgravi fiscali. Tenuto conto delle esperienze fatte in altri settori con gli impulsi finanziari, del forte rincaro del petrolio intervenuto nel 1979 e dei risultati della procedura di consultazione, devono essere definiti dei settori prioritari. Importa promuovere principalmente la ricerca e lo sviluppo, la realizzazione di impianti-pilota e di dimostrazione, le attività d'informazione, d'orientamento e d'istruzione.

Nelle osservazioni sui pareri espressi, la CGE raccomanda al governo d'aumentare le somme dedicate alla ricerca energetica, di 25, poi di 50 milioni di franchi l'anno, nel caso di reiezione dell'articolo costituzionale. In caso contrario, essa propone un aumento pari a 100 milioni di franchi all'anno.

Il Consiglio svizzero della scienza postula, a sua volta, nel suo rapporto 1980, di aumentare l'importo di queste spese ad almeno 160 milioni di franchi l'anno (cfr. n. 212.3).

Considerata la situazione precaria delle finanze federali, giudichiamo che non è ancora venuto il momento di determinare il contributo della Confederazione in favore della ricerca energetica, pur essendo del parere che occorra aumentare il contributo federale alla ricerca non nucleare. D'altro 365

canto, ci opponiamo però a una riduzione delle attività di ricerca nel settore nucleare.

Il nostro Collegio giudica che in avvenire occorrerà ricorrere maggiormente all'energia nucleare. La nostra capacità di ricerca in questo settore, quand' anche modesta rispetto ad altri Paesi, dev'essere quindi mantenuta intatta.

Tanto l'economia elettrica, quanto l'industria in generale sono in effetti tributari di questa ricerca, svolta da specialisti qualificati, per svolgere i loro compiti.

Un contributo finanziario dei poteri pubblici si impone anche in favore degli impianti-pilota e di dimostrazione. Terminati i lavori di ricerca, è infatti sovente necessario costruire questi impianti affinchè le nuove tecnologie possano conquistare un posto sul mercato. Poiché la loro costruzione è di regola connessa con rilevanti rischi finanziari, i corrispondenti investimenti devono essere sostenuti. A titolo di esempio, citiamo i nuovi sistemi di riscaldamento di quartiere o di villaggio, le tecnologie nuove per un'utilizzazione razionale dell'energia, i progetti d'energia geotermica, le nuove tecnologie in materia d'energia solare, le attrezzature per l'utilizzazione del calore dell'ambiente e della biomassa (compresa la legna).

La Confederazione ha dedicato in quest'ultimo biennio 850 000 franchi per anno alle attività d'informazione e di consulenza (sui risparmi d'energia).

A cagione dello stato precario delle finanze federali, l'importo previsto per il 1981 è stato però fissato a 600 000 franchi. Al riguardo, la CGE raccomanda un contributo annuo di 4 milioni di franchi.

In futuro, l'accento dev'essere soprattutto posto sulla consulenza agli utilizzatori, dacché sussiste il bisogno di informazioni e perizie imparziali riferite alla pratica. La Confederazione assisterà i Cantoni e i Comuni a istituire i necessari servizi. Una fase-pilota, iniziatasi alla fine del 1980, procurerà le prime esperienze. Se il finanziamento può essere assicurato più ampiamente, queste attività potranno essere potenziate.

Inoltre, in collaborazione con le associazioni di categoria, occorrerà sviluppare ed applicare metodi e norme uniformi di prova, per determinare la conduttibilità termica dei materiali e degli elementi di costruzione.

Nel settore della formazione, i corsi di perfezionamento, recentemente organizzati nell'ambito dei provvedimenti federali per attenuare le difficoltà economiche, hanno consentito di fare esperienze estremamente utili. Questo programma ha potuto essere realizzato poiché le esigenze della politica congiunturale e tecnologica collimavano con quelle della politica energetica.

Orbene, una riduzione durevole della nostra dipendenza unilaterale dal petrolio, la diffusione di know-ow su tecnologie di risparmio e altri compiti a lungo termine non sono però concepibili e attuabili soltanto secondo l'ottica congiunturale; a lunga scadenza saranno infatti necessari sforzi nuovi e più vigorosi. Procedendo dai cicli d'insegnamento già istituiti in taluni luoghi, occorrerà impartire agli studenti universitari e delle scuole tecniche superiori, nonché agli apprendisti, nozioni più ampie sulle tecnologie energetiche. I corsi di perfezionamento devono esulare dal quadro del «programma d'impulsi» ed allargarsi ad altri rami professionali. Il costo 366

della diffusione delle pertinenti conoscenze in tutti i rami professionali interessati sarà ovviamente importante; per altro, dovrà essere esaminata la forma di collaborazione con i Cantoni e le organizzazioni interessate.

Siamo opposti a un sistema di sussidi ad aspersione. Dopo il rincaro massiccio dei prezzi del petrolio, non appare più necessario prevedere un programma promozionale così vasto come lo postula la maggioranza della commissione CGE. Tali interventi provocherebbero inoltre spese amministrative elevate ed esigerebbero dalla Confederazione fondi finanziari che non possono essere resi disponibili senza l'istituzione di nuove fonti d'entrata. È quindi nostro intento di favorire l'introduzione di nuove tecnologie energetiche, non soltanto con l'intensificazione della ricerca, ma anche attraverso contributi per lo sviluppo, in particolare in favore degli impiantipilota e di dimostrazione; inoltre, il nostro Collegio assisterà, se occorre, i Cantoni nella misura dei mezzi finanziari disponibili.

214.4

Finanziamento della politica energetica

Giudichiamo indispensabile dedicare d'ora in poi alla politica energetica mezzi finanziari nettamente più importanti di quelli finora concessi. Per finanziare i provvedimenti promozionali, occorrerà mettere a disposizione fondi attraverso il bilancio generale della Confederazione, secondo i bisogni e le possibilità finanziarie attuali.

Noi ci opponiamo alla riscossione di una nuova imposta sull'energia, poiché la modificazione prevista dell'ICA graverà già le fonti energetiche attualmente ancora esonerate. Un'imposizione supplementare di queste energie appare quindi problematica, poiché una nuova proposta di tassazione potrebbe in ogni caso pregiudicare l'assoggettamento all'ICA e conseguentemente compromettere il risanamento delle finanze federali.

La subordinazione all'ICA delle fonti finora esonerate, parimente auspicabile dal profilo della politica energetica, apporterebbe circa 300 milioni di franchi di introiti nuovi all'anno. La destinazione di una parte di questo importo ai fabbisogni della politica energetica consentirebbe di attuare i provvedimenti promozionali molto più celermente di quanto lo consentirebbe una tassa a scopo vincolato sull'energia, la cui istituzione esigerebbe un determinato periodo di tempo. Aggiungasi il fatto che un'imposta non vincolata può adattarsi meglio ai bisogni della politica energetica.

215

Scenario energetico del Consiglio federale

Condividiamo le finalità e i postulati di politica energetica contenuti nella CGE. Occorre infatti assicurare al Paese un approvvigionamento energetico sufficiente, razionale e rispettoso dell'ambiente, intensificando gli sforzi in materia di risparmio, come anche a livello della ricerca e della sostituzione.

Anche riguardo allo strumentario di politica energetica sussistono ampi 367

parallelismi con la CGE. Le attività in materia d'informazione, di consulenza e di formazione devono essere promosse. Abbiamo invero ripreso le prescrizioni più importanti della CGE, ossia i principi destinati ai Cantoni per un impiego parsimonioso e razionale dell'energia e le norme sul consumo degli impianti, dei veicoli e degli apparecchi.

Proponiamo infine che alla Confederazione sia accordata la competenza, meno estesa però di quella proposta dalla CGE, di promuovere lo sviluppo di tecniche per l'impiego parsimonioso e razionale dell'energia, lo sfruttamento di energie nuove e la diversificazione dell'approvvigionamento. L'incoraggiamento della ricerca è già per contro di competenza federale, in virtù dell'articolo 27sexies della Costituzione (cfr. n. 236). Oltre alle spese attuali nel settore energetico, prevediamo di dedicare al promovimento delle misure preconizzate un importo annuo, che aumenterà nei limiti delle possibilità finanziarie, amministrative e strutturali, pari a 40 milioni di franchi che a medio termine raggiungerà i 150 milioni di franchi.

22

Articolo costituzionale

221

Proposta della CGE

II problema dell'impostazione di un articolo costituzionale sull'energia è già stato discusso in occasione di una conferenza di periti organizzata dalla commissione CGE nel maggio 1975. Successivamente, la commissione ha presentato proposte precise, fondate su un catalogo di misure possibili.

Quattro diverse versioni sono state sottoposte alla consultazione con il rapporto finale. La maggioranza della commissione raccomandava la variante a il cui tenore è il seguente: 1

La Confederazione è autorizzata, allo scopo di garantire al Paese un approvvigionamento energetico sufficiente, economico e rispettoso dell' ambiente, ad emanare principi concernenti: a. le richieste minime riguardo all'adozione da parte dei Cantoni di misure di risparmio energetico; b. l'allestimento da parte dei Cantoni di piani direttori energetici con azzonamento per energie distribuibili tramite condotte; e. la disposizione da parte dei Cantoni dell'obbligo d'allacciamento ad impianti di distribuzione d'energia tramite condotte per gli edifici e le aziende; d. le concessioni e gli espropri da parte dei Cantoni per lavori d'esplorazione, trivellazione e cunicoli di sondaggio.

