777

Foglio Federale Berna, 15 marzo 1976

Anno LIX

Volume I

N° 10 Si pubblica di regola una volta la settimana. Abbonamento annuo fr. 55.-- (semestrale fr. 30.50, estero fr. 73.--) con allegata la Raccolta delle leggi federali.

Rivolgersi alla Tipografia Grassi & Co. (già Cantonale), 6500 Bellinzona Telefono 092/25 18 71 - 25 1,8 72 -- Ccp 65-690

# S T #

76.012

Messaggio del Consiglio federale all'Assemblea federale per un Istituto svizzero di diritto comparato (Del 4 febbraio 1976)

Onorevoli presidente e consiglieri, Ci pregiamo sottoporvi un messaggio a sostegno di un disegno di legge federale sull'Istituto svizzero di diritto comparato.

1 Cenni generali II diritto comparato, disciplina certamente ancor giovane della scienza giuridica, non cessa di guadagnar spazio e importanza non solo nella dottrina e nella ricerca giuridica ma anche, e sempre più, presso le autorità incaricate della legislazione, dell'applicazione del diritto e della giurisprudenza. Troppo spesso esse non sono in grado di ottenere o riunire, se non altro in misura soddisfacente, le nozioni sul diritto estero o internazionale che sono la condizione prima per un'armonizzazione o un'unificazione del diritto a livello internazionale. La nostra dipendenza riguardo ad altri Stati europei o d'oltremare (che sempre hanno aperto agli interessati svizzeri le porte degli istituti e dei centri di ricerca nel campo del diritto internazionale) rappresenta, parallelamente all'aumento dei nostri bisogni, una perdita di tempo e di denaro vieppiù gravosa. Per esemplificare la necessità di far capo al diritto comparato in Svizzera, citeremo la legislazione interna su problemi che si pongono in modo analogo anche all'estero, la cooperazione della Svizzera all'elaborazione dei trattati internazionali o del diritto soprannazionale, come anche la giurisprudenza sempre più voluminosa in materia di affari internazionali.

1976 -- 39 Foglio federale 1976, Voi. I

51

778

Sarebbe inesatto affermare che la Svizzera non ha ancora fatto alcun sforzo in questo campo. Indubbiamente, il suo ritardo, qui come in altri campi della scienza, è dovuto soprattutto alla mancanza dell'infrastnittura necessaria, a detrimento dei giuristi che praticano e insegnano nel nostro Paese. Questa lacuna deve essere colmata dall'Istituto di diritto comparato, la cui creazione è stata progettata e preparata in modo assai particolareggiato. Il Cantone di Vaud si è offerto di costruire un edificio e di metterlo a disposizione dell'istituto nel nuovo centro universitario di Losanna-Dorigny.

I rapporti giuridici tra la Confederazione e il Cantone di Vaud per quanto concerne la costruzione e la manutenzione dell'istituto saranno oggetto di una convenzione speciale prevista dalla legge. Una legge federale che disciplinerà le questioni importanti concernenti la fondazione e l'organizzazione dell'istituto costituirà il fondamento legale per la gestione dell' istituto.

2 Parte generale 21 Situazione iniziale 211 Sviluppo del progetto d'istituto Gli sforzi intesi alla creazione di un Istituto svizzero di diritto comparato si concretarono per la prima volta nel dicembre 1964. Una commissione J) istituita ad istanza delle facoltà di diritto di tutte le università svizzere, della sezione giuridica della Scuola di studi superiori di San Gallo e dei professori di diritto del Politecnico federale di Zurigo (PFZ) elaborò una prima concezione. Il rapporto commissionale fu approvato dalle facoltà di diritto e dalla Società svizzera dei giuristi. Una nuova commissione2', in collaborazione con rappresentanti delle università e con il presidente della Società svizzera dei giuristi, svolse ancora preziosi lavori preparatori che terminarono alla fine del 1967; essi permisero di presentare una domanda di sussidio al Fondo nazionale svizzero per le ricerche scientifiche. Nel gennaio 1968, il Fondo nazionale dichiarò che era fondamentalmente disposto ad appoggiare la creazione e la gestione dell'istituto ma avrebbe concesso crediti edilizi e avrebbe pagato contributi alla ricerca soltanto sulla scorta di studi e lavori preparatori particolareggiati.

Questa decisione positiva consentì di formare un comitato provvisorio di fondazione, presieduto dal professor H. Merz (Berna), presidente della Società svizzera dei giuristi. Tutte le sezioni giuridiche e le facoltà di diritto 1} 2)

Prof. H. Merz (Berna), presidente, e i prof. E. Bucher (Berna), J.-M. Grossen (Neuchâtel) e A. Meier-Hayoz (Zurigo).

Prof. A.E. v. Overbeck (Friburgo), presidente, e i prof. E. Bucher (Berna), P.

Lalive (Ginevra), K. Neumayer (Losanna) e F. Vischer (Basilea).

779

delle università svizzere vi erano nuovamente rappresentate. Un piccolo gruppo di lavoro, cui parteciparono i professori A.E. von Overbeck (presidente), E. Bucher e J.-M. Grossen, fu incaricato di trattare diversi problemi.

Il gruppo di lavoro presentò il suo rapporto finale nel giugno 1969. I principi applicabili alla creazione dell'istituto erano così posti e l'attuazione del progetto poteva dunque iniziare.

Riesaminando la sua prima decisione, il Fondo nazionale, all'inizio del 1970, affermò di non essere in grado di assumere il finanziamento completo dell'Istituto, comprese le spese delle installazioni e eventualmente quelle edilizie. A suo dire, occorreva esaminare la possibilità di far capo all'aiuto federale alle università. Dal canto suo, il Consiglio svizzero della scienza, chiamato ad esprimersi in merito, costatò che l'attuazione dell'istituto era non solo giustificata ma anche di grande urgenza e necessità (luglio 1970).

Esso subordinava però la sua approvazione alla condizione che le facoltà di diritto svizzero assumessero la responsabilità scientifica dell'istituto. Inoltre, il progetto doveva essere ampliato in modo da comprendere pure un centro di documentazione per il diritto svizzero ed un centro di ricerca per la sociologia e lo sviluppo del diritto. Un'inchiesta condotta dalla Conferenza universitaria svizzera stabilì che l'istituto doveva assumere la forma di uno stabilimento federale, con equa partecipazione del Cantone di sede.

Il plenum della Conferenza universitaria prese una decisione in tal senso il 9 dicembre 1970 e, alla fine dello stesso anno, sottopose una pertinente proposta al capo del Dipartimento federale dell'interno. Su iniziativa della Conferenza universitaria svizzera, le facoltà di diritto e le sezioni giuridiche di tutte le università svizzere si dichiararono disposte ad assumere la responsabilità scientifica dell'istituto.

Il 25 aprile 1973, abbiamo deciso di creare questo istituto federale e abbiamo incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di presentarci un rapporto completivo ai fini di concretare il progetto di base. Sulla scorta di questo rapporto, il 16 giugno 1975, abbiamo deciso di scegliere LosannaDorigny come sede dell'istituto e approvato il piano di finanziamento esposto nel numero 41. Secondo questo piano, il contributo federale alle spese di costruzione, stabilito d'intesa con il Cantone di sede, sarà fornito in virtù della legge speciale di cui vi presentiamo il disegno; per altro, abbiamo1 determinato anche l'estensione del contributo annuo alle spese d'esercizio (cfr. n. 41) D.

" Un'esposizione completa della genesi dell'Istituto svizzero di diritto comparato si trova nel rapporto finale della Commissione per la creazione di un Istituto svizzero di diritto comparato (rapporto arancione, giugno 1969) come anche nel rapporto completivo della stessa commissione (rapporto bianco, febbraio 1971). Rinviamo infine al rapporto pubblicato nel Bollettino d'informazione del Consiglio svizzero della scienza (Politica della scienza) n. 5/1970 pag. 25 segg.

780

212 Necessità di un istituto di diritto comparato II diritto comparato è una scienza giuridica relativamente giovane. Nel XIX secolo, gli Stati nazionali si formarono e svilupparono parallelamente all'elaborazione di sistemi giuridici propri a ciascuno e dunque diversi. Dall' inizio del XX secolo, si incominciò a intravvedere che, in tutti i Paesi, si presentavano costantemente gli stessi problemi umani e che le questioni giuridiche connesse erano in parte risolte con soluzioni contrastanti. Il bisogno di analizzare e raffrontare queste soluzioni divergenti divenne reale e acquisì sempre maggiore importanza pratica per la legislazione e l'applicazione del diritto.

Lo studio del diritto comparato ha assunto importanza considerevole, segnatamente nel corso degli ultimi trent'anni. Esso è stato principalmente stimolato dalle organizzazioni internazionali, in particolare dalle Nazioni Unite e dalla Comunità economica europea, di cui la Svizzera non fa parte, ma anche da altre organizzazioni cui la Svizzera ha a suo tempo aderito, come il Consiglio d'Europa. In questo campo, il nostro Paese deve ricuperare un importante ritardo che si manifesta non solo nella ricerca ma anche nei lavori legislativi e negli sforzi di armonizzazione del diritto a livello internazionale. Per colmare tutte queste lacune sono non da ultimo necessari anche centri appropriati di ricerca e documentazione.

I seguenti motivi fanno chiaramente apparire la necessità obiettiva di un istituto di diritto comparato.

Nessuna biblioteca delle nostre università, e ancor meno dei nostri tribunali o delle nostre amministrazioni, dispone, nel campo del diritto comparato e del diritto estero, di una raccolta d'opere e di riviste assai ampia per soddisfare ad esigenze scientifiche. I mezzi finanziari di cui presentemente dispongono le biblioteche non basterebbero per porre rimedio a questo stato di cose, e per altro ciò esulerebbe dall'ambito delle loro attribuzioni. Per questo motivo, nel campo del diritto comparato soltanto l'«Institut de droit comparé» dell'Università di Losanna e l'«Institut für internationales Recht und internationale Beziehungen» dell'Università di Basilea offrono una collezione d'opere di livello superiore alla media delle biblioteche delle università o delle facoltà svizzere (tuttavia senza raggiungere il livello, per esempio, di una ricca biblioteca di facoltà nella Repubblica federale di Germania).

Oltre a questi istituti, anche la Biblioteca centrale del Parlamento e dell' amministrazione federale rende preziosi servizi, segnatamente nella categoria delle riviste. Tuttavia, né i fondi disponibili né i suoi compiti particolari riguardo al Parlamento e all'amministrazione le consentono di svolgere anche la funzione di un istituto di diritto comparato. Inoltre devono essere menzionate le documentazioni raccolte dalle sedi delle organizzazioni in-

781

ternazionali in Svizzera (Nazioni Unite, Organizzazione internazionale del lavoro, Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale ecc.) le quali, tuttavia, si restringono piuttosto al diritto internazionale pubblico e non possono soddisfare alle esigenze suesposte.

Ma non solo lo studio scientifico del diritto estero (soprattutto del diritto comparato in quanto tale) necessita oggi di uno strumento di lavoro specializzato, sul tipo dell'istituto proposto; anche la legislazione, in misura ancor maggiore, deve poter fondarsi su una preparazione documentata degli atti legislativi. Ogni legge federale, e persino certe leggi cantonali, dovrebbero poggiare su una solida conoscenza del diritto estero comparabile. Nelle condizioni odierne, tuttavia, vi è il pericolo che i rinvii al diritto estero vengano omessi, rimangano incompleti o si fondino su opere superate. L'insufficiente conoscenza dei sistemi giuridici esteri renderà sempre più difficile l'elaborazione della nostra legislazione. La creazione dell'istituto rappresenta un passo importante verso un fondamento scientifico della legislazione. (Per quanto concerne la funzione dell'istituto nella partecipazione a lavori di armonizzazione del diritto a livello internazionale e di elaborazione dei trattati, rinviamo al numero 223).

Per altro, la necessità di un istituto svizzero di diritto comparato potrebbe essere contestata soltanto se, senza troppe complicazioni, lo studio di determinati problemi di diritto comparato e ricerche consimili potessero essere affidati ad istituti esteri. Tuttavia, un motivo di politica giuridica si aggiunge ai motivi di ordine scientifico: la creazione dell'istituto è infatti giustificata anche dallo sviluppo autonomo dell'insieme del diritto svizzero.

Aggiungiamo che il Consiglio svizzero della scienza, nel suo rapporto sulla ricerca del 1973 (pag. 100 a 102), ha nuovamente posto l'accento sull importanza e l'urgenza della realizzazione dell'istituto. Vi sono interessati, oltre agli organi incaricati della politica svizzera della scienza, l'amministrazione federale, il Tribunale federale, le facoltà di diritto e le sezioni giuridiche delle università e delle scuole superiori, nonché la Società svizzera dei giuristi e, pertanto, ampie cerehie di avvocati.

22 Scopo e compiti dell'istituto L'Istituto di diritto comparato, come strumento di lavoro dagli usi molteplici, deve avantutto essere a disposizione di tutti i giuristi interessati.

Esso deve inoltre condurre proprie ricerche di diritto comparato, segnatamente a richiesta di servizi federali, preparare la partecipazione della Svizzera a convenzioni internazionali, formulare pareri di diritto su questioni di diritto internazionale ecc. (Il nome di «Istituto di diritto comparato» è dunque incompleto e non ingloba la totalità delle attività e dei lavori previsti. Con il passare del tempo, esso è tuttavia divenuto d'uso comune.) Uno

782 degli scopi primordiali dell'attività dell'istituto consisterà nel coordinare gli sforzi compiuti in Svizzera a livello di diritto comparato e di documentazione giuridica al fine di evitare quanto possibile i doppi impieghi.

221 L'istituto come strumento di lavoro Come già esposto nel numero 212, la Svizzera soffre di serie carenze nel campo delle biblioteche e della documentazione necessarie al diritto comparato e allo studio del diritto estero e del diritto internazionale. Un breve cenno alla situazione all'estero consentirà di rendersene conto.

Negli Stati Uniti d'America per esempio, la Harvard Lavo School dispone di una biblioteca che, sin dal 1966, acquista ogni pubblicazione giuridica, indipendentemente dalla lingua e dall'origine. La Law School dell'Università di Berkeley/California e la Library of Congress possiedono collezioni considerevoli, rinomate nel mondo intero. Parimente, quasi tutti gli Stati europei dispongono di una o più vaste collezioni; menzioniamo in particolare l'Institute of Advanced Legai Studies dell'Università di Londra e il British Institute of International and Comparative Law. Il Centre français de droit compare, in piena espansione, assume un'importanza vieppiù crescente. Ma anche in Italia (Istituto internazionale per l'unificazione del diritto privato, Roma), nei Paesi Bassi ed in Belgio vi sono istituti ben strutturati e di nomea internazionale. Gli istituti della Repubblica federale di Germania sono considerati del tutto notevoli: per esempio le biblioteche delle Università di Colonia, Monaco, Berlino, Friburgo in Brisgovia, ma soprattutto i cinque istituti della Società Max-Planck, finanziati in maggior parte dallo Stato. Proprio quest'ultimi offrono anche ai giuristi svizzeri l'occasione di accedere a una documentazione e a installazioni che oggi mancano ancora ampiamente nel nostro Paese.

