# S T #

92.009

Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sul concetto dell'esercito negli anni '90 (Concetto direttivo Esercito 95) del 27 gennaio 1992

Onorevoli presidenti e consiglieri, Ci pregiamo sottoporvi, affinchè ne prendiate atto, il Rapporto sul concetto dell'esercito negli anni '90 (Concetto direttivo Esercito 95).

Nel contempo vi proponiamo di togliere di ruolo i seguenti interventi parlamentari: 1986 P 86.364 Circondari e zone territoriali. Riorganizzazione (N 20.6.86, Cincera) 1989 P 89.482 Riforma dell'esercito 95 e difesa generale (N 23.3.90, Pah) 1990 P 89.708 Concetto direttivo esercito 95. Miglioramento dell'ambiente di lavoro (N 23.3.90, Kühne) 1990 P 89.701 Riduzione degli obblighi militari (N 23.3.90, Spielmann) 1991 P 90.946 Introduzione della tecnica dei simulatori nell'istruzione (N 22.3.9l, Brügger) 1991 P 91.3064 Riforma dell'esercito e politica di sicurezza. Misure immediate (N 21.6.91, Gruppo democratico-cristiano) 1991 P 91.3255 Tempo perso nell'istruzione militare (N 4.10.91, Fierz) 1991 P 91.3265 Contenuti dell'istruzione militare (N 4.10.91, Fierz) 1991 P 91.3266 Migliore preparazione all'istruzione militare (N 4.10.91, Fierz) 1991 M 90.528 Difesa militare del Paese. Nuova concezione (S 1.10.90, Uhlmann, N 1.10.91) 1990 M 90.510 Difesa militare del Paese. Nuova concezione (Gruppo dell'Unione democratica di centro; non trattata) 1991 P 91.3196 Concetto direttivo dell'esercito. Varianti (N 13.12.91, Ledergerber) 1992 - 25

729

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

27 gennaio 1992

730

In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Felber II cancelliere della Confederazione, Couchepin

«Concetto direttivo Esercito 95» // «Concetto direttivo Esercito 95» si fonda sul rapporto 90 del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera, «La politica di sicurezza della Svizzera in un mondo in trasformazione», del 1 ° ottobre 1990, il quale costituisce pure il punto di riferimento a lungo termine per l'organizzazione dell'esercito.

Il concetto direttivo è caratterizzato da un'impostazione fondamentalmente nuova: partendo dalla situazione attuale si pongono obiettivi prioritari a medio termine nella pianificazione e nella concezione della difesa nazionale. Tali obiettivi sono però completati da opzioni orientate verso il futuro per far fronte ad evoluzioni ulteriori. In questo modo, già oggi sono create le condizioni che permetteranno all'esercito, in caso dì necessità, di adeguare le sue strutture e le sue concezioni a eventuali mutamenti politici di grande portata.

Ne risulta una libertà d'azione capace d'assicurare alla pianificazione dell'esercito la necessaria costanza e flessibilità per reagire a diversi tipi di evoluzione.

Dopo un rapido compendio, il rapporto riferisce dapprima sugli sviluppi fondamentali che incidono sul concetto direttivo dell'esercito. Attira l'attenzione sull'integrazione europea e sulle sue ripercussioni sulla difesa del Paese e presenta l'evoluzione del ruolo degli eserciti, gli effetti del disarmo, come pure altre condizioni quadro importanti. In seguito, analizza l'evoluzione della situazione internazionale dalla pubblicazione del rapporto 90 sulla politica di sicurezza, le possibilità offerte dai mezzi militari moderni e ne deduce le conclusioni per il nostro esercito. Dopo un'analisi della missione, presenta la nuova concezione globale dell'impiego, le strutture progettate e le conseguenze nell'ambito dell'istruzione. Ne risultano conseguenze anche per l'equipaggiamento. Infine, sono fornite spiegazioni in merito ai problemi legati alla transizione dall'esercito attuale a quello di domani, ai modelli di decisioni importanti e alle opzioni per il futuro. Un'appendice contiene le dichiarazioni più importanti concernenti l'esercito contenute nel rapporto 90 sulla politica di sicurezza.

Prevediamo di presentare all'Assemblea federale, nel corso del secondo semestre del 1993, le necessarie basi legali e dì elaborare in seguito le pertinenti ordinanze nel 1994 e quindi d'introdurre le misure d'esecuzione. A partire dal 1 ° gennaio 1995 inizierà gradualmente la realizzazione del progetto «Esercito 95».

Saranno eventualmente ordinate misure anticipate al fine di creare le condizioni favorevoli per la transizione.

L'organizzazione dell'esercito si ripercuote anche su altri settori della difesa generale, in particolare sulla protezione civile e sull'adempimento dei compiti da coordinare con gli organi civili. Il concetto direttivo Esercito 95 è stato pertanto elaborato in stretta collaborazione con questi settori. I documenti relativi a questi argomenti saranno, per quanto necessario, presentati simultaneamente.

731

Compendio Introduzione

Mentre i precedenti concetti direttivi dell'esercito costituivano la base per un ulteriore sviluppo all'interno di una concezione e di strutture predeterminate, con il presente rapporto vi sottoponiamo non solo i nostri concetti per un 'ampia ristrutturazione dell'esercito, ma anche una nuova dottrina d'impiego, che sostituisce quella del 6 giugno 1966.

Tenuto conto delle profonde modificazioni del contesto politico e militare intervenute nel corso degli ultimi anni, si prevede di ridurre sensibilmente gli effettivi dell'esercito. Inoltre, per poter essere in grado di adempiere i compiti assegnatili dal rapporto 90 sulla politica di sicurezza, l'esercito dovrà anche diventare per la politica di sicurezza uno strumento più moderno, più mobile e soprattutto ancora più polivalente.

// concetto direttivo dell'esercito si fonda su una pianificazione a medio termine continua, ma nel contempo estremamente flessibile. Crea le basi per una struttura dell'esercito che, mediante altre fasi di riforma, potrà provocare mutamenti politici effettivi. Contiene opzioni per eventuali nuove decisioni. La scelta di un'opzione determinata dipenderà, da un lato, dall'evoluzione della politica di sicurezza verso una maggiore distensione o verso una maggiore tensione. D'altro lato, occorrerà esaminare se la Svizzera intenderà sempre difendersi in modo autonomo o, invece, partecipare ad un'alleanza militare. La struttura dell'esercito e la concezione dell'impiego devono essere progettati in modo da poter tener conto di ognuna di queste opzioni.

Principi e obiettivi

Secondo la nostra Costituzione, la difesa nazionale fa parte dei compiti fondamentali della Confederazione. Anche se i presupposti della politica di sicurezza sono cambiati, un esercito efficace quale strumento principale della sovranità e dell'autodeterminazione resta necessario. Inoltre, esso tutela gli interessi di sicurezza dell'insieme dell'Europa. Il nostro collegio intende concepire la sua struttura in modo da renderlo atto a soddisfare tali esigenze.

L'esercito svizzero resta un esercito di difesa che non minaccia nessuno. Rinuncia ai mezzi di distruzione di massa e alle armi d'attacco di grande portata. In ossequio ai nostri principi di sovranità e di neutralità, esso è organizzato in funzione di una difesa nazionale autonoma. Sarà concepito e strutturato in modo da non pregiudicare o influenzare un'eventuale decisione del popolo svizzero in materia d'integrazione europea. Se del caso, esso potrà collaborare attivamente anche nell'ambito di un'alleanza europea. La riforma tiene conto dell'evoluzione della situazione in Europa ed in particolare dello stato attuale riguardo l'armamento e il disarmo; potrà anche eseguire in seguito eventuali aperture decisive nell'ambito del processo di disarmo.

732

Per ragioni militari e politiche, i principi dell'esercito di milizia e dell'obbligo generale al servizio sono mantenuti. L'esercito resterà pertanto radicato nel popolo e continuerà a contribuire alla coesione nazionale. L'esercito resterà subordinato al potere politico e al controllo democratico. Accrescerà tuttavia il suo ruolo di strumento di soccorso per le autorità e per il popolo del nostro Paese, come pure di strumento della promozione della pace a livello internazionale.

La riduzione degli effettivi dell'esercito di circa un terzo, mediante la riduzione della durata dell'obbligo militare e della prestazione totale di servizio, non tiene soltanto conto dell'evoluzione della situazione politica, ma anche dei mutamenti intervenuti in seno alla nostra società. La soppressione di determinate classi dell'esercito consente d'altra parte di migliorare l'efficienza e d'ottenere una struttura d'età vantaggiosa nelle unità e nei corpi di truppa.

Situazione e compiti

La storia non può essere prevista e non si ripete. Tuttavia, essa ci insegna che le situazioni più incredibili possono improvvisamente diventare realtà. Sia per la prima che per la seconda guerra mondiale il nostro Paese era insufficientemente preparato, poiché si pensava che in Europa una guerra fosse impossibile.

Questo errore non deve più essere commesso.

Attualmente l'evoluzione è più incerta che mai. Se si considera che la posta in gioco non è nient'altro che l'esistenza del nostro Paese e del nostro popolo, questa incertezza incita ad agire e a pianificare con circospezione.

Al giorno d'oggi una guerra generale in Europa, la cui eventualità doveva essere presa in considerazione ancora fino a poco tempo fa, è alquanto improbabile. Tuttavia, in Europa dell'Est, nel Medio-Oriente e in Africa del nord esistono potenzialità di conflitto che destano non poche preoccupazioni. Tensioni profonde tra Stati e all'interno di Stati che sinora parevano perfettamente uniti rischiano, in determinate condizioni, di degenerare in conflitti o hanno già raggiunto questo stadio. A questo proposito non si possono escludere reazioni a catena. Potrebbe rivelarsi estremamente pericoloso ritenere che il nostro Paese possa rimanere totalmente escluso dal dilagare della violenza o possa essere interessato soltanto da problemi marginali. Occorre essere coscienti che il passaggio dalla violenza situata sotto la soglia bellica all'azione di guerra vera e propria è assai frequente, soprattutto quando una simile evoluzione non è affrontata tempestivamente e con la dovuta decisione. Non è possibile affermare quali cause e quali eventi potranno concretamente provocare tali situazioni, né prevedere il tipo di decorso e le proporzioni che esse potranno assumere. Si possono però concepire differenti scenari, i quali esigono tutti la prontezza di forze armate.

D'altra parte, l'evoluzione globale, per lo meno in Europa, sembra assumere un decorso favorevole. Un po ' ovunque perdurano gli sforzi per superare definitivamente le divergenze e per creare un nuovo ordine di sicurezza stabile.

733

Un 'evoluzione in senso opposto resta però sempre possibile. Se è vero che un ritorno alla situazione precedente pare poco probabile, occorre pure riconoscere l'opportunità che si creino nuove costellazioni, per ora poco percettibili, che potrebbero essere fonte di nuovi pericoli.

Da queste osservazioni risulta che la missione principale dell'esercito è, ora come prima, di esercitare un effetto di stabilizzazione mediante un 'adeguata prontezza, impedire la guerra sul proprio territorio, contrastare la violenza armata di qualsiasi natura essa sia e, nel caso estremo, difendere il popolo e il Paese.

Il nuovo esercito si caratterizzerà anche per la sua polivalenza, ovvero per la molteplicità di ambiti in cui potrà essere impiegato. Il rapporto 90 sulla politica di sicurezza gli assegna, oltre alla sua missione di guerra, due compiti supplementari. Il primo concerne la promozione attiva della pace. I prossimi anni saranno decisivi per un'evoluzione positiva nell'Europa dell'est. Sostenere questo processo è nel nostro interesse e costituisce anche un nuovo importante obiettivo della nostra polìtica di sicurezza, perseguito d'altronde già dalla nostra politica estera e dalla nostra economia esterna. Per l'applicazione di determinati provvedimenti queste ultime hanno tuttavia sempre maggiore bisogno dell'esercito. Come già accade in altri Stati neutrali, l'esercito sarà impiegato viepiù frequentemente nell'ambito di azioni per il mantenimento della pace internazionale.

Considerazioni analoghe possono valere riguardo all'impiego dell'esercito per la protezione dell'esistenza, ovvero per la protezione della popolazione e delle sue basi vitali, contro le conseguenze di catastrofi dovute a conflitti o ad altre cause.

Il nostro esercito ha già assunto questo compito nell'ambito dell'aiuto in caso di catastrofe, prestando in ogni occasione un generoso ed immediato soccorso alle autorità e ai servizi civili, in collaborazione con la protezione civile. Tenuto conto della crescente vulnerabilità della nostra società nei confronti di catastrofi naturali o antropogene, prevediamo di impiegare l'esercito in modo più sistematico per far fronte a tali eventi e di prepararlo adeguatamente a questo scopo.

Sarà inoltre necessario aumentare l'aiuto fornito alle autorità civili anche in altre situazioni straordinarie, in particolare per far fronte alla violenza sotto la soglia bellica. In simili frangenti l'esercito può svolgere compiti d'assistenza, salvaguardia e sicurezza, fornendo un indispensabile contributo al mantenimento dell'ordine all'interno del Paese, come lo esige la Costituzione.

Conseguenze sulla concezione La polivalenza dell'esercito e la riduzione degli effettivi implicano necessariamente una nuova concezione dell'impiego. La precedente concezione era orientata esclusivamente sulla condotta della guerra. La nuova concezione globale dell'impiego comprende le missioni sussidiarie nell'ambito della promozione della pace e della salvaguardia dell'esistenza.

734

Anche la condotta operativa della guerra sarà adeguata ai nuovi pericoli e alle nuove possibilità di conflitto. In questo contesto, la vigilanza e la protezione dello spazio aereo assumono un 'importanza del tutto particolare. Non poter assicurare la protezione dello spazio aereo significa perdere la libertà d'azione sul terreno. La precedente dottrina della difesa del territorio a partire da dispositivi fissi e predisposti sarà sostituita da una difesa dinamica del territorio.

Quest'ultima deve permettere di reagire adeguatamente ad azioni belliche di natura e d'intensità differenti, come la violazione delle frontiere nazionali, il transito attraverso il nostro territorio, l'occupazione di alcune sue parti, o addirittura incursioni aeree destinate a preparare un attacco terrestre del nostro Paese. Essa deve pure permettere la formazione, prima del combattimento, di sforzi principali in funzione della minaccia e, nel combattimento, d'ottenere una superiorità spazio-temporale mediante unità mobili e rapide concentrazioni di fuoco, onde ottenere vantaggi decisivi. Essa s'inspira per questo scopo al principio della massima limitazione dei danni: anche nel caso estremo di un conflitto difensivo nel proprio Paese, l'esercito non deve distruggere ciò che ha l'incarico di difendere.

La realizzazione di questa concezione globale dell'impiego sarà possibile soltanto mediante l'elaborazione di un'adeguata struttura. Essa presuppone però anche una serie di provvedimenti paralleli, come ad esempio il miglioramento del grado di preparazione permanente della condotta, la creazione di ulteriori formazioni d'intervento e d'allarme, l'estensione delle misure preventive e dei casi di mobilitazione parziale.

Conseguenze sulla struttura

La grandezza, la struttura e l'equipaggiamento dell'esercito sono determinati dalla missione di difesa. Questi parametri permettono però anche di soddisfare ampiamente le esigenze imposte dai compiti supplementari. Per quanto concerne la salvaguardia dell'esistenza, il contributo decisivo è fornito soprattutto dalla struttura territoriale di base con le formazioni di salvataggio e d'ospedale e con i battaglioni di fucilieri delle unità territoriali. Al livello dell'esercito sarà creato inoltre un reggimento d'aiuto in caso di catastrofe quale formazione d'allarme.

Per adempiere ai compiti di promozione della pace, saranno create formazioni speciali per azioni di sostegno all'estero e un contingente di caschi blu per la sorveglianza del rispetto di accordi d'armistizio. Queste formazioni saranno costituite di volta in volta a seconda delle necessità a partire da un «pool» di volontari.

La nuova struttura dell'esercito deve tener conto prima di tutto della difesa dinamica del territorio e dell'esigenza ivi connessa d'una maggiore flessibilità operativa. A questo proposito occorrerà rinunciare a soluzioni massime. Per esempio, l'idea di un esercito professionale altamente tecnicizzato e specializzato, benché potrebbe presentare vantaggi dal punto di vista strettamente mili-

735

tare, ha dovuto essere abbandonata per motivi di politica costituzionale, per difficoltà tecniche e anche per ragioni finanziarie. L'obiettivo di creare un esercito moderno e mobile deve piuttosto essere raggiunto perfezionando le risorse esistenti e adottando le misure indispensabili per colmare lacune essenziali, ciò che, per motivi finanziari, non potrà che avvenire progressivamente. Questa è una delle ragioni che impediscono di ridurre ancora più drasticamente già fin d'ora la proporzione delle unità di fanteria e quindi, indirettamente, l'effettivo dell'esercito.

La concezione della difesa dinamica del territorio si fonda sull'azione concomitante di cinque strumenti differenti: la condotta, che realizza a tutti i livelli gli obiettivi strategici e le intenzioni in azioni operative e tattiche; le truppe d'aviazione e di difesa contraerea, a cui spetta la difesa dello spazio aereo per permettere l'impiego delle unità mobili; le truppe terrestri a libera disposizione, che sono in grado, indipendentemente dalla località, di formare sforzi principali adeguati alla minaccia, conformemente alle decisioni del comandante in capo e di combattere insieme ad altri elementi più statici o elementi mobili; le truppe di combattimento legate al settore, segnatamente le brigate di fortezza, che proteggono le trasversali alpine e coprono i fianchi; infine la logistica, che assicura l'approvvigionamento de/l'esercito e lo svolgimento dei compiti territoriali.

Ne risulta una vera e propria ristrutturazione dell'esercito. La riduzione degli effettivi implica lo smantellamento di un certo numero di unità. Circa 1800 stati maggiori e unità saranno soppressi, ciò che permetterà di mantenere corpi di truppa e unità particolarmente forti. Le truppe cantonali saranno mantenute nella misura in cui la riduzione degli effettivi lo consentirà. Per quanto possibile, saranno rispettate le tradizioni.

Conseguenze sull'istruzione Anche nell'ambito dell'istruzione si terrà conto dell'esigenza di un impiego polivalente dell'esercito. Il ventaglio dell'istruzione diverrà ancora più ampio. Vista la crescente tecnicità, aumenteranno pure le esigenze qualitative. La rinuncia a determinate classi dell'esercito permetterà tuttavia di evitare l'istruzione supplementare a cui erano tenuti sinora un certo numero di militari. D'altra parte, l'istruzione di base sarà leggermente ridotta e il ritmo dei servizi d'istruzione sarà adattato alle esigenze attuali. I periodi di servizio saranno più compatibili con la formazione delle giovani generazioni e la massiccia occupazione delle piazze di tiro e d'esercizio verrà ridotta per limitare gli effetti sull'ambiente. Ne risulteranno conflitti d'interessi a cui occorrerà porre rimedio professionalizzando l'istruzione (in particolare fornendo al personale istruttore un'istruzione puntuale e specifica), aumentando la durata dei corsi preparatori per i quadri, modernizzando l'infrastruttura e il materiale d'istruzione e adottando altre misure analoghe. Evidentemente simili modifiche potranno essere realizzate soltanto gradatamente. In caso d'evoluzione sfavorevole i periodi d'istruzione dovranno nuovamente essere prolungati. Un apposito disciplinamento normativo conferisce al Consiglio federale la necessaria facoltà in merito.

736

L'istruzione terrà anche maggiormente conto delle modificazioni delle abitudini di vita e delle evoluzioni intervenute nella società e nell'economia. Il suo obiettivo principale resta tuttavia quello di rendere l'esercito atto alla guerra.

Punti principali per futuri programmi di legislatura

/ compiti assegnati all'esercito nell'ambito della concezione globale d'impiego dovranno dapprima essere adempiti con il materiale attualmente disponibile.

Una modernizzazione dell'equipaggiamento e dell'armamento è tuttavia indispensabile. Le relative proposte al Parlamento saranno presentate nel corso delle differenti fasi di realizzazione.

Quale obiettivo prioritario vi è l'acquisto di un nuovo aereo da combattimento per garantire la difesa dello spazio aereo. Un Paese che trascura la sua difesa aerea rinuncia ad una parte essenziale della propria sovranità. Senza una difesa aerea, la libertà di azione al suolo necessaria per una difesa dinamica del territorio sarebbe irreparabilmente compromessa. Nonostante il disarmo, il perfezionamento e lo sviluppo delle forze aeree proseguono ovunque, al punto da rendere la nostra aviazione militare decisamente obsoleta. Una modernizzazione di quest'ultima aumenterà la credibilità del nostro esercito all'estero nonché il suo effetto stabilizzante e dissuasivo. L'acquisto previsto ci consentirà inoltre di ridurre quantitativamente il nostro parco velivoli e conseguentemente anche l'impatto sull'ambiente provocato dalle relative esercitazioni.

Un sensibile ritardo sussiste anche a livello dei mezzi di condotta, di perlustrazione e di trasmissione. Abbandonando un dispositivo fisso che copre l'insieme del territorio è evidentemente essenziale colmare le lacune venutesi a creare mediante il fuoco d'artiglieria di lunga portata e la mobilità sul campo di battaglia. Sarà dunque necessario disporre di nuovi carri armati granatieri. Altri acquisti importanti dovranno essere differiti ai primi anni del nuovo millennio.

Per quanto concerne le opere militari, la riorganizzazione libererà alcune infrastrutture di comando, di logistica e d'istruzione, permettendo di adibirle ad altri scopi. Ciononostante, l'esercito necessiterà ancora di strutture edificate.

L'auspicata prontezza differenziata dell'esercito e la riduzione degli effettivi e delle unità consentono di ottimizzare l'impiego della logistica nell'ambito della manutenzione. È d'altronde già iniziato l'importante progetto «Controllo delle capacità degli esercizi di manutenzione e delle aziende d'armamento del DMF» (CCMA).

Direttive chiare garantiscono un acquisto conveniente dell'equipaggiamento, la costruzione di opere conforme alle esigenze e una manutenzione razionale.

Condizioni quadro in ambito finanziario

La protezione del nostro Paese contro violenze esterne esige ingenti mezzi finanziari. In tempi di austerità questa esigenza entra in concorrenza con altri compiti statali. Tuttavia, nel fissare le priorità occorre ricordare che nell'am-

48 Foglio federale. 75° anno. Voi. I

737

bito della difesa nazionale è in gioco l'esistenza del nostro Paese e del nostro popolo. Non bisogna poi dimenticare che l'esame delle possibili evoluzioni deve essere effettuato a lungo termine visto che l'esercito necessita d'un periodo d'adattamento piuttosto lungo. Una certa continuità nell'attribuzione dei mezzi è indispensabile. Il ricorso a misure estreme, in uri senso o nell'altro, rende impossibile una pianificazione giudiziosa e acquisti razionali, creando altresì importanti difficoltà nella realizzazione degli obiettivi prefissati.

È tuttavìa necessario tenere adeguatamente conto della situazione politica e dell'attuale carenza dì mezzi finanziari. Dal 1991 le spese del DMF si sono pertanto contratte in termini reali. Anche per i prossimi tre anni il piano finanziario della legislatura prevede una diminuzione in termini reali delle spese destinate all'esercito. Nonostante le persistenti incertezze circa il futuro del continente europeo, una simile pianificazione è pienamente giustificabile sotto il profilo della politica di sicurezza.

La diminuzione reale delle spese limita imperativamente gli investimenti al minimo necessario. L'acquisto di un nuovo aereo da combattimento potrà tuttavia realizzarsi senza eccedere i limiti finanziari assegnati al DMF, sempreché sì sia disposti ad accettare un 'eccedenza delle spese nel 1994, da compensare durante gli anni seguenti. È però evidente che non sarà possibile continuare a ridurre illimitatamente le spese in termini reali senza rimettere in bubbio, nel contempo, l'adempimento da parte dell'esercito della sua missione.

Popolo e esercito Per poter adempiere la sua missione, l'esercito deve poter beneficiare dell'appoggio del popolo. Il Consiglio federale è pienamente cosciente che in questi ultimi tempi, per svariati motivi, la volontà di difesa è nettamente diminuita, soprattutto presso le più giovani generazioni. La prevista riforma dell'esercito, l'estensione dei suoi compiti ad azioni di mantenimento della pace, le numerose riforme nell'organizzazione del servizio e delle prescrizioni di servizio (in parte già realizzate e in parte in fase di avviamento), come pure lo spirito d'apertura verso future evoluzioni, dovrebbero contribuire a ritemprare l'immagine dell'esercito e a infondere maggiore coscienza del ruolo della difesa.

La votazione
popolare del novembre 1989 concernente l'abolizione dell'esercito ha dimostrato che la grande maggioranza del popolo svizzero resta convinto della necessità e dell'utilità dell'esercito. Nel presente concetto direttivo si è ampiamente tenuto conto anche delle critiche formulate in quell'occasione.

738

Rapporto I II

Considerazioni fondamentali Evoluzione degli eserciti

Le guerre risultano da tensioni fra Stati o interne ad uno Stato. È probabile che in futuro l'incremento demografico, il divario economico e la degradazione dell'equilibrio ecologico provocheranno un forte aumento del numero dei focolai di tensione. Indubbiamente, gli sforzi nazionali e internazionali dovranno adoperarsi per eliminare le cause di queste tensioni o per evitare addirittura la loro apparizione. Nonostante tutti gli sforzi e l'impiego di importanti mezzi, tale obiettivo sarà raggiunto, se effettivamente sarà raggiunto, soltanto in tempi relativamente lunghi. Sinora non è ancora stato possibile rimpiazzare l'esercito quale strumento di forza di uno Stato mediante un sistema efficace per risolvere in modo pacifico i conflitti.

È dunque necessario ammettere che i conflitti continueranno a risolversi mediante la violenza. L'unico modo per evitare questa violenza consiste nel rendere l'aggressione militare un'azione senza speranza. Si considera pertanto in generale che ogni Stato deve, non solo legittimamente ma anche necessariamente, disporre di un esercito per potersi difendere nell'eventualità di aggressioni violente. Anche se un giorno determinati elementi della difesa fossero assunti da un sistema di sicurezza collettivo, gli Stati che vi parteciperanno dovranno ancora svolgere con mezzi propri alcuni compiti essenziali.

Non si può dunque partire dal principio che gli eserciti saranno aboliti. Anzi, gli Stati d'Europa centrale divenuti recentemente indipendenti considerano del tutto prioritario il potenziamento dei loro mezzi di difesa, nonostante le difficoltà economiche nelle quali versano. Gli eserciti restano uno strumento di forza di Stati sovrani, ai quali conferiscono non solo peso militare ma anche importanza politica.

Il ruolo delle forze armate è invece in fase di evoluzione. Molti eserciti procedono attualmente a ristrutturazioni profonde. Dopo la fine della guerra fredda e dopo i successi della conferenza sulla sicurezza e sulla cooperazione in Europa (OCSE) in materia di misure per il consolidamento della fiducia, sono stati realizzati i primi accordi di disarmo e altri sono stati avviati. I negoziati sul disarmo si propongono a lungo termine di ridurre gli eserciti e di trasformare i loro armamenti e la loro logistica in modo da renderli incapaci di intraprendere offensive di ampia portata. L'obiettivo dell'«incapacità strutturale d'aggressione» è sempre stato quello dell'esercito svizzero. Le forze armate devono essere trasformate in eserciti meramente difensivi. Qualora questi obiettivi siano veramente raggiunti e qualora siano anche effettuati i necessari controlli per il loro rispetto, un ulteriore passo importante sarebbe compiuto per una maggiore sicurezza in Europa.

In questo processo di disarmo si attribuisce grande importanza ad un'evoluzione progressiva, onde evitare la creazione di nuovi squilibri.

739

Il ruolo degli eserciti evolve anche sotto altri punti di vista. Nell'ambito di organizzazioni internazionali, in particolare dell'ONU, essi divengono uno strumento per il mantenimento della pace. Una tale evoluzione merita d'essere sostenuta.

Attualmente siamo ancora molto lontani dagli obiettivi prefissati. I passi già compiuti sulla via del disarmo e quelli previsti, nonostante la loro indubbia importanza politica, interessano soltanto una minima parte dei potenziali militari.

Anche dopo la realizzazione dei trattati sul disarmo, l'Europa resterà la regione più militarizzata del pianeta. Il disarmo concerne soprattutto i sistemi d'armi più obsoleti. La corsa agli armamenti di qualità superiore procede quasi senza interruzione, in particolare nell'ambito della guerra elettronica e aerea come pure in quello della tecnica missilistica. Se è vero che l'impiego di un tale potenziale è poco probabile, esso resta nondimeno possibile. Anche il nostro Paese potrebbe prima o poi essere coinvolto in conflitti violenti, qualora non conservi la dovuta prontezza militare.

12

L'effettivo dell'esercito nel contesto del disarmo

Gli sforzi militari della Svizzera costituiscono un contributo all'equilibrio delle forze in Europa. Un vuoto militare nel nostro Paese obbligherebbe i nostri vicini ad includere, a titolo preventivo, il nostro territorio e spazio aereo nei loro calcoli militari. D'altra parte, nonostante la Svizzera non sia direttamente vincolata dagli accordi sul disarmo, non sarebbe comprensibile né giudizioso conservare l'attuale effettivo del suo esercito.

121

Situazione iniziale

II progetto Esercito 95 è iniziato nella primavera 1989. Già allora era stata decisa una riduzione degli effettivi, motivata dal fatto che, in caso di mobilitazione generale, l'economia, l'amministrazione e i servizi pubblici perderebbero un numero a tal punto elevato di persone da compromettere alcune funzioni vitali del Paese. Diminuendo gli effettivi dell'esercito e riducendo il limite d'età dell'obbligo militare una tale situazione può senz'altro essere evitata.

Ma anche considerazioni di natura demografica giustificavano una riduzione degli effettivi. Le classi d'età delle reclute sono diminuite rendendo in futuro alquanto difficile la copertura degli attuali effettivi regolamentari dell'esercito.

Si è pensato dunque di agire preventivamente contro questa tendenza.

Anche se al momento dell'introduzione del progetto le considerazioni relative al disarmo non erano prioritarie, esse hanno tuttavia inciso in modo determinante sulle misure previste. Già trasparivano i primi sintomi di un mutamento positivo della situazione in Europa e si delineavano i primi risultati dei negoziati sul disarmo: anche da questo punto di vista la prevista riduzione appariva dunque giudiziosa.

740

122

Controllo permanente delle ipotesi di lavoro

La susseguente evoluzione della situazione in Europa e le risultanti modificazioni strategiche fondamentali hanno imposto l'elaborazione di una nuova valutazione della politica di sicurezza, che il nostro collegio ha presentato con il «Rapporto 90». Nel frattempo, entrambe le Camere ne hanno preso atto.

Questo rapporto prevede un'estensione degli obiettivi della nostra politica di sicurezza. In particolare, vi è menzionato l'obiettivo di fornire un contributo alla stabilità internazionale, prevalentemente in Europa. La missione dell'esercito è stata pure corrispondentemente ampliata, aggiungendovi il contributo alla promozione della pace e la salvaguardia generale dell'esistenza.

Questi elementi, come pure l'importante evoluzione politica verificatasi tra il 1989 e il 1991, hanno imposto un riesame delle ipotesi di lavoro del progetto Esercito 95, soprattutto la prevista riduzione degli effettivi. Ebbene, anche nella nuova situazione e alla luce del disarmo, le ipotesi e le corrispondenti misure previste allora si sono avverate giudiziose.

