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Messaggio concernente l'adesione della Svizzera all'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero australe (ESO), come pure i privilegi e le immunità di questa organizzazione del 15 dicembre 1980

Onorevoli presidenti e consiglieri, Ci pregiamo sottoporvi, per approvazione, gli allegati due disegni di decreti federali concernenti l'adesione della Svizzera all'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero australe (ESO).

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

15 dicembre 1980

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In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Chevallaz II cancelliere della Confederazione, Huber

1980

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Compendio La Repubblica federale di Germania, il Belgio, la Francia, i Paesi Bassi e la Svezia hanno fondato, nel 1962, l'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero sud (European Southern Observatory = ESO), alla quale nel 1967 ha aderito anche la Danimarca. L'Organizzazione ha costruito in Cile un grande osservatorio, dotato di strumenti importanti, come il grande telescopio di 3,66 m, una camera di Schmidt per la stesura della carta celeste, oltre ad altri telescopi più piccoli. Dalla sua creazione, essa è diventata il pilastro principale della ricerca astronomica europea, la quale, senza l'ESO, non potrebbe tenere il passo con l'evoluzione della ricerca effettuata negli Stati Uniti e nell'Unione Sovietica. Grazie all'Organizzazione, gli Stati membri hanno dunque la possibilità di concentrare tutti 1 loro mezzi in un'impresa comune, la cui ampiezza e qualità sono di molto superiori a quanto ogni singolo Stato potrebbe realizzare operando da solo.

La Svizzera ha seguito con interesse la creazione e l'evoluzione successiva dell'ESO. Negli anni '60, però, una sua adesione all'Organizzazione, venne aggiornata a profitto di un progetto svizzero (l'Osservatorio del Gornergrat). Quando divenne evidente che questo non poteva essere realizzato, si pensò di aderire all'ESO per evitare agli astronomi svizzeri di essere svantaggiati, nei confronti dei loro colleghi stranieri, dalla mancanza di appropriati e moderni strumenti dì ricerca. Infatti, già nel 1973, il Consiglio svizzero per la scienza raccomandava con urgenza al Consiglio federale di aderire all'ESO.

Ma questa adesione fu però rimandata per ragioni finanziarie; si stipulò nondimeno un accordo ristretto con l'ESO, volto a consentire all'Osservatorio di Ginevra di svolgere determinati lavori in Cile. Questo accordo, che scadrà agli inizi del 1981, non potrà però essere rinnovato, in quanto né la Svizzera, né l'ESO possono giustificare il fatto che degli astronomi svizzeri continuino a trarre benefici dalle costose installazioni dell'ESO in Cile, senza che il nostro Paese accetti di assumere gli obblighi ed i doveri di Stato membro.

Allo stesso tempo, un'altra nazione, l'Italia, manifestò il desiderio di aderire.

Ciò avrà come risultato di ridurre il nostro contributo finanziario, che sarebbe ovviamente stato più elevato se avessimo aderito da soli. Infatti, se i due Stati dovessero aderire contemporaneamente all'Organizzazione, la nostra quota annuale per il 1981 (riservate lievi modifiche), ammonterà solo al 5,46 per cento del bilancio dell'Organizzazione, cioè a 2 milioni di DM circa. Inoltre, la Convenzione prevede che gli Stati che aderiranno dopo la sua entrata in vigore, dovranno versare un contributo speciale come partecipazione alle spese per gli investimenti già effettuati. Nel corso dei negoziati, questa somma è stata fissata a 5 milioni di franchi svizzeri, pagabili nel modo seguente: 2 milioni al momento dell'adesione alla Convenzione, 2 milioni nel 1982 ed 1 milione nel 1983. Sia questa somma, sia le quote

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annuali sono già previste nel bilancio ed iscritte nel piano finanziario della Confederazione.

Dal canto suo, l'ESO prevede di utilizzare i contributi d'adesione dell'Italia e della Svizzera per la costruzione di un secondo telescopio di 3,6 m, dotato di tutti i ritrovati più recenti della tecnica. Esso permetterà di far fronte all' aumento delle richieste di periodi d'osservazione derivante dall'adesione di nuovi Stati membri.

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II ruolo dell'astronomia e dell'astrofisica nella formazione della conoscenza scientifica

Fin dall'antichità, l'Uomo, resosi conto della regolarità con la quale avvengono i fenomeni celesti, ha cercato di apprendere le leggi che li reggono.

Fu quando sentì il bisogno di dare dei riferimenti cronologici alla sua attività, infatti, che l'Uomo trovò nella volta celeste gli avvenimenti sui quali basare i propri calendari. Fino ad un'epoca molto recente, l'osservazione astronomica rappresentava l'unico mezzo disponibile per definire il tempo con grande esattezza. I primi navigatori che si avventurarono sugli oceani per le lunghe traversate, dovevano disporre di un metodo sicuro che permettesse loro di fare il punto con la massima precisione. Fu questa necessità che li spinse a ricorrere all'osservazione astronomica, la quale permise di tracciare le carte geodesiche e rese possibile anche il metodo della navigazione astronomica, che si usa ancora spesso ai nostri giorni.

La meccanica classica, della quale, nel diciassettesimo secolo, Galileo e Newton furono i pionieri, è il risultato diretto dell'osservazione del moto degli astri, e le leggi dell'astrodinamica e della gravitazione vennero scoperte da Newton proprio tramite l'interpretazione matematica delle orbite planetarie. Il celebre matematico svizzero Eulero contribuì in maniera notevole allo sviluppo di questa materia nel diciottesimo secolo. Non bisogna dimenticare che, oggigiorno, le orbite dei satelliti artificiali vengono calcolate in base alle leggi dell'astrodinamica.

Se, a lungo, l'astronomia aveva potuto svilupparsi isolatamente, senza relazione alcuna alle varie discipline della scienza, con l'avvento dell'astrodinamica, gli scienziati dell'epoca si resero chiaramente conto dell'unità del nostro Universo fisico, il quale forma un sistema di connessioni interdipendenti, che si estende dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo.

Diveniva così possibile, non solamente di studiare la struttura e la formazione del nostro Universo, ma anche di prevederne l'evoluzione nel futuro.

Questo ramo dell'astronomia, cioè la cosmologia, aprì all'indagine scientifica la prospettiva di una spiegazione coerente del nostro ambiente fisico.

All'inizio di questo secolo, con la pubblicazione della teoria della relatività generale di Einstein, la cosmologia fece un grande passo avanti. La teoria stessa ricevette le sue prime conferme proprio grazie ai risultati di osservazioni astronomiche molto precise. Attualmente, la struttura in evoluzione dell'Universo rappresenta uno dei problemi fondamentali della fisica, che il lavoro degli specialisti di cosmologia (fra i quali vi sono anche diversi svizzeri) dovrebbe permettere di risolvere nel prossimo futuro.

La potenza dei grandi telescopi moderni ha permesso di dimostrare non solo che il Sole fa parte di un sistema stellare di elevata densità e di forma apparentemente lenticolare, la Galassia (il cui centro è visibile unicamente agli osservatori dell'emisfero australe), ma anche che l'Universo è composto da un gran numero di galassie, le quali sembrano allontanarsi le une dalle altre con un movimento d'espansione.

Dalla fine del secolo scorso a oggi, l'astronomia ha subito gradatamente . un importante mutamento: ben lontana dal limitarsi al minuzioso censi123

mento degli astri ed all'osservazione del loro moto, essa si è dedicata in misura sempre maggiore all'analisi dei processi fisico-chimici ai quali è sottoposta la materia stellare. Oggi, l'astrofisica rappresenta un settore di massimo interesse nell'ambito dell'astronomia.

Le relazioni ed i rapporti con le altre discipline scientifiche divennero sempre più stretti. Per fare un esempio, basterà ricordare che l'elemento elio non venne scoperto in un laboratorio chimico, ma che fu proprio un astronomo ad individuarlo nel Sole. Anche il meccanismo della fusione termonucleare fu spiegato sulla base di studi di fisica solare.

Le telecomunicazioni a onde hertziane sono spesso disturbate dalle tempeste magnetiche, provocate da cambiamenti che sopravvengono nell'attività solare. D'altra parte, si suppone che questi cambiamenti debbano influire anche sulla climatologia terrestre. È appunto alla soluzione di problemi di questo genere che si applicano la fisica solare e la fisica dei rapporti Sole-Terra.

Lo studio della fisica stellare presenta l'immenso vantaggio di mostrare la materia in condizioni fisiche estreme, quali non possono essere realizzate in laboratorio (ad es.: temperature molto alte, masse grandissime, campi elettrici e magnetici intensissimi, ecc.). Questa possibilità, di indagare su scala gigantesca la materia, permette di scoprire fenomeni sconosciuti sulla Terra e di verificare l'esattezza delle leggi della fisica oltre il campo che ci è accessibile direttamente.

Per tutte queste ragioni, l'astrofisica è un mezzo potente e insostituibile per spiegare le proprietà della materia. Essa completa perciò la fisica atomica e nucleare, che esplora la materia utilizzando altri metodi (Laboratori del CERN a Ginevra e dell'Istituto svizzero di ricerca nucleare a Villigen). Ma anche l'astrofisica necessita di attrezzature d'osservazione estremamente sviluppate, per poter analizzare la composizione e le variazioni delle tenui radiazioni che ci giungono dall'Universo intero.

La Svizzera può essere orgogliosa di aver dato alla scienza un astrofisico di fama mondiale: il professer Fritz Zwicky (1898-1974), il quale, non disponendo di adeguati mezzi d'osservazione nel nostro Paese, fu costretto ad emigrare negli Stati Uniti, dove si distinse per i suoi lavori presso l'Osservatorio di Monte Palomar in California. Lo scopo dell'esistenza dell'ESO è appunto quello di mettere a disposizione degli astronomi europei un'infrastruttura per l'osservazione e l'analisi, che permetta lavori ad un livello di qualità equivalente a quello raggiunto dagli Stati Uniti e dall'Unione Sovietica.

Nel nostro Paese, si insegna astronomia in sette Università e Scuole superiori, nelle quali vengono formati degli eccellenti astronomi. Ma l'insegnamento non può fare altro che trasmettere le cognizioni già acquisite. Occorre quindi che questo insegnamento venga completato da un'efficace ricerca scientifica che lo ravvivi e che contribuisca ad acquisire cognizioni ed esperienze nuove.

Gli scienziati svizzeri si sono sforzati di partecipare a questa ricerca nella misura consentita dai loro mezzi. Dato però che quest'ultimi sono modesti, 124

la ricerca astronomica svizzera si è specializzata in determinati settori.

Quest'attività può essere riassunta, molto schematicamente, così: Cosmologia di osservazione L'Istituto astronomico di Basilea studia il materiale raccolto durante osservazioni extragalattiche, per poter determinare i parametri del moto di espansione dell'Universo.

L'Osservatorio di Ginevra si occupa di effettuare osservazioni relative alla teoria della gravitazione.

L'Istituto astronomico di Berna si dedica alla scoperta di supernove e asteroidi.

Struttura ed evoluzione della nostra Galassia e di altri sistemi stellari L'Osservatorio di Ginevra compie studi fotometrici e spettroscopici della nostra e di altre Galassie, allo scopo di ottenere informazioni sulla loro dinamica e sulla loro evoluzione.

L'Istituto astronomico di Basilea si occupa principalmente di determinare la distribuzione della densità stellare e la struttura della nostra Galassia.

Fisica ed evoluzione stellare L'Osservatorio di Ginevra (in collaborazione con l'Istituto astronomico di Losanna) studia l'emissione di raggi ultravioletti di certe stelle, cerca le stelle doppie e si occupa della redazione di un atlante fotografico del cielo nella gamma dell'ultravioletto, come può essere osservato fuori dalla stratosfera terrestre.

L'Istituto astronomico di Losanna compie il censimento e omogeneizza i dati fotometrici delle stelle.

Fisica solare L'Osservatorio federale di Zurigo si dedica allo studio della struttura della corona e della cromosfera solare.

II Gruppo per la fisica atomica e astronomica (PFZ) effettua ricerche sullo stato fisico dell'atmosfera solare.

L'Istituto di fisica applicata (Berna) osserva le radiazioni dell'idrogeno e delle microonde prodotte dall'atmosfera solare.