Poiché in Svizzera non vi è un istituto che, anche solo approssimativamente, possa essere paragonato a quelli suesposti, la soluzione più razionale è quella di costituire una sola biblioteca centralizzata e specializzata per il diritto estero. Un istituto centrale per tutta la Svizzera offrirebbe il grande vantaggio di avere una capacità di rendimento più elevata, tenuto conto da un lato delle risorse della Confederazione e dei Cantoni come anche dei crediti d'esercizio necessari e, d'altro lato, delle dimensioni relativamente modeste del nostro Paese.

L'utilità e l'efficacia dell'istituto dipenderanno soprattutto dalla sua attrezzatura. Esso dovrà disporre in primo luogo di una documentazione circostanziata (letteratura, periodici e testi di leggi) e, in stretto collegamento con questa, di un catalogo completo che tenga conto delle esigenze di parecchie categorie di problemi. L'istituto dovrà inoltre essere dotato di mezzi tecnici moderni e adeguati e gli utenti dovranno poter beneficiare

783

non solo della documentazione suddetta ma anche, grazie a collegamenti diretti, di quella di altri istituti svizzeri o esteri. L'istituto potrà dunque provvedere a un'informazione e a una documentazione costante sullo stato più recente della legislazione e della dottrina dei più importanti Paesi europei e d'oltremare. Affinchè le possibilità dell'istituto siano effettivamente sfruttate, i collaboratori scientifici e amministrativi, accuratamente scelti, sperimentati e specializzati nei diversi campi, dovranno assistere costantemente i ricercatori, i funzionari e gli altri utenti dell'istituto aiutandoli a procurarsi la documentazione necessaria, particolarmente in lingue poco correnti o in campi giuridici speciali, e ad impiegare i mezzi tecnici corrispondenti.

L'istituto si presenterà dunque come una vera azienda di prestazione di servizi a disposizione di ogni interessato. Per motivi pratici, si è deciso di stabilirne la sede in una città universitaria, con tutti i vantaggi che l'ambiente universitario comporta. Non ne risulterà tuttavia una dipendenza riguardo alla facoltà di diritto del Cantone di sede; al contrario, l'istituto sarà uno strumento di lavoro che offrirà gli stessi vantaggi a tutti i giuristi del nostro Paese.

222 Attività dì ricerca dell'istituto Indipendentemente dal suo ruolo di strumento di lavoro per l'amministrazione, i tribunali, gli avvocati e le università, l'istituto deve condurre proprie ricerche di diritto comparato in materia di diritto privato, penale o amministrativo, di diritto internazionale privato e penale e di diritto delle genti. Il tema delle ricerche sarà definito in un programma di lavoro allestito dal consiglio dell'istituto (art. 7 del disegno di legge). Indipendentemente dalla loro non trascurabile importanza universitaria, questi lavori di ricerca saranno soprattutto utili per l'attività legislativa della Confederazione.

È ovvio che la Svizzera, Paese dai legami e dagli interessi estesi a livello internazionale, ha urgente bisogno di tale materiale per la sua legislazione. Nelle condizioni odierne, non si può più chiedere alle commissioni peritali e amministrative incaricate di lavori legislativi preparatori di procurarsi, in modo piuttosto fortuito e spesso incompleto, conoscenze su sistemi giuridici comparabili o, nel migliore dei casi, di fondarsi su lavori preliminari dovuti ad iniziative private. L'istituto può fornire un aiuto prezioso informando sui risultati di utili lavori di ricerca fatti da specialisti di ogni materia, dove sono esposti lo spirito e il contesto di soluzioni estere di un certo interesse. Tali mandati di ricerca potrebbero essere adempiuti non soltanto dai collaboratori dell'istituto ma, all'occorrenza, anche in collaborazione con i professori e collaboratori scientifici delle facoltà. L'istituto potrà dunque contribuire egregiamente alla promozione del lavoro collettivo nel campo giuridico, metodo di lavoro oggi ancora poco corrente.

784

223 Cooperazione internazionale In uno Stato moderno, i lavori legislativi non si restringono all'elaborazione del diritto interno. Ogni Stato è chiamato a collaborare vieppiù alla creazione di norme soprannazionali, in forma di trattati o di risoluzioni adottate da organizzazioni internazionali. Anche per la Svizzera è assai importante di potervi esporre un punto di vista ben documentato. Infatti, quando una norma di diritto è stata decretata da un'organizzazione internazionale o da una conferenza diplomatica, le Camere federali non possono far altro che scegliere tra l'accettazione del testo tale quale e la sua reiezione, senza possibilità di modificazione o miglioramento.

La Svizzera partecipa regolarmente a conferenze di organizzazioni internazionali (Consiglio d'Europa, Conferenza dell'Aia di diritto internazionale privato, Istituto internazionale per l'unificazione del diritto privato a Roma ecc.), di cui essa è membro. Parimente, alcune organizzazioni di cui la Svizzera non fa parte emanano norme giuridiche importanti per il nostro Paese; per il momento però noi non possiamo ancora influire su questa evoluzione del diritto. Citiamo ad esempio la Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale e la Comunità europea.

Quest'ultima ha non solo istituito un esteso diritto comunitario, ma anche stimolato l'armonizzazione delle legislazioni nazionali, il che ha in parte condotto ad importanti trasformazioni. Per esempio, la vigente Convenzione della CEE sulla competenza giudiziaria e il riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze o il progetto di Convenzione sul diritto internazionale privato delle obbligazioni hanno già o avranno ripercussioni dirette per la Svizzera, indipendentemente da una sua eventuale adesione. Tuttavia, la Svizzera ha saltuariamente la possibilità di inviare osservatori in queste organizzazioni o in queste conferenze; essa può inoltre esercitare un certo influsso -- che in gran parte dipende tuttavia dalle relazioni personali del momento -- in occasione di conferenze, colloqui e congressi di carattere ufficiale successivi ai lavori di queste organizzazioni, ma invero assai sporadici.

È altamente auspicabile che i rappresentanti del nostro Paese dispongano di una base logistica sufficiente -- che l'istituto può in ogni caso offrir loro -- al fine di potersi presentare a tali conferenze internazionali provvisti di solide conoscenze; questo fondamento deve procurar loro l'assistenza e la documentazione necessarie per la preparazione dei lavori e porli meglio in grado di procedere a fruttuosi scambi di opinioni con le cerehie interessate del nostro Paese.

A livello internazionale, l'istituto contribuirà all'irradiamento del pensiero giuridico svizzero, grazie segnatamente a strette relazioni con analoghi istituti esteri. In questo aspetto, uno scambio di documenti e di informazioni si impone nell'interesse di tutti i partecipanti.