Si prevede di ridurre l'attuale effettivo dell'esercito da 600 000 uomini a circa 400 000. Questa riduzione corrisponde proporzionalmente alle riduzioni annunciate da altri Stati europei per i loro eserciti, ovvero un terzo degli effettivi.

Un paragone in cifre assolute è a questo proposito del tutto fuorviante. La maggior parte degli altri Stati dispone di eserciti permanenti i cui effettivi sono composti prevalentemente da giovani del medesimo anno di nascita. Dopo aver assolto il loro periodo di servizio, questi ultimi restano per un determinato tempo nella riserva. Questi Stati sono dunque in grado, mediante la mobilitazione delle necessarie classi d'età, di moltiplicare il loro effettivo permanente facendo ricorso ai riservisti. Sovente i riservisti non sono compresi nelle cifre citate a paragone. La Svizzera non dispone di un esercito permanente e di alcuna riserva. Le sue forze armate non possono pertanto essere aumentate in caso di necessità.

D'altra parte, la mobilità delle altre forze armate è sensibilmente maggiore della nostra, grazie soprattutto alle loro capacità nella condotta della guerra aerea.

Anche questi elementi devono essere considerati nell'ambito di paragoni.

123

Volontà e capacità d'adattamento

Simili constatazioni non significano che l'effettivo previsto sia inamovibile. Esso potrebbe essere adeguato in funzione di ulteriori mutamenti, positivi o negativi, della situazione. Qualora la Svizzera fosse coinvolta direttamente in negoziati sul disarmo, sarebbe in grado di offrire altre riduzioni. Alla luce della situazione e della missione attuali, l'effettivo previsto corrisponde al minimo necessario.

13 131

II concetto direttivo dell'esercito e l'evoluzione europea Significato del concetto direttivo

II concetto direttivo dell'esercito rappresenta il quadro di riferimento a lungo termine per l'organizzazione dell'esercito. Gli obiettivi che vi sono fissati e le 741

ipotesi su cui esso si fonda non sono immutabili. L'evoluzione costante del contesto internazionale che occorre aspettarci esige che nell'Esercito 95 si tenga conto non soltanto, come già accennato, di essenziali mutamenti strategici, ma anche di un'eventuale evoluzione delle condizioni fondamentali dello Stato. Il concetto direttivo dell'esercito è il risultato attuale di un processo di concezione e di pianificazione che dovrà essere continuato.

Il concetto direttivo dell'esercito non intende, e neppure deve, anticipare in alcun modo decisioni fondamentali del popolo svizzero in materia di neutralità e d'integrazione europea. Esso mira innanzi tutto a preservare una politica di sicurezza e una difesa generale autonome. È però elaborato in modo da poter soddisfare le esigenze di una più ampia integrazione nell'ambito della politica di sicurezza. L'Esercito 95 non è soltanto utile all'Europa, ma sarebbe eventualmente anche «eurocompatibile».

132

Sicurezza, neutralità e solidarietà con l'Europa

Nel suo significato strettamente giuridico la neutralità significa l'impegno a non partecipare ai conflitti militari tra altri Stati. Indirettamente, ciò significa rinunciare a qualsiasi alleanza a titolo preventivo. In cambio, il Paese neutro può contare sulla garanzia formale del rispetto della propria sovranità territoriale.

La neutralità, unitamente ad altri fattori, ha indubbiamente risparmiato al nostro Paese un coinvolgimento nelle grandi guerre europee di questo secolo.

Nella coscienza popolare è inoltre fortemente radicata la convinzione che essa sia la migliore garante della nostra sicurezza.

Per il momento non vi è alcuna ragione per abbandonare, in materia di politica di sicurezza, la strategia della neutralità armata. Non sarebbe certamente saggio abbandonare questo sperimentato strumento proprio in una fase di transizione e d'incertezza, senza disporre di un'alternativa almeno altrettanto sicura.

Anche l'Austria, la Svezia e la Finlandia restano fedeli al principio della neutralità. Prevedibilmente, numerosi Paesi d'Europa centrale ed orientale entreranno presto nel novero dei Paesi non alleati o neutrali.

In futuro la sicurezza della Svizzera dipenderà ancora più che nel passato dalla sicurezza dell'Europa. La sicurezza è indivisibile. Da parte loro, i Paesi europei si trovano, come la Svizzera, a dover far fronte a problemi di sicurezza che possono risolvere soltanto unendo le loro forze. Prossimamente la sicurezza potrà essere raggiunta soltanto mediante un'adeguata cooperazione corresponsabile tra gli Stati. Ciò spiega l'attuale presenza in Europa, a molti livelli, di sforzi intesi a creare un ordine di sicurezza credibile, che potrebbe in definitiva comprendere anche una difesa collettiva. Nel rapporto 90 sulla politica di sicurezza abbiamo già sottolineato che il nostro Paese deve restare aperto a simili evoluzioni. La neutralità è in fondo soltanto un mezzo per perseguire uno scopo: occorrerà dunque in futuro valutare se essa garantisce alla perfezione la nostra sicurezza oppure se non sarebbe più vantaggioso prevedere la partecipazione della Svizzera a un sistema di sicurezza collettivo.

742

Una simile decisione è per il momento prematura. Né i responsabili, né le strutture e neppure i contenuti di una tale comunità di sicurezza sono stati disegnati.

Verosimilmente, essi si svilupperanno progressivamente. La Svizzera apporta il suo contributo. La neutralità non ci impedisce di collaborare già oggi insieme ad altri Stati in molti settori della politica di sicurezza, come ad esempio nell'ambito della promozione della pace, della lotta contro il crimine organizzato e il terrorismo o anche nel settore della politica migratoria. Pure la continuazione della nostra partecipazione nell'ambito dell'OCSE è garantita.

È tuttavia indubbio che la nostra politica di neutralità necessita di un certo riorientamento. L'idea complementare di solidarietà assumerà maggiore rilievo.

Si è già tenuto conto di questa esigenza nella pratica, in particolare nel corso della guerra del Golfo. Di fronte alle possibilità positive offerte dal futuro e ai rischi tutt'ora presenti, la Svizzera deve trovare la difficile via mediana tra apertura e riserbo; apertura nel senso di prontezza a cooperare e ad adeguarsi alle nuove forme di minaccia e all'elaborazione di strutture di sicurezza credibili; riserbo nel senso di un ragionevole adeguamento dei concetti di sicurezza sperimentati. Una simile doppia strategia imperniata sulla prontezza alla solidarietà e sulla continuazione di una politica di difesa indipendente ancorata alla neutralità, corrisponde alle legittime esigenze di sicurezza di un piccolo Stato. Essa rispecchia la nostra volontà di autodeterminazione, che s'accompagna alla convinzione di appartenere alla comunità di destino dell'Europa.

Siamo convinti che grazie a questa strategia il nostro Paese sarà ottimamente preparato a fronteggiare le nuove sfide che gli si presenteranno.

Oltre agli interrogativi fondamentali che essa suscita, la neutralità e il suo mantenimento sono oggi bersaglio anche di critiche sotto il profilo della tecnica militare, della politica d'armamento e delle finanze. Ci si domanda in particolare se al giorno d'oggi un piccolo Stato è ancora in grado di assumersi da solo la fornitura, l'impiego e il finanziamento delle armi che occorrerebbero per fronteggiare un nemico dotato d'equipaggiamenti moderni. A questo proposito, la guerra del Golfo avrebbe segnato una svolta e posto nuove esigenze.

Nell'ottica di futuri sviluppi, questo tipo di argomenti non può essere respinto categoricamente. È tuttavia poco probabile che la Svizzera si trovi sola a dover fronteggiare un nemico dalla superiorità schiacciante. Inoltre, l'appartenenza ad un'alleanza non costituirebbe uno sgravio finanziario, poiché dovremmo comunque fornire un contributo militare alla collettività di sicurezza. La partecipazione ad una simile alleanza presenterebbe indubbiamente il vantaggio di permetterci d'acquisire migliori competenze e capacità tecnologiche. Fino ad oggi siamo tuttavia in grado, nonostante il nostro sistema di milizia e i noti limiti finanziari, di soddisfare esigenze estremamente elevate.

Per queste ragioni il presente concetto direttivo dell'esercito è impostato in primo luogo su una difesa nazionale e su una politica di sicurezza indipendenti.

Non escludiamo però in alcun modo la possibilità di un eventuale adesione ad un'alleanza. Qualora un sistema di sicurezza globale convincente a livello europeo sia elaborato e il popolo svizzero esprima la volontà di parteciparvi rinunciando alla neutralità, i necessari presupposti sarebbero senz'altro disponibili.

L'esercito non deve pregiudicare simili decisioni, ma deve essere però in grado, se del caso, di poterle eseguire.

743

Uno specifico rapporto del nostro collegio tratterà in modo più circostanziato la questione della neutralità.

133

Integrazione e esercito 95

L'attuale dibattito pubblico verte sulla futura posizione della Svizzera nel continente. Nell'ottobre 1991 abbiamo raccomandato l'adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo (SEE) e prevediamo una futura adesione alla Comunità europea (CE). Il popolo svizzero avrà, a tempo debito, l'occasione di pronunciarsi in merito. A seconda della soluzione scelta, l'integrazione interesserà anche la questione della neutralità.

Il concetto direttivo dell'esercito non intende pregiudicare questa scelta. Esso si fonda sulle seguenti riflessioni: - la neutralità armata non è intaccata dall'attuale politica di collaborazione bilaterale. Il nuovo obiettivo, definito nel rapporto 90 sulla politica di sicurezza, di contribuire alla stabilità internazionale, soprattutto in Europa, sarà in questa opzione particolarmente preso in considerazione.

Nella prospettiva di simili sviluppi, ma anche per propri interessi, l'Esercito 95 rafforzerà quegli elementi ai quali non possiamo assolutamente rinunciare nell'ambito della protezione, dell'aiuto e del soccorso e che resteranno comunque di competenza nazionale anche nell'eventualità di un sistema di sicurezza europeo. Il previsto potenziamento della base e dell'infrastruttura territoriali risponde a questa intenzione. La modernizzazione dell'aviazione e degli elementi mobili dell'esercito offrirebbe eventualmente la possibilità alla Svizzera di partecipare in seguito a strutture di difesa europee. Anche i nostri altri sistemi d'armi corrispondono dal punto di vista tecnologico a quelli degli altri Stati europei.

Questa «eurocompatibilità» ci permette di osservare attentamente gli ulteriori sviluppi dal punto di vista della politica di sicurezza e di concentrare i nostri sforzi alla soluzione dei problemi politici ed economici legati all'integrazione.

14

Vulnerabilità della società moderna

La società moderna è diventata vulnerabile. Quella del nostro Paese non fa eccezione.

Da un lato questo fenomeno è riconducibile all'aumento della densità della popolazione e delle costruzioni, alla crescente, in parte unilaterale, dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento di prodotti vitali e di materie prime, come 744

ad esempio nell'ambito energetico o della tecnica informatica, e alla moltiplicazione di impianti di alta tecnologia e alla produzione, l'immagazzinamento, la concentrazione e il trasporto di merci pericolose. Tutto ciò aumenta i rischi di incidenti o di catastrofi antropogene. D'altro lato, la quantità dei mezzi di distruzione di massa, o almeno la quantità di coloro che ne dispongono, non cessa d'aumentare. In questo senso, la società moderna è più soggetta a ricatti d'ogni tipo. Questa vulnerabilità si manifesterebbe in particolare nel caso di una guerra sul proprio territorio.

Riflessioni di questo tenore inducono occasionalmente a pensare che si dovrebbe rinunciare per principio ad una difesa militare, poiché essa mette in pericolo ciò che intende difendere. Non possiamo condividere questa opinione.

Essa significherebbe sottomettersi a priori alla minaccia di una forza o di una potenza straniera, quasi come a volerla provocare. Questa non può essere l'attitudine della Svizzera.

Lo scopo primordiale del nostro esercito è proprio di evitare una guerra e dunque di prevenire una distruzione del nostro Paese e delle sue basi vitali.

Se, ciononostante, vi fossero conflitti di natura bellica sul nostro territorio, una serie di misure preventive e reattive è prevista. Queste concernono soprattutto gli ambiti dell'approvvigionamento nazionale e della protezione civile.

Ma anche l'esercito deve contribuire a ridurre la vulnerabilità del nostro Paese e ad alleviarne gli effetti. Esso sceglie così i suoi dispositivi di combattimento in modo da risparmiare il più possibile la popolazione civile e gli impianti di vitale importanza. È un programma attuabile grazie ad una difesa dinamica del territorio. L'esercito agisce in modo reattivo contribuendo a limitare i danni mediante l'organizzazione e l'impiego, in collaborazione con la protezione civile, dell'efficace strumento già menzionato dell'aiuto in caso di catastrofe.

Evidentemente tutte le misure preventive destinate a ridurre la vulnerabilità possono avere soltanto un effetto limitato. In caso di guerra, perdite umane e materiali sarebbero inevitabili. Qualora un avversario attacchi in modo massiccio obiettivi civili, la sopravvivenza della nazione diverrebbe prioritaria. In una tale eventualità, le autorità politiche dovrebbero rivalutare la situazione.

2 21

Prospettive favorevoli e pericoli Evoluzione della situazione dopo la pubblicazione del rapporto 90 sulla politica di sicurezza

Nel rapporto 90 sulla politica di sicurezza della Svizzera abbiamo presentato un'analisi della situazione differenziata. Per un verso riconoscevamo nel rapido e fondamentalmente positivo mutamento del nostro contesto internazionale e strategico l'opportunità di avvicinare, per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale, il tanto anelato obiettivo di pace e di libertà come pure l'edificazione di un ordinamento di sicurezza europeo fondato su questi ideali. Per un altro verso, tuttavia, non trascuravamo i rischi e i pericoli che avrebbero ancora dovuto essere superati e le permanenti possibilità d' improvvise involuzioni insite nei nuovi focolai di conflitti. Quale obiettivo della politica di sicu745

rezza svizzera, ci proponevamo di sfruttare in modo conseguente e attivo, entro i limiti delle nostre possibilità, le opportunità positive appena aperte ma anche, parallelamente, di assicurare la prontezza dei mezzi che permettono di far fronte ai rischi tutt'ora esistenti.

Tale valutazione della situazione ha trovato conferma negli avvenimenti che hanno seguito la pubblicazione del rapporto 90 nell'ottobre 1990. Giova ricordare a questo proposito, che anche la descrizione, a cui ora ci accingiamo, di questa evoluzione e della situazione presente è da considerarsi come una diagnosi momentanea. Tenteremo tuttavia di individuare negli avvenimenti attuali le tendenze a media e lunga scadenza. Esse dovranno essere verificate costantemente nel corso dei prossimi sviluppi.

Il pericolo di un conflitto generalizzato Est-Ovest è ancora diminuito. Nel frattempo, il Patto di Varsavia si è dissolto. Il mancato colpo di Stato in URSS nell'agosto 1991 ha precipitato il disgregamento del sistema comunista. Gli Stati emersi da questo processo cercano oggi di aprirsi la via verso la democrazia e verso un'economia di mercato efficiente. Si delinea l'opportunità di superare non solo la guerra fredda ma anche la struttura bipolare che caratterizzava le relazioni internazionali dal 1945. L'Europa inizia ad evolvere e ad acquisire maggiore coesione. Ovunque si ricercano gli elementi sui quali costruire un ordine di sicurezza europeo credibile. Le possibilità di un esito positivo menzionate nel rapporto 90 si sono consolidate.

Purtroppo la medesima constatazione può esser fatta riguardo ai rischi e ai pericoli esposti nel summenzionato rapporto. L'evoluzione dall'ottobre 1990 ne mostra il ventaglio in tutta la sua ampiezza. Problemi economici e sociali di enormi proporzioni hanno notevolmente aumentato la fragilità delle strutture politiche nell'Est e, conseguentemente, anche della situazione generale in Europa sotto il profilo della politica di sicurezza. Nuovi Stati sono creati, alleanze sono dissolte o subiscono mutamenti. Un po' ovunque nei Paesi dell'Europa orientale la caduta del comunismo ha ridato vigore a movimenti nazionalistici.

Ne sono risultati nuovi e pericolosi focolai di tensioni. La sanguinosa disgregazione della Jugoslavia mostra l'esito che possono avere simili processi. In Europa non vi sono soltanto aspetti che inducono a nutrire giustificate speranze: oggi ancora sono in corso guerre e centinaia di migliaia di esseri umani sono in fuga. I mutamenti violenti che scuotono la parte orientale del nostro Continente creano profonde tensioni sociali che rappresentano per le neonate democrazie, e per l'Occidente disposto a prestare il debito aiuto, sfide decisive. Il processo di transizione sarà difficile e tormentato.

Al di fuori dell'Europa la guerra del Golfo ha dimostrato che anche i focolai di conflitti situati nel Terzo mondo possono toccare rapidamente e direttamente l'Europa. La via verso un nuovo ordine mondiale sarà ancora più problematica che quella verso uno stabile ordinamento di sicurezza in Europa. La guerra del Golfo ha inoltre mostrato in modo pregnante i pericoli risultanti dalla proliferazione incontrollata di armi di distruzione di massa e dei relativi vettori di lunga portata. Emergono qui nuovi aspetti della minaccia alla sicurezza dell'Europa. La guerra del Golfo ha anche messo in evidenza gli aspetti essenziali di una guerra moderna. Ha tuttavia anche dimostrato l'importanza 746

della solidarietà internazionale di fronte all'aggressione e alla violenza. La caduta dei regimi totalitari all'Est ha, dal canto suo, permesso di riconoscere le proporzioni spaventose della distruzione dell'ambiente perpetrata e i rischi tecnici che sono stati presi. Occorrerà tenere viepiù conto del pericolo di catastrofi ecologiche di portata internazionale.

22

Valutazione della situazione attuale

Ci troviamo in una fase di costante evoluzione dinamica. La guerra fredda si è conclusa. La creazione di un nuovo ordine di sicurezza europeo stabile, benché non ancora realizzata, pare un obiettivo sempre meno utopico. Viviamo in un periodo di transizione, le cui caratteristiche essenziali, l'instabilità e la labilità, permarranno anche nell'ipotesi di sviluppi positivi. Occorre dunque aspettarsi, durante questo periodo, forti variazioni della situazione generale, sia positive che negative. È tuttavia evidente che evoluzioni estemporanee e di breve durata, siano esse favorevoli o meno, non possono costituire un punto di riferimento per la nostra politica di sicurezza, né rappresentare il criterio in base al quale imbastire la pianificazione del nostro esercito di milizia. La nostra politica di sicurezza e il nostro esercito devono piuttosto orientarsi in funzione delle costanti che si delineano nel contesto politico.

221

Valutazione della situazione sotto il profilo della politica di sicurezza

In materia di politica di sicurezza dobbiamo attualmente far fronte a tre minacce chiaramente identificabili e a due sfide importanti. Le minacce sono costituite dalle conseguenze del processo di disgregazione dell'URSS, dall'instabilità della situazione nei Balcani e da un insieme di elementi che descriveremo in seguito raggruppandoli nel concetto di «nuovi rischi sotto il profilo della politica di sicurezza». Le sfide sono rappresentate dal sostegno attivo alla costruzione di un'Europa dell'Est democratica e stabile e dalla partecipazione allo sviluppo di un ordinamento di sicurezza europeo; entrambi rispondono alle speranze e ai desideri dei popoli del nostro Continente.

La disgregazione dell'URSS L'Unione sovietica non esiste più. Gli Stati baltici hanno riacquisito la loro indipendenza e altre repubbliche ne hanno seguito l'esempio. Esse cercano ora di creare una nuova unione o una nuova alleanza di Stati. Non sappiamo per il momento quanto durerà questa fase di transizione, né se essa avrà un decorso pacifico e neppure su quali risultati sfocerà.

L'imponente arsenale di armi convenzionali e nucleari dell'ex URSS rappresenta un importante fattore d'insicurezza. Urge anche sapere se, soprattutto dal punto di vista tattico, il controllo e la protezione fisica dell'arsenale nucleare sovietico sono ancora garantiti. L'esistenza di numerosi impianti nucleari sovietici di ogni tipo, di enormi quantità di materiale fissile e di fabbriche per la produzione di vettori a lunga portata, desta non poche preoccupazioni.

747

Sussiste inoltre il pericolo che le conoscenze degli specialisti sovietici in armi nucleari siano messe a disposizione delle ambizioni nucleari di dittatori. Ugualmente preoccupante è la proliferazione di armi chimiche e la diffusione di agenti chimici e elementi d'armamento che permettono la produzione di armi chimiche e biologiche. Resta inoltre incerto l'ossequio degli impegni contratti dall'URSS in materia di controllo degli armamenti.

La situazione catastrofica per quanto concerne l'economia e l'approvvigionamento del Paese inasprisce le tensioni sociali ed etniche. Anche queste costituiscono un serio pericolo politico. Le vecchie istituzioni politiche si sono disgregate senza essere state sostituite da organi sufficientemente stabili. In alcune parti del Paese, frammenti del vecchio sistema minacciano di sopravvivere assumendo nuove vesti. Nelle diverse repubbliche, il cammino verso la democrazia e i diritti dell'uomo sarà più o meno lungo e irto d'ostacoli. Ne potrebbe risultare un rafforzamento delle forze centrifughe e un ulteriore potenziale di tensioni suscettibili di assumere una portata internazionale. Affinchè il processo di trasformazione abbia buone possibilità di riuscire, occorre che alla popolazione sia offerta una prospettiva credibile per superare gradualmente i problemi che la affliggono. I provvedimenti di aiuto da parte dell'Occidente, per quanto ingenti essi siano, non saranno sufficienti, poiché in definitiva spetterà alle singole nuove repubbliche risolvere le proprie difficoltà. È però altrettanto evidente che esse non saranno in grado di raggiungere i risultati auspicati senza un adeguato e puntuale sostegno da parte dei Paesi occidentali.

La situazione nei Balcani Nei Balcani la situazione non è meno critica. Qui i problemi di nazionalità sono tanto profondi quanto complessi. Tra l'est e l'ovest viene tracciata una nuova frontiera etnica e culturale. La situazione e le prospettive economiche paiono ancora più oscure di quelle dell'ex Unione sovietica. Numerose frontiere sono contestate. La guerra civile in Jugoslavia contraddice tutti i principi umanitari, dei diritti dell'uomo e dell'accordo di Parigi dell'OCSE. La Jugoslavia si è disintegrata.

Non bisogna poi trascurare le potenzialità di propagazione di questa guerra. I combattimenti non coinvolgono ancora l'intero territorio e sinora si è riusciti ad evitare un'estensione del conflitto agli Stati limitrofi. La realtà di un tale pericolo è dimostrata dallo spiegamento temporaneo di reparti dell'esercito austriaco alle frontiere. Il flusso di profughi aumenta, assumendo oggi proporzioni internazionali. Vi è il rischio che membri delle fazioni in conflitto si scontrino violentemente anche all'estero, sollecitando oltremisura le capacità delle forze dell'ordine.

È soprattutto il messaggio veicolato da questa guerra che costituisce un'importante minaccia. Qualora l'aggressione risulti proficua, dimostrando che le frontiere possono essere modificate ricorrendo alla violenza, vi è da temere che questo esempio non tarderà a trovare pericolosi emuli. La guerra civile jugoslava ha anche mostrato che l'Europa non dispone ancora di alcuna politica di sicurezza comune.

748

Importanza dell'Europa centrale In seguito agli sconvolgimenti del 1989 l'Europa centrale ha visto nascere nuove democrazie. Queste hanno ereditato enormi difficoltà economiche. D'altra parte, devono far fronte ad enormi problemi ecologici. Sebbene dispongano di tradizioni democratiche, la loro esperienza in questo campo è alquanto limitata. Esse rischiano inoltre di subire direttamente e sotto forme diverse gli effetti degli avvenimenti che hanno scosso l'ex URSS.

Qualora la transizione alla democrazia, alla libertà e alla giustizia sociale non abbia buon esito, le conseguenze sarebbero estremamente gravi. Il successo o il fallimento di questo esperimento costituirà un importante precedente. Questi Stati rappresentano anche una zona di possibile stabilità in diretta prossimità delle regioni occidentali dell'ex Unione sovietica minacciate dall'insorgere di conflitti caotici. Anche in questi Paesi vi è un notevole potenziale di conflitti nazionali, rafforzato dall'inasprirsi delle tensioni sociali. È pertanto d'estrema importanza fornire loro il necessario aiuto per risolvere i problemi in modo pacifico e quindi rendere possibile la loro reintegrazione in un'Europa libera e democratica. A tal fine non basta soltanto prestare un aiuto economico puntuale, ma occorre anche sostenere attivamente la creazione di strutture democratiche e federalistiche come pure l'allestimento democratico e controllato di forze armate destinate alla difesa. L'interesse di questi Paesi per le nostre esperienze con il sistema di milizia è molto vivo.

Nuovi rischi sotto il profilo della politica di sicurezza Per nuovi rischi sotto il profilo della politica di sicurezza s'intendono i pericoli suscettibili di assumere rapidamente grande importanza, come ad esempio la costante proliferazione di armi, nucleari e chimiche, di distruzione di massa e dei loro vettori, la diffusione del fondamentalismo religioso militante, quella del terrorismo, del traffico illegale d'armi, l'influenza crescente del crimine organizzato a livello internazionale (che inizia ad assumere dimensioni allarmanti anche dal punto di vista della politica di sicurezza), il divario economico sempre più profondo tra Nord e Sud, ma anche tra Ovest ed Est e la risultante pressione migratoria.

In principio, tutti questi problemi non sono nuovi. La novità, che caratterizza il momento attuale, è la loro reciproca interazione ed interdipendenza che conferisce loro nuove proporzioni. Essi possono essere affrontati soltanto con strategie coordinate a livello internazionale. D'altra parte, la nostra risposta a questi fenomeni non può più essere esclusivamente difensiva, ma deve mirare all'eliminazione delle cause. L'Europa non può isolarsi e ignorare i problemi del Terzo mondo e dell'ex blocco dell'Est. Deve contribuire attivamente alla loro soluzione. Gli sforzi profusi per raggiungere una soluzione pacifica del conflitto in Medio Oriente come pure la cooperazione allo sviluppo o l'aiuto ai Paesi d'Europa centrale ed orientale rientrano in questa prospettiva.

Partecipazione alla costruzione di un ordine di sicurezza europeo In Europa sono in atto oggigiorno, a tutti i livelli, sforzi per costruire un nuovo ordine di sicurezza europeo.

749

Si prevede di continuare il consolidamento del processo OCSE. Quest'ultimo deve anche essere in grado di evitare o almeno di padroneggiare eventuali crisi.

La vecchia proposta svizzera di un sistema obbligatorio di composizione pacifica delle vertenze assume in questo contesto grande attualità. L'accordo di Parigi, che costituisce una base preziosa ed indispensabile raggruppante valori e obiettivi comuni, deve essere realizzato.

Senza rinunciare al suo carattere di alleanza difensiva, la NATO ha fortemente accentuato il suo peso politico. Essa tenta di svolgere un ruolo stabilizzante oltre le frontiere europee e ricerca, mediante nuovi organismi, di mantenere costantemente il dialogo con gli Stati che hanno appartenuto al Patto di Varsavia.

La CE persegue una politica estera e di sicurezza unitaria alla quale possa prevedibilmente anche succedere una politica di difesa comune. In questo contesto sarà possibile che l'Unione dell'Europa Occidentale (UEO) assuma il ruolo di elemento di difesa della CE, fungendo contemporaneamente da intermediario con la NATO. Questa evoluzione della CE verso un'Unione dotata di un'«identità di difesa» è appena agli inizi. Molte domande restano ancora aperte, ma la tendenza principale è ravvisabile.

In questa ricerca di un nuovo ordine di sicurezza politica, anche il contributo del nostro Paese s'avvera importante. La comprensione all'estero per la nostra neutralità dipenderà non da ultimo anche dalla nostra disponibilità a fornire un contributo attivo e costruttivo. In questo ambito risultano prioritarie la nostra partecipazione al processo OCSE, la nostra prontezza a fornire buone prestazioni di ogni genere, compresa la partecipazione ad azioni di promovimento e di mantenimento della pace, a prestare aiuto all'Europa centrale ed orientale come pure la disponibilità a mettere a disposizione le nostre esperienze nell'ambito della democrazia, del federalismo e di un sistema di forze armate puramente difensive.

Ma l'immagine della Svizzera all'estero dipenderà essenzialmente anche dalla sua capacità di assumere la difesa del proprio territorio e spazio aereo. Il compito conferito dal rapporto 90 alla politica di sicurezza, ovvero di contribuire alla stabilità soprattutto in Europa, assume pertanto un'importanza del tutto particolare. È in fondo nel nostro pieno interesse contribuire attivamente all'edificazione dell'Europa di domani e di farvi valere le nostre idee.

222

La situazione militare

II pericolo di un conflitto generalizzato tra Est ed Ovest è ampiamente scongiurato. Anche il rischio di uno scontro.nucleare è fortemente diminuito. Gli arsenali nucleari all'Est e all'Ovest dovrebbero nei prossimi anni essere fortemente ridotti, sia sul piano strategico che su quello tattico. La principale minaccia nucleare odierna risulta dalle centrali nucleari insicure dell'ex blocco dell'Est, dal rischio di conflitti caotici nell'ex URSS, che potrebbero anche assumere dimensioni nucleari, come pure dalla proliferazione di armi nucleari nel Terzo mondo. Tali rischi non devono essere sottovalutati. Aggressioni nucleari dirette specificamente contro il nostro Paese paiono poco probabili. Nell'eventualità di catastrofi nucleari di portata internazionale o di attentati nucleari a sfondo 750

terroristico, l'esercito, quale unico strumento ben equipaggiato e rapidamente impiegabile, deve continuare ad essere in grado di fornire il necessario aiuto agli enti civili delle regioni sinistrate.

Le principali minacce militari risultano oggi dai seguenti fattori: - dai conflitti interni suscettibili di estendersi ed assumere le proporzioni di crisi caotiche e di conflitti di carattere internazionale; - dalla permanente possibilità di conflitti fra Stati europei; .

Tenuto conto di questi numerosi fattori tutt'ora esistenti, nessun Paese è disposto a rinunciare alle proprie forze armate. L'Europa resta, anche qualora gli accordi sul disarmo conclusi sinora fossero ratificati e concretizzati, la regione più armata del pianeta.

È tuttavia possibile constatare che le forze armate dei Paesi che formano il nostro contesto strategico subiscono attualmente un'importante evoluzione: - Di fronte alla situazione evidentemente instabile ci si fonda sempre sulle possibilità di minacce militari. Queste ultime non sono più descritte, come avveniva durante il periodo della guerra fredda, sotto forma di scenari concreti.

Se ne trae piuttosto la conclusione di mantenere forze armate suscettibili di affrontare credibilmente l'intero ventaglio delle possibili forme di minaccia.

zione e verifica nell'ambito di accordi sul disarmo; azioni per il mantenimento o la promozione della pace, che possono comprendere il controllo dello svolgimento di votazioni, azioni di truppe di caschi blu o perfino interventi di forza per imporre il rispetto di armistizi; missioni umanitarie di ogni genere; l'impiego per assicurare la sicurezza di negoziati di pace e conferenze; azioni di aiuto in casi di ingenti flussi di rifugiati e movimenti migratori incontrollati; protezione delle frontiere per evitare la propagazione di un conflitto armato sul proprio territorio o spazio aereo; collaborazione alla costruzione di strutture difensive nelle giovani democrazie dell'Est.

