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79.016

Messaggio concernente la partecipazione all'aumento del capitale delle Banche interamericana, asiatica e africana per lo sviluppo del 12 marzo 1979

Onorevoli presidenti e consiglieri, Con il presente messaggio vi proponiamo di stanziare un credito quadro destinato ad assicurare la partecipazione della Svizzera all'aumento del capitale delle Banche interamericana, asiatica e africana per lo sviluppo.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

12 marzo 1979

1979 -- 135

In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Hürlimann II cancelliere della Confederazione, Huber

g33

Compendio La cooperazione allo sviluppo comprende un insieme di misure bilaterali e multilaterali intese a sostenere i Paesi del Terzo mondo nei loro sforzi di miglioramento delle condizioni di vita delle loro popolazioni.

Le banche regionali per lo sviluppo, ossìa quella interamericana (IDE), quella asiatica (ADE) e quella africana (BAD), sono importanti mezzi d'azione multilaterali della cooperazione finanziaria allo sviluppo. Grazie al capitale sottoscritto e parzialmente versato dai loro membri, esse sono in grado di assumere prestiti completivi sui mercati privati e di contribuire così all'attuazione di programmi e progetti necessari allo sviluppo dei Paesi poveri. Inoltre, esse forniscono un aiuto sostanziale per la formulazione, la preparazione e l'esecuzione di progetti di sviluppo. Infine, esse adempiono un'importante funzione di stimolo della riflessione internazionale nell'ambito del dialogo nord-sud.

La Svizzera è membro della Banca interamericana e della Banca asiatica per lo sviluppo. La Banca africana comprende oggi soltanto Paesi africani.

I negoziati per l'adesione di Paesi non africani, e pertanto anche della Svizzera, sono già cominciati e dovrebbero tosto giungere in porto. L'accordo d'adesione sarà sottoposto all'approvazione delle Camere federali.

II proposto credito quadro di 300 milioni di franchi deve permettere alla Svizzera di partecipare, per lo meno sino al 1983, all'aumento del capitale delle banche regionali per lo sviluppo di cui essa è già partecipe, nonché di sottoscrivere il capitale della Banca africana per lo sviluppo, riservata l'approvazione delle Camere per quanto concerne l'adesione del nostro Paese.

Differentemente dai precedenti crediti quadro, quello oggetto del presente messaggio concerne per l'essenziale garanzie in forma di partecipazione al capitale, le quali di per sé non importeranno spese di bilancio. Solo il 15 per cento circa del credito, ossia circa 45 milioni di franchi, sarà effettivamente versato con pagamenti scaglionati su un periodo di otto anni.

834

I II

Introduzione Le misure proposte, considerate nell'ambito della cooperazione svizzera allo sviluppo

II presente messaggio ne completa tre altri, sottopostivi nel corso degli ultimi diciotto mesi e vertenti su diverse misure della politica svizzera di cooperazione allo sviluppo e di aiuto umanitario: - il credito quadro di 735 milioni di franchi per assicurare la continuazione della cooperazione tecnica e dell'aiuto finanziario in favore dei Paesi in sviluppo (messaggio del 23 novembre 1977, DF del 21 giugno 1978) 1); - il credito quadro di 200 milioni di franchi per finanziare misure di politica economica e commerciale nell'ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo (messaggio del 9 agosto 1978, DF del 28 novembre 1978)2'; - il credito quadro di 270 milioni di franchi per assicurare la continuazione dell'aiuto umanitario internazionale della Svizzera (messaggio del 6 settembre 1978) 3 >.

Diversamente da questi crediti quadro, quello quadriennale oggetto del presente messaggio concerne essenzialmente garanzie in forma di partecipazione al capitale di banche regionali per lo sviluppo, garanzie che non importeranno per principio nessuna spesa di bilancio. Solo il 15 per cento circa del credito sarà infatti effettivamente versato, con pagamenti scaglionati sull' arco di 8 anni.

I quattro crediti quadro ascendono in totale a 1 505 milioni di franchi, di cui 1 250 milioni saranno effettivamente versati tra il 1978 e il 1986; i rimanenti 255 milioni non saranno invece versati in quanto costituenti una semplice garanzia. I pagamenti saranno iscritti annualmente nel preventivo e dunque sottoposti di volta in volta alla vostra approvazione. Questi crediti dovrebbero consentire di far gradatamente progredire dallo 0,19 per cento (1977) fino allo 0,25 per cento del PNL l'aiuto pubblico della Confederazione ai Paesi emergenti (la media dei Paesi membri del Comitato d'aiuto allo sviluppo dell'OCSE era, nel 1977, dello 0,31%).

I messaggi cui abbiamo accennato vertono su diversi mezzi d'azione di una sola e medesima politica i cui principi sono definiti nella legge federale sulla cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario internazionali. Nel capitolo 2 del citato messaggio del 23 novembre 1977 avevamo già fatto un bilancio della situazione in materia di politica di sviluppo. Per quanto attiene alla nostra concezione della cooperazione allo sviluppo e alle relazioni fra i diversi generi di provvedimenti che la Svizzera è chiamata a prendere nell'ambito di questa politica vi rinviamo dunque a quei messaggi accontentandoci qui di ricordare gli elementi principali: - accordare la priorità ai bisogni essenziali delle popolazioni più povere; - rivolgere particolare attenzione al potenziale produttivo delle popolazioni medesime, segnatamente sul piano dello sviluppo rurale; '> FF 1978 I 45 FF 1978 II 369 FF 1978 II 773

2) a>

835

La situazione del Terzo mondo è oggi caratterizzata da una crescente diversificazione dei Paesi in sviluppo talché, per tenerne conto, occorre disporre anche di differenti mezzi d'azione. I quattro crediti quadro testé menzionati mostrano concretamente la complementarità delle misure prese e simultaneamente il carattere globale della nostra cooperazione allo sviluppo.

12

La cooperazione multilaterale allo sviluppo

121

Motivi

Nel messaggio concernente la continuazione della cooperazione tecnica e dell'aiuto finanziario in favore dei Paesi in sviluppo, avevamo già indicato i motivi del nostro contributo alla cooperazione multilaterale. Li riassumiamo qui nel modo seguente: - La cooperazione multilaterale è appoggiata da tutti i Paesi industrializzati ed è parte importante dei loro sforzi in favore del Terzo mondo. La Svizzera non può rimanerne in disparte.

836

122

Tipi di cooperazione multilaterale

Vi è un gran numero di istituzioni internazionali che operano e prestano servizi in particolari campi scientifici o tecnici, per esempio l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), l'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (ONUDI) ecc. I progetti e i programmi di sviluppo eseguiti da queste organizzazioni in collaborazione con i Paesi emergenti sono essenzialmente finanziati per mezzo del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUD), cui la Svizzera fornisce un contributo sostanziale. È questa una forma di cooperazione tecnica multilaterale.

Altre istituzioni specializzate nell'aiuto finanziario multilaterale si prefiggono principalmente di garantire ai Paesi in sviluppo una parte del finanziamento esterno di cui abbisognano per sviluppare la loro infrastruttura economica e sociale.

La maggior parte di questi organismi internazionali dispongono di due mezzi d'azione istituzionalmente legati: da un lato i fondi di sviluppo, finanziati con contributi a fondo perso di Paesi membri finanziariamente forti e accordanti doni o crediti a condizioni di favore (per una durata fino a 50 anni, con un saggio di interesse raramente superiore all'1%), e, d'altro lato, le banche di sviluppo, la cui fonte principale di finanziamento è costituita dai mutui ottenuti sui mercati finanziari grazie alla garanzia costituita dalla parte non versata del capitale sottoscritto dai Paesi membri. I prestiti che le banche di sviluppo accordano ai loro membri sono concessi a condizioni affini a quelle di mercato.

A livello mondiale, i principali fondi di sviluppo sono l'Associazione internazionale per lo sviluppo (IDA) e il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (FIDA); a livello regionale, il Fondo asiatico per lo sviluppo (ADF), il Fondo africano per lo sviluppo (FAD) e il Fondo delle operazioni speciali della Banca interamericana per lo sviluppo (FSO). Le principali banche di sviluppo sono la Banca mondiale, la Banca interamericana (IDB), la Banca africana (BAD) e la Banca asiatica (ADB). In due casi, fondo e banca sono una sola e medesima persona giuridica; nel primo si tratta del Fondo e della Banca asiatica per lo sviluppo; nel secondo, della Banca interamericana e del suo Fondo delle operazioni speciali.

La Svizzera è
membro di tutte queste istituzioni, eccettuate: - la Banca mondiale e l'Associazione internazionale per lo sviluppo; - la Banca africana per lo sviluppo, che per il momento comprende soltanto Paesi africani; negoziati sono tuttavia in corso per consentire l'adesione anche a Stati non africani.

La Svizzera partecipa finanziariamente al FIDA, al Fondo delle operazioni speciali della Banca interamericana, al FAD e all'ADF. Questa partecipazione avviene in. virtù del credito quadro stanziato per la cooperazione tecnica e l'aiuto finanziario, dunque, a contare dal 1 ° luglio 1978, in virtù del credito di 735 milioni di franchi 4). Per la nostra partecipazione al capitale " DF del 21 giugno 1978.

837

delle banche regionali vi proponiamo uno speciale credito quadro poiché i 300 milioni di franchi saranno impiegati principalmente come garanzia a lungo termine, ossia per la durata degli impegni derivanti dalla nostra partecipazione alle banche.

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Oggetto del messaggio

Vi proponiamo di stanziare per almeno 4 anni -- dal 1° ottobre 1979 al 30 settembre 1983 -- un credito quadro che consenta al nostro Paese di partecipare all'aumento del capitale delle banche regionali per lo sviluppo di cui la Svizzera è già partecipe -- Banca interamericana (IDB) e Banca asiatica (ADE) -- e di sottoscrivere il capitale della Banca africana per lo sviluppo (BAD), al momento della nostra adesione. I negoziati per consentire l'adesione alla BAD anche a Paesi non africani, e dunque anche alla Svizzera, sono già in corso e dovrebbero prossimamente concludersi. L'accordo d'adesione alla Banca africana per lo sviluppo sarà sottoposto all'approvazione delle Camere federali, corredato di un decreto federale sottostante a referendum facoltativo giusta l'articolo 89 capoverso 3 lettera b della Costituzione federale.

Secondo le previsioni oggi possibili, il credito quadro sarà impiegato come segue: Banca

Operazioni

IDB

4a ricostituzione, aumento addizionale (1976) 5a ricostituzione (1979) . . . .

6a ricostituzione (1983) 3a ricostituzione (1982) . .

l a ricostituzione (1980/81, adesione) . .

