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Messaggio concernente due convenzioni sui rapimenti internazionali di fanciulli, ad opera di un genitore o di un parente del 24 novembre 1982

Onorevoli presidenti e consiglieri, Ci pregiamo presentarvi un disegno di decreto federale che approva due strumenti internazionali: 1. Convenzione europea, del 20 maggio 1980, sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni di affidamento dei fanciulli e il ripristino della loro custodia.

2. Convenzione dell'Aja, del 25 ottobre 1980, sugli aspetti civili del rapimento internazionale di fanciulli.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

24 novembre 1982

1982 -- 960 7

Foglio federale 1983, Voi, I

In nome del Consiglio federale svizzero: II vicepresidente, Aubert II cancelliere della Confederazione, Buser

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Compendio Quando il vincolo coniugale si disgrega provocando una separazione legale o un divorzio, non è il regolamento degli effetti accessori (liquidazione del regime dei beni, alimenti, custodia dei figli) la radice delle maggiori difficoltà. Di norma, infatti, i coniugi risolvono questi problemi in via amichevole. Però non sempre avviene così e dissidi sorgono anche a causa dei figli che divengono motivo di dispute penose. Si pensi per esempio al rifiuto di versare gli alimenti o di permettere contatti con il genitore al quale non è stato affidato il fanciullo, o al rapimento di quest'ultimo oppure, e non fa grande differenza, al rifiuto di restituirlo non appena spirato il periodo di visita.

Se tali situazioni si verificano tra genitori di nazionalità diversa, le difficoltà divengono ancora pia rilevanti. Con il numero in continuo aumento dei divorzi, i drammi personali e familiari non mancheranno di moltipllcarsi.

Orbene, nell'ultimo decennio, i divorzi pronunciati in Svizzera tra persone di nazionalità diversa sono più che raddoppiati, passando da 851 l'anno, nel 1970, a 1869 nel 1980.

Siccome i rapimenti avvengono attraverso le frontiere, vi si potrà porre rimedio solo tramite accordi internazionali. Le due convenzioni che vi proponiamo affrontano il problema da angolature diverse, tuttavia la loro finalità è identica: riconsegnare, nel più breve tempo possibile, il fanciullo rapito a chi ne ha la custodia. ' La Convenzione del Consiglio d'Europa mira a facilitare, a livello europeo, la delibazione e l'esecuzione di qualsiasi decisione che riguardi la custodia dei fanciulli. La Convenzione dell'Aia prevede, mediante assistenza giudiziaria tra Stati contraenti, la restituzione di un fanciullo, non appena adempiute talune condizioni, anche qualora la sua custodia non fosse fondata su una sentenza.

Le due convenzioni, considerato l'obiettivo comune, prevedono la designazione di autorità centrali con compiti analoghi. Esse risultano quindi complementari e costituiscono uno strumento internazionale efficace.

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I

Rapimento internazionale di fanciulli, problema del nostro tempo

II

Cause

L'amalgamarsi delle popolazioni, dovuto in massima parte all'attrattiva dei Paesi altamente industrializzati esercitata sui Paesi che dispongono di ingente manodopera, costituisce la principale fonte di matrimoni tra persone di diversa nazionalità. Non appena viene pronunciato lo scioglimento di questi matrimoni, o ancor prima che sia avviata una procedura di divorzio, accade frequentemente che uno dei genitori rientri nel proprio Paese d'origine portando con sé i figli. La sua azione è agevolata dalla libera circolazione delle persone e dall'elasticità dei controlli alla frontiera come anche dalla «riduzione delle distanze» grazie ai moderni mezzi di trasporto.

Il problema dei fanciulli rapiti da un loro genitore non è di oggi, tuttavia sta assumendo un'ampiezza non indifferente in ragione della crisi economica e della disoccupazione. Numerosi lavoratori stranieri decidono di rientrare nel loro Paese d'origine conducendo seco i figli oppure si rifiutano di restituirli allo scadere del periodo di visita, durante il quale li hanno ospitati all'estero.

Se questi rapimenti si verificano all'interno dei confini di un medesimo Stato, gli ostacoli al ripristino della situazione così perturbata possono essere superati senza gravi difficoltà, grazie alla protezione delle leggi penali, all'esecuzione delle sentenze giudiziarie e alla cooperazione tra le autorità amministrative delle diverse regioni del Paese. Tuttavia, anche negli affari puramente interni, qualora uno Stato sia composto da più unità territoriali aventi ciascuna un sistema giuridico particolare e una relativa autonomia giudiziaria e procedurale, gli ostacoli assumono dimensioni più ampie. Situazione analoga e molto più complessa -- a cui occorrerà trovare rimedio -- presentano i rapimenti di fanciulli effettuati attraverso le frontiere e sovente da un continente all'altro.

I primi a soffrire di queste angosciose situazioni sono naturalmente i figli, sia perché i genitori cercano di riversare su di loro l'affetto che nutrivano per il partner sia che si servano di essi, accaparrandoseli e considerandoli più come un oggetto da contendere che non un soggetto avente propri diritti, sia ancora che li utilizzino per procurarsi torti reciproci per spirito di vendetta o mera malignità. A ciò va sovente aggiunta l'intromissione delle rispettive famiglie dei coniugi.

Sul piano internazionale, i matrimoni misti rivelano, a volte, in caso di conflitti personali, disagi molto più profondi, dovuti soprattutto a mentalità sociali diverse o a concezioni divergenti sul ruolo dei coniugi nella famiglia, in particolare nei confronti dei figli. Negli ultimi tempi, alcuni di questi drammi sono venuti alla luce suscitando larga eco, per cui un gruppo di privati ha creato un movimento di lotta contro i rapimenti dei fanciulli, destando così un ancor più vivo interesse per questi problemi.

La lungaggine delle pratiche necessarie per la loro soluzione ha indotto più di un genitore, al quale era stato sottratto il figlio, a rivolgersi ai servizi, 95

sovente pericolosi e sempre onerosi, degli investigatori privati. Consapevoli dell'angoscia di queste persone possiamo capire che qualcuna di loro ricorra a tali espedienti. Certo, non si tratta di incoraggiarli, ma di fare in modo che gli Stati si dotino delle strutture necessarie affinchè i privati non abbiano a farvi ricorso.

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Varie ipotesi

Conseguenza immediata dei conflitti coniugali non è sempre l'introduzione di un'azione giudiziaria intesa ad ottenere una separazione o un divorzio; non è raro infatti che, ancor prima dell'introduzione di una procedura, uno dei coniugi rientri nel proprio Paese portando con sé i figli. Egli intende così porre una barriera tra i figli e l'altro genitore, sottraendosi alle leggi e all'autorità della vecchia residenza, barriera che rafforza viepiù ponendosi, col rimpatrio, sotto la tutela delle proprie leggi ed autorità nazionali.

Accade, tra l'altro, che il coniuge che progetta il rapimento si assicuri preliminarmente di ottenere, nel proprio Paese, una decisione giudiziaria attribuentegli la custodia, nell'intento di prevenire una imminente decisione nel Paese di residenza del fanciullo. È questa una fattispecie definibile come ratto preventivo.

Al momento in cui vengono adottati provvedimenti cautelari o viene pronunciata la sentenza di divorzio, il genitore a cui non è affidato il figlio e al quale è attribuito soltanto il diritto di visita -- e non sempre -- si sente sovente defraudato; talvolta si ribella contro la decisione giudiziaria e decide di rapire il figlio. In seguito si stabilisce in un Paese ove siffatta decisione non è riconosciuta o nel quale la procedura di riconoscimento della decisione estera richiederà molto tempo. In quel Paese infatti egli intende ottenere una decisione contraria a quella pronunciata nel Paese che ha lasciato.

Questi tipi di rapimenti avvengono soprattutto in occasione dell'esercizio del diritto di visita, malgrado le precauzioni prese; oppure, ove il beneficiario del diritto di visita sia stato autorizzato ad esercitare il proprio diritto in un Paese diverso da quello del domicilio o della dimora abituale del figlio, capita ch'egli non lo restituisca al termine del periodo di visita.

L'esperienza dimostra che molto sovente il rapitore aveva già espresso minacce in merito, le quali non dovrebbero mai essere prese alla leggera soprattutto se già messe in atto in altre occasioni.

L'ingegnosità del genitore che decide di sottrarre il proprio figlio non si esaurisce certo nelle ipotesi accennate qui innanzi. Queste si riferiscono tuttavia ai casi più classici avveratisi negli ultimi tempi. Risulta dalla prassi che, per raggiungere il loro scopo, i genitori non sempre agiscono da soli, ma cercano di implicare i membri della loro famiglia, amici o addirittura manutengoli.

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Provvedimenti internazionali intesi a combattere i rapimenti internazionali di fanciulli

Quando un rapimento è operato in violazione di una decisione giudiziaria svizzera, si tratterà di ottenere che il Paese in cui si è recato il rapitore con il figlio, accordi forza esecutoria a tale sentenza. Orbene, oltre il confine, una sentenza svizzera non è automaticamente valida. Per spiegare i suoi effetti anche all'estero, deve essere riconosciuta e dichiarata esecutoria nel corso di una procedura speciale d'exequatur. Con taluni Stati la Svizzera è vincolata da convenzioni bilaterali in materia; ma queste convenzioni non concernono specificamente i problemi di affidamento dei fanciulli. Con la maggior parte degli Stati non esiste alcuna convenzione e si deve ricorrere alle regole autonome della procedura d'exequatur affinchè una sentenza svizzera venga riconosciuta ed eseguita. Le procedure possono essere lunghe -- sempre troppo lunghe per i genitori che le avviano -- e talvolta onerose.

L'unico mezzo legale che permetta di appianare queste difficoltà risiede nella conclusione di accordi internazionali specifici. Di fronte al numero di rapimenti sempre in aumento e alle difficoltà per una loro rapida soluzione, nell'interesse, ben inteso, dei figli, gli Stati hanno sentito la necessità di combattere questi rapimenti, di frenarne lo sviluppo e di scoraggiare gli eventuali autori.

Il miglior mezzo dissuasivo consiste nel dimostrare a queste persone che il rapimento progettato non produrrebbe i vantaggi sperati visto che le autorità dello Stato di rifugio rinvierebbero immediatamente il figlio nello Stato donde è stato rapito, ripristinando così la situazione precedente il rapimento.

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Due nuove convenzioni

Quasi simultaneamente, gli Stati membri del Consiglio d'Europa e quelli della Conferenza dell'Aja di diritto internazionale privato hanno affrontato tale problema.

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Perché nuove convenzioni internazionali?

Le convenzioni bilaterali della Svizzera in materia di riconoscimento e d'esecuzione delle sentenze civili sono in parte state concluse da tempo, ma non regolano specificamente le decisioni sull'affidamento dei fanciulli bensì soprattutto le sentenze civili in materia patrimoniale. I Paesi con i quali la Svizzera ha concluso questi trattati sono, in ordine cronologico, la Francia (1869), la Spagna (1816), la Cecoslovacchia (1926), la Germania (1929), l'Italia (1933), la Svezia (1936), il Belgio (1959), l'Austria (1960), il Liechtenstein (1968).

Sul piano multilaterale la Svizzera ha ratificato la Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961 concernente la competenza delle autorità e la legge applica97

bile in materia di protezione dei minorenni (RS 0.211.231.01). La Convenzione vincola inoltre la Germania, l'Austria, la Francia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e il Portogallo. Dato il suo carattere universale essa si applica a tutti i minorenni che hanno la loro dimora abituale in uno degli Stati contraenti (art. 13). Tuttavia essa concerne solo parzialmente l'affidamento dei fanciulli. Siccome le misure tutelari rientrano nel suo campo normale, le autorità dello Stato in cui il minorenne ha la propria dimora abituale intervengono qualora si impongano provvedimenti per la protezione della persona del minorenne o dei suoi beni. Il progetto preliminare di questa convenzione contemplava un articolo relativo al rapimento, ma tale disposizione fu poi lasciata cadere. In casi simili, si è lasciato alle autorità competenti degli Stati contraenti la facoltà di decidere, secondo i principi della loro legge interna e della loro giurisprudenza, se ci si trovi in presenza di un trasferimento fraudolento. È pur vero che l'articolo 5 della convenzione sulla protezione dei minorenni prevede, per i casi in cui la dimora abituale del minorenne venisse spostata da uno Stato all'altro, che le misure prese nel primo Stato rimangono in vigore fintantoché le autorità della nuova dimora abituale non le abbiano soppresse o sostituite. La modifica di queste misure può intervenire unicamente dopo preavviso dato alle autorità della precedente dimora abituale. Certo, tali disposizioni hanno favorito il rispetto del diritto di custodia e l'esercizio del diritto di visita o di ospitalità, tuttavia non impediscono né rendono vani i rapimenti. Infatti, se l'articolo 7 della convenzione sulla protezione dei minorenni dispone che le misure prese sono riconosciute in tutti gli Stati contraenti, la loro esecuzione in uno Stato diverso da quello che le ha adottate è disciplinata dal diritto interno o da altre convenzioni internazionali. Contrariamente a quanto sembra talvolta attuabile in alcuni Slati, il rimpatrio di un fanciullo, senza exequatur preliminare della decisione estera, non è possibile, per lo meno a tutt'oggi, in Svizzera. Le due convenzioni propostevi permetterebbero di ovviare contemporaneamente agli inconvenienti dovuti alle lungaggini procedurali d'exequatur e di prevedere il ripristino rapido della custodia su un fanciullo rapito o trattenuto oltre il periodo di visita consentito. La prassi dei negoziatori del Consiglio d'Europa è stata diversa da quella seguita dalla Conferenza dell'Aja. Per il Consiglio d'Europa si è trattato soprattutto di facilitare il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia d'affidamento dei fanciulli indi, non appena attuato il riconoscimento, di rinviare il fanciullo a chi ne ha di diritto la custodia. Per contro, i negoziatori dell'Aja hanno voluto affrontare direttamente la fattispecie stessa del rapimento, nell'intento di facilitare le pratiche per la restituzione del fanciullo e reinserirlo così nel suo ambiente stabile.

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Convenzione europea

La Convenzione europea, in quanto regola il riconoscimento e l'esecuzione di decisioni tra gli Stati contraenti, è fondata sul principio della reciprocità.

Essa si applica quindi soltanto alle decisioni emananti da uno Stato contraente e la cui esecuzione è chiesta in un altro Stato contraente. Tuttavia 98

è applicata, sul piano personale, a tutte le decisioni concernenti i minorenni che avevano, prima del loro rapimento, la loro dimora abituale in uno degli Stati contraenti. La cittadinanza del minorenne in questione non svolge di norma nessun ruolo, essendo preso in considerazione soltanto «il foro» della decisione da riconoscere o da eseguire.

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Convenzione dell'Aja

La Convenzione dell'Aja concerne l'assistenza amministrativa tra Stati contraenti. Essa determina i casi in cui le autorità giudiziarie e amministrative dovranno ordinare la restituzione di un fanciullo.

Al pari della convenzione europea, la Convenzione dell'Aja si applica indipendentemente dalla cittadinanza del minorenne; unico criterio determinante resta la dimora abituale del fanciullo in uno degli Stati contraenti, prima del rapimento.

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Compatibilita tra le due convenzioni

Ci si può chiedere se le due convenzioni non si contraddicano e quindi se non siano antitetiche nella prassi. Indubbiamente ciò non è possibile. Se è vero che talune coincidenze tra i due strumenti sono inevitabili, i medesimi favoriranno il raggiungimento dello scopo perseguito.

Ciascuna delle due convenzioni affronta il problema sotto aspetti diversi, la convenzione europea sotto l'aspetto dell'efficacia delle decisioni estere prese in materia di affidamento dei fanciulli, quella dell'Aja sotto l'aspetto del rapido ripristino dell'esercizio della custodia, interrotto nello Stato di dimora abituale del fanciullo.

Sicché, la prima convenzione presuppone sempre l'esistenza di una decisione e sottopone il ripristino della custodia alla condizione che la decisione estera sia riconosciuta nello Stato di rifugio mentre la seconda è applicabile soltanto qualora sia richiesta la restituzione di un fanciullo, rapito nello Stato di dimora abituale indipendentemente dall'esistenza di una decisione in materia di affidamento.

La decisione estera avrà quindi effetto più immediato nel quadro della Convenzione dell'Aja, in quanto sarà presa in considerazione, quale prova, alla stessa stregua di un rapporto costatante l'esercizio effettivo della custodia o di un certificato d'uso concernente la legge che disciplina il diritto di custodia nello Stato richiedente. L'articolo 14 dispone infatti che per determinare l'esistenza di un rapimento, l'autorità giudiziaria o amministrativa dello Stato richiesto può tener conto direttamente del diritto e delle decisioni giudiziarie o amministrative riconosciute formalmente o no nello Stato di dimora abituale del fanciullo, senza far ricorso alle procedure specifiche sui sistemi di prova di questo diritto o per il riconoscimento delle decisioni straniere che sarebbero diversamente applicabili.

Infine, senza che ci sia incompatibilità fra le due convenzioni, entrambe 99

sono destinate a funzionare grazie alla cooperazione fra autorità centrali che gli Stati contraenti si impegnano a creare. Queste autorità centrali sono state concepite per funzionare come altre autorità centrali riceventi o mittenti, istituite da altre convenzioni sull'assistenza giudiziaria internazionale in materia civile (es.: Convenzione di Nuova York, del 20 giugno 1956 [RS 0.274.15] sull'esazione delle prestazioni alimentari all'estero).

Nell'ipotesi di un rapimento, perpetrato in uno Stato che è parte alla convenzione, al pari dello Stato in cui è stato trasferito il fanciullo, può avverarsi che le regole della Convenzione dell'Aja non siano applicabili in quanto la richiesta sia stata inoltrata tardivamente. Ciò non impedirà all'attore di appellarsi alle norme dell'exequatur di una decisione, previste dalla Convenzione europea.

Ratificando le due convenzioni la Svizzera disporrà di uno strumento completo, atto a regolamentare i problemi posti dai rapimenti internazionali di fanciulli.

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Politica recente della Svizzera in materia di rapimento internazionale dei fanciulli

Già da molto tempo la Svizzera si sforza di trovare i mezzi necessari per lottare contro i rapimenti dei fanciulli. Sul piano giuridico internazionale tale obiettivo potrà essere raggiunto solo mediante convenzioni internazionali. In tal senso la Svizzera ha partecipato attivamente, anzi con funzione traente, all'elaborazione delle due convenzioni propostevi. È riuscita, infatti, a far accettare il concetto secondo cui la decisione che ordini il ritorno del fanciullo nella precedente dimora abituale non costituisce una decisione di marito sul diritto di custodia, ma ha soltanto la portata di un ripristino della situazione esistente innanzi il rapimento. Tale concetto non ha potuto essere accolto nel maggio 1980 nel quadro della convenzione europea, dato il carattere particolare di quest'ultima, ma, nell'ottobre del medesimo anno, è stato riconosciuto nella Convenzione dell'Aja (art. 19).

Nel rapporto del 2 giugno 1980, completivo di quello sulla posizione svizzera rispetto alle convenzioni del Consiglio d'Europa del 16 dicembre 1977 (FF 1980 II 1297 seg.), abbiamo espresso alcune reticenze in merito alla ratifica di queste convenzioni. Tuttavia, la situazione giuridica e obiettiva è profondamente mutata. Pertanto, le riserve contemplate nel rapporto 1980 non ci sembrano più determinanti.

Dal 1980 la situazione ha subito nuovi sviluppi in Svizzera. I rapimenti dei fanciulli attraverso le frontiere internazionali hanno viepiù scosso l'opinione pubblica. Le pratiche avviate presso le autorità federali si sono moltiplicate, sia da parte delle persone direttamente implicate, sia da parte di enti di assistenza privati. Inoltre, i mass media hanno fortemente sensibilizzato l'opinione pubblica.

Agli inizi del 1982 si è costituito a Bienne il Movimento svizzero contro i rapimenti dei fanciulli. Il nostro Collegio, tenuto conto della nuova situazione, doveva quindi reagire. È questa la ragione che ci ha indotto ad acce100

lerare la procedura di ratificazione delle due convenzioni, del Consiglio d'Europa e della Conferenza dell'Aja.

Dal 1980 quattordici Stati hanno firmato la Convenzione europea. La Francia l'ha da poco ratificata e il Belgio s'appresta a farlo. Con la ratifica della Svizzera, la convenzione entrerà quindi in vigore. Quanto alla Convenzione dell'Aja, è stata firmata da sei Stati. La Francia l'ha appena ratificata, seguiranno il Belgio, i Paesi Bassi ed il Portogallo. Negli Stati Uniti e nel Canada la procedura di ratificazione è già ben avviata. L'entrata in vigore è attesa per un prossimo avvenire.

Se è vero che taluni Stati non diverranno partecipi né dell'una né dell'altra convenzione, segnatamente gli Stati magrebini, la Svizzera sta preparando l'apertura delle discussioni in vista della conclusione, sulla base delle idee contenute nelle convenzioni di Strasburgo e dell'Aja, di trattati bilaterali con questi Stati onde lottare contro i rapimenti dei fanciulli.

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Convenzione europea sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia d'affidamento dei fanciulli e il ripristino della loro custodia, del 20 maggio 1980 (qui appresso: Convenzione europea; v. allegato 1) Compendio

Hanno sottoscritto la Convenzione la Repubblica federale di Germania, l'Austria, il Belgio, Cipro, la Spagna, il Regno Unito di Gran Bretagna e d'Irlanda del Nord, la Grecia, PIrlanda, l'Italia, il Liechtenstein, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, il Portogallo e la Svizzera, mentre per il momento solamente la Francia l'ha ratificata.

Come indica il suo titolo, questa convenzione è una convenzione d'exequatur. Il suo ambito di applicazione si estende a tutte le decisioni prese in merito all'affidamento di un fanciullo, qualunque sia l'autorità che l'abbia presa. Pertanto la decisione dell'autorità tutoria che abbia tolto la custodia ad uno dei genitori per affidarla all'altro è regolata dalla convenzione alla stessa stregua di una decisione del tribunale il quale, nel quadro di un'istanza di divorzio, abbia deciso, in via accessoria, sull'affidamento di un fanciullo.

In quest'ultimo caso solamente la misura accessoria potrà beneficiare della procedura prevista dalla convenzione. La convenzione concerne dunque tutte le decisioni relative all'affidamento di un fanciullo, che questa decisione faccia o meno parte di un'altra decisione riguardante lo statuto personale.

La procedura di riconoscimento e di esecuzione mira ad accelerare la restituzione del fanciullo a colui al quale è stato sottratto in violazione di simile decisione.

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Campo d'applicazione

La convenzione traccia prima di tutto i limiti del suo campo d'applicazione materiale e personale dando una definizione dei più importanti termini usati: 101

fanciullo, autorità, decisione e trasferimento illecito (art. 1). Per quanto attiene al campo d'applicazione personale si fa riferimento alla sola figura del fanciullo. Debbono cumularsi due condizioni negative: l'età, vale a dire che il fanciullo non abbia raggiunto l'età di 16 anni, e la condizione detta di autonomia, vale a dire che il fanciullo non abbia ancora il diritto di fissare da sé la sua dimora abituale. Queste due condizioni sono prese in considerazione per il fatto che alcune legislazioni permettono ai minori di 16 anni di fissare da soli il luogo di residenza.

Tenuto conto del fatto che in certi Stati (Danimarca, Norvegia e Svizzera) autorità diverse dai tribunali sono delegate a prendere decisioni sull'affidamento dei fanciulli, la convenzione non poteva limitarsi alle sole decisioni delle autorità giudiziarie. Tuttavia, le decisioni prese in considerazione concernono soltanto l'attribuzione della custodia. Non sono per esempio considerate come decisioni, ai sensi della convenzione, quelle che decidono sulla rappresentanza legale del fanciullo. Analoga decisione non costituirebbe una decisione «relativa all'affidamento» e suscettibile di esecuzione secondo la convenzione.

Per quanto riguarda la definizione di trasferimento illecito, ci si limiterà a far notare che essa concerne non solamente il rapimento del fanciullo ma anche il suo non rientro al termine dell'esercizio di un diritto di visita.

Il titolo I concerne le autorità centrali (art. 2 a 6) di cui parleremo al numero 5 qui di seguito.

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Riconoscimento ed esecuzione

II titolo II disciplina il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni ed il ripristino della custodia. Il rapido ripristino della custodia del fanciullo, in caso di trasferimento illecito, dipende dalla semplicità dell'attuazione, da parte dello Stato di rifugio, di una decisione sull'affidamento presa nello Stato contraente richiedente (art. 7). Per sottolineare l'urgenza dell'azione, intesa a ripristinare la custodia, la convenzione europea prevede che la richiesta deve essere indirizzata ad una autorità centrale dalla persona che esercita la custodia, entro un termine di sei mesi a decorrere dal rapimento (art. 8 e 9). La convenzione pone regole di exequatur più restrittive se la reazione della persona incaricata della custodia si è fatta attendere più di sei mesi (art. 10). Infine, anche à titolo preventivo, tutti coloro che hanno ottenuto in uno Stato contraente una decisione relativa alla custodia di un fanciullo e che desiderano ottenere in un altro Stato contraente il riconoscimento di questa decisione possono indirizzare una richiesta a tal fine all'autorità centrale di qualsiasi Stato contraente (art. 4 e 10).

La prassi dimostrerà in quale misura questa opportunità sarà utilizzata.

Bisogna rilevare che le condizioni d'exequatur in casi simili sono molto restrittive e non escludono un esame di merito del diritto di custodia.

Ciò deriva dai termini dell'articolo 10 capoverso 1 lettera a secondo il quale l'exequatur può essere rifiutato allorquando gli effetti della decisione sono manifestamente incompatibili con i principi fondamentali del diritto relativo alla famiglia e ai figli nello Stato richiesto.

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Le quattro ipotesi previste dalla convenzione

La convenzione prevede quattro ipotesi differenti per il rinvio di un fanciullo e prevede per ognuna di esse condizioni più o meno restrittive secondo la connessione esistente con lo Stato richiedente e l'urgenza della messa in opera delle norme convenzionate.

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Prima ipotesi

La prima di queste ipotesi (art. 8) configura il caso in cui i legami con lo Stato richiedente sono a tal punto preponderanti che la custodia deve essere ripristinata immediatamente. Si darà luogo alla restituzione immediata del fanciullo allorché questi ed i suoi genitori erano esclusivamente cittadini dello Stato richiedente e vi avevano la dimora abituale, sempreché l'autorità centrale richiesta sia stata adita entro sei mesi. La semplice costatazione di questi fatti giustificherà il rinvio del fanciullo nello Stato richiedente. Anche se un'autorità giudiziaria è chiamata a decidere in merito, il suo esame si dovrà limitare alla sola costatazione di questi fatti (art. 8 cpv. 2).

Considerando il diritto di visita come uno dei fattori frequenti di rapimento, l'articolo 8 capoverso 3 ha previsto, in tale eventualità, il ripristino della custodia senza prendere in considerazione il grado di connessione con lo Stato richiedente né tantomeno il fatto che una decisione formale sia stata presa in materia. Il capoverso 3 da in effetti, all'accordo intervenuto fra i genitori e omologato dall'autorità competente, forza pari a quella di una decisione.

Cosicché, se al termine dell'esercizio del suo diritto di visita il beneficiario rifiuta, in disprezzo dell'accordo stipulato, di restituire il fanciullo al titolare della custodia, l'autorità centrale o, all'occorrenza, le autorità giudiziarie dello Stato richiesto dovranno far procedere immediatamente alla restituzione del fanciullo. Mutatis mutandis, analogamente avviene in caso di decisioni dell'autorità competente che accordano il diritto di visita.

Si intravede chiaramente l'intento di base di questa norma. Essa intende conferire al rispetto di un accordo cui le parti hanno liberamente consentito nell'interesse del proprio figlio un valore altrettanto grande quanto la decisione del giudice, sovente risentita come scorretta dalla parte che non è la prima beneficiaria.

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Seconda ipotesi

L'artìcolo 9 concerne parimente il trasferimento illecito. Tuttavia, i vincoli esistenti tra le parti e lo Stato richiedente non sono così stretti come nell'ipotesi dell'articolo 8 capoversi 1 e 2. L'articolo 9 considera tre cause che permettono di rifiutare il riconoscimento e l'esecuzione di una decisione in materia di affidamento dei fanciulli. Due di esse concernono la protezione universalmente riconosciuta al convenuto contumace, la terza disciplina il caso dell'incompatibilità tra due decisioni relative alla medesima causa pronunciate l'una nello Stato richiedente e l'altra nello Stato richiesto.

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Il convenuto contumace è protetto in due modi: nel primo caso, quando era domiciliato nello Stato richiedente in cui si è svolta la procedura, ma non ha partecipato al processo in quanto non è stato citato regolarmente e a tempo debito onde potersi difendere; il convenuto non potrà tuttavia invocare tale norma ove avesse dissimulato la propria residenza. Nel secondo caso, quando il convenuto non si è presentato giacché la competenza dello Stato richiedente non era fondata su seri legami della causa con questo tribunale. La competenza è inesistente qualora non sia fondata né sulla dimora abituale del convenuto e del fanciullo, né sull'ultima dimora abituale comune dei due genitori allorché uno dei due vi risiede ancora abitualmente.

Per dimostrare chiaramente la celerità con la quale il fanciullo deve essere restituito al titolare della custodia, gli articoli 8 e 9 non presuppongono solamente che le procedure necessarie siano semplici e rapide secondo l'articolo 14 ma soprattutto che sia breve il termine di reazione del titolare della custodia dopo il rapimento (6 mesi al massimo).

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Terza ipotesi

La terza ipotesi (art. 10) copre gli altri casi, vale a dire quelli in cui non vi è stato rapimento o quelli in cui il titolare della custodia ha reagito in un lasso di tempo superiore ai sei mesi dopo il rapimento del fanciullo. Il primo caso rientra in quello che noi abbiamo definito l'exequatur a titolo preventivo.

In tal senso, chiunque, a beneficio di una decisione sull'affidamento presa in uno Stato contraente, potrà chiedere che sia riconosciuta, in un altro Stato contraente, la decisione che gli conferisce la custodia o gli riconosce il diritto di visita del proprio figlio. In queste ipotesi il carattere d'urgenza è meno imperativo. Infatti, l'exequatur non è chiesto in questo caso in un clima di crisi, come al momento di un rapimento. Nel secondo caso, quantunque ci sia stato rapimento, la reazione del titolare della custodia è considerata tardiva e giustifica, nel sistema della convenzione, di non più considerare la situazione con lo stesso grado d'urgenza.

Così, oltre alle cause di rifiuto previste limitativamente nell'articolo 9, l'articolo 10 ne prevede di nuove, prendendo in considerazione la compatibilita con i principi fondamentali del diritto della famiglia e dei figli (ordine pubblico), la modifica della situazione sociale del fanciullo, la sua cittadinanza e lacontrarietà della decisione contestata con una decisione precedentemente presa e avente forza esecutoria nello Stato richiesto. Inoltre, la procedura d'exequatur può essere sospesa se la decisione contestata è oggetto di un ricorso ordinario, o in caso di litispendenza.

Su quest'ultimo punto, giova ricordare che, di norma, la litispendenza comporta, nei codici di procedura civile cantonali, lo stralcio della causa, effetto corrispondente pressappoco a quello della sospensione della procedura, con la differenza notevole che la prima è irrevocabile mentre ila seconda consente, all'occorrenza, la ripresa dell'istanza.

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Quarta ipotesi

La quarta ipotesi (art. 12) è quella in cui un fanciullo è stato rapito ancora prima che sia stata presa una decisione sul suo affidamento. In casi simili, qualsiasi persona interessata può chiedere al giudice di uno Stato contraente (di fatto, il giudice del domicilio del fanciullo prima del rapimento) di emettere una decisione relativa all'affidamento dichiarando illecito il trasferimento. Se tale decisione è emessa in queste circostanze, le disposizioni della convenzione saranno applicabili.

La disposizione si riferisce ai casi in cui la custodia non discende da una decisione, bensì dalla legge o dall'esercizio continuo e sereno della custodia.

Se il fanciullo è sottratto alla persona che esercitava tale custodia, l'autorità potrà, su richiesta della medesima, dichiarare che l'autore ha agito illecitamente in quanto la legge non l'autorizzava a condurre seco il fanciullo senza il consenso del titolare della custodia o in quanto egli ha rovinato la situazione stabile in cui si trovava il fanciullo. Si può immaginare, ad esempio, il caso in cui uno dei coniugi, per una ragione qualsiasi, abbandoni bruscamente il tetto coniugale portando con sé all'estero il proprio figlio, allorché non sia stata ancora introdotta alcuna procedura giudiziaria di separazione o di divorzio.

La decisione presa in virtù dell'articolo 12 costituisce una decisione specifica permettente l'applicazione delle norme convenzionate.

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Diritto di visita

II diritto di visita (art. 11) è il corollario normale del diritto di custodia e la convenzione è dunque applicabile anche in questa materia. Infatti, numerosi rapimenti sono operati in occasione dell'esercizio di questo diritto. La finalità è doppia. Essa consiste nel garantire, da un lato, che il beneficiario del diritto di visita si conformi alle condizioni stabilite per il suo esercizio e, dall' altro, che la persona titolare della custodia non impedisca al titolare del diritto di visita di esercitare il proprio diritto.

L'articolo 11 capoverso 3 solleva tuttavia una difficoltà nella misura in cui una persona, pretendente un diritto di visita, può chiedere alle autorità dello Stato richiesto di pronunciarsi su questo diritto di visita ancorché le medesime autorità abbiano già rifiutato di riconoscere o di eseguire una decisione estera sull'affidamento che attribuisca tale diritto di visita. Sottolineata questa difficoltà, va tuttavia ricordato che la sua incidenza sarà, senza alcun dubbio, relativa in pratica.

Il capoverso 3 prevede altresì casi in cui non si sia deliberato sul diritto di visita. Si è, d'altronde, un po' restii ad immaginare un'autorità che omette di deliberare sul diritto di visita allorquando accorda un diritto di custodia, già per la ragione che ciascuna parte formulerà una domanda in merito nell' eventualità in cui non le venga attribuito il diritto di custodia.

105

36

Altre disposizioni

II titolo III contempla norme sui documenti da allegare alla richiesta (art.

13), sulla procedura da seguire (art. 14 e 15) e sulle spese (art. 15 cpv. 2).

La domanda d'exequatur è introdotta su semplice richiesta (art. 14). È altresì previsto che sia ascoltato il fanciullo in questione (art. 15 cpv. 1) e che possano essere effettuate delle inchieste, con spese a carico dello Stato in cui esse sono effettuate (art. 15 cpv. 2). L'artìcolo 16 dispensa dalla legalizzazione i documenti trasmessi tra autorità.

Facciamo notare in questo contesto l'articolo 6, relativo alle lingue utilizzate tra autorità centrali, che ingiunge di indirizzare le richieste sia nella lingua ufficiale dello Stato richiesto, sia in francese o in inglese.

Il titolo IV (art. 17) concerne le riserve che gli Stati possono formulare contro l'exequatur facilitato. Nell'insieme, la convenzione permette soltanto tre riserve che ogni Stato può formulare al momento del deposito del proprio strumento di ratifica (art. 27). Le riserve concernono le lingue usate (art. 6), l'estensione delle cause di rifiuto (art. 17 combinato con \'art. 10) e la decisione presa posteriormente ad un rapimento (art. 12).

La sola riserva che potrebbe interessare la Svizzera è quella dell'articolo 17 combinato con l'articolo 10. Secondo l'articolo 17 uno Stato può riservarsi il diritto di estendere i motivi di rifiuto di riconoscimento e d'esecuzione, previsti nell'articolo 10, alle ipotesi degli articoli 8 e 9 della convenzione.

Secondo l'articolo 10 il riconoscimento e l'esecuzione di una, decisione estera possono essere rifiutati allorquando non si realizzino tutti i requisiti di un exequatur normale (non contrasto con l'ordine pubblico; assenza di modificazioni delle circostanze; cittadinanza o dimora abituale nello Stato richiesto; assenza di decisioni incompatibili, di ricorsi, di procedimenti in corso, di altre decisioni riconosciute). Allorquando uno Stato fa uso integrale della riserva, l'articolo 17 (combinato con l'art. 10) produce un freno considerevole all'esecuzione delle decisioni relative alla custodia. In effetti, gli articoli 8 e 9 sono stati concepiti per contrastare il rapimento del minore e permetterne il sollecito ritorno nel Paese donde fu portato via. In tal senso questi due articoli costituiscono le disposizioni più importanti della convenzione. Con la riserva totale dell'articolo 17 la convenzione perderà gran parte del suo interesse. Tuttavia le cause di rifiuto di esecuzione previste dall'articolo 10 non hanno tutte la stessa portata.

Sotto l'apparenza di favorire l'exequatur facilitato delle decisioni estere relative alla custodia al fine di combattere il rapimento internazionale dei fanciulli è saggio riconoscere decisioni estere incompatibili con decisioni svizzere prese anteriormente? Noi non crediamo affatto che lo sforzo per una cooperazione internazionale debba giungere fino al punto di riconoscere e eseguire decisioni estere contrastanti. È per questo che noi riteniamo che la Svizzera debba formulare la riserva contemplata nell'articolo 10 capoverso 1 lettera d. Questa riserva permetterà alla Svizzera di rifiutare l'exequatur ad una decisione in contrasto con una decisione presa oppure riconosciuta in 106

Svizzera prima della domanda di riconoscimento o di esecuzione ai sensi della Convenzione.

Ponendo la riserva, la Svizzera non intenderà contrastare gli obiettivi perseguiti dalla convenzione. Potrebbe darsi, del resto, che l'esperienza dimostri l'inutilità di questa precauzione e che la riserva possa essere ritirata successivamente.

Il titolo V prevede che la convenzione non porrà ostacoli agli altri strumenti internazionali presenti o futuri (art. 19 e 20) in materia di riconoscimento e d'esecuzione di decisioni.

Il titolo VI contempla le clausole finali usuali nelle convenzioni multilaterali del Consiglio d'Europa. Va ricordato fra esse l'articola 28. Questa disposizione istituisce incontri periodici fra le autorità centrali degli Stati contraenti per studiare e facilitare viepiù il funzionamento della convenzione dopo almeno tre anni dalla sua entrata in vigore. Queste riunioni rivestono anche un ruolo «propagandistico» nei confronti di quegli Stati che non fanno ancora parte della convenzione.

4

Convenzione sugli aspetti civili del rapimento internazionale di fanciulli, conclusa all'Aja il 25 ottobre 1980 (qui appresso: Convenzione dell'Aja; v. allegato 2)

41

Compendio

Questa convenzione è stata fino ad oggi firmata dal Belgio, dal Canada, dagli Stati Uniti, dalla Grecia, dal Portogallo e dalla Svizzera; la Francia è attualmente l'unico Stato che l'abbia ratificata.

La differenza sostanziale con la convenzione europea risiede nel fatto che essa mette l'accento sulla restituzione immediata del fanciullo allo Stato di precedente dimora abituale. Essa non presuppone necessariamente l'esistenza di una decisione in materia di custodia; riveste dunque carattere di strumento di assistenza giudiziaria internazionale il cui funzionamento dovrà essere assicurato dalla cooperazione fra autorità centrali (cfr. n. 5 qui appresso).

42

Campo d'applicazione

La Convenzione dell'Aja ha come obiettivo principale la restituzione immediata dei fanciulli trasferiti o trattenuti illecitamente e di far rispettare effettivamente i diritti di custodia e di visita (art. 1). Presupposto per l'entrata in funzione della convenzione è che un diritto di custodia derivante dalla legge, da una decisione giudiziaria oppure amministrativa o da un valido accordo sia stato violato e che la custodia sia stata anzitutto effettivamente esercitata (art. 3).

Al pari della convenzione europea, quella dell'Aja concerne i minori di 16 anni che abbiano avuto la loro dimora abituale in uno Stato contraente nel 107

momento immediatamente precedente il loro rapimento o la non restituzione (art. 4).

43

Restituzione del fanciullo

Questo capitolo comprende diverse disposizioni concernenti non solo il contenuto di una richiesta per la restituzione del fanciullo e l'elenco dei documenti utili (art. 8), la natura delle decisioni da esibire (art. 15), ma anche regole su diversi doveri incombenti sulle autorità centrali (art. 9, 10, 11 cpv. 2 e 15). Questo capitolo tratta inoltre delle modalità per adire le autorità (art. 12), dell'urgenza della loro azione (art. 11 cpv. 1), dei motivi di rifiuto di restituzione di un minore (art. 13 e 20), del rinvio della decisione di merito (art. 16), della possibilità di restituire in qualsiasi momento un minore rapito (art. 18) e della portata della decisione sulla restituzione del minore (art. 19).

431

Modello speciale

Per ottenere nel minor lasso di tempo la restituzione di un fanciullo, colui al quale è stato sottratto potrà indirizzare apposita domanda all'autorità centrale del luogo di dimora abituale del fanciullo oppure all'autorità centrale di qualsiasi Stato contraente (art. 8). L'autorità centrale che riceva una siffatta domanda deve mettersi subito in contatto con l'autorità centrale dello Stato dove il fanciullo è stato trasferito. Per facilitare le comunicazioni fra le autorità centrali si potrà disporre di un modulo speciale intitolato «Richiesta di restituzione» di cui è stato raccomandato l'uso (v. appendice all'allegato 2).

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Rapida reazione dell'attore

Considerato che ogni rapimento ha influssi nocivi sullo sviluppo equilibrato del fanciullo e che è necessario, nell'interesse preciso del medesimo, reagire rapidamente quando un rapimento si sia verificato, la convenzione ha voluto che le sue norme siano a disposizione del'attore che agisca prontamente (art. 12). A questo proposito il termine di un anno fra il momento del rapimento e quello dell'inoltro della domanda prende tuttavia in considerazione lo stato di choc in cui si trova talvolta il genitore privato del suo bambino, e la lontananza di certi Stati. D'altra parte, il termine non deve essere troppo ampio in quanto il fanciullo potrebbe essersi integrato nel nuovo ambiente. D'altronde, se il termine è troppo lungo il rapitore ha tutto il tempo di trovare una soluzione che gli permetta di sottrarsi all'applicazione della convenzione.

L'esperienza dimostra infine che l'intervallo di tempo intercorrente fra il rapimento e l'azione dell'attore sarà generalmente inferiore ad un anno.

Trascorso il termine di un anno, la restituzione del fanciullo sarà sempre 108

possibile, ma la sua integrazione effettiva nel nuovo ambiente potrà costituire un motivo di rifiuto della restituzione (art. 12 cpv. 2).

433

Rifiuto di restituire il fanciullo

È soprattutto l'articolo 13 che enumera le prove che il rapitore deve addurre allorché si oppone al ritorno del fanciullo nello Stato richiedente, per dimostrare che tale restituzione è pregiudizievole al fanciullo. Queste obiezioni sono innanzitutto di natura oggettiva: il fatto che la persona, alla quale il minore era affidato nello Stato richiedente, non esercitava effettivamente il diritto di custodia o che là stessa era d'accordo che il fanciullo fosse trasferito (lett. a) ed il rischio grave che il ritorno non esponga il fanciullo ad un pericolo fisico o psichico o non lo rimetta in una situazione intollerabile (lett. b).