L'Osservatorio di Ginevra si occupa specialmente della composizione chimica e della temperatura del Sole.

Oltre a queste quattro direzioni principali di lavoro, segnaliamo ancora le seguenti attività di ricerca (Istituto di fisica applicata di Berna), meno direttamente interessate da una partecipazione all'ESO: Studio del vento solare e planetologia Studio dei raggi cosmici e raggi X.

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Data la complessità e l'importanza dei mezzi tecnici che l'astrofisica moderna esige, le attrezzature nazionali si sono rapidamente dimostrate insufficienti in questi ultimi anni, obbligando i nostri scienziati a ricorrere all impiego di impianti esteri, ciò che è stato reso possibile da accordi di cooperazione bilaterale. Purtroppo, in seguito al continuo aumento della ricerca astronomica all'estero, l'accesso ai telescopi degli altri Paesi diventa sempre più difficile ed aleatorio, il che mette i nostri ricercatori in condizioni di fastidiosa inferiorità.

Sotto questo punto di vista, l'adesione all'ESO rappresenta una soluzione ottimale, grazie appunto ai vantaggi esposti più avanti (n. 43).

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Creazione ed evoluzione dell'ESO

Gli inizi dell'ESO risalgono al 1953, quando alcuni astronomi dell'Europa occidentale si riunirono, allo scopo di esaminare la possibilità di costruire un osservatorio europeo comune nell'emisfero australe. Visto il ritmo al quale le ricerche astronomiche progredivano negli Stati Uniti ed in Russia, gli astronomi europei correvano il rischio di vedersi sempre più sorpassati, a meno di non voler intraprendere uno sforzo comune.

All'inizio, si cercò di realizzare una collaborazione fra le istituzioni nazionali che finanziano le ricerche, ma già dopo qualche anno fu evidente che il progetto non avrebbe potuto essere realizzato se non sulla base di un accordo internazionale. I Governi partecipanti ai negoziati preliminari giunsero alla conclusione che sarebbe risultato più razionale mettere tutti i mezzi finanziari e tutti gli sforzi al servizio di un'impresa comune, piuttosto che disperdere le energie in istituti nazionali. Inoltre, questa soluzione avrebbe messo a disposizione degli astronomi occidentali un osservatorio equivalente a quelli dei quali disponevano già i loro colleghi americani e sovietici.

Dopo lunghe trattative e dopo ricerche ancora più lunghe, intraprese allo scopo di trovare un posto adatto per il futuro osservatorio, il 5 ottobre 1962, i rappresentanti degli Stati membri firmarono a Parigi la «Convenzione per la creazione di un'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero australe». Membri fondatori furono la Repubblica federale di Germania, il Belgio, la Francia, i Paesi Bassi e la Svezia. Questa Convenzione entrò in vigore nel 1963, non appena raggiunto il numero necessario di ratifiche. La Danimarca vi aderì nel 1967.

Un confronto, effettuato con l'Africa del Sud, mostrò che le condizioni d'osservazione in Cile, dove già lavoravano astronomi americani, erano più indicate per la realizzazione di un osservatorio astronomico. Come sito più favorevole venne scelta la sommità a forma di cupola del monte La Siila, a 2400 m sul livello del mare, a sud del deserto dell'Atacama ed a 600 km a nord di Santiago del Cile.

I lavori di costruzione ebbero inizio nel 1965, dopo che era stato acquistato il terreno necessario (627 km2), e durarono oltre dieci anni. Durante questo tempo, in Europa si procedette alla progettazione ed alla realizzazione degli strumenti d'osservazione, che ora sono installati a La Siila.

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I più importanti fra gli strumenti installati in Cile sono già elencati nella Convenzione di Parigi sull'ESO, la quale stabilisce, nel suo secondo articolo, che il programma iniziale dell'Organizzazione prevede la costruzione e l'esercizio di un osservatorio nell'emisfero australe, comprendente: a. Un telescopio avente un'apertura di 3 m circa. In fase di progettazione, venne stabilito che l'apertura più vantaggiosa sarebbe stata di 3,66 m. Il telescopio fu costruito in Europa e collaudato, in parte, sul banco di prova appartenente all'ESO e situato nella Francia meridionale, prima di essere spedito in Cile nel 1974, dove entrò in servizio un anno più tardi. L'ESO ha perciò a disposizione uno dei più potenti telescopi del mondo intero.

b. Un camera di Schmidt, con un'apertura di 1,2 m circa. Questo strumento, pure progettato e costruito in Europa, viene impiegato dall'ESO per la preparazione della carta del cielo. È entrato in esercizio nel 1972. Come il telescopio di 3,6 m, anche la camera di Schmidt è collegata ad un sistema di controllo mediante elaboratore elettronico.

e. Altri telescopi e strumenti: - un telescopio spettrografico di 1,5 m che serve per l'analisi delle linee dello spettro e che permette agli astronomi di trarre conclusioni relative all'evoluzione del cosmo ed alla sua composizione; - un telescopio fotometrico di 1 m per misurare l'intensità della luce stellare; - un telescopio fotometrico di 50 cm per misurare i corpi celesti più luminosi; - un astrografo doppio per la misura delle posizioni e per registrare gli spettri stellari.

II cerchio meridiano, previsto originariamente e che avrebbe pure dovuto servire a stabilire le posizioni delle stelle, non è stato costruito, in quanto è stata data la precedenza ad altri progetti.

Benché la Svizzera non sia membro dell'Organizzazione, la sua industria ha potuto fornire materiale per un totale di 15 milioni di franchi svizzeri all ESO.

In base ad accordi fra l'ESO e certe università europee, a La Siila esistono inoltre dei telescopi nazionali, come i due telescopi danesi di 50 cm e di 1,5 m d'apertura, un telescopio di 60 cm dell'Università di Bochum ed il telescopio di 70 cm dell'Università di Ginevra, il quale ha sostituito, nel 1980, un telescopio di 40 cm (cfr. n. 42).

L'Osservatorio di La Siila dispone anche delle infrastrutture necessarie per permettere agli astronomi che vi lavorano, di vivere in un ambiente fino ad allora inabitabile. Per questo, bisognò costruire le strade d'accesso, assicurare l'approvvigionamento d'acqua potabile e di corrente elettrica e realizzare gli alloggi con relativi servizi.

L'ESO ha stabilito a Santiago del Cile propri uffici amministrativi, costruiti su terreno messo a disposizione dal Governo cileno. Nel 1963, l'Organizzazione ha firmato con il Cile una convenzione, che regola i privilegi e le immunità dell'ESO in quel Paese e che ha contribuito in modo notevole a sviluppare le attività dell'Organizzazione.

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La sede principale dell'ESO si trova però in Europa. Essa si occupa dell' amministrazione centrale, come pure di una parte delle attività di ricerca, quando vengono svolte dall'ESO stessa. All'inizio, queste attività si svolgevano ad Amburgo. In seguito alla firma di una convenzione con il CERN, che ha messo a disposizione dell'ESO la propria infrastnittura tecnica di punta, la divisione che si occupa della progettazione di telescopi è stata trasferita presso il CERN nel 1970. Lo stesso è avvenuto con il laboratorio che prepara la carta celeste e che valuta le fotografie riprese con la camera di Schmidt. Nel 1975, il Consiglio dell'ESO ha accettato l'offerta fatta dalla Repubblica federale di Germania, con la quale venivano messi a sua disposizione terreni e stabili a Garching, presso Monaco di Baviera, ed ha deciso di trasferirvi la sede dell'Organizzazione. Il trasferimento, iniziato un anno dopo, è stato portato a termine nel 1980.

Attualmente, lo sviluppo dell'ESO ha raggiunto il suo primo obiettivo, cioè la costruzione di un osservatorio di alto rendimento nell'emisfero australe. Il numero dei periodi d'osservazione, messi a disposizione dei ricercatori sui telescopi di 1 m e 1,5 m, è passato da 45 nel 1975 a 75 nel 1978, mentre 29 periodi sono stati offerti sul telescopio di 3,6 m.

In seguito all'adesione della Svizzera e dell'Italia, l'affluenza dei ricercatori a La Siila aumenterà. Per questa ragione, TESO prevede di utilizzare le quote d'adesione versate da questi due Paesi, per la costruzione di un nuovo telescopio di 3,6 m, nella quale verranno sfruttate anche tecnologie nuove.

L'ESO è diventata l'Organizzazione di astronomi più importante d'Europa.

I suoi responsabili sono dell'opinione che tutti i futuri grandi progetti europei nel campo dell'astronomia verranno realizzati nell'ambito dell'ESO, anche se non riguarderanno l'emisfero australe. La prima prova dell'esattezza di questa affermazione viene data dalla realizzazione, da parte della NASA e dell'Agenzia spaziale europea, di un telescopio spaziale per il quale TESO intraprenderà la valutazione dei progetti di ricerca e assegnerà i periodi d'osservazione riservati all'Europa occidentale. Per quanto concerne l'uso di questo telescopio, che dovrebbe essere lanciato nello spazio verso la fine del 1983 dalla Space Shuttle americana, va detto che gli astronomi svizzeri si troverebbero pure svantaggiati, se allora la Svizzera non avesse aderito all'ESO. Lo stesso vale per lo stabilimento del programma scientifico del satellite artificiale Ipparco dell'ESA e per i numerosi lavori di preparazione che devono precedere le misurazioni stellari vere e proprie.

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Convenzione, Protocollo finanziario, Protocollo su i privilegi e le immunità La Convenzione

La Convenzione (allegato 1) precisa, nel preambolo, le ragioni addotte dagli Stati membri per giustificare la creazione di un'Organizzazione europea di ricerche astronomiche nell'emisfero australe. Innanzitutto, l'accento 128

viene posto sullo squilibrio esistente fra lo studio del cielo boreale e quello del cielo australe, nel quale sistemi stellari, che non hanno equivalenti nell' emisfero nord, erano quasi inaccessibili ai maggiori strumenti disponibili in servizio all'epoca della fondazione dell'ESO.

L'articolo II espone lo scopo (la costruzione, l'attrezzatura e l'esercizio di un osservatorio astronomico situato nell'emisfero australe) ed il programma iniziale dell'organizzazione, come è già stato descritto nel capitolo 2 del presente messaggio.

L'organizzazione comprende un consiglio ed il direttore, al quale è stato accordato, nel frattempo, il titolo di direttore generale. Attualmente, occupa questo posto il professore olandese Lodewijk Woltjer.

Nel" consiglio, ogni Stato membro è rappresentato da due delegati, dei quali almeno uno deve essere astronomo. Il consiglio stabilisce la linea di condotta dell'organizzazione, approva il bilancio con la maggioranza di due terzi, controlla le spese. Esso ha, d'altra parte, tutti i poteri di prendere le misure necessarie al funzionamento dell'organizzazione.

Sempre con la maggioranza dei due terzi, il consiglio nomina il direttore generale, al quale viene affidata la direzione dell'organizzazione e che può essere privato della sua carica mediante una decisione presa alla stessa maggioranza. Il direttore generale è assistito dal personale scientifico, tecnico e amministrativo autorizzato dal consiglio. Egli stesso ed il suo personale possono ricevere direttive solo dagli organi competenti dell'organizzazione. Ogni Stato membro si impegna a non influenzare il direttore generale ed il personale dell'organizzazione nello svolgimento del loro compito.

L'articolo VII dispone che ogni Stato membro contribuisca alle spese dell' organizzazione sulla base di una tabella stabilita ogni tre anni dal consiglio, con la maggioranza dei due terzi degli Stati membri; questa tabella viene calcolata in base al reddito nazionale netto medio degli Stati membri.

Nessuno Stato membro deve pagare contributi annuali superiori al terzo dell'importo totale dei contributi fissati dal consiglio. Questo massimo può essere ridotto mediante decisione all'unanimità del consiglio quando l'organizzazione ammette dei nuovi membri. Al momento dell'adesione dell' Italia e della Svizzera, il consiglio farà uso di questa disposizione e deciderà di diminuire del 6 per cento la quota attuale del 33% per cento, che è quella della Francia e della Repubblica federale di Germania.

Esiste anche la possibilità d'intraprendere dei programmi supplementari, che saranno finanziati solamente dagli Stati che vi parteciperanno. Non è però mai stato fatto uso di questa disposizione.

