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Quinto rapporto sulla posizione svizzera rispetto alle convenzioni del Consiglio d'Europa

del 18 dicembre 1991

Onorevoli presidenti e consiglieri, Ci pregiamo presentarvi il quarto rapporto sulla posizione svizzera rispetto alle convenzioni del Consiglio d'Europa, raccomandandovi di prenderne atto.

Conformemente al postulato Reiniger del 1976 (P 76.454), il nostro Consiglio deve presentare all'inizio di ogni legislatura un nuovo rapporto in merito. 11 presente testo costituisce dunque l'aggiornamento dei rapporti sul medesimo oggetto del 16 novembre 1977 (77.078), del 2 giugno 1980 (80.047), del 22 febbraio 1984 (84.009) e del 24 febbraio 1988 (88.017).

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

18 dicembre 1991

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In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Cotti II cancelliere della Confederazione, Couchepin

1991 - 858

Compendio Con un postulato del 6 ottobre 1976, il consigliere nazionale Reiniger invitava il Consiglio federale a compilare, in apertura di ogni legislatura, un rapporto su tutte le convenzioni del Consiglio d'Europa non ancora ratificate dalla Svizzera. Il Consiglio federale ha dato seguito a questo postulato presentando frattanto quattro rapporti: il 16 novembre 1977 (FF 1977 /// 881), il 2 giugno 1980 (FF 1980 // 1269), il 22 febbraio 1984 (FF 1984 / 616) ed il 24febbraio 1988 (FF 1988 II 229).

Il presente rapporto è stato elaborato per la legislatura 1991-1995 ed è strutturalmente analogo al quarto.

Il testo spiega innanzitutto la politica della Svizzera nei confronti delle convenzioni del Consiglio d'Europa e si sofferma in particolare su quelle ratificate dopo la pubblicazione dell'ultimo rapporto. Più avanti sono descritti, per settori di attività, gli strumenti non ancora ratificati e sono precisate le motivazioni della mancata ratifica. Infine sono stabilite le priorità.

Nella parte generale del precedente rapporto, il Consiglio federale ha avuto l'opportunità di esaminare in dettaglio la politica elvetica in materia di ratificazione delle convenzioni europee (par. 16), le loro connessioni con il diritto svizzero (par. 18) come anche le incidenze di queste convenzioni sul nostro ordinamento giuridico (par. 19). Per questa ragione la parte introduttiva del presente rapporto è stata abbreviata.

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Rapporto I

Introduzione

II postulato Reiniger del 6 ottobre 1976 invitava il Consiglio federale a: ... stabilire, all'intenzione dei Consigli legislativi, un rapporto completo sul tema «La Svizzera e le convenzioni del Consiglio d'Europa», rapporto nel quale saranno esaminate le ragioni che inducono il nostro Paese ad aderire o a non aderire. Occorre poi stabilire un ordine di priorità per quanto attiene alle eventuali ratifiche.

Le convenzioni sono il principale strumento giuridico di cui dispone il Consiglio d'Europa. Permettono infatti di concretare i progressi della cooperazione su una base giuridicamente vincolante. Sino ad oggi il Consiglio d'Europa ha elaborato 141 convenzioni sui più svariati temi quali i diritti dell'uomo, la protezione degli animali e la cultura. Il ventaglio è molto ampio e spazia da una convenzione fondamentale, come ad esempio la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, sino alle convenzioni che, per mancanza di interesse, non entreranno mai in vigore.

2

Politica della Svizzera nei confronti delle convenzioni del Consiglio d'Europa

La Svizzera, a conferma della sua solidarietà verso l'Europa, è da parecchi anni membro attivo del Consiglio d'Europa. A seguito dei recenti eventi verificatisi nell'Europa centro-orientale, la funzione di integrazione del Consiglio d'Europa ha assunto una nuova dimensione soprattutto nei confronti delle neodemocrazie. La Svizzera auspica che questi Paesi possano essere integrati senza attriti nella cooperazione europea.

Il Consiglio d'Europa, che raggruppa tutti gli Stati democratici europei, rimane l'unica organizzazione politica della quale la Svizzera è membro effettivo. È in questo quadro che si potrà sviluppare un vasto scambio di vedute tra Stati a noi molto vicini; da parte sua, la Svizzera potrà difendervi le proprie opinioni su problemi d'attualità, su un piano di parità con tutti gli altri membri. Le convenzioni del Consiglio d'Europa, alla cui elaborazione partecipa anche la Svizzera, favoriscono il nostro avvicinamento costruttivo all'Europa.

II nostro Paese attribuisce molta importanza a questa forma di cooperazione.

Con la propria adesione al Consiglio d'Europa, la Svizzera si è impegnata, in virtù dell'articolo 3 degli statuti del detto Consiglio, a collaborare «lealmente ed efficacemente» al perseguimento della finalità dell'organizzazione. La Svizzera è invitata ad aderire, per quanto possibile, alle convenzioni del Consiglio d'Europa. Il suo rifiuto di ratificare una convenzione non è mai privo di validi motivi. Oltre a quelli connessi con il contenuto della convenzione medesima è il caso di enumerare anche i motivi seguenti: - Tenuto conto del nostro sistema federalistico devono essere consultati i Cantoni, almeno nei settori di loro competenza. Numerose sono infatti le con552

venzioni del Consiglio d'Europa che concernono da vicino le competenze cantonali, rendendo più difficile la loro ratificazione.

Nonostante le difficoltà menzionate ci sforziamo di adottare un atteggiamento molto aperto nei confronti delle convenzioni del Consiglio d'Europa allo scopo di ratificarne il più ampio numero possibile.

3 3.1

Evoluzione successiva all'ultimo rapporto Convenzioni ratificate

Dalla pubblicazione dell'ultimo rapporto sulla posizione della Svizzera rispetto alle convenzioni del Consiglio d'Europa del 24 febbraio 1988, sono state ratificate le seguenti convenzioni: - Convenzione europea per l'equivalenza dei diplomi d'accesso alle universuità (S.T.E. 15); - Convenzione europea per l'equivalenza dei periodi di studi universitari (S.T.E. 21); - Convenzione europea per il riconoscimento dei gradi accademici (S.T.E. 32); - Accordo europeo sul mantenimento delle borse agli studenti che continuano gli studi all'estero (S.T.E. 69); - Convenzione sul trasferimento dei condannati (S.T.E. 112); - Protocollo n. 7 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (S.T.E. 117); - Convenzione europea sulla violenza e la brutalità degli spettatori durante le manifestazioni sportive e in particolare durante le partite di calcio (S.T.E.

120); - Convenzione europea sul riconoscimento della personalità giuridica delle organizzazioni internazionali non governative (S.T.E. 124); - Convenzione europea sulla protezione contro la tortura e il trattamento o le pene crudeli, inumane o degradanti (S.T.E. 126); - Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera (S.T.E. 132); - Protocollo alla Convenzione concernente l'elaborazione d'una Farmacopea europea (S.T.E. 134); - Convenzione europea per l'equivalenza generale dei periodi di studi universitari (S.T.E. 138).

3.2

Convenzioni prioritarie non ratificate

Onde poter stabilire un esatto bilancio citiamo anche le convenzioni alle quali era stata assegnata la priorità A nell'ultimo rapporto e che, per conseguenza, avrebbero dovuto essere ratificate nella precedente legislatura ma non lo sono ancora a tutt'oggi: 36 Foglio federale. 75° anno. Voi. II

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125).

Il capitolo seguente illustra le ragioni della non avvenuta ratifica di dette convenzioni.

4

Convenzioni particolari

Qui appresso diamo una descrizione, per settore di attività, di tutte le convenzioni del Consiglio d'Europa. Sotto ogni strumento non ratificato si trova un sottoparagrafo conforme allo schema seguente: - Priorità per la Svizzera: A: Convenzioni prioritarie la cui ratifica è prevista nel corso della presente legislatura.

B: Convenzioni la cui ratifica sarebbe possibile ed auspicabile in un prossimo futuro ma che non possono essere considerate prioritarie per il nostro Paese.

C: Convenzioni che presentano un interesse per la Svizzera ma la cui prossima ratifica solleverebbe problemi giuridici, politici o pratici.

D: Convenzioni che non intendiamo ratificare.

-

Paesi che hanno ratificato la convenzione.

Paesi che hanno firmato la convenzione.

Data d'entrata in vigore.

Indicazioni circa il contenuto.

Motivazione della priorità accordata alla convenzione.

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4.1

Diritti dell'uomo

4.1.1

Primo Protocollo aggiuntivo alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (1952) (S.T.E. 9)

Priorità per la Svizzera: B Ratificato da: Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Islanda, Manda, Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica federale di Germania, Regno Unito, San Marino, Spagna, Svezia, Turchia Firmato da: Cecoslovacchia, Liechtenstein, Svizzera, Ungheria Entrato in vigore: 18 maggio 1954.

Il primo Protocollo aggiuntivo completa l'elenco dei diritti e delle libertà garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (garanzia della proprietà; diritto all'istruzione; obbligo di organizzare elezioni legislative libere a scrutinio segreto).

Durante la procedura di consultazione la maggioranza dei Cantoni si è pronunciata contro la ratifica di questo Protocollo. Nel 1988, il consigliere nazionale signora Haller, ha depositato un postulato chiedendone la ratifica. Benché avessimo manifestato l'intenzione di accettarlo, il Consiglio nazionale decise, il 2 ottobre 1989, di non dargli seguito. Inoltre nella nostra risposta del 20 agosto 1991 al postulato del consigliere nazionale Columber, depositato il 9 giugno 1991, ci siamo dichiarati pronti ad elaborare un rapporto evidenziando i vantaggi e gli svantaggi della ratifica di tale Protocollo.

Tenuto conto degli sforzi volti a migliorare la protezione europea e universale dei diritti dell'uomo e alla luce del processo di integrazione europea, manteniamo un atteggiamento positivo nei confronti della ratifica del Protocollo.

4.1.2

Protocollo n. 4 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (1963) (S.T.E. 46)

Priorità per la Svizzera: C Ratificato da: Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Manda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica federale di Germania, San Marino, Svezia Firmato da: Cecoslovacchia, Regno Unito, Spagna, Ungheria Entrato in vigore: 2 maggio 1968.

Il Protocollo n. 4 completa l'elenco dei diritti e delle libertà garantiti dalla CEDU e dal primo Protocollo aggiuntivo (divieto dell'arresto per debiti; diritto di libera circolazione e d'emigrazione; limitazione delle possibilità d'espulsione).

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Abbiamo manifestato a più riprese la nostra intenzione di ratificare il Protocollo n. 4. Tuttavia, dopo la reiezione popolare nel 1982 della nuova legge sugli stranieri abbiamo deciso di rinunciarvi. Riesamineremo comunque la questione della ratifica non appena si delineerà il nuovo orientamento della legislazione svizzera sugli stranieri nel quadro dell'integrazione europea.

4.1.3

Protocollo n. 9 alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (1990) (S.T.E. 140)

Priorità per la Svizzera: A Ratificato da: -- Firmato da: Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Portogallo, San Marino, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria Entrato in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di dieci ratifiche.

Il Protocollo n. 9 completa la procedura davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo riconoscendo all'individuo il diritto di adirla qualora la propria richiesta sia stata dichiarata ricevibile dalla Commissione. La Corte potrà, a talune condizioni, decidere di non entrare nel merito della causa deferitale dal richiedente individuale.

La Svizzera ha firmato detto Protocollo in occasione della celebrazione del 40° anniversario della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Tale strumento migliora sensibilmente la situazione del richiedente individuale nella procedura in atto davanti agli organi istituiti dalla Convenzione. Abbiamo quindi l'intenzione di ratificare il Protocollo n. 9 nel corso della presente legislatura.

4.2

Libera circolazione delle persone

4.2.1

Convenzione europea sul domicilio (1955) (S.T.E. 19)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: Belgio, Danimarca, Grecia, Manda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica federale di Germania, Regno Unito, Svezia, Turchia Firmata da: Austria, Francia, Islanda Entrata in vigore: 23 febbraio 1965.

