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76.033 Messaggio del Consiglio federale all'Assemblea federale per una legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale e per un decreto federale sulle riserve alla convenzione europea di estradizione (Dell'8 marzo 1976)

Onorevoli presidente e consiglieri, Ci pregiamo sottoporvi con il presente messaggio i due seguenti disegni di -- legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP); -- decreto federale sulle riserve alla convenzione europea di estradizione.

1 Cenni generali 11 II disegno di legge L'assistenza in materia penale a tenore del titolo della legge comprende l'estradizione, le indagini e le assunzioni di prove per un procedimento penale straniero (la cosiddetta piccola assistenza, nel disegno detta «altra assistenza»), il perseguimento penale surrogatorio e l'esecuzione di decisioni penali straniere.

L'acceleramento e l'agevolazione del traffico internazionale e della trasmissione delle notizie, come anche l'interdipendenza dell'economia internazionale, hanno condotto a nuove forme di criminalità che i metodi tradizionali della collaborazione internazionale non bastano più a combattere efficacemente.

Il forte aumento delle infrazioni connesse con lo sviluppo tecnico, di cui alcune severamente punite, esige, proprio nell'interesse di una repressione efficace, anche una miglior collaborazione internazionale (su 76 300 condanne penali nel 1973, 46750, ossia il 60 per cento, concernevano reati 1975 -- 774

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nel campo della circolazione stradale). Un ulteriore aumento di queste infrazioni è alquanto probabile per effetto della prevista legislazione sulla protezione dell'ambiente.

Vista la densità della popolazione straniera in Svizzera, un numero viepiù grande di stranieri incorre in sanzioni penali. Le pene privative della libertà inflitte agli stranieri sono però eseguite in un ambiente loro inabituale, sotto la vigilanza di persone di cui essi non comprendono affatto o non comprendono bene la lingua e secondo metodi che non possono essere senz'altro adattati alle loro esigenze. Donde un pressoché inevitabile intralcio al reinserimento sociale del condannato.

Per tener conto anche nella cooperazione internazionale in materia penale dello sviluppo della giustizia penale a contare dalla fine del XIX secolo, tra il 1953 e il 1972 sono state elaborate parecchie convenzioni europee. Orbene, questo sviluppo richiede anche l'adeguamento del diritto nazionale.

In tal senso, la presente legge vuoi agevolare la collaborazione nel campo dell'assistenza internazionale in materia penale, nonché migliorare la certezza del diritto e potenziare la protezione giuridica delle persone colpite.

Il disegno si attiene all'idea che i principi essenziali sviluppati nel diritto di estradizione devono vigere per tutte le forme della cooperazione interstatale. Esso li riassume nella parte prima, dove il capitolo 1 disciplina il campo d'applicazione. Il capitolo 2 (diritto applicabile) contiene le disposizioni derivanti dalla particolare natura giuridica della materia e concernenti la nozione di punibilità di un atto, il diritto procedurale che devono applicare le autorità interessate e il computo della carcerazione scontata all' estero. Il capitolo 3 tratta della procedura nazionale, segnatamente della ripartizione delle competenze tra autorità federali e cantonali e dei rimedi giuridici. Il capitolo 4 disciplina la procedura interstatale.

Le parti due a quinta sono dedicate alle singole forme della collaborazione. Ciascuna è ripartita in un capitolo di diritto materiale e in un capitolo di diritto procedurale.

La parte seconda tratta dell'estradizione. Essa adegua per l'essenziale il disciplinamento nazionale ai principi della Convenzione europea di estradizione (RU 1967 850), riprendendone il sistema della clausola generale per definire i reati motivanti l'estradizione, nonché altre innovazioni (cfr. in merito il messaggio del 1° mar. 1966, FF 1966 I 425). La procedura nazionale d'estradizione è semplificata e la protezione giuridica della persona in causa notevolmente consolidata.

Con il disciplinamento dell'«altra assistenza» previsto nella parte terza si calcano nuove vie a livello legislativo (ciò vale per altro anche per le parti quarta e quinta). Anche qui il diritto nazionale deve essere per l'essenziale improntato alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale (RU 1967 866; cfr. in merito il già citato messaggio del 1° mar.

1966 pag. 441 segg.). Inoltre, sono disciplinate alcune particolarità del di-

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ritto svizzero in materia d'assistenza, come l'applicazione del principio della specialità e la protezione della sfera privata. M capitolo sulla procedura contiene le necessario prescrizioni completive per questa forma di cooperazione nell'ambito della procedura nazionale.

Le parti quarta e quinta trattano forme di cooperazione che sinora sono state applicate soltanto sporadicamente e soprattutto nei rapporti con gli Stati vicini [reati nel campo delle foreste, della caccia e del'la pesca; polizia della navigazione sul Reno e sul Lago di Costanza, cfr. convenzioni di Mannheim (RU 7967 1633) e trattati del 1° giu 1973 tra la Confederazione Svizzera, la Repubblica federale di Germania e l'Austria per la navigazione sul Lago di Costanza (RU 7976 19), come anche l'articolo 101 della legge federale sulla circolazione stradale (RS 741.01)]. La parte quarta disciplina il perseguimento penale surrogatorio per reati commessi all'estero soltanto nella misura in cui, in mancanza di una domanda dello Stato perseguente, esso non ricada nell'ambito della giurisdizione originaria, per esempio sulla scorta degli articoli 4 a 6 del Codice penale (RS 377.0) o di altre disposizioni di leggi federali. Il disegno prevede un potere giurisdizionale meramente sussidiario che può essere esercitato soltanto se lo Stato del reato commesso ne fa domanda e soltanto se l'ulteriore perseguimento dell'imputato a cagione dello stesso fatto nello Stato richiedente è escluso, in quanto la sentenza svizzera e la sua esecuzione abbiano provocato l'estinzione dell'azione penale. In tal modo rimane immutato il disciplinamento odierno della giurisdizione svizzera autonoma in materia di reati commessi all'estero, in particolare secondo gli articoli 4 a 6 del Codice penale.

La parte quinta, inerente all'esecuzione delle decisioni penali, colma una lacuna da qualche tempo divenuta viepiù manifesta nel disciplinamento della cooperazione interstatale. Il Consiglio d'Europa ha elaborato una pertinente convenzione, aperta alla firma il 28 maggio 1970 all'Aia, oggi in vigore per la Danimarca, la Norvegia, la Svezia e Cipro. La Conferenza dei ministri europei della giustizia ha segnalato in due risoluzioni (Roma 1962 e Berlino 1966) l'importanza dell'esecuzione delle decisioni penali straniere.

Il disciplinamento nazionale deve pertanto creare i presupposti per la ratificazione della convenzione europea.

La parte sesta comprende le disposizioni su la modificazione del diritto in vigore, il campo d'applicazione temporale delle singole parti della legge e la competenza esecutiva del Consiglio federale.

12 Decreto federale sulle riserve alla convenzione europea di estradizione Con il decreto federale del 27 settembre 1966 che approva 6 convenzioni del Consiglio d'Europa, i Consigli legislativi hanno fra l'altro accettato diverse riserve e dichiarazioni in merito alla convenzione europea di estra-

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dizione (art. 2 del decreto federale). In caso di accettazione del disciplinamente previsto nell'allegato disegno di legge, due di queste riserve diverrebbero senza oggetto e un'altra non corrisponderebbe più interamente all' odierna situazione giuridica. Secondo l'articolo 26 paragrafo 2 della convenzione, le riserve devono essere ritirate appena le circostanze lo consentono.

Il Consiglio d'Europa ha più volte invitato gli Stati che hanno fatto delle riserve ad esaminare la possibilità di ritirarle. È pertanto indispensabile che, simultaneamente al disegno di legge, si esaminino anche le conseguenze che implicherebbe la sua accettazione. Per l'approvazione del ritiro, rispettivamente della modificazione delle riserve accettate dalle Camere federali, è però necessario un decreto federale spedale.

2 Parte generale 21 Situazione iniziale Astrazion fatta per l'estradizione, la quale a dire il vero deve essere considerata la forma più importante della collaborazione internazionale, la materia in esame non è sinora stata disciplinata a livello legale. La legge sull'estradizione del 22 gennaio 1892 (RS 353.0) non tiene tuttavia conto né di nuove forme di sanzioni penali, segnatamente delle misure di cui agli articoli 42 e segg. del Codice penale, né della sospensione condizionale della pena e della liberazione condizionale.

Una ridda di gravi reati previsti dal Codice penale, entrato in vigore nel 1942, non può essere sussunta sotto una delle fattispecie che, secondo l'articolo 3 della legge sull'estradizione, potrebbero dar adito ad estradizione (p. es. art. 129: esposizione a pericolo della vita e salute altrui; art. 157: usura; art. 201: sfruttamento della prostituzione).

Per la cosiddetta piccola assistenza in materia penale, la maggior parte degli Stati europei, fra cui la Svizzera, hanno seguito la prassi sviluppatasi nel corso del XIX secolo applicando -- ancorché in differente misura -- i principi più importanti del diritto di estradizione, sempreché corrispondente alle peculiarità di questa forma d'assistenza. Ciò vale soprattutto per i principi della punibilità bilaterale del reato perseguito, dell'esclusione dell'assistenza per i reati politici, militari e fiscali e dell'esclusione del doppio perseguimento o della doppia punizione (ne bis in idem). Nei trattati di estradizione conclusi innanzi alla prima guerra mondiale si trovano, con poche eccezioni, impegni sommari di prestazione d'assistenza in forma di notificazioni o assunzione di operazioni d'inchiesta in materia di reati non politici.

Di regola, anche di fronte a Stati con cui non esisteva alcun disciplinamento convenzionale, l'assistenza era spontaneamente prestata in applicazione analogica delle regole contrattuali.

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La limitazione del libero movimento dei pagamenti, introdotta in numerosi Stati in seguito alla crisi economica, la costituzione di dittature in diversi Paesi e la necessità di una maggior protezione dello Stato nel campo economico indussero la Svizzera ad applicare il principio della specialità dell'estradizione anche in materia d'assistenza, ossia ad impedire con corrispondenti oneri che le informazioni date nell'ambito degli impegni contrattuali fossero usate per scopi diversi da quelli cui erano destinate e per i quali non avrebbero dovuto essere date.

D'altra parte, le circostanze del momento richiedevano in particolare un notevole ampliamento della protezione dell'economia svizzera contro lo spionaggio e la divulgazione di segreti d'affari e di fabbricazione all'estero.

Si dovevano cercare mezzi e vie per impedire che questa maggior protezione potesse essere notevolmente pregiudicata dall'assistenza internazionale in materia penale. Un primo passo in tal senso fu compiuto con l'applicazione del principio della specialità all'assistenza giudiziaria. Per proteggere il più efficacemente possibile la sfera segreta è però necessario, come è ormai prassi decennale, limitare la trasmissione di informazioni inerenti alla sfera segreta ai casi in cui l'ottenimento delle medesime, sempreché indispensabili per la ricerca della verità, non sembri altrimenti possibile e l'interesse alla ricerca della verità prevalga sul diniego dell'assistenza.

Nell'attuazione della collaborazione interstatale, lo Stato richiesto non conduce un proprio procedimento penale. Fa eccezione soltanto il perseguimento penale surrogatorio e, in ristretta misura, anche l'esecuzione delle decisioni penali straniere. Nel campo della collaborazione internazionale in materia penale, lo Stato richiesto, sempre che non proceda in nome dello Stato richiedente, opera nell'ambito degli affari esteri e pertanto dell'attività amministrativa internazionale.

Tutti i procedimenti della cooperazione interstatale in materia penale implicano, per le persone colpite, interventi più o meno gravi nei diritti di libertà, come la restrizione della libertà personale, la coercibilit della comparizione innanzi all'autorità competente, l'obbligo di deporre, quello di tollerare perquisizioni e quello di svelare segreti legalmente protetti. Tutti questi provvedimenti avvengono nell'interesse di un procedimento pendente in un altro Stato. L'organizzazione di un procedimento penale e i connessi mezzi di investigazione sono un intreccio di elementi coordinati. Il disciplinamento diverge da Stato a Stato. Il diritto dello Stato procedente stabilisce le condizioni d'ammissibilità riguardo ai procedimenti eseguiti dai suoi propri organi. Gli interventi fatti nell'interesse di un procedimento penale straniero sono subordinati a condizioni che, essendo superflue per un procedimento all'interno, non sono disciplinate nel diritto dello Stato richiesto.

Il diritto interno non può per altro essere senz'altro applicato senza che ne risulti un pregiudizio insopportabile per il procedimento nello Stato straniero. La natura giuridica e queste particolarità non possono dunque essere

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messe in disparte nel disciplinamento della materia. Esse sono importanti non soltanto per la procedura ma anche per singole disposizioni di diritto materiale.

22 Genesi del disegno Nel 1948, in occasione dell'adesione della Svizzera alla convenzione internazionale del 1929 per la lotta contro la falsificazione delle monete (RU 1949 1105), la commissione del Consiglio nazionale aveva chiesto in un postulato di procedere alla revisione della legge sull'estradizione (N 23 set. 1948, postulato ad 5443). Visto però che il Consiglio d'Europa aveva poco tempo dopo deciso di disciplinare le diverse forme della collaborazione internazionale nel campo dell'assistenza in materia penale tenendo conto degli sviluppi essenziali della giurisdizione penale a contare dalla fine del XIX secolo e improntandosi a una quanto più ampia possibile considerazione del reinserimento sociale dei delinquenti, sembrò opportuno attendere l'esito d'i questi lavori prima di procedere alla revisione suddetta. Conseguentemente, nel 1968 la Divisione della polizia presentò un disegno preliminare di legge federale che proponeva non solo di rivedere la legge sull' estradizione ma anche di disciplinare le altre materie della collaborazione internazionale in materia penale, tenendo conto dei principi della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (RU 1974 2151).

Per la rielaborazione di questo disegno della Divisione della polizia, il Dipartimento federale d'i giustizia e polizia costituì una commissione peritale indipendente dall'amministrazione, presieduta dal giudice federale doti.

E. Schwer! e composta dei seguenti signori: dott. A. Bader, procuratore pubblico (Ticino), consigliere nazionale dott. A. Bonnard, consigliere di Stato (Vaud), dott. W. Burkhard, procuratore pubblico (Basilea-Città), prof.

dott. Fr. Clerc (Neuchâtel), dott. F. Faessler, giudice federale emerito (Pully), dott. H. Feldmann, avvocato (Berna), dott. P. Fink, giudice cantonale (Zurigo), consigliere nazionale dott. A. Muheim, consigliere di Stato (Lucerna), dott. R. Pagan, giudice istruttore (Ginevra) e prof. dott. H. Schultz (Thun).

La commissione discusse l'avamprogetto in due letture e, nella 25a seduta del 29 marzo 1972, mise definitivamente in punto il testo rielaborato da un comitato di redazione e tradotto in francese con la collaborazione del prof. Clerc. Essa si attenne ampiamente alla concezione posta alla base del disegno preliminare della Divisione della polizia, ma tenne anche conto di alcuni risultati delle trattative in corso con gli Stati Uniti d'America per l'accordo sull'assistenza giudiziaria in materia penale (cfr. FF 1974 II 837).

La commissione motivò e commentò il proprio disegno in un esauriente rapporto del 22 dicembre 1972, il quale, per l'essenziale, costituisce il fondamento del presente messaggio.

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La commissione si occupò anche dell'abolizione della prescrizione per i crimini contro l'umanità Essa presentò una proposta elaborata ma non l'inserì nel disegno poiché la decisione di merito dipendeva soprattutto da considerazioni politiche. Non si può infatti negare che la crudeltà di questi crimini e le connesse violazioni dei diritti più elementari dell'uomo, con conseguenze che per innumerevoli vittime rimangono irreparabili anche nello spazio di parecchi decenni, espone, nell'opinione pubblica mondiale, l'abolizione della loro punibilità a un giudizio politico-emozionale che non può essere praticamente controbattuto con argomenti giuridici. L'esperienza dimostra che gli argomenti di politica giuridica sono decisivi fintanto che le condizioni politiche lo consentono. Nel 1965, la Repubblica federale di Germania, in seguito all'indignazione manifestatasi nell'opinione pubblica mondiale, fu per esempio costretta a porre in secondo piano le assai forti apprensioni giuridiche e ad abolire la prescrizione per lo meno per il crimine dell'assassinio.

Nel diritto anglo-americano, l'istituto della prescrizione è ancora assai controverso. Lo sterminio di interi gruppi di popolazione per i motivi più diversi si ripeterà certamente ma l'aspetto riprovevole dei mezzi e dei metodi impiegati non ne sarà pertanto modificato. Pertanto, il giudizio dell'opinione pubblica e la reazione che ne scaturisce saranno sempre dominati da emozioni e l'applicazione delle disposizioni in materia di prescrizione sarà corrispondentemente e veementemente criticata come inammissibile.

Nelle odierne condizioni giuridiche, uno straniero perseguito per un crimine contro l'umanità potrebbe invero essere espulso dalla Svizzera in Virtù dell'articolo 70 della Costituzione federale. La sua consegna alle autorità dello Stato perseguente sarebbe però attuabile soltanto disattendendo le disposizioni in materia di estradizione e difficilmente conciliabile con i principi legalitari. In ogni caso, il problema sarebbe risolto soltanto per quanto attiene alla consegna di stranieri allo Stato che li persegue. Per le altre forme della collaborazione internazionale in materia penale, segnatamente per l'assistenza, l'assunzione del perseguimento penale o l'esecuzione della pena, la prescrizione assoluta dei reati rimarrebbe un ostacolo insormontabile.

Non si deve pertanto dimenticare che, sotto la pressione dell'opinione pubblica mondiale, anche la Svizzera potrebbe un giorno essere costretta ad ammettere che la vigenza immutata della prescrizione per i crimini contro l'umanità la porrebbe in una situazione politica intollerabile.

Contro l'abolizione della prescrizione parlano però parecchi motivi, segnatamente di politica giuridica. Devono essere considerati in primo luogo i motivi giuridici, segnatamente il pericolo dell'occultamento delle prove; va inoltre considerato che la persona oggetto di un procedimento avviato dopo decenni dalla commissione del reato si è forse trasformata in un altro uomo la cui condanna per il precedente comportamento potrebbe, dopo sì lungo Foglio federale 1976, Voi. II

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tempo, sembrare assai problematica anche in caso di prove ineccepibili. Si aggiunga che la controversia circa la non prescrizione dei crimini contro l'umanità non è completamente priva di colorazione ideologica, ragion per cui la Svizzera non ha aderito a nessuna delle convenzioni internazionali che se ne occupano.

Analoghe considerazioni indussero anche le commissioni del Consiglio nazionale (1966) e del Consiglio degli Stati (1968), incaricate di esaminare la revisione del Codice penale, a non entrare in materia su proposte intese ad abolire la prescrizione per crimini siffatti. Infine, si può sostenere che, diversamente dalla Repubblica federale di Germania, il problema si porrebbe in Svizzera soltanto in sporadici casi.

Riteniamo pertanto che, in queste circostanze, si debba dare la priorità alle considerazioni di politica giuridica, predominanti fra i punti di vista legalitari, distanziandosi da un disciplinamento del tipo di quello proposto dalla commissione peritale.

Per quanto concerne la costituzione di una commissione consultiva per l'esame dell'opportunità di fornire informazioni inerenti alla sfera segreta a tenore dell'articolo 61 del disegno, nel solco dell'evoluzione che va delineandosi a proposito dell'accordo d'assistenza giudiziaria concluso con gli Stati Uniti d'America, la commissione, pur prescindendo dall'inserire una pertinente disposizione del disegno, ne ha formulata una per il caso in cui voi doveste ritenerla necessaria. Spetta in ultima analisi al Consiglio federale decidere circa l'ambito d'attività di una commissione consultiva. La maggior importanza della protezione della sfera segreta nel campo dell'assistenza non deve però essere sottovalutata. Per questo motivo abbiamo inserito nel presente disegno la proposta della commissione peritale.

23 Esito della procedura di consultazione Nel giugno 1973, il disegno della commissione peritale, corredato del pertinente rapporto, è stato sottoposto per parere ail Tribunale federale, alle direzioni cantonali della giustizia, ai partiti politici, alle associazioni interessate (fra cui il Vorort dell'Unione svizzera di commercio e di industria, l'Associazione svizzera dei banchieri, lai Società svizzera di diritto penale, la Federazione svizzera degli avvocati e la Società per lo Stato di diritto), come anche a diversi uffici dell'amministrazione federale. Il disegno ha trovato in genere favorevole accoglienza, soprattutto per quanto concerne la creazione di un appropriato strumento generale per lottare efficacemente contro la criminalità nel rispetto dei principi della prassi svizzera e il conseguente potenziamento della protezione giuridica delle persone colpite; per altro, il disciplinamento del perseguimento penale surrogatorio e dell'esecuzione del'le decisioni penali straniere è stato ritenuto un necessario completa-

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mento della collaborazione interstatale Il tipo di suddivisione della materia e il diffuso disciplinamento di singole questioni hanno indotto il Tribunale federale a criticare la mancanza di trasparenza del disegno. Parecchie prescrizioni relative a problemi specifici si fondano sull'idea che la domanda e la prestazione dell'assistenza non devono pregiudicare né il procedimento nello Stato richiesto né i diritti del cittadino colpito dalle operazioni d'assistenza, segnatamente per quanto concerne la protezione della sua sfera privata. Di per sé, siffatte prescrizioni si potrebbero tralasciare ma, tenuto conto della novità e della complessità della materia, ciò nuocerebbe alla comprensibilità della legge e all'intento di evitare un impiego eccessivo della via legale, che sarebbe indubbiamente connesso con una certa insicurezza giuridica.

Il Tribunale federale ha inoltre dubitato dell'opportunità della prevista bipartizione della competenza per giudicare il carattere politico dell'atto (competenza che gli è attribuita) e del procedimento all'estero (competenza spettante al Consiglio federale). Di queste apprensioni si è tenuto conto attribuendo ambo i casi al Tribunale federale.

Soprattutto cerehie bancarie ed economiche hanno nuovamente criticato il disciplinamento di singoli problemi di diritto materiale, come era già stato il caso in occasione dell'accordo di assistenza giudiziaria in materia penale concluso con gli Stati Uniti d'America. Le critiche concernono essenzialmente l'applicazione del diritto straniero e l'ammissione di operazioni autonome di rappresentanti di autorità straniere. Orbene, per tener conto di queste apprensioni, si è da un lato previsto che saranno considerate soltanto particolari forme del diritto straniero (nell'ambito dell'applicazione delle prescrizioni svizzere) nel senso degli articoli 3 e 14 delle due Convenzioni dell'Aja concernenti la procedura civile e si è d'altro lato rinunciato alla prescrizione sull'ammissione di operazioni autonome, poiché non si tratta di un vero e proprio problema d'assistenza giudiziaria. Diverse altre questioni fondamentali poste in discussione dalle stesse cerehie saranno trattate nella parte speciale del presente messaggio.

Il Cantone di Neuchâtel merita un plauso particolare per il modo in cui si è occupato del disegno. Esso l'ha fatto esaminare da una commissione peritale la quale, in un controprogetto, ha elaborato parecchie importanti proposte per una miglior concordanza dei testi francese e tedesco. Il disegno tiene ampiamente conto dei suggerimenti inerenti all'ordine delle disposizioni della parte generale e contiene pure le modificazioni e i completamenti resi necessari dall'elaborazione della legge d'applicazione del trattato d'assistenza giudiziaria concluso con gli Stati Uniti d'America. Vi si è inserito per esempio l'istituto dell'opposizione, nonché le prescrizioni sulla legalità della rivelazione del segreto e sui presupposti della violazione di importanti interessi svizzeri.

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3 Parte speciale 31 Disposizioni generali Le due forme più importanti della collaborazione intentatale, ossia l'estradizione e l'assistenza nel senso stretto del termine, sono state esaurientemente esaminate in occasione dell'adesione della Svizzera alle due corrispondenti convenzioni europee. Per le più importanti questioni fondamentali poste da queste due forme di cooperazione possiamo pertanto rinviare al pertinente messaggio del 1° marzo 1966 (FF 7966 I 425), segnatamente ove trattasi di adeguare il diritto svizzero alle convenzioni europee.

Ciò vale in particolare anche per i motivi che escludono qualsiasi collaborazione in materia penale (cfr. parte prima del disegno) poiché ripresi dal diritto in materia di estradizione. Le questioni già discusse in quel contesto non possono essere fondamentalmente risolte senza tener conto di quanto previsto dalle convenzioni europee, determinanti in parte preponderante per l'intera cooperazione svizzera. Alcune richieste formulate nell'ambito della procedura di consultazione contraddicono a queste convenzioni e non saranno pertanto commentate qui di seguito. Ciò vale soprattutto per la restrizione del campo di applicazione materiale agli atti criminali o delittuosi e per il problema a sapere se la reciprocità da un lato e la doppia punibilità dall'altro debbano essere il presupposto generale per la prestazione dell'assistenza.

Non va dimenticato che do scopo della legge è di accrescere l'efficacia della lotta contro la criminalità proprio in un periodo in cui la: molteplicità e la complessità delle circostanze aprono un campo sempre più vasto alla criminalità internazionale e ne difficoltano la repressione; ancorché non sia senz'altro possibile far capo a un disciplinamento illacunoso, è pertanto necessario uno strumento flessibile che consenta diverse combinazioni al fine di consolidare la collaborazione, come richiesto negli ultimi tempi segnatamente anche riguardo alla diffusione del terrorismo. Con quali mezzi si debba perseguire questo scopo è un problema di opportunità e può, secondo i luoghi, essere valutato giusta diversi criteri che, in casi uguali, possono condurre a risultati assai diversi. Per garantire una prassi uniforme è pertanto necessario stabilire un criterio di scelta per le diverse forme di cooperazione possibili. La commissione peritale ha indicato a tal fine l'aspettativa del miglior reinserimento sociale. Questa scelta corrisponde alla tendenza generale del disegno e merita dunque la preferenza rispetto al vago criterio generale dell'«opportunità», proposto nella procedura di consultazione.

311 Esclusione dei reati fiscali Secondo la legge vigente (art. 11), l'estradizione non è fra l'altro consentita per trasgressioni di leggi fiscali. In caso di concorso con un atto

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motivante l'estradizione, essa deve essere tuttavia accordata alla condizione che la trasgressione fiscale non venga né punita, né considerata una circostanza aggravante (ibid. cpv. 2). In base al questo disciplinamento l'estradizione ed altri atti d'assistenza giudiziaria sono stati rifiutati soltanto a causa del carattere fiscale dell'infrazione. Il Tribunale federale ha rifiutato di estendere il privilegio ai cosiddetti reati fiscali «connessi» o «relativi» (cfr. Schultz, Schweizerisches Auslieferungsrecht pag. 467).

Di per sè, questo principio non è facilmente giustificabile, tanto più che l'avvento dello Stato sociale di diritto ne ha accentuato la problematicità.

L'indebolimento della capacità contributiva dello Stato costituisce oggi un attacco alle forze che assicurano e agevolano la vita della comunità nazionale. Conseguentemente, anche l'evoluzione giuridica all'estero tende viepiù all'abrogazione o per lo meno all'allentamento del privilegio. Per altro, anche una giunta peritale del «Comité européen pour les problèmes criminels» sta esaminando questo problema e più volte la dottrina ha chiesto che si riesamini questo principio nell'ambito del diritto svizzero in materia di estradizione (cfr. Schultz, op. cit. pag. 470).

Durante la procedura di consultazione si è d'altronde criticato che il disegno escluda l'estradizione soltanto per gli atti che, secondo il diritto svizzero, violano esclusivamente prescrizioni in materia di imposte o di altri tributi fiscali. Alcune cerehie economiche e bancarie e un grande partito hanno chiesto l'estensione del privilegio ai reati preponderantemente fiscali.

Consci che l'opinione pubblica svizzera non accetterebbe un'abolizione del privilegio per i reati fiscali, riteniamo che ci si debba attenere all'esclusione di queste infrazioni dal campo d'applicazione materiale della legge.

Certi sintomi, che non devono essere invero sottovalutati, permettono nondimeno di pensare che un atteggiamento troppo rigido della Svizzera in questo campo potrebbe un giorno portare ad inconvenienti oggi difficilmente valutabili. Per questo motivo, il disegno prevede che l'assistenza è eccezionalmente accordata in materia fiscale qualora il suo rifiuto pregiudichi gravemente importanti interessi della Svizzera.

Per altro, nella formulazione del principio occorre tener conto che la situazione giuridica è stata modificata dalla legge federale sul diritto penale amministrativo (RS 313.0). Le nuove fattispecie di diritto penale amministrativo si applicano, in base alle modificazioni previste nell'articolo 104 della legge suddetta, sia alle leggi fiscali sia a leggi d'altra natura. Inoltre, gli elementi costitutivi della truffa giusta l'articolo 14 si riferiscono non soltanto alle tasse ma anche a contributi e altre prestazioni dell'ente pubblico. Non si tratta dunque di una mera prescrizione fiscale. Ciò vale a maggior ragione per la falsità in documenti (di diritto penale amministrativo) giusta l'articolo 1.5 e per la soppressione di documenti giusta l'articolo 16.

Per definire gli atti che, in quanto reati fiscali, devono essere esclusi dal campo d'applicazione della legge, non ci si può più dunque fondare -- co-

454 me proposto nel disegno della commissione peritale -- sulla natura giuridica della prescrizione applicabile. Il criterio determinante consiste piuttosto nel sapere se il fatto appare volto esclusivamente alla decurtazione di tributi fiscali.

312 Esclusione di altri generi di affari penali In periodi di difficoltà economiche o di tensioni politiche parecchi Stati emanano prescrizioni con sottofondi politici o persino con scopi politici manifestamente egocentrici, diretti contro gli interessi di altri Stati. Nell' attuazione dei procedimenti penali vertenti su infrazioni a prescrizioni siffatte, lo Stato perseguente cerca non tanto di lottare contro la criminalità quanto di impedire eventuali intralci alla sua politica. Secondo l'opinione e la prassi svizzere questo intento esclude la collaborazione, indipendentemente dalla forma prescelta. Il disegno fa capo qui a una clausola generale.

Esso parla di atti che violano disposizioni in materia di provvedimenti di politica monetaria, commerciale o economica. Si tratta per esempio di prescrizioni sulla limitazione del libero movimento dei pagamenti (restrizioni in materia di divise), come anche di limitazioni commerciali (oggi in gran parte abolite) tra i Paesi occidentali e orientali o di altri divieti, soprattutto di carattere protezionistico, in materia di importazione, esportazione o transito di determinate merci (infrazione dei divieti). Questa definizione soffre di una certa imprecisione, criticata d'altronde anche nella procedura di consultazione. Tuttavia, tenuto conto della complessità delle circostanze, è certamente indicato di lasciare un certo margine d'azione alla giurisprudenza. Rileviamo avantutto che le restrizioni dell'attività economica dell' individuo che proteggono il pubblico da inconvenienti e pregiudizi per motivi inerenti all'ordine pubblico, alla tranquillità pubblica, alla sicurezza o ai buoni costumi, ovvero salvaguardano la buona fede negli affari, non devono essere escluse ancorché non siano forse prive di un certo carattere di politica economica. Vista la loro finalità, l'esclusione di questi affari penali contraddirebbe proprio al senso e allo scopo dell'assistenza concepita come mezzo per lottare contro la criminalità. La stessa cosa vale per tutte le cause penali in materia di concorrenza sleale.

Segnatamente da
parte di cerehie economiche e bancarie nella procedura di consultazione è stato chiesto di inserire nell'elenco dell'articolo 3 anche i procedimenti per infrazioni alla legislazione sui cartelli e a quella antitrust, come anche in materia di provvedimenti di polizia industriale. A questo proposito va detto che la legislazione svizzera sui cartelli non contiene disposizioni penali. La collaborazione, in quanto subordinata alla condizione della punibilità bilaterale, è dunque esclusa. Ciò vale anche per le prescrizioni sugli accordi e provvedimenti intesi a impedire o limitare la libera concorrenza, prescrizioni cui verosimilmente ci si riferisce quando si parla di «legislazione antritrust» Poiché hanno anche un risvolto di politica economica (cfr. Fleiner-Giacometti, Schweizerisches Bundesstaatsrecht,

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pag. 276), queste prescrizioni ricadono indubbiamente nel proposto campo d'applicazione dell'articolo 3. Il diritto in materia di polizia del commercio e dell'industria può, indirettamente o come fenomeno consecutivo, avere carattere di politica commerciale o economica. Il suo scopo principale è tuttavia la protezione del pubblico contro certi pregiudizi (cfr. Fleiner-Giacometti, op. cit., pag. 203; W. Burckhardt, Kommentar zur Schweizerischen Bundesverfassung, 3a ediz., pag. 234). Una esclusione generale sarebbe pertanto fuor di luogo.

L'esclusione di altre categorie di cause penali non è stata messa in discussione da nessuno, né sembra per altro necessaria secondo lo stato odierno della legislazione penale accessoria.

313 Campo d'applicazione personale L'articolo 2 della vigente legge sull'estradizione (RS 353.0) si oppone assolutamente all'estradizione di cittadini svizzeri. In particolare, esso può dunque contrastare il reinserimento sociale dei cittadini svizzeri nati e cresciuti all'estero. Pertanto, anche in questo campo il disegno deve porre un disciplinamento più flessibile. Laddove il suo scopo ben compreso esigerebbe il deferimento di cittadini svizzeri a una giurisdizione penale straniera, la consegna allo Stato richiedente non dev'essere più esclusa per principio bensì ammessa con il consenso scritto e revocabile della persona in causa.

314 Applicazione giurìdica Secondo il diritto vigente, le domande estere devono essere sbrigate «nel modo prescritto dalla legislazione cantonale», rispettivamente «nelle forme previste dalla legislazione dello Stato richiesto». Non sono previste eccezioni. Questo rinvio al diritto nazionale costituisce avantutto il fondamento giuridico per l'applicazione della procedura penale nei procedimenti della collaborazione interstatale in materia penale. Per principio però, esso obbliga ad applicare questa procedura nella globalità dei suoi disciplinamenti, il che può portare a risultati contrari allo scopo della collaborazione. Per evitare questo inconveniente, l'applicazione della procedura penale deve essere limitata nella misura compatibile con le esigenze della collaborazione. Sono inoltre necessaria speciali norme di diritto materiale sulla considerazione del diritto dello Stato richiedente e sulla vigenza del diritto svizzero per il giudizio degli effetti di singoli fatti giuridici intervenuti all'estero. Alcune prescrizioni di questo tipo vigono soltanto per determinate forme di collaborazione. Quelle che devono essere applicate a tutte le forme sono riunite nel capitolo «Diritto applicabile».

456 315 Procedura in Svizzera; protezione giuridica

La trattazione delle domande implica, a livello federale e cantonale, l'intervento di diverse autorità per compiti di diversa natura. Una sola e medesima autorità può intervenire in parte come autorità esecutiva, in parte come mera istanza di trasmissione e di vigilanza. Per le diverse funzioni non possono però vigere le medesime norme procedurali. In quanto si tratti di mere attività amministrative -- come nel caso della trasmissione e della vigilanza -- la Confederazione può per principio disciplinare la procedura soltanto per le autorità federali. Certe autorità federali devono tuttavia collaborare anche all'esecuzione vera e propria delle domande (perseguimento e repressione delle infrazioni previste dalla legge sul diritto penale amministrativo). La determinazione del diritto applicabile in materia di esecuzione deve pertanto estendersi a tutti gli ordinamenti procedurali in materia penale che entrano in linea di conto sia a livello federale sia a livello cantonale. È questa l'idea che sottende il disegno quando prescrive alle autorità esecutive di applicare il «diritto procedurale determinante per esse in materia penale» (art. 9 in fine).

Il disegno tende in particolare anche a migliorare la protezione giuridica delle persone i cui diritti e interessi sono toccati dalla cooperazione interstatale. Oggetto di questa protezione giuridica deve essere però soltanto la possibilità di difesa contro eventuali attacchi ai diritti di libertà, non già l'esame della necessità e dell'opportunità dell'attuazione di un procedimento previsto dal disegno.

Secondo il diritto vigente, la procedura d'estradizione offre due possibilità: secondo la natura delle eccezioni proposte, la decisione spetta o all'amministrazione o al Tribunale federale. Per l'altra assistenza non vi è alcun disciplinamento legale. Nella prassi, le competenze sono ripartite secondo la natura giuridica delle questioni in causa. Circa l'applicazione e la portata delle .prescrizioni procedurali decidono le autorità a tal fine legittimate dall'ordinamento processuale; circa le questioni della corrispondenza interstatale dei presupposti e delle restrizioni dell'assistenza, di regola la Divisione della polizia. Contro le decisioni delle autorità cantonali, la Divisione della polizia ha soltanto a disposizione il ricorso all'autorità di vigilanza, conformemente al diritto federale; contro le decisioni della Divisione di polizia è possibile soltanto il ricorso amministrativo.

Questa situazione è insoddisfacente. In materia di estradizione, la decisione circa le condizioni di forma spetta alla Divisione della polizia anche nei casi deferiti al Tribunale federale. In uno stesso affare possono dunque essere necessarie sia una decisione del Consiglio federale sia una decisione del Tribunale federale. Questo dualismo deve essere eliminato. Per l'altra assistenza la competenza è poco chiara tanto più che vi è il rischio, in caso di incompetenza dell'autorità adita per prima, che il ricorso sia poi respinto

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dall'altra autorità per deposito tardivo. Recentemente, l'opinione pubblica si è inoltre interessata a certi problemi dell'assistenza, segnatamente alla protezione della sfera privata. È dunque probabile che vi sarà un notevole aumento del numero dei ricorsi, donde la necessità di un disciplinamento unitario e giudizioso per tutte le forme della collaborazione.

Il futuro ordinamento deve essere quanto possibile semplice e tener conto dell'esigenza dello Stato richiedente di veder trattata rapidamente la domanda. Esso non deve consentire ritardi intollerabili nella collaborazione interstatale I rimedi giuridici previsti dal diritto federale e cantonale non sono qui per principio applicabili. Inoltre, essi non corrispondono appieno a tutte le esigenze poste dalla materia.

In quanto l'esecuzione della domanda ponga il problema dell'applicazione della procedura penale, le decisioni ricorribili per loro natura, si avvicinano alle operazioni ufficiali del giudice istruttore; per contro, quando si tratta di applicare le disposizioni della legge sull'assistenza, esse rientrano, con caratteristiche proprie, nel campo d'applicazione del diritto amministrativo. Sembra dunque necessario concedere alla persona perseguita il diritto di farsi assistere da un patrocinatore in tutti gli stadi della procedura di cooperazione in materia penale. Per altro, occorre evitare che la ricerca della verità sia indebitamente ritardata e aggravata. Di queste esigenze tengono conto le prescrizioni dell'articolo 18, vigenti per tutte le procedure di ricorso a livello cantonale e federale.

A questa combinazione di problemi giuridici non è senz'altro applicabile nemmeno il ricorso d'i diritto amministrativo giusta gli articoli 97 e seguenti della legge federale sull'organizzazione giudiziaria (OG; RS 173.110) poiché il disciplinamento quivi previsto per la legittimazione e i motivi di ricorso non sarebbe affatto adeguato. Le decisioni in materia di procedimento penale e di estradizione sono d'altronde esplicitamente escluse dal ricorso dì diritto amministrativo giusta l'articolo 100 lettera / OG. I necessari adeguamenti alle speciali esigenze della materia sono però possibili con poche e semplici disposizioni. Anche a livello generale, il ricorso di diritto amministrativo sembra essere l'ordinamento più adeguato alla particolarità della materia, segnatamente per quanto concerne il disciplinamento dei termini, le prescrizioni formali, l'effetto sospensivo e la procedura. L'applicazione uniforme di un disciplinamento di tal tipo a tutti i procedimenti previsti nel disegno non offre alcuna difficoltà. Un unico articolo è sufficiente in proposito.

Un ricorso di diritto amministrativo modificato in tal modo sembra invece inadeguato ove trattisi di esaminare decisioni su problemi che concernono in parte la politica esterna o la politica internazionale in materia criminale (cfr. p. es. gli art. 2, 16 e 26 del disegno). La preponderanza degli aspetti politici giustifica che si riservi la decisione d'ultima istanza al Con-

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siglio federale o, all'occorrenza, al dipartimento. Ne risulta la competenza esclusiva dell'amministrazione federale e l'impugnabilità delle sue decisioni per mezzo del ricorso amministrativo.

Il disciplinamento dell'opposizione, già prevista nella legge federale relativa al trattato di assistenza giudiziaria concluso con gli Stati Uniti d'America, vuole garantire in genere la possibilità di discutere tutti gli aspetti del caso in una procedura senza formalità e, in caso di eccezioni contro la prevista trattazione della domanda, di cercare un'intesa in via bonaria.

Per questo motivo, un'enumerazione dei motivi d'opposizione sembra inopportuna.

Il disegno prevede conscguentemente che il Dipartimento federale di giustizia e polizia, rispettivamente la Divisione della polizia, sono esclusivamente competenti per determinate decisioni. Se un'opposizione contro le misure prese dalle autorità federali non può essere liquidata in via bonaria, queste emanano una decisione.

Nei casi dell'articolo 14 (eccettuato il opv. 2 lett. a e b), contro siffatte decisioni è ammissibile il ricorso amministrativo; il Dipartimento federale di giustizia e polizia decide definitivamente sui ricorsi contro le decisioni della Divisione della polizia (art. 22). Per altro, le decisioni delle autorità federali di prima o di ultima istanza o delle autorità cantonali di ultima istanza sono direttamente impugnabili con ricorso di diritto amministrativo giusta gli articoli 97 e seguenti OG. Il disegno prevede, a titolo completivo e derogatorio (art. 21), che il Tribunale non è vincolato dalle conclusioni delle parti; la complessità della materia esige infatti ch'esso prenda liberamente cognizione della causa (loc. cit. cpv. 5).

Vista la stretta connessione della materia con gli affari penali,, la prescrizione dell'OG sulle ferie giudiziarie è inapplicabile. Come autorità incaricata della vigilanza federale (cfr. art. 12 cpv. 1), anche la Divisione della polizia deve essere legittimata a interporre ricorso di diritto amministrativo (art. 21 opv. 3).

Il ricorso contro la presentazione di una domanda deve essere escluso ma l'autorità istruttoria deve essere legittimata a ricorrere qualora la Divisione della polizia rifiuti di presentare una domanda; parimente, la persona perseguita che dimori abitualmente in Svizzera deve poter interporre ricorso contro la delega del perseguimento o dell'esecuzione penali a un altro Stato (loc. oit. cpv. 2). Nel (raro) caso di applicazione del diritto straniero (art. 62) appare opportuno ammettere anche la censura dell'applicazione inammissibile o manifestamente inesatta (art. 21 cpv. 4).

Nelle materie disciplinate dal disegno, le decisioni d'apprezzamento, che non possono essere completamente riesaminate secondo l'articolo 104 lettera a OG, svolgono un ruolo tutt'altro che insignificante. Pertanto, il disegno limita notevolmente, con numerose precisazioni, il campo del potere

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d'apprezzamento. Secondo il Tribunale federale e la commissione peritale, non spetta d'altronde al tribunale sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione. Ci siamo pertanto astenuti dal dar seguito alla proposta dell'Anello degli indipendenti del Cantone di Zurigo di ammettere la censura dell'inadeguatezza.

316 Procedura interstatale

Le norme essenziali sulla procedura interstatale concordano praticamente per tutte le forme della collaborazione. 11 loro inserimento nella parte generale serve dunque a semplificare e alleviare considerevolmente il disegno. Questo, benché si attenga senza eccezione alle norme stabilite nella legge sull'estradizione del 1892 e in parecchi accordi internazionali, dispone che si può derogare alla norma consuetudinaria della gratuità dell'esecuzione qualora lo Stato richiedente non accordi la reciprocità (art. 27 cpv. 1). Esso tiene inoltre conto del costo, a volte quasi proibitivo, dell'esecuzione della domanda in certi Stati d'oltre mare. Per questo.motivo, il Consiglio federale è autorizzato a prevedere in via eccezionale che le spese saranno sopportate in tutto o in parte dalla Confederazione (art. 27 cpv. 4).

32 Estradizione Qui di seguito tratteremo soltanto le questioni che non sono state esaminate nel messaggio del 1° marzo 1966 (FF 7966 I 425 segg. cap. B, I).

Il transito, che la legge vigente tratta come caso speciale di estradizione, nella terza parte del disegno è disciplinato come mero atto di assistenza giudiziaria.

321 Funzione dell'estradizione

Secondo il diritto vigente, «estradare» significa sempre consegnare la persona perseguita allo Stato richiedente in considerazione di un procedimento penale o dell'esecuzione di una pena per atti sottoposti alla sua giurisdizione (originaria). Secondo la concezione su cui poggiano le due più recenti convenzioni europee, l'estradizione deve essere anche lo strumento per trasferire (coercitivamente) la persona in causa dallo Stato che chiede l'assunzione del perseguimento o dell'esecuzione allo Stato richiesto (cfr.

gli art. 28 in fine e 32 cpv. 1 del disegno). Anche per questi scopi, essa è dunque subordinata alle stesse condizioni. La proporzionalità del trasferimento per uno di questi scopi sembra pertanto garantita nel migliore dei modi.

Capita frequentemente che in un reato siano implicati anche cittadini svizzeri. Il rifiuto di estradare i propri cittadini importa di regola l'attua-

460 zione di due o più procedimenti penali in diversi Stati, donde un'inutile complicazione dell'amministrazione delle prove e un intralcio ingiustificato al funzionamento razionale della giustizia. Soprattutto però ne deriva un apprezzamento spesso notevolmente diverso di un medesimo fatto, con conseguenti ripercussioni anche sull'entità della pena. Ne va di mezzo la credibilità della giustizia penale. Per questo motivo, il disegno, nel segno dell'evoluzione giuridica che si delinea in seno al Consiglio d'Europa, tende a favorire quanto possibile l'apprezzamento uniforme dei fatti e l'irrogazione della sanzione da parte dello Stato in cui l'atto è stato commesso -- poiché è il più qualificato per farlo -- e a far in modo che la Svizzera possa estradare i propri cittadini allo Stato del commesso reato, incaricandosi in seguito dell'esecuzione della pena.

Da quest'angolo visuale, il divieto legale assoluto di estradare i propri cittadini sembra troppo rigido.

322 Reati motivanti l'estradizione La clausola generale radicatasi nel diritto europeo sull'estradizione consente facilmente di determinare per quali reati l'estradizione può essere concessa. Essa è stata pertanto ripresa anche nel presente disegno.