785 224 Attività consultiva dell'istituto L'aumento e l'intensificazione delle relazioni internazionali dello Stato e dell'economia, nonché l'accresciuta mobilità delle persone, fanno sì che i tribunali si trovano sempre più confrontati anche con casi soggetti al diritto straniero. Il più delle volte, qualora trattasi del diritto di Paesi vicini, i tribunali svizzeri riescono a cavarsela senza troppe difficoltà. Per contro, vere e proprie difficoltà sorgono nei casi in cui entra in gioco il diritto di Paesi lontani. L'istituto (come da lungo tempo quelli germanici) potrà alleviare in notevole misura gli organi giurisdizionali di ogni grado, soprattutto mettendo a loro disposizione i documenti necessari e fornendo loro pareri di diritto. Questi servizi procureranno fondamenti di giudizio più sicuri, che altrimenti dovrebbero essere forniti dalle parti al prezzo di difficoltà notevolmente maggiori, e contribuiranno così a migliorare la giurisprudenza svizzera nelle cause internazionali.

L'istituto darà i suoi pareri di diritto non solo ai tribunali ma anche alle autorità amministrative della Confederazione, dei Cantoni e dei comuni, come anche agli avvocati e alle cerehie interessate dell'economia privata.

Rileviamo che presentemente la Divisione federale della giustizia deve troppo spesso dare informazioni e redigere pareri nel campo del diritto internazionale privato all'attenzione dei tribunali e degli avvocati l) La maggior parte di questa attività potrebbe essere ripresa dall'istituto sgravando così la Divisione della giustizia da un compito assai dispendioso.

Per contro, l'istituto sarà indennizzato per i servizi resi, nella misura prescritta da un disciplinamento emanato dal Consiglio federale. I mandanti privati dovranno sopperire interamente a queste spese, le autorità cantonali soltanto parzialmente.

225 Altri compiti Per iniziativa del Consiglio svizzero della scienza, si è previsto di estendere il suddetto campo d'attività a due altri settori direttamente collegati con il diritto comparato. L'istituto dovrà infatti costituire anche un centro di documentazione sul diritto svizzero e svolgere ricerche su la sociologia e lo sviluppo del diritto.

225.1 Centro di documentazione sul diritto svizzero Come rilevato anche nel rapporto del Consiglio svizzero della scienza, in Svizzera vi sono presentemente diverse ma incomplete documentazioni giuridiche. In genere, le decisioni cantonali e comunali in materia di diritto ])

Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione, 1975, fase.

39/IV, n. 115.

786 amministrativo non sono in genere o sono soltanto difficilmente accessibili poiché non comprese (tranne poche eccezioni) in documentazioni sistematiche. L'istituto dovrà quindi sforzarsi di completare le raccolte esistenti e integrarle in un sistema centrale ben ordinato.

L'approntamento di questa documentazione dovrà fornire anche l'occasione per studi d'informatica giuridica: si dovranno cioè esaminare le possibilità di applicare il trattamento elettronico dei dati alla scienza giuridica e in particolare di allestire su ordinatore il catalogo della biblioteca, secondo esempi esteri. I metodi dell'informatica giuridica saranno studiati in stretta collaborazione con i servizi competenti dell'amministrazione federale e con altri interessati, come la Società svizzera per l'informatica giuridica, fondata nel 1972. Non si prevede tuttavia di registrare tutta la documentazione su ordinatore; d'altronde, l'istituto non ne avrebbe i mezzi dacché, secondo gli esperti, questo compito esigerebbe grandi somme di denaro e un numero considerevole di collaboratori supplementari.

225.2 Ricerche sullo sviluppo del diritto Le ricerche di diritto comparato possono essere messe completamente a profitto soltanto se fondate su una diretta relazione con le realtà sociali.

In questo senso, il Consiglio svizzero della scienza ha evidenziato l'importanza di uno studio simultaneo dei fatti giuridici, fondamento indispensabile per lo sviluppo del diritto.

Nessuno contesta che la legislazione migliora qualitativamente se può fondarsi su accurate inchieste sociologiche. L'attuazione di questo postulato non è però scevra da difficoltà. Le commissioni peritali, per esempio, consultano sociologhi ma devono frequentemente riconoscere che tali inchieste, realizzate senza il concorso di giuristi, sono insufficienti poiché non individuano o non individuano sufficientemente i problemi che interessano in particolare il legislatore. Si tratta in ultima analisi di appianare le difficoltà sorte da un lavoro interdisciplinare. Nella sua proposta, il Consiglio svizzero della scienza ha voluto tener conto anche del postulato Schürmann (del 19 settembre 1968) vertente sullo stesso oggetto 1). A tal fine però, l'istituto non dovrà assumere sociologhi, psicoioghi, economisti o altri specialisti delle scienze sociali bensì formare un centro di ricerche al servizio di gruppi peritali che, dal canto loro, saranno composti (secondo il compito particolare loro assegnato) di specialisti delle discipline interessate. Anche la biblioteca dell'istituto dovrà tenerne conto per completare le sue collezioni.

1}

II postulato invita il Consiglio federale ad esaminare la possibilità di creare un Istituto svizzero di ricerche politiche e sociologiche nel campo del diritto.

Il testo del postulato e le osservazioni del Consiglio svizzero della scienza sono riprodotti nel Bollettino d'informazione del Consiglio svizzero della scienza n. 5/1970pag. 35 segg.

787

23 Costituzione e organizzazione dell'istituto 231 Sede Come già osservato nei cenni generali, l'istituto deve essere integrato nel nuovo centro universitario di Losanna-Dorigny. La scelta di questa ubicazione è stata dettata dalle seguenti considerazioni.

In un piccolo Paese come la Svizzera, che dispone di una buona rete di comunicazioni, la questione dell'ubicazione ha soltanto importanza secondaria. Le città universitarie di Basilea e di Losanna avevano in un primo tempo posto la loro candidatura, seguite, un po' più tardi, da Berna. Basilea tuttavia la ritirò per diversi motivi. Berna avrebbe offerto parecchi vantaggi.

La sua posizione centrale, le sue eccellenti comunicazioni con tutte le parti del Paese, e soprattutto la sua vicinanza all'amministrazione federale, sarebbero state alquanto favorevoli. La realizzazione dell'istituto si sarebbe nondimeno urtata a diverse difficoltà; il suo insediamento definitivo sul Viererfeld non sarebbe per esempio stato possibile prima del 1980 e nel frattempo si sarebbe dovuto trovare un'ubicazione provvisoria.

Per contro, il Cantone di Vaud è stato in grado di sottoporre alla Confederazione una proposta corrispondente al progetto esposto nel presente messaggio. Si prevede sostanzialmente di costruire un edificio separato sul nuovo terreno universitario di Losanna-Dorigny, in bella posizione. L'istituto sarà indipendente ma potrà simultaneamente beneficiare della presenza dell'università, per esempio dei servizi generali, della biblioteca universitaria e della facoltà di diritto. Il progetto può essere realizzato nel breve lasso di tempo di 18 mesi. La rapida ultimazione dei lavori sarà resa possibile dall' integrazione dell'istituto nel programma generale di costruzione d'i LosannaDorigny, affidato a un servizio specializzato -- il Bureau de construction de la Cité universitaire de Lausanne-Dorigny.

In favore della soluzione losannese parla anche il fatto che l'istituto progettato potrà proseguire l'attività dell'odierno istituto di diritto comparato dell'università di Losanna. Inoltre, il Cantone di Vaud si è dichiarato disposto a consegnare gratuitamente all'istituto la collezione di diritto estero (eccettuati il diritto francese e quello germanico) di cui è provvisto l'istituto vodese di diritto comparato. La Confederazione è interessata ad assumere questa collezione, costituita con un non trascurabile contributo del Fondo nazionale, la quale sarà un utile e prezioso elemento fondamentale per la biblioteca dell'istituto.

