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Iniziativa parlamentare concernente la delegazione svizzera presso l'Unione interparlamentare (UI) Rapporto dell'Ufficio del Consiglio nazionale del 28 febbraio 1986

Onorevoli presidenti e consiglieri, L'Ufficio del Consiglio nazionale, in seguito alle proprie deliberazioni del 28 febbraio 1986, vi sottopone un'iniziativa concernente la delegazione svizzera presso l'Unione interparlamentare (UI). Giusta l'articolo 21quater della legge sui rapporti fra i Consigli, l'iniziativa è portata a conoscenza dei membri del Consiglio e trasmessa al Consiglio federale per parere.

Proposta L'Ufficio propone d'approvare il disegno di decreto.

Allegati 1. Testo dell'iniziativa 2. Rapporto esplicativo 28 febbraio 1986

1986 -- 386

In nome dell'Ufficio: II presidente, Bundi

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Allegato I

Decreto federale sulla delegazione dell'Assemblea federale presso l'Unione interparlamentare (UI)

Disegno

del

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l'articolo bis della legge sui rapporti fra i Consigli "; visto l'articolo 9a della legge federale del 17 marzo 19722' sulle indennità parlamentari; visto lo statuto dell'Unione interparlamentare del 1976; vista un'iniziativa parlamentare; visto il rapporto dell'Ufficio del Consiglio nazionale del 28 febbraio 19863', decreta: Art. l Costituzione L'Assemblea federale svizzera costituisce il Gruppo svizzero dell'Unione interparlamentare (UI).

Art. 2 Organizzazione 1 La delegazione dell'Assemblea federale presso la Conferenza interparlamentare è una commissione permanente delle due Camere. È composta di otto membri designati dagli Uffici del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. La durata del mandato è di quattro anni; eccezionalmente può essere prolungata al massimo di due anni. Se impediti, i membri della delegazione possono essere sostituiti.

2 1 gruppi parlamentari sono rappresentati nella delegazione proporzionalmente alla loro forza numerica nell'Assemblea federale. È tenuto conto delle due Camere, delle lingue ufficiali e delle regioni del Paese.

3 La delegazione si autocostituisce. Nomina per un biennio un presidente e un vicepresidente che d'ufficio sono membri del Consiglio interparlamentare.

4 La segreteria generale dell'Assemblea federale s'occupa dei lavori di segreteria della delegazione.

Art. 3 Compiti 1 La delegazione prepara le sedute della Conferenza interparlamentare e prov"RS 171.11 > RS 171.21 > FF 1986 II 467

2

3

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Delegazione dell'Assemblea federale presso l'UI vede affinchè le decisioni e le raccomandazioni della Conferenza e del Consiglio dell'UI siano portate a conoscenza dell'Assemblea federale.

2 La delegazione presenta ai due Consigli, durante ogni sessione invernale, un rapporto scritto sugli aspetti essenziali dell'attività dell'UI e, in particolare, della delegazione svizzera.

Art. 4 Contributi I La Confederazione versa contributi all'UI (art. 9a cpv. 1 della legge federale sulle indennità parlamentari).

2 1 membri della delegazione svizzera all'UI sono indennizzati come i membri delle commissioni (art. 9a cpv. 2 della legge federale sulle indennità parlamentari).

Art. 5 Regolamento II presente decreto costituisce il regolamento di cui all'articolo 6 dello Statuto dell'UI.

Art. 6 Disposizioni finali II presente decreto, di obbligatorietà generale, non sottosta al referendum in virtù dell'articolo 8bis della legge sui rapporti fra i Consigli. Esso entra in vigore il giorno della sua accettazione.

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Allegato 2

Rapporto esplicativo I

In generale

II Gruppo svizzero dell'UI propone che l'Assemblea federale si costituisca in Gruppo nazionale svizzero dell'Unione interparlamentare (UI).

La proposta mira a far beneficiare il nostro Parlamento della situazione più vantaggiosa prevista dallo Statuto dell'UI e di assicurargli una partecipazione regolare ai lavori dell'UI. L'esperienza dimostra che l'appartenenza a titolo individuale dei membri dell'Assemblea federale al Gruppo svizzero, così come è attuata finora, comporta inconvenienti per la partecipazione svizzera alle attività dell'UI.

