# S T #

82.233

Iniziativa parlamentare Revisione della legge sull'agricoltura Rapporto della commissione del Consiglio nazionale del 28 ottobre 1982

Onorevoli presidenti e consiglieri, Durante la sua seduta del 16 agosto 1982 la commissione del Consiglio nazionale incaricata di esaminare l'iniziativa popolare «contro le importazioni eccessive di foraggi e le <fabbriche d'animali) e per lo sfruttamento ottimale del suolo del Paese» ha discusso dettagliatamente le proposte di modifica degli articoli 19 a I9d della legge sull'agricoltura. Queste ultime, accettate dalla maggioranza della commissione, costituiscono una soluzione di ricambio all'iniziativa popolare e offrono un mezzo di conseguirne gli obiettivi essenziali per via legislativa. Dovrebbero permettere, eventualmente, di ritirare quest' iniziativa rispettando la volontà dei suoi autori.

Col presente rapporto, la commissione vi sottopone, conformemente all'articolo 2ioties delia legge sui rapporti fra i Consigli, un'iniziativa parlamentare concernente la revisione della legge sull'agricoltura. L'iniziativa è portata a conoscenza dei membri del Consiglio e trasmessa al Consiglio federale affinchè prenda posizione in merito. La commissione ha deciso di aggiungere al suo rapporto anche il parere della minoranza.

Proposta La commissione propone di approvare il suo progetto di legge.

Allegati 1 2 3 4

Testo dell'iniziativa Proposte della minoranza Rapporto esplicativo della commissione Parere della minoranza della commissione.

28 ottobre 1982

1982 -- 1068 12

Foglio federale 1983, Voi. I

In nome della commissione: II presidente, Thévoz

169

Allegato i

Legge sull'agricoltura

Disegno

Modificazione del

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visti gli articoli 31bis e 32 della Costituzione; vista un'iniziativa parlamentare; visto il rapporto della commissione del Consiglio nazionale del 28 ottobre 19821'; 2) visto il parere del Consiglio federale del , decreta:

I La legge sull'agricoltura 3> è modificata come segue : Art. 19 capoverso 1 (completato dalla disposizione seguente) 1 ... derivano foraggi. Inoltre il Consiglio federale può obbligare gli importatori e i fabbricanti di foraggi a distribuire equamente la loro mercé tra gli utenti, come pure a contingentare le forniture alle singole aziende se le altre misure risultano insufficienti o si rivelano inadeguate.

Art. 19a lettera b b. pagare contributi alle aziende agricole piccole e medie proporzionalmente al numero dei capi o di posti di cui dispongono; Art. 19b cpv. 1 prima frase, cpv. 4 seconda frase ''nuova) ... necessari per assicurare un reddito sufficiente a un'azienda gestita razionalmente....

1

Agricoltura 4

... Per quanto concerne le aziende create entro questo termine smembrando abusivamente l'unità iniziale, l'importo da pagare va calcolato in base alla somma dei loro effettivi, poi ripartito tra esse proporzionalmente.

Art. 19c cpv. l e 2 1 1 contributi giusta l'articolo 19a, lettera b, saranno calcolati in modo da promuovere le aziende agricole e da utilizzare il più possibile foraggi indigeni, tenuto conto delle particolarità di ogni ramo aziendale. Il vantaggio economico di cui fruiscono le grandi aziende, in rapporto alle piccole e medie gestite razionalmente, deve essere almeno compensato.

2 II Consiglio federale limita il diritto ai contributi, per specie d'animali da reddito, fissando un effettivo massimo valido per tutte le aziende. Esso può anche graduare l'aliquota di contributo in funzione del numero degli animali da reddito. Fissa una soglia di reddito a partire dalla quale i contributi non vanno più pagati interamente, nonché l'ammontare minimo di contributo versabile.

Art. 19d cpv. 3 e 4, come pure cpv. 5 (nuovo) 3 L'edificazione di stalle potrà essere autorizzata se l'esercente, che rinuncia a produrre latte commerciale per dedicarsi alla produzione di carne, dispone in proprio di una adeguata produzione di foraggi.

4 Quando, in un caso particolare, il capoverso 1 si rivelasse inapplicabile, le costruzioni connesse con un aumento dell'effettivo del bestiame vanno autorizzate soltanto se una congrua parte del reddito continua a provenire da rami agricoli in cui non vige l'obbligo dell'autorizzazione e se l'azienda interessata attende in misura ragionevole alla campicoltura. Inoltre l'autorizzazione è accordata soltanto se l'azienda utilizza per foraggiamento i residui della lavorazione lattiera locale o regionale o se, nonostante una gestione razionale, risulta impossibile ricavare un reddito sufficiente senza aumentare l'effettivo del bestiame.

5 L'autorizzazione per progetti conformi alle disposizioni previste ai capoversi 3 e 4 va tuttavia negata in tutto o in parte quando, per la specie di animali in questione, la produzione supera durevolmente i bisogni. Se la capacità d'assorbimento del mercato non permette di soddisfare tutte le domande di autorizzazione riguardanti una stessa specie, la priorità è data ai progetti rispondenti alle condizioni fissate al capoverso 3; successivamente, a

171

Agricoltura quelli presentati dalle aziende che, per il foraggiamento, utilizzano i residui della lavorazione lattiera locale o regionale.

II 1 2

La presente legge sottosta al referendum facoltativo.

II Consiglio federale fissa la data dell'entrata in vigore.

172

Allegato 2 Proposte di minoranza (Schwarz, Eisenring)

Art. 19 cpv. l Testo vecchio

Art. I9a lett. b Testo vecchio

Art. 19b cpv. l Testo vecchio

Art. 19c cpv. l

Minoranza I (Schwarz) 1 1 contributi previsti all'articolo 19a lettera b saranno fissati in modo da incoraggiare piccole e medie aziende gestite razionalmente.

Minoranza II (Eisenring) Testo vecchio

Art. 19 d 1 ... (testo attuale) 2 ... (testo attuale) 3 Le costruzioni connesse con un aumento dell'effettivo del bestiame sono autorizzate soltanto se: a. l'azienda attende in misura ragionevole alla campicoltura

e b. una congrua parte del reddito continua a provenire da rami agricoli in cui non vige l'obbligo dell'autorizzazione e e. nell'azienda, benché razionalmente gestita, non può essere ottenuto un reddito sufficiente senza l'aumento previsto, o d. l'azienda rinuncia a fornire latte commerciale.

4 Le costruzioni vanno pure autorizzate se l'azienda avvalora sottoprodotti della trasformazione lattiera e se le condizioni elencate alle lettere a e b sono soddisfatte.

173

5

L'autorizzazione va tuttavia negata in tutto o in parte, quando, per la specie in questione, la produzione supera durevolmente i bisogni.

6 Se la capacità d'assorbimento del mercato permette unicamente costruzioni relative a un numero limitato di stalle si terrà conto prioritariamente delle domande provenienti da aziende le quali, nonostante una gestione razionale, non riescono a ricavare un reddito sufficiente senza procedere a an aumento dell' effettivo del bestiame.

174

Allegato 3 Rapporto esplicativo della commissione A.

I II

Generalità Le basi della legislazione agricola A livello costituzionale

L'adozione dell'articolo 31bis della Costituzione, nel 1947, ha introdotto nella medesima una buona base per la politica agricola. Questo articolo ha il tenore seguente: 3

Quando l'interesse generale lo giustifichi, la Confederazione ha il diritto, derogando ove occorra al principio della libertà di commercio e d'industria, di emanare disposizioni: b. per conservare una sana popolazione rurale, assicurare l'efficienza dell'agricoltura e consolidare la proprietà agricola; e. per proteggere regioni la cui economia è in pericolo; Questo testo da dunque alla Confederazione la competenza di legiferare in favore del ceto contadino e dell'agricoltura. Le accorda pure quella di prendere misure speciali nelle regioni in cui l'economia è minacciata. Per conseguenza è possibile e necessario incoraggiare in modo specifico questa branca nelle regioni di montagna la cui economia si basa ancora in misura rilevante sull'agricoltura.

Ma questo articolo costituzionale limita pure molto chiaramente questa competenza al ceto contadino e all'agricoltura. Questi due concetti costituiscono la correlazione con la coltura e lo sfruttamento del suolo allo scopo di produrre derrate alimentari. L'estensione di queste disposizioni di protezione ad aziende che non siano in correlazione diretta con lo sfruttamento del suolo indigeno o con l'avvaloramento di foraggi prodotti nel Paese non è dunque conforme al testo costituzionale. Questa non conformità è ancora più palese nel caso di aziende contrarie agli obiettivi della Costituzione. Certo, l'articolo 1, capoverso 1 della legge sull'agricoltura prevede a buon diritto l'applicazione di questa legge «ad altri rami dell'economia, per quanto le sue disposizioni li possano concernere». Questa estensione permette di tenere sotto controllo evoluzioni che non sono conformi agli obiettivi dell'articolo costituzionale o che gli sono contrari. Questa delimitazione è insufficiente per ciò che concerne le misure economiche previste dalla legge sull'agricoltura, mentre è applicata correttamente in altri settori della legislazione agraria. Così, per esempio, aziende di produzione animale non costitutive di una conduzione prevalentemente agricola non sono sottoposte al controllo degli affitti e sono logicamente escluse dalle disposizioni protettive della legislazione agricola.

175

12

A livello della legge sull'agricoltura

Gli obiettivi dell'iniziativa popolare sarebbero di per sé già compresi, in forma generale, nella legge sull'agricoltura del 3 ottobre 1951; ciò nondimeno c'è stata l'iniziativa, la quale è nata innanzitutto come risposta al crescente scollamento tra la realtà e la normativa. Invero occorrerebbe piuttosto correggere non la legge bensì certe particolari evoluzioni.

11 preambolo della legge sull'agricoltura ha il tenore seguente: ... allo scopo di conservare una sana popolazione rurale e di facilitare l'approvvigionamento del Paese assicurando la produzione agricola e incoraggiando l'agricoltura tenuto conto degli interessi dell'economia nazionale, decreta . . .

Questo preambolo circoscrive dunque il campo di applicazione della legge in modo altrettanto chiaro quanto l'articolo costituzionale. Per conseguenza, l'incoraggiamento di aziende che non operano nell'interesse dello sfruttamento del suolo, che non servono a mobilitare la capacità produttiva indigena di derrate alimentari e che non forniscono alcun contributo all'approvvigionamento del Paese in periodi d'importazione perturbala è contrario al preambolo, al suo preciso testo determinante per l'interpretazione della legge. Invero, l'articolo 18 della legge sull'agricoltura viene poi violato dalle disposizioni successive della legge stessa. Il tenore del detto articolo è in effetti il seguente: Le disposizioni del presente capo (art. 19 a 31) devono, tenuto conto delle condizioni naturali, essere applicate in modo che la produzione agricola b.asti per quanto possibile all'approvvigionamento del Paese, corrisponda alla capacità di smercio del mercato interno e alle possibilità d'esportazione.

La produzione agricola deve bastare, per quanto possibile, all'approvvigionamento del Paese. Si tende dunque a una quota quanto possibile elevata d'approvvigionamento dall'interno. Ma ciò è contraddetto dalla ben nota situazione attuale: proprio la produzione lattiera fondata sulla base foraggera indigena, è quella sottoposta alle limitazioni più drastiche.

Bisogna considerare di nuovo nell'insieme l'orientazione della produzione di latte e di carne.

Dato lo stato attuale delle cose, nel quale si orienta separatamente la produzione di latte e carne, è impossibile armonizzare detta orientazione con gli obiettivi fondamentali della Costituzione e della legge sull'agricoltura, vale a dire limitare la produzione là ove essa si fondi su una base foraggera estera e favorirla là ove essa sia assicurata dalla base foraggera dell'azienda. Per mezzo delle misure elencate qui appresso converrebbe cercare di ottenere un'utilizzazione razionale della base foraggera indigena: - Sostituire, quando le circostanze si prestano, e tenendo conto delle istallazioni di lavorazione lattiera, alla produzione del latte la coltivazione dei campi e la produzione di carne, fondata sulla base foraggera dell'azienda, assegnando il volume di latte così liberato alle regioni con economia erbacea e pecuaria.