2 Allo stesso scopo essa è autorizzata: a. ad emanare prescrizioni concernenti il consumo d'energia di impianti, veicoli e apparecchi; b. a sostenere provvedimenti per il risparmio energetico, per lo sviluppo e l'applicazione di nuove energie, come pure per evitare e diminuire dipendenze unilaterali del Paese nell'approvvigionamento energetico. Per coprire le spese derivanti da questi provvedimenti e dall'aiuto alla ricerca energetica, la Confederazione può prelevare una tassa sull'energia proporzionata al contenuto calorico.

368

3

Anche nell'adempimento delle altre competenze costituzionali, la Confederazione terrà conto delle esigenze del risparmio energetico e di un approvvigionamento diversificato.

41 provvedimenti della Confederazione devono aver riguardo agli sforzi propri dei Cantoni, delle loro comunità locali e dell'economia.

Occorre tener conto dei limiti della capacità economica.

5 Le prescrizioni dell'articolo 32 trovano adeguata applicazione nei capoversi 1 e 2.

La commissione CGE ha inoltre proposto di modificare come segue altri articoli della Costituzione federale: Art. 24bis cpv. 1 lett. b

b. L'utilizzazione delle acque per la produzione energetica e il raffreddamento.

Art. 26bis La legislazione sugli impianti di trasporto in condotta di combustibili e carburanti liquidi o gassosi, come pure di calore a distanza è di competenza della Confederazione.

222

Modificazione del testo secondo i risultati della consultazione

La maggioranza delle autorità e degli organismi consultati si sono espressi in favore di un articolo delimitato, elencativo, analogo alla variante A della CGE (n. 221). Complessivamente, le altre tre varianti (B-D) hanno ottenuto meno voti della prima. Gli autori di 23 risposte hanno proposto disposizioni di moto proprio, talvolta redatte in comune. Le formulazioni «aperte» e i testi di tenore delimitato sono in numero pressappoco uguale.

Questi risultati hanno rafforzato il nostro intendimento di optare per la variante A come base di lavoro. Abbiamo inoltre tenuto conto di numerose proposte intese a modificare o a delimitare gli attributi in materia di politica energetica: - Quanto alla competenza della Confederazione di istituire principi, abbiamo rinunciato all'obbligo d'allacciamento, per gli edifici e le aziende, alla rete di approvvigionamento, al conseguente allestimento di piani direttivi energetici, con azzonamento per energie distribuite in condotta, alle autorizzazioni e alle espropriazioni da parte dei Cantoni per lavori di prospezione, trivellazione e sondaggio (cpv. 1 lett. b-d).

369

Simultaneamente si presume che il consumo aumenterà in altri settori.

Ad esempio, l'impiego del petrolio per il riscaldamento delle strade, delle autorimesse e delle piscine potrebbe venir limitato, mentre ne verrebbe autorizzato il riscaldamento mediante altre energie, ad esempio energie rigenerabili. I due aggettivi «parsimonioso e razionale» che qualificano il termine di «impiego», consentono di stabilire più chiaramente le priorità tra le singole fonti energetiche.

Del rimanente,
il testo dell'articolo proposto dalla CGE è stato rielaborato redazionalmente e reso più conciso; inoltre, ne sono stati tolti i passaggi che non erano indispensabili dal profilo del diritto costituzionale.

L'articolo è pertanto divenuto più comprensibile.

223

Proposta del Consiglio federale

Vi proponiamo un nuovo articolo costituzionale del tenore seguente: Art. 24octies 1 La Confederazione, per assicurare un approvvigionamento energetico sufficiente, economico ed ecologico può: a. stabilire principi per un impiego parsimonioso e razionale dell' energia; b. emanare prescrizioni sul consumo energetico di impianti, veicoli e apparecchi; 370

c. promuovere lo sviluppo di tecniche destinate all'impiego parsimonioso e razionale dell'energia, allo sfruttamento di energie nuove e a un'ampia diversificazione dell'approvvigionamento energetico.

2 La Confederazione, nell'adempimento dei suoi compiti, tiene conto delle esigenze di un impiego parsimonioso e razionale dell'energia e di un'ampia diversificazione dell'approvvigionamento energetico.

Inoltre, occorre modificare come segue gli articoli 24bis e 26 bis della Costituzione federale: Art. 24bis cpv. 1 lett. b b. (Concerne solo il testo tedesco) Art. 26bis La legislazione sugli impianti di trasporto in condotta per combustibili o carburanti liquidi o gassosi, come pure di calore a distanza è di competenza della Confederazione.

224

Commento dell'articolo costituzionale

224.1

Capoverso 1

Ingresso L'ingresso enuncia le finalità della legislazione federale, che di per sé non motivano alcuna nuova competenza, ma servono d'ausilio per Pinterpretazione delle successive norme di competenza. Esse hanno il significato di programma ed esplicano simultaneamente effetti direttivi e limitativi, stabilendo a livello costituzionale l'orientamento della politica energetica.

Questo ingresso corrisponde essenzialmente a quello della variante A della CGE. Nuova è unicamente l'espressione di «ecologico» che sostituisce il termine di «rispettoso dell'ambiente» utilizzato dalla CGE. La nuova formulazione è più espressiva; inoltre, essa è maggiormente compatibile con la terminologia e il contenuto dell'articolo sulla protezione dell'ambiente naturale (art. 24septies Cost.).

Lettere a-c Alle lettere a-c, le nuove attribuzioni della Confederazione sono elencate tassativamente. Trattasi di norme di competenza, che non soltanto giustificano le attribuzioni, ma simultaneamente le limitano.

Secondo la lettera a, nel settore assai vasto dell'impiego parsimonioso e razionale dell'energia, alla Confederazione non dev'essere conferita una competenza esauriente o anzi esclusiva, ma soltanto quella di stabilire norme fondamentali; al riguardo valgono i limiti seguenti: - Le norme fondamentali possono comprendere tanto un mandato di legiferare ai Cantoni, quanto disposti vincolanti immediatamente l'individuo.

Esse possono restringersi a prescrizioni minime e autorizzare disposizioni più estese di diritto cantonale oppure, come diritto imperativo, escludere qualsiasi deroga.

371

I Cantoni, devono conservare una competenza legislativa sostanziale per essere in grado di tener conto delle loro condizioni peculiari. Il principio della sussidiarietà autorizza la Confederazione a disciplinare soltanto i settori in cui, nell'interesse di tutto il Paese, è necessaria una soluzione uniforme.

La lettera b accorda alla Confederazione una competenza legislativa esauriente nel settore del consumo energetico degli impianti, dei veicoli e degli apparecchi. Questo settore non si presta a disciplinamenti cantonali, dacché soltanto un ordinamento uniforme per tutto il Paese consentirà d'ottenere soluzioni efficaci. Tuttavia, non sono escluse misure cantonali. La lettera b istituisce una competenza federale non esclusiva, ma concorrente.

Quanto alla materia, il testo collima con quello proposto dalla commissione CGE.

La lettera e consente alla Confederazione di promuovere lo sviluppo di tecniche di risparmio, di sostituzione e di diversificazione dell'approvvigionamento. La proposta della CGE è modificata formalmente e sostanzialmente. Infatti, quanto alla forma, è stata semplificata e adeguata alla rettificazione della lettera a. 1 termini di «sviluppo e applicazione di nuove energie» sono stati sostituiti con l'espressione «sfruttamento di energie nuove».

Inoltre, invece della locuzione «evitare e diminuire dipendenze unilaterali del Paese nell'approvvigionamento energetico» è stata scelta una disposizione più semplice, che consente di utilizzare, nei capoversi 1 e 2, termini identici per la stessa fattispecie.

Quanto alla materia, la competenza federale di prendere misure di promovimento è stata ristretta rispetto a quella proposta dalla CGE. Essa non comprende in effetti più tutte le fasi del processo, dalla ricerca fondamentale e applicata, attraverso lo sviluppo sino all'applicazione, ma ingloba soltanto, in connessione con l'articolo 27sexies, la ricerca e lo sviluppo.

L'articolo 27sexies già costituisce una base sufficiente per promuovere la ricerca energetica. Per evitare pertanto imbricazioni, la ricerca in materia di energia non è più menzionata di nuovo esplicitamente nell'articolo 24 octies , ancorché essa occupi un posto importante nella politica energetica federale (cfr. n. 212.3, 214.3 e 236). La lettera e conferisce ora alla Confederazione la facoltà di promuovere pure lo sviluppo di tecniche che con372

sentono l'impiego parsimonioso e razionale dell'energia, lo sfruttamento di energie nuove e un'ampia diversificazione dell'approvvigionamento. Per «sviluppo» in quanto tale concetto non sia già coperto dalla nozione «ricerca», s'intende l'utilizzazione di conoscenze scientifiche per l'approntamento di materiali, utensili, prodotti, procedimenti o servizi nuovi o essenzialmente migliorati. Lo sviluppo comprende segnatamente anche la fabbricazione e la prova di prototipi il loro miglioramento o perfezionamento sino alla produzione in serie, come pure la costruzione e l'esercizio di impianti e attrezzature sperimentali (impianti pilota e di dimostrazione). Riprendendo la formulazione della lettera a, «impiego parsimonioso e razionale dell'energia», la norma costituzionale si estende parimente al promovimento della ricerca e dello sviluppo di nuove tecniche per l'impiego delle energie tradizionali. Non è per contro più coperta l'applicazione pratica di procedimenti, materiali e prodotti sperimentati. Questa chiara distinzione tra applicazione, da un lato, e ricerca e sviluppo, dall'altro, persegue lo scopo di evitare che la Confederazione ottenga la competenza di elargire sussidi «a dispersione» nel settore energetico.