L'estradizione è accordata per fatti che (secondo il diritto d'ambo gli Stati) sono passibili di una sanzione restrittiva della libertà per un massimo di almeno un anno o di una sanzione più severa. Ciò significa -- come nella Convenzione europea -- che l'estradizione deve essere pure concessa qualora lo Stato richiedente possa infliggere la pena di morte ma si impegna a non eseguirla (art. 33 cpv. 2).

L'estradizione può essere per principio ammessa soltanto se, nel caso di cui si tratta, la gravita dell'atto giustifica i rigori della procedura. Il diritto penale subordina generalmente il perseguimento dei reati di poca gravita alla querela della persona lesa. È pertanto legittimo chiedersi se soltanto i reati perseguibili d'ufficio devono dar luogo ad estradizione. Tuttavia, secondo il diritto svizzero, la querela penale ha anche altre funzioni: in certi casi essa deve in particolare servire a proteggere la famiglia, per esempio qualora l'attuazione del procedimento penale possa aggravare il torto causato alla persona lesa (cfr. Hafter, Lehrbuch, parte generale, 2a ediz., pag.

135). Il fatto
che una querela penale deve essere depositata non è dunque un criterio che permetta sempre di valutare la gravita dell'infrazione.

Ciò vale anche riguardo al massimo della pena richiesto per l'ammissibilità dell'estradizione. Il Codice penale soltanto in rari casi -- astrazion fatta per gli atti qualificati come contravvenzioni -- prevede una pena inferiore al massimo legale; dicasi del pari per la legislazione penale accessoria.

Ebbene, finora non sono mai state presentate domande d'estradizione per reati di questo tipo. All'entrata in vigore della legge, la riserva concernente

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l'articolo 2 paragrafo 1 della convenzione europea potrà dunque essere ritirata.

L'articolo 3 capoverso 4 del disegno garantisce nel migliore dei modi la proporzionalità dell'intervento nella libertà personale poiché permette di rifiutare l'estradizione se l'importanza del fatto non giustifica l'attuazione del procedimento. In tali condizioni, una disposizione speciale sull'estradizione intesa all'esecuzione di una pena sarebbe superflua. Va da sè che l'estradizione non può più essere considerata proporzionale quando la privazione della libertà che deve essere ancora scontata è di durata inferiore a tre mesi. Solo questo può essere il criterio decisivo e non, come nella convenzione europea, l'estensione della sanzione inflitta.

È noto che nelle procedure di estradizione non si esaminano le questioni inerenti alla colpa e alle circostanze di fatto. Anzi, l'estradizione in vista di un perseguimento penale è proprio destinata a permettere allo Stato richiedente di esaminare, nel corso di un procedimento contradditorio, se la persona perseguita si è resa punibile. Propriamente parlando, ciò significa che lo Stato richiesto restringe l'esame della punibilità, secondo il suo proprio diritto, agli elementi obiettivi dell'infrazione. Un atto è tuttavia punibile soltanto se è stato commesso intenzionalmente o per negligenza. L'esigenza della punibilità bilaterale esclude dunque questa limitazione dell'esame. Non si capisce d'altronde perché l'assenza o la presenza di certi elementi soggettivi particolari propri al diritto svizzero, come per esempio un' intenzione determinata, dovrebbe esercitare un influsso all'ammissibilità dell'estradizione. Non occorre infatti appurare se, nel caso concreto, potrebbe essere inflitta una pena secondo il diritto svizzero, tanto più che la colpevolezza della persona perseguita sarebbe di regola incerta. Per questo motivo, il disegno dispone che la punibilità deve essere giudicata senza tener conto di particolari forme di colpa e di particolari condizioni di punibilità previste dal diritto svizzero (art. 31 cpv. 2). Pensiamo qui per esempio alle particolari intenzioni richieste dalla legge, alla deliberata esposizione a pericolo, nonché alla dichiarazione di fallimento, al pignoramento infruttuoso ecc.

Come finora (cfr. l'art. 4 della legge sull'estradizione del 1892), l'estradizione dev'essere eccezionalmente possibile anche per atti che, in seguito a circostanze esteriori, non sono punibili secondo il diritto svizzero ma che, secondo i principi generali di questo diritto, sembrano degni di pena.

Il disciplinamento dell'estradizione accessoria (art. 32 cpv. 2 del disegno; cfr. il messaggio del 1° mar. 1966, cap. B, I 3) corrisponde alla dichiarazione fatta a proposito dell'articolo 2 paragrafo 2 della convenzione europea (cfr. art. 2 dei DF del 27 set. 1966). Questa dichiarazione dev'essere nondimeno riformulata.

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323 Estradizione in caso di competenza giurisdizionale svizzera Secondo la convenzione europea, la competenza territoriale dello Stato richiesto costituisce soltanto un motivo facoltativo per rifiutare l'estradizione. Con la dichiarazione fatta a proposito degli articoli 7 e 8 della convenzione (cfr. loc. cit.) è stato posto il fondamento giuridico dell'estradizione accessoria per atti commessi in Svizzera. In tali casi, il disegno consente eccezionalmente l'estradizione sempreché l'atto possa essere represso in Svizzera e vi sia in particolare la possibilità di un miglior reinserimento sociale (art. 32 cpv. 1). Questa soluzione consente di ritirare la riserva concernente l'articolo 7 della convenzione europea. Gli stessi motivi inducono inversamente a rifiutare (facoltativamente) l'estradizione qualora sia possibile reprimere l'infrazione in Svizzera.

324 Trattamento degli adolescenti Una particolare e viepiù grave lacuna nel diritto vigente in materia di estradizione è l'assenza di disposizioni sul trattamento dei giovani delinquenti. L'esperienza insegna che per lo sviluppo ulteriore della personalità è spesso di decisiva importanza che gli adolescenti non vengano in stretto contatto con criminali adulti e che si affidi il giudizio e la punizione del loro comportamento ad autorità che conoscono bene l'ambiente del loro luogo di dimora abituale.

Per questo motivo, il disegno, conformandosi all'articolo 372 numero 2 del Codice penale, dispone, per quanto concerne i minori di 18 anni, che l'estradizione sarà quanto possibile sostituita dal rimpatrio ad opera della competente autorità minorile. Se giuridicamente possibile, il perseguimento e il giudizio saranno delegati alle autorità competenti del luogo di dimora abituale. Si procederà nello stesso modo riguardo alle persone di 18 a 20 anni se l'estradizione arrischi di copromettern lo sviluppo o il reinserimento sociale. Il rimpatrio ha la stessa efficacia dell'estradizione (art. 29).

La stessa cosa deve ovviamente valere anche quando l'estradizione è chiesta alla Svizzera.

325 Procedura d'estradizione L'ammissibilità del ricorso di diritto amministrativo implica, riguardo alle vigenti norme procedurali, un ampliamento delle competenze decisionali della Divisione della polizia. Essa statuirà in prima istanza anche qualora l'arrestato eccepisca contro l'estradizione invocando la legge, il trattato o una dichiarazione di reciprocità. La competenza di prima istanza del Tribunale federale è ancora prevista soltanto nel caso in cui si faccia valere che la persona perseguita è incolpata di un reato politico ovvero se nel corso della procedura sorgano seri motivi per concludere al carattere po-

463 litico dell'atto (art. 51 cpv. 2 del disegno). Riguardo all'ammissibilità del riesame giudiziario delle decisioni amministrative, ci si può chiedere -- come il Tribunale federale -- se sia necessario attenersi al sistema oggi in vigore. Il deferimento della decisione di prima istanza all'amministrazione offrirebbe tuttavia l'inconveniente che la decisione negativa di questa non sarebbe soggetta ad alcun riesame poiché lo Stato richiedente non è legittimato a ricorrere (art. 1 cpv. 4 del disegno) e la persona perseguita non vi è interessata. Proprio il rifiuto di estradare a cagione del carattere politico di un atto deve essere pronunciato da un'autorità rappresentativa, al riparo da pressioni politiche. Queste considerazioni parlano in favore della soluzione proposta nel disegno.

Nel corso della procedura di consultazione, l'Associazione svizzera degli avvocati ha proposto di prevedere un riesame mensile dei presupposti per il mantenimento del carcere in vista di estradizione. Il disciplinamento legale della procedura di estradizione si applica però in prima linea nelle relazioni convenzionate in materia d'estradizione. La scarcerazione della persona perseguita o la rinuncia al suo arresto non sono compatibili con gli impegni convenzionati qualora le condizioni dell'estradizione siano probabilmente adempiute. Il rigetto di una domanda di scarcerazione può essere impugnato con ricorso alla camera d'accusa del Tribunale federale (art. 43 cpv. 2 del disegno). In tali condizioni, una procedura di riesame periodico delle condizioni di carcerazione costituirebbe uno spreco amministrativo.

33 Altra assistenza Le norme finora applicate all'altra assistenza in materia penale, forgiatesi esclusivamente nella prassi, sono state recepite in una pertinente convenzione europea. Anche qui possiamo dunque restringerci a completare quanto già detto nel messaggio del 1° marzo 1966 (cfr. segnatamente il cap. B II).

331 Diritto materiale II disegno prevede fra l'altro che l'assistenza può essere prestata a un' organizzazione interstatale in procedimenti connessi a un reato. Nel corso della procedura di consultazione, si è proposto di stralciare questa disposizione poiché la garanzia di reciprocità non sarebbe possibile e l'osservanza del principio della specialità ne sarebbe difficoltata. In primo luogo entrano in linea di conto le procedure dinanzi alla commissione dei diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa. Questo organismo internazionale deve esaminare testimoni in affari che, benché non abbiano carattere penale, sono in rapporto con cause penali. Il disciplinamento contrattuale con le singole organizzazioni sarebbe fastidioso e complicato. Per altro, un disciplinamento vincolante sembra qui inopportuno. È necessaria tuttavia un'autorizzazione

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di principio. Per questo motivo non abbiamo secondato la proposta di stralcio.

Già in occasione della conclusione del trattato d'assistenza con gli Stati Uniti d'America, è apparso che la protezione della sfera segreta era uno dei problemi più delicati. Secondo l'ordinamento svizzero vigente, il diritto di non testimoniare in un procedimento penale per fatti inerenti alla sfera segreta esiste soltanto per i segreti professionali enumerati esaustivamente nelle legge. Negli altri casi, la sfera segreta privata è invero tutelata quanto possibile da una giurisprudenza ancora attuale ma la protezione decade qualora lo scopo dell'inchiesta ne esiga la rivelazione. Il diritto al rispetto della sfera privata è tuttavia un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione (cfr. Noli, Schweizerische Zeitschrift für Straf recht 1975, pag. 16 e soprattutto pagg. 59 e 60). Le deroghe a questa protezione, in particolare per agevolare il perseguimento penale all'estero, devono essere pertanto concepite in modo che il diritto fondamentale non sia svuotato della sua sostanza, né pregiudicato nel suo intrinseco valore. Questa costatazione esige in ogni caso che -- qualunque sia l'estensione della sua osservanza nella procedura penale svizzera -- negli affari d'assistenza in materia penale si esaminino accuratamente le circostanze poiché i fatti inerenti alla sfera segreta privata, che per principio devono essere svelati come nel procedimento penale, divengono qui forzatamente accessibili ad organismi ufficiali e ad imprese private straniere. Ne risulta un conflitto tra l'interesse pubblico estero all'attuazione del procedimento penale e l'interesse pubblico svizzero alla protezione legale della sfera segreta. Per risolvere questo conflitto occorre soppesare gli interessi in causa.

L'interesse privato alla tutela del segreto può essere di per sé sacrificato soltanto se, tenuto conto delle circostanze del caso, la rivelazione sia compatibile con lo scopo della protezione legale del segreto. Il primo elemento da considerare è che la parte della sfera segreta non compresa dalle disposizioni sul diritto di non deporre si restringe per l'essenziale al campo dei segreti di fabbricazione e d'affari. Ma quest'ultimi sono soltanto una piccola parte dell'intera sfera segreta. Per quanto concerne l'assistenza in materia penale, un'esperienza ormai pluridecennale dimostra che i segreti di fabbricazione non hanno nessuna importanza. In ogni caso, nella prassi dei tribunali e delle autorità amministrative federali, da oltre trent'anni non vi è stato alcun affare in cui si è posto il problema della rivelazione di un segreto di fabbricazione. D'altro lato, i segreti d'affari, fra cui devono essere annoverati anche i fatti che le banche devono tenere segreti nell'interesse dei loro clienti, si dimostrano spesso, se esaminati più da vicino, come segreti per i quali l'obbligo di rivelazione non costituisce di per sé e a priori un grave intervento nella sfera segreta. L'avverarsi di un tale intervento è di regola infatti dovuto a circostanze inerenti alla natura del singolo caso, per esempio al considerevole pregiudizio per la competitivita o l'esposizione a pericolo di un importante progetto imprenditoriale. In tali condi-

465 zioni, l'applicazione del principio della proporzionalità costituisce una protezione conforme alle esigenze del diritto costituzionale. Per questo motivo, il disegno si restringe a prevedere protezione siffatta (art. 61 cpv. 1). Occorrerà dunque esaminare in ogni singolo caso se l'importanza dell'infrazione, commisurata a quella del segreto, possa giustificare la comunicazione all'estero. In ogni caso, le vive reazioni dell'opinione pubblica agli interventi nella sfera privata e il consolidamento della protezione penale nella legge del 20 dicembre 1968 (RU 7969 755) fanno sembrare opportuno di attribuire al funzionario federale o cantonale incaricato di eseguire la domanda il potere di decidere se una banca sia tenuta a fornire informazioni inerenti alla sfera segreta di persone che non sono implicate nel procedimento penale all'estero (cfr. art. 61 cpv. 2 del disegno). Va da sé che ciò non modifica affatto l'estensione dell'obbligo delle banche di testimoniare io un procedimento penale (svizzero).

L'articolo 64 del disegno limita il diritto di impiegare le informazioni ottenute per mezzo dell'assistenza (la cosiddetta specialità). L'impiego illecito di informazioni può anche risultare dalla delega di un procedimento penale a un altro Stato. Se la persona perseguita si trova già in questo Stato, lo Stato richiedente non ha il diritto di limitare l'impiego delle informazioni trasmesse con l'inserto. Tuttavia, se la persona perseguita è consegnata allo Stato richiesto, il principio di specialità previsto dal diritto di estradizione produce i suoi effetti (art. 34 del disegno). Questa norma è pertanto inapplicabile alle altre forme di collaborazione.

Nella formulazione del principio si è tenuto conto delle esperienze che hanno indotto a precisare alcuni punti nel trattato di assistenza giudiziaria concluso con gli Stati Uniti d'America (cfr. art. 5 cpv. 2 e 3 del trattato; FF 1974 II 850). Le due formulazioni portano allo stesso risultato ma quella del disegno concorda meglio con il senso e lo scopo del principio della specialità.

332 Procedura Contrariamente a quanto accade nell'estradizione, dove la Divisione dettai polizia dirige per d'essenziale la procedura, una gran parte e a volte la maggior parte degli affari d'assistenza si svolge direttamente tra le autorità competenti in materia di procedimento penale. In questo campo, i Cantoni devono assumere anche la maggior parte delle attribuzioni normalmente deferite alla Divisione della polizia. Ciò complica la ripartizione delle attribuzioni tra Confederazione e Cantoni e richiede che si conferisca alla Divisione della polizia il diritto di impiegare, nell'ambito delle sue attribuzioni di autorità di vigilanza, i rimedi giuridici previsti dal diritto cantonale (art. 76 opv. 4).

Un'altra fonte di difficoltà è il fatto che la polizia, nell'ambito di un'inchiesta penale, agisce ampiamente come organo ausiliario dell'autorità giuFoglio federale 1976. Voi. II

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diziaria e deve pertanto -- come è già il caso per le investigazioni di polizia -- ricorrere all'assistenza. Si è così instaurato un intenso scambio internazionale di informazioni che si estendono praticamente a tutte le attività della polizia. In quanto connesso al procedimento penale, questo scambio deve essere sottoposto alle restrizioni che già valgono per gli affari d'assistenza giudiziaria propriamente detta. Per questo motivo il disegno autorizza gli organi superiori di polizia della Confederazione e dei Cantoni a presentare in proprio nome domande di assistenza e a dar seguito a quelle degli organi di polizia stranieri. La specificazione delle informazioni che possono essere oggetto di scambio tra gli organi di polizia senza soggiacere alle restrizioni previste in materia di assistenza dovrebbe essere lasciata al Consiglio federale.

Nel campo dell'assistenza è particolarmente difficile conciliare l'interesse naturale dello Stato richiedente a un'informazione quanto possibile rapida con de esigenze della protezione giuridica dei cittadini toccati dall'esecuzione della domanda nello Stato richiesto. Dato che la comunicazione dei risultati dell'assistenza allo Stato richiedente non è una «decisione» nel senso dell'articolo 5 della legge sulla procedura amministrativa (RS 172.021), il disegno prescrive che in tali casi dev'essere emanata una decisione al fine di salvaguardare gli interessi della protezione giuridica. Esso stabilisce nel contempo a quali condizioni gli atti d'esecuzione possono essere trasmessi «senza formalità», ossia senza decisione, talché non è dato corso ad alcun termine di ricorso e la chiusura della procedura se ne trova considerevolmente accelerata (art. 80).

34 Perseguimento penale surrogatorio Nel disciplinamento del perseguimento penale surrogatorio occorre evitare che si intervenga nel diritto che vige per questa forma di collaborazione in base a una giurisdizione svizzera originaria. Il disegno prevede pertanto soltanto poche disposizioni di diritto materiale, consapevolmente non esaustive. Sulla scorta delle esperienze compiute possiamo nondimeno affermare che nessun punto importante è stato tralasciato.

I reati di cui qui si tratta, commessi all'estero, non toccano in genere l'ordinamento giuridico svizzero. La Svizzera, secondo il disegno, deve pertanto esercitare il suo potere repressivo «in surrogazione dello Stato in cui l'atto è stato commesso». Ciò significa che l'attuazione del procedimento dipende dalla competenza penale (o dall'obbligo penale) di questo Stato e che se questa condizione viene a mancare, per esempio in seguito ad amnistia, il procedimento deve essere abbandonato. Si può dunque rinunciare a una disposizione del tipo di quella prevista nell'articolo 4 della convenzione europea sulla delega del perseguimento penale.

467 Secondo il diritto svizzero, la repressione di parecchi reati incombe a un'autorità amministrativa. Il disegno non modifica questa situazione anche in caso di perseguimento penale surrogatorio (art. 83). Il diritto applicabile è quello svizzero, salvo che il diritto straniero non sia più favorevole (ibid. opv. 2).

Il disegno non si occupa dei problemi che possono sorgere nelle relazioni tra la Svizzera e lo Stato richiedente; in particolare esso non dice quali effetti produrrebbe un'eventuale revoca della domanda. Come demento della legislazione nazionale, esso non può nemmeno definire le conseguenze dell'assunzione per lo Stato richiedente. Incomberà pertanto alla Divisione della polizia, prima della pronuncia sull'assunzione del perseguimento penale, esigere dallo Stato richiedente la garanzia che esso ammetterà e osserverà, nel caso inverso, gli effetti previsti nell'articolo 86 capoverso 1.

341 Oggetto del disciplinamento II disegno parte dall'idea che il perseguimento penale può essere assunto soltanto se -- indipendentemente dall'ammissibilità o dall?Inamissibilità dell'estradizione -- esso impedisce che l'imputato sia, a causa del procedimento (penale, strappato aMa sua famiglia e al suo ambiente abituale e debba abbandonare i suo impiego, ossia se entra in linea di conto una pena privativa della libertà con sospensione condizionale ovvero una pena pecuniaria e l'imputato abbia stretti legami con la Svizzera. Ma il perseguimento penale si giustifica anche in assenza di tali legami qualora anche in Svizzera sia pendente un procedimento penale, gli atti commessi in Svizzera e all'estero siano passibili di una pena privativa della libertà e l'estradizione sia inammissibile. Il perseguimento penale surrogatorio non deve servire in primo luogo a render più efficace il perseguimento penale di altri Stati, bensì a rimuovere gli effetti pregiudizievoli di parecchi procedimenti penali a causa di infrazioni soggette alla giurisdizione di più Stati e a migliorare le probabilità di reinserimento sociale. Ne consegue che l'assunzione del perseguimento penale ha carattere accessorio e non dipende dalla cittadinanza della persona perseguita, dai suoi legami con la Svizzera e dall'ammissibilità dell'estradizione.

Il perseguimento penale surrogatorio comprende i procedimenti che possono essere promossi sua contro svizzeri sia contro stranieri. Riguardo a stranieri strettamente legati alla Svizzera, esso è possibile anche se l'estradizione è per principio ammissibile ma non deve sostituirla qualora manchino tali legami o, nonostante la loro presenza, non vi siano maggiori probabilità di reinserimento sociale.

Secondo l'articolo 6 CP, i cnimini e i delitti commessi all'estero da cittadini svizzeri sottostanno alla giurisdizione svizzera conformemente al principio defila personalità attiva sempreché il diritto svizzero ammetta l'estra-

468 dizione. Pertanto, M disegno ammette il perseguimento penale surrogatorio di cittadini svizzeri soltanto per fatti che non possono dar luogo ad estradizione secondo l'articolo 31 e purché non sussista un motivo d'irricevibilità secondo gli articoli 2 a 4. Una giurisdizione autonoma può indubbiamente sussistere anche riguardo a cittadini stranieri in base all'articolo 5 CP o nei rari casi in cui di diritto svizzero ammette la giurisdizione in virtù del principio dell'universalità, segnatamente in caso di tratta dédie donne e dei minorenni (art. 202 n. 5 CP), di contraffazione di monete (art. 240 cpv. 3 CP), di reati in materia di stupefacenti (art. 19 n. 1 cpv. 2 LFSt [RS 812.121]) e di cattura illecita di aeromobili (art. 97 cpv. 3 LNA [RS 748.0]). Per questi motivi, l'articolo 82 capoverso 3 del disegno esclude l'assunzione del perseguimento «se, in base ad altre prescrizioni, il fatto sottosta alla giurisdizione svizzera».

Per completezza menzioniamo che, nonostante l'articolo 4 del disegno, una domanda d'assunzione può essere secondata qualora sia stata pronunciata una condanna nello Stato in cui l'atto è stato comesso ma la sanzione non sia né eseguita né prescritta secondo il diritto dello Stato del giudizio.

342 Esclusione della procedura contumaciale; foro Visti il senso e lo scopo dell'intero disciplinamento il disegno esclude il giudizio dell'imputato in procedura contumaciale (art. 83 cpv. 3). Questa esclusione si riferisce evidentemente soltanto al giudizio degli atti per cui il procedimento penale surrogatorio è stato assunto secondo le disposizioni del disegno. Essa è stata inserita nella disposizione, indirizzata al giudice, sull' applicazione del diritto penale svizzero e non è stata formulata come condizione dell'assunzione del perseguimento penale poiché l'imputato può trasferirs in altro luogo anche durante il procedimento.

Gli atti da giudicare sono stati commessi all'estero. Essi possono tuttavia essere in concorso con atti commessi in Svizzera. In questo caso, l'articolo 350 CP, relativo al foro, è inapplicabile. Per questo motivo, l'articolo 84 del disegno dispone che l'articolo 348 CP si applica in quanto non sia già stato costituito un altro foro.

343 Delega del perseguimento penale Contrariamente alle disposizioni sull'assunzione, quelle inerenti alla delega del perseguimento penale all'estero concernono tutti i casi in cui la Svizzera può essere indotta a presentare una domanda di tal tipo. Per l'applicazione di queste disposizioni, poco importa se lo Stato richiesto, in caso d'accettazione della domanda, attui il procedimento fondandosi su una giurisdizione originaria propria, su una giurisdizione suppletiva derivante dalla Convenzione europea o su una giurisdizione nazionale sussidiaria.

