01.012 Messaggio concernente la concessione di un credito quadro alla fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri» per gli anni 2002-2006 del 14 febbraio 2001

Onorevoli presidenti e consiglieri, Con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, il progetto di decreto federale concernente la concessione di un credito quadro alla fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri» per gli anni 2002-2006.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

14 febbraio 2001

In nome del Consiglio federale svizzero: Il presidente della Confederazione, Moritz Leuenberger La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-Hotz

1380

2001-0067

Compendio La Fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri» è stata istituita dalla Confederazione nel 1997. La sua missione consiste nel garantire e nel migliorare le condizioni di vita della popolazione nomade in Svizzera e nel contribuire a preservare l'identità culturale di questa minoranza, per lungo tempo discriminata e perseguitata nel nostro Paese. La Fondazione è stata dotata di un capitale di fondazione di un milione di franchi e di un primo credito quadro di 750 000 franchi per cinque anni come contributo per la gestione.

In seno alla Fondazione i rappresentanti dei nomadi collaborano con i delegati dei diversi livelli dell'ente pubblico. In questi ultimi anni la Fondazione ha affrontato vari problemi urgenti concernenti segnatamente le aree di sosta e di transito, la concessione di autorizzazioni per l'esercizio di un'arte o di un mestiere e il transito della popolazione nomade straniera attraverso la Svizzera durante il periodo estivo.

Inoltre, in questa fase iniziale, vi era la necessità di gettare le basi per una collaborazione fruttuosa, instaurando in seno al Consiglio di Fondazione un clima di fiducia reciproca tra i rappresentanti delle autorità e dei nomadi. Ora bisogna consentire alla Fondazione di continuare il suo lavoro su una base consolidata e di sviluppare nuove attività.

Vista la legge federale del 7 ottobre 1994 (RS 449.1) concernente la Fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri» (art. 3 cpv. 2), con il presente disegno di decreto vi proponiamo di concedere alla Fondazione un nuovo credito quadro di 750 000 franchi per gli anni 2002-2006.

1381

Messaggio 1

Parte generale

1.1

Situazione iniziale

1.1.1

Informazioni sull'origine della Fondazione

Dalla fine dell'operazione assistenziale «Kinder der Landstrasse», nella quale oltre 600 bambini nomadi furono strappati ai loro genitori tra il 1926 e il 1973, la Confederazione si è occupata a più riprese della difficile situazione della minoranza nomade in Svizzera. Nel 1983 una commissione di studio istituita dal Dipartimento federale di giustizia e polizia ha pubblicato il rapporto «I nomadi in Svizzera. Situazione, problemi, raccomandazioni». Questo rapporto ha, per la prima volta, adottato una posizione critica in merito all'operazione «Kinder der Landstrasse» e ha sottolineato la necessità di una comprensione critica del nostro passato. Esso ha sollevato pure la questione della situazione dei nomadi in quell'epoca ed esposto dettagliatamente i loro problemi (aree di sosta e di transito in numero insufficiente, libertà di lavoro ostacolata dalla diversità delle leggi cantonali sull'esercizio di un'attività commerciale e di disciplinamento delle autorizzazioni, formazione e scolarità obbligatorie lacunose durante la stagione di viaggio, mancanza di riconoscimento della cultura e dei costumi dei nomadi). Inoltre nel rapporto sono state formulate raccomandazioni all'indirizzo della Confederazione e dei Cantoni.

Nel 1990 la Commissione della sicurezza sociale del Consiglio nazionale si è interessata a queste problematiche e ha istituito un gruppo di lavoro, in cui tutti i gruppi erano rappresentati, che ha elaborato una proposta in collaborazione con l'Ufficio federale della cultura; questa proposta è stata sottoposta al Consiglio sotto forma di iniziativa parlamentare. La Commissione è giunta alla conclusione che i nomadi svizzeri costituiscono una minoranza culturale a pieno titolo che va riconosciuta alla stessa stregua delle altre minoranze. Essa ha inoltre considerato che è indispensabile agire nell'insieme del Paese per risolvere i principali problemi dei nomadi e che è necessario in particolare migliorare la collaborazione intercantonale e intercomunale. Non intendeva tuttavia proporre un trasferimento di competenze tra Confederazione, Cantoni e Comuni, quanto piuttosto l'utilizzazione ottimale e coordinata delle competenze proprie a ogni livello.