224.2

Capo verso 2

Conformemente a questa disposizione, la Confederazione deve tener conto, anche nell'adempimento di altri compiti, delle esigenze di un impiego parsimonioso e razionale dell'energia e di un'ampia diversificazione dell'approvvigionamento energetico. Questo obbligo si ispira alle norme analoghe previste negli articoli costituzionali su la sistemazione del territorio (art. 22 quater cpv. 3), la protezione della natura e del paesaggio (art.

24sexies cpv 2), l'economia (art. 31bis cpv. 5), la protezione della famiglia (art. 34quinquies cpv i) e ; sentieri e i viottoli (art. 34quater cpv. 3). La norma non istituisce alcuna competenza federale nuova e conseguentemente non modifica la ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni; esso s'aggiunge piuttosto alle attribuzioni esistenti e pone determinate esigenze riguardo al loro esercizio. L'obbligo di tener conto esplica effetti soltanto in connessione con le attribuzioni esistenti che toccano il settore energetico e assume in particolare una funzione coordinatrice. Importa in effetti che tutti i compiti federali inerenti al settore dell'energia vengano svolti coordinatamente, in considerazione delle finalità della politica energetica. Trattasi di un presupposto essenziale per una politica globale dell'energia.

La disposizione si rivolge tanto al legislatore, quanto all'autorità esecutiva e impartisce direttive sulle decisioni da prendere nei limiti del margine d'azione disponibile. Essa è direttamente applicabile, ma potrà essere ancora precisata nella legislazione speciale. In virtù di essa si potrà ad esempio tener conto, nella determinazione di velocità limite, non soltanto di aspetti di politica del traffico e di sicurezza stradale, ma anche di considerazioni di politica energetica.

25

Foglio federale 1981, Voi. II

3-73

225

Modificazione d'articoli costituzionali esistenti

Mediante la revisione degli articoli 24 bis (soltanto il testo tedesco) e 26bis della Costituzione federale, alla Confederazione è conferita la competenza di tener meglio conto, all'atto della legislazione e dell'applicazione del diritto nei settori dell'economia delle acque e degli impianti di trasporto in condotta, di due importanti postulati di politica energetica, ossia del risparmio e della sostituzione. La connessione oggettiva con il nuovo articolo 24octies è evidente, per cui è pure rispettato il principio dell'unità della materia.

225.1

Art. 24blîs cpv. 1 lett. b Cost. (solo il tedesco)

II testo tedesco di questa norma dev'essere modificato per eliminare un' ambiguità. In effetti, il tenore attuale dell'articolo 24 bis capoverso 1 lettera b Cost. non indica chiaramente se la Confederazione può emanare prescrizioni sul ricorso all'energia geotermica. L'utilizzazione diretta delle acque sotterranee calde potrebbe, eventualmente essere compresa come «Benutzung der Gewässer zur Energieerzeugung» giusta l'articolo 24bis capoverso l lettera b Cost. Per contro, questa formula non coprirebbe il ricorso all'altra fonte energetica geotermica importante, ossia le rocce profonde secche («hot dry rock»). Il loro potenziale termico può essere sfruttato iniettando acqua superficiale negli strati caldi a grande profondità, dove essa, dopo essersi riscaldata in crepacci artificiali, può essere ricuperata in forma di vapore o di acqua calda. L'energia così ottenuta è dunque analoga a quella fornita dalle falde freatiche d'acqua calda.

Con la formulazione proposta «Benutzung der Gewässer zur Energiegewinnung», lo sfruttamento dell'energia geotermica in questo senso esaustivo è quindi costituzionalmente coperto. Tale allargamento deve consentire alla Confederazione di disciplinare la geotermica come unità chiusa. La competenza della Confederazione è nondimeno limitata alla facoltà d'emanare principi.

225.2

Art. 26bis Cost.

Il complemento proposto persegue lo scopo di allargare l'attuale competenza federale nel settore degli oleodotti e dei gasodotti al campo affine degli impianti di trasporto in condotta per il riscaldamento a distanza e può essere integrato agevolmente nella legislazione vigente sui trasporti in condotta. Una sovranità legislativa della Confederazione, esauriente ma non esclusiva, appare indicata anche oggettivamente tanto più che le condotte importanti di riscaldamento a distanza toccano sovente il territorio di più Cantoni.

374

23

Connessioni con altri disegni in preparazione a livello federale

II disegno d'articolo costituzionale sull'energia tocca differenti altri disegni in corso d'elaborazione a livello federale. Trattasi in particolare delle autorizzazioni di massima per nuove centrali nucleari, della concezione globale dei trasporti, della legge sulla protezione dell'ambiente, del concetto della difesa generale, della legislazione esecutiva del nuovo articolo 31bis capoverso 3 lettera a della Costituzione federale, sull'approvvigionamento del Paese, come anche della legge sulla ricerca.

231

Autorizzazioni di massima per nuove centrali nucleari

Giusta il decreto federale del 6 ottobre 1978 (RS 732.01) concernente la legge sull'energia nucleare, la prova del bisogno costituisce un presupposto al rilascio dell'autorizzazione di massima per nuove centrali nucleari. La valutazione del bisogno deve tener conto «dei possibili provvedimenti di risparmio energetico, della sostituzione del petrolio con energia nucleare e dello sviluppo di altre forme d'energia». Conseguentemente la valutazione della domanda d'elettricità non può essere svincolata dagli effetti di un futuro articolo costituzionale, che però verranno determinati dalla legislazione d'esecuzione, come lo mostrano i lavori della CGE. Per l'apprezzamento della prova del bisogno, la Commissione federale dell'energia ha valutato l'effetto di possibili provvedimenti legislativi. L'articolo sull'energia istituisce il fondamento per una politica energetica equilibrata della Confederazione e contribuisce pertanto a migliorare i presupposti politici per un impiego rafforzato dell'energia nucleare.

232

Concezione globale svizzera dei trasporti (CGST)

L'articolo costituzionale che vi proponiamo persegue lo scopo di ottenere un'impiego razionale dell'energia anche nei trasporti. Devono essere promossi i miglioramenti tecnici intesi ad aumentare il rendimento energetico dei mezzi di trasporto. Non è però previsto alcun influsso diretto, con provvedimenti di politica energetica, sulla ripartizione dei compiti tra ferrovia e strada, anche se al riguardo potrebbero essere fatti valere motivi sufficienti (ad es. inquinamento, risparmio energetico e sostituzione del petrolio).

La CGST dev'essere attuata tenendo equamente conto dei postulati della politica energetica. Nella procedura di consultazione sul rapporto finale CGST, è stata chiesta una maggiore considerazione delle possibilità esistenti di risparmiare energia nei trasporti. Per attuare la CGT sono previste modificazioni costituzionali; se tali modificazioni dovrebbero toccare l'articolo sugli impianti di trasporto in condotta (art. 26bis Cost.), anche nel nuovo disciplinamento verrebbe tenuto conto dei postulati di politica energetica (cfr. n. 225.2).

375

233

Legge sulla protezione dell'ambiente

L'articolo costituzionale proposto non crea imbricazioni con la futura legge sulla protezione dell'ambiente e non entra in conflitto con essa. La norma autorizza la Confederazione ad adottare un numero determinato di provvedimenti, intesi a promuovere le energie indigene e l'utilizzazione razionale dell'energia in generale, ovviamente auspicabili dal profilo della protezione ecologica, ma non ancorabili alla legge sulla protezione dell'ambiente. In questo senso, tale legge e l'articolo costituzionale sull'energia si completano vicendevolmente.

Le misure di protezione ecologica possono provocare un aumento del consumo energetico. Importa dunque analizzare esattamente i loro effetti a livello della politica energetica ed esaminare, in virtù della nuova legge sulla protezione dell'ambiente, i provvedimenti di politica energetica quanto alle loro ripercussioni sull'ambiente.

234

Concezione della difesa generale

L'energia figura nel novero dei beni di prima necessità, cosicché l'approvvigionamento energetico assume un'importanza determinante nella difesa generale. I rischi crescenti che esso ingloba costituiscono una. seria minaccia per la difesa; l'articolo costituzionale proposto contribuisce quindi a rendere più sicuro l'afflusso di energie. La nostra dipendenza rispetto al petrolio e all'estero in generale dev'essere diminuita, per cui diverrà meno vulnerabile l'approvvigionamento del Paese e aumenterà il nostro grado d'autonomia nell'approvvigionamento energetico. Conseguentemente, l'articolo costituzionale può contribuire alla difesa generale.

235

Legislazione sull'approvvigionamento del Paese

L'articolo 31bis capoverso 3 lettera e della Costituzione federale conferisce alla Confederazione la competenza di prendere misure per assicurare l'approvvigionamento del Paese con prodotti di prima necessità e con servizi, ove sussista grave penuria sul mercato, anche se questa non è dovuta a un conflitto armato. A lato di prescrizioni sulle riserve, trattasi in particolare di misure disciplinanti il mercato per adattare il consumo energetico alle disponibilità (importazioni e scorte obbligatorie). Per contro, la norma costituzionale sull'approvvigionamento del Paese non consente alla Confederazione di prendere provvedimenti di politica energetica che a lungo termine perseguano lo scopo di migliorare le strutture dell'offerta e della domanda nel settore dell'energia.