Trattasi inoltre di indennizzare completamente i delegati, come del resto era stato previsto in occasione della revisione della legge sulle indennità parlamentari. La disposizione, adottata nel 1981, recita: Se l'Assemblea federale decide formalmente di aderire all'Unione interparlamentare e se le delegazioni sono designate dagli uffici dei due Consigli, i delegati sono indennizzati come i membri delle commissioni (art. 9a cpv. 2).

Considerate la posizione della Svizzera in seno all'UI, l'origine svizzera di tre dei sei segretari generali (Albert Gobat, Leopold Boissier e André de Blonay) e la presenza a Ginevra della sede dell'organizzazione, è auspicabile che l'Assemblea federale faccia il passo proposto dall'iniziativa così da rinforzare ulteriormente la posizione del nostro Paese in quest'organizzazione per la quale il Parlamento ha sempre manifestato interesse.

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Cenni storici

Le origini dell'UI risalgono al 1889, anno in cui, su iniziativa del deputato britannico Sir William Randa! Cremer e del deputato francese Frédéric Passy, si tenne a Parigi una prima Conferenza interparlamentare sui problemi della riconciliazione internazionale; vi presenziarono i rappresentanti del Legislativo di nove Paesi.

Il movimento si sviluppò rapidamente. Nel 1894, su iniziativa del consigliere nazionale bernese Albert Gobat (1843-1914) fu costituita l'Unione interparlamentare, un'organizzazione permanente con segreteria propria.

Per questo fatto, Albert Gobat, in qualità di segretario generale dell'UI (1891-1911), fu insignito del Premio Nobel della pace nel 1902.

Da allora l'UI, nonostante le due Guerre mondiali, ha continuato ad operare in favore della pace e del rafforzamento delle istituzioni parlamentari.

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Scopo

Secondo l'articolo 1 dello Statuto, l'UI ha lo scopo di favorire i contatti personali tra i membri di tutti i Parlamenti e di riunirli in un'azione comune in modo che i rispettivi Stati contribuiscano al consolidamento e allo sviluppo delle istituzioni rappresentative nonché all'opera di pace e di collaborazione fra i popoli, segnatamente sostenendo le finalità delle Nazioni Unite. All'uopo, l'UI si pronuncia su tutti i problemi d'ordine internazionale alle cui soluzioni possono contribuire i Parlamenti e fa proposte per sviluppare l'istituzione parlamentare, migliorarne il funzionamento e aumentarne il prestigio.

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Membri

II 2 settembre 1985 erano già stati costituiti gruppi nazionali in 104 Paesi.

L'istituzione del Gruppo svizzero risale al 1891.

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Situazione giuridica e struttura

La personalità e la capacità giuridica dell'UI sono riconosciute in un accordo del 28 settembre 1971 conchiuso tra il Consiglio federale svizzero e l'Unione interparlamentare (RS 0.192.121.71). La sede dell'UI è Ginevra (art. 2 dello Statuto dell'UI). Nel messaggio dell'11 luglio 1979 concernente la gratuità dell'utilizzazione del Centro internazionale delle conferenze in Ginevra (FF 1979 II 749), il Consiglio federale ha inserito anche l'UI fra i beneficiari di questo Centro e, nella medesima occasione, ha riconosciuto l'attività svolta dall'UI per facilitare la cooperazione internazionale. L'UI ha status consultivo presso il Consiglio economico e sociale dell'ONU.

Gli organi dell'Unione sono: 51

La Conferenza interparlamentare (art. 10 a 17 dello Statuto)

La Conferenza interparlamentare discute i problemi internazionali iscritti nel proprio ordine del giorno da parte del Consiglio interparlamentare e formula raccomandazioni in proposito esprimendo l'opinione dell'Organizzazione. Si riunisce due volte all'anno, salvo decisione contraria del Consiglio.

I Gruppi nazionali vi sono rappresentati da delegazioni il cui numero dei membri e dei voti varia soprattutto in funzione della popolosità dei rispettivi Stati.

