Rapporto della Delegazione delle finanze delle Camere federali alle Commissioni delle finanze del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati sulla sua attività nel 1982 # S T #

del 28 aprile 1983

Onorevoli presidenti e consiglieri, La Delegazione delle finanze è incaricata di provvedere all'esame e al controllo regolare del complesso della gestione delle finanze federali (ad eccezione di quella delle Ferrovie federali e della Regìa degli alcool). Ogni anno essa presenta alle Commissioni delle finanze un rapporto sulla sua attività, conformemente all'articolo 15 del regolamento del 29 marzo 1963 delle Commissioni delle finanze e della Delegazione delle finanze delle Camere federali.

Il presente rapporto fornisce un compendio dei principali affari trattati nel corso del 1982 e nei primi mesi di quest'anno.

28 aprile 1983

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In nome della Delegazione delle finanze delle Camere federali: II presidente: F. Eng, consigliere nazionale II vicepresidente: E. Belser, consigliere agli Stati

1983 -- 394

Compendio Apriamo il presente rapporto con qualche osservazione generale sulla vigilanza finanziaria e passiamo poscia a dar conto, in modo analitico, dei punti centrali della nostra attività, nonché ad esporre taluni problemi che assumono un'importanza particolare per le Commissioni delle finanze, vale a dire: - vigilanza finanziaria e coordinamento dell'alta vigilanza parlamentare in tema d'aiuto allo sviluppò; - casse pensioni della Confederazione; - ammodernamento del conto di Stato della Confederazione giusta il nuovo modello contabile; - sussidi federali.

Inoltre, scegliendo nel gran numero di affari trattati, vi informiamo in modo ancor più approfondito segnatamente su quegli affari che hanno indotto la nostra Delegazione ad intervenire o che comunque meritano una particolare menzione per altri motivi.

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I. Organizzazione, sedute

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Composizione della Delegazione delle finanze durante l'esercizio

Consiglio nazionale: on. Eng, Riesen-Friburgo, Weber Leo Consiglio degli Stati: on. Belser, Arnold, Generali Presidenti 1982: L. Arnold, consigliere agli Stati 1983: F. Eng, consigliere nazionale La Delegazione consta delle tre sezioni seguenti: Prima sezione - Autorità e tribunali - Dipartimento dell'interno - Dipartimento dei trasporti, delle comunicazioni e delle energie - Azienda delle PTT

Relatori (1983) Eng CN Belser CS Belser CS Belser CS

Seconda sezione - Dipartimento delle finanze - Dipartimento dell'economia pubblica

Generali CS Weber Leo CN

Terza sezione - Dipartimento degli affari esteri - Dipartimento di giustizia e polizia - Dipartimento militare

Arnold CS Arnold CS Riesen-Friburgo CN

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Sedute, affari trattati

Nel corso dell'esercizio, la Delegazione delle finanze ha tenuto sei sedute ordinarie di due giorni e tre sedute straordinarie; quest'ultime sono state dedicate principalmente all'esame delle domande di crediti urgenti e si sono svolte durante le sessioni delle Camere federali. Inoltre lo studio di questioni particolari concernenti l'aiuto allo sviluppo e l'Azienda delle PTT ha richiesto due sedute sezionali.

Giusta l'articolo 50 capoverso 7 della legge del 23 marzo 1962 sui rapporti fra i Consigli, la Delegazione delle finanze deve poter disporre regolarmente di tutti i rapporti e processi verbali di revisione del Controllo federale delle finanze (CDF), nonché di tutte le decisioni del Consiglio federale che concernono la vigilanza sui crediti iscritti nel preventivo e, in generale, la gestione finanziaria della Confederazione.

Nel corso dell'esercizio, oltre ai numerosi decreti del Consiglio federale, sono stati segnatamente sottoposti alla Delegazione delle finanze gli affari seguenti: 404

Numero

72 743 94 32

II. Osservazioni generali sulla vigilanza finanziaria La nostra Delegazione, giusta il dettato del proprio regolamento, è tenuta a presentare ogni anno un rapporto sulle proprie attività. L'espletamento di questo obbligo, le offre l'occasione di fare qualche riflessione fondamentale sul proprio compito e sul suo ruolo come anche su quello delle Commissioni delle finanze e di precisare una volta ancora le possibilità e i limiti dell'influenza di tutti questi organi sugli avvenimenti che concernono le finanze federali.

Trattandosi di vigilanza finanziaria permanente nell'accezione stretta del termine, vale a dire dell'esame di come si impiegano parsimoniosamente i fondi federali, si può costatare che la nostra Delegazione dispone degli strumenti a ciò adeguati. In questo contesto dobbiamo affermare che non incontriamo difficoltà alcuna nell'esercizio pratico del nostro compito. La forza del nostro sistema risiede principalmente nel fatto che il controllo è immediato sia nel tempo sia nella materia: la nostra Delegazione riceve infatti senza ritardo alcuno le decisioni del governo e dell'amministrazione di portata finanziaria, il che le consente, ove occorresse, di reagire immediatamente.

Ma la vigilanza finanziaria in senso ampio comprende del pari l'obbligo di badare ad una puntuale applicazione della normativa contenuta nella legge sulla gestione finanziaria e in quella sul controllo delle finanze. Queste disposizioni legali prescrivono, come noto, che si deve dar opera ad ammortare lo scoperto di bilancio per assicurare a lungo termine l'equilibrio finanziario.

Occorre che le Commissioni delle finanze in una con la nostra Delegazione si sentano responsabili, in un grado particolare, del destino delle nostre finanze. Le Commissioni hanno il dovere, segnatamente allorché esaminano il preventivo, di impegnarsi davanti ai Consigli legislativi in favore di una politica finanziaria che non contraddica i principi sottesi alle normative testé ricordate. L'evoluzione di questi ultimi anni ha dimostrato però chiaramente che, stanti le procedure decisionali più lente che in passato e dato il restringimento del margine di manovra, le finanze federali non possono più essere manovrate adeguatamente tramite il bilancio se non in taluni contesti circostanziali. Le decisioni di maggior momento per la politica finanziaria sono prese, nel nostro Parlamento, su tutto l'arco dell'anno, 405

nell'ambito delle discussioni concernenti numerosi progetti singoli. Orbene, ciascuno di questi vien trattato da una commissione differente, cosicché si corre, in sé, il pericolo di valutarne isolatamente i riflessi finanziari. Gli imperativi del risparmio non vengono allora così manifestamente in primo piano come allorché si conduce innanzi un esame critico dell'insieme della situazione finanziaria.