2,9 45,5 50,0 90,0 110,0

3,2 4,0 90 27,5

Totale

298,4

43.7

IDB IDB ADB BAD

Quota della Svizzera

Di cui, versamenti effettivi

In milioni di franchi (con un corso del cambio di fr. 1,70 per dollaro).

Se i negoziati per l'adesione della Svizzera alla Banca africana per lo sviluppo non potessero concludersi entro il termine originariamente previsto o se l'adesione non dovesse giungere in porto, la parte del credito quadro riservata a tal fine sarebbe impiegata per i futuri aumenti di capitale della Banca interamericana e di quella asiatica. La durata del credito quadro sarebbe corrispondentemente prorogata.

Si tratta del primo credito quadro di questo tipo. Nel passato, infatti, siffatte decisioni spettavano in ogni caso all'Assemblea federale. La situazione è cambiata il 1° luglio 1977 con l'entrata in vigore della legge federale sulla cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario internazionali (DF del 10 838

marzo 1976). Secondo l'articolo 9 capoverso 1 della legge, i fondi necessari al finanziamento della cooperazione allo sviluppo sono stanziati in forma di crediti quadro pluriennali. Tali crediti sono necessari per l'insieme degli impegni della Confederazione, che si tratti di garanzie o di versamenti effettivi 5 >.

2

Compiti e attività delle banche regionali di sviluppo

Le banche regionali di sviluppo si prefiggono di finanziare lo sviluppo economico e sociale dei Paesi delle loro regioni. Assicurando l'attuazione di progetti di importanza regionale, utili simultaneamente a parecchi Paesi, esse contribuiscono parimente al consolidamento economico e all'integrazione della regione come tale. Il carattere regionale delle banche risulta inoltre dal fatto che gli stessi Paesi della regione contribuiscono in gran parte alla costituzione del capitale delle banche e ne assumono in comune la responsabilità dell'amministrazione. Rafforzando la convinzione dei Paesi in sviluppo d'essere essi stessi responsabili del loro sviluppo e di quello della loro regione, le banche regionali ci sembrano fornire uno dei più importanti contributi al processo di sviluppo del Terzo mondo.

L'importanza delle banche di sviluppo traspare parimente nell'ambito della cooperazione tra Paesi emergenti e Paesi industrializzati. Quest'ultimi partecipano ampiamente alla formazione del capitale delle banche, le quali sono così un importante punto di contatto nel processo di cooperazione allo sviluppo e del trasferimento di risorse tra il nord ed il sud. In certi casi, esse finanziano pure progetti di sviluppo con aspetti rilevanti per gli Stati industrializzati, per esempio progetti nel campo della produzione di materie prime o in quello dello sviluppo di nuove fonti energetiche. I compiti delle banche vanno dunque considerati nella prospettiva del processo di sviluppo e dell'interdipendenza di tutti i Paesi che partecipano all'economia mondiale. In questi ultimi anni, le banche regionali sono dunque divenute un centro importante di discussione per i problemi della politica di sviluppo.

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Ruolo delle banche regionali nell'ambito del finanziamento dello sviluppo

La funzione «bancaria» delle banche regionali, quella cioè di reperire, sui mercati dei capitali, fondi da prestare a Paesi emergenti per il finanziamento di progetti e programmi di sviluppo, è importante per tre diversi motivi: - l'aiuto pubblico allo sviluppo è di gran lunga insufficiente per sopperire ai bisogni finanziari dei Paesi emergenti; - gli afflussi privati in forma di mutui diretti (prestiti reperiti sui mercati finanziari o mutui bancari) si dirigono verso un numero ristretto di Paesi relativamente sviluppati; - gli afflussi privati in forma di investimenti privati si dirigono verso settori di provata redditività.

5)

Cfr. articolo 23 capoverso 3 della legge federale del 18 dicembre 1968 concernente la gestione finanziaria della Confederazione.

839

In tali condizioni, le banche di sviluppo, in particolare quelle regionali, hanno una funzione specifica; esse sono infatti in grado, grazie alle garanzie loro concesse dagli Stati membri, di procurarsi fondi sui mercati dei capitali; questi fondi sono in seguito messi a disposizione dei Paesi emergenti per l'attuazione di loro progetti, a condizioni di mutuo che, segnatamente per quanto concerne la durata, sono più favorevoli di quelle concesse attingendo direttamente al mercato dei capitali.

Cerchiamo ora di situare l'apporto finanziario delle banche di sviluppo nell' insieme dei flussi finanziari a destinazione dei Paesi emergenti.

Nel 1977, i Paesi emergenti non produttori di petrolio avevano beneficiato di un apporto finanziario netto totale di circa 56,9 miliardi di dollari così ripartito: Flussi netti di capitali a destinazione dei Paesi emergenti non produttori di petrolio (1977) in miliardi di dollari

  1. Aiuto pubblico allo sviluppo di cui a) Aiuto bilaterale dei Paesi membri del Comitato per l'aiuto allo sviluppo (CAS) dell'OCSE b) Organismi multilaterali (cooperazione tecnica multilaterale e Fondi di sviluppo) e) OPEP aiuto bilaterale d) Paesi ad economia pianificata 2. Trasferimenti di capitali a condizioni affini a quelle di mercato di cui a) Contributi bilaterali dei Paesi del CAS eccettuati gli aiuti pubblici e i fondi bancari (prestiti reperiti sui mercati finanziari, crediti d'esportazione, investimenti privati ecc.)
  2. Organismi multilaterali (banche di sviluppo) e) OPEP aiuto bilaterale d) Settore bancario internazionale 3. Doni delle organizzazioni private Totale

19,2

9,8 4,9 3,8 0,7 36,2

18,7 3,0 0,9 13,6 1,5 56,9

Fonte: Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE):

«Coopération pour le Développement - Examen 1978».

Nel 1977, i mutui accordati a condizioni affini a quelle di mercato da tutti gli organismi bilaterali sono stati di 4 110 milioni di dollari per i pagamenti lordi e di 3 100 milioni di dollari per i pagamenti netti, ripartiti come segue: 840

Crediti accordati dagli organismi multilaterali a condizioni affini a quelle di mercato, 1977 (in milioni di dollari) Pagamenti lordi

Pagamenti netti (dedotti i rimborsi)

Banca mondiale Banca interamericana per lo sviluppo .

Banca asiatica p e r lo sviluppo . . . .

Banca africana per lo sviluppo . . .

Altri (OPEP ecc.)

2540 552 272 73 673

1 833 338 225 66 638

Totale .

4110

3100 D

3520

2728

.

. .

1976 (per confronto)

Fonte: OCSE «Coopération pour le développement - Examen 1978».

11

L'ammontare dei pagamenti netti è leggermente più alto di quello indicato nel numero 2 b) della tabella precedente (3,1 miliardi invece di 3,0 miliardi) poiché include i versamenti a Paesi in sviluppo esportatori di petrolio.

Come già indicato, solo un piccolo numero di Paesi emergenti è in grado di accedere a fonti private di capitali per garantire il finanziamento a medio e lungo termine dei progetti di sviluppo. È il caso in particolare per le emissioni d'obbligazioni. La maggior parte di questi Paesi non ha infatti la possibilità di procedere a tali emissioni sia a causa dell'apprezzamento della loro solvibilità da parte delle cerehie finanziarie, sia a causa della loro carente esperienza quanto all'accesso a queste fonti di finanziamento. Fra i Paesi che hanno la possibilità di reperire capitali sul mercato internazionale vi sono in primo luogo quelli di media capacità finanziaria -- i più attivi sono stati il Messico e il Brasile -- nonché Paesi di forte capacità finanziaria.

Nel 1977, soltanto 15 Paesi emergenti non produttori di petrolio hanno potuto ricorrere a questo modo di finanziamento (cfr. allegato 1).

Per quanto concerne i mutui internazionali a medio termine delle banche private, i versamenti netti globali ai Paesi in sviluppo sono stati, nel 1977, di 17,8 miliardi di dollari, di cui 13,6 miliardi a Paesi non membri dell' OPEP. Un quarto di quest'ultima somma corrisponde ai prestiti assunti dai Paesi di capacità finanziaria media inferiore e il 41 per cento a quelli dei Paesi di capacità finanziaria media superiore. La quota dei Paesi con reddito più elevato è stata del 29 per cento e quella dei Paesi finanziariamente deboli soltanto del 4 per cento.

841

Mutui del settore bancario internazionale privato ai Paesi emergenti non membri dell'OPEP nel 1977 (in milioni di dollari; per i particolari cfr. allegato 2) Paesi con reddito medio per abitante inferiore a 400 $

da 400 a 1000 $

da 1000 a 2500 $

oltre 2500 $

498 (3,7%)

3 572 (26,2%)

5 570 (40,9%)

3 982 (29,2%)

I mutui concessi a condizioni affini a quelle di mercato si ripartiscono nel modo seguente: Mutui accordati dalle banche di sviluppo nel 1977 a condizioni affini a quelle di mercato (impegni in milioni di dollari) Paesi con reddito medio per abitante

Banca

ADB IDB BAD BIRD

. . . .

. . . .

. . . .

Totale .

22 221

. . .

inferiore a 400 $

da 400 a 1000 $

204,0 15,7 77,76 3528,5

390,15 581,88 64,62 3 234,2

1 456,7

529,5

3555,96 (32,4%)

4 270,85 (38,9%)

2614,88 (23,8%)

529,5 (4,9%)

da 1000 a 2500 $ oltre 2500 $

20,5 1 137,68

Attività delle banche

Esecuzione dei progetti

L'attività delle banche di sviluppo in materia creditizia è parimente caratterizzata dal fatto ch'esse finanziano concreti progetti d'investimento approfonditamente analizzati o programmi di sviluppo chiaramente definiti. Le banche, in quanto istituti di finanziamento, sono direttamente interessate all'investimento più razionale possibile dei mezzi da loro messi a disposizione. Per la realizzazione di un progetto, la loro cooperazione non si restringe dunque al finanziamento ma si estende anche a diversi servizi durante le varie fasi d'attuazione. La realizzazione di un progetto si svolge infatti in diverse fasi, il cosiddetto «ciclo del progetto»: identificazione, preparazione, valutazione, negoziazione, esecuzione, controllo e verifica.

L'identificazione del progetto avviene in cooperazione tra la banca e il Paese mutuatario. Il progetto dovrà corrispondere da un lato agli scopi dello sviluppo e alle priorità settoriali del Paese e d'altro lato soddisfare alle esigenze della banca. Una prima valutazione deve dimostrare che il progetto

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può essere realizzato sia dall'aspetto tecnico sia da quello istituzionale. La scelta dei progetti è preceduta da studi approfonditi dei dati e delle prospettive di sviluppo economico e sociale del Paese, nell'ambito dunque di programmi allestiti per singoli Paesi.