«Ad eccezione dell'entrata dei nomadi in Svizzera, tutto ciò che concerne questo gruppo di popolazione è di competenza dei Cantoni e dei Comuni, i quali però, di regola, intraprendono ben poco a loro favore. La Confederazione assume tuttavia una parte delle responsabilità riguardo alle condizioni generali e ad alcune misure di grande portata; in questo contesto essa può svolgere un'importante funzione di coordinamento.»1 La Commissione ha proposto d'istituire una fondazione indipendente mediante legge federale, in seno alla quale le autorità di diversi livelli e i nomadi possano collaborare e che, in qualità di organo di coordinazione a livello federale, avrebbe il compito di elaborare soluzioni fondate su un ampio consenso per i problemi sum1

Iniziativa parlamentare Fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri». Rapporto della Commissione della sicurezza sociale del 28 agosto 1991 (FF 1991 IV 401).

1382

menzionati. La Fondazione è stata concepita come un'offerta proposta ai Cantoni e ai Comuni. Durante i negoziati si è constatato che i Cantoni principalmente interessati e l'Associazione dei Comuni e delle Città accoglievano favorevolmente la creazione di una simile fondazione, segnatamente per la sua funzione di mediatrice e di sostegno in materia di comunicazione. Nel 1991, la Commissione ha sottoposto al Consiglio nazionale il suo rapporto unitamente a un disegno di legge sulla creazione di una fondazione la cui missione non doveva consistere nell'analizzare il passato, ma nell'affrontare i problemi esistenti e futuri dei nomadi svizzeri.

L'obiettivo generale della Fondazione è formulato nell'articolo 1 del progetto di legge: «La Confederazione sostiene la Fondazione di diritto privato «Un futuro per i nomadi svizzeri» onde assicurare e migliorare le condizioni di vita e preservare l'identità culturale della popolazione nomade.» In occasione del dibattito parlamentare successivo la maggioranza non ha contestato questo obiettivo. Ciononostante né la legge né il progetto dell'atto di fondazione sono riusciti a convincere tutti. Anche i nomadi hanno formulato riserve, segnatamente per quanto concerne i punti seguenti: ­

il progetto di atto di fondazione conteneva una disposizione che incaricava la Fondazione dell'allestimento e della gestione delle aree di sosta e di transito. Su raccomandazione delle Commissioni incaricate dell'esame preliminare del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati i compiti e la responsabilità giuridica della Fondazione sono state limitati e si è rinunciato questa disposizione. I nomadi avrebbero potuto interpretarla come un tentativo di messa sotto tutela; le gestione delle aree di sosta e di transito è infatti di loro competenza.

­

Il Parlamento non è entrato nel merito della richiesta di concedere la maggioranza del Consiglio di Fondazione ai nomadi. La nuova Fondazione non doveva infatti rappresentare esclusivamente gli interessi dei nomadi, poiché questa missione incombe all'organizzazione mantello dei nomadi svizzeri, la Radgenossenschaft der Landstrasse, già sostenuta dalla Confederazione. Essa doveva piuttosto rappresentare un complemento indispensabile alla Radgenossenschaft, ossia un'istituzione per mezzo della quale lo Stato intende, in collaborazione con i nomadi, assumere le proprie responsabilità nei confronti di questa minoranza culturale. I compiti della Radgenossenschaft e quelli della Fondazione sono chiaramente distinti. La Radgenossenschaft fornisce un aiuto diretto e immediato ai nomadi per quanto concerne i loro problemi quotidiani, mentre la Fondazione ha lo scopo di mettere a disposizione un'infrastruttura di base per favorire il contatto tra nomadi e autorità.