Né la NATO né gli ex membri del Patto di Varsavia e neppure gli Stati risultanti dal disgregamento dell'URSS hanno oggi un'immagine precisa del nemico. Essi considerano un esercito ridotto, dotato d'un equipaggiamento moderno e suscettibile di un impiego flessibile come uno strumento indispensabile per garantire la propria sicurezza e per fornire un contributo alla stabilità di un'Europa divenuta instabile e soggetta a rapide evoluzioni.

23

Conseguenze per il nostro esercito

In un'Europa in rapida evoluzione, il nostro esercito deve essere in grado di assumere numerosi compiti: 1. Di fronte alle incertezze e ai rischi tutt'ora esistenti, il suo compito principale resta quello di evitare la guerra mediante la capacità alla difesa.

2. L'esercito deve essere in grado di evitare la propagazione di conflitti sul nostro territorio.

3. L'esercito deve essere in grado di proteggere efficacemente il nostro spazio aereo in tutte le situazioni di crisi o di minaccia. Questo compito assume un'importanza del tutto particolare alla luce della maggiore rilevanza assunta dalle forze armate aeree e delle esperienze della guerra del Golfo.

4. Nell'eventualità di ingenti flussi di profughi o improvvisi movimenti migratori, l'esercito deve essere in grado di fornire aiuto in modo rapido ed efficace e di assistere le autorità civili nel sedare eventuali scontri tra fazioni nemiche straniere che si trovano sul territorio svizzero.

5. L'esercito deve essere in grado di sostenere la politica estera nell'ambito di provvedimenti per il mantenimento o per la promozione della pace, mediante materiale, personale e conoscenze specifiche. Tra queste attività figurano in particolare le ispezioni, l'osservazione e il controllo, azioni umanitarie di ogni genere, azioni per il mantenimento o la promozione della pace sotto l'egida o al di fuori delle Nazioni Unite come pure il sostegno di azioni nell'ambito dei buoni servizi, della sicurezza di conferenze internazionali fino alla partecipazione a missioni di vigilanza d'elezioni.

6. L'esercito deve essere in grado di assistere rapidamente ed efficacemente gli organi civili del Paese, nell'eventualità di catastrofi antropogene o naturali.

Per azioni analoghe deve anche poter inviare speciali formazioni all'estero.

Per adempiere tutti questi compiti l'esercito deve conservare un livello di equipaggiamento e di prontezza tale da assicurare agli organi politici la libertà di 752

manovra necessaria per poter reagire tempestivamente. Il suo grado di armamento e d'istruzione non deve decadere al punto da far perdere la sua credibilità e da suggerire l'idea che il nostro Paese fondi la propria politica di sicurezza essenzialmente sugli sforzi dei Paesi vicini, ma deve permettere al nostro governo e al sovrano di affermare la nostra posizione nell'Europa di domani lasciando aperte tutte le possibili opzioni.

3 31

II compito dell'esercito in materia di politica di sicurezza II ruolo dell'esercito nella strategia di sicurezza

L'esercito è una parte della nostra difesa integrata. Nel nostro rapporto 90 sulla politica di sicurezza della Svizzera abbiamo descritto i suoi compiti nel contesto generale e definito in modo vincolante la sua missione. Questa si fonda su un'ampia analisi della situazione aggiornata nel precedente capitolo e completata con considerazioni di natura militare. Il paragone tra le opportunità positive e i pericoli ha permesso di enucleare gli obiettivi della politica di sicurezza e la corrispondente strategia.

La formulazione degli obiettivi della politica di sicurezza e la descrizione dei compiti dell'esercito, che si trovano nel rapporto 90 sulla politica di sicurezza, figurano nell'appendice del presente rapporto.

32

Difesa integrata e esercito

Per realizzare la strategia della nostra politica di sicurezza disponiamo dei seguenti strumenti, riuniti nel concetto di mezzi della difesa integrata: - politica estera; - esercito; - protezione civile; - politica economica e politica economica esterna; - approvvigionamento economico del Paese; - protezione dello Stato; - informazione.

Tutti i mezzi della difesa integrata partecipano all'assolvimento dei compiti risultanti dalle quattro componenti della strategia in materia di politica di sicurezza (promovimento della pace, salvaguardia delle condizioni d'esistenza, prevenzione della guerra e difesa come pure adeguata prontezza). La stretta coordinazione dei mezzi civili e militari a tutti i livelli risulta pertanto indispensabile.

Per gli interlocutori della difesa integrata (autorità civili della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni, esercito, protezione civile, approvvigionamento economico del Paese, organizzazioni private) tale coordinazione significa in particolare: - impiego comune e coordinato delle infrastrutture a disposizione, sia nei casi normali che in casi straordinari; - armonizzazione dell'impiego dei mezzi a disposizione in caso di crisi, catastrofe o guerra.

49 Foglio federale. 75° anno. Vol. l

753

A livello federale, la responsabilità della coordinazione incombe agli organi direttori della difesa integrata. Nei settori dell'approvvigionamento, del servizio sanitario, del servizio veterinario, dei trasporti, del servizio di protezione AG, del servizio delle trasmissioni, delle requisizioni, dell'assistenza spirituale, del servizio meteorologico e di quello delle valanghe la collaborazione è garantita da veri e propri servizi coordinati.

Esigenze di coordinazione sussistono negli ambiti della vigilanza e della gestione dello spazio aereo, della situazione aerea generale della Svizzera, della salvaguardia della superiorità aerea (comando delle truppe d'aviazione e di difesa contraerea, Ufficio federale dell'aviazione civile), dell'allerta e d'allarme (esercito, protezione civile, informazione), dell'assistenza (esercito, protezione civile, Ufficio federale dei rifugiati), della protezione dell'infrastnittura (esercito, polizia cantonale), dei compiti di polizia (esercito, polizia cantonale, protezione civile), della prestazione di aiuto e del salvataggio (esercito, protezione civile, associazione di salvataggio, società svizzera dei pompieri) come pure nella gestione delle risorse umane (tutti gli interlocutori della difesa integrata); nell'eventualità di attività di portata internazionale dette esigenze sussistono nei settori dell'avvertimento e d'allarme.

In virtù della sua capacità di fornire personale e materiale, l'esercito ha una responsabilità del tutto particolare in molti dei settori summenzionati. Nell'ambito della riforma del governo occorrerà esaminare se il raggruppamento di singoli settori (p. es. l'esercito e la protezione civile) in un dipartimento non consenta di ottenere più proficui effetti di sinergìa.

33

Compito dell'esercito «L'esercito contribuisce alla pace: - fornendo personale nell'ambito di misure volte a promuovere la fiducia, del controllo degli armamenti, della verificazione nonché di operazioni internazionali di mantenimento della pace, in collaborazione con gli organi civili responsabili; - assicurando protezione militare alle conferenze internazionali che si svolgono sul territorio svizzero.

L'esercito contribuisce alla prevenzione della guerra e se necessario difende il nostro Paese e la nostra popolazione: - dimostrando continuamente la sua ferma volontà e la sua capacità effettiva di difendere il Paese; - impedendo che in Svizzera si formi un vuoto militare; - conducendo la difesa terrestre a partire dalle frontiere e in tutta l'estensione del nostro territorio; - proseguendo la resistenza militare anche nelle zone occupate.

L'esercito contribuisce a preservare le condizioni generali di sopravvivenza: - mettendo a disposizione formazioni particolarmente qualificate per essere impiegate in caso di catastrofe;

754

34 Analisi del compito II compito dell'esercito definito nel Rapporto 90 sulla politica di sicurezza comprende missioni di carattere e importanza diversi. La probabilità e lo svolgimento cronologico di eventuali missioni parziali è inversamente proporzionale alle esigenze poste all'esercito. La prevenzione della guerra e la difesa rimangono i compiti principali dell'esercito. Nondimeno il contributo al mantenimento della pace e la preservazione delle condizioni generali di sopravvivenza sono parimenti molto importanti. Occorre inoltre tener conto del fatto che le missioni parziali non vengono svolte a titolo sussidiario, ma possono presentarsi simultaneamente. Pertanto l'esercito deve pianificare l'impiego dei suoi mezzi in modo da essere in grado di soddisfare tutte le esigenze che gli vengono poste. Nelle considerazioni che seguono questo scaglionamento dell'impiego dei mezzi fonda la concezione dell'impiego, il suo frazionamento, le sue strutture, l'istruzione e la garanzia militare dell'esercito.

341 Preparazione adeguata II presupposto dell'adempimento di tutti gli aspetti della missione di sicurezza dell'esercito è una preparazione adeguata. La capacità di adattamento a nuove esigenze tenendo conto dei termini e della situazione implica che vengano prese decisioni nel settore del personale e del materiale e che si disponga del tempo necessario per l'istruzione.

342 Contributo al mantenimento della pace Formazioni speciali dell'esercito specialmente strutturate ed equipaggiate possono esser ingaggiate all'estero sotto la responsabilità dell'ONU e di altre organizzazioni internazionali. Si tratterà in ogni caso di formazioni con effettivi ridotti, appositamente istruite ed equipaggiate per simili ingaggi.

In materia di rafforzamento dei mezzi civili per la protezione di conferenze internazionali su territorio svizzero, la responsabilità dell'impiego delle formazioni militari interessate spetta alle autorità civili. Considerato il fatto che questi ingaggi sono di norma decisi a breve scadenza, un ingaggio rapido e flessibile dei mezzi è di primaria importanza.

343 Preservazione delle condizioni generali di sopravvivenza L'ingaggio di speciali formazioni dell'esercito nell'ambito di missioni di preservazione delle condizioni generali di sopravvivenza si svolge strettamente in fun755

zione del principio di sussidiarietà e la relativa responsabilità spetta esclusivamente alle autorità civili. Le possibilità di missione concernono unicamente due settori: le operazioni di soccorso e di salvataggio in caso di catastrofe e le operazioni di protezione e di guardia, in particolare modo in caso di manifestazioni violente al di fuori dei conflitti.

344

Prevenzione della guerra

La prevenzione della guerra con la capacità difensiva spetta innanzitutto all'esercito. Le prestazioni del sistema militare di coordinamento - costituito dalla difesa aerea, dalle truppe terrestri e dalla logistica - devono essere convincenti e commisurate qualitativamente alle forze armate estere. In questo contesto la motivazione al combattimento e la capacità di difesa svolgono un ruolo determinante e devono convincere gli osservatori esteri che la Svizzera non rappresenta un vuoto militare.

345

Difesa

A causa della brevità dei tempi di preallarme nell'ambito della condotta del combattimento aereo, i relativi mezzi di difesa svolgono una funzione essenziale per la protezione della popolazione e per la condotta del combattimento terrestre. La coordinazione delle truppe d'aviazione e di difesa contraerea è pertanto indispensabile.

La necessità di poter condurre la difesa terrestre a partire dalle frontiere e in tutta l'estensione del nostro territorio impone altresì effettivi militari relativamente ingenti; attualmente la formazione di sforzi principali in funzione della situazione del momento assume pertanto una maggiore importanza.

4

Condizioni quadro e condizioni preliminari di Esercito 95

Oltre alle basi presentate nell'ambito del Rapporto 90 sulla politica di sicurezza, ulteriori fattori sono determinanti per l'esercito. Fra di essi citiamo: - le condizioni quadro politiche: l'obbligo generale di servizio, gli effettivi, le finanze, l'obbligo di servizio nell'esercito, gli obblighi fuori del servizio; - la società moderna, di cui l'esercito di milizia costituisce l'immagine; - l'ambiente in seno al quale l'esercito provvede all'istruzione e si prepara ai suoi compiti; - l'esercito stesso al quale, in considerazione della sua tradizione, del federalismo e dell'equipaggiamento attuale, non può esser dato rapidamente un nuovo assetto.

Questi fattori impregnano il clima politico-militare che fonda l'accettazione dell'esercito e influisce in modo decisivo sul suo sviluppo e la sua riforma. I progetti politici, come per esempio il dibattito sulla revisione della disposizione costituzionale sull'obbligo del servizio militare, possono provocare il mutamento di talune condizioni quadro. Anche il contesto sociale può mutare in 756

considerazione degli sviluppi a livello internazionale e nazionale. Il concetto direttivo «Esercito 95» e l'ulteriore ristrutturazione dell'esercito sono determinati ad un tempo da fattori immutabili e da fattori esterni evolutivi.

41 411

Esercito di milizia e obbligo generale di servizio Mantenimento

II principio dell'esercito di milizia e dell'obbligo generale di servizio è mantenuto. Un'esercito che appare soltanto quando ne sorge il bisogno presenta certo molti svantaggi, ma anche una forza che non possiedono gli eserciti di professionisti.

Il principio della milizia consente in particolare di beneficiare delle attitudini della formazione civile e dell'esperienza di tutti i cittadini tenuti agli obblighi militari per l'intera durata di tali obblighi. Fra le principali forze dell'esercito di milizia vanno citati il suo profondo inserimento nel sentimento popolare e nello Stato federale e la formazione di comunità costituite da persone di origine, mentalità, posizione professionale e sociale diverse, vero e proprio cemento della Nazione. Da questo profilo è pure importante che a tutti i livelli anche le donne siano integrate a titolo volontario in un numero possibilmente elevato di funzioni dell'esercito, purché tali funzioni non siano vincolate a operazioni di combattimento. Inoltre un esercito di milizia è finanziariamente più vantaggioso di un esercito professionale.

Per quanto concerne gli inconvenienti bisogna essere coscienti del fatto che le prestazioni iniziali dell'esercito di milizia non sono molto elevate, anche se grazie alla sua importanza può fornire una prestazione durevole. Infatti l'esercito di milizia non può essere istruito in modo altrettanto completo dell'esercito di mestiere e non può pertanto sfruttare appieno le complesse possibilità della tecnologia moderna.

Questi svantaggi possono essere compensati facendo maggiormente capo a istruttori e specialisti nel settore dell'istruzione, potenziando la preparazione dei quadri, sfruttando in miglior modo le conoscenze professionali dei militi nel settore delle tecnologie moderne, nonché per il tramite di provvedimenti cautelari e di una mobilitazione tempestiva. Complessivamente i vantaggi del sistema di milizia sono preponderanti per il nostro Paese e corrispondono perfettamente alla nostra epoca, tant'è vero che questo sistema suscita un interesse crescente, in particolare nell'Europa centrale e dell'Est.

Nondimeno in seno all'esercito di milizia taluni compiti devono essere garantiti da professionisti, come per esempio i piloti della squadriglia di sorveglianza ed il personale specializzato dei servizi di manutenzione degli arsenali, del parco automobili dell'esercito, degli aerodromi militari e delle fortificazioni. Anche in taluni stati maggiori di condotta è necessaria una maggiore presenza di professionisti competenti. Comunque in cifre assolute il numero dei professionisti non aumenterà in seno al nuovo esercito.

757

412

Donna e esercito

La collaborazione delle donne in seno al servizio militare femminile e al servizio della Croce rossa ha assunto maggiore importanza per l'esercito nel contesto del suo accresciuto impiego nel settore del mantenimento della pace e della preservazione delle condizioni generali di sopravvivenza. Occorre pertanto potenziare le possibilità di collaborazione della donna.

Le donne possono annunciarsi al servizio su basi volontarie. In virtù del principio dell'uguaglianza tra uomo e donna, al personale femminile dell'esercito dovrà essere aperto un numero possibilmente elevato di funzioni, a condizione che abbia ricevuto la necessaria istruzione e purché queste funzioni non esigano l'ingaggio in combattimento. Di norma le donne hanno i medesmi obblighi e diritti dei loro colleghi maschili.

413

Ordinamenti speciali

Oltre al servizio personale, gli obblighi militari comprendono pure gli obblighi fuori servizio (per esempio il tiro obbligatorio, le ispezioni, gli annunci) e la tassa d'esenzione dal servizio militare.

Taluni membri di gruppi professionali (per esempio polizia, FFS, PTT, servizio di salvataggio e di pompieri, guardie di confine, personale delle prigioni, personale degli impianti destinati alla sanità) sono dispensati dal servizio personale e dall'obbligo di servizio. Nell'ambito di Esercito 95 queste eccezioni saranno sempre trattate in modo restrittivo. Ulteriori militari che svolgono attività indispensabili nel settore della difesa integrata potranno essere dispensati dal servizio attivo.

Una modifica costituzionale è stata proposta in vista dell'istituzione di un servizio civile.

42 421

Effettivi In generale

L'effettivo indispensabile dell'esercito non è una grandezza che può essere calcolata oggettivamente. Esso è in particolare determinato dalla missione, che dipende a sua volta da una valutazione della possibile evoluzione a lunga scadenza. Nondimeno occorre tener conto di un certo numero di ulteriori fattori.

Per stabilire l'effettivo di Esercito 95 sono stati studiati metodicamente numerosi parametri onde determinare se e come la missione poteva essere adempita tenendo conto delle condizioni quadro. Alla luce della situazione attuale un effettivo regolamentare di 400 000 militari è indispensabile e giustificato.

758

422

II compito come fattore determinante dell'effettivo regolamentare

L'effettivo regolamentare attuale è di poco superiore ai 600 000 militari e verrà ridotto a 400 000 nell'ambito di Esercito 95. Questo dato si fonda sulle considerazioni seguenti: - Determinante ai fini della fissazione dell'effettivo regolamentare è la missione difensiva, che costituisce altresì il compito principale. Anche rinunciando ad un concetto d'impiego che copra l'intera superficie, occorre un esercito relativamente importante per riempire questa missione su tutta l'estensione del territorio. Questo dato risulta tra l'altro dall'insufficiente mobilità della nostra fanteria sul campo di battaglia, lacuna che potrebbe essere colmata soltanto con l'acquisto di nuovi elicotteri da combattimento. Per motivi di ordine finanziario questo equipaggiamento non entra in linea di conto per il momento.

Nondimeno, come esposto nel capitolo «Considerazioni fondamentali», una notevole riduzione dell'effettivo attuale è concepibile e giustificata a causa dei mutamenti intervenuti nel settore della sicurezza; il suo ordine di grandezza deve essere di un terzo circa dell'effettivo regolamentare attuale, percentuale simile a quella già preannunciata da altri Stati europei.

423

Altri criteri determinanti

Nel sistema militare svizzero non è possibile pianificare un nuovo esercito scegliendo liberamente un effettivo. Dal profilo di un'interpretazione dell'obbligo generale di servizio fondata sul principio dell'equità militare e dal punto di vista della realizzazione di quest'obbligo tenendo conto delle attitudini psichiche e fisiche, i criteri determinanti sono costituiti dallo sviluppo demografico e dalla durata del servizio stabilita per legge. Sono questi i criteri che stabiliscono l'effettivo dell'esercito. Nel corso degli ultimi anni l'effettivo reale ha superato di gran lunga l'effettivo regolamentare, ma nei prossimi 10-15 anni subirà una notevole riduzione, dovuta al calo delle nascite negli anni 1965-1975. Anche l'eventuale istituzione di un servizio civile potrebbe provocare una riduzione dell'effettivo, senza scordare poi la tendenza al calo dell'attitudine al servizio attitudine che era tradizionalmente elevata nel nostro Paese.

L'ipotesi di pianificazione «effettivo regolamentare di 400 000 militari» aveva pertanto lo scopo di stabilire la durata del servizio militare.

759

424

Riserva di mobilitazione e effettivo del controllo di corpo

L'effettivo del controllo di corpo corrisponde all'effettivo regolamentare aumentato di una riserva di mobilitazione. In caso di mobilitazione questa riserva consente di garantire l'occupazione dei posti regolamentari nonostante le assenze.

La riserva di mobilitazione corrisponde al numero dei militari che in caso di mobilitazione non possono entrare in servizio perché sono in congedo o in soggiorno all'estero, al beneficio di una dispensa, malati o per altri motivi.

L'importanza della riserva di mobilitazione dipende in larga misura dal numero di dispense dal servizio attivo. Tali dispense vengono accordate ai militari che in caso di mobilitazione devono svolgere attività indispensabili nel settore della difesa integrata, come per l'esempio nell'approvvigionamento economico del Paese, nel Governo e nell'amministrazione o nei servizi pubblici (ospedali, servizi di salvataggio). In futuro la necessità di accordare dispense aumenterà fortemente. Il concetto direttivo Esercito 95 deve quindi prevedere ulteriori dispense in caso di mobilitazione nei settori del salvataggio, della logistica e della sanità. Per motivi di equità militare le dispense dal servizio attivo dovranno essere trattate in modo restrittivo e accordate in priorità ai militari che hanno più di 30 anni.

Nell'ambito di Esercito 61 la riserva di mobilitazione ammontava a circa 80 000 militari che verranno ridotti a circa 70000 in quello dei Esercito 95. Il leggero aumento percentuale della riserva di mobilitazione tiene conto del fabbisogno supplementare di dispense in caso di servizio attivo.

L'effettivo del controllo di corpo di 680000 militari circa (Esercito 61) verrà pertanto ridotto a circa 470000 militari (Esercito 95).

425

Effettivo reale

L'effettivo reale corrisponde al numero complessivo di militari incorporati nell'esercito ed è fortemente influenzato dalla durata del servizio.

Nell'ambito di Esercito 61 l'effettivo reale ammonta a circa 800000 militari.

In seguito alla soppressione di otto classi d'età di landsturm verrà ridotto a circa 600000 militari nell'ambito di Esercito 95. Questo supplemento di effettivi relativamente ingente sarà difficilmente evitabile all'inizio dell'attuazione di Esercito 95; tutt'al più potrà essere parzialmente ridotto per il tramite di soluzioni transitorie.

Sta comunque di fatto che l'effettivo reale verrà rapidamente ridotto in seguito all'evoluzione demografica e che raggiungerà verso il 2010 l'effettivo del controllo di corpo. La tendenza al calo dell'attitudine al servizio - attitudine che era tradizionalmente elevata nel nostro Paese - e l'eventuale istituzione di un servizio civile dovrebbero accelerare la riduzione dell'effettivo reale.

L'effettivo del controllo di corpo indispensabile è in ogni caso garantito per i prossimi 10 anni almeno nel caso di un obbligo di servizio sino alla conclusione del 42° anno di età.

760

43

Obbligo di servizio

L'obbligo di servizio comprende i servizi d'istruzione, i servizi speciali ed il servizio attivo.

Grazie al nuovo servizio speciale sarà possibile allentare il servizio attivo a un livello intermedio. Si potrà così evitare di porre in servizio attivo truppe già impiegate per missioni specifiche. Il disciplinamento legale di questo tipo di servizio consentirà un impiego più flessibile e più semplice delle truppe. Il servizio speciale verrà ordinato per gli ingaggi in caso di catastrofe, di protezione di conferenze, di attività di sorveglianza, di potenziamento del corpo della guardie di confine o di assistenza.

Per diversi motivi numerosi militari devono essere dispensati dal servizio attivo. Questi militari prestano però il servizio d'istruzione ed il servizio speciale.

Come già rammentato, la durata dell'obbligo di servizio è strettamente vincolata all'effettivo dell'esercito. Di norma viene postulata una maggiore flessibilità. Il Consiglio federale deve disporre della competenza di adeguare la durata dell'obbligo di servizio al fabbisogno di effettivi. Tali adeguamenti sono però possibili soltanto a intervalli di tempo relativamente lunghi, visto che interessano pure gli effettivi della protezione civile.

Nell'ambito di Esercito 95 la durata del servizio sarà di: - di 22 anni per i soldati, gli appuntati, i sottufficiali, gli ufficiali subalterni e una parte dei capitani, ossia dal 20° al 42° anno di età; - di 32 anni per un parte dei capitani e per gli ufficiali di stato maggiore (maggiori, colonnelli), ossia sino al 52° anno di età.

Il grosso dei militari sarà liberato dall'esercito e dall'obbligo di servizio al raggiungimento del 42° anno di età e poi incorporato per 10 anni nella protezione civile.

L'esercito dovrà però conservare taluni specialisti al di là del 42° anno di età, perché necessita assolutamente delle loro conoscenze professionali. A tale scopo dovranno essere elaborate le basi legali necessari (leggi e ordinanze).

La partecipazione della donna nell'esercito continuerà ad essere fondata sul volontariato. Le donne che optano a favore del servizio militare femminile o del servizio della Croce rossa sono tenute all'obbligo di servizio e ricevono un'istruzione di base ed eventualmente un'istruzione per quadri.

44

Durata totale del servizio

Per i soldati la durata ordinaria del servizio è attualmente di 331 giorni e viene assolta nelle scuole reclute e nei corsi di ripetizione e di complemento.

Nell'ambito di Esercito 95 verrà applicato il seguente principio: La durata totale della prestazione di servizio ordinaria nel servizio d'istruzione verrà stabilita per legge; per i soldati e gli appuntati continuerà ad essere di 331 giorni al massimo. Determinante ai fini della durata complessiva è la minaccia attuale e previsibile. Posto che la sicurezza in Europa venga considerata stabile, 761

la durata dei giorni di servizio verrà ridotta; nell'ipotesi contraria e in caso di sviluppi pericolosi potrà essere aumentata. La competenza di aumentare il numero dei giorni di servizio sino al massimo stabilito per legge deve essere attribuita al Consiglio federale. Nelle prospettive attuali per i soldati e gli appuntati è giustificata una diminuzione della durata complessiva del servizio ordinario a 300 giorni, ossia una riduzione da 11 a 10 mesi. Come sinora i soldati e gli appuntati potranno essere convocati a servizi supplementari per i lavori preparatori e di licenziamento.

Durata totale del servizio d'istruzione 331

IST

300

Ccplm

13

limite legale massimo

40 ca 192

160

200

CR

CR

Esercito 61

Esercito 95

100 .0

8 O

762

45

Soppressione delle classi dell'esercito

Nell'ambito di Esercito 95 vengono soppresse le classi dell'esercito attiva, landwehr e landsturm, in quanto il nuovo concetto direttivo non opera più differenziazioni tra militari giovani ed anziani.

Questo modo di procedere consente in particolare: - di conservare i militari più a lungo nella loro unità e quindi di meglio sfruttare le loro conoscenze e attitudini militari; - di evitare corsi di istruzione supplementare e quindi di risparmiare tempo e spese d'istruzione; - di meglio amalgamare militari di tutte le classi di età e quindi di formare unità solide e affiatate in un medesimo spirito di corpo; - di diminuire le spese amministrative.

La flessibilità dei mutamenti di incorporazione dovrebbe consentire un migliore sfruttamento di conoscenze speciali e di meglio tener conto dei mutamenti professionali, come pure di affidare nuovi compiti a militari con prestazioni insufficienti.

46 461

Mezzi finanziari e personali Finanze

I costi degli strumenti e dei provvedimenti di politica di sicurezza sono sopportati dalle collettività pubbliche (Confederazione, Cantoni e Comuni), ma anche direttamente dall'economia e da singoli cittadini (scorte obbligatorie, costruzioni di protezione, compensazione della perdita di guadagno).

Sulla scorta degli ultimi dati disponibili del 1989 le spese delle collettività pubbliche per la difesa militare e civile del Paese ammontano a circa 5,8 miliardi di franchi, pari al 7 per cento circa delle loro spese totali. Nel 1960 questa percentuale era ancora del 15 per cento, ossia superiore al doppio.

763

Spesa pubblica (per settore, ultimi dati disponibili del 1989 in milioni di franchi)

15'328

Insegnamento Previdenza ricerca sociale (spese per l'istruzione)

Sanità

Trasporti energia

Difesa

Spese finanziarie

È difficile operare un confronto con le spese militari degli altri Paesi. In un raffronto internazionale le spese militari della Svizzera possono essere considerate relativamente modeste e medie se si tiene conto del contributo qualificato del settore privato.

764

Spese militari di diversi Stati nel 1989 (in% del prodotto nazionale lordo)

8,0%

5.8°/

6,0%

.3.7%-3.7%-»-

4,0%

2.8% 2.9% 2.9% 2.4% 2.4% 2.5% 1.8% 1.9%

2,0% 1.1%

0,0% A

CH

SF

S

l

B

RFT

NL

YU

F

CSSR

GB USA

Le spese per la difesa nazionale ammontano ali'1,8 per cento del prodotto nazionale lordo, pari a un importo di 900 franchi circa prò capite.

La difesa militare del Paese è un compito della Confederazione. La maggior parte del fabbisogno materiale dell'esercito è coperto con i mezzi finanziari del DMF. Il piano finanziario di legislatura prevede una ulteriore diminuzione reale delle spese del DMF. Giusta il piano e prendendo come base l'anno 1990, entro il 1995 le spese generali del DMF subiranno una diminuzione reale del 15 per cento e quelle d'armamento una diminuzione reale del 20 per cento circa. Nonostante le incertezze circa il futuro del continente europeo, è attualmente giustificato ridurre le spese d'armamento. Una simile riduzione rafforza le componenti di politica estera ed economica della politica di sicurezza.

La quota delle spese del DMF rispetto alle spese generali della Confederazione è da lungo in fase di regresso. Nel 1960 essa era ancora del 32 per cento, mentre nel 1990 ammontava al solo 17 per cento. Nel 1995, grazie alle diminuzione reale dei mezzi finanziari, essa raggiungerà il 12 per cento circa.

La riforma dell'esercito rimane possibile nonostante questo ambito finanziario ristretto, visto che la struttura ridotta di Esercito 95 apporterà sgravi finanziari. Invece altri nuovi compiti, come l'istituzione dei «caschi blu» del reggimento di aiuto in caso di catastrofe esigeranno nuove maggiori spese. Saranno altresì necessari importanti mezzi finanziari per la liquidazione delle installazioni obsolete, del materiale superfluo e delle eccedenze di munizioni.

1 principi di base di questo concetto direttivo poggiano sull'idea che l'esercito verrà dotato di mezzi finanziari sufficienti per adempiere la sua missione. Pertanto la riduzione transitoria reale delle spese militari non potrà essere continuata illimitatamente.

765

462

Ripercussioni sugli effettivi di personale del DMF

Le strutture del DMF e delle sue aziende industriali devono conformarsi alle esigenze dell'esercito. La riduzione degli effettivi di Esercito 95 si ripercuote anche sull'equipaggiamento materiale e sulla manutenzione. Orbene, è proprio in seno ad un esercito di dimensioni minori che si fa sentire la necessità di una tecnicizzazione e di un ammodernamento, circostanza che influirà sull'organizzazione, gli effettivi di personale e la qualificazione professionale.

La pianificazione in vista di un adeguamento dell'intero Dipartimento alle nuove strutture dell'esercito è in fase di attuazione. Le future esigenze per garantire l'istruzione materiale e la prontezza di impiego dell'esercito, come pure i mezzi finanziari e umani dovranno essere messi in sintonia ottimale. La riduzione degli effettivi del personale raggiungerà il suo apogeo con il passaggio dall'esercito attuale a Esercito 95. Per evitare una riduzione massiccia di personale entro termini estremamente brevi - circostanza che provocherebbe importanti licenziamenti - le riduzioni saranno già operate gradualmente a partire dagli anni 1991-1992. Ne risulterà una mancanza di manodopera in taluni settori, come per esempio quello della manutenzione del nuovo materiale. Nel caso delle aziende d'armamento questo processo di riduzione del personale è invece già stato avviato da tempo a causa dell'esiguità degli ordini.

È difficile dire in quali regioni ed in quale misura la riduzione dei posti di lavoro farà sentire i suoi effetti. Sta comunque di fatto che modificazioni importanti interverranno nelle regioni di montagna e nelle regioni più discoste, dove la presenza dell'esercito è tuttora importante. Questo problema s'inasprirà maggiormente in caso di ulteriore riduzione degli effettivi dell'esercito.