La seconda fase, quella di preparazione, si estende normalmente sull'arco di uno a due anni e si svolge in stretta collaborazione tra la banca e le autorità del Paese interessato. L'avanzamento dei lavori dipende qui dalle capacità, dalle conoscenze e dalle esperienze del Paese beneficiario, nonché dalle esigenze particolari dell'esecuzione del progetto. La preparazione comprende un'analisi minuta di tutti gli aspetti tecnici, economici e finanziari, sociali e istituzionali del progetto. Dato che l'organismo mutuatario del Paese in sviluppo non è spesso in grado di procedere lui stesso ad un'analisi di questo tipo, non è raro che le banche accordino già in questa fase un'assistenza tecnica, mettendo a disposizione propri periti o consulenti incaricati di esaminare l'attuabilità, di procedere a una pianificazione particolareggiata e di eseguire analisi finanziarie.

La terza fase comincia quando gli studi sono progrediti a tal punto da poter dar forma concreta al progetto, il quale è allora valutato approfonditamente da specialisti della banca. L'esame si estende all'attuabilità tecnica, al quadro istituzionale nonché all'analisi economica, sociale e finanziaria. Questa valutazione, di completa responsabilità della banca, mette il punto finale ai lavori di preparazione.

Nel corso dei negoziati la banca e il mutuatario discutono l'ammontare e le modalità del prestito al fine di assicurare il buon esito del progetto. Le condizioni del mutuo sono poi sottoposte per approvazione, con tutti i documenti del progetto, al Consiglio d'amministrazione della banca, in cui sono rappresentati tutti gli Stati membri. Questa approvazione da via libera all' esecuzione del progetto.

La quinta fase comprende l'esecuzione del progetto nonché il controllo da parte della banca. L'esecuzione avviene sotto la responsabilità del beneficiario. Questi bandisce un concorso per le opere necessarie all'esecuzione del progetto e sceglie i fornitori in collaborazione con la banca, secondo le procedure e le condizioni da essa stabilité, per esempio quella di permettere, a tutte le imprese dei Paesi membri di partecipare al concorso. La descri-, zione dei progetti è pubblica nei giornali più importanti e nelle riviste specializzate, nonché trasmessa ai rappresentanti dei Paesi membri della banca, in modo da garantire la massima diffusione possibile. L'accettazione o il rifiuto di un'offerta dipende non solo dal prezzo ma anche dalla qualità, dai termini di fornitura, dai servizi postvendita e dall'esperienza dell'impresa in materia di progetti di sviluppo. In caso di appalti internazionali, il Paese mutuatario deve subordinare l'accettazione di un'offerta all' approvazione della banca. La sorveglianza generale esercitata dalla banca sull'andamento dei lavori è garantita dalla presentazione di rapporti periodici da parte del Paese mutuatario nonché da missioni di supervisione svolte dal personale della banca. Le banche non fanno versamenti forfettari ma si limitano a pagare le fatture per i beni forniti o i servizi effettivamente prestati.

843

Terminata la realizzazione del progetto, comincia la sesta ed ultima fase, quella della verifica. Essa non si restringe a valutare il modo in cui il progetto è stato eseguito ma deve anche stabilire un raffronto tra i risultati prefissi e quelli effettivamente ottenuti.

222

Modalità di finanziamento

Le banche di sviluppo accordano i mutui a condizioni affini a quelle di mercato (interesse, durata, termine d'attesa), ossia a condizioni che, pur più severe di quelle dell'aiuto pubblico allo sviluppo, in particolare dei Fondi di sviluppo, sono generalmente più favorevoli di quelle ottenibili sul mercato finanziario, ammesso che i Paesi interessati vi possano accedere.

Queste condizioni relativamente favorevoli sono principalmente dovute a due fattori. Mentre il capitale non versato, ma richiamabile, costituisce una garanzia che consente alle banche regionali di contrarre prestiti a condizioni favorevoli sul mercato privato dei capitali, il capitale versato permette di ridurre il costo medio dei fondi della banca.

I vantaggi che le banche ottengono in tal modo possono essere trasferiti ai Paesi in sviluppo in forma di saggi d'interesse favorevoli ma soprattutto in forma di migliori condizioni quanto alla durata e ai periodi d'attesa dei mutui accordati. La prassi delle banche consiste nell'adattare la durata dei mutui e il termine d'attesa al ciclo del progetto e alla redditività degli investimenti.

La durata dei prestiti varia secondo gli investimenti e può essere di 10 a 30 anni, con termini di attesa di 2 a 7 anni. I saggi d'interesse, che ammontano presentemente a circa il 7-8 per cento, più qualche modica provvigione, corrispondono alla media dei costi di mobilitazione del capitale sui diversi mercati finanziari.

223

II cofinanziamento in quanto fonte suppletiva di fondi per le banche regionali di sviluppo

Le banche di sviluppo fanno viepiù ricorso ad una nuova fonte di finanziamento che si aggiunge a quella diretta dei contributi, dei versamenti sul capitale e dei prestiti. Nel processo di finanziamento si inseriscono infatti altre fonti che possono essere costituite da organizzazioni internazionali, da Paesi e persino da privati i quali, per mezzo delle banche di sviluppo, stanziano fondi sia per l'esecuzione di progetti di sviluppo sia per la fornitura di assistenza tecnica ai Paesi emergenti.

Questa procedura di cofinanziamento è assai vantaggiosa per tutti i partecipanti. Le fonti di finanziamento possono profittare dell'esperienza delle banche in materia di cooperazione allo sviluppo, nonché della loro funzione di vigilanza e garanzia. Dal canto loro, i Paesi emergenti ricevono fondi che altrimenti sarebbero loro preclusi o che in ogni caso non otterrebbero a condizioni sì favorevoli. Questa forma di finanziamento permette 844

d'altronde di attuare progetti più importanti grazie ai fondi raccolti dalle banche di sviluppo. Alle banche, il cofinanziamento consente di svolgere la loro funzione promotrice dello sviluppo regionale anche qualora non abbiano sufficienti mezzi propri a tal fine.

Il cofinanziamento può assumere la forma di un finanziamento congiunto; in questo caso, i crediti di tutte le fonti di finanziamento sono riuniti in un solo Fondo che servirà al pagamento di tutti i beni e di tutti i servizi connessi con il progetto. La Svizzera, insieme con l'Associazione internazionale per lo sviluppo, la Banca asiatica e diversi donatori bilaterali (Repubblica federale di Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Iran), ha partecipato in tal modo al finanziamento di un'officina di ingrasso nel Bangladesh. A tal fine, nel 1975 avevate stanziato un credito di 20 milioni di franchi 6).

Quando il finanziamento di un progetto globale è suddiviso in più parti ciascuna finanziata esclusivamente da una fonte di finanziamento si parla di finanziamento parallelo. Menzioniamo ad esempio il progetto di sviluppo rurale nell'Alto Volta cui la Svizzera, accanto all'IDA, al Fondo africano per lo sviluppo e al Canada, ha partecipato con un dono d'aiuto finanziario di 9,55 milioni di franchi 7 ) .

23 231

La Svizzera e le banche regionali di sviluppo Politica svizzera di cooperazione allo sviluppo e partecipazione alle banche regionali di sviluppo

Nel numero 121 abbiamo menzionato i motivi di carattere generale in favore della cooperazione multilaterale allo sviluppo. La nostra partecipazione alle banche regionali di sviluppo è giustificata da un certo numero d'altri motivi che indicano chiaramente la conformità di questa partecipazione alle priorità della politica svizzera di cooperazione allo sviluppo.

Insistendo sugli aspetti finanziari della funzione delle banche regionali, non vogliamo affatto misconoscere gli altri problemi dello sviluppo; e di questa problematica ne sono d'altronde coscienti anche le banche regionali. Né il solo finanziamento né la sola crescita economica è condizione sufficiente per consentire uno sviluppo nel senso da noi compreso, uno sviluppo cioè che consenta al maggior numero di Paesi emergenti e in particolare alla parte più povera della loro popolazione di meglio soddisfare i suoi bisogni essenziali. Altri provvedimenti sono necessari, in particolare riforme sociali, misure d'adattamento a livello tecnico, sistemazione delle strutture commerciali e economiche ecc. Fonti finanziarie esterne possono contribuirvi o completarli: parecchi investimenti sono necessari in particolare per l'infrastruttura, l'irrigazione, i trasporti e la " DF del 3 ottobre 1975, FF 1975 II 1490.

'> DF del 20 giugno 1977, FF 1977 II 993.

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-

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produzione energetica, segnatamente per migliorare la redditività agricola e creare nuovi posti di lavoro.

Le banche regionali di sviluppo sono uno strumento particolarmente utile poiché aiutano i Paesi emergenti a formulare, preparare e eseguire i progetti. Un grande ostacolo allo sviluppo di parecchi Paesi poveri è proprio costituito dal fatto ch'essi non dispongono di strutture amministrative e tecniche sufficienti per gestire i necessari programmi di sviluppo; si pensi per esempio alla difficoltà di procurarsi i beni e i servizi necessari all' attuazione di certi programmi.

Le banche di sviluppo sono un luogo di incontro privilegiato per i Paesi di una regione, uno strumento che consente loro di consolidare la propria autonomia a livello regionale. Da parte nostra, è nel nostro interesse politico ch'essi possano cooperare tra di loro e con i Paesi industrializzati per risolvere un certo numero di comuni problemi economici e tecnici. Nell' ambito delle banche regionali, i Paesi membri possono scambiarsi le rispettive esperienze in materia di politica di sviluppo, nonché di attuazione di programmi e progetti settoriali.

Abbiamo per altro costatato che le tre banche di sviluppo di cui qui ci occupiamo concentrano sempre più la loro attività proprio in quei campi che sono divenuti prioritari anche nell'ambito delle discussioni internazionali sulla cooperazione allo sviluppo. Come facciamo noi con l'aiuto bilaterale, le banche regionali mettono sempre più l'accento sullo sviluppo rurale, su una più attiva partecipazione dei gruppi di popolazione più sfavoriti al processo di produzione del Paese e sulla ripartizione più equa dei redditi. I Paesi emergenti che ne sono membri tendono nondimeno a limitare il campo d'attività delle banche regionali ai settori in cui si giustifica un finanziamento in forma di mutuo a condizioni finanziarie relativamente favorevoli, ossia, prioritariamente, agli investimenti nel campo dell' infrastruttura economica e sociale. Il contributo specifico di queste banche deve essere dunque esaminato nell'insieme delle misure promozionali dello sviluppo nei Paesi beneficiari.

