18.094 Messaggio concernente un credito quadro per il proseguimento del sostegno ai tre Centri ginevrini 2020­2023 del 7 dicembre 2018

Onorevoli presidenti e consiglieri, con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, un disegno di decreto federale concernente un credito quadro per il proseguimento del sostegno ai tre Centri ginevrini.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

7 dicembre 2018

In nome del Consiglio federale svizzero: Il presidente della Confederazione, Alain Berset Il cancelliere della Confederazione, Walter Thurnherr

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Compendio Per garantire il proseguimento del sostegno della Confederazione ai tre Centri ginevrini, con il presente messaggio viene chiesto alle Camere federali un credito quadro di 128 milioni di franchi per il periodo 2020­2023. I beneficiari del sostegno sono il Centro per la politica di sicurezza, il Centro internazionale per lo sminamento umanitario e il Centro per il controllo democratico delle forze armate.

Situazione iniziale Negli ultimi anni, il contesto in cui s'iscrive la politica di sicurezza ha preso una direzione che pone nuove sfide anche per la Svizzera e per la sicurezza della sua popolazione. Tale contesto è contraddistinto da conflitti sempre più complessi e più duraturi, un numero elevato di Stati fragili anche in regioni vicine a noi, tensioni crescenti tra le grandi potenze nonché nuove sfide in ambiti quali il terrorismo, i ciberattacchi e le guerre automatizzate. Si sono rafforzate anche le tendenze all'applicazione selettiva del diritto internazionale e al ricorso al «diritto del più forte».

Nei prossimi anni non sono quindi da prevedere grandi progressi a livello di diritto internazionale. Sarà necessario ricorrere a soluzioni pratiche e a conoscenze applicabili.

I tre Centri ginevrini costituiscono attori autonomi, riconosciuti a livello internazionale e ascoltati nei loro settori. La combinazione di partecipazione internazionale e stretto contatto con la Svizzera permette loro di operare come «intermediari leali» e di sfruttare le proprie conoscenze specifiche in modo efficace ed efficiente nell'interesse della Svizzera.

Contenuto del progetto Oggetto del presente messaggio è il decreto federale concernente il sostegno della Confederazione ai tre Centri ginevrini, che dispongono della competenza necessaria per elaborare e offrire soluzioni che rispondono a bisogni concreti in tre ambiti chiave: ­

il Centro per la politica di sicurezza (GCSP) promuove il dialogo politicosecuritario attraverso programmi di formazione e perfezionamento destinati a specialisti e dirigenti civili e militari internazionali con particolare attenzione alla globalizzazione della sicurezza. Organizza convegni, conferenze e incontri pubblici internazionali e sostiene processi di pace a vari livelli;

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il Centro internazionale per lo sminamento umanitario (GICHD) rafforza le capacità e le conoscenze specifiche di partner nazionali e internazionali in relazione alla rimozione delle mine e dei residuati bellici esplosivi e promuove la prevenzione della proliferazione di scorte di munizioni convenzionali e dei relativi incidenti;

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il Centro per il controllo democratico delle forze armate (DCAF) promuove il buongoverno efficace in un settore pubblico particolarmente sensibile sul

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piano politico, quello della sicurezza, contribuendo così alla prevenzione dei conflitti, al consolidamento della pace e allo sviluppo sostenibile.

Una valutazione esterna realizzata nel 2017­2018 conferma il riconoscimento globale dell'autorevolezza dei Centri nei loro settori e ne attesta la forte influenza sull'agenda internazionale.

Il credito quadro di 128 milioni di franchi richiesto è inferiore di un milione rispetto all'attuale credito quadro 2016­2019 (129 mio. fr.), ma supera di 6,3 milioni i fondi effettivamente spesi in questo periodo. Rispetto al piano finanziario 2020­2022 del 22 agosto 2018, ciò corrisponde a un aumento di 4 milioni di franchi (+3,2 %), compensato all'interno del preventivo del Dipartimento federale degli affari esteri.