Di norma, queste prove saranno fornite direttamente su iniziativa dello stesso rapitore, oppure su domanda dell'autorità dello Stato richiesto, chiamata a deliberare sulla restituzione del fanciullo. Questa autorità si baserà sulle informazioni fornite dalle autorità dello Stato in cui aveva dimora abituale il fanciullo (art. 13 cpv. 3).

L'autorità richiesta dovrà, ove le circostanze lo giustifichino, chiedere il parere al fanciullo stesso e, se essa può prendere in considerazione questo parere, potrà rifiutarsi di restituirlo se lo stesso vi si oppone risolutamente (art. 13 cpv. 2).

L'articolo 20 è il risultato di un compromesso tra due tendenze opposte manifestatesi durante i lavori della Conferenza dell'Aja. Con la riserva dei principi fondamentali sulla salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, si è evitato per un verso l'introduzione di una riserva dell'ordine pubblico e fornito, per l'altro, una risposta alla preoccupazione di evitare che la restituzione del fanciullo non porti ad una situazione insostenibile per il normale sentimento del diritto.

A questo proposito va segnalato che l'articolo 19 dispone che una decisione presa in merito alla restituzione di un fanciullo nel quadro della convenzione non tange lo stesso diritto di custodia.

Il genitore convinto che l'altro genitore non sia in grado di adempiere in tutto od in parte i suoi obblighi verso il figlio avrà sempre la possibilità, dopo la restituzione del figlio, di intentare, nello Stato di dimora abituale di costui, un processo ordinario volto a far modificare la precedente decisione.

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Diritto di visita

La Convenzione dell'Aja, esattamente come la convenzione europea e per identiche ragioni, ha previsto che il sistema convenzionale può essere messo in atto anche per l'organizzazione e la difesa dell'esercizio effettivo di un diritto di visita (art. 21). Si è considerato a ragione, alla luce delle esperienze fatte in tutti gli Stati, che il rifiuto del diritto di visita, e a mag8

Foglio federale 1983, Voi. I

109

gior ragione del suo esercizio quando esso fosse stato riconosciuto, comporta altrettanti rischi di rapimento da parte del genitore quanto la sua concessione. Conveniva quindi prevenire e limitare tali rischi assicurando un controllo dell'esercizio di tale diritto ed organizzandolo nella maniera più adeguata. Questo articolo non dice nulla di nuovo; esso si limita a determinare gli obblighi di cooperazione delle autorità centrali (art. 7).

45

Disposizioni generali

Alcune norme del capitolo V sono destinate ad eliminare quegli ostacoli che potrebbero rallentare il funzionamento rapido della convenzione o dissuadere un attore dall'iniziare la procedura da essa prevista. È il caso della soppressione di ogni legalizzazione (art. 23), compresa la postilla prevista dalla Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961 (RS 0.172.030.4) che ha soppresso l'esigenza della legalizzazione degli atti pubblici esteri, della dispensa del versamento di una cauzione o di un deposito a garanzia delle spese procedurali (art. 22), dell'attribuzione dell'assistenza giudiziaria (art. 25) e dell'assunzione, da parte degli Stati, degli oneri procedurali (art. 26).

Rileviamo su questo punto che l'articolo 26 chiede alle autorità centrali e agli altri servizi degli Stati contraenti di dar prova della massima generosità nelle pratiche che saranno portate ad intraprendere nel quadro della convenzione. Esse non dovranno porre a carico dell'attore alti costi di procedura, particolarmente quelli derivanti, nella procedura giudiziaria, dalla presenza di un avvocato. È risaputo che in alcuni Paesi questi costi sono talmente elevati da divenire dissuasivi.

Il capoverso 3 prevede una riserva che gli Stati possono formulare su questo argomento, limitando la gratuità nella misura in cui le spese procedurali possano essere coperte dal sistema di assistenza legale e giudiziaria. In Svizzera, va da sé che i lavori dell'autorità centrale saranno gratuiti. Per le spese giudiziarie, rette dal diritto cantonale, le norme dell'assistenza giudiziaria, molto elastiche, permetteranno generalmente alle parti di beneficiare di questa assistenza. Pertanto riteniamo che non vi sia motivo di fare uso della riserva di cui all'articolo 26 capoverso 2.

L'articolo 26 non prevede l'automatica assunzione dei costi di rimpatrio.

Questi possono sia essere in tutto o in parte a carico dell'attore, sia addossati al rapitore, sul quale ricadranno parimenti tutti gli altri oneri derivanti dal suo comportamento illecito.

Fra gli articoli di questo capitolo va sottolineato in particolare l'articolo 35 il quale dispone espressamente che le norme della convenzione non avranno effetto retroattivo. Infatti, la convenzione si applicherà soltanto ai rapimenti compiuti dopo la sua entrata in vigore. Quanto alle altre disposizioni, esse riguardano il rifiuto dell'autorità centrale di esaminare una richiesta non conforme (art. 27), la procura (art. 28), l'azione diretta dell'attore (art. 29), il valore da attribuire ai documenti esibiti (art. 30), i sistemi legislativi differenti a seconda delle persone o entità territoriali (art. 31 a 33), la preminenza della convenzione su quella del 5 ottobre 1961 concernente la com110

petenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minorenni (art. 34; n. 21 qui innanzi) ed i rapporti con gli altri accordi internazionali (art. 36).

S

Autorità centrali

Come evidenziato precedentemente (cfr. n. 24), le due convenzioni sottoposte alla vostra approvazione prevedono la costituzione di autorità centrali. Altre convenzioni già funzionano a mezzo di tali autorità riceventi e mittenti.

Così, come autorità riceventi, esse si occuperanno delle domande loro indirizzate dall'estero sia dalle autorità centrali corrispondenti, sia direttamente dai privati. Nel quadro della convenzione europea gli attori mireranno ad ottenere il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni e nel quadro di quella dell'Aja, la restituzione immediata del minorenne.

D'altra parte, come autorità mittenti esse assicureranno la trattazione delle richieste provenienti dalle loro autorità interne o dai privati residenti nel territorio di loro competenza e prenderanno i contatti necessari con le autorità centrali degli altri Paesi contraenti.

Paragonando le due convenzioni, si può costatare che i compiti delle autorità centrali istituite dall'una e dall'altra sono praticamente identici, eccettuati alcuni compiti specifici, tipici della natura dei due strumenti. In breve, le autorità centrali devono: - selezionare le domande; - cooperare fra loro ed assicurare la collaborazione fra autorità competenti; - vigilare sul rapido svolgimento dell'azione.

51

Selezione delle richieste

È chiaro che prima di iniziare le procedure convenzionate le autorità centrali debbono assicurarsi che sussistano tutte le condizioni per un loro intervento. Ciò è sottinteso nella Convenzione dell'Aja mentre è espressamente detto nella convenzione europea (art. 4 cpv. 4). Questo esame verterà principalmente sull'età del fanciullo rapito e sui termini entro i quali è stata inviata la richiesta. Inoltre, in tutti i casi in cui non è data la competenza «ratione loci» dell'autorità adita, le due convenzioni dispongono che la richiesta erroneamente indirizzata deve essere senza indugi rimessa all'autorità competente, vale a dire a quella dove si trova o dove risulti trovarsi il fanciullo (art. 9, Convenzione dell'Aja; art. 5 cpv. 2, convenzione europea).

52

Dovere di cooperazione

Le molteplici mansioni assolte dalle autorità centrali suppongono una cooperazione non solamente con le loro autorità interne e con le autorità 111

centrali degli altri Paesi contraenti, ma anche con i privati, vale a dire con le persone alle quali il fanciullo è stato sottratto.

Anche se questa cooperazione con i privati non è menzionata nei testi delle convenzioni, è evidente che le autorità centrali vigileranno affinchè le richieste da trasmettere siano correttamente compilate. Esse dovranno richiamare l'attenzione degli interessati sulle pertinenti disposizioni (art. 8, Convenzione delI'Aja; art. 4, convenzione europea) e sui documenti utili da allegare alla domanda (art. 8 lett. e, f, g, Convenzione dell'Aja; art. 13, convenzione europea). A questo proposito, nel quadro della Convenzione dell'Aja, potrà essere utilizzato il formulario tipo intitolato «Richiesta di restituzione» raccomandato dalla quattordicesima sessione. Nulla si oppone peraltro a che un modulo analogo venga usato nel quadro della convenzione europea.

Quale autorità mittente, l'autorità centrale indirizzerà direttamente le richieste o domande alle autorità centrali corrispondenti degli altri Stati contraenti con tutti i documenti necessari. Come istituzione intermediaria essa riceverà le domande provenienti dalle autorità centrali degli altri Stati contraenti.

53

Svolgimento rapido dell'azione

Le due convenzioni insistono sulla rapidità con cui devono essere condotte le procedure avviate; la Convenzione dell'Aja chiede alle autorità giudiziarie o amministrative competenti di procedere con urgenza in vista del rimpatrio, e se nelle sei settimane non hanno deciso, di fornirne il motivo (art. 11).

Nell'ambito della convenzione europea, le autorità dello Stato richiesto debbono prendere tempestivamente le misure appropriate e provvedere per una procedura di riconoscimento e di esecuzione semplice e rapida, che dovrebbe essere promossa su semplice richiesta (art. 5 e 14). Ciò presuppone che le stesse autorità centrali agiscano senza ritardo e seguano da vicino lo sviluppo delle operazioni affinchè le procedure terminino rapidamente.

54

Autorità centrali in generale

Molte recenti convenzioni internazionali multilaterali parlano di autorità centrali. È particolarmente il caso della Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961 concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minorenni (RS 0.211.231.01). È anche il caso delle convenzioni della Conferenza dell'Aja e del Consiglio d'Europa concernenti l'assistenza giudiziaria internazionale in materia civile che ]a Svizzera è in procinto di ratificare.

Si tratta di tre convenzioni dell'Aja che hanno perfezionato la Convenzione dell'Aja del 1° marzo 1954 relativa alla procedura civile (RS 0.274.12), cioè la convenzione del 15 novembre 1965 relativa all'avviso, di notifica all'estero degli atti giudiziari ed extragiudiziari in materia civile e commerciale, la Convenzione del 18 marzo 1970 sulla raccolta di prove all'estero in materia civile e commerciale e la Convenzione del 25 ottobre 1980 tendente a faci112

litare l'accesso internazionale alla giustizia. Quanto alle convenzioni del Consiglio d'Europa, si tratta degli strumenti seguenti: Accordo europeo del 27 gennaio 1977 sull'inoltro delle richieste di assistenza giudiziaria, Convenzione europea del 24 novembre sulla notifica all'estero dei documenti in materia amministrativa, Convenzione europea del 15 marzo 1978 sulla raccolta all'estero di informazioni e prove in materia amministrativa.

55

Autorità centrale svizzera nel quadro delle due convenzioni sul rapimento dei fanciulli

Raffrontando i due strumenti che vi sono proposti si può costatare immediatamente che i compiti delle autorità centrali sono similari e si sovrappongono; occorre dunque designare una sola autorità centrale per entrambe le convenzioni. La seguente tavola comparativa mette in rilievo queste similitudini (vedi tavola a pag. 114).

Collateralmente a questi compiti specifici, l'autorità centrale svizzera sarà incaricata di fornire consulenze e pareri alle autorità chiamate a decidere in materia di custodia. Dovrà quindi essere assicurata una collaborazione interna non solamente nei rapporti dell'autorità centrale svizzera con le autorità centrali estere, ma soprattutto con le autorità giudiziarie e amministrative svizzere.

L'autorità centrale svizzera non dovrà funzionare come semplice buca da lettere; essa dovrà soddisfare compiti più diretti, particolarmente agendo su procura degli interessati (art. 13 cpv. 1 lett. a della convenzione europea; art. 28 della Convenzione dell'Aja).

6

Ripercussioni finanziarie e sull'effettivo del personale

Per la Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961 concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minorenni (RS 0.211.231.01), l'Ufficio federale della giustizia funge già da autorità centrale. L'Ufficio è in tal modo chiamato a fornire pareri legali sull'applicazione della convenzione ed è incaricato di garantire le comunicazioni ai sensi dell'articolo 11. Le due nuove convenzioni trattano ugualmente della protezione del minorenne in generale. In Svizzera si impone un coordinamento fra questa autorità e quelle previste dalle due convenzioni che sono sottoposte al vostro esame. I compiti che esse dovranno assumere saranno molteplici e richiederanno una grande mole di lavoro (v. tavola a pag. 114).

Per ottenere l'atteso successo, sarà necessario assicurare e mantenere un contatto permanente con le autorità sia interne che internazionali. Le autorità centrali saranno anche chiamate a svolgere compiti di avvocato (art. 13 cpv. 1 della Convenzione europea; art. 28 della Convenzione dell'Aja). Tutti questi lavori non potranno essere svolti senza il personale necessario. L'ideale sarebbe di poter contare su tre o quattro persone benché per il momento l'assunzione immediata di tante persone non sia ancora necessaria. Tuttavia l'onere di lavoro dell'autorità svizzera aumenterà in funzione delle ratifica113

Tableau comparatif Tâches

Convention européenne

Conveniion de La Haye

Concertation

art. 3, 1er al.

art. 7

Faciliter la mise en oeuvre de la convention

art. 3, 2e al.

art. 6

art. 3, 2e al., let. a art. 3, 2e al., let. b

art. 7, let. f art. 7, let. e

art. 3, 2e al., let. c

art. 7, let. i

Recevoir les requêtes

art. 4, 1er al.

art. 8, 1" al.

Contrôler les documents produits

art. 4, 2e al.

(art. 13)

art. 8, 2e al.

Contrôler les conditions de la requête et la refuser

art. 4, 1er al.

art. 8, l«al.