Le banche regionali di sviluppo offrono un altro apprezzabile vantaggio ai Paesi emergenti: esse consentono loro infatti di acquistare a condizioni particolarmente favorevoli, quanto a prezzo e qualità, i beni e i servizi necessari ai progetti da esse finanziati, in conformità del principio generalmente applicato dell'«acquisto non vincolato»; gli acquisti avvengono mediante appalti internazionali al miglior offerente, indipendentemente dal fatto che questi risieda in un Paese in sviluppo o in un Paese sviluppato membro dell'istituzione. L'acquisto non vincolato ha pure il vantaggio che i Paesi emergenti possono beneficiare delle ordinazioni e pertanto partecipare all'esportazione di beni e servizi per progetti e programmi eseguiti in altri Paesi in sviluppo.

I Paesi membri, industrializzati e no, determinano in comune la politica delle banche regionali. La gestione comune da parte degli uni e degli altri rappresenta a livello politico un'assai apprezzabile occasione di cooperare. I nostri rappresentanti sono così in grado di far valere le opzioni fondamentali della nostra politica di cooperazione allo sviluppo; d'altronde, l'opera considerevole e l'esperienza degli staff e del personale di

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queste banche in materia di elaborazione di progetti non possono non servire alla nostra cooperazione bilaterale, segnatamente nel campo dell' aiuto finanziario.

232

Banche regionali di sviluppo ed economia svizzera

Le banche regionali di sviluppo hanno stretti legami con l'economia svizzera, segnatamente per quanto concerne l'accesso al mercato svizzero dei capitali e le aggiudicazioni internazionali.

Già solo la Banca interamericana e la Banca asiatica per lo sviluppo hanno finora ottenuto 1,4 miliardi di franchi circa sul mercato svizzero dei capitali, il quale rappresenta così una delle più importanti fonti finanziarie per queste istituzioni.

Le imprese svizzere di beni o di servizi sono riuscite finora ad aggiudicarsi parecchi contratti inerenti ad appalti internazionali per progetti finanziati dalle diverse banche regionali di sviluppo. Presentemente, la somma globale di queste commesse per le tre banche regionali ammonta ad oltre 80 milioni di dollari. Essa aumenterà a mano a mano che si svilupperanno le operazioni di queste istituzioni e nella misura in cui le nostre imprese sapranno meglio sfruttare le possibilità offerte. Questi contratti consentono spesso alle imprese di giungere a nuovi mercati, con possibili effetti secondari particolarmente auspicabili, soprattutto quando le attività sui mercati tradizionali tendono ad allentarsi.

3 31 311

Misure previste Banca interamericana per lò sviluppo (IDB) Struttura e attività

La struttura e gli statuti della Banca interamericana per lo sviluppo (IDB) vi sono già stati esposti nei particolari nel 1975, quando vi avevamo presentato la proposta d'adesione del nostro Paese 8'. Qui allegati troverete per altro i principali dati inerenti alla banca (allegato 3). Ci restringeremo dunque a ricordare alcuni fatti importanti.

Fino al 1976, all'IDB partecipavano soltanto i Paesi latino-americani, gli Stati Uniti ed il Canada. Nel 1976 e nel 1977, la Banca approvava l'adesione di 15 Paesi non regionali, fra cui la Svizzera. Divenendo membri della Banca, i Paesi non regionali hanno esteso la dimensione multilaterale dei rapporti, numerosi e complessi, ch'essi avevano con l'America Latina.

Presentemente, la Banca comprende 41 membri, di cui 26 Paesi regionali e 15 non regionali. Il carattere regionale dell'IDB è assai spiccato, come dimostrato dalla tabella seguente che riassume i diversi diritti di voto alla fine del 1978: 8

> FF 1975 II 505

847

Paesi regionali:

Paesi emergenti Canada Stau Uniti

Paesi non regionali:

56,17% 4,74% 34,91% 4,18%

Circa la metà dei prestiti totali forniti dall'IDB sono stati accordati a condizioni affini a quelle di mercato (mutui or dinari sulle riserve di capitale) e l'altra metà a condizioni di favore (mutui speciali attinti al «Fondo delle operazioni speciali»). La banca ha progressivamente concentrato i suoi mutui speciali sui Paesi meno sviluppati della regione.

Con il passar degli anni, l'IDB ha prestato particolare attenzione all'aspetto sociale delle sue operazioni. Tra il 1975 e il 1977, essa ha accordato il 40 per cento dei suoi prestiti per garantire il finanziamento di progetti nell' agricoltura, nelle pescherie e nell'infrastruttura sociale. Accento particolare è stato messo sui progetti di cui beneficiano gli strati più poveri della popolazione e sui progetti implicanti la creazione di nuovi impieghi. È stato elaborato un programma speciale per sviluppare piccoli progetti di carattere sociale.

L'IDB ha compiuto uno sforzo particolare per aumentare la capacità di assorbimento dei Paesi emergenti della regione e la collaborazione tra di essi. Tra il 1961 ela prima metà del 1978, essa ha accordato in totale 204 milioni di dollari per il finanziamento di progetti di cooperazione tecnica.

312

Relazioni tra la Svizzera e l'IDB

Nel 1976, la Svizzera ha sottoscritto a titolo d'adesione 13,75 milioni di dollari, di cui un sesto è stato versato e gli altri cinque trattenuti come quota richiamabile. Inoltre, il nostro Paese ha fornito un contributo di 13,75 milioni di dollari al Fondo delle operazioni speciali.

Per effetto della sua sottoscrizione, la Svizzera dispone in seno all'IDB di un diritto di voto rappresentante lo 0,13 per cento dei voti dell'insieme dei Paesi membri e il 3,16 per cento dei voti dell'insieme dei Paesi non regionali. Se queste proporzioni possono sembrare assai modeste, occorre ricordare che l'insieme dei Paesi non regionali dispone presentemente soltanto di una debole percentuale (4,18%) dell'insieme dei voti. La quota modesta di questi Paesi è spiegata dalla volontà di salvaguardare il carattere regionale dell'istituzione.

Nel Consiglio di amministrazione, la Svizzera fa parte di un gruppo di voto comprendente il Giappone, la Spagna, la Francia, l'Austria, la Jugoslavia e Israele. Le funzioni d'amministratore e di amministratore supplente sottostanno ad un sistema di rotazione. Presentemente, il posto di amministratore è occupato dal Giappone e quello di supplente dalla Spagna. A partire dal luglio 1979, il primo posto spetterà alla Spagna, mentre la Svizzera disporrà del secondo.

Dopo il 1966, l'TDB ha contratto 12 prestiti in Svizzera, di cui 10 obbliga zionari. Alla fine del 1978, il loro totale era di 935 milioni di franchi. Oc848

corre sottolineare che la Svizzera rappresenta oggi la seconda fonte finanziaria per la Banca. Questo fatto dimostra concretamente l'importanza del mercato svizzero dei capitali per i Paesi emergenti.

Prima dell'adesione svizzera alla Banca, le imprese del nostro Paese avevano già il diritto di partecipare agli appalti internazionali per progetti finanziati con i fondi ordinari dell'IDB. Questo diritto era loro riconosciuto in virtù del fatto che la Banca faceva periodicamente appello al mercato svizzero dei capitali. Dopo l'adesione del nostro Paese, le imprese svizzere possono partecipare a tutti gli appalti internazionali per progetti che beneficiano di un finanziamento della Banca, che si tratti di fondi ordinari o di fondi speciali. Alla fine del 1977, i contratti di beni o di servizi ottenuti dalla Svizzera in appalto dall'IDB rappresentavano in totale una somma di 50 milioni di dollari. È questo un risultato assai apprezzabile se paragonato a quelli ottenuti da altri Paesi.

313 313.1

Le singole misure Aumento suppletivo del capitale richiamabile

II 1° giugno 1976, l'Assemblea dei governatori decideva, nell'ambito della IV ricostituzione dei fondi, di aumentare di 4 miliardi di dollari il capitale autorizzato della banca. Apparve in seguito che l'ammontare dei fondi cosi ottenuti non permetteva di finanziare il programma di mutui in monete liberamente convertibili per il periodo della ricostituzione. Per questo motivo, nel 1978 l'Assemblea dei governatori decideva di procedere ad un aumento suppletivo di 1,3 miliardi di dollari del capitale richiamabile.

Nell'ambito di questo aumento suppletivo, la partecipazione della Svizzera è di 1 713 008 dollari. Nel presente credito quadro abbiamo incluso a tal fine 2,9 milioni di franchi. Questo contributo al capitale di garanzia della Banca non dovrà però essere effettivamente versato.

313.2

Quinta ricostituzione delle risorse

In termini di crescita economica globale, i progressi realizzati dall'America Latina nel corso degli ultimi anni sono stati assai apprezzabili. Questo bilancio ha tuttavia due punti deboli particolari.

Avantutto, nella maggior parte dei Paesi il processo di sviluppo è stato assai diverso, non solo da una regione all'altra ma anche da un gruppo all'altro della popolazione. Secondo le valutazioni della Commissione economica delle Nazioni Unite per l'America Latina, più di 100 milioni di persone (quasi un terzo della popolazione dell'America Latina) vivono in condizioni di estrema povertà. I problemi sociali della regione sono inoltre complicati dal fatto che la popolazione attiva raddoppierà probabilmente tra il 1975 e il 2000 per giungere a circa 200 milioni di anime.

D'altra parte, le relazioni economiche esterne della maggior parte dei Paesi latino-americani sono caratterizzate da una certa fragilità. Contrariamente 56

Foglio federale 1979, Voi. I

g49

alle esportazioni, le importazioni sono aumentate ad un ritmo superiore a quello del prodotto nazionale lordo. Da anni ne è risultato un progressivo disavanzo della bilancia dei pagamenti che ha così comportato anche un aumento degli oneri del servizio del debito.

Tenuto conto dei bisogni economici e sociali dell'America Latina, si è deciso di situare tra il 5 e il 7 per cento annui, in termini reali, l'aliquota di crescita del programma di mutui dell'IDB per la quinta ricostituzione (197982), conformemente al tasso di crescita anteriore delle operazioni della Banca (7% annuo in media).

Per quanto riguarda la ripartizione settoriale dei mutui, la Banca si sforza in generale di rimediare agli squilibri di sviluppo cui abbiamo accennato.

Presentemente, questa ripartizione è la seguente: - 50 per cento per progetti di cui sono direttamente beneficiari i ceti meno abbienti, principalmente i progetti incentrati sulla creazione di impieghi produttivi nelle zone rurali e urbane; - 20-25 per cento per progetti che, stimolando le esportazioni o sostituendosi ad esse, permettono di ridurre l'onere del servizio del debito e di consolidare l'economia esterna del Paese; - 20-25 per cento per il finanziamento di progetti nel settore energetico; - 5-10 per cento per progetti in altri campi.