Quindi, l'articolo sull'approvvigionamento del Paese e l'articolo sull'energia si completano vicendevolmente. Il primo costituisce la base per operazioni preventive e per misure d'urgenza destinate a frenare il consumo di petrolio in tempo di crisi, il secondo per misure di politica energetica con effetti a lungo termine onde assicurare un impiego più razionale dell'energia e sosti376

tuire il petrolio in tempi «normali». Perseguita dev'essere una coordinazione quanto possibile efficace nell'attuazione dei postulati federali di politica energetica e di politica d'approvvigionamento.

236

Legge sulla ricerca

II proposto articolo costituzionale completa la disposizione attuale sulla ricerca scientifica (art. 27sexies Cost). La futura legislazione esecutiva di questa disposizione disciplinerà il promovimento della ricerca in generale e la sua coordinazione generica. La Confederazione, fondandosi sull'articolo 27sexies, accorderà in avvenire alla ricerca energetica un aiuto più cospicuo, nel limite delle sue possibilità finanziarie (n. 212.3). Completivamente, lo sviluppo nel settore energetico verrà sottoposto alla legislazione esecutiva speciale di cui all'articolo 24 octies della Costituzione federale.

3 31

Conseguenze per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni Conseguenze per la Confederazione

311

Ripercussioni finanziarie

È difficile valutare gli effetti finanziari che un nuovo articolo costituzionale può esplicare, poiché essi dipendono sostanzialmente dalla legislazione esecutiva. È nostro intendimento evitare sussidi ad aspersione, percui non entra in considerazione un diffuso promovimento finanziario dell'impiego razionale dell'energia e del ricorso a nuove energie, come lo propone la CGE.

Presentemente, la Confederazione dedica alla ricerca energetica (senza i contributi del NEFF) circa 80 milioni di franchi (n. 1.132.4). A medio termine, questo importo dovrebbe poter essere raddoppiato. I' nuovi sussidi verrebbero destinati prioritariamente alla ricerca su l'impiego razionale dell' energia, il ricorso alle energie indigene e le nuove tecnologie. 50 milioni di franchi l'anno sono inoltre previsti per lo sviluppo di tecniche, in particolare per le installazioni-pilota e di dimostrazione e 10 milioni di franchi l'anno per l'informazione, la consulenza e la formazione. Complessivamente, è presumibile un aumento dei bisogni di 40 a 150 milioni di franchi l'anno.

Pertanto, le spese totali federali nel settore energetico, presentemente di quasi 80 milioni di franchi l'anno, raggiungeranno annualmente 120 a 230 milioni. L'aumento dovrebbe poter essere compensato per quanto possibile nel quadro delle linee direttive della politica di governo e del piano finanziario per la legislatura 1983-87.

La subordinazione all'ICA dell'elettricità e dei combustibili, che finora erano esonerati, si giustifica avantutto se il ricavo da questa imposta, valutato a 300 milioni di franchi l'anno, può procurare i mezzi che consentono di appoggiare la politica energetica.

Un'efficace politica energetica provocherebbe conseguenze finanziarie anche senza il nuovo fondamento costituzionale, poiché sarebbe comunque 377

indispensabile promuovere l'informazione, la consulenza, la formazione e la ricerca. Elaborando la legislazione esecutiva occorrerà decidere in quale misura potranno essere assunti nuovi impegni finanziari.

312

Ripercussioni a livello del personale

Gli effetti a livello del personale potranno essere valutati soltanto dopo la legislazione esecutiva, pur essendo lecito presumere che essi saranno modesti salvo nel settore dell ricerca.

L'effettivo del personale occupato nell'ambito dell'energia aumenterà indipendentemente dall'accettazione dell'articolo. Infatti, la divisione per la sicurezza degli impianti nucleari deve essere sviluppata (30 posti ca.) e inoltre occorrerà assumere nuovi collaboratori nella misura in cui la ricerca bénéficiera di mezzi supplementari o aumenterà la rilevanza dei lavori eseguiti dai servizi della Confederazione e dai suoi istituti (PF, IFR ad es.).

Una politica energetica più attiva, conforme alla norma costituzionale, esigerà la creazione, nell'amministrazione federale, di 15 a 20 posti supplementari (senza la ricerca, lo sviluppo e gli impianti di dimostrazione, dove la Confederazione dovrà comunque aumentare i suoi sforzi). Questi posti sono destinati ad attività coordinatrici e legislative, nonché all'informazione, alla consulenza e alla formazione.

32

Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni

In questi ultimi anni, parecchi Cantoni e Comuni si sono dotati di servizi dell'energia. Un ulteriore potenziamento sarà indispensabile anche senza un nuovo articolo costituzionale, se essi intendono avvalersi di tutte le loro attribuzioni in materia.

A livello del personale, i Cantoni, da un lato, verranno sgravati delle attività supplementari che l'articolo costituzionale attribuirà alla Confederazione e, dall'altro, verranno incaricati di nuovi compiti esecutivi. Per i Cantoni che si avvalgono delle loro attuali competenze emanando leggi sull' energia, questi compiti sorgerebbero però anche indipendentemente dalla prevista revisione costituzionale, cosicché per essi l'aumento di lavoro sarà esiguo.

4

Linee direttive della politica di governo

II rapporto sulle linee direttive della politica di governo per la legislatura 1979-1983 prevede che, al termine della procedura di consultazione sul rapporto finale della commissione CGE, il Consiglio federale abbia a sottoporre al Parlamento proposte concernenti la futura politica energetica (n.

341.1). L'istituzione di nuove basi giuridiche per una politica esauriente nel settore dell'energia costituisce uno dei perni delle linee direttive della politica di governo.

378

Decreto federale concernente l'artìcolo costituzionale sull'energia

Disegno

del

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto il messaggio del Consiglio federale del 25 marzo 1981 1), decreta:

I La Costituzione federale è modificata come segue: Art. 24octies (nuovo) 1

La Confederazione, per assicurare un approvvigionamento energetico sufficiente, economico ed ecologico, può a. stabilire principi per un impiego parsimonioso e razionale dell'energia; b. emanare prescrizioni sul consumo energetico di impianti, veicoli e apparecchi ; e. promuovere lo sviluppo di tecniche destinate all'impiego parsimonioso e razionale dell'energia, allo sfruttamento di energie nuove e a un'ampia diversificazione dell'approvvigionamento energetico.

2

La Confederazione, nell'adempimento dei suoi compiti, tiene conto delle esigenze di un impiego parsimonioso e razionale dell'energia e di un'ampia diversificazione dell'approvvigionamento energetico.

Art. 24bis cpv. 1 lett. b (Concerne solo il testo tedesco) Art. 26bis La legislazione sugli impianti di trasporto in condotta per combustibili o carburanti liquidi o gassosi, come pure per il riscaldamento a distanza è di competenza della Confederazione.

II II presente decreto sottosta alla votazione del popolo e dei Cantoni.

" FF 1981 II 322

379

Appendice 1

Flusso energetico della Svizzera nel 1979 Energia primaria

'> 1 TJ = 277 778 kWh = 238 846 Mcal 380

Definizioni Energia primaria: Energia potenziale contenuta in una fonte energetica naturale. In Svizzera: energie indigene o importate; es.: energia idrica, energia nucleare (in forma di energia termica lorda prodotta dal reattore), energia solare.

Energia di consumo: Energia disponibile immediatamente, prima dell'utilizzazione da parte dell'ultimo consumatore: es.: benzina, olio da riscaldamento extra-leggero.

Energia utile: Forma d'energia richiesta per soddisfare i bisogni del consumatore; es.: calore.

381

Appendice 2 Evoluzione del consumo d'energia in Svizzera

382

Appendice 3

Scenari CGE (cfr. n. 122)

Figura 1

Quadro sinottico degli scenari

Scenari senza intervento Sfruttamento delle possibilità giuridìche attuali solo prescrizioni

Punto di partenza

prescrizioni e imposta debole sull'energia (3%) con i intervento

variante di base prescrizioni e imposta moderata sull'energia (6%) Istituzione di nuove norme k federali

accentuazione del carbone

I

accentuazione del riscaldamento a distanza

1 accentuazione Planar

prescrizioni più severe e imposta forte sull'energia (11 %)

con nuove centrali nucleari secondo il fabbisogno

<

senza centrali nucleari dopo Leibstadt

U)

oo

Ul

Stabilizzazione secondo studio EWU

con sostituzione I senza sostituzione con sostituzione L senza sostituzione

Caratteristiche

I

lila

lilo

lile

Ilici

IV

Sfruttamento delle possibilità giuridiche vigenti Costituzione federale vigente

Sfruttamento delle possibilità giuridiche attuali e ulteriori competenze federali Nuovo articolo costituzionale sull'energia

Entrata in vigore delle basi legali

Prossimamente

Presumibilmente nel 1985

Competenze per le misure di politica dell'energia

Confederazione e Cantoni secondo la vigente suddivisione delle compe.tenze

Confederazione e Cantoni, ma con maggiori competenze federali e con una nuova ripartizione delle competenze

Sviluppo incondizionato

Basi legali

Imposta energetica (aliquota media) sui costi dell'energia, comprese le imposte indirette odierne

--

--

3%

6%

11%

Stabilizzazione secondo lo studio EWU

2--3% complessivamente ogni anno

Tasso annuo di crescita della domanda di energia primaria dal 1975 al 2000

2,6%

2,3%

2,0%

1,9%

Tasso annuo di crescita della domanda finale di energia dal 1975 al 2000

2,5%

2,1 %

1,8%

1,6%

1,5%

1,1 %

0% dal 1990 ca.