Con i fondi del credito quadro, i Centri potranno portare avanti le loro attività, molto apprezzate, concentrandosi sui bisogni internazionali più urgenti. Il GCSP analizzerà gli sviluppi che potrebbero avere potenziali ripercussioni sulla sicurezza internazionale e rafforzerà ulteriormente le sue reti ad alto livello. Il GICHD perfezionerà i metodi e gli standard di sminamento e consoliderà la sua posizione nel settore della prevenzione della proliferazione di munizioni convenzionali e dei relativi incidenti. Il DCAF concentrerà il suo sostegno sugli Stati che devono far fronte a notevoli problemi di governance e non sono in grado in particolare di garantire una relazione disciplinata tra le forze di sicurezza e la popolazione.

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Indice Compendio

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Situazione iniziale e condizioni quadro 1.1 I tre Centri ginevrini 1.2 Cambiamenti significativi avvenuti durante la legislatura in corso 1.3 Principi ispiratori e interessi svizzeri 1.4 Peculiarità rispetto ad altri attori 1.5 Risultati della valutazione esterna 1.6 Adempimento dei mandati del messaggio 2016­2019 1.7 Rapporto con il programma di legislatura

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I tre Centri ginevrini: mandato e priorità 2020­2023 2.1 Mandati e priorità comuni ai tre Centri 2.2 Centro per la politica di sicurezza ­ Ginevra (GCSP) 2.3 Centro internazionale per lo sminamento umanitario ­ Ginevra (GICHD) 2.4 Centro per il controllo democratico delle forze armate ­ Ginevra (DCAF) 2.5 Importanza della Maison de la Paix per i Centri e per Ginevra

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Governance e gestione del contributo della Confederazione 3.1 Quadro giuridico dei Centri ginevrini 3.2 Gestione a livello di Confederazione 3.3 Gestione a livello dei Centri 3.4 Valutazione esterna

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Contenuto del decreto federale 4.1 Sguardo retrospettivo sul decreto precedente 4.2 Proposta del Consiglio federale 4.3 Volume del credito quadro 4.4 Ripartizione delle risorse fra i tre Centri ginevrini 4.5 Aumento del finanziamento mediante mezzi di terzi 4.6 Durata del credito quadro 4.7 Stima del rincaro

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Ripercussioni 5.1 Ripercussioni per la Confederazione 5.2 Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni 5.3 Ripercussioni per l'economia 5.4 Ripercussioni per la società 5.5 Altre ripercussioni

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Aspetti giuridici 6.1 Costituzionalità, legalità e forma dell'atto 6.2 Subordinazione al freno alle spese 6.3 Conformità alla legge sui sussidi

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Allegato: Rapporto sull'attività dei Centri ginevrini 2016­2019

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Decreto federale concernente un credito quadro per il proseguimento del sostegno ai tre Centri ginevrini 2020­2023 (Disegno)

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Messaggio 1

Situazione iniziale e condizioni quadro

1.1

I tre Centri ginevrini

Sullo sfondo degli sviluppi nell'ambito della politica estera e di sicurezza, tra il 1995 e il 2000 la Confederazione ha istituito a Ginevra tre centri destinati a sostenere la comunità internazionale in alcuni settori specifici. Con questa iniziativa, la Svizzera intende contribuire a un ordine internazionale pacifico e giusto, in linea con quanto previsto nell'articolo 2 della Costituzione federale 1.

I tre Centri ginevrini comprendono il Centro per la politica di sicurezza (Geneva Centre for Security Policy, GCSP), il Centro internazionale per lo sminamento umanitario (Geneva International Centre for Humanitarian Demining, GICHD) e il Centro per il controllo democratico delle forze armate (Geneva Centre for the Democratic Control of Armed Forces, DCAF). I Centri sono fondazioni di diritto privato svizzero, istituite dalla Confederazione e da Stati esteri (per maggiori dettagli sull'impostazione tematica dei Centri cfr. n. 2).

Dal 2014 i tre Centri hanno sede nella Maison de la Paix a Ginevra, che si trova nelle immediate vicinanze della sede delle Nazioni Unite. L'edificio ospita anche l'Istituto di alti studi internazionali e sullo sviluppo (IHEID) e altre organizzazioni non governative, il che ha permesso di creare un punto focale per la politica estera e di sicurezza a livello sia spaziale sia tematico.