I negoziati inerenti alla quinta ricostituzione hanno consentito un'intesa per un importo globale di 9,75 milioni di dollari (capitale della Banca e Fondo delle operazioni speciali). L'aumento del capitale, destinato a finanziare le operazioni ordinarie, è di 8 miliardi di dollari, di cui 0,6 miliardi (7,5%) da versare.

La ripartizione degli oneri derivante da questo aumento del capitale avverrà nel modo seguente: Stati Uniti, 34,50 per cento; Canada, 3,89 per cento; Paesi dell'America Latina, 50,61 per cento; Paesi non regionali, 11 per cento.

Tra il momento della loro adesione e l'inizio dei negoziati per la quinta ricostituzione, i 15 Paesi non regionali si sono resi conto della necessità di consolidare la loro posizione all'interno della Banca. Con l'accordo dei Paesi regionali, si è dunque deciso che i Paesi non regionali devono assumersi l'il per cento dell'aumento del capitale, permettendo così di aumentare dal 4,18 al 7,16 per cento la percentuale complessiva dei loro voti.

II contributo della Svizzera all'aumento del capitale, comprendente una quota da versare e una quota richiamabile, sarà addebitato al credito quadro di cui vi proponiamo l'approvazione. L'ammontare totale del contributo è di 26780820 dollari; la quota da versare, di 1 908561,50 dollari. Questo contributo dovrà essere pagato in franchi svizzeri, secondo il corso del cambio al momento del pagamento delle singole quote annue. Ammettendo un corso del cambio di 1,70 franchi per dollaro, l'importo totale a carico del presente credito quadro sarà di 45,5 milioni di franchi, di cui 3,2 milioni da versare.

Per finanziare le operazioni speciali della Banca, si è deciso che i Paesi membri devono versare al Fondo delle operazioni speciali un contributo 850

totale di 1,75 miliardi di dollari. I singoli contributi saranno versati in 4 rate annue tra il 1979 e il 1982. Il contributo della Svizzera, di 16 milioni di dollari, sarà per sua natura imputato sul credito quadro di 735 milioni di franchi da voi stanziato il 21 giugno 1978 per garantire la continuazione della cooperazione tecnica e dell'aiuto finanziario in favore dei Paesi in sviluppo.

I contributi della Svizzera agli aumenti del capitale della Banca e alle ricostituzioni del Fondo delle operazioni speciali sottostanno ad un sistema di mantenimento del valore. Secondo l'evoluzione dei corsi del cambio, l'applicazione di questo sistema può provocare introiti o spese supplementari, ma sempre per importi limitati.

313.3

Sesta ricostituzione

La sesta ricostituzione concernera verosimilmente il periodo 1983-1986. I pertinenti negoziati avverranno tra il 1981 e il 1982. Il nostro contributo all'aumento del capitale, anch'esso a carico del presente credito quadro, sarà verosimilmente, tenuto conto delle valutazioni oggi possibili, di circa 50 milio di franchi, di cui 4 milioni da versare.

32

Banca asiatica per lo sviluppo (ADB)

321

Struttura e attività

Nel messaggio del 2 giugno 1967 9) concernente l'adesione della Svizzera alla Banca asiatica, e più recentemente nel messaggio del 20 aprile 1977 10) concernente le misure d'aiuto finanziario ai Paesi in sviluppo, vi avevamo già esposto nei particolari gli scopi, le attività e l'importanza dell'ADB. Ci restringeremo dunque qui alle indicazioni indispensabili.

Istituita nel 1966, l'ADB è un'organizzazione regionale di finanziamento dello sviluppo il cui scopo è di sostenere lo sviluppo economico e sociale e la cooperazione nella regione dell'Asia e del Pacifico. Quasi tutti gli Stati dell'Asia e del Pacifico sono oggi membri dell'ADB. Essi detengono il 75 per cento del capitale della Banca -- i Paesi in sviluppo il 45 per cento, il Giappone, l'Australia e la Nuova Zelanda il 30 per cento -- mentre il restante 25 per cento è detenuto da 14 Paesi industrializzati occidentali, fra cui la Svizzera. Gli affari correnti della Banca sono sorvegliati da un Consiglio d'amministrazione permanente presso la sede centrale (Manila), composto di 12 amministratori e di 12 amministratori supplenti.. Ogni Paese membro ha diritto a un seggio in questo organo, sia in permanenza, sia secondo l'importanza della sua partecipazione alla Banca, nell'ambito di un sistema di rotazione periodica. Accanto al capitale ordinario, la Banca dispone parimente di un Fondo di sviluppo costituente la fonte di crediti a condizioni di favore.

0) FF 1967 II 9 "i FF 1977 II 413

851

La somma totale dei mutui per i quali i membri si sono impegnati dopo l'inizio dell'attività nel 1967 è di circa 5,4 miliardi di dollari, di cui il 71 per cento costituito da crediti della Banca e il 29 per cento da crediti del Fondo speciale. Nel 1978, il totale è stato di 1,1 miliardi, ripartito in crediti a condizioni di favore (33%) e in crediti normali (67%). I crediti accordati a condizioni affini a quelle di mercato sono concessi soprattutto ai Paesi regionali il cui sviluppo è relativamente avanzato. La Corea del Sud e le Filippine, con il 20 per cento ciascuno, sono i due maggiori mutuatari; l'Indonesia, la Malesia, la Tailandia e il Pakistan hanno beneficiato ciascuno di circa il 10 per cento. Secondo la struttura e il grado di sviluppo dei Paesi beneficiari, questi capitali sono stati destinati alla produzione d'elettricità (26%), all'industria (25%) e ai trasporti e alle comunicazioni (20%); l'agricoltura segue con il 15 per cento.

Se ci si riferisce alla distribuzione settoriale dell'insieme delle somme mutuate (crediti della Banca e crediti del Fondo speciale) dopo l'inizio delle attività, l'agricoltura è tuttavia al primo posto con circa il 30 per cento (cfr. allegato 4). Ciò è spiegato dal fatto che i crediti del Fondo accordati a condizione di favore si dirigono prioritariamente verso questo settore.

L'assistenza tecnica è un elemento importante nella politica di sviluppo seguita dall'ADB per conseguire i suoi scopi. Alla fine del 1977, complessivamente 35 milioni di dollari erano stati messi a disposizione dei Paesi membri a titolo di assistenza tecnica, per lo più in forma -di doni o di crediti a condizione di favore attìnti al Fondo speciale per l'assistenza tecnica (quasi la metà di questa somma era destinata al finanziamento di progetti agricoli). Questa assistenza ha essenzialmente lo scopo di aiutare i Paesi in sviluppo più poveri ad esaminare e preparare i progetti.

La Banca asiatica per lo sviluppo assume un'altra funzione importante nel campo della cooperazione regionale, segnatamente organizzando corsi di formazione, finanziando progetti e procedendo a studi di portata regionale.

Citiamo ad esempio i due rapporti sulla situazione agricola in Asia del 1968 e del 1976, oggi elementi basilari sia per l'elaborazione dei progetti nei singoli Paesi sia per la sorveglianza della loro esecuzione da parte della Banca.

Da questi rapporti risulta in particolare che, nelle zone rurali della regione, la crescita economica ha senso soltanto se profitta in primo luogo ai piccoli contadini e alle persone che svolgono un'attività agricola a titolo accessorio.

Vi si sottolinea inoltre la necessità di creare impieghi nell'agricoltura per i lavoratori agricoli che non dispongono in proprio di sufficienti mezzi di produzione.

322

Relazioni tra la Svizzera e la Banca asiatica per lo sviluppo

La Svizzera è membro della Banca asiatica per lo sviluppo sin dal 196711'.

Differentemente dalle Banche africana e interamericana per lo sviluppo, l'ADB aveva già previsto nei suoi primi statuti la possibilità di partecipazione di Paesi non regionali.

10

FF 1968 I 15

852

Finora, la Svizzera ha partecipato al capitale dell'ADB con un contributo totale di 142,1 milioni di franchi, di cui 29 milioni effettivamente versati; il saldo di 113,1 milioni è semplicemente richiamabile. L'impegno iniziale della Svizzera, nel 1967, era di 21,6 milioni di franchi. Nel 1972, abbiamo partecipato al primo aumento generale del capitale con 31 milioni di franchi 12). Nel 1977, ci avete autorizzati a sottoscrivere una somma di 56 milioni (di cui 5,6 milioni da versare effettivamente) per il secondo aumento generale del capitale, nonché per l'aumento individuale del capitale di 33,5 milioni (di cui 6,4 da versare).

I contributi della Svizzera agli aumenti del capitale della Banca sottostanno ad un sistema di mantenimento del valore. Secondo l'evoluzione dei corsi del cambio, per la Confederazione l'applicazione di questo sistema può implicare introiti o spese supplementari, ma sempre per somme limitate.

Alla fine del 1978, i prestiti contratti dall'ADB sul mercato svizzero dei capitali ammontavano complessivamente a 450 milioni di franchi, ragion per cui il nostro Paese si trova in quarta posizione dietro gli Stati Uniti, il Giappone e la Repubblica federale di Germania.

I nostri impegni verso il Fondo asiatico per lo sviluppo (ADF) sono attualmente di 90,9 milioni di franchi. Questa somma comprende anche il nostro contributo di circa 48 milioni di franchi alla seconda ricostituzione del capitale dell'ADF (tuttora in corso), prelevato sul credito quadro di 735 milioni 13>.

La Svizzera, la Francia, l'Italia e il Belgio costituiscono insieme un gruppo di voto nel Consiglio d'amministrazione della Banca. In questo gruppo, conformemente all'importanza relativa delle partecipazioni, l'Italia e la Francia nominano a vicenda un amministratore; la Svizzera e il Belgio, un amministratore supplente. Il nostro diritto di voto all'interno della Banca, corrispondente alla nostra partecipazione finanziaria complessiva, è di circa l'I per cento, il che ci pone leggermente al di sopra di Paesi come l'Austria, il Belgio e gli Stati scandinavi (cfr. allegato 4).

323

Terzo aumento del capitale della Banca asiatica nel 1982

Nel 1976, l'ADB aveva deciso di aumentare il suo capitale del 135 per cento tra il 1977 e il 1981, portandolo da 3,70 a 8,71 miliardi di dollari. I versamenti per questo secondo aumento di capitale sono in corso e la Svizzera vi partecipa. Per stabilire l'entità dell'aumento, la Banca si è fondata sui fabbisogni finanziari prevedibili della regione.

Un terzo aumento del capitale è previsto per gli anni 1982-1986. In considerazione dei bisogni crescenti della regione, si può presumere ch'esso avrà grosso modo la stessa entità del secondo. Per questo motivo, nell'ambito del presente credito quadro abbiamo previsto una partecipazione svizzera di circa 90 milioni di franchi, di cui il 10 per cento al massimo da effettivamente versare.