La posizione leggermente decentralizzata sarà ampiamente compensata dalla vicinanza del Tribunale federale e di Ginevra, centro di numerose relazioni internazionali.

788

232 Rapporti tra la Confederazione e U Cantone di sede Secondo il previsto fondamento legale (art. 16 del disegno di legge), i rapporti tra la Confederazione e il Cantone di Vaud saranno stabiliti da una convenzione che porrà per l'essenziale norme relative al committente, al finanziamento della costruzione dell'istituto e alla manutenzione dell' edificio. Il Cantone si impegna a costruire e ad attrezzare l'istituto sopportandone le spese. La Confederazione vi parteciperà con un sussidio del 50 per cento (cfr. infra n. 411). L'edificio sarà proprietà del Cantone; questi potrà dunque assumerlo per i suoi propri bisogni universitari nell'eventualità di uno spostamento ulteriore dell'istituto ma non potrà, senza il beneplacito della Confederazione, modificarne la destinazione né disdire la convenzione. Il Cantone si impegna pure a provvedere ai lavori di manutenzione e probabilmente anche ad assicurare l'esercizio tecnico. Riservato l'indennizzo per le spese di gestione, la Confederazione potrà usufruire gratuitamente dell'edificio.

233 Responsabilità Secondo il disciplinamento legale previsto, nonché secondo la forma giuridica proposta, la responsabilità giuridica dell'istituto incomberà alla Confederazione per quanto concerne la direzione e l'esercizio, sottoposti a vigilanza federale. Tuttavia, anche la responsabilità finanziaria dell'esercizio incomberà alla Confederazione (cfr. infra n. 412), poiché sarà essa in primo luogo a profittare dei lavori dell'istituto. D'altronde, un Cantone universitario non potrebbe sopportare da solo il peso di un istituto di portata nazionale. Obblighi per lo meno altrettanto importanti saranno però assunti anche dalle facoltà e sezioni giuridiche delle università svizzere, le quali dovranno sopportare parte della responsabilità scientifica. Questo impegno 'implica un contatto istituzionalizzato con le università, i politecnici federali e la Scuola di studi superiori di San Gallo. Per questo motivo, ciascuna di queste scuole disporrà di un seggio permanente nel consiglio dell' istituto, che ne è l'organo supremo.

234 Forma giuridica L'istituto sarà creato in forma di stabilimento di diritto pubblico autonomo della Confederazione. Poiché esso non deve soltanto contribuire alla ricerca scientifica privata ma essere soprattutto a disposizione della Confederazione (che ne è responsabile) per i lavori legislativi e la collaborazione all'elaborazione del diritto internazionale, questa forma giuridica è stata preferita ad altre possibili, per esempio a quella della fondazione di diritto privato. Per altro, l'istituto si presenta come un'istituzione stabile e dure-

789 vole e non come un bene patrimoniale destinato meramente a uno scopo determinato. Esso allestirà il proprio bilancio di previsione, terrà contabilità separata e potrà concludere in suo proprio nome contratti con terzi su mandati di ricerca, prestazioni di servizi, donazioni ecc.

235 Utilizzazione L'utilizzazione, l'organizzazione e la gestione dell'istituto sono disciplinati dal diritto federale, ossia, quanto alle modalità, dall'ordinanza del Consiglio federale, dai regolamenti dell'istituto e dalla convenzione con il Cantone di Vaud. L'utilizzazione (riservata la riscossione eventuale di emolumenti di cancelleria) sarà retta dal principio del libero accesso; in contropartita e conformemente alla convenzione, i collaboratori e gli utenti dell' istituto avranno libero accesso alla biblioteca centrale universitaria, alle biblioteche di seminario e ai locali comuni dell'università di Losanna.

236 Organizzazione Gli organi dell'istituto sono il consiglio dell'istituto, il comitato, il direttore e la direzione.

L'organo supremo è il consiglio dell'istituto, nominato dal Consiglio federale (cfr. art. 6 del disegno di legge) e composto in maggior parte di rappresentanti della Confederazione. Accanto al direttore della Divisione federale della giustizia, membro d'ufficio, vi saranno rappresentanti dell' amministrazione federale -- per esempio del Dipartimento federale delle finanze e delle dogane -- come anche del Tribunale federale e dei politecnici federali. Inoltre vi saranno rappresentati, in ragione di un delegato ciascuno, tutte le facoltà di diritto svizzere, la sezione giuridica della Scuola di studi superiori di San Gallo, la Società svizzera dei giuristi e il Cantone di sede.

Il consiglio dell'istituto nomina un comitato direttivo, composto del presidente del consiglio (come presidente), di due rappresentanti della Confederazione e di due altri membri del consiglio.

Il consiglio e il suo comitato pianificano e decretano nelle grandi linee l'attività dell'istituto e esercitano il controllo su di essa. In particolare, stabiliscono il programma di ricerca e di lavoro e prendono le decisioni importanti in materia di finanze e personale.

La direzione e la gestione vere e proprie incombono alla direzione, in particolare al direttore, il quale rappresenta l'istituto nelle relazioni con l'esterno. Con la collaborazione della direzione, il direttore dirige l'attività

790 scientifica e amministrativa dell'istituto (art. 8). I particolari saranno disciplinati dall'ordinanza. Secondo la prevista organizzazione interna, l'istituto si suddividerà in parecchie sezioni, ossia biblioteca e documentazione, diritto comparato, sociologia e sviluppo del diritto. I capisezione formeranno, con il direttore, la direzione dell'istituto.

Le persone assunte come collaboratori scientifici dovranno essere altamente qualificate. Un requisito essenziale sarà la conoscenza specifica di parecchi sistemi giuridici stranieri. Ad ogni collaboratore saranno attribuiti compiti corrispondenti alle sue conoscenze e esperienza professionale; tuttavia, una stretta separazione delle attribuzioni non sarebbe ragionevole. Oltre all'attività di ricerca, i collaboratori scientifici dovranno occuparsi di compiti di coordinazione e pianificazione globale -- d'importanza fondamentale per la biblioteca e la documentazione -- nonché di prestazioni generali dell' istituto.

Come elemento centrale, la biblioteca dovrà disporre di un numero sufficiente di bibliotecari qualificati e d'aiuto-bibliotecari, ed essere amministrata da un capo particolarmente sperimentato. Infine l'istituto abbisognerà di collaboratori amministrativi e tecnici.

Durante la fase d'assestamento basterà un numero ridotto di collaboratori. Per cominciare, il capo della biblioteca, aiutato da alcuni assistenti, acquisterà i libri e raccoglierà la documentazione essenziale. La direzione, che dovrebbe essere composta in maggior parte di professori universitari, si dedicherà completamente all'istituto soltanto quando questo sarà in grado di svolgere completamente i suoi compiti nel campo della ricerca e della documentazione. In genere, sarà necessaria una certa moderatezza nell'assunzione definitiva di personale. Pertanto, i ricercatori a corto termine e i collaboratori meno qualificati saranno rimunerati soltanto in base a contratti di diritto privato.