176

La produzione risultante dalla trasformazione dei foraggi comperati (detta «intensificazione dall'esterno») deve permettere di salvaguardare l'esistenza delle aziende a carattere accessorio, parallelamente con i contributi accordati alle piccole e medie aziende agricole che si dedicano alla produzione animale.

2

L'evoluzione registrata nel corso degli ultimi 20 anni

21

Evoluzione della produzione animale e dell'approvvigionamento in Coraggi

La produzione di tutte le specie animali, come pure il grado di autoapprovvigionamento sono considerevolmente cresciuti durante questi 20 ultimi anni grazie a una migliore utilizzazione della base foraggera del Paese e a importazioni molto considerevoli di foraggi.

Evoluzione della produzione animale indigena Media 1969/70

Media 1959/60 Cifre assolute

Latte di consumo (mio di q) Carne di bovini (1000 t) Carne di vitello (1000 t) Carne di maiale (1000 t)

Tavola 1

%

Cifre assolute

Media 1979/80

%

Cifre assolute

%

22 5

100

25 1

112

30,1

134

68,5 27,9 119,1

100 100 100

92,1 38,9 196,6

134 139 165

125,2 39,9 271,1

183 143 228

La tavola 1 mostra chiaramente gli enormi aumenti della produzione animale. La produzione di carne di maiale è di gran lunga quella che è aumentata maggiormente. Ciò si spiega, per la maggior parte, in base all'evoluzione dei prezzi. Il prezzo di vendita al minuto dell'arrosto di bue è aumentato di circa il 56 per cento nel corso dei 15 ultimi anni, quello dell'arrosto di vitello è aumentato di circa il 78 per cento. L'arrosto di maiale invece è aumentato soltanto del 40 per cento. Una produzione relativamente favorevole per quanto concerne i costi ha potuto svilupparsi grazie alle importazioni considerevoli di foraggi e agli effetti della razionalizzazione nelle imprese. Questo accrescimento massiccio della produzione indigena ha potuto essere assorbito grazie all'aumento della domanda e a un grado accresciuto d'autoapprovvigionamento come è mostrato dalla tavola 2.

177

Consumo della popolazione in kg a testa e grado d'autoapprovvigionamento 1964/1965

Latte e latticini Carne di bue Carne di vitello Carne di maiale

Tavola 2 1979/1980

Consumo a testa

Grado d'autoapprovvigionament.o

Consumo u testa

Grado d'auloapprovvigionamento

424

103 62 95 93

460 21,2 6,3 43,4

108 91 98 98

176 5,8 28,1

II volume delle derrate foraggere importate, considerato in termini di energia, copriva, all'inizio degli anni 60, circa il 13 per cento del fabbisogno totale di foraggio; questa percentuale raggiungeva il 26 per cento all'inizio degli anni 1970 e circa il 19 per cento alla fine di questo stesso decennio.

La tavola 3 espone la situazione per ciò che concerne l'approvvigionamento alla fine degli anni 1970. Conviene a questo proposito osservare che per il fatto di utilizzare la nuova nozione di «energia metabolizzabile», invece delle unità-amido, il foraggio grezzo risulta rivalorizzato, cosicché ne consegue un grado più elevato d'autoapprovvigionamento.

Percentuali dei foraggi indigeni ed esteri sul consumo totale Tavola 3 Foraggi indigeni Foraggi verdi e secchi

Foraggi complementari

Foraggi importati Totale

Foraggi verdi e socchi

Foraggi complementari

Totale

Consumo totale

Energia metabolizzabile (EM) ruminanti 1976 .

1977 1978 1979 1980 1981

..

63,7 68,9 66,5 67,4 67,6

14,7 12,8 14,1 14,8 13,7

78,4 81,7 80,6 82,2 81,3

1,7 0,7 0,8 0,7 0,8

19,9 17,6 18,6 17,1 17,9

21,6 18,3 19,4 17,8 18,7

100 100 100 100

1,3 0,3 0,5 0.5

25,3 23,8 24,1 23,0 23,1

26,6 24,1 24,6 23,5 23,7

100 100 100 100 100

100

Materia azotata digeribile 1976 1977 1978 1979 1980 1981

59,8 63,7 61,7 62,1 61,9

13,6 12,2 13,7 14,4 14,4

73,4 75,9 75,4 76,5 76,3

Calcoli del Segretariato dei contadini svizzeri

178

0,6

La tavola 4 informa sull'origine dei foraggi concentrati.

Origine dei foraggi concentrati (1000 q) Indigeni 1)

Anni

1960/61 1965/66 1970/71 1973/74 1976 1977 1978 1979 1980 11

.

.

.

.

.

.

.

.

..

. ..

.

.

.

.

Tavola 4 Totale

Esteri

Cifre assolute

in%

Cifre assolute

in %

4492

43,0 29,5 28,0 31,5 38,0 39,0 41,5 44,5 42,5

5995 10349 13646 14509

57,0 70,5 72,0 68,5 62,0 61,0 58,0 55,5 57,5

4291

5257 6696

8157 7 155 8415 9108

8355

13 389 1 1 085 11903 11357 11347

10487 14640 18903 21205 21546 18240 20318 20415 19702

Compresi i sottoprodotti delle materie prime per la fabbricazione di alimenti trasformati nel Paese.

La tavola 4 indica che la produzione di foraggi concentrati del Paese è per così dire raddoppiata nel corso dei 20 ultimi anni. 11 grado d'autoapprovvigionamento è pressappoco uguale a quello di 20 anni fa. Ciò equivale a dire che le importazioni di foraggi, le quali hanno raggiunto il livello massimo nella metà degli anni 70, sono pure raddoppiate durante lo stesso lasso di tempo. Le grandi quantità di foraggi concentrati importati attestano che ci sarà praticamente soltanto un'unica soluzione di ricambio per quanto concerne la produzione indigena nel corso dei prossimi anni: l'estensione delle superfici coltivate a cereali da foraggio.

Evoluzione degli effettivi bovini, di maiali e di pollame e numero dei detentori di questi animali 1975

1965

Tavola 5

1980

Cifre assolute

in %

Cifre assolute

in %

Cifre assolute

Bovini Capi (mio) . . . .

Detentori Capi per detentorc

1608 120 690 13,3

100 100 100

1862 89 818 21,0

115,9 ' 744 157,9

80827

Maiali Capi (mio) . . . .

Detentori . . .

Capi per detentorc

1457 101 404 14,4

100 100 100

59453

1964

134,8 58 6

46778

Pollame Capi (mio) . . . .

Detentori Capi per detentorc

97 574 56,1

5427

100 100 100

54 198 119,1

33,0

6455

229,2 118,9 55,5 212,3

1919 23,7

2 131

45,5

6585 50009 131,7

in %

119,4 67 0 178,2 146,2 46 1 316,0 121,3 51 2

234,8

179

Gli effettivi sono andati evolvendo in modo diverso secondo gli animali considerati, nel corso del periodo in questione. Mentre le manclre di bovini e il pollame sono aumentati di circa il 20 per cento, l'accrescimento degli effettivi di maiali è stato del 46 per cento. Le differenze più notevoli si costatano nell'ampiezza della concentrazione. Questa concentrazione è più debole nella produzione di bovini che è quella che dipende maggiormente dalla base foraggera del Paese. Il numero di detentori è al riguardo diminuito di circa un terzo mentre il numero medio dei capi per detentore è aumentato del 78 per cento.

Si ha la maggior concentrazione nella produzione di maiali ove il numero dei detentori è diminuito della metà, mentre gli effettivi per detentore si sono più che triplicati. Essa è un po' più debole per quanto riguarda il pollame. La tavola 6 da un'idea un po' più precisa della concentrazione della produzione di maiali.

Concentrazione nello sfruttamento dei maiali Detentori con

1965

Tavola 6

1975

1<I80

Parte in per cento del totale Detentori

<- 20 21-50 51-100 101-350 351-500

>500 Totale in migliaia .

In per cento . . . .

85,4 10,2

2,3 17 02 0,1

101,4 100

Animali

30,6 22,0 11,0 224 64 7,5 1457 100

Detentori

74,1 13,4 5,8

49 08 0,9

59,45 58,6

Animali

12,5 13,3 12,5 27 2 10 1 24,5 1 964 135

Detentori

67,5 15,3 7,7 ''0 10 1,5 46,78 46,1

Animali

8,2 11 0 12,1 280 22 1 30,9

2131 146

Non è sufficiente considerare le modificazioni relative in seno alle diverse categorie di grandezza per avere una veduta completa. Per questa ragione abbiamo pure indicato le evoluzioni in cifre assolute dei detentori e degli effettivi, che mostrano una tendenza opposta: diminuzione di più della metà del numero dei detentori e aumento di quasi la metà per quanto concerne gli effettivi.

Non è necessario commentare dettagliatamente le cifre della tavola 6; si costata tuttavia con grande chiarezza una concentrazione considerevole nel corso degli ultimi 15 anni. Mentre nel 1965 più del 95 per cento dei detentori possedevano ancora più della metà dei maiali che costituivano effettivi fino a 50 teste, meno del 20 per cento dei maiali formava nel 1980 effettivi di questa grandezza. In compenso si è prodotta una concentrazione estremamente marcata negli effettivi che contano più di 350 maiali. In effetti, mentre soltanto lo 0,3 per cento dei detentori possedeva nel 1965 circa

180

il 14 per cento dell'insieme di questi animali, più della metà dei maiali erano tenuti, 15 anni più tardi, dalle grandi imprese.

Questa concentrazione poco auspicata delle strutture risulta un po' meno marcata nell'allevamento dei maiali, come mostra la tavola 7.

Evoluzione delle strutture nell'allevamento dei maiali Detentori con . . . maiali d'allevamento

1965

1- 5

Totale in migliaia .

In per cento . . . .

1980

1975

Parte in per cento del totale Detentori

6-10 11-20 21-50 >50

Tavola 7

76,8 13,4 6,4 2,6 0,8

29,07 100

Animali

Detentori

Animali

Detentori

. · ,· Ammali

5,9 2,5

18,9 13,1 16,4 20,8 30,8

60,0 15,8 11,4 8,9 4,0

12,9 10,7 14,9 23,5 37,0

21,2 71,4

180,4 117,5

17,2 57,8

194,9 125,9

34,4 19,5 17,7 14,9 13,5

67,1 14,8 9,8

153,6 100

Ecco l'evoluzione della ripartizione degli effettivi porcini in rapporto alla superficie agrìcola tra il 1965 e il 1980: Evoluzione degli effettivi porcini in funzione della superficie agricola Parte in per cento dell'« ffettivo totale

Superficie agricola

0- 1 ha 1,01 - 5 ha 5 01 - 10 ha 10,01 -20 h a > 20 ha

Tavola 8

. . .

1965

1980

26 3 127 19 0 267 15 3

290 9,5 11 9 27 7 22,0

La tendenza più manifesta che risulta dalla tavola precedente è la riduzione relativa della produzione porcina nelle aziende di più di 1, ma meno di 10 ettari, in favore delle aziende senza superficie agricola e di quelle con superficie molto estesa.

Tra il 1965 e il 1978 non sono avvenuti cambiamenti molto importanti nella ripartizione dell'effettivo porcino tra le diverse categorie professionali. La tendenza alia concentrazione si è manifestata pressappoco nello stesso modo in tutte le categorie professionali. Risulta dalle tavole 8 e 9 considerate assieme che il 14 per cento circa dei maiali è detenuto da aziende

181

Evoluzione degli effettivi porcini in funzione delle categorie professionali 1965

Categorie professionali

Tavola 9

197S

Parte in per cento del totale Detentori

Agricoltori a tempo pieno - a tempo parziale e non agricoltori - di cui aziende per la lavorazione lattiera . . . .

Animali

76,2

73,6

78,6

75,4

23,8

26,4

21,4

24,6

17,0

1,9

15,7

1,16

Totale in migliaia

Detentori

Animali

101,4

1 457,2

46,47

2 114,8

che hanno poco o niente da fare con l'agricoltura, ma che, in parecchi casi, utilizzano probabilmente cascami della macelleria o dell'industria alberghiera.