12)

RU 1973 332 "> FF 1978 I 1520

853

33

Banca africana per lo sviluppo (BAD)

331

Struttura e attività

La Banca africana per lo sviluppo, la cui sede è a Abidjan (Costa d'Avorio), è stata fondata nel 1963. Diversamente da altre analoghe istituzioni di finanziamento regionali, ne fanno parte solo Paesi in sviluppo. Presentemente, trattasi di 48 Stati africani (allegato 5).

La Banca ha cominciato la propria attività nell'aprile 1965. Nei primi tempi, si è imbattuta in difficoltà poiché non le è stato possibile far capo ad un numero sufficiente di specialisti africani. Ne è risultato che, per parecchi anni, le prestazioni della Banca sono rimaste al di sotto delle sue possibilità finanziarie. Facendo appello a specialisti messi a disposizione da organizzazioni internazionali e Paesi industrializzati, i problemi organizzativi sono ora stati in parte risolti, segnatamente per quanto concerne l'elaborazione e la direzione dei progetti.

L'evoluzione della BAD è stata nondimeno meno rapida di quella di altre banche regionali; infatti, oltre alle difficoltà organizzative e amministrative, sono apparse anche difficoltà finanziarie viepiù considerevoli. L'assenza di Paesi industrializzati fra i suoi membri ha reso difficile l'accesso ai mercati di capitali occidentali, talché per lungo tempo le sono state precluse importanti fonti di finanziamento. Dopo parecchi tentativi, il Consiglio dei governatori ha finalmente deciso, nella riunione annuale del 1977 a Libreville, di avviare negoziati intesi ad aprire le porte dell'istituzione anche ai Paesi non africani, ritenendo che un aumento considerevole e durevole dei fondi mutuati può essere effettuato soltanto con l'adesione di Paesi membri non regionali. Questi negoziati sono tuttora in corso e la Svizzera vi partecipa (cfr. n. 333).

Poiché i fondi a disposizione della Banca erano insufficienti e le condizioni dei mutui inadeguate alla situazione di parecchi dei Paesi membri più poveri, nel 1973 è stato creato il Fondo africano per lo sviluppo (PAD). Si tratta di un'unità giuridica autonoma in cui sono rappresentati gli Stati africani e gli Stati non regionali. Per l'essenziale, le risorse del FAD provengono da contributi a fondo perso dei Paesi membri occidentali (allegato 6).

Ancorché giuridicamente distinti, la BAD e il FAD formano un'unità amministrativa e hanno scopi complementari. La Banca finanzia mutui a condizioni affini a quelle di mercato in Paesi che dispongono di una capacità d'assorbimento relativamente elevata; il Fondo accorda crediti a condizioni di favore per l'attuazione di progetti nei Paesi più poveri della regione.

Dal 1963, la Banca ha aumentato più volte il suo capitale sociale, che è passato da 250 milioni di dollari a 972 milioni di dollari nel 1977. A quell' epoca, circa 862 milioni di dollari erano stati sottoscritti, di cui il 40 per cento effettivamente versato.

Il numero annuo dei mutui è passato da 1 nel 1967 a 30 nel 1977, ovvero da 2,3 milioni a 154 milioni di dollari.

L'analisi dei mutui accordati tra il 1967 e il 1977 rileva un concentramento degli investimenti (70%) sull'infrastnittura economica: il 30,1 per cento per 854

i trasporti e le comunicazioni e il 39,4 per cento per i servizi pubblici (elettricità, comunicazioni a lunga distanza, approvvigionamento con acqua e canalizzazioni). Questi dati esprimono chiaramente i bisogni ancora considerevoli dell'Africa in vie di comunicazione e servizi essenziali d'infrastruttura. Il 19,1 per cento degli investimenti è stato fatto nel settore industriale e nelle banche di sviluppo nazionali e l'I 1,4 per cento nel settore agricolo (allegato 5).

Il programma di mutui per il 1977 rileva, nel campo dell'infrastnittura, un nuovo aumento in favore dei servizi pubblici (44,6%). Per contro, le quote destinate all'agricoltura (12%), alle banche nazionali di sviluppo e all'industria (17,2%) corrispondono in ampia misura alle medie degli ultimi 11 anni (allegato 5). Nell'ambito del piano quinquennale 1977-1981, la BAD prevede parimente di aumentare gli investimenti in favore dell'agricoltura. Il programma di mutui della BAD deve essere valutato tenendo conto del fatto che il Fondo africano per lo sviluppo accorda la parte più importante dei suoi mutui ad investimenti agricoli (35,5% nel 1977) e, differentemente dalla BAD, concede mutui anche nei settori dell'educazione e della sanità (18,1%).

Segnaliamo parimente la rapida evoluzione delle attività di cofinanziamento della Banca, la quale collabora frequentemente con il Gruppo della Banca mondiale, le istituzioni di finanziamento dei Paesi arabi, la Banca araba per lo sviluppo africano e con altri enti a livello bilaterale. La maggior parte dei progetti così finanziati concernono lo sviluppo rurale.

La Banca africana per lo sviluppo accorda i suoi mutui a condizioni affini a quelle di mercato. I termini di rimborso sono di 12 a 25 anni, compresi i termini d'attesa di 2 a 6 anni. Il saggio d'interesse odierno è del 7 per cento. Vi si aggiungono alcune tasse d'avviamento e spese amministrative.

332

Relazioni della Svizzera con la Banca e il Fondo africani per lo sviluppo

La Svizzera non è ancora membro della Banca africana per lo sviluppo. Essa le ha tuttavia messo a disposizione una somma di 1,7 milioni di franchi per finanziare l'assunzione di quattro periti svizzeri. Questi fondi sono stati addebitati ai crediti quadro per la cooperazione tecnica e l'aiuto finanziario.

Per contro, la Svizzera è membro del Fondo africano per lo sviluppo. La nostra partecipazione è di circa 130 milioni di franchi, di cui 68,9 milioni a titolo di contributo alla seconda ricostituzione del capitale, recentemente conclusa. Questa somma è prelevata sul credito quadro di 735 milioni di franchi stanziati con il decreto federale del 21 giugno 1978. In totale, la Svizzera contribuisce nella misura del 4,5 per cento alle risorse del FAD.

Per altro, nel 1977 il nostro Paese ha versato 2,3 milioni di franchi per studi di progetti (allegato 6).

855

333

Adesione della Svizzera alla Banca africana per lo sviluppo

Come indicato nel numero 122, i negoziati per l'adesione alla Banca di Paesi non regionali sono già in corso e dovrebbero terminare prossimamente. Intendiamo proporvi di approvare l'adesione della Svizzera alla Banca africana per lo sviluppo appena il pertinente accordo sarà stato negoziato.

Nel relativo messaggio vi esporremo i motivi particolari che giustificano questa proposta di adesione, già suffragata per altro dai motivi generali della nostra partecipazione alle banche regionali di sviluppo, quali esposti più sopra nei numeri 121 e 23.

Ci accontenteremo qui di menzionare le implicazioni finanziarie di una partecipazione svizzera al capitale della Banca. In virtù della legge federale sulla cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario internazionali, i mezzi necessari per questa partecipazione devono essere stanziati in forma di credito quadro (cfr. n. 13). Li abbiamo dunque inclusi nel credito quadro oggetto del presente messaggio. Un nostro obbligo nei confronti della Banca africana sorgerà soltanto dopo che avrete approvato l'adesione del nostro Paese. Tale decisione sarà sottoposta al referendum facoltativo giusta l'articolo 89 capoverso 3 lettera b della Costituzione federale.

Per poter contribuire in modo sostanziale al finanziamento dello sviluppo dei Paesi membri, la Banca africana dovrà aumentare di parecchio il volume del suo programma di mutui. Secondo le valutazioni della Banca mondiale e della Banca africana, i bisogni in capitale dei Paesi africani ammonteranno, tra il 1976 e il 1985, a circa 400 miliardi di dollari, di cui circa il 15 per cento dovrà essere coperto con capitali esterni di diversa provenienza.

La realizzazione e dunque il finanziamento del programma di mutui della Banca africana esige un aumento del capitale di circa 5,4 miliardi di dollari, per portarlo così a circa 6,3 miliardi di dollari. È probabile che la partecipazione dei Paesi non regionali al capitale globale sarà fissata a circa 2,1 miliardi di dollari, di cui un quarto da effettivamente versare.

Auspichiamo di partecipare alla Banca africana per lo sviluppo in misura analoga a quella della nostra partecipazione al FAD. Ammettendo un corso dei cambi di 1,70 franchi per dollaro, il contributo della Svizzera, previsto nell'ambito del presente credito quadro, dovrebbe essere di circa 110 milioni di franchi, di cui un quarto, verosimilmente, da effettivamente versare. L'importanza relativamente grande di quest'ultima quota risulta dal fatto che, in una prima fase, la Banca avrà bisogno di fondi d'esercizio supplementari, fintanto cioè che le sue operazioni di ricerca di capitali sui mercati occidentali si saranno effettivamente sviluppate. Fino ad oggi, i Paesi in sviluppo della regione hanno persino già versato una quota pari al 40 per cento del capitale.

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4

Durata e ammontare del credito quadro

Come già detto nell'introduzione, la durata del credito quadro è di almeno quattro anni (dal 1° ottobre 1979 al 30 settembre 1983).

La somma di 300 milioni di franchi corrisponde agli impegni da noi previsti nell'ambito degli aumenti del capitale della Banca interamericana e della Banca asiatica per lo sviluppo e dell'adesione della Svizzera alla Banca africana (cfr. n. 13).

Come già precedentemente indicato, gli impegni derivanti dal credito quadro proposto implicano una spesa effettiva di solo circa il 15 per cento di questi 300 milioni di franchi, ossia circa 45 milioni di franchi da versare sull'arco di 8 anni. L'ammontare versato rappresenta la parte liberata della nostra partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo. Di esso si è tenuto conto nel piano finanziario del 15 marzo 1978, nella misura in cui scade entro il 1981.

Le somme effettivamente necessarie dipenderanno dall'esito dei negoziati internazionali inerenti a queste diverse misure, nonché dall'evoluzione del corso del franco svizzero in rapporto alle valute di riferimento delle banche regionali di sviluppo. Sulla scorta di questi fattori, è possibile che la durata effettiva del credito superi quella minima quadriennale, e sia così di cinque o sei anni. Questo sarebbe in particolare il caso se i negoziati relativi all' adesione dei Paesi non regionali alla Banca africana dovessero richiedere più tempo del previsto. Nel caso in cui, contrariamente alle nostre aspettative, l'adesione non dovesse giungere in porto, la parte del credito quadro riservata a tal fine sarebbe utilizzata per i futuri aumenti del capitale dell' IDB e dell'ADB.