Gli Stati che entrano a far parte dell'organizzazione dopo l'entrata in vigore della convenzione, devono versare un contributo straordinario, rappresentante la loro quota alle spese per gli investimenti e le attrezzature già effettuate (cfr. n. 51).

Ogni Stato membro può recedere dall'ESO, mediante notifica scritta al presidente del consiglio, a condizione di essere membro da almeno dieci anni. In questo caso, non può esigere dall'organizzazione alcun diritto di rimborso sull'ammontare dei contributi già versati. Se uno dei membri dell' 129

organizzazione non ottempera ai propri obblighi, quali sono stabiliti dalla convenzione o dal protocollo finanziario, gli altri membri, per decisione unanime, possono decidere di continuare senza di esso la loro cooperazione in seno all'organizzazione.

Per decisione unanime degli Stati membri, il consiglio può ammettere nuovi membri. Questa decisione è stata presa il 26 marzo 1980 per l'Italia e la Svizzera. Gli Stati così ammessi nell'organizzazione, ne divengono membri depositando uno strumento d'adesione presso il Ministero degli affari esteri francese.

La convenzione non si differenzia affatto da altri accordi internazionali dello stesso tipo (ad es., quello che istituisce il CERN) ai quali la Svizzera ha già aderito. Questo vale anche per il protocollo finanziario e per il protocollo relativo ai privilegi ed immunità dell'organizzazione.

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II protocollo finanziario

II protocollo finanziario (allegato 2), che ha uno stretto rapporto con la convenzione, contiene le disposizioni relative all'amministrazione finanziaria dell'organizzazione. Esso stipula, nel suo primo articolo, che il direttore generale sottopone al consiglio, per l'esame e l'approvazione, i preventivi dettagliati delle entrate e delle uscite per l'esercizio finanziario seguente.

Il consiglio crea un Comitato delle finanze, composto da rappresentanti di tutti gli Stati membri, che si dedica ad un primo esame dei bilanci e delle altre questioni finanziarie, prima di trasmetterli al consiglio. Le spese, previste nel bilancio approvato dal consiglio, vengono coperte per mezzo dei contributi degli Stati membri, come previsto nell'articolo VII della convenzione. Nel caso dell'adesione di un nuovo membro, occorre calcolare di nuovo i contributi di tutti gli Stati membri.

In virtù della competenza datagli dal protocollo finanziario, il consiglio ha stabilito che il bilancio dell'organizzazione venisse fatto in marchi tedeschi (DM). I contributi devono perciò essere versati in questa valuta, a meno che il consiglio stesso non decida, di richiedere versamenti in altre valute, necessarie all'organizzazione per portare a termine i propri compiti.

Il consiglio nomina dei revisori dei conti, incaricati di esaminare i conti ed i bilanci dell'organizzazione. Esso adotta all'unanimità il regolamento finanziario che fissa tutte le altre modalità della gestione contabile e finanziaria dell'organizzazione; questo regolamento è già stato adottato.

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II Protocollo su i privilegi e le immunità

Gli Stati membri hanno firmato, il 13 agosto 1974 a Parigi, il protocollo relativo ai privilegi ed alle immunità dell'organizzazione, il quale è entrato in vigore al momento del deposito del terzo strumento di ratifica.

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Il protocollo (allegato 3) stipula nel suo primo articolo che l'organizzazione possiede personalità giuridica. In particolare, essa ha la capacità di contrattare, di acquistare e di alienare beni immobili e mobili, come pure di stare in giudizio. Gli edifici ed i locali dell'organizzazione sono inviolabili.

In nessun caso, l'organizzazione permetterà che i suoi edifici o locali servano di rifugio ad una persona ricercata per crimine o delitto, oppure colpita da un'intimazione, una condanna penale o un decreto d'espulsione emanati dalle autorità competenti (art. 2 e 3).

Ai termini dell'articolo 4, l'organizzazione beneficia dell'immunità di giurisdizione e d'esecuzione; lo stesso articolo stabilisce anche le eccezioni a questa regola. Le proprietà ed i beni dell'organizzazione, in qualsiasi posto essi si trovino, beneficiano dell'immunità in merito a qualsiasi forma di requisizione, confisca, espropriazione e sequestro.

L'organizzazione coopera in qualsiasi momento con le autorità competenti degli Stati firmatari del protocollo, al fine di facilitare una buona amministrazione della giustizia, di garantire l'osservanza dei regolamenti di polizia, di sanità e del lavoro o di altre leggi di analoga natura, e d'impedire qualsiasi abuso di privilegi, d'immunità e di facilitazioni previsti in questo protocollo.

Ogni Stato firmatario del protocollo conserva il diritto di prendere tutte le precauzioni utili nell'interesse della propria sicurezza e della salvaguardia dell'ordine pubblico.

L'articolo 7 stipula che, nel quadro delle sue attività ufficiali, sia l'organizzazione, sia i suoi beni e le sue entrate, sono esonerati dalle imposte dirette.

Quando l'organizzazione effettua degli acquisti importanti di beni o di servizi strettamente necessari per l'esercizio delle sue attività ufficiali, nel prezzo dei quali sono compresi diritti o tasse identificabili come tali, questi ultimi verranno condonati o rimborsati.

In virtù dell'articolo 8, ogni Stato firmatario accorda l'esonero oppure il rimborso dei diritti e delle tasse d'importazione e d'esportazione per i prodotti ed i materiali destinati alle attività ufficiali dell'organizzazione, come pure per le pubblicazioni corrispondenti alla sua missione.

L'invio di pubblicazioni e di altri materiali d'informazione, spediti dall'organizzazione e corrispondenti ai suoi scopi, non è sottomesso a restrizioni.

Per le sue comunicazioni ufficiali e per la trasmissione di tutti i suoi documenti, l'organizzazione beneficia di un trattamento altrettanto favorevole di quello accordato da ciascun Stato firmatario del protocollo alle altre organizzazioni internazionali analoghe. Ciò significa, in particolare, che sono vietati qualsiasi censura dei comunicati ufficiali e qualsiasi controllo dei documenti trasmessi (art. 12).

L'organizzazione può ricevere, tenere e trasferire qualsiasi fondo, sia divisa, sia valuta; essa può disporne liberamente per le proprie attività ufficiali e può avere dei conti in qualsiasi valuta, nella misura necessaria per permetterle di far fronte ai suoi impegni. Essa deve però tener conto delle richieste formulate dai Governi degli Stati firmatari, sempre che non rechino pregiudizio ai suoi propri interessi (art. 13).

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I rappresentanti degli Stati firmatari del protocollo, che partecipano alle riunioni dell'organizzazione, godono, durante l'esercizio delle loro funzioni come pure durante i loro viaggi di andata e di ritorno, dell'immunità da arresto personale e da detenzione, come pure da sequestro del bagaglio personale, salvo in caso di flagrante delitto. Queste persone godono pure dell'immunità di giurisdizione per gli atti commessi nell'esercizio delle loro funzioni e nei limiti delle loro attribuzioni. Questa immunità non si applica nel caso di infrazione alla legge sulla circolazione degli autoveicoli, come pure in caso di danni causati da un autoveicolo di loro proprietà e da essi guidato (art. 14).

Le disposizioni relative ai privilegi, esenzioni ed immunità accordati al direttore generale dell'organizzazione ed ai membri del personale, corrispondono a quelle previste da altri accordi di questo tipo (art. 15 a 22).

II protocollo contiene prescrizioni dettagliate sull'arbitrato (art. 24 a 26) e precisa inoltre che l'organizzazione può, su decisione del consiglio, concludere, con uno o più Stati firmatari del protocollo, degli accordi complementari, allo scopo di eseguirne le disposizioni. Dal momento della sua entrata in vigore, il protocollo rimane aperto all'adesione di qualsiasi Stato firmatario della convenzione. Esso rimarrà in vigore fino allo scadere della convenzione del 1962. Lo Stato che recede dall'organizzazione cessa di essere parte del protocollo.

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I rapporti fra la Svizzera e TESO

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I negoziati preliminari

La Svizzera ha seguito con interesse gli sforzi intrapresi da alcuni Stati europei, che portarono, nel 1962, alla firma della Convenzione istitutiva dell'ESO, poiché gli astronomi svizzeri erano anch'essi svantaggiati dalla mancanza di strumenti idonei. Un intervento, compiuto dai più eminenti fra essi presso il nostro Collegio, ebbe come risultato che, nel 1965, il Consiglio svizzero della scienza ed il Consiglio del Fondo nazionale svizzero della ricerca scientifica si occuparono di un'eventuale partecipazione della Svizzera all'ESO.

A quell'epoca, però, l'ESO, che era appena stata costituita ed il cui grande osservatorio era ancora allo stadio embrionale, non si presentava ancora come l'indiscutibile fulcro della ricerca astronomica europea, quale divenne poi in seguito. Si prospettarono e si discussero altre possibilità di raggruppamento e di cooperazione. È per questa ragione che il Consiglio della scienza, appoggiato dal Consiglio della ricerca del Fondo nazionale, giudicò preferibile non prendere una decisione definitiva prima di aver confrontate fra loro tutte le possibilità in discussione. In particolare, occorreva valutare in quale misura una realizzazione nazionale avesse possibilità di diventare un centro europeo di ricerca per l'emisfero boreale.

Fu per questo che il Consiglio svizzero della scienza, nella sua risposta alla richiesta presentata dagli astronomi svizzeri, mise in seconda priorità 132

l'adesione all'ESO e pose l'accento invece sullo studio di un progetto svizzero.

La Società svizzera d'astrofisica e d'astronomia costituì allora una commissione di studio per la realizzazione di un grande osservatorio sul Gornergrat. Nel 1967, essa presentò un progetto (nel quale era previsto un telescopio di 2,5 m), insistendo però sempre sul fatto che tale soluzione non costituiva, per la ricerca astronomica svizzera, una soluzione di rimpiazzo alla partecipazione all'ESO, ma sarebbe stata, al contrario, un mezzo complementare. Malgrado gli sforzi intrapresi a favore di una rapida messa in cantiere, il progetto Gornergrat non riuscì ad imporsi presso gli astronomi europei e nemmeno si riuscì a trovargli un'autorità di tutela in Svizzera.

Non potendo intravvedere nessuna soluzione a breve scadenza e temendo un serio deterioramento della ricerca astronomica svizzera, il consigliere nazionale Chavanne ci rivolse, in Parlamento, nel 1969, una interrogazione sulla situazione particolarmente difficile dell'astronomia svizzera in seguito alle difficoltà incontrate dai nostri scienziati per ottenere l'accesso agli impianti d'osservazione idonei.

Per rimediare al pericolo di regresso minacciante questa disciplina, egli raccomandava vivamente l'adesione della Svizzera all'ESO. Il nostro Collegio incaricò allora i servizi competenti di analizzare sotto quali forme si sarebbe potuta realizzare una partecipazione della Svizzera all'ESO.

Nel 1971, i dirigenti dell'ESO, ai quali rincresceva che nella loro organizzazione, ora saldamente stabilita, mancassero gli eccellenti scienziati svizzeri, si misero in contatto con le autorità federali. Si diede inizio a trattative e venne messa in chiaro anche la questione del contributo finanziario. Infine, il Consiglio della scienza si occupò di nuovo della questione.

Considerando da un lato la rinomanza cui era assurta TESO e dall'altro lato le difficoltà che si incontravano per la realizzazione del progetto Gornergrat, il Consiglio della scienza ci raccomandò, nel 1973, di proporre l'adesione del nostro Paese all'ESO il più presto possibile, dato l'aggiornamento del progetto Gornergrat. Ragioni finanziarie impedivano di dare immediato seguito a questa esortazione; di conseguenza, il Consiglio della scienza completò la sua raccomandazione con la seguente osservazione: II Consiglio della scienza si vede obbligato a raccomandare: 1. Di rinviare di qualche anno l'adesione della Svizzera, ma di prevederla ugualmente per la più breve scadenza possibile, al più tardi per il 1980.

2. Di inviare subito una dichiarazione d'intenzione di partecipare all'ESO, questa dichiarazione permettendo, fra l'altro, di assicurare il collegamento fra gli astronomi svizzeri e le attività scientifiche dell'ESO fino al momento dell'adesione ufficiale.