La Convenzione obbliga gli Stati contraenti ad agevolare ai cittadini delle altre Parti contraenti un soggiorno prolungato o permanente sul proprio territorio.

Inoltre istituisce il principio della parità di trattamento tra stranieri e nazionali quanto all'esercizio di un'attività lucrativa.

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In questo modo la convenzione non consente alle Parti contraenti di praticare una politica d'ammissione rispondente ai fattori demografici né di tener conto pienamente dei fattori economici e sociali. Data questa sua rigidità, essa risulta incompatibile con la nostra legge del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (RS 142.20) il cui articolo 16 dispone che, per statuire sull'ammissione degli stranieri in Svizzera, l'autorità deve tener conto degli interessi morali ed economici del Paese nonché del suo grado di inforestierimento.

Siamo del parere che occorrerà riesaminare la questione dell'adesione alla luce dei futuri sviluppi in materia di libera circolazione delle persone in Europa.

4.3

Relazioni diplomatiche e consolari (privilegi e immunità)

4.3.1

Convenzione europea sulle funzioni consolari (1967) (S.T.E. 61)

Priorità per la Svizzera: D Ratificata da: Grecia, Norvegia, Portogallo, Spagna Firmata da: Austria, Islanda, Italia, Repubblica federale di Germania Entrata in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di cinque ratifiche.

Informazioni supplementari al numero 4.3.3.

4.3.2

Protocollo relativo alla protezione dei rifugiati (1967) (S.T.E. 61ii)

Priorità per la Svizzera: D Ratificato da: Norvegia, Portogallo Firmato da: Austria, Italia, Repubblica federale di Germania Entrato in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di cinque ratifiche.

Informazioni supplementari al numero 4.3.3.

4.3.3

Protocollo in materia d'aviazione civile (1967) (S.T.E. 61ii)

Priorità per la Svizzera: D Ratificato da: Spagna, Portogallo Firmato da: Italia, Repubblica federale di Germania Entrato in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di cinque ratifiche.

La Convenzione instaura un regime particolare applicabile alle funzioni consolari tra gli Stati membri del Consiglio d'Europa. I due Protocolli sono volti l'uno ad assicurare ai rifugiati un'effettiva protezione consolare, l'altro a rendere applicabili talune disposizioni della Convenzione sulle funzioni consolari anche all'aviazione civile.

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Non abbiamo l'intenzione di ratificare questa convenzione né, conseguentemente, i due protocolli. La Svizzera è partecipe della Convenzione di Vienna del 24 aprile 1963 sulle relazioni consolari (RS 0.191.02), testo che regola in modo soddisfacente a livello universale i principali problemi posti dalle relazioni consolari. Riteniamo che non sia auspicabile aggiungere alla normativa, data dalla Convenzione di Vienna e dal diritto consuetudinario internazionale, un regime particolare per gli Stati membri del Consiglio d'Europa. Consideriamo inoltre che non sia opportuno estendere queste funzioni oltre a quanto previsto dalla Convenzione di Vienna.

4.3.4

Quinto Protocollo aggiuntivo all'Accordo generale sui privilegi e le immunità (1990) (S.T.E. 137)

Priorità per la Svizzera: A Ratificato da: Danimarca, Finlandia, Regno Unito Firmato da: Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Turchia Entrato in vigore: 1° novembre 1991.

Questo Protocollo aggiuntivo istituisce l'esonero fiscale dei membri della Commissione e della Corte europea dei diritti dell'uomo sui salari, emolumenti e indennità versati loro dal Consiglio d'Europa. È così prevista, dal punto di vista fiscale, la parità di trattamento tra i membri della Commissione e i giudici della Corte da un canto e i funzionari del Consiglio d'Europa, dall'altro.

È nostra intenzione firmare e ratificare il Protocollo aggiuntivo nel corso della presente legislatura.

4.4

Diritto pubblico e amministrativo, assistenza amministrativa

4.4.1

Convenzione sulla riduzione dei casi di pluricittadinanza e sugli obblighi militari connessi con tali casi (1963) (S.T.E. 43)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica federale di Germania, Regno Unito, Spagna, Svezia Firmata da: Portogallo Entrata in vigore: 28 marzo 1968.

Informazioni supplementari al numero 4.4.3.

558

4.4.2

Protocollo concernente la modifica della Convenzione sulla riduzione dei casi di pluricittadinanza e sugli obblighi militari connessi con tali casi (1977) (S.T.E. 95)

Priorità per la Svizzera: C Ratificato da: Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia Firmato da: Francia, Portogallo, Repubblica federale di Germania Entrato in vigore: 8 settembre 1978.

Informazioni supplementari nel numero 4.4.3.

4.4.3

Protocollo aggiuntivo alla Convenzione sulla riduzione dei casi di pluricittadinanza e sugli obblighi militari connessi con tali casi (1977) (S.T.E. 96)

Priorità per la Svizzera: C Ratificato da: Belgio, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi Firmato da: Francia, Repubblica federale di Germania Entrato in vigore: 17 ottobre 1983.

I tre strumenti giuridici S.T.E. 43, 95 e 96 mirano ad una duplice finalità: la parte I concerne la riduzione dei casi di pluricittadinanza, sicché una persona che acquisisce la nazionalità di un altro Stato perde la propria cittadinanza anteriore o può rinunciarvi senza alcuna difficoltà; la parte II intende ottenere che un pluricittadino compia i propri obblighi militari soltanto rispetto ad uno degli Stati.

Stiamo per altro esaminando se le obiezioni sollevate a suo tempo nei confronti della parte II siano ancora valide.

4.4.4

Convenzione europea sulla notificazione all'estero dei documenti amministrativi (1977) (S.T.E. 94)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: Austria, Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Repubblica federale di Germania, Spagna Firmata da: Grecia, Malta, Portogallo, Svizzera Entrata in vigore: 1° novembre 1982.

Questa convenzione obbliga gli Stati contraenti a prestarsi mutua assistenza per la notificazione di documenti amministrativi; essa prevede la designazione, in ciascuno Stato, di un'autorità centrale incaricata di ricevere le domande di notifica provenienti dall'estero e di evaderle. La convenzione stabilisce inoltre le modalità di notifica applicabili.

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Ancorché questo testo migliori la situazione attuale, codificando innanzitutto la prassi, la sua ratifica non appare urgente: infatti l'assistenza amministrativa tra gli Stati membri del Consiglio d'Europa funziona già in modo soddisfacente. Questo nuovo testo solleva poi anche diversi problemi, per esempio quello dell'obbligo di designare un'autorità centrale.

Nel nostro Paese l'assistenza amministrativa incombe a diverse amministrazioni (contribuzioni, dogane, sicurezza sociale, sanità, affari economici esterni, ecc.). Conseguentemente la designazione di un'autorità centrale esigerebbe il previo rilevamento di tutte le autorità svizzere che esercitano funzioni del genere di quelle previste dalla convenzione, prima ancora di poter determinare i compiti che rimarrebbero di competenza dell'istituenda autorità centrale.

4.4.5

Convenzione europea sull'assunzione all'estero di informazioni e prove in materia amministrativa (1978) .(S.T.E. 100)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: Belgio, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Repubblica federale di Germania Firmata da: Svizzera, Turchia Entrata in vigore: 1° gennaio 1983.

Finalità centrale di questa convenzione è lo scambio d'informazioni concernenti il diritto, i regolamenti e gli usi amministrativi degli Stati contraenti, nonché l'esecuzione di commissioni rogatorie in materia amministrativa. All'uopo, la convenzione prevede l'istituzione di un sistema di autorità centrali analogo a quello previsto dallo strumento n. 94.

Questa convenzione è stata ratificata sinora soltanto da pochi Stati e l'esiguità del numero trova spiegazione certamente nella novità del tema poiché trattasi di uno dei primi strumenti internazionali di carattere generale nel settore dell'assistenza amministrativa e poiché, secondo l'opinione stessa del Segretariato generale del Consiglio d'Europa, occorrerà un certo tempo per mettere in atto i nuovi metodi cooperativi preconizzati dal testo. Per le ragioni testé enunciate, ma anche per le ragioni addotte qui innanzi a proposito dello strumento n. 94, non possiamo prospettare una ratifica di questo strumento in un prossimo avvenire, i ,.,"" 4.4.6 Convenzione per la protezione delle persone nell'ambito del trattamento automatizzato dei dati personali (1981) (S.T.E. 108) Priorità per la Svizzera: B Ratificata da: Austria, Danimarca, Francia, Manda, Islanda, Lussemburgo, Norvegia, Regno Unito, Repubblica federale di Germania, Spagna, Svezia Firmata da: Belgio, Cipro, Finlandia, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Turchia Entrata in vigore: 1° ottobre 1985.

560

Questa Convenzione, primo strumento internazionale giuridicamente vincolante nel settore della protezione dei dati, mira ad una duplice finalità: da un canto garantisce in tutti gli Stati partecipanti un minimo di protezione delle persone nel trattamento dei dati personali e una certa armonizzazione dei sistemi protettivi; dall'altro, garantisce la circolazione internazionale dei dati nel senso che nessuno Stato partecipante può vietare il trasferimento di informazioni verso un altro Stato partecipante che accordi la protezione minima prevista dalla Convenzione stessa.

La ratifica è aperta solo agli Stati che assicurano nel loro ordinamento giuridico il livello minimo di protezione previsto dalla Convenzione. Prospettiamo di proporvene la firma e la ratifica non appena la Svizzera adempirà le condizioni d'adesione. Ciò necessiterà l'adozione preliminare della legge federale sulla protezione dei dati e l'adozione di leggi cantonali che garantiscano tale livello minimo di protezione (attualmente 10 Cantoni hanno emanato una legge sulla protezione dei dati).

4.4.7

Carta europea dell'autonomia locale (1985) (S.T.E. 122)

Priorità per la Svizzera: B Ratificata da: Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Grecia, Islanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica federale di Germania, Spagna, Svezia Firmata da: Belgio, Francia, Turchia Entrata in vigore: 1° settembre 1988.

La Carta mira a rafforzare la posizione politica, giuridica e finanziaria dei Comuni rispetto alle istanze politiche a cui sono subordinati. Essa enuncia direttive generali per un'organizzazione dello Stato decentrato e al servizio dei cittadini.

Non volevamo aderire alla Carta senza avere prima interpellato i Cantoni. La Carta riguarda infatti un ambito prevalentemente cantonale. Il Dipartimento federale degli affari esteri ha avviato nel 1986 una procedura di consultazione presso i Cantoni, i partiti politici e le associazioni interessate. Dai risultati non è emersa una netta maggioranza pro o contro. I fautori di un'adesione sono del parere che le esigenze dello strumento sono del tutto compatibili con le norme elvetiche e che considerazioni di politica estera sono parimenti a favore di tale adesione. Gli oppositori invece sostengono che la Carta limiti la libertà di organizzazione dei Cantoni e criticano, in particolare, che detto strumento esiga lo scrutinio segreto nei Comuni, non tenga sufficientemente conto del sistema svizzero di milizia e miri infine ad impedire i sussidi «vincolati» ai Comuni.

L'incarto è rimasto inevaso presso il DFAE che ha proseguito le proprie indagini. L'atteggiamento dei Cantoni non è però cambiato nel senso che sussistono pareri discordi quanto all'adesione della Svizzera alla Carta (frattanto ratificata da numerosi Stati). È però difficilmente comprensibile che un Paese federalista come il nostro non aderisca alla «Carta del federalismo».

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4.4.8

Convenzione sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale (1988) (S.T.E. 127)

Priorità per la Svizzera: D Ratificata da: Norvegia, Stati Uniti, Svezia Firmata da: Finlandia, Paesi Bassi Entrata in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di cinque ratifiche.

La Convenzione instaura una cooperazione su larga scala tra autorità fiscali nazionali nei settori della tassazione e della riscossione dell'imposta. Essa prevede soprattutto uno scambio di dati su situazioni fiscali.