1.2

Cambiamenti significativi avvenuti durante la legislatura in corso

Durante gli scorsi anni la situazione a livello internazionale ha subito un'evoluzione in una direzione che pone nuove sfide anche per la Svizzera e la sicurezza della sua popolazione. L'annessione della penisola di Crimea ha evidenziato una volta di più che anche in Europa è nuovamente possibile spostare le frontiere internazionali con la violenza. Si sono rafforzate anche le tendenze autoritarie e quelle all'applicazione del «diritto del più forte» nelle relazioni internazionali, al riconoscimento selettivo del quadro giuridico internazionale, alla desolidarizzazione e all'abbandono dell'ordine multilaterale a livello internazionale. Inoltre, nelle situazioni di conflitto, la popolazione civile diventa l'obiettivo prioritario, sia mediante attentati terroristici, sia mediante misure mirate d'intimidazione o di epurazione che provocano movimenti migratori. Il perdurare di conflitti armati e le ripercussioni di vecchi conflitti ostacolano il ritorno dei profughi e degli sfollati e impediscono uno sviluppo soste-

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nibile. La strategia di politica estera 2016­20192 e il rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera 20163 illustrano questi cambiamenti in modo circostanziato.

Le nuove tendenze e i nuovi sviluppi richiedono nuove soluzioni, che la comunità internazionale deve tuttavia ancora elaborare. Per poter attuare efficacemente nuove strategie che rispondano ai bisogni sono quindi necessari una buona dose di adattamento, capacità di analisi ed esperienza.

Nei loro settori, i Centri ginevrini possono contribuire in maniera determinante a far fronte a queste sfide. La valutazione esterna realizzata nel 2017­2018 conferma che, nel proprio ambito, ciascuno dei tre Centri è riconosciuto a livello internazionale ed è in grado di fornire contributi di alta qualità e corrispondenti ai bisogni, sostenendo così gli obiettivi della politica estera e di sicurezza svizzera (cfr. n. 1.5).

1.3

Principi ispiratori e interessi svizzeri

Grazie alla loro struttura istituzionale, i tre Centri ginevrini vantano una posizione particolare: la combinazione di fondazione di diritto privato e partecipazione internazionale a livello governativo permette loro di avere margini di manovra di cui non dispongono né gli attori ufficiali né le organizzazioni non governative.

Fin dall'inizio la Svizzera ha insistito sul fatto che i Centri ginevrini dovevano contribuire alla politica estera e di sicurezza, promuovere la cooperazione internazionale e la prevenzione dei conflitti, concorrere al rafforzamento e all'attuazione del diritto internazionale e rappresentare il contributo svizzero al Partenariato per la pace (PPP). Anche l'attuazione attiva e la concretizzazione delle iniziative svizzere attraverso i Centri è nell'interesse della Confederazione. Il Consiglio federale intende continuare a sfruttare questo canale speciale in settori importanti della politica estera e di sicurezza svizzera, promuovendo soluzioni pratiche che facciano leva su vari approcci, in funzione dei bisogni:

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per quanto riguarda la formazione e il perfezionamento di specialisti e dirigenti civili e militari svizzeri e stranieri, si tratta di promuovere in modo mirato il consolidamento delle conoscenze e delle capacità in base alle esigenze locali e di rafforzare le reti di contatti;

­

lo sviluppo, la diffusione, la promozione e l'attuazione di approcci collaudati (best practice), ad esempio in materia di gestione delle crisi, sminamento o controllo democratico delle forze di sicurezza, rafforzano il rispetto delle norme e degli standard internazionali, sostenendo così uno sviluppo pacifico e sostenibile;

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proprio gli sviluppi più recenti a livello internazionale evidenziano la necessità di adattare continuamente le misure e di riflesso la prassi ai bisogni.

Grazie alla loro posizione, i tre Centri ginevrini godono di una posizione

www.dfae.admin.ch > Il DFAE > Strategia e attuazione della politica estera > Strategia di politica estera 2016­2019 FF 2016 6979

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privilegiata e sono in grado di riconoscere precocemente i cambiamenti nonché di elaborare e sperimentare misure corrispondenti.