Foglio federale 1981, Voi. I

133

42

La soluzione transitoria

In queste circostanze, è stato necessario trovare una soluzione transitoria che permettesse agli astronomi svizzeri di mantenere i contatti con l'evoluzione dell'astronomia in campo internazionale. Dato che non era possibile una partecipazione all'ESO in qualità di membro associato, in quanto questa possibilità non è contemplata dalla convenzione, la soluzione venne trovata sotto forma di un accordo fra l'organizzazione e l'osservatorio di Ginevra, con il quale quest'ultimo era autorizzato ad installare a La Siila dapprima il telescopio di 40 cm, e poi quello di 70 cm già citati. Questi telescopi sono stati finanziati, completamente o parzialmente, dal Fondo nazionale nel quadro di una richiesta comune presentata dalle università di Ginevra, Losanna e Basilea. Gli astronomi provenienti dalla Svizzera vennero così ospitati dall'ESO in Cile.

Questo accordo è stato concluso il 1° marzo 1975 per una durata di 3 anni.

Nel 1977, esso venne prolungato di altri 3 anni. La Svizzera, dal canto suo, continuava ad assistere alle sessioni del consiglio dell'ESO in qualità d'osservatore.

Al momento della proroga dell'accordo, apparve evidente che lo status speciale dell'osservatorio di Ginevra non poteva durare indefinitamente.

L'ESO, infatti, capiva sempre meno le ragioni addotte dalla Svizzera per tenersi in disparte. L'organizzazione non era quindi più disposta ad accordare ancora per molto tempo vantaggi particolari all'osservatorio di Ginevra, se la Svizzera non avesse accettato di assumersi anche gli obblighi finanziari di uno Stato membro.

43

Le ragioni che giustificano un'adesione

In base ad un rapporto circostanziato della Commissione per l'astronomia della Società elvetica delle scienze naturali, relativo ai bisogni della ricerca astronomica in Svizzera, il Consiglio della scienza, nel 1978, raccomandò nuovamente l'adesione della Svizzera all'ESO. Con questo, esso confermava le conclusioni alle quali era giunto già nel 1973, vale a dire: L'astronomia svizzera non dispone dell'infrastnittura materiale necessaria che le permetterebbe, in avvenire, di garantire una ricerca di qualità ai livelli internazionali. Questa situazione, confermata dal rapporto sulla ricerca redatto dal Consiglio della scienza (esso classifica l'astronomia fra le discipline sotto-sviluppate), dev'essere migliorata.

Dato il carattere fondamentale dell'astronomia, i nuovi orizzonti aperti dall'astronomia moderna, la sua importanza per il progresso delle conoscenze e per lo sviluppo delle altre scienze, in particolare della fisica, il Consiglio della scienza è dell'opinione che anche un Paese piccolo debba assicurarsi un potenziale minimo di ricerca in questo campo.

Fondandosi sulla situazione attuale dell'astronomia in Svizzera, il Consiglio della scienza stima sufficiente il numero di ricercatori occupato in questa disciplina; di conseguenza, le misure che verranno prese per lo sviluppo dell'astronomia svizzera dovranno avere come obiettivo 134

principale quello del miglioramento delle condizioni della ricerca, e non invece l'aumento quantitativo del volume della stessa.

L'astronomia deve svilupparsi secondo una progressione che non sia sproporzionata in rapporto all'insieme dei mezzi finanziari dedicati alla ricerca in Svizzera. Inoltre, l'insieme dello sviluppo dell'astronomia svizzera dev'essere considerato nel quadro di una cooperazione internazionale, in modo da incoraggiare la creazione di collettivi per l'utilizzazione delle installazioni scientifiche comuni. Sono queste le ragioni per le quali il Consiglio della scienza raccomanda di concentrare subito tutti gli sforzi su di un solo progetto, cioè l'adesione della Svizzera all'ESO. Si tratta in questo caso di un programma minimo, sotto il livello del quale risulterebbe compromesso l'avvenire dell'astronomia svizzera.

La partecipazione alla costruzione di un telescopio di media grandezza, del tipo proposto per il Gornergrat, e la creazione di un istituto d'astrofisica sperimentale, non entrerebbero, rispettivamente, in linea di conto se non in seconda e terza priorità, in una fase ulteriore e in base ad un mutamento della situazione.

Una partecipazione della Svizzera all'ESO presuppone un orientamento ed una concentrazione dell'attività futura dei gruppi svizzeri in questione verso una collaborazione con l'ESO.

Il Consiglio della scienza raccomandava quindi di prevedere un'adesione della Svizzera quanto possibile rapida. Purtroppo, come è spiegato nel capitolo precedente, questa adesione dovette essere rinviata un'altra volta.

Nel frattempo, è stato definitivamente abbandonato il progetto di un osservatorio sul Gornergrat.

Oltre quelle invocate dal Consiglio della scienza, le seguenti ragioni giustificano l'adesione della Svizzera all'ESO: - Come già detto in precedenza, ai nostri astronomi manca la possibilità dell'esplorazione del ciclo nell'emisfero australe, il quale offre un campo d'attività molto più interessante alle ricerche astronomiche che non quello boreale. Infatti, le Galassie più vicine, come pure il centro della nostra stessa Galassia, possono essere osservate unicamente nell'emisfero sud.

Oltre a ciò lESO, con il suo osservatorio in Cile, dispone di un posto eccezionale dal punto di vista della trasparenza atmosferica (approssimativamente 240 notti integralmente utilizzabili per ogni anno).

non verrà prolungato. Comunque non sarebbe più ammissibile che, per molto tempo ancora, un gruppo di astronomi svizzeri approfitti dei mezzi dell'ESO senza che la Svizzera sopporti gli obblighi finanziari di Stato membro.

Su richiesta del Dipartimento federale degli affari esteri, la Commissione consultiva federale per le questioni spaziali si è anch'essa occupata dell' adesione della Svizzera all'ESO. All'unanimità, essa ha raccomandato l'adesione della Svizzera a quest'organizzazione.

5 51

Conseguenze finanziarie e ripercussioni sull'effettivo del personale Conseguenze finanziarie

La decisione del nostro Collegio del 14 novembre 1979 autorizzava il Dipartimento federale degli affari esteri ed il Dipartimento federale dell' interno ad entrare in contatto con TESO, allo scopo di informarsi sulle condizioni alle quali la Svizzera potrebbe aderire all'organizzazione. All inizio del 1980, mentre si svolgevano i primi contatti, anche l'Italia decideva di aderire all'organizzazione. Questo fatto ebbe come risultato quello di rendere più vantaggiose le nostre condizioni di adesione, rispetto a quelle di una adesione singola. Le cifre, indicate qui appresso, si basano perciò sull'adesione simultanea di due Stati.

Secondo l'articolo VII paragrafo 3 della Convenzione del 1962, gli Stati che aderiscono all'organizzazione dopo la sua entrata in vigore devono pagare un contributo speciale, che rappresenta la loro quota alle spese d'investimento già effettuate. L'ESO ha dedotto un terzo di queste spese già effettuate a titolo d'ammortamento.

Tenendo conto degli investimenti previsti per il 1980, si arriva così ad un importo di 127,3 milioni di DM. Secondo TESO, la Svizzera avrebbe dovuto pagare 6,14 milioni di DM, ripartiti su di un periodo di 5 anni. Durante i negoziati, fu però possibile ridurre questo importo a 5 milioni di franchi svizzeri, pagabili nel modo seguente: 2 milioni di franchi al momento dell'adesione alla convenzione, 2 milioni nel 1982 e 1 milione nel 1983.

Il 26 marzo 1980, il Consiglio dell'ESO ha accettato questo accomodamento, che è stato naturalmente concluso con riserva d'approvazione da parte dell'Esecutivo e del Legislativo giusta le procedure costituzionali. Alla stessa occasione, è stato deciso che i contributi d'entrata versati da Svizzera e Italia (quest'ultima paga, a condizioni diverse, 16 milioni di DM, sempreché aderisca anche la Svizzera) verranno utilizzati per costruire a La Siila un nuovo telescopio di 3,5 m allo scopo di poter mettere a disposizione un maggior numero di periodi d'osservazione, il che sarebbe pure nell'interesse dei due candidati all'adesione.

Per il calcolo della quota ordinaria di partecipazione della Svizzera all'organizzazione, bisogna tener conto del fatto che il livello massimo delle quote, pari al 33% per cento (art. VII par. le della convenzione), pagate 136

dalla Francia e dalla Repubblica federale di Germania, doveva essere ridotto al 27,2 per cento. La tabella qui appresso presenta le percentuali di contribuzione dei Paesi membri dell'ESO e gli importi da essi conseguentemente versati al bilancio dell'organizzazione per gli esercizi 1978-80.

Stato membro

Belgio Danimarca Francia Repubblica federale di Germania .

Paesi Bassi . .

Svezia

In per cento

.

.

.

.

.

.

.

.

Contributo annuale

8,64 462 33,33 33,33 11 20 8,88

2 808 000 1 501 500 10 832 250 10 832 250 3 640 000 2 886 000

100,00

32 500 000

II totale dei contributi versati dagli Stati membri all'ESO, dalla creazione dell'organizzazione fino alla fine del 1980, ammonta a 360 milioni di DM.

La scala delle quote che i singoli Paesi dovranno versare all'ESO nel 1981, si baserà sul reddito nazionale degli Stati membri negli anni 1976, 1977 e 1978, ma a questo riguardo non sono ancora disponibili tutti i dati.

Partendo da queste considerazioni e con riserva di leggere modifiche che potrebbero ancora essere apportate, la quota di partecipazione per la Svizzera nel 1981 dovrebbe ammontare al 5,46 per cento. Come mostra la tabella, il bilancio delle quote di partecipazione all'ESO raggiunge attualmente l'importo di 32,5 milioni di DM. L'anno prossimo, dopo l'adesione della Svizzera e dell'Italia, esso passerà a 38 milioni di DM. La quota svizzera per il 1981 ammonterebbe quindi a 2,075 milioni di DM. Dato però che, se approverete i decreti federali allegati, potremo aderire solo nel corso del 1981 al più presto (e non già fin dall'inizio dell'anno), la quota per il 1981 sarà di conseguenza inferiore a tale importo. Per questa ragione, la prima quota annuale intera dovrà essere pagata solo nel 1982.

L'adesione della Svizzera all'ESO non comporterà comunque altri obblighi finanziari per la Svizzera. Gli astronomi svizzeri saranno in grado di utilizzare completamente le installazioni dell'ESO tanto per il loro numero, quanto per il loro equipaggiamento in Svizzera e per la qualità scientifica dei loro lavori. Il costo delle trasferte a La Siila e del soggiorno dei ricercatori sono a carico dell'ESO per tutti i progetti accettati dall'organizzazione. A tutto questo si aggiunge il fatto che un'adesione della Svizzera all'ESO permetterà di rinunciare a progetti costosi, come quello di un grande osservatorio al Gornergrat, ad esempio.

52

Ripercussioni sull'effettivo del personale

Le ripercussioni sull'effettivo del personale sono nulle.

137

6

Linee direttive della politica di governo

Abbiamo inserito il progetto nelle linee direttive della politica di governo per la legislatura 1979-1983 (FF 1980 I 548), connotandolo come di urgenza primaria.

7

Costituzionalità

Vi proponiamo l'approvazione di due decreti federali, uno concernente l'adesione della Svizzera all'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero australe (convenzione e protocollo finanziario relativo alla convenzione), l'altro concernente il Protocollo relativo ai privilegi ed alle immunità dell'organizzazione.

La costituzionalità dei decreti federali che vi proponiamo di approvare si basa sull'articolo 8 della Costituzione, che conferisce alla Confederazione il diritto di concludere trattati con altri Paesi. La competenza della vostra Assemblea si fonda sull'articolo 85 numero 5 della Costituzione.

