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Messaggio per la proroga del decreto sull'approvvigionamento elettrico del 26 novembre 1980

Onorevoli presidenti e consiglieri, Presentiamo alla vostra approvazione, illustrandolo col presente messaggio, un progetto di proroga del decreto sull'approvvigionamento elettrico (RS 731.22).

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

26 novembre 1980

212

In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Chevallaz II cancelliere della Confederazione, Huber

1980 -- 848

Compendio // decreto federale del 13 dicembre 1974 sull'approvvigionamento elettrico ci consente d'emanare, in caso di penuria, prescrizioni temporanee per adeguare il consumo alle disponibilità e per obbligare le aziende elettriche a fornire e a trasportare l'energia. Il decreto, dichiarato urgente, scadrà il 30 giugno 1981, senz'essere stato, del resto, adoperato, in quanto la situazione s'è mantenuta buona; è bensì vero che, durante un inverno, il consumo ebbe a superare la produzione indigena, ma si poté nondimeno rimediare all'ammanco mediante l'importazione, peraltro a caro prezzo.

Non è escluso, ripetendosi condizioni ardue, che di nuovo l'offerta indigena invernale resti al disotto della domanda. Ma va detto che, allora, risulterebbe più difficile ricorrere alla soluzione dell'importazione, testé indicata, in quanto il mercato internazionale dispone sempre meno di quantità eccedenti, la costruzione di centrali nucleoelettriche subendo ovunque dei ritardi. Dandosi penuria d'elettricità, occorrerebbe dunque por mano a misure di contenimento dei consumi, richiamandosi alla condendo legge per l'approvvigionamento del Paese. Siccome però tale legge non sarà ancora in vigore a metà del 1981, ci troviamo oggi costretti a proporvi la proroga, sino al 31 dicembre 1985, del sopraccitato decreto sull'approvvigionamento elettrico, pur riservandoci d'abrogare la proroga non appena la legge sarà entrata in vigore.

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I

Carenze eventuali del nostro approvvigionamento elettrico

Va detto subito che uno stato di penuria può aversi soltanto nel semestre invernale (ottobre-marzo), al massimo sino in aprile: da un lato, d'inverno, il consumo cresce, dall'altro cala la produzione idroelettrica. Le considerazioni in appresso si riferiscono dunque al semestre invernale.

II consumo d'elettricità trovasi, da numerosi anni ormai, in regolare aumento. Solo il 1975, anno di recessione, ha registrato una diminuzione, ma la ripresa congiunturale ha ben presto ristimolato il consumo. L'incremento annuo è passato dal 3,4 al 4,4 per cento durante il triennio 1977-1979; in quest'ultimo anno il consumo totale toccava i 36,9 miliardi di chilovattore (kWh) ed era di ben 20,1 miliardi solo per l'inverno 1979/80, segnando così un aumento del 2,7 per cento rispetto all'inverno precedente. L'Ufficio federale dell'energia ritiene che, in questi ultimi anni, il 30 per cento circa dell'aumento del consumo domestico sia derivato dal passaggio agli impianti di riscaldamento elettrico. Per il rimanente 70 per cento gli accertamenti sono ardui; si può arguire che entri anche qui in conto il riscaldamento elettrico, mediante i numerosi radiatori portatili la cui vendita ha subito un' impennata dopo il rincaro petroliero del 1979. Gli indici di incremento del consumo invernale si son così venuti avvicinando a quelli prospettati, per il prossimo quinquennio, dalla Commissione della concezione globale dell' energia (3,4%) e dall'Unione delle centrali svizzere d'elettricità (3,7%, nel suo sesto «Rapporto dei Dieci»).

La scomposizione del consumo d'elettricità tra i diversi settori è data dalla tavola 1. Si può costatare che il gruppo «Economie domestiche, artigianato, agricoltura e servizi» segna un consumo d'elettricità del 54,6 per cento, un po' maggiore dunque della sua quota sull'insieme dei consumi energetici, che è del 51,1 per cento; ma già le famiglie, da sole, consumano il 26 per cento dell'elettricità. La tavola 2, che evidenzia la struttura della produzione d'elettricità, mostra che quella d'origine idraulica mantiene il primo posto: nel 1979 la produzione virtuale media delle centrali idroelettriche è stata di 31,81 miliardi di kWh, e di 14,44 miliardi contando solo l'inverno 1979/80. La produzione idroelettrica effettiva, durante i detti due periodi, risulta dunque, secondo la tavola 2, superiore alla media.