Retransmettre la requête mal adressée

art. 4, 3ee al.

art. 5, 2 al.

art. 9

Informer le requérant

art. 4, 5e al.

art. 11, 2e al.

art. 5, 1er al., let. a er

art. 7, let. a

Transmettre des demandes de renseignements - concernant les procédures en cours - concernant le droit relatif à la garde des enfants et son évolution - concernant des difficultés d'application de la convention

Autres tâches a. retrouver le lieu où se trouve l'enfant b. protéger ou faire protéger l'enfant (mesures provisoires) c. obtenir l'exequatur et favoriser l'ouverture dés procédures nécessaires d. assurer la remise(volontaire) de l'enfant (lorsque l'exequatur est prononcé) e. informer des résultats f. aider à introduire action au fond, ou saisir elle-même g. transmettre des demandes d'enquêtes et le résultat de celles-ci h. faire statuer sur le droit de visite et le protéger i. faciliter l'obtention de l'aide judiciaire (y compris la participation d'un avocat) k. ordonner ou faire ordonner le retour immédiat

114

art. 5, 1 al.,

art. 7, let. b

let. b er art. 5, 1 al., let. c

art. 7, let. f

art. 8, 9, 10, art. 5, 1er al., let. d er art. 5, 1 al., let. e e art. 5, 4 al.

art. 7, let. c, 7, let. h (10), art. 12, ï" al.

art. 11, 2e al.

art. 15, 3 al.

art. 7, let. f; art. 15 art. 7, let. d

art. 11

art. 7, let. f; 21

art. 5, 3e al.

art. 7, let. g; 25

art. 5, 1" al., let.

d, art. 8, 2e et 3e al., art. 11

art. 12, l « e t 2e al.

e

zioni raccolte dalle due convenzioni. Se attualmente ci si può accontentare di due persone, sarà comunque per un periodo provvisorio in quanto tale numero dovrà essere aumentato in relazione all'aumento dei compiti dell' autorità centrale svizzera.

Inoltre, come fatto notare nel numero 54 qui innanzi, le nuove convenzioni di assistenza giudiziaria internazionale in materia civile, che la Svizzera ratificherà, prevedono, anch'esse, la creazione di autorità centrali. È evidente che non si tratta di disperdere le competenze di queste autorità, bensì di concentrarle in un unico e medesimo servizio. Prima o poi si dovrà ben raggruppare le autorità centrali che già operano in materia di assistenza giudiziaria civile (p. es. per l'esazione delle prestazioni alimentari all'estero); ciò permetterà altresì di ottenere una certa razionalizzazione del lavoro e, a lungo termine, di fare economia di personale.

7

Linee direttive della politica di governo

Nel. rapporto del 2 giugno 1980 completivo sulla posizione svizzera rispetto alle convenzioni del Consiglio d'Europa del 16 novembre 1977 (FF 1980 II 1269), il nostro Consiglio sottolineava l'interesse per la Svizzera di ratificare non solo la convenzione europea, ma anche quella dell'Aja. I numerosi casi verificatisi dal 1980 e l'opportunità di aiutare le persone in causa ci inducono ad accordare una certa priorità alla ratificazione delle due convenzioni.

Nel rapporto intermedio del 5 ottobre 1981 sulle linee direttive della politica di governo per la legislatura 1979-1983 (FF 1981 III 606), il nostro Consiglio ha richiamato l'attenzione sul rapporto completivo del 2 giugno 1980 menzionato qui innanzi.

8

Costituzionalità

La competenza della Confederazione di concludere trattati internazionali discende dall'articolo 8 della Costituzione federale. Secondo la dottrina e la giurisprudenza tale competenza federale include anche i settori nei quali, sul piano interno, i Cantoni sono competenti. In conformità dell'articolo 85 numero 5 della Costituzione, spetta all'Assemblea federale approvare i trattati internazionali.

Le due convenzioni non sottostanno al referendum facoltativo in virtù dell' articolo 89 capoverso 3 lettere a e b della Costituzione federale: le due convenzioni si possono infatti disdire ed esse non prevedono l'adesione ad un'organizzazione internazionale. Va ancora esaminato se le due convenzioni comportino un'unificazione multilaterale del diritto. Vi è unificazione multilaterale del diritto ai sensi dell'articolo 89 capoverso 3 lettera e della Costituzione federale qualora, in un campo ben definito, venga istituito un diritto uniforme e tale diritto sostituisca o completi il diritto nazionale. Non si tratta quindi semplicemente della creazione di norme di diritto isolate; 115

l'unificazione deve avere carattere di codificazione. · II nostro Consiglio ha esaminato il problema di questa delimitazione nel messaggio concernente l'accordo multilaterale sulle tasse di rotta (FF 1982 I 851). La situazione giuridica, all'occorrenza, è paragonabile. Le due convenzioni creano in parte un diritto uniforme su cui ci si può fondare direttamente, segnatamente in materia di assistenza giudiziaria, affinchè venga ripristinato il diritto di custodia di un genitore. Tuttavia queste disposizioni non escludono una più ampia assistenza giudiziaria nazionale. Esse pongono esigenze minime senza necessariamente creare un diritto materiale uniforme. Esse concernono infatti unicamente il diritto di procedura e d'esecuzione per una piccola parte del diritto di famiglia, il quale non risulterà pertanto unificato. Non si può dunque parlare di un settore giuridico proprio. È la ragione per cui riteniamo che, anche se le due convenzioni contemplano taluni elementi di unificazione del diritto, questi non permettono di affermare ch'esse comportino un'unificazione multilaterale del diritto ai sensi dell'articolo 89 capoverso 3 lettera e della Costituzione federale.

116

Decreto federale Disegno che approva due convenzioni sui rapimenti internazionali di fanciulli, ad opera di un genitore o di un parente del

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, .

visto l'articolo 8 della Costituzione federale; visto il messaggio del Consiglio federale del 24 novembre 19821', decreta:

Art. l Sono approvate: a. la Convenzione europea, del 20 maggio 1980, sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni di affidamento dei fanciulli e il ripristino della loro custodia, con la seguente riserva: Giusta l'articolo 27, la Svizzera si prevale della riserva, definita nell'articolo 17, in virtù della quale, nei casi previsti dagli articoli 8 e 9, la delibazione e l'esecuzione delle decisioni concernenti la custodia potranno venir rifiutate allegando il motivo previsto nell'articolo 10 capoverso 1 lettera d della Convenzione.

b. la Convenzione dell'Aja, del 25 ottobre 1980, sugli aspetti civili del rapimento internazionale dei fanciulli.

Art. 2 II Consiglio federale è autorizzato a ratificare le due Convenzioni, con la riserva specificata qui innanzi, nonché a dichiarare che l'Ufficio federale di giustizia funge da «Autorità centrale» ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione europea e dell'articolo 6 della Convenzione dell'Aja.

Art. 3 II presente decreto non sottosta al referendum.

» FF 1983 I 93

117

Annexe l

Convention européenne

Texte original

sur la reconnaissance et l'exécution des décisions en matière de garde des enfants et le rétablissement de. la garde des enfants

Les Etats membres du Conseil de l'Europe, signataires de la présente Convention, Reconnaissant que dans les Etats membres du Conseil de l'Europe la prise en considération de l'intérêt de l'enfant est d'une importance décisive en matière de décisions concernant sa garde; Considérant que l'institution de mesures destinées à faciliter la reconnaissance et l'exécution des décisions concernant la garde d'un enfant aura pour effet d'assurer une meilleure protection de l'intérêt des enfants; Estimant souhaitable, dans ce but, de souligner que le droit de visite des parents est le corollaire normal du droit de garde; Constatant le nombre croissant de cas où des enfants ont été déplacés sans droit à travers une frontière internationale et les difficultés rencontrées pour résoudre de manière adéquate les problèmes soulevés par ces cas; Désireux d'introduire des dispositions appropriées permettant le rétablissement de la garde des enfants lorsque cette garde a été arbitrairement interrompue; Convaincus de l'opportunité de prendre, à cet effet, des mesures adaptées aux différents besoins et aux différentes circonstances; Désireux d'établir des relations de coopération judiciaire entre leurs autorités.

Sont convenus de ce qui suit: Article 1

Aux fins de la présente Convention, on entend par: a. enfant: une personne, quelle que soit sa nationalité, pour autant qu'elle n'a pas encore atteint l'âge de 16 ans et qu'elle n'a pas le droit de fixer elle-même sa résidence selon la loi de sa résidence habituelle ou de sa nationalité ou selon la loi interne de l'Etat requis; b. autorité: toute autorité judiciaire ou administrative; c. décision relative à la garde: toute décision d'une autorité dans la mesure où elle statue sur le soin de la personne de l'enfant, y compris le droit de fixer sa résidence, ainsi que sur le droit de visite; d. déplacement sans droit: le déplacement d'un enfant à travers une frontière internationale en violation d'une décision relative à sa garde rendue dans 118

Décisions en matière de garde des enfants un Etat contractant et exécutoire dans un tel Etat ;' est aussi considéré comme déplacement sans droit : i) le non-retour d'un enfant à travers une frontière internationale, à l'issue de la période d'exercice d'un droit de visite relatif à cet enfant ou à l'issue de tout autre séjour temporaire dans un territoire autre que celui dans lequel s'exerce la garde ; ii) un déplacement déclaré ultérieurement comme illicite au sens de l'article 12.

Titre I Autorités centrales Article 2 1. Chaque Etat contractant désignera une autorité centrale qui exercera les fonctions prévues dans la présente Convention.

2. Les Etats fédéraux et les Etats dans lesquels plusieurs systèmes de droit sont en vigueur ont la faculté de désigner plusieurs autorités centrales dont ils déterminent les compétences.

3. Toute désignation effectuée en application du présent article doit être notifiée au Secrétaire Général du Conseil de l'Europe.

Article 3 1. Les autorités centrales des Etats contractants doivent coopérer entre elles et promouvoir une concertation entre les autorités compétentes de leurs pays respectifs. Elles doivent agir avec toute la diligence nécessaire.

2. En vue de faciliter la mise en oeuvre de la présente Convention, les autorités centrales des Etats contractants : a. assurent la transmission des demandes de renseignements émanant des autorités compétentes et qui concernent des points de droit ou de fait relatifs à des procédures en cours; b. se communiquent réciproquement sur leur demande des renseignements concernant leur droit relatif à la garde des enfants et son évolution ; c. se tiennent mutuellement informées des difficultés susceptibles de s'élever à l'occasion de l'application de la Convention et s'emploient, dans toute la mesure du possible, à lever les obstacles à son application.

Article 4 1. Toute personne qui a obtenu dans un Etat contractant une décision relative à la garde d'un enfant et qui désire obtenir dans un autre Etat contractant la reconnaissance ou l'exécution de cette décision peut s'adresser, à cette fin, par requête, à l'autorité centrale de tout Etat contractant.

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Décisions en matière de garde des enfants 2. La requête doit être accompagnée des documents mentionnés à l'article 13.

3. L'autorité centrale saisie, si elle est autre que l'autorité centrale de l'Etat requis, transmet les documents à cette dernière par voie directe et sans délai.

4. L'autorité centrale saisie peut refuser son intervention lorsqu'il est manifeste que les conditions requises par la présente Convention ne sont pas remplies.

5. L'autorité centrale saisie informe sans délai le demandeur des suites de sa demande.

Article 5 1. L'autorité centrale de l'Etat requis prend ou fait prendre dans les plus brefs délais toutes dispositions qu'elle juge appropriées, en saisissant, le cas échéant, ses autorités compétentes, pour: a. retrouver le lieu où se trouve l'enfant; b. éviter, notamment par les mesures provisoires nécessaires, que les intérêts de l'enfant ou du demandeur ne soient lésés; c. assurer la reconnaissance ou l'exécution de la décision; d. assurer la remise de l'enfant au demandeur lorsque l'exécution de la décision est accordée; e. informer l'autorité requérante des mesures prises et des suites données.

2. Lorsque l'autorité centrale de l'Etat requis a des raisons de croire que l'enfant se trouve dans le territoire d'un autre Etat contractant, elle transmet les documents à l'autorité centrale de cet Etat, par voie directe et sans délai.

3. A l'exception des frais de rapatriement, chaque Etat contractant s'engage à n'exiger du demandeur aucun paiement pour toute mesure prise pour Je compte de celui-ci en vertu du paragraphe 1 du présent article par l'autorité centrale de cet Etat, y compris les frais et dépens du procès et, lorsque c'est le cas, les frais entraînés par la participation d'un avocat.

4. Si la reconnaissance ou l'exécution est refusée et si l'autorité centrale de l'Etat requis estime devoir donner suite à la demande du requérant d'introduire dans cet Etat une action au fond, cette autorité met tout en oeuvre pour assurer la représentation du requérant dans cette procédure dans des conditions non moins favorables que celles dont peut bénéficier une personne qui est résidente et ressortissante de cet Etat et, à cet effet, elle peut notamment saisir ses autorités compétentes.

Article 6 1. Sous réserve des arrangements particuliers conclus entre les autorités centrales intéressées et des dispositions du paragraphe 3 du présent article: a. les communications adressées à l'autorité centrale de l'Etat requis sont rédigées dans la langue ou dans l'une des langues officielles de cet Etat ou , accompagnées d'une traduction dans cette langue;

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Décisions en matière de garde des enfants b. l'autorité centrale de l'Etat requis doit néanmoins accepter les communications rédigées en langue française ou anglaise ou accompagnées d'une traduction dans l'une de ces langues.

2. Les communications émanant de l'autorité centrale de l'Etat requis, y compris les résultats des enquêtes effectuées, peuvent être rédigées dans la ou dans l'une des langues officielles de cet Etat ou en français ou en anglais.

3. Tout Etat contractant peut exclure l'application en tout ou en partie des dispositions du paragraphe l.b du présent article. Lorsqu'un Etat contractant a fait cette réserve tout autre Etat contractant peut également l'appliquer à l'égard de cet Etat.

Titre II Reconnaissance et exécution des décisions et rétablissement de la garde des enfants Article 7

Les décisions relatives à la garde rendues dans un Etat contractant sont reconnues et, lorsqu'elles sont exécutoires dans l'Etat d'origine, elles sont mises à exécution dans tout autre Etat contractant.

Article 8

  1. En cas de déplacement sans droit, l'autorité centrale de l'Etat requis fera procéder immédiatement à la restitution de l'enfant: a. lorsqu'au moment de l'introduction de l'instance dans l'Etat où la décision a été rendue ou à la date du déplacement sans droit, si celui-ci a eu lieu antérieurement, l'enfant ainsi que ses parents avaient la seule nationalité de cet Etat et que l'enfant avait sa résidence habituelle sur le territoire dudit Etat, et b. qu'une autorité centrale a été saisie de la demande de restitution dans un délai de six mois à partir du déplacement sans droit.
  2. Si, conformément à la loi de l'Etat requis, il ne peut être satisfait aux prescriptions du paragraphe 1 du présent article sans l'intervention d'une autorité judiciaire, aucun des motifs de refus prévus dans la présente Convention ne s'appliquera dans la procédure judiciaire.
  3. Si un accord homologué par une autorité compétente est intervenu entre la personne qui a la garde de l'enfant et une autre personne pour accorder à celleci un droit de visite et qu'à l'expiration de la période convenue l'enfant, ayant été emmené à l'étranger, n'a pas été restitué à la personne qui en avait la garde, il est procédé au rétablissement du droit de garde conformément aux paragraphes l.b et 2 du présent article. Il en est de même en cas de décision de l'autorité compétente accordant ce même droit à une personne qui n'a pas la garde de l'enfant.