Le ricerche sulla storia dell'operazione assistenziale «Kinder der Landstrasse», non hanno legami istituzionali con la Fondazione, ma sicuramente legami oggettivi. Il Dipartimento federale degli interni (DFI) ha pubblicato nel 1998 lo studio storico sui «Kinder der Landstrasse» (Roger Sablonier, Walter Leimgruber, Thomas Meier) e ha consultato i Cantoni a questo proposito in occasione di una riunione che si è svolta nel dicembre 1998. I Cantoni si sono espressi dettagliatamente, sia sul progetto di proseguire le ricerche sulla storia dell'operazione assistenziale, sia sui miglioramenti da apportare all'attuale situazione dei nomadi. I risultati di questa consultazione e le misure previste dal DFI sono stati presentati nel febbraio 2000 al Consiglio federale, ai Cantoni e al pubblico. Nei risultati sono contenute le proposte 1383

dei Cantoni per coordinare gli sforzi in materia di ricerche storiche a livello cantonale, nonché informazioni sulla situazione attuale dei nomadi sul loro territorio.

Inoltre è stato sottolineata a più riprese la necessità di migliorare lo scambio di informazioni tra i Cantoni e di prendere misure coordinate (cfr. n. 1.2).

1.1.2

Istituzione e composizione della Fondazione

La legge federale concernente la Fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri» (legge) è entrata in vigore il 7 ottobre 1994. Per il DFI, che aveva l'incombenza d'istituire la Fondazione, era importante ripartire i posti di rappresentanti in modo da garantire il contatto con gli organismi intercantonali e intercomunali e per consentire alle proposte formulate dalla Fondazione di esercitare un'influenza reale.

Trovare rappresentanti adeguati si è rivelata un'impresa difficile e duratura; i membri del Consiglio di Fondazione sono stati infatti nominati alla fine del 1996 e si sono potuti mettere al lavoro solo nel maggio del 1997, dopo la firma dell'atto di fondazione.

La Conferenza dei Capi dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia e la Conferenza dei Direttori cantonali degli affari sociali hanno designato ciascuna un rappresentante per i Cantoni. I Comuni sono rappresentanti da due membri dell'Associazione dei Comuni svizzeri, la Confederazione dall'Ufficio federale della cultura (UFC) e dal Segretariato di Stato dell'economia (Seco, ossia l'ex UFIAMT, Ufficio federale dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro) e i nomadi da cinque rappresentanti, tutti membri della «Radgenossenschaft der Landstrasse». Il consigliere di Stato Werner Niederer, capo del Dipartimento di giustizia del Cantone di Appenzello esterno ha accettato di essere il primo presidente del Consiglio di Fondazione.

1.1.3

Strutture e finanziamento della Fondazione

Il Consiglio di Fondazione è composto da undici membri (cfr. allegato: organi della Fondazione) scelti dal DFI, su proposta del Consiglio di Fondazione. Esso beneficia dell'appoggio di una segreteria indipendente, professionale e indennizzata di conseguenza, la cui direzione è affidata a Urs Glaus, dottore in giurisprudenza, avvocato a San Gallo. La Fondazione è posta sotto la vigilanza del DFI ed è tenuta a rendergli conto ogni anno delle sue attività e della sua gestione finanziaria.

Nel 1997 la Confederazione ha messo a disposizione della Fondazione l'importo di un milione di franchi a titolo di capitale di Fondazione (art. 2 legge) e ha concesso un contributo per la gestione di 750 000 franchi sotto forma di un credito quadro per i cinque primi anni (art. 3 legge). Per le spese correnti la Fondazione utilizza in primo luogo il contributo per la gestione e in seguito il reddito del capitale della Fondazione e, conformemente al regolamento interno, le eventuali donazioni. Essa può ricorrere al capitale solo in casi eccezionali e con il consenso di tre quarti dei membri del Consiglio di Fondazione.

1384

1.1.4

Mandato e obiettivi

La legge riconosce per la prima volta ai nomadi lo statuto di minoranza culturale svizzera a pieno titolo. La Fondazione ha, secondo la legge, l'obiettivo di contribuire a migliorare le condizioni di vita dei nomadi. Attiva sul piano nazionale e indipendente dall'amministrazione, la Fondazione deve promuovere il dialogo tra le parti interessate e cercare soluzioni rapide e non burocratiche in caso di conflitto. I suoi obiettivi sono definiti nell'atto di fondazione.