Nel periodo dal 1973 (dopo l'entrata in servizio della centrale nucleare di Mühleberg) al 1978, la quotaparte del nucleare nella produzione elettrica indigena ha oscillato tra il 16 e il 21 per cento; entrata in servizio la centrale di Gösgen, tale quotaparte è salita, a contare dal 1979, al 25 per cento. Nel solo inverno 1979/80, quest'ultima centrale ha immesso nella rete pubblica ben 3,4 miliardi di kWh. Ne è derivata una larga eccedenza esportabile, la quale non vale peraltro a mascherare il fatto che, senza centrali nucleari, il Paese avrebbe subito una penuria crescente d'energia elettrica: infatti, diffalcando il nucleare, la produzione sarebbe risultata del 19 per cento inferiore alla domanda nel citato inverno 1979/80, e addirittura del 28 per cento, l'inverno precedente, allorché la siccità necessitò, per la prima volta dal 1972/73, un massiccio ricorso all'importazione.

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Tavola 1

Struttura del consumo Gruppi

Anno civile 1979 Miliardi di kWh

Inverno 1979/80

Quota- Incremento parte sull'anno precedente (%) (%)

Miliardi di kWh

Economie domestiche Artigianale . .

Agricoltura Servizi

20,17

54,6

4,4

Industria Ferrovie . . . .

Perdite

11,54 2,06 3,15

31,3 5,6 8,5

3,8 1,4 0,7

5,96

Totale consumi . . . .

36,92

100,0

3,7

i;

Quota- Incremento sull'anno parte precedente^ (%) (%)

56,4

3,3

1,69

29,7 5,5 8,4

2,1 0,8 -0,1

20,07

100,0

2,7

11,32

1,10

Febbraio 1980 (anno bisestile): consumo calcolato su 28 giorni.

Tavola 2

Struttura della produzione Modo

Centrali: -- idroelettriche . .

-- termiche classiche -- nucleoelettriche .

Anno civile 1979

Inverno 1979/80

Miliardi di kWh

Miliardi di kWh

Quotaparte (%)

15,56 1,09 7,94

63,3 4,4 32,3

100,0

24,59 0,39

100,0

43,96

--

24,20

--

7,04

--

4,13

--

1,96 11,24

71,0 4,3 24,7

Totale produzione . .

meno energia di pompaggio . . . .

45,55 1,59

Quantità di corrente disponibile .

Eccedenza esportabile

. . .

...

..

Quotaparte (%)

32,35

Il rischio di penuria è riconducibile segnatamente a tre cause: la produzione idroelettrica soggiace a spiccate variazioni; le centrali nucleari (come tutte le centrali termiche) possono subire lunghe interruzioni di funzionamento; infine, il nostro Paese è privo d'impianti termici classici di riserva, relativamente importanti, cui ricorrere in caso di necessità.

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Negli anni 70 la variazione tra la produzione idroelettrica invernale minima e massima è giunta a toccare persino i 4,5 miliardi di kWh, una quantità, cioè, del 10-15 per cento superiore alla produzione d'una centrale nucleare.

Le fluttuazioni hanno sempre indotto le aziende elettriche a prevedere riserve produttive relativamente ingenti, ma tale politica ha ovviamente ingenerato massicce eccedenze, vendute agevolmente all'estero. Sarebbe stato del resto irrazionale non sfruttare le risorse idroelettriche disponibili. Questo tema delle riserve produttive ha acquistato particolare importanza con l'entrata in servizio delle centrali nucleari, ciascuna delle quali produce una parte notevole della nostra elettricità: basta quindi l'arresto anche d'una sola centrale nucleare per modificare notevolmente l'approvvigionamento elettrico, e ciò vale specialmente per Gösgen la cui potenza pareggia quasi quella totale delle tre centrali Beznau I, Beznau II e Mühleberg.