I contributi svizzeri al GICHD e al DCAF sono riconosciuti come aiuto pubblico allo sviluppo in base ai criteri del Comitato per l'aiuto allo sviluppo dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

1.4

Peculiarità rispetto ad altri attori

Tra le caratteristiche dei prodotti e servizi dei tre Centri ginevrini figura anche il fatto che operano in settori diversi rispetto ad altri partner della Confederazione. Il GCSP si distingue così da una scuola universitaria o un istituto di ricerca in materia di politica di sicurezza (p. es. il Center for Security Studies del PFZ): non è infatti attivo nella ricerca e nell'insegnamento a livello accademico né si considera un centro accademico di analisi. Mediante offerte di perfezionamento a livello dirigenziale in ambito pubblico (governi, organizzazioni internazionali) e privato (imprese, organizzazioni non governative) contribuisce piuttosto allo sviluppo delle capacità e del know-how.

Il GICHD trasforma le decisioni politiche della comunità internazionale in materia di sminamento in soluzioni praticabili e standard universali per gli Stati interessati e le organizzazioni che operano sul campo. Svolge così una funzione complementare a quella operativa dell'Agenzia delle Nazioni Unite per l'azione contro le mine (UNMAS) o a quella di organizzazioni della società civile o di organizzazioni territoriali attive a livello locale.

Il DCAF presta consulenza specifica ai governi per stabilizzare e sancire la legittimità delle loro organizzazioni di sicurezza, avvalendosi sia di lavori di ricerca pluriennali sia di esperienze maturate sul campo. Nessun'altra organizzazione, né a Ginevra né nel resto d'Europa, dispone di tale competenza in questi ambiti chiave.

1.5

Risultati della valutazione esterna

In base al decreto federale del 24 settembre 20154 concernente un credito quadro per il proseguimento del sostegno ai tre Centri ginevrini 2016­2019, la Confederazione ha nuovamente sottoposto i tre Centri ginevrini a una valutazione esterna per verificare la rilevanza, l'efficacia, l'efficienza e la sostenibilità dei contributi federali. Questa valutazione è stata condotta nel 2017­2018 e si è conclusa nel mese di maggio del 2018. Il mandato per la sua esecuzione è stato assegnato mediante bando, conformemente all'ordinanza dell'11 dicembre 19955 sugli acquisti pubblici.

Il risultato della valutazione conferma il riconoscimento a livello mondiale dell'autorevolezza dei Centri nei loro settori e ne certifica l'operato, imperniato sull'attualità e sensibile alle sfide securitarie. Il risultato conferma anche la corrispondenza tra l'orientamento strategico di tutti e tre i Centri e gli interessi della Svizzera in materia 4 5

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di politica estera e di sicurezza. Sulla scena internazionale, i Centri godono di un'immagine molto positiva come centri «svizzeri»: sono infatti associati a valori svizzeri come l'imparzialità e l'indipendenza, la tradizione umanitaria e prodotti di alta qualità.

Per quanto riguarda la gestione, la rilevanza, l'efficacia e l'efficienza, la valutazione mostra il livello molto elevato raggiunto da tutti e tre i Centri e raccomanda soprattutto adeguamenti istituzionali in vista di uno sviluppo aziendale sostenibile. Le raccomandazioni (rafforzamento istituzionale dopo una fase di crescita, ulteriore potenziamento dell'orientamento all'efficacia e ai risultati, utilizzazione strategica delle strutture di governance) sono state accolte sia dal Comité de pilotage interdipartimentale sia dai Centri e saranno attuate nel periodo 2020­2023 (cfr. n. 2).

1.6

Adempimento dei mandati del messaggio 2016­2019

Con la decisione del 24 settembre 2015, il Parlamento ha assegnato ai Centri ginevrini obiettivi specifici per la legislatura. Benché quest'ultima non sia ancora terminata, attualmente si delineano le seguenti tendenze.

Finanziamento mediante mezzi di terzi: per la legislatura in corso i Centri sono esortati a diversificare le loro fonti di finanziamento. L'obiettivo per il periodo del credito quadro 2016­2019 è di raggiungere una quota di mezzi di terzi pari al 15 per cento per il GCSP, al 25 per cento per il GICHD e al 45 per cento per il DCAF.

Come conferma la valutazione esterna, l'analisi dei conