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76.030 Messaggio del Consiglio federale all'Assemblea federale concernente l'iniziativa popolare per la lotta contro il rincaro (Iniziativa antirincaro) (Del 15 marzo 1976)

Onorevoli presidente e consiglieri, Abbiamo l'onore di sottoporvi un messaggio concernente l'iniziativa popolare per la lotta contro il rincaro (Iniziativa antirincaro) che la Ditta Denner S.A. di Zurigo ha depositato il 21 marzo 1974, sostenuta da 62916 firme valide.

L''iniziativa Denner (detta in seguito «iniziativa») è riuscita per quanto riguarda la forma, secondo la decisione della Cancelleria federale del 13 maggio 1974 (FF 7974 11315).

1 Riassunto 11 Testo dell'iniziativa L'iniziativa è presentata sotto la forma di un progetto elaborato (art.

121 cpv. 6 Cosi.) ed è formulata come segue*>: Le disposizioni transitorie della Costituzione federale sono completate da un nuovo articolo 13 che ha il seguente tenore:

Paragrafo 1 La Confederazione costituisce un Fondo di solidarietà federale destinato alla lotta contro il rincaro. Per la gestione di questo Fondo, il Consiglio federale elegge un Consiglio di direzione composto di 13 membri, ])

Diamo qui il testo italiano presentato dagli iniziatori

1976 -- 171

534 che rappresentano in modo equo le organizzazioni economiche interessate.

Il presidente, i due vice presidenti e i dieci membri sono eletti ogni volta Der un periodo periodo di quattro Quattro anni.

per anni Paragrafo 2 II capitale del Fondo deve servire, con i suoi finanziamenti, a stabilizzare i prezzi degli affitti e dei beni e servizi vitali.

Tali misure comprendono particolarmente: a) La concessione di prestiti ai proprietari fondiari per facilitare la costruzione di nuovi edifici locativi comprendenti degli appartamenti a prezzi moderati e degli alloggi per persone anziane. Tali prestiti possono essere concessi fino a concorrenza del 100% del valore commerciale delle unità di alloggi e devono essere concessi in condizioni che impediscano il rincaro degli affitti in tali edifici.

b) La concessione di prestiti ammortizzabili, fino a concorrenza del 100% del valore commerciale, alle persone fisiche desiderose di acquistare un appartamento in proprietà privata per il loro uso personale. Il tasso d'interesse di tali prestiti senza ammortamenti non supera l'affitto che si potrebbe esigere per un appartamento locativo equivalente.

e) La concessione di prestiti ammortizzabili, concessi ad un tasso d'interesse vantaggioso, per case a prezzi moderati, per costruzioni agricole così come per il miglioramento delle condizioni di alloggio nelle regioni di montagna.

d) La concessione di prestiti ad un tasso d'interesse vantaggioso per la costruzione di ospedali, asili ed alloggi per persone anziane, pur che siano edificati per uno scopo d'interesse comune.

e) La concessione di prestiti senza interessi agli asili per ammalati, pur che siano edificati per uno scopo d'interesse comune.

f) La concessione di prestiti ad un tasso d'interesse vantaggioso ai Cantoni ed ai comuni allo scopo di facilitare i lavori di sistemazione del territorio e gli altri lavori relativi all'infrastnittura, pur che rispondano ad un bisogno pubblico urgente.

g) La concessione di prestiti a interessi vantaggiosi per l'acquisizione di beni o di diritti fondiari in cambio di una promessa di costruzione di alloggi ad affitti moderati.

h) L'acquisto di beni immobiliari per conto del Fondo allo scopo d'escludere la speculazione fondiaria e d'incoraggiare i progetti d'urbanizzazione su grande scala sempre tenendo conto degli obiettivi di ordinamento del territorio.

I capitali di Fondo non possono in alcun caso essere utilizzati per appartamenti di lusso, le ville di lusso e le residenze secondarie.

Paragrafo 3 II Fondo è alimentato da: a) Un'imposta d'esportazione che può raggiungere il 5% del valore della mercé franco frontiera, pagabile su ogni mercé esportata in libera circolazione dalla Svizzera, così come sul plusvalore delle merci in transito lavorate in Svizzera.

b) Una tassa d'espansione annuale basata sull'aumento del profitto netto delle persone fisiche e morali di diritto privato iscritte al registro del

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commercio, a condizione che quest'aumento raggiunga un minimo di franchi 500 000 rispetto all'anno precedente. Per un aumento fino a 10 milioni di franchi, tale tassa può raggiungere al massimo 10%, per un aumento di più di 10 milioni di franchi, al massimo 20%. Le imprese che esercitano un'influenza dominante diretta o indiretta su altre imprese di diritto privato con sede in Svizzera sono ugualmente tassabili per queste ultime, sempre che quelle non siano loro stesse sottomesse alla tassa.

Le imprese che, secondo le disposizioni sopra menzionate, dovrebbero versare simultaneamente la loro tassa d'esportazione hanno l'obbligo di pagare soltanto il più alto dei due montanti.

e) Una tassa d'investimento che può raggiungere fino al 10% delle spese di costruzione dei lavori pubblici e di genio civile per i lavori iniziati o terminati dopo l'accettazione dell'iniziativa popolare.

Sono esonerati di questa tassa: - La costruzione di alloggi dall'affitto moderato, di alloggi e asili per persone anziane così come ospedali di ogni tipo.

Con lo scopo d'influire sul volume degli investimenti, il Consiglio federale può, all'occorrenza, promulgare una disposizione complementare.

Tale disposizione obbligherebbe le persone fisiche e morali di diritto privato iscritte al registro del commercio a finanziare con i mezzi propri una parte, ma al massimo il 50% dei fondi da investire nella costruzione, l'attrezzatura e le partecipazioni, ciò nel momento in cui il totale di questi investimenti supera franchi 1 000000 per anno. Nel caso le spese d'investimento non fossero ammortite, i fondi propri dovranno figurare nel bilancio annuale delle persone fisiche e morali in questione.

Paragrafo 4 II Fondo ha il diritto di procurarsi dei capitali supplementari a concorrenza del triplo del montante dei fondi propri, contrattando prestiti ed emettendo obbligazioni le quali dovranno essere garantite dalla Confederazione. In caso di controllo delle emissioni, le obbligazioni del fondo hanno una precedenza sugli altri crediti. In accordo con il Consiglio di direzione del Fondo, il Consiglio federale può decidere l'esonero del Fondo dalla cedolare, così come eventuali restrizioni di piazzamento.

Paragrafo 5 Sono esonerati dell'obbligo di finanziamento parziale degli investimenti - le persone per le quali questa imposizione costituirebbe un onere difficilmente sopportabile - le persone la cui attività contribuisce ad un'opera importante di benessere pubblico.

Sono esclusi dell'obbligo di finanziamento parziale degli investimenti con fondi propri: - gli investimenti per la costruzione di alloggi a prezzi moderati

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D'accordo col Consiglio di direzione del Fondo, il Consiglio federale è autorizzato a: - esonerare certe merci dalla tassa d'esportazione - escludere altre costruzioni dall'obbligo di finanziamento parziale degli investimenti - ribassare, aumentare o annullare provvisoriamente le diverse tasse di livello tenendo conto della situazione economica, del mercato dell'alloggio e dei bisogni finanziari del Fondo - esonerare altri investimenti dall'obbligo di finanziamento parziale da fondi propri.

Paragrafo 6 Nei Cantoni o nei comuni che verificano le condizioni d'esonero della partecipazione all'investimento, il Consiglio federale può, d'accordo col Consiglio di direzione del Fondo, fare dipendere tale esonero dall'equilibrio generale del bilancio. Lo stesso vale per la concessione di prestiti a tassi d'interesse vantaggiosi.

Paragrafo 7 Fino all'installazione di un equilibrio sui mercati dell'alloggio che si dovrà tradurre con degli affitti stabili ed un'insieme di appartamenti inoccupati di 0,5% almeno, il Consiglio federale, dopo accordo con il Consiglio di direzione del Fondo, ha il diritto di esigere una richiesta di autorizzazione per l'esecuzione dei progetti di costruzione privati e pubblici, e d'introdurre misure di controllo per il commercio immobiliare. I progetti di costruzione esonerati dalla partecipazione agli investimenti non sono sottomessi alla richiesta d'autorizzazione.

Paragrafo 8 Per quanto possibile, il Fondo concederà i suoi prestiti tramite una banca.

Paragrafo 9 Tutte le disposizioni promulgate in virtù del presente articolo costituzionale sono amministrate dalle disposizioni generali della legislazione sull' organizzazione giudiziaria federale.

Paragrafo 10 La contravvenzione alle disposizioni sul finanziamento parziale degli investimenti da fondi propri è passibile di multa. In caso di contravvenzione volontaria, la multa può raggiungere al massimo la totalità, in caso di contravvenzione per trascuratezza al massimo la metà dei fondi propri. Le contravvenzioni alle altre disposizioni del presente articolo sono passibili di multe fino a franchi 100 000, in caso di trascuratezza fino a franchi 50 000. Il Consiglio federale s'incarica di fissare le modalità di procedura penale Paragrafo 11 D'accordo col Consiglio di direzione del Fondo, il Consiglio federale promulga i regolamenti necessari all'esecuzione.

Paragrafo 12 Ogni anno, il Consiglio del fondo ed il Consiglio federale riferiscono all'Assemblea federale, sulle misure prese in virtù del presente articolo, e delle conseguenze che vi si riferiscono.

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Paragrafo 13 Le disposizioni del presente articolo rimangono valide fino all'entrata in vigore di un'ordine d'esecuzione in seguito ad una modificazione dell' articolo della Costituzione federale, l'obiettivo della quale deve consistere nell'equilibrare l'evoluzione congiunturale, prevenire la disoccupazione e lottare contro il rincaro.

II II presente articolo costituzionale entra in vigore con effetto immediato sin dalla data d'approvazione del popolo e degli stati all'iniziativa popolare.

Sono stati presentati i testi tedesco, italiano e francese; il testo tedesco è determinante. L'iniziativa è provvista di una clausola di ritiro.

Essendo state riscontrate molte divergenze fra l'originale tedesco e le versioni francese ed italiana, queste ultime sono state adattate, giusta l'articolo 22 capoverso 4 della legge sui rapporti fra i consigli, al testo tedesco che è determinante. Il testo italiano così corretto è riprodotto più sotto nel disegno di decreto, mentre qui innanzi abbiamo riprodotto il testo quale presentato dagli iniziatori.

12 Contenuto dell'iniziativa L'iniziativa chiede che sia creato un fondo federale di solidarietà destinato alla lotta contro il rincaro (cpv. 1). 11 fondo servirebbe a finanziare misure «prese per stabilizzare le pigioni e i prezzi delle merci e dei servizi di prima necessità». Queste misure riguardano la costruzione di abitazioni, l'aiuto in favore della costruzione di stabilimenti di pubblica utilità (ospedali case per persone anziane e case di cura), nonché la pianificazione del territorio (cpv. 2). Il fondo, che sarebbe alimentato da una tassa sulle esportazioni, una tassa detta d'espansione e una tassa sugli investimenti potrebbe inoltre contrarre prestiti ed emettere obbligazioni (cpv. 3 e 4). L'esonero dalle tasse è previsto in un determinato numero di casi particolari (cpv. 5 e 6). Inoltre, il mercato edilizio e quello immobiliare potrebbero essere sottoposti a un controllo (cpv. 7). Gli elementi determinanti della legislazione d'esecuzione -sono fissati dettagliatamente nel testo costituzionale (cpv. da 8 a 12). Infine, il fondo di solidarietà sarà mantenuto solo fino all'assunzione, nella legislazione per l'esecuzione del nuovo articolo congiunturale (art.

311uinquies Cost.), dei principi stabiliti dall'iniziativa (cpv. 13).

13 Riassunto del messaggio Dimostreremo in un primo capitolo consacrato agli scopi dell'iniziativa (cif. 31) che la meta che si sono prefissi i promotori di questa -- i cui principi sono senz'atro da difendere -- non sarebbe raggiungibile per la via preposta. Lungi dal contribuire alla lotta contro- il rincaro il «fondo di solidarietà» provocherebbe nuovi fattori d'inflazione. Le osservazioni sui

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compiti del fondo di solidarietà (cif. 32) mostrano che il diritto vigente offre già essenzialmente le basi richieste per le attività preconizzate.

La «raccolta dei mezzi» (cif. 33) destinati ad alimentare il fondo si farebbe innanzitutto tramite tasse, ciò che aggraverebbe ulteriormente la competitivita di vasti settori della nostra economia. Il finanziamento complementare per mezzo di prestiti e di mutui obbligatori non frenerebbe per nulla il rincaro, causando in ultima analisi l'inflazione. Il controllo del mercato edilizio e del commercio immobiliare (v. cif. 34) risponde essenzialmente a preoccupazioni d'ordine sociale e strutturale. Non potrebbe però contribuire in modo veruno alla lotta contro il rincaro.

Se da un lato le misure proposte dall'iniziativa non sarebbero affatto in grado, considerate nel loro assieme, di frenare il rincaro, dall'altro esse si opporrebbero agli sforzi oggi intrapresi per il rilancio dell'economia. Il Consiglio federale invita quindi il popolo ed i Cantoni a respingere l'iniziativa. Si può lottare più efficacemente contro il rincaro con i mezzi di stabilizzazione di cui già disponiamo tuttora e che ci verranno forniti da un nuovo articolo congiunturale. Non vi è perciò motivo di presentare un controprogetto.

2 Requisiti di validità Un'iniziativa popolare non può proporre di inserire nella Costituzione federale diverse disposizioni se non nel caso in cui esse abbiano come oggetto la stessa materia (unità della materia, art. 121, opv. 3 Cost.). Questa unità di materia è rispettata quando esiste uno stretto rapporto fra i singoli punti dell'iniziativa (art. 3 cpv. 2 della legge sulle iniziative).

La presente iniziativa adempie questo presupposto secondo l'interpretazione corrente che è piuttosto larga. Essa propone la creazione di un fondo federale di solidarietà e definisce in modo molto circostanziato i suoi compiti e le sue risorse. Soltanto -il previsto- controllo del mercato edilizio e del commercio immobiliare (cpv. 7) ha un legame molto debole con il fondo di solidarietà. Tuttavia esso riveste un'importanza secondaria e non è quindi stato preso in considerazione al momento dell'apprezzamento dell'unità della materia.

Ogni iniziativa deve anche rispettare l'unità della forma. Essa non può combinare le due forme previste dall'articolo 121 capoverso 4 della Costituzione federale e cioè la forma di proposta fatta in termini generali e quella di progetto elaborato nei dettagli (art. 3 cpv. 1 della legge sulle iniziative).

L'«iniziativa antirincaro» adempie altresì questa seconda condizione.

Essa non comporta suggerimenti d'ordine generale, ma regola invece quei minimi dettagli che normalmente dovrebbero inserirsi nella legislazione d'esecuzione.

539 3 Esame dell'iniziativa 31 Scopi II Consiglio federale sostiene per principio gli scopi che l'iniziativa si prefigge. Tuttavia nel suo messaggio sull'articolo congiunturale del 10 gennaio 1973 esso li aveva considerati in un più largo contesto. Lo Stato deve contribuire alla stabilizzazione dello sviluppo economico con mezzi adeguati alle circostanze. Occorre adottare tempestivamente misure appropriate contro i danni economici e sociali causati da! un rincaro continuo e da una disoccupazione diffusa. A quest'uopo è necessario adattare costantemente l'evoluzione della domanda totale effettiva a quella dell'offerta totale potenziale.

Siccome quest'ultima non può essere influenzata che minimamente a breve scadenza, occorre perseguire l'equilibrio congiunturale per mezzo della regolazione della domanda.

Secondo le concezioni attuali la regolazione della domanda dovrebbe dapprima essere fatta per il tramite della politica monetaria e di cambio, nonché di quella finanziaria. È compito della politica monetaria e di cambio di dirigere la massa monetaria in modo tale che la domanda di beni e di prestazioni di servizi non ecceda l'offerta reale e che in tal modo il livello generale dei prezzi rimanga stabile. Un rincaro totale è generalmente causato da una corrispondente estensione del flusso monetario nei confronti del flusso dei beni.

La politica di stabilizzazione del Consiglio federale è basata! sul rapporto innegabile che esiste fra la massa monetaria e l'evoluzione dei prezzi. A questo proposito essa differisce profondamente dalle idee dei promotori dell'iniziativa. Questi si lasciano guidare da una concezione piuttosto statica volendo diminuire i prezzi di certi beni e prestazioni di servizi per mezzo di una specie di trasferimento di redditi rispettivamente di sussidi. Il capo-verso 2 elenca gli scopi ai quali saranno destinate le risorse del fondo. Ora però si constata che l'elenco non concorda affatto con gli scopi definiti alle lettere da a a h, secondo i quali le risorse devono servire alla costruzione di abitazioni a prezzo modico, ospedali e case di cura, nonché per spese di infrastruttura dei Cantoni e dei comuni. Il fondo che i promotori propongono di creare è dunque motivato più da considerazioni politico-sociali che non da necessità legate ad una politica di stabilizzazione.

In nessun
caso si può affermare che il rincaro possa essere stato, nel passato, causato dall costruzione di abitazioni o dalle pigioni. Il rincaro edilizio e l'eccessiva richiesta di abitazioni, attualmente eliminata, erano piuttosto l'espressione di quell'instabilità congiunturale che era caratterizzata da una sovrabbondanza di liquidità e da serie prospettive d'inflazione.

Anche il prelievo di risorse atte ad alimentare il fondo (cap. 3) non contribuirebbe minimamente a regolare a lunga scadenza la massa moneta-

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ria, giacché queste risorse, in pratica, verrebbero nuovamente distribuite per un processo di ripartizione. Le tasse che dovrebbero frenare la domanda d'investimenti dell'economia privata sarebbero, fra l'altro compensate da nuove spese destinate al finanziamento della costruzione di abitazioni a prezzi modici. La conseguenze di simili deviazioni di fondi possono essere imprevedibili. A questo proposito citiamo solo i due esempi seguenti: limitando i suoi investimenti, la capacità di concorrenza della nostra industria di esportazione, già compromessa, diminuirebbe ulteriormente; aumentando la proporzione dei capitali propri per gli investimenti edilizi e di attrezzamento il nostro approvvigionamento d'energia subirebbe un rincaro.

Considerando il problema alla luce della politica economica occorre aggiungere che le tasse previste aumenterebbero i costi dell'industria di produzione oppure frenerebbero l'espansione della produzione e della produttività, ciò che a lunga scadenza provocherebbe un inasprimento del rincaro in tutti i settori in cui i prezzi non sono stati stabilizzati. Certe costruzioni di abitazioni e di infrastrutture sarebbero senza dubbio sovvenzionate. Tuttavia anche se si avesse la garanzia che queste riduzioni andrebbero, in ultima analisi, a favore del consumatore, la loro ripartizione sarebbe arbitraria. Anche nel caso di una forte costruzione annua di abitazioni la maggior parte della popolazione potrebbe disporre di abitazioni a prezzo modico solo dopo decenni. La perseguita riduzione delle pigioni non sarebbe quindi generale e non permetterebbe perciò di effettuare una riduzione relativa dei salari e degli oneri salariali, poiché essi sono in generale negoziati sulla base di contratti collettivi. L'aumento dei costi di produzione provocati dal prelievo delle tasse non sarebbe quindi compensato da una riduzione generale degli oneri salariali. Siccome anche la domanda globale non verrebbe mutata dalla ridistribuzione di certi elementi del reddito, l'aumento dei costi di produzione per unità si ripercuoterebbe senza dubbio,in ultima analisi, sull'aumento del livello dei prezzi.

Chi approfitterà di queste misure di ridistribuzione? Un ristretto numero di locatar che abiteranno in appartamenti a pigione modica, nonché l'industria edilizia; tuttavia l'iniziativa non risolve il problema della capacità ottimale di quest'ultima né di chi la fisserebbe. I suoi promotori sembrano volere, a questo proposito, adeguarsi alle leggi del mercato, anche se, per quanto concerne in particolare la costruzione di abitazioni, essi sono del parere che queste leggi non funzionino in modo adeguato.

Non deve infine essere trascurato un altro aspetto che è quello dell' importanza e del potere del fondo. Annualmente verrebbero investiti alcuni miliardi di franchi (da 3 a 5 miliardi circa). Questa somma in poco tempo sarebbe ad esempio maggiore dell'attivo del fondo di compensazione dell' AVS (di circa 11 miliardi di franchi). L'aumento annuo della sostanza del fondo sarebbe press'a poco equivalente a quello dei crediti concessi nel nostro Paese dall'assieme del sistema bancario svizzero. Non v'è alcun dubbio

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che in questo modo si farebbe un'acerrima concorrenza alle banche, soprattutto perché per un certo numero di operazioni i prestiti dovrebbero essere concessi sia a basso interesse, sia senza interesse.

Non si può dire con certezza se le tasse destinate ad alimentare il fondo modificherebbero in modo durevole il risparmio. Giudicando alla luce delle esperienze fatte nel passato, sembrerebbe però che l'attitudine al risparmio non sarebbe meno forte e che l'afflusso verso le banche di capitali deposti a lunga scadenza non diminuirebbe in modo apprezzabile finché lo sviluppo economico ed i redditi disponibili non diminuiscano sensibilmente. Tuttavia a causa della concorrenza fatta dal fondo ci si potrebbe attendere nelle operazioni di credito bancario una certa riduzione del tasso d'interesse che potrebbe a sua volta ripercuotersi sugli investimenti dell'economia e sul franco svizzero. Il fondo avrebbe in questo modo una forte ripercussione sul flusso del finanziamento della nostra economia, sugli interessi e quindi, sotto il regime dei cambi fluttuanti, sulla nostra moneta.

È necessario infine dedicare la maggiore attenzione, in un Paese federalista come la Svizzera, al problema della ripartizione della potenza economica. Un fondo che, dotato di un organo direttivo di soli tredici membri, avrebbe quasi la stessa potenza finanziaria di tutto il sistema bancario, costituirebbe senza alcun dubbio un elemento tendente ad aumentare la centralizzazione in un'economia liberale e regionale come la nostra. Dal punto di vista politico e federalista non si può ammettere che esso sia autonomo nella propria gestione e che non sia sottoposto ad alcun controllo parlamentare diretto. La presentazione di un rapporto di gestione non sostituirebbe la responsabilità diretta nei confronti del Parlamento. La completa autonomia del fondo nei riguardi del Consiglio federale e della Banca nazionale potrebbe provocare, sul piano della politica economica, gravi, dissidi le cui conseguenze sono difficilmente prevedibili.

Ricapitolando, la creazione del fondo che ci viene proposta, lungi dal contribuire alla lotta contro il rincaro, creerebbe perfino certi nuovi fattori di rincaro. Il fondo non eserciterebbe alcun influsso stabilizzatore, specialmente a causa del fatto che esso elude i problemi essenziali posti dai controllo della massa monetaria. A causa della sua importanza e della sua azione centralizzatrice, il fondo è un corpo estraneo nella nostra economia. Pur non parlando delle insufficienze tecniche del meccanismo di ridistribuzione del reddito e della sostanza, l'aiuto finanziario che sarebbe concesso dal fondo solleva problemi, le cui conseguenze economiche a lungo termine sono difficilmente valutabili. Si giungerebbe ad una vera e propria modifica strutturale della nostra economia i cui aspetti sarebbero soprattutto negativi.

542 32 Compiti del fondo di solidarietà 321 Fondo di solidarietà e lotta contro il rincaro Alla cifra 31 abbiamo dimostrato che era necessario, se si voleva lottare contro il rincaro, disporre di vasti mezzi d'azione nel campo della politica di stabilizzazione, regolabili a volontà e basati sul controllo della massa monetaria. Il fondo di solidarietà auspicato dai promotori dell'iniziativa non potrebbe da solo fornire un contributo importante a questo proposito.

322 Promovimento della costruzione di abitazioni a prezzi modici Giusta il capoverso 2 lettere a, b, e, g e h, la Confederazione dovrebbe promuovere, concedendo prestiti a basso interesse o senza interesse: --' la costruzione di case plurifamiliari dotate di appartamenti a pigione modica e di abitazioni per persone anziane, -- la costruzione di appartamenti in proprietà e di case unifamiliari a prezzo modico, -- l'acquisto di terreni destinati alla costruzione di abitazioni a prezzo modico.

Le risorse del fondo possono parimenti essere destinate all'acquisto di terreni allo scopo di arginare la speculazione fondiaria e di promuovere la costruzione di nuclei.

522.7 Basi legali attuali

II contributo a favore della costruzione di abitazioni non costituisce uno scopo nuovo, giacché esso è già stato oggetto della legge federale del 19 marzo 1965. Inoltre il popolo ed i Cantoni hanno accettato il 5 marzo 1972 un nuovo articolo costituzionale 34 sexies che obbliga la Confederazione a prendere misure atte a «promuovere la costruzione di abitazioni, segnatamente per mezzo della riduzione del loro costo, e l'accesso alla proprietà di un'abitazione o di una casa». È su questo articolo costituzionale che si basa la nuova legge che promuove la costruzione e l'accesso alla proprietà di abitazioni, adottata il 4 ottobre 1974 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1975.

La nuova legge ha tre obiettivi principali. Le misure destinate all'acquisto ed all'attrezzamento dei terreni, alla riduzione dei costi di costruzione e degli oneri locativi, nonché alla raccolta di capitali, hanno come scopo il miglioramento delle condizioni generali del mercato delle abitazioni. Le misure destinate a ridurre direttamente le pigioni, nonché ad aiutare gli organismi e le istituzioni che si dedicano alla costruzione di abitazioni di pubblica utilità mirano ad uno scopo sociale. Infine, le disposizioni a favore dell'accesso alla; proprietà di case unifamiliari e di appartamenti rispondono ad un bisogno impellente sia sociale, sia politico.

543 Onde ridurre le pigioni e facilitare l'acquisto di appartamenti e di case, la Confederazione stessa può procurare, garantire o concedere prestiti e anticipa/ioni, o concedere sussidi rimborsabili. Essa può parimenti promuovere l'attività di organismi e istituzioni che si dedicano alla costruzione di abitazioni di pubblica utilità, segnatamente concedendo garanzie, prestiti oppure partecipando finanziariamente. La concessione di prestiti a basso interesse, la partecipazione agli oneri del proprietario e l'aiuto al finanziamento completivo permettono di ridurre sensibilmente le pigioni.

322.2 Miglioramento delle condizioni di abitazione nelle regioni di montagna Lo scopo a cui mira l'iniziativa (cap. 2 lett. e) risponde senza dubbio ad un bisogno reale, giacché è vero che le condizioni di abitazione nelle regioni di montagna lasciano oggidì ancora spesso a desiderare. Tuttavia già da un certo tempo la Confederazione non è inattiva in questo campo. Con la legge del 20 marzo 1970, che riproduceva essenzialmente le misure applicate dal 1951, la Confederazione sostiene gli sforzi dei Cantoni concedendo sussidi. Il Consiglio federale le ha aumentate in modo notevole a due riprese, assieme con le misure prese onde prevenire una diminuzione ancora più marcata dell'impiego.

L'aiuto federale si estende in particolare ail finanziamento di abitazioni semplici, destinate a famiglie dal reddito modesto (innanzitutto a famiglie numerose). Essa mira a facilitare la riattazione, il rinnovo o la costruzione a condizioni vantaggiose di abitazioni in immobili fuori uso. Questo aiuto, che ammonta generalmente al 25 per cento del costo totale, può raggiungere un terzo nei Cantoni di deboli risorse finanziarie e 50 per cento nei casi particolarmente difficili dal profilo sociale. La concessione del sussidio è tuttavia subordinata ad un aiuto almeno equivalente dalla parte del Cantone.

La costruzione di nuove abitazioni nelle regioni di montagna sarà d'ora innanzi promossa giusta la nuova legge sull'aiuto alla costruzione di abitazioni.

323 Misure sanitarie e sociali Giusta il capoverso 2 lettere dee dell'iniziativa, si dovrà promuovere da un lato, la costruzione d'ospedali, case e abitazioni per persone anziane per mezzo di prestiti a basso interesse e d'altra parte di case di cura per mezzo di prestiti senza interesse. Tuttavia queste misure, di cui nessuno pone in dubbio la necessità, rispondono in primo luogo a necessità impellenti di ordine sociale e non congiunturale. D'altronde sono già stati adottati a più riprese provvedimenti di questo genere atti ad incrementare la costruzione.

544 323.1 Abitazioni per persone anziane, invalide o bisognose di cure La nuova legge che promuove la costruzione di abitazioni prevede in particolar modo provvedimenti atti a ridurre le pigioni degli appartamenti delle persone anziane, invalide o ammalate, comprese quelle del personale curante. Concedendo sussidi non rimborsabili (che si aggiungono alla riduzione di base), la Confederazione potrà ridurre le pigioni iniziali fino alla concorrenza del 40 per cento.

323.2 Case per persone anziane e case di cura La legge che promuove la costruzione di abitazioni favorisce la costruzione di case per persone anziane e case di cura solo se si tratta di facilitare l'acquisto e l'attrezzamento dei terreni necessari. Al contrario il finanziamento della costruzione stessa cade nell'ambito delle leggi federali sull' AVS e l'Ai.

La legge federale sull'assicurazione-invalidità offre già da più di quindici anni la possibilità di sussidiare tutte le categorie di centri per invalidi; i sussidi possono essere concessi non solo per la loro costruzione, ma pure per la sistemazione, il rinnovo e la copertura delle spese supplementari d' esercizio. Il sussidio dei costi di costruzione può raggiungere un terzo e perfino, in certi casi speciali, la metà delle spese totali. Esiste inoltre la possibilità di accordare prestiti gratuiti o a basso interesse dai fondi di compensazione dell'AVS.

Il 28 giugno 1974 è stato inserito nella legge federale sull'AVS un nuovo articolo 101 che estende le competenze della Confederazione alle case per persone anziane. I tassi di sussidio sono uguali a quelli previsti dalla legge sull'assicurazione-invalidità. Anche in questi casi è possibile concedere inoltre prestiti senza interesse o a basso interesse. Nel campo della previdenzavecchiaia ed invalidità i provvedimenti auspicati dai promotori dell'iniziativa sono quindi già stati presi.

324 Prestiti ad aziende agricole L'iniziativa prevede pure la concessione alle aziende agricole di prestiti ammortizzabili a basso interesse (cpv. 2 lett. e). La Confederazione ed i Cantoni accordano già oggidì aiuti di questa natura o equivalenti. Si rimanda in particolare alla legge federale del 23 marzo 1962 sui crediti d'investimento nell'agricoltura e l'aiuto alle aziende agricole, nonché all'ordinanza del 14 giugno 1971 riguardante la concessione di sussidi per il miglioramento dei terreni e delle costruzioni rurali.

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325 Pianificazione del territorio e infrastnittura Giusta il capoverso 2 lettera /, le risorse del fondo devono pure permettere di concedere ai Cantoni e ai comuni prestiti a basso interesse per i lavori di attrezzamento o l'esecuzione di altre opere di infrastruttura a condizione che essi rispondano ad una necessità impellente della collettività.

D'altra parte la lettera h prevede di facilitare l'acquisto di terreni per conto del fondo all'uopo di frenare la speculazione fondiaria e di promuovere la realizzazione di nuclei, tenendo conto delle necessità attinenti alla pianificazione del territorio.

I provvedimenti auspicati cadono principalmente nell'ambito della pianificazione del territorio e dello sviluppo delle economie regionali. In questo campo la Confederazione è intervenuta solo da poco tempo. Citiamo in particolare la legge del 4 ottobre 1974 sulla pianificazione del territorio -- contro la quale è stato indetto il referendum -- e la legge del 28 giugno 1974 concernente l'aiuto in materia d'investimenti nelle regioni di montagna. Gli aiuti previsti da queste due leggi tengono già largamente conto delle preoccupazioni degli autori dell'iniziativa.

Giusta l'articolo 43 della legge sulla pianificazione del territorio, la Confederazione promuove, nell'ambito dei piani direttori generali, l'attrezzamento tecnico e socio-culturale dei territori da urbanizzare. A questo scopo essa può concedere, procurare e garantire prestiti ai Cantoni, ai comuni, a altre collettività di diritto pubblico e ad imprenditori, che non devono tuttavia necessariamente essere organizzazioni che si occupano della costruzione di abitazioni di pubblica utilità. Tuttavia essa può sostenere finanziariamente anche l'acquisto precauzionale di terreni.

L'aiuto all'infrastruttura delle regioni di montagna dipende in primo luogo dalla legge del 28 giugno. 1974 concernente l'aiuto in materia d'investimenti nelle regioni di montagna che è entrata in vigore il 1° marzo 1975.

La Confederazione accorda il suo aiuto concedendo, procurando o garantendo prestiti a condizioni di favore, in particolare per le vie d'accesso, l'attrezzamento tecnico e l'eliminazione dei disturbi, l'istruzione e la formazione professionale. Questo aiuto, concesso sotto forma di aiuto completivo, può raggiungere il quarto della somma necessaria alla realizzazione del progetto.

I Cantoni devono partecipare in modo equo alle misure di promovimento 33 Raccolta dei fondi 331 Tassa sulle esportazioni A differenza del deposito sull'esportazione, la tassa sulle esportazioni, proposta al capoverso 3 lettera a dell'iniziativa, è una prestazione percepita a titolo definitivo. Il rincaro delle nostre vendite all'estero, che necessariaFoglio federale 1976, Voi. II

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mente ne deriverebbe; diminuirebbe in modo durevole la capacità di concorrenza di larghi settori della nostra industria d'esportazione. Essi subirebbero un pregiudizio proprio in un momento in cui, a causa del rallentamento della congiuntura mondiale e della diminuzione della capacità di concorrenza dell'economia svizzera conseguente alla rivalutazione massiccia dea franco, le prospettive d'esportazione sono diventate molto incerte ed in cui certi rami dell'industria si troverebbero in serie difficoltà di smercio e d'impiego. In tali circostanze la maggior parte delle imprese non potrebbe più indubbiamente addebitare la tassa ai clienti stranieri; esse dovrebbero accontentarsi di un utile minimo oppure adattarsi ad una nuova diminuzione delle ordinazioni.

Siccome questa diminuzione dell'utile non potrebbe essere compensata per mezzo di un aumento dei prezzi sul mercato interno, essa sfocerebbe in un regresso degli investimenti e quindi dell'impiego e dei redditi e, in ultima analisi, del prodotto dell'imposta.

A dire il vero, secondo il capoverso 5 del testo dell'iniziativa, le persone per le quali queste tasse sarebbero difficilmente sopportabili ne sarebbero esentate. Il Consiglio federale potrebbe anche esentare certe merci dalla tassa sulle esportazioni. A prescindere dagli effetti «desiderati che tali disposizioni avrebbero sulle strutture della nostra economia e dalla difficoltà di trovare dei criteri d'applicazione aggettivi, l'industria d'esportazione non è più in grado con i tempi che corrono di sobbarcarsi questi nuovi oneri, la maggior parte dei rami dell'industria avendo registrato in questi ultimi mesi una riduzione delle loro esportazioni sia in volume che in valore.

Bisognerebbe altrimenti prendere in considerazione il rischio che un'ulteriore diminuzione della domanda estera aggravi le difficoltà in cui si trovano diversi settori della nostra industria d'esportazione. Ciò avrebbe conseguenze gravi per tutta l'economia svizzera se si tiene conto della grande importanza dell'industria d'esportazione e dei suoi rami accessori.

In questo contesto ci si può porre la domanda se una tassa sulle esportazioni sia compatibile con gli impegni "internazionali che ci siamo assunti sottoscrivendo accordi commerciali. H prelievo della tassa sarebbe contrario alle disposizioni sia dell'articolo 8 della convenzione dell'AELS, sia dell' articolo 7 dell'accordo con la CEE, che vietano tanto l'introduzione quanto l'aumento di' qualsiasi diritto o tassa d'esportazione. Una tassa sulle esportazioni viola il principio basilare degli accordi europei sul libero scambio che garantisce la libera circolazione dei prodotti industriali all'interno delle zone di libero scambio. Soprattutto a causai dei precedenti che potrebbe creare, una simile violazione non è da prendere alla leggera, giacché essa potrebbe aggravare la posizione della Svizzera se questa in futuro dovesse opporsi a violazioni delle convenzioni da parte di altri Stati.

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332 Tassa annuale d'espansione 552.7 Motivazione e tariffa

fiscale

Secondo i promotori dell'iniziativa il fondo federale di solidarietà sarebbe alimentato anche da una tessa annua percepita in ragione dell'aumento annuo dell'utile netto imponibile delle persone fisiche e giuridiche di diritto privato isoritte al registro di commercio quando questo aumento raggiunge almeno i 500 000 franchi. Per quanto concerne lai motivazione fiscale occorre chiedersi se l'utile netto determinante sarebbe sancito dal diritto cantonale o sulla base delle disposizioni dell'imposta per la difesa nazionale. Per motivi di parità di trattamento converrebbe basarsi sull'utile netto soggetto all'imposta federale diretta (imposta per la difesa nazionale), tanto più che giusta l'ultima frase del capoverso 3 lettera b, le compagnie associate sono pure soggette alla tassa in quanto le società svizzere controHate direttamente o indirettamente non vi siano esse stesse soggette. Nella maggioranza dei Cantoni le società holding e quelle associate non pagano imposta alcuna sull' utile netto, ma pagano invece l'imposta federale diretta. In questo caso esse sono al beneficio di una riduzione d'imposta calcolata sulla base del rapporto esistente fra l'utile proveniente dalle partecipazioni e quello lordo globale (art. 59 del decreto sulle imposte per la difesa nazionale).

L'aliquota della tassa sarebbe, secondo l'iniziativa del 10 per cento al massimo per un aumento annuo dell'utile netto imponibile fino a 10 milioni di franchi e del 20 per cento al massimo per un aumento superiore ai 10 milioni. Da ciò deriva la necessità di fissare e applicare una tariffa progressiva.

552.2 Applicazione dell'imposta Se si trattasse unicamente di calcolare la tassa d'espansione, astrazion fatta di ogni altra considerazione, la sua applicazione come risulta dalle considerazioni testé fatte non sarebbe affatto complicata a causa del numero esiguo di imprese che vi sarebbero soggette. Dalle ultime statistiche risulta (15° periodo dell'imposta per la difesa nazionale, anni di tassazione 1969/ 1970) che, su un totale di 66 750 società anonime, ve ne sono 844 che realizzano un utile netto da 500 000 a 999 900 franchi e 960 il cui utile netto è di un milione di franchi o più. Su 10 530 cooperative solo 53 hanno registrato un utile netto di 500 000 o più franchi. Siccome queste cifre si riferiscono alle 1857 società che realizzano un utile netto di almeno 500 000 franchi, il numero di quelle che hanno visto aumentare il loro utile netto nella stessa misura rispetto all'anno precedente è ancora molto più esiguo. Per quanto riguarda infine le persone fisiche iscritte al registro di commercio, il cui reddito è aumentato rispetto all'anno precedente di almeno 500000 franchi, può trattarsi solo di pochi contribuenti.