Se l'Assemblea federale si costituisce in Gruppo nazionale, la Svizzera disporrebbe di dodici voti in seno alla Conferenza. Ogni Paese ha infatti diritto ad almeno otto voti. Con 6,4 milioni di abitanti, la Svizzera avrebbe due voti suppletivi quale Paese con popolazione compresa tra i 5 e i 10 mi471

lioni di abitanti e automaticamente due voti ancora poiché il Gruppo svizzero conterrebbe più della metà dei membri del Consiglio nazionale.

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II Consiglio interparlamentare (art. 18 a 22 dello Statuto)

II Consiglio interparlamentare determina le attività dell'Unione e controlla che siano svolte conformemente agli scopi dello Statuto. Consta di due rappresentanti di ogni Gruppo nazionale.

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II Comitato esecutivo (art. 23 e 24 dello Statuto)

II Comitato esecutivo controlla la gestione dell'Unione e assiste dal punto di vista tecnico il Consiglio interparlamentare. Consta di 11 membri appartenenti a Gruppi differenti. Dieci membri sono nominati dalla Conferenza.

Il Presidente del Consiglio interparlamentare è, di diritto, membro e presidente del Comitato esecutivo.

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Le Commissioni di studio permanenti (art. 14 cpv. 1 e 22 lett, g dello Statuto)

Attualmente le Commissioni di studio permanenti istituite dal Consiglio interparlamentare sono quattro: - la Commissione per lo studio dei problemi politici, della sicurezza internazionale e del disarmo; - la Commissione per lo studio dei problemi economici, sociali, culturali ed ecologici; - la Commissione per i territori non autonomi e lo studio dei problemi etnici.

Tutti i Gruppi dell'Unione sono rappresentati in seno ad ogni Commissione di studio da un membro titolare e da un supplente.

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Comitato speciale sulle violazioni dei diritti dell'uomo subite dai parlamentari

Questo Comitato speciale è stato istituito in seno all'UI nel 1977. Si limita a trattare singoli casi sottopostigli da fonti qualificate. La sua attività non deve in ogni caso essere interpretata come critica a un determinato regime politico. Il programma di difesa dei diritti umani dei parlamentari ha ottenuto risultati incoraggianti quali, ad esempio, la liberazione di parlamentari incarcerati.

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La Segreteria (art. 25 dello Statuto)

La Segreteria s'occupa dell'esecuzione delle decisioni del Consiglio e della Conferenza; inoltre sostiene e stimola le attività dei Gruppi nazionali. Tramite il suo Centro internazionale di documentazione parlamentare (CIDP) contribuisce a far conoscere e a promuovere le istituzioni parlamentari.

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Attività Conferenze semestrali

La Conferenza interparlamentare si riunisce due volte all'anno in primavera e in autunno, di norma in Paesi sempre diversi.

La Svizzera ha ospitato la IV Conferenza (Berna, 1892), la XVII Conferenza (Ginevra, 1912), presiedute entrambe da Albert Gobat, la XXII Conferenza (Berna-Ginevra, 1924) presieduta da Aloïs de Meuron e la XLI Conferenza (Berna, 1952) presieduta da Aymon de Senarclens La LXXI e la LXXII Conferenza (1984) si sono svolte a Ginevra, sede dell'Unione.

I lavori sono stati diretti da André Gautier, presidente del Consiglio nazionale (primavera) e da Paul Bürgi, presidente del Gruppo svizzero (autunno).

Alle ultime sessioni hanno partecipato in media 500 parlamentari.

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Conferenze interparlamentari sulla cooperazione e sulla sicurezza europee

Nell'ambito della sua attività per il promovimento del riavvicinamento europeo, dal 1973 l'U ha organizzato Conferenze triennali per permettere ai parlamentari dei Paesi firmatari dell'Atto finale di Helsinki di riunirsi regolarmente.

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Altre riunioni

Nel corso degli ultimi anni, l'UI ha organizzato diverse riunioni su temi d'attualità: ambiente, lotta contro l'inquinamento del Mediterraneo, popolazione e sviluppo, disarmo. Dal 1979, l'UI organizza un incontro annuale dei parlamentari che partecipano ai lavori dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

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Pubblicazioni

Una sezione speciale dell'UI, il Centro internazionale di documentazione parlamentare, riunisce e diffonde informazioni sulla struttura e il funzionamento delle istituzioni parlamentari, l'evoluzione dell'organizzazione e dei metodi di lavoro dei Parlamenti nonché sullo statuto dei loro membri.

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Le pubblicazioni più importanti dell'UI sono: - i Parlamenti nel mondo: dati comparati; - cronaca delle elezioni e dell'evoluzione parlamentari; - bibliografia delle istituzioni parlamentari nel mondo; - riassunti delle Conferenze interparlamentari; - informazioni sulle Costituzioni e sui Parlamenti.

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Commento Costituzione (art. 1)

Secondo l'articolo 3 dello Statuto dell'UI, l'Unione consta di Gruppi nazionali. Ogni Parlamento può costituire un solo gruppo. È quindi opportuno costituire un solo gruppo svizzero per le due Camere dell'Assemblea federale.

Attualmente, il Gruppo svizzero dell'UI è un'associazione composta di membri dell'Assemblea federale che vi hanno aderito a titolo personale e che versano un modesto contributo per il funzionamento dell'Unione. (Il gruppo consta di 135 consiglieri nazionali e 28 consiglieri agli Stati che versano un contributo annuo di 15 fr.).

La struttura del gruppo comporta taluni inconvenienti quanto al numero variabile dei membri e alla loro presenza irregolare alle Conferenze interparlamentari.

Il Comitato del Gruppo svizzero, nelle sedute del 3 marzo 1982 e 4 settembre 1984, ha deciso che l'Assemblea federale deve costituirsi Gruppo nazionale (giusta l'art. 3 cpv. 3 dello Statuto dell'UI). Verrebbe così realizzato l'intento espresso nel 1981 in occasione della revisione della legge sulle indennità parlamentari. Il 21 marzo 1984 l'Assemblea generale dei membri del Gruppo ha riconfermato questo parere.

I gruppi parlamentari i cui membri sono rappresentati nel Gruppo svizzero dell'UI sono stati consultati in proposito nel 1984/85. Sei di essi si sono pronunciati in favore dell'istituzionalizzazione; il gruppo liberale preferisce la situazione vigente. In tali circostanze, il Comitato del Gruppo ha deciso, il 2 ottobre 1985, di trasmettere il disegno all'Ufficio del Consiglio nazionale.

Aderendo formalmente all'UI, l'Assemblea federale s'allineerebbe alla soluzione scelta dalla maggioranza dei Parlamenti che si sono costituiti, in corpore, gruppi nazionali.

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Organizzazione (art. 2)

Conformemente alla soluzione prevista nell'articolo 9a della legge sulle indennità parlamentari, i membri della delegazione svizzera presso l'UI costituiscono una commissione permanente delle due Camere. Si era scelta 474

la medesima soluzione anche per la delegazione dell'Assemblea federale presso il Consiglio d'Europa (DF del 24 giugno 1976; RS 171.119).

L'articolo 2 è redatto in modo da favorire la continuità della partecipazione svizzera alle conferenze, d'accrescerne l'efficacia e da lasciare una certa flessibilità.

Le disposizioni sulla rappresentanza dei gruppi, delle lingue ufficiali e delle regioni del Paese nonché sulla presidenza e la segreteria della commissione Sono analoghe a quelle che disciplinano l'organizzazione di altre commissioni.

I membri impediti di partecipare alle conferenze possono essere sostituiti.

II numero dei membri della delegazione corrisponde all'effettivo massimo della delegazione presso l'UI. È stato fissato un numero pari anche per altre commissioni (documentazione, redazione) o delegazioni (finanze, alcoli, Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa).

Lo statuto che disciplina le attività del gruppo svizzero dell'UI prevede un'assemblea generale e la nomina di un comitato incaricato segnatamente di designare i delegati alle conferenze interparlamentari. Poiché la competenza di designare i delegati è stata trasferita agli uffici delle due Camere mediante la legge sulle indennità parlamentari, non è più necessario istituire un comitato dacché la sua attività sarebbe unicamente consultiva e la sua funzione sarebbe analoga a quella della delegazione stessa.

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Compiti (art. 3)

L'articolo 3 elenca i compiti più importanti della delegazione, fra cui la presentazione di disegni di risoluzione, emendamenti e rapporti.