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La disposizione che stabilisce le condizioni delle delega prevede non solo che la giurisdizione dello Stato richiesto deve avere un fondamento legale (il che è ovvio in se stesso) ma anche che la delega può avvenire soltanto qualora l'estradizione (alla Svizzera) sia o inammissibile o inopportuna (art. 85 lett. a). Si tratta dunque del perseguimento di uno straniero che, dopo aver commesso un reato in Svizzera, si è rifugiato all'estero e non può essere estradato sia per la sua cittadinanza sia per la natura (o l'entità) della pena comminata, ovvero la cui estradizione (di per sé ammissibile) sarebbe sproporzionata all'importanza penale dell'infrazione. Questa disposizione indica inoltre che la delega del perseguimento penale può avvenire anche in connessione con un'estradizione chiesta alla Svizzera se l'attuazione del procedimento penale nello Stato richiedente offre migliori probabilità di reinserimento sociale (art. 85 lett. b).

Oltre alle condizioni devono essere disciplinati anche gli effetti della delega. Tenuto conto dell'evoluzione sul piano internazionale si deve impedire non solo la doppia punizione ma anche il doppio perseguimento in Svizzera e riconoscere la vincolatività di qualsiasi decisione materiale che ponga fine al procedimento penale straniero, ossia tener conto non solo di una sentenza di assoluzione o di condanna ma anche dell'abbandono del procedimento per motivi di diritto materiale (art. 86).

Se lo Stato richiesto assume il perseguimento penale, l'esito del procedimento non è ancora scontato. Se la persona perseguita si da alla fuga o il procedimento è abbandonato per motivi formali, la limitazione del potere repressivo della Svizzera, prevista nell'articolo 86 capoverso 1, diviene priva d'oggetto. Fintanto che il procedimento è pendente all'estero, le autorità svizzere non possono prendere nessun altro provvedimento contro la persona perseguita; è pertanto giustificato che la prescrizione secondo il diritto svizzero sia nel frattempo sospesa. In tal modo si impedisce d'altronde che il prevenuto, cambiando ripetutamente lo Stato di dimora, possa troppo facilmente render vano il procedimento penale.

Occorre infine prevedere, nel caso in cui la delega del perseguimento penale sia in relazione con un'estradizione, che lo Stato che ha chiesto l'estradizione, ed è pertanto tenuto ad osservare il principio della specialità, sia svincolato da questa restrizione nell'esercizio del suo potere repressivo nella misura in cui la delega del perseguimento lo esiga (art. 86 cpv. 3).

Il disegno tace circa la competenza in materia di grazia. In un primo tempo era stato previsto che, in caso di delega del perseguimento penale, il diritto di grazia doveva essere riservato alle autorità svizzere. Questa disposizione è stata tuttavia abbandonata per la sua dubbia efficacia giuridica; spetta infatti allo Stato richiesto decidere circa l'opportunità di tener conto o no di una grazia pronunciata in Svizzera.

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344 Procedura

Basta in principio che la procedura sia disciplinata dal disegno fino al momento in cui passa nelle mani delle autorità incaricate del perseguimento penale, che d'altronde sono le uniche competenti per decidere circa l'apertura del procedimento. Per contro, i due Stati interessati devono sapere il più presto possibile se il trasferimento di competenza collegato con la delega del procedimento ha avuto luogo o no. La persona perseguita non deve essere esposta al pericolo di veder intervenire lo Stato che non vi è ancora o che non ne è più autorizzato. A tal fine basta che la punibilità secondo il diritto svizzero non manchi manifestamente. È soltanto in questo senso che la Divisione della polizia deve «decidere» secondo l'articolo 88 del disegno.

Questa decisione non vincola le autorità incaricate del perseguimento penale.

Essa non invade dunque le competenze dei Cantoni.

Una siffatta invasione non vi è nemmeno giusta la prescrizione dell'articolo 89, il quale prevede che un atto d'istruzione eseguito all'estero dev'essere apprezzato come se eseguito in Svizzera. Anche la convenzione europea contempla questo principio il quale significa semplicemente che gli atti delle autorità straniere devono essere giudicati secondo le norme del libero apprezzamento delle prove come gli atti delle autorità svizzere. Questa disposizione è soprattutto importante per l'interruzione della prescrizione.

L'assunzione o la delega del perseguimento penale non devono sgravare dalle spese la persona perseguita. Il disegno pone pertanto il fondamento giuridico per la ripetizione delle spese incorse all 'estero. Tuttavia, né queste né quelle incorse in Svizzera prima della delega non sono rimborsate (art. 90).

35 Esecuzione di decisioni penali straniere 351 Questioni di principio Per principio, le decisioni penali .pronunciate all'estero possono avere importanza ovunque il diritto penale conferisca un determinato effetto giuridico a fatti che soltanto in base a una sentenza giudiziale possono essere considerati sufficientemente accertati. È il caso particolare per il presupposto della perpretazione di uno o più crimini o delitti intenzionali, dal quale il Codice penale fa dipendere l'esclusione o la revoca della sospensione condizionale della pena (art. 41 n. l cpv. 2 e n. 3), la revoca della liberazione condizionale (art. 45 n. 3), l'internamento (art. 42 n. 1), l'incapacità ad esercitare una carica o un'ufficio (art. 51), l'interdizione dell'esercizio di una professione (art. 54), nonché l'aggravamento della pena in caso di recidiva (art. 67) e l'irrogazione di una pena suppletiva (art. 68). Il Codice penale specifica (art. 41 n. l cpv. 2 e art. 67 n. 2) che le sentenze estere sono equiparate a quelle svizzere se non contraddicono ai principi del diritto svizzero.

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Non è dunque necessario che il disegno si occupi di tutti questi casi in cui deve essere tenuto conto di una decisione penale straniera. Ciò vale anche riguardo alla confisca di oggetti e di beni la quale, secondo l'articolo 58 CP, può essere ordinata indipendentemente dalla punibilità di una data persona.

Per le materie qui disciplinate, soltanto i'1 pertinente divieto del duplice perseguimento e della duplice punizione (ne bis in idem) ha dovuto essere adeguato allo sviluppo del diritto nelle convenzioni europee (art. 4 del disegno).

Giuridicamente invece nulla si oppone al disciplinamento delle condizioni e della procedura d'esecuzione, segnatamente nei casi in cui questa è prevista dal Codice penale in presenza di una giurisdizione originaria e autonoma. In quest'ambito si pongono tuttavia parecchi complessi problemi cui possiamo soltanto accennare e la cui soluzione deve essere in parte lasciata alla giurisprudenza.

Il primo problema concerne «l'indivisibilità» dell'esecuzione. Una decisione penale può vertere su una pluralità di atti di cui alcuni non sono punibili secondo il diritto svizzero o sono esclusi dal campo d'applicazione materiale del disegno. In ambo i casi, il disegno si oppone all'esecuzione della sanzione. L'esecuzione potrebbe essere assunta soltanto nella misura in cui sono adempiute le condizioni a tal fine previste. Se la sentenza infligge una pena complessiva, si dovrebbe per principio accertare, secondo le norme sulla determinazione della pena, quale parte sia destinata a reprimere gli atti per cui è esclusa l'esecuzione e ridurre corrispondentemente ia durata d'esecuzione della pena complessiva. La cosa è di per sè assolutamente possibile: anzi, il principio della specialità dell'estradizione esige che si proceda in tal modo qualora trattasi soltanto di un'estradizione parziale accordata per l'esecuzione di una pena; non vi sarebbe in tal caso nessuna difficoltà poiché, nello Stato d'esecuzione, la pena sarebbe stata stabilita nel corso di una procedura giudiziaria regolare. Lo Stato che assume l'esecuzione non avrebbe tuttavia attuato nessun procedimento penale. È dunque assai dubbio se questa «determinazione della pena» possa essere legata alla delibazione della sentenza e se si possa e si debba affidare anche questo compito al giudice competente.

E disegno disciplina
l'esecuzione soltanto per quanto concerne la parte di decisione relativa alla pena; il riconoscimento e l'esecuzione di pretese di risarcimento e riparazione giudicate per adesione competono all'amministrazione della giustizia civile.

Indipendentemente dall'esecuzione della sanzione, è necessario tuttavia che si possano recuperare le spese del procedimento penale (art. 91 cpv. 3 e 92 cpv. 2). Questo punto non è stato regolato dalla convenzione europea; osserviamo nondimeno che le due convenzioni dell'Aja, relative alla procedura civile (CS 12 257 e RU 1957 485) prevedono l'esecuzione indipendente delle decisioni sulle spese in materia civile. L'estensione agli affari penali è

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ristretta alle procedure per cui l'assistenza sarebbe stata ammissibile secondo la parte terza del disegno e alle spese spettanti allo Stato. Queste disposizioni sono però inapplicabili alle spese ripetibili assegnate a'1 condannato prosciolto o al danneggiato.

Il disegno non si occupa nemmeno di un problema affine a quello dell' esecuzione parziale, ossia se certe pene o effetti accessori che divengono efficaci dopo l'espiazione della pena principale, per esempio l'incapacità ad esercitare una carica o un ufficio, l'interdizione dell'esercizio di una professione, il divieto di condurre un veicolo a motore ecc., debbano divenire efficaci in Svizzera. I presupposti determinanti per la loro inflizione secondo i diversi ordinamenti giuridici divergono gli uni dagli altri perché si possa decidere sull'efficacia delle pene o degli effetti accessori nello Stato d'esecuzione nell'ambito della procedura d'exequatur.

Come già esposto nelle osservazioni preliminari, il Codice penale connette altre conseguenze giuridiche al fatto che la condanna è stata pronunciata all'estero. È questo però un problema di diritto penale. Dicasi del pari per l'efficacia delle pene e degli effetti accessori. Il pertinente disciplinamento deve dunque essere ancorato nel Codice penale, non nella legge sull'assistenza in materia penale.

L'esecuzione delle decisioni prese in procedura contumaciale o in procédural senza dibattimento (che dev'essere assimilata a una procedura contumaciale) pone problemi particolarmente delicati. È certo da un lato che vi è una seria necessità di permettere l'esecuzione proprio riguardo ad affari penali liquidati con mandato penale o analoga decisione. La repressione effettiva e non soltanto teorica delle infrazioni esercita un considerevole effetto preventivo, agevola la liquidazione dei casi e offre allo Stato in cui l'infrazione è stata commessa la possibilità di rinunciare a misure che, come le cauzioni o i sequestri conservativi, spesso costituiscono per l'interessato una incomprensibile angheria. D'altro lato non si deve dimenticare che dev'essere data la garanzia legalitaria del riesame di siffatte decisioni in procedura ordinaria e che, secondo le circostanze, la concessione di tale garanzia può offrire considerevoli difficoltà. La convenzione europea prevede che questo riesame può avvenire, a scelta del condannato, nello Stato richiedente o in quello richiesto. H fatto ohe il foro e il diritto applicabile dipendono dalla scelta del condannato non appare interamente soddisfacente dall'aspetto giuridico, tanto più che soluzione siffatta adombra a tal punto l'esecuzione e il perseguimento penale surrogatorio da avvicinarsi a un'ingerenza reciproca nell'amministrazione della giustizia. Inoltre, si tratta di un disciplinamento che può essere convenuto in via contrattuale ma non unilateralmente previsto dal diritto interno.

Il disegno rinuncia pertanto a disciplinare esplicitamente l'esecuzione di tali decisioni. Essa però non deve essere semplicemente esclusa. Spetterà al giudice competente decidere se la decisione possa essere o no eseguita. Il giù-

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dice terrà conto della gravita della sanzione, dell'importanza dell'atto, delle spese occasionate al condannato dall'attuazione della procedura ordinaria nello Stato richiedente, della fondatezza delle eccezioni allegate, della diligenza usata dallo Stato richiedente nell'accertamento dei fatti ecc.

Secondo il disegno preliminare della Divisione della polizia, l'opposizione del condannato avrebbe impedito in ogni caso l'esecuzione. Nel corso della procedura di consultazione, si è chiesto di recepire questa soluzione nel disegno Non abbiamo secondato questa proposta poiché siamo ancora convinti che non sarebbe soddisfacente lasciare al condannato la possibilità di decidere circa l'attuazione dell'esecuzione.

Avvertiamo per completezza che né il disegno né la convenzione europea subordinano l'ammissibilità dell'esecuzione al genere di autorità competente a pronunciare la sanzione secondo il diritto dello Stato richiedente. Secondo il diritto svizzero, una sanzione definitiva inflitta da un'autorità amministrativa è eseguita come se fosse stata pronunciata dal giudice. Non vediamo dunque perché si dovrebbe fare una differenza tra l'esecutorietà di una sanzione penale amministrativa e l'esecutorietà di una sanzione penale giudiziaria. Parimente, non sarebbe nemmeno giustificato rifiutare l'esecuzione qualora nello Stato richiedente il potere repressivo sia esercitato da un'autorità amministrativa e, in Svizzera, da un'autorità giudiziaria.

Ovviamente, l'esecuzione può vertere soltanto su una decisione esecutoria. Può nondimeno capitare -- sia secondo la legislazione straniera sia secondo la legislazione svizzera -- che una sentenza si'a esecutoria ancorché la forza di cosa giudicata sia paralizzata dal deposito di un ricorso. Tuttavia, dato che non vi sarebbe allora motivo di .accettare la domanda di esecuzione, il disegno -- come per altro la convenzione europea -- prevede che l'accettazione può avvenire soltanto se la sentenza è definitiva e esecutoria.

352 Problemi sistematici Ogni Stato è disposto a collaborare all'esecuzione delle sue decisioni penali in un altro Stato soltanto se non ne risultano intromissioni nella sua procedura penale. Per svariati motivi, in molti casi è tuttavia impossibile eseguire una sanzione penale secondo il dispositivo della sentenza.

La tripartizione dei reati in
crimini, delitti e contravvenzioni -- conosciuta da parecchie legislazioni fra cui quella svizzera -- e la conseguente graduazione delle pene privative della libertà in reclusione, detenzione e arresto sono state sostituite -- per esempio nella Repubblica federale di Germania, in Austria e negli Stati scandinavi -- da una bipartizione, rispettivamente da una pena unitaria. La durata delle sanzioni restrittive della libertà di gravita media varia assai da uno Stato all'altro e spesso supera di molto la durata massima di detenzione prevista dal diritto svizzero. La durata mas-

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sima delle pene privative della libertà può superare sensibilmente i vent'anni, segnatamente negli Stati appartenenti alla sfera d'influenza del diritto romano. Tuttavia, dopo la revisione del Codice penale svizzero del 18 marzo 1971, questa situazione non offre più particolari difficoltà poiché le pene della reclusione e della detenzione, parificate a livello esecutivo, sono espiate nello stesso stabilimento e poiché la pena accessoria della privazione dei diritti civici, pronunciata in caso di condanna alla reclusione, è stata abrogata.

In queste condizioni, è dunque senz'altro possibile eseguire sia una pena di detenzione inferiore al minimo stabilito dal diritto svizzero per queste due sorte di pene sia una pena di detenzione superiore al massimo legale.

Tuttavia, qualora l'atto giudicato all'estero soggiaccia anche alla giurisdizione svizzera, come può capitare a volte anche per gli stranieri (cf r. p. es. gli art.

5, 202 n. 5, 240 cpv. 3 e 245 n. l CP), il limite di pena stabilito dal diritto svizzero deve essere rispettato; una sanzione inflitta all'estero non può dunque essere eseguita se supera questo limite (art. 91 cpv. 2 del disegno). A tal fine non occorre né «commutare» la pena né modificare la sentenza da eseguire: basta designare lo stabilimento d'espiazione e limitare l'esecuzione alla durata ammissibile secondo il diritto svizzero. Poiché questi due aspetti concernono esclusivamente l'esecuzione della pena, non ne risulta alcuna intromissione nell'amministrazione della giustizia penale dello Stato richiedente, ragione per cui non si può eccepire nulla dall'aspetto del diritto internazionale. La stessa cosa vale per certe modalità di esecuzione previste a volte dalla legislazione straniera, per esempio l'aggravamento della pena con giorni di digiuno e con l'imposizione di un duro giaciglio. Poiché il diritto svizzero ignora siffatte misure, ci si deve attenere alla privazione della libertà come tale.

Ben più difficile è decidere se, e a quali condizioni, sia ammissibile eseguire una sanzione esulante dai limiti stabiliti dalla legislazione dello Stato richiesto o sensibilmente più severa di quella conforme alla sua prassi giudiziaria. A questo interrogativo non si può rispondere validamente una volta per tutte; tuttavia, una risposta negativa esigerebbe in ogni caso un «adeguamento» della sanzione al diritto dello Stato richiesto. Pertanto, l'illiceità dell'atto è in ultima analisi commisurata secondo la legge dello Stato richiesto e non secondo quella dello Stato in cui l'atto è stato commesso. Ma in tal caso non ci si trova più in presenza di un'esecuzione bensì di un perseguimento penale surrogatorio.

L'opportunità dell'«adeguamento» pone un problema controverso in materia di esecuzione. La convenzione europea si è pronunciata in favore di questo sistema. Tuttavia, parecchi motivi vi si oppongono: si tratta avantutto delle obiezioni cui abbiamo accennato a proposito della determinazione della pena nella procedura d'exequatur e della necessità di esaminare i fatti e il problema della colpa anche in casi relativamente poco importanti.

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Per questo motivo, anche la convenzione europea consente una riserva contro l'adeguamento della sanzione, che il disegno prevede soltanto a titolo eccezionale e in limiti ristretti Secondo il disegno, l'atto che non vi ola l'ordinamento giuridico svizzero e per la cui repressione la Svizzera non rivendica alcuna giurisdizione originaria deve essere per principio punito secondo le prescrizioni sotto l'impero delle quali è stato commesso. Se, per motivi giuridici, è inevitabile una commisurazione della pena, all'esecuzione dev'essere sostituita l'assunzione del perseguimento penale surrogatorio. Conseguentemente, l'articolo 91 capoverso 2 del disegno dispone che se l'atto è soggetto anche alla giurisdizione svizzera, la sanzione, se più severa di quella prevista dal diritto svizzero, non può essere eseguita. Questa norma si riferisce sia alla natura sia all'estensione della sanzione. Se il genere della pena pronunciata concorda con quello della pena prevista dal diritto svizzero, la parte di pena che supera il massimo stabilito dal diritto svizzero non può essere dunque eseguita. Qualora il diritto svizzero preveda un altro genere di pena, la pena pronunciata può essere eseguita se più mite per genere o grado (multa invece di una pena privativa della libertà, arresto invece della detenzione). Qualora la pena pronunciata sia più severa, in luogo dell'esecuzione sì offrirà l'assunzione del perseguimento penale (art. 102 cpv. 2).

Questa soluzione è semplice e corrisponde al principio enunciato nell'articolo 44 paragrafo 2 della convenzione europea, secondo cui il giudice incaricato dell'esecuzione non ha il diritto, adeguando la sanzione, di aggravare la situazione penale esistente in base aia decisione da eseguire. Ne risultano nondimeno alcune conseguenze per l'applicazione del principio della punibilità bilaterale nei casi in cui l'atto giudicato all'estero non saggiaccia alla giurisdizione svizzera. Il procedimento non verte sulla repressione di un'infrazione all'ordinamento giuridico svizzero bensì sull'esecuzione di una sanzione pronunciata secondo il diritto di uno Stato straniero in seguito alla violazione illecita e colpevole dell'ordinamento giuridico di questo Stato.

Da quest'angolo visuale, appare come intrinseca contraddizione il fatto che l'esecuzione nello Stato il cui ordinamento giuridico non è stato violato è esclusa per circostanze che, secondo il diritto dello Stato il cui ordine giuridico è stato violato, non escludono né l'illiceità né la punibilità dell'atto, ovvero la colpa dell'autore. Ciò è tanto più importante visto che in diversi Stati le stesse circostanze possono escludere la punibilità ovvero accordare al giudice la possibiltà di prescindere da qualsiasi pena. Appare dunque dubbio che l'esame della punibilità secondo il diritto svizzero debba avvenire secondo le norme e i criteri che applicherebbe un tribunale svizzero se dovesse infliggere una sanzione per lo stesso reato. Per questo motivo, il disegno prescinde da prescrizioni speciali sul giudizio della punibilità secondo il diritto svizzero, partendo dall'idea che occorre lasciare alla giurisprudenza lo spazio necessario per elaborare pertinenti principi. E solo ostacolo insormontabile per motivi d'ordine pubblico è la prescrizione assoluta (art. 4 lett. e del disegno).

476 Lo Stato che accetta di assumere l'esecuzione esercita il proprio potere repressivo. L'esecuzione di una sanzione per un reato prescritto al momento della sentenza sarebbe inammissibile secondo il diritto svizzero. La convenzione europea l'ammette nondimeno pur permettendo di fare una riserva a disciplinamento siffatto. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, la prescrizione dell'azione penale si estingue con l'emanazione della sentenza.

È dunque possibile che la norma enunciata nell'articolo 4 del disegno divenga inoperante nei casi in cui l'esecuzione di una sanzione inflitta all'estero dopo la scadenza del termine di prescrizione assoluto dell'azione penale non sia ancora prescritta secondo il diritto svizzero. Per questo motivo, il disegno incarica il giudice preposto all'esecuzione di esaminare tale problema e dichiara che in questo caso la delibrazione è inammissibile (art. 92 cpv. 1 lett. a).

353 Vincolatività della decisione straniera Come la convenzione europea (art. 42), anche il disegno dichiara vincolanti gli accertamenti di fatto su cui si fonda la sentenza da eseguire.

Non mette conto di sottolineare che l'estesa efficacia di questa disposizione conferisce primordiale importanza alla compatibilita della procedura nello Stato del giudizio con i principi legalitari (art. 2 del disegno). Per giudicare se questa procedura corrisponde alle esigenze di un'amministrazione legalitaria della giustizia, occorre considerare non solo il tenore delle prescrizioni determinanti in materia ma anche il modo in cui esse sono applicate nello Stao richiedente.

L'esame delle pertinenti condizioni nello Stato richiedente spetta all'autorità che statuisce sull'accettazione della domanda. Il giudice che pronuncia sull'ammissibilità dell'esecuzione non deve occuparsene, tanto più che non deve nemmeno valutare la qualificazione giuridica dell'atto secondo il diritto dello Stato del giudizio.

Secondo l'articolo 94 del disegno, non solo i fatti costatati esplicitamente nella decisione ma anche quelli su cui essa si fonda sono vincolanti per il giudizio dell'atto e, all'occorrenza, per la procedibilità secondo il diritto svizzero. Di regola, però, la decisione conterrà accertamenti di fatto soltanto in quanto necessari per la pronuncia della sentenza secondo il diritto dello Stato del giudizio. Eventuali divergenze tra i due ordinamenti giuridici quanto agli elementi costitutivi dell'infrazione possono dunque far sì che la decisione non dica nulla su fatti cui soltanto il diritto svizzero conferisce importanza. Va da sè che, in questo caso, gli accertamenti della decisione da eseguire non possono essere vincolanti. La mancata menzione di tali fatti non significa tuttavia che si tratti di un silenzio qualificato, che tali fatti cioè non si sono avverati. Il giudice incaricato dell'esecuzione può dunque ordinare assunzioni di prove senza invadere la competenza giurisdizionale dello Stato del giudizio. Il disegno lo autorizza esplicitamente a tal fine.