La Convenzione contrasta al tempo stesso con taluni principi giuridici della Svizzera e con la sua concezione della cooperazione internazionale. Non opera infatti una chiara distinzione tra l'assistenza amministrativa e l'assistenza giudiziaria in materia penale, distinzione peraltro assolutamente necessaria rispetto alla legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (RS 351.1) la quale esclude in generale l'assistenza giudiziaria in materia fiscale.

Inoltre i diversi reati fiscali menzionati nella Convenzione non sono definiti e non risulta quindi garantito il principio della specificità. A nostro avviso la Convenzione contrasta a più riprese anche con i principi e con le regole concernenti la tutela dell'individuo, seppur difesi dal Consiglio d'Europa. La sua ratifica non appare dunque opportuna.

4.4.9

Convenzione europea concernente taluni aspetti internazionali del fallimento (1990) (S.T.E. 136)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: -- Firmata da: Belgio, Francia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Repubblica federale di Germania, Turchia Entrata in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di tre ratifiche.

Sulla base di questa Convenzione il curatore di un fallimento internazionale è investito di talune competenze concernenti l'amministrazione e la gestione dei beni del debitore. La Convenzione permette l'apertura di fallimenti paralleli negli Stati.partecipanti. Se dovesse essere ratificata da un gran numero di Stati, essa rafforzerebbe la cooperazione nelle relazioni internazionali e garantirebbe un migliore e più equo trattamento dei creditori.

L'applicazione di questo strumento esigerebbe un notevole rafforzamento dell'assistenza amministrativa.

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4.5

Diritto civile

4.5.1

Convenzione relativa ad un sistema d'iscrizione dei testamenti (1972) (S.T.E. 77)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: Belgio, Cipro, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Turchia Firmata da: Danimarca, Regno Unito e Repubblica federale di Germania Entrata in vigore: 20 marzo 1976.

La Convenzione prevede, in ogni Stato contraente, l'istituzione di uno o più organismi presso i quali taluni testamenti potranno venir registrati. Questi organismi forniscono agli interessati, dopo il decesso del testatore, informazioni sul testamento depositato. In ogni Stato contraente un organismo centrale s'incarica poi degli eventuali rapporti internazionali onde facilitarli.

La ratifica di questo testo presuppone non soltanto modifiche legislative, tra le quali segnatamente l'adeguamento degli articoli 498 segg. del Codice civile, bensì anche un accrescimento del lavoro degli uffici federali incaricati dei rapporti internazionali. Siccome il sistema d'iscrizione previsto dalla Convenzione alleggerisce unicamente la ricerca di un testamento, ma non offre alcuna garanzia in materia, la necessità di ratificare non appare così evidente. La Federazione dei notai svizzeri ha però riveduto il proprio atteggiamento, inizialmente negativo, ed ha allestito un registro dei testamenti su base privata. Tenuto conto di questi elementi si potrà prevedere una ratifica della Convenzione.

4.6

Diritto delle obbligazioni

4.6.1

Convenzione europea sull'assicurazione obbligatoria di responsabilità civile per gli autoveicoli (1959) (S.T.E. 29)

Priorità per la Svizzera: D Ratificata da: Austria, Danimarca, Grecia, Norvegia, Repubblica federale di Germania, Svezia Firmata da: Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Turchia Entrata in vigore: 22 settembre 1969.

La Convenzione instaura un regime d'assicurazione obbligatoria di responsabilità civile atto a garantire l'indennizzo delle vittime d'infortuni cagionati da autoveicoli.

Tutti i vantaggi derivanti dalla copertura dei danni cagionati in Svizzera da veicoli non identificati o non assicurati sarebbero estesi all'insieme degli stranieri tramite il nostro fondo di garanzia, mentre in taluni Paesi il danneggiato svizzero non beneficerebbe di una garanzia equivalente. La Svizzera non ha dunque interesse a ratificare questa Convenzione.

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4.6.2

Convenzione sulla responsabilità degli albergatori per gli oggetti recati seco dai viaggiatori (1962) (S.T.E. 41)

Priorità per la Svizzera: D Ratificata da: Belgio, Cipro, Francia, Manda, Islanda, Lussemburgo, Malta, Regno Unito, Repubblica federale di Germania Firmata da: Austria, Grecia, Paesi Bassi, Turchia Entrata in vigore: 15 febbraio 1967.

Il presente strumento mira ad armonizzare le norme sulla responsabilità degli albergatori nel senso di un potenziamento della protezione dei viaggiatori.

Vorremmo rammentare che gli ambienti interessati svizzeri, consultati a due riprese, si erano pronunciati contro una ratifica della Convenzione. Dopo la presentazione del quarto rapporto, l'Istituto internazionale per l'unificazione del diritto privato (UNIDROIT) ha tentato una seconda volta di allestire una convenzione sul contratto alberghiero - includente la responsabilità dell'albergatore per i beni recati seco dai viaggiatori - ma tale tentativo ha suscitato solo un moderato interesse da parte dei governi. In queste condizioni la ratifica dello strumento appare quanto meno prematura.

4.6.3

Accordo per l'applicazione della Convenzione europea sull'arbitrato commerciale internazionale (1962) (S.T.E. 42)

Priorità per la Svizzera: C Ratificato da: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Italia, Lussemburgo, Repubblica federale di Germania Firmato da: -- Entrato in vigore: 25 gennaio 1965.

Questo Accordo sostituisce talune norme che figurano nella Convenzione europea sull'arbitrato commerciale internazionale elaborata nel 1961 sotto l'egida della CEE/ONU. Il testo prevede che l'autorità giudiziaria potrà regolare, a domanda della parte più diligente, le difficoltà relative alla costituzione o al funzionamento di una giurisdizione arbitrale.

L'adesione della Svizzera a questo Accordo non si impone per ora dacché il nostro Paese non ha ratificato la Convenzione di base del 1961 sull'arbitrato commerciale internazionale. Ma persine la ratifica di questa convenzione-base appare quanto meno prematura. La legge federale sul diritto internazionale privato (RS 291), nella quale è incluso un capitolo sull'arbitrato internazionale, è entrata in vigore il 1° gennaio 1989. Tuttavia, prima di esaminare se la ratifica della Convenzione conclusa sotto gli auspici della CEE/ONU e, per conseguenza, quella dell'Accordo del Consiglio d'Europa sia opportuna o necessaria, occorrerà disporre di una certa prassi nell'applicazione della legge in questione.

564

4.6.4

Convenzione europea per una normativa uniforme sull'arbitrato (1966) (S.T.E. 56)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: Belgio Firmata da: Austria Entrata in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di tre ratifiche.

La Convenzione tende ad uniformare il diritto d'arbitrato tra gli Stati ratificanti.

Essa ha suscitato sinora scarso interesse tra i membri del Consiglio d'Europa.

L'esame della Convenzione rivela una certa somiglianzà tra i principi fondamentali ivi sanciti e quelli del Concordato intercantonale sull'arbitrato del 1969 (RS 279). Tuttavia sussistono talune incompatibilità. La legge federale sul diritto internazionale privato (RS 291), nella quale è incluso un capitolo sull'arbitrato internazionale, è entrata in vigore il 1° gennaio 1989. Prima di esaminare se la ratifica della convenzione sia opportuna o necessaria, occorrerà disporre di una certa prassi nell'applicazione della legge sul diritto internazionale privato.

4.6.5

Convenzione europea sullo stabilimento delle società (1966) (S.T.E. 57)

Priorità per la Svizzera: D Ratificata da: Lussemburgo Firmata da: Belgio, Italia, Repubblica federale di Germania Entrata in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di cinque ratifiche.

Grazie a questa Convenzione le società di uno Stato contraente beneficiano, sul territorio d'ogni altro Stato contraente, dello stesso trattamento delle società nazionali. Inoltre questo strumento istituisce segnatamente un diritto di domicilio, indipendentemente dalla nazionalità degli interessati, in favore di una certa categoria di personale (i quadri) delle aziende straniere.

Rispetto a taluni punti cruciali, la nostra legislazione contrasta con le norme stabilite da questa Convenzione. Così la legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero, del 16 dicembre 1983 (RS 211.412.41), stabilisce una discriminazione tra le società nazionali e quelle straniere per quanto attiene al godimento e all'esercizio dei diritti civili di natura patrimoniale garantiti dalla Convenzione (art. 2), mentre la legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (RS 142.20) e l'ordinanza del 6 ottobre 1986 limitante l'effettivo degli stranieri (RS 823.21) risultano difficilmente conciliabili con il diritto di domicilio non discriminatorio riconosciuto dalla Convenzione ai quadri delle società straniere.

È improbabile che la Convenzione entri in vigore in un prossimo futuro. Dal 1966 è stata ratificata da un solo Stato.

565

4.6.6

Convenzione europea relativa alle obbigazioni in valuta estera (1967) (S.T.E. 60)

Priorità per la Svìzzera: C Ratificata da: Lussemburgo Firmata da: Austria, Francia, Repubblica federale di Germania Entrata in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di tre ratifiche.

La Convenzione conferisce al debitore la facoltà di pagare in valuta locale, accorda al creditore la riparazione del danno se vi è ritardo nel pagamento e infine permette al creditore di formualre la propria domanda giudiziale nella valuta alla quale ha diritto.

Benché questa Convenzione abbia una certa similitudine con l'articolo 84 del Codice delle obbigazioni, una sua ratifica richiederebbe una modifica del Codice, che non ci sembra attualmente opportuna. Infatti il Comitato di esperti del Consiglio d'Europa, trattando il tema «Diritto e inflazione», ha evidenziato un numero importante di problemi che non si potrebbero risolvere con la Convenzione.

4.6.7

Convenzione relativa all'opposizione sui titoli al portatore con circolazione internazionale (1970) (S.T.E. 72)

Priorità per la Svizzera: D Ratificata da: Austria, Belgio, Francia, Lussemburgo Firmata da: Irlanda, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica federale di Germania Entrata in vigore: 11 febbraio 1979.

La Convenzione appresta un sistema d'opposizione per i titoli al portatore con circolazione internazionale che sono stati rubati o smarriti o il cui detentore ne sia stato privato in altro modo. Un elenco dei titoli reputati internazionali è redatto e tenuto a giorno dal Segretariato generale del Consiglio d'Europa. Le opposizioni sono oggetto di pubblicazione internazionale.

La Convenzione sancisce il sistema dell'opposizione, mentre in Svizzera la circolazione dei titoli è retta da una procedura di annullamento. L'elenco internazionale delle opposizioni, compilato in virtù della Convenzione, costituisce un doppione degli elenchi nazionali. Questo fatto, aggiungendosi alla complessità delle procedure previste dalla Convenzione, comporterebbe nel nostro Paese una certa insicurezza giuridica. Le cerehie interessate del nostro Paese hanno sempre criticato tale normativa.

4.6.8

Convenzione europea relativa al luogo di pagamento delle obbligazioni valutarie (1972) (S.T.E. 75)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: -- 566

Firmata da: Entrata in vigore:

Austria, Paesi Bassi, Repubblica federale di Germania non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di cinque ratifiche.

La Convenzione prevede essenzialmente che il pagamento sia fatto alla residenza abituale del creditore tranne ove questi esiga che il pagamento venga effettuato in un altro luogo di residenza. Le spese risultanti dal mutamento di luogo di pagamento vanno a carico del creditore.

La ratifica di questa Convenzione richiederebbe alcune modifiche puntuali del Codice delle obbligazioni (art. 74 cpv. 2 n. l e cpv. 3), modificazioni che non riteniamo per ora opportune. Infatti, come già rilevato qui innanzi, i risultati ottenuti dal Comitato di esperti del Consiglio d'Europa, che ha trattato il tema «Diritto e inflazione», non fanno presagire l'opportunità di una ratifica di questo strumento.

4.6.9

Convenzione europea sulla responsabilità civile in caso di danni causati da autoveicoli (1973) (S.T.E. 79)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: -- Firmata da: Norvegia, Repubblica federale di Germania, Svizzera Entrata in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di tre ratifiche.

La Convenzione mira ad armonizzare il diritto della responsabilità civile per incidenti della circolazione e particolarmente per quanto attiene all'introduzione di una responsabilità oggettiva di rischio.