237 Vigilanza La vigilanza esercitata dalla Confederazione avverrà in diversi modi.

Da un lato, i rappresentanti federali nel consiglio dell'istituto potranno esercitare un influsso decisivo sulle attività dell'istituto, specialmente su il programma di lavoro, la politica del personale, le spese di una certa importanza e gli investimenti. D'altra parte, l'istituto sarà posto sotto la vigilanza del Consiglio federale, esercitata per mezzo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (art. 14 del disegno di legge). Il consiglio dell'istituto e la Divisione federale della giustizia collaboreranno strettamente. Altre possibilità di vigilanza sono date dalla procedura di ricorso (cfr. art. 13) e dal controllo delle finanze (cfr. infra n. 31).

791 24 II progetto di costruzione 241 Integrazione nell'Università di Losanna-Dorigny Nel 1969, le autorità vodesi hanno deciso di spostare l'Università di Losanna verso la periferia della città, a Dorigny, a 4 km dal centro. Un piano concepito nel 1967 e costantemente sviluppato prevede la ripartizione dei nuovi edifici universitari nel modo seguente: la parte ovest accoglierà la facoltà di scienze naturali (in prossimità del politecnico federale di Losanna), quella centrale gli edifici comuni (biblioteca centrale universitaria, ristoranti e caffè) e quella orientale, le facoltà di scienze umane della nuova università. Questi stabilimenti saranno completati con un centro sportivo universitario, già parzialmente sistemato. Presentemente, nel settore delle scienze naturali sono già in servizio il collegio propedeutico (circa 800 allievi) e l'edificio delle scienze fisiche (circa 100 allievi). Per quanto concerne le facoltà di scienze umane, la prima tappa dovrebbe essere ultimata nel 1977; l'edificio potrà accogliere circa 1600 studenti.

L'istituto di diritto comparato sarà edificato nella zona delle scienze umane e fruirà di un'ubicazione privilegiata tra «l'allée» di Dorigny e il ruscello «La Chamberonne», a 80 m appena dall'edificio delle facoltà. Tutti gli impianti universitari sono accessibili ai collaboratori e agli utenti dell' istituto. L'intera zona è unicamente pedonale; i posteggi più vicini si trovano a circa 150 m. Le comunicazioni con il centro città sono garantite dai trasporti pubblici (percorso di 10 a 15 minuti).

242 Descrizione dell'edificio La biblioteca, in cui deve essere garantito il libero accesso ai libri, è concepita per accogliere da 120 000 a 200 000 volumi. Essa forma il nucleo dell'istituto: tutta l'attività propriamente detta e i servizi dell'istituto le gravitano attorno.

I due piani di forma quadrata (37 X 37 m), collegati da una scala centrale, consentono un'organizzazione funzionale. Il progetto prevede anche la possibilità futura di ampliare ogni piano, sul lato nord, con una superficie di 260 m2.

II piano superiore, d'una superficie lorda di 1 383 m2, comprende: --' l'entrata principale (facciata sud); --· l'atrio d'entrata che conduce, ad ovest (sinistra), agli uffici dell'istituto, al «foyer» e alla sala delle conferenze e, ad est (destra), alla direzione della biblioteca e ai suoi servizi;

792 -- nel centro, la biblioteca (prima parte), separata dall'atrio e dai corridoi, con la ricezione, il catalogo e le bibliografie, come anche una sala di riviste e uffici per i visitatori.

Al piano inferiore (superficie lorda di 1 367 m2) si trovano: --> la biblioteca (seconda parte), ovunque con libero accesso, con sale di lettura, uffici per i visitatori e tavoli di lettura; inoltre, un locale con armadi del tipo Compactus e altri locali destinati agli impianti tecnici.

I prescritti rifugi di protezione civile si trovano nell'attiguo edificio delle facoltà di scienze umane.

Conformemente al piano direttore per la zona delle facoltà di scienze umane, l'altezza della costruzione non supererà i due piani. Adattandosi alle condizioni topografiche, l'edificio sarà raccordato dal lato sud al viadotto principale della città universitaria; la facciata sud avrà un solo piano. Il tetto, a superficie piana e interrotta nel centro da nove vetrate piramidali, sarà visibile da parecchie posizioni e ammantato di verde. I pavimenti, visto che devono sopportare carichi utili importanti, saranno costituiti da due lastre di cemento armato appoggiate su pilastri distanti 7 m e 20 l'uno dall' altro. La vicinanza del viadotto faciliterà l'approvvigionamento dell'istituto.

La sistemazione interna terrà conto della necessità di garantire la massima flessibilità possibile. Si cercherà avantutto di assicurare un isolamento fonico ottimale, un buon equilibrio delle fonti energetiche (riscaldamento, insolazione) e un'attrezzatura pratica ben adeguata al personale e ai visitatori.


II calendario per la realizzazione dell'istituto è il seguente: decisione dell'Assemblea federale nel 1976; decisione del Gran Consiglio del Cantone di Vaud nel maggio 1976; costruzione: 18 mesi; consegna dell'edificio pronto per essere utilizzato: estate 1978.

3 Parte speciale 31 Commento agli articoli del disegno di legge Articoli I o 4 L'articolo 1 determina il nome, la forma giuridica e la sede dell'istituto.

Gli articoli 2 a 4 ne definiscono i compiti, che possono essere principali o secondari (art. 3 cpv. 1 e cpv. 3). La gestione della biblioteca specializzata e delle documentazioni (p. es. sulle legislazioni estere e sui trattati internazionali) è un compito principale e costituisce nel contempo il mezzo più

793 importante per conseguire gli scopi dell'istituto (art. 3 cpv. 2). Secondo l'articolo 4, gli organi dell'istituto hanno l'obbligo di collaborare con gli specialisti svizzeri ed esteri.

Articoli 5 a 9 Gli articoli 5 a 9 contengono le disposizioni sull'organizzazione, la direzione e lo statuto dei collaboratori.

Dopo l'enumerazione degli organi (art. 5) è disciplinata la costituzione del consiglio dell'istituto e del suo comitato (art. 6), come già accennato più sopra; la Confederazione avrà la maggioranza nel consiglio poiché disporrà di 11 seggi su 21, la stessa cosa avverrà probabilmente per il comitato direttivo, composto di 5 persone. L'articolo 7 enuncia le attribuzioni più importanti dei due organi. Esse saranno per altro precisate e ripartite nell'ordinanza del Consiglio federale. Il consiglio dell'istituto, che ri riunirà soltanto alcune volte all'anno, sarà principalmente incaricato di deliberare sulle questioni scientifiche e di pianificarle (allestimento del programma di ricerca e di lavoro, proposte per la nomina del direttore e la scelta dei collaboratori superiori, contatti con le facoltà e le sezioni di scienze giuridiche ecc.). Il comitato invece si riunirà regolarmente e prenderà soprattutto le principali decisioni amministrative (proposte per l'approvazione del bilancio di previsione, dei conti e del rapporto annuale, nomina di collaboratori, decisioni concernenti ricerche effettuate su mandato e donazioni di terzi, decisioni su ricorso in affari di competenza dell'istituto secondo l'articolo 13 ecc.).

Le attribuzioni del direttore e della direzione saranno stabilite nell'ordinanza; esse concernono soprattutto l'organizzazione e la gestione dell'istituto, le proposte al consiglio dell'istituto e al comitato, l'assunzione del personale e i mandati affidati a terzi (art. 8). Precisazioni in merito ai collaboratori scientifici e amministrativi (art. 9) sono date nei numeri 236 e 42. L'ordinanza del 2 dicembre 1974 sull'attività insegnativa degli agenti dell'amministrazione generale della Confederazione (RS 172.221.126) è applicabile ai collaboratori scientifici dell'istituto che svolgono un insegnamento universitario (art. 9 cpv. 3).