Le aziende d'armamento tengono conto del calo degli ordini e del grado d'occupazione assumendo nuovi compiti, in particolare nel settore della liquidazione industriale oppure accettando nella misura del possibile commesse private. Non spetta però al DMF o alla Confederazione creare nuovi posti di lavoro; oltre ai mezzi finanziari e di personale mancano infatti le corrispondenti disposizioni legali. È ovvio tuttavia che il Consiglio federale continuerà ad occuparsi dei problemi di politica regionale e sociale e a ricercare soluzioni in collaborazione con i Governi dei Cantoni interessati. Dal canto suo il DMF ha istituito un organo di coordinamento all'infuori dell'amministrazione.

766

Evoluzione degli effettivi reali del personale della Confederazione Numero di posti

21500 21000 20500 20000 19500 19000 18500 18000 17500 17000 16500 16000 15500 15000 14500 14000 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 Anno

463

Gestione dei mezzi finanziari

Le ristrutturazioni che verranno operate in seno al DMF nell'ambito di Esercito 95 contribuiscono al mantenimento di un certo margine di manovra sul piano finanziario e del personale. Il controllo dell'efficacia dei costi si estende all'armamento, alle costruzioni e alle spese di gestione. Le spese di manutenzione, la riserva e la gestione del materiale verranno ridefinite in modo differenziato in funzione degli obiettivi assegnati all'impiego dell'esercito. Questi provvedimenti hanno lo scopo-di ottimizzare l'impiego dei mezzi e di ridurre le spese globali.

I bisogni d'istruzione dell'esercito assumono un'importanza sempre maggiore.

Pertanto i mezzi finanziari per le infrastrutture didattiche e l'estensione e il completamento del corpo degli istruttori dovranno essere aumentati. Si tratta in questo caso di spese correnti.

47

Problemi ambientali

Anche l'ambiente assume un nuovo rilievo come condizione quadro del futuro asseto dell'esercito.

È evidente che la guerra provocherebbe gravi danni all'ambiente. In questo caso la prevenzione dei conflitti svolge un ruolo di primaria importanza. Inoltre, nell'ambito della preservazione delle condizioni generali di sopravvivenza, 767

i mezzi dell'esercito saranno impiegati in modo possibilmente ampio per ridurre o sopprimere i danni ambientali in caso di catastrofe.

Dal canto suo, l'esercito utilizza numerose risorse naturali nel campo delle sue attività in tempo di pace. L'esercito non può essere istruito senza che ne derivino impatti ambientali. Il suo bisogno di spazio, anche se non si pensa ad un aumento delle superfici, è sempre maggiormente oggetto di conflitti di interessi con altre cerehie di utenti.

L'esercito consacrerà in tutte le sue attività una maggiore attenzione alla protezione dell'ambiente. L'impiego sempre più frequente di simulatori e metodi appropriati d'istruzione ridurranno il consumo di energia e l'inquinamento fonico. La gestione razionale delle piazze d'armi e di tiro limiterà l'ulteriore fabbisogno di piazze d'esercizio.

5

Concezione globale di impiego

II concetto di impiego dell'esercito del 6 giugno 1966 poneva l'accento principale sul combattimento in difesa del nostro Paese. Questo concetto fa ora posto ad una concezione globale, in seno alla quale la difesa del territorio nazionale rappresenta sola una parte, seppure la più importante, delle future missioni del nostro esercito.

La missione dell'esercito e l'analisi delle possibilità e delle minacce determinano l'impiego dei mezzi militari. Ai fini della concezione globale di impiego i principi della condotta e dell'impiego devono essere stabiliti in modo che l'esercito sia in grado di fornire il suo contributo al mantenimento della pace e alla preservazione delle condizioni generali di sopravvivenza e quindi anche alla prevenzione della guerra grazie alla sua capacità di difesa. Nel campo della difesa questi principi devono garantire una reazione adeguata.

SI 511

Ventaglio dei compiti dell'esercito Polivalenza

In considerazione dei compiti che gli sono affidati nell'ambito del Rapporto 90 sulla politica di sicurezza e dell'analisi delle possibilità e delle minacce, in futuro il nostro esercito dovrà fornire nuove ed in parte esigenti prestazioni in numerosi settori. Il suo compito principale rimane certo la prevenzione della guerra e la difesa, la cui importanza è ribadita nel precitato Rapporto. Nondimeno il contributo al mantenimento della pace e alla preservazione delle condizioni generali di sopravvivenza hanno acquistato un'importanza sempre maggiore e una vera e propria dimensione strategica.

Il concetto di impiego deve integrare tutti i compiti dell'esercito. Nell'ordine cronologico probabile, i provvedimenti di contenimento dei conflitti e delle catastrofi sono prioritari sia nelle situazioni normali che in quelle straordinarie.

Nell'ordine di importanza, la missione principale, ossia il combattimento difensivo, determina l'organizzazione, l'equipaggiamento e l'istruzione dell'esercito.

Bisogna inoltre tener conto del fatto che crisi e conflitti possono subire una sca768

lata e imbrigliarsi gli uni negli altri, ragione per la quale l'esercito deve essere in grado di affrontare più compiti contemporaneamente. Il concetto globale di impiego dell'esercito deve tener conto di questa polivalenza e non può pertanto limitarsi alla sola missione di combattimento.

512

Prontezza e libertà d'azione

Affinchè l'esercito possa essere impiegato non soltanto come mezzo di forza ma pure come mezzo d'aiuto, devono essere riunite due condizioni: la prontezza e la libertà d'azione.

La prontezza è il fondamento della libertà d'azione. Essa esige provvedimenti nel settore delle strutture, dell'equipaggiamento e dell'istruzione dell'esercito come pure preparativi che consentano una rapida valutazione della situazione interna e all'estero.

Grazie ad una prontezza flessibile e differenziata sarà possibile affrontare molteplici rischi e pencoli e conservare una vera e propria libertà d'azione.

Una prontezza conforme alla situazione è garantita soltanto se i mezzi di reazione necessari sono disponibili tempestivamente. Gli stati maggiori e le truppe devono poter essere impiegati rapidamente e efficacemente con un equipaggiamento in armi e in materiale corrispondente ai loro compiti e essere sostenuti da basi logistiche efficienti. Occorre parimenti che gli ingaggi di truppe nell'ambito di misure di mantenimento della pace possano essere effettuati in tempi brevissimi.

Concetto globale d'impiego I Prevenzione della guerra e difeso

Mobilitazione generale di guerra (ultima ratio)

(Protezione del Paese «della popolazione Servizio speciale

I

Condotta da parte dello stato maggiore di condotta e dell'amministrazione

50 Foglio federale. 15° anno. Voi. I

Servizio attivo Condotta da parte del coman-

dante in capo dell'esercito 1

769

Poiché l'intensificarsi della minaccia non è necessariamente lineare, ma i singoli concetti possono sovrapporsi, il concetto globale dell'impiego può anche essere rappresentato come segue:

Tempo di pace

52 521

Crisi/Tempo di guerra

Gradi di reazione dell'esercito Prospetto

Si prevedono diversi gradi di possibile reazione militare a seconda degli avvenimenti. L'organo di condotta politica dispone in tal modo di uno strumento flessibile che gli consente di reagire in funzione della situazione e con misura nel contesto generale dell'intervento dello Stato. La flessibilità e la capacità di reazione per gradi successivi sono particolarmente indispensabili quando bisogna affrontare contemporaneamente pericoli e crisi di natura diversa.

522

Sorveglianza dello spazio aereo

La sorveglianza dello spazio aereo nel traffico aereo limitato o non limitato viene garantita in collaborazione diretta tra l'Ufficio federale dell'aviazione civile e il comando delle truppe d'aviazione di difesa contraerea. Si tratta in particolare di far rispettare le norme internazionali di navigazione aerea e di impedire l'uso abusivo del nostro spazio aereo. I provvedimenti di polizia dell'aria consentono di identificare gli aerei esteri ed eventualmente di allontanarli dal nostro spazio aereo o di obbligarli ad atterrare. L'applicazione severa di questi provvedimenti è di somma importanza, specialmente nelle situazioni di crisi. In taluni casi può addirittura determinare il coinvolgimento o meno del nostro Paese in un conflitto. Questo compito può essere svolto in modo adeguato soltanto dall'aviazione militare.

770

523

Stato maggiore di condotta

Fintantoché non è stato designato un comandante in capo dell'esercito, il capo del Dipartimento militare federale dispone di uno stato maggiore di condotta diretto dal capo di stato maggiore generale e composto da dirigenti del dipartimento. Questo stato maggiore è in grado di prendere i provvedimenti cautelari necessari in conformità con le direttive del Consiglio federale e in collaborazione con altri organi amministrativi e stati maggiori speciali della Confederazione e se del caso, di coordinare e di impiegare tutti i mezzi militari disponibili.

Tale impiego può comprendere sia il sostegno alle autorità civili nella lotta contro le catastrofi naturali o tecnologiche o nella protezione delle conferenze internazionali, sia il soccorso in genere. In caso di improvvisa violazione dell'integrità territoriale, compresa quella dello spazio aereo, possono anche essere prese le prime misure di protezione del suolo e dello spazio aereo.

Lo stato maggiore di direzione assume questi compiti finché il Consiglio federale non ha ordinato una mobilitazione ed il comandante in capo dell'esercito non ha assunto questa funzione alla testa dello stato maggiore dell'esercito mobilitato. Esso dispone delle installazioni tecniche necessarie nonché di opere protette.

524

Mezzi di «primo intervento»

Fra i mezzi che lo stato maggiore di condotta può ingaggiare nel giro di poche ore possiamo citare: - gli stati maggiori ad hoc dell'esercito e delle Grandi Unità; - il corpo delle guardie di fortificazione; - il personale professionale delle truppe d'aviazione e di difesa contraerea; - le truppe in stato di prontezza; - le formazioni di allarme, compreso il reggimento di aiuto in caso di catastrofe; - ulteriori truppe idonee in servizio di istruzione.

Le formazioni designate con la denominazione «truppe in stato di prontezza» sono truppe in servizio di istruzione. La loro peculiarità risiede nel fatto che dispongono di un equipaggiamento speciale e che durante il loro servizio sottostanno ad un più elevato grado di prontezza. I servizi annui vengono pianificati in modo da sempre poter disporre di truppe in stato di prontezza per missioni di protezione e di soccorso.

Le formazioni di allarme hanno il compito di garantire la protezione e la guardia del settore di Berna (città federale e aeroporto di Belpmoos), di Ginevra (aeroporto e organizzazioni internazionali) e di Zurigo (aeroporto) e di intervenire in caso di catastrofe. Esse sono caratterizzate da un elevatissimo grado di prontezza, ottenuto per il tramite di misure particolari nel settore dell'organizzazione, del materiale e dell'istruzione. Oltre alle missioni di soccorso sul territorio nazionale, il reggimento di aiuto in caso di catastrofe può essere impegnato in missioni all'estero, come per esempio nell'ambito di un'organizzazione europea di aiuto in caso di catastrofe.

771

525

Provvedimenti cautelari

Per poter mobilitare parzialmente o totalmente nel giro di poche ore un esercito di diverse centinaia di migliaia di militari e impegnare i mezzi adeguati all'evoluzione della situazione sono necessari provvedimenti cautelari, che consentano un'elevazione progressiva del grado di prontezza. Si tratta di misure specifiche e dettagliate - in parte coordinate con altri singoli provvedimenti - prese in funzione del genere e dell'importanza di una mobilitazione. Fra queste misure citiamo: il potenziamento degli effettivi di taluni organi amministrativi o di comando, la chiamata di formazioni particolari, soprattutto per le protezione di installazioni di importanza vitale o particolarmente esposte e dello spazio aereo; di misure logistiche, specialmente per garantire l'impiego e la prontezza di consegna del materiale da parte degli organi che lo gestiscono; di provvedimenti nel settore dell'armamento e delle costruzioni; l'emanazione di determinate ordinanze; la concessione di crediti, ecc.

Queste misure cautelari sottostanno all'approvazione del Consiglio federale o del Parlamento a seconda del genere e dell'importanza.

526

Mobilitazione parziale

La possibilità di decretare mobilitazioni parziali flessibili ha lo scopo di consentire di affrontare in modo adeguato diverse minacce, senza dover peraltro procedere ad una mobilitazione generale. Il sistema della mobilitazione parziale offre una grande libertà di manovra agli organi decisionali politici. Le mobilitazioni parziali poggiano sul principio della chiamata di truppe e stati maggiori in sufficienza, ma non oltre il necessario. Nondimeno, dal profilo organizzativo e strutturale, un esercito di milizia può garantire soltanto un numero limitato di mobilitazioni parziali prestabilite e di genere diverso. Infatti il sistema della mobilitazione parziale prevede le seguenti chiamate: - stati maggiori dei livelli superiori, combinati con la messa in servizio di infrastrutture di condotta e di reti di collegamento; - mezzi di soccorso alla popolazione civile a livello nazionale e cantonale, in funzione del principio di sussidiarietà; - mezzi di protezione di installazioni di importanza vitale o particolarmente esposte; - mezzi di protezione dello spazio aereo e di tutela della sovranità aerea; - parti delle truppe di combattimento per garantire la libertà di manovra.

Oltre agli imperativi di tempo e di natura militare, la chiamata di truppe nell'ambito di una mobilitazione parziale tiene parimenti conto delle condizioni regionali ed economiche. Ci si sforza di creare strutture possibilmente flessibili ed adeguate all'evoluzione della situazione nel Paese e all'estero.

Esistono diversi modi di decretare una mobilitazione parziale. Oltre al metodo usuale della chiamata mediante ordine di marcia o affissione, i moderni sistemi di comunicazione, come per esempio la radio e la televisione, assumono sempre maggiore importanza. La chiamata può quindi essere effettuata anche se uno dei diversi metodi è inoperante.

772

527

Mobilitazione generale di guerra

La mobilitazione generale di guerra costituisce l'ultima e più importante possibilità di reazione militare di cui dispone il Governo in virtù della legge e della Costituzione. La mobilitazione generale di guerra è giustificata soltanto se si tratta di garantire un massimo di protezione alla Svizzera nei confronti di minacce politiche e di assicurare la sua difesa e la sua autodeterminazione con tutti i mezzi militari e civili a disposizione. Questa situazione si avvera quando la Svizzera è minacciata di essere coinvolta in un conflitto diretto contro di essa.

53 531

Impiego parziale: contributo al mantenimento della pace Possibilità di impiego

L'integrazione dell'esercito negli sforzi di distensione, di prevenzione dei conflitti e di mantenimento della pace dell'ONU e della CSCE costituisce un'espressione della nostra volontà di praticare una politica di solidarietà e di buoni uffici. Visto che la nostra sicurezza dipende in larga misura da quella di altri Stati, questa politica corrisponde ai nostri propri interessi.

Si prevede: - di aumentare sensibilmente il numero degli osservatori non armati, per esempio per il controllo di armistizi; - di organizzare formazioni speciali nel settore del genio, della sanità, dei trasporti aerei e stradali, della riparazione e della manutenzione e di tenerle pronti per missioni di sostegno; - di istituire un contingente di «caschi blu», armati unicamente per la loro legittima difesa e con un effettivo di circa 600 uomini per la sorveglianza degli accordi di disimpegno delle truppe e di cessate il fuoco.

Ulteriori possibilità di impiego esistono pure nell'ambito delle misure di fiducia e di sicurezza, della verificazione degli accordi di controllo dell'armamento e del disarmo o del controllo della proliferazione di armi di distruzione di massa, come pure dei materiali, degli impianti e delle conoscenze necessarie alla loro fabbricazione.

L'istituzione di un nuovo ordine di sicurezza che ingloba tutti gli Stati europei schiude nuove possibilità di collaborazione e di consulenza ai progetti di ristrutturazione e di riorientamento delle nuove democrazie, come per esempio nel campo dell'aiuto in materia di formazione, del varo di costituzioni democratiche, delle strutture di milizia e difensive e degli eserciti di riservisti mobilitabili in caso di pericolo.

La protezione militare delle conferenze internazionali costituirà anche in futuro una possibilità di impiego di parti dell'esercito.

532

Principi di impiego

Le attività intese a promuovere la distensione, a prevenire i conflitti e a mantenere la pace poggiano su un mandato fondato sulla necessità e sul consenso di 773

tutti gli Stati interessati. Gli impieghi di truppe vengono effettuati in funzione delle circostanze, sotto condotta internazionale e presuppongono un'utilizzazione rapida e flessibile dei mezzi impegnati.

Militari e specialisti del settore civile sono impegnati in operazioni di mantenimento della pace a titolo volontario. L'indispensabile elevato grado di prontezza del personale e del materiale tende alla creazione di organismi permanenti (pool).

54

Impiego parziale: contributo alla preservazione delle condizioni generali di sopravvivenza

541

Possibilità di impiego

L'esercito fornisce il suo aiuto sia in caso di catastrofi naturali o di catastrofi dovute all'uomo, proteggendo la popolazione e le installazioni di importanza vitale o particolarmente esposte contro gli atti di violenza, sia in caso di situazioni di emergenza dovute ai combattimenti. L'impiego non si limita alla Svizzera; infatti sono pure possibili interventi oltre le frontiere nazionali, nel senso di un aiuto in caso di catastrofe.

Per poter aiutare efficacemente l'esercito deve essere in grado di fornire tempestivamente, al posto giusto e in quantità utile mezzi flessibili di protezione, di soccorso e di salvataggio. Gli ingaggi per missioni di protezione e di sorveglianza devono consentire di opporsi a qualsiasi violenza al di sotto della soglia bellica. L'esercito può inoltre fornire il proprio contributo alle autorità civili per arginare il flusso di rifugiati, per esempio mediante misure di assistenza e di potenziamento del corpo delle guardie di confine.

542

Principi di impiego

Principio di sussidiartela L'intervento dell'esercito costituisce un complemento alle misure prese dalle autorità civili, qualora tali provvedimenti non consentano più di far fronte alla situazione. È applicabile il principio di sussidiarietà. L'esercito mette a disposizione i mezzi e il personale, mentre le autorità civili assumono la responsabilità dell'intervento. Un caso particolare è costituito dell'aiuto volontario dell'esercito.

L'organo esecutivo a livello militare è l'organizzazione territoriale. I comandanti delle divisioni, delle brigate o dei reggimenti territoriali fungono da partner delle autorità civili dei Cantoni e dirigono l'impiego delle formazioni militari.

Aiuto in caso di catastrofe L'aiuto in caso di catastrofi naturali o tecnologiche è fornito innanzitutto dal reggimento di aiuto in caso di catastrofe. In qualità di formazione d'allarme questo reggimento è sottoposto ad un elevato grado di prontezza e comprende quattro battaglioni per il salvataggio delle vite umane e la limitazione dei 774

danni. I battaglioni vengono ripartiti a titolo cautelare su tutto il territorio nazionale. Gli organi territoriali di comando sono responsabili dell'ingaggio di questa truppa.

Il sostegno dell'aiuto in caso di catastrofe mediante mezzi di trasporto aereo assume un'importanza sempre maggiore, sia per accertare l'entità dei danni, sia per garantire il trasporto nella o dalla zona colpita.

Ulteriori mezzi sussidiari vengono forniti dalle truppe di salvataggio, dalle formazioni sanitarie, del genio e dell'aviazione e eventualmente anche da altre truppe in servizio di istruzione. Esse consentono di prendere i primi provvedimenti già prima della chiamata delle formazioni di aiuto in caso di catastrofe.

In caso di impiego dell'esercito per la difesa del Paese, l'aiuto in caso di catastrofe viene innanzitutto fornito dalla truppe di salvataggio e successivamente dalle truppe in combattimento a seconda della loro disponibilità.

Protezione e sorveglianza La protezione della popolazione e la guardia di installazioni civili e militari di importanza vitale o particolarmente esposte spetta ai battaglioni di fucilieri dei reggimenti territoriali. Essi dispongono a tale scopo di un equipaggiamento speciale per i compiti di protezione, di guardia e di assistenza. Gli organi territoriali di comando sono responsabili del loro impiego.

In collaborazione con le autorità civili, questi mezzi consentono altresì di migliorare la protezione della popolazione contro gli atti di terrorismo, i sabotaggi, le prese di ostaggi e altre forme di violenza. Se la missione diviene più complessa in seguito ad un aumento del pericolo, i battaglioni di fucilieri dei reggimenti territoriali possono essere potenziati con le truppe liberamente disponibili dei corpi d'armata.

55 551

Impiego parziale: prevenzione dei conflitti Importanza accresciuta della dissuasione

Lo scopo finale dei nostri sforzi militari resta la prevenzione della guerra per il tramite della capacità di difesa. La prevenzione dei conflitti esplica i suoi effetti in due diversi modi: si tratta innanzitutto di impedire lo scoppio di una guerra, contribuendo alla stabilizzazione dell'equilibrio delle forze in Europa.

Posto che questo obiettivo non possa essere raggiunto, si dovrà almeno evitare la guerra al nostro Paese.

L'effetto di dissuasione dell'esercito svizzero poggia sulla nostra volontà e credibilità di difesa. Occorre dimostrare che il nostro esercito è in grado di opporsi efficacemente a un avversario dotato di un armamento moderno e che può anche offrire una protezione sufficiente in caso di atti di violenza sotto la soglia bellica. A tale scopo sono necessari effettivi sufficienti, nonché equipaggiamenti e infrastrutture adeguati. Al momento dell'ingaggio, l'esercito deve fare prova di una grande flessibilità nella preparazione del dispositivo e essere in grado di agire in sintonia con i preparativi militari dei Paesi vicini.

775

Manifestando in modo credibile la sua volontà e la sua capacità, il nostro esercito contribuisce alla stabilità in Europa.

552

Principi di impiego

In futuro le forze armate saranno viepiù ingaggiate per ottenere un effetto stabilizzatore per il solo fatto della loro presenza nelle situazioni di crisi, in caso di minaccia imminente di una violenza manifesta o di conflitti locali. Per il tramite di una chiamata tempestiva e di misure preventive esse possono impedire la proliferazione al di là delle frontiere di disordini e di conflitti (per esempio tra gruppi etnici) e proteggere efficacemente la popolazione.

Questa situazione è valida anche per l'esercito svizzero nel contesto strategico attuale. L'esercito deve essere in grado di tutelare la nostra sovranità sullo spazio aereo, di trasferire rapidamente i mezzi necessari alla protezione della neutralità nelle regioni minacciate e di proteggerle da incursioni transfrontaliere, di respingere le truppe che sarebbero penetrate sul nostro suolo e l'utilizzazione del nostro territorio e del nostro spazio aereo da parte di belligeranti esteri in conflitto con terzi. Inoltre l'esercito deve poter concentrare mezzi nelle regioni minacciate in modo da impedire l'insorgere di lacune operative sull'insieme del dispositivo europeo. In questo contesto potrebbero rivelarsi necessari il controllo e la difesa dello spazio aereo, l'occupazione di settori di sbarramento o la mobilitazione di potenti formazioni di intervento.

L'esercito deve poi essere in grado di internare gruppi disseminati di forze armate estere. In questo contesto si tratta innanzitutto di preparare rapidamente le infrastrutture necessarie in collaborazione con la protezione civile e altri servizi in vista della sorveglianza della frontiera unitamente al corpo delle guardie di confine, della canalizzazione del flusso di rifugiati e dell'assistenza alle persone di qualsiasi età e sesso. Talune formazioni devono però esser in grado di riprendere tempestivamente il combattimento. Quindi, nonostante l'impiego precipuo in missioni di soccorso e di salvataggio, è impossibile rinunciare ad un armamento adeguato.

Gli interventi dell'esercito nell'ambito della prevenzione della guerra possono in genere essere attuati per il tramite di corrispondenti mobilitazioni parziali.

Qualora si rivelasse necessaria, una mobilitazione generale di guerra non è però esclusa.

56 561

Impiego parziale: combattimento difensivo Considerazioni di principio

Giusta il Rapporto 90 sulla politica di sicurezza, la missione difensiva dell'esercito concerne i rischi insiti in un «Ritorno al confronto e nell'emergere di nuovi pericoli». In questo contesto è possibile evocare interventi bellici di natura e di intensità diverse. Può per esempio trattarsi di importanti violazioni delle nostre frontiere, del passaggio o dell'occupazione di parti del nostro territorio o di veri e propri attacchi aerei e terrestri. Queste operazioni esigono rea776

zioni adeguate. Anche se per il momento sembrano piuttosto inverosimili, esse non devono essere escluse e postulano quindi una preparazione attenta alla situazione più sfavorevole.

La riduzione degli effettivi dell'esercito esige per il combattimento difensivo la creazione di un rapporto equilibrato tra spazio, tempo, mezzi e forze disponibili. L'idea centrale non è però più - come nell'ambito del concetto del 6 giugno 1966 - quella della difesa su tutti i fronti per il tramite di un dispositivo su scala nazionale, bensì la creazione flessibile di sforzi principali in funzione della situazione del momento.

Come Stato neutrale, la Svizzera deve rimanere al di fuori di qualsiasi alleanza militare finché non verrà attaccata. Nell'ambito della preparazione delle misure di difesa militare contro minacce di natura politica si impone pertanto una dottrina di combattimento autonomo e indipendente. Oltre alla missione strategica e all'analisi della minaccia, questa dottrina deve tener conto dei progressi della tecnica d'armamento e dei principi di condotta del combattimento delle forze armate estere, nella misura in cui essi siano trasferibili sul nostro esiguo territorio nazionale. Questa dottrina non deve tuttavia escludere una collaborazione eventuale con gli Stati vicini all'interno di un sistema europeo di sicurezza.

Il nostro esercito resta conforme alla norma dell'incapacità strutturale d'aggressione a causa della sua mera limitazione alla difesa del nostro territorio, della rinuncia alle armi di distruzione di massa e del mantenimento di una logistica strettamente vincolata al territorio.

Il nostro esercito si prepara quindi alla difesa del nostro territorio con i suoi propri mezzi. La topografia può esser sfruttata appieno, circostanza che costituisce un vantaggio decisivo nei confronti delle forze armate che devono combattere su territorio straniero. La forza di combattimento delle truppe viene inoltre potenziata dalle infrastrutture di combattimento esistenti, come le postazione d'armi permanenti, gli ostacoli artificiali, i campi di mine e le opere minate. Anche le opere protette e la difesa aerea proteggono efficacemente le truppe contro le aggressioni nemiche.

Visto che il territorio svizzero dispone di una profondità operativa relativamente debole, è indispensabile che il combattimento possa iniziare già nel settore frontaliero. Questa necessità è agevolata dal fatto che il terreno lungo le frontiere presenta vantaggi considerevoli per il combattimento difensivo.

Spinte tangenziali e brecce esigono però contrattacchi offensivi.

In caso di combattimento entro i limiti del territorio nazionale non è da escludere che parti della popolazione vengano coinvolte nelle ostilità. L'ordine di battaglia dell'esercito ha lo scopo precipuo di ottenere condizioni favorevoli per il combattimento. Ci si sforza comunque di mantenere la popolazione civile al di fuori dei combattimenti. In tutti i casi l'esercito prende i provvedimenti necessari per limitare i danni e per alleviare le conseguenze sulla popolazione civile.

777

562

Topografia e consolidamento del terreno

Dal profilo operativo-tattico la topografia naturale del territorio svizzero è considerato un terreno militarmente forte. L'Altipiano è chiuso al nord dal Giura e dal Reno, al Sud dalle Alpi, e sia all'est che all'ovest da un lago limitrofo. Il settore operativo di un aggressore eventuale è ulteriormente limitato dalla configurazione del terreno (rilievi, compartimentazione), dalla sua copertura (foreste, agglomerazioni) e dal grande numero di corsi d'acqua che lo percorrono, alcuni dei quali con deflussi di grande portata e di grande velocità.

L'esercito dispone in gran numero di opere di combattimento, di condotta e di protezione, nonché di installazioni logistiche. L'infrastruttura difensiva è stata costantemente e sistematicamente completata secondo i principi della tattica e del genio militare con nuovi impianti per i lanciamine da fortezza, con casematte costruite con torrette di carri armati Centurion, con impianti di condotta e di trasmissione, opere protette per il personale, le armi e i beni, nonché sbarramenti e opere minate. Il valore difensivo di un terreno già forte di per sé stesso è stato ulteriormente potenziato.

Il grosso di queste costruzioni ha forti possibilità di sopravvivenza anche in un'epoca di armamenti di alta precisione. Gli impianti di importanza strategica o operativa sono in genere protetti da importanti masse rocciose; gli impianti tattici e tecnici non hanno invece un'importanza tale da indurre il nemico a ingaggiare armi altamente sofisticate per combatterli.

563

Difesa aerea

La violazione dello spazio aereo è la forma di conflitto più probabile. Qualora si dovesse giungere a vere e proprie ostilità ci si deve aspettare sin dall'inizio attacchi aerei.

La protezione dello spazio aereo deve essere garantita congiuntamente dall'aviazione militare e dalle truppe di difesa contraerea. Come nel caso della condotta della guerra terrestre, anche in materia di protezione dello spazio aereo occorre formare sforzi principali.

In caso di attacco aereo gli aerei nemici devono essere combattuti in modo da impedire loro l'utilizzazione o lo sfruttamento ottimale delle loro armi. Si contribuisce in tal modo alla protezione della popolazione civile, dell'esercito e di installazioni di importanza vitale, creando nel contempo presupposti favorevoli per la difesa terrestre.

Le forze aeree nemiche concentreranno i loro attacchi sugli obiettivi che procureranno loro le perdite minori. Questo significa che la protezione aerea deve essere efficace e forte in tutti i settori, dal suolo sino oltre 15000 metri d'altezza, e deve disporre di mezzi di difesa corrispondenti.

Occorre pertanto che l'aviazione e la difesa contraerea dispongano di mezzi che, qualunque siano le condizioni atmosferiche, possano essere impiegati su lunga portata di giorno e di notte.

778

L'aviazione militare è l'elemento dinamico della difesa aerea. L'impiego di aeroplani può essere adeguato tempestivamente alle più diverse forme di minaccia aerea. Entro pochi minuti si possono creare e spostare sforzi principali nel tempo e nello spazio.

La difesa contraerea consente di proteggere settori e obiettivi importanti e di esercitare un'azione di usura sui mezzi aerei nemici. Nel settore inferiore disponiamo di una difesa contraerea estremamente efficace grazie all'ausilio dei canoni e dei missili DCA esistenti. Occorre tuttavia tenere conto del fatto che questi mezzi di difesa contraerea possono in gran parte agire soltanto in condizioni di buona visibilità e sino ad un'elevazione massima di 3000 metri. I missili che consentono l'impiego nel settore superiore sono sedentari e hanno raggiunto un grado di vetustà che ne limita fortemente l'utilizzazione.

La necessaria flessibilità per un rapido spostamento degli sforzi principali è difficilmente raggiungibile o addirittura irraggiungibile con gli attuali mezzi della difesa contraerea.

Per i motivi suesposti non si possono escludere lacune nel dispositivo di difesa contraerea. Tali lacune possono unicamente essere colmate con l'impiego di moderni aerei da combattimento, capaci di sorvegliare lo spazio aereo sottostante per mezzo del radar di bordo e di lanciare i propri missili. Questa soluzione consentirebbe altresì di intercettare la presenza di formazioni nemiche a bassissima quota indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, dall'ora e dalla configurazione del terreno e di attaccarle tempestivamente.

Oltre agli areoplani e ai mezzi di DCA, una delle condizioni della difesa contraerea è un sistema efficace di avvistamento e di condotta che consenta di registrare la situazione dello spazio aereo e di dirigere gli interventi. Queste funzioni sono attualmente svolte dal sistema Florida, basato precipuamente su stazioni radar fisse. Per motivi vincolati alla topografia non si possono pertanto evitare vuoti radar. Il sistema Florida ha ormai 25 anni e la sua sostituzione è stata pianificata. Nonostante lo svantaggio costituito dall'ubicazione fissa delle stazioni radar, per motivi di ordine finanziario si dovrà rinunciare anche in futuro a stazioni radar volanti.