La Svizzera sarebbe di massima disposta a ratificare la Convenzione da essa firmata, ma la difficoltà sta nel fatto che è pressoché la sola disposta a farlo (insieme alla Norvegia). Anche la RFG, che aveva già firmato, ritiene di non poter più prospettare una ratifica per ragioni a dir vero poco convincenti. Il Comitato di cooperazione giuridica, nella seduta del 28 novembre / 2 dicembre 1983 aveva deciso di rinunciare alla revisione della Convenzione. Pertanto è praticamente escluso che questo strumento possa entrare in vigore.

4.6.10

Convenzione europea sulla responsabilità per lesione o morte causate da prodotti (1977) (S.T.E. 91)

Priorità per la Svizzera: C/D Ratificata da: -- Firmata da: Austria, Belgio, Francia, Lussemburgo Entrata in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di tre ratifiche.

La Svizzera emanerà probabilmente una legge sulla responsabilità derivante dai prodotti seguendo la direttiva CEE in materia. La legge verrebbe attuata sia 567

nel quadro dell'esecuzione del Trattato sullo SEE sia per dare seguito all'iniziativa parlamentare Neukomm «Responsabilità derivante dai prodotti (89.247)», come deciso dal Consiglio nazionale l'il marzo 1991. Se la Convenzione del Consiglio d'Europa venisse modificata per allinearla alla direttiva CEE, la Svizzera potrebbe prevederne la ratifica.

4.6.11

Convenzione sulle operazioni insider (1989) (S.T.E. 130) Protocollo alla Convenzione sulle operazioni insider (1989) (S.T.E. 33)

Priorità per la Svizzera: B Ratificata da: Norvegia, Regno Unito, Svezia Firmata da: -- Entrata in vigore: 1° ottobre 1991.

La presente Convenzione mira a creare reciproca assistenza mediante scambio di informazioni tra le Parti per garantire la necessaria trasparenza qualora appaiano sospette talune operazioni borsistiche. In caso di perseguimento penale che necessiti una cooperazione internazionale, tale assistenza verrà concessa conformemente alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale (S.T.E. 30) sempreché siano riuniti gli elementi costitutivi dell'operazione insider, definiti dalla presente Convenzione.

La Convenzione del Consiglio d'Europa è stata modellata sull'articolo 161 del CPS, disposizione sul reato insider in vigore dal 1° luglio 1988, in particolare per la definizione dell'operazione finanziaria irregolare. La Convenzione obbliga le Parti a scambiarsi informazioni sul piano dell'assistenza amministrativa, che va oltre quella giudiziaria. La Svizzera accorda assistenza amministrativa soltanto qualora essa non implichi misure coercitive. Di conseguenza non possiamo, per mancanza di base legale, ratificare la Convenzione alla cui elaborazione ha ampiamente contribuito il nostro Paese. La legge federale sulle borse, tuttora in fase di preparazione, dovrebbe apportare tale soluzione gettando le basi legali richieste nonché la necessaria infrastruttura (autorità di vigilanza delle borse) per un'assistenza amministrativa effettiva in questo campo.

4.7

Assistenza giudiziaria in materia civile

4.7.1

Accordo europeo sulla trasmissione delle domande d'assistenza giudiziaria (1977) (S.T.E. 92)

Priorità per la Svizzera: A Ratificato da: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia, Turchia Firmato da: Paesi Bassi, Svizzera Entrato in vigore: 28 febbraio 1977.

568

Questo Accordo mira a facilitare, a livello internazionale, la trasmissione di domande d'assistenza giudiziaria emananti da persone indigenti che devono portare innanzi l'azione in uno Stato ove non hanno domicilio. Il testo prevede in particolare l'istituzione d'autorità centrali di spedizione e di ricezione delle domande onde accelerarne la trasmissione al giusto recapito.

L'utilità dell'Accordo non è contestata. La Svizzera ha avviato i lavori per una sua ratifica che dovrebbe aver luogo contemporaneamente a quella dei tre strumenti internazionali seguenti: - Convenzione dell'Aia 65, del 15 novembre 1965, relativa all'intimazione e alla notifica all'estero degli atti giudiziali e stragiudiziali in materia civile e commerciale; - Convenzione dell'Aia 70, del 18 marzo 1970, sulla raccolta di prove all'estero in materia civile e commerciale; - Convenzione dell'Aia 80, del 25 ottobre 1980, intesa ad agevolare l'accesso internazionale alla giustizia.

4.8

Diritto penale, assistenza in materia penale ed esecuzione delle pene

4.8.1

Convenzione europea sulla sorveglianza dei condannati o liberati condizionalmente (1964) (S.T.E. 51)

Priorità per la Svizzera: D Ratificata da: Austria, Belgio, Francia, Italia, Jugoslavia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svezia Firmata da: Danimarca, Grecia, Portogallo, Repubblica federale di Germania, Turchia Entrata in vigore: 22 agosto 1975.

Questa Convenzione si propone di organizzare un sistema di cooperazione internazionale atto a consentire, sul territorio di uno Stato contraente, la messa in opera di misure pronunciate in un altro Stato partecipe della Convenzione.

Quest'ultima non concerne soltanto l'applicazione delle misure di vigilanza, ma prevede altresì l'esecuzione di una pena pronunciata dallo Stato richiedente o addirittura la rimessione della causa allo Stato richiesto.

Con l'entrata in vigore della legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (RS 351.1) il 1° gennaio 1983, la Svizzera si è dotata dei mezzi che le consentono di attuare i principi contenuti nella Convenzione. Ma dato che questa Convenzione non è applicata nemmeno tra gli Stati che l'hanno ratificata, una ratifica da parte del nostro Paese non apporterebbe in pratica miglioramento alcuno alla situazione attuale.

37 Foglio federale. 75° anno. Voi. II

569

4.8.2

Convenzione europea per la repressione delle infrazioni stradali (1986) (S.T.E. 52)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: Cipro, Danimarca, Francia, Svezia Firmata da: Austria, Belgio, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica federale di Germania, Turchia Entrata in vigore: 18 luglio 1972.

Questa Convenzione è intesa a combattere la trasgressione delle norme della circolazione commessa da cittadini di uno Stato sul territorio di un altro Stato.

Lo Stato ove l'infrazione è commessa può chiedere allo Stato di residenza dell'autore d'esercitare il perseguimento o di procedere all'esecuzione di una sentenza o di una decisione pronunciate dai suoi tribunali.

L'entrata in vigore della legge sull'assistenza internazionale in materia penale (RS 351.1) permetterebbe certo al nostro Paese di ratificare lo strumento in questione; tuttavia, tenuto conto dello scarso successo di quest'ultimo, una sua ratifica non dovrebbe aver luogo in un avvenire prossimo. Un'adesione del nostro Paese, dipendente del resto dai futuri orientamenti che emergeranno in seno agli Stati membri del Consiglio d'Europa, risulta tanto meno urgente in quanto le nostre autorità sono già competenti per perseguire e reprimere talune infrazioni stradali commesse all'estero sia da Svizzeri sia da stranieri (art. 101 LCStr.; RS 741.01).

4.8.3

Convenzione europea sulla validità internazionale delle sentenze repressive (1970) (S.T.E. 70)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: Austria, Cipro, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia, Turchia Firmata da: Belgio, Grecia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Repubblica federale di Germania, Spagna Entrata in vigore: 26 luglio 1974.

Giusta questa Convenzione, ogni Stato contraente ha la competenza di procedere all'esecuzione di una sentenza pronunciata in un altro Stato contraente se quest'ultimo glielo chiede, se l'infrazione motivante la sanzione costituisce infrazione anche secondo la legislazione dello Stato richiesto e se la decisione pronunciata nello Stato richiedente è definitiva ed esecutoria.

La legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (RS 351.1) conferisce certamente la base necessaria alla ratifica di questa Convenzione da parte del nostro Paese; ciò nondimeno va detto che la normativa della Convenzione si scosta da quella della legge federale cosicché una ratifica presuppone uno studio approfondito di tutti questi problemi. Aggiungasi che il sistema ese-

570

cutivo previsto dalla Convenzione differisce anche da quello previsto da altre convenzioni (per es. la convenzione n. 52) e quindi, verosimilmente, i casi in cui il nuovo testo risulterà funzionale saranno ben poco numerosi. Dato questo quadro circostanziale, riteniamo che una ratifica della convenzione n. 70 dipenda dall'evoluzione della situazione negli Stati membri del Consiglio d'Europa e che non si imponga per ora.

4.8.4

Convenzione europea sul rimpatrio dei minori (1970) (S.T.E. 71)

Priorità per la Svizzera: D Ratificata da: Firmata da: Entrata in vigore:

Turchia Austria, Belgio, Francia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Repubblica federale di Germania non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di tre ratifiche.

Secondo questa Convenzione uno Stato contraente può essere invitato a rimpatriare un minore se la presenza di costui sul territorio dello Stato richiesto risulta contraria alla volontà della persona détentrice dell'autorità parentale o incompatibile con un provvedimento protettivo o rieducativo preso nello Stato richiedente o, infine, se la sua presenza sul territorio dello Stato richiedente risulta necessaria a seguito di una procedura avviata in questo Stato.

Per una maggioranza degli Stati membri del Consiglio d'Europa, la Convenzione appare inaccettabile segnatamente stante la complessità delle sue procedure. Il Segretariato stesso del Consiglio d'Europa ritiene il testo troppo ambizioso; inoltre talune sue disposizioni risultano incompatibili con quelle della Convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in tema di protezione dei minori, entrata in vigore per il nostro Paese il 4 febbraio 1979 0.211.231.01). Dato che in 21 anni di esistenza la Convenzione n. 71 è stata ratificata da un solo Stato membro (Turchia), il Segretariato del Consiglio d'Europa ritiene che questo strumento non entrerà mai in vigore. In queste condizioni pensiamo che il nostro Paese possa definitivamente rinunciare a ratificarlo.

4.8.5

Convenzione europea sulla trasmissione delle procedure repressive (1972) (S.T.E. 73)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: Austria, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Turchia Firmata da: Belgio, Grecia, Islanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Portogallo Entrata in vigore: 30 marzo 1978.

571

Questa Convenzione consente allo Stato contraente di perseguire, secondo la propria legge penale e su domanda di un altro Stato contraente, ogni infrazione cui la legge penale di quest'ultimo Stato risulti applicabile.

Questa Convenzione rappresenta uno degli assi portanti della normativa della cooperazione in materia penale. I motivi del suo insuccesso - sinora è stata ratificata solo da pochi Stati - risiedono nelle modifiche legislative che la sua ratifica comporta ed anche nelle notevoli difficoltà applicative. La normativa della Convenzione si scosta su diversi punti da quella dell'AIMP (RS 351.1). Per il momento conviene quindi osservare l'evoluzione della situazione in seno agli Stati membri del Consiglio d'Europa.

4.8.6

Convenzione europea sull'imprescrittibilità dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra (1974) (S.T.E. 82)

Priorità per la Svizzera: D Ratificata da: Paesi Bassi Firmata da: Belgio, Francia Entrata in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di tre ratifiche.

Ai sensi di questa Convenzione le Parti contraenti si impegnano a prendere misure che escludano la prescrizione per i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra specificati in taluni strumenti internazionali nonché per altre analoghe violazioni delle leggi della guerra.

La convenzione è stata ratificata solo da uno Stato e non è quindi in vigore.

Il principio dell'imprescrittibilità è per altro già incorporato in diverse legislazioni nazionali. La Svizzera soddisfa già le esigenze della Convenzione poiché ha aggiunto, mediante l'articolo 109 capoverso 2 AIMP, un articolo 75bis al Codice penale e un articolo 56bis al Codice penale militare, disposizioni che prevedono appunto l'imprescrittibilità delle infrazioni previste dalla Convenzione. Una ratifica di questo testo appare quindi superflua.