Giusta i disposti del proprio regolamento, la nostra Delegazione ha anche la competenza di deliberare su progetti dell'Esecutivo. Essa può far conoscere la propria opinione o le proprie proposte verbalmente o per scritto, sia alle Commissioni delle finanze sia ad altre commissioni parlamentari (art. 12 del regolamento delle Commissioni delle finanze e della Delegazione delle finanze delle Camere federali). L'anno scorso, la Commissione delle finanze del Consiglio nazionale ci ha stimolati a fare un uso più intenso di questa nostra competenza; all'uopo, occorre rilevare che la nostra Delegazione, ormai da alcuni anni, si fa un dovere d'esaminare in modo permanente le conseguenze finanziarie e i riflessi sugli effettivi del personale connessi con ogni messaggio sottoposto al Parlamento dal Consiglio federale. Per espletare questi esami noi ci serviamo, come orientamento generale, del piano finanziario portato a conoscenza del Parlamento: qualora un progetto si scosti dai dati della pianificazione, o qualora un nostro intervento s'imponga per altri motivi, non esitiamo a dire quello che pensiamo al Consiglio federale, alle Commissioni delle finanze o alle Commissioni specifiche che trattano il progetto.

L'esperienza dimostra tuttavia che nemmeno il più chiaro avvertimento impedisce alle Commissioni e al Parlamento di dar la preferenza a varianti finanziariamente più generose travalicanti le cifre pianificate, anche in un periodo in cui il preventivo è già fortemente gravato.

La nostra Delegazione intende mantenere la linea che si è tracciata, nonostante tali scarti; essa continuerà fedelmente il compito di vigilanza assegnatole e continuerà ad attirare l'attenzione del Parlamento sulle conseguenze di una politica in definitiva contraria alla volontà di moderazione reiteratamente espressa dal Parlamento stesso.

La nostra Delegazione è venuta a sapere che la Commissione delle finanze del Consiglio nazionale aveva incaricato un gruppo di lavoro d'esaminare le possibilità di rafforzare l'influenza delle Commissioni delle finanze sulle decisioni parlamentari in materia finanziaria. Orbene, siccome le prospettive delle nostre finanze restano altrettanto oscure quanto in passato, permane necessario che in avvenire gli organi parlamentari di vigilanza finanziaria, cui tocca una responsabilità particolare, facciano blocco contro le domande esagerate. Per questa ragione attendiamo con impazienza i risultati dei lavori del gruppo testé citato.

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III. Punti principali dell'attività di vigilanza nel 1982/1983 1

Aiuto allo sviluppo: vigilanza finanziaria, coordinamento dell'alta vigilanza parlamentare

Uno dei punti cardinali dell'attività della nostra Delegazione nel corso dell' ultimo esercizio è stato quello di assicurare l'efficace controllo delle spese connesse con l'aiuto allo sviluppo. La ragione di ciò risiede essenzialmente nel fatto che numerose cerehie della popolazione e del Parlamento mantengono manifestamente, come in passato, un atteggiamento critico rispetto all'aiuto allo sviluppo. Il contribuente, in altre parole, s'aspetta a giusto titolo che si sottopongano i mezzi federali investiti nell'aiuto allo sviluppo a un controllo altrettanto drastico quanto quello cui sono sottoposti gli altri settori delle finanze federali; inoltre, un controllo efficace può contribuire a diminuire lo scetticismo e a rafforzare la fiducia rispetto alla politica d'aiuto allo sviluppo seguita dalla Confederazione.

Noi siamo stati indotti a trattare, nel presente rapporto, in un modo assai approfondito, diversi aspetti della vigilanza finanziaria sull'aiuto allo sviluppo principalmente per avere l'occasione di esporre provvedimenti introdotti dalla nostra Delegazione nel corso dell'esercizio e volti a migliorare viepiù i controlli. Inoltre dobbiamo informarvi sugli sforzi condotti innanzi per promuovere una collaborazione viepiù stretta tra, da una parte, gli organi di vigilanza finanziaria e le Commissioni della gestione e, d'altra parte, le altre commissioni parlamentari attive nel settore dell'aiuto allo sviluppo.

I rapporti delle Corti dei conti dei Paesi a noi vicini dimostrano, senza eccezione alcuna, che i controlli delle spese per l'aiuto allo sviluppo inducono a costatazioni assai simili: si rilevano lacune gestionali d'ordine tecnico, per esempio un controllo insufficiente dei rendiconti, ritardi nell'esame e nell'approvazione di questi ultimi, inosservanze di prescrizioni finanziarie e via dicendo, ma si sollevano anche questioni di principio attinenti alla politica stessa d'aiuto allo sviluppo, quali l'incerta efficacia dell'aiuto stesso, l'impiego inadeguato dei mezzi (segnatamente devoluti a progetti inutili), ecc.

L'estensione della collaborazione con il Terzo Mondo obbliga i responsabili dell'aiuto allo sviluppo, anche nel nostro Paese, a far fronte a problemi nuovi e per molti aspetti ardui. La classificazione funzionale delle spese federali da, dell'assistenza ai Paesi in sviluppo, l'immagine seguente: Mio fr.

1970 1975

123 242

Mio fr.

1980 .'

1983

419 577 (Preventivo)

Questa crescita relativamente rapida delle spese ha comportato un aumento considerevole dei progetti, che s'è attuato mediante un personale i cui effettivi venivano adeguati in modo molto meno che proporzionale. In questo 407

contesto si deve poi tener conto anche del fatto che ogni progetto presenta esigenze particolari: se si pensa alla barriera linguistica e alle grandi distanze, alla molteplicità dei problemi nei diversi Paesi beneficiari, alla mancanza di specialisti e ad altri elementi, ci si può render conto facilmente delle difficoltà che emergono via via allorché si tratta di realizzare in concreto l'aiuto allo sviluppo. Già nei nostri precedenti rapporti avevamo segnalato queste particolarità ed avevamo costatato che la Direzione della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario (DSA) aveva, tutto sommato, svolto un ottimo lavoro. Non vogliamo ritornare su questa valutazione fondamentalmente positiva dacché mantiene la propria validità, dobbiamo però qui sotto formulare alcune critiche derivanti dalla nostra attività di vigilanza.

Nel campo della DSA, la vigilanza finanziaria funziona come segue: - Tocca in primo luogo all'ufficio stesso, in questo caso alla DSA, provvedere a un impiego razionale, efficace e parsimonioso dei fondi affidati (art. 31 della legge sulla gestione finanziaria).

Ogni progetto deve essere oggetto di una proposta da sottoporre poscia a procedura di corapporto.

I membri delle due sezioni dispongono ogni volta di una completa documentazione che consente loro d'analizzare l'impiego dei crediti sin nei minimi dettagli.

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Esuleremmo dal quadro di questo rapporto se volessimo esporre più analiticamente ancora i problemi trattati nei rapporti di controllo dell'Ispettorato delle finanze della DSA e del Controllo federale delle finanze. Gli interventi di quest'ultimo portano essenzialmente su questioni concernenti la pianificazione finanziaria, il controllo del preventivo e la gestione dei fondi assegnati ai singoli progetti (elementi organizzativi carenti, mancanza di coordinamento e così via).