Per quanto concerne l'ingrassamento dei vitelli, la statistica relativa all'evoluzione strutturale è relativamente recente. Non sono state costatate modificazioni troppo grandi delle strutture nel corso degli ultimi anni. Ecco quale è stata la ripartizione degli effettivi secondo le categorie di grandezza per gli anni 1975 e 1980: Aziende di ingrassamento dei vitelli secondo l'importanza degli effettivi Importanza dcgii effettivi (vitelli d'ingrasso)

1975.

19KO

farte in per cento del totale Detentori

1-10 11-20 21-50 > 51

Totale

Tavola 10

94,9 2,2 1,7 1,2

16 753

Animali

48,9 7,2 11,9 32,0

77470

IX'K-ntori

94,9

2,5 1,7 1,2 20 159

Animali

49,0 7,5 11,2 32,3

99146

Nel 1980, l'il per cento dei vitelli erano detenuti nelle aziende di meno di 1 ettaro, l'il per cento nelle aziende di 1,01 a 5 ettari, 35 per cento nelle aziende di 5,01 a 15 ettari e 43 per cento nelle aziende di più di 15 ettari.

L'indesiderata evoluzione strutturale risulta più marcata nella pollicoltura che nell'ingrassamento dei vitelli. La tavola 11 informa sul movimento di

182

concentrazione per quanto concerne lo sfruttamento delle ovaiole e delle galline d'allevamento.

Concentrazione nello sfruttamento delle ovaiole e delle galline d'allevamento 1980

19t>5

Detentori con

Tavola 11

Parte in per e ento del totale »

Detentori

Animali

1 - 24 25 - 150 151 - 1000 1001 - 4000 > 4000

805 18 1 11 03 005

290 23,3 15,8 19,4 12,5

Totale in migliaia . .

88 75

2 778,3

Detentori

Animali

13,9 10,4 4,3 16,2 55,1

81,3 17,2 0,7 0,4 0,4 46,56

3 019,4

Mentre nel 1965 più del 52 per cento delle galline costituivano ancora effettivi di meno di 50 animali, questa proporzione era soltanto del 24 per cento quindici anni più tardi. Ma la concentrazione nelle imprese maggiori, con più di 4000 galline, è enorme. In 15 anni soltanto, gli effettivi di questo gruppo sono più che quintuplicati! La concentrazione è ancora più forte nell'ingrassamento del pollame. Nel 1980, 3,8 per cento degli animali costituivano effettivi di meno di 1000 capi, 31 per cento effettivi da 1000 a 5000 capi e 65 per cento effettivi di più di 5000 capi.

La concentrazione della produzione del pollame si riscontra in aziende senza superficie agricola, come è mostrato dalla tavola 12.

Evoluzione degli effettivi di pollame in funzione della superficie agricola

Parte in per cento dell'e ffettivo totale

Superficie agricola

0 00 - 1 ha 1,01 - 5 ha 5 01 - 10 ha 10 01 - 20 ha > 20 ha

Tavola 12

. .

...

1965

1980

27 8

39 7

28,1 15 6 18 3 10,2

15,8 11 3 184 14,7

183

22

Sforzi volti a correggere questa evoluzione

221

Retrospettiva

I tentativi di orientare la produzione animale nel nostro Paese non sono nuovi. Possono venir suddivisi in due categorie: le misure per orientare il volume della produzione e le misure per agire sull'evoluzione strutturale.

Appare per altro ben chiaro che gli sforzi intesi a limitare il volume dell' offerta sono non soltanto di più vecchia data, ma anche perseguiti in modo più conseguente di quelli intesi ad agire sulle strutture. La limitazione dell' offerta ha riguardato soprattutto la produzione lattiera. Le prime basi legali in vista di un contingentamento lattiera risalgono già all'anno 1933. Il Consiglio federale aveva allora autorizzato « . . . a prendere misure adeguate per regolare, migliorare e restringere tanto la produzione animale quanto quella del latte . . . Può inoltre far dipendere la concessione di sussidi da una riduzione della produzione del latte o da un contingentamento di essa . . . ».

Basandosi su queste disposizioni il Consiglio federale propose all'Unione centrale e alle sue sezioni di contingentare la produzione lattiera secondo i bisogni e tenuto conto delle condizioni locali.

In tal modo il Consiglio federale autorizzava le federazioni lattiere a istituire disposizioni limitative in particolare in merito all'utilizzazione dei surrogati di foraggi e dei concimi. Importa sottolineare l'idea (in seguito incessantemente ricorrente) di limitare la produzione qualora questa risulti impostata sui foraggi importati. Questa tendenza si è concretizzata una volta di più nel 1965 nella «Lex Piot», rivolta contro gli allevatori senza base foraggera (i cosiddetti «contadini da stazione ferroviaria»). La trattenuta introdotta dal detto testo, strumento nuovo di limitazione della produzione, doveva, nella misura in cui non era utilizzata per coprire le perdite d'avvaloramento, essere rimborsata soltanto ai produttori che fornivano, per ettaro di superficie utile, meno della media aumentata del 30 per cento, o meno di 5000 kg per ettaro.

Questo strumento limitativo, in sé ragionevole, si rivelò irrealizzabile e dovette essere abbandonato già dopo breve tempo.

All'inizio degli anni '70 la produzione lattiera crebbe di nuovo fortemente, parallelamente alle importazioni di foraggi. Le evoluzioni distorte della produzione di carne e d'uova emersero allora in modo sempre più palese. Per questa ragione l'Unione centrale invitò per scritto, il 14 aprile 1974, il consigliere federale Brugger a preparare un clisciplinamento efficace dei foraggi. La prima seduta di una commissione d'esperti presieduta da Piot, direttore della Divisione dell'agricoltura, si svolse il 30 ottobre 1974. La commissione aveva ricevuto due mandati dal capo del Dipartimento federale dell'economia pubblica: una sottocommissione Glättli doveva studiare il disciplinamento dei foraggi e una sottocommissione Rudolf il contingentamento lattiera. Il risultato dei lavori di queste due sottocommissioni fu essenzialmente oggetto del cosiddetto «pacchetto agricolo» del 1976.

In seno alla Commissione del Consiglio nazionale la concezione delle organizzazioni agricole -- dapprima il disciplinamento foraggero e in seguito il contingentamento lattiera -- fu scissa nei due aspetti costitutivi; ma, mentre il contingentamento lattiera veniva attuato con il decreto federale urgente 184

della primavera del 1977, il disciplinamento foraggero non riusciva a nascere, la Commissione del Consiglio nazionale, malgrado deliberazioni aspre, non essendo approdata ad alcun risultato concreto.

Il consigliere federale Brugger deplorò, in Consiglio nazionale, le pressioni estremamente forti esercitate da ogni parte (lobby). Di fronte a questa situazione, l'Unione centrale si decise, nell'autunno del 1977, a far rispettare la volontà della base contadina lanciando un'iniziativa popolare. In sei mesi furono raccolte 165 000 firmevalide negli ambienti contadini. Si può costatare con soddisfazione che quest'iniziativa popolare ha influenzato nel senso auspicato il ritocco alla legge sull'agricoltura, il quale peraltro ha lasciato insoddisfatte importanti esigenze dell'iniziativa.

222

I motivi principali dell'iniziativa popolare

Tre ragioni hanno essenzialmente motivato il lancio dell'iniziativa. Le richiamiamo qui brevemente. Sono: la tendenza persistente e crescente all'iperproduzione animale; l'evoluzione incresciosa delle strutture nella produzione della carne e delle uova e, infine, l'introduzione d'urgenza del contingentamento lattiero.

L'iperproduzione, sulla base dei foraggi importati come risulta dalle tavole 3 e 4, è assurda per parecchie ragioni. Comporta per i produttori perdite di reddito dirette e elevate in ragione della mancanza di elasticità dei mercati agricoli; causa allo Stato spese d'avvaloramento; favorisce, stante l'involuzione reddituale, indesiderate modificazioni strutturali, come si è visto sopra (n. 21). La produzione di carne e d'uova tende a concentrarsi nelle grandi aziende senza superficie agricola le quali incamerano un reddito sottratto alle vere e proprie aziende agricole il cui numero è per conseguenza in diminuzione. Orbene, in queste condizioni, l'agricoltura non è più in grado di adempiere i compiti attribuitile dalla Costituzione (approvvigionamento in caso di grave penuria, protezione dell'ambiente, decentralizzazione della popolazione), né quello dettatole dalla politica generale (mantenimento di un numero elevato di unità autonome). Da un altro lato, una forte produzione senza legami con il suolo arrischia di inquinare le terre e le acque, basi indispensabili alla vita. L'utilizzazione attuale dei foraggi importati non corrisponde più in alcun modo alle intenzioni originali del legislatore. L'articolo 18 capoverso 1 dell'ordinanza generale sull'agricoltura dice infatti: « . . . Di massima, i foraggi importati serviranno unicamente a variare i regimi alimentari troppo uniformi e a completare le scorte di foraggi delle aziende, insufficienti a garantire una produzione razionale». Il Consiglio federale ha sempre sottovalutato questa esiziale evoluzione delle strutture della produzione animale. Nel corso della sessione d'estate 1974, Joachim Weber (Svitto), presidente della Lega dei contadini svizzeri, ha depositato un'interrogazione ordinaria in merito ai danni di un'«industrializzazione» della produzione animale. Domandava al Consiglio federale cosa intendeva fare per salvaguardare la produzione di pollame e di maiali in quanto elemento importante nella formazione del reddito agricolo. L'interrogante riteneva 13

Foglio federale 1983, Voi. I

185

urgente agire rapidamente, tenuto conto del pericolo di veder nascere aziende gigantesche, del tipo di quelle già presenti all'estero.

Nella sua risposta, il Consiglio federale confermò le tendenze alla concentrazione, già rilevabili all'epoca, ma si limitò a costatare che una parte preponderante della produzione rimaneva pur sempre nelle mani degli esercenti delle vere aziende agricole. Esso dichiarò comunque che una concentrazione più spinta della produzione di carne e d'uova in imprese molto grandi, interamente dipendenti dall'importazione foraggera, non era auspicabile né dal punto di vista dell'approvvigionamento del Paese in periodi di grave penuria, né da quello della protezione dell'ambiente.

Il contingentamento lattiera, introdotto nel modo da noi esposto, riveste, in questo contesto, un'importanza decisiva. Esso contraddice nettamente il principio di privilegiare l'autoapprovvigionamento foraggero (per le aziende e per il Paese). È vero che si possono utilizzare foraggi concentrati per il bestiame lattifero conformemente all'articolo 18 dell'ordinanza generale sull'agricoltura, ma l'elemento decisivo e preoccupante è che numerose aziende contadine per via del contingentamento non possano più attualmente utilizzare in modo ottimale la propria base foraggera. Inchieste approfondite in aziende contabilizzate del Canton Friburgo hanno mostrato che, in autoapprovvigionamento foraggero, il 5 per cento delle aziende produce più di 5000 kg di latte per mucca e all'anno, il 10 per cento tra 4500 e 4999 kg, il 75 per cento tra 3000 e 4499 kg e il 10 per cento meno di 3000 kg.

I risultati delle migliori aziende permettono di intuire in che misura viene trascurata la base foraggera dell'azienda e, consguentemente, vengono neglette notevoli riserve di produzione. Se si fa assegnamento su una densità del tutto realistica di 1,3 mucche per ettaro e su una produzione lattiera (superiore alla media) di 4500 kg per mucca con foraggi di base, si costata che è possibile produrre 5850 kg di latte per ettaro sulla base dei foraggi grezzi. Si tratta di una cifra che supera di 2000 kg circa la produzione media di latte commerciale ottenuta in funzione di foraggi di base e di concentrati nella regione di pianura, la zona prealpina collinare e la zona di montagna I.

Questo calcolo approssimativo mostra a che punto vengano di fatto limitati i produttori che forniscono attualmente circa 4000 kg di latte per ettaro e per i quali la produzione lattiera rappresenta l'unica possibilità.