Grazie alla loro facoltà di esplorazione dello spazio aereo e alla portata dei loro missili i moderni aerei da combattimento consentono di completare le informazioni ottenute con il sistema Florida e di migliorare la capacità combattiva degli aerei più vetusti, fornendo loro indicazioni, segnali d'allarme e protezione.

Bisogna rendersi conto del fatto che in un prossimo futuro non sarà possibile combattere al di sopra del nostro territorio i missili di crociera suolo-suolo con i nostri aerei e con i nostri mezzi di difesa contraerea. Pertanto le misure di protezione assumono una maggiore importanza.

564

Difesa dinamica del territorio

La difesa dinamica del territorio costituisce un metodo di combattimento particolarmente efficace per un esercito di milizia che combatte su un terreno forte.

Il principio fondamentale di questa nuova dottrina è la formazione, per il com779

battimento difensivo, di sforzi principali in funzione della minaccia, in modo che le regioni meno esposte del Paese vengano protette da forze corrispondentemente minori.

Scopo della nuova dottrina di combattimento è l'intercettazione possibilmente rapida e con mezzi potenti delle formazioni nemiche penetrate sul nostro territorio, seguita dal loro respingimento o dalla loro distruzione. Qualora l'esercito non fosse in grado di raggiungere questo risultato con i suoi propri mezzi, la sua tenacia e la sua capacità di resistenza dovrebbero consentirgli la conclusione di un'alleanza con potenze terze per ristabilire in definitiva l'integrità del Paese.

565

Principi di impiego della difesa dinamica del territorio

La dottrina della difesa dinamica del territorio genera i seguenti principi di impiego che determinano la condotta del combattimento: - il servizio di informazione e di avvistamento devono essere in grado di intercettare tempestivamente le intenzioni e gli sforzi principali delle operazioni avverse; - la difesa aerea deve essere in grado di opporsi agli attacchi venuti dal cielo e di impedire o limitare la supremazia aerea dell'avversario, per consentire la condotta e l'impiego delle nostre truppe terrestri, in particolare delle formazioni meccanizzate; - il fuoco delle armi pesanti deve indebolire l'avversario che penetra sul nostro territorio e frenare il suo attacco. A tale scopo è necessario poter creare e spostare rapidamente sforzi principali del fuoco. Il fuoco verrà diretto anche sulle regioni poco o affatto occupate da truppe combattenti e contro i contrattacchi meccanizzati avversari; - le truppe combattenti sedentarie occuperanno posizioni chiave appoggiandosi sui punti forti del terreno e sulle infrastrutture di combattimento esistenti per impedire la penetrazione del nemico. Le truppe sedentarie possono difficilmente essere trasportate su altri settori per via di terra o di aria; - le formazioni blindate dello scaglione operativo, appoggiate da mezzi di fuoco adeguati, operano contrattacchi destinati ad impedire agli elementi avversi penetrati o aeroportati di raggiungere i loro obiettivi operativi; - le truppe alle quali sono state attribuite missioni territoriali sorvegliano i settori non occupati da truppe combattenti e proteggono le infrastrutture e gli impianti di importanza vitale; - la grande vulnerabilità del nostro Paese dovuta all'alto grado di civilizzazione sarà compensata escludendo dal dispositivo di combattimento regioni particolare minacciate e con l'adozione di misure cautelari, come l'abbassamento del livello dei laghi artificiali, l'arresto delle centrali nucleari e il trasferimento delle sostanze pericolose.

Con l'adozione del principio della difesa dinamica del territorio rinunciamo a un dispositivo di combattimento su tutta la profondità del territorio a favore della formazione di sforzi principali in funzione della minaccia. Tale rinuncia, dovuta alla riduzione degli effettivi, non è scevra di conseguenze, visto che in 780

considerazione dell'esiguità del settore operativo, il nostro territorio può essere coinvolto nel combattimento su tutta la sua profondità. Il vantaggio della difesa dinamica risiede nel fatto che la combinazione adeguata di elementi statici e mobili di combattimento consente al difensore di creare situazioni di supremazia locale e temporale che possono rivelarsi decisive, pur disponendo di forze globali minori.

566

Resistenza militare nei territori occupati

Nonostante la tenacia del combattimento e la volontà di riconquistare il terreno perduto, non è escluso che parti del territorio svizzero siano occupate dal nemico.

Anche in questo caso le formazioni disperse dell'esercito sono ancora in grado di opporre una certa resistenza, evitando la sottomissione totale ad una potenza estera e provando al mondo intero che il nostro Paese conserva intatta la sua volontà di combattere, di sopravvivere e di riacquistare la sua libertà.

Si tratta in altri termini di creare un sentimento di insicurezza nell'occupante, di costringerlo a impiegare mezzi ingenti e di infliggergli le maggiori perdite possibili.

567

Collaborazione tra comando e truppa

II principio della difesa dinamica del Paese poggia su cinque diversi strumenti: il comando, l'aviazione e la difesa contraerea, le truppe terrestri disponibili, le truppe sedentarie e la logistica. Un'efficacia ottimale viene raggiunta unicamente con una stretta coordinazione tra questi vari elementi.

I principi essenziali di impiego e i mezzi dei singoli strumenti sono rappresentati come segue: 1. Comando II comando a tutti i livelli implica l'applicazione conseguente degli obiettivi e delle intenzioni strategiche del Governo in missioni operative e tattiche. In questo contesto l'avvistamento e il servizio di informazione assumono una notevole importanza, dacché consentono al comando dell'esercito di reperire tempestivamente le minacce e la formazione di sforzi principali. Il comandate in capo dell'esercito può valutare per tempo de possibilità operative, definire l'ordine di battaglia e tener conto, per il tramite di decisioni riservate, dell'evoluzione del combattimento. L'elettronica svolge un ruolo sempre più preponderante sia nel settore dell'avvistamento che in quello delle condotta operativa con sistemi di condotta integrati.

L'avvistamento efficace in tempo di guerra suppone l'esistenza di un efficiente servizio strategico di informazione già in tempo di pace.

781

2. Aviazione e difesa contraerea

II controllo e il dominio dello spazio aereo e dell'avvistamento della zona operativa hanno una notevole importanza in tutte le situazioni di conflitto militare.

In particolare i nostri sforzi di tutela e di protezione efficace dello spazio aereo consentono di trarre conclusioni sulla nostra volontà di difesa e di indipendenza.

La formazione di sforzi principali nello spazio e nel tempo - in special modo facendo capo all'aviazione e ai mezzi di difesa contraerea radar - è una condizione elementare per l'impiego delle truppe terrestri.

3. Truppe terrestri a libera disposizione

Questa nozione ricopre il grosso delle truppe combattenti che, in funzione della loro istruzione e del loro equipaggiamento, possono svolgere il combattimento difensivo indipendentemente dal loro luogo di stazionamento. In tal modo si creano i presupposti per la formazione di sforzi principali per affrontare il nemico con forze adeguate. In questo contesto il grosso delle divisioni di campagna e di montagna può appoggiarsi sulle infrastrutture di combattimento esistenti e in parte anche sulle opere protette permanenti. Qualora tali impianti permanenti non dovessero esistere o esser disponibili solo in misura insufficiente, le condizioni di combattimento e di protezione dovrebbero essere migliorate per il tramite di rafforzamenti del terreno. Occorre pertanto rafforzare il terreno già in tempo di pace per poi poter occupare in caso di guerra un dispositivo che consenta di tener conto dello scaglionamento nel tempo della preparazione al combattimento dei diversi mezzi impegnati. Migliorando la mobilità della fanteria si possono aumentare le possibilità di formazione e di spostamento degli sforzi principali.

4. Truppe legate al settore

Esercito 95 prevede un numero ristretto di truppe legate al settore. Ne fanno parte come grandi unità di sbarramento le brigate di fortezza sulle trasversali strategicamente importanti della zona alpina. Anche i reggimenti di fortezza dei corpi di armata fanno parte di queste truppe e garantiscono in particolare l'impiego delle numerose infrastrutture di combattimento.

5. Logistica La logistica garantisce l'approvvigionamento dell'esercito e svolge tutti i compiti territoriali.

L'approvvigionamento, anche con materiale sanitario, vien effettuato per il tramite delle installazioni esistenti degli organi di gestione del materiale e dell'economia privata. Esso costituisce la base che consente di approvvigionare le truppe combattenti disponibili indipendentemente dal loro luogo di stazionamento.

Nel settore dei compiti territoriali la logistica provvede al servizio sanitario, alla protezione e alla guardia, all'assistenza e al soccorso, sgravando in tal modo le truppe combattenti dell'onere corrispondente. Nell'ambito della preservazione delle condizioni generali di sopravvivenza le spettano il servizio sani782

tario, l'aiuto in caso di catastrofe e il sostegno alle autorità civili nel senso delle difesa integrata. L'organizzazione territoriale è strutturata in funzione delle frontiere cantonali e garantisce la collaborazione con le autorità civili, specialmente nel settore dei servizi coordinati.

Cooperazione tra la condotta e la truppa 1. Condotta Realizzare" gli obiettivi strategici del Governo a livello operativo

2. Aviazione e difesa contraerea -Difesa aerea -Controllo e dominio dello spazio aereo

3. Truppe terrestri liberamente disponibili

-Capacità di definire priorità

4. Truppe di combattimento legate al settore -Protezione trasversali alpine Infrastruttura di combattimento

5. Logistica

. -Sostegno -Compiti territoriali

568

Dispositivo di mobilitazione e schieramento di combattimento

  1. Mobilitazione e dispositivo di mobilitazione La prima, più importante e anche più critica operazione di un esercito di milizia è la sua mobilitazione. L'attuazione tempestiva delle mobilitazione spetta alle autorità politiche.

In seguito alla decretazione di una mobilitazione generale di guerra viene assegnato all'esercito un dispositivo di mobilitazione che tiene conto dei fattori seguenti: - condizioni demografiche, geografiche e militari; - infrastrutture esistenti della Confederazione, come arsenali, parchi delle automobili e officine per automobili delle PTT; - situazione in materia di tecnica dei trasporti per gli spostamenti nelle diverse direzioni; - formazione rapida di gruppi di combattimento sulle piazze di mobilitazione.

Il dispositivo di mobilitazione deve consentire al comandante in capo dell'esercito di assegnare rapidamente all'esercito il suo ordine di battaglia. Nell'ipotesi più sfavorevole, l'esercito dovrebbe essere in grado di opporsi ad un attacco sorpresa a partire dal dispositivo di mobilitazione.

2. Ordine di battaglia e comando dell'esercito II comandante in capo dell'esercito dirige il combattimento per il tramite delle sue decisioni e delle missioni che assegna, dell'attribuzione di settori operativi, di truppe e di mezzi e della delega di competenze ai corpi d'armata e alle truppe d'aviazione e di difesa contraerea, fondandosi a tale scopo sulle basi operative che gli sono state preparate.

Fra i maggiori mezzi di comando dell'esercito sono da enumerare l'impiego dei sistemi di avvistamento e di condotta, la distribuzione dei corpi d'armata nell'ordine di battaglia, l'impiego dell'aviazione, della difesa contraerea e delle brigate blindate, nonché operazioni di sbarramento e di distruzione in funzione dei bisogni della difesa integrata. Spettano inoltre al comandante in capo dell'esercito la direzione centrale della logistica e l'attribuzione delle infrastrutture di combattimento di condotta, nonché delle relative truppe.

Sino all'attuazione di una più grande mobilità incentrata sull'equipaggiamento e sull'istruzione attuali, la possibilità di formare sforzi principali su tutto il territorio svizzero verrà incrementata con una maggiore flessibilità dell'organizzazione e dei comandi.

y

57 571

Compiti e condotta del combattimento delle Grandi Unità Corpi d'armata

II combattimento operativo viene di norma condotto dai corpi d'armata. Loro compito principale è tenere il settore di combattimento assegnato e distruggere l'avversario. Si impedisce in tal modo che il nemico possa impossessarsi di settori operativamente decisivi e di importanti trasversali attraverso l'arco alpino.

784

I corpi d'armata sono in grado di fornire tempestivamente informazioni sul loro settore di responsabilità , di valutarle e di integrarle nei provvedimenti di condotta, specialmente per quanto concerne il fuoco operativo.

In caso di attacco terrestre ci si deve sforzare di iniziare le operazioni già nella zona di frontiera per poter rafforzare il terreno e tener conto dell'esiguità della profondità operativa del nostro territorio. L'occupazione esclusiva di posizioni, chiave provoca la formazione di lacune di cui dobbiamo siamo coscienti. Nondimeno questa disposizione offre zone di movimento e di fuoco a livello operativo per l'impiego delle brigate blindate o dei mezzi operativi di fuoco dell'esercito o dei corpi d'armata oppure per l'impiego delle formazioni di montagna disponibili dei corpi d'armata di montagna.

I corpi d'armata sono in grado di sostenere le divisioni con il loro fuoco o con le loro forze blindate, di sfruttare le debolezze dell'avversario per il tramite di operazioni offensive su terreno adeguato, di ricuperare il terreno perduto quando occasioni favorevoli si presentano oppure ancora di potenziare le forze impegnate nel settore di combattimento.

I corpi d'armata sono inoltre responsabili della condotta delle operazioni territoriali e della collaborazione con le autorità politiche del loro settore. In collaborazione con il comando dell'esercito essi possono formare sforzi principali nel settore sanitario, dell'aiuto in caso di catastrofe, delle protezione di obiettivi e nell'ambito delle attività territoriali. Le missioni di protezione vengono svolte subordinando ulteriori formazioni alle divisioni territoriali.

572

Divisioni di campagna e di montagna

Le divisioni di campagna e di montagna costituiscono il supporto del combattimento difensivo. Esse tengono importanti porzioni del terreno e sbarrano o aprono l'acceso degli assi di traffico decisivi. Il combattimento è condotto sfruttando il terreno e le infrastrutture di combattimento disponibili e pronte per l'impiego. L'alternanza di attacco e di difesa in funzione della situazione mira ad un'efficacia ottimale con un mimino di perdite, come pure la maggiore protezione possibile della popolazione civile. La preparazione nei settori assegnati, le opere permanenti che consentono di sostenere il combattimento, le difese anticarro e la difesa contraerea integrata costituiscono la forza delle divisioni di campagna e di montagna. Spetta al comando tattico superiore stabilire il dosaggio ottimale tra i mezzi mobili e i mezzi statici impegnati nel combattimento.

Le divisioni di campagna e di montagna sono solo parzialmente mobili sul campo di battaglia. Pertanto, fatti salvi taluni settori aperti, possono combattere efficacemente su qualsiasi terreno del nostro Paese, purché abbiano occupato e rafforzato le loro postazioni di impiego prima dell'inizio dei combattimenti.

51 Foglio federale. 75° anno. Voi. I

785

573

Brigate blindate

Le brigate blindate sono il principale mezzo di combattimento del comando superiore al livello dell'esercito e del corpo d'armata. Se l'avversario riesce a penetrare nelle zone di combattimento delle divisioni di fanteria o a invadere profondamente il territorio con operazioni aeroportate, sarà compito delle brigate blindate distruggere questi elementi nell'ambito del combattimento interarmi.

Il successo di questo intervento dipende dall'impiego di mezzi di avvistamento prima e dopo l'operazione. Decisivo ai fini del combattimento è che i blindati possano lasciare indisturbati le loro basi di partenza grazie a misure di camuffamento e di inganno e che durante la fase di avvicinamento e di combattimento siano efficacemente protetti dall'aviazione e dal genio. Affinchè i blindati non vengano ostacolati dalle nostre proprie truppe, dai loro dispositivi o dai loro sbarramenti, dai campi di mine e dal fuoco della nostra artiglieria e possano muoversi liberamente vengono fissate speciali zone di movimento.

574

Brigate di fortezza

Le brigate di fortezza dei corpi d'armata di montagna dominano i cosiddetti «passaggi obbligati» sulle principali trasversali nelle regioni di St. Maurice, del Gottardo e di Sargans. Si tratta delle uniche unità di comballimenlo dell'esercito inleramenle legale al sellore. Grazie alla loro polenza di fuoco, al complelamenlo delle strullure di combattimenlo, alle proprie formazioni di difesa conlraerea e allo slrello coordinamento del combattimenlo con le truppe disponibili dei corpi d'armala di monlagna esse sono in grado di impedire la spinla del nemico allraverso il loro seltore. In tal modo nei settori decisivi vengono garantiti l'apertura o la sbarramenlo delle trasversali slrategiche atlraverso le Alpi.

575

Divisioni e brigate territoriali

Le divisioni e le brigate lerriloriali sono responsabili della logistica e coslituiscono perallro il legame Ira l'esercilo e gli organi di condotta dei Cantoni. Olire all'approvvigionamento delle truppe, alle divisioni e brigale lerriloriali786

spetta la condotta e l'esecuzione dei compiti territoriali. Per garantire la collaborazione con i partner civili, i loro limiti corrispondono in tempo di pace e di guerra alle frontiere cantonali.

Fra i compiti delle divisioni e delle brigate territoriali figurano tutte le prestazioni nel settore del sostegno, della manutenzione, della sanità e del servizio territoriale a favore delle truppe. Esse garantiscono altresì la collaborazione tra esercito e autorità civili, specialmente nel settore dei compiti di protezione, di guardia, di assistenza e di salvataggio. Oltre ai reggimenti territoriali, le divisioni e le brigate territoriali dispongono di formazioni di sostegno, di formazioni sanitarie e di salvataggio.

Le divisioni e brigate territoriali collaborano inoltre ai cosiddetti «servizi coordinati». Scopo dei servizi coordinati è di coprire il fabbisogno della difesa integrata per il tramite di appropriati mezzi e provvedimenti civili e militari. Essi concernono precipuamente i seguenti settori della difesa integrata: l'allarme, la protezione AC, il servizio sanitario, il servizio veterinario e le requisizioni.

58

Compiti dell'aviazione e della difesa contraerea a livello dell'esercito

L'aviazione e la difesa contraerea fanno parte dei principali mezzi di combattimento a disposizione del comandante in capo dell'esercito. I compiti più importanti delle truppe d'aviazione e di difesa contraerea sono la ricerca di informazioni per la difesa integrata, la tutela dello spazio aereo in tutte le situazioni, il servizio di polizia dell'aria, la difesa dello spazio aereo, l'avvistamento, l'esecuzione di trasporti, come pure - benché in misura minore e in condizioni favorevoli - la partecipazione al fuoco operativo. La collaborazione tra aviazione e difesa contraerea consente di ostacolare gli interventi nemici nel nostro spazio aereo e quindi proteggere la popolazione, l'esercito, installazioni importanti e impianti di comunicazione, nonché di creare tutti i presupposti essenziali per il combattimento terrestre, specialmente quello delle formazioni meccanizzate.

La tutela dello spazio aereo corrisponde altresì ad un'esigenza del nostro impegno di Stato neutrale. Per le forze armate straniere la capacità di difendere il nostro spazio aereo costituisce un fattore importante di valutazione della nostra volontà di difesa e di eventuale adesione ad un'alleanza.

6 61 611

Strutture dell'esercito 95 Compendio Considerazioni di principio

La riduzione degli effettivi e la ristrutturazione delle formazioni tengono conto dei seguenti principi: - La riduzione delle singole armi e dei singoli servizi ausiliari non avviene linearmente; per esempio, gli effettivi della fanteria vengono ridotti di oltre il 40 per cento, mentre quelli delle truppe di trasmissione di meno del 10 per cento.

787

Conseguentemente alla diminuzione dell'effettivo totale dell'esercito vengono creati unità e corpi di truppa efficienti, il che comporta però un'importante riduzione del numero delle formazioni.

Le nuove strutture devono consentire una riduzione o un aumento degli effettivi, senza che occorrano ristrutturazioni fondamentali.

Le nuove strutture rappresentano l'articolazione per il tempo di pace e stabiliscono le responsabilità in materia d'istruzione e d'amministrazione. In caso di una mobilitazione, il comandante in capo dell'esercito fissa i mezzi dei corpi d'armata in funzione della situazione; se del caso, occorre scostarsi dall'articolazione del tempo di pace.

Nella misura del possibile, le armi pesanti moderne dovranno ulteriormente essere utilizzate, ciò che permetterà di compensare parzialmente la riduzione dell'effettivo con la potenza di fuoco.

Le truppe cantonali della fanteria saranno mantenute, sempre che la riduzione lo consenta. Per tener conto delle tradizioni saranno conservate in larga misura anche le designazioni e la numerazione dei corpi di truppa.

Le strutture rivelatesi opportune, sempre che gli effettivi lo consentano, saranno mantenute.

Dove sinora non lo si è potuto realizzare, ma appare opportuno farlo, i compiti logistici verranno trasferiti al settore civile, il che comporterà maggiori esoneri e dispense dal servizio attivo.

612

Modificazioni essenziali

Qui di seguito descriviamo brevemente, motivandole, le modificazioni strutturali essenziali.

788

613

Costanti

Praticamente ogni unità dell'esercito sarà sottoposta, in un modo o nell'altro, a modificazioni. Per determinate formazioni gli adeguamenti saranno tuttavia poco importanti, di modo che si può parlare di costanti.

789

614

Articolazione dell'esercito

L'esercito si suddivide in: - stato maggiore dell'esercito e truppe d'armata; - 3 corpi d'armata di campagna; - 1 corpo d'armata di montagna; - corpo delle truppe di aviazione e di difesa contraerea.

xxxx

xxx I Truppe d'armata I campi

62

XXX

m monti

I ADCA

Stato maggiore e truppe d'armata XXXX

Stato maggiore dell'esercito

Condotta e appoggio Formazioni di combattimento Formazioni d'allarme

10)

Formazioni logistiche

Nello stato maggiore dell'esercito, costituito in parte di professionisti, oltre agli stati maggiori di condotta veri e propri e a diversi stati maggiori di collegamento sono integrati anche stati maggiori speciali, come lo stato maggiore per azioni di politica di pace e lo stato maggiore di condotta in caso di catastrofe.

790

Le truppe d'armata si suddividono in: - Truppe di condotta e di appoggio: esse gestiscono gli impianti di condotta dell'esercito (1) e allestiscono e gestiscono i collegamenti necessari (2). Le circa 35 piazze di mobilitazione (3) sono responsabili della preparazione e dell'esecuzione della mobilitazione. I reggimenti del genio (4) assicurano primariamente i passaggi sui fiumi nell'Altopiano.

Le formazioni per le misure di promovimento e di mantenimento della pace non hanno una struttura fissa; esse sono costituite, di volta in volta, secondo le necessità, a partire da un pool di volontari e da una riserva di materiale.

È previsto di mettere a disposizione delle Nazioni Unite un battaglione di circa 600 militari, nonché parecchie unità per compiti di sostegno, manutenzione, trasporto, sanitari e tecnici del genio.

791

63 631

I corpi d'armata di campagna (articolazione in tempo di pace) Compendio

Condotta e appoggio Formazioni di combattimento Formazioni logistiche

In tempo di pace al comandante di un corpo d'armata di campagna sono subordinati: mezzi di condotta e di appoggio, due divisioni di campagna, una brigata blindata, un reggimento di ciclisti, un reggimento d'artiglieria e una divisione territoriale. Al comandante di corpo incombono in particolare la condotta e l'istruzione di dette formazioni.

Prima dell'avvio di una mobilitazione parziale o di una mobilitazione generale di guerra, il capo dello Stato maggiore generale può conferire incarichi al comandante di corpo e subordinargli i mezzi per far fronte a situazioni straordinarie nel suo settore.

Dopo una mobilitazione, il comandante di corpo è capo operativo di un settore stabilito dal comandante in capo dell'esercito. Con i mezzi subordinatigli dal comandante in capo dell'esercito egli è in grado di condurre il combattimento in modo autonomo.

632

Mezzi di condotta e di appoggio

I mezzi di condotta e di appoggio consentono al comandante di corpo: - di tenere aperte strade e di accelerare lavori di costruzione con il suo reggimento del genio (1); - di assicurare i collegamenti con i subordinati e di prendere misure nell'ambito della condotta della guerra elettronica con il suo reggimento di trasmissione (3).

Al momento dell'occupazione di un settore d'impiego, alle truppe di combattimento è subordinata la struttura di combattimento esistente (p. es. opere minate, postazioni di armi) (reggimento di fortezza) (2).

792

633

La divisione di campagna

La divisione di campagna (4) consta di tre reggimenti di fanteria, un reggimento di obici blindati e parecchi battaglioni o gruppi indipendenti.

Nei reggimenti di fanteria vengono rinforzati la difesa anticarro a lunga gittata e i mezzi da fuoco pesanti. I due battaglioni di carri armati hanno un'identica struttura, i carri per contro hanno un valore di combattimento differente nei due battaglioni. L'artiglieria trainata è soppressa e in parte sostituita con artiglieria blindata. Nella difesa contraerea leggera, due unità vengono riequipaggiate con il sistema d'armi DCA Stinger; una parte dei cannoni DCA di 20 mm viene liquidata.

634

La brigata blindata

Formazione di combattimento mobile altamente meccanizzata, la brigata blindata (5) costituisce il mezzo in grado di influenzare efficacemente il combattimento e di distruggere il nemico penetrato nel dispositivo o aerosbarcato.

Essa è composta di un battaglione di stato maggiore, due battaglioni di carri armati, un battaglione meccanizzato, un gruppo di obici blindati, un battaglione del genio un gruppo leggero DCA.

635

II reggimento di ciclisti e il reggimento d'artiglieria

Con il reggimento di ciclisti (6) il comandante di corpo può rinforzare rapidamente le truppe combattenti o aiutare le autorità civili. L'artiglieria delle divisioni di campagna e della brigata blindata può essere rinforzata con il reggimento d'artiglieria (7).

636

La divisione territoriale

La divisione territoriale (8) comprende uno o più reggimenti di sostegno,reggimenti d'ospedale e reggimenti di salvataggio nonché parecchi reggimenti territoriali. A quest'ultimi sono subordinati un numero variabile di battaglioni di fucilieri in grado di proteggere opere, di assistere e di aiutare le autorità civili.

Lo stato maggiore del reggimento territoriale è l'interlocutore militare del corrispondente stato maggiore di condotta cantonale.

793

64

II corpo d'armata di montagna (articolazione in tempo di pace)

641

Compendio

Condotta e appoggio Formazioni di combattimento

XX Formazioni logistiche

ter

x I

ter I 8)

In tempo di pace, al comandante del corpo d'armata di montagna sono subordinati i mezzi per la condotta e l'appoggio, tre divisioni di montagna, tre brigate di fortezza, due reggimenti di fanteria di montagna, una divisione territoriale e due brigate territoriali. Al comandante di corpo incombono segnatamente la condotta e l'istruzione delle formazioni citate. Quanto indicato per il corpo d'armata di campagna (n. 631) vale per analogia.

642

Mezzi per la condotta e l'appoggio

I mezzi per la condotta e l'appoggio consentono al comandante di corpo: - di tenere aperti assi e di accelerare lavori di costruzione con il suo reggimento del genio (1); - di assicurare i collegamenti con i subordinati e di prendere misure nell'ambito della condotta della guerra elettronica con il suo reggimento delle trasmissioni (3).

Al momento dell'occupazione di un settore d'impiego alle truppe combattenti viene subordinata l'infrastruttura di combattimento esistente (p. es. opere minate, postazioni di armi). Dal 1995 i forti d'artiglieria non più necessari saranno liquidati; in seguito, gli altri forti saranno via via sostituiti con un sistema d'artiglieria moderno (reggimento di fortezza) (2).

794

643

La divisione di montagna

La divisione di montagna (4) disporrà soltanto ancora di due reggimenti di fanteria di montagna, di un reggimento di artiglieria e di parecchi battaglioni e gruppi indipendenti.

I battaglioni fucilieri di montagna saranno rinforzati con mezzi di difesa anticarro a media gittata e quindi parificati alla fanteria di campagna. Con una compagnia di cacciacarri la divisione di montagna dispone inoltre di un mezzo di difesa anticarro a lunga gittata. Nel reggimento d'artiglieria saranno incorporati tre gruppi di obici potenziati. Come per il settore dell'Altopiano, saranno attribuiti missili leggeri di difesa contraerea e una parte dei cannoni DCA di 20 mm sarà liquidata.

Quanto a struttura e armamento le divisioni di montagna diventano perciò simili alle divisioni di campagna. Sarà quindi possibile impiegarle al di fuori del loro settore.

644

La brigata di fortezza

La brigata di fortezza (5) dispone di quattro a cinque battaglioni di fucilieri di montagna, nei quali saranno inseriti mezzi di difesa anticarro a media gittata.

I forti d'artiglieria che causano forti spese di manutenzione e di personale, saranno liquidati con l'inizio dell'attuazione di Esercito 95. Gli altri forti di artiglieria saranno sostituiti successivamente con un sistema d'artiglieria moderno.

II gruppo di obici migliorato colmerà le lacune nel dispositivo di fuoco dell'artiglieria di fortezza e consentirà di creare punti principali di fuoco. Un gruppo leggero DCA comprendente armi teleguidate e cannoni DCA di 20 mm protegge gli impianti e gli assi nel settore della brigata di fortezza.

645

II reggimento di fanteria di montagna

Con i due reggimenti di fanteria di montagna (6) possono essere protetti gli impianti di condotta e rinforzate o appoggiate le ulteriori formazioni di combattimento.

646

La divisione territoriale e le brigate territoriali

La divisione territoriale (7) e le brigate territoriali (8) del corpo d'armata di montagna comprendono gli stessi elementi di quelle del corpo d'armata di campagna; esse dispongono inoltre di gruppi del treno e di gruppi veterinari.

795

65 651

Le truppe d'aviazione e di difesa contraerea Compendio

XXX

II comandante delle truppe d'aviazione e di difesa contraerea consiglia il comandante in capo dell'esercito in tutte le questioni concernenti la condotta della guerra aerea. Egli conduce inoltre le brigate a lui subordinate, ossia le brigate d'aviazione, d'aerodromo, di difesa contraerea nonché la brigata informatica e dispone del parco di aviazione e di difesa contraerea. Oltre agli organi per la condotta, l'impiego e la pianificazione gli sono subordinati l'Ufficio federale dell'aviazione militare e della difesa contraerea, nonché l'Ufficio federale degli aerodromi militari. La condotta durante il combattimento avviene essenzialmente secondo il principio dell'impiego centralizzato dei mezzi d'aviazione e di difesa contraerea.

L'organizzazione degli stati maggiori e delle unità delle truppe d'aviazione e di difesa contraerea è stata notevolmente influenzata negli ultimi anni dall'introduzione di nuovo materiale e dall'integrazione del reggimento d'avvertimento.

Di conseguenza, per il momento non si impone ancora un profondo adattamento della struttura fondamentale.

652

La brigata d'aviazione

La brigata d'aviazione (1) consta dì quattro reggimenti d'aviazione. La struttura viene adattata ai nuovi compiti prioritari: 1. polizia aerea, difesa aerea e trasporti aerei; 2. esplorazione aerea e, in misura limitata, combattimento contro obiettivi terrestri.

Il personale professionista della squadra di vigilanza è parte integrante della brigata di aviazione.

Con la formazione di una seconda squadriglia di esploratori paracadutisti viene aumentata la capacità di raccolta di informazioni a livello esercito e corpo d'armata.