Non è quindi tanto il numero dei contribuenti che rende difficile l'applicazione della tassa d'espansione, quanto il fatto che la base da cui oc-

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corre partire per fissare l'aumento dell'utile netto, non potrebbe essere considerata in alcun modo come una dimostrazione dell'evoluzione dell'impresa.

Si pensi ad esempio alle società che di anno in anno dichiarano utili molto irregolari oppure alle società il cui assetto ed il cui sviluppo sono appena iniziati. La tassa d'espansione può perciò provocare gravi disparità d'applicazione. Il testo dell'iniziativa prevede bensì (cap. 5 all'inizio) che sono esenti dalla tassa «de persone per le quali questo onere fosse particolarmente gravoso». La conformità di questa disposizione con l'articolo 124 del decreto sull'imposta per la difesa nazionale (condono dell'imposta per eccessivo rigore) porterà ad esaminare le richieste di condono sulla base della situazione economica dell'impresa. Da tale punto di vista non sarà più possibile salvaguardare il principio della parità assoluta di trattamento nei confronti delle imprese non soggette alla tassa e di quelle soggette che non sollecitano deroga alcuna. Ci si dovrà basare unicamente sulla situazione economica.

In questo nesso d'idee una parità di trattamento può esistere sodo fra le imprese che chiedono il condono della tassa. Se l'autorità amministrativa incaricata di esaminare le richieste di condono dovesse applicare il principio della parità del trattamento in modo assoluto essa dovrebbe disporre di poteri di decisione che la legge appunto non le conferisce. Da ciò deriva che l'iniziativa, come è redatta, cela in sé il pericolo di una disparità di trattamento. Sul piano procedurale solo i Cantoni sarebbero in grado di riscuotere la tassa d'espansione. Già oggi essi fissano l'utile imponibile delle imprese per quanto concerne l'imposta federale diretta (imposta per la difesa nazionale). L'Amministrazione federale delle contribuzioni potrebbe tuttavia fungere da autorità di vigilanza come nel caso dell'imposta per la difesa nazionale.

332.3 Stima dell'utile Sembra che l'utile netto dichiarato dalle imprese oggidì rappresenti in media salo il 2,6 per cento della loro cifra d'affari. Nel caso di imprese orientate verso il commercio con l'estero, una tassa sulle esportazioni del 5 per cento sarebbe di regola superiore alla tassa d'espansione del 20 per cento al massimo calcolata sulla base dell'aumento dell'utile netto. Si possono quindi avere dei dubbi per quanto riguarda l'importanza fiscale del provvedimento proposto. Una stima dell'utile sulla base dei dati statistici esistenti non è facile e si dimostra ancora più problematica in quanto l'espansione economica è entrata in una fase decrescente. Inoltre non esistono dati di paragone per quanto concerne le variazioni annue dell'utile netto imponibile delle imprese. Tuttavia sulla base della statistica dell'imposta per la difesa nazionale è stato possibile determinare l'evoluzione dell'utile medio per un periodo di calcalo biennale delle persone fisiche che pagano in media ogni anno più di 50 000 franchi d'imposta per la difesa nazionale e per le persone giuridiche che pagano più di 200 000 franchi di IDN, ciò che dovrebbe corrispondere ad una gran parte delle imprese prese di mira dai promotori dell'iniziativa. In totale furono contate 39 persone fisiche e 168 per-

549 sone giuridiche che, dal 14° al 15° periodo d'imposta per la difesa nazionale, hanno aumentato il loro reddito o il loro utile di almeno 500 000 franchi. Queste cifre permettono di concludere che, sulla base del 15° periodo dell'imposta per la difesa nazionale, una tassa d'espansione fornirebbe un utile, a seconda della tariffa applicata, variante fra 110 e 170 milioni di franchi al massimo, nel qua! caso l'imposta pagata dalle persone fisiche è trascurabile (da 1 a 3 milioni di franchi). Siccome la tassa d'espansione non troverebbe applicazione nel caso delle imprese esportatrici, poiché esse dovrebbero già pagare la tassa sull'esportazione, l'utile che ci si può attendere è di molto inferiore a questa cifra. A causa del rallentamento dell'espansione economica anche nel futuro non si dovrebbero attendere incassi cospicui anche se si applicassero le massime aliquote previste. La tassa proposta, inoltre, comprometterebbe la capacità competitiva della nostra economia a causa delle condizioni generali più difficili su scala mondiale.

332.4 Conclusioni Riassumendo occorre constatare che la tassa d'espansione, prevista dall' iniziativa, anche se il numero delle imprese soggette alla stessa è esiguo, causerebbe notevoli difficoltà, specialmente in merito all'interpretazione delle clausole di condono. Problemi particolari sorgerebbero a causa del fatto che imprese che sarebbero soggette al pagamento sia della tassa sulle esportazioni, sia di quella d'espansione, dovrebbero pagare solo la tassa più alta.

Questi problemi saranno, innanzitutto, di ordine amministrativo, poiché l'ufficio di tassazione competente non sarà il medesimo se si tratterà della tassa sulle esportazioni (amministrazione delle dogane) o se si tratterà invece della tassa d'espansione (amministrazione federale delle contribuzioni).

L'applicazione uniforme delle clausole di condono renderebbe tuttavia necessario creare un'autorità amministrativa competente per ambedue Je tasse.

L'incidenza materiale delle due tasse sulle imprese la cui attività è orientata solo parzialmente verso l'esportazione potrebbe condurre ad imposizioni fiscali grottesche se paragonate a quelle delle imprese soggette alla tassa e che si occupano esclusivamente dell'esportazione o la cui attività si svolge solo in Svizzera.

333 Tassa sugli investimenti
333.1 Motivazione e obbligo d'imposta L'iniziativa prevede quale terza misura di finanziamento una tassa sugli investimenti del 10 per cento al massimo delle spese di costruzione di edifici ed opere del genio civile iniziati o terminati dopo l'adozione dell'iniziativa popolare (cpv. 3 lett. e).

Sotto l'aspetto soggettivo l'iniziativa non conosce limiti d'applicazione.

Tutti i proprietari di costruzioni, senza eccezioni, vi sarebbero soggetti: sin-

550 gole persone, che agiscono privatamente o nell'ambito di un'attività commerciale (poco importa che siano o meno iscritti al registro di commercio, sia come ditta privata, sia in qualità di cointeressato in una società collettiva o in accomandita), o di una società semplice; le persone giuridiche, le fondazioni e le associazioni (iscritte o meno al registro di commercio), gli enti di diritto pubblico (Confederazione, Cantoni e comuni di ogni specie), nonché i loro istituti ed imprese e gli enti e gli istituti di diritto ecclesiastico.

333.2 Applicazione dell'imposta Giacché l'iniziativa concerne soltanto le costruzioni ci si può chiedere se anche in questo caso essa non crei una disparità di trattamento fra le imprese dei diversi settori economici. Così, ad esempio, i costi di arredamento degli alberghi, dei ristoranti, dei cinematografi e dei locali da ballo non sono soggetti alla tassa sugli investimenti, certe imprese sono senz'altro in grado di attrezzarsi con costruzioni mobili, le imprese che affittano solamente i locali non sono soggette alla tassa sugli investimenti e possono destinare le loro risorse all'acquisto di merci. Senza dubbio le imprese commerciali sarebbero in generale chiaramente favorite nei confronti delle imprese di produzione che a priori hanno la necessità di fare maggiori investimenti nella produzione. A questo proposito colpisce in modo particolarmente sgradevole il fatto che l'utile netto è proporzionalmente maggiore nel commercio che non nel settore della produzione. Se l'iniziativa vuole veramente lottare contro il rincaro, a nostro avviso si sarebbe dovuto gravare nella stessa proporzione sia i commercianti, sia le imprese dell'industria e dell'artigianato Considerata da questo punto di vista l'iniziativa presenta una grave lacuna.

A prescindere da queste violazioni del principio di una tassazione equa, l'esazione di una tale tassa sugli investimenti andrebbe incontro a serie difficoltà legali, ma soprattutto' pratiche. Anche in questo caso sarebbe compito dei Cantoni, sotto la vigilanza della Confederazione, di imporre le tasse.

Siccome però le autorità fiscali non dispongono dell'organizzazione e del personale necessario all'esazione della tassa, si dovrebbe creare un nuovo apparato amministrativo sul piano cantonale e federale (autorità di vigilanza). La legge d'esecuzione (legge federale concernente l'esazione della tassa sugli investimenti) dovrebbe contenere disposizioni sulla motivazione, l'obbligo fiscale, il calcolo della tassa, la procedura, le pene ed infine la provvigione d'incasso dei Cantoni, che naturalmente vogliono essere indennizzati per le spese insorgenti dall'esazione della tassa.

Durante i lavori legislativi ed amministrativi necessari all'istituzione della tassa si dovrebbe necessariamente prevedere una procedura complicata già allo stadio della tassazione; infatti le distinte dovrebbero dapprima essere allestite a titolo provvisorio, perché i costi della costruzione -- che può estendersi sull'arco di parecchi anni -- sono noti solo al termine dei lavori

551 e le cifre totali esatte solo dopo l'esecuzione dell'opera completa. Perciò onde avere la certezza, che la tassa sugli investimenti frutti a sufficienza, si dovrebbe ad esempio subordinare 1 rilascio del permesso di costruzione al versamento anticipato e provvisorio della tassa. Inoltre la tassa può essere calcolata esattamente solo se le amministrazioni e i tribunali della Confederazione, dei Cantoni e dei comuni forniscono tutte le informazioni atte a stabilire l'importo dell'imposta, senza rispettare eventualmente il segreto professionale. Per garantire il decorso normale della procedura è ancora più importante che terze persone, come impresari, architetti, impresari generali, ingegneri, geometri, eoe. forniscano all'autorità incaricata di vigilare sulla tassazione tutti gli elementi necessari per il calcolo esatto della tassa. Chi conosce le difficoltà esistenti in questo senso nel campo fiscale può facilmente immaginare gli ostacoli contro i quali cozzeranno le autorità incaricate di applicare le disposizioni legali.