Essa intende in primo luogo promuovere la collaborazione intercantonale e intercomunale per quanto concerne: a.

la messa a disposizione e l'amministrazione delle aree di sosta e aree di transito,

b.

l'accesso facilitato all'attività professionale,

c.

l'educazione primaria, secondaria e terziaria,

d.

le misure generali miranti ad assicurare e a migliorare le condizioni di vita della popolazione nomade della Svizzera.

Per assolvere questo mandato la Fondazione deve collaborare con le istituzioni e le associazioni di nomadi già esistenti e con le amministrazioni della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni. In mancanza di istituzioni o associazioni atte ad assumere determinati compiti o se i loro mezzi finanziari non sono sufficienti, la Fondazione può agire di sua iniziativa.

1.1.5

Attività della Fondazione

La Fondazione ha iniziato i lavori nell'estate del 1997. Essa da allora si è principalmente consacrata al problema della mancanza di aree di sosta e di transito. La segreteria funge da indirizzo di contatto e, su richiesta, offre assistenza e consulenza.

Soprattutto i nomadi e i Comuni hanno beneficiato di questo aiuto, per esempio in caso di minaccia di espulsione di nomadi da certi Comuni, in caso di difficoltà a trovare aree di sosta o di transito, oppure per problemi legati alla scolarità obbligatoria dei bambini. La segreteria prepara le sedute del Consiglio di Fondazione e del Comitato con il presidente (sei sedute annue per ciascuno dei due organi), è responsabile dell'investimento del capitale della Fondazione, rappresenta la Fondazione nei rapporti con l'esterno e accompagna i progetti in corso (perizia sulla pianificazione del territorio, statuto giuridico dei nomadi, Expo.02). Una parte importante dei compiti della segreteria consiste nel coordinare le attività della Fondazione con quelle della altre organizzazioni di nomadi, in particolare la Radgenossenschaft der Landstrasse e la Missione zigana.

La Fondazione, in stretta collaborazione con la Radgenossenschaft der Landstrasse, si è dedicata a un grande progetto che riflette un'importante preoccupazione dei nomadi. Visto che i nomadi devono disporre di un numero sufficiente di aree di sosta e di transito per poter vivere secondo la loro cultura, la Fondazione ha incaricato un ufficio di pianificazione del territorio di eseguire una perizia per recensire le aree disponibili e valutare i bisogni di aree supplementari. Le ricerche attualmente in corso rivelano che le aree che già esistono non sono sufficientemente equipaggiate e che è urgente crearne altre in numerose regioni svizzere. Questa perizia consente di valutare la situazione giuridica nel settore dell'ordinamento del territorio e dei piani 1385

e di mostrare ai servizi di pianificazione cantonali e comunali che è possibile creare delle aree senza troppe difficoltà e senza troppe spese. La Fondazione e le organizzazioni dei nomadi possono pure beneficiare di questa perizia per fondare con precisione e obiettività i bisogni dei nomadi in materia di aree di soggiorno. La Fondazione sta preparando un elenco di misure da prendere in questo ambito, all'attenzione della Confederazione, dei Cantoni e per uso proprio.

I problemi continuano a porsi soprattutto a livello comunale, al momento di concretare i progetti di aree di sosta e di aree di transito. Sono rari i Comuni pronti a presentare un'offerta sufficiente e, in questi ultimi anni, i cittadini hanno rifiutato a più riprese i progetti dei Comuni, in votazione o referendum, ad eccezione del Comune di Buech (BE). I nomadi continuano a essere inviati in aree provvisorie e non ufficiali non adeguate ai loro bisogni, entrando così in conflitto con la legge sulla pianificazione del territorio o con i piani di utilizzazione. A questo proposito la Fondazione si è espressa più volte pubblicamente, segnatamente nell'autunno 1998 in occasione dell'inaugurazione della nuova area di sosta a Buech e nell'estate 2000, dopo l'esito negativo della votazione sul progetto di un'area di sosta nel Comune di Versoix (GE). La Fondazione e la Commissione federale contro il razzismo (CFR) hanno allora sottolineato il pericolo rappresentato dalle utilizzazioni abusive dei diritti democratici per la discriminazione delle minoranze; esse osservano con preoccupazione lo sviluppo di tali fenomeni. Va anche menzionata l'eccellente collaborazione tra la CFR e la Fondazione. Il 3 novembre 2000 la Fondazione ha inoltre organizzato un colloquio a cui hanno partecipato i rappresentanti di quasi tutti i Cantoni e di numerosi Comuni. In occasione di questa giornata la Fondazione ha presentato le proprie attività e ha consentito a tutti i partecipanti di discutere sulle esperienze fatte nei loro Cantoni o Comuni e sulle soluzioni che avevano proposto.