653

La brigata d'aerodromo

Le formazioni della brigata d'aerodromo (2) assicurano l'esercizio degli aerodromi di guerra e delle piste d'atterraggio d'emergenza, la manutenzione degli aerei e in parte la manutenzione del materiale speciale loro assegnato.

796

Con l'acquisto dell'elicottero Super Puma l'organizzazione al suolo delle formazione dei trasporti aerei fu ristrutturata e riunita in un reggimento d'aerodromo.

La liquidazione successiva degli aerei da combattimento Hunter rimanenti sarà armonizzata con l'acquisto del nuovo aereo da combattimento e con la prevista introduzione del sistema d'esplorazione con ricognitori telecomandati («Drohnen»).

654

La brigata di difesa contraerea

La brigata di difesa contraerea (3) dispone, come sinora, di sette reggimenti di difesa contraerea e del reggimento di ordigni teleguidati di difesa contraerea.

I tre gruppi di difesa contraerea d'aerodromo sono stati ristrutturati e non contengono più unità di DCA leggera.

Con la ristrutturazione delle tre divisioni meccanizzate, i gruppi mobili di telearmi DCA (Rapier) sono raggruppati in un ulteriore reggimento nella brigata di difesa contraerea. Questa organizzazione consentirà di rinforzare la difesa aerea a favore della protezione della popolazione e di opere d'importanza vitale. I gruppi di telearmi potranno essere attribuiti o subordinati alle brigate blindate per proteggerne il loro impiego.

Le formazioni DCA adatte al combattimento notturno raggruppate nella brigata di difesa contraerea vengono prevalentemente impiegate a livello operativo per la protezione del settore e di opere e per il logorio dei mezzi aerei avversari.

655

La brigata informatica

La brigata informatica (4) consta di due reggimenti informatori e di due reggimenti di trasmissione nonché del gruppo valanghe dell'esercito.

I compiti della brigata informatica rimangono praticamente invariati: - vigilanza dello spazio aereo; - ricerca, valutazione e diffusione di informazioni nell'ambito della difesa integrata; - gestione del sistema di condotta, d'informazione e di trasmissione.

656

Parco d'aviazione e di difesa contraerea

II parco d'aviazione e di difesa contraerea (5) comprende parti importanti del personale professionista dell'Ufficio federale degli aerodromi militari, dell'Istituto svizzero di meteorologia, nonché di Swisscontrol. Esso si compone, come sinora, di dodici gruppi d'esercizio, il cui effettivo sarà però ridotto.

Queste formazioni di appoggio continueranno ad assicurare la manutenzione del materiale speciale delle truppe d'aviazione e di difesa contraerea nonché il corrispondente rifornimento. Inoltre, esse garantiscono la sicurezza di volo militarizzata degli aeroporti civili e l'esercizio degli impianti e dei sistemi loro attribuiti.

797

7 71

Concetto dell'istruzione 95 Esigenze dell'istruzione per i diversi compiti in materia di politica di sicurezza

Le esigenze dell'istruzione risultano dai compiti dell'esercito indicati nel Rapporto 90 sulla politica di sicurezza della Svizzera, la cui applicazione è definita nel concetto d'impiego.

711

Promovimento della pace

I singoli militari e i contingenti di truppa volontari previsti per missioni di promovimento della pace nell'ambito regionale europeo o nell'ambito globale dell'ONU, ricevono un'istruzione speciale. Essa deve permettere l'adempimento dei seguenti compiti: - attività come osservatori dell'ONU non armati; - prestazioni di servizio particolari di unità speciali nei settori del genio, della sanità, dei trasporti aerei e stradali, delle riparazioni e dell'assistenza; - funzioni di sorveglianza, di controllo e di sicurezza da parte di corpi di truppa completi (contingente di caschi blu dell'effettivo di un battaglione); - protezione di conferenze internazionali.

Le persone singole e i contingenti di volontari ricevono, prima di una missione particolare, un'istruzione supplementare corrispondente al compito specifico, alla situazione e al settore d'impiego nonché alle pertinenti prescrizioni di comportamento dell'ONU.

712

Salvaguardia dell'esistenza

Le formazioni previste negli ambiti della protezione, della sorveglianza e dell'assistenza a sostegno delle autorità civili (battaglioni di fucilieri dei reggimenti territoriali) sono istruite e preparate ai loro molteplici compiti in scuole e corsi.

Le formazioni previste per l'impiego in caso di catastrofe devono essere in grado di prestare il loro aiuto, a partire dal loro stazionamento, sia in Svizzera, sia nelle regioni frontaliere.

I presupposti per ricevere la specifica istruzione in vista dell'aiuto in caso di catastrofe sono l'istruzione di base ricevuta nella scuola reclute e il possesso di una pertinente formazione professionale. L'istruzione suppletiva avviene nell'ambito di una scuola speciale.

713

Prevenzione della guerra e combattimento difensivo

L'istruzione deve garantire che parti dell'esercito possano assumere compiti di protezione e di sicurezza in occasione di violenze sotto la soglia bellica, che formazioni di allarme con un alto grado di prontezza possano essere impiegate a partire dal loro stazionamento per missioni di sicurezza e di combattimento, 798

che l'esercito possa mobilitare rapidamente e senza inconvenienti e che possa condurre il combattimento difensivo interarmi all'interno delle nostre frontiere.

714

Esigenze d'istruzione dell'Esercito 95

L'istruzione dell'esercito dev'essere volta principalmente alla prevenzione della guerra e al combattimento difensivo. Le formazioni che non sono previste primariamente per il combattimento, per esempio le formazioni di salvataggio, della sanità o del rifornimento, devono essere in grado di compiere la loro missione anche in caso di guerra e in situazioni di combattimento. Le formazioni dell'esercito sono istruite in primo luogo per il compimento del loro compito principale. Le conoscenze in vista dell'impiego nell'ambito del promovimento della pace o della salvaguardia dell'esistenza sono impartite attraverso l'istruzione fondamentale nelle scuole reclute e attraverso un'istruzione supplementare specifica.

L'obiettivo principale dell'istruzione e dell'educazione militari è l'ottenimento della capacità di compiere tempestivamente compiti in situazioni psichiche e fisiche estreme, in situazioni di pericolo, passando rapidamente dalla vita civile all'impiego militare.

L'istruzione deve garantire la padronanza delle armi, degli apparecchi e della procedura d'impiego, necessaria in caso di guerra o in determinate situazioni di crisi. Essa deve pure persuadere i militari della necessità della disciplina militare.

72 721

Condizioni quadro Durata dell'istruzione

Tenendo conto della situazione in materia di politica di sicurezza e utilizzando tutte le possibilità di razionalizzazione, la durata totale del servizio che la truppa deve prestare viene ridotta da 331 a 300 giorni. L'istruzione di base (scuola reclute) sarà ridotta dalle attuali 17 a 15 settimane. In caso di necessità, il Consiglio federale può nuovamente prolungare la durata e il ritmo dell'istruzione.

722

Scarsità di terreni d'esercizio

L'aumentata sensibilità della popolazione e le esigenze della protezione della natura e dell'ambiente portano alla perdita di possibilità di istruzione e limitano la libertà di svolgere esercizi. Sistemi d'armamento moderni, con elevato grado di mobilità, potenza di fuoco e portata, pongono ai terreni d'esercizio e alla loro durata nuove esigenze, che possono essere soddisfatte in misura sempre minore. Le esigue possibilità di eseguire esercizi in scala reale rendono difficile l'istruzione del combattimento interarmi.

799

Ciò nonostante occorre mantenere un sufficiente grado di istruzione. A tal fine sono previsti diversi provvedimenti.

Per alcune armi, per esempio l'aviazione e la difesa contraerea, possono essere create ulteriori possibilità di addestramento utilizzando impianti di istruzione all'estero. Sulle piazze d'armi vengono maggiormente impiegati simulatori.

Un'utilizzazione razionale delle piazze di armi, di tiro e d'esercizio esistenti deve permettere, da una parte, uno sfruttamento ottimale delle possibilità d'istruzione e, dall'altra, di rispettare nel migliore dei modi l'ambiente e di limitare al minimo le immissioni. Il numero delle piazze.d'armi non oltrepasserà il limite delle 40 esistenti. Rinnovamenti, adattamenti ed eventualmente la sostituzione effettiva di piazze andate perse, devono essere possibili. La truppa sarà educata a un comportamento rispettoso dell'ambiente.

723

Incremento del tecnicismo

I nuovi apparecchi sono generalmente più facili da usare e più efficienti, ma anche più complessi e più dispendiosi nella manutenzione. Il tempo dedicato all'istruzione per l'apprendimento delle funzioni di base è relativamente breve.

Per poter sfruttare completamente le caratteristiche tecniche delle armi e degli apparecchi e poterli impiegare in unione (p. es. sistema d'armi carro 87 Leopard), il dispendio per l'istruzione è invece ingente. Questo vale in particolare anche per gli specialisti della logistica.

Un'istruzione più moderna, in parte assistita dall'ordinatore, permette, sotto forma di drill, di raggiungere nel tempo disponibile, il livello di istruzione richiesto, rispettivamente la necessaria padronanza alle armi e agli apparecchi.

724

Attribuzione di mezzi

L'aumento dei costi e un bilancio preventivo limitato influenzano l'armamento e l'istruzione. Ambedue questi fattori determinano la forza di combattimento dell'esercito. Nell'attribuzione dei mezzi i due fattori vengono tenuti in considerazione in modo equo.

Per l'utilizzazione ottimale di materiale d'armamento sofisticato è necessaria un'istruzione adattata allo scopo. Per poter garantire la forza di combattimento anche al ridotto Esercito 95, è necessario un aumento dello sforzo finanziano destinato all'istruzione. Benché nel campo dell'istruzione più costosa (aviazione, carri armati, difesa anticarro) si possano risparmiare spese riguardanti la munizione d'esercizio, l'impiego e la manutenzione mediante il maggior uso di simulatori, è altresì evidente che per le necessità dell'istruzione devono essere riservati sufficienti mezzi finanziari.

725

Fattori di politica sociale

L'evoluzione della scala individuale dei valori, il mutamento della società e i sovvertimenti politici, hanno portato a un diffuso scetticismo nei confronti 800

della necessità e dell'efficacia della difesa nazionale. Tutti questi fattori influiscono pure sulla struttura e sullo sviluppo futuro dell'esercito, in particolare nel campo dell'istruzione. Ecco alcuni elementi relativi a questa evoluzione: - L'evoluzione verso una società altamente tecnicizzata e specializzata conferisce un valore predominante alle competenze specifiche e rende di vitale importanza il perfezionamento professionale.

L'individualizzazione in crescente aumento richiede un'istruzione con maggiore responsabilità personale e un incremento del senso comunitario. Il critico distanziarsi dai valori tradizionali, richiede altre forme di condotta.

L'alto grado di qualifica civile dei militari pone maggiori esigenze alla qualità dell'istruzione e della condotta.

In quanto compatibili con gli obiettivi dell'esercito, l'istruzione e la condotta militare devono tener conto delle mutate situazioni della società. Le raccomandazioni, le proposte e i suggerimenti contenuti nel rapporto del gruppo di lavoro «riforma dell'esercito» costituiscono al proposito una base importante.

73 731

Concetto dell'istruzione 95 Addestramento

L'istruzione militare è principalmente svolta in funzione della missione di prevenzione della guerra e della difesa. Con ciò sono pure coperte, almeno in parte, le esigenze dell'istruzione per assolvere le missioni nell'ambito del promovimento della pace e della salvaguardia della sopravvivenza.

Istruzione delle donne Nell'istruzione di base e dei quadri, i militari donne devono raggiungere un livello d'istruzione paragonabile a quello dei militari uomini. La rinuncia all'istruzione alle armi e al combattimento consente ulteriormente una durata più breve della scuola reclute e della scuola ufficiali.

Scuola reclute L'istruzione di base di tutti i militari avviene nelle scuole reclute.

Corsi di ripetizione II perfezionamento e l'istruzione nel reparto a livello di compagnia e corpo di truppa, con sforzo principale battaglione/gruppo, avviene nei corsi di ripetizione. Questi possono essere normalizzati secondo le necessità dell'istruzione delle singole armi. Per sfruttare in modo più efficace il tempo d'istruzione e 52 Foglio federale. 75° anno. Voi. I

801

le piazze d'esercizio, ci saranno per esempio corsi di ripetizione con sforzo principale tiri di combattimento, tecnica di combattimento, combattimento di località, servizio di guardia, ecc. I corpi di truppa interessati svolgeranno a turno i loro corsi di ripetizione su una piazza d'armi o su una piazza d'esercizio attrezzata all'uopo.

Istruzione dei quadri L'istruzione teorica di base e in parte il perfezionamento dei quadri dei corpi di truppa e delle Grandi Unità dovrebbe aver luogo in un centro di istruzione per quadri superiori dell'esercito, ubicato in una piazza d'armi già esistente. I costi d'esercizio ne saranno ridotti e le condizioni di lavoro per i partecipanti e per il personale insegnante ottimizzati. Gli obiettivi e la metodica di istruzione saranno unificati.

Allenamento alla condotta I comandanti e gli stati maggiori dei corpi di truppa saranno allenati al loro compito di condotta con esercizi di stato maggiore e esercizi quadro di stato maggiore. Questo addestramento, assistito in parte dall'ordinatore, avviene con simulatori di condotta. Per accumulare esperienze di condotta in scala reale e per non dover considerare negli esercizi comportamenti umani che non possono essere simulati, sono ulteriormente necessari esercizi pratici al livello dei corpi di truppa.

L'allenamento alla condotta degli stati maggiori dell'esercito e degli stati maggiori delle Grandi Unità avviene in periodici esercizi di condotta. Detti esercizi possono essere svolti al giusto livello, con missioni adeguate e con grande intensità grazie a impianti d'istruzione assistiti dall'ordinatore. Una analisi rapida e oggettiva permette di eliminare rapidamente errori e punti deboli nel meccanismo della condotta. Per offrire anche ai comandanti e agli stati maggiori delle Grandi Unità l'occasione di accumulare esperienze di condotta in tempo reale, durante gli esercizi di condotta possono essere impiegati corpi di truppa.

Istruzione premilitare e istruzione fuori del servizio L'istruzione premilitare e l'istruzione fuori del servizio completano l'istruzione svolta nelle scuole reclute, nelle scuole dei quadri nonché nei corsi della truppa.

732

Condotta dell'istruzione

II capo dell'istruzione, in collaborazione con il capo dello Stato maggiore generale, i comandanti dei corpi (corpi d'armata, truppe d'aviazione e difesa contraerea) e con la cooperazione dei direttori degli uffici federali, fissa gli obiettivi per l'istruzione a livello esercito e attribuisce i mezzi d'istruzione corrispondenti.

La responsabilità per l'istruzione dei reparti e delle scuole a loro subordinati incombe ai comandanti delle Grandi Unità (CA, div, br) rispettivamente ai direttori degli uffici federali. Nelle Grandi Unità, con l'introduzione di un sottocapo di stato maggiore istruzione, sarà creata una nuova funzione che potrà

802

rafforzare notevolmente i comandanti nella loro attività di istruttori. A livello di reggimento e di battaglione, o di gruppo, questa funzione sarà assunta dal sostituto del comandante.

I controlli dell'istruzione (ispezioni, controlli e visite alla truppa) appartengono all'ambito delle responsabilità dei comandanti di truppa di tutti i livelli e ai direttori degli uffici federali. I risultati dovranno essere tenuti in considerazione quando si tratta di stabilire gli obiettivi per l'istruzione.

II sistema di controllo dell'istruzione, nell'ambito delle responsabilità del capo dell'istruzione, analizza i punti deboli dell'istruzione, cerca i motivi per i quali ci si è scostati dagli obiettivi e propone misure di miglioramento. Con il sistema di controllo dell'istruzione si potrà assicurare un livello d'istruzione unitario e di alta qualità.

Nel contesto di Esercito 95 dovrebbe essere istituito l'ombudsman per l'esercito e l'amministrazione militare. Egli avrà il compito di rafforzare la fiducia tra gli astretti al servizio militare, l'esercito e le autorità militari, e di aiutare gli interessati a difendere i propri diritti e interessi.

733

Metodica dell'istruzione

L'istruzione militare è orientata al rispetto e alla reciproca stima tra superiore e subordinato.

L'educazione militare deve soprattutto incrementare il senso di responsabilità, la disciplina, l'iniziativa e la camerateria quali premesse basilari per il successo in genere e in situazioni di crisi.

L'istruzione si orienta ai principi metodici seguenti: - Alta responsabilità personale risultante dalla designazione di obiettivi, adattati alle capacità di chi deve essere istruito.

74 741

L'istruzione nelle scuole e nei corsi Scuola reclute

La scuola reclute trasmette le conoscenze di base e permette ai militari di assolvere nel modo migliore le funzioni loro attribuite nella loro formazione di incorporazione.

803

L'istruzione comprende di regola i livelli che vanno dal militare singolo al gruppo, alla sezione fino all'unità rinforzata. In determinate armi si istruisce solo fino al livello sezione. L'istruzione al livello superiore deve avvenire nell'ambito di corsi della truppa.

La scuola reclute dura, per tutte le armi, 15 settimane. Singoli specialisti (p.

es. piloti, meccanici di alta tecnologia) necessitano di un'istruzione più lunga.

Devono assolvere in più uno o due corsi specialistici della durata ognuno di un corso di ripetizione. Questo servizio viene computato sulla durata globale della prestazione di servizio.

L'istruzione delle reclute viene strutturata in modo nuovo. Dopo una fase di introduzione di tre settimane, sotto la direzione di istruttori professionisti, l'istruzione fondamentale dovrà essere organizzata con sistemi modulari.

Le reclute e i quadri che prestano il servizio per il conseguimento del grado saranno, per principio, istruiti su piazze d'armi e assolveranno di regola un periodo in campagna per l'approfondimento e l'applicazione delle conoscenze. I dati concernenti le prestazioni dei quadri e delle reclute vengono catalogati e comunicati al comandante della formazione di incorporazione, il che facilita l'integrazione e l'impiego razionale dei militari di nuova incorporazione.

742

Corsi della truppa (CTrp)

Corsi di ripetizione Tenendo conto dell'istruzione impartita nella scuola reclute, nei corsi di ripetizione viene verificata, rafforzata e promossa la prontezza all'impiego delle formazioni.

Alle formazioni gruppo, sezione e compagnia viene dato un particolare alto valore, quali comunità militari, nel contesto dell'attività dell'istruzione.

L'istruzione nei corsi di ripetizione è caratterizzata dalla vita in condizioni difficili, dal lavoro diurno e notturno e da corti periodi di riposo. È necessario avvicinare nei corsi di ripetizione, almeno per un certo tempo, le reali condizioni di impiego.

Il grosso dell'esercito dovrà assolvere, ogni due anni, un corso di ripetizione della durata di tre settimane. Per le truppe dell'aviazione e della difesa contraerea ed eventualmente di altre formazioni sono previsti corsi annuali di due settimane. Per garantire la prontezza di impiego e particolari esigenze d'istruzione sono possibili soluzioni speciali. La prestazione globale di servizio per soldati e appuntati si articola nel modo seguente: Scuola reclute: Corsi della truppa: - grosso dell'esercito: - truppe d'aviazione e di difesa contraerea, altri:

15 settimane, corrisponde a

103 giorni

10 CR di 19 giorni, corrisponde a

190 giorni

16 CR di 12 giorni, corrisponde a

192 giorni Totale 293 a 295 giorni I quadri prestano servizi supplementari corrispondenti alla loro funzione.

804

Ritmo delle prestazioni di servizio Esercito 61 (3 classi dell'esercito) Totale dei giorni di servizio: 331 * 20 Età 32

17 settimane

42

50

Aitiva

landwehr

land stürm

8 CR a 20 giorni annuali

3 Ccplm di 13 giorni

1 Clsl di 13 giorni

Esercito 95 (senza classi dell'esercito) Totale dei giorni di servizio: 293*

20 Età

15 settimane

42

10 CR di 19 giorni, ogni 2 anni

Totale dei giorni di servizio: 295* 20 Età

15 settimane

Modello di base

Modello di eccezione

1 a CR di 12 giorni, annuali

Per garantire il livello di istruzione necessario, i granatieri della fanteria e, se del caso, altri specialisti svolgono i loro corsi di ripetizione o parti di essi periodicamente sotto la direzione dell'Ufficio federale della fanteria su una piazza d'armi dotata della necessaria infrastruttura.

Corso preparatorio dei quadri (CQ)

I corsi preparatori dei quadri servono alla preparazione dei corsi di ripetizione.

Essi durano, quale nuova regola, cinque giorni. Iniziano il lunedì e terminano il venerdì sera. I comandanti e gli appartenenti allo stato maggiore entrano in servizio il lunedì, i capisezione e i loro sostituti il martedì, i sottufficiali superiori, di regola, pure il martedì e i capigruppo il mercoledì. Gli attuali corsi di condotta radio e i corsi agli apparecchi di tiro dell'artiglieria vengono integrati nei corsi preparatori dei quadri.

805

Corsi tattici-tecnici (CTT) I corsi tattici-tecnici per ufficiali servono al perfezionamento dei quadri. Essi si svolgono negli anni senza corsi della truppa (modello di base), o ogni secondo anno (modello d'eccezione), di regola, su una piazza d'armi e durano cinque giorni. L'addestramento alla condotta assistito dall'ordinatore rappresenta, per i comandanti e gli stati maggiori, una parte integrante dell'istruzione. I corsi di condotta radio e i corsi agli apparecchi di tiro dell'artiglieria possono essere integrati nei corsi tattici-tecnici (CTT).

La soluzione scelta permette di garantire le esigenze minime richieste al livello d'istruzione di tutti i militari per tutta la durata del loro obbligo di servizio e l'attuazione dell'istruzione nel reparto con gli effettivi necessari. Con ciò si raggiunge una notevole riduzione del numero dei corsi di ripetizione da effettuare, con relativa diminuzione dei costi e una migliore attribuzione delle piazze di tiro e d'esercizio fondata sulle esigenze dell'istruzione e sulla tutela dell'ambiente.

La ripartizione delle prestazioni di servizio su un periodo più lungo porta anche chiari vantaggi, sia per il singolo militare, sia per l'organizzazione di scuole e corsi. Grazie al fatto di rimanere più a lungo nella stessa unità viene mantenuto un alto livello potenziale di esperienza e possono essere eliminati corsi di introduzione. Ne deriva un guadagno di tempo per l'istruzione.

La determinazione di priorità e l'aumentata efficienza giustificano che in seguito alla riduzione dell'istruzione delle reclute e al mutato ritmo dei corsi di ripetizione, il livello dell'istruzione, in certi settori, al momento di un possibile impiego possa essere più basso di quello attuale. Una compensazione parziale è data dall'eliminazione delle classi dell'esercito, poiché cadono i corsi d'introduzione e gli investimenti nel campo dell'istruzione possono essere sfruttati in modo migliore. Sarà fatto tutto il possibile per incrementare l'efficienza dell'istruzione mediante una migliore formazione dei quadri e l'ottimizzazione dell'uso dell'infrastruttura per l'istruzione. Al Consiglio federale dovrà essere attribuita la competenza di prolungare, nel caso di uno sfavorevole sviluppo della situazione, la durata dell'istruzione e di ordinare corsi della truppa supplementari.

Per la realizzazione della prontezza al combattimento è ancora necessaria, dopo una mobilitazione, una fase intensa di istruzione.

743

Istruzione dei quadri e carriera

Reclutamento dei quadri Una sistematica registrazione di tutti i militari dovrebbe assicurare all'esercito un numero sufficiente di quadri ottimamente qualificati.

Istruzione dei quadri Essa forma aspiranti qualificati come capi competenti, istruttori e aiuti di comando e trasmette loro le conoscenze necessarie al riguardo.

Mediante un'istruzione qualitativamente elevata e in parte utilizzabile nella professione civile, seguita dalla pratica (servizio per il conseguimento del

806

grado) in un'età relativamente giovane, mediante l'accorciamento dei servizi di promozione ed eventualmente anche un contributo finanziario supplementare (importo forfettario per l'istruzione), dovrebbe essere aumentata l'attrattiva dell'istruzione dei quadri militari.

L'istruzione militare dei quadri: - come istruzione fondamentale trasmette le conoscenze necessarie a una determinata funzione. Essa consta di una scuola per quadri e, di regola, di un susseguente servizio pratico (servizio per il conseguimento del grado); - come perfezionamento approfondisce nei corsi della truppa le conoscenze e le capacità specifiche della funzione; - prepara, come istruzione suppletiva, a una seconda o una doppia funzione (p. es. addestramento a ufficiale della protezione AC).

807

Confronto delle prestazioni di servizio Es61/Es 95 esempio della fanteria senza corsi Ist (cdt U con 12 anni di cdo nell'Es 61 e nell'Es 95; modello base CR)

744

Istruzione a sottufficiale

La scuola sottufficiali durerà sei settimane e sarà completata con almeno una settimana di perfezionamento durante il servizio per il conseguimento del grado. Essa inizierà normalmente tre settimane prima e durerà, di regola, fino alla terza settimana della scuola reclute. Questa nuova soluzione allevia il giovane sottufficiale da una situazione d'istruzione atipica nelle prime tre settimane e consente un chiaro sforzo d'istruzione nell'ambito del suo compito effettivo di capo e istruttore. Per funzioni speciali (piloti, medici, capicucina, ecc.) sono previste eccezioni.

Istruzione a sottufficiale

Istruzione di sottufficiale

745

Scuola reclute

Istruzione a sottufficiale superiore

L'istruzione a sergente maggiore e furiere non subisce modificazione alcuna per quanto concerne la durata.

Negli stati maggiori dei battaglioni e dei gruppi viene creata la funzione di «aiutante di stato maggiore». Egli, nella sua funzione di aiuto del comando, consiglia il comandante in tutte le questioni concernenti la condotta e l'istruzione dei sottufficiali; parallelamente è superiore tecnico del sergente maggiore dell'unità. Nell'ambito di scuole e corsi gli aiutanti di stato maggiore sono impiegati in funzioni particolarmente importanti in seno al corpo degli istruttori.

809

746

Istruzione a ufficiale subalterno

La sua durata rimane, di massima, invariata.

Materialmente avviene uno spostamento delle priorità a favore dell'istruzione di condotta e della formazione ad istruttore. Con ciò si tiene conto delle nuove esigenze poste ai capi militari.

747

Istruzione dei comandanti, degli stati maggiori e degli specialisti

I comandanti di unità sono istruiti, di regola, in un corso di condotta 1 di al massimo tre settimane sotto la responsabilità del comandante di divisione. Per i futuri comandanti di unità delle divisioni e delle brigate territoriali è previsto un corso centrale di condotta 1 con il coinvolgimento del comandante di divisione. L'istruzione viene completata, secondo la funzione, con corsi tecnici. Il servizio pratico (servizio per il conseguimento del grado) viene accorciato.

I corsi di stato maggiore e di condotta per comandanti dal livello di corpi di truppa, per ufficiali di stato maggiore generale e per aiuti del comando, compresi gli aiutanti di stato maggiore, costituiscono insieme la scuola di stato maggiore e di condotta (S SM cond ) e vengono riuniti nel centro istruzione per quadri superiori dell'esercito.

Nell'istruzione degli stati maggiori viene posta in risalto la flessibilità in vista dei molteplici compiti dell'esercito. Si attribuisce particolare importanza all'addestramento della collaborazione con gli stati maggiori di condotta civili.

II servizio pratico (servizio per il conseguimento del grado) dal livello di corpi di truppa avviene in corsi della truppa e/o in scuole. Responsabile dell'istruzione è il comandante dell'unità d'armata.

L'istruzione fondamentale e il perfezionamento degli ufficiali di stato maggiore generale avviene in diversi corsi di differente durata. La scuola di stato maggiore generale, integrata nel centro d'istruzione per quadri superiori dell'esercito, si fonda sui corsi di stato maggiore e di condotta e deve garantire che gli ufficiali di stato maggiore generale soddisfino le alte esigenze loro poste come aiuti del comando negli stati maggiori di Grandi Unità e dell'esercito. Un mutamento tra l'esercizio del comando e l'attività di stato maggiore non è cogente, dev'essere piuttosto l'idoneità a determinarlo.

I corsi integrati nel centro d'istruzione per quadri superiori sono organizzati secondo schema, il che consente di evitare l'accavallamento di materie e di avere un'unità di dottrina. Ne consegue una concisione del programma d'istruzione e una riduzione del tempo d'istruzione.

L'istruzione tattica assistita da ordinatore sarà in avvenire parte integrante dell'istruzione dei quadri superiori.

810

Istruzione dei quadri superiori dell'esercito (modello) Cdt Istruzione livello unità Servizio pratico

Istruzione livello bat/gr Istruzione di stato maggiore generale

Servizio pratico livello bat/gr

Istruzione livello rgt

Istruzione a livello Grandi Unità e direttori uffici federali

Stati Uff SMG maggiori Specialisti

75

Reclutamento, istruzione premilitare e istruzione fuori del servizio

751

Reclutamento

II reclutamento fornisce una base d'informazione sui reclutandi e quindi consente una decisione ottimale circa l'assegnazione.

In occasione del reclutamento, con una procedura di valutazione il più possibile oggettiva, vengono raccolte informazioni su la personalità, le prestazioni intellettuali e fisiche, lo stato di salute e l'idoneità a funzioni speciali.

Per la registrazione di tratti della personalità rilevanti per gli affari militari sono impiegati test scientifici.

L'assegnazione alle armi avviene secondo i requisiti, i risultati dei test, i desideri del reclutando e le necessità.

752

Istruzione premilitare

L'istruzione premilitare promuove la comprensione dei giovani d'ambo i sessi per l'esercito. Essa fornisce le conoscenze necessarie per determinate armi che, per ragioni di tempo, non possono essere acquisite nella scuola reclute (piloti, pontonieri, specialisti radio, ecc.).

L'istruzione premilitare è volontaria. Essa porta vantaggi al reclutando in occasione del reclutamento e nella scuola reclute. L'incorporazione in certe armi o funzioni dipende dal superamento di corsi premilitari.

753

Istruzione fuori del servizio

L'attività fuori del servizio contribuisce al mantenimento delle conoscenze militari fondamentali e promuove lo spirito di milizia.

Essa da la possibilità ai militari interessati di incentivare le proprie attitudini.

Chi è attivo fuori del servizio trasmette le conoscenze e le capacità acquisite nell'ambito dell'esercito.

L'istruzione fuori del servizio è sostenuta, da una parte, da associazioni private e, d'altra parte, segnatamente nel settore dello sport militare, dalle Grandi Unità dell'esercito. Le attività delle associazioni private riconosciute vengono incentivate da mezzi finanziari della Confederazione e sostenute dall'esercito mediante aiuto materiale e organizzativo.

Per il mantenimento e il promovimento della destrezza al tiro dei militari viene conservato l'obbligo del tiro fuori del servizio per i detentori del fucile. Per le spese che ne derivano le società di tiro saranno in futuro indennizzate dalla Confederazione.

812

76

Personale insegnante

761

Obiettivi

Per soddisfare la richiesta di maggiore professionalità e le esigenze supplementari (personale insegnante in impianti d'istruzione permanenti e nell'ambito del promovimento della pace), gli sforzi per realizzare la riforma dell'istruzione perseguono quattro obiettivi: - aumento graduale dell'effettivo degli istruttori nei prossimi anni; - aumento dell'attrattiva della professione d'insegnante militare mediante istruzione corrispondente; - miglioramento della direzione del personale e pianificazione della carriera; - creazione di nuove funzioni d'istruttore.