71

Decreto federale sull'adesione della Svizzera all'ESO

La presente convenzione crea un'organizzazione internazionale (art. I par. 1 della convenzione). È vero che la convenzione non contiene una disposizione che riconosca esplicitamente la personalità giuridica dell'organizzazione, tuttavia l'articolo V numero 12 della convenzione autorizza il consiglio dell'organizzazione a stipulare gli accordi di sede necessari all'esecuzione della convenzione. L'organizzazione dispone quindi in modo manifesto della competenza per stipulare accordi di diritto internazionale. Le strutture istituzionali dell'organizzazione (direttore generale e consiglio dei rappresentanti degli Stati membri), come pure la procedura decisionale -- il consiglio prende le decisioni nell'ambito delle proprie competenze, sia a maggioranza assoluta, sia a maggioranza qualificata dei due terzi dei voti -- dimostrano pure che TESO dev'essere considerata come un'organizzazione internazionale ai sensi dell'articolo 89 capoverso 3 lettera b della Costituzione. Il decreto d'approvazione è dunque sottomesso al referendum facoltativo.

72

Decreto federale concernente il Protocollo su i privilegi e le immunità

II protocollo che sottoponiamo alla vostra approvazione non ha durata illimitata e può essere disdetto. Le disposizioni del suo articolo 33 (secondo le quali ogni Stato che recede dall'organizzazione, o smette d'esserne partecipe in virtù dell'articolo XI della convenzione, cessa contemporaneamente di far parte del protocollo) danno indirettamente la possibilità di denunciare il protocollo. Inoltre, il protocollo non prevede l'adesione ad un'orga138

nizzazione internazionale e non comporta un'unificazione del diritto sul piano multilaterale. Per questa ragione, il relativo decreto non sottosta al referendum facoltativo previsto all'articolo 89 capoverso 3 della Costituzione. Inoltre, poiché il protocollo ha una portata limitata, non sarebbe giustificato sottoporre questo decreto al referendum previsto al capoverso 4 dell'articolo 89.

139

Decreto federale Disegno sull'adesione della Svizzera all'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero australe (ESO) del

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l'articolo 8 della Costituzione; visto il messaggio del Consiglio federale del 15 dicembre 19801), decreta:

Art. l 1 La Convenzione internazionale istitutiva dell'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero australe, del 5 ottobre 1962, ed il relativo Protocollo finanziario, pure del 5 ottobre 1962, sono approvati.

2 II Consiglio federale è autorizzato a ratificare la Convenzione ed il Protocollo finanziario.

Art. 2 II presente decreto sottosta al referendum facoltativo in materia di trattati internazionali comportanti l'adesione ad un'organizzazione internazionale (art.

89 cpv. 3 lettera b Cost.).

" FF 19811 120

140

Decreto federale

Disegno

concernente il Protocollo su i privilegi e le immunità dell'ESO del

L'Assembleafederale della Confederazione Svizzera, visto l'articolo 8 della Costituzione; visto il messaggio del Consiglio federale del 15 dicembre 19801), decreta:

Art. l 1 II Protocollo su i privilegi e le immunità dell'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche, del 13 agosto 1974, è approvato.

2 II Consiglio federale è autorizzato a ratificarlo.

Art. 2 II presente decreto non sottosta al referendum in materia di trattati internazionali.

1}

FF 19811 120

141

Allegato 1 Convenzione

Traduzione1)

istitutiva dell'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero australe

/ Governi degli Stati partecipi alla presente Convenzione, visto : che Io studio dell'emisfero australe è molto meno progredito che non quello dell'emisfero boreale, che, di conseguenza, i dati sui quali si fonda la nostra conoscenza della galassia sono lungi d'avere lo stesso valore nelle varie parti del cielo e che è indispensabile migliorarle e completarle ove sono insufficienti, che, in particolare, è altamente increscioso il fatto che dei sistemi senza equivalenti nell'emisfero celeste boreale, siano pressoché inaccessibili ai maggiori strumenti attualmente in servizio, che è perciò urgente l'installazione di potenti strumenti nell'emisfero australe, comparabili a quelli già esistenti nell'emisfero boreale, ma che, d'altra parte, solo una cooperazione internazionale permetterebbe di condurre a buon fine questo progetto, animati dal desiderio di creare in comune un osservatorio situato nell'emisfero australe ed equipaggiato con strumenti potenti, e conseguentemente d'incoraggiare e d'organizzare la cooperazione nella ricerca astronomica, hanno convenuto quanto segue: Articolo I Istituzione dell'Organizzazione 1. Con la presente Convenzione viene istituita l'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero australe, chiamata qui di seguito l'Organizzazione.

2. La sede dell'Organizzazione è fissata provvisoriamente a Bruxelles. Essa verrà fissata definitivamente dal Consiglio istituito dall'articolo IV.

Articolo n Scopi i. L'Organizzazione ha per scopo la costruzione, l'equipaggiamento e l'esercizio di un osservatorio astronomico, situato nell'emisfero australe.

" Dal testo originale francese.

142

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe 2. Il programma iniziale dell'Organizzazione prevede la costruzione, l'installazione e l'esercizio di un osservatorio situato nell'emisfero australe, comprendente : a) un telescopio con un'apertura di 3 metri circa ; b) una camera di Schmidt di 1,20 metri d'apertura circa; e) tre telescopi al massimo, aventi un'apertura di 1 metro al massimo; d) un cerchio meridiano; e) le apparecchiature ausiliarie, necessarie per lo svolgimento di programmi di ricerca mediante gli strumenti definiti qui sopra, alle lettere a), b), e) ed); f ) gli edifici necessari per la sistemazione dell'equipaggiamento previsto nelle lettere a), b), e), d), e), come pure per l'amministrazione dell'osservatorio e per gli alloggi del personale addetto.

3. Tutti i programmi supplementari devono essere sottoposti al Consiglio, istituito dall'articolo IV della presente Convenzione, e da questo approvati alla maggioranza di due terzi di tutti gli Stati Membri dell'Organizzazione.

Gli Stati che non avessero approvato un programma supplementare, non sono tenuti a contribuire all'esecuzione dello stesso.

4. Gli Stati Membri facilitano lo scambio delle persone, nonché delle informazioni scientifiche e tecniche utili per la realizzazione dei programmi ai quali partecipano.

Articolo III Membri 1. Sono membri dell'Organizzazione gli Stati partecipi della presente Convenzione.

2. L'ammissione di altri Stati nell'Organizzazione avviene secondo la procedura prevista all'articolo XIII, paragrafo 4.

Articolo IV Organi L'Organizzazione consta di un Consiglio e di un Direttore.

Articolo V Consiglio 1. Il Consiglio è composto di due delegati di ogni Stato Membro, almeno uno dei quali dev'essere un astronomo. I delegati possono essere assistiti da consulenti.

2. Il Consiglio a) stabilisce la linea di condotta dell'Organizzazione in campo scientifico, tecnico e amministrativo; b) approva, alla maggioranza dei due terzi degli Stati Membri, il bilancio ed emana le prescrizioni finanziarie conformemente al Protocollo finanziario allegato alla presente Convenzione;

143

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe e) controlla le spese, approva e pubblica i conti annuali verificati dell'Organizzazione; d) decide circa la composizione del personale ed approva il reclutamento del personale superiore dell'organizzazione; e) pubblica un rapporto annuale; f) approva il regolamento interno dell'osservatorio proposto dal Direttore; g) ha tutte le competenze per adottare le misure necessarie per il funzionamento dell'Organizzazione.

3. Il Consiglio si riunisce almeno una volta l'anno e decide sul luogo delle proprie riunioni.

4. Ogni Stato Membro dispone di un voto al Consiglio. Tuttavia, uno Stato Membro può votare sull'esecuzione di un programma, all'infuori del programma iniziale previsto all'articolo II paragrafo 2, solo se accetta di contribuire finanziariamente al programma in questione oppure se questo voto concerne delle installazioni per il cui acquisto egli abbia già accettato di versare dei contributi.

5. Le decisioni del Consiglio sono valide solo se sono presenti almeno i due terzi degli Stati Membri.

6. Salvo disposizione contraria della presente Convenzione, le decisioni del Consiglio sono prese alla maggioranza assoluta degli Stati Membri rappresentati e votanti.

7. Il Consiglio emana il suo regolamento interno, riservate le disposizioni della presente Convenzione.

8. Il Consiglio elegge il suo Presidente, che rimane in carica un anno e che non può essere rieletto più di due volte consecutive.

9. Il Presidente convoca le riunioni del Consiglio. Egli è tenuto a convocare una riunione del Consiglio entro trenta giorni dopo che almeno due Stati Membri ne abbiano fatto richiesta.

10. Il Consiglio può istituire gli organi sussidiari necessari per il conseguimento degli scopi dell'Organizzazione. Il Consiglio definisce il mandato di tali organi.

11. Il Consiglio stabilisce, all'unanimità degli Stati Membri, la scelta dello Stato sul cui territorio verrà installato l'osservatorio, come pure l'ubicazione di quest'ultimo.

12. 11 Consiglio prende i provvedimenti necessari per l'esecuzione della presente Convenzione.

Articolo VI Direttore e personale 1. a) II Consiglio, decidendo alla maggioranza dei due terzi degli Stati Membri nomina, per un periodo determinato, il Direttore che è responsabile unicamente di fronte al Consiglio. Egli è incaricato della direzione generale dell'Organizzazione e la rappresenta nelle relazioni esterne. Il Direttore 144

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe sottopone un rapporto annuo al Consiglio. Egli assiste a titolo consultivo alle riunioni del Consiglio, a meno che quest'ultimo non decida altrimenti.

b) II Consiglio può, alla maggioranza dei due terzi degli Stati Membri, porre fine alle funzioni del Direttore.

e) Nel caso di vacanza della direzione, il Presidente del Consiglio rappresenta l'Organizzazione delle relazioni esterne. Il Consiglio può allora nominare, al posto del Direttore, una persona della quale stabilisce i diritti e le responsabilità.

d) Nel quadro delle condizioni previste dal Consiglio, il Presidente ed il Direttore possono delegare la loro firma.

2. Il Direttore è assistito dal personale scientifico, tecnico e amministrativo autorizzato dal Consiglio.

3. Riservato l'articolo V, paragrafo 2d), e le autorizzazioni dipendenti dal bilancio, il personale è assunto e licenziato dal Direttore. Assunzioni e licenziamenti vengono effettuati conformemente allo Statuto del personale adottato dal Consiglio.

4. Il Direttore ed il personale dell'Organizzazione esercitano le loro funzioni nell'interesse di quest'ultima. Essi non devono domandare né ricevere istruzioni da nessun organo che non sia uno di quelli competenti dell'Organizzazione. Essi si astengono da qualsiasi atto che non sia compatibile con il carattere delle loro funzioni. Ogni Stato Membro si impegna a non influire sul Direttore e sul personale dell'Organizzazione nell'adempimento dei loro doveri.

5. I ricercatori ed i loro collaboratori che, con l'autorizzazione del Consiglio, sono chiamati ad effettuare lavori nell'osservatorio, senza tuttavia far parte del personale dell'Organizzazione, sono posti sotto l'autorità del Direttore e sottomessi alle regole generali emanate o approvate dal Consiglio.

Articolo VII Contributi finanziari 1. a) Ciascun Stato Membro contribuisce alle spese d'istituzione e di equipaggiamento, nonché a quelle correnti di funzionamento dell'Organizzazione conformemente ad un piano di ripartizione stabilito ogni tre anni dal Consiglio alla maggioranza dei due terzi degli Stati Membri, in base alla media del reddito nazionale netto, calcolata secondo le regole stabilite nell'Articolo VII, paragrafo Ib) della Convenzione per l'istituzione di un'organizzazione europea per le ricerche nucleari, firmata a Parigi il 1° luglio 1953.

b) Queste disposizioni s'applicano unicamente al programma iniziale definito al paragrafo 2 dell'Articolo II.

e) Tuttavia, nessuno Stato Membro è tenuto al pagamento di contributi annuali superiori ad un terzo dell'importo totale dei contributi fissati dal Consiglio. Questo massimo può essere ridotto su decisione del Consiglio presa all'unanimità quando uno Stato non menzionato nell'Allegato del protocollo finanziario diventa membro dell'Organizzazione.

145

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe 2. Nel caso in cui sia stabilito un programma supplementare previsto al paragrafo 3 dell'articolo II, il Consiglio emana un piano di ripartizione speciale per fissare i contributi alle spese del programma supplementare degli Stati Membri partecipanti a questo programma. Questo piano di ripartizione speciale è fissato secondo le regole indicate nel paragrafo 1 qui sopra, ma senza tener conto delle condizioni previste al capoverso e).