Dal canto nostro abbiamo dovuto occuparci in particolare di numerosi ritardi nella consegna dei rendiconti, ritardi che nella maggior parte poterono essere ricuperati dopo reiterate sollecitatorie. La nostra Delegazione ha comunque chiesto, in proposito, di studiare i mezzi per semplificare i rendiconti dei singoli progetti e di far collaborare maggiormente gli uffici di coordinamento neoistituiti nelle regioni ove la DSA è attiva (ve ne sono sedici a tutt'oggi). Va da sé che le persone chiamate a lavorare in loco per l'aiuto allo sviluppo devono, durante il periodo di formazione in Svizzera, essere familiarizzate sufficientemente coi compiti finanziari connessi con la loro missione. Diremo per concludere che la sicurezza di un impiego parsimonioso dei fondi è altrettanto importante dell'esecuzione impeccabile, dal profilo tecnico, dei progetti.

Da quanto detto discende che sia le sezioni delle Commissioni delle finanze sia la nostra Delegazione devono svolgere i loro compiti di controllo quasi esclusivamente sulla base di documenti e di rapporti. Per ragioni comprensibilissime non è possibile giudicare in loco direttamente se i fondi assegnati dalla- Confederazione siano impiegati effettivamente in un modo razionale ed efficace come siamo soliti fare in altri settori del controllo. Per chiudere il più possibile questa lacuna nella nostra attività di controllo, abbiamo pregato il Controllo federale delle finanze di procedere, a contare dal 1983, anche ad esami più numerosi dei progetti d'aiuto allo sviluppo in tutte le zone in cui la DSA svolge la propria attività. Infatti, prima di questo nostro intervento, il Controllo federale delle finanze si limitava, quanto alle revisioni all'estero, quasi esclusivamente a controllare le ambasciate e i consolati svizzeri. Per ottenere uno svolgimento adeguato del controllo da noi chiesto è previsto di aggregare all'esperto finanziario del Controllo federale delle finanze uno specialista esterno; si forma così una squadra certo atta ad eseguire sul posto sia controlli d'efficacia che puntuali esami della conduzione finanziaria. Giusta il riparto del lavoro, le Commissioni della gestione sono competenti in prima linea per i controlli concernenti l'efficacia; per questa ragione si designeranno, d'intesa con esse, sia i progetti da esaminare sia gli esperti esterni ai quali occorrerà, come s'è detto testé, far capo.

La nostra Delegazione procurerà che si applichi sempre il principio della proporzionalità anche in questi controlli esterni. Tenuto conto dei costi non 28

Foglio federale 1983. Voi. II

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trascurabili di questi controlli, occorrerà, per il momento, eseguire una sola missione all'anno durante la quale verranno esaminati diversi progetti di una regione o di un Paese. Per il 1983, si è scelto il Nepal. La missione è oggetto di un'accurata preparazione; la nostra Delegazione informerà a tempo debito le Commissioni delle finanze circa il suo svolgimento.

Come l'abbiam detto iniziando il capitolo, val la pena di abbordare ancora brevemente, qui sotto, il coordinamento dell'alta vigilanza parlamentare nel settore dell'aiuto allo sviluppo. Dato però che il Consiglio degli Stati già ha discusso minuziosamente la questione esaminando una mozione nel corso dell'ultima sessione primaverile, noi qui possiamo fare un discorso molto succinto. Oltre i cinque organi parlamentari di controllo propriamente detti (le due Commissioni delle finanze, la nostra Delegazione e le due Commissioni della gestione) quattro altre commissioni si occupano di aiuto allo sviluppo, vale a dire: la Commissione degli affari esteri, per le questioni fondamentali concernenti la politica dello sviluppo, le Commissioni del commercio esterno (CdS) e degli affari economici (CN), per la politica commerciale rispetto al Terzo Mondo. Visto che ben nove organi parlamentari si interessano a questo unico settore di spesa, sarebbe incongruo non provvedere ad un adeguato coordinamento.

La delimitazione dei compiti tra le commissioni di controllo non solleva particolare difficoltà. La nostra Delegazione, le Commissioni delle finanze e le Commissioni della gestione restano in permanente contatto su tutto l'arco della loro attività. Per contro si potrebbe migliorare lo scambio di informazioni tra le commissioni di controllo, da un lato, e le altre commissioni che si occupano dell'aiuto allo sviluppo come tale, dall'altro lato. Proposte concrete della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (cf. FF 1982 II 230 segg.) hanno consentito di prospettare il problema l'anno scorso. Dopo aver preso conoscenza della mozione precitata, la nostra Delegazione ha promesso che farà il possibile per contribuire a migliorare rapidamente l'informazione reciproca; veglieremo infatti affinchè uno scambio di vedute possa aver luogo, tra le commissioni interessate, già nel corso della prossima sessione estiva. Tali incontri saranno organizzati in avvenire una o due volte all'anno.

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Casse pensioni della Confederazione

Esistono attualmente per il personale federale due casse pensioni indipendenti l'una dall'altra, vale a dire: da un lato la Cassa federale d'assicurazioni (CFA) per l'amministrazione generale della Confederazione e l'Azienda delle PTT e, d'altro lato, la Cassa di pensione e soccorso (CPS) delle Ferrovie federali (FFS) per il personale di questa Regìa. L'esistenza autonoma di due casse ha radice storica, ma, secondo la nostra Delegazione, questa separazione non si giustifica attualmente, dal punto di vista pratico, dato che l'insieme del personale federale possiede uno statuto giuridico uniforme.

Mentre la CPS dipende, sul piano organizzativo, dalla Divisione del personale della Direzione generale delle FFS, la CFA è stata, per motivi principalmente di personale, ormai venuti a cadere, staccata dall'Ufficio federale 410

del personale (UFP) alcuni anni fa e organizzata come ente autonomo, subordinato al Dipartimeno federale delle finanze. Due anni or sono, in seguito ad un'ispezione da noi fatta presso la CFA, abbiamo domandato che si studiasse la sua connessione con l'UFP nonché la sua fusione con la CPS.