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Décisions en matière de garde des enfants Article 9 1. Dans les cas de déplacement sans droit autres que ceux prévus à l'article 8 et si une autorité centrale a été saisie dans un délai de six mois à partir du déplacement, la reconnaissance et l'exécution ne peuvent être refusées que: a. si, lorsqu'il s'agit d'une décision rendue en l'absence du défendeur ou de son représentant légal, l'acte introductif d'instance ou un acte équivalent n'a pas été signifié ou notifié au défendeur régulièrement et en temps utile pour qu'il puisse se défendre; toutefois, cette absence de signification ou de notification ne saurait constituer une cause de refus de reconnaissance ou d'exécution lorsque la signification ou la notification n'a pas eu lieu parce que le défendeur a dissimulé l'endroit où il se trouve à la personne qui a engagé l'instance dans l'Etat d'origine; b. si, lorsqu'il s'agit d'une décision rendue en l'absence du défendeur ou de son représentant légal, la compétence de l'autorité qui l'a rendue n'est pas fondée : i) sur la résidence habituelle du défendeur, ou ii) sur la dernière résidence habituelle commune des parents de l'enfant pour autant que l'un d'eux y réside encore habituellement, ou iii) sur la résidence habituelle de l'enfant; c. si la décision est incompatible avec une décision relative à la garde devenue exécutoire dans l'Etat requis avant le déplacement de l'enfant, à moins que l'enfant n'ait eu sa résidence habituelle sur le territoire de l'Etat requérant dans l'année précédant son déplacement 2. Si aucune autorité centrale n'a pas été saisie, les dispositions du paragraphe 1 du présent article sont également applicables lorsque la reconnaissance et l'exécution sont demandées dans un délai de six mois à partir du déplacement sans droit.

3. En aucun cas, la décision ne peut faire l'objet d'un examen au fond.

Article 10

  1. Dans les cas autres que ceux visés aux articles 8 et 9, la reconnaissance ainsi que l'exécution peuvent être refusées non seulement pour les motifs prévus à l'article 9, mais en outre pour l'un des motifs suivants: a. s'il est constaté que les effets de la décision sont manifestement incompatibles avec les principes fondamentaux du droit régissant la famille et les enfants dans l'Etat requis; b. s'il est constaté qu'en raison de changements de circonstances incluant l'écoulement du temps mais excluant le seul changement de résidence de l'enfant à la suite d'un déplacement sans droit, les effets de la décision d'origine ne sont manifestement plus conformes à l'intérêt de l'enfant; c. si, au moment de l'introduction de l'instance dans l'Etat d'origine: i) l'enfant avait la nationalité de l'Etat requis ou sa résidence habituelle dans cet Etat alors qu'aucun de ces liens de rattachement n'existait avec l'Etat d'origine; 122

Décisions en matière de garde des enfants ii) l'enfant avait à la fois la nationalité de l'Etat d'origine et de l'Etat requis et sa résidence habituelle dans l'Etat requis; .

d. si la décision est incompatible avec une décision rendue, soit dans l'Etat requis, soit dans un Etat tiers tout en étant exécutoire dans l'Etat requis, à la suite d'une procédure engagée avant l'introduction de la demande de reconnaissance ou d'exécution, et si le refus est conforme à l'intérêt de l'enfant.

2. Dans les mêmes cas, la procédure en reconnaissance ainsi que la procédure en exécution peuvent être suspendues pour l'un des motifs suivants: a. si la décision d'origine fait l'objet d'un recours ordinaire; b. si une procédure concernant la garde de l'enfant, engagée avant que la procédure dans l'Etat d'origine n'ait été introduite, est pendante dans l'Etat requis; c. si une autre décision relative à la garde de l'enfant fait l'objet d'une . procédure d'exécution ou de toute autre procédure relative à la reconnaissance de cette décision.

Article 11

  1. Les décisions sur le droit de visite et les dispositions des décisions relatives à la garde qui portent sur le droit de visite sont reconnues et mises à exécution dans les mêmes conditions que les autres décisions relatives à la garde.
  2. Toutefois, l'autorité compétente de l'Etat requis peut fixer les modalités de la mise en oeuvre et de l'exercice du droit de visite compte tenu notamment des engagements pris par les parties à ce sujet.
  3. Lorsqu'il n'a pas été statué sur le droit de visite ou lorsque la reconnaissance ou l'exécution de la décision relative à la garde est refusée, l'autorité centrale de l'Etat requis peut saisir ses autorités compétentes pour statuer sur le droit de visite, à la demande de la personne invoquant ce droit.

Article 12 Lorsqu'à la date à laquelle l'enfant est déplacé à travers une.frontière internationale il n'existe pas de décision exécutoire sur sa garde rendue dans un Etat contractant, les dispositions de la présente Convention s'appliquent à toute décision ultérieure relative à la garde de cet enfant et déclarant le déplacement illicite, rendue dans un Etat contractant à la demande de toute personne intéressée.

Titre III Procédure Article 13 1. La demande tendant à la reconnaissance ou l'exécution dans un autre Etat contractant d'une décision relative à la garde doit être accompagnée:

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Décisions en matière de garde des enfants a. d'un document habilitant l'autorité centrale de l'Etat requis à agir au nom du requérant ou à désigner à cette fin un autre représentant; b. d'une expédition de la décision réunissant les conditions nécessaires à son authenticité; c. lorsqu'il s'agit d'une décision rendue en l'absence du défendeur ou de son représentant légal, de tout document de nature à établir que l'acte introductif d'instance ou un acte équivalent a été régulièrement signifié ou notifié au défendeur; d. le cas échéant, de tout document de nature à établir que, selon la loi de l'Etat d'origine, la décision est exécutoire; e. si possible, d'un exposé indiquant le lieu où pourrait se trouver l'enfant dans l'Etat requis; f. de propositions sur les modalités du rétablissement de la garde de l'enfant.

2. Les documents mentionnés ci-dessus doivent, le cas échéant, être accompagnés d'une traduction selon les règles établies à l'article 6.

Article 14

Tout Etat contractant applique à la reconnaissance et à l'exécution d'une décision relative à la garde une procédure simple et rapide. A cette fin, il veille à ce que la demande d'exequatur puisse être introduite sur simple requête.

Article 15

  1. Avant de statuer sur l'application du paragraphe 1.b de l'article 10, l'autorité relevant de l'Etat requis: a. doit prendre connaissance du point de vue de l'enfant, à moins qu'il n'y ait une impossibilité pratique, eu égard notamment à l'âge et à la capacité de discernement de celui-ci; et b. peut demander que des enquêtes appropriées soient effectuées.
  2. Les frais des enquêtes effectuées dans un Etat contractant sont à la charge de l'Etat dans lequel elles ont été effectuées.
  3. Les demandes d'enquête et leurs résultats peuvent être adressés à l'autorité concernée par l'intermédiaire des autorités centrales.

Article 16

Aux fins de la présente Convention, aucune légalisation ni formalité analogue ne peut être exigée.

Titre IV Réserves Article 17 1. Tout Etat contractant peut faire la réserve selon laquelle, dans les cas

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Décisions en matière de garde des enfants prévus aux articles 8 et 9 ou à l'un de ces articles, la reconnaissance et l'exécution des décisions relatives à la garde pourront être refusées pour ceux des motifs prévus à l'article 10 qui seront indiqués dans la réserve.

2. La reconnaissance et l'exécution des décisions rendues dans un Etat contractant ayant fait la réserve prévue au paragraphe 1 du présent article peuvent être refusées dans tout autre Etat contractant pour l'un des motifs additionnels indiqués dans cette réserve.

Article 18 Tout Etat contractant peut faire la réserve selon laquelle il n'est pas lié par les dispositions de l'article 12. Les dispositions de la présente Convention ne s'appliquent pas aux décisions visées à l'article 12 qui ont été rendues dans un Etat contractant qui a fait cette réserve.

Titre V Autres instruments Article 19 La présente Convention n'empêche pas qu'un autre instrument international liant l'Etat d'origine et l'Etat requis ou le droit non conventionnel de l'Etat requis soient invoqués pour obtenir la reconnaissance ou l'exécution d'une décision.

Article 20 1. La présente Convention ne porte pas atteinte aux engagements qu'un Etat contractant peut avoir à l'égard d'un Etat non contractant en vertu d'un instrument international portant sur des matières régies par la présente Convention.

2. Lorsque deux ou plusieurs Etats contractants ont établi ou viennent à établir une législation uniforme dans le domaine de la garde des enfants ou un système particulier de reconnaissance ou d'exécution des décisions dans le domaine, ils auront la faculté d'appliquer entre eux cette législation ou ce système à la place de la présente Convention ou de toute partie de celle-ci.

Pour se prévaloir de cette disposition, ces Etats devront notifier leur décision au Secrétaire Général du Conseil de l'Europe. Toute modification ou révocation de cette décision doit également être notifiée.

Titre VI Clauses finales Article 21 La présente Convention est ouverte à la signature des Etats membres du Conseil de l'Europe. Elle sera soumise à ratification, acceptation ou approba9

Foglio federale 1983, Vol. I

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Décisions en matière de garde des enfants tion. Les instruments de ratification, d'acceptation ou d'approbation seront déposés près le Secrétaire Général du Conseil de l'Europe.

Article 22

  1. La présente Convention entrera en vigueur le premier jour du mois qui suit l'expiration d'une période de trois mois après la date à laquelle trois Etats membres du Conseil de l'Europe auront exprimé leur consentement à être liés par la Convention conformément aux dispositions de l'article 21.
  2. Pour tout Etat membre qui exprimera ultérieurement son consentement à être lié par la Convention, celle-ci entrera en vigueur le premier jour du mois qui suit l'expiration d'une période de trois mois après la date du dépôt de l'instrument de ratification, d'acceptation ou d'approbation.

Article 23

  1. Après l'entrée en vigueur de la présente Convention, le Comité des Ministres du Conseil de l'Europe pourra inviter tout Etat non membre du Conseil à adhérer à la présente Convention par une décision prise à la majorité prévue à l'article 20.d du Statut, et à l'unanimité des représentants des Etats contractants ayant le droit de siéger au Comité.
  2. Pour tout Etat adhérent, la Convention entrera en vigueur le premier jour du mois qui suit l'expiration d'une période de trois mois après la date du dépôt de l'instrument d'adhésion près le Secrétaire Général du Conseil de l'Europe.

Article 24

  1. Tout Etat peut, au moment de la signature ou au moment du dépôt de son instrument de ratification, d'acceptation, d'approbation ou d'adhésion, désigner le ou les territoires auxquels s'appliquera la présente Convention.
  2. Tout Etat peut, à tout autre moment par la suite, par une déclaration adressée au Secrétaire Général du Conseil de l'Europe, étendre l'application de la présente Convention à tout autre territoire désigné dans la déclaration. La Convention entrera en vigueur à l'égard de ce territoire le premier jour du mois qui suit l'expiration d'une période de trois mois après la date de réception de la déclaration par le Secrétaire Général.
  3. Toute déclaration faite en vertu des deux paragraphes précédents pourra être retirée, en ce qui concerne tout territoire désigné dans cette déclaration, par notification adressée au Secrétaire Général. Le retrait prendra effet le premier jour du mois qui suit l'expiration d'une période de six mois après la date de réception de la notification par le Secrétaire Général.

Article 25

  1. Un Etat qui comprend deux ou plusieurs unités territoriales dans lesquelles 126

Décisions en matière de garde des enfants des systèmes de droit différents s'appliquent en matière de garde des enfants et de reconnaissance et d'exécution de décisions relatives à la garde peut, au moment du dépôt de son instrument de ratification, d'acceptation, d'approbation ou d'adhésion, déclarer que la présente Convention s'appliquera à toutes ces unités territoriales ou à une ou plusieurs d'entre elles.

2. Il peut, à tout autre moment par la suite, par une déclaration adressée au Secrétaire Général du Conseil de l'Europe, étendre l'application de la présente Convention à toute autre unité territoriale désignée dans la déclaration. La Convention entrera en vigueur à l'égard de cette unité territoriale le premier jour du mois qui suit l'expiration d'une période de trois mois après la date de réception de la déclaration par le Secrétaire Général.

3. Toute déclaration faite en vertu des deux paragraphes précédents pourra être retirée, en ce qui concerne toute unité- territoriale désignée dans cette .déclaration, par notification adressée au Secrétaire Général. Le retrait prendra effet le premier jour du mois qui suit l'expiration d'une période de six mois après la réception de la notification par le Secrétaire Général.

Article 26

  1. Au regard d'un Etat qui, en matière de garde des enfants, a deux ou plusieurs systèmes de droit d'application territoriale: a. la référence à la loi de la résidence habituelle ou de la nationalité d'une personne doit être entendue comme référence au système de droit déterminé par les règles en vigueur dans cet État ou, à défaut de telles règles, au système avec lequel la personne concernée a les liens les plus étroits; b. la référence à l'Etat d'origine ou à l'Etat requis doit être entendue, selon le cas, comme référence à l'unité territoriale dans laquelle la décision a été rendue ou à l'unité territoriale dans laquelle la reconnaissance ou l'exécution de la décision ou le rétablissement de la garde est demandé.
  2. Le paragraphe 1 .a du présent article s'applique également mutatis mutandis aux Etats qui, en matière de garde des enfants, ont deux ou plusieurs systèmes de droit d'application personnelle.

Article 27

  1. Tout Etat peut, au moment de la signature ou au moment du dépôt de son instrument de ratification, d'acceptation, d'approbation ou d'adhésion, déclarer faire usage d'une ou plusieurs réserves figurant au paragraphe 3 de l'article 6, à l'article 17 et à l'article 18 de la présente Convention. Aucune autre réserve n'est admise.
  2. Tout Etat contractant qui a formulé une réserve en vertu du paragraphe précédent peut la retirer en tout ou en partie en adressant une notification au Secrétaire Général du Conseil de l'Europe. Le retrait prendra effet à la date de réception de la notification par le Secrétaire Général.