3. Gli Stati che diventano membri dell'organizzazione dopo la data di entrata in vigore della presente Convenzione, dovranno versare, oltre al loro contributo alle spese future d'investimento e d'equipaggiamento ed alle spese correnti d'esercizio, anche un contributo speciale che rappresenta la loro aliquota alle spese d'investimento e d'equipaggiamento già effettuate. L'importo di questo contributo sarà fissato dal Consiglio alla maggioranza dei due terzi degli Stati Membri.

4. Ogni contributo speciale versato in conformità alle disposizioni del paragrafo 3 qui sopra, serviranno a ridurre i contributi degli altri Stati Membri, salvo decisione contraria presa all'unanimità dal Consiglio.

5. Uno Stato non ha il diritto di partecipare alle attività alle quali non ha contribuito finanziariamente.

6. Il Consiglio può accettare doni e legati fatti all'Organizzazione, quando essi non siano vincolati a condizioni incompatibili con gli scopi dell'Organizzazione.

Articolo VII Emendamenti 1. Il Consiglio può raccomandare agli Stati Membri emendamenti alla presente Convenzione ed al Protocollo finanziario allegato. Lo Stato Membro che intende proporre un emendamento, lo notifica al Direttore. Questi comunica agli Stati Membri gli emendamenti così notificati, almeno tre mesi prima del loro esame da parte del Consiglio.

2. Gli emendamenti raccomandati dal Consiglio possono essere adottati solo dopo consenso da parte di tutti gli Stati Membri, che procedono conformemente alle loro proprie regole costituzionali. Essi entrano in vigore trenta giorni dopo l'ultima notifica d'approvazione della proposta. Il Direttore comunica agli Stati Membri la data d'entrata in vigore dell'emendamento.

Articolo IX Vertenze

Qualsiasi vertenza fra gli Stati Membri circa l'interpretazione o l'applicazione della presente Convenzione o del Protocollo finanziario, che non possa essere regolata con la mediazione del Consiglio, sarà sottoposta alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja, conformemente alle disposizioni della Convenzione del 18 ottobre 1907 per il regolamento pacifico dei conflitti internazionali.

146

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe Articolo X Recesso Ogni Stato Membro dell'Organizzazione può, dopo un periodo di partecipazione non inferiore a dieci anni, notificare per iscritto al Presidente del Consiglio il suo recesso dall'Organizzazione. Tale recesso avrà effetto alla fine dell'esercizio finanziario successivo a quello nel corso del quale il recesso è stato notificato. Lo Stato Membro che recede dall'Organizzazione non può esercitare alcun diritto di ripresa sugli attivi dell'Organizzazione e nemmeno sull'ammontare dei suoi contributi già versati.

Articolo XI Inadempimento degli obblighi Se uno dei Membri dell'Organizzazione cessa di adempiere agli obblighi derivanti dalla presente Convenzione o dal Protocollo finanziario, viene invitato dal Consiglio a conformarsi alle loro disposizioni. Se il detto membro non da seguito a questo invito entro il lasso di tempo indicatogli, gli altri Membri, decidendo all'unanimità, possono decidere di continuare senza di esso la loro cooperazione in seno all'Organizzazione. In questo caso, lo Stato in questione non può esercitare alcun diritto di ripresa sugli attivi dell'Organizzazione e nemmeno sull'ammontare dei contributi già versati.

Articolo XII Scioglimento L'Organizzazione può essere sciolta in qualsiasi momento mediante risoluzione presa alla maggioranza dei due terzi degli Stati Membri. Riservato ogni accordo che potesse essere conchiuso all'unanimità fra gli Stati Membri al momento dello scioglimento, con la stessa risoluzione si procede alla nomina di un liquidatore. L'attivo sarà ripartito fra gli Stati Membri dell'Organizzazione al momento del suo scioglimento, proporzionalmente ai contributi effettivamente versati da essi da quando sono parti della presente Convenzione.

L'eccedenza passiva andrà a carico, se è il caso, degli stessi Stati Membri, proporzionalmente ai contributi fissati per l'esercizio finanziario corrente.

Articolo XIII Firma - Adesione 1. La presente Convenzione ed il Protocollo finanziario allegato sono aperti alla firma di tutti gli Stati che hanno partecipato ai lavori preliminari della presente Convenzione.

2. La presente Convenzione ed il Protocollo finanziario allegato sono soggetti all'approvazione ed alla ratificazione di ciascun Stato conformemente alle sue regole costituzionali.

3. Gli strumenti
di approvazione o di ratificazione saranno depositati presso il Ministero degli Affari esteri della Repubblica francese.

4. Il Consiglio, statuendo all'unanimità degli Stati Membri, può pronunciare l'ammissione nell'Organizzazione di altri Stati oltre a quelli previsti al para-

147

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe grafo 1 del presente articolo. Gli Stati così ammessi diventano membri dell'Organizzazione depositando uno strumento d'adesione presso il Ministero degli Affari esteri della Repubblica francese.

Articolo XIV Entrata in vigore 1. La presente Convenzione ed il Protocollo finanziario allegato alla stessa entreranno in vigore alla data del deposito del quarto strumento di approvazione o di ratificazione, alla condizione che il totale dei contributi, secondo il piano di ripartizione previsto nell'Allegato del Protocollo finanziario, raggiunga almeno il 70 per cento.

2. Per ogni Stato che deposita il suo strumento di approvazione, di ratificazione o d'adesione dopo la data d'entrata in vigore menzionata al paragrafo 1 del presente articolo, la Convenzione ed il Protocollo finanziario entrano in vigore alla data in cui avviene il deposito dello strumento in questione.

Articolo XV Notificazioni 1. Il deposito di ciascun strumento di approvazione, di ratificazione o d'adesione, e l'entrata in vigore della presente Convenzione e del Protocollo finanziario allegato saranno notificati dal Ministero degli Affari esteri della Repubblica francese agli Stati firmatari e aderenti, come pure al Direttore dell'Organizzazione.

2. Il Presidente del Consiglio manderà una notificazione a tutti gli Stati Membri quando uno Stato si ritirerà dall'Organizzazione o cesserà di farne parte.

Articolo XVI Registrazione Non appena la presente Convenzione ed il Protocollo finanziario allegato saranno entrati in vigore, il Ministero degli Affari esteri della Repubblica francese li farà registrare presso il Segretario generale delle Nazioni Unite, conformemente all'articolo 102 della Carta delle Nazioni Unite.

In fede di che i rappresentanti sottoscritti, a ciò debitamente autorizzati, hanno firmato la presente Convenzione.

Fatto a Parigi, il 5 ottobre 1962 in un solo esemplare, nelle lingue tedesca, francese, olandese e svedese, il testo francese facente fede in caso di contestazione. Questo esemplare sarà depositato negli archivi del Ministero degli Affari esteri della Repubblica francese.

Questo Ministero rilascerà una copia certificata conforme agli Stati firmatari o aderenti.

(Si omettono le firme) 148

Allegato 2 Protocollo finanziario

Traduzione D

allegato alla Convenzione istitutiva dell'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero australe

/ Governi degli Stati partecipi alla Convenzione istitutiva dell'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero australe (chiamata qui di seguito «Convenzione»), animati dal desiderio di stabilire disposizioni circa l'amministrazione finanziaria dell'Organizzazione, hanno convenuto quanto segue: Articolo 1 Bilancio 1. L'esercizio finanziario dell'Organizzazione va dal 1° gennaio al 31 dicembre.

2. 111° settembre di ogni anno al più tardi il Direttore sottopone al Consiglio per l'esame e l'approvazione previsioni particolareggiate di entrate e di spese per l'esercizio finanziario successivo.

3. Le previsioni di entrate e di spese sono raggnippate per capitoli. Salvo autorizzazione del Comitato delle finanze previsto nell'articolo 3, nel bilancio sono vietati gli storni. La forma precisa delle previsioni del bilancio è stabilita dal Comitato delle finanze su proposta del Direttore.

Articolo 2 Bilancio addizionale Se le circostanze lo esigono il Consiglio può chiedere al Direttore di presentare un bilancio addizionale oppure riveduto. Il Consiglio non riterrà approvata nessuna proposta che potesse cagionare spese suppletive a meno che esso non abbia ugualmente approvate su proposta del Direttore, le previsioni di spese corrispondenti.

Articolo 3 Comitato delle finanze II Consiglio istituisce un Comitato delle finanze, composto da rappresentanti di tutti gli Stati Membri, i cui compiti sono stabiliti nel Regolamento finanziario previsto all'articolo 8 qui appresso. Il Direttore sottopone al Comitato le previsioni di bilancio che verranno in seguito trasmesse al Consiglio con il rapporto del Comitato.

'' Dal testo originale francese.

10

Foglio federale 1981, Vol. l

J49

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe Articolo 4 Contributi 1. Per il periodo che termina il 31 dicembre dell'anno di entrata in vigore della Convenzione, il Consiglio fissa previsioni di bilancio provvisorie. Le spese sono coperte da contributi stabiliti conformemente alle disposizioni dell'allegato al presente Protocollo.

2. A contare dal 1° gennaio dell'anno successivo, le spese stanziate nel bilancio approvato dal Consiglio sono coperte dai contributi degli Stati Membri, conformemente alle disposizioni del paragrafo 1 dell'articolo 7 della Convenzione.

3. Se uno Stato diventa membro dell'Organizzazione dopo il 31 dicembre dell'anno di entrata in vigore della Convenzione, i contributi di tutti gli Stati Membri sono riveduti ed il nuovo piano di ripartizione è applicato a contare dall'inizio dell'esercizio finanziario in corso. Per adattare al nuovo piano di ripartizione i contributi di tutti gli Stati Membri saranno eseguiti rimborsi nella misura necessaria.

4. a) Su proposta del Direttore, il Comitato delle finanze stabilisce le modalità di pagamento dei contributi allo scopo di assicurare un buon finanziamento dell'Organizzazione.

b) In seguito, il Direttore comunica agli Stati Membri l'importo dei loro contributi e le date alle quali devono essere effettuati i pagamenti.

Articolo 5 Moneta in cui devono essere pagati i contributi 1. Il Consiglio fissa la moneta in cui verrà stabilito il bilancio preventivo dell'Organizzazione. I contributi degli Stati Membri sono pagabili in questa moneta, conformemente alle correnti modalità di pagamento.

2. Tuttavia, il Consiglio può esigere dagli Stati Membri che essi versino una parte dei loro contributi nella moneta di cui l'Organizzazione ha bisogno per adempiere ai suoi compiti.

Articolo 6 Fondi di servizio II Consiglio può istituire fondi di servizio.

Articolo 7 Conti e verificazioni 1. Il Direttore fa stabilire un conto di tutte le entrate e delle spese, come pure un bilancio annuale dell'Organizzazione.

2. Il Consiglio nomina i revisori dei conti, il cui mandato iniziale è di tre anni e può essere riconfermato. Questi revisori hanno il compito di esaminare i conti dell'Organizzazione, segnatamente allo scopo di verificare che le spese siano state conformi alle previsioni del bilancio, nei limiti fissati dal Regolamento finanziario. Essi adempiono tutte le altre funzioni indicate nel Regolamento finanziario.

150

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe 3. Il Direttore fornisce ai revisori dei conti tutte le informazioni e l'assistenza di cui avessero bisogno nell'adempimento dei loro compiti.

Articolo 8 Regolamento finanziario II Regolamento finanziario fissa tutte le altre modalità del regolamento del bilancio contabile e finanziario dell'Organizzazione.

Esso sarà approvato all'unanimità dal Consiglio.

In fede di che, i rappresentanti sottoscritti, a ciò debitamente autorizzati, hanno firmato il presente Protocollo.

Fatto a Parigi, il 5 ottobre 1962 in un solo esemplare, nelle lingue tedesca, francese, olandese e svedese, il testo francese facente fede in caso di contestazione. Questo esemplare sarà depositato negli archivi del Ministero degli Affari esteri della Repubblica francese.

Questo Ministero rilascerà una copia certificata conforme agli Stati firmatari o aderenti.