Il Dipartimento federale delle finanze ha successivamente incaricato un perito di chiarire la problematica che si porrebbe in questo contesto. Il colloquio da noi avuto recentemente con il perito ci consente di informarvi qui sullo stato attuale dell'affare. Il perito conferma il nostro punto di vista giusta il quale, data l'identità dei problemi che le due casse devono risolvere (menzioniamo segnatamente la legge federale sulla previdenza professionale e la decima revisione dell'AVS), occorre elidere quanto rapidamente possibile l'autonomia deliberatamente eretta in passato e stabilire una stretta collaborazione in tutti i settori. Sarebbe invero cosa irresponsabile lasciare che la CFA e la CPS eseguano i loro compiti separatamente. Dopo lunghe discussioni si è giunti, in una prima fase, a far collaborare le due casse sul piano amministrativo e segnatamente su quello dell'informatizzazione. Occorre felicitarsene tanto più che la CFA incontrava ormai delle vere strozzature nel trattamento elettronico dei dati, il che preoccupava. Per il momento si sta preparando una convenzione d'amministrazione che dovrebbe entrare in vigore verso la metà dell'anno; tale convenzione fissa lo scadenzario dell' integrazione nei diversi settori. Questa fase dovrebbe terminare all'inizio del 1985. Solo a partire da tale data si potrà risolvere definitivamente circa la questione della fusione. Dagli studi approfonditi discende segnatamente che, nello stato attuale delle cose, non sarebbe opportuno provocare in modo coattivo una fusione che richiede invece, secondo una corretta procedura, almeno due anni dacché implica modificazioni di leggi e di statuti. Occorre poi evitare che durante questo periodo di adattamento le due casse rischino di rimanere paralizzate poiché dovranno far fronte prossimamente, come abbiamo accennato sopra, a un volume di lavoro particolarmente notevole.

Questo pericolo non sussisterà con la proceura adottata perché esse potranno, nel quadro della collaborazione pratica già introdotta per via amministrativa e informatica, affrontare immediatamente tutti i lavori che comunque dovranno essere eseguiti anche in vista della fusione. Così per esempio esiste già oggi un progetto comune, elaborato in collaborazione con l'Ufficio federale dell'organizzazione, per adattare ambedue le casse alla nuova legge sulla previdenza professionale.

Il progetto di fusione solleva delle opposizioni segnatamente in seno al personale delle FFS che allega argomenti connessi con i diritti acquisiti. I sindacati fanno valere che non soltanto la CPS riposa su basi attuariali più salde della CFA, stante una struttura più vantaggiosa delle quote (ritorneremo brevemente su questa questione), bensì anche che il suo particolarismo si estende sin nel settore organizzativo come tale, il che fa dubitare dell'effetto di sinergia di una fusione. Tuttavia, in fin dei conti i sindacati sono pur favorevoli alla soluzione media e pragmatica che è stata introdotta e che, giusta la nostra Delegazione, costituisce invero un passo sicuro nella buona direzione. Risulta sempre meno possibile motivare obiettivamente l'esistenza di due apparati amministrativi dello stesso genere, tenuto conto dei vincoli stretti che uniscono i due enti nel settore normativo e dei problemi sempre 411

più ingenti che essi devono affrontare. La collaborazione in corso consentirà di fare costatazioni decisive sugli effetti economici della razionalizzazione connessi con la fusione eventuale.

Dopo aver esaminato l'evoluzione deficitaria della CFA nel marzo del 1981, la nostra Delegazione chiese al Consiglio federale d'esaminare i mezzi per stabilizzare la situazione oppure migliorare la struttura finanziaria della CFA ricorrendo ai provvedimenti indispensabili. Nel febbraio del 1983, il capo del Dipartimento federale delle finanze ci trasmise uno studio della CFA, del 10 gennaio 1983, prospettante le diverse possibilità di modificazione strutturale finanziaria. Dato che queste questioni hanno una portata considerevole e che le basi attuariali sia della CFA che della CPS non sono più state esaminate da lungo tempo, il capo del Dipartimento federale delle finanze ha deciso, in accordo con la Direzione generale delle FFS, di fare analizzare la questione del finanziamento delle due casse da uno specialista, preferibilmente un professore attuario del Politecnico federale di Zurigo. La nostra Delegazione è soddisfatta di questa procedura i cui esiti dimostreranno segnatamente se i disavanzi presentati dalle due casse resistono veramente ad un'analisi critica. Noi seguiremo attentamente questi problemi complessi e terremo le vostre commissioni delle finanze al corrente.

Nel quadro della nostra vigilanza finanziaria permanente, abbiamo dovuto occuparci degli oneri finanziari che oberano la Confederazione in materia di copertura attuariale, sulla base di casi concreti di nomina. Facendo seguito a una domanda della nostra Delegazione, il Consiglio federale ha, da qualche anno, preso provvedimenti affinchè le proposte di nomina indichino anche le spese attuariali di riacquisto degli anni assicurativi causate alla Confederazione. In tal modo, il Consiglio federale è sicuro di poter decidere in piena conoscenza di causa anche circa le conseguenze finanziarie connesse.

Questo nuovo disposto funziona bene e permette alla nostra Delegazione di intervenire, ove ne fosse il caso.

Nel corso dell'esercizio abbiamo dovuto contestare in due casi le disposizioni di riacquisto d'anni assicurativi prese dalla CFA, rspettivamente dalla CPS: in effetti le prestazioni alle quali la Confederazione si impegnava non erano giustificate in una misura così estesa; inoltre ci si poteva chiedere se l'uguaglianza di trattamento non fosse violata. In un caso trattavasi di una nomina presso il Dipartimento militare federale, nell'altro presso le FFS.

La nostra Delegazione ha chiesto al Consiglio federale di badare che si faccia prova, in tutti i settori amministrativi, della più grande oculatezza per quanto concerne le spese di riacquisto e che le pertinenti decisioni non abbiano a sfuggire alla sua propria competenza.

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Presentazione dei conti

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Ammodernamento del conto di Stato della Confederazione (nuovo modello contabile)

La nostra Delegazione segue da anni con attenzione gli sforzi fatti in vista di armonizzare i sistemi contabili delle collettività pubbliche. Recente412

mente è stata informata dettagliatamente sul nuovo modello contabile della Confederazione, già approvato dal Consiglio federale all'inizio di quest' anno.

Per ottenere una migliore comprensione ed una semplificazione, il conto delle variazioni patrimoniali, finora tenuto separatamente, verrà integrato nel conto generale.

Concepita in tal modo, la struttura del conto comprende: - il conto finanziario con tutte le entrate, le uscite ed il saldo; - il conto generale (conto di risultato) con l'aumento o la diminuzione globale dei valori patrimoniali, da cui si ottiene il grado di copertura; - il conto capitale con il bilancio di chiusura dell'esercizio.

Inoltre, sono introdotte innovazioni nel bilancio e nel piano dei conti. Da rilevare, in quanto modifica principale di quest'ultimo, la separazione netta tra le operazioni finanziarie d'investimento e quelle di consumo, tanto sul piano delle spese, quanto su quello delle entrate.

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Il sistema della Confederazione, invece, distingue chiaramente tra operazioni di cassa e operazioni contabili. Nel conto generale, i contributi agli investimenti di terzi non sono inoltre capitalizzati poiché la Confederazione non ha né il potere di disporre di tali investimenti, né il diritto di utilizzarli. La tenuta di un conto separato degli investimenti non sarebbe giustificata se non si portassero all'attivo le spese d'investimento, i contributi agli investimenti ed il loro ammortamento. Inoltre, per poter paragonare le cifre, anche i tassi di ammortamento dovrebbero essere armonizzati.