0,9

0,8

0,6

0,5

0,4

0,2

0 dal 1990

88%

86%

84%

81 %

78--79%

75%

71%

73%

65%

60%

53%

43--48% 44--47%

1.4%

1,8%

2,3%

4,5%

Elasticità: rapporto incrementale energia a livello finale PIL (media 1985/2000) Dipendenza dall'estero (2000)" Incidenza del petrolio sulla domanda fisale di energia 2) (2000) Incidenza delle nuove energie 31 sulla domanda finale di energia (2000) 11 2 3

II

1,7--1,9% 1,4--1,6%

6,3%

9,1 %

Incidenza delle sostanze energetiche importate, prese a livello finale.

> Fonti energetiche primarie prese a livello finale.

> Energia solare, calore ambientale, energia geotermica, rifiuti, biogas, energia eolica, idrogeno, metanolo, compresi calore e elettricità prodotti con le nuove energie.

--

17%

I

Scenari

Tavola 2 Panoramica degli scenari di politica energetica proposti dalla Commissione: caratteristiche, provvedimenti principali, contributi finanziari federali

385

Tavola 3

Compendio dei risultati degli scenari di politica energetica della Commissione 00

Anno

Unità

1975

2000

1985

II

Scenario

II

lila

l le

Illb Base

Energia primaria Petrolio Energia idraulica Energia nucleare Gas naturale Carbone Legna Rifiuti domestici/

·o 0

:>

118'780 128'OOD 163-950 139-700 119-900 105-700 105-700 35-500 34'800 38'200 38'200 38'200 38'200 38'200 19-200 38'SOO 82-000 80-200 80-800 79'800 66'800 5'790 16'400 24'OSO 26'400 28'500 31-200 31'200 2'290 4-000 6'OOD 8'500 9'DOO 1 1' 800 23'800 V990 2'500 S'ODO 6-000 6000 3000 4'500 3-800 15-250 1'600 3'000

3'800 15-250

186-150 228'900 329-100 308-400 298-200 296'350

295-350

2'600 -- -

Totale Consumo finale Comb. liquidi e caro.

Combustibili gassosi Combustibili solidi Elettricità Calore a distanza

Var.

1

3'200 VI 00 100

3'800 7-000 100

rooo

3'SOO 7-500 100

rooo

3-800 11 '000 850 1-650

reoo

3'000

95'SOO 38'200 52'500 30-300 1 2-600 6'000

97-100 38'200 48'SOO 32'050 16'SOO 6-000

97-600 38-200 48'500 3T200 14-700 6-000

3'SOO 15-250 reoo

3'800 17-100 1-600 3-000

3-800 20'700 2-650 3'900

3'SOO 20'700 2'650 3-900

3'800 20'700 2-650 3-900

3'SOO 20-700 2'650 3-900

3-000

289'100 286'100 276-250 266-450 269-400 267-250

Trai tlO'570 12V350 156'550 133'900 111'400 99-650 99-650 86-950 92-250 85-200 88-850 85-650 88'850 4-760 13-350 18'750 21-000 23-000 24'850 24'850 24'850 25-750 22'950 22-500 22-500 22'500 5'080 7'200 9'300 9'300 1 0'SOO 1 2-300 12-300 12-300 12-300 12-000 1 2'DOO 12'000 1 2'000 25-040 34-900 50-300 49-500 49-200 49'100 49'100 47'IOD 50'750 46'OQO 42'800 46-000 42'800 2-700 1 3-500 13-500 13'SOO 1 3-500 V200 2'700 6'300 P'OOO 1 1 -700 14'400 14'400 27-100 -- 9-700 9'700 500 4-300 7-300 9'700 24'250 14-350 14-350 14-350 14-350 3-800 210-000 210-000 208-000 208-000 146'650 180'000 245-000 227'ODO 216'000 1 94'OOC 1 94'OOD 194'OOD 1 94'OQO ·«pa

-

2,1

2,1

1.6

1.2

1.0

1.0

1.0

1,0

0.5

Tcal

-

16'850

36-850

46'450

57'SOO

67-300

67300

78'OOD

72300

68'SOO

ì?

Dipendenza rispetto all'estero Fonti energetiche non rigenerabili '>

Tcal 146'100 187-200

0)

>

Energie nuove i }

Potenza installata in o.

< energia nucleare

·iH °* 83

Costi annui dell'approvvigionamento energetico i' Investimenti annui 3*

LUE

%

% %

76000 254-800 238-200 228'500 227-500 221-250 216-400 201'000

0.5

0,5

0.5

50

68-350

65-150

191 '200 194-150 1 92'OQO

78,5

82,8

83,8

82,6

79.9

77,1

77.0

76.5

75,6

72.7

71,7

72,1

71,8

63,8

55,9

49.9

45.3

40.2

35.7

35.8

33,0

33.9

32,9

36.0

36.1

36.5

10.2

10,1

10.2

S'OOO

3-300

3-300

195

198 7.2

196 7.2

-

0,5

2.4

2.8

4.5

6.7

6.7

6.9

7.6

9.9

MW

rooo

3-900

6-200

6-200

6'200

6'200

5'OOD

6'200

6'200

S'OOO

Mia

106

196 5.7

189 5.8

193

19.9

19.9

-

198 6.7

195 6.7

Fi.

65'1

6.3

6.7

6,9

19.8

7.3

7.1

di risorse

i' Energia primaria.

Var 4

90'850 38'200 69'800 29'050 11-300 6'000

Sostituzione totale

petrolio .

Var. 3

96'900 38200 79'700 30-200 9'600 6'000

o

0

2

95-450 38-200 82'800 31 -200 1 1 '800 6'DOO

Totale Crescita 1975/85 o 1985/2000

C

Var.

Tcal

,, Biogas

s

Illd

Carbone Riscalda- Plenar mento a distanza

Tendenza verso un aumento della compatibilita con l'ambiente i' Media 1985 2000.

Appendice 4 Interventi parlamentari Numerosi postulati e mozioni concernenti la politica energetica, elencati qui di seguito, sono in sospeso. Con il presente messaggio vi proponiamo di toglierne di ruolo una parte (cfr. p. l e 2). Gli altri interventi potranno essere classificati ulteriormente, segnatamente in connessione con il messaggio sulla legislazione d'esecuzione e, se necessario, con il messaggio su nuove centrali nucleari.

Elenco degli interventi parlamentari

1972 1972 1972 1972 1972 1973 1973 1973 1974 1974

1974 1975 1976 1978 1978 1978 1978

1978 1978 1978 1979 1980 1980 1980 1980

Centrali nucleari (S 4.10.72, Eggenberger) Ubicazione delle centrali elettriche (S 9.3.72, Jauslin) Politica energetica (N 5.10.72, Letsch) Politica nazionale dell'energia (N 11.12.72, Rasser) Approvvigionamento con energia (S 9.3.72, Reimann) Centrali nucleari regionali (N 7.6.73, Keller) Principi di una politica energetica (N 25.9.73, Künzi; S 13.12.73) P 11719 Approvvigionamento con energia (N 12.12.73, Oehen) P 11863 Legna da ardere. Studi (N 4.3.74, Rüttimann) P 11702 Approvvigionamento del Paese con prodotti petroliferi (N 27.6.74, Schürmann-Biel) P 12036 Articolo costituzionale sull'economia energetica (N 24.9.74, Albrecht) P 75325 Utilizzazione dell'energia (N 30.9.75, Schalcher) P 76392 Risparmi energetici nell'edilizia (N 29.9.76, Bratschi) P 77452 Isolazione termica degli immobili (N 9.3.78, Girard) P 77392 Politica energetica, piano di stabilizzazione (N 9.3.78, Jaeger) P 77504 Riscaldamento a legna (N 9.3.78, Rippstein) P 78304 Conteggio individuale del riscaldamento (N 22.6.78, Jaeger) P 77435 Imposta d'orientamento del consumo energetico (N 22.6.78, Uchtenhagen) P 77360 Risparmi energetici (N 18.9.78, Gruppo dell'Unione democratica di centro) P 77361 Risparmi energetici (N 12.12.78, Meier Werner) P 79336 Risparmi energetici (N 4.10.79, Bratschi) P 79337 Articolo costituzionale sull'energia (N/S 11.3.80, Bussey) P 79493 Dispositivi che consentono di risparmiare energia (N 22.9.80, Pini) P 79530 Ricerca non nucleare (N 25.9.80, Grobet) P ad 11388 Economia energetica, articolo costituzionale (N/S 11.3.80, Commissione del CN)

P P P P P P M

11347 11146 11340 11338 11147 11610 11711

·387

Tenore degli interventi nella lingua originale

1972 P 11347 Atomkraftwerke (S 4.10.72, Eggenberger) Der Bundesrat wird eingeladen, durch wirtschaftlich unabhängige Experten folgende Fragen abklären zu lassen und darüber den eidgenössischen Räten Bericht zu erstatten : 1. Gefährden Atomkraftwerke die menschliche Gesundheit und Integrität, besonders diejenigen kommender Generationen?

2. Welchen Einfluss haben Atomkraftwerke auf die klimatischen Verhältnisse?

3. Sind die Prognosen über den zukünftigen Energiebedarf zuverlässig?

4. Kann dieser Bedarf nicht durch andere Energiequellen gedeckt werden?

1972 P 11146 Kraftwerk-Standorte (S 9.3.72, Jauslin) Die Auswahl geeigneter Standorte der für unsere Energieversorgung notwendigen Kraftwerke ist eine wichtige landesplanerische Aufgabe. Neben den eigentlichen Standortfaktoren wie ästhetische und klimatische Eingliederung in die Umgebung sind auch Zufahrten, Wasserbeschaffung und Übertragungsleitugen sowie das Gesamtkonzept für die Energieversorgung einer Region zu beurteilen. Dabei sind sowohl die technischen als auch die ökologischen Gesichtspunkte zu beachten.