23

Valutazione della revisione del 1979 della legge sull'agricoltura

Gli obiettivi perseguiti dalla Commissione del Consiglio nazionale nel suo rapporto del 7 settembre 1978 per la revisione della legge: sull'agricoltura restano validi. Si tratta: - di prevenire l'allevamento di importanti effettivi di animali e di ridurre a una misura sopportabile i grandi effettivi; - di favorire la produzione razionale nelle piccole e medie aziende, come pure di avvantaggiare le aziende agricole che hanno bisogno di incrementare la propria produzione; 186

Per apprezzare questa revisione non ci si può limitare a considerare queste intenzioni di carattere generale. Si tratta piuttosto di confrontare le disposizioni della legge sull'agricoltura con gli obiettivi perseguiti dalla Commissione e con le esigenze poste dall'iniziativa sui foraggi. La valutazione generale può essere fatta, inoltre, solo in stretto parallelo con la genesi degli articoli 19 e seguenti della legge.

231

Effettivi massimi

La Commissione del Consiglio nazionale che ha preparato la revisione del 1979 aveva già fatto alcune riflessioni sul limite al quale conveniva ricondurre le grandi mandre, partendo dall'idea che le famiglie che si occupano principalmente dell'avvaloramento degli animali dovrebbero avere la possibilità di ottenere un reddito equo. Secondo la Commissione ciò avviene se gli animali vengono governati da 1 % a 1 % unità di manodopera. La tavola 13 mostra le cifre che risultano da queste riflessioni. Si tenga presente il fatto che il principio dell'occupazione di un certo numero di unità di manodopera era già stato in parte (pollame) abbandonato dalla Commissione. La proposta della Commissione del Consiglio nazionale fu approvata senza modificazioni notevoli dalle Camere federali e ha dunque preso forza di legge.

Come è indicato dalla tavola 13, il Consiglio federale, competente per fissare gli effettivi massimi, ha ancora corretto verso il basso le cifre prese in considerazione dalla Commissione suddetta.

Punti di vista riguardo agli effettivi massimi Tavola 13 ~~~~-^^^ Punii di ^^~>-^^ vista di Specie animali

Commissione delCN

Consiglio federale (ord.

sugli effettivi massimi)

LCS/ UCPL

UPS. Ass.

des fermiers, WWF, ecc.

12000

12000 1200 150

12 000 12000 1000 150

8000 6000

1500 -- 250 40

300 300

250 200

150 80

^^^^^

Galline ovaiole . . .

Pollame da ingrasso Maiali da ingrasso .

Scrofe

·--^

800/750 100/120

Grosso bestiame da

ingrasso Vitelli da ingrasso .

40

La Lega dei contadini svizzeri e l'Unione centrale dei produttori svizzeri di latte hanno sempre trovato gli effettivi massimi troppo elevati. Due punti in particolare sono stati trovati urtanti. Dapprima il fatto che l'articolo 19b capoverso 1 si sia fondato, per fissare gli effettivi massimi, sull'esistenza

187

economica in quanto criterio per l'occupazione di un numero minimo d'unità di manodopera, mentre l'articolo 19d si fonda su un criterio di reddito sufficiente (reddito minimo), molto inferiore in realtà a quello previsto dall'articolo 19b capoverso 1. In seguito, /'/ fatto che le prescrizioni relative agli effettivi massimi sono applicabili qualunque sia la base foraggera dell' azienda, mentre si esige, a buon diritto, per autorizzare la costruzione di stalle, che almeno la metà del reddito dell'azienda provenga, dopo lo sviluppo della medesima, da una produzione collegata con la superficie agricola.

L'arma degli effettivi massimi (limiti troppo elevati, termini relativamente lunghi per la riduzione) in ogni modo già spuntata per le ragioni summenzionate, ha perso ulteriormente efficacia poco dopo l'entrata in vigore della legge poiché le grandi imprese si suddivisero in parecchie persone giuridiche in vista di eludere le prescrizioni in materia. È evidente che non si può tollerare tale elusione della legge e che non è ammissibile l'uso di forme legali come le società anonime per riuscire in questo intento. Anche se l'estensione della protezione agraria ad aziende che non hanno molto in comune con l'agricoltura è in sé problematica, risulta ancora più contrario al sistema il fatto che società anonime, il cui scopo principale è l'acquisizione di capitali e la limitazione dei rischi, beneficiano delle disposizioni legali di protezione agricola. Per questa ragione la costituzione di società anonime dovrebbe essere considerata come un fatto che rende inapplicabili le prescrizioni sugli effettivi massimi e si dovrebbe continuare a trattare come unità le aziende così suddivise. La tassa per gli effettivi troppo elevati dovrebbe dunque essere calcolata sulla somma degli effettivi parziali e ripartita proporzionalmente tra questi effettivi.

Per terminare questo capitolo, aggiungiamo qualche commento sui termini di riduzione degli effettivi massimi. La maggioranza della Commissione del Consiglio nazionale aveva ritenuto adeguato un termine di 15 anni per questa riduzione senza che si potesse parlare di espropriazione. Aveva rilevato che questo termine corrispondeva alla durata usuale dell'ammortamento per le stalle e le istallazioni nel calcolo delle spese agricole. Una minoranza della Commissione, formata principalmente da deputati contadini, aveva proposto un periodo transitorio di 10 anni, mentre una proposta individuale tendeva a una durata di 20 anni. Il Consiglio nazionale discusse a lungo questo problema. Finalmente prevalse la proposta della minoranza (10 anni). Pure la Commissione del Consiglio degli Stati decise, con 6 voti contro 5, di fissare un termine di 10 anni, ma il Consiglio adottò in seguito una proposta di minoranza che prevedeva un termine di 15 anni. La durata transitoria di 12 anni finalmente adottata risultò dalla procedura di conciliazione tra le due Camere.

232

Contributi ai detentori di animali

La Commissione del Consiglio nazionale prevedeva già nel suo progetto la concessione di contributi allo scopo di favorire la produzione nelle aziende 188

piccole e medie. Ma questi contributi in linea di massima dovevano essere limitati alla compensazione dei vantaggi economici di cui beneficiavano le aziende con effettivi molto grandi in rapporto alle aziende medie e piccole gestite razionalmente; per lo meno alla compensazione del vantaggio principale consistente nei ribassi accordati alle grandi aziende nell'acquisto dei foraggi. Nel suo rapporto la Commissione prendeva in considerazione le tre varianti compensative elencate qui appresso: Determinazione dei contributi I: 6.-- franchi per q di foraggi II: 5.-- franchi per q di foraggi III: 3.-- franchi per q di foraggi Consumo di concentrati all'anno q

Ovaiole per animale Maiali d'ingrasso, per posto . .

Maiali d'allevamento, per posto Grande bestiame d'ingrasso, per animale abbattuto .

Vitelli d'ingrasso, per posto . .

Contributo per posto, per animale e per anno Franchi

i

n

in

0,45 6,90 12,80

2,70 41,70 76,80

2,25 34,50 64,00

1,35 20,70 38,40

5,3 6,8

31,80 40,80

26,50 34,00

15,90 20,40

La maggioranza della Commissione riteneva che bisognasse piuttosto cominciare con i tassi più bassi, perché la produzione animale non venisse esageratamente stimolata. Ammetteva che i contributi di un ordine di grandezza situato tra le varianti II e III sarebbero equi. Per quanto concerne il numero di animali che da diritto ai contributi, la Commissione fece il ragionamento seguente: la produzione animale che da diritto ai contributi deve essere abbastanza considerevole, perché non sia ostacolata una produzione razionale. Simultaneamente bisogna che un numero più elevato possibile di imprese, bisognose di intensificare la loro attività, possano partecipare alla produzione. Si fissarono, per le diverse categorie di bestiame, i seguenti effettivi che danno diritto ai contributi: ovaiole maiali d'ingrasso scrofe madri grosso bestiame d'ingrasso . . .

vitelli d'ingrasso

2000 a 3000 capi 150 a 300 posti 20 a 30 capi 80 a 100 capi 50 a 80 posti

189

Col capoverso 2 dell'articolo 19c, la Commissione creò pure la base necessaria a limitare i contributi verso il basso, segnatamente per ragioni d'ordine amministrativo.

La Commissione respinse ciononostante espressamente una proposta tendente ad accordare i contributi solo alle imprese che dispongono in proprio d'una base foraggera ragionevole, non soltanto per ragioni di ordine amministrativo, ma perché si temeva di svantaggiare così le aziende che dispongono soltanto di una superficie limitata. Tutti i progetti d'ordinanza presentati finora dall'Ufficio federale dell'agricoltura e relativi alla concessione di contributi si sono sempre attenuti all'esigenza del carattere agricolo delle aziende sussidiabili, cosicché ci si può domandare se questa condizione, certamente ragionevole in sé, sia conforme alla legge. In Consiglio nazionale i contributi furono combattuti da una minoranza, le cui proposte furono tuttavia nettamente rifiutate. Questi contributi non furono contestati dal Consiglio degli Stati.

Orbene sinora, nonostante le richieste degli ambienti contadini, questi contributi non sono mai stati concessi. Un'applicazione limitata all'ingrassamento non industriale dei vitelli a partire dal 1° gennaio 1982 è andata a monte per via della formulazione troppo drastica del testo della legge. La limitazione -- prevista dalla legge -- dei contributi alla compensazione delle spese di produzione non permetteva in effetti di far beneficiare di sussidi equi le imprese piccole e medie, poiché la maggiore elevatezza dei costi d'ingrasso nelle aziende familiari rispetto alle imprese industriali non era sufficientemente documentabile. Nei dibattiti parlamentari sulle rubriche del preventivo relative ai contributi concessi agli ingrassatori di vitelli, il rappresentante del Consiglio federale assicurò che ci sarebbe stata l'occasione di ritornare sulla base legale di questi contributi al momento della discussione sull'iniziativa concernente i foraggi.

Il nuovo tenore dell'articolo 19c capoverso 1 della legge sull'agricoltura, nel testo da noi proposto, esprime, con chiara formulazione positiva, gli obiettivi iniziali dei contributi in questione: questi dovranno infatti essere fissati in modo da mantenere e-da promuovere le produzioni animali nelle aziende piccole e medie.

233

Regime dell'autorizzazione per la costruzione di stalle

Questa terza misura prevista dal nostro progetto era già stata istaurata prima della revisione del 1979. La Commissione del Consiglio nazionale aveva proposto di mantenere il regime dell'autorizzazione per la costruzione delle stalle, a dire il vero in relazione con altri criteri. Si trattava in particolare di accordare le autorizzazioni soltanto ai richiedenti che sfruttano una certa superficie agricola utile. La Commissione rilevava già nel suo rapporto che non era il caso di sperare a breve scadenza che questa misura di orientamento della produzione risultasse particolarmente efficace, poiché le capacità delle stalle, soprattutto per quanto concerne i maiali e i vitelli d'ingrasso, erano (già all'epoca) troppo grandi. Questo modo di vedere si rivelò molto 190

presto esatto, poiché venne emanato, al momento dell'entrata in vigore degli articoli 19 e seguenti riveduti, un divieto assoluto di costruire stalle, fondandosi sull'articolo 19d, divieto che da allora è stato allentato soltanto per quanto riguarda la tenuta delle ovaiole. La revisione del regime dell'autorizzazione dovrebbe tendere a impedire uno sviluppo della produzione nelle imprese senza area agricola e senza relazione con l'agricoltura. Ecco quali sarebbero i criteri per la concessione di autorizzazioni a costruire stalle: bisognerebbe dapprima che la necessità di un reddito supplementare fosse provata. Questa prova dovrebbe essere fornita sulla base del reddito aziendale. In seguito bisognerebbe che, dopo la strutturazione, una certa parte del reddito provenisse ancora dall'attività agricola. In terzo luogo ci si aspetta che le aziende considerate pratichino la campicoltura in misura ragionevole.

Simultaneamente si creerebbe la base legale atta a istaurare la proibizione summenzionata di costruire stalle.

Le costruzioni e le trasformazioni stabulari non legate a un ingrandimento dovrebbero certamente essere sottoposte ad autorizzazione; ma esse avrebbero in questo caso diritto a un'autorizzazione nei limiti degli effettivi massimi. Ciò è pure valevole per le aziende senza area agricola propria, vale a dire aziende molto specializzate.

Costruzioni di stalle per piccoli effettivi dovrebbero, secondo il punto di ' vista della Commissione del Consiglio nazionale, essere possibili senza autorizzazione. La relativa disposizione è del resto entrata nella legge (ultima frase dell'art. 19d cpv. 1). È interessante paragonare i limiti inferiori, relativi al regime dell'autorizzazione, quali proposti dall'amministrazione alla Commissione del Consiglio nazionale e le cifre fissate in seguito nell'ordinanza concernente l'autorizzazione per la costruzione di stalle: questo paragone mostra in effetti l'aggravamento della situazione in materia di orientamento della produzione animale.

Norme concernenti il limite inferiore relativo alle autorizzazioni di costruzioni stabulari Secondo il rapporto della Commissione delCN

Ovaiole (capi)

.

. . . .

Polli d'ingrasso (posti) Maiali d'ingrasso Scrofe (capi)

Vitelli d'ingrasso (posti) Grande bestiame d'ingrasso (capi) .

1000 a 1500 2000 75 a 100 15 a 20 25 a 40 40 a 50

Tavola 14

Secondo l'ordinanza concernente la costru. zione di stalle

500 1000 60 10 10 10

Si vede dunque che i limiti sono stati notevolmente abbassati in ragione dell'evoluzione. Per un eventuale adattamento della predetta ordinanza, l'Ufficio federale dell'agricoltura ha proposto di ridurre ulteriormente i limiti indicati nella tavola 14. Tuttavia questo progetto è stato abbandonato in

191

ragione della pressione esercitata al momento della procedura di consultazione e per motivi d'ordine amministrativo. Ciò lascia almeno una possibilità, per dire la verità limitata, d'incrementare le aziende agricole. La concezione in materia di regime di costruzione stabulare è stata ammessa dal Parlamento senza cambiamenti sostanziali.

Ci si rende tuttavia conto attualmente che essa è assolutamente insufficiente rispetto alla priorità che dovrebbe essere accordata alla produzione basata sulla coltura del suolo. Agli occhi degli autori dell'iniziativa sui foraggi, il regime dell'autorizzazione per le costruzioni di stalle dovrebbe servire specificamente ad allentare il contingentamento lattiero nelle aziende in cui un' utilizzazione ottimale della base foraggera propria non è possibile. Inoltre dovrebbe permettere un'estensione della produzione di carne su base foraggera indigena. Esiste una stretta correlazione tra questi due postulati.

In effetti l'allentamento del contingentamento lattiero necessita quantità supplementari di latte che, in periodo di stasi dei mercati, devono essere ottenute prima di tutto grazie all'abbandono della produzione lattiera da parte di un certo numero di imprese. La formulazione attuale dell'articolo 19d della legge sull'agricoltura riveduta non permette di allentare specificamente il regime dell'autorizzazione là ove si rinunci alla produzione lattiera e ove l'intensificazione di un ramo produttivo s'imponga in vista di assicurare il reddito familiare. Si dovrebbero autorizzare prioritariamente costruzioni di stalle nelle aziende che rinunciano alla produzione lattiera nella misura in cui dispongono della base foraggera necessaria e giustificano la necessità d'intensificare la produzione per assicurare il loro reddito. La quantità di latte così liberata dovrebbe allora essere attribuita alle aziende delle zone prative, che più di tutte hanno bisogno di vedere aumentare il loro contingente.

234

Riduzione volontaria degli effettivi o abbandono volontario della produzione animale

La Commissione del Consiglio nazionale rilevava già nel suo rapporto l'interesse eminente che presenta per l'agricoltura una riduzione dei grandi effettivi. Agli occhi di questa commissione, la concessione di contributi per la riduzione o l'abbandono della produzione animale dovrebbe compensare le perdite legate a una riduzione prematura degli effettivi per ciò che riguarda gli edifici e le istallazioni. Pure questa misura è stata prevista nella legge e il Parlamento l'ha accettata senza arrecarle cambiamenti sostanziali. Come mostra la tavola qui appresso, essa ha alleggerito a volte considerevolmente il mercato e ha permesso senza dubbio di allentare il blocco delle autorizzazioni per quanto concerne le ovaiole.

192

Riduzione degli effettivi o abbandono della produzione fino al 31 dicembre 1981 In per cento di tutti i posti

Numero dei posti

Categorie di animali

Numero degli effettivi

Grosso bestiame d'ingrasso Vitelli d'ingrasso Maiali d'allevamento . . .

Maiali d'ingrasso ..

Ovaiole .

Pollame d'allevamento . . .

Pollame d'ingrasso . . . .

15 23

1 545 4710

43 95 30 16 4

3441 28414 137 240 138721 85 520

Tavola 15

0,80 3,40

1,75 2,00 4,40 11,50 5,00

In per cento delle aziende senza suolo

6,60 78,30 70,00 73,70 86,60 87,50 100,00

Inoltre è rallegrante costatare che, in grande maggioranza, sono proprio le imprese prive di base foraggera quelle che hanno rinunciato alla produzione animale. L'evoluzione strutturale, per quanto riguarda i grandi effettivi porcini, nel corso di questi quattro ultimi anni, permane invece estremamente preoccupante. Le cifre riprodotte nella tavola 16 testimoniano del fatto che una parte considerevole delle capacità create dalla riduzione degli effettivi autorizzati è stata assorbita dalle grandi imprese che detengono più di 1000 maiali.

Evoluzione degli effettivi porcini nelle grandi imprese di più di 1000 maiali Censimenti

Aprile 1978 Ottobre 1978 Aprile 1979 Ottobre 1979 Aprile 1980 Ottobre 1980 Aprile 1981 Ottobre 1981

....

. . . .

....

....

Differenza tra ottobre 1978 e ottobre 1981 . . . .

Tavola 16

Totale delle aziende

Aziende specia izza te nell'ingrassamento

Aziende

Animali

Aziende

161 174 172 179 193 198 192 177

272 702 288 777 287 781 301 442 331 385 333 238 322 345 303 133

44 45 44 50 51 52 50

14356 = + 5%

Animali

_ 64989 66052 65880 78549 76386 75560 81 997 17008 = + 26%

Bisogna interpretare con prudenza il regresso registrato tra aprile e ottobre 1981. Niente permette di ammettere che le 15 aziende che non figurano più nel censimento d'ottobre siano scomparse; è più probabile che esse avessero meno di 1000 maiali al momento dell'ultimo censimento considerato.

193

235

Conclusioni: Valuta/ione degli articoli 19 e seguenti della legge sull'agricoltura

Prendiamo dapprima i punti positivi. La revisione della legge ha permesso di impedire lo sviluppo di nuove imprese senza area agricola. Ma se si paragona la revisione con gli obiettivi della Commissione del Consiglio nazionale, elencati al numero 23, il bilancio appare deludente: - La riduzione dei grandi effettivi a un livello sopportabile è riuscita soltanto in misura molto limitata, tenuto conto delle circostanze attuali. Sono causa di questo parziale fallimento: l'estrema generosità nel fissare gli effettivi massimi, le disposizioni d'eccezione troppo permissive e le numerose manovre per eludere la legge.

La revisione della legge sull'agricoltura ha persine comportato, sotto certi riguardi, un regresso in rapporto alle concezioni originarie della politica agricola. In effetti, già col fissare effettivi massimi alle imprese senza area agricola, il legislatore ha espressamente garantito la loro esistenza. D'altro lato sono stati istaurati -- per mezzo di una limitazione massiccia dell'incremento della produzione delle aziende e per mezzo del contingentamento lattiere -- freni alla produzione a partire dai foraggi di produzione indigena, freni diametralmente contrari agli obiettivi originari della nostra politica agricola.

3

La produzione di carne, sulla base dell'autoforaggiamento, quale soluzione di ricambio alla produzione lattiera

Abbiamo già rilevato a più riprese l'importanza di considerare l'orientamento della produzione in modo globale nel settore animale e di sistemarla equamente tenuto conto delle condizioni locali. Abbiamo pure mostrato ciò che rappresentava sul piano concreto una produzione accresciuta di latte 194

nelle regioni a economia prativa. In periodo di stasi dei mercati conviene raggiungere questo obiettivo spostando la produzione lattiera dalle regioni a campicoltura verso le regioni a economia esclusivamente erbacea. Molte aziende dedite alla campicoltura hanno una superficie limitata; possono ciononostante rinunciare alla produzione lattiera, senza perdita di reddito, soltanto se riescono a sviluppare altri tipi di produzione che assicurino loro un reddito paragonabile a quello che ricavano dal latte. Qui appresso cercheremo soprattutto di determinare i limiti tecnico-economici nei quali urta ogni produzione di carne fondata sull'autoforaggiamento aziendale. Ricorreremo a dati numerici, rilevati o calcolati, tenendo comunque presente il loro carattere relativo, carattere cui non sfuggono nemmeno i valori medi ottenuti per mezzo di sondaggi di grande ampiezza poiché si basano sempre su un insieme di elementi le cui variazioni sono molto forti, come mostrano spesso i dati contabili.

31

Bisogni di superficie per la produzione di carne su base foraggera aziendale

1 bisogni di superficie per la produzione di carne in autoforaggiamento, qualunque sia il ramo della produzione, dipendono da diversi fattori come la produttività delle superfici in causa, la loro estensione o l'intensità della produzione. La tavola 17 indica valori possibili per i diversi rami della produzione.

Ecco quali sono approssimativamente, per ettaro, il numero dei posti d'ingrasso che è possibile sistemare o il numero di animali che si può tenere -- nelle aziende che praticano la campicoltura intensiva e senza compromettere una rotazione delle colture ben ordinata -- per poter produrre sulla base dei foraggi dell'azienda: 4 a posti d'ingrasso bovino 4J/2 a 2 vacche madri 1 a 1 Yi vacche nutrici 4 a 8 posti per scrofe madri 7 a 14 posti per maiali d'ingrasso 32

Effetti della produzione di carne su base foraggera aziendale per quanto concerne i redditi

L'effetto per quanto concerne i redditi per unità di superficie è funzione del numero degli animali tenuti per unità di superficie e del risultato economico ottenuto per animale o per posto. Siccome i risultati economici sono pure, come si sa, sottoposti a grandi variazioni, lo spettro di dispersione del successo economico si allarga ancora una volta comparativamente ai bisogni di superficie. La tavola 18 tuttavia paragona tra loro i valori possibili. Si ricorre al margine lordo in quanto dato comparativo (ML).

195

Bisogni di superficie per i rami della produzione animale (bisogni per posto) Ramo produttivo

Ingrassamento dei bovini .

Tenuta di mucche madri Tenuta di mucche nutrici . . .

Allevamento di maiali .

Ingrassamento di maiali .

Tenuta di bestiame lattifero

Tavola 17

Bisogni di superficie (are)

Fattore limitativo, approvvigionamento domestico In per cento

Fonte

13 a 26

appr ovvigionamen o domestico in en ergia > 90

Calcoli Controllo dell'azienda

60 a 90

100<3k approwigion imento dom astico

Calcoli Controlli dell'azienda

12,5 a 20 20 a 30

50 i 80

«

50 a 70

approvvigionamento in energia 5a 9 8 a 14 48 90

50 80

Risultati contabili: Aziende di pianura produttrici di latte Aziende che praticano l'allevamento nelle regioni montane

Se si assume la tenuta di bestiame lattifero, a criterio di valutazione, si costata che l'ingrassamento dei bovini e la produzione porcina (e anche la pataticoltura e la bieticoltura) permettono di ottenere dei redditi equivalenti, persine più elevati. La tenuta di mucche madri e di mucche nutrici (come pure la coltivazione di colza e di grano) costituiscono invece attività agricole più estensive della produzione lattiera. Se si assumessero invece altri criteri di valutazione, come il lavoro o i capitali, l'ordine di classificazione diverrebbe diverso e, per quanto concerne il margine lordo (ML) per ora di lavoro, verrebbero in testa la coltivazione della colza e del grano. L'effetto per quanto concerne il reddito per unità di superficie è determinante poiché questo fattore, e non il lavoro, è minimo per la gran maggioranza delle imprese che dovrebbero rinunciare alla produzione lattiera. Perciò entrano in primo luogo in linea di conto per assicurare il reddito i rami di produzione che hanno un reddito elevato per unità di superficie. La barbabietola da zuc196

chero appartiene pure a questo gruppo, come risulta dalla tavola 18. Un' estensione di questa coltura è dunque auspicabile e deve essere realizzata tanto più che si tratta di una delle produzioni che non coprono i bisogni del Paese.

Redditività dei differenti rami della produzione per unità di superficie Rami dell'azienda

M L per posto di animale Fr.

MLper ettaro Fr.

Fonte

Ingrassamento dei bovini

1000

4000 a 7500 5300 a 7900

Calcoli Controlli dell'azienda

Tenuta di vacche madri .

1500 a 5300

Tenuta di vacche nutrici

2300 a 6700

i Tesi Burger \ Controlli j dell'azienda

Allevamento di maiali . .

Ingrassamento dei maiali

1200 2)" 1800 470» 650 2)

Tenuta di lattifere . . . .

Grano .

. . . .

Colza Patate Barbabietole da zucchero

u 2)

4

Tavola 18

6000 a 9600 5940 a 9000 5 170 a 9400 4640 a 8 125 6202 3736 4222 7601 7774

Calcoli Risultati contabili: Media di aziende in pianura 1978/79

50% approvvigionamento domestico.

80% approvvigionamento domestico.

Ripartizione del consumo dì foraggi concentrati tra le diverse specie animali

Nessuna statistica indica il consumo di foraggi concentrati per le diverse specie animali ed è quindi possibile determinarlo soltanto approssimativamente. La tavola 19 riproduce una valutazione nella quale i risultati ottenuti con diversi modi di calcolo vengono confrontati con risultati di calcoli precedenti.

In mancanza di dati è impossibile stabilire una ripartizione più spinta del consumo (a seconda che le materie prime siano d'origine indigena o d'origine estera).

Come risulta dalla tavola 19 e secondo i calcoli dell'UCPL, il 19,6 al 22,0 per cento della quantità totale di foraggi concentrati è consumato per la tenuta del bestiame. Questi valori restano nei limiti di altri modelli di cal-

197

La ripartizione del consumo di foraggi concentrati tra le differenti specie animali Calcoli dell'UCPL. » Valore più alto in cifre assolute

%

Valore più basso in cifre assolute

%

UCPL 2) calcolo modello %

ASFAF 3) vendite %

PF 4>

75/76 %

TAS5> 72-77 %

Lattifere, compreso allevamento Ingrasso del bestiame grosso .

468 700 112000

22,00 5,30

362 400 94000

19,60 5,10

18,30 4,00

16,00 5,00

21,00 5,20

16,00

Totale bovini .

580 700

27,30

456 400

21,00

21,00

26,20

in cifre assolute 440 000

in cifre assolute 326 000

51700

2,40 7,40

43700

2,40

2,10

157000

8,50

8,80

Ingrassamento del pollame . .

Allevamento del pollame e produzione di uova

157 100

Totale pollame

208 700

9,80

200 700

10,90

10,90

Ingrassamento dei maiali . . .

Allevamento dei maiali . . . .

900 300 439 800

42,30 20,70

846 000 346 500

45,70 18,70

46,00 16,80

Totale dei maiali

1 340 100

63,00

1 192 500

64,40

62,80

Totale della valutazicne . . . .

2129500

Consumo effettivo medio 1979/1980 Resto

1 849 600

1 944 400

2 008 000

2 008 000

2 059 000

+ 121 500

" Vedere basi di calcolo alla fine del rapporto.

2) UCPL, concezione per un disciplinamento efficace dei foraggi.

3) Borsa del commercio, vendite di foraggi misti dei membri dell'ASFAF, 1981.

3,90 4) 5)

15,70

55,30

4,50

PF, prof. Schüren, prof. Bickel.

TAS, Dr. Sonderegger.

colo e corrispondono alle vendite di foraggi per mucche lattifere dei membri dell'ASFAF. Le cifre più elevate risultano dalle spese relative ai foraggi complementari delle aziende che tengono la contabilità, mentre le più basse si fondano sull'ipotesi che si utilizzano 100 g di concentrati per litro di latte prodotto, in altri termini che il 20 per cento circa del fabbisogno energetico per la produzione lattiera è coperto da foraggi concentrati.

5,1 a 5,2 per cento del consumo totale di foraggi concentrati servono all' ingrasso dei bovini. Questo consumo è stato calcolato secondo le spese per concentrati necessarie a un accrescimento di peso di un kg nelle aziende che tengono la contabilità.

Secondo il modo di calcolo, il pollame consuma tra il 9,8 e il 10,9 per cento dei foraggi concentrati. Queste cifre concordano con le cifre ottenute nel modello dell'Unione centrale. Sono ciononostante di circa il 5 per cento inferiori a quelle delle vendite di foraggi per pollame dei membri dell' ASFAF. Su un totale di circa 200 000 tonnellate, un quinto è utilizzato per l'ingrasso e il resto per le ovaiole, galline di allevamento e animali giovani. Il consumo è calcolato secondo la domanda per giorno e la domanda corrispondente a un accrescimento di peso di un chilo.

Secondo i calcoli dell'UCPL la tenuta di maiali assorbe circa il 64 per cento del consumo totale di foraggi concentrati. Queste cifre sono state calcolate in funzione del consumo per un aumento di peso d'un chilo. Le cifre più elevate risultano dall'utilizzazione di dati contabili mentre le più basse si fondano sulle indicazioni del COTEC.

Secondo i calcoli si utilizzano 850 000-900 000 tonnellate di concentrati per l'ingrassamento dei maiali. Queste cifre rappresentano 42 a 46 per cento della quantità totale di concentrati consumati. Secondo i calcoli dell'UCPL circa il 20 per cento del totale di concentrati sono utilizzati per l'allevamento dei maiali. La domanda varia tra 350 000 e 400 000 tonnellate secondo i modi di calcolo.

Comparativamente al consumo medio effettivo stabilito per gli anni 1979/ 80, sono stati consumati, secondo la prima variante di calcolo, circa 120 000 tonnellate di concentrati di troppo. Secondo la seconda variante invece, restano circa 160 000 tonnellate per le altre specie animali. Espresse in per cento, le cifre ottenute secondo le due varianti di calcolo differiscono soltanto minimamente tenuto conto del margine d'incertezza; inoltre corrispondono più o meno alle altre cifre comparative.

B.

1

Commento delle diverse modificazioni proposte Preoccupazione fondamentale

Le modificazioni che la commissione propone d'apportare alla legge sull' agricoltura tendono in primo luogo a tradurre nei fatti la concezione sviluppata inizialmente dal legislatore benché, nel frattempo, la situazione politica ed economica abbia subito un cambiamento. Le competenze di legiferare che l'articolo 31bis della Costituzione federale attribuisce alla Confedera199

zione si applicano esclusivamente al gruppo professionale costituito dal ceto contadino e alla branca economica rappresentata dall'agricoltura. In altri termini, le misure di protezione agricola devono essere principalmente imperniate sulla produzione a partire dal suolo indigeno e sull'attività legata allo sfruttamento di quest'ultimo.

Il preambolo e l'articolo 18 della legge sull'agricoltura reiterano questa esigenza: la produzione agricola deve soddisfare, per quanto è possibile, all' approvvigionamento del Paese. Questo principio implica dunque che l'approvvigionamento del Paese sia assicurato nella maggior misura possibile a partire dalla produzione agricola indigena. Orbene, la situazione concreta attuale trovasi in contraddizione con questo principio. La produzione lattiera, alla quale sono essenzialmente destinati i foraggi indigeni, è oggetto delle più rigorose misure limitative. Si tratta quindi di considerare di nuovo, da un punto di vista globale, la produzione di latte e di carne. Il fatto che l'orientazione della produzione lattiera e l'orientazione della produzione di carne siano oggetto di un approccio differenziato impedisce, nello stato attuale delle cose, di definire un'orientazione della produzione che sia conforme, in questi due settori, all'obiettivo fondamentale enunciato dalla Costituzione e dalla legge sull'agricoltura, vale a dire: ridurre la produzione alla quale sono destinati foraggi importati e accordare un regime preferenziale alle aziende che utilizzano foraggi di produzione propria.

Le proposte di revisione enunciate qui appresso costituiscono, per quanto riguarda il loro contenuto, una formula di ricambio all'iniziativa sui foraggi.

Quest'ultima si articola essenzialmente attorno agli obiettivi seguenti: 1. Promuovere la produzione di foraggi nel Paese e nell'azienda.

2. Determinare la giusta quantità di foraggi da importare: importare la quantità richiesta dall'approvvigionamento del Paese in carne e uova, evitando che si costituiscano delle eccedenze.

3. Assicurare una giusta ripartizione dei foraggi, vale a dire attribuirli alle piccole e medie aziende agricole bisognose di ristrutturare la loro attività, come pure alle aziende artigianali utilizzanti i residui della lavorazione casearia e i cascami di macelleria.

I principi enunciati nella Costituzione potrebbero implicare, in sé, che si devono risolvere questi problemi in primo luogo per mezzo dell'attribuzione di licenze d'importazione. Tuttavia, l'evoluzione della situazione e la capacità, acquisita con l'esperienza, di valutare la fattibilità tecnico-politica dei progetti permettono di concludere che bisogna continuare sulla via che si sta già percorrendo. Si può pure costatare che la revisione legislativa del 1979 va nel senso auspicato. Siccome l'attuale base costituzionale appare sufficiente a raggiungere gli obiettivi enunciati nell'iniziativa, bisogna adoperarsi per ottenere un'ulteriore revisione della legge sull'agricoltura.

La minoranza della Commissione ritiene che le modificazioni proposte dalla maggioranza non siano nell'ottica di tutti i settori della produzione agricola.

Essa ha affermato che, ancorché si siano estese le consultazioni ai rappresentanti delle diverse organizzazioni interessate, non si è lasciato affatto il 200

tempo sufficiente per studiare la situazione in modo approfondito. Inoltre le dispiace che non sia stato possibile prendere visione dei processi verbali della Commissione Keller che tratta di questa questione da parecchi anni, né dal rapporto redatto dalla Commissione d'esperti del Consiglio federale in merito ai foraggi. Del resto, afferma, gli specialisti dell'Ufficio federale dell' agricoltura non sono stati in grado di collaborare come fanno abitualmente.

Per quanto concerne la correlazione da stabilire tra i settori della carne e del latte in materia di orientazione della produzione, la minoranza commissionale ritiene che il contingentamento lattiere non abbia limitato la produzione lattiera, ma che l'abbia soltanto frenata. Secondo questa minoranza, il contingentamento lattiere non può essere assimilato a una riduzione della produzione; offre al contrario un mezzo di stabilizzare la sua evoluzione, contrariamente alle prescrizioni relative alla determinazione di effettivi massimi, le quali hanno realmente per scopo di ricondurre la grandezza delle aziende a più giuste proporzioni. Tuttavia questa minoranza si vede obiettare che sono numerose le aziende le quali hanno dovuto ridurre la loro produzione lattiera da un giorno all'altro e qualche volta, in misura considerevole, senza beneficiare di un periodo di adattamento e senza ottenere un risarcimento. E questa situazione non ha colpito soltanto le grandi aziende.

Inoltre, alcuni membri della commissione fanno valere il fatto che l'importazione di foraggi era sottoposta al contingentamento e che la quantità di foraggi importati era fortemente diminuita nel corso di questi ultimi anni.