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Décisions en matière de garde des enfants Article 28

A l'issue de la troisième année qui suit la date d'entrée en vigueur de la présente Convention et, à son initiative, à tout autre moment après cette date, le Secrétaire Général du Conseil de l'Europe invitera les représentants des autorités centrales désignées par les Etats contractants à sii réunir en vue d'étudier et de faciliter le fonctionnement de la Convention. Tout Etat membre du Conseil de l'Europe qui n'est pas partie à la Convention pourra se faire représenter par un observateur. Les travaux de chacune de ces réunions feront l'objet d'un rapport qui sera adressé pour information au Comité des Ministres du Conseil de l'Europe. .

Article 29

  1. Toute partie peut, à tout moment, dénoncer la présente Convention en adressant une notification au Secrétaire Général du Conseil de l'Europe.
  2. La dénonciation prendra effet le premier jour du mois qui suit l'expiration d'une période de six mois après la date de réception de la notification par le Secrétaire Général.

Article 30

Le Secrétaire Général du Conseil de l'Europe notifiera aux Etats membres du Conseil et à tout Etat ayant adhéré à la présente Convention : a. toute signature; ' b. le dépôt de tout instrument de ratification, d'acceptation,- d'approbation ou d'adhésion; c. toute date d'entrée en vigueur de la présente Convention conformément à ses articles 22, 23, 24 et 25; d. tout autre acte, notification ou communication ayant trait à la présente Convention.

En foi de quoi, les soussignés, dûment autorisés à cet effet, ont signé la présente Convention.

Fait à Luxembourg le 20 mai 1980, en français et en anglais, les deux textes faisant également foi, en un seul exemplaire qui sera déposé dans les archives du Conseil de l'Europe. Le Secrétaire Général du Conseil de l'Europe en communiquera copie certifiée conforme à chacun des Etats membres du Conseil de l'Europe et à tout Etat invité à adhérer à la présenle Convention.

(Suivent les signatures)

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Annexe 2 Convention

Texte original

sur les aspects civils de l'enlèvement international d'enfants

Les Etats signataires de la présente Convention, Profondément convaincus que l'intérêt de l'enfant est d'une importance primordiale pour toute question relative à sa garde, Désirant protéger l'enfant, sur le plan international, contre les effets nuisibles d'un déplacement ou d'un non-retour illicites et établir des procédures en vue de garantir le retour immédiat de l'enfant dans l'Etat de sa résidence habituelle, ainsi que d'assurer la protection du droit de visite, Ont résolu de conclure une Convention à cet effet, et sont convenus des dispositions suivantes: Chapitre I Champ d'application de la convention Article premier

La présente Convention a pour objet : a. d'assurer le retour immédiat des enfants déplacés ou retenus illicitement dans tout Etat contractant; b. de faire respecter effectivement dans les autres Etats contractants les droits de garde et de visite existant dans un Etat contractant.

Article 2

Les Etats contractants prennent toutes mesures appropriées pour assurer, dans les limites de leur territoire, la réalisation des objectifs de la Convention. A cet effet, ils doivent recourir à leurs procédures d'urgence.

Article 3 Le déplacement ou le non-retour d'un enfant est considéré comme illicite: a. lorsqu'il a lieu en violation d'un droit de garde, attribué à une personne, une institution ou tout autre organisme, seul ou conjointement, par le droit de l'Etat dans lequel l'enfant avait sa résidence habituelle immédiatement avant son déplacement ou son non-retour; et b. que ce droit était exercé de façon effective seul ou conjointement, au moment du déplacement ou du non-retour, ou l'eût été si de tels événements n'étaient survenus.

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Enlèvement international d'enfants Le droit de garde visé en a peut notamment résulter d'une attribution de plein droit, d'une décision judiciaire ou administrative, ou d'un accord en vigueur selon le droit de cet Etat.

Article 4 La Convention s'applique à tout enfant qui avait sa résidence habituelle dans un Etat contractant immédiatement avant l'atteinte aux droits de garde ou de visite. L'application de la Convention cesse lorsque l'enfant parvient à l'âge de 16 ans.

Article 5 Au sens de la présente Convention: a. le «droit dé garde» comprend le droit portant sur les soins de la personne de l'enfant, et en particulier celui de décider de son lieu de résidence; b. le «droit de visite» comprend le droit d'emmener l'enfant pour une période limitée dans un lieu autre que celui de sa résidence habituelle.

Chapitre II Autorités centrales Article 6 Chaque Etat contractant désigne une Autorité centrale chargée de satisfaire aux obligations qui lui sont imposées par la Convention.

Un Etat fédéral, un Etat dans lequel plusieurs systèmes de droit sont en vigueur ou un Etat ayant des organisations territoriales autonomes, est libre de désigner plus d'une Autorité centrale et de spécifier l'étendue territoriale des pouvoirs de chacune de ces Autorités. L'Etat qui fait usage de cette faculté désigne l'Autorité centrale à laquelle les demandes peuvent être adressées en vue de leur transmission à l'Autorité centrale compétente au sein de cet Etat.

Article 7 Les Autorités centrales doivent coopérer entre elles et promouvoir une collaboration entre les autorités compétentes dans leurs Etats respectifs, pour assurer le retour immédiat des enfants et réaliser les autres, objectifs de la présente Convention.

En particulier, soit directement, soit avec le concours de tout intermédiaire, elles doivent prendre toutes les mesures appropriées: a. pour localiser un enfant déplacé ou retenu illicitement; b. pour prévenir de nouveaux dangers pour l'enfant ou des préjudices pour les parties concernées, en prenant ou faisant prendre des mesures provisoires; c. pour assurer la remise volontaire de l'enfant ou faciliter une solution amiable;

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Enlèvement international d'enfants d. pour échanger, si cela s'avère utile, des informations relatives à la situation sociale de l'enfant ; e. pour fournir des informations générales concernant le droit de leur Etat relatives à l'application de la Convention ; f. pour introduire ou favoriser l'ouverture d'une procédure judiciaire ou administrative, afin d'obtenir le retour de l'enfant et, le cas échéant, de permettre l'organisation ou l'exercice effectif du droit de visite; g. pour accorder ou faciliter, le cas échéant, l'obtention de l'assistance judiciaire et juridique, y compris la participation d'un avocat; h. pour assurer, sur le plan administratif, si nécessaire et opportun, le retour sans danger de l'enfant; : i. pour se tenir mutuellement informées sur le fonctionnement de la Convention et, autant que possible, lever les obstacles éventuellement rencontrés lors de son application.

Chapitre III Retour de l'enfant Articles ·' La personne, l'institution ou l'organisme qui prétend qu'un enfant a été déplacé ou retenu en violation d'un droit de garde peut saisir soit l'Autorité centrale de la résidence habituelle de l'enfant, soit celle de tout autre Etat contractant, pour que celles-ci prêtent leur assistance en vue d'assurer le retour de l'enfant.

La demande doit contenir: a. des informations portant sur l'identité du demandeur, de l'enfant et de la personne dont il est allégué qu'elle a emmené ou retenu l'enfant ; b. la date de naissance de l'enfant, s'il est possible de se la procurer; c. les motifs sur lesquels se base le demandeur pour réclamer le retour de l'enfant; d. toutes informations disponibles concernant la localisation de l'enfant et l'identité de la personne avec laquelle l'enfant est présumé se trouver.

La demande peut être accompagnée ou complétée par : e. une copie authentifiée de toute décision ou de tout accord utiles; f. une attestation ou une déclaration avec affirmation émanant de l'Autorité centrale, ou d'une autre autorité compétente de l'Etat de .la résidence habituelle, ou d'une personne qualifiée, concernant le droit de l'Etat en là matière ; g. tout autre document utile.

Article 9

Quand l'Autorité centrale qui est saisie d'une demande en vertu de l'article 8 a des raisons de penser que l'enfant se trouve dans un autre Etat contractant, elle

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Enlèvement international d'enfants transmet la demande directement et sans délai à l'Autorité centrale de cet Etat contractant et en informe l'Autorité centrale requérante ou, Je cas échéant, le demandeur.

Article 10 L'Autorité centrale de l'Etat où se trouve l'enfant prendra ou fera prendre toute mesure propre à assurer sa remise volontaire.

Article 11 Les autorités judiciaires ou administratives de tout Etat contractant doivent procéder d'urgence en vue du retour de l'enfant.

Lorsque l'autorité judiciaire ou administrative saisie n'a pas; statué dans un délai de six semaines à partir de sa saisine, le demandeur ou l'Autorité centrale de l'Etat requis, de sa propre initiative ou sur requête de l'Autorité centrale de l'Etat requérant, peut demander une déclaration sur les raisons de ce retard. Si la réponse est reçue par l'Autorité centrale de l'Etat requis, cette Autorité doit la transmettre à l'Autorité centrale de l'Etat requérant ou, le cas échéant, au demandeur.

Article 12 Lorsqu'un enfant a été déplacé ou retenu illicitement au sens de l'article 3 et qu'une période de moins d'un an s'est écoulée à partir du déplacement ou du non-retour au moment de l'introduction de la demande devant l'autorité judiciaire ou administrative de l'Etat contractant où se trouve l'enfant, l'autorité saisie ordonne son retour immédiat.

L'autorité judiciaire ou administrative, même saisie après l'expiration de la période d'un an prévue à l'alinéa précédent, doit aussi ordonner le retour de l'enfant, à moins qu'il ne soit établi que l'enfant s'est intégré dans son nouveau milieu.

Lorsque l'autorité judiciaire ou administrative de l'Etat requis a des raisons de croire que l'enfant a été emmené dans un autre Etat, elle peut suspendre la procédure ou rejeter la demande de retour de l'enfant.

Article 13 Nonobstant les dispositions de l'article précédent, l'autorité judiciaire ou administrative de l'Etat requis n'est pas tenue d'ordonner le retour de l'enfant, lorsque la personne, l'institution ou l'organisme qui s'oppose à son retour établit: a. que la personne, l'institution ou l'organisme qui avait le soin de la personne de l'enfant n'exerçait pas effectivement le droit de garde à l'époque du déplacement ou du non-retour, ou avait consenti ou a acquiescé postérieurement à ce déplacement ou à ce non-retour; ou 132

Enlèvement international d'enfants b. qu'il existe un risque grave que le retour de l'enfant ne l'expose à un danger physique ou psychique, ou de toute autre manière ne le place dans une situation intolérable.

L'autorité judiciaire ou administrative peut aussi refuser d'ordonner le retour de l'enfant si elle constate que celui-ci s'oppose à son retour et qu'il a atteint un âge et une maturité où il se révèle approprié de tenir compte de cette opinion.

Dans l'appréciation des circonstances visées dans cet article, les autorités judiciaires ou administratives doivent tenir compte des informations fournies par l'Autorité centrale ou toute autre autorité compétente de l'Etat de la résidence habituelle de l'enfant sur sa situation sociale.

Article 14 Pour déterminer l'existence d'un déplacement ou d'un non-retour illicite au sens de l'article 3-, l'autorité judiciaire ou administrative de l'Etat requis peut tenir compte directement du droit et des décisions judiciaires ou administratives reconnues formellement ou non dans l'Etat de la résidence habituelle de l'enfant, sans avoir recours aux procédures spécifiques sur la preuve de ce droit ou pour la reconnaissance des décisions étrangères qui seraient autrement applicables.

Article 15 Les autorités judiciaires ou administratives d'un Etat contractant peuvent, avant d'ordonner le retour de l'enfant, demander la production par le demandeur d'une décision ou d'une attestation émanant des autorités de l'Etat de la résidence habituelle de l'enfant constatant que le déplacement ou le non-retour était illicite au sens de l'article 3 de la Convention, dans la mesure où cette décision ou cette attestation peut être obtenue dans cet Etat. Les Autorités centrales des Etats contractants assistent dans la mesure du possible le demandeur pour obtenir une telle décision ou attestation.

Article 16 Après avoir été informées du déplacement illicite d'un enfant ou de son nonretour dans le cadre de l'article 3, les autorités judiciaires ou administratives de l'Etat contractant où l'enfant a été déplacé ou retenu ne pourront statuer sur le fond du droit de garde jusqu'à ce qu'il soit établi que les conditions de la présente Convention pour un retour de l'enfant ne sont pas réunies, ou jusqu'à ce qu'une période raisonnable ne se soit écoulée sans qu'une demande en application de la Convention n'ait été faite.

Article 17 Le seul fait qu'une décision relative à la garde ait été rendue ou soit susceptible d'être reconnue dans l'Etat requis ne peut justifier le refus de renvoyer l'enfant 133

Enlèvement international d'enfants dans le cadre de cette Convention, mais les autorités judiciaires ou administratives de l'Etat requis peuvent prendre en considération les motifs de cette décision qui rentreraient dans le cadre de l'application de la Convention.

Article 18 Les dispositions de ce chapitre ne limitent pas le pouvoir de l'autorité judiciaire ou administrative d'ordonner le retour de l'enfant à tout moment.

Article 19 Une décision sur le retour de l'enfant rendue dans le cadre de la Convention n'affecte pas le fond du droit de garde.

Article 20 Le retour de l'enfant conformément aux dispositions de l'article 12 peut être refusé quand il ne serait pas permis par les principes fondamentaux de l'Etat requis sur la sauvegarde des droits de l'homme et des libertés Fondamentales.

Chapitre IV Droit de visite Article 21 Une demande visant l'organisation ou la protection de l'exercice effectif d'un droit de visite peut être adressé à l'Autorité centrale d'un Etat contractant selon les mêmes modalités qu'une demande visant au retour de l'enfant.

Les Autorités centrales sont liées par les obligations de coopération visées à l'article 7 pour assurer l'exercice paisible du droit de visite et l'accomplissement de toute condition à laquelle l'exercice de ce droit serait soumis, et pour que soient levés, dans toute la mesure du possible, les obstacles de nature à s'y opposer.

Les Autorités centrales, soit directement, soit par des intermédiaires, peuvent entamer ou favoriser une procédure légale en vue d'organiser ou de protéger le droit de visite et les conditions auxquelles l'exercice de ce droit pourrait être soumis.

Chapitre V Dispositions générales Article 22 Aucune caution ni aucun dépôt, sous quelque dénomination que ce soit ne peut être imposé pour garantir le paiement des frais et dépens dans le contexte des procédures judiciaires ou administratives visées par la Convention.

134

Enlèvement international d'enfants Article 23

Aucune légalisation ni formalité similaire ne sera requise dans le contexte de la Convention.

Article 24

Toute démande, communication ou autre document sont envoyés dans leur langue originale à l'Autorité centrale de l'Etat requis et accompagnés d'une traduction dans la langue officielle ou l'une des langues officielles de cet Etat ou, lorsque cette traduction est difficilement réalisable,d'une traduction en français ou en anglais.