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354 Competenza Contrariamente a tutte le altre procedure, in quella d'esecuzione spetta in ogni caso al giudice decidere sull'ammissibilità dell'attuazione. Sarebbe dunque naturale riunire nella stessa procedura l'acccttazione del'la domanda e la decisione sull'ammissibilità dell'esecuzione. In nessun'altra procedura però la decisione sull'opportunità dell'attuazione ha pari importanza, segnatamente per quanto concerne la scelta tra l'assunzione dell'esecuzione da un lato e il perseguimento penale surrogatorio o l'estradizione dall'altro.

Inoltre, l'esame di tali questioni complicherebbe oltremodo la procedura d'exequatur e la graverebbe di problemi amministrativi esulanti dalla competenza decisionale del giudice. Per questo motivo, il disegno dichiara anche qui competente la Divisione della polizia per decidere sull'accettazione della domanda. La Divisione della polizia deve anche e soprattutto esaminare se l'importanza dell'atto giustifichi l'assunzione dell'esecuzione ovvero se gravi motivi vi si oppongono (art. 102 cpv. 1, in fine). Essa deve invero esaminare anche se l'atto sia punibile se commesso in Svizzera (art. 91 cpv. 1 lett b), ma in caso d'accettazione della domanda questa sua decisione non vincola il giudice. Questo esame da parte dell'amministrazione deve servire unicamente ad accertare se mancano manifestamente le condizioni di punibilità secondo il diritto svizzero e, conseguentemente se l'assunzione del procedimento sarebbe vana. Questo disciplinamento delle competenze è la logica conseguenza dell'obbligo giudiziale di esaminare d'ufficio i presupposti dell'esecuzione (art. 104 cpv. 1) e tende dunque a evitare un accavallamento delle competenze.

Dopo che il giudice ha ordinato l'esecuzione, tutto il resto è di competenza delle autorità previste dal Codice penale. Una deroga è tuttavia che la Divisione della polizia-- anche nei casi in cui vi è giurisdizione svizzera -- deve ordinare la sospensione dell'esecuzione qualora lo Stato richiedente le comunichi o le confermi che l'esecutorietà della decisione è stata estinta o abrogata nel suo territorio (art. 105 cpv. 2).

36 Disposizioni finali Secondo la legge federale sull'organizzazione giudiziaria (art. 100 lett. /), il ricorso di diritto amministrativo è inammissibile contro «le decisioni in materia di procedimento penale e di estradizione». Ne risulterebbe quindi una contraddizione con quanto previsto nell'articolo 21 del disegno. Per rimediarvi, l'articolo 107 capoverso 2 del disegno dispone che, nel passaggio citato, si dovranno stralciare le parole «e di estradizione». A dire il vero, si potrebbe obiettare che il campo del procedimento penale comprende anche l'assistenza in materia penale. Per prevenire questa obiezione una nota a pie di pagina rinvia al disciplinamento degli articoli 21 e 22 del disegno, il quale, come lex posterior, acquisisce carattere poziore.

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Con l'abrogazione della vigente legge sull'estradizione decade anche l'attuale ordinamento delle competenze in materia di rimedi giuridici. Tuttavia, l'applicazione della legge nuova ai casi d'estradizione ancora pendenti sarebbe complicata e spesso esigerebbe che si ricominci interamente la procedura all'ultimo minuto. Per questo motivo l'articolo 108 capo verso 1 del disegno prevede che le procedure pendenti saranno ancora rette dalle vecchie disposizioni.

Un disciplinamento differenziato deve essere previsto per l'applicazione della legge agli atti commessi prima dell'entrata in vigore. L'applicazione dev'essere ammessa per l'estradizione e l'altra assistenza (nel senso del disegno) ma negata per le forme di collaborazione in cui si esercita il potere repressivo della Svizzera. Pertanto, il disegno ammette l'assunzione del perseguimento e dell'esecuzione di decisioni penali soltanto se l'atto è stato commesso dopo l'entrata in vigore della legge (art. 108 cpv. 2).

37 Commento a singole disposizioni del disegno 371 Disposizioni generali Articolo 1 II pregiudizio arrecato ai diritti di sovranità o a altri importanti interessi dello Stato non è formulato -- come per es. nella convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale (art. 2 lett. b) -- come motivo per rifiutare una domanda, bensì come limitazione generale della cooperazione interstatale, dacché pregiudizio siffatto può risultare anche da una domanda presentata dalla Svizzera (cpv. 2). Nel corso della procedura di consultazione si è proposto di menzionare in questo contesto anche «l'ordine pubblico». Tuttavia, l'opportunità di questa aggiunta appare dubbia soprattutto nell'ambito del diritto pubblico, vista l'imprecisione di una nozione proveniente dal diritto internazionale privato (cfr. DTF 64 II 97, cons. 5).

Non abbiamo secondato questa proposta dato che la considerazione degli «altri importanti interessi» lascia sufficiente margine d'azione.

Articoli 2 a 4 Un nuovo motivo d'irricevibilità è l'incompatibilità del procedimento con le esigenze poste dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo (art. 2 lett. a), nonché la motivazione politica o ideologica del procedimento (lett. b e e). Per «procedimento» l'articolo 2 intende sia l'ordinamento giuridico secondo cui si procede all'estero sia la sua attuazione nella prassi. I principi contenuti nelle lettere bec sono state ripresi dalla convenzione europea di estradizione (cfr. art. 3 par. 2). È evidente che queste restrizioni sono- (importanti non solo per l'estradizione ma anche per tutti i tipi di collaborazione in materia penale. Conformemente al diritto vigente, l'articolo 3 esclude i procedimenti per reati di carattere politico, mili-

479 tare e fiscale ovvero inerenti alla politica monetaria, commerciale o economica. Non sono tuttavia compresi i procedimenti per infrazioni a misure destinate a proteggere l'economia contro la concorrenza sleale. Un'innovazione consiste nel fatto che, oltre alla violazione degli obblighi militari, il disegno menziona anche la violazione di analoghi obblighi di servizio, come gli atti diretti contro la difesa nazionale o la forza difensiva del paese. Questa estensione corrisponde al senso dell'esclusione dei procedimenti per reati di carattere militare. Per «analoghi obblighi di servizio» si intende per esempio l'obbligo di servire nella protezione civile e altri obblighi sostitutivi del servizio militare obbligatorio e tutelanti l'indipendenza dello Stato. Per quanto concerne il campo d'applicazione del disegno, l'articolo 4 estende il riconoscimento del principio «ne bis in idem» e non richiede per altro ulteriori commenti.

Articolo 7 L'articolo 7 definisce il senso dato dalla legge ai termini «persona perseguita e «sanzione» e precisa in quali circostanze la protezione del segreto può essere annoverata fra gli «importanti interessi della Svizzera» a tenore dell'articolo 1 capoverso 2. Il capoverso 3 corrisponde all'articolo 20 capoverso 1 della legge relativa al trattato conchiuso con gli Stati Uniti d'America sull'assistenza giudiziaria in materia penale.

Articolo 8 L'esistenza delle condizioni di cui al capoverso 1 (interruzione della prescrizione e osservanza del termine per interporre querela penale secondo il diritto dello Stato richiedente) può essere appurata chiedendo schiarimenti allo Stato richiedente. Il disciplinamento previsto non impone dunque alle autorità svizzere di risolvere complicati problemi di diritto estero.

Articolo 10 La locuzione «carcere preventivo» ha qui il senso attribuitogli dall'articolo 110 numero 7 del Codice penale. Il carcere preventivo comprende dunque la detenzione per motivi di sicurezza.

Articoli 12 e 13 L'attuazione della procedura di estradizione rimane di competenza dell'amministrazione federale. Per l'attuazione degli altri procedimenti della collaborazione, la Confederazione dispone di appropriati organi soltanto in casi speciali. Conscguentemente, come anche per motivi di opportunità, tale attuazione è affidata ai Cantoni in quanto la competenza non spetti a una autorità federale. Ambo gli articoli si ispirano ampiamente all'articolo 3 della legge relativa al trattato conchiuso con gli Stati Uniti d'America sull'assistenza giudiziaria in materia penale.

480 Artìcolo 14 La decisione su questioni d'impatto preponderantemente politico o importanti per l'applicazione uniforme della legge deve essere riservata alle autorità federali. Una parte essenziale degli atti d'assistenza si svolge tuttavia in corrispondenza diretta tra le autorità svizzere e straniere competenti in materia di procedimento penale. Tali questioni possono dunque porsi anche nella procedura cantonale. Il più delle volte non si tratta nemmeno di cosiddette questioni giustiziali (cfr. in merito il commento all'art. 22).

Articolo 17 In Svizzera, la procedura penale è retta ampiamente dal principio della legalità. In caso di delega a un altro Stato, occorre dunque un'autorizzazione legale per rinunciare all'introduzione o all'attuazione di un procedimento penale o all'esecuzione di una sanzione inflitta in Svizzera. Tuttavia, questa rinuncia può essere definitivamente decisa soltanto quando sia noto l'esito del procedimento all'estero. La decisione, provvisoria o definitiva, spetta alle autorità competenti (federali o cantonali).

Articolo 18 II capoverso 2 corrisponde all'articolo 16 capo verso 2 della legge relativa al trattato conchiuso con gli Stati Uniti d'America sull'assistenza giudiziaria in materia penale.

Articolo 20 Anche il disciplinamento dell'opposizione corrisponde, per l'essenziale, all'ordinamento previsto nella legge relativa al trattato suddetto.

Articolo 21 Le vigenti disposizioni sul ricorso di diritto amministrativo esigono alcuni adeguamenti alle peculiarità della materia disciplinata nel disegno. I complementi e le modificazioni necessari sono date nell'ordine previsto dalla legge federale sull'organizzazione giudiziaria (cfr. in merito n. 315).

Articolo 22 Secondo l'articolo 14 capoverso 2, la Divisione della polizia deve fra l'altro decidere circa l'esclusione della collaborazione per motivi inerenti al procedimento all'estero. Si tratta della compatibilita del procedimento con i principi della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, del suo carattere discriminatorio (art. 2 lett. b) e del conseguente probabile aggravamento della situazione della persona perseguita (art. 2 lett. e). La decisione di tali questioni è spesso ampiamente influenzata da considerazioni politiche. È pertanto necessario che queste decisioni amministrative siano riesaminate in una procedura di ricorso indi-

481 pendente dall'amministrazione. Tale riesame è pure previsto per la reiezione della domanda a causa della (minima) importanza del fatto (art. 14 cpv. 2 lett. b), poiché segnatamente l'esecuzione di una domanda, contrastata da una proposta di reiezione, dev'essere riesaminata dal giudice. Per tutte le altre decisioni giusta l'articolo 14, stanno in primo piano gli interessi del Paese o le questioni d'apprezzamento; tali decisioni soggiacciono pertanto al ricorso amministrativo.

372 Innovazioni nel diritto di estradizione La parte seconda del disegno, relativa all'estradizione, prevede le seguenti deroghe al diritto vigente: il trattamento delle persone minori di vent' anni (art. 29), i criteri per determinare i reati che danno luogo ad estradizione (art. 31), l'estradizione accessoria (art. 32), i motivi di diniego (art. 33) e l'estensione ammissibile dell'estradizione (art. 35). Il nuovo disciplinamente concorda con quello della convenzione europea di estradizione ed è stato discusso nei particolari e approvato dalle Camere federali in occasione dell'adesione della Svizzera. Il fatto che la competenza di un tribunale d'eccezione non è menzionata come motivo di irricevibilità non importa alcuna modificazione materiale del diritto vigente poiché questo caso è già disciplinato dall'articolo 2 lettera a. Inoltre, l'inammissibilità del giudizio; della persona estradata da parte di un tribunale d'eccezione è stata accolta nel disciplinamento della specialità come nuova condizione d'estradizione (art.

34 cpv. 1 lett. e) il quale, del rimanente, non è stato modificato.

Articolo 34 Per restrizione della libertà personale nel senso di questa disposizione si intende unicamente l'impedimento attivo della libertà di movimento e non per esempio il rifiuto di rilasciare un documento di viaggio.

In diritto svizzero, la persona perseguita è oggetto di misure di sicurezza se è accertato ch'essa si trova in uno stato particolare (art. 42 segg.

CP). Per questo motivo, l'articolo 34 non impedisce l'esecuzione di tali misure qualora la persona estradata sia stata condannata anche per fatti non giustificanti l'estradizione.

Articolo 48 Nuovo è il fatto che un alibi univoco importa il rifiuto dell'estradizione; in tal modo si colma una lacuna urtante nella legislazione vigente.

Articolo 50 L'articolo 29 della
vigente legge sull'estradizione prevede che se l'individuo arrestato consente alla sua estradizione, il governo cantonale può ordinarla ed eseguirla immediatamente in base a un mandato di cattura e senza Foglio federale 1976. Voi. II

31

482 altre formalità. Questa disposizione si è però rivelata inattuabile poiché i presupposti non sono chiaramente disciplinati e poiché certe autorità cantonali non sono sufficientemente familiarizzate con parecchi problemi dell' estradizione. L'articolo 50 del disegno dispone ora che la Divisione della polizia è competente in materia. Questa procedura accelerata corrisponde a un'esigenza pratica poiché non di rado la persona perseguita esige esplicitamente, già al momento del primo interrogatorio, di essere consegnata senza indugio allo Stato richiedente. Il fatto che la consegna è subordinata alla condizione che la persona perseguita rinunci esplicitamente all'attuazione della procedura di estradizione non significa che la Divisione della polizia non debba esaminare se le condizioni di estradizione sono adempiute. Si può però rinunciare a ulteriori audizioni e ad altre esigenze formali della procedura ordinaria, la cui durata si trova pertanto considerevolmente diminuita. La specialità della cosiddetta consegna senza formalità ha gli effetti di una procedura ordinaria.

Articolo 52 Per tener conto soprattutto dell'esigenza di una procedura accelerata, la decisione della Divisione della polizia diviene esecutoria senza che si debba attendere lo spirare del termine di ricorso qualora la persona perseguita chieda l'esecuzione immediata o, nei due giorni successivi alla notificazione della decisione, non dichiari d'essere intenzionata a ricorrere.

Nuove sono pure le prescrizioni sulla restituzione di elementi di prova consegnati all'estero (art. 55), le quali agevolano e semplificano la tutela dei diritti della persona lesa residente in Svizzera, come anche le prescrizioni sulla rinuncia a far valere diritti di pegno fiscali (art. 56) su oggetti consegnati senza riserva di restituzione.

373 Disciplinamento dell'altra assistenza I principi della parte terza corrispondono per l'essenziale a quelli della convenzione europea d'assistenza giudiziaria. Alcune aggiunte sono riprese dagli accordi addizionali conclusi con la Repubblica federale di Germania e con l'Austria.

Articolo 59 L'assistenza può essere necessaria anche per procedure strettamente connesse a un procedimento penale o conseguenti a una condanna penale (cpv.

3 lett. b a d e cpv. 4). Queste procedure, pur non essendo affari penali, devono soggiacere alle norme dell'assistenza in materia penale. Il campo d'applicazione per materia giusta l'articolo 59 corrisponde al disciplinamento convenuto negli accordi addizionali conclusi con la Repubblica federale di Germania (FF 1970 II 210) e con l'Austria (RU 1974 2004).

483

Articolo 60 Questa disposizione concerne non solo: le misure processuali che consentono di far uso della coercizione personale (comparizione forzata di testimoni, deposizioni coatte, perquisizioni), ma anche l'ottenimento o la messa al sicuro di elementi di prova (sequestro di strumenti connessi con il reato, perquisizione di locali, di veicoli, di fondi ecc.).

Articolo 62 Le persone implicate nella procedura hanno il diritto di assistere all' esecuzione della domanda soltanto se tale diritto è previsto nello Stato richiedente (cfr. art. 12 cpv. 2 del trattato concluso con gli Stati Uniti d'America sull'assistenza giudiziaria in materia penale). Per l'asseverazione delle deposizioni in forma solenne e per il rifiuto di testimoniare, la considerazione del diritto d'ambo gli Stati interessati corrisponde a una prassi instauratasi da parecchi anni.

Articolo 63 II divieto del duplice perseguimento deve essere osservato anche nel caso dell'altra assistenza in quanto essa, in determinate circostanze, potrebbe altrimenti favorire una procedura contumaciale (cpv. 1). Il capoverso 2 verte sul concorso di leggi nell'ambito dell'assistenza giudiziaria, problema questo che è fondamentalmente un caso particolare della specialità e deve essere disciplinato separatamente ih quanto si tratta di un concorso di leggi imperfetto.

Articoli 65 e 66 Conformemente al disciplinamento interno in materia penale, il rifiuto di accettare un documento notificato non ha l'effetto, come in materia civile, di impedire la validità della notificazione (art. 66 cpv. 3). La notificazione di una citazione non obbliga però nemmeno a darle seguito (cpv. 1).

Articolo 67 La consegna all'estero di.una persona detenuta in Svizzera può essere chiesta dalla Svizzera o da un altro Stato. Lo scopo della consegna può essere la deposizione di una testimonianza o il confronto con coimputati, una perizia medica o un trattamento'di cura e, più raramente, il ricupero della refurtiva. Contrariamente all'articolo 11 paragrafo 1 lettera a della convenzione europea sull'assistenza giudiziaria, la consegna del detenuto non è sempre subordinata al consenso di questo. La rinuncia al consenso è giustificata qualora la consegna sia indispensabile per eseguire una domanda svizzera.

484

Articolo 68 II capoverso 2, relativo al transito via aerea senza scalo in Svizzera, concorda, nel risultato, con l'articolo 21 paragrafo 4 della convenzione europea di estradizione. Il capoverso 3 risolve una questione finora poco chiara e cioè se il transito possa essere interrotto per attuare in Svizzera misure inerenti al perseguimento penale o all'esecuzione. Fondamentalmente, tali misure contraddicono al principio della specialità dell'estradizione. Questo principio però non vincola giuridicamente lo Stato di transito. La prassi degli Stati europei è in questo punto diversa. Esigendo il consenso della Divisione della polizia, è possibile tener conto delle circostanze del singolo caso.

Articolo 72 L'assistenza può essere chiesta non solo dalle autorità incaricate del procedimento penale e dai tribunali ma anche dalle autorità competenti per gli altri procedimenti inclusi nell'assistenza giusta l'articolo 59 capoverso 3 lettere b a d, segnatamente dalle autorità incaricate dell'esecuzione delle pene, dalle autorità tutorie e dagli uffici della circolazione stradale. Il capoverso 2 tiene conto delle particolarità di parecchie legislazioni straniere che permettono alle parti o ai loro patrocinatori di procedere, a volte in ampia misura, a notificazioni o/e a assunzioni di prove.

Articolo 73 Alcuni Stati chiedono, per documentare un sequestro di oggetti o una perquisizione personale o domiciliare nell'ambito della procedura d'assistenza, la produzione di un ordine di sequestro o di perquisizione dell'autorità richiedente. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, le autorità svizzere non possono ordinare tali misure se le persone o gli oggetti che ne sono colpiti non si trovano in Svizzera. La lettera e tiene conto di questa giurisprudenza poiché s'applica anche alle domande svizzere.

Articolo 74 Secondo una prassi pluridecennale degli Stati europei, le domande di assistenza sono indirizzate all'ufficio competente per l'esecuzione anche se dapprima devono essere inviate a un servizio centrale di smistamento nello Stato richiesto. Per non dare l'impressione che l'articolo 23 capoverso 2 voglia modificare questa prassi, l'articolo 74 capoverso 1 prevede una deroga a questa prescrizione.

Il capoverso 2 dispone che il servizio cui devono essere inoltrate le domande intese all'ottenimento di estratti del casellario giudiziale è l'Ufficio centrale svizzero di polizia. Soltanto la corrispondenza diretta tra le autorità centrali dei casellari giudiziali nazionali permette di soddisfare al biso-

485 gno, particolarmente acuto in questo campo, di informare il più rapidamente possibile le autorità preposte al perseguimento penale.

Articoli 75 e 76 Secondo l'articolo 75, la Divisione della polizia deve per principio esaminare definitivamente se le esigenze formali sono adempiute ma, per quanto concerne l'ammissibilità dell'assistenza, verificare soltanto se l'esecuzione della domanda non sia manifestamente inammissibile (cpv. 1). È riservata la competenza delle autorità cantonali in caso di corrispondenza diretta (art.

76 cpv. 2). La Divisione della polizia deve inoltre determinare se e all'occorrenza a quali condizioni dev'essere subordinata la concessione dell'assistenza, come anche decidere definitivamente sulle domande di transito (art. 75 cpv. 2 e 3), nonché sull'assistenza esulante dall'ambito del procedimento penale, per esempio la consegna di oggetti dopo la chiusura del procedimento al fine di restituirli al danneggiato (cpv. 4).

Articolo 77 Quando una domanda esige investigazioni in parecchi Cantoni, la direzione dell'esecuzione, per semplificare la procedura, dev'essere affidata a un solo Cantone. Finora, in tali casi si doveva esigere la produzione di altri esemplari della domanda e a volte persino traduzioni supplementari.

Artìcolo 78 L'articolo 78 dispone che gli organi superiori di polizia della Confederazione e dei Cantoni sono competenti a presentare domande di assistenza che non avvengono per ordine di autorità giudiziarie e ad eseguire domande consimili provenienti dall'estero. Si ritiene qui che spetti al diritto cantonale conferire la competenza di cui si tratta eventualmente anche agli organi supremi di polizia urbana incaricati di compiti autonomi in materia di polizia criminale.

Articolo 79 Per loro natura, le prescrizioni sulla protezione del segreto durante l'esecuzione della domanda sono vere e proprie disposizioni esecutive. Il loro inserimento nella legge si giustifica nondimeno proprio per l'importanza considerevole di questo problema in materia d'assistenza.

374 Perseguimento penale e esecuzione Articolo 89 Questa prescrizione impedisce unicamente che atti d'istruzione effettivi siano considerati nulli perché non compiuti da un'autorità svizzera. Essa non dice però nulla circa gli effetti giuridici che devono essere giudicati secondo il diritto svizzero.

486 Articolo 91 Pronunciando sull'accettazione della domanda, la Di visione della polizia non decide circa l'ammissibilità dell'esecuzione riguardo al genere o alla durata della sanzione pronunciata all'estero. Qualora l'esecuzione fosse manifestamente inammissibile, essa deve nondimeno chiarire fino a qual punto lo Stato richiedente può dichiararsi d'accordo con l'esecuzione di un altro genere di sanzione o con la riduzione dell'esecuzione penale alla durata massima ammessa dal diritto svizzero, ovvero se questo Stato intende proporre, in luogo dell'esecuzione, l'assunzione del perseguimento penale.

In deroga alla norma generale dell'articolo 6 capoverso 1 primo periodo, l'esecuzione indipendente in materia di multe e spese procedurali presuppone la reciprocità.

Articolo 96 II divieto del duplice perseguimento, se la Svizzera ha assunto l'esecuzione, esclude automaticamente la doppia punizione.

Articolo 97 L'esperienza ha dimostrato che all'estero vi è a volte anche il bisogno di poter eseguire pene o misure di lunga durata in uno stabilimento svizzero.

In questo caso, in Svizzera non vi sono di per sé fondamenti giuridici per limitare la libertà personale del condannato. Questi, per il fatto dell'esecuzione in uno stabilimento svizzero, non dev'essere tuttavia esposto al pericolo di un'eventuale intromissione giuridica delle autorità svizzere, eccezion fatta per il rapporto di forza particolare derivante dal soggiorno nello stabilimento. La privazione della libertà è interamente soggetta al diritto e alla competenza dello Stato del giudizio. Conscguentemente, è ovvio che questa forma di cooperazione in materia d'esecuzione penale non potrebbe applicarsi a cittadini svizzeri.