762

Principi

Si distinguono tre categorie di personale insegnante: - istruttori per l'istruzione nell'ambito pedagogico, operativo, tattico-tecnico, tecnica di combattimento e tecnico; - insegnanti a tempo pieno o avventizi per l'insegnamento tecnico come funzionari con supplemento di funzione o su base contrattuale; - specialisti civili e conferenzieri per l'istruzione in settori speciali nell'ambito del loro obbligo militare.

Nelle scuole e nei corsi gli istruttori sono responsabili dell'istruzione. Essi sono assistiti da insegnanti o specialisti e conferenzieri.

Nei corsi della truppa la responsabilità dell'istruzione incombe ai comandanti di truppa. Essi possono essere assistiti da personale insegnante.

763

Istruzione

La formazione degli istruttori e degli insegnanti a tempo pieno avviene nelle scuole di condotta militari e alla scuola centrale per istruttori, le quali sono strettamente legate al centro d'istruzione per quadri superiori nell'esercito.

Parti dell'istruzione possono essere assolte presso istituti civili.

L'istruzione degli insegnanti avventizi e dei conferenzieri avviene, corrispondentemente al compito, in corsi d'introduzione o in corsi preparatori per quadri.

77 771

Infrastruttura d'istruzione Obiettivi

Per poter assicurare l'istruzione nelle scuole e nei corsi, le piazze d'armi, di tiro e d'esercitazione esistenti devono essere utilizzate in modo ottimale. A tal fine, gli sforzi si concentrano su quattro aspetti prioritari: 813

-

creazione di regioni per l'istruzione; miglioramento della coordinazione di occupazione; assistenza professionale da parte del personale insegnante e d'esercizio; ampliamento della struttura esistente.

772

Piazze d'armi

Sulle piazze d'armi vengono soddisfatte le seguenti esigenze: - istruzione in scuole reclute, sottufficiali e ufficiali nonché in altre scuole e corsi; - installazione di centri d'istruzione regionali per l'addestramento di determinati temi essenziali, come il combattimento in settori intensamente edificati; - sistemazione di un centro d'istruzione per i quadri superiori dell'esercito; - preparazione di mezzi d'istruzione per l'addestramento nell'ambito del promovimento della pace e della salvaguardia dell'esistenza; - in futuro le piazze d'armi e le loro infrastrutture per l'istruzione saranno occupate maggiormente anche da corsi della truppa (corsi di ripetizione e corsi tattici-tecnici).

Il ridimensionamento dell'esercito non si ripercuote sul numero delle reclute.

Gli effettivi delle reclute sono per contro sottoposti a fluttuazioni in base al numero delle nascite e alle quote di idoneità al servizio. La scomparsa delle classi dell'esercito avrà come conseguenza il trasferimento di contingenti di reclute tra le singole armi.

Le piazze d'armi esistenti e quelle in corso di ampliamento sono sufficienti a garantire le esigenze dell'istruzione dell'esercito 95. Al risanamento con moderni impianti per l'istruzione e moderni accantonamenti è data priorità assoluta. Gli utenti delle piazze d'armi tengono ulteriormente in considerazione le esigenze dell'ambiente e gli interessi dei civili del vicinato.

773

Piazze di tiro e di esercitazione

L'istruzione degli stati maggiori e della truppa può certamente essere sostenuta con efficacia impiegando maggiormente simulatori. Tuttavia, un'istruzione in scala reale nell'ambito di esercizi di combattimento di tiro rimane indispensabile.

774

Regioni d'istruzione

Per meglio sfruttare le infrastrutture per l'istruzione esistenti, gli attuali uffici di coordinamento saranno ampliati in regioni d'istruzione. Esse contengono l'insieme dell'infrastnittura per l'istruzione, ossia le piazze d'armi, di tiro e d'esercitazione, compresi gli accantonamenti. Una parte di queste piazze è permanentemente equipaggiata con materiale d'insegnamento, come per esempio simulatori e impianti per l'indicazione dei colpiti. Il comandante di ogni regione d'istruzione dispone di personale per la manutenzione e l'esercizio, non814

che di personale d'insegnamento che può dirigere l'istruzione e sgravare in tal modo i comandanti di truppa.

775

Rapporto su Io stato e la pianificazione nel settore delle piazze d'armi, di tiro e di esercitazione

II Consiglio federale sottopone periodicamente alle Camere federali un rapporto su lo stato e la pianificazione nel settore delle piazze d'armi, di tiro e di esercitazione. Il prossimo rapporto sarà presentato con indicazioni concrete per la realizzazione del presente concetto direttivo.

78

Materiale per l'istruzione

Salvo poche eccezioni, l'istruzione 95 si farà dapprima con il materiale d'istruzione esistente. È però urgente acquistare materiale supplementare necessario, segnatamente i simulatori per l'allenamento degli stati maggiori e i simulatori di combattimento per un'istruzione realistica della tecnica di combattimento a livello gruppo e sezione. Per completare i simulatori introdotti (simulatori di tiro e di condotta per i carri, simulatori di volo, ecc.) dev'essere avviato, entro il 1995, l'acquisto del materiale d'insegnamento supplementare indispensabile per Esercito 95, compresi ulteriori simulatori.

79

Riforma dell'istruzione

Nei lavori relativi al concetto dell'istruzione si è tenuto conto delle raccomandazioni del gruppo di lavoro riforma dell'esercito, nella misura in cui esse concernono l'istruzione e siano realizzabili.

Molte proposte del citato gruppo di lavoro hanno trovato posto nel concetto direttivo Esercito 95, segnatamente per quanto riguarda la condotta dell'istruzione, l'adattamento della condotta alle esigenze della società attuale, la durata dell'istruzione di base nelle scuole reclute e nei corsi speciali, l'impiego d'insegnanti di milizia, il prolungamento dell'istruzione dei caporali e della loro assenza all'inizio, per loro atipico, della scuola reclute, la maggiore considerazione dell'impegno civile dei quadri, l'ammodernamento dell'infrastruttura per l'istruzione, la maggiore assegnazione di personale e mezzi finanziari a favore dell'istruzione, la costituzione di un centro d'istruzione per i quadri superiori dell'esercito, l'assegnazione dei corsi di ripetizione a centri d'istruzione, la tipologia dei corsi di ripetizione e la modificazione della loro periodicità e durata, nonché la nuova concezione dei corsi preparatori per quadri. Molte di queste riforme sono già state attuate ed altre sono state avviate.

Altre esigenze sostanziali come l'ammodernamento e il risanamento degli accantonamenti per le reclute e degli impianti per l'istruzione, l'aumento del numero degli istruttori e il miglioramento dell'indennizzo per le prestazioni di servizio dei quadri saranno attuate in funzione dei crediti accordati o in modificazioni ulteriori dell'ordinanza sulle indennità per perdita di guadagno.

815

8

Dotazione materiale dell'Esercito 95

81

Principi

L'Esercito 95 sarà, in un primo momento, equipaggiato con il materiale esistente ora e con quello che sarà acquistato entro il 1995. L'ammodernamento dell'equipaggiamento e dell'armamento è tuttavia indispensabile. Il ritmo d'ammodernamento stabilito dal quadro finanziario deve cercare di avviare tempestivamente i rinnovamenti necessari.

La durata d'utilizzazione del materiale richiesta è ottenuta normalmente mediante l'ordinaria manutenzione o con revisioni. L'efficienza del materiale è tempestivamente potenziata, sempre che ciò sia opportuno e finanziariamente sostenibile.

L'ammodernamento materiale deve essere differenziato e deve avvenire per tappe. Infatti, in avvenire non sarà più possibile equipaggiare contemporaneamente l'insieme dell'esercito con nuovi sistemi di grande entità. Occorrerà ammettere che non più tutte le formazioni avranno la stessa configurazione in merito all'equipaggiamento e all'armamento e che il vecchio materiale non potrà più essere sostituito nella sua totalità.

82

Politica d'armamento

La politica d'armamento si fonda sulle direttive per la politica d'armamento approvate il 14 marzo 1983 dal Consiglio federale e tuttora in vigore. Esse stabiliscono, nelle grandi linee, la procedura d'acquisto dell'armamento del nostro esercito.

L'obiettivo della politica d'armamento è l'approvvigionamento permanente con un equipaggiamento sufficiente ed efficace per l'impiego e l'istruzione. La garanzia della prontezza materiale per l'impiego dev'essere assicurata in primo luogo da scorte sufficienti.

Il piano finanziario per la legislatura 1992 a 1995 non prevede più alcuna crescita degna di nota per le spese militari. Questa non sarà sufficiente per coprire il rincaro dei prossimi anni. Ne risulta una riduzione delle spese d'armamento, tanto più che le spese riservate al personale e alla manutenzione dovranno ulteriormente tenere conto del rincaro totale.

A ciò si aggiunge ogni sostituzione di un sistema con un sistema sovente più moderno e più complesso; l'aumento dei costi è superiore al rincaro, il che limita il margine d'azione ed esige sovente una riduzione del numero di pezzi.

Lo svantaggio procurato dalla riduzione di pezzi può essere compensato soltanto in parte dalla maggiore efficienza.

Ne consegue che l'industria svizzera deve far fronte, da una parte, ad una riduzione del volume delle ordinazioni interne. D'altra parte, in avvenire si cercherà sempre di più d'acquistare apparecchi corrispondenti allo standard internazionale. Occorre quindi che l'industria svizzera, sia nel settore militare, sia nel settore civile, cerchi maggiormente la cooperazione internazionale. La ricerca di collaborazione è tuttavia possibile soltanto a condizione che la posi816

zione dei fabbricanti svizzeri non venga unilateralmente indebolita da una legislazione sul materiale bellico troppo restrittiva.

La concentrazione di molti settori economici non risparmia nemmeno l'industria dell'armamento. L'abbandono del settore dell'armamento da parte di molte industrie, che si può notare anche in Svizzera, è difficilmente influenzabile. Il Rapporto 90 sulla politica di sicurezza stabilisce, tra l'altro, che è importante conservare una certa capacità d'armamento nel Paese in modo da garantire, in caso di crisi, un minimo d'autonomia per quanto riguarda i pezzi di ricambio e le riparazioni. Il mantenimento di questa capacità deve tuttavia essere giustificato anche sul piano economico.

Lo sviluppo di sistemi d'arma complessi oltrepassa le possibilità di un piccolo Stato per diverse ragioni. Sviluppi all'interno del Paese sono sensati in quei settori in cui le conoscenze trovano riscontro anche sul mercato civile. D'altra parte sono molti i beni militari che sono identici ai prodotti civili (p. es. ordinatori, teleinformatica). In questi campi l'acquisto dovrà orientarsi sulle possibilità esistenti sul mercato civile; eventualmente entrano in considerazione adeguamenti all'infrastnittura esistente.

Poiché l'importanza degli acquisti all'estero aumenta, occorrerà, sempre che sia possibile e finanziariamente sostenibile, vegliare al mantenimento di una produzione autonoma corrispondente alle necessità dell'esercito favorendo la collaborazione delle aziende d'armamento della Confederazione e dell'industria svizzera. Inoltre, una partecipazione indiretta sotto forma di affari di compensazione dev'essere ricercata ogni qualvolta una partecipazione diretta non è possibile o poco opportuna.

Nel contesto parzialmente contraddittorio delle esigenze di cui bisogna tener conto, si possono definire le seguenti priorità nell'ambito dell'acquisto di materiale bellico: - adeguamento alle necessità; - economia dei mezzi; - mantenimento del potenziale industriale indigeno; - presa in considerazione dei problemi di politica regionale.

Tra i criteri determinanti dell'economicità, bisognerà tener conto non soltanto dei costi d'acquisto, ma anche delle spese susseguenti che comporta un sistema complesso durante tutta la sua durata d'utilizzazione.

83 831

Pianificazione dell'armamento a lungo termine Obiettivo

II concetto d'impiego e le strutture di Esercito 95 devono essere assicurati per un lasso di tempo di circa dieci anni (1995 a 2005 circa) mediante l'acquisto dell'indispensabile materiale d'armamento.

In questo contesto, durante le fasi di attuazione, occorre colmare le lacune esistenti, sostituire il materiale obsoleto nonché acquistare gli impianti necessari per una moderna istruzione e acquistare il materiale necessario al compimento di nuovi compiti.

53 Foglio federale. 75° anno. Voi. I

817

I mezzi finanziari a disposizione costringono a stabilire priorità anche in occasione di grandi progetti, a procedere agli acquisti a tappe e ad adattare continuamente la pianificazione all'evoluzione delle condizioni.

832

Punti principali della pianificazione dell'armamento

Per la protezione dello spazio aereo occorrono moderni mezzi bellici aerei, perché la sovranità dello Stato dev'essere assicurata anche nello spazio aereo, poiché la nostra aviazione è obsoleta e perché senza una convincente difesa dello spazio aereo la mobilità al suolo non è possibile.

Nel settore dei mezzi di condotta moderni, dell'esplorazione e delle trasmissioni, nonché nell'ambito della condotta della guerra elettronica occorre imperativamente ricuperare il ritardo accumulato, perché nella condotta della guerra moderna l'elettronica acquista sempre maggiore importanza.

L'abbandono di un dispositivo di combattimento che copre l'insieme del territorio comporta lacune che devono essere colmate con il fuoco operativo di mezzi d'artiglieria a lunga gittata. La mobilità sul campo di battaglia e nel cielo dev'essere migliorata.

I mezzi moderni d'insegnamento, segnatamente i simulatori, devono contribuire a migliorare l'efficienza dell'istruzione.

833

Le fasi d'attuazione

I grandi progetti seguenti dovranno essere realizzati entro la fine del millennio: - acquisto di un nuovo aereo da combattimento per la difesa dello spazio aereo; - acquisto di materiale nei settori della condotta, dell'esplorazione, della trasmissione e della condotta della guerra elettronica; - miglioramento dei mezzi di condotta e di fuoco dell'artiglieria e introduzione di munizione guidata in fase finale; - acquisto di un carro armato granatieri su ruote per una parte della fanteria; - sostituzione dei carri armati granatieri nelle brigate blindate; - aumento dell'efficienza dei carri da combattimento 87, Leopard; - equipaggiamento di unità che assumeranno compiti nell'ambito del promovimento della pace e della salvaguardia dell'esistenza (p. es. aiuto in caso di catastrofe, protezione); - acquisto di materiale d'insegnamento, segnatamente simulatori e progetti per l'ammodernamento dell'infrastruttura per l'istruzione.

Dopo l'anno 2000 si devono prevedere nella pianificazione dell'armamento a lungo termine i seguenti grandi progetti: - rinnovamento di una parte dei mezzi dì difesa contraerea attuali; - acquisto di un sistema d'artiglieria di grande gittata per il combattimento di fuoco operativo; - continuazione del progetto mobilità della fanteria sul campo di battaglia; - miglioramento dei mezzi di trasporto aereo; - acquisto di una seconda serie di un nuovo aereo da combattimento.

818

Le fasi d'attuazione surriferite dovranno essere verificate in permanenza e adattate alle condizioni della situazione della politica di sicurezza.

84

Manutenzione

La manutenzione contribuisce in larga misura al mantenimento della prontezza sia nel campo dell'istruzione sia nell'impiego. Essa consente di assicurare la disponibilità del materiale dell'esercito durante tutto il suo periodo d'utilizzazione.

Le risorse di personale limitate e i costi elevati da una parte, la nuova situazione in materia di minaccia e i tempi di preallarme prolungati d'altra parte, conducono a una parziale modificazione della filosofia relativa alla manutenzione. Nel nuovo Esercito 95, la manutenzione non dovrà più assicurare come sinora una prontezza uniforme all'impiego, ma dovrà consentire un impiego differenziato secondo le formazioni e i gruppi di materiale. Per esempio, il materiale delle formazioni d'allarme dovrà avere un grado di prontezza più elevato di quello delle altre truppe. Insieme con le misure di razionalizzazione previste dagli organi della manutenzione nel quadro dell'infrastruttura attuale dovrebbero essere possibili soluzioni più economiche. Al riguardo occorre considerare che la parte principale dei costi di manutenzione è causata dai servizi d'istruzione.

Inoltre, la situazione relativa ai costi e al personale costringerà ancora maggiormente a seguire il principio della «manutenzione in funzione dello stato» e a impiegare mezzi tecnici ausiliari (p. es. ordinatori di controllo, e sistemi esperti).

Per quanto concerne l'attribuzione dei compiti nel settore «manutenzione Esercito 95», i livelli di competenza attuali (truppa, organi di gestione del materiale, industria) sono mantenuti. Questa ripartizione delle responsabilità si è rivelata giudiziosa tanto per i concetti di manutenzione quanto per le competenze in materia di riparazione. Essa è efficace in materia di riduzione dei costi ed è previsto di ottimizzarla ancora nel contesto del riesame globale dei costi della logistica (investimenti e costi d'esercizio).

85 851

Costruzioni militari Considerazioni di principio

L'attuale infrastruttura nei settori delle opere di combattimento, condotta, logistica e istruzione si fonda sull'effettivo attuale dell'esercito. In molti casi è però obsoleta e quindi soltanto ancora limitatamente utilizzabile (baracche). La riduzione dell'esercito non comporta unicamente la diminuzione degli effettivi: essa riduce parimente le armi, gli attrezzi, i veicoli, gli aerei, l'equipaggiamento, le munizioni, ecc. (liquidazione). Ne consegue che una certa infrastruttura diventerà libera. Con nuove disposizioni e adeguamenti edili, essa potrà in parte essere utilizzata per coprire nuovi bisogni. È previsto di costruire nuovi edifici soltanto nei casi in cui non è possibile adattare gli impianti esistenti.

819

Malgrado queste constatazioni, è evidente che anche un nuovo esercito più piccolo avrà necessità in materia di costruzioni. La complessità crescente dei nuovi sistemi d'arma, esige officine adeguate e infrastrutture d'istruzione supplementari. Inoltre, è indispensabile adeguare la protezione di impianti importanti alle nuove forme di minaccia. Altre importanti necessità d'investimento esistono nel settore delle trasmissioni. In futuro, le costruzioni militari dovranno soddisfare ancora maggiormente i seguenti principi: - semplificazione nella manutenzione e nell'esercizio; - utilizzazione razionale degli impianti esistenti, modificandone la loro destinazione o liquidandoli; - rispetto degli aspetti ecologici, della pianificazione territoriale e della protezione del paesaggio; - flessibilità, rinunciando, nella misura del possibile, alla definitiva attribuzione di impianti, segnatamente di impianti di condotta a stati maggiori e a truppe.

852

Direttive per le opere di combattimento e di condotta

Per le opere di combattimento e di condotta valgono le seguenti direttive: - impianti tecnicamente semplici e di facile manutenzione; - ritenzione negli ampliamenti: non costruire nuovi sbarramenti, eventualmente rinforzare gli impianti esistenti.

853

Direttive per le costruzioni della logistica

Per le costruzioni della logistica valgono le seguenti direttive: - Occorre perseguire una diversa utilizzazione, segnatamente per quanto concerne i depositi di munizione. Dopo la liquidazione delle munizioni non più utilizzate, le superfici di deposito sono disponibili per altri scopi. Con adeguamenti edili possono essere create nuove capacità di deposito per altri bisogni. Occorre rinunciare anche a una parte delle superfici di deposito affittate.

854

Direttive per le costruzioni dell'istruzione

Per le costruzioni dell'istruzione valgono le seguenti direttive: 820

86

Liquidazione di materiale, munizione e impianti

La riduzione degli effettivi dell'esercito di circa 200000 uomini e lo scioglimento di 1800 stati maggiori e unità comporta un'importante eccedenza di materiale personale e di materiale di corpo. Inoltre, parecchi sistemi importanti invecchiati non saranno più utilizzati negli anni 90. Si tratta segnatamente di: - 1080 cannoni anticarro di 9 cm, compresa la munizione; - 150 carri armati 61; - 350 cannoni pesanti 35 e una parte della loro munizione; - 260 obici 46; - 130 Hunter, comprese parti della munizione; - 300 cannoni DCA 54, comprese parti della munizione; - numerosi cannoni da fortezza e opere minate.

La liquidazione di queste grandi quantità di materiale, di impianti obsoleti e di eccedenze di munizione richiede mezzi finanziari e di personale molto importanti, anche perché il materiale e le munizioni devono essere distrutti tenendo conto delle esigenze ecologiche.

Soltanto dopo la liquidazione citata si potranno avere economie importanti in materia di spese d'esercizio.

9

Passaggio

II passaggio dall'esercito attuale al nuovo esercito richiede un'attenta pianificazione e sorveglianza. La realizzazione di questo passaggio in un esercito di milizia è un processo che si protrae su parecchi anni.

91 911

Considerazioni di principio Molteplicità dei compiti

II passaggio dall'Esercito 61 all'Esercito 95 comprende mutazioni di personale, misure nel settore del materiale e adeguamento degli ordini di mobilitazione a tutti i livelli.

821

Nel campo dell'istruzione dovranno essere introdotti i nuovi modelli, i piani delle materie e i concetti per le scuole, nonché il nuovo ritmo dei corsi di ripetizione per il grosso dell'esercito. Le prescrizioni e i regolamenti dovranno essere rielaborati.

Questa procedura è notevolmente diversificata. Essa concerne le amministrazioni federali e cantonali con i loro esercizi come pure i comandanti di truppa.

Essa dovrà essere scaglionata e la sua realizzazione durerà parecchi anni.

912

Prontezza d'impiego

Durante il periodo di transizione l'esercito dev'essere pronto all'impiego. La capacità di reazione dev'essere conservata, allo scopo di poter far fronte alle probabili evoluzioni.

All'uopo ci si terrà al principio secondo cui l'indispensabile dovrà essere pronto all'impiego rapidamente, mentre il grosso dell'esercito ulteriormente e il resto molto più tardi. Durante il passaggio la mobilitazione parziale e la mobilitazione generale di guerra devono essere assicurate, tuttavia occorrerà più tempo per attuarle.

913

Capacità di adattamento

II calendario del Parlamento e la possibilità del referendum esigono una pianificazione cronologica flessibile durante il periodo di transizione. Preparando tempestivamente i dati importanti, dovrebbe essere possibile realizzare entro breve termine le mutazioni degli stati maggiori, delle unità e dei militari.

914

Nuovi ritmi dei corsi di ripetizione

Con Esercito 95 vengono introdotti nuovi ritmi per i corsi di ripetizione. Dal 1° gennaio 1995, il grosso dell'esercito effettuerà un corso di ripetizione ogni due anni. Il periodo di transizione terrà conto di questo passaggio al ritmo biennale.

915

Passaggio delle formazioni e mutazioni del personale

II passaggio a Esercito 95 comporta lo scioglimento di circa 1800 stati maggiori e unità, il cui personale sarà o prosciolto dagli obblighi militari (landsturm) o incorporato in altre formazioni.

Numerose unità sono distaccate dai loro battaglioni, reggimenti e unità d'armata attuali e attribuite a nuovi corpi di truppa e unità d'armata oppure riunite in nuovi corpi di truppa.

All'uopo saranno rispettati i seguenti principi: - Le designazioni, le strutture e le numerazioni esistenti saranno, nella misura del possibile, conservate o riprese.

822

916

Passaggio nel settore del materiale

II passaggio nel settore del materiale comprende segnatamente i lavori seguenti: - Quale prima priorità, preparare l'insieme del materiale per le nuove unità e per i nuovi stati maggiori.

Questi compiti che devono essere compiuti oltre al normale lavoro nelle scuole e nei corsi, esigono chiare priorità e una distribuzione del lavoro su parecchi anni.

92

Modello del passaggio e calendario

La rappresentazione grafica del modello di passaggio mostra le fasi seguenti per il passaggio dall'Esercito 61 all'Esercito 95: una fase preliminare, due fasi principali e una fase posteriore. Le disposizioni legali concernenti l'Esercito 95 entreranno in vigore per l'insieme dell'esercito il 1° gennaio 1995.

Nel corso della fase preliminare saranno prese misure intese a creare condizioni favorevoli per il passaggio.

Nel corso di ognuna delle fasi principali, una metà dell'esercito sarà dotata di nuove strutture.

823

Le truppe della fase principale 1 passeranno amministrativamente il 1 ° gennaio 1995 nella struttura di Esercito 95 e nel 1995 vi presteranno il loro corso di ripetizione (CR); nel 1996 presteranno il loro primo corso tattico-tecnico per ufficiali.

Le truppe della fase principale 2 conservano nel 1995 la loro attuale struttura amministrativa. In quell'anno gli ufficiali prestano il loro primo corso tatticotecnico (CTT) nella struttura di Esercito 95. Il passaggio amministrativo avrà luogo il 1° gennaio 1996; il primo corso di ripetizione secondo la nuova struttura sarà prestato nel 1996.

Le truppe della fase posteriore (tutte le formazioni di mobilitazione) prestano il loro primo CR/CTT nella nuova struttura soltanto dopo la fine di tutti i lavori di adeguamento nel settore della mobilitazione, nel corso dell'anno 1998.

Questo calendario potrà essere rispettato a condizione che le basi legali (OM/OT/LPCi) siano sottoposte al Parlamento dopo la procedura di consultazione ancora nella seconda metà del 1993.

Se nel 1995 occorrerà aspettare il risultato della votazione di un eventuale referendum, il modello del passaggio dovrà essere adeguato in conseguenza.

824

Passagio dall'Esercito 61 all'Esercito 95 Concetto direttivo dell'esercito

OM/OT/LPCi Fase preliminare Misure anticipate

Fase principale 1 1. metà dell'esercito

Fase principale 2 2. metà dell'esercito

Fase posteriore: piazze di mobilitazione

10

Modelli alternativi

Le decisioni riguardanti le soluzioni prese in considerazione nel concetto direttivo dell'esercito si orientano in primo luogo sul compito, sulla valutazione della situazione e sulle condizioni quadro non influenzabili. Nell'ambito della pianificazione sono stati esaminati altri modelli e soluzioni alternative in diverse fasi e su molteplici piani. Delle possibili soluzioni sono stati valutati l'uno contro l'altro vantaggi e svantaggi. Di seguito vengono descritti alcuni modelli fondamentali motivando la decisione di non tenerne conto, almeno per il momento.

10.1

Altri concetti di difesa

10.11

Difesa sociale e guerriglia

A concetti di difesa che mettono fondamentalmente in dubbio l'evoluzione continua del sistema militare svizzero, delineata nel rapporto sulla politica di sicurezza, non è stato dato seguito. Ciò riguarda per esempio i concetti di una «.difesa sociale-» mai realizzata in Europa, o di guerriglia, chiaramente respinti nel Rapporto 90. Essi non avrebbero alcuna capacità di respingere un possibile nemico e potrebbero entrare in azione unicamente dopo l'occupazione del Paese. La protezione del Paese e della popolazione contro azioni dal cielo e terrestri non sarebbe possibile. Detti concetti si orientano unilateralmente verso un determinato scenario di crisi e non potrebbero garantire il compimento delle missioni affidate. Inoltre, entrambi i concetti sono sottratti al controllo democratico e non sarebbero integrabili in un sistema di sicurezza europeo.

10.12

Condotta del combattimento esclusivamente di fanteria o meccanizzato

Allo stesso modo, nella storia della difesa nazionale svizzera non vengono prese in considerazione le concezioni discusse precedentemente che si orientano unilateralmente verso una condotta del combattimento esclusivamente di fanteria o meccanizzato. Da una parte, una difesa puramente statica potrebbe facilmente essere sconfitta, d'altra parte, una condotta del combattimento esclusivamente mobile sarebbe poco idonea nel nostro terreno forte. Le due concezioni escludono la lotta contro una parte delle possibili minacce e non potrebbero corrispondere alla molteplicità degli impieghi richiesta all'esercito. Un concetto basato unicamente su mezzi meccanizzati altamente tecnologici supererebbe le possibilità finanziarie del nostro Paese e non sarebbe realizzabile neppure per quanto riguarda l'istruzione.

10.13

Esercito territoriale con truppe d'intervento

È stato pure esaminato un modello combinato con un forte esercito territoriale e un piccolo esercito d'intervento equipaggiato con i più moderni mezzi. Que826

sto esercito territoriale potrebbe prevenire soprattutto i pericoli dell'uso della violenza sotto la soglia bellica e sarebbe idoneo a compiere interventi nell'ambito della salvaguardia dell'esistenza. Per quanto riguarda la prevenzione della guerra e la difesa, questo modello potrebbe garantire una notevole prontezza durante un breve periodo, ma unicamente con una limitata forza di combattimento. Tuttavia questo modello renderebbe praticamente impossibile la condotta di un conflitto difensivo persistente. Esso oggi costituirebbe quindi una «lacuna svizzera» nel dispositivo di sicurezza europeo. Per contro, in caso di un'evoluzione favorevole del processo di disarmo e dell'integrazione della Svizzera nel sistema di sicurezza europeo, questa soluzione può rappresentare un'opzione per uno sviluppo a lungo termine.

L'Esercito 95 prevede un certo rafforzamento della componente territoriale.

Inoltre, quest'ultima può essere rapidamente e massicciamente rinforzata con formazioni delle divisioni di campagna e di montagna, le quali sono in grado sia di combattere in settori determinanti, sia di svolgere compiti territoriali.

10.2

Modelli d'effettivo

Per la missione della difesa, che dobbiamo svolgere ancora sempre autonomamente, occorrono, tenendo conto del carattere di milizia e dell'equipaggiamento attualmente a disposizione del nostro esercito, circa 400000 militari.

L'entità dell'effettivo è determinato sostanzialmente dal numero di formazioni di fanteria necessario. La missione difensiva può essere svolta unicamente se lo schieramento di combattimento dell'esercito avviene in funzione della minaccia e copre un settore operativo di larghezza e profondità adeguate. Ciò potrebbe essere ottenuto con un numero limitato di unità di fanteria altamente mobili. A tale scopo, tuttavia, occorrerebbe acquistare costoso materiale d'armamento, per esempio elicotteri da combattimento e un numero elevato di carri armati granatieri, ciò che attualmente non entra in considerazione per motivi finanziari. Con le odierne formazioni di fanteria relativamente poco mobili, tutti i settori chiave devono essere occupati sin dall'inizio delle ostilità.

È improbabile che queste formazioni vengano spostate a dipendenza dell'andamento del combattimento. Perciò è necessario un numero più elevato di formazioni di fanteria. Inoltre, anche altri compiti che contribuiscono alla salvaguardia dell'esistenza, come la guardia e l'assistenza, richiedono un effettivo dell'esercito elevato.

Come già esposto, con una riduzione dell'effettivo regolamentare al di sotto di 400 000 militari non è possibile svolgere gli stessi compiti nelle odierne condizioni di politica di sicurezza. Tuttavia, nella pianificazione dell'Esercito 95 sono stati esaminati diversi modelli di effettivi da 250 000 a 350 000 militari.

Al riguardo, si è trattato innanzitutto di determinare il potenziale di riduzione dell'Esercito 95. A condizione di un'evoluzione positiva della situazione, dell'adattamento della missione e del necessario ammodernamento dell'esercito, questi modelli di riduzione possono servire come opzioni per il futuro.

Probabilmente modelli di effettivi varianti tra 100 000 e 200 000 militari non permetterebbero neppure in futuro di compiere i compiti della difesa. Tali ridu827

zioni costringerebbero l'esercito a limitare la propria attività a compiti parziali.

Oltre alla riduzione dei compiti di promovimento della pace e della salvaguardia dell'esistenza, si dovrebbero soprattutto limitare notevolmente i compiti di difesa. I rimanenti elementi di combattimento a disposizione non potrebbero assicurare la protezione della popolazione e del Paese e non avrebbero un sufficiente effetto dissuasivo.