Articoli 10 e 11 II finanziamento dell'esercizio (cfr. infra n. 412) è a carico della Confederazione e iscritto nel suo bilancio di previsione (art. 10).

L'istituto riscuote emolumenti per i pareri e le informazioni date, eccettuate quelle destinate alle autorità e all'amministrazione federali (art. 11).

Articoli 12 a 14 L'articolo 12 autorizza il consiglio dell'istituto ad emanare l'ordinamento interno, nonché altre disposizioni come il regolamento del consiglio Foglio federale 1976, Voi. I

52

794 e quello della direzione. I particolari saranno disciplinati nell'ordinanza del Consiglio federale.

L'articolo 13 rinvia alle possibilità di ricorso previste dalle disposizioni sulla giurisdizione amministrativa federale.

L'articolo 14 disciplina la vigilanza federale. L'Assemblea federale sarà informata sull'attività dell'istituto nel rapporto di gestione del Consiglio federale. Il bilancio di previsione, i conti e il rapporto annuale saranno sottoposti alle commissioni delle finanze. Secondo l'articolo 10 capoverso 2, alla gestione finanziaria e alla contabilità dell'istituto sono applicabili i principi della legge federale del 18 dicembre 1968 concernente la gestione finanziaria della Confederazione (RS 611.0) e della legge federale del 28 giugno 1967 sul controllo federale delle finanze (RS 614.0). In virtù dell'articolo 8 di quest'ultima legge, il controllo federale delle finanze esercita pure la sorveglianza su questo istituto autonomo. Per altro, esso è in grado di funzionare come organo di revisione.

Articolo 15 L'articolo 15 stabilisce il fondamento legale per l'assegnazione di un contributo federale alle spese di costruzione e ne stabilisce il limite massimo (cfr. n. 411).

Artìcoli 16 e 17 L'articolo 16 è ü fondamento legale per stipulare la convenzione con il Cantone di sede in merito alla costruzione, alla locazione e alla manutenzione dell'edificio. L'articolo 17 contiene le disposizioni finali (referendum e entrata in vigore).

4 Ripercussioni finanziarie e a livello del personale 41 Ripercussioni finanziarie 411 Costo della costruzione Secondo il progetto discusso con il Cantone di sede, l'edificio dovrà essere costruito dal Cantone di Vaud (cfr. supra n. 232). Secondo l'avamprogetto dell'Ufficio di costruzione della città universitaria di LosannaDorigny (BUD) del settembre 1975, le spese di costruzione ammonteranno a 7 milioni di franchi (indice dei costi al 1° ottobre 1975 = 162,3 punti).

Le spese di costruzione si ripartiscono nel modo seguente:

795 Lavori preparatori (canalizzazione, accesso, superficie di posteggio) Edificio: 13 800 nm3 a 360 fr./m?

2 750 m2 di superficie lorda a 1 807 fr./m2 Assestamento Lavori di sistemazione esterna Spese accessorie, tasse Materiali, macchine Mobilio (uffici e biblioteca)

Fr.

380 000

4 970 000 480 000 210 000 160000 450 000 350 000 7 000 000

II prezzo di 360 fr./m3 (volume SIA) può essere considerato vantaggioso per un edificio di questo genere, dotato di installazioni speciali.

Fondandosi sugli articoli 15 e 16 della legge, la Confederazione si impegnerà, nell'ambito della convenzione con il Cantone di Vaud, ad accordare per queste spese di costruzione un contributo speciale del 50 per cento, ma al massimo di 3 500 000 franchi.

412 Spese d'esercizio Le spese d'esercizio dell'istituto sono a carico della Confederazione (art. 10). Per lo stadio definitivo sono valutate a 2350000 franchi (indice del 1976).

Approssimativamente si ripartiscono come segue: Salari e prestazioni sociali Spese generali, in particolare costi d'esercizio dell'edificio (170000fr.)

Attività scientifiche (colloqui, pubblicazioni, E.D.P. ecc.) . .

Biblioteca (acquisti di opere e biblioteche, abbonamenti, rilegature ecc.)

Fr.

1 470 000

290 000 140000 450 000

2 350 000 Il piano di finanziamento dell'esercizio è il seguente: 1977 1978 1979 1980 (senza spese aggiuntive dovute al rincaro).

Fr.

1 500 000 1 500 000 1 800 000 2 350 000

796

42 Ripercussioni a livello del personale In rapporto ai suoi compiti, l'istituto è concepito in modo assai parsimonioso e abbisognerà soltanto di 20 collaboratori nello stadio di funzionamento definitivo. Undici saranno incaricati dei lavori giuridici, ossia il direttore e i suoi sette collaboratori scientifici, due segretari e un contabile (o una segretaria supplementare); la biblioteca specializzata richiederà nove collaboratori: un capo assistito da quattro bibliotecari diplomati, tre collaboratori amministrativi (o segretarie) e un ausiliario tecnico.

In riscontro ai tre istituti di diritto comparato di Amburgo, Heidelberg e Friburgo in Brisgovia, che dispongono complessivamente di 150 impiegati, queste venti persone rappresentano un minimo assoluto per soddisfare alle esigenze poste sia dall'aspetto scientifico sia nella prospettiva di un disbrigo razionale e rapido degli affari.

Una riduzione dei crediti e del numero dei collaboratori previsti metterebbe in questione il buon funzionamento e dunque anche l'utilità dell'istituto.

5 Costituzionalità

La competenza della Confederazione per costituire un istituto svizzero di diritto comparato, di finanziarne la costruzione e l'esercizio e di concludere a tal fine una convenzione con il Cantone di sede si fonda sull'articolo 27 sexies della Costituzione federale. Secondo il capoverso 2 di questa disposizione, la Confederazione può istituire centri di ricerca e assumere, interamente o parzialmente, quelli esistenti.

6 Classificazione di un postulato Vi proponiamo di togliere di ruolo il postulato P 10055 concernente lo sviluppo del diritto (N 19 settembre 1968, Schürmann) menzionato nel numero 225.2.

7 Proposta Fondandoci sulle precedenti considerazioni inerenti alla necessità scientifica e politica di un tale istituto e alla sua importanza per la legislazione, l'applicazione del diritto e la giurisprudenza nel nostro Paese, vi proponiamo di accettare l'allegato disegno di legge federale sull'Istituto svizzero di diritto comparato.

797

Gradite, onorevoli presidente e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

Berna, 4 febbraio 1976 In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Gnägi II cancelliere della Confederazione, Huber

798

(Disegno)

Legge federale sull'Istituto svìzzero di diritto comparato (Del

)

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l'articolo 27 sexies della Costituzione federale; visto il messaggio del Consiglio federale del 4 febbraio 19761J, decreta: Art. l

Nome, forma giuridica e sede La Confederazione fonda e gestisce un «Istituto svizzero di diritto comparato» in forma di istituto federale autonomo, provvisto di personalità giuridica.

2 L'istituto ha sede a Losanna-Dorigny.

1

Art. 2

Scopo L'istituto è un centro di documentazione e di ricerca in materia di diritto comparato, di diritto estero e di diritto internazionale.

Art. 3

Compiti L'istituto deve: a. mettere a disposizione delle autorità e dell'amministrazione federali i documenti e gli studi necessari per le leggi e le convenzioni internazionali; b. partecipare agli sforzi internazionali di avvicinamento o unificazione del diritto; 1

" FF 1976 I 777

799 e. dare informazioni e pareri giuridici ai tribunali, agli uffici amministrativi, agli avvocati e a altri interessati; d. condurre proprie ricerche scientifiche, sostenere e coordinare studi nelle università svizzere e offrire agli uomini di scienza in Svizzera un adeguato centro di ricerca.