Vi è stato così un proficuo scambio di opinioni e di esperienze. La Fondazione, in considerazione di un desiderio generalizzato, si propone di istituzionalizzare tali giornate.

La Fondazione continua a occuparsi minuziosamente dei problemi che sorgono al momento del transito di nomadi stranieri in estate, poiché la situazione si è aggravata in varie regioni e i conflitti hanno ripercussioni dirette sulla situazione della popolazione nomade in Svizzera (consolidazione dei pregiudizi, chiusura delle aree). Il problema principale resta la mancanza di aree di transito convenientemente equipaggiate per carovane da 60 a 80 veicoli nei pressi delle strade di passaggio nella Svizzera meridionale e occidentale. Questa carenza cagiona l'occupazione illegale dei terreni e le conseguenze conosciute. Per rimediare a questo problema la Fondazione ha redatto, all'attenzione del DFI, un rapporto che presenta una lista di misure da prendere e ha tentato di negoziare con vari Comuni. Su iniziativa della Fondazione il DDPS si è impegnato a più riprese affinché le aree di istruzione dell'esercito che non sono utilizzate, siano messe a disposizione durante l'estate per un periodo limitato. Finora queste iniziative non hanno tuttavia dato risultati, giacché non si sono potute utilizzare le aree o i Comuni interessati non hanno dato il permesso. Quale misura d'urgenza i rappresentanti dei nomadi in seno alla Fondazione si offrono per fungere da mediatori in casi di conflitto tra nomadi stranieri e autorità.

Un'altra attività importante della Fondazione consiste nell'occuparsi dei regolamenti cantonali sul commercio itinerante, la cui grande disparità rappresenta un grande ostacolo all'attività professionale dei nomadi. Nel 1998 la Fondazione ha chiesto alla Commissione della concorrenza (ComCo) di eseguire una perizia a questo pro1386

posito. In seguito a questa richiesta la ComCo, fondandosi sugli obiettivi e le disposizioni della legge federale sul mercato interno, ha raccomandato ai Cantoni di rivedere la loro prassi e di riconoscere le autorizzazioni degli altri Cantoni. Da parte loro i Cantoni hanno auspicato che si rimedi all'attuale frammentazione delle disposizioni giuridiche in merito e hanno accolto favorevolmente l'idea di un'armonizzazione della legislazione sul commercio itinerante a livello federale. Sono attualmente in esame un messaggio e un progetto di legge federale sul commercio itinerante2 che tengono conto di questi auspici e che sono suscettibili di migliorare sostanzialmente la situazione dei nomadi, ossia il gruppo di persone più interessato. Nell'ambito della procedura di consultazione la Fondazione ha preso posizione sul progetto di legge, approvandolo espressamente.

La Fondazione si è pure impegnata perché i nomadi siano presi in considerazione nell'esposizione nazionale Expo.02. In vari colloqui con la Direzione artistica, la Fondazione si è dichiarata pronta a partecipare finanziariamente a un eventuale progetto in questo senso. Essa ritiene infatti che l'Expo sia un'occasione unica per gran parte della popolazione di familiarizzarsi con il modo di vita dei nomadi, di combattere in questo modo i pregiudizi e di promuovere la tolleranza verso questa minoranza culturale del nostro Paese. Con ogni probabilità i nomadi organizzeranno una manifestazione culturale della durata di tre o cinque giorni; essa avrà lo scopo di presentare la loro cultura e consentirà alla popolazione sedentaria di incontrare e conoscere la popolazione nomade.