Eine Zusammenarbeit der eidgenössischen und kantonalen Planungsinstanzen mit Fachleuten der tangierten Wissensgebiete ist unerlässlich.

Der Bundesrat wird deshalb eingeladen, einen Bericht vorzulegen, in dem die für die Beurteilung massgebenden Kriterien und ein Vorschlag möglicher Standorte dargelegt werden.

1972 P 11340 Gesamtenergiekonzeption (N 5.10.72, Letsch) Im Zuge des hektischen wirtschaftlichen Wachstums der letzten Jahrzehnte ist der materielle Wohlstand breiter Schichten in einem kaum für möglich gehaltenen Ausmass grösser geworden. Diese Fortschritte dürfen positiv gewertet werden.

Immer deutlicher werden aber auch Schatten der Entwicklung sichtbar. So stellt sich die Frage, ob der Wachstumsprozess nicht zu einem eigentlichen Raubbau am «Rohstoff Natur» geführt habe, und was gegen die sich abzeichnende Überbeanspruchung nicht bloss der sogenannten wirtschaftlichen, sondern eben auch der sogenannten freien Güter mit all ihren Nachteilen getan werden könne.

388

Offensichtlich spielt die Energie in diesem Spannungsfeld zwischen wirtschaftlichem Wachstum und Erhaltung des Lebensraumes eine zentrale Rolle. Besondere Aufmerksamkeit erheischen deshalb die näher rückenden Grenzen der Energieproduktion, der Energiebeschaffung sowie des Energiekonsums, und damit im Zusammenhang die Überprüfung sowie das Aufeinanderabstimmen der verschiedenen Energiesektoren.

Im Interesse eines langfristig gedeihlichen Wirtschaftswachstums wird der Bundesrat deshalb eingeladen, 1. Eine Gesamtenergiekonzeption (in Verbindung mit der bereits in Angriff genommenen Gesamtverkehrskonzeption) auszuarbeiten, sowie.

2. Bericht darüber zu erstatten, welches Verhalten und allenfalls welche wirtschaftspolitischen Massnahmen geeignet sein könnten, die künftige Entwicklung vermehrt auf die von der Ökologie (d. h. der Lehre vom Lebenshaushalt der Natur) gesetzten Grenzen auszurichten.

1972 P 11338 Gesamtschweizerische Energiekonzeption (N 11.12.72, Rasser) Der Bundesrat wird eingeladen zu prüfen, ob nicht eine gesamtschweizerische Energiekonzeption auszuarbeiten, die Standorte der projektierten Kraftwerke im Zusammenhang mit der Raumplanung, dem Umweltschutz und der biologischen Forschung festzulegen und sofort die erforderliehen gesetzlichen Grundlagen zu schaffen seien, welche verhindern, dass neue Atomkraftwerke in Betrieb genommen werden können, bevor die entsprechende Gesamtgesetzgebung in Kraft getreten ist.

1972 P 11147 Energiersorgung (S 9.3.72, Reimann) Hinsichtlich der mittel- und langfristigen Energieversorgung unseres Landes besteht heute eine zunehmende Unsicherheit.

Die Planung und Realisierung neuer Atomkraftwerke stösst aus den verschiedensten Gründen auf fast unüberwindliche Schwierigkeiten. In einem Kanton wird die Erzeugung von Wärme aus Öl aus umweltschützlerischen Gründen auf ein Minimum begrenzt und in einem ändern Kanton wird diese Energieerzeugungsform mit allen Mitteln gefördert. Unterdessen hält die steigende Nachfrage nach Energie unvermindert an. Angesichts dieser Entwicklung wird der Bundesrat eingeladen, nachfolgende Fragen abzuklären: 1. Wäre es nicht an der Zeit, dass die angedeuteten Entwicklungen durch entsprechende Massnahmen des Bundes koordiniert würden?

2. Wie sieht der Bundesrat unter Berücksichtigung des Umweltschutzes die günstigste Art der Bereitstellung der Energie für die Wirtschaft und den privaten Haushalt?

26

Foglio federale 1981, Vol. H

389

3. Welche Bedeutung hat die energiewirtschaftliche Zusammenarbeit unter den europäischen Staaten und wie weit ist sie für politische Krisenzeiten tragbar?

4. Ist der Bundesrat bereit, seine Stellungnahmen zu den aufgeworfenen Problemen in einem Bericht an die eidgenössischen Räte bekanntzugeben?

1973 P 11610

Regionale Kernkraftwerke (N 7.6.73, Keller) Es gibt eine Reihe von Gründen, die dafür sprechen, dass kleinere, regional erstellte Kernkraftwerke zur Versorgung unserer Bevölkerung und unserer Industrie mit elektrischer Energie und Wärme Vorteile bieten könnten. Fachleute behaupten, dass dies zwar technisch möglich, finanziell aber nicht tragbar sei. Solchen Aussagen muss immer mit einer gewissen Skepsis begegnet werden. In unserem Falle besonders deshalb, weil nach unserer Kenntnis noch keine diesbezüglichen Projekte und Berechnungen gemacht worden sind.

Es wäre der Sache dienlich, wenn eine solche Überprüfung unvoreingenommen und neutral erfolgen könnte.

Der Bundesrat wird gebeten, diesen Vorschlag zu prüfen, einen diesbezüglichen Auftrag zu erteilen und dem Parlament Bericht zu erstatten.

1973 M 11711

Gesamtenergiekonzeption (N 25.9.73, Künzi; S 13.12.73) Bei der heutigen unsicheren Lage der Energieversorgung und der Ungewissheit der Entwicklung in den nächsten Jahren erweist sich die Erarbeitung von Prinzipien und Grundlagen einer schweizerischen Gesamtenergiekonzeption als dringlich.

Wesentliche Elemente hierfür sind beim Eidgenössischen Amt für Energiewirtschaft bereits vorhanden. Bei der grossen gesamtschweizerischen Tragweite dieser Frage erscheint es aber angezeigt, dem Amt eine aus Vertretern der Wissenschaft, der Energiewirtschaft und der Politik gebildete Kommission beizugeben, die kurzfristig in der Lage ist, die Grundlagen einer solchen Gesamtenergiekonzeption zu schaffen.

Der Bundesrat wird eingeladen, eine solche Kommission zur Erarbeitung einer Gesamtenergiekonzeption zu bilden.

1973 P 11719 Energieversorgung (N 12.12.73, Oehen) Verschiedene parlamentarische Vorstösse legen Zeugnis ab für die Befürchtungen einer drohenden Energieverknappung.

Eine Energiekrise wird zweifellos unausweichlich, wenn die Energie weiterhin als beliebig vermehrbarer Rohstoff behandelt wird.

Der Bundesrat wird deshalb eingeladen, untersuchen zu lassen, welche Massnahmen zur Dämpfung der weiteren Bedarfstei-

390

gerung an Energie geeignet sind, und entsprechende Vorschläge dem Parlament zu unterbreiten.

1974 P 11863 Brennholz. Forschung (N 4.3.74, Rüttimann) Unter den Vorschlägen, die zur Zeit im Zusammenhang mit der Ölkrise und der Erschliessung neuer Energiequellen gemacht werden, erfährt auch der einheimische Rohstoff Holz wieder vermehrte Beachtung. Obwohl durch den Anstieg der Heizölpreise die Preisparität hergestellt oder sich zu Gunsten des Holzes bereits verschoben hat, spricht der geringere Heizwert und die dadurch bedingte grössere Lagerkapazität immer noch gegen das Holz. Dazu gesellt sich vor allem die grössere Bedienungsbequemlichkeit der Ölheizung.

Im Bestreben, den Eigenversorgungsanteil auf dem Energiesektor zu verbessern und damit einer allfälligen weitern Verknappung der Öllieferungen besser begegnen zu können, muss der technische und praktische Rückstand der Holzfeuerung raschmöglichst aufgeholt werden. Vor allem wäre die Rationalisierung der Lagerung und des Transportes anzustreben sowie der Nutzeffekt bei der Verbrennung zu erhöhen.

Der Bundesrat wird daher eingeladen, die geeignete Forsch· ungsanstalt, technische Hochschule oder die EMPA anzuweisen, die Forschungstätigkeit in dieser Richtung aufzunehmen, allenfalls zu intensivieren.

1974 P 11702 Landesversorgung mit Ölderivaten (N27.6.74, Schürmann-Biel) Die Landesversorgung der Schweiz mit Ölderivaten, besonders Benzin und Heizöl, ist zu rund 80 Prozent von integrierten Gesellschaften abhängig. Diese Gesellschaften bestimmen weitestgehend auch den Preis. Lediglich rund 20 Prozent des Landesbedarfes werden von unabhängigen Importeuren gedeckt.

Dieser Zustand ist unter verschiedensten Gesichtspunkten unerfreulich.

Der Bundesrat wird eingeladen zu prüfen, ob nicht durch direkte Verhandlungen und Vereinbarungen mit ausländischen ölproduzierenden Staaten die Sicherstellung eines angemessenen Anteiles des Landesbedarfes an Benzin und Heizöl für einen längeren Zeitraum sicherzustellen sei.

1974 P 12036 Energiewirtschaftsartikel (N 24.9.74, Albrecht) 1. Der Bundesrat wird eingeladen zu prüfen, ob nicht den eidgenössischen Räten ein Verfassungsartikel vorzulegen sei, der die Kompetenzen zur Durchführung einer gesamtschweizerischen Energiepolitik rechtlich verankert.