5

Legalità e forma giuridica del decreto federale

// decreto federale concernente la partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo si fonda sull'articolo 9 capoverso 1 della legge federale del 19 marzo 197614) sulla cooperazìone allo sviluppo e l'aiuto umanitario internazionali, la quale prevede che i mezzi necessari al finanziamento della cooperazione allo sviluppo devono essere stanziati in forma di crediti quadro pluriennali. Il credito quadro oggi propostovi, che dovrà durare almeno 4 anni, soddisfa a queste esigenze.

Dato che si tratta di una decisione di carattere meramente finanziario, il credito può essere stanziato con un decreto semplice giusta l'articolo 8 della legge del 23 marzo 1962 15) sui rapporti fra i Consigli. Secondo l'articolo 8 capoverso 2 di questa legge, tale decreto non sottosta al referendum.

"> RS 974.0 15) RS 171.11

857

6

Ripercussioni finanziarie e sull'effettivo del personale

Le ripercussioni finanziarie sono già state menzionate nel capitolo 4. Le spese inerenti al credito quadro si estenderanno su 8 anni e saranno iscritte come crediti di pagamento nei preventivi annuali. Le misure proposte non implicheranno un aumento del personale federale.

7

Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni

L'attuazione del decreto federale proposto incombe esclusivamente alla Confederazione e non impone alcun onere ai Cantoni e ai Comuni.

858

Decreto federale

Disegno

concernente la partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo del

L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l'articolo 9 capoverso 1 della legge federale del 19 marzo 1976 1) sulla cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario internazionali; visto il messaggio del Consiglio federale del 12 marzo 1979 2>, decreta:

Art. l 1 È stanziato un credito quadro di 300 milioni di franchi per la partecipazione al capitale della Banca interamericana per lo sviluppo, della Banca asiatica per lo sviluppo e della Banca africana per lo sviluppo. Esso è accordato per una durata di almeno quattro anni. Il periodo del credito inizia il 1° ottobre 1979.

2 1 crediti annui di pagamento saranno iscritti nel bilancio di previsione.

Art. 2 II presente decreto, che non è d'obbligatorietà generale, non sottosta al referendum.

" RS 974.0 2) FF 1979 I 833

859

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo Allegato 1 Emissioni di obbigazioni estere e internazionali da parte dei Paesi emergenti non produttori di petrolio (In milioni di dollari) Mutuatario

1975

1976

1977

Redditi medi inferiori (400 -1000 $ per abitante nel 1976)

Rep. Corea Malesia Marocco Papuasia-Nuova Guinea Filippine Tunisia

28 25 -

74 10 45 367 49

71 43 28 25 130

16 35 53 24 270 -

193

43 834

90 423 -

128 121 1271 50

245 12 117

350 14 175 244

340 27 154 376

31

34

15

856

2073

3656

Redditi medi superiori (1000 - 2500 $ per abitante nel 1976)

Argentina Brasile Cile Hong-Kong Jugoslavia Messico Portogallo Redditi più elevati (+ di 2500 f per abitante nel 1976)

Israele Panama Singapore Spagna Altri Totale

Fonte: Banca mondiale citata in «OCDE Coopération pour le développement Examen 1978».

860

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo

Allegato 2

Mutui bancali internazionali netti ai Paesi emergenti non produttori di petrolio per livello di reddito (In milioni di dollari)

Reddito debole (- di 400 S nel 1976) Camerun Egitto Indonesia Pakistan Altri

42 175 188 53 40

Totale

498 (3,7%)

Redditi medi inferiori (400 - 1000 $) Bolivia * Columbia Corea R.D.P. .

Costa d'Avorio .

Cuba . .

Rep. Dominicana * Filippine . .

Malesia . . .

Redditi medi superiori (1000- 2500 S) * Argentina * Brasile Cile .

. . . .

Giamaica Jugoslavia * Messico Portogallo * Taiwan Altri . . . .

463 1 247

249 55 728 1 928 226 790 - 116 5 570 (40,1%)

Totale

99 . .

. .

. .

. .

. .

. .

650 73 1 250 130

163 54 305 156 304 167 90 109 22

Redditi più elevati (+ di 2500$) Grecia * Spagna Altri

750 2 518 . . . .

Totale

Totale generale . . .

714 3982 (29,2%) 13622

3572 (26,2%)

Fonte: Banca dei Pagamenti internazionali, citata in «OCDE Coopération pour le développement - Examen 1978».

861

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo

Allegato 3

Banca interamericana per lo sviluppo (IDB) (Stato il 31.12.1977) 1. Anno di fondazione

1959

Inizio dell'attività

1960

2. Paesi membri: Totale Paesi regionali di cui : Paesi emergenti Paesi sviluppati Paesi non regionali di cui : Paesi sviluppati Paesi emergenti

41 26 24 2 15 13 2

3. Organizzazione (a fine 1978): Consiglio dei Governatori Consiglio d'amministrazione di cui : Paesi regionali Paesi non regionali

41 12 10 2

4. Svizzera a. Capitale di cui : parte versata parte richiamabile b. Difitti di voto in rapporto al totale in rapporto ai Paesi non regionali . . .

0,13% 3,16%

e. Contributi al Fondo delle operazioni speciali

37,0 milioni di franchi

d. Contratti derivanti da appalti internazionali

50

milioni di franchi

935 890

milioni di franchi milioni di franchi

e. Prestiti assunti in Svizzera totale sino a fine 1978 di cui : ancora in corso

862

37,1 milioni di franchi 6,2 milioni di franchi 30,9 milioni di franchi

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo 5. Risorse (a fine settembre 1978) Totale del capitale sottoscritto regionale e interregionale di cui : capitale versato capitale richiamabile di cui : capitale ordinario capitale interregionale Totale dei prestiti ricevuti Totale Fondo delle operazioni speciali . .

9,94 miliardi di dollari 1,28 miliardi di dollari 8,66 miliardi di dollari 8,51 miliardi di dollari 1,43 miliardi di dollari 2,56 miliardi di dollari 5,9 miliardi di dollari

6. Personale: a. Sede di Washington di cui : personale professionale . . . .

personale amministrativo . . .

b. Uffici nei Paesi membri

1149 629 520 461

7. Concessione di prestiti a.. Totale di cui: 1975 1976 1977 b. Ripartizione settoriale Settori Direttamente produttivi - Agricoltura - Industria e miniere Infrastruttura economica - Energia - Trasporti e comunicazioni Infrastruttura sociale - Ist. sanitarie - Sviluppo urbano - Educazione Altri - Finanziamento esportaz - Preinvestimenti - Turismo Totale

12 1,4 1,5 1,8

miliardi di dollari miliardi di dollari miliardi di dollari miliardi di dollari

-- Mia. ?

1971-77 %

Mia. ?

%

20 24

2,746 1,939

23 16

0,422 0,153

23 8

2,730 1,768

23 15

0,234 0,031 0,085

13 2 5

1,180 0,538 0,527

10 4 4

0,031 0,021 0,030

2 1 2

0,202 0,190 0,125

2 2 1

1,809

100

-- 0,356 0,446

11,945 100

863

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo

1977

. . ,, , ,, ,, c. Prestiti a Paesi.sfavoriti. .della regione (16) Prestiti ordinari Prestiti a condizioni affini a quelle di mercato Prestiti a condizioni affini a quelle di mercato, in valuta convertibile . . . .

d. Costo dei progetti Prestiti della Banca Contributi latino-americani Costo totale dei progetti

Mio

-$

Totale%)

300

27

414

72

353

93

11,9 miliardi di dollari 34,6 miliardi di dollari 46,5 miliardi di dollari

8. Assistenza tecnica Totale (a metà del 1978) di cui: 1975 1976 1977

204 25 31 44

milioni di milioni di milioni di milioni di

dollari dollari dollari dollari

9. Spese amministrative a. 7977

62

milioni di dollari

b. Percentuale delle spese amministrative in rapporto all'ammontare complessivo del programma annuo di prestiti

3,4%

10. Condizioni dei prestiti a. Prestiti ordinari dell'IDB Saggio d'interesse odierno Termine d'attesa Durata totale dei prestiti b. Prestiti speciali dell'IDB (FSO) i. Condizioni generali: Saggio d'interesse odierno . . . .

Termine d'attesa Durata totale dei prestiti . . . .

864

7,5% In funzione della durata totale del prestito 15 a 25 anni

l a4% 5 a 10 anni 25 a 40 anni

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo ii. Condizioni particolari per i Paesi meno sviluppati e per i Paesi con mercati limitati:

Saggio d'interesse odierno . . . .

Termine d'attesa Durata totale dei prestiti . . . .

11. Diritti di voto (a fine dicembre 1978) I. Paesi regionali

1 a 2% 7 a 10 anni 30 a 40 anni Potere di voto relativo Regionale %

Generale %

  1. Paesi emergenti

Argentina Bahamas Barbados Bolivia Brasile Cile Colombia Costarica Ecuador El Salvador Giamaica Guatemala Guyana Haiti Honduras Messico Nicaragua Panama Paraguay Perù Repubblica Dominicana Trinidad e Tobago Uruguay Venezuela

b. Canada e. Stati Uniti

12,62 0,18 0,17 1,03 12,62 3,47 3,47 0,52 0,69 0,52 0,69 0,69 0,20 0,52 0,52 8,12 0,52 0,52 0,52 1,70 0,69 0,52 1,37 6,77

12,09 0,17 0,16 0,93 12,09 3,33 3,33 0,50 0,66 0,50 0,66 0,66 0,19 0,50 0,50 7,78 0,50 0,50 0,50 1,63 0,66 0,50 1,31 6,48

58,31

56,17

4,94

4,74

36,43

34,91

100,00

57

Foglio federale 1979, Voi. I

865

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo

Potere di voto relativo Regionale

II. Paesi non regionali Austria Belgio Danimarca . . .

Finlandia . . . .

Francia Germania . . . .

Giappone . . . .

Israele Italia Jugoslavia . . . .

Paesi Bassi . . .

Regno Unito . .

Spagna Svezia Svizzera

%

Generale %

1,37 2,91 1,44 1,03 14,58 14,93 14,47 1,49 13,00 1,50 2,26 13,00 13,00 1,83 3,16

0,06 0,12 0,06 0,04 0,61 0,62 0,60 0,06 0,54 0,06 0,09 0,54 0,54 0,08 0,13

100,00

4,18 100,00

866

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo Allegato 4

Banca asiatica per lo sviluppo (ADB) (stato il 31 dicembre 1977) 1. Anno di fondazione

1965

Inizio delle attività ufficiali

1966

2. Paesi membri Totale Paesi regionali di cui : Paesi emergenti Paesi sviluppati Paesi non regionali di cui : Paesi sviluppati

43 29 26 3 14 14

3. Organizzazione Consiglio dei Governatori Consiglio d'amministrazione di cui : Paesi regionali Paesi non regionali

43 12 8 4

4. Svizzera (1° agosto 1978) a. Capitale di cui : parte versata parte richiamabile b. Diritto di voto in rapporto al totale in rapporto ai membri non regionali

142,1 milioni di franchi 29,0 milioni di franchi 113,1 milioni di franchi

.