1.1.6

Aspetti finanziari

La Fondazione dispone di un capitale di un milione di franchi e di un contributo annuo per la gestione di 150 000 franchi. Finora le attività della Fondazione hanno richiesto, per il Consiglio di Fondazione e la segreteria che sono stati fortemente sollecitati, l'impiego di metà del contributo per la gestione. Questo utilizzo delle risorse finanziarie è dovuto al fatto che lo scopo della Fondazione può essere raggiunto innanzitutto per mezzo del lavoro dei membri del Consiglio di Fondazione e della segreteria, ossia con un'intensa collaborazione tra tutti i livelli dei poteri politici e i nomadi. Il resto delle risorse è stato destinato a contributi per progetti, pubblicazioni e crediti d'incoraggiamento. Dei 150 000 franchi consacrati negli ultimi due anni a questo genere di contributi, quasi 60 000 sono stati destinati al rapporto summenzionato sui bisogni dei nomadi in materia di aree di soggiorno e 27 000 al Centro di cultura zigana di Zurigo, sostenuto dalla Radgenossenschaft. Sono inoltre state costituite riserve per progetti in via di realizzazione, per esempio per la presentazione della cultura dei nomadi nell'ambito dell'Expo.02.

1.2

Valutazione critica della situazione iniziale

Negli ultimi anni, come già menzionato, la Fondazione si è dedicata a vari problemi urgenti, adoperandosi segnatamente per la creazione di aree di sosta e di transito, per la concessione di autorizzazioni per l'esercizio di un'arte o di un mestiere e per il transito attraverso la Svizzera di nomadi stranieri. In questa fase di organizzazione

2

Messaggio del 28 giugno 2000 (FF 2000 3629).

1387

era necessario porre le basi di una collaborazione fruttuosa creando in seno al Consiglio di Fondazione un clima di fiducia reciproca tra i rappresentanti delle autorità e dei nomadi. La Fondazione vi è riuscita: i nomadi gradiscono di avere la possibilità di rivolgersi direttamente alle persone che rappresentano i vari livelli dell'ente pubblico e ne fanno volentieri uso. Nelle situazioni di conflitto si interviene spesso a livello politico a favore dei nomadi, rapidamente e senza complicazioni burocratiche.

I primi tempi è stato difficile assicurare la funzione di coordinamento tra le diverse autorità pubbliche che la Fondazione doveva esercitare. In particolare si constata che i rappresentanti dei Cantoni e dei Comuni non sono ancora riusciti a esercitare tutta l'influenza desiderata presso le autorità da cui dipendono. La Fondazione raddoppierà gli sforzi su questo punto. Per trovare soluzioni ai problemi concreti essa dovrà sfruttare meglio i contatti con le autorità intercantonali e intercomunali. La capacità d'intervento della Fondazione ha tuttavia i suoi limiti, poiché alla luce della ripartizione delle competenze e delle basi legali quest'ultima non può, per quanto concerne le proprie attività, imporre nessun obbligo alla Confederazione, ai Cantoni o ai Comuni.

Dopo un colloquio specialistico sullo studio storico consacrato all'operazione assistenziale «Kinder der Landstrasse», il DFI ha lanciato una consultazione presso i Cantoni; questi ultimi si sono dichiarati pronti a contribuire non solo alla comprensione critica del passato, ma anche al miglioramento della situazione attuale dei nomadi. Questa consultazione ha pure rivelato che la Fondazione e la sua funzione di istituto di assistenza a livello federale è ancora troppo poco conosciuta a livello cantonale. Ciononostante i Cantoni ripongono grandi speranze nell'azione della Fondazione: essa è considerata uno strumento importante suscettibile di consentire il miglioramento della situazione dei nomadi. Il Consiglio di Fondazione ha studiato minuziosamente i risultati della consultazione e ha integrato i suggerimenti e gli auspici dei Cantoni nel programma di lavoro della Fondazione. Il colloquio del 3 novembre 2000 summenzionato rappresenta certamente il debutto di una cooperazione a lungo termine.