Articolo 99 Salvo che vi consenta, un condannato detenuto in Svizzera non può essere consegnato all'estero a scopo d'esecuzione penale. La consegna presuppone inevitabilmente che lo Stato richiesto riconosca l'indispensabile limitazione dell'esercizio del suo potere repressivo (effetto del principio della specialità), in mancanza di che la consegna avrebbe le stesse conseguenze di un'estradizione incondizionata e senza formalità. All'occorrenza, si dovrà pure esigere che il principio ne bis in idem sia osservato nella misura in cui la Svizzera l'ammette.

Articolo 100 Fintanto che la procedura è pendente nello Stato richiesto, la Svizzera deve astenersi da qualsiasi misura d'esecuzione. Questa norma è soprattutto

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importante in caso di interruzione dell'esecuzione penale o di liberazione condizionale. Per quanto concerne la prescrizione e la specialità, il capoverso 3 rinvia alle disposizioni sulla delega del perseguimento penale (art. 86).

Articolo 104 Contrariamente alle decisioni incombili giusta l'articolo 19, quella dell'articolo 104 è principalmente di natura penale. Un rinvio all'articolo 19 sarebbe dunque inappropriato.

Articolo 105 Le modalità d'esecuzione sono interamente soggette al diritto svizzero. In particolare, la liberazione condizionale e la sua revoca dipendono dalle autorità e dal diritto svizzeri. Per contro, conformemente alla concezione dell'esecuzione surrogatoria delle sentenze, l'esecuzione deve cessare in Svizzera in caso di abrogazione o estinzione dell'esecutorietà nello Stato richiedente, per esempio in seguito a una grazia o a un'amnistia.

Il disciplinamento speciale previsto nel capoverso 3 per la riscossione esclusiva delle spese di un procedimento penale straniero, secondo cui le somme riscosse devono essere trasmesse allo Stato richiedente purché esso accordi la reciprocità, è giustificato dalla semplicità non solo della procedura di delibazione ma anche della riscossione, i cui disborsi devono però essere dedotti. In questa misura, si tratta anche qui di una deroga alla norma secondo cui le spese del procedimento straniero non devono essere rimborsate (art. 90 cpv. 1 in fine).

Articolo 106

Occorre specificare che anche la dichiarazione di esecutorietà e tutte le altre misure connesse con la vera e propria esecuzione penale fanno parte dell'esecuzione della domanda secondo l'articolo 27 e pertanto non devono essere fatturate allo Stato richiedente.

4 Ripercussioni a livello finanziario e personale Come l'esecuzione del trattato conchiuso con l'America, l'introduzione di nuovi modi di collaborazione internazionale in materia penale aumenterà il lavoro dei servizi federali competenti e porrà loro difficili problemi giuridici. L'aumento del personale già allora previsto (cfr. FF 1974 II 847 n. 6 e pag. 906 n. 4) non basterà a far fronte ai nuovi compiti. È vero che l'ampiezza di questi dipenderà in parte dalla rapidità con cui i nuovi modi di collaborazione saranno attuati nelle nostre relazioni con gli Stati vicini, talché risulta difficile valutarne l'estensione. Riteniamo tuttavia, tenuto conto di tutte le circostanze, che queste difficoltà potranno essere risolte assu-

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mendo avantutto due altri giuristi altamente qualificati e una dattilografa, donde una spesa addizionale di 220 000 franchi circa per anno. Le ripercussioni della nuova legge sono ancor più difficilmente valutabili per quanto concerne i Cantoni. L'applicazione implicherà probabilmente un aumento di lavoro e di spese soltanto per il Cantone di Zurigo, forse anche per quelli di Basilea e di Ginevra. La maggior parte di questo aumento sarà indubbiamente dovuto, soprattutto all'inizio, all'aumento del numero dei ricorsi.

5 Costituzionalità

La competenza della Confederazione a disciplinare gli affari esteri è incontesa. Fra gli affari di competenza dei due Consigli l'articolo 85 della Costituzione federale (p. es. i n. 5, 6 e 8) cita pure quelli inerenti alle relazioni esterne. La collaborazione in materia penale rappresenta una parte di queste relazioni. In quanto esse necessitano di un disciplinamento legale e possono esservi soggette, la Confederazione deve essere autorizzata anche a legiferare. Ciò vale soprattutto per le prescrizioni procedurali in quanto non si tratti dell'attuazione di un procedimento penale in Svizzera (cfr. la parte quarta del disegno). Le prescrizioni procedurali disciplinano soltanto l'attività delle autorità svizzere nel campo del diritto amministrativa internazionale, non intervengono dunque nella legislazione in materia di diritto processuale penale, che è riservata ai Cantoni (art. 64 bis Cost.). Esse si fondano sull'articolo 103 della Costituzione federale il quale autorizza la Confederazione a organizzare le proprie autorità e a disciplinarne la procedura. Le disposizioni sull'adeguamento del ricorso di diritto amministrativo si fondano sull'articolo 114 Ms della Costituzione federale.

6 Riserve concernenti la convenzione europea di estradizione

61 Riserva concernente l'articolo 2 paragrafo 1 La convenzione europea ammette l'estradizione per fatti passibili (secondo il diritto dei due Stati interessati) di una pena privativa della libertà di un massimo di almeno 1 anno o di una pena più severa. La Svizzera si è riservata il diritto di rifiutare l'estradizione qualora il fatto a carico della persona reclamata non riunisca gli elementi costitutivi di una delle infrazioni menzionate nell'elenco depositato presso: il segretariato generale del Consiglio d'Europa (cfr. l'allegato al decreto federale del 27 settembre 1966; RU 7967 846). Questo elenco concorda con quello contenuto nell'articolo 3 della legge del 22 gennaio 1892 sull'estradizione agli Stati esteri, completato con i reati danti luogo ad estradizione giusta l'articolo 154 della legge

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federale del 23 settembre 1953 sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera (RS 747.30).

Questa riserva diviene caduca per effetto della nuova definizione data, in conformità della convenzione, alle infrazioni che danno luogo ad estradizione (art. 31 cpv. 1 del disegno). Essa deve essere dunque ritirata. Pertanto, l'elenco di siffatte infrazioni contenuto nell'allegato al decreto federale suddetto diverrà privo d'oggetto.

62 Riserva concernente l'articolo 6 Secondo la convenzione europea, qualsias'i Parte contraente ha il diritto di rifiutare l'estradizione dei propri cittadini (art. 6 par. 1 lett. a). Orbene, la Svizzera ha dichiarato che il diritto svizzero non autorizzava l'estradizione di cittadini svizzeri (cfr. art. 2 del decreto federale del 27 settembre 1966) e si è dunque riservata il diritto di non estradarli.

Secondo il nuovo disciplinamento, l'estradizione di un cittadino svizzero deve essere possibile se questi vi acconsente (ofr. n. 321). Conseguentemente, la prima frase della dichiarazione relativa all'articolo 6 della convenzione deve essere adeguata alla nuova situazione giuridica.

Questa dichiarazione richiede inoltre un'aggiunta nel passàggio relativo alle condizioni d'assunzione di un procedimento penale da parte della Svizzera. Occorre farlo menzionando il perseguimento penale surrogatorio giusta la parte quarta del disegno.

63 Riserva concernente gli articoli 7 e 8 L'articolo 12 della vigente legge sull'estradizione vieta l'estradizione per infrazioni commesse sul territorio della Confederazione o in un luogo equiparatogli. La convenzione europea lascia a qualsiasi Stato contraente la facoltà di rifiutare l'estradizione per un'infrazione commessa sul suo territorio (art. 7). La stessa cosa vale riguardo alle infrazioni commesse all'estero il cui giudizio soggiace sia alla giurisdizione svizzera sia a quella dello Stato richiedente e sono perseguite in Svizzera. La Svizzera ha dichiarato che in oasi siffatti l'estradizione può essere per principio accordata ma soltanto alla condizione che la persona reclamata sia in ogni caso estradata allo Stato richiedente per altri fatti che, di per sé, possono dar luogo ad estradizione (cfr. art. 2 del disegno federale del 27 settembre 1966). Questa riserva diverrà caduca con l'entrata in vigore della legge nuova e dovrà dunque essere ritirata.

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7 Osservazioni finali II .disegno contiene soltanto poche prescrizioni sulla procedura da osservare in caso di domande d'assistenza presentate dalla Svizzera. Osserviamo che la forma e il contenuto della domanda, la via di trasmissione e altre particularité variano spesso da uno Stato all'altro e possono inoltre subire certi mutamenti. Le prescrizioni inerenti a questa procedura, che per altro solo in rari casi tocca i diritti individuali della persona perseguita, devono pertanto poter essere rapidamente e direttamente adeguate alle circostanze. Il disegno contiene le necessarie disposizioni per prevenire un eventuale pregiudizio dei diritti della persona perseguita. Le altre disposizioni cautelative saranno riservate all'ordinanza di esecuzione del Consiglio federale e aille istruzioni della Divisione della polizia.

8 Proposte Fondandoci su quanto precede, vi proponiamo di: 1. accettare l'allegato disegno di legge sull'assistenza internazionale in materia penale e togliere di ruolo il postulato 1948 P 5443, revisione della legge sull'estradizione (N 23 set. 1948, commissione per la convenzione sulla lotta contro la falsificazione delle monete); 2. accettare l'allegato disegno di decreto federale concernente le riserve relative alla convenzione europea di estradizione e autorizzarci a co. municare al segretariato generale del Consiglio d'Europa il connesso ritiro delle riserve all'articolo 2 paragrafo 1 e agli articoli 7 e 8, come anche la modificazione della riserva all'articolo 6 della detta convenzione.

Gradite, onorevoli presidente e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

Berna, 8 marzo 1976 In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Gnägi II cancelliere della Confederazione, Huber

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(Disegno)

Legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP) (Del

)

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visti gli articoli 103 e 114bis della Costituzione federale; visto il messaggio del Consiglio federale dell'8 marzo 19761}, decreta: Parte prima: Disposizioni generali

Capitolo 1: Campo d'applicazione Sezione 1: Oggetto Art. l La presente legge disciplina, in quanto convenzioni internazionali non dispongano altrimenti, tutti i procedimenti della cooperazione interstatale in materia penale, segnatamente: a. l'estradizione di persone penalmente perseguite o condannate (parte seconda); b. l'assistenza a sostegno di un procedimento penale all'estero (parte terza); e. il perseguimento e la repressione surrogatori« di un reato (parte quarta); d. l'esecuzione di decisioni penali straniere (parte quinta).

2 L'applicazione della presente legge non deve pregiudicare considerevolmente i diritti di sovranità, la sicurezza o altri importanti interessi della Svizzera.

3 La presente legge non conferisce alcun diritto alla cooperazione interstatale in materia penale.

1

" FF 1976 II 443

492 Sezione 2: Motivi d'irricevibilità della domanda

Art. 2 Natura del procedimento La domanda di cooperazione in materia penale non è secondata se vi sono seri motivi per credere che il procedimento all'estero: a. presenti gravi deficienze, segnatamente violi i principi procedurali della convenzione europea del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali; b. sia attuato per perseguire o punire una persona a cagione delle sue opinioni politiche, della sua appartenenza a un determinato gruppo sociale 0 per considerazioni di razza, confessione o nazionalità, o e. arrischi, per l'uno o l'altro dei motivi di cui alla lettera b, di aggravare la condizione della persona perseguita.

Art. 3 Genere del fatto La domanda non è secondata se il procedimento verte su un fatto che, secondo la concezione svizzera, è di carattere esclusivamente o preponderantemente politico, costituisce una violazione degli obblighi militari o di analoghi obblighi di servizio o sembra volto contro la difesa nazionale o la forza difensiva dello Stato richiedente.

1

2

L'eccezione del carattere politico è improponibile se l'atto era volto allo sterminio o all'oppressione di un gruppo di popolazione per considerazioni di cittadinanza, razza, confessione, appartenenza etnica, sociale o politica.

3

La domanda non è secondata se il procedimento verte su un fatto che sembra volto esclusivamente a una decurtazione di tributi fiscali o viola disposizioni in materia di provvedimenti di politica monetaria, commerciale o economica. Eccezionalmente, la domanda può essere secondata se la reiezione può pregiudicare considerevolmente importanti interessi della Svizzera.

4

La domanda può essere respinta se l'importanza del fatto non giustifica l'attuazione del procedimento.

Art. 4 Estinzione del diritto all'azione penale La domanda non è secondata se: a. in Svizzera o nello Stato in cui l'atto è stato commesso, il giudice:

"RU 1974 2151

493

-- per motivi di diritto materiale ha definitivamente assolto la persona perseguita o -- ha rinunciato ad infliggere una sanzione o ne ha temporaneamente prescisso b. la sanzione è stata eseguita o è ineseguibile secondo il diritto dello Stato del giudizio; e. la sua attuazione implica misure coercitive e, secondo il diritto svizzero, l'azione penale o l'esecuzione sarebbe esclusa a causa della prescrizione assoluta.

Sezione 3: Disposizioni speciali

Art. 5 Cittadini svizzeri 1

Salvo che vi acconsenta per scritto, nessun cittadino svizzero può essere estradato o consegnato a uno Stato estero a scopo di perseguimento o esecuzione penali. Il consenso può essere revocato fintanto che non sia ordinata la consegna.

2 II capoverso 1 non s'applica al transito e alla restituzione di un cittadino svizzero consegnato temporaneamente alle autorità svizzere da un altro Stato.

Art. 6 Reciprocità 1 La domanda può essere eseguita anche se lo Stato richiedente non concede la reciprocità. La Divisione della polizia del Dipartimento federale di giustizia e polizia (Divisione della polizia) chiede nondimeno una garanzia vincolante di reciprocità qualora le circostanze, segnatamente riguardo alla gravita dell'atto, sembrino esigerla.

2 II Consiglio federale può, nei limiti della presente legge, garantire la reciprocità ad altri Stati.

Art. 7 Definizioni Persona perseguita giusta la presente legge è ogni persona indiziata, sottoposta ad istruzione penale o colpita da una sanzione.

2 Sanzione è ogni pena o misura.

3 II pregiudizio di altri importanti interessi della Svizzera a tenore dell' articolo 1 capoverso 2 può consistere anche nella rivelazione punibile d'un segreto. Esso è considerevole qualora faccia temere un danno che, tenuto conto dell'importanza dell'atto, sembri insopportabile per l'economia svizzera.

1

494

Capitolo 2: Diritto applicabile

Art. 8 Interruzione della prescrizione. Querela 1

Nei procedimenti giusta la presente legge si hanno per efficaci in Svizzera: a. l'interruzione della prescrizione secondo il diritto dello Stato richiedente; b. la querela presentata in tempo utile a un'autorità straniera, se necessaria anche secondo il diritto svizzero.

2

Se la querela è necessaria soltanto secondo il diritto svizzero, la sanzione non può essere inflitta o eseguita in Svizzera qualora la persona lesa vi si opponga.

Art. 9 Esecuzione della domanda Sempreché conciliabile con le esigenze dell'assistenza e salvo disposizione diversa della presente legge, le autorità amministrative federali applicano la legge federale sulla procedura amministrativa 1); per le autorità che eseguono la domanda vige il diritto procedurale determinante per esse in materia penale.

Art. 10 Computo della carcerazione II computo del carcere preventivo scontato all'estero o della carcerazione occasionata da un procedimento giusta la presente legge è retto dall' articolo 69 del Codice penale 2).

Art. 11 Riparazione 1

Le disposizioni federali o cantonali sulla riparazione del carcere ingiustificatamente sofferto e di altri pregiudizi si applicano per analogia nel procedimento condotto in Svizzera conformemente alla presente legge, o all'estero a domanda di un'autorità svizzera.

2

La Confederazione provvede alla riparazione secondo il capoverso 1 qualora la domanda sia presentata o eseguita da un'autorità federale. Essa ha diritto di regresso verso il Cantone che ha occasionato la domanda.

» RS 172.021 =' RS 311.0

495 Capitolo 3: Procedura in Svizzera Sezione 1: Autorità e loro attribuzioni

Art. 12 Autorità cantonali L'attuazione dei procedimenti previsti nelle parti terza a quinta della presente legge incombe ai Cantoni, riservate le competenze speciali delle autorità federali. Essa sottosta alla vigilanza della Confederazione, in quanto debba essere applicata la presente legge; la vigilanza è esercitata dalla Divisione della polizia.

1

2 1 Cantoni determinano la competenza, l'organizzazione e la gestione delle autorità esecutive.

Art. 13

Delega alle autorità federali La Divisione della polizia può delegare l'attuazione totale o parziale del procedimento a un'autorità federale, in quanto questa sarebbe stata competente a procedere o reprimere se l'infrazione fosse stata commessa in Svizzera.

1

2

Le contestazioni tra le autorità federali interessate sono decise dalla comune autorità preposta.

Art. 14 Competenza decisionale esclusiva delle autorità federali 1

II Dipartimento federale di giustizia e polizia decide nel caso dell' articolo 1 capoverso 2.

2

La Divisione della polizia decide su: a. l'esistenza di un motivo d'irricevibilità secondo l'articolo 2; b. la reiezione a causa dell'importanza dell'atto secondo l'articolò 3 capoverso 4; e. la richiesta di una garanzia vincolante di reciprocità secondo l'articolo 6 capoverso 1; d. la delega della competenza secondo l'articolo 13; e. la scelta della procedura appropriata secondo l'articolo 16; /. l'ammissibilità di domande svizzere secondo l'articolo 26 capoverso 1.

Art. 15 Misure provvisionali A domanda speciale di uno Stato estero possono essere prese misure provvisionali per mantenere lo stato esistente, per salvaguardare interessi giuri-

496 dici minacciati o per assicurare prove in pericolo, purché il procedimento giusta la presente legge non appaia manifestamente inammissibile o inappropriato. Se vi è pericolo nel ritardo e qualora vi siano indicazioni sufficienti per giudicare se i presupposti sono adempiuti, esse possono essere ordinate a richiesta della Divisione della polizia appena annunciata la domanda.

Art. 16

Scelta della procedura Se la persona perseguita si trova all'estero e, secondo il diritto dello Stato cui dev'essere rivolta la domanda, vi è possibilità di scelta tra diverse procedure, dev'essere data la preferenza a quella che sembra garantire il migliore reinserimento sociale.

Art. 17 Differimento del procedimento o dell'esecuzione penali 1 A richiesta della Divisione della polizia, l'autorità competente può prescindere temporaneamente dall'attuazione del procedimento penale o dall'esecuzione della sanzione per un altro fatto contro una persona perseguita all'estero se: a. la sanzione incorsa in Svizzera non ha importanza essenziale in riscontro a quella che sarà probabilmente inflitta all'estero, o b. l'esecuzione in Svizzera non sembra appropriata riguardo all'insieme delle circostanze.

2

Conchiuso il procedimento penale all'estero, l'autorità svizzera competente decide se attuare il procedimento o l'esecuzione penali da cui aveva prescisso.

Sezione 2: Protezione giuridica Art. 18

Disposizioni comuni 1

La persona perseguita può designare un patrocinatore. Se vi prescinde o non è in grado di farlo e la tutela dei suoi interessi lo richiede, le è nominato un patrocinatore d'ufficio.

2

Le persone contro cui è diretto il procedimento penale all'estero possono impugnare decisioni soltanto se una misura le tocca personalmente o potrebbe pregiudicare i loro diritti di difesa nel procedimento penale.

3

In deroga all'articolo 111 capoverso 2 della legge federale sull'organizzazione giudiziaria (OG)1), il ricorso contro la decisione che autorizza l'estradizione o la comunicazione di informazioni concernenti la sfera segreta ha effetto sospensivo.

'> RS 173.110

497

Art. 19 Ricorsi contro le decisioni cantonali I Cantoni concedono un rimedio giuridico contro le decisioni delle autorità esecutive.

Art. 20 Opposizione contro le decisioni della Divisione della polizia 1 Chiunque è toccato da un ordine dato dalla Divisione della polizia in applicazione della presente legge e ha un interesse degno di protezione alla modificazione o all'annullamento può impugnarlo mediante opposizione.

2

L'opposizione dev'essere fatta per scritto alla Divisione della polizia entro dieci giorni dalla notificazione dell'ordine. Per motivarla o rettificarla può essere concesso un congnio termine suppletivo. L'opposizione non motivata in tempo utile si ha per ritirata.

3

L'opposizione ha effetto sospensivo soltanto se l'esecuzione dell'ordine potrebbe arrecare all'opponente un danno irreparabile o se altri gravi motivi lo giustificano.

4

Sie l'opposizione non può essere liquidata senza formalità, la Divisione della polizia emana una decisione. Essa può aggiornarla fino alla conclusione della sua procedura se per l'opponente non ne può risultare un danno considerevole e irreparabile. Tali decisioni incidentali sono impugnabili separatamente mediante ricorso.

Art, 21 Ricorso di diritto amministrativo 1

Salvo che la legge disponga altrimenti, le decisioni delle autorità federali di prima istanza o delle autorità cantonali di ultima istanza possono essere impugnate direttamente con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale secondo gli articoli 97 a 114 OG 1).

2

II ricorso contro una domanda svizzera a uno Stato estero è ammissibile soltanto se questo è richiesto di assumere il perseguimento o l'esecuzione penali. In questo caso soltanto la persona perseguita è ligittimata a ricorrere.

3 La Divisione della polizia può ricorrere contro le decisioni dell'autorità cantonale di ultima istanza. L'autorità istruttoria cantonale può ricorrere contro la decisione della Divisione della polizia di non presentare la domanda.

RS 173.110 Foglio federale 1976, Voi. II

32

498 4

II ricorso può vertere anche sull'applicazione inammissibile o manifestamente inesatta del diritto straniero.

5 Le disposizioni sulla sospensione dei termini giusta l'articolo 34 capoverso 1 OG1} non s'applicano ai termini previsti dalla presente legge. Il Tribunale federale non è vincolato dalle conclusioni delle parti.

Art. 22

Ricorso amministrativo Le decisioni di cui all'articolo 14 capoverso 2 lettere e a / sono impugnabili mediante ricorso amministrativo al Dipartimento federale di giustizia e polizia, il quale decide definitivamente.

Capitolo 4: Procedura interstatale Art. 23

Norme generali per le domande Gli articoli 23 a 27 si applicano a tutti i procedimenti disciplinati dalla presente legge. Sono riservate le disposizioni- procedurali speciali delle altre parti.

1

2

Le domande estere devono essere indirizzate direttamente alla Divisione della polizia.

3 Le domande indirizzate a un'autorità incompetente sono inoltrate d'ufficio. L'ufficio richiedente deve esserne informato.

4

Le domande connesse con un caso di carcerazione sono trattate in procedura accelerata.

5 La mancata accettazione o la reiezione della domanda devono essere motivate.

Art. 24 Forma e contenuto della domanda 1

La domanda deve essere motivata per scritto.

2

La domanda deve indicare: a. l'ufficio da cui emana e all'occorrenza l'autorità competente per il procedimento penale; b. l'oggetto re M motivo; e. la qualificazione giuridica dell'atto; d. i dati, il più possìbile precisi e completi, della persona contro cui è diretto A procedimento penale.

» RS 173.110

499 3

Per l'apprezzamento giuridico dell'atto devono essere allegati: a. un breve esposto dei fatti essenziali, salvo ove trattasi di una domanda di notificazione; b. le disposizioni applicabili nel luogo in cui l'atto è stato commesso, salvo ove trattasi di una domanda d'assistenza secondo la parte terza.