333.3 Calcolo dell'utile Gli investimenti nella costruzione ammontavano nel 1974 a ckca 25 miliardi di franchi. Se si ammette che l'assieme dei lavori pubblici ai sensi dell'iniziativa risponde ad una necessità impellente della collettività ed è esentato dalla tassa, non restano che 15,5 miliardi di franchi circa provenienti dalle costruzioni private. Giusta il capoverso 3 lettera e dell'iniziativa si dovrebbe ancora esentare dalla tassa altre costruzioni per un ammontare di 2 miliardi di franchi al massimo. In questo modo nel 1974 sarebbero stati soggetti alla tassa sugli in vestimenti dai 13 ai 14 miliardi di franchi. A causa del forte regresso del volume degli investimenti nel settore della costruzione, nel 1976 si prevedono investimenti imponibili per un valore di 7 miliardi di franchi al massimo. Secondo l'iniziativa l'aliquota della tassa sugli investimenti dovrebbe essere di «10 per cento al massimo».

Mancano dati esatti sulla tariffa da applicare. Inoltre è difficile determinare l'utile probabile, giacché il Consiglio federale è competente a modificare l'aliquota a seconda delle circostanze (cpv. 5). Applicando l'aliquota massima del 10 per cento (ammettendo che le condizioni rimangono invariate) la tassa sugli investimenti frutterebbe nel 1976, secondo i calcoli, 900 milioni di franchi al massimo. Occorre qui considerare che nell'attuale situazione, in cui al contrario viene promosso ogni possibile investimento, l'esazione di una tassa sugli investimenti, come ci è proposta, sarebbe contraria ailla politica congiunturale ed irresponsabile.

333.4 Condono della tassa sugli investimenti per i Cantoni e i Comuni Giusta il capoverso 6 il Consiglio federale può, nei Cantoni e nei comuni che adempiono le condizioni stabilite per il condono della tassa sugli investimenti, subordinare questa esenzione all'obbligo di pareggio del bi-

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lancio globale. Questa disposizione si riferisce al capoverso 3 lettera e seconda frase, che menziona espressamente i lavori di costruzione esentati dalla tassa sugli investimenti. Quindi i Cantoni e i comuni potrebbero essere esentati da questa tassa solo se il loro bilancio è pareggiato (cpv. 6) e le costruzioni o i lavori di costruzione da loro previsti corrispondono ad un bisogno impellente della collettività (cpv. 3 lett. e). È ovvio che il Consiglio federale potrebbe tuttavia fare uso della competenza che gli accorda il capoverso 6 se il bilancio non fosse più pareggiato a causa di spese che non rispondono ad una necessità impellente. Le spese degli enti pubblici non si limitano tuttavia solo a spese di costruzione: esse riguardano anche la salute pubblica, l'insegnamento, contributi di ogni genere, la giustizia, la circolazione pubblica e gli stipendi dei funzionari e dei magistrati. Il Consiglio federale avrebbe l'obbligo, se del caso, di controllare il bilancio dei Cantoni e dei comuni e di accertare se esso è in disavanzo a causa di spese che si sarebbero potute evitare. Sarebbe politicamente utopistico applicare il capoverso 6 allorché il disavanzo del bilancio è dovuto ad una situazione fiscale e finanziaria delicata quando tutte de spese sono giustificate. Siccome però il capoverso 6 non contiene disposizioni perentorie non ci dilungheremo oltre su questo punto.

Ciò vale d'altronde per la seconda frase del capoverso 6, che prevede che la concessione di prestiti a basso interesse può essere subordinata all' obbligo di pareggiare il bilancio (cpv. 2 lett. d e /). Anche in questo caso sarebbe illogico di non voler accordare le prestazioni del fondo a quei Cantoni che si trovano in difficoltà e che, malgrado la loro buona volontà, non riescono a pareggiare il bilancio.

333.5 Conclusione Da quanto detto deriva che l'esazione della tassa sugli investimenti comporterebbe la necessità di un nuovo apparato amministrativo e di spese straordinarie. A causa del blocco degli effettivi del personale federale deciso dalle Camere (legge federale del 4 ottobre 1974) non sarebbe più possibile -- senza trascurare altri compiti della Confederazione -- creare un' autorità di vigilanza dotata di personale sufficiente e qualificato, ed anche i Cantoni avrebbero serie difficoltà nel trovare il personale adatto. Al di là di questi problemi pratici, la tassa sugli investimenti, poiché è applicata unicamente agli investimenti nella costruzione, ci sembra molto dubbia dal profilo della politica concorrenziale, giacché una gran parte dell' attività economica non sarà soggetta ad alcun onere. Un punto è ancora più problematico, almeno nelle circostanze attuali, e cioè il fatto che la tassa frenerebbe gli investimenti, ciò che sarebbe assolutamente incompatibile con gli sforzi fatti per il rilancio dell'economia.

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334 Finanziamento degli investimenti per mezzo di fondi propri Come si deduce dal testo dell'iniziativa, il finanziamento parziale degli investimenti dovrebbe servire non solo al finanziamento del fondo, ma anche a frenare l'accettazione di crediti (cpv. 3 lett. e punto 2). Da questa misura ci si attende soltanto un effetto anti-inflazionistico.

Occorre tuttavia notare che l'iniziativa mira agli investimenti nel campo delle costruzioni, delle attrezzature o delle partecipazioni, con riserva delle eccezioni citate al capoverso 5 punto 2. Gli investimenti in merci (materie prime, prodotti semi-lavorati e manufatti) non sono toccati da questa misura. Il commercio, che deve investire molto in manufatti, viene in questo modo favorito e non sarebbe garantita la parità di trattamento di tutte le imprese. A ciò si aggiunge che questi provvedimenti sono molto difficilmente controllabili. Infatti nella contabilità i prestiti non vengono registrati secondo la loro destinazione.

Come tali essi appaiono solo al passivo, cosicché è escluso un accertamento del loro impiego. Per citare un solo esempio: un'impresa può contrarre un prestito (perfino ipotecario) e pretendere che esso serva all'acquisto di merci -- che essa deve assolutamente acquistare -- mentre invece il prestito è usato per l'acquisto di una quota-parte svizzera. Solo le ipoteche usate per il finanziamento di un immobile possono fornire un'informazione quasi attinente alla realtà sul modo in cui sono impiegati i mezzi messi a disposizione dell'impresa.

335 Flessibilità dell'aliquota delle tasse Giusta il capoverso 5 terza frase punto 3, il Consiglio federale può ridurre, aumentare o sopprimere temporaneamente le tasse, onde tener conto della situazione economica, del mercato degli alloggi, nonché dei bisogni finanziari del fondo. È ovvio che questi tre fattori non debbono essere cumulativi. Si può immaginare che il Consiglio federale nella legislazione di esecuzione modifichi l'aliquota secondo gli obiettivi dell'iniziativa e nei limiti previsti dal capoverso 3 prima frase lettere a, b e e. Dal testo dell' iniziativa non traspare chiaramente se il Consiglio federale deve essere competente solo per l'aumento dell'aliquota fino ai limiti previsti (cpv. 3 lett. e prima frase), oppure se è anche autorizzato a superare temporaneamente questi massimi (cpv. 5 terza frase terzo punto). Se questa fosse l'opinione dei promotori dell'iniziativa si potrebbero formularie serie obiezioni sul piano della sicurezza legale, anche se le aliquote massime sono stabilite a un livello tale che non è possibile superarlo. .La coesistenza di due disposizioni, di cui una prescrive le aliquote massime, mentre l'altra permette una deroga, non è consueto nella nostra legislazione.

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336 Condono delle tasse Anche se le singole tasse dovrebbero essere percepite da autorità diverse, tuttavia si dovrebbe affidare ad una sola autorità il potere di decidere sui condoni riguardanti le persone, giacché gli stessi condoni devono essere sempre subordinati alle stesse condizioni (cpv. 5 prima frase). Al contrario, a causa del carattere particolare dei campi a cui mira l'iniziativa, i condoni relativi alle operazioni (cpv. 3 lett. e frase 2 e cpv. 5 frase 3 punti 1, 2 e 4) devono essere decisi dall'autorità di tassazione medesima, com'è il caso ad esempio per il condono dell'imposta federale diretta.

La prima frase del capoverso 5 riguarda il condono della tassa sulle esportazioni, della tassa d'espansione e di quella sugli investimenti. Sono previsti due motivi di condono: innanzitutto quando chi è soggetto alla tassa ne fosse colpito in modo particolarmente gravoso o adempie, con la sua attività economica, importanti scopi di pubblica utilità. Per quanto concerne il condono nei casi di eccessivo rigore abbiamo già segnalato a proposito della tassa d'espansione le difficoltà contro le quali cozzerebbe l'applicazione di questa misura anche se, in alcuni casi, ciò corrisponderebbe ad un'assoluta necessità. Per quanto riguarda il secondo motivo di condono esso darà luogo, a nostro avviso, alle maggiori difficoltà di interpretazione. In analogia con l'articolo 16 cifra 3 del decreto sull'imposta per la difesa nazionale (condono per causa di pubblica utilità), converrà ad ogni modo applicare questa misura in modo restrittivo. In particolare si dovranno esigere sacrifici finanziari a favore dell'interesse della comunità.

Le attività a scopo lucrativo sono scartate per principio. Ogni altra interpretazione provocherebbe una valanga di richieste di condono, ä causa del concetto difficilmente definibile di «attività mirante ad importanti scopi di pubblica utilità».