Il rapporto annuo sarà affidato alle due Camere e non più all'assemblea generale del gruppo.

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Contributi (art. 4)

II 19 giugno 1981 è stato approvato un nuovo articolo 9a della legge sulle indennità parlamentari (RS 171.21) del seguente tenore: 1 Per permettere una partecipazione adeguata ai lavori dell'Unione interparlamentare, la Confederazione assegna un contributo alle spese del gruppo svizzero e delle sue delegazioni.

2 Se l'Assemblea federale decide termalmente di aderire all'Unione interparlamentare e se le delegazioni sono designate dagli uffici dei due Consigli, i delegati sono indennizzati come i membri delle commissioni.

L'articolo è completato dall'articolo 2 capoverso 3 del decreto federale del 28 giugno 1972 concernente la legge sulle indennità parlamentari (RS 171.211): 475

Per le attività svolte all'estero, la diaria ammonta a 250 franchi. L'Ufficio può stabilire indennità più elevate: a. in genere per singoli Paesi e città, se le circostanze lo richiedono; b. in singoli casi motivati.

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Regolamento (art. 5)

L'articolo 6 prevede che il decreto costituisce il Regolamento del Gruppo svizzero conformemente all'articolo 6 dello Statuto dell'UI.

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Disposizioni finali (art. 6)

L'articolo 8bis della legge sui rapporti fra i Consigli (RS 171.11) prevede che: Le disposizioni per l'esecuzione della presente legge concernenti l'attività dell'Assemblea federale, segnatamente (...) la collaborazione ad organizzazioni parlamentari internazionali (...) possono essere emanate mediante decreto federale non sottoposto a referendum.

Poiché l'Unione interparlamentare è un'organizzazione parlamentare internazionale, il decreto federale non deve dunque sottostare al referendum.

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Conseguenze finanziarie eripercussionisull'effettivo del personale Situazione attuale

Conformemente all'articolo 9a capoverso 1 della legge sulle indennità parlamentari, la Confederazione versa contributi per le spese del gruppo svizzero e delle sue delegazioni. Il contributo federale è stato fissato a 120 000 franchi per il 1986. Figura nel preventivo alla voce «Visite reciproche con Parlamenti stranieri e Unione interparlamentare» (n. 101.202.08). Il contributo del Gruppo svizzero all'UI (48 461 fr. nel 1986) è pagato con questo credito. La quota dei membri copre soprattutto le spese per l'abbonamento «Bollettino interparlamentare» inviato a ciascun membro.

Il credito rimanente serve per i biglietti aerei e gli onorari dei delegati alle Conferenze. Il credito non è sempre sufficiente per consentire al Parlamento di partecipare alle riunioni dell'UI, onde talvolta è necessario ricorrere ai contributi preventivati per le visite reciproche con Parlamenti stranieri.

Per contro, non è pagata la diaria, versata giusta l'articolo 2 capoverso 3 del decreto federale del 28 giugno 1972 concernente la legge sulle indennità parlamentari, per le attività svolte all'estero.

Poiché non sono completamente indennizzati, i delegati devono sopportare spese non indifferenti quando le conferenze hanno luogo in città in cui il costo della vita è elevato.

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Situazione futura

L'applicazione dell'articolo 9a capoverso 2 della legge sulle indennità parlamentari, giusta il quale i delegati saranno indennizzati come i membri delle commissioni, comporterà un aumento delle spese di circa 34 000 franchi. 32 000 franchi sono destinati alle diarie, pari a 250 franchi, di otto delegati per otto giorni durante le due conferenze annue; 2000 franchi corrispondono alle indennità per i due rappresentanti alla riunione preparatoria del Gruppo delle nazioni democratiche «Dieci più» (250 fr. x 2 delegati x 2 giorni x 2 conferenze). D'altro canto non saranno più riscosse le quote annue di 15 franchi da ogni membro del gruppo; ne consegue una diminuzione delle entrate di 2445 franchi (163 membri).

L'adozione del decreto federale non ha ripercussioni sull'effettivo del personale.

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Année Anno Band

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Volume Volume Heft

25

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Numéro d'affaire Numero dell'oggetto Datum

01.07.1986

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467-477

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