In occasione di un primo apprezzamento, la nostra Delegazione ha giudicato favorevolmente il nuovo modello sovradescritto. Quanto a sapere se sia «migliore» di quello dei Cantoni'o di quello della Confederazione, ciò dipende in larga misura dal punto di vista adottato. Tuttavia, quello che appare molto più importante è che la riforma introdotta rende il bilancio di previsione e il conto di Stato della Confederazione più comprensibili al cittadino e al politico e permette d'altro canto un paragone assai migliore con i conti dei Cantoni.

A tal proposito, la nostra Delegazione ha pregato il Dipartimento federale delle finanze, quando presenta i dati del conto finanziario, di insistere anche sui risultati del conto generale, che da parecchi anni sono considerevolmente più sfavorevoli di quelli del conto finanziario.

Il modello contabile manterrà probabilmente la sua validità ancora per decenni. Perciò le Commissioni delle finanze avranno occasione di trasmettere le loro osservazioni al riguardo in occasione di una seduta speciale.

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Contabilizzazione delle entrate della Confederazione

La Delegazione delle finanze si è occupata a varie riprese del problema della contabilizzazione delle entrate in seguito alle osservazioni mosse dal CDF, nell'ambito delle sue revisioni relative allo stralcio degli averi fiscali non ricuperabili.

Il problema risiede nel fatto che la Confederazione ha crediti di imposte e di interessi sui prestiti che costituiscono senza dubbio un elemento del suo

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patrimonio, ma di cui non si ha la certezza che i pagamenti corrispondenti saranno realmente effettuati. È comunque il caso di contabilizzare sia i crediti, sia i pagamenti, in modo da conoscere in ogni momento lo stato delle entrate e dei crediti della Confederazione. Onde assicurare una contabilizzazione delle entrate che tenga conto delle operazioni finanziarie e sia nel contempo conforme alla legge federale concernente la gestione finanziaria della Confederazione, occorre applicare, per quanto possibile, il principio di tesoreria per la loro contabilizzazione nel conto finanziario. Si costata che sin qui l'imposta sulla cifra d'affari, l'imposta preventiva, le tasse di bollo e i dazi (senza le multe) sono stati contabilizzati esclusivamente secondo il principio del credito.

Un gruppo di lavoro composto di rappresentanti dell'Amministrazione federale delle finanze, dell'Amministrazione federale delle contribuzioni e del CDF è stato incaricato di studiare questo problema. Sulla base di sue proposte è stato deciso di modificare la procedura di contabilizzazione. Alcuni mutamenti sono già stati introdotti nel conto di Stato per il 1982. La nostra Delegazione ritiene che queste modifiche costituiscano un reale miglioramento, ma che non sono ancora completamente soddisfacenti. In particolare ciò che resta discutibile è il fatto che secondo la prassi attuale le entrate dovute per l'imposta preventiva si ripercuotono interamente sul conto di Stato mentre per esperienza si sa che i quattro quinti circa devono essere rimborsati. Vi figurano quindi come entrate fondi di cui, in ultima analisi, soltanto una frazione spetta alla Confederazione. Occorre percio intensificare gli sforzi in vista di eliminare queste carenze.

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Sussidi federali Sussidi agli investimenti secondo la legge federale sull'aiuto alle università (LAU)

Nei nostri ultimi tre rapporti di attività, abbiamo rilevato numerose difficoltà relative al controllo dei conteggi in un campo così importante per la Confederazione e per i Cantoni universitari quale quello dei sussidi alle università. L'evoluzione della situazione nel corso dell'esercizio ci permette di formulare una valutazione più attendibile, basata sulle seguenti ragioni: - Abbiamo potuto elaborare con il capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI) uno scadenzario in vista di colmare i ritardi nei conteggi.

della scienza è stata potenziata. È inoltre allo studio, in collaborazione con l'Ufficio federale dell'organizzazione, la struttura dell'ufficio stesso.

Si tratterà prima di tutto di creare un servizio centrale delle finanze e dei sussidi.

Nonostante questa evoluzione, nel complesso positiva, non si deve perdere di vista che gli importi dei conteggi relativi ai sussidi sono, in numerosi casi, motivo di importanti divergenze di opinione tra le istanze cantonali e gli organi della Confederazione. D'altra parte ciò non può meravigliare se si considera il carattere complesso e molteplice di questi problemi di sussidiamento.

Il sussidio alle cliniche universitarie costituisce un settore particolarmente delicato. L'applicazione del principio secondo il quale vengono sussidiati solo i costi supplementari causati dall'insegnamento e dalla ricerca esige indagini considerevoli per chiarire i fatti. Inoltre, le istanze e i decreti di sussidiamento talvolta rudimentali, e i conteggi delle spese incompleti, causano numerose procedure supplementari. È per questi motivi che certi ritardi sono dell'ordine di parecchi anni. Ma vi è anche un'altra causa. Effettivamente, anche i Cantoni hanno lasciato andare per le lunghe questi affari in ragione del blocco del personale. Perciò, malgrado gli sforzi compiuti dalla Confederazione, occorrerà aspettare ancora qualche mese prima di colmare completamente i ritardi.

La nostra Delegazione continuerà a dedicare al settore dei sussidi agli investimenti secondo la LAU tutta l'attenzione che merita. Del resto condividiamo fondamentalmente il parere del Consiglio federale espresso nella risposta scritta ad un'interpellanza in materia. Secondo il Consiglio federale, la sua responsabilità di impiegare razionalmente ed economicamente i fondi pubblici, peraltro molto limitati attualmente, lo costringe a controlli minuziosi. In tal modo la collaborazione eccellente e fruttuosa fra la Confederazione e i Cantoni non è messa in questione.

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Agricoltura

In occasione di ogni seduta, la nostra Delegazione vede documenti riguardanti il settore dell'agricoltura (Rapporti di revisione e di ispezione del CDF, decreti del Consiglio federale, ecc.). In tal modo, deve costantemente far fronte ai numerosi problemi posti dalla nostra politica agricola.

Il compito è difficile per coloro che sono tenuti a garantire un impiego efficace e a usare con parsimonia il denaro dei contribuenti in questo settore che grava la cassa federale in modo particolarmente pesante. La varietà, il costo amministrativo e talvolta anche la complessità del sistema di sussidiamento rendono sempre più difficile la verifica dell'adeguatezza e dell'efficacia delle diverse forme di aiuto federale.

È il Parlamento che definisce l'orientamento della politica agricola. Perciò ne deriva che, nel quadro del suo mandato, la nostra Delegazione deve sempre intervenire allorquando costata un'evoluzione delle spese a favore dell" 416

agricoltura in contrasto con i principi superiori della politica finanziaria.

Giova menzionare due esempi di questa natura.