4.8.7

Protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea d'assistenza giudiziaria in materia penale (1978) (S.T.E. 99)

Priorità per la Svizzera: C Ratificato da: Austria, Danimarca, Francia, Grecia, Islanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica federale di Germania, Spagna, Svezia, Turchia Firmato da: Belgio, Portogallo, Svizzera Entrato in vigore: 12 aprile 1982.

Questo Protocollo aggiuntivo sopprime la possibilità offerta dalla Convenzione di rifiutare l'assistenza giudiziaria per infrazioni fiscali ed estende la cooperazione internazionale alla notifica degli atti volti all'esecuzione di una pena o di

572

misure analoghe (sospensione condizionale, liberazione condizionale e simili).

Infine completa lo scambio di informazioni sul casellario giudiziale.

La Svizzera ha approvato il Protocollo il 4 ottobre 1985 riservandosi di non accettare il titolo I (assistenza giudiziaria in materia fiscale). Con questo rifiuto viene meno l'elemento essenziale del detto strumento privando così il Protocollo della sua sostanza. Inoltre, la ratifica alle condizioni decise dalle Camere federali, secondo cui la Svizzera rifiuta l'assistenza per le infrazioni fiscali compresa la frode fiscale, potrebbe sollevare problemi nell'applicazione dell'articolo 3 capoverso 3 AIMP. A motivo di quanto precede rinunciamo per il momento a ratificare il Protocollo aggiuntivo in questione. A tempo debito presenteremo un nuovo messaggio in merito.

4.8.8

Convenzione europea sul controllo dell'acquisto e della detenzione di armi da fuoco da parte di privati (1978) (S.T.E. 101)

Priorità per la Svizzera: D Ratificata da: Cipro, Danimarca, Islanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica federale di Germania, Svezia Firmata da: Grecia, Irlanda, Malta, Regno Unito, Spagna, Turchia Entrata in vigore: 1° luglio 1982.

La Convenzione intende disciplinare il controllo dell'acquisto e della detenzione d'armi da fuoco da parte di privati allorché queste armi sono vendute, trasferite o cedute sul territorio di uno Stato a una persona residente in altro Stato, oppure vengono trasferite in modo permanente in un altro Stato senza mutamento di detentore.

Successivamente all'esito della consultazione in merito all'articolo costituzionale sulle armi, sui loro accessori e sulle munizioni abbiamo deciso, il 19 settembre 1983, di sospendere i lavori inerenti a questa nuova disposizione costituzionale e alla relativa legge d'esecuzione. Così stando le cose una ratifica della Convenzione è assolutamente improponibile.

4.8.9

Convenzione europea sul risarcimento delle vittime di infrazioni violente (1983) (S.T.E. 116)

Priorità per la Svizzera: A Ratificata da: Danimarca, Finlandia, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia Firmata da: Cipro, Norvegia, Repubblica federale di Germania, Svizzera, Turchia Entrata in vigore: 1° febbraio 1988.

La Convenzione enuncia norme che concernono il risarcimento delle vittime di taluni infrazioni violente, norme che gli Stati contraenti si impegnano a rendere effettive. La Convenzione non è direttamente applicabile.

573

La Svizzera ha firmato la Convenzione il 15 maggio 1990. La stessa è stata approvata dalle Camere il 4 ottobre 1991 contemporaneamente alla legge federale sull'aiuto alle vittime di infrazioni contro la vita e l'integrità fisica. Se la legge non sarà oggetto di referendum la Convenzione sarà ratificata affinchè possa entrare in vigore per la Svizzera contemporaneamente alla legge citata, ossia il 1° gennaio 1993.

4.8.10

Convenzione sul riciclaggio di denaro, individuazione, sequestro e confisca dei proventi del crimine (1990) (S.T.E. 141)

Priorità per la Svizzera: A Ratificata da: -- Firmata da: Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica federale di Germania, Regno Unito, Spagna, Svezia, Svizzera Entrata in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di tre ratifiche.

Questa Convenzione istituisce lo «standard minimo europeo» del diritto nazionale nel quadro della legislazione in materia di riciclaggio di denaro e di confisca. D'altro canto disciplina la collaborazione internazionale in materia di individuazione, sequestro provvisorio e confisca definitiva di proventi del crimine.

La Convenzione è aperta alla firma anche degli Stati non membri del Consiglio d'Europa.

Nella lotta contro la criminalità organizzata, il controllo della base finanziaria delle organizzazioni criminali si è.rivelato essere la tattica di gran lunga più efficace, sempre che, naturalmente, venga coordinato a livello internazionale.

Sussiste attualmente una pressante necessità di azione sia sul piano del riciclaggio di denaro sia su quello della confisca. Una nostra ratifica, entro un lasso di tempo abbastanza breve, sarà molto ben accetta non foss'altro per il fatto che il nostro Paese ha da poco assunto la presidenza del Gruppo d'intervento finanziario internazionale (Financial Action Task Force). Aggiungiamo che la nostra normativa in materia di riciclaggio di denaro è presa come modello sul piano internazionale. Un nostro ritardo nella ratifica del detto strumento non gioverebbe alla nostra immagine tanto più che il nostro diritto interno già soddisfa le esigenze della Convenzione.

4.9

Cultura e sport

4.9.1

Convenzione europea sulle infrazioni relative ai beni culturali (1985) (S.T.E. 119)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: -- 574

Firmata da: Entrata in vigore:

Cipro, Grecia, Italia, Liechtenstein, Portogallo, Turchia non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di tre ratifiche.

La Convenzione mira a coordinare le azioni contro il numero crescente di infrazioni relative ai beni culturali e quindi a tutelare il patrimonio culturale europeo. Le Parti contraenti si impegnano a proteggere i beni culturali e, ove occorra, a restituirli nonché a perseguire gli atti incriminati.

La Convenzione non è mai entrata in vigore per mancanza di ratifiche. A livello nazionale e in assenza di una normativa in materia, la Svizzera è particolarmente interessata alla tematica del traffico illecito di beni culturali. La questione sarà trattata nel corso della legislatura 1991-1995 (preparazione di un articolo costituzionale sul commercio dei beni culturali).

4.9.2

Convenzione per la tutela del patrimonio architettonico dell'Europa (1985) (S.T.E. 121)

Priorità per la Svizzera: B Ratificata da: Bulgaria, Cipro, Danimarca, Francia, Italia, Jugoslavia, Liechtenstein, Malta, Portogallo, Regno Unito, Repubblica federale di Germania, Spagna, Svezia, Turchia, Ungheria, URSS Firmata da: Austria, Belgio, Finlandia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo Entrata in vigore: 1° dicembre 1987.

La Convenzione è destinata alla conservazione dei monumenti storici. Ogni firmatario si impegna ad allestire un inventario degli oggetti da porre sotto tutela, a condurre una politica integrata di protezione (controllo, autorizzazione) dei beni culturali, a sensibilizzare l'opinione pubblica e ad intensificare la collaborazione europea.

A motivo delle proprie strutture federali la Svizzera non è stata in grado di firmare la Convenzione. Taluni Cantoni hanno formulato riserve irricevibili o si sono pronunciati contro la firma e la ratifica del detto strumento.

4.9.3

Convenzione europea contro il doping (1989) (S.T.E. 135)

Priorità per la Svizzera: A Ratificata da: Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Jugoslavia, Norvegia, Polonia, Regno Unito, San Marino, Svezia, Ungheria, URSS Firmata da: Belgio, Cipro, Grecia, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera, Turchia Entrata in vigore: 1° marzo 1990.

575

Gli Stati che hanno ratificato la Convenzione si impegnano, nei limiti delle rispettive disposizioni costituzionali, ad adottare una serie di provvedimenti intesi ad eliminare il doping nello sport o per lo meno a ridurlo. L'applicazione dei diversi provvedimenti potrebbe competere ai poteri pubblici o agli enti sportivi privati.

Il 18 novembre 1989 l'Assemblea dei delegati dell'Associazione svizzera dello sport (ASS) ha accettato all'unanimità uno «Statuto concernente il doping» che soddisfa per l'essenziale le esigenze della Convenzione del Consiglio d'Europa.

Se la Svizzera dovesse ratificare la Convenzione, la Confederazione dovrà, di conseguenza, versare un contributo all'ASS responsabile nella lotta contro il doping nonché accrescere gli sforzi nell'ambito della prevenzione. Il 26 giugno 1991 abbiamo deciso di avviare in merito una procedura di consultazione fissandone la scadenza al 30 settembre 1991.

4.10

Radiotelevisione

4.10.1

Accordo europeo sullo scambio dei programmi mediante telefilm (1958) (S.T.E. 27)

Priorità per la Svizzera: C Ratificato da: Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Israele, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia, Tunisia, Turchia Firmato da: Italia Entrato in vigore: 1° luglio 1961.

L'Accordo mira a facilitare lo scambio di telefilm tra i Paesi membri; esso consente agli enti televisivi di questi Stati d'autorizzare i loro omologhi negli altri Stati a sfruttare, segnatamente proiettare, i film di cui sono produttori. Queste autorizzazioni possono essere limitate soltanto se espressamente previste nei contratti stipulati con l'ente produttore.

La legge federale del 1922 sul diritto d'autore (RS 231.1) non conosce una regolamentazione analoga né in favore degli enti televisivi né in favore dei produttori cinematografici. Una revisione totale di questa legge è comunque in corso.

Il disegno del 19 giugno 1989, tuttora in esame, contiene una disposizione in favore degli autori di opere cinematografiche e consentirebbe al nostro Paese di aderire all'Accordo. Soltanto dopo l'approvazione della nuova legge sarà tuttavia possibile stabilire se tale adesione sia compatibile con la nostra legislazione. Riteniamo dunque razionale aspettare la fine dei lavori legislativi prima di avviare la procedura di adesione della Svizzera a questo Accordo.

4.10.2

Accordo europeo per la protezione delle trasmissioni televisive (1960) (S.T.E. 34)

Priorità per la Svizzera: C 576

Ratificato da:

Firmato da: Entrato in vigore:

Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Norvegia, Repubblica federale di Germania, Regno Unito, Spagna, Svezia, Turchia Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi 1° luglio 1961.

Questo Accordo conferisce agli enti televisivi degli Stati contraenti la facoltà di autorizzare o di vietare, su tutto il territorio degli Stati partecipanti, le ritrasmissioni, le filodiffusioni, le registrazioni audiovisive ed altre forme d'utilizzazione delle loro trasmissioni. Gli Stati contraenti possono sottoporre gli impieghi protetti a precise riserve; possono segnatamente escludere interamente dalla protezione la filodiffusione.

Informazioni supplementari nel numero 4.10.6.

4.10.3

Protocollo all'Accordo europeo per la protezione delle trasmissioni televisive (1965) (S.T.E. 54)

Priorità per la Svizzera: C Ratificato da: Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Norvegia, Repubblica federale di Germania, Regno Unito, Spagna, Svezia, Turchia Firmato da: Grecia, Lussemburgo Entrato in vigore: 24 marzo 1965.

Il Protocollo mira essenzialmente a limitare la riserva concernente la filodiffusione delle trasmissioni televisive degli Stati contraenti. Al massimo la metà di queste trasmissioni può essere liberamente distribuita, per filodiffusione, nello Stato riservatario, l'altra metà rimanendo sottoposta all'autorizzazione dell'ente emittente. Il Protocollo obbliga inoltre gli Stati partecipanti all'Accordo ad aderire, entro il 1° gennaio 1975, alla Convenzione di Roma del 1961 sulla protezione degli artisti, degli interpreti o esecutori, dei produttori di fonogrammi e degli organismi di radiodiffusione; in mancanza di che questi Stati non potrebbero più aderire all'Accordo n. 34.

Informazioni supplementari nel numero 4.10.6.

4.10.4

Protocollo aggiuntivo al Protocollo all'Accordo europeo per la protezione delle trasmissioni televisive (1974) (S.T.E. 81)

Priorità per la Svizzera: D Ratificato da: Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Norvegia, Repubblica federale di Germania, Regno Unito, Spagna, Svezia, Turchia Firmato da: Lussemburgo Entrato in vigore: 31 dicembre 1974.