La Fondazione offre una grande
possibilità, in quanto permette alla Confederazione, ai Cantoni e ai Comuni di lavorare insieme ai nomadi e dunque di mettere così a frutto, coordinandole, le competenze specifiche di ogni partecipante, invece di scaricarsi vicendevolmente i problemi. In futuro questa possibilità andrà sfruttata ancora meglio. Tuttavia solamente la Confederazione è in grado di dare alla Fondazione i mezzi materiali per proseguire il proprio lavoro su una base solida, per intensificarlo e per sviluppare sempre nuove attività suscettibili di far presa sull'opinione pubblica. Per raggiungere questi obiettivi è indispensabile che la Confederazione accordi un nuovo credito quadro per il prossimo periodo quinquennale.

2

Parte speciale: commento al progetto di decreto federale

L'articolo 1 fissa l'importo totale dei contributi annui per la gestione concessi alla Fondazione per il periodo 2002-2006, sotto forma di credito quadro. Si tratta di un importo massimo. I contributi annui saranno fissati in funzione delle richieste presentate dalla Fondazione nel preventivo. Il periodo quinquennale corrisponde a

1388

quanto disposto dall'articolo 3 della legge federale del 7 ottobre 19943 concernente la Fondazione «Un futuro per in nomadi svizzeri».

L'articolo 2 determina la forma dell'atto ai sensi dell'articolo 163 capoverso 2 Cost.

Si tratta della concessione di un credito che si fonda su una base legale; questo atto prende dunque la forma del decreto federale semplice e non sottostà al referendum.

3

Ripercussioni

3.1

Ripercussioni finanziarie, sull'effettivo del personale e sulle risorse informatiche

3.1.1

Per la Confederazione

Il credito quadro concesso alla Fondazione ammonta a 750 000 franchi per cinque anni, ossia dal 2002 al 2006. I fondi necessari sono iscritti nel piano finanziario. Il progetto non incide sullo stato del personale e sulle risorse informatiche.

3.1.2

Per i Cantoni e i Comuni

Il progetto non avrà ripercussioni finanziarie per i Cantoni e i Comuni.

4

Programma di legislatura

Le progetto è annunciato nel Rapporto del 1° marzo 2000 sul Programma della legislatura 1999-2003 (allegato 2 n. 3.2, Equilibrio regionale, rubrica Crediti d'impegno e limiti di spesa, FF 2000 2099).

5

Basi legali

La richiesta di credito si fonda sull'articolo 3 capoverso 2 della legge federale del 7 ottobre 19944 concernente la Fondazione «Un futuro per in nomadi svizzeri».

L'articolo 167 Cost. prevede la competenza dell'Assemblea federale per determinare le spese della Confederazione.

3 4

RS 449.1 RS 449.1

1389

Allegato

Organi della fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri» Membri del Consiglio di Fondazione Presidente Werner Niederer

Consigliere di Stato del Cantone di Appenzello Esterno

Herisau

Ufficio federale della cultura

Berna

Vicepresidente vacante, fino al 31.7.2000 Stefanie Brander

Altri membri del Consiglio di Fondazione May Bittel

Missione zigana

Claudio Candinas

Dipartimento di Giustizia, Polizia e Sanità

Coira

del Cantone dei Grigioni Robert Huber

Radgenossenschaft der Landstrasse

Zurigo

Daniel Huber

Radgenossenschaft der Landstrasse

Balsthal

Johann Moser-Graf

Radgenossenschaft der Landstrasse

Geuensee

Sigisbert Lutz

Associazione dei Comuni Svizzeri

Berna

Max Läubli

Radgenossenschaft der Landstrasse

Claro

Markus Metz, dott. in giurisprudenza

Associazione dei Comuni Svizzeri

Binningen

Guido Sutter, dott. in giurisprudenza

Segretariato di Stato all'economia

Berna

Segreteria Urs Glaus, dott. in giurisprudenza, San Gallo Organo di controllo Controllo federale delle finanze 2591

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