La ripartizione dei foraggi definita nella clausola generale allargata che figura all'articolo 19 può essere realizzata soltanto se è accompagnata da un contingentamento degli effettivi di bestiame e da un razionamento dei foraggi. Orbene tali misure potrebbero ledere la libertà d'impresa cosicché questa ripartizione di foraggi tra le aziende può essere concepita e applicata soltanto in periodo di crisi. Oltre al fatto che implicherebbe lo svolgimento di un lavoro amministrativo considerevole, tenderebbe a irrigidire le strutture esistenti in modo irrimediabile e non contribuirebbe per nulla a risolvere il problema lattiero.

2 21

Giustificazione di ciascuna delle modificazioni proposte Articolo 19 capoverso 1

L'articolo 19 è la clausola generale sulla quale si fondano le misure definite nell'articolo 19« e seguenti. Certo questa clausola è direttamente applicabile, ma le misure enunciate nell'articolo 19a e seguenti fungono da norma speciale della clausola generale. L'articolo 19 definisce essenzialmente gli orientamenti a cui si ispirano gli articoli 19 a 19/, come pure la clausola generale relativa al contingentamento degli effettivi e della produzione nel settore della produzione animale. Gli scopi definiti nell'iniziativa sui foraggi sono enunciati nell'articolo 19 capoverso 1, che si riferisce all'articolo 18; sono determinanti per l'applicazione e l'interpretazione degli articoli 19a a 19d Per contro i mezzi d'applicazione risultano incompleti nella misura in cui 14

Foglio federale 1983, Voi. I

201

non esauriscono tutte le possibilità di cui si dispone per disciplinare l'attribuzione dei foraggi. Queste considerazioni giustificano la necessità di allargare, sotto due aspetti, la portata del capoverso 1 dell'articolo 19: . 1. Nel caso di una riduzione dell'importazione di foraggi intesa a prevenire qualsiasi rischio di una formazione di eccedenze, il Consiglio federale deve poter obbligare gli importatori e i fabbricanti di foraggi a equilibrare tra i consumatori le quantità di merci consegnate. Cosi anche gli acquirenti poco interessanti per il commerciante (p. es. piccole aziende situate nelle regioni isolate), potranno approvvigionarsi in foraggi in caso di penuria.

2. Come risorsa estrema il Consiglio federale dovrà poter limitare non la produzione, ma la quantità di foraggi attribuita agli esercenti.

Il Consiglio federale dovrà ricorrere a una di queste due misure soltanto a titolo complementare, vale a dire nel caso in cui le misure attuate in applicazione dell'articolo 19 e seguenti e il contingentamento del bestiame, quale prescritto nell'articolo 19 capoverso 1 lettera b, si rivelino insufficienti o inappropriati, conformemente al testo proposto.

La minoranza della Commissione domanda la soppressione del disposto completivo dell'articolo 19 capoverso 1, ritenendo che la ripartizione dei foraggi sia un sistema troppo complesso e, pertanto, inapplicabile. Tuttavia le si obietta che era inammissibile imporre misure draconiane ai produttori la cui attività è legata allo sfruttamento agricolo del suolo, permettendo implicitamente agli esercenti industriali di proseguire la loro produzione.

Inoltre si è fatto di nuovo risaltare che il sistema di ripartizione dei foraggi verrebbe attuato nella sua integralità soltanto se nessuna delle altre misure considerate permettesse di raggiungere l'obiettivo voluto.

22

Artìcolo 19a lettera b

L'aggiunta di un elemento, vale a dire che i contributi potranno essere versati alle piccole e medie aziende agricole, mira ad escludere dal beneficio del contributo le aziende la cui attività non può essere considerata come agricola. Invero, nei suoi progetti d'ordinanza l'Ufficio federale dell'agricoltura ha costantemente limitato la concessione di questi contributi alle aziende agricole; in altri termini possono pretendere di ricevere un contributo soltanto le aziende che ricavavano una parte determinante del loro reddito dalla produzione legata allo sfruttamento agricolo del suolo. Ma è indispensabile esplicitare la qualifica «agricola» allo scopo di precisare i beneficiari dei contributi, poiché la Commissione Keller -- commissione del Consiglio nazionale incaricata della revisione della legge sull'agricoltura -- ha rifiutato una proposta in virtù della quale questi contributi dovevano essere accordati esclusivamente alle aziende agricole.

La grandezza limite delle aziende beneficiarie dei contributi dovrà essere determinata in funzione dell'attività aziendale nel suo insieme, e non in funzione dell'effettivo di ogni categoria di bestiame.

202

La minoranza della Commissione propone che la qualificazione «agricola» aggiunta a questo articolo sia soppressa, poiché è del parere che, con questo termine, si insista troppo sulla necessità, per l'esercente, di legare tutta la sua attività allo sfruttamento agricolo del suolo, onde si arrischia, per conseguenza, di sfavorire le aziende più piccole.

23 231

Articolo 196 Capoverso 1

I rappresentanti degli ambienti contadini non hanno cessato di insorgere contro il fatto che l'articolo 196 capoverso 1, fissa gli effettivi massimi secondo un criterio di funzionalità economica, implicante la completa utilizzazione di un numero minimo di unità di manodopera, mentre l'articolo 19d si articola attorno a un criterio di reddito sufficiente, ossia di un reddito minimo ovviamente inferiore, in definitiva, al reddito connesso con una piena funzionalità economica. Occorre dunque sostituire, in questa disposizione, la nozione di funzionalità economica (sottesa alla locuzione «esistenza economica») con la nozione di «reddito sufficiente». Grazie a tale sostituzione, il Consiglio federale potrà essere tenuto a ridurre gli effettivi massimi sino al limite assicurante all'esercente condizioni d'esistenza sufficienti; nel settore dell'ingrassamento dei maiali questa misura si tradurrebbe nella determinazione di un effettivo massimo di 875 posti (= 70 000 fr., reddito di azienda standard, diviso per fr. 80, reddito di azienda standard per posto).

La minoranza della commissione dichiara che non si può accettare una nuova riduzione degli effettivi massimi. Secondo questa minoranza una tale misura sarebbe assimilabile a un'espropriazione e non terrebbe conto del fatto che le aziende si sono costituite e sviluppate legalmente. Mentre la determinazione di effettivi massimi tende a liberare nuove capacità di produzione, il limite di reddito costituisce innanzitutto un mezzo di ripartire le capacità di produzione così liberate.

232

Capoverso 4

II nuovo disposto permette di tener conto, nella legge, del caso delle aziende che si sono smembrate in parecchie persone giuridiche indipendenti, allo scopo di eludere le disposizioni relative agli effettivi massimi, facendo così un uso abusivo delle medesime.

24 241

Articolo 19c Capoverso 1

II testo in vigore, in virtù del quale il versamento di contributi ha come unico oggetto di compensare i vantaggi di cui beneficiano certe aziende in materia di costi, si è rivelato troppo limitato, segnatamente per quanto concerne i contributi agli ingrassatori di vitelli. La nuova versione riprende il 203

testo della proposta del Consiglio federale, così come figura nell'insieme delle proposte formulate il 22 dicembre 1976.

Il nuovo testo permetterà di attuare l'obiettivo che questa misura doveva raggiungere inizialmente, vale a dire: orientare le misure d'incoraggiamento emanate in favore delle aziende agricole in modo da estendere al massimo l'utilizzazione dei foraggi indigeni -- obiettivo che risponde ai principi della legge sull'agricoltura e alle esigenze dell'iniziativa sui foraggi -- tenendo conto della particolarità di ogni ramo aziendale.

Così facendo importerà almeno compensare i vantaggi di cui beneficiano le grandi aziende in rapporto a quelle piccole e medie in materia di costi.

Una prima minoranza della commissione propone che i contributi siano determinati in modo da promuovere le piccole e le medie aziende gestite in modo razionale. Se la concessione di contributi fosse troppo legata allo sfruttamento agricolo del suolo ne risulterebbe un aumento della domanda di terre. Ciò sfavorirebbe le piccole e medie aziende.

Una seconda minoranza propone che il capoverso 1 sia soppresso, ritenendo che stabilisca una riduzione tale da indurre una sovrapproduzione e da aggravare la stretta finanziaria.

242

Capoverso 2

La nuova disposizione aggiunta al capoverso 2 dell'articolo 19c obbliga il Consiglio federale a limitare, in funzione del reddito aziendale, l'ammontare dei contributi versati e a fissare l'ammontare minimo a partire dal quale i contributi vengono pagati.

25

Articolo 19d

La soddisfazione delle esigenze formulate in merito all'allentamento del contingentamento lattiere e all'incremento della produzione di carne, alla quale sono destinate le risorse foraggere dell'azienda, suppone che si accordi il beneficio dell'autorizzazione di costruire a nuove categorie di aziende e che si modifichino, nella legge stessa, le condizioni della concessione dell' autorizzazione per la costruzione di stalle. L'articolo 19d della legge sull' agricoltura non permette, nella sua versione attuale, di allentare il regime dell'autorizzazione a fini specifici, ossia qualora si tratti di favorire esercenti che rinunciano a produrre latte e sono tenuti, per assicurarsi un reddito sufficiente, a praticare un'attività agricola incrementante la produzione foraggera. Nella nuova versione, il capoverso 3 sancisce precisamente la possibilità di concedere un'autorizzazione di costruire alle aziende che rinunciano a produrre latte, nella misura in cui esse forniscano la prova che dispongono in proprio di una base foraggera sufficiente; la capienza delle stalle autorizzate varierà secondo l'importanza della produzione foraggera.

Il capoverso 4 si applica ai casi di costruzioni stabulari legate a un aumento 204

dell'effettivo del bestiame, senza che l'esercente rinunci a produrre latte.

Questa disposizione dovrà subire le modificazioni seguenti: La prima frase di questa disposizione formula in modo generale le condizioni della concessione del permesso per la costruzione di stalle. La prima parte della seconda frase sanziona la possibilità di valorizzare in modo adeguato nelle aziende agricole i residui della lavorazione casearia. La seconda parte della frase enumera gli altri tipi di azienda che devono poter beneficiare di un permesso di costruzione di stalle. Queste aziende sono quelle che possono già beneficiare di un'autorizzazione di costruire ai sensi della legislazione in vigore. La prima frase del capoverso 5 enuncia il principio del divieto di costruire quando lo stato del mercato lo esige. La seconda frase del capoverso 5 definisce l'ordine di priorità seguendo il quale saranno attribuite le autorizzazioni se il regime è allentato in casi specifici. Questa disposizione troverà applicazione solo eccezionalmente perché non sarà quasi possibile prendere in considerazione una soppressione generale del divieto di costruire stalle, persino nel quadro delle disposizioni restrittive dell'ordinanza in vigore.

La minoranza della commissione teme che la proposta presentata dalla maggioranza avvantaggi le grandi aziende che praticano la produzione lattiera a detrimento delle piccole e medie aziende che sono tenute a riciclarsi.

Ritiene che la soppressione della produzione lattiera in un'azienda dovrebbe poter essere compensata da una produzione di trasformazione soltanto se le riserve di produzione non sono richieste integralmente dalle aziende tenute a praticare un'altra attività allo scopo dì assicurarsi un reddito sufficiente. La maggioranza della commissione si dichiara convinta che questo disciplinamento non avrebbe per così dire nessuna possibilità di promuovere il trasferimento della produzione lattiera nelle aziende meno favorite, obiettivo che risponde al principio secondo il quale la produzione deve essere adattata alle condizioni d'esercizio proprie a ogni regione.

205

Allegalo

Basi di calcolo del consumo di foraggi concentrati Fonte

Bestiame lattifero Effettivo 1981 Foraggi complementari, media 1978/80 Costo per 100 kg di concentrati Concentrati per kg di latte . . .

Produzione lattiera, media 1980

867 000 capi 424. -- 85.-- 100 4 180

franchi franchi gr litri

Allevamento Vitelli d'allevamento

200 300 capi

Giovenche di più di 2 anni . . . .

153200 capi

Foraggio per l'allevamento dei vitelli Foraggi per giovenche . . .

130 kg 60 kg

Ingrasso di bovini Foraggio d'ingrasso per kg di aumento di peso Prezzo per 100 kg di foraggio . .

Macellazione, media 1980/81 . . .

2 -- franchi 90.-- franchi 241 950 capi

Peso vivo alla macellazione . . . .