577

Questo Protocollo aggiuntivo proroga sino al 1° gennaio 1985 la data limite entro la quale gli Stati partecipanti all'Accordo n. 34 devono aderire alla Convenzione di Roma del 1961, detta dei «diritti affini», per poter restare partecipi di detto Accordo o aderirvi.

4.10.5

Protocollo aggiuntivo al Protocollo all'Accordo europeo per la protezione delle trasmissioni televisive (1983) (S.T.E. 113)

Priorità per la Svizzera: C Ratificato da: Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Norvegia, Repubblica federale di Germania, Regno Unito, Spagna, Svezia, Turchia Firmato da: Grecia Entrato in vigore: 1° gennaio 1985.

Questo secondo Protocollo aggiuntivo proroga sino al 1° gennaio 1990 la data limite entro la quale i Partecipanti all'Accordo n. 34 devono aderire alla Convenzione di Roma del 1961 per poter restare partecipi dell'Accordo o per aderirvi.

Informazioni supplementari nel numero 4.10.6.

4.10.6

Terzo Protocollo aggiuntivo al Protocollo all'Accordo europeo per la protezione delle trasmissioni televisive (1989) (S.T.E. 131)

Priorità per la Svizzera: C Ratificato da: Danimarca, Francia, Norvegia, Repubblica federale di Germania, Regno Unito, Svezia, Turchia Firmato da: Belgio Entrato in vigore: non ancora in vigore non essendo stato finora ratificato da tutte le Parti al trattato S.T.E. 34. .

Questo terzo Protocollo aggiuntivo proroga sino al 1° gennaio 1985 la data limite entro la quale gli Stati partecipanti all'Accordo n. 34 devono aderire alla Convenzione di Roma del 1961 per poter restare partecipi di detto Accordo o aderirvi.

Nel quadro della revisione del diritto d'autore è previsto che la Svizzera ratifichi la Convenzione di Roma. Dato che la Convenzione è vincolata all'Accordo sarebbe il caso di prevedere anche l'adesione a quest'ultimo. Ci sembra però più giudizioso attendere l'esito dei lavori di revisione del diritto d'autore e la conclusione dei lavori del Comitato di esperti giuridici sui massmedia, relativi alla protezione dei diritti affini, prima di dire a quali condizioni la Svizzera potrebbe aderire agli strumenti 34, 54, 81 e 131.

578

4.11

Sanità

4.11.1

Accordo sullo scambio dei mutilati di guerra tra i Paesi membri del Consiglio d'Europa ai fini di cura medica (1955) (S.T.E. 20)

Priorità per la Svizzera: D Ratificato da: Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Israele, Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica fedrale di Germania, Svezia, Turchia Firmato da: Portogallo Entrato in vigore: 1° gennaio 1956.

Questo Accordo consente ai mutilati di guerra delle Parti contraenti di beneficiare di cure mediche di cui non potrebbero fruire nel loro proprio Paese.

Per la Svizzera, che non ha partecipato durante questo secolo a nessuna guerra, questo trattato è di minima importanza.

4.11.2

Accordo tra gli Stati membri del Consiglio d'Europa sul rilascio, ai mutilati di guerra, militari e civili, di un libretto internazionale di buoni per la riparazione di protesi e apparecchi ortopedici (1962) (S.T.E. 40)

Priorità per la Svizzera: D Ratificato da: Belgio, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica federale di Germania Firmato da: Austria, Danimarca Entrato in vigore: 27 dicembre 1963.

Questo testo mira a rendere più agevole la riparazione di protesi e di apparecchi ortopedici dei mutilati di guerra che soggiornano all'estero.

Per il nostro Paese che non ha partecipato a nessuna guerra questo trattato è di minima importanza.

4.12

Questioni sociali

4.12.1

Accordo interinale europeo sui regimi di sicurezza sociale per la vecchiaia, l'invalidità e i superstiti con protocollo aggiuntivo (1953) (S.T.E. 12)

Priorità per la Svizzera: D Ratificato da: Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica federale di Germania, Spagna, Svezia, Turchia 579

Firmato da: Entrato in vigore:

-- 1° ottobre 1965.

Informazioni supplementari nel numero 4.12.2.

4.12.2

Accordo interinale europeo concernente la sicurezza sociale nei settori diversi dall'AVS/AI con protocollo aggiuntivo (1953) (S.T.E. 13)

Priorità per la Svizzera: D Ratificato da: Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica federale di Germania, Spagna, Svezia, Turchia Firmato da: -- Entrato in vigore: 1° luglio 1954.

L'Accordo n. 12 si applica alle leggi e ai regolamenti degli Stati contraenti in materia di prestazioni di vecchiaia, superstiti ed invalidità; l'Accordo n. 13 si applica alle leggi e ai regolamenti degli Stati contraenti in materia di sicurezza sociale per i rami seguenti: malattia, maternità e morte; infortuni sul lavoro e malattie professionali; disoccupazione, assegni familiari.

La Svizzera non può ratificare l'Accordo n. 13 dato che dovrebbe formulare riserve concernenti taluni settori della sicurezza sociale: tale sarebbe segnatamente il caso per gli assegni familiari in quanto questi ricadono nel campo di competenza cantonale. Inoltre non ci è possibile estendere il principio della parità di trattamento tra svizzeri e stranieri all'assicurazione contro la disoccupazione. Per di più ci sembra inopportuno ratificare l'Accordo n. 12 in quanto, in tema d'assicurazione invalidità, il nostro Paese conosce due tipi di convenzioni, il che renderebbe ardua l'applicazione di questo Accordo europeo.

4.12.3

Convenzione europea d'assistenza sociale e sanitaria con protocollo aggiuntivo (1953) (S.T.E. 14)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: Belgio, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Malta (ha ratificato la convenzione ma soltanto firmato il protocollo), Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica federale di Germania, Spagna, Svezia, Turchia Entrata in vigore: 1° luglio 1954.

Secondo questa Convenzione, ogni Parte contraente si impegna a far beneficiare dell'assistenza sociale e medica i cittadini delle altre Parti, in soggiorno regolare sul suo territorio e privi di risorse adeguate, a parità con i propri citta580

dini e alle stesse condizioni. Questa assistenza è prestata al luogo di domicilio dell'indigente. Lo Stato d'origine non può esigere nessun rimborso delle spese assunte.

~ " --" *·· Benché le esigenze della Convenzione siano ampiamente adempiute nella prassi, una sua ratifica solleverebbe non pochi problemi giuridici. Gli argomenti a sfavore sono gli stessi invocati contro l'articolo 13 paragrafo 4 della Carta sociale europea (vedere messaggio del 13 giugno 1983; FF 1983 II 1209).

Dopo il rifiuto, da parte del Parlamento, della Carta sociale se ne deve concludere che una ratifica di questo strumento risulta esclusa in un prossimo futuro.

4.12.4

Carta sociale europea (1961) (S.T.E. 35)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Manda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica federale di Germania, Spagna, Svezia, Turchia Firmata da: Liechtenstein, Svizzera Entrata in vigore: 26 febbraio 1965.

Informazioni supplementari nel numero 4.12.5.

4.12.5

Protocollo aggiuntivo alla Carta sociale europea (1988) (S.T.E. 128)

Priorità per la Svizzera: C Ratificato da: Finlandia, Svezia Firmato da: Austria, Cipro, Francia, Grecia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Repubblica federale di Germania, Spagna, Turchia Entrato in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di tre ratifiche.

Intesa come complemento alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, la Carta sociale contribuisce a garantire i diritti sociali, quali il diritto al lavoro, il diritto degli impiegati di difendere i propri interessi, il diritto alla tutela sociale, il diritto alla formazione continua e il diritto alla tutela dei lavoratori stranieri.

Il Protocollo aggiuntivo completa la Carta e garantisce la parità di possibilità e di trattamento nell'impiego e nella professione senza discriminazione di sesso, come anche il diritto delle persone anziane ad una tutela sociale.

Abbiamo firmato la Carta il 6 maggio 1976 raccomandandone la ratifica al Parlamento. Quest'ultimo (il Consiglio degli Stati nel 1984 ed il Consiglio nazionale nel 1987) si è opposto alla ratifica di questo strumento. Rispondendo all'interpellanza Pini del 16 maggio 1990 e alla mozione del Gruppo ecologista 581

?

del 5 giugno 1990, ci siamo proposti di riesaminare la questione della ratifica non appena ultimati i negoziati sullo Spazio economico europeo che includono anche misure di politica sociale.

4.12.6

Accordo europeo sulla collaborazione medica nel campo dei trattamenti speciali e delle risorse termo-climatiche (1962) (S.T.E. 38)

Priorità per la Svizzera: D Ratificato da: Belgio, Danimarca, Irlanda, Italia, Norvegia, Regno Unito, Svezia, Turchia Firmato da: Grecia, Lussemburgo, Repubblica federale di Germania Entrato in vigore: 5 giugno 1962.

L'Accordo disciplina la collaborazione medica internazionale per i trattamenti speciali dispensati nell'ambito di un istituto medico gestito dalle assicurazioni sociali o di centri termo-climatici. La normativa si estende alle persone bénéficianti di prestazioni mediche di sicurezza sociale e anche d'assistenza sociale.

Il nostro Paese non è in grado d'accettare gli impegni che derivano da questo Accordo per le ragioni seguenti: il suo campo d'applicazione si estende non soltanto ai regimi di sicurezza sociale, bensì anche ai sistemi d'assistenza pubblica e ai regimi di protezione delle vittime della guerra; gli stabilimenti medici e i centri termo-climatici che, nel nostro Paese, sarebbero chiamati a partecipare all'applicazione dell'Accordo ricadono nella competenza cantonale; gli ammalati, invalidi o infortunati dovrebbero essere collocati ad opera di un ente centrale di collegamento che dovrebbe anche anticipare le spese; le spese di ospedalizzazione e di cura dovrebbero essere calcolate secondo le tariffe applicabili alle persone residenti in Svizzera. Nello stato attuale del nostro diritto federale in materia, non è possibile imporre una tale cooperazione alle casse ammalati.

4.12.7

Protocollo al Codice europeo di sicurezza sociale (1964) (S.T.E. 48)

Priorità per la Svizzera: C Ratificato da: Belgio, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica federale di Germania, Svezia Firmato da: Danimarca, Francia, Grecia, Italia, Turchia Entrato in vigore: 17 marzo 1968.

Al pari del Codice europeo di sicurezza sociale, anche questo Protocollo si pone quale strumento giuridico volto ad incrementare lo sviluppo della sicurezza sociale negli Stati contraenti. Il testo prevede un livello di prestazioni di sicurezza sociale più elevato di quello previsto dal Codice.

Per poter ratificare il Protocollo, uno Stato deve accettarne almeno otto parti.

La Svizzera soddisfa soltanto le esigenze connesse alle prestazioni di disoccupazione (parte IV), alle prestazioni di vecchiaia (parte V), alle prestazioni di invalidità (parte IX) e alle prestazioni per i superstiti (parte X), ma non quelle delle 582

parti VI (prestazioni per infortuni sul lavoro e per malattie professionali) e VII (prestazioni alle famiglie). Per quanto concerne il Codice, la Svizzera non ha potuto ratificare le parti II, III e Vili (indennità di malattia, cure mediche, prestazioni di maternità); tanto meno può ratificare i passi paralleli e più esigenti del Protocollo. Attualmente la Svizzera potrebbe, nel migliore dei casi, accettare sei delle otto parti minime richieste, ma ciò esclude comunque la ratifica dello strumento.

4.12.8

Accordo europeo sul collocamento alla pari (1969) (S.T.E. 68)

Priorità per la Svizzera: C Ratificato da: Danimarca, Francia, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Spagna Firmato da: Belgio, Grecia, Repubblica federale di Germania, Svizzera Entrato in vigore: 30 maggio 1971.

L'Accordo regola le condizioni di vita e di lavoro delle persone collocate alla pari, nell'interesse delle persone stesse come delle famiglie ospitanti.