4

1 documenti ufficiali esteri non richiedono legalizzazione.

5

Le domande estere e i documenti a sostegno devono essere presentati in lingua tedesca, francese o italiana o con una traduzione in una di queste lingue. Le traduzioni devono essere ufficialmente certificate conformi.

6 Se la domanda non soddisfa alle esigenze formali si può esigerne la rettificazione o il completamento; rimane impregiudicata la possibilità di ordinare misure provvisionali.

Art. 25

Trasmissione 1

La Divisione della polizia può ricevere direttamente le domande dal ministero detta giustizia dello Stato richiedente.

2 Per le misure provvisionali o in casi urgenti, si può far capo alla mediazione dell'Organizzazione internazionale di polizia criminale (OIPC - Interpol) o trasmettere direttamente una copia della domanda scritta all'autorità competente per l'esecuzione.

Art. 26

Domande svizzere 1

Le autorità svizzere non possono presentare a uno Stato estero domande ch'esse stesse non potrebbero secondare giusta la presente legge.

2 Per le domande di estradizione o di assunzione del perseguimento penale o dell'esecuzione è competente la Divisione della polizia; essa opera a richiesta dell'autorità cantonale.

3 Le condizioni cui lo Stato richiesto subordina l'esecuzione della domanda devono essere osservate dalle autorità svizzere.

4 La Divisione della polizia può prescindere dalla domanda se l'importanza dell'atto non giustifica l'attuazione del procedimento.

Art. 27 Spese 1

Di regola, le domande estere sono eseguite gratuitamente.

II Consiglio federale determina a quali condizioni le spese possono essere accollate in tutto od in parte allo Stato richiedente.

2

500 3

Le spese per una domanda svizzera rimborsate a uno Stato estero sono a carico del procedimento che ha occasionato la domanda.

4 II Consiglio federale disciplina la ripartizione delle spese tra Confederazione e Cantoni.

Parte seconda: Estradizione Capitolo 1: Condizioni Art. 28

Stranieri Gli stranieri possono essere consegnati a uno Stato estero a scopo di perseguimento penale o di esecuzione di una sanzione restrittiva della libertà a cagione di atti ch'esso può reprimere, se questo Stato chiede l'estradizione o, a domanda della Svizzera, assume il perseguimento penale o l'esecuzione della decisione penale.

Art. 29 Minori di 20 anni Se è chiesta l'estradizione di fanciulli o adolescenti a tenore del Codice penale 1), si deve quanto possibile disporne il rimpatrio ad opera della competente autorità minorile. Ciò vale anche per le persone di 18 a 20 anni se l'estradizione potrebbe pregiudicarne lo sviluppo o il reinserimento sociale.

2 II rimpatrio ha l'efficacia di un'estradizione.

1

Art. 30 Consegna di cose 1 Sono consegnati anche gli oggetti e i beni che possono servire come mezzi di prova e provengono dal reato.

2 La consegna di cose è indipendente dall'estradizione effettiva della persona perseguita.

3 Rimangono impregiudicati i diritti delle autorità e quelli acquisiti in buona fede da terzi su gli oggetti e i beni da consegnare.

4 Se tali diritti sono contestati, gli oggetti e i beni non possono essere derequisiti prima della decisione della competente autorità giudiziaria o prima che l'autorità competente per la derequisizione vi abbia acconsentito.

Art. 31 Reati motivanti l'estradizione 1 L'estradizione è ammissibile se, secondo i documenti a sostegno della domanda, il fatto: 11

RS 311.0

501

  1. è passibile di una sanzione restrittiva della libertà per un massimo di almeno un anno o di una sanzione più severa, sia secondo il diritto svizzero sia secondo quello dello Stato richiedente, e b. non soggiace alla giurisdizione svizzera.

2

La punibilità secondo il diritto svizzero è determinata senza tener conto delle particolari forme di colpa e condizioni di punibilità da questo previste; ciò vale anche per le condizioni del campo d'applicazione personale e temporale del Codice penale militare1) riguardo alle disposizioni penali sui reati contro il diritto delle genti in caso di conflitto armato, sul saccheggio e sulla rapina di guerra.

Art. 32 Deroghe all'articolo 31 1

Eccezionalmente, la persona perseguita può essere estradata per un fatto che potrebbe essere represso in Svizzera, qualora circostanze particolari, segnatamente la possibilità di un migliore reinserimento sociale, lo giustifichino.

2 Se si tratta di parecchi reati di cui uno adempie le condizioni dell' articolo 31 capoverso 1 l'estradizione è ammissibile per tutti.

3

Eccezionalmente, l'estradizione può essere concessa anche per un fatto impunibile in Svizzera, qualora questo sia punibile all'estero per circostanze particolari ed anche secondo i principi generali del diritto svizzero appaia degno di pena.

Art. 33 Diniego 1

L'estradizione può essere negata se la Svizzera può assumere il perseguimento del fatto o l'esecuzione della decisione penale e ciò sembra opportuno riguardo al reinserimento sociale della persona perseguita.

2

Essa è negata se non sembra sufficientemente garantito che, nello Stato richiedente, la persona perseguita non sarà giustiziata o sottoposta contro la sua volontà a una sanzione pregiudizievole per la sua integrità fisica.

Art. 34 Condizioni 1

La persona perseguita può essere estradata soltanto alla condizione che lo Stato richiedente: a. non la persegua, punisca o riestradi a uno Stato terzo per un atto commesso prima dell'estradizione e per il quale questa non è stata concessa; 11

RS 321.0

502 b. non ne restringa la libertà personale per un altro motivo antecedente; e. non la deferisca a un tribunale d'eccezione; d. a richiesta, trasmetta alle autorità svizzere una copia ufficialmente certificata conforme della decisione che conchiude il procedimento penale.

2 Le condizioni giusta il capoverso 1 lettere a e b decadono quarantacinque giorni dopo la liberazione condizionale o definitiva dell'estradato se questi, benché reso edotto delle conseguenze e benché ne avesse la possibilità, non ha abbandonato il territorio nazionale dello Stato richiedente o, abbandonatolo, vi è ritornato o vi è stato ricondotto da uno Stato terzo.

Art. 35

Estensione

,

Se l'estradato è accusato di altri reati, lo Stato che ne ha ottenuto l'estradizione può, in base a una nuova domanda, essere autorizzato a reprimere anche tali reati.

Art. 36

Concorso di domande 1

Se chiesta da più Stati per lo stesso fatto, l'estradizione è di regola concessa a quello sul cui territorio nazionale il fatto è stato commesso o principalmente eseguito.

3 Se l'estradizione è chiesta da più Stati per diversi fatti, la decisione deve tener conto di tutte le circostanze; sono segnatamente considerati la gravita dei reati, il luogo in cui sono stati commessi, l'ordine di ricezione delle domande, la cittadinanza della persona perseguita, il migliore reinserimento sociale e la possibilità di estradare a un altro Stato.

Capitolo 2: Procedura Sezione 1: Domande Art. 37

Documenti a sostegno della domanda Oltre ai documenti citati nell'articolo 24 capoverso 3 devono essere allegati alla domanda: l'originale o una riproduzione ufficialmente certificata conforme della decisione penale esecutoria, dell'ordine di cattura o di un altro atto di uguale efficacia giuridica, allestito secondo le prescrizioni dello Stato richiedente.

503

Art. 38 Domande di ricerca e di arresto Le domande di ricerca e di arresto a scopo di estradizione devono menzionare oltre alle indicazioni secondo l'articolo 24 capoversi 2 e 3 lettera a: a. l'esistenza di un ordine di cattura valido, la data e l'autorità di emissione, e b. l'intenzione dell'autorità competente di presentare una domanda di estradizione.

Sezione 2: Misure provvisionali

Art. 39 Arresto Gli stranieri possono essere arrestati a scopo di estradizione in base a una domanda di un ufficio centrale nazionale dell'Interpol o del ministero di giustizia di uno Stato estero, o in base a una segnalazione internazionale in un bollettino di ricerca dei delinquenti.

Art. 40 Messa al sicuro di oggetti 1

In caso di arresto, gli oggetti e i beni che possono servire come mezzi di prova nel procedimento penale straniero o provengono dal reato sono posti al sicuro.

2 Se necessario, le autorità cantonali possono ordinare la perquisizione della persona arrestata e dei locali.

Art. 41 Avviso d'esecuzione. Durata dei provvedimenti 1

L'arresto e la messa al sicuro devono essere comunicati alla Divisione della polizia.

2 Essi sono mantenuti sino alla decisione circa il carcere in vista d'estradizione, il più tardi però fino al terzo giorno feriale successivo all'arresto.

Sezione 3: Carcere in vista d'estradizione e messa al sicuro

Art. 42 Ordine di cattura e altre decisioni 1

La Divisione della polizia emette un ordine di cattura in vista d'estradizione. Essa può prescindervi segnatamente se la persona perseguita:

504 a. verosimilmente, non si sottrarrà all'estradizione né comprometterà 1' istruzione penale, o b. può produrre immediatamente il suo alibi.

2

Se la persona perseguita non è in condizione d'essere incarcerata o se altri motivi lo giustificano, la Divisione della polizia può, in luogo della carcerazione, decidere altri provvedimenti cautelari.

3

Simultaneamente, la Divisione della polizia decide quali oggetti e beni debbano rimanere od essere messi al sicuro.

Art. 43 Contenuto 1

Le decisioni di cui all'articolo 42 contengono: a. le indicazioni dell'autorità straniera sulla persona perseguita e sul fatto contestatole; b. la designazione dell'autorità che ha presentato la domanda; e. la menzione che l'estradizione è domandata, e d. l'indicazione del diritto di interporre reclamo secondo il capoverso 2 e di farsi patrocinare.

2 Contro queste decisioni è ammesso entro dieci giorni il reclamo alla camera d'accusa del Tribunalle federale. Gli articoli 214 e seguenti della legge federale sulla procedura penale*> sono applicabili per analogia.

Art. 44 Esecuzione 1 Le decisioni di cui all'articolo 42 sono eseguite dalle autorità cantonali.

2 L'ordine d'i -cattura in vista d'estradizione è inefficace fin tanto che la persona perseguita si trova in carcere preventivo o espiatorio.

3

Senza il consenso della Divisione della polizia, la persona perseguita non può essere né messa in libertà né allontanata dalla Svizzera.

Art. 45

Scarcerazione 1

Diciotto giorni dopo l'arresto, la Divisione della polizia ordina la scarcerazione se la domanda d'estradizione e i documenti a sostegno non le " RS 312.0

505 sono pervenuti. Per motivi speciali, il termine può essere prorogato fino a quaranta giorni.

2

Se la persona perseguita è già incarcerata, il termine decorre dall'inizio del carcere in vista d'estradizione.

3

La scarcerazione può essere eccezionalmente ordinata in qualsiasi stadio della procedura qualora ciò sembri opportuno secondo le circostanze.

La persona perseguita può chiedere in ogni tempo d'essere scarcerata.

4 Per altro, la scarcerazione è retta per analogia dagli articoli 53 a 60 della legge federale sulla procedura penale 1 >.

Art. 46 Prosecuzione della carcerazione e reincarcerazione 1

Se la domanda e i documenti a sostegno pervengono in tempo utile e l'estradizione non è manifestamente inammissibile, la carcerazione è mantenuta d'ufficio per tutta la durata della procedura.

2

Se la persona perseguita è già stata messa in libertà, può essere ordinata la reincarcerazione.

Sezione 4: Preparazione della decisione d'estradizione

Art- 47 Audizione 1

La domanda e i documenti a sostegno sono presentati alla persona perseguita e al suo patrocinatore. Al momento della notificazione dell'ordine di cattura in vista d'estradizione, l'autorità cantonale accerta se la persona perseguita è identica a quella designata nella domanda e l'informa sulle condizioni dell'estradizione e della consegna senza formalità.

2

La persona perseguita è brevemente interrogata sulle sue condizioni personali, segnatamente su la cittadinanza e i rapporti con lo Stato richiedente, e le è chiesto se e per quali motivi intende eccepire contro l'ordine di cattura o l'estradizione. Il patrocinatore può partecipare a questa audizione.

3 Se l'estradato dev'essere perseguito per altri fatti o riestradato a uno Stato terzo, la Divisione della polizia fa in modo che l'audizione di cui al capoverso 2 sia fatta e verbalizzata da un'autorità giudiziaria dello Stato richiedente.

" RS 312.0

506

Art. 48 Alibi 1

Se la persona perseguita afferma di poter provare che, al momento del fatto, non si trovava nel luogo di commissione, la Divisione della polizia può ordinare indagini.

3

Nei casi palesi, l'estradizione è negata. Negli altri casi, le prove a discarico sono comunicate allo Stato richiedente invitandolo a dichiarare entro breve termine se intende mantenere la domanda.

Art. 49 Entrata in materia sulla domanda La Divisione della polizia decide se e a quali condizioni si entrerà in materia sulla domanda.

Art. 50 Consegna senza formalità 1

Se, secondo il verbale steso da un'autorità giudiziaria, la persona perseguita chiede d'essere consegnata senza formalità rinunciando esplicitamente all'attuazione della procedura d'estradizione, la Divisione della polizia, salvo che speciali considerazioni vi si oppongano, ordina la consegna senza formalità.

2

La rinuncia può essere revocata fintanto che la Divisione della polizia non abbia disposto la consegna.

3

La consegna senza formalità ha l'efficacia di un'estradizione.

Sezione 5: Decisione d'estradizione

Art. 51 Competenza 1 2

La Divisione della polizia decide dell'estradizione.

Se la persona perseguita fa valere d'essere ricercata per un reato politico o se nell'istruzione appaiono seri motivi per concludere al carattere politico dell'atto, la decisione spetta al Tribunale federale.

507

Sezione 6: Esecuzione

Art. 52 1

Esecutorietà

1

L'estradizione può essere eseguita se la persona perseguita: a. chiede esplicitamente l'esecuzione immediata o b. non dichiara entro due giorni dalla notificazione della decisione di voler interporre ricorso.

2

Se l'estradizione è negata, è posto fine al carcere in vista d'estradi-

zione.

Art. 53 Estradizione 1

La Divisione della polizia prende le disposizioni necessarie d'intesa con le autorità cantonali.

2

Essa comunica allo Stato richiedente la decisione, nonché il luogo e il tempo dell'esecuzione.

Art. 54 Sospensione. Consegna temporanea 1

L'esecuzione dell'estradizione può essere sospesa fintanto che l'estradando sia perseguito in Svizzera per un altro reato o debba scontarvi una sanzione restrittiva della libertà.

2

Tuttavia, la consegna temporanea della persona perseguita può essere accordata se: a. il procedimento penale svizzero non ne sia pregiudicato e b. lo Stato richiedente abbia garantito di tener incarcerata la persona perseguita durante il soggiorno sul suo territorio e di riconsegnarla indipendentemente dalla sua cittadinanza.

Art. 55 Restituzione di cose 1

Gli oggetti e i beni di cui lo Stato richiedente non abbisogna come mezzi di prova possono essere trattenuti, segnatamente se: a. devono essere restituiti a una persona lesa che abita in Svizzera; b. una persona estranea al reato rende verosimil di avere -su di essi diritti acquisiti in buona fede in Svizzera e le sue pretese non sono garantite, o e. sono necessari per un procedimento penale pendente in Svizzera.

2

Alle stesse condizioni, al momento della consegna può esserne richiesta la restituzione gratuita di elementi di prova.

508 Art. 56

Diritti di pegno fiscali 1

Se gli oggetti o i beni sono consegnati con rinuncia alla restituzione, il diritto di pegno doganale o qualsiasi altra garanzia reale giusta il diritto doganale o fiscale svizzero non sono fatti valere salvo che il proprietario leso dal reato sia lui stesso debitore della tassa.

2

La rinuncia a un siffatto diritto di pegno può essere subordinata alla reciprocità.

Art. 57 Termine per la presa in consegna Se, entro dieci giorni dal ricevimento dell'avviso di estradizione, lo Stato richiedente non provvede a prendere in consegna l'estradando, questi è messo in libertà. A domanda motivata dello Stato richiedente il termine può essere prorogato fino a trenta giorni.

Art. 58 Spese 1

In caso di estradizione all'estero, la Confederazione assume le spese di carcerazione e di trasporto in quanto nei rapporti internazionali siano usualmente a carico dello Stato richiesto.

2

La proprietà privata della persona, perseguita può essere impiegata per sopperire alle spese in quanto non debba essere consegnata allo Stato richiedente.

Parte terza: Altra assistenza Capitolo 1: Condizioni Sezione 1: In genere Art. 59

Principio L'assistenza a tenore della presente parte comprende informazioni, atti processuali ammessi dal diritto svizzero e altri atti ufficiali in quanto sembrino necessari all'estero per un procedimento in materia penale o servano a reperire il corpo del reato.

1

2

Entrano in linea di conto come provvedimenti d'assistenza segnatamente: la notificazione di documenti, l'assunzione di prove, la consegna di inserti e documenti, la perquisizione di persone e locali, il sequestro, il confronto e il transito di persone.

509 3

a.

b.

e.

d.

Sono procedimenti in materia penale segnatamente: il perseguimento di reati; i provvedimenti amministrativi contro l'autore di un reato; l'esecuzione penale e la grazia; la riparazione per il carcere ingiustificatamente sofferto.

4

L'assistenza può essere prestata anche a un'organizzazione internazionale per procedimenti in rapporto con un reato.

5

L'assistenza volta a scagionare la persona perseguita è ammissibile anche se vi sono motivi d'irricevibilità secondo gli articoli 3 e 4.

Art. 60

Provvedimenti coercitivi 1

1 provvedimenti che implicano l'applicazione della coercizione processuale possono essere ordinati soltanto se dall'esposizione dei fatti risulta che l'atto perseguito all'estero denota gli elementi obiettivi di una fattispecie punibile secondo il diritto svizzero. Essi devono essere eseguiti secondo il diritto svizzero.

2

L'articolo 32 capoverso 3 è applicabile per analogia.

Art. 61

Protezione della sfera segreta 1

L'autorità esecutiva può dare informazioni inerenti alla sfera segreta di persone che, secondo la domanda, sono estranee al procedimento penale all'estero, soltanto se indispensabili per l'accertamento dei fatti e giustificate dall'importanza dell'atto.

2 Le banche devono dare siffatte informazioni soltanto in base a una decisione speciale e soltanto qualora siano adempiute le condizioni del capoverso 1 e il chiarimento dei fatti non sembri altrimenti possibile.

3 Prima di decidere, l'autorità esecutiva chiede il parere della Divisione della polizia.

4

Chiunque, nell'adempimento di obblighi procedurali di deposizione o di edizione, rivela fatti che consentono all'autorità richiedente o alla persona partecipe del procedimento penale all'estero di venire a conoscenza di segreti legalmente protetti compie un atto lecito a tenore dell'articolo 32 del Codice penale 1). Lo stesso vale per l'autorità che, in conformità della presente legge, comunica siffatti segreti allo Stato richiedente, sempreché non abbia motivo di ritenere che ne sarà fatto un impiego abusivo.

" RS 311.0

510 Art. 62

Applicazione del diritto straniero 1

Per i provvedimenti d'assistenza vige quanto segue: a. la presenza dei partecipanti al processo e la consultazione degli atti devono essere consentite qualora lo Stato richiedente ne faccia richiesta in base al suo ordinamento giuridico; b. le deposizioni dei testimoni e dei periti sono asseverate nella forma prescritta dal diritto dello Stato richiedente e esplicitamente richiesta nella domanda, anche se il diritto svizzero determinante non prevede l'asseverazione; e. la deposizione può anche essere rifiutata se ciò sia previsto dal diritto dello Stato richiedente o se, giusta il diritto di questo Stato o dello Stato in cui abita il deponente, il fatto di deporre può implicare sanzioni penali o disciplinari.

2

Ad esplicita domanda dell'autorità richiedente, nell'esecuzione degli atti d'assistenza può essere tenuto conto di forme speciali che il diritto procedurale per essa vigente prescrive per l'acquisizione di un mezzo di prova giudizialmente ammissibile, purché non sussista incompatibilità con il diritto svizzero né si debbano temere pregiudizi essenziali per i partecipanti.

Art. 63

Diniego dell'assistenza 1

L'assistenza può essere negata se la persona perseguita dimora in Svizzera e quivi è già in corso un procedimento penale per il fatto cui si riferisce la domanda.

2

L'assistenza è inammissibile nei procedimenti vertenti su un fatto che ricade sotto parecchie disposizioni penali del diritto svizzero o straniero se, in riferimento alla fattispecie che include il fatto sotto tutti gli aspetti, essa non può essere prestata. Se ciò non è il caso, l'assistenza è ammessa se vi è la garanzia che lo Stato richiedente rispetterà le condizioni.

Art. 64

Uso di informazioni 1

Le informazioni ottenute mercé l'assistenza non possono essere usate nello Stato richiedente né a scopo d'indagine né come mezzi di prova in procedimenti vertenti su fatti per cui l'assistenza è inammissibile. Qualsiasi altro uso dev'essere consentito dalla Divisione della polizia.

2

È subordinata alla stessa condizione l'autorizzazione di consultare gli atti data a uno Stato estero che partecipa a un procedimento penale svizzero a titolo di parte lesa.

511

Sezione 2: Singoli provvedimenti d'assistenza

Art. 65 Notificazioni. In genere 1

1 documenti chiesti a un'autorità svizzera possono essere notificati mediante semplice consegna al destinatario o per mezzo della posta.

2 II Consiglio federale può dichiarare ammissibile la notificazione di documenti provenienti dall'estero direttamente al destinatario in Svizzera.

Esso disciplina le condizioni.

Art. 66 Effetti e prova della notificazione 1

Chiunque riceve una citazione a comparire davanti a un'autorità estera non è tenuto a ottemperarvi.

2 Le citazioni che contengono comminatorie coercitive non sono notificate.

3

La notificazione si ha per avvenuta se l'accettazione o la non accettazione del documento è confermata per scritto.

Art. 67 Consegna di carcerati 1

Una persona incarcerata in Svizzera può essere consegnata a un'autorità estera a scopo d'indagini se le è accordato un salvacondotto ed è garantito ch'essa sarà mantenuta in carcere e, a richiesta, ricondotta in Svizzera.

2 1 cittadini svizzeri, come anche le persone non accusate all'estero, possono essere consegnate soltanto se vi acconsentono per scritto. Il consenso non è richiesto se la consegna è necessaria per la trattazione di una domanda svizzera d'assistenza o per un confronto all'estero con altre persone.

Art. 68 Transito 1

Per un procedimento in uno Stato estero, ammissibile secondo la presente legge, la Divisione della polizia può, a domanda di questo Stato o di uno Stato terzo, autorizzare il transito senza udire l'interessato. La decisione non può essere impugnata. Essa è comunicata soltanto allo Stato richiedente.

512 2

L'autorizzazione non è necessaria se il carcerato è trasportato via aerea senza scalo sul territorio svizzero. In caso di scalo imprevisto, il carcerato può essere tenuto in arresto soltanto se: a. sono adempiute le condizioni dell'arresto a tenore dell'articolo 39 o b. lo Stato che ha ordinato il trasporto ne ha informato precedentemente la Divisione della polizia, indicando il motivo della consegna e il reato che la giustifica.

3

Per attuare provvedimenti a scopo di perseguimento o esecuzione penali in Svizzera, il transito può essere interrotto soltanto con il consenso della Divisione della polizia.