Ne consegue che allorché si riflette, oggigiurno, alla questione delle necessarie riserve produttive, occorre tener conto non solo della possibilità d'una forte magra idraulica, bensì anche di quella d'un arresto prolungato d'una centrale nucleare. In tale quadro circostanziale, appare impossibile garantire una completa sicurezza dell'approvvigionamento, in quanto ciò richiederebbe la creazione di riserve produttive troppo massicce, se le vogliamo atte a rispondere persino al coniugarsi d'una magra idraulica con una panna nucleare. Logicamente dunque la Commissione della concezione globale dell'energia, come anche l'Unione delle centrali svizzere d'elettricità, rinunciano a determinare la capacità produttiva postulando una sicurezza assoluta d'approvvigionamento. Conseguentemente una penuria energetica non può essere interamente esclusa, quand'anche non sia punto probabile nei prossimi inverni, grazie, in particolare, allo scatto della capacità produttiva segnato dall'entrata in servizio della centrale di Gösgen, scatto che verrà però progressivamente annullato dalla continua crescita del consumo. Da quanto detto, risulta che è imprescindibile approntare dei provvedimenti da porre in opera in caso di penuria. Sarebbe opportuno prevedere che alla loro emanazione provveda lo Stato centrale, ed alla loro attuazione collaborino le centrali elettriche, i Cantoni e le organizzazioni economiche. Il presente decreto di proroga appresta all'uopo la base giuridica per i prossimi anni.

Il decreto federale del 13 dicembre 1974 sull'approvvigionamento elettrico scadrà il 30 giugno 1981. Siccome la nuova legge federale sull'approvvigionamento del Paese (approvvigionamento per tutti i settori economici) non potrà, a quel momento, trovarsi già in vigore, occorre prorogare il decreto citato sino all'entrata in vigore della nuova legge, al massimo, comunque, sino al 31 dicembre 1985.

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2 21

Provvedimenti in caso di penuria nell'approvvigionamento d'elettricità Importazione

In caso d'insufficiente produzione indigena, le nostre centrali cercano anzitutto di importare corrente elettrica. Nell'inverno 1978/79 le eccedenze importate hanno contribuito a coprire la domanda indigena. Tuttavia, in avvenire ciò non sarà sempre possibile, vista la difficoltà d'accrescimento della produzione d'energia elettrica incontrate dalla maggior parte degli Stati europei. Conseguentemente la conclusione, a costo accettabile, di accordi di lunga durata concernenti la garanzia delle riserve è divenuta pressoché impossibile. Nell'ambito dell'Unione per il Coordinamento della Produzione e del Trasporto d'Elettricità (UCPTE) sono state conchiuse unicamente convenzioni trilaterali di scambio nel caso di brevi interruzioni, fino a 72 ore; l'energia erogata deve essere restituita. Quindi, il nostro Paese non può contare unicamente sulle importazioni per coprire eventuali insufficienze della produzione indigena.

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Provvedimenti per limitare il consumo

In virtù del decreto federale del 13 dicembre 1974 sull'approvvigionamento elettrico, il capo del Dipartimento federale dei trasporti, delle comunicazioni e delle energie ha istituito la commissione federale per il razionamento dell'energia elettrica. La commissione ha approntato un sistema di provvedimenti intesi a ridurre il consumo d'energia elettrica nei periodi di penuria; tali provvedimenti sono consegnati in sei disegni di ordinanza, di cui tre concernono l'approvvigionamento generale e tre le imprese di trasporto pubbliche. Ove dovesse profilarsi una situazione di penuria, le ordinanze sarebbero sottoposte per decisione al nostro Collegio. La severità dei provvedimenti in considerazione delle condizioni d'approvvigionamento deve essere stabilita indipendentemente per l'uno e l'altro settore.

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Approvvigionamento generale

I provvedimenti concernenti le economie domestiche, l'artigianato, il commercio, l'industria e l'agricoltura sono suddivisi in fasi applicabili secondo la gravita della situazione. Per la prima fase, quella concernente leggere difficoltà d'approvvigionamento, sono predisposti appelli alla popolazione e il divieto di taluni consumi, segnatamente delle insegne luminose, delPilluminazione delle vetrine, delle luminarie nonché di talune applicazioni speciali come il riscaldamento di autorimesse, rampe, grondaie, saune, piscine private ecc. Tale divieto concernerebbe anche il riscaldamento elettrico dell'acqua e dei locali, ove sussistano possibilità di ricorrere ad altre fonti termiche.

In caso di penuria grave, le economie realizzabili con i provvedimenti della prima fase sarebbero insufficienti. Quindi è previsto, nella seconda fase, un 14

Foglio federale 1981, Voi. I

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contingentamento generale, determinato su un periodo di riferimento. Per i piccoli consumatori che già attualmente sono parsimoniosi nel consumo energetico, è prevista un'aliquota di contingentamento pari al 50 per cento delle prime 100 kWh per un periodo di 4 settimane.