Il nostro Paese riconosce la necessità delle disposizioni dell'Accordo volte a tutelare questa categoria di stranieri tanto che l'Ufficio federale dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro raccomanda costantemente ai Cantoni, da lungo tempo ormai, di metterle in pratica. L'articolo 3 dell'Accordo potrebbe invero porre un problema nel caso di ratifica poiché esso non consente riserva alcuna: secondo detto articolo, il collocamento alla pari, la cui durata iniziale non supererà mai un anno, può essere prolungato in modo da consentire un soggiorno massimo di due anni. Ma la possibilità di una tale proroga non è prevista nella nostra regolamentazione. Qualora fossimo obbligati ad offrire questa possibilità di proroga, occorrerebbe trovare una soluzione sul piano del disciplinamento in materia di stranieri. Tale soluzione sarà presa in esame soltanto qualora intervenissero più ratifiche, in particolare quella del Regno Unito, che varrebbero a conferire all'Accordo un grande interesse per il nostro Paese.

4.12.9

Convenzione europea di sicurezza sociale con Accordo completivo per la sua applicazione (1972) (S.T.E. 78)

Priorità per la Svizzera: D Ratificata da: Austria, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Turchia Firmata da: Francia, Grecia, Manda, Italia Entrata in vigore: 1° marzo 1977.

La Convenzione mira a eliminare le discriminazioni operate dalle legislazioni di sicurezza sociale rispetto ai lavoratori migranti e ai loro familiari e lo fa segnatamente col sopprimere il carattere territoriale delle disposizioni legislative.

Include inoltre normative di coordinamento dei differenti regimi di sicurezza sociale e sancisce l'uguaglianza di trattamento e la totalizzazione dei pe583

riodi assicurativi maturati nell'ambito della legislazione di due o più Stati contraenti per l'acquisto, il mantenimento e il recupero del diritto alle presta/ioni.

In tema di assicurazione contro le malattie, la Svizzera non può soddisfare in modo così generale l'esigenza di versare prestazioni al di fuori del territorio nazionale. In tema d'assicurazione contro la disoccupazione, la totalizzazione dei periodi assicurativi e il servizio delle prestazioni all'estero permangono impossibili al lume della nostra legislazione. Inoltre le indennità familiari ricadono nella competenza cantonale e in tema d'assicurazione invalidità il sistema di totalizzazione dei periodi costringerebbe il nostro Paese a totalizzare i periodi esteri per il compimento dell'anno minimo di contributo, necessario all'insorgere del diritto alla pensione, il che non vogliamo fare per ragioni pratiche e amministrative.

4.12.10

Convenzione europea sullo statuto giuridico del lavoratore migrante (1977) (S.T.E. 93)

Priorità per la Svizzera: C Ratificata da: Francia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Turchia Firmata da: Belgio, Grecia, Italia, Lussemburgo, Repubblica federale di Germania Entrata in vigore: 1° maggio 1983.

Questa Convenzione tratta gli aspetti essenziali della situazione giuridica dei lavoratori migranti specie quanto a reclutamento, esame medico ed esame professionale, raggruppamento delle famiglie, condizioni di lavoro, trasferimento dei risparmi, sicurezza sociale, assistenza sociale e medica, fine del contratto di lavoro, licenziamento e reimpiego.

La reiezione della legge sugli stranieri, il 6 giugno 1982, ha privato la Svizzera della possibilità di aderire a questo strumento. Nel frattempo però l'integrazione europea ha preso una nuova svolta. Prevedendo importanti modifiche nei confronti dei cittadini della CEE e dell'AELS, la nuova concezione in materia di politica degli stranieri ci avvicina sensibilmente a quanto previsto dalla Convenzione. Tuttavia, dato che quest'ultima ingloba un numero di Paesi di gran lunga superiore a quello interessato dall'evoluzione della nuova concezione, non possiamo per il momento aderire a tale strumento.

4.12.11

Codice europeo di sicurezza sociale (riveduto) (1990) (S.T.E. 139)

Priorità per la Svizzera: C Ratificato da: -- Firmato da: Austria, Belgio, Cipro, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Repubblica federale di Germania, Svezia, Turchia Entrato in vigore: non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di due ratifiche.

584

Rispetto al Codice europeo di sicurezza sociale e al suo Protocollo, il Codice riveduto apporta i seguenti miglioramenti: estensione del campo di applicazione personale, miglioramento della natura e del livello delle prestazioni, elasticità nel settore delle prestazioni e della concessione dei diritti; adegua infine le nozioni fondamentali di sicurezza sociale contenute nel Codice e nel Protocollo all'evoluzione degli ultimi anni.

La Svizzera ha accettato cinque parti del Codice europeo di sicurezza sociale ma non è in grado di ratificare il Protocollo (cfr. S.T.E. 48). In merito al Codice riveduto verrà avviato uno studio al fine di stabilire se il nostro Paese potrà ratificare detto strumento.

4.13

Protezione della natura, del paesaggio e dell'ambiente

4.13.1

Protocollo che emenda l'Accordo europeo sulla limitazione dell'impiego di taluni detersivi nei prodotti di lavatura e di pulitura (1983) (S.T.E. 115)

Priorità per la Svizzera: D Ratificato da: Daminarca, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna Firmato da: Repubblica federale di Germania, Svizzera Entrato in vigore: 1° novembre 1984.

Il Protocollo modifica l'Accordo n. 64 sui seguenti punti: la protezione contro le immissioni inquinanti connesse con l'uso di detersivi è estesa all'uomo e all'ambiente; viene definito il concetto di detersivo; vengono introdotte alcune prescrizioni che consentono l'impiego eccezionale di detersivi meno facilmente biodegradabili in certi campi degli agenti in superficie; è incoraggiata la ricerca concernente i sostituti dei fosfati.

L'Accordo sui detersivi è stato riveduto agli inizi degli anni ottanta conformemente alle direttive CEE sull'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative ai metodi di controllo della biodegradabilità dei detersivi. Il contenuto dell'Accordo è stato recepito in termini ancor più severi nell'ordinanza del 9 giugno 1986 sulle sostanze pericolose per l'ambiente (allegati 4.1 e 4.2 inerenti ai prodotti di lavatura e pulitura). Una ratifica del Protocollo non s'impone dunque più.

4.14

Protezione degli animali

4.14.1

Convenzione europea sulla protezione degli animali da macello (1979) (S.T.E. 102)

Priorità per la Svizzera: A Ratificata da: Danimarca, Grecia, Irlanda, Italia, Jugoslavia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica federale di Germania, Svezia 38 Foglio federale. 75° anno. Voi. II

585

Firmata da:

Belgio, Cipro, Francia, Regno Unito, Svizzera

Entrata in vigore:

11 giugno 1982.

La Convenzione regola, dal punto di vista della protezione degli animali, il trattamento degli equini, dei bovini, degli ovini, dei suini nonché dei conigli e del pollame all'atto della mattazione. Il testo precisa quale debba essere il comportamento del personale e quali condizioni debbano venir soddisfatte sul versante degli impianti destinati a custodire ed a stordire gli animali.

In relazione con la ratifica, le disposizioni esecutive concernenti la protezione degli animali all'atto della mattazione devono essere disciplinate a livello d'ordinanza. È prevista per il 1993 una consultazione in merito a tali disposizioni che regolano la fornitura, le cure, la detenzione e lo stordimento degli animali da macello e nelle quali saranno incluse prescrizioni più estese di quelle della Convenzione, contemporaneamente alla revisione dell'ordinanza sulla protezione degli animali. Durante la presente legislatura verrà proposta la ratifica di questo strumento.

4.14.2

Convenzione europea per la protezione degli animali vertebrati utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici (1986) (S.T.E. 123)

Priorità per la Svizzera: A Ratificata da:

Finlandia, Norvegia, Repubblica federale di Germania, Spagna, Svezia

Firmata da:

Belgio, CEE, Danimarca, Francia, Grecia, Islanda, Paesi Bassi, Regno Unito, Svizzera, Turchia 1° gennaio 1991.

Entrata in vigore:

La Convenzione disciplina, nell'ambito della protezione degli animali, l'esecuzione di esperimenti sui medesimi. Vi sono definiti: gli scopi degli esperimenti autorizzati, le esigenze relative alle cure da praticare alle cavie, l'esecuzione di interventi sugli animali, la lotta contro la sofferenza degli animali, la loro uccisione, l'approvazione, da parte delle autorità, degli esperimenti sugli animali, le esigenze nei confronti degli allevamenti e dei fornitori di animali da esperimento nonché nei confronti dei luoghi di detenzione di detti animali, la pubblicazione degli esperimenti a fini statistici, il reciproco riconoscimento, ad opera degli Stati contraenti, dei risultati ottenuti in tale campo.

Intendiamo ratificare detto strumento nel corso della presente legislatura.

4.14.3

Convenzione europea sulla protezione degli animali da compagnia (1987) (S.T.E. 125)

Priorità per la Svizzera: A Ratificata da: Norvegia, Repubblica federale di Germania, Svezia Firmata da: Belgio, Danimarca, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera

586

Entrata in vigore:

non ancora in vigore non essendo raggiunto il minimo richiesto di quattro ratifiche.

La Convenzione disciplina le questioni inerenti alla protezione degli animali durante la detenzione, l'allevamento ed il commercio di animali da compagnia (animali domestici, da spettacolo, da accompagnamento, animali randagi).

Intendiamo ratificare questo strumento nel corso della presente legislatura.

4821

587

Allegato 1 Elenco delle convenzioni non ratificate per grado di priorità Priorità A S.T.E. 92, 102, 116, 123, 125, 135, 137, 140, 141 Priorità B S.T.E. 9, 108, 121, 122, 130, 133 Priorità C S.T.E. 14, 19, 27, 34, 35, 42, 43, 46, 48, 49, 52, 54, 56, 60, 68, 70, 73, 75, 77, 79, 91, 93, 94, 95, 96, 99, 100, 113, 119, 128, 131, 136, 139 Priorità D S.T.E. 12, 13, 20, 29, 38, 40, 41, 51, 57, 61, 71, 72, 78, 81, 82, 91, 101, 115, 127

588

Serie dei trattati europei (S.T.E.)

Convenzioni e Accordi conclusi nell'ambito del Consiglio d'Europa1'

9

0

10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 - 21 22 23 24 25

Protocollo aggiuntivo alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (1952) Protocollo addizionale all'accordo generale su i privilegi e le immunità del Consiglio d'Europa (1952) Emendamento allo Statuto del Consiglio d'Europa (1953)° Accordo interinale europeo sui regimi di sicurezza sociale per la vecchiaia, l'invalidità e i superstiti con protocollo aggiuntivo (1953) Accordo interinale europeo concernente la sicurezza sociale nei settori diversi dal» l'AVS/AI con protocollo aggiuntivo (1953) Convenzione europea d'assistenza sociale e sanitaria con protocollo aggiuntivo (1953) Convenzione europea per l'equivalenza dei diplomi d'accesso alle università (1953) .

Convenzione europea relativa alle formalità prescritte per le domande di brevetti (1953)2) Convenzione europea concernente la classificazione internazionale dei brevetti d'invenzione (compreso allegato emendato) (1954-1961)2 Convenzione culturale europea (1954) Convenzione europea sul domicilio (1955) Accordo sullo scambio dei mutilati di guerra tra i Paesi membri del Consiglio d'Europa ai fini di cura medica (1955) Convenzione europea per l'equivalenza dei diplomi d'accesso alle università (1953) .

Secondo protocollo addizionale all'accordo generale su i privilegi e le immunutà del Consiglio d'Europa (1956) Convenzione europea per il regolamento pacifico delle controversie (1957) Convenzione europea di estradizione (1957) Accordo europeo sulla circolazione delle persone fra i Paesi membri del Consiglio d'Europa (1957)

" Parte integrante dello Statuto.