2. Die Kompetenzen sollen die Erfahrungen der gegenwär391

tigen Verhältnisse in der Energiewirtschaft berücksichtigen.

3. Ziel einer verfassungsrechtlichen Neuregelung muss sein, eine wirksame Koordination der Energiepolitik auf Bundesebene zu gewährleisten und die Anliegen einer Gesamtenergiekonzeption in klaren Rahmenbedingungen für die im Prinzip marktwirtschaftlich orientierte Energiewirtschaft festzulegen.

1975 P 75.325 Energie-Verwertung (N 30.9.75, Schalcher) Der Schweizerische Bund für Naturschutz weist in seiner Schrift «Stop der Energieverschwendung» nach, dass durch einfache Massnahmen jährlich 4 Millionen Tonnen flüssiger Brennstoffe eingespart werden können. Er nennt z. B. die Vorschaltung von Dampfturbinen oder anderer Wärmekraftmaschinen mit Generator vor den Heizanlagen der BrennstoffGrossverbraucher und die Ausnützung der Sonnenenergie zu Heizzwecken. So könnte man den Energieversorgungsengpass ohne weitere gefährliche Atomkraftwerke auf Kernspaltungsbasis bis zum Zeitalter der ungefährlicheren Atomkraftwerke auf Kernfusionsbasis überbrücken. Der Bundesrat wird daher um Bericht ersucht, wie in diesem Sinne die Energieeinsparung einerseits und diese zusätzliche Energieproduktion anderseits wirksam gefördert werden könnten.

1976 P 76.392 Energiesparendes Bauen (N 29.9.76, Bratschi) Durch die Energieverknappung einerseits und die Anforderungen des Umweltschutzes andererseits haben sich auch die Anforderungen an eine zeitgemässe Bauweise konkretisiert.

Es gereicht der Direktion der Eidgenössischen Bauten zur Ehre, die Schlussfolgerungen hieraus rechtzeitig gezogen und in einem Konzept für den Wärmehaushalt bei eidgenössischen Bauten niedergelegt zu haben. Einzelne Kantone haben diese Vorschriften auch für ihre eigenen Bauten übernommen. Es wäre nun wünschbar, wenn diese Grundsätze in der Schweiz allgemein Anwendung finden würden, zumindest bei allen von der öffentlichen Hand gebauten oder subventionierten Gebäulichkeiten.

Der Bundesrat wird deshalb eingeladen, zu prüfen, ob er nicht eine entsprechende Empfehlung an alle öffentlichen Gemeinwesen erlassen könnte, um die Massivbauweise mit guter Wärmeisolation und besserem Lärmschutz zu fördern.

1978 P 77.452 Isolation thermique des immeubles (N 9.3.78, Girard) A l'heure où notre pays subit, au même titre que les autres nations, les conséquences de la crise de l'énergie, il paraît nécessaire de faire le bilan des efforts faits en matière d'isola392

tion thermique des logements et des établissements industriels et publics.

C'est pourquoi le Conseil fédéral est invité à examiner s'il ne serait pas indiqué de faire : a. un bilan des efforts faits en matière d'isolation thermique ; b. une étude séparant avec précision -- parmi les normes adoptées par la SIA ou les autorités fédérales et cantonales et concernant l'isolation -- les «recommandations» des obligations; c. à partir de ce bilan et de cette étude, un rapport déterminant les voies et moyens permettant de faire progresser la conscience nationale sur ces problèmes en même temps qu'une législation ad hoc.

1978 P 77.392 Energiepolitisches Stabilisierungskonzept (N 9.3.78, Jaeger) Zur Verwirklichung eines energiepolitischen Stabilisierungskonzepts wird der Bundesrat eingeladen zu prüfen, ob es nicht angezeigt wäre, nachstehendes 7-Punkte-Programm zu realisieren : 1. Schaffung eines Energieartikels in der Bundesverfassung mit folgendem Inhalt: 1.1. Positive Umschreibung der Zuständigkeit des Bundes für eine aktive Energiepolitik; 1.2. Verpflichtung zu einer nationalen Energiepolitik mit dem Ziel, den Energieverbrauch zu stabilisieren; 1.3. Klare Aufgabenteilung im Bereich der Energiepolitik auf Bund, Kantone und Gemeinden, um unter anderem eine dezentrale energiepolitische Willensbildung zu ermöglichen und eine dezentralisierte Energieversorgung zu gewährleisten.

2. Forderung des Energiesparens durch Erziehen Veranlassung von entsprechenden Erziehungsaktionen 2.1. über die-Schulen (aller Stufen), insbesondere die technischen Schulen, über die Institutionen der Erwachsenenbildung und über die Massenmedien; 2.2. durch Vermittlung einer neuen «Energie-Ethik», insbesondere durch Förderung eines breitangelegten öffentlichen Dialogs und durch eine «Öffentlichmachung» der Entscheidungsprozesse im Bereich der Energiepolitik.

3. Anreize zum Energiesparen und zur Förderung alternativer Techniken Dabei soll die öffentliche Hand die Stabilisierung des Energiekonsums mit folgenden aktiven Massnahmen fördern : 3.1. Subventionierung einer besseren Wärmeisolation von bestehenden Gebäuden; 393

3.2. Verbilligung und Teilfinanzierung von Sonnenkollektoranlagen und anderen alternativen Energietechnologien; 3.3. Verbilligung von W arme-Austausch- und Wärme-KraftKoppelungssystemen sowie von Wärmepumpenanlagen; 3.4. Förderung des öffentlichen Verkehrs (inkl. Verbilligung der Güter- und Personentarife) ; 3.5. Bonus bei der Verkehrssteuer für Personenwagen mit weniger als 8 Liter (etwa) pro 100 Fahrkilometer Treibstoffverbrauch, Malus für Personenwagen mit mehr als 12 Liter (etwa) Verbrauch.

4.

4.1.

4.2.

4.3.

4.4.

4.6.

5.

Verbote zur Eindämmung der Energieverschwendung Die Anreize müssen mit Negativ-Anreizen (Verboten und Geboten) gekoppelt werden: Die Kantone und Gemeinden sind zur Einführung von Minimalvorschriften für Wärmeisolationswerte in ihren Baugesetzen und Bauordnungen zu veranlassen (zurzeit enthält erst das Baugesetz des Kantons Basel-Stadt gute Isolationsvorschriften) ; Energiebuchhaltungspflicht für alle grösseren Betriebe in Industrie, Gewerbe, Handel und Dienstleistung mit Auskunftspflicht gegenüber staatlichen Stellen; Prüfung neuer Geschwindigkeitsbeschränkungen nach folgenden Richtlinien: 100 km/h auf Autobahnen, 80 km/h ausserorts, 50 km/h innerorts; Zurückhaltende Bewilligungspraxis für Gebäude mit Klimaanlagen; Konsequente Kontrolle und Wartungszwang aller Hausfeuerungsanlagen; Verbot, Schwimmbäder anders als mit Holz oder Sonnenenergie zu beheizen.

Einführung einer Energiesteuer Als zentrales Instrument, um die Energieverschwendung einzudämmen und das Energiesparen zu fördern, soll eine Energiesteuer eingeführt werden. Diese Steuer sollte wie folgt ausgestaltet werden : 5.1. Zu besteuern sind flüssige Brenn- und Treibstoffe, Gas und Kohle, Elektrizität und Fernwärme. Ausgenommen von der Energiesteuer sind Sonnenenergie, auf biologischen Weg gewonnene Energien (Holz, Biogas usw.) und andere regenerierbare einheimische Energien. Auszunehmen von der Energiesteuer ist auch der Grundbedarf der Haushalte, womit etwa die Hälfte des Gesamtverbrauchs nicht besteuert würde.

5.2. Die Steuer soll progressiv gestaltet werden, das heisst mit zunehmendem Energiekonsum anwachsen. Sie soll nach den verschiedenen Energieträgern aufgrund ökologischen und sozialen Folgekosten differenziert werden.

394

5.3. Die Steuer soll dazu anreizen, den Energieverbrauch möglichst klein zu halten, alle Sparmöglichkeiten zu nutzen. Sie hat energieärmere Produktionsverfahren und Alternativenergien zu begünstigen.

5.4. Die Erträge aus der Energiesteuer wären zum Teil zur Finanzierung von Sparanreizen und zur Förderung alternativer Energietechniken einzusetzen. Zum Teil könnten sie auch in die allgemeine Bundeskasse fliessen.

6.

6. l.

6.2.

6.3.

6.4.

6.5.

7.

1978 P 77.504

Neue Schwerpunkte in der Energieforschung Die Schwerpunkte der privaten Energieforschung liegen heute in der Gross- und Nukleartechnologie. Hier sollte der Staat ein Gegengewicht setzen. Die Proportionen sind umzukehren. Die Forschungspolitik muss sich neu orientieren. Neue Schwerpunkte müssen werden: Erforschung und Entwicklung alternativer Energiequellen, insbesondere der Sonnenenergie, der geothermischen Energie und der Biogas-Gewinnung; Sparforschung: Erforschung und Entwicklung von Wärmepumpen, Wärmetauschern und Wärme-Kraft-Koppelungen sowie von Methoden zur Verbesserung der Wirkungsgrade; Weiterentwicklung der konventionellen Elektrizitätstechnik: Erforschung und Entwicklung besserer Speichermöglichkeiten für Elektrizität und besserer Übertragungstechniken mit weniger Verlusten ; Erhöhung des Wirkungsgrades der konventionellen Elektrizitätserzeugung unter anderem durch die Modernisierung der kleinen und grossen Wasserkraftwerke; Förderung der langfristigen Gesamtenergieforschung: Zu ihr gehört auch die Entwicklung von Programmen der Arbeitsbeschaffung und von Lernkonzepten im Hinblick auf die neue «Energie-Ethik».