(Si omettono le firme)

151

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe Allegato Contributi per il periodo che cessa il 31 dicembre dell'anno di entrata in vigore della Convenzione a) Gli Stati che parteciperanno alla Convenzione alla data della sua entrata in vigore e quelli che diverranno membri dell'Organizzazione durante il periodo indicato in seguito, contribuiranno congiuntamente a tutte le spese previste nelle misure provvisorie di bilancio fissate dal Consiglio, conformemente all'articolo 4 paragrafo 4 del Protocollo finanziario.

b) I contributi degli Stati che diverranno membri dell'Organizzazione durante il periodo suddetto saranno fissati a titolo provvisorio in modo che i contributi di tutti gli Stati Membri siano proporzionali alle aliquote indicate al paragrafo d) del presente allegato. [ contributi di questi nuovi membri serviranno sia come previsto alla lettera e) qui sotto, a rimborsare successivamente una parte dei contributi provvisori pagati in precedenza dagli Stati Membri, sia a coprire gli stanziamenti nel bilancio addizionale relativo all'esecuzione del programma iniziale, approvati dal Consiglio durante detto periodo.

e) L'importo definitivo dei contributi dovuti per il periodo suddetto sarà fissato con effetto retroattivo in base al bilancio complessivo di detto periodo, in modo da risultare uguale a quello che srsebbe stato se tutti gli Stati Membri avessero partecipato alla Convenzione al momento della sua entrata in vigore. Ogni somma versata da uno Stato Membro in più dell'importo fissato retroattivamente come suo contributo, sarà iscritta a credito di detto Stato.

d) Se tutti gli Stati elencati nel piano di ripartizione qui appresso sono entrati a far parte dell'Organizzazione prima del periodo suddetto, le aliquote dei loro contributi per il bilancio complessivo di questo periodo saranno i seguenti : In%

Repubblica federale di Germania Belgio Francia Paesi Bassi Svezia Totale

33,33 11,32 33,33 10,49 11,53 100,00

e) In caso di modifica del massimo dei contributi annuali, come previsto nell'articolo VII, paragrafo 1 e) della Convenzione, il piano di ripartizione suddetto dovrà essere modificato di conseguenza.

152

Allegato 3 Protocollo

Traduzione «

su i privilegi e le immunità dell'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero australe

Preambolo Gli Stati partecipanti alla Convenzione istitutiva dell'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero australe, fatta a Parigi, il 5 ottobre 1962, chiamata qui di seguito «Convenzione», Considerando che la detta Organizzazione, chiamata qui di seguito 1'«Organizzazione», dovrebbe godere sul territorio degli Stati Membri di uno statuto giuridico che definisca i previlegi e le immunità necessari alla realizzazione della sua missione, Considerando che l'Organizzazione è stabilita in Cile, dove il suo statuto è definito mediante l'accordo in data 6 novembre 1963 fra il Governo della Repubblica del Cile e l'Organizzazione, Hanno convenuto quanto segue: Articolo 1 L'Organizzazione ha personalità giuridica. Segnatamente è capace di stipulare contratti, acquistare e alienare beni immobili e mobili, e di stare in giudizio.

Articolo 2 1. Gli edifici ed i locali dell'Organizzazione sono inviolabili, con riserva del paragrafo 2 d del presente articolo e degli articoli 5 e 6 qui appresso.

2. L'Organizzazione non permetterà che i suoi edifici o locali servano di rifugio ad una persona perseguita per crimine o flagrante delitto, oppure oggetto di un mandato di giustizia, di una condanna penale o di un decreto d'espulsione emanati dalle autorità competenti nel territorio.

Articolo 3 Gli archivi dell'Organizzazione e, in maniera generale, tutti i documenti che le appartengono o che sono in suo possesso, sono inviolabili in qualsiasi luogo essi si trovino.

15

Dal testo originale francese.

153

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe Articolo 4 1. Nel quadro delle sue attività ufficiali, l'Organizzazione gode dell'immunità da giurisdizione e da esecuzione, salvo : a) nella misura in cui il Direttore generale dell'Organizzazione, oppure la persona chiamata a sostituirlo in virtù dell'articolo VI della Convenzione, rinuncia a questa in un caso particolare; b) in caso d'azione civile proposta da un terzo per danni risultanti da infortunio causato da un autoveicolo appartenente all'Organizzazione oppure circolante per conto della stessa, oppure in caso d'infrazione alla regolamentazione sulla circolazione stradale, che tale veicolo concerne; e) in caso d'esecuzione di una sentenza arbitrale, data in applicazione sia dell'articolo 23, sia dell'articolo 24 del presente Protocollo; d) in caso di pignoramento per debiti dello stipendio di un membro del personale dell'Organizzazione, a condizione che tale pignoramento risulti da una decisione di giustizia definitiva ed esecutiva, conformemente alle regole in vigore nel territorio d'esecuzione ; e) in relazione ad una domanda riconvenzionale, collegata direttamente alla domanda principale proposta dall'Organizzazione.

2. Le proprietà ed i beni dell'Organizzazione godono, ovunque si trovano, dell'immunità da ogni forma di requisizione, confisca, espropriazione e sequestro. Essi godono parimente dell'immunità da ogni forma di costrizione amministrativa o di provvedimento pregiudiziale, salvo per quanto sia temporaneamente necessario alla prevenzione d'un infortunio che coinvolga un autoveicolo appartenente all'Organizzazione o circolareant per conto di essa e le inchieste che possono essere determinate da tale infortunio.

Articolo 5 1. L'Organizzazione coopera in ogni tempo con le autorità competenti degli Stati partecipanti al presente Protocollo allo scopo di facilitare la buona amministrazione della giustizia, di assicurare l'osservanza dei regolamenti di polizia, dell'igiene pubblica e del lavoro o di altre leggi di natura analoga e di impedire qualsiasi abuso dei privilegi, immunità e esenzioni previsti dal presente Protocollo.

2. La procedura di cooperazione menzionata nel paragrafo precedente potrà essere precisata negli accordi complementari previsti nell'articolo 27 del presente Protocollo.

Articolo 6 1. Ogni Stato parte al presente Protocollo conserva il diritto di prendere tutte le precauzioni necessarie nell'interesse della sua sicurezza e della salvaguadia dell'ordine pubblico.

2. Ove giudichi necessario fare uso del suddetto diritto, il Governo dello Stato

154

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe interessato si metterà, quanto rapidamente possibile stante le circostanze, in contatto con l'Organizzazione, allo scopo di emanare, in comune accordo, le misure necessarie per la protezione degli interessi di quest'ultima.

3. L'Organizzazione collabora con le autorità degli Stati partecipanti al presente Protocollo allo scopo di evitare qualsiasi pregiudizio alla sicurezza ed all'ordine pubblico degli stessi in seguito alla sua attività.

Articolo 7 1. Nell'ambito delle sue attività ufficiali, l'Organizzazione, i beni ed i redditi della stessa sono esenti da imposta diretta.

2. Allorché l'Organizzazione fa un acquisto importante di beni o di servizi, compresa l'edizione di pubblicazioni, strettamente necessari ad una sua attività ufficiale, il cui prezzo comprenda dei diritti o delle tasse, lo Stato parte al presente Protocollo che ha percepito tali diritti o tasse prenderà disposizioni appropriate per il rilascio o il rimborso di questi diritti o tasse, sempre che siano identificabili.

3. Nessun esonero è concesso per le imposte, le tasse ed i diritti che di fatto costituiscono la mera retribuzione di servizi resi.

Articolo 8 Ogni Stato parte al presente Protocollo accorda l'esonero oppure il rimborso dei diritti e delle tasse d'importazione e d'esportazione, eccezion fatta per quelli che costituiscono la mera retribuzione di servizi resi, per i prodotti ed i materiali destinati alle attività ufficiali dell'Organizzazione, come pure per le pubblicazioni corrispondenti alla sua missione, importate o esportate da essa.

Questi prodotti e materiali sono esenti da ogni proibizione e restrizione all'importazione ed all'esportazione.

Articolo 9 Le disposizioni degli articoli 7 e 8 del presente Protocollo non sono applicabili agli acquisti di beni e di servizi e alle importazioni di beni destinati al fabbisogno personale del Direttore generale e dei membri del personale dell'Organizzazione.

Articolo 10 1. I beni appartenenti all'Organizzazione, acquistati conformemente all'articolo 7 oppure importati conformemente all'articolo 8, non possono essere venduti, ceduti, prestati o affittati sul territorio dello Stato che ha concesso le esenzioni suddette, che alle condizioni fissate dallo stesso.

2. I trasferimenti di beni o la prestazione di servizi operati fra gli stabilimenti dell'Organizzazione non sono soggetti a nessun onere o restrizione; se neces-

155

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe sario, i Governi degli Stati parte al presente Protocollo prendono tutti i provvedimenti adeguati per il rilascio o il rimborso dell'importo di tali oneri, o per la levata di tali restrizioni.

Articolo 11 Ai fini del presente Protocollo, per «attività ufficiali dell'Organizzazione» si intendono tutte le attività dell'Organizzazione destinate alla realizzazione dei suoi obiettivi come sono definiti nella Convenzione, compreso anche il suo esercizio amministrativo.

Articolo 12 1. La circolazione delle pubblicazioni e di altri materiali d'informazione spediti dall'Organizzazione oppure ad essa destinati, e corrispondenti ai suoi scopi, non sarà soggetta a restrizione alcuna.

2. Per le sue comunicazioni ufficiali e per il trasferimento di tutti i suoi documenti, l'Organizzazione beneficia di un trattamento altrettanto favorevole di quello accordato da ogni Stato parte al presente Protocollo alle altre organizzazioni internazionali analoghe.

Articolo 13 L'Organizzazione può ricevere, tenere e trasferire qualsiasi fondo, divisa o valuta; essa può disporne liberamente per le proprie attività ufficiali e può avere dei conti in qualsiasi moneta, nella misura necessaria per permetterle di far fronte ai suoi impegni.

2. Nell'esercizio dei diritti che le sono accordati in virtù del presente articolo, l'Organizzazione tien conto delle richieste formulate da un Governo di un Paese parte al presente Protocollo, sempre che esse non rechino pregiudizio ai suoi interessi.

Articolo 14 1. I rappresentanti degli Stati parti al presente Protocollo, che partecipano alle riunioni dell'Organizzazione, godono durante l'esercizio delle loro funzioni, come pure durante i loro viaggi a destinazione o provenienza dal luogo della riunione, dell'immunità da arresto personale o detenzione, come pure dal sequestro del loro bagaglio personale, salvo in caso di flagrante delitto.

In un caso del genere, le autorità competenti informano immediatamente dell'arresto o del sequestro il Direttore generale dell'Organizzazione o il suo rappresentante.

2. Le persone suddette godono parimente dell'immunità da giurisdizione, anche dopo la conclusione della loro missione, per gli atti, comprese le parole e gli scritti, da loro commessi nell'esercizio delle loro funzioni e nei limiti delle

156

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe loro attribuzioni. Questa immunità non si applica nel caso d'infrazione alla regolamentazione sulla circolazione di autoveicoli commessa dagli interessati oppure di danni causati da un autoveicolo di loro proprietà o da essi guidato.

Articolo 15 Oltre ai privilegi ed immunità previsti agli articoli 16 e 17 qui sopra, il Direttore generale dell'Organizzazione, o la persona chiamata a sostituirlo, gode, per la durata delle sue funzioni, dei privilegi e delle immunità riconosciuti dalla Convenzione di Vienna del 18 aprile 1961 sulle relazioni diplomatiche agli agenti diplomatici di rango equivalente.

Articolo 16 1. Le persone al servizio dell'Organizzazione godono, anche dopo che le loro funzioni sono terminate, dell'immunità per ciò che concerne qualsiasi azione giuridica per i loro atti, compresi le parole e gli scritti, commessi nell'esercizio delle loro funzioni e nei limiti delle loro attribuzioni.

2. Questa immunità non si applica nel caso d'infrazione alla regolamentazione sulla circolazione degli autoveicoli commessa dalle persone menzionate nel paragrafo 1 qui sopra ,oppure di danni commessi da un'autoveicolo di loro proprietà o da essi guidato.