Per quanto riguarda la tassa sugli investimenti ci si può chiedere, a dire il vero, se un condono fiscale si giustifichi, giacché questa tassa non è destinata solo ad alimentare il fondo, ma mira pure al rincaro di certi investimenti in beni immobiliari; questi ultimi perderebbero così ogni attrattiva, in modo da alleggerire il mercato edilizio. Occorre tuttavia aggiungere che questo condono può avere un senso in quanto l'iniziativa, al capoverso 3 lettera e frase 1, parla di «opere del genio civile e costruzioni iniziate o terminate dopo l'accettazione dell'iniziativa popolare». È assolutamente evidente che chi è soggetto a tassa ed ha iniziato delle costruzioni prima dell'accettazione dell'iniziativa, ma le ha terminate solo dopo, si troverebbe davanti a un fatto compiuto e dovrebbe perciò, di caso in caso essere autorizzato a sollecitare un condono.

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337 Mutui e prestiti L'iniziativa prevede quale quarta sorgente di finanziamento che il fondo di solidarietà contragga mutui e conceda prestiti garantiti dalla Confederazione. L'indebitamento dovrebbe essere limitato ad un terzo dei fondi propri.

Questo modo di finanziamento è sussidiario, giacché il fondo può procacciarsi capitali supplementari sul mercato finanziario. Il fatto che il fondo possa prendere in considerazione il mercato dipenderà da un lato dal volume delle operazioni elencate dal capoverso 2 e dall'altro dagli incassi previsti al capoverso 3. Se le risorse del fondo saranno utilizzate con parsimonia, non si renderà necessario il finanziamento supplementare. Al contrario se si interpreta in modo estensivo i compiti da realizzare, i bisogni finanziari saranno considerevoli, sia che si tratti ad esempio di promuovere la costruzione di abitazioni a prezzi modici, sia che si tratti dell'acquisto di terreni onde arginare la speculazione.

Considerando il nostro regime economico attuale, il fondo non potrebbe indebitarsi al di là di certi limiti che sono ben lungi dal raggiunger il triplo delle sue risorse. La capacità del mercato monetario e finanziario varia secondo la situazione economica. Il ricorso ai prestiti non dovrebbe provocare movimenti inflazionistici, né influire sui tassi d'interesse, né sui corsi del cambio. Gli oneri crescenti che gli interessi fanno gravare sul fondo limitano inoltre le spese che esso può dedicare ai suoi obiettivi principali e favoriscono automaticamente un processo di ridistribuzione che, iti un certo qual modo, è anti-sociale.

Soltanto in un periodo di recessione economica, di forte tendenza al risparmio e di esigue necessità finanziarie, il fondo potrebbe procurarsi capitali supplementari senza rischio d'inflazione. I mezzi raccolti in questo modo sul mercato sarebbero di nuovo spesi per gli scopi del fondo e quindi non modificherebbero la massa monetaria, creando invece una certa domanda diretta. In un simile caso non si potrebbe pretendere di non influenzare i tassi d'interesse: il tasso a lunga scadenza rimarrebbe più alto che non nel caso in cui il fondo andasse alla ricerca di liquido sul mercato finanziario, ciò che di principio frenerebbe la tendenza agli investimenti e pertanto anche la congiuntura invece di stimolarla. Il tasso d'interesse relativamente alto dovrebbe inoltre, nel caso di corsi liberi o fluttuanti, mantenere alto il corso del franco, ciò che intralcerebbe la nostra industria d'esportazione e sarebbe altrettanto controproducente.

In periodo di alta congiuntura il fondo non cercherebbe mezzi sul mercato per regolarizzare la massa monetaria, secondo i bisogni della congiuntura, poiché cambierebbe solo destinazione alle risorse. Quando il mercato finanziario si chiude, l'interesse sale e favorisce in breve tempo il rincaro (ripercuotendosi sulle pigioni e sui prezzi dei prodotti agricoli),

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mentre l'effetto frenante si produce solo con un certo ritardo. Il rincaro è stimolato anche dal fatto che altri cercatori di capitale, privati e pubblici, vedendosi esclusi dal mercato, da parte loro tentano di coprire i loro fabbisogni finanziari ricorrendo maggiormente al credito o rimpatriando i loro capitali piazzati all'estero. In ultima analisi si assiste ad una crescita della massa monetaria, ciò che aumenta l'inflazione.

Da queste Considerazioni si deduce, che in periodo di alta congiuntura il finanziamento complementare del fondo per mezzo di mutui e di prestiti lungi dal frenare il rincaro rinvigorisce maggiormente l'inflazione e non può sostituire un consolidamento dei nostri mezzi d'azione monetari e finanziari. Inversamente la misura auspicata dai promotori dell'iniziativa non contribuirebbe affatto, in periodo di recessione, al rilancio dell'economia, giacché l'emissione di prestiti influisce sui tassi d'interesse e sui corsi del cambio.

34 Controllo del mercato edilizio e del commercio immobiliare Le mete che si prefigge l'iniziativa sono senza dubbio giustificate e sono ampiamente conformi all'opinione del Consiglio federale. Tuttavia queste preoccupazioni si basano essenzialmente su motivi di politica sociale e strutturale ed hanno ben poco a che fare con la lotta contro il rincaro, che è, nondimeno, io scopo dell'iniziativa. Eccettuato l'incremento della costruzione di ospedali (diventato problematico da quando il popolo ha respinto l'8 dicembre 1974 il progetto di potenziamento dell'assicurazione malattia) tutte le proposte dell'iniziativa sono oggi oggetto di corrispondenti misure federali e cantonali. Soltanto per quanto riguarda il problema del finanziamento la concezione dei promotori dell'iniziativa è basilarmente diversa dalla pratica attuale. Tuttavia quest'ultima è di gran lunga superiore a quanto propone il fondo federale di solidarietà. È così che la politica attualmente seguita in materia d'aiuto permette di tener conto in modo migliore, nei diversi settori d'intervento, della diversità delle situazioni e della specificità dei bisogni.

35 Problemi della legislazione d'esecuzione Nei capoversi da 8 a 12 del testo costituzionale l'iniziativa prevede misure riguardanti il contenuto della legislazione d'esecuzione. Il capoverso 13 si occupa della validità dell'aggiunta costituzionale.

I mutui concessi dal fondo giusta il capoverso 2 lettere da a a g, sarebbero concessi dalle banche (cpv. 8) senza dubbio per salvaguardare il ruolo preponderante di cui gode il sistema bancario sul piano della concessione

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di crediti e di capitali. È questo un problema che potrebbe essere risolto senza grandi difficoltà.

Il capoverso 9 rimanda, per quanto concerne la procedura, alle disposizioni generali della legislazione sull'organizzazione giudiziaria federale. La loro applicabilità è ovvia. Per il resto il testo proposto si spinge troppo lontano quando parla di decisioni «prese giusta il presente articolo». Anche se il testo costituzionale fissa in modo ampio numerosi dettagli, esso avrebbe effetto solo a partire dal momento in cui la sua esecuzione fosse garantita da una legge (v. anche a questo proposito il cpv. 3).

In quanto alle disposizioni penali del capoverso 10 si tratta in modo evidente di disposizioni legali e non costituzionali. Inoltre l'iniziativa calpesta un principio riconosciuto in ogni Stato retto dal diritto, quando pretende che il Consiglio federale promulghi le disposizioni dettagliate richieste per l'esecuzione della procedura penale (cpv. 10 ultima frase). La procedura penale deve basarsi su disposizioni legali. La legge federale del 22 marzo 1974 sul diritto penale amministrativo sarebbe applicabile in questo caso.

Risulta già dall'articolo 102 capoverso 1 cifra 5 della CF che il Consiglio federale deve promulgare le disposizioni d'esecuzione necessarie. Ma ciò non dispensa le Camere dall'adottare una legge che fissi l'esecuzione.

Dal profilo del diritto pubblico, la disposizione che incarica il Consiglio federale di promulgare le prescrizioni d'esecuzione «dopo deliberazione con il consiglio di direzione del fondo» è invece completamente nuova ed assai discutibile. Ciò lederebbe la struttura gerarchica del regime d'esecuzione delle leggi e diminuirebbe l'autonomia del Consiglio federale. Il consiglio d'i direzione del fondo godrebbe di una posizione di forza esagerata. Si potrebbe al massimo pensare che il Consiglio federale fosse tenuto a consultare preventivamente il sonsiglio di direzione del fondo (come nel caso della Banca nazionale svizzera, quando il Consiglio federale deve fissare la parità in oro del franco, giusta l'art. 2 cpv. 1 della legge sulla moneta del 18 dicembre 1970).

L'obbligo del consiglio di direzione del fondo e del Consiglio federale di presentare ogni anno un rapporto all'Assemblea federale (cpv. 12) non deve far parte di un articolo costituzionale. Esso dovrebbe, normalmente, figurare nella legge d'applicazione.

Il capoverso 13 solleva problemi quasi insolubili per quanto concerne la validità dell'aggiunta costituzionale. Questa sarebbe abrogata al momento dell'«assunzione dei suoi principi nella legislazione d'esecuzione dell'articolo 31quiniquies modificato della costituzione federale» (art. congiunturale).

I criteri che permettono di stabilire se questa condizione è adempiuta e devono facilitare la scelta dell'autorità competente a questo proposito non sono precisati in alcun modo.

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4 Conclusioni Siamo del paxere che l'iniziativa debba essere respinta, giacché essa comporta gravi difetti e inconvenienti dal profilo congiunturale e propone, in campo sociale, misure che sono già state ampiamente adottate. L'accettazione dell'iniziativa avrebbe come effetto una pericolosa concentrazione della potenza economica nelle mani di una nuova autorità centralizzatrice che sfugge al controllo del Parlamento.

Le misure proposte per lottare contro il rincaro devono essere considerate con estrema cautela, dato che gran parte degli investimenti sarebbero controllati dal fondo di solidarietà.

Per questi motivi l'iniziativa dimostra di essere solo in modo molto limitato di natura politico-congiunturale. Predomina invece in modo incontestato il suo aspetto politico-sociale. Tuttavia essa vuole contribuire alla lotta contro il rincaro (cpv. 1). Questo compito pubblico che spetta senza alcun dubbio allo Stato, può essere realizzato in modo di gran lunga migliore con i mezzi d'azione di cui già disponiamo in materia di politica di stabilizzazione o di cui presto disporremo grazie ad nuovo articoilo 31auinquies della costituzione federale. Per questo motivo non v'è ragione di presentare un controprogetto.