Verzicht auf Planung und Bau weiterer Atomkraftwerke Es wäre ein erleichterndes Signal, wenn die Atomkraftwerkplanungen offiziell abgestoppt erklärt würden. Eine solche Erklärung würde viel zur Entkrampfung der Energiediskussion beitragen und könnte die Initialzündung einer neuen Energiepolitik sein.

Wärmeversorgung Brennholz (N 9.3.78, Rippstein) Im Zwischenbericht der Eidgenössischen Kommission für die Gesamtenergiekonzeption vom Mai 1976 wird eine Erhöhung des Brennholzeinsatzes als möglich und wünschbar erachtet.

Die hiezu erforderlichen Brennholzmengen und Holzabfälle können durch entsprechende Forderung und Nutzungserhöhungen in pflegebedürftigen Waldungen ohne Beeinträchtigung der inländischen Nutzholzversorgung bereitgestellt werden.

395

Eine vermehrte Brennholzverwertung begünstigt zudem die dringend erforderlichen Durchforstungen und Pflegeeingriffe.

Der Bundesrat wird ersucht, zu prüfen: Wie und mit welchen Mitteln die Holzfeuerungsanlagen, vor allem im ländlichen Raum, im Sinne eines erhöhten Holzanteils an der Wärmeversorgung und einer vermehrten Sicherung der inländischen Versorgung erhalten und gefördert werden können.

Wie zudem mit Hilfe einer vermehrten Forschung die Bereitstellung zusätzlicher Brennholzmengen und Holzabfälle zu erfolgen hätte und wie die Holzfeuerungsanlagen in ihrem Wirkungsgrad und in der räumlichen Verteilung durch technische Neuerungen und einen vermehrten Bedienungskomfort verbessert werden könnten.

1978 P 78.304 Individuelle Heizabrechnung (N 22.6.78, Jaeger) Der Bundesrat wird eingeladen zu prüfen, ob es nicht angezeigt wäre, Bericht zu erstatten und Antrag zu stellen über folgende Ergänzung von Artikel 263 des schweizerischen Obligationenrechts : In Gebäuden mit mehreren Heizwärmebezügern (Raumheizung und Warmwasser) müssen die Heizkosten unter Berücksichtigung des tatsächlichen Verbrauchs der einzelnen Bezüger verteilt werden. Übergangsbestimmung: Die Kantone bestimmen die Einführungsmodalitäten. Eine Verordnung des Bundes regelt die Fristen.

1978 P 77.435 Lenkungssteur für Energiekonsum (N 22.6.78, Uchtenhagen) Im Bundesgesetz über Massnahmen zum Ausgleich des Bundeshaushaltes vom 5. Mai 1977, wird auch Artikel 15 des Bundesbeschlusses vom 23. Dezember 1959 über die Verwendung des für den Strassenbau bestimmten Anteils am Treibstoffzollertrag geändert. Die Beiträge und die Mittel für den Finanzausgleich im Strassenverkehr werden demnach nach vier Kriterien zugeteilt (der Länge der dem Motorfahrzeugverkehr geöffneten Strassen, den Strassenlasten der Kantone, der Finanzkraft der Kantone, der steuerlichen Belastung des Strassenverkehrs durch die Kantone).

Der Bundesrat wird aufgefordert, zu prüfen, ob nicht ein fünftes Kriterium eingeführt werden könnte, wobei auf eine genügend starke steuerliche Belastung durch die Kantone jener Fahrzeuge abgestellt würde, welche einen Verhältnismassig hohen Benzinverbrauch pro Kilometerleistung aufweisen.

Des weiteren wird der Bundesrat eingeladen zu prüfen, ob mit einer Lenkungssteuer auf dem Elektrizitätsverbrauch die heute noch üblichen, zum Teil nicht wirtschaftlich begründe-

396

ten degressiven Elektrizitätstarife kompensiert, bzw. eliminiert und der übermässige Elektrizitätskonsum -- der Luxuskonsum -- zusätzlich besteuert werden könnte.

1978 P 77.360 Energiesparmassnahmen (N 18.9.78, Schweiz. Volkspartei.

Fraktion) Der Bundesrat wird eingeladen zu prüfen, ob es nicht angezeigt wäre, raschmöglichst eine Ergänzung der Bundesverfassung oder einen dringlichen Bundesbeschluss dahin vorzuschlagen, dass energiesparende Massnahmen und umweltverträgliche Energiequellen aus einem zweckgebundenen Energiefonds gefördert werden können.

Dieser Fonds soll durch eine Kausalabgabe auf importierten Energieträgern gespiesen werden.

1978 P 77.361 Energie-Sporen (N 12.12.78, Meier Werner) Wirtschaft und Verkehr hängen in alarmierend extremem Ausmass von den sehr begrenzten Erdölressourcen ab. Der Stand der Welt-Erdölreserven ist nach neuesten Ermittlungen wesentlich prekärer, als bisher geschätzt wurde.

Allenthalben fordern die Fachleute dringlich zum Energiesparen auf. Das tun auch unsere zuständigen Behörden. Sie beschränkten sich bisher aber auf blosse Empfehlungen und unverbindliche Appelle. Andere westliche Industriestaaten treffen jedoch auf diesem Gebiet wesentlich entschiedenere Massnahmen. Das hat dazu geführt, dass die Schweiz in dem von der Internationalen Energie-Agentur angestellten Vergleich sehr schlecht dasteht.

Der Bundesrat wird eingeladen zu prüfen, ob es nicht angezeigt wäre, eine Gesetzgebung für ein umfassendes EnergieSparprogramm, das insbesondere auch das Verkehrswesen betrifft, auszuarbeiten.

1979 P 79.336 Energiesparmassnahmen (N 4.10.79, Bratschi) Unsere Energieversorgung ist bekanntlich in hohem Masse vom Ausland und speziell vom Erdöl abhängig. Die damit verbundenen Gefahren sind zwar schon seit einiger Zeit erkannt, ohne dass aber die erforderlichen Massnahmen ergriffen wurden. Die Lage auf dem Erdölsektor lässt es nicht zu, dass weiterhin mit den erforderlichen Vorkehren zugewartet wird. Der Bundesrat wird deshalb eingeladen zu prüfen, ob es nicht angezeigt wäre, uns einen Antrag für einen dringlichen Bundesbeschluss vorzulegen. Dieser soll zum Inhalt haben : 1. Die Förderung von Energiesparmassnahmen, insbesondere im umbauten Raum (Nachisolation von Bauten, Heizungsverbesserungen usw.).

397

2. Förderung der regenerierbaren Energien (vor allem Sonnenenergie), Holz und der Wärmepumpen.

Es ist zu prüfen, ob zur Finanzierung dieser Massnahmen bereits jetzt eine Abgabe auf Energieträgern einzuführen sei.

Diese wäre, wie von der GEK vorgeschlagen, auf dem Wärmeinhalt zu bemessen.

Im weitern wird der Bund aufgefordert, verstärkt darauf hinzuwirken, dass die Kantone Vorschriften über energiesparende Vorkehren bei neuen Bauten und Heizanlagen einführen und durchsetzen.

1979 P 79.471 Energiesparen. Höchstgeschwindigkeiten (N 4.10.79, Weiter) Die energiepolitische Situation verschärft sich zusehends. In der Öffentlichkeit mehren sich die Stimmen, die vom Bundesrat erwarten, dass. er handelt. Ich bitte ihn deshalb zu prüfen, ob es nicht angezeigt wäre, ohne Verzug die Herabsetzung der Höchstgeschwindigkeiten auf 50 km/h innerorts, 80 km/h ausserorts und 100 km/h auf Autobahnen anzuordnen.

1980 M 79.337 Article constitutionnel sur l'énergie (N/S 11.3.80, Bussey) Le Conseil fédéral est prié d'intreprendre les démarches nécessaires dans un délai le plus bref possible, afin d'introduire dans la constitution fédérale un article énergétique permettant notamment d'accorder à la Confédération les compétences indispensables pour assurer les économies d'énergie à l'échelon national dans le cadre d'une politique énergétique globale.

1980 P 79.493 Apparecchiature destinate al risparmio energetico (N 22.9.80, Pini) II Consiglio federale è invitato ad elaborare un decreto che promuova, tramite il riconoscimento di aiuti diretti e indiretti (sovvenzioni, fideiussioni, sgravi fiscali), l'istallazione di apparecchiature destinate, nell'economia domestica, a livello industriale e artigianale, a garantire un sensibile risparmio energetico.

1980 P 79.530 Recherche non nucléaire (N 25.9.80, Grabet) Le Conseil fédéral est invité à augmenter et à répartir différemment les crédits de recherche énergétique, de sorte qu'un investissement plus important soit ,,consacré au domaine de la recherche non nucléaire qu'à la recherche nucléaire, le domaine de l'énergie solaire et des autres énergies renouvelables non polluantes devant tout particulièrement être favorisé.

1980 P 11.388 Energiewirtschaft. Verfassungsartikel (N/S 11.3.80, Kommission des Nationalrates) Der Bundesrat wird eingeladen zu prüfen, ob es nicht angezeigt wäre, einen Entwurf für einen Verfassüngsartikel über die Energiewirtschaft vorzulegen.

398

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Messaggio sui principi della politica energetica (Articolo costituzionale sull'energia) del 25 marzo 1981

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