Articolo 17 I membri del personale dell'Organizzazione che ad essa dedicano tutta la loro attività professionale: a) godono, per ciò che concerne i trasferimenti di fondi, dei privilegi generalmente riconosciuti ai membri del personale delle organizzazioni internazionali nell'ambito delle relative regolamentazioni nazionali; b) godono, se sono legati all'Organizzazione da un contratto della durata minima di un anno, del diritto d'importare in franchigia il loro mobilio ed i loro effetti personali in occasione del loro primo trasferimento nello Stato interessato, e del diritto, alla cessazione delle loro funzioni nel detto Stato, di esportare in franchigia il loro mobilio ed i loro effetti personali, con riserva, nell'uno o nell'altro caso, delle condizioni e restrizioni previste dalle leggi e dai regolamenti dello Stato dove il diritto è esercitato; e) godono, assieme ai membri della loro famiglia che fanno parte del loro nucleo familiare, delle stesse eccezioni alle disposizioni che limitano l'immigrazione e che regolano la registrazione degli stranieri, di quelle generalmente riconosciute ai membri del personale delle organizzazioni internazionali ; d) godono dell'inviolabilità per tutte le loro carte ed i loro documenti ufficiali ; e) sono esenti da ogni obbligo relativo al servizio militare o a qualsiasi altro servizio obbligatorio;

157

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe f) godono, durante eventuali crisi internazionali, assieme ai membri della loro famiglia che fanno parte del loro nucleo familiare, delle stesse facilitazioni per il rimpatrio a disposizione dei membri delle missioni diplomatiche.

Articolo 18 L'Organizzazione, il suo Direttore generale ed i membri del suo personale sono esenti da ogni contributo obbligatorio ad organismi nazionali di previdenza sociale, nel caso stabilisca essa stessa un proprio sistema di previdenza sociale con prestazioni sufficienti, con riserva degli accordi da stipulare con gli Stati in questione, parti al presente Protocollo, conformemente alle disposizioni dell'articolo 27 qui appresso, oppure a misure corrispondenti emanate da questi stessi Stati.

Articolo 19 1. Nelle condizioni e secondo la procedura stabilita dal Consiglio, che decide al più tardi entro un anno dall'entrata in vigore del Protocollo, il Direttore generale dell'Organizzazione ed i membri del personale della stessa menzionati nell'articolo 17, possono essere soggetti, a profitto di quest'ultima, ad un'imposta sui trattamenti ed emolumenti da essa versati. A contare dalla data dell'applicazione di questa imposta, detti trattamenti ed emolumenti saranno esenti da imposte nazionali sul reddito; gli Stati parti al presente Protocollo si riservano però la possibilità di tener conto di questi trattamenti ed emolumenti per il calcolo dell'importo dell'imposta da percepire sui redditi provenienti da altre fonti.

2. Le disposizioni del primo paragrafo del presente articolo non sono applicabili alle rendite e pensioni versate dall'Organizzazione ai propri ax-direttori generali ed agli ex-membri del suo personale in seguito ai servizi da essi prestati in seno all'Organizzazione.

Articolo 20 I nomi, funzionari ed indirizzi dei membri del personale dell'Organizzazione menzionati nell'articolo 17 del presente Protocollo sono comunicati periodicamente ai Governi degli Stati partecipanti al suddetto Protocollo.

Articolo 21 1. I privilegi e le immunità previsti dal presente Protocollo non sono stati stabiliti allo scopo di accordare vantaggi personali ai loro beneficiari. Sono stati istituiti unicamente allo scopo di assicurare, in qualsiasi circostanza, il libero funzionamento dell'Organizzazione e la completa indipendenza delle persone ai quali essi sono accordati.

158

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe 2. Il Direttore generale o la persona chiamata a sostituirlo o, se si tratta del rappresentante di uno Stato parte al presente Protocollo, il Governo di detto Stato o, se si tratta del Direttore generale stesso, il Consiglio, hanno il dovere di levare questa immunità quando giudicano che essa ostacoli il funzionamento normale della giustizia e che è possibile rinunciarvi senza compromettere gli scopi per i quali essa è stata accordata.

Articolo 22 1. Nessun Stato parte a questo Protocollo è tenuto ad accordare i privilegi e le immunità menzionati agli articoli 14, 15 e 17 a), b), e), e), f) ai propri cittadini e nemmeno ai residenti permanenti sul suo territorio.

Articolo 23 1. L'Organizzazione è tenuta a inserire in tutti i contratti scritti, nei quali sia parte, salvo quelli conchiusi conformemente all'ordinamento del personale, una clausola compromissoria, secondo la quale ogni controversia circa l'interpretazione o l'esecuzione del contratto può, a domanda d'una delle parti, essere sottoposta ad un arbitrario privato. Questa clausola arbitrale specificherà il modo di designazione degli arbitri, la legge applicabile e lo Stato nel quale siederanno gli arbitri. La procedura di arbitrato sarà quella di questo Stato.

2. L'esecuzione della sentenza emessa in seguito a questo arbitrato sarà regolata dalle norme in vigore nello Stato sul cui territorio essa verrà eseguita.

Articolo 24 1. Ogni Stato parte al presente Protocollo può compromettere in un Tribunale arbitrale internazionale ogni controversia: a) concernente un danno causato dall'Organizzazione; b) implicante qualsiasi obbligo non contrattuale dell'Organizzazione; e) implicante qualsiasi persona che potrebbe reclamare l'immunità di giurisdizione conformemente agli articoli 15 e 16, se questa immunità non è stata levata conformemente alle disposizioni dell'articolo 12 del presente Protocollo. Nellecontroversie dove l'immunità da giurisdizione è reclamata conformemente agli articoli 15 e 16, la responsabilità dell'Organizzazione sarà sostituita a quella delle persone indicate in questi articoli.

2. Se uno Stato parte al presente Protocollo intende compromettere una controversia all'arbitrato, lo notifica al Direttore generale che ne informerà immediatamente ogni Stato parte al presente Protocollo. 3. La procedura di cui al paragrafo 1 del presente articolo non si applica alle controversie fra l'Organizzazione ed il Direttore generale, i membri del personale o i periti, circa le loro condizioni di servizio.

159

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe 4. La sentenza del Tribunale arbitrale è definitiva e inappellabile; essa è vincolante per le parti. Nel caso di controversia quanto al senso ed alla portata della stessa, l'interpretazione è data dal Tribunale arbitrale a domanda d'una delle parti.

Articolo 25 1. Il tribunale arbitrale previsto nell'articolo 24 qui sopra si compone di tre arbitri, uno nominato dallo Stato o dagli Stati, parti nell'arbitrato, uno nominato dall'Organizzazione ed un terzo, che assume la presidenza e che viene nominato dai due primi.

2. Questi arbitri sono scelti su un elenco comprendente non più di sei arbitri designati da ciascun Stato parte al presente Protocollo e sei arbitri designati dall'Organizzazione.

3. Ove, nel termine di tre mesi dalla notificazione menzionata nel paragrafo 2 dell'articolo 24, una delle parti s'astenga dal procedere alla nomina prevista nel paragrafo 1 del presente articolo, la scelta dell'arbitro è fatta, a domanda dell'altra parte, dal Presidente della Corte internazionale di Giustizia fra le persone indicate nell'elenco suddetto. Lo stesso avviene a domanda della parte più diligente, ove, nel termine d'un mese dalla nomina del secondo arbitro, i due primi arbitri non s'intendano sulla designazione del terzo. Nondimeno, un cittadino dello Stato richiedente non può essere scelto al seggio dell'arbitro la cui nomina spettava all'Organizzazione, né una persona iscritta nell'elenco per designazione dell'Organizzazione scelta al seggio dell'arbitro la cui nomina spettava allo Stato richiedente. Le persone appartenenti a questi due gruppi non possono nemmeno essere scelte alla presidenza del Tribunale.

4. Il Tribunale arbitrale fissa le proprie regole di procedura.

Articolo 26 Ogni controversia fra l'Organizzazione ed il Governo di uno Stato partecipante al presente Protocollo, circa l'interpretazione o l'applicazione del medesimo, non composta per mezzo di negoziati diretti, sarà sottoposta, su richiesta di una delle Parti e salvo restando un diverso modo di composizione, ad un Tribunale arbitrale composto di tre membri, cioè di un arbitro designato dal Direttore generale dell'Organizzazione o dalla persona chiamata a sostituirlo, di un secondo arbitro designato dallo Stato o dagli Stati partecipanti interessati, e di un terzo arbitro scelto di comune accordo dagli altri due, il quale non potrà essere né un funzionario dell'Organizzazione, né un cittadino dello Stato o degli Stati in causa, e che presiederà il Tribunale.

La richiesta introduttiva dell'istanza dovrà indicare il nome dell'arbitro designato dalla parte attrice; la parte convenuta dovrà designare il suo arbitro e comunicarne il nome all'altra parte entro due mesi dalla ricevuta della ri-

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Ricerche astronomiche nell'emisfero australe chiesta introduttiva d'istanza. Ove la parte convenuta non scelga il proprio arbitro entro il termine suddetto, oppure se i due arbitri designati non riescono a mettersi d'accordo sulla scelta del terzo arbitro entro il termine di due mesi dopo la designazione del secondo arbitro, la scelta verrà fatta dal Presidente della Corte internazionale di Giustizia su domanda della parte più diligente.

Il Tribunale stabilirà le sue norme di procedura. Le sue decisioni sono definitive, vincolanti per le parti e inappellabili.

Articolo 27 L'Organizzazione può, per decisione del Consiglio, conchiudere degli accordi completivi con uno o più Stati parti al presente Protocollo, per l'esecuzione delle disposizioni del presente Protocollo.

Articolo 28 1. il presente Protocollo è aperto alla firma degli Stati parti alla Convenzione per l'istituzione dell'Organizzazione del 5 ottobre 1962.

2. Il presente Protocollo soggiace alla ratificazione o all'approvazione. Gli strumenti di ratificazione o d'approvazione saranno depositati negli archivi del Governo della Repubblica francese.

Articolo 29 II presente Protocollo entrerà in vigore il giorno di deposito del terzo strumento di ratificazione o d'approvazione.

Articolo 30 1. Dopo la sua entrata in vigore, il presente Protocollo rimarrà aperto all'adesione di ogni Stato parte alla Convenzione per l'istituzione dell'Organizzazione, del 5 ottobre 1962.

2. Gli strumenti d'adesione saranno depositati negli archivi del Governo della Repubblica francese.

Articolo 31 Per ogni Stato che ratifica o approva il presente Protocollo dopo la sua entrata in vigore, oppure per ogni Stato che vi aderisce, il presente Protocollo entrerà in vigore il giorno del deposito dello strumento dir atificazione, d'approvazione o d'adesione.

161

Ricerche astronomiche nell'emisfero australe Articolo 32 II Governo della Repubblica francese notificherà a tutti gli Stati che avranno firmato il presente Protocollo o che vi avranno aderito, e al Direttore generale dell'Organizzazione, il deposito di ogni strumento di ratificazione, approvazione o adesione, come pure l'entrata in vigore del presente Protocollo.

Articolo 33 1. Il presente Protocollo rimarrà in vigore fino al termine della Convenzione per l'istituzione dell'Organizzazione, del 5 ottobre 1962.

2. Ogni Stato che si ritira dall'Organizzazione o che cessa di farne parte in virtù dell'articolo XI della Convenzione menzionata nel paragrafo precedente, cessa d'essere parte al presente Protocollo.

Articolo 34 II presente Protocollo dev'essere interpretato alla luce del suo obiettivo essenziale, che è quello di permettere all'Organizzazione di adempiere integralmente ed efficacemente alla sua missione e di esercitare le funzioni che le sono assegnate dalla Convenzione.

Articolo 35 Al momento dell'entrata in vigore del presente Protocollo, il Governo della Repubblica francese lo farà registrare presso il Segretariato delle Nazioni Unite, conformemente all'articolo 102 della Carta delle Nazioni Unite.

Fatto a Parigi il 13 agosto 1974 in un solo esemplare, nelle lingue tedesca, francese, olandese e svedese, il testo francese facendo fede in caso di contestazione. Questo esemplare sarà depositato negli archivi del Ministero degli Affari esteri della Repubblica francese, che ne rilascerà copia certificata conforme agli Stati firmatari o aderenti.

(Si omettono le firme)

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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Messaggio concernente l'adesione della Svizzera all'Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell'emisfero australe (ESO), come pure i privilegi e le immunità di questa organizzazione del 15 dicembre 1980

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