10.3

Modelli dell'obbligo militare

10.31

Compendio

Per garantire l'effettivo regolamentare di 400000 militari menzionato al numero 102, sono stati esaminati diversi modelli dell'obbligo militare. Parallelamente, per tutti i modelli occorre tener conto delle condizioni quadro. Da un lato, con l'obbligo militare generale sono a disposizione dell'esercito ogni anno circa 25 000 reclute e, dall'altro, bisogna considerare il quadro finanziario stabilito.

Come mostrano i seguenti possibili modelli dell'obbligo militare, con l'esercito di milizia può essere sfruttato al meglio il potenziale disponibile. Tutti gli altri modelli non consentirebbero effettivi sufficienti per assicurare la missione in materia di politica di sicurezza.

400'000

Modelli dell'obbligo militare D Esercito di milizia D Eserdto di riserva (4 annate) I Esercito permanente

300-000-

250'000 A

200'000 - Milizia (-42) 150'000

400'O00 100-000-

Milizia i

(-42) i

Riserva 120-000

175'000 Riserva 60-000

30-000 Esercito di milizia

Modello misto dell'obbligo militare Obbligo militare generale (reclute per anno: ca 25*000)

828

Esercito permanente

mass 30-000 Esercito di professione

10.32

Esercito di milizia

L'esercito di milizia rappresenta il sistema militare ideale per i nostri bisogni.

I suoi vantaggi e i suoi svantaggi sono già stati esposti in dettaglio.

Con un obbligo al servizio militare fino a 42 anni può essere garantito un effettivo regolamentare di 400000 militari.

In considerazione delle importanti categorie di dispensati si è rinunciato a un ulteriore abbassamento dell'obbligo militare a 40 anni. In ragione della rapida riduzione dell'effettivo reale, dopo qualche anno sarebbe stato necessario prolungare nuovamente l'obbligo di servizio, ciò che avrebbe comportato conseguenze negative soprattutto per la protezione civile.

Se in futuro l'effettivo dell'esercito dovesse essere modificato, il sistema di milizia consentirebbe di farlo adattando la durata dell'obbligo di servizio.

10.33

Modello misto dell'obbligo militare

II modello misto dell'obbligo militare si basa sull'obbligo militare generale.

Esso prevede che la metà degli astretti compia i propri servizi frazionati nell'esercito di milizia dal 20° al 42° anno d'età, mentre l'altra metà compia il servizio in modo continuato in un esercito permanente durante circa 10 mesi. La parte di milizia consentirebbe di ottenere un effettivo di circa 170000 militari.

La parte di esercito permanente consisterebbe nella metà delle reclute di una annata a cui vanno aggiunti quadri impiegati per un tempo determinato o professionisti, per un totale di circa 15 000 militari. Analogamente a modelli esteri, questi militari resterebbero a disposizione come riserva per un periodo di circa 4 anni. Con un obbligo più lungo il livello d'istruzione calerebbe eccessivamente e a lungo termine anche il materiale necessario non potrebbe più essere garantito. In totale questo modello misto raggiungerebbe un effettivo di mobilitazione di circa 250 000 militari.

Grazie alla rapida disponibilità, con la parte permanente dell'esercito si potrebbe raggiungere un alto grado di prontezza. Tuttavia, a causa dello scaglionamento del reclutamento e dell'istruzione, solo la metà circa dell'esercito permanente sarebbe, di volta in volta, pronta all'impiego. Questa truppa d'intervento dall'effettivo ridotto sarebbe meccanizzata ed ultramoderna, ma sarebbe poco idonea ad assumere compiti nel settore della salvaguardia dell'esistenza.

Inoltre, gli eserciti permanenti comportano ulteriori svantaggi che saranno descritti nel prossimo modello.

Malgrado un certo interesse, questo modello misto di obbligo militare deve essere scartato. Esso non potrebbe assicurare l'effettivo necessario per compiere la missione quale è menzionata al numero 102.

10.34

Esercito permanente con obbligo militare generale

Se l'obbligo militare generale viene mantenuto, sarebbe concepibile un modello di esercito permanente nel quale tutti i militari compiono il loro servizio della 829

durata di 10 mesi consecutivi. Al riguardo, sarebbero a disposizione le recluta di un'annata con l'aggiunta dei quadri impiegati a tempo limitato o professionisti, ciò che darebbe un effettivo di circa 30000 militari. Con un ulteriore obbligo in una riserva di quattro anni, si potrebbe aumentare l'effettivo totale in caso di mobilitazione a circa 150000 militari. Un obbligo più lungo nella riserva causerebbe un notevole calo del livello d'istruzione delle formazioni interessate. Inoltre, a lungo termine il materiale necessario potrebbe essere difficilmente garantito.

Questo modello di obbligo militare largamente diffuso all'estero consente un notevole grado d'istruzione e assicura una rapida prontezza d'impiego. Tuttavia, con un effettivo regolamentare così ridotto l'esercito non sarebbe più in grado, come già indicato più volte, di svolgere i suoi molteplici compiti. Inoltre, con un esercito permanente si rinuncerebbe agli indiscutibili vantaggi del nostro sistema di milizia tradizionale. Un esercito che entra in azione quando se ne ha bisogno presenta vantaggi rispetto a un esercito concentrato nelle caserme e sulle piazze d'armi in attesa di venire utilizzato. Per di più, mancherebbero le infrastrutture idonee quali le piazze d'istruzione, gli accantonamenti per i quadri professionisti e quartieri d'abitazione per le loro famiglie.

10.35

Esercito di professionisti

Pure l'esercito di professionisti è un esercito permanente.

Tuttavia esso non si basa sull'obbligo militare generale, ma sull'impegno volontario dei militari, di regola della durata di alcuni anni. In quanto professionisti, essi dovrebbero essere adeguatamente stipendiati. Perciò l'effettivo non sarebbe limitato da un'annata di reclutamento, ma dai costi del personale e dei salari. Considerando gli attuali crediti a disposizione del nostro esercito, l'effettivo non potrebbe superare i 30 000 militari. Contrariamente all'esercito permanente con obbligo militare generale, in un esercito di milizia esisterebbero scarse possibilità di obbligare ulteriormente in una riserva i militari che terminano il servizio.

L'esercito di professionisti presenta il notevole vantaggio di un livello d'istruzione e di un grado di prontezza molto elevati. Tuttavia, il modesto effettivo regolamentare non consentirebbe a un esercito di professionisti di adempiere i compiti della nostra politica di sicurezza. Non sarebbe più possibile né difendere la popolazione e il Paese, né contribuire in modo determinante alla salvaguardia dell'esistenza.

Un esercito di professionisti porterebbe pure a una scissione tra popolazione e esercito. Il carattere d'integrazione di un esercito di milizia verrebbe meno. D'altronde le attuali infrastrutture non sarebbero sufficienti per un esercito di professionisti. Oltre a moderne caserme e impianti per il tempo libero, dovrebbero essere messi a disposizione numerosi complessi abitativi per le famiglie dei militari.

Inoltre, l'esercito di professionisti contrasterebbe con l'obbligo militare generale ancorato nella nostra Costituzione e con le nostre tradizioni. D'altronde non è per nulla certo che vi sarebbe un numero sufficiente di quadri e soldati disposti ad arruolarsi in un esercito di professionisti.

830

10.4

Modelli di classi dell'esercito e di prestazioni di servizio

All'attuale articolazione dell'esercito in tre classi era collegato un sistema differenziato di prestazioni di servizio. Il perfezionamento dopo la scuola reclute si svolgeva durante i corsi di ripetizione annuali in prevalenza nell'età dell'attiva (20 a 32 anni); le ultime 8 settimane venivano ripartite con intensità decrescente nei restanti 18 anni d'incorporazione nell'esercito. Nell'Esercito 95 le prestazioni di servizio saranno distribuite in modo il più possibile uniforme tra il 20° e il 42° anno d'età. Sarà perciò possibile ottenere un livello d'istruzione equilibrato per tutta la durata dell'obbligo militare a spese delle annate più giovani.

10.41

Una o due classi dell'esercito

La decisione riguardante il mantenimento o la soppressione delle due restanti classi dell'esercito si ripercuote non solo sull'impiego dei militari, ma in particolare anche sull'organizzazione dell'istruzione.

Il mantenimento di due classi dell'esercito con ritmi diversi delle prestazioni di servizio nell'attiva e nella landwehr, consentirebbe di tener conto in modo differenziato dell'evoluzione individuale dei singoli militari e dunque pure dei bisogni di alcune formazioni. Tuttavia in questo modello non sarebbe possibile sfruttare in modo ottimale per tutta la durata dell'obbligo militare l'istruzione fondamentale impartita nelle scuole reclute. La durata delle prestazioni di servizio nella landwehr sarebbe modesta rispetto alla durata dell'incorporazione.

Inoltre, con il passaggio nella landwehr sarebbero necessari ulteriori addestramenti. L'istruzione delle formazioni della landwehr non potrebbe essere mantenuta allo stesso livello di quella delle formazioni dell'attiva.

La soppressione delle classi dell'esercito consente uno sfruttamento migliore dell'istruzione fondamentale per tutta la durata dell'obbligo militare. Con la soppressione di trasferimenti e di riqualificazioni, viene ridotto anche il dispendio organizzativo e amministrativo. Poiché, di regola, i militari compiono tutti i servizi nella stessa unità, è favorito lo spirito di corpo. Una prassi flessibile del cambiamento d'incorporazione consente di sfruttare le particolari capacità di singoli militari.

Nell'insieme, sono preponderanti i vantaggi del modello senza classi dell'esercito, che perciò è stato scelto per l'Esercito 95.

10.42

Ritmo della prestazione di servizio

Con la soppressione delle classi dell'esercito si pone la questione della ripartizione ottimale delle prestazioni di servizio nel corso dell'obbligo militare. Sono stati esaminati segnatamente i seguenti modelli: Corso di ripetizione annuale della durata di due settimane In totale si presterebbero 16 corsi di ripetizione di 12 giorni. Questo allenamento annuale in unità ben dotate dal punto di vista dell'effettivo consente di assicurare un'alta continuità dell'istruzione e di procedere all'istruzione delle 831

formazioni. In rapporto al solo tempo d'istruzione, tuttavia, le spese di mobilitazione e di smobilitazione sarebbero relativamente elevate. I costi derivanti sarebbero elevati.

Questo modello è però adatto alle truppe che si devono allenare regolarmente e che possono fare capo a impianti fissi. Nell'Esercito 95 sarà previsto come modello di eccezione soprattutto per le truppe d'aviazione e di difesa contraerea.

Corsi di ripetizione annuali di tre settimane Con questo modello i militari effettuerebbero 10 corsi di ripetizione di 19 giorni di regola in 10 anni consecutivi. Dopo il compimento del normale servizio obbligatorio, essi rimarrebbero incorporati nelle loro unità senza prestare servizio fino alla conclusione dell'obbligo militare, cioè per circa 10 anni. Si dovrebbe però tener conto che il loro livello d'istruzione calerebbe fortemente.

Le formazioni effettuerebbero il loro corso di ripetizione annuale con al massimo la metà dell'effettivo. Ciò comprometterebbe l'istruzione nell'ambito delle formazioni.

Corsi di ripetizione biennali di tre settimane Questo modello è stato scelto per l'Esercito 95. I 10 corsi di ripetizione di 19 giorni sono ripartiti sull'intera durata dell'obbligo militare con ritmo biennale.

In tal modo si assicura per l'intero periodo un livello d'istruzione regolare, sebbene ridotto. Le formazioni possono compiere i loro servizi con un effettivo praticamente completo.

Il numero dei corsi di ripetizione da effettuare è di conseguenza ridotto della metà. La truppa può utilizzare le piazze d'istruzione e le infrastnitture in modo più intenso di prima. Il ritmo biennale ha effetti notevolmente favorevoli sia sull'ambiente, sia sui mezzi finanziari e personali. Ma il beneficio riguarda pure i quadri e la truppa, i quali dovranno entrare in servizio soltanto ancora ogni due anni.

Particolari esigenze nell'ambito dell'istruzione e della prontezza o anche la collaborazione con gli stati maggiori e con altre truppe richiedono per singole formazioni regolamentazioni speciali che devono ancora essere stabilite.

10.5

Modelli di strutture

La riduzione di un terzo dell'esercito comporta una riduzione del numero delle formazioni. Nel corso della pianificazione sono stati esaminati dettagliatamente parecchi modelli di struttura. In particolare erano in discussione due alternative d'importanza anche politica.

Dal punto di vista militare, la riduzione del numero dei corpi d'armata sarebbe sostenibile. Fondamentalmente non si tratterebbe di un'ulteriore riduzione di formazioni, ma del loro raggruppamento in corpi d'armata. Per ragioni, in primo luogo, politiche si è rinunciato a una nuova ripartizione in due corpi d'armata di campagna invece di tre. In effetti, l'attuale soluzione consente una

832

migliore collaborazione dei corpi d'armata con i Cantoni e tiene meglio conto delle minoranze linguistiche.

Costituendo unicamente brigate con notevole autonomia di combattimento, si contribuirebbe a una maggiore flessibilità a livello dell'esercito e dei corpi d'armata. Le divisioni di campagna e di montagna sarebbero trasformate in brigate meccanizzate e di fanteria. Questa soluzione è stata definitivamente abbandonata, poiché gli attuali mezzi meccanizzati e gli elementi di appoggio - segnatamente la difesa contraerea e il genio - non sono sufficienti a formare vere brigate in grado di condurre il combattimento autonomamente. Inoltre, con un grande numero di brigate sorgerebbero ulteriori problemi di comando e d'istruzione. Nel caso di un'ulteriore riduzione degli effettivi e di un contemporaneo ammodernamento dei mezzi, la soluzione della costituzione di brigate dovrebbe essere riesaminata.

11

Opzioni per il futuro

11.1

Capacità di adattamento dell'esercito

Un esercito di milizia è efficiente unicamente se il suo concetto d'impiego e la sua struttura rimangono stabili durante alcuni anni. Altrimenti non è possibile un'istruzione efficace e non è garantita una sufficiente prontezza d'impiego.

Dotare un esercito di una nuova struttura è un'operazione complessa. Una volta avviate, le ristrutturazioni non sono certo irreversibili, ma è tuttavia molto difficile apportarvi correzioni. Perciò, segnatamente la pianificazione di un esercito di milizia non può orientarsi verso sviluppi a breve termine. Un adattamento ininterrotto dell'esercito a ogni tendenza di evoluzione più recente non è possibile, poiché altrimenti mancherebbe la necessaria stabilità. La pianificazione dell'esercito deve quindi limitarsi ad adattamenti periodici e a una procedura graduale.

Nondimeno, affinchè si possa mantenere il passo con lo sviluppo, la pianificazione deve anticipare il più possibile le evoluzioni probabili a lungo termine.

Essa aspira ad assicurare all'esercito una capacità di adattamento possibilmente elevata già al momento della pianificazione, cioè a introdurre la maggior flessibilità possibile nel concetto d'impiego dell'esercito e nella sua struttura.

L'Esercito 95 corrisponde a questa esigenza di ulteriore capacità d'adattamento. Da una parte esso copre all'incirca per i prossimi dieci anni le necessità d'impiego e strutturali già oggi prevedibili, dall'altra è però concepito in modo da rendere possibili ulteriori misure d'adattamento.

Il concetto d'impiego e le strutture dell'Esercito 95 consentono di scegliere tra diverse opzioni in un momento successivo: a seconda di come mutano i fattori determinanti, la struttura e le dimensioni dell'esercito, ma pure le sue forme d'impiego, possono essere adattate alle nuove condizioni in un quadro sin d'ora prevedibile.

54 Foglio federale. 75° anno. Voi. I

833

11.2

Fattori determinanti per la scelta delle opzioni

A medio termine, i fattori determinanti, segnatamente nei settori citati di seguito, possono mutare profondamente. Tutti si caratterizzano per il fatto che oggi non possono essere ancora fissati né integrati nell'Esercito 95. Troppi problemi sono ancora irrisolti, troppe domande restano ancora aperte.

11.21

La situazione della politica di sicurezza

La situazione internazionale in materia di politica di sicurezza può evolvere tanto positivamente quanto negativamente.

Attualmente dobbiamo prepararci ad ambo le possibilità. È tuttavia immaginabile che nel corso del tempo la situazione si stabilizzi in una direzione o nell'altra e ci spinga a compiere i relativi adattamenti.

11.22

Integrazione della Svizzera nell'Europa

Un importante fattore determinante per una futura scelta d'opzione è l'integrazione della Svizzera nell'Europa. Se in futuro la Svizzera intendesse perseguire una collaborazione con l'Europa in materia di politica di sicurezza o addirittura di politica di difesa, l'esercito dovrebbe poter predisporre gli adattamenti necessari. Esso dovrebbe tuttavia essere anche in grado di conservare una difesa autonoma.

11.23

Condizioni quadro della politica interna

L'eventuale introduzione di un servizio civile sostitutivo va considerata come un fattore determinante di politica interna. L'obbligo militare generale potrebbe estendersi a un obbligo di servizio generale, sempreché vengano realizzate le necessarie basi costituzionali e legislative. Conseguenze sugli effettivi dell'esercito sarebbero inevitabili, come d'altronde sono da attendersi anche dallo sviluppo demografico. Una previsione dell'evoluzione degli effettivi è difficile, poiché dipende sia dalla volontà di difesa, sia dall'idoneità al servizio.

11.3

Opzioni per lo sviluppo ulteriore dell'esercito

Le opzioni comprendono sia il concetto d'impiego, sia le strutture dell'esercito.

Secondo lo sviluppo della situazione, esse determinano il mantenimento, una riduzione o un aumento dell'Esercito 95, se del caso con relativo adattamento della missione.

11.31

Concetto d'impiego e strutture

II concetto globale d'impiego dell'Esercito 95 forma una buona base per futuri sviluppi. Nei settori del promovimento della pace e della salvaguardia dell'esi834

stanza esso è orientato verso il futuro e potrebbe venire ancora esteso. Il concetto per la prevenzione dei conflitti e per la difesa dovrebbe segnatamente essere adattato in caso d'integrazione dell'esercito in un sistema europeo di sicurezza. Ma pure in questo caso sarebbe richiesta ai partner nazionali una capacità di autodifesa parzialmente - se non completamente - autonoma. L'articolazione dell'esercito in tre forze liberamente disponibili e in una forte componente territoriale offre al riguardo una buona base. Singoli elementi delle forze liberamente disponibili, come per esempio l'aviazione e le brigate blindate, possono senz'altro essere integrate in un sistema di sicurezza europeo.

In quest' ambito, il modello di un piccolo esercito d'intervento moderno e un rafforzamento delle componenti territoriali sarebbero concepibili a lungo termine. La difesa dinamica del territorio dovrebbe rappresentare pure per queste opzioni un concetto valido per il combattimento.

Se in futuro la Svizzera non sarà integrata in un sistema di sicurezza europeo e se la situazione della politica di sicurezza internazionale non migliora notevolmente, ma rimane uguale o addirittura peggiora, la dottrina d'impiego e le strutture dell'Esercito 95 possono, modernizzando i relativi mezzi, essere mantenute a lungo termine o in caso di necessità possono addirittura essere incrementate.

11.32

Capacità di riduzione dell'esercito

I positivi sviluppi in Europa sulla via della stabilità e della cooperazione nonché l'incremento delle alleanze e delle reciproche relazioni tra gli stati potrebbero portare a un'ulteriore riduzione degli eserciti e a una loro organizzazione difensiva. La Svizzera potrebbe allora eventualmente integrarsi in un ordinamento di sicurezza europeo.

In un tale sviluppo della situazione, l'Esercito 95 potrebbe evolvere senza nuove ristrutturazioni fondamentali verso un effettivo di circa 300 000 militari.

Occorrerebbe però, se del caso, adattare la missione e l'ammodernamento dell'esercito.

La riduzione potrebbe per esempio avvenire con l'adozione delle misure seguenti: - riduzione dell'obbligo militare fino a circa 36 anni con passaggio ad un ritmo di servizio annuale; - ridimensionamento delle divisioni di campagna e di montagna in brigate meccanizzate o di montagna; - riduzione a tre corpi d'armata; - rinuncia a formazioni con sistemi d'armi superati (Mirage, Carri 68 la cui capacità di combattimento non è incrementabile, artiglieria trainata); - ridistribuzione di formazioni con sistemi d'armi più moderni (p. es. artiglieria meccanizzata); - rinuncia a formazioni la cui capacità di combattimento a quel momento sarà insignificante; - riduzione adeguata delle altre formazioni.

835

Circa la metà di questa riduzione si fonda su un'ulteriore massiccia riduzione delle formazioni di fanteria. Essa dovrebbe essere preparata a lungo termine mediante l'ammodernamento e segnatamente mediante l'aumento della mobilità nel combattimento di campagna. Dovrebbe essere esaminato il trasferimento alle truppe federali delle formazioni cantonali rimanenti di fanteria. Ad ogni modo dovrebbe essere evitata una riduzione importante della componente territoriale.

Una riduzione dell'effettivo dell'esercito ad un massimo di 50 000 militari potrebbe essere eventualmente raggiunta se importanti compiti dell'esercito venissero trasferiti nel settore civile dopo l'introduzione di un servizio sostitutivo o di un obbligo di servizio generale. Per esempio entrerebbero in linea di conto i settori dell'aiuto in caso di catastrofe e del servizio sanitario. Comunque non devono essere trascurati gli svantaggi di questa soluzione per quanto attiene all'efficienza e alle conseguenze organizzative e finanziarie.

11.33

Capacità di sviluppo dell'esercito

Qualora importanti regioni d'Europa si trovassero in una situazione di conflitto e tentassero di risolvere i loro problemi ricorrendo alla violenza; qualora le comunità economiche e le alleanze si disgregassero e non cessi il perseguimento di interessi egoistici per conquistare potere politico invece dello sforzo di mutuo sostegno solidale, gli eserciti potrebbero essere riarmati ed essere sottoposti ad un rapido ed intenso programma di modernizzazione e istruiti a condurre una guerra aggressiva. Di fronte ad una simile evoluzione, sempre possibile, la Svizzera non potrebbe certo restare passiva, ma dovrebbe adottare provvedimenti che concernerebbero anche l'esercito.

Da un punto di vista realistico, occorre ammettere che a corto e a medio termine le possibilità di sviluppo dell'esercito di milizia di un piccolo Stato sono limitate.

836

12

Conclusioni

Con il presente rapporto il nostro Collegio sottopone al Parlamento un progetto dettagliato e motivato sul futuro sviluppo e concetto dell'esercito. Siamo persuasi che l'esercito profondamente ristrutturato diventerà uno strumento capace di rispondere alle esigenze dei prossimi anni, indipendentemente dall'evoluzione della situazione. Abbiamo rinunciato a soluzioni estreme e tenuto conto in pari misura della necessità di una certa continuità e di un adeguamento alle mutate circostanze temporali. La necessaria apertura nei confronti di mutamenti in materia di politica di sicurezza e di politica nazionale è stata garantita.

La difesa nazionale resta per noi un compito della più grande importanza.

Siamo tuttavia coscienti che la Confederazione deve svolgere numerosi altri compiti essenziali e che proprio nei prossimi anni dovrà affrontare nuove sfide che rappresenteranno un onere notevole per le sue finanze. Nell'elaborazione del concetto direttivo dell'esercito abbiamo tenuto conto di questa realtà e riteniamo che la soluzione proposta sia giusta e adeguata anche alla luce della politica globale.

Senza dubbio anche all'estero si presterà attenzione all'adeguamento e alla modernizzazione dell'esercito, e si apprezzerà il contributo alla sicurezza europea, alla solidarietà internazionale e al promovimento della pace. La posizione del nostro Paese nella partecipazione alla costituzione di un nuovo ordinamento di sicurezza ne risulterà rafforzata.

Tenuto conto delle circostanze attuali e dell'importanza del compito, la difesa nazionale esige ulteriormente dalle cittadine e dai cittadini del nostro Paese sacrifici finanziari e personali. Speriamo che il concetto direttivo dell'esercito favorisca la comprensione di questa necessità. Siamo convinti che l'esercito, grazie alla progettata ristrutturazione, all'estensione della sua missione a compiti di promozione della pace e di salvaguardia dell'esistenza e grazie anche all'apertura verso sviluppi futuri, continuerà a rappresentare un prezioso strumento della coesione nazionale.

4769

837

Appendice

Estratti del Rapporto 90 del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera

Obiettivi della nostra politica di sicurezza Se si confrontano, in primo luogo, le possibilità e i pericoli inerenti al contesto internazionale, in secondo luogo la situazione interna del Paese e in terzo luogo gli scopi dello Stato secondo l'articolo 2 della Costituzione federale, si possono formulare cinque obiettivi di politica di sicurezza: -

assicurare la pace nella libertà e nell'indipendenza; mantenere la libertà d'azione; proteggere la popolazione e le sue basi vitali; difendere il territorio nazionale; contribuire alla stabilità internazionale, principalmente in Europa.

I mezzi della politica di sicurezza Esercito Promovimento della pace Un nuovo ordine di sicurezza europeo può essere realizzato unicamente con il contributo adeguato di tutti gli Stati. La stabilità e la prevedibilità sono qui gli aspetti prioritari. L'esercito ha molteplici possibilità di promuovere la pace nell'ambito dei negoziati internazionali (in stretta collaborazione con i corrispondenti organi del Dipartimento federale degli affari esteri). Menzioniamo tra l'altro la partecipazione a operazioni dell'ONU per il mantenimento della pace, la delega di osservatori di vario genere, la consulenza in materia di dottrina militare difensiva e di struttura di milizia, la protezione di conferenze, l'impiego di esperti militari per operazioni di verifica.

Prevenzione della guerra e difesa L'esercito è lo strumento principale di prevenzione della guerra poiché indica chiaramente a qualsiasi aggressore potenziale che un tentativo di attaccare la Svizzera o di violarne la sovranità non sarebbe pagante. È per altro necessario mantenere una forza di combattimento adeguata alla situazione, vale a dire organizzare ed equipaggiare il nostro esercito in modo da impedire uno squilibrio rispetto al contesto strategico europeo. Contribuiremo così ad assicurare anche gli importanti assi europei del traffico e delle energie attraverso il nostro Paese.

838

Se, malgrado tutte le misure di promovimento della pace e di prevenzione della guerra, dovessero scoppiare nuovi conflitti in Europa, ogni belligerante deve sapere che non potrà utilizzare né lo spazio aereo né il territorio della Svizzera e che d'altronde nessun pericolo lo minaccerà da parte del nostro Paese. In una simile situazione la Svizzera si difenderà contro qualsiasi aggressore.

L'esercito è soprattutto uno strumento di combattimento. È il nostro unico mezzo in grado di affrontare efficacemente una forza straniera di più o meno grandi dimensioni. Nell'ambito della sua missione difensiva il nostro esercito è improntato esclusivamente al combattimento all'interno delle nostre frontiere. Grazie ad un armamento di alta precisione e a una moderna dottrina di combattimento, i danni provocati dall'attività difensiva medesima devono essere ridotti al minimo.

In quanto Stato neutrale la Svizzera non conosce la cooperazione operativa con altri Stati. Una simile cooperazione potrebbe tuttavia essere presa in considerazione se la Svizzera fosse coinvolta in una guerra e gli obblighi derivanti dalla sua neutralità venissero meno. In tal caso il nostro potenziale di combattimento ci dovrebbe assicurare una posizione di forza durante i negoziati e una partecipazione attiva alle decisioni. Per ragioni relative alla neutralità, i preparativi in vista di una simile cooperazione devono limitarsi allo studio delle possibilità.

// soccorso quale contributo alla preservazione delle condizioni di sopravvivenza L'esercito contribuisce in modo notevole anche alla protezione e alla conservazione del nostro ambiente vitale. Nuovi pericoli, che oltrepassano le possibilità dei mezzi civili, devono essere fronteggiati. Le catastrofi di origine naturale o umana richiedono l'impiego della truppa, del necessario materiale pesante, di un'organizzazione efficace e di strutture di comando ben preparate. In parte ci si può basare qui sulle esperienze fatte in Svizzera e all'estero; in parte, si dovranno però anche calcare nuove vie.

L'organizzazione territoriale assicura uno stretto legame tra l'esercito e i settori civili della difesa integrata. Così, grazie all'organizzazione territoriale, l'esercito in situazioni d'emergenza può aiutare ad attenuare gli effetti di catastrofi e a mantenere il funzionamento della vita pubblica. Le particolarità del nostro Paese, quali la superficie ridotta, la forte densità demografica, l'industrializzazione e la notevole vulnerabilità delle infrastrutture, richiedono una particolare preparazione dell'esercito a questo compito supplementare che gli è affidato.

Se dovessero presentarsi grossi afflussi di rifugiati, reparti dell'esercito potrebbero essere chiamati anche ad appoggiare gli organi civili alla frontiera del Paese.

Struttura e prontezza L'organizzazione militare più adatta all'evoluzione attuale rimane il sistema di milizia. L'obbligo generale di prestare servizio per gli uomini e il servizio volontario per le donne permetteranno anche in futuro di mantenere un esercito efficace che non costituisca un onere insopportabile per il cittadino, l'economia e il bilancio pubblico. Questo sistema offre inoltre la possibilità di impiegare 839

in modo ottimale le forze e le capacità della popolazione. Per questo motivo l'esercito di milizia suscita un interesse sempre più grande anche nel contesto internazionale in mutamento. Una serie di Paesi sta esaminando la possibilità di introdurre strutture di milizia ispirate al modello svizzero.

I nostri militi sono completamente integrati nella società e nell'economia; sono mobilitati solo per i periodi d'istruzione o in caso di emergenza. Lo stretto legame esistente fra il popolo e l'esercito nonché la fiducia reciproca hanno un grande valore. Il radicamento dell'esercito nella società è tanto più forte quanto più chiaramente l'esercito è uno specchio della società. Ebbene, l'esercito deve cercare di raggiungere questo scopo nella misura in cui la sua missione difensiva, con la gerarchia e la disciplina occorrenti, lo consentano.

Quanto non può essere approntato per tempo deve essere sempre disponibile.

II materiale bellico, le costruzioni e l'istruzione devono essere mantenuti ad un livello adeguato. La nostra politica d'armamento è basata sull'efficacia e sulla redditività. È importante conservare una certa capacità d'armamento nel Paese in modo da garantire, in caso di crisi, un minimo d'autonomia per quanto riguarda i pezzi di ricambio e le riparazioni. Se l'industria dell'armamento si orienta verso l'esportazione è per resistere alle pressioni della concorrenza internazionale e poter così sopravvivere economicamente. La nostra legislazione, tuttavia, deve assicurarsi che le esportazioni di armi non contraddicano gli sforzi della nostra politica estera. Un servizio di controspionaggio qualificato deve proteggere il nostro Paese dalle sorprese. Inoltre, un sistema di mobilitazione flessibile deve permettere di chiamare in servizio le truppe nella misura e nel modo più adatto alla situazione.

4769

840

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sul concetto dell'esercito negli anni '90 (Concetto direttivo Esercito 95) del 27 gennaio 1992

In

Bundesblatt

Dans

Feuille fédérale

In

Foglio federale

Jahr

1992

Année Anno Band

1

Volume Volume Heft

08

Cahier Numero Geschäftsnummer

92.009

Numéro d'affaire Numero dell'oggetto Datum

03.03.1992

Date Data Seite

729-840

Page Pagina Ref. No

10 116 972

Das Dokument wurde durch das Schweizerische Bundesarchiv digitalisiert.

Le document a été digitalisé par les. Archives Fédérales Suisses.

Il documento è stato digitalizzato dell'Archivio federale svizzero.