Questa convenzione è stata denunziata da quasi tutte le Parti contraenti, tra cui la Svizzera

21

B RS 0.192.110.31 RS 0.192.030 D D C RS 0.414.1

RS 0.440.1 C RS 0.414.31 RS 0.192.110.32 RS 0.193.231 RS 0.353.1 RS 0.142.103

D C

Ratifica

26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40

9

Accordo europeo concernente lo scambio di sostanze terapeutiche d'origine umana (1958) Accordo europeo sullo scambio dei programmi mediante telefilm (1958) Terzo protocollo addizionale all'Accordo generale su i privilegi e le immunità del Consiglio d'Europa (1959) Convenzione europea sull'assicurazione obbligatoria di responsabilità civile per gli autoveicoli (1959) Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale (1959) Accordo europeo sulla soppressione dei visti per i rifugiati (1959) Convenzione europea per il riconoscimento dei gradi accademici (1959) Accordo per l'importazione temporanea in franchigia doganale, come prestito gratuito e a scopi diagnostici o terapeutici, di materiale medico-chirurgico e di laboratorio, destinato agli istituti sanitari (1960) Accordo europeo per la protezione delle trasmissioni televisive (1960) Carta sociale europea (1961) Quarto protocollo addizionale all'Accordo generale concernente i privilegi e le immunità del Consiglio d'Europa (1961) Accordo europeo sulla circolazione dei giovani con passaporto collettivo fra i Paesi membri del Consiglio d'Europa (1961) Accordo europeo sulla collaborazione medica nel campo dei trattamenti speciali e delle risorse termo-climatiche (1962) Accordo europeo concernente lo scambio dei reagenti per la determinazione dei gruppi sanguigni (1962) Accordo tra gli Stati membri del Consiglio d'Europa sul rilascio, ai mutilati di guerra, militari e civili, di un libretto internazionale di buoni per la riparazione di protesi e apparecchi ortopedici (1962)

Priorità

RS 0.812.161 C RS 0.192.110.33 D RS 0.351.1 RS 0.142.38 RS 0.414.5

C -

RS 0.631.244.55 C C RS 0.192.110.34 RS 0.142.104 D RS 0.812.31 D

Pagina

59 10

41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54

Accordo sulla responsabilità degli albergatori per gli oggetti recati seco dai viaggiatori (1962) Accordo per l'applicazione della convenzione europea sull'arbitrato commerciale internazionale (1962) Convenzione sulla riduzione dei casi di pluricittadinanza e sugli obblighi militari connessi con tali casi (1963) Protocollo n. 2 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali che attribuisce alla Corte europea dei diritti dell'uomo la competenza a emettere pareri consultivi (1963) Protocollo n. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali che modifica gli articoli 29, 30 e 34 della Convenzione (1963) Protocollo n. 4 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali che riconosce taluni diritti e libertà diversi da quelli che figurano già nel Primo Protocollo addizionale alla Convenzione (1963) Convenzione concernente l'unificazione di taluni elementi del diritto dei brevetti d'invenzione (1963) Codice Europeo di Sicurezza sociale e suo Protocollo (1964) Protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea per l'equivalenza dei diplomi d'accesso alle università (1964) Convenzione concernente l'elaborazione d'una Farmacopea europea (1964) Convenzione europea sulla sorveglianza dei condannati o liberati condizionalmente (1964) Convenzione europea per la repressione delle infrazioni stradali (1964) Accordo europeo per la repressione di radiodiffusioni effettuate da stazioni fuori dei territori nazionali (1965) Protocollo all'Accordo europeo per la protezione delle trasmissioni televisive (1965)

D C C RS 0.101.02 RS 0.101.02 C RS 0.232.142.1 C C RS 0.812.21 D C RS 0.784.404

'> Questo Protocollo è parte integrante della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

C

N.

55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72

Titolo

Protocollo n. 5 alla convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali che modifica gli articoli 22 e 40 della Convenzione (1966)1* Convenzione europea per una normativa uniforme sull'arbitrato (1966) Convenzione europea sul domicilio delle società (1966) Convenzione europea sull'adozione dei minori (1967) Accordo europeo sull'istruzione e la formazione delle infermiere (1967) Convenzione europea sulle obbligazioni in valuta estera (1967) Convenzione europea sulle funzioni consolari (1967) (I) Protocollo relativo alla protezione dei rifugiati (II) Protocollo in materia d'aviazione civile Convenzione europea nell'ambito dell'informazione sul diritto estero (1968) Convenzione europea sulla soppressione della legalizzazione di atti compilati dagli agenti diplomatici o consolari (1968) Accordo europeo sulla limitazione dell'impiego di taluni detersivi nei prodotti di lavatura e pulitura (1968) Convenzione europea sulla protezione degli animali nel trasporto internazionale (1968) Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico (1969) Accordo europeo concernente le persone che partecipano ai procedimenti davanti alla Commissione e alla Corte europea dei diritti dell'uomo (1969) Accordo europeo sul collocamento alla pari (1969) Accordo europeo sul mantenimento delle borse agli studenti che continuano gli studi all'estero (1969) Convenzione europea sulla validità internazionale delle sentenze repressive (1970) ..

Convenzione europea sul rimpatrio dei minori (1970) Convenzione relativa all'opposizione sui titoli al portatore con circolazione internazionale (1970)

Ratifica

RS 0.101 C D RS 0.211.221.310 RS 0.811.21 C D D D RS 0.434.2 RS 0.172.030.3 RS 0.814.226.29 RS 0.452 RS 0.440.2 RS 0.101.1 C RS 0.414.7

Co

Ì2

Priorità

" Questo protocollo è parte integrante della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

C D D

Pagina

*"

73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91

Convenzione europea sulla trasmissione delle procedure repressive (1972) Convenzione europea sull'immunità degli Stati e Protocollo addizionale (1972) Convenzione europea relativa al luogo di pagamento delle obbligazioni monetarie (1972) Convenzione europea sul computo dei termini (1972) Convenzione relativa ad un sistema d'iscrizione dei testamenti (1972) Convenzione europea di sicurezza sociale con Accordo completivo per la sua applicazione (1972) Convenzione europea sulla responsabilità civile in caso di danni cagionati da autoveicoli (1973) Accordo sulla traslazione delle salme (1973) Protocollo aggiuntivo al Protocollo all'Accordo europeo per la protezione delle trasmissioni televisive (1974) Convenzione europea sull'imprescrittibilità dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra (1974) Convenzione europea concernente la protezione sociale degli agricoltori (1974) . . . .

Accordo europeo sullo scambio di reattivi per la determinazione dei gruppi tissulari (1974) Convenzione europea sullo statuto giuridico dei figli nati fuori matrimonio (1975) .

Protocollo addizionale alla Convenzione europea di estradizione (1975) Convenzione europea sulla protezione degli animali negli allevamenti (1976) Convenzione europea sugli effetti internazionali della decadenza del diritto di condurre un veicolo a motore (1976) Protocollo addizionale all'Accordo europeo sullo scambio di reattivi per la determinazione dei gruppi tissulari (1976) Convenzione europea per la repressione del terrorismo Convenzione europea sulla responsabilità per lesione o morte cagionati da prodotti (1977)

C RS 0.273.1 C RS 0.221.122.3 C D C RS 0.818.62 D D RS 0.831.108 RS 0.812.32 RS 0.211.221.131 RS 0.353.11 RS 0.454 RS 0.741.16 RS 0.812.321 RS 0.353.3 C/D

N.

92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 \o

107

Titolo

Accordo europeo sulla trasmissione delle domande di assistenza giudiziaria (1977) .

Convenzione europea sullo statuto giuridico del lavoratore migrante (1977) Convenzione sulla notificazione all'estero dei documenti amministrativi (1977) . . . .

Protocollo concernente la modifica della Convenzione sulla riduzione dei casi di pluricittadinanza e sugli obblighi militari connessi con tali casi (1977) Protocollo aggiuntivo alla Convenzione sulla riduzione dei casi di pluricittadinanza e sugli obblighi militari connessi con tali casi (1977) Protocollo addizionale alla Convenzione europea nel campo dell'informazione sul diritto estero (1978) Secondo Protocollo addizionale alla Convenzione europea di estradizione (1978) ..

Protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale (1978) Convenzione europea sull'assunzione all'estero di informazioni e prove in materia amministrativa (1978) Convenzione europea sul controllo dell'acquisto e della detenzione di armi da fuoco da parte di privati (1978) Convenzione europea sulla protezione degli animali da macello (1979) Protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea sulla protezione degli animali nel trasporto internazionale (1979) Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa (1979) Convenzione europea sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento di minori e sul ristabilimento dell'affidamento (1980) Convenzione quadro europea sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali (1980) Accordo europeo sul trasferimento della responsabilità per i rifugiati (1980)

Ratifica

Priorità

A C C C C RS 0.351.21 RS 0.353.12 C C D A RS 0.452 RS 0.455 RS 0.211.230.01 RS 0.131.1 RS 0.142.305

Pagina

t£ °*

108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123

Convenzione per la protezione delle persone nell'ambito del trattamento automatizzato dei dati personali (1981) Protocollo aggiuntivo all'Accordo europeo concernente lo scambio di sostanze terapeutiche d'origine umana (1983) Protocollo aggiuntivo all'Accordo per l'importazione temporanea in franchigia doganale, come prestito gratuito e a scopi diagnostici o terapeutici, di materiale medicochirurgico e di laboratorio, destinato agli istituti sanitari (1983) Protocollo aggiuntivo all'Accordo europeo concernente lo scambio dei reagenti per la determinazione dei gruppi saguigni (1983) Convenzione sul trasferimento dei condannati (1983) Protocollo aggiuntivo al Protocollo all'Accordo europeo per la protezione delle trasmissioni televisive (1983) Protocollo n. 6 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali concernente l'abolizione della pena capitale (1983) Protocollo che emenda l'Accordo europeo sulla limitazione dell'impiego di taluni detersivi nei prodotti di lavatura e di pulitura (1983) Convenzione europea sul risarcimento delle vittime di infrazioni violente (1983) . . .

Protocollo n. 7 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (1984) Protocollo n. 8 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (1985) Convenzione europea sulle infrazioni relative ai beni culturali (1985) Convenzione europea sulla violenza e la brutalità degli spettatori durante le manifestazioni sportive e le partite di calcio (1985) Convenzione per la salvaguardia del patrimonio architettonico d'Europa (1985) . . .

Carta europea dell'autonomia locale (1985) Convenzione europea per la protezione degli animali vertebrati utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici (1986)

B RS 0.812.161.1 RS 0.631.244.551 RS 0.812.311 RS 0.343 C RS 0.101 D A RS 0.101.07 RS 0.101 C RS 0.415.3 B B A

Priorità

124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141

Convenzione europea sul riconoscimento della personalità giuridica delle organizzazioni internazionali non governative (1986) Convenzione europea sulla protezione degli animali da compagnia (1987) Convenzione europea sulla protezione contro la tortura e i trattamenti o le pene crudeli, inumane o degradanti (1987) Convenzione sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale Protocollo aggiuntivo alla Carta sociale europea Convenzione per l'applicazione dell'Accordo europeo del 17.10.80 concernente le cure mediche alle persone in soggiorno temporaneo Convenzione sulle operazioni insider Terzo Protocollo aggiuntivo al Protocollo all'Accordo europeo per la protezione delle trasmissioni televisive Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera Protocollo alla Convenzione sulle operazioni insider Protocollo alla Convenzione concernente l'elaborazione d'una Farmacopea europea Convenzione europea contro il doping Convenzione europea concernente taluni aspetti internazionali del fallimento Quinto Protocollo addizionale all'Accordo generale su i privilegi e le immunità del Consiglio d'Europa Convenzione europea per l'equivalenza generale dei periodi di studi universitari ...

Codice europeo di sicurezza sociale (riveduto) Protocollo n. 9 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali Convenzione sul riciclaggio di denaro sporco, individuazione, sequestro e confisca dei proventi del crimine

RS 0.192.111 A RS 0.106 D C B C RS 0.784.405 B RS 0.812.21 A C A RS 0.414.32 C A A

Pagina

Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

Quinto rapporto sulla posizione svizzera rispetto alle convenzioni del Consiglio d'Europa del 18 dicembre 1991

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Jahr

1992

Année Anno Band

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11

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91.081

Numéro d'affaire Numero dell'oggetto Datum

24.03.1992

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550-597

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