0,93% 2,53%

e. Contributi al Fondo speciale

90,9 milioni di franchi

d. Prestiti assunti in Svizzera

450,0 milioni di franchi

e. Contratti derivanti da appalti internazionali 1967 - 1977

26,5 milioni di dollari

5. Risorse ordinarie speciali

6,96 miliardi di dollari 6,29 miliardi di dollari 867

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo

6. Personale (30 settembre 1978) Personale professionale di cui : Personale dei Paesi emergenti

«72

344 163

. . .

Personale amministrativo

528

7. Concessione di prestiti a. Totale 1967 -1977

4,25 miliardi di dollari

di cui: 1975 1976 1977

0,66 miliardi di dollari 0,78 miliardi di dollari 0,89 miliardi di dollari

b. Ripartizione secondo le condizioni Prestiti ordinari Prestiti speciali

3,08 miliardi di dollari 1,17 miliardi di dollari

e. Ripartizione settoriale 1977

Mio. $

I

| %

Direttamente produttivi: - Agricoltura - Industria e banche nazionali disviluppo

397,32 44,82 259,70 29,3 137,62

15,52

Infrastruttura: - Energia - Istallazioni sanitarie e sviluppo urbano - Trasporti e comunicazioni .

468,93 217,60

52,90 24,55

Educazione
d. Costo dei progetti 1968 - 1977 (Valutazione) Costo totale dei progetti di cui : Prestiti della Banca

105,30 11,88 146,03 16,47 20,20

2,28

I

1968-1977

Mio. $

I

%

1959,54 46,15 1 049,45 24,72 910,09 21,43 2238,58 994,41

52,72 23,42

440,01 10,36 804,01 18,94 47,80

1,13

10,1 miliardi di dollari 4,1 miliardi di dollari

8. Assistenza tecnica Totale 1967-1977 di cui: 1967 1977

868

42,78 milioni di dollari 5,51 milioni di dollari 8,07 milioni di dollari

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo 9. Spese amministrative a. 7977 b. In % dell'ammontare complessivo del programma annuo di prestiti

22,0 milioni di dollari 2,47%

10. Condizioni dei prestiti speciali Saggio d'interesse Provvigione Durata totale dei prestiti (inclusi 10 anni di termine d'attesa)

O 1% 40 anni

11. Condizioni dei prestiti ordinari Saggio d'interesse odierno Durata totale dei prestiti 12. Diritti di VOtO I.

Paesi regionali

7,4% 10-30 anni Potere di voto relativo in rapporto al: Gruppo regionale o non regionale

Totale %

  1. Paesi emergenti

Afghanistan Bangladesh Birmania Isole di Cook Repubblica di Corea Figi Filippine Isole Gilbert Hong Kong India Indonesia Kampuchea Laos Malesia Nepal Pakistan Papuasia-Nuova Guinea Singapore Isole Salomon Samoa Occidentale Sri Lanka Taiwan

1,24 2,29 1,57 0,75 8,36 0,85 4,35 0,75 1,57 10,32 8,98 1,11 0,79 4,90 0,97 4,04 0,89 1,26 0,76 0,76 1,62 2,40

0,80 1,50 1,00 0,50 5,40 0,54 2,76 0,48 1,00 6,55 5,70 0,70 0,50 3,10 0,61 2,60 0,60 0,80 0,48 0,48 1,03 1,52

869

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo

Potere di voto relativo in rapporto al: Gruppo regionale o non regionale

Tailandia Tonga Viet-Nam

2,80 0,75 1,98

Totale

1,78 0,48 1,26 41,96

b. Paesi sviluppati Australia Giappone Nuova Zelanda

//. Paesi non regionali Austria Belgio Canada Danimarca Finlandia Francia Germania (Rep. fed. di) Italia Norvegia Regno Unito Stati Uniti Svezia Svizzera

870

9,50 21,33 3,07

6,10 13,60 1,90

100,00

63,82

2,19 2,19 15,04 2,19 1,66 5,77 12,66 4,87 2,19 6,66 37,06 1,66 2,53

0,80 0,80 5,50 0,80 0,70 2,20 4,70 1,78 0,80 2,50 13,60 0,60 1,00

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo

Allegato 5

Banca africana per lo sviluppo (Stato il 31 dicembre 1977) 1. Anno di fondazione Inizio delle attività ufficiali

1963 1965

2. Paesi membri (stato il 30 giugno 1978) Totale (solo membri regionali)

48

3. Organizzazione (stato il 30 giugno 1978) Consiglio dei Governatori Consiglio d'amministrazione

48 9

4. Svizzera (non membro) 5. Risorse Capitale di cui: versato

972 940

milioni di dollari milioni di dollari

6. Personale Totale di cui : personale professionale inoltre : periti sottoposti all'ordinamento della cooperazione tecnica

405 137 16

7. Attività a. Totale dei prestiti di cui nel: 1975 1976 1977

564,4 103,6 97,0 154,1

milioni milioni milioni milioni

di di di di

dollari dollari dollari dollari

871

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo b. Ripartizione settoriale 1967-1977

Mio. $

1977 Mio. $

%

Agricoltura Trasporti Servizi pubblici Industria e banche di sviluppo .

64,3 169,9 222,4 107,8

11,4 30,1 39,4 19,1

18,5 40,4 68,7 26,5

12,0 26,2 44,6 17,2

Totale

564,4

100,0

154,0

100,0

e. Costo dei progetti Prestiti della banca 1977 Contributi di Paesi e di altre istituzioni Costo totale dei progetti

154 763 917

milioni di dollari milioni di dollari milioni di dollari

8. Spese amministrative a. 7977

10,9 milioni di dollari

b. In % della somma dei prestiti (compreso il Fondo di sviluppo)

3,7%

9. Condizioni dei prestiti Saggio d'interesse Provvigione statutaria Onere amministrativo Durata Termine d'attesa

7% 1% 0,75% 12-25 anni 2-6 anni

10. Paesi membri della Banca ,,

Paese Algeria Alto Volta Benin Botswana Burundi Camerun Capo Verde Ciad Comores Congo

872

Potere di voto relativo

%

11,02 0,36 0,39 0,36 0,67 2,65 0,14 0,45 0,14 0,98

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo Potere di voto relativo

Costa d'Avorio Egitto Etiopia Gabon Gambia Ghana Guinea Guinea Bissau Guinea Equatoriale Impero Centrafricano Kenya Lesotho Liberia Libia ' Madagascar Malawi Mali Marocco Mauritius Mauritania Mozambico Niger Nigeria Rwanda Sao Tome e Principe Senegal Seychelles Sierra Leone Somalia Sudan Swaziland Tanzania .

Togo Tunisia Uganda Zaire Zambia Totale

2,65 4,23 2,87 1,40 0,28 4,41 0,28 2,65 0,14 0,28 2,65 0,31 1,01 7,04 0,99 0,73 0,64 5,19 1,12 0,48 1,41 1,01 13,94 0,34 0,14 2,09 0,14 0,78 0,76 3,52 0,67 2,65 0,56 2,85 1,56 8,37 4,46 100,00

873

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo Allegato 6

Fondo africano per lo sviluppo (Stato il 31 dicembre 1977) 1. Anno di fondazione Inizio delle attività ufficiali

1973 1974

2. Paesi membri Totale dei Paesi non africani che contribuiscono al finanziamento Inoltre: Banca africana per lo sviluppo . .

19 1

3. Organizzazione Consiglio dei Governatori Consiglio d'amministrazione di cui : regionali

66 12 6

4. Svizzera a. Contributi (dopo la seconda ricostituzione, nell'ottobre 1978) b. Diritto di voto in rapporto al totale . .

in rapporto ai Paesi che partecipano al finanziamento, eccetto la Banca africana per lo sviluppo e. Contratti derivanti da appalti internazionali (Banca e Fondo africani per lo sviluppo)

130,4 milioni di franchi 2,4% 4,8%

2,5 milioni di franchi

5. Risorse Contributi

1155,6 milioni di dollari

6. Personale (Banca africana per lo sviluppo) Totale di cui: personale professionale inoltre: periti sottoposti all'ordinamento della cooperazione tecnica

874

405 137 16

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo 7. Attività 361,0 93,0 80,0 141,7

  1. Totale dei prestiti di cui: 1975 . ,,.

1976 . .

1977 . .

milioni milioni milioni milioni

di di di di

dollari dollari dollari dollari

b. Ripartizione settoriale 1975

.

,977

1976

Mio. $

%

Mio. $

%

Mio. $

%

Agricoltura Trasporti Servizi pubblici . . . .

Educazione e sanità pubblica

32,2 23,7 17,0

34,7 25,5 18,3

14,8 9,4 36,7

18,5 11,8 45,9

50,3 51,5 14,2

35,5 36,4 10,0

20,0

21,5

19,0

23,8

25,6

18,1

Totale

929 100,0

799 1000 141,6

1000

c. Parte dei prestiti spettante ai Paesi più poveri (in milioni di dollari) 1977

107,6 milioni di dollari 76,0%

8. Condizioni dei prestiti Saggio d'interesse . .

Onere amministrativo Durata Termine d'attesa . .

O 0,75% 50 anni 10 anni

9. Beneficiari dei prestiti Gruppo dei Paesi più poveri e, secondo le circostanze, altri Paesi il cui reddito per abitante non supera i 550 dollari 10. Paesi membri del Fondo Paese

BAD Arabia Saudita , Belgio . . . .

Brasile . . . .

Canada Danimarca . .

Diritto di voto %

50,00 1,16 1,16 0,78 8,71 2,19 875

Partecipazione al capitale delle banche regionali di sviluppo Diritto di voto

Finlandia Francia Germania (Rep. Fed. di) Giappone Italia Jugoslavia Kuweit Norvegia Paesi Bassi Regno Unito Spagna Stati Uniti d'America Svezia Svizzera Totale

876

0,78 1,23 4,84 5,81 3,87 0,78 0,70 2,90 2,32 2,82 1,16 2,90 3,48 2,40 100,00

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Messaggio concernente la partecipazione all'aumento del capitale delle Banche interamericana, asiatica e africana per lo sviluppo del 12 marzo 1979

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Jahr

1979

Année Anno Band

1

Volume Volume Heft

17

Cahier Numero Geschäftsnummer

79.016

Numéro d'affaire Numero dell'oggetto Datum

01.05.1979

Date Data Seite

833-876

Page Pagina Ref. No

10 112 837

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