Toutefois, un Etat contractant pourra, en faisant la réserve prévue à l'article 42, s'opposer à l'utilisation soit du français, soit de l'anglais, dans toute demande, communication ou autre document adressés à son Autorité centrale.

Article 25

Les ressortissants d'un Etat contractant et les personnes qui résident habituel- .

lement dans cet Etat auront droit, pour tout ce qui concerne l'application de la , Convention, à l'assistance judiciaire et juridique dans tout autre Etat contrac- , tant, dans les mêmes conditions que s'ils étaient eux-mêmes ressortissants de cet autre Etat et y résidaient habituellement.

Article 26

Chaque Autorité centrale supportera ses propres frais en appliquant la Convention.

L'Autorité centrale et les autres services publics des Etats contractants n'imposeront aucun frais en relation avec les demandes introduites en application de la Convention. Notamment, ils ne peuvent réclamer du demandeur le paiement des frais et dépens du procès ou, éventuellement, des frais entraînés par la participation d'un avocat. Cependant, ils peuvent demander le paiement des dépenses causées ou qui seraient causées par les opérations liées au retour de l'enfant.

En ordonnant le retour de l'enfant ou en statuant sur le droit de visite dans le cadre de la Convention, l'autorité judiciaire ou administrative peut, le cas échéant, mettre à la charge de la personne qui a déplacé ou qui a retenu l'enfant, ou qui a empêché l'exercice du droit de visite, le paiement de tous frais nécessaires engagés par le demandeur ou en son nom, notamment des frais de voyage, des frais de représentation judiciaire du demandeur et de 135

Enlèvement international d'enfants retour de l'enfant, ainsi que de tous les coûts et dépenses faits pour localiser l'enfant.

Article 27 Lorsqu'il est manifeste que les conditions requises par la Convention ne sont pas remplies ou que la demande n'est pas fondée, une Autorité centrale n'est pas tenue d'accepter une telle demande. En ce cas, elle informe immédiatement de ses motifs le demandeur ou, le cas échéant, l'Autorité centrale qui lui a transmis la demande.

Article 28 Une Autorité centrale peut exiger que la demande soit accompagnée d'une autorisation par écrit lui donnant le pouvoir d'agir pour le compte du demandeur, ou de désigner un représentant habilité à agir en son nom.

Article 29 La Convention ne fait pas obstacle à la faculté pour la personne, l'institution ou l'organisme qui prétend qu'il y a eu une violation du droit de garde ou de visite au sens des articles 3 ou 21 de s'adresser directement aux autorités judiciaires ou administratives des Etats contractants, par application ou non des dispositions de la Convention.

Article 30 Toute demande, soumise à l'Autorité centrale ou directement aux autorités judiciaires ou administratives d'un Etat contractant par application de la Convention, ainsi que tout document ou information qui y serait annexé ou fourni par une Autorité centrale, seront recevables devant les tribunaux ou les autorités administratives des Etats contractants.

Article 31 Au regard d'un Etat qui connaît en matière de garde des enfants deux ou plusieurs systèmes de droit applicables dans des unités territoriales différentes: a. toute référence à la résidence habituelle dans cet Etat vise la résidence habituelle dans une unité territoriale de cet Etat; b. toute référence à la loi de l'Etat de la résidence habituelle vise la loi de l'unité territoriale dans laquelle l'enfant a sa résidence habituelle.

Article 32 Au regard d'un Etat connaissant en matière de garde des enfants deux ou plusieurs systèmes de droit applicables à des catégories différentes de personnes, toute référence à la loi de cet Etat vise le système de droit désigné par le droit de celui-ci.

136

Enlèvement international d'enfants Article 33 Un Etat dans lequel différentes unités territoriales ont leurs propres règles de droit en matière de garde des enfants ne sera pas tenu d'appliquer la Convention lorsqu'un Etat dont le système de droit est unifié ne serait pas tenu de l'appliquer.

Article 34 Dans les matières auxquelles elle s'applique, la Convention prévaut sur la Convention du 5 octobre 1961 concernant la compétence des autorités et la loi applicable en matière de protection des mineurs, entre les Etats Parties aux deux Conventions. Par ailleurs, la présente Convention n'empêche pas qu'un autre instrument international liant l'Etat d'origine et l'Etat requis, ni que le droit non conventionnel de l'Etat requis, ne soient invoqués pour obtenir le retour d'un enfant qui a été déplacé ou retenu illicitement ou pour organiser le droit de visite.

Article 35 La Convention ne s'applique entre les Etats contractants qu'aux enlèvements ou aux non-retours illicites qui se sont produits après son entrée en vigueur dans ces Etats.

Si une déclaration a été faite conformément aux articles 39 ou 40, la référence à un Etat contractant faite à l'alinéa précédent signifie l'unité ou les unités territoriales auxquelles la Convention s'applique.

Article 36 Rien dans la Convention n'empêche deux ou plusieurs Etats contractants, afin de limiter les restrictions auxquelles le retour de l'enfant peut être soumis, de convenir entre eux de déroger à celles de ses dispositions qui peuvent impliquer de telles restrictions.

Chapitre VI Clauses finales Article 37 La Convention est ouverte à la signature des Etats qui étaient Membres de la Conférence de La Haye de droit international privé lors de sa Quatorzième session.

Elle sera ratifiée, acceptée ou approuvée et les instruments de ratification, d'acceptation ou d'approbation seront déposés auprès du Ministère des Affaires Etrangères du Royaume des Pays-Bas.

137

Enlèvement international d'enfants Article 38

Tout autre Etat pourra adhérer à la Convention.

L'instrument d'adhésion sera déposé auprès du Ministère des Affaires étrangères du Royaume des Pays-Bas.

La Convention entrera en vigueur, pour l'Etat adhérant, le premier jour du troisième mois du calendrier après le dépôt de son instrument d'adhésion.

L'adhésion n'aura d'effet que dans les rapports entre l'Etat adhérant et les Etats contractants qui auront déclaré accepter cette adhésion. Une telle déclaration devra également être faite par tout Etat membre ratifiant, acceptant ou approuvant la Convention ultérieurement à l'adhésion. Cette déclaration sera déposée auprès du Ministère des Affaires Etrangères du Royaume des Pays-Bas; celui-ci en enverra, par la voie diplomatique, une copie certifiée conforme, à chacun des Etats contractants.

La Convention entrera en vigueur entre l'Etat adhérant et l'Etat ayant déclaré accepter cette adhésion le premier jour du troisième mois du calendrier après le dépôt de la déclaration d'acceptation.

Article 39

Tout Etat, au moment de la signature, de la ratification, de l'acceptation, de l'approbation ou de l'adhésion, pourra déclarer que la Convention s'étendra à l'ensemble des territoires qu'il représente sur le plan international ou à l'un ou plusieurs d'entre eux. Cette déclaration aura effet au moment où elle entre en vigueur pour cet Etat.

Cette déclaration, ainsi que toute extension ultérieure, seront notifiées au Ministère des Affaires Etrangères du Royaume des Pays-Bas.

Article 40

Un Etat contractant qui comprend deux ou plusieurs unités territoriales dans lesquelles des systèmes de droit différents s'appliquent aux matières régies par cette Convention pourra, au moment de la signature, de la ratification, de l'acceptation, de l'approbation ou de l'adhésion, déclarer que la présente Convention s'appliquera à toutes ses unités territoriales ou seulement à l'une ou à plusieurs d'entre elles, et pourra à tout moment modifier cette déclaration en faisant une nouvelle déclaration.

Ces déclarations seront notifiées au Ministère des Affaires Etrangères du Royaume des Pays-Bas et indiqueront expressément les unités territoriales auxquelles la Convention s'applique.

Article 41

Lorsqu'un Etat contractant a un système de gouvernement en vertu duquel les pouvoirs exécutif, judiciaire et législatif sont partagés entre des Autorités 138

Enlèvement international d'enfants centrales et d'autres autorités de cet Etat, la signature, la ratification, l'acceptation ou l'approbation de la Convention, ou l'adhésion à celle-ci, ou une déclaration faite en vertu de l'article 40, n'emportera aucune conséquence quant au partage interne des pouvoirs dans cet Etat.

Article 42 Tout Etat contractant pourra, au plus tard au moment de la ratification, de l'acceptation, de l'approbation ou de l'adhésion, ou au moment d'une déclaration faite en vertu des articles 39 ou 40, faire soit l'une, soit les deux réserves prévues aux articles 24 et 26, alinéa 3. Aucune autre réserve ne sera admise.

Tout Etat pourra, à tout moment, retirer une réserve qu'il aura faite. Ce retrait sera notifié au Ministère des Affaires Etrangères du Royaume des Pays-Bas.

L'effet de la réserve cessera le premier jour du troisième mois du calendrier après la notification mentionnée à l'alinéa précédent.

Article 43 La Convention entrera en vigueur le premier jour du troisième mois du calendrier après le dépôt du troisième instrument de ratification, d'acceptation, d'approbation ou d'adhésion prévu par les articles 37 et 38.

Ensuite, la Convention entrera en vigueur: 1. pour chaque Etat ratifiant, acceptant, approuvant ou adhérant postérieurement le premier jour du troisième mois du calendrier après le dépôt de son instrument de ratification, d'acceptation, d'approbation ou d'adhésion ; 2. pour les territoires ou les unités territoriales auxquels la Convention a été étendue conformément à l'article 39 ou 40, le premier jour du troisième mois du calendrier après la notification visée dans ces articles.

Article 44 La Convention aura une durée de cinq ans à partir de la date de son entrée en vigueur conformément à l'article 43, alinéa premier, même pour les Etats qui l'auront postérieurement ratifiée, acceptée ou approuvée ou qui y auront adhéré.

La Convention sera renouvelée tacitement de cinq ans en cinq ans, sauf dénonciation.

La dénonciation sera notifiée, au moins six mois avant l'expiration du délai de cinq ans, au Ministère des Affaires Etrangères du Royaume des Pays-Bas. Elle pourra se limiter à certains territoires ou unités territoriales auxquels s'applique la Convention.

La dénonciation n'aura d'effet qu'à l'égard de l'État qui l'aura notifiée. La Convention restera en vigueur pour les autres Etats contractants.

139

Enlèvement international d'enfants Article 45 Le Ministère des Affaires Etrangères du Royaume des Pays-Bas notifiera aux Etats Membres de la Conférence, ainsi qu'aux Etats qui auront adhéré conformément aux dispositions de l'article 38 : 1. les signatures, ratifications, acceptations et approbations visées à l'article 37; 2. les adhésions visées à l'article 38 ; 3. la date à laquelle la Convention entrera en vigueur conformément aux dispositions de l'article 43; 4. les extensions visées à l'article 39; 5. les déclarations mentionnées aux articles 38 et 40; 6. les réserves prévues aux articles 24 et 26, alinéa 3, et le retrait des réserves prévu à l'article 42; 7. les dénonciations visées à l'article 44.

En foi de quoi, les soussignés, dûment autorisés, ont signé la présente Convention.

Fait à La Haye, le 25 octobre 1980, en français et en anglais, les deux textes faisant également foi, en un seul exemplaire, qui sera déposé dans les archives du Gouvernement du Royaume des Pays-Bas et dont une copie certifiée conforme sera remise, par la voie diplomatique, à chacun des Etats Membres de la Conférence de La Haye de droit international privé lors de sa Quatorzième session.

(Suivent les signatures)

140

Enlèvement international d'enfants

Appendice à l'annexe 2 Requête en vue du retour Convention de la Haye du 25 octobre 1980 sur les .aspects civils de l'enlèvement international d'enfants

Autorité centrale requérante ou requérant

Concerne l'enfant

le

Autorité requise

,

qui aura 16 ans

19

Note: Les rubriques suivantes doivent être remplies de la façon la plus complète possible.

I.

Identité de l'enfant et des parents

1

Enfant nom et prénoms date et lieu de naissance résidence habituelle avant l'enlèvement passeport ou carte d'identité No (s'il y a lieu) signalement et éventuellement photo (voir annexes)

2 2.1

Parents Mère: nom et prénoms date et lieu de naissance nationalité profession .

résidence habituelle passeport ou carte d'identité No (s'il y a lieu)

141

Enlèvement international d'enfants 2.2

Père:

nom et prénoms date et lieu de naissance nationalité profession résidence habituelle passeport ou carte d'identité No (s'il y a lieu)

2.3

Date et lieu du mariage

II.

Partie requérante: personne ou institution (qui exerçait la garde effectivement avant l'enlèvement)

3

nom et prénoms nationalité (si personne physique) profession (si personne physique) adresse passeport ou carte d'identité No (s'il y a lieu) relation avec l'enfant nom et adresse du conseiller juridique (s'il y a lieu)

III.

Endroit où devrait se trouver l'enfant

4.1

Renseignements concernant la personne dont il est allégué qu'elle a enlevé ou retenu l'enfant nom et prénoms profession dernière résidence connue passeport ou carte d'identité No (s'il y a lieu) signalement et éventuellement photo (voir annexes)

4.2

Adresse de l'enfant

4.3

Autres personnes susceptibles de donner d'autres informations permettant de localiser l'enfant

142

Enlèvement international d'enfants IV.

Moment, lieu, date et circonstances du déplacement ou du non-retour illicites

V.

Motifs de fait ou légaux justifiant la requête

VI.

Procédures civiles en cours

VII.

L'enfant doit être remis à:

a.

nom et prénoms date et lieu de naissance adresse téléphone

b.

arrangements proposés pour le retour

VIII. Autres observations

143

Enlèvement international d'enfants IX.

Enumération des pièces produites"

Fait à....

le Signature et/ou cachet de l'Autorité centrale requérante ou du requérant

" P. ex. copie certifiée conforme d'une décision ou d'un accord relatif à la garde ou au droit de visite; certificat de coutume ou déclaration avec affirmation relatif à la loi applicable; information sur la situation sociale de l'enfant; procuration conférée à l'Autoritée centrale.

144

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Messaggio concernente due convenzioni sui rapimenti internazionali di fanciulli, ad opera di un genitore o di un parente del 24 novembre 1982

In

Bundesblatt

Dans

Feuille fédérale

In

Foglio federale

Jahr

1983

Année Anno Band

1

Volume Volume Heft

02

Cahier Numero Geschäftsnummer

82.077

Numéro d'affaire Numero dell'oggetto Datum

18.01.1983

Date Data Seite

93-144

Page Pagina Ref. No

10 114 024

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