Art. 69 Mantenimento della carcerazione 1

Se un carcerato è consegnato temporaneamente alle autorità svizzere a scopo di esecuzione di un provvedimento d'assistenza, l'ordine di cattura spiccato all'estero nei suoi confronti è efficace durante il soggiorno in Svizzera.

2 Durante il transito, la persona perseguita rimane in stato d'arresto in base all'ordine di transito della Divisione della polizia.

3 La scarcerazione è subordinata al consenso dell'autorità estera competente.

Art. 70 Salvacondotto in Svizzera Una persona dimorante abitualmente all'estero, se giunge in Svizzera per ottemperare a una citazione in una causa penale, non può essere perseguita né ristretta nella sua libertà personale per motivi anteriori al suo arrivo.

2 La persona perseguita non beneficia di salvacondotto per i fatti menzionati nella citazione.

3 La protezione secondo il capoverso 1 cessa qualora tale persona lasci la Svizzera, il più tardi però tre giorni dopo essere stata congedata dall'autorità che l'ha citata.

Art. 71 1

Consegna di cose Gli oggetti, segnatamente i documenti, e i beni che possono essere sequestrati secondo il diritto svizzero, come anche gli atti e le decisioni ufficiali, sono, a richiesta, messi a disposizione delle autorità competenti in materia di cause penali o di rilascio o revoca delle licenze di condurre, se possono essere importanti per la costoro decisione.

1

513 2

Gli altri oggetti e beni provenienti da un reato possono essere consegnati a scopo di restituzione all'avente diritto anche indipendentemente dal procedimento penale nello Stato richiedente.

3 Per i diritti delle autorità e dei terzi vige l'articolo 30 capoversi 3 e 4; per la restituzione vige l'articolo 55 e per i diritti di pegno fiscali l'articolo 56.

Capitolo 2: Procedura Sezione 1: Domande d'assistenza

Art. 72 Legittimazione 1

Possono domandare l'assistenza le autorità chiamate a perseguire infrazioni o a decidere in altri procedimenti cui s'applica la presente legge.

2

Le autorità svizzere possono procedere a operazioni processuali, che secondo le prescrizioni dello Stato richiedente sono di spettanza delle parti, anche a domanda delle parti legittimate a tal fine.

Art. 73 Contenuto e documenti a sostegno Oltre alle indicazioni e ai documenti di cui all'articolo 24 devono essere indicati o allegati alla domanda: a. per le notificazioni: 41 nome e l'indirizzo del destinatario e la sua posizione nel procedimento, come anche il genere del documento' da notìficare; b. per il transito: uno dei documenti di cui all'articolo 37; e. per la perquisizione di persone o locali, il sequestro o la consegna di cose: la conferma che questi provvedimenti sono ammissibili secondo il diritto dello Stato richiedente.

Art. 74 Indirizzo Le domande estere sono indirizzate all'autorità cantonale competente per il tramite della Divisione della polizia.

1

2 Le domande d'informazioni concernenti il casellario giudiziale o d'accertamento d'identità di una persona sono indirizzate direttamente all'Ufficio centrale svizzero di polizia.

Foglio federale 1976, Voi. II

33

514 Sezione 2: Attribuzioni

Art. 75 Divisione della polizia 1

La Divisione della polizia esamina se la domanda soddisfa alle esigenze formali della presente legge; essa la trasmette all'autorità cantonale competente se l'assistenza non sembra manifestamente inammissibile.

2

Essa può imporre oneri per la prestazione dell'assistenza.

3

Essa prende le disposizioni necessarie per il transito.

4

Essa presenta la domanda se l'assistenza è necessaria fuori dell'ambito del procedimento penale.

Art. 76 Autorità cantonali 1

Le autorità cantonali decidono circa l'ammissibilità dell'assistenza e circa le questioni di procedura interstatale conformemente alle prescrizioni della presente legge, sempreché non ne sia esclusivamente competente un'autorità federale.

2

Esse entrano in materia sulla domanda qualora siano adempiute le condizioni di cui all'articolo 75 capoverso 1 e in quanto sia convenuta la corrispondenza diretta tra le autorità svizzere ed estere competenti in materia di perseguimento penale.

3 Per la consultazione degli atti vigono anche nei procedimenti cantonali gli articoli 6, 26 e 27 della legge federale sulla procedura amministrativa 1). L'avente diritto può prendere visione anche della domanda d'assistenza e dei documenti connessi, sempreché necessario per la tutela dei suoi interessi. L'imputato non personalmente toccato dal provvedimento d'assistenza fruisce di questo diritto soltanto se dimora abitualmente in Svizzera e ciò serva a tutelarne i diritti di difesa nel procedimento penale estero.

4

Contro le decisioni dell'autorità cantonale la Divisione della polizia, nell'ambito delle sue attribuzioni di vigilanza, può proporre i rimedi giuridici del diritto cantonale giusta l'articolo 19.

Art. 77 Indagini in più Cantoni Se il disbrigo della domanda esige indagini in più Cantoni, la Divisione della polizia può affidarne la direzione all'autorità competente di " RS 172.021

515

uno di essi. Gli articoli 352 a 355 del Codice penale1) sono applicabili per analogia.

Art. 78 Domande della polizìa 1

Gli organi supremi di polizia federali e cantonali possono, in proprio nome, presentare domande secondo l'articolo 59 e secondare quelle di autorità estere.

2 11 Consiglio federale disciplina i particolari e la procedura.

Sezione 3: Disposizioni speciali

Art. 79 Tutela del segreto 1 partecipanti al processo che, durante l'esecuzione della domanda, potrebbero venire a conoscenza di fatti inerenti alla sfera segreta di una persona che non sembra coinvolta nel fatto perseguito all'estero sono esclusi dalle indagini successive fino all'accertato adempimento delle condizioni per la rivelazione del segreto.

1

2

Le indicazioni su tali fatti, contenute in documenti o decisioni da consegnare secondo l'articolo 71 o da produrre alle parti o a rappresentanti di un'autorità estera, sono tolte se le condizioni per la loro rivelazione non sono adempiute.

3 Contro la trasmissione di informazioni inerenti alla sfera segreta possono essere proposti i rimedi giuridici giusta gli articoli 19 e 21.

Art. 80 Chiusura della procedura d'assistenza L'autorità esecutiva, qualora ritenga ultimati gli atti d'assistenza, trasmette l'inserto al servizio cantonale o federale competente. Questo esamina se la domanda è stata eseguita in modo conforme e, se del caso, rinvia l'inserto all'autorità esecutiva affinchè lo completi.

2 Se dall'inserto risulta dubbia l'ammissibilità dell'assistenza, l'autorità competente comunica agli aventi diritto quale rimedio giuridico possa essere proposto contro la trasmissione degli atti d'esecuzione allo Stato richiedente, in quanto essi non abbiano ancora ricorso.

3 Gli atti d'esecuzione possono essere senz'altro trasmessi all'autorità richiedente se: 1

" RS 311.0

516

  1. durante l'esecuzione della domanda non sono stati proposti rimedi giuridici o tutte le procedure ad essi inerenti sono state definitivamente liquidate; b. l'esame di cui al capoverso 1 rileva che non sono coinvolti segreti di terzi o il termine per il rimedio giuridico citato nel capoverso 2 è decorso inutilizzato.

4

Se le condizioni di cui al capoverso 3 non sono adempiute, con decisione ricorribile dev'essere disposto se e in quale misura o in quale forma debbano essere trasmessi gli atti d'esecuzione.

Art. 81

Spese Allo Stato richiedente sono accollate le spese per: a. i periti; b. la consegna di cose a scopo di restituzione agli aventi diritto.

Parte quarta: Perseguimento penale surrogatorio Capitolo 1: Condizioni Sezione 1: Assunzione da parte della Svizzera Art. 82

Principio A domanda e in surrogazione dello Stato in cui l'atto è stato commesso la Svizzera può procedere penalmente per un atto commesso all' estero se: a. l'estradizione è inammissibile; b. la persona perseguita deve rispondere in Svizzera di altri fatti più gravi e e. è garantito che lo Stato richiedente, dopo l'assoluzione o l'esecuzione penale in Svizzera, non procederà ulteriormente per lo stesso fatto contro la persona perseguita.

1

2

II capoverso 1 s'applica anche se l'estradizione di uno straniero dimorante abitualmente in Svizzera non si giustifica e l'assunzione del perseguimento sembra opportuna riguardo alle condizioni personali e al reinserimento sociale di costui.

3 1 capoversi 1 e 2 non sono applicabili se, in base ad altre prescrizioni, il fatto sottosta alla giurisdizione svizzera.

517

Art. 83 Diritto applicabile 1

II fatto è giudicato secondo il diritto svizzero, come se fosse stato commesso in Svizzera.

2

Se più favorevole, è applicabile il diritto straniero. Il giudice può infliggere soltanto le sanzioni previste dal diritto svizzero.

3

II procedimento contumaciale è inammissibile.

Art. 84 Foro Se non già altrimenti costituito, il foro svizzero si determina giusta l'articolo 348 del Codice penale 1).

Sezione 2: Delega all'estero

Art. 85 Condizioni Si può chiedere a uno Stato estero di assumere il perseguimento penale per un fatto soggetto alla giurisdizione svizzera se la sua legislazione ne ammette il perseguimento e la repressione e la persona perseguita: a. dimora in questo Stato e la sua estradizione alla Svizzera sembra inappropriata o inammissibile, o b. è estradata a questo Stato e la delega del perseguimento penale ne consentirà verosimilmente un migliore reinserimento sociale.

Art. 86 Effetti 1 Se uno Stato estero assume il perseguimento penale, le autorità svizzere non possono prendere altri provvedimenti per lo stesso fatto contro la persona perseguita: a. fintanto che lo Stato richiesto non abbia comunicato di non essere in grado di portare a termine il procedimento, o b. se, in base a una decisione presa in questo Stato, sono adempiute le condizioni di cui all'articolo 4 lettere a o b.

2

La prescrizione secondo il diritto svizzero è sospesa per tutta la durata del procedimento nello Stato richiesto, inclusa l'esecuzione penale.

" RS 311.0

518 3

Se la persona perseguita gli è stata estradata per altri fatti, lo Stato richiesto, nella misura io, cui seconda la domanda di perseguimento penale, non è tenuto ad osservare le condizioni d'estradizione giusta l'articolo 34.

Capitolo 2: Procedura

Art. 87 Documenti a sostegno Oltre ai documenti di cui all'artìcolo 24 capoverso 3, la domanda dev' essere corredata dell'inserto penale e degli eventuali elementi di prova.

Art. 88 Decisione sulla domanda 1

La Divisione della polizia, dopo aver conferito con l'autorità incaricata del perseguimento penale, decide se accettare la domanda straniera.

2

Se l'accetta, essa trasmette l'inserto all'autorità incaricata del perseguimento penale e ne informa lo Stato richiedente e l'interessato.

3 La decisione non obbliga ad aprire il procedimento penale.

4 La Divisione della polizia può rifiutare l'assunzione del perseguimento penale se vii si oppongono motivi gravi o l'importanza del fatto non la giustifichi

Art. 89 Atti d'istruzione esteri Nel procedimento penale, gli atti d'istruzione eseguiti dalle autorità dello Stato richiedente secondo il diritto di questo sono equiparati a quelli svizzeri corrispondenti.

Art. 90 Spese Le spese procedurali stabilite dallo Stato richiedente sono aggiunte a quelle del procedimento in Svizzera e riscosse. Esse non sono rimborsate allo Stato richiedente.

2 1 Cantoni dispongono circa il ricavo delle multe, gli oggetti confiscati e le devoluzioni.

3 Lo Stato richiesto, se assume il perseguimento, è informato delle spese procedurali occorse in Svizzera fino a tale momento. Queste spese non sono ripetute.

1

519 Parte quinta: Esecuzione di decisioni penali Capitolo 1: Condizioni Sezione 1: Assunzione da parte della Svizzera

Art 91 Principio 1 Le decisioni penali definitive e esecutorie di uno Stato estero possono essere eseguite a domanda di questo se: a. il condannato dimora abitualmente in Svizzera o deve rispondervi di un fatto grave; b. oggetto della condanna è un atto commesso all'estero che sarebbe punibile se commesso in Svizzera, e e. l'esecuzione sembra opportuna in Svizzera, segnatamente per un motivo menzionato nell'articolo 82 capoversi 1 e 2, o esclusa nello Stato richiedente.

2

Se Vi è giurisdizione svizzera, non possono essere eseguite sanzioni più severe di quelle previste dal diritto svizzero. Le sanzioni che non raggiungono il minimo previsto dal diritto svizzero possono essere eseguite.

3 Presupposto che lo Stato richiedente conceda la reciprocità, le multe, come anche le spese dei procedimenti di cui all'articolo 59, possono essere eseguite anche se il condannato dimora abitualmente all'estero, purché disponga di beni in Svizzera.

Art- 92 Inammissibilità della dichiarazione di esecutorietà 1

La dichiarazione di esecutorietà (exequatur) è inammissibile se: a. la condanna è stata pronunciata in un momento in cui, applicando il diritto svizzero, l'azione penale sarebbe già caduta in prescrizione assoluta; b. la sanzione sarebbe prescritta secondo il diritto svizzero qualora un'autorità svizzera l'avesse pronunciata nello stesso momento, o e. il fatto sottosta parimente alla giurisdizione svizzera e, secondo il diritto svizzero, per altri motivi non potrebbe essere inflitta una sanzione.

2 Le decisioni sulle spese possono essere dichiarate esecutorie soltanto se le spese devono essere pagate alla tesoreria dello Stato.

520

Art. 93 Rifiuto dell'esecuzione II -giudice può rifiutare totalmente o parzialmente l'esecuzione: a. se, per altri fatti, il condannato è incorso in Svizzera in una sanzione restrittiva della libertà e l'esecuzione richiesta importasse manifestamente una punizione più severa di quella che sarebbe inflitta in Svizzera per l'insieme dei fatti, o b. in quanto l'applicazione in Svizzera di un effetto penale accessorio è inammissibile o sembra inadeguata, Art. 94

Vincolatività degli accertamenti di fatto Nel giudicare la punibilità e la procedibilità secondo il diritto svizzero, il giudice è legato agli accertamenti di fatto su cui si fonda la decisione. Se questi non bastano possono essere ordinate assunzioni di prove.

Art. 95

Vincolatività della sanzione Se il fatto giudicato all'estero non soggiace alla giurisdizione svizzera, il giudice può ordinaire l'esecuzione della sanzione anche se, secondo il diritto svizzero, essa non è prevista per questo fatto o supera il massimo della sanzione prevista.

Art. 96 Effetti dell'assunzione Se la Svizzera assume l'esecuzione, nessun procedimento penale per lo stesso fatto può essere aperto o continuato in Svizzera contro il condannato.

Art. 97

Utilizzazione di stabilimenti svizzeri da parte estera 1

Qualora manchino i presupposti di cui all'articolo 91 capoverso 1, le sanzioni restrittive della libertà pronunciate in uno Stato estero contro una persona che non ha la cittadinanza svizzera possono essere eseguite in Svizzera, secondo il diritto svizzero, se questo Stato non può eseguirle da sè.

2

In questo caso, il fondamento giuridico per la restrizione in Svizzera della libertà personale della persona perseguita è la decisione estera definitiva e esecutoria.

3

Le persone consegnate alla Svizzera in virtù del capoverso 1 non possono, salvo diverso accordo con le autorità competenti dello Stato che le ha

521 consegnate, essere perseguite, punite o estradate a uno Stato terzo da parte delle autorità svizzere a cagione di atti commessi prima della consegna e non oggetto della condanna. Questi effetti decadono dieci giorni dopo la liberazione condizionale o definitiva dallo stabilimento.

4

II Consiglio federale disciplina i particolari.

Sezione 2: Delega all'estero Art. 98

Principio Si può chiedere a uno Stato estero <di assumere l'esecuzione di una decisione penale svizzera se: a. l'osservanza della vincolatività della decisione a tenore dell'articolo 94 è garantita e b. la delega dell'esecuzione consente verosimilmente un miglior reinserimento sociale del condannato o la Svizzera non può ottenerne l'estradizione.

Art. -99 Condizioni della consegna II condannato incarcerato in Svizzera può essere consegnato per l'esecuzione secondo l'articolo 98 soltanto se vi acconsente e vi è motivo di credere che lo Stato richiesto osserverà le condizioni stabilite dalla Divistone della polizia.

Art. 100 Effetti della delega 1

Se uno Stato estero assume l'esecuzione della decisione penale, l'autorità svizzera si astiene dall'esecuzione fintanto che lo Stato richiesto non abbia comunicato di non portarla a termine.

2

II condannato può essere incarcerato per cautelare il suo trasferimento.

3 L'articolo 86 capoversi 2 e 3 si applica per analogia.

Capitolo 2: Procedura Sezione 1: Domanda Art. 101 Documenti a sostegno

Oltre ai documenti di cui all'articolo 24 capoverso 3, alla domanda devono essere allegati:

522 a. l'originale o una riproduzione ufficialmente certificata conforme della decisione, con la conferma dell'esecutorietà; b. un'attestazione circa la carcerazione scontata nello Stato richiedente; e. a domanda dello Stato richiesto, l'originale o una copia ufficialmente certificata conforme dell'inserto penale.

Art. 102 Decisione sulla domanda 1

La Divisione della polizia, dopo aver conferito con l'autorità esecutiva decide se accettare la domanda estera. Se l'accetta, trasmette l'inserto e la sua proposta a questa autorità e ne informa lo Stato richiedente. L'articolo 88 capoverso 4 si applica per analogia.

2

Se vi è giurisdizione svizzera e la sanzione pronunciata all'estero è più severa di quella prevista dal diritto svizzero, a domanda dello Stato richiedente in luogo dell'esecuzione può essere assunto il perseguimento penale.

Sezione 2: Procedura d'exequatur Art. 103

Giudice competente II giudice competente secondo l'articolo 348 del Codice penale1} informa il condannato sulla procedura, lo sente sull'affare in presenza del patrocinatore e decide dell'esecuzione.

Art. 104

Dichiarazione di esecutorietà 1

III giudice esamina d'ufficio se sono adempiute le condizioni d'esecuzione e assume le prove necessarie.

2 Se le condizioni sono adempiute, il giudice dichiara esecutoria la decisione e prende le disposizioni necessarie per l'esecuzione 3

La decisione è emessa in forma di sentenza motivata. Il diritto cantonale prevede un rimedio giuridico.

" RS 311.0

523 Sezione 3: Esecuzione

Art. 105 Esecuzione della sanzione 1

La sanzione stabilita dal giudice è eseguito secondo il diritto svizzero.

2

L'esecuzione cessa con l'estinzione o l'abrogazione dell'esecutorietà della decisione nello Stato richiedente.

3 Se è stata eseguita soltanto una decisione sulle spese, le somme riscosse, dedotti gli esborsi, sono consegnate allo Stato richiedente sempreché accordi la reciprocità.

Art. 106

Spese Oltre alle spese per l'esecuzione della sanzione sono spese a tenore dell' articolo 27 anche quelle per la procedura d'exequatur e la rimanente esecuzione.

Parte sesta: Disposizioni finali Art, 107 Abrogazione e modificazione del diritto finora in vigore 1

La legge federale del 22 gennaio 18921' Sull'estradizione agli Stati stranieri è abrogata.

2 La legge federale del 16 dicembre 1943 2) sull'organizzazione giudiziaria è modificata come segue:

Art. 100 lett. f f. le decisioni in materia di procedimento penale, .salvo il rifiuta di autorizzare il procedimento penale contro agenti della Confederazione; *

Art. 108 Disposizioni transitorie 1

I procedimenti d'estradizione pendenti al momento dell'entrata in vigore della presente legge sono ultimati secondo le disposizioni procedurali * Cfr. nondimeno gli art. 21 e 22 AIMP (RU ...)

" CS 3 481 2) RS 173.110

524 della legge federale del 22 gennaio 18921' sull'estradizione agli Stati stranieri.

2

II perseguimento penale e l'esecuzione di decisioni penali giusta le parti quarta e quinta possono essere assunti soltanto se i fatto cui si riferisce la domanda è stato commesso dopo l'entrata in vigore della presente legge.

Art. 109 Esecuzione 1

II Consiglio federale emana le disposizioni esecutive.

2

II Consiglio federale può costituire una commissione permanente per esaminare se l'importanza del fatto giustifica la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta. I membri della commissione sono tenuti al segreto come i funzionari federali.

Art. 110 Entrata in vigore e referendum 1

La presente legge sottosta al referendum facoltativo.

2

II Consiglio federale ne determina l'entrata in vigore.

" CS 3 481

525

(Disegno)

Decreto federale sulle riserve alla convenzione europea di estradizione (Del

)

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l'articolo 8 della Costituzione federale; visto il messaggio del Consiglio federale dell'8 marzo 19761), decreta:

Art. l 1

II ritiro delle riserve comunicate al Segretariato generale del Consiglio d'Europa giusta l'articolo 2 del decreto federale del 27 settembre 1966 2 > e relative agli articoli 2, 7 e 8 della Convenzione europea di estradizione 3) è approvato.

2

La dichiarazione fatta in virtù dello stesso decreto, relativa all'articolo 6 della convenzione summenzionata, avrà il tenore seguente: Ad articolo 6 II Consiglio federale svizzero dichiara che il diritto svizzero autorizza l'estradizione di cittadini svizzeri soltanto alle condizioni restrittive previste nell'articolo 5 della legge federale del sull'assistenza internazionale in materia penale. I reati commessi fuori della Svizzera e repressi secondo la legge svizzera come crimini o delitti possono essere perseguiti e giudicati dalle autorità svizzere se le condizioni legali sono adempiute, -- quando essi sono stati commessi contro uno svizzero (art. 5 del Codice penale del 21 dicembre 1937); -- quando, secondo il diritto svizzero, essi potrebbero dar luogo a estradizione e sono stati commessi da uno svizzero (art. 6 del Codice penale); " FF 1976 II 443 2) RU 1967 839 " RU 1967 850

526

-- quando essi sono stati commessi a bordo di una nave svizzera o di un aeromobile svizzero (art. 4 della legge federale del 23 settembre 1953 sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera; art. 97 della legge federale del 21 -dicembre 1948 sulla navigazione aerea); -- quando speciali disposizioni legali lo prevedano per certi reati (art.

202 e 240 del Codice penale; art. 19 della legge federale del 3 ottobre 1951 sugli stupefacenti; art. 101 della legge federale del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale; art. 16 della legge federale del 14 marzo 1958 su la responsabilità della Confederazione, dei membri delle autorità federali e dei funzionari federali; art. 12 della legge federale del 26 settembre 195,8 concernente la garanzia dei rischi delle esportazioni).

Conformemente alla legge del sull'assistenza internazionale in materia penale, altri reati commessi all'estero da uno svizzero possono essere repressi in Svizzera a domanda dello Stato in cui essi sono stati commessi, qualora la persona perseguita si trovi in Svizzera e debba quivi rispondere di infrazioni più gravi e la sua assoluzione o l'esecuzione penale in Svizzera escluda il suo ulteriore perseguimento per 10 stesso atto nello Stato richiedente.

3

L'allegato al decreto federale del 27 settembre 1966 è dichiarato privo d'oggetto.

4

II Consiglio federale è autorizzato a comunicare queste modificazioni al Segretariato generale del Consiglio d'Europa.

Art. 2 11 presente decreto non sottosta al referendum in materia di trattati internazionali.

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Messaggio del Consiglio federale all'Assemblea federale per una legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale e per un decreto federale sulle riserve alla convenzione europea di estradizione (Dell'8 marzo 1976)

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1976

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10.05.1976

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