490 kg

Peso vivo all'inizio dell'ingrasso .

Bovini d'ingrasso

120 kg 181 857 capi

Statistiche agricole Contabilità FAT 1980 Valutazione Dr. Sonderegger, TAS Statistiche e valutazioni 1980 dello SPS Statistiche e valutazioni 1980 dello SPS Statistiche e valutazioni 1980 dello SPS Statistiche ASCA Statistiche ASCA

Contabilità FAT 1980 Valutazione Bollettino mensile dei dati (n. 2/82) Bollettino mensile dei dati (n. 2/82) Valutazione del bestiame 1980

Ingrasso di maiali Aumento di peso 77 700 kg di foraggi per kg d'aumento . .

3,320 Prezzo per 100 kg di foraggio . .

81,80 Aumento di peso 81 Foraggio per kg d'aumento . . . .

3,380 Macellazione media 1980/81 . . . 3 288 100 Allevamento di maiali Foraggio per scrofa madre . .

Prezzo per 100 kg di foraggio Foraggio per scrofa madre . .

Prezzo per 100 kg di foraggio Maiali d'allevamento . . . .

.

.

.

.

.

.

.

.

ke kg franchi kg kg capi

COTEC 1980/81 COTEC 1980/81 COTEC 1980/81 Contabilità FAT 1980 Contabilità FAT 1980 Bollettino mensile dei dal i

1 778 kg 84,80 franchi 1 964.- franchi 87.-- franchi 194 887 capi

COTEC 1980/81 COTEC 1980/81 Contabilità FAT 1980 Valutazione del bestiame 1980

206

Fonte

Pollame Effettivo di ovaiole e di galline d'allevamento 3 019 429 capi Effettivo di pollastre

1 112140 capi

Pollame d'ingrasso

2422713 capi

Rotazione annua nell'ingrasso . .

Consumo di foraggio per ovaiola e per giorno Consumo di foraggio per l'ingrasso e per giorno Consumo di foraggio per kg di accrescimento di peso . . . . . . . .

Accrescimento di peso

Censimento federale del bestiame 1980 Censimento federale del bestiame 1980 Censimento federale del bestiame 1980

6 120 g 60 g 2,150 kg 1,655 kg

Statistiche ASCA Statistiche ASCA Valutazione Statistiche ASCA Statistiche ASCA

207

Allegato 4 Parere della minoranza della commissione 1

Osservazioni generali relative alle proposte della maggioranza

Tutte le proposte depositate riflettono l'opinione dell'Unione centrale dei produttori di latte (UCPL). Benché le consultazioni abbiano permesso di ascoltare il parere dei rappresentanti di altre branche della produzione agricola (accompagnate da un gran numero di altre voci), il tempo mancò per approfondire tutti i particolari. Inoltre è peccato che non si sia potuto disporre dei processi verbali della Commissione Keller che si è occupata per anni di queste questioni. Siccome manca pure il rapporto della commissione di esperti del Consiglio federale concernente la problematica della distribuzione di foraggi e siccome si tratta di un'iniziativa parlamen tare, gli specialisti dell'Ufficio federale dell'agricoltura non hanno potuto collaborare ai lavori come d'abitudine.

La critica emessa dalla maggioranza della commissione in inerito alla legislazione in vigore non si limita a stigmatizzare una produzione senza base foraggera propria che beneficia di una protezione legale indebita, ma si estende alla produzione lattiera che, a suo parere, è vittima di restrizioni draconiane ancorché dipenda massimamente dalla base foraggera indigena.

Benché il contingentamento lattiere abbia impedito un'espansione notevole della produzione lattiera, si deve notare che queste misure impopolari non hanno però ridotto la produzione lattiera: il legislatore s'è sforzato di frenare un aumento ulteriore di forniture di latte e vi è riuscito soltanto in parte. La produzione di latte commercializzato è passata da 25,0 milioni di q nel 1970 a 30,0 milioni nel 1977, raggiungendo 30,5 milioni nel 1981 malgrado l'introduzione del contingentamento. // contingentamento lattiero non è dunque da considerare come una limitazione della produzione, ma come una misura di stabilizzazione, contrariamente a ciò che avviene per le deposizioni concernenti gli effettivi massimi, tendenti a ridimensionare le aziende esistenti.

Si può a buon diritto far valere, contro il testo di maggioranza, volto a un' estensione della base foraggera, che il fondamento legale per tale obiettivo già esiste e che le importazioni sono sottoposte, già da decenni, a un sistema di contingentamento che ha permesso di ridurre fortemente il volume in questi ultimi anni. La maggioranza domanda inoltre una ripartizione appropriata dei foraggi alle aziende agricole piccole e medie bisognose di svilupparsi, così come alle imprese industriali utilizzanti sottoprodotti della lavorazione casearia. La realizzazione di tali esigenze implica un contingentamento del bestiame e il razionamento dei foraggi. L'applicazione delle misure previste necessiterebbe interventi nella libertà d'impresa, talmente draconiani da poter essere giustificati soltanto in periodo di crisi. Oltre all'attuazione di un apparato amministrativo gigantesco ne conseguirebbe una sclerosi generale delle strutture attuali senza pertanto fornire una soluzione 208

del problema lattiera. Siccome non è possibile, nel quadro di queste osservazioni succinte, trattare in modo approfondito questi ardui problemi, rimandiamo a diverse inchieste e pubblicazioni che considerano erronea ed inattuabile l'istituzione di un regime di attribuzioni dei foraggi a livello della singola azienda (vedi p. es. red. Müller nella Schweizerische Handelsbörse del 9 luglio 1982, o il rapporto del gruppo di lavoro «Ripartizione dei foraggi in caso di riduzione delle importazioni» del 25 settembre 1980).

2

Modifiche proposte della maggioranza della commissione

21

Articolo 19 capoverso 1

Proposta: Mantenere il vecchio testo Motivo II disposto suppletivo proposto parte dall'erronea idea che una restrizione delle importazioni foraggere e la creazione d'un regime d'assegnazioni individuali consenta di orientare la produzione. Ma diversi studi hanno dimostrato che ciò accadrebbe solo con la produzione porcina, mentre invece tal regime rimarrebbe inoperante in tutti i settori già eccedentari (carne di bue e vitello, latte), prescindendo dalla produzione ovaiola indigena che copre il 65 per cento dei bisogni globali.

Qualora poi la limitazione delle importazioni foraggere fosse forzata fino al punto da divenire veramente strumento d'orientamento della produzione, insorgerebbero problemi analoghi a quelli tipici dell'economia di guerra, con fenomeni di mercato nero, razionamento, rincaro incontrollabile, difficoltà distributive, nascita di monopoli, e via dicendo.

Un approvvigionamento sottoposto a tali esigenze, quali quelle ingenerate appunto da questa proposta maggioritaria, non è realizzabile, tra l'altro, anche perché mancano le basi d'apprezzamento, per non parlare della definizione dei criteri d'attribuzione. Insomma, ogni soluzione impostata su simile base risulterebbe ingiusta, arbitraria, inoperante.

22

Articolo 19a lettera b

Proposta: Mantenere il testo vecchio Motivo II sistema attuale secondo il quale i contributi vanno soltanto alle aziende piccole e medie è soddisfacente e funzionale. Il nuovo testo pone poi anche un problema definitorio, a sapere che cosa s'intenda in concreto col termine «aziende agricole».

209

23

Articolo 196 capoverso 1

Proposta: Mantenere il testo vecchio Motivo Un'ulteriore riduzione degli effettivi massimi non è proponibile, poiché verrebbe ad assimilarsi ad un'espropriazione e preterirebbe il fatto che gli esercizi in parola sono nati e cresciuti nella più completa legalità. Trattasi generalmente di aziende familiari, specializzatesi per necessità estrinseche, quali divisioni ereditarie, perdite di terreni e via dicendo, e senza ricorrere a sussidiamenti o a crediti d'investimento; sono aziende che hanno dato prova di dinamismo e che hanno messo in pratica le raccomandazioni prodigate per anni dai servizi di divulgazione e dalle organizzazioni agricole.

Queste famiglie non possono venir private del loro fondamento economico da un'ulteriore riduzione degli effettivi massimi.

Mentre la determinazione degli effettivi massimi tendeva :ìnnanzitutto ad ampliare le capacità produttive, nel quadro del nostro sistema giuridico, la determinazione di un reddito limite, per le aziende bisognose di sviluppo interno, costituisce essenzialmente uno strumento per designare i benefi-

24

Articolo 19c capoverso 1

Proposta: Accettare la proposta della minoranza I (allegato 2) Motivo II testo di minoranza non presuppone alcuna definizione di «azienda agricola». La proposta di maggioranza esige che il calcolo dei contributi tenga conto d'un criterio suppletivo, vale a dire del volume di foraggio indigeno utilizzato dal beneficiario. Ma allora le aziende con propria base foraggera verrebbero privilegiate in modo sproporzionato. Stando così le cose, la forzatura della pecuaria apre la via alle speculazioni fondiarie, a danno delle aziende piccole e medie. Il testo di maggioranza pone inoltre la questione di come occorra determinare, e dimostrare, la proporzione di foraggio indigeno contenuta negli alimenti miscelati. Orbene è inconcepibile ogni prassi funzionale di controllo d'una situazione in costante movimento.

La minoranza II propone quanto segue: Tenere il testo vecchio per non incrementare l'iperproduzione; l'attuale stretta finanziaria preclude alla Confederazione l'assunzione di qualsiasi onere suppletivo.

25

Articolo 19d

Proposta: Accettare la proposta di minoranza (allegato 2) 210

Motivo La proposta di maggioranza mette in opera un trattamento molto preferenziale dell'economia lattiera e, stante la sua priorità, rafforza la politica di sostegno decisa alle grosse aziende agricole, svalutando così a vaga promessa la protezione delle aziende medie e piccole. Infatti tale trattamento preferenziale delle grandi aziende agricole le inciterà ad usare la loro piena potenzialità finanziaria e ad occupare quegli spazi produttivi, che dovrebbero invece rimanere aperti alle aziende piccole e medie, le quali, stante i criteri vigenti, non potranno nemmeno entrare in competizione. Gran numero d'aziende prealpine ed alpine, nonché gli esercizi puramente erbacei, dipendono totalmente dalla produzione lattiera, onde vedono come occasione preziosa di diversificazione lo spazio loro offerto dalla produzione di uova o di carne; orbene la proposta maggioritaria, come s'è detto, impedirebbe, proprio a queste aziende, di cogliere tale buona occasione. La preferenza data agli agricoltori che rinunciano alla produzione lattiera chiude veramente tutti gli spazi.

Occorre respingere categoricamente ogni tentativo di soffocare, con mezzi indiretti, aziende sviluppatesi nel pieno rispetto dei disposti della legge sull' agricoltura, concernenti gli effettivi massimi di bestiame.

La controproposta di minoranza tiene conto del principio che la rinuncia alla produzione lattiera è compensabile con un'attività connessa alla trasformazione dei prodotti agricoli. Contrariamente alla proposta di maggioranza, queste aziende non dovrebbero però beneficiare di un trattamento preferenziale; potranno entrare in linea di conto solo quando delle aziende, pur bisognose, per insufficienza di reddito, di uno sviluppo interno, omettessero di utilizzare appieno eventuali riserve di produzione.

A nome della minoranza della commissione: Schwarz, consigliere nazionale

211

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Iniziativa parlamentare Revisione della legge sull'agricoltura Rapporto della commissione del Consiglio nazionale del 28 ottobre 1982

In

Bundesblatt

Dans

Feuille fédérale

In

Foglio federale

Jahr

1983

Année Anno Band

1

Volume Volume Heft

03

Cahier Numero Geschäftsnummer

82.233

Numéro d'affaire Numero dell'oggetto Datum

25.01.1983

Date Data Seite

169-211

Page Pagina Ref. No

10 114 029

Das Dokument wurde durch das Schweizerische Bundesarchiv digitalisiert.

Le document a été digitalisé par les. Archives Fédérales Suisses.

Il documento è stato digitalizzato dell'Archivio federale svizzero.