Per il caso in cui l'insufficienza d'approvvigionamento dovesse prolungarsi, è allo studio un contingentamento viepiù sofisticato, fino a giungere al razionamento vero e proprio. In tal caso sarebbero assegnati ai consumatori dei quantitativi d'energia elettrica in corrispondenza ai bisogni reali. Quest' ultimo sistema, che sarebbe anche il più equo, comporta però difficoltà d'applicazione tali da escluderlo se non si tratta di crisi veramente grave.

Il provvedimento della terza fase proposto dalla Commissione consiste nelle interruzioni dell'erogazione di energia elettrica. Evidentemente esse costituiscono una grave ingerenza nelle abitudini della popolazione e nell'attività economica e quindi trattasi di un provvedimento estremo da prendersi unicamente nel caso di situazioni eccezionali.

Evidentemente le «funzioni vitali» non sottostanno alla riduzione del consumo. L'Ufficio federale dell'energia può inoltre accordare deroghe in casi particolarmente rigorosi, segnatamente quando fosse gravemente minacciata la sicurezza di persone e beni oppure la salute.

222

Trasporti pubblici

Anche per questo campo i provvedimenti si suddividono in tre fasi applicabili secondo la gravita della situazione. In una prima fase sarebbero imposte limitazioni nel riscaldamento delle carrozze. Nella seconda fase sono attuate riduzioni dell'esercizio, ad esempio, sopprimendo i treni speciali, diminuendo la lunghezza delle composizioni, limitando le attività turistiche e riducendo ulteriormente il riscaldamento delle carrozze e degli scambi. L'ultima fase prevede la soppressione, per le imprese del traffico generale e locale, dell'obbligo di osservare un orario; le imprese turistiche dovrebbero sospendere l'attività. Alfine di evitare una paralisi dei trasporti pubblici saranno alimentati in energia elettrica, nel limite del possibile, unicamente gli elementi dell'infrastnittura indispensabili all'esercizio.

All'Ufficio federale dei trasporti spetta il compito di adottare i provvedimenti necessari in questo settore e di controllarne l'applicazione.

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Obbligo di erogazione da parte delle centrali elettriche

Un approvvigionamento insufficiente genera sempre uno squilibrio tra l'offerta e la domanda. Quindi, per ripristinare l'equilibrio, deve essere data possibilità d'intervento non soltanto sul versante del consumo bensì anche su quello della produzione. Inoltre occorre vigilare che il regime risulti uniforme in tutte le regioni del Paese. Pertanto, giusta il decreto federale sull' approvvigionamento elettrico, il nostro Collegio può obbligare le centrali elettriche ad erogare e trasportare elettricità.

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3

Ripercussioni finanziarie e sull'effettivo del personale

I preparativi sono attuati in stretta collaborazione con le imprese private del settore, con l'Ufficio di guerra dell'industria e del lavoro, nonché con l'Ufficio federale dei trasporti. All'uopo non occorre personale supplementare.

Per contro, ove dovessero essere applicati provvedimenti restrittivi, potrebbe rendersi indispensable l'aiuto temporaneo di alcuni specialisti e delle centrali elettriche. Quindi è da prevedere la rimunerazione di personale ausiliario.

Nel settore dei trasporti pubblici si dovrà ricorrere all'aiuto degli organi cantonali.

Concludendo, la proroga del decreto non comporta nuovi obblighi finanziari da parte della Confederazione, sinché i provvedimenti previsti non dovranno essere applicati.

4

Linee direttive della politica di governo

Quest'oggetto non è previsto nelle linee direttive per la legislatura 19791983. Esso rientra però nell'ambito dei provvedimenti intesi a salvaguardare gli interessi economici; quindi, come tale, risulta consono alle finalità della politica di governo.

5

Costituzionalità

La proposta si fonda sull'articolo 24 quater capoverso 1 della Costituzione federale.

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Decreto federale sull'approvvigionamento elettrico

Disegno

Modificazione del

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto il messaggio del Consiglio federale del 26 novembre 19801) decreta:

II decreto federale del 13 dicembre 19742> sull'approvvigionamento elettrico è modificato come segue: Art. 7 (nuovo) Proroga La validità del presente decreto è prorogata sino al 31 dicembre 1983.

II i

l presente decreto è d'obbligatorietà generale; esso sottosta al referendum facoltativo.

2 La presente modificazione entra in vigore il 1° luglio 1981.

"FF 1981 I 212

2)

RS 731.22

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Messaggio per la proroga del decreto sull'approvvigionamento elettrico del 26 novembre 1980

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Numéro d'affaire Numero dell'oggetto Datum

27.01.1981

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