5 Proposta Basandoci sulle considerazioni precedenti vi raccomandiamo di sottoporre l'iniziativa popolare per la lotta contro il rincaro (iniziativa antirincaro) al voto del popolo e dei Cantoni, invitandoli a respingerla. Vi proponiamo perciò da approvare il progetto di decreto allegato.

Gradite, onorevoli presidente e consiglieri, l'assicurazione della nostra alta considerazione.

Berna, 15 marzo 1976 In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Gnagi II cancelliere della Confederazione, Huber

559

(Disegno)

Decreto federale concernente l'iniziativa popolare per la lotta contro il rincaro (Iniziativa antirincaro)

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, vista l'iniziativa popolare per la lotta contro il rincaro (iniziativa antirincaro), deposta il 21 marzo 1974 1); visto il messaggio del Consiglio federale del 15 marzo 19762), decreta:

Art. l .

1

L'iniziativa popolare del 21 marzo 1974 «per la lotta contro il rincaro (iniziativa antirincaro)» sarà sottoposta al voto del popolo e dei Cantoni.

2

L'iniziativa chiede che nella Costituzione siano introdotti i disposti seguenti3) : Le disposizioni transitorie della Costituzione federale sono completate da un nuovo articolo 13 che ha il seguente tenore: I

Capoverso 1 Per lottare contro il rincaro, la Confederazione costituisce un Fondo federale di solidarietà. Il Consiglio federale nomina la direzione del Fondo, la quale consta di 13 membri rappresentanti adeguatamente le organizzazioni economiche interessate. Il presidente, i due vicepresidenti e i dieci altri membri sono eletti ogni volta per un periodo di quattro anni.

Capoverso 2 I mezzi del Fondo devono essere impiegati per finanziare provvedimenti intesi a stabilizzare le pigioni e i prezzi dei beni e servizi vitali, segnatamente per: "FF 1974 I 1315 FF 1976 II 533 Rispetto al testo originale, quale presentato dagli iniziatori (vedi più sopra, pag. 533), la versione qui riprodotta è adeguata al testo tedesco determinante.

2 > 3)

560

  1. la concessione di mutui ai proprietari fondiari per la costruzione di case plurifamiliari comprendenti appartamenti a prezzi moderati, inclusi quelli per persone anziane. Tali mutui possono ammontare fino al 100 per cento del valore venale delle unità d'abitazione e devono essere concessi a condizioni che impediscano l'aumento delle pigioni in tali abitazioni; b) la concessione di mutui con obbligo d'ammortamento, fino a concorrenza del 100 per cento del valore venale, a persone fisiche desiderose di acquistare per il loro fabbisogno un appartamento in proprietà a prezzi moderati. Il tasso d'interesse di tali mutui dev'essere stabilito in modo che l'onere complessivo, senza l'ammortamento, non superi la pigione di un appartamento locato equivalente; e) la concessione di mutui a interesse vantaggioso, con obbligo d'ammortamento, per case unifamiliari a prezzi moderati, per aziende agricole e per il miglioramento delle condizioni di abitazione nelle regioni di montagna; d) la concessione di mutui a interesse vantaggioso per la costruzione d'ospedali, asili e abitazioni per persone anziane, pur che siano edificati e gestiti a scopi d'utilità pubblica; e) la concessione di mutui senza interesse alle case di cura, pur che siano edificati e gestiti a scopi d'utilità pubblica; f) la concessione di mutui a interesse vantaggioso ai Cantoni e ai Comuni per l'aiuto all'urbanizzazione e per altri compiti infrastnitturali, pur che rispondano ad un bisogno pubblico urgente; g) la concessione di mutui a interesse vantaggioso per l'acquisto di fondi e diritti fondiari, con l'obbligo di costruire abitazioni a prezzi moderati; h) l'acquisto di fondi per conto del Fondo federale allo scopo d'escludere la speculazione e promuovere grandi centri d'insediamento sempre tenendo conto degli obiettivi della pianificazione del territorio.

I mezzi del Fondo non possono essere impiegati per le abitazioni di lusso e quelle secondarie.

Capoverso 3 II Fondo è alimentato da: a) una tassa d'esportazione fino al 5 per cento del valore franco frontiera delle merci provenienti dal libero traffico interno, nonché del plusvalore delle merci con carta di passo lavorate in Svizzera.

b) una tassa annua d'espansione sull'aumento dell'utile netto imponibile delle persone fisiche e giuridiche di diritto privato iscritte nel registro di commercio, in quanto l'aumento raggiunga un minimo di franchi 500000 rispetto all'anno precedente. Per un aumento fino a 10 milioni di franchi, tale tassa può raggiungere al massimo 10 per cento; per un aumento di più di 10 milioni di franchi, al massimo 20 per cento. Le imprese che, direttamente o indirettamente, esercitano un influsso preponderante su altre imprese di diritto privato con sede in Svizzera devono pagare la tassa anche per quest'ultime, sempre che queste non vi siano esse stesse tenute.

Chiunque, secondo le disposizioni summenzionate, è assoggettato ad entrambe le tasse, paga soltanto quella d'importo maggiore, e) una tassa d'investimento fino al 10 per cento dei costi di costruzione per lavori edilizi e di genio civile iniziati o terminati dopo l'accettazione dell'iniziativa popolare. Sono esenti da questa tassa:

561

Per influire sul volume degli investimenti, all'occorrenza il Consiglio federale può inoltre disporre che le persone fisiche e giuridiche di diritto privato iscritte nel registro di commercio finanzino con capitale proprio fino al 50 per cento degli investimenti in costruzioni, attrezzature e partecipazioni, in quanto superino complessivamente un milione di franchi per anno. Il capitale proprio è esposto a bilancio se gli investimenti non sono ammortati.

Capoverso 4 II Fondo può procurarsi mezzi supplementari fino al triplo di quelli propri, mediante l'assunzione di mutui e l'emissione di prestiti con garanzia della Confederazione. In caso di controllo delle emissioni, il Fondo ha diritto di far privilegiare i suoi prestiti. 11 Consiglio federale, udita la direzione del Fondo, può decidere di esentare i prestiti del Fondo dall'imposta alla fonte e da eventuali restrizioni di collocamento.

Capoverso 5 È esente dall'obbligo di pagare le tasse: - chiunque ne sarebbe toccato in modo eccessivamente rigoroso - chiunque con la propria attività consegue un importante scopo per il bene comune.

La disposizione sul finanziamento parziale degli investimenti con capitale proprio non s'applica: - agli investimenti per la costruzione di abitazioni a prezzi moderati - agli investimenti per aziende agricole - agli investimenti per partecipazioni all'estero.

Udita la direzione del Fondo, il Consiglio federale può: - esentare singole merci dalla tassa d'esportazione - esentare altre costruzioni dalla tassa d'investimento - ridurre, aumentare o provvisoriamente sopprimere le aliquote di tassa tenendo conto della situazione econòmica, del mercato delle abitazioni e dei bisogni finanziari del Fondo - eccettuare altri investimenti dall'applicazione della disposizione sul finanziamento parziale con capitale proprio.

Capoverso 6 Per Cantoni e Comuni che adempiono le condizioni d'esenzione dalla tassa d'investimento, il Consiglio federale, udita la direzione del Fondo, può subordinare tale esenzione all'esistenza di un assetto finanziario equilibrato. Lo stesso vale per la concessione di mutui a interesse vantaggioso.

Foglio federale 1976, Voi. II

36

562

Capoverso 7 Fino al conseguimento di un mercato delle abitazioni equilibrato, con pigioni stabili ed almeno lo 0,5 per cento di abitazioni inoccupate, il Consiglio federale, udita la direzione del Fondo, può introdurre l'obbligo dell' autorizzazione per l'esecuzione di progetti di costruzione privati e pubblici, o per singole categorie di essi, e sottoporre a controllo il commercio immobiliare. I progetti di costruzione esenti dalla tassa d'investimento non soggiacciono all'obbligo dell'autorizzazione.

Capoverso 8 Per quanto possibile, il Fondo concede i suoi mutui per mezzo di banche.

Capoverso 9 Alle decisioni emanate in virtù del presente articolo costituzionale si applicano le disposizioni generali della legislazione sull'amministrazione della giustizia federale.

Capoverso 10 Chiunque infrange le disposizioni sul finanziamento parziale degli investimenti con capitale proprio è punito con la multa. In caso di infrazione intenzionale, la multa, può ammontare sino all'importo complessivo del capitale proprio mancante, in caso d'infrazione per negligenza sino alla metà. Chiunque infrange le altre disposizioni del presente articolo è punito con la multa fino a 100000 franchi. Se l'autore ha agito per negligenza, la pena è della multa fino a 50000 franchi. Il Consiglio federale disciplina i particolari per l'attuazione del procedimento penale.

Capoverso 11 D'intesa con la direzione del Fondo, il Consiglio federale emana le necessarie disposizioni esecutive.

Capoverso 12 Ogni anno, la direzione del Fondo e il Consiglio federale fanno rapporto all'Assemblea federale sulle misure prese in virtù del presente articolo e sull'efficacia delle medesime.

Capoverso 13 Le disposizioni del presente articolo rimangono valide fintanto che i suoi principi non saranno accolti nella legislazione d'esecuzione di un nuovo articolo 31quinquies della Costituzione federale perseguente un'equilibrata evoluzione congiunturale per prevenire la disoccupazione e lottare contro il rincaro.

n II presente articolo costituzionale, accettato che sia dal popolo e dai Cantoni, entra immediatamente in vigore con il decreto d'accertamento dell' Assemblea federale.

Art. 2 II popolo e i Cantoni sono invitati a respingere questa iniziativa.

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Messaggio del Consiglio federale all'Assemblea federale concernente l'iniziativa popolare per la lotta contro il rincaro (Iniziativa antirincaro) (Del 15 marzo 1976)

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