2 L'istituto tiene una biblioteca specializzata e una documentazione su la legislazione estera e il diritto internazionale.

3 L'istituto può assumere altri compiti inerenti alla scienza giuridica, segnatamente: a. costituire un centro di documentazione per il diritto svizzero; b. studiare l'applicazione dell'informatica al campo giuridico; e. eseguire ricerche sullo sviluppo del diritto.

Art. 4

Collaborazione con le facoltà di diritto e con altre istituzioni Per adempiere i suoi compiti, l'istituto collabora con le facoltà di diritto e le sezioni giuridiche delle università svizzere, nonché con le istituzioni, organizzazioni e biblioteche competenti in Svizzera e all'estero.

Art. 5 Organi dell'istituto a.

b.

e.

d.

Gli organi sono: il consiglio dell'istituto; il comitato; il direttore; la direzione.

Art. 6 Consiglio e comitato 1

II consiglio dell'istituto consta di: a. almeno undici rappresentanti della Confederazione, fra cui rappresentanti della Divisione della giustizia, della Direzione del diritto internazionale pubblico, del Tribunale federale e dei Politecnici federali, e b. un rappresentante ciascuno delle facoltà svizzere di diritto, della Scuola di studi superiori di San Gallo, della Società svizzera dei giuristi e del Cantone di sede.

2

II Consiglio federale nomina i membri del consiglio dell'istituto su proposta delle istituzioni rappresentate e designa il presidente.

800 3

La durata del mandato del consiglio dell'istituto è di quattro anni; la rielezione è possibile.

4

II consiglio dell'istituto costituisce un comitato diretto dal presidente del consiglio e comprendente inoltre due rappresentanti della Confederazione e due altri membri del consiglio.

5 II direttore assiste alle sedute del consiglio e del comitato con voto consultivo; all'occorrenza possono essere chiamati a collaborare anche gli altri collaboratori dell'istituto.

Art. 7 Compiti e competenze del consiglio dell'istituto e del comitato 1 II consiglio dell'istituto pianifica e determina nelle linee fondamentali l'attività dell'istituto e la controlla.

2

II consiglio dell'istituto deve segnatamente: ' a. allestire il programma di ricerca e di lavoro dell'istituto; b. fare proposte all'autorità di vigilanza per l'approvazione del bilancio di previsione, dei conti e del rapporto annuale; e. eleggere i collaboratori dell'istituto, eccettuato il direttore; d. decidere su importanti prestazioni e mandati di ricerca; e. curare le relazioni dell'istituto con le facoltà di diritto e le sezioni giuridiche, come anche con altre istituzioni e cerehie specializzate.

3

II Consiglio federale disciplina nei particolari le competenze del consiglio dell'istituto e determina le attribuzioni del comitato.

Art. 8

Direttore e direzione dell'istituto 1

II direttore dirige le attività scientifiche e amministrative dell'istituto e lo rappresenta verso l'esterno. È nominato dal Consiglio federale.

2

II Consiglio federale disciplina la composizione della direzione e ne determina compiti e competenze.

Art. 9

Collaboratori dell'istituto 1

1 compiti dell'istituto sono adempiuti da collaboratori scientifici e amministrativi.

2 Lo statuto, i diritti e i doveri dei collaboratori sono retti dal regolamento degli impiegati della Confederazione.

801 3

I collaboratori scientifici dell'istituto possono, con il consenso del comitato, svolgere attività insegnative presso le università.

Art. 10

Finanziamento dell'esercizio 1

La Confederazione assume le spese d'esercizio dell'istituto.

2

Sono applicabili le disposizioni della legge federale del 18 dicembre 19681) concernente la gestione finanziaria della Confederazione e della legge federale del 28 giugno 19672) sul controllo federale delle finanze.

Art. 11 Indennità per prestazione di servizi Per le perizie e le informazioni date, l'istituto riscuote emolumenti secondo le aliquote stabilite dal Consiglio federale; i tribunali e gli uffici amministrativi cantonali assumono una parte delle spese, i mandanti privati ne sopportano la totalità.

Art. 12 Regolamenti 1

II consiglio dell'istituto emana, in conformità dell'ordinanza del Consiglio federale, l'ordinamento dell'istituto e gli altri necessari regolamenti organizzativi.

2 Per avere validità, l'ordinamento dell'istituto deve essere approvato dal Consiglio federale.

Art. 13 Protezione giuridica 1 Le decisioni del direttore e della direzione dell'istituto sono impugnabili mediante ricorso al comitato; le decisioni del consiglio dell'istituto e del comitato sono impugnabili mediante ricorso al Dipartimento federale di giustizia e polizia.

2 La procedura di ricorso è retta dalle disposizioni generali sulla giurisdizione amministrativa federale.

Art. 14 1

Vigilanza della Confederazione L'istituto è posto sotto la vigilanza del Consiglio federale.

'> RS 611.0 2 > RS 614.0

802 2

L'autorità di vigilanza sorveglia l'osservanza della legge federale, dell' ordinanza e dei regolamenti e provvede affinchè i fondi siano impiegati corrispondentemente allo scopo dell'istituto.

3

L'Assemblea federale è informata sull'attività dell'istituto nel rapporto di gestione del Consiglio federale.

4

L'istituto è amministrativamente aggregato al Dipartimento federale di giustizia e polizia.

Art. 15

Contributo alle spese di costruzione La Confederazione concede al Cantone di Vaud, per le spese di impianto e le spese della prima attrezzatura, un contributo del 50 per cento, al massimo però di 3 500 000 franchi più le maggiori uscite dovute al rincaro.

Art. 16

Convenzione con il Cantone di Vaud II Consiglio federale è autorizzato a concludere con il Cantone di Vaud una convenzione su la costruzione e l'esercizio dell'Istituto svizzero di diritto comparato a Losanna-Dorigny.

Art. 17 Referendum e entrata in vigore 1

La presente legge sottosta al referendum facoltativo.

2

II Consiglio federale ne determina l'entrata in vigore.

803

Istituto svizzero di diritto comparato Piano d'ubicazione

1 2 3 4

Istituto svizzero di diritto comparato Facoltà di scienze umane (la tappa) Posteggi Castello di Dorigny

5 Ruscello «Chamberonne» 6 Fermata d'autobus 7 Allée di Dorigny

Istituto svizzero di diritto comparato Sezione Sud-Nord

1 Entrata 2 Ricezione

3 Sala delle riviste 4 Viadotto

5 Compactus 6 Biblioteca

7 Tetto ammantato di verde

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Messaggio del Consiglio federale all'Assemblea federale per un Istituto svizzero di diritto comparato (Del 4 febbraio 1976)

In

Bundesblatt

Dans

Feuille fédérale

In

Foglio federale

Jahr

1976

Année Anno Band

1

Volume Volume Heft

10

Cahier Numero Geschäftsnummer

76.012

Numéro d'affaire Numero dell'oggetto Datum

15.03.1976

Date Data Seite

777-804

Page Pagina Ref. No

10 111 814

Das Dokument wurde durch das Schweizerische Bundesarchiv digitalisiert.

Le document a été digitalisé par les. Archives Fédérales Suisses.

Il documento è stato digitalizzato dell'Archivio federale svizzero.