All'inizio di quest'anno abbiamo avuto un colloquio con la direzione dell' Ufficio federale dell'agricoltura (UFA) su una serie di problemi che emergono continuamente nel quadro della nostra attività di sorveglianza. La discussione si è sviluppata soprattutto sulla necessità di eseguire le misure decise dal Parlamento, se possibile senza spese amministrative sproporzionate. È necessario che la soppressione dei contributi di scarsa importanza costituisca un compito permanente dell'UFA, che dovrebbe intervenire a tal uopo, in particolare ogniqualvolta si tratti di istituire nuove disposizioni generali per migliorare il reddito agricolo. A questo proposito potrebbe essere utile ripetere l'operazione condotta con successo dalla Commissione delle finanze del Consiglio nazionale qualche anno fa presso la sede dell' UFA. Per tre giorni aveva esaminato scrupolosamente e con spirito critico tutte le rubriche relative alle spese e aveva così potuto eliminare parecchi contributi che non resistevano ad un'analisi costo-utilità. La nostra Delegazione ritiene che si dovrebbero poter realizzare risparmi anche nel settore amministrativo, uniformando i criteri di apprezzamento, riducendo il numero delle zone e raggruppando certi contributi.

La nostra Delegazione si associa ovviamente agli sforzi intrapresi dal Parlamento per migliorare le condizioni di reddito nell'agricoltura, che nel nostro Paese costituisce, per diversi motivi, un settore di attività particolarmente importante. Ritiene tuttavia che il sistema adottato, e continuamente migliorato, raggiunge attualmente un tale livello di perfezione da non più essere compatibile con l'esigenza di un'amministrazione razionale.

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IV. Concessione di crediti urgenti La legge federale concernente la gestione finanziaria della Confederazione autorizza il Consiglio federale a decidere una spesa prima dell'apertura del credito supplementare da parte dell'Assemblea federale quando vi sia urgenza e il credito di pagamento non esista o sia insufficiente. In questo caso deve chiedere, se possibile anticipatamente, l'accordo della Delegazione delle finanze. La stessa legge prevede una disposizione analoga per i crediti d'impegno. Affari di questo tipo ci vengono sottoposti ad ogni seduta. A questo riguardo rinviamo ai dati figuranti nel capitolo I.

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Misure concernenti il personale delle Regìe

La nostra Delegazione ha dovuto criticare severamente presso il Consiglio federale la mancanza di coordinamento delle misure prese riguardo 418

al personale delle FFS. In effetti, le FFS non hanno chiesto le autorizzazioni necessario tramite il Dipartimento federale delle finanze, né consultato il gruppo di lavoro competente per il coordinamento dei problemi di classificazione (che lavora sotto la direzione dell'Ufficio federale del personale), prima di migliorare la classificazione di una categoria professionale che, in precedenza, era allo stesso livello di quella dei funzionari di distribuzione dell'Azienda delle PTT. Quest'ultima, che non era stata consultata dalle FFS, ha successivamente inoltrato analoga richiesta di rivalutazione al Consiglio federale, che ha dovuto accettarla.

La nostra Delegazione ha invitato il Consiglio federale a vigilare affinchè tali procedure non abbiano più a ripetersi. Da quel momento il Consiglio federale ha preso le misure necessarie.

2 21

Funzionali superiori Supplementi di stipendio, creazione di nuovi posti fuori classe

Nel corso dell'esercizio, in applicazione dell'accordo concluso con il Consiglio federale, la nostra Delegazione è stata nuovamente chiamata a pronunciarsi su diverse domande di riclassificazione di funzionari supeirori e di concessioni di supplementi di stipendio giusta l'articolo 36 capoverso 1 della legge sull'ordinamento dei funzionari federali. La prassi rigorosa, seguita in questa materia, ci ha condotto in diversi casi a rifiutare la domanda o a modificare la proposta del Consiglio federale. Essendo a conoscenza del fatto che una serie di domande di supplemento di stipendio o di riclassificazione è in sospeso presso diversi dipartimenti, la nostra Delegazione ha recentemente comunicato al Consiglio federale che, per evitare qualsiasi effetto pregiudiziale, procederà all'esame di altre domande solo quando il Consiglio federale stesso avrà trattato i casi in sospeso. La nostra Delegazione parte dall'idea che non si tratta di giungere ad una revisione della classificazione attuale, ma solo di portarvi qualche correttivo indispensabile.

A tal proposito la nostra Delegazione si è fatta informare dalla Commissione di coordinamento per la classificazione delle funzioni superiori sul criterio di classificazione delle funzioni collocate fuori classe. La nostra Delegazione riconosce che la commissione si sforza di fondare le proprie decisioni su principi e criteri elaborati alla luce di numerosi anni di esperienza. Tuttavia, dopo aver proceduto ad un esame critico di casi sottoposti, e dato che il numero delle funzioni fuoriclasse è in costante aumento, siamo arrivati alla conclusione che è indispensabile un maggior rigore nell' apprezzamento da parte di questo organo di coordinamento.

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Durata in carica nei posti-chiave

La nostra Delegazione ha invitato il Consiglio federale a più riprese ad elaborare una pianificazione adeguata per l'occupazione dei posti importanti, tanto nei settori militari quanto in quelli civili dell'amministrazione, in modo tale da poter evitare un cambiamento di titolare già nel giro dei 419

primi due o tre anni. I posti-chiave dovrebbero essere occupati dallo stesso titolare durante un periodo abbastanza lungo per assicurare la continuità della condotta degli affari. È stato il trasferimento di funzionari altolocati del Dipartimento federale degli affari esteri, dopo un periodo di attività relativamente breve al posto assegnato, ad indurre la nostra Delegazione a ricordare con fermezza al Consiglio federale quanto surriferito.

3

Classificazione dei cancellieri e dei segretari di tribunale

In occasione di un colloquio di carattere generale con il Tribunale federale delle assicurazioni è stata pure discussa la classificazione dei cancellieri e dei segretari di tribunale. All'epoca in cui era stata elaborata, si era partiti dall idea che tali posti potevano essere occupati soltanto da persone molto qualificate, con pratica professionale pluriennale e variata. L'esperienza ha tuttavia mostrato che oggi non è più possibile reclutare persone che rispondano a queste esigenze. In realtà è frequente che candidati manchino dell'esperienza richiesta, ciò di cui occorrerebbe tener conto nella fissazione del salario iniziale. Dopo aver chiarito la questione presso l'UFP, la nostra Delegazione ha indicato ai Tribunali federali i mezzi per adattare le classificazioni e il salario iniziale dei cancellieri e dei segretari alle condizioni attuali. Le proposte fatte sono fondate sulla prassi seguita in seno all'amministrazione federale.

4

Pensionamento anticipato del personale della sicurezza aerea dell'Ufficio degli aerodromi militari (UFAM)

Ispirandosi alla regolamentazione applicabile ai piloti militari di professione della squadra di vigilanza, ai piloti delle fabbriche di aeroplani e ai piloti collaudatori, la nostra Delegazione ha accettato la richiesta di pensionamento anticipato del personale della sicurezza aerea dell'UFAM a 62 anni compiuti. Da informazioni assunte presso il Consiglio federale questa decisione non comporterà domande analoghe. In realtà occorreva considerare il fatto che i collaboratori della sicurezza aerea civile (Radio svizzera SA) possono già andare in pensione a 58 anni.

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Ausiliari pagati con crediti specifici

Nel nostro rapporto di attività per l'anno 1981 abbiamo dato informazioni dettagliate sul risanamento degli effettivi realizzato nell'ambito dei «pseudoausiliari» (trasferimento in organico di 765 ausiliari). La nostra Delegazione ha simultaneamente assicurato alle due Commissioni delle finanze che avrebbe esaminato approfonditamente anche i costi di ausiliari finanziati con crediti specifici (effettivo attuale 2414) in una fase successiva. Fondandosi su un rapporto del Dipartimento federale delle finanze, il Consiglio federale ha deciso lo scorso anno di far esaminare se fosse giustificato trasferire in organico 200 dei 2414 ausiliari. Ha dato mandato al Dipartimento 420

federale delle finanze di chiarire la questione e sottoporgli, se del caso, proposte all'attenzione della nostra Delegazione. Contrariamente a quanto previsto, questo esame non ha potuto essere terminato per la presentazione del conto di Stato 1982. Non appena le saranno pervenute, la nostra Delegazione analizzerà tali proposte con tutta la cura dovuta. Per garantire in futuro una situazione chiara nel settore degli ausiliari, la nostra Delegazione ha preso disposizioni affinchè le Commissioni delle finanze siano documentate dettagliatamente su tutte le categorie di ausiliari contemporaneamente alla presentazione del bilancio di previsione e del conto di Stato.

La nostra Delegazione ha inoltre chiesto che gli ausiliari pagati con crediti specifici siano assunti in futuro soltanto con l'accordo del Dipartimento federale delle finanze e la loro assunzione sia regolata da direttive. Peraltro spetterà all'UFP tenere un controllo degli effettivi.

La nostra Delegazione riconosce che in molti casi il pagamento di ausiliari con crediti specifici è giudizioso e appropriato e che spesso si tratta della soluzione più vantaggiosa per la Confederazione. Ciò presuppone tuttavia che il Parlamento riceva un'informazione chiara e franca in proposito, onde evitare il dubbio di elusione del blocco del personale. Con la documentazione speciale fornita alle Commissioni delle finanze tale condizione è data.

VI. Altri affari Vi informiamo qui di seguito, talvolta un po' succintamente, su una serie di altri affari di cui abbiamo dovuto occuparci nel corso dell'esercizio.

I

Controllo dei crediti d'impegno

II CDF ha intensificato gli esami dei controlli a cui sono tenuti gli uffici della Confederazione in materia di crediti d'impegno e di conseguenza della situazione relativa all'utilizzazione e al saldo di tali crediti. A questo riguardo, abbiamo rilevato ancora una volta che non dappertutto è stata devoluta l'attenzione voluta ai controlli. Da ciò deriva necessariamente una gestione incerta dei crediti e una presentazione inesatta del loro stato nel conto di Stato della Confederazione. I servizi incaricati di questi controlli sono stati resi attenti ai loro doveri.

2

Riduzione lineare dei sussidi

Durante il primo anno di applicazione del decreto federale che riduce talune prestazioni della Confederazione, abbiamo ancora constatato che le autorità proposte al sussidiamento erano incerte quanto alla corretta applicazione del diritto. Perciò, nel corso dell'esercizio, il CDF ha nuovamente sorvegliato con attenzione le riduzioni lineari dei sussidi e ha notato che l'amministrazione ha fatto fronte correttamente ai suoi obblighi. Ma questo lavoro ha pure evidenziato, come diremo di seguito, che i meccanismi finanziari della 421

Confederazione, di concezione molto differente, riducono fortemente il margine di condotta quando si tratta di prendere misure globali.

Pertanto, potrebbero essere realizzati risparmi soltanto aumentando i prezzi al consumo oppure i prezzi di ritiro, per i quali però occorre considerare accuratamente le condizioni del mercato.

3

Organizzazioni parastatali

Come è noto, spetta all'UFP coordinare le questioni relative al diritto e alla politica del personale delle organizzazioni parastatali. Le misure ordinate nel 1974 dal Consiglio federale, su richiesta della nostra Delegazione, per rafforzare il coordinamento in questo settore, hanno dato buoni risultati.

Sarebbe tuttavia indispensabile che gli organi parlamentari di sorveglianza finanziaria continuassero a seguire attentamente l'evoluzione di queste organizzazioni. Data l'importanza degli impegni finanziari della Confederazione (circa un miliardo di franchi di contributi) occorrerà che le sezioni delle Commissioni delle finanze, in occasione delle deliberazioni sul bilancio di previsione e del conto di Stato, perseguano l'esame sistematico e approfondito, avviato già da alcuni anni nei confronti di alcune organizzazionitipo.

La nostra Delegazione ha criticato l'aumento delle indennità in favore delle autorità della Banca nazionale svizzera (BNS). Ottenuto l'accordo del Consiglio federale, il Consiglio di banca ha aumentato, talvolta notevol422

mente, le indennità delle autorità della banca con effetto al 1° luglio 1982.

Allorché l'indice dei prezzi al consumo è aumentato soltanto del 19 per cento dopo l'ultimo adeguamento di questo genere, i diversi tassi sono stati aumentati del 25 fino al 100 per cento. Occorre aggiungere che le indennità precedenti raggiungevano già livelli rispettabili. La nostra Delegazione non potrebbe manifestare comprensione per tali misure che mal si confanno con gli appelli della .BNS alla moderazione per contribuire alla lotta contro il rincaro. Essa deplora pertanto che il Consiglio federale abbia dato il suo consenso a questi aumenti e si attende che in futuro abbia a rifiutare questo genere di richieste. L'esperienza insegna che questi aumenti non restano senza conseguenze per altre istituzioni.

4

Ristrutturazione della rete consolare

La gestione amministrativa dei consolati svizzeri all'estero è periodicamente oggetto di revisione in loco da parte di ispettori del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) o del CDF. La nostra Delegazione riceve regolarmente, per informazione, i rapporti di revisione. Gli ispettori del CDF, fondandosi sulle loro revisioni all'estero, hanno a più riprese posto il problema della soppressione di determinate rappresentanze. Va da sé che la nostra Delegazione si occupi di questo tipo di costatazioni e verifichi se sia il caso di darvi seguito.

Nei rapporti precedenti, abbiamo già segnalato che era necessario e possibile ridurre la rete delle rappresentanze in Europa. Ciò si rende necessario in modo particolare per il fatto che il DFAE si trova costantemente confrontato con l'esigenza di aprire nuove rappresentanze consolari per promuovere le esportazioni svizzere o per altri motivi (Stati che cambiano la capitale), sempre con lo stesso numero di personale a disposizione. Quali esempi più recenti di questo genere possiamo citare Huston, Djeddah e Atlanta.

La nostra Delegazione non misconosce che per decidere la soppressione o il mantenimento di una rappresentanza occorre prendere in considerazione non solo i dati relativi alla gestione, bensì apprezzare con altrettanta cura gli aspetti politici, economici e culturali. D'altra parte è compito della nostra Delegazione di pretendere risparmi ovunque ciò sembri possibile. A questo riguardo, essa può tener conto che i Paesi a noi vicini sono pure stati costretti, per risparmiare, a chiudere alcune rappresentanze consolari.

Dando seguito a questo nostro desiderio, il DFAE, in collaborazione con l'Ufficio federale dell'economia esterna e con le missioni interessate, ha proceduto ad un esame approfondito della situazione delle nostre rappresentanze nei Paesi limitrofi. Nel febbraio di quest'anno, il capo del DFAE ci ha fatto sapere che tale esame, tenuto conto delle rigorose misure di risparmio della Confederazione, ha permesso di decidere la chiusura di parecchie rappresentanze occupate da un console di carriera oppure la loro trasformazione in consolati onorari (senza circoscrizione consolare). Ciò permetterà di liberare un certo numero di unità di personale di cui vi è urgente bisogno per altri compiti.

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La nostra Delegazione ha preso atto con soddisfazione di queste decisioni, che costituiscono un passo nella buona direzione. Ritiene tuttavia che questa operazione non possa essere considerata terminata. In realtà, adattare la struttura delle nostre rappresentanze all'estero in funzione delle necessità costituisce un compito permanente. Abbiamo esposto concretamente al DFAE i nostri punti di vista su altre possibilità di risparmio esistenti nei Paesi a noi vicini ed abbiamo chiesto di ricevere tra due anni un altro rapporto sulla situazione.

5 51

Politecnici federali Contabilizzazione degli introiti dei mandati di ricerca e provenienti da terzi

Sul piano del diritto finanziario la prassi attuale non è soddisfacente dacché contravviene al principio del prodotto lordo. Per questa ragione, e su domanda nostra, sì elabora attualmente una normativa che risulterà più conforme alla legge e che terrà conto dei bisogni particolari dei Politecnici.

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Adeguamento delle finanze e delle tasse scolari

Siccome l'ultimo adeguamento delle aliquote risale al 1962, la nostra Delegazione ha pregato le sezioni competenti delle Commissioni delle finanze di esaminare la questione, il che hanno fatto nell'ambito delle discussioni sul preventivo 1983. Il Consiglio dei Politecnici, nonché la Conferenza universitaria svizzera, si occupano attualmente di questa questione. La nostra Delegazione seguirà questo affare.

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Limiti delle spese di ricevimento da parte dell'amministrazione

Nel corso dell'esercizio, il Consiglio federale ha aumentato i tassi, graduati giusta particolari criteri, delle indennità assegnate per ricevimenti fatti dall' amministrazione e la nostra Delegazione ha ritenuto che questo adeguamento fosse connotato da eccessiva prodigalità. Su nostra domanda l'Esecutivo è dunque tornato sulla decisione ed ha scelto una soluzione più parsimoniosa. Ma secondo noi occorre in linea generale dar prova d'estrema ritenutezza nell'organizzazione di queste manifestazioni e soprattutto nella determinazione del numero dei partecipanti. Il Controllo delle finanze ha ricevuto mandato di vigilare a che anche in questo settore lo spirito di parsimonia sia presente.

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Indennità per i membri delle commissioni extraparlamentari

Mentre la nostra Delegazione interveniva a diverse riprese, come si è detto, per contestare uno spirito scialacquatore nell'assegnazione delle indennità, 424

si concedono talora ai membri delle commissioni extraparlamentari degli ammontari che oggi ancora non coprono nemmeno le spese effettive. Il capo del Dipartimento federale delle finanze ha promesso di far esaminare il problema e di garantire ai periti qualificati un'equa indennità. Se nel contempo si sta attenti ad impiegare il meno possibile gruppi peritali e a ridurne gli effettivi, si riuscirà in fin dei conti a realizzare globalmente delle economie anche versando ai singoli esperti indennità che coprano almeno le spese.

8

Coltura del tabacco indigeno

La nostra Delegazione si è indirizzata al capo del Dipartimento federale delle finanze per chiedergli di trattare quanto possibile rapidamente il postulato depositato dalle Commissioni delle finanze e volto a scaricare la Confederazione dai contributi che essa versa alla coltura del tabacco. Abbiamo inoltre chiesto, come misura da prendere immediatamente, di impostare dei disposti per impedire la costruzione di nuovi essiccatoi e per garantire che la superficie colturale non venga estesa oltre la superficie del 1982.

VII. Azienda delle PTT Durante l'esercizio, la nostra Delegazione ha preso conoscenza dei circa cento rapporti di revisione e d'ispezione dell'Ispettorato delle finanze delle PTT (IFP). Quest'organo di controllo finanziario è subordinato al CDF sul piano tecnico ed aggregato alla Divisione delle finanze delle PTT sul piano organizzativo. Ogni anno, esso riassume le proprie costatazioni in un rapporto d'attività indirizzato parimenti alle sezioni competenti delle Commissioni delle finanze. Per questa ragione possiamo limitarci a poche osservazioni.

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Foglio federale 1983, Voi. II

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Le corse speciali non sono più eseguite se non a prezzi che coprono effettivamente i costi e si è rinunciato a ricorrere a veicoli speciali per questi scopi.

Vili. Ringraziamenti al Consiglio federale e all'Amministrazione II presente rapporto d'attività si è appuntato essenzialmente sui settori nei quali i nostri controlli hanno rivelato, in un modo o nell'altro, la necessità di alcuni ritocchi e miglioramenti. Ma per concludere noi teniamo a sottolineare che, nell'insieme, i mezzi finanziari affidati allo Stato centrale sono stati adoperati in modo parsimonioso ed efficace. Ringraziamo il Consiglio federale e l'Amministrazione per la loro gestione accurata in condizioni finanziarie difficili. La nostra riconoscenza va del pari al Controllo federale delle finanze, nonché agli organi di controllo a lui sottoposti, per il lavoro coscienzioso da essi fornito nella loro importante funzione sull'arco di quest' ultimo esercizio.

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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Rapporto della Delegazione delle finanze delle Camere federali alle Commissioni delle finanze del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati sulla sua attività nel 1982 del 28 aprile 1983

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1983

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2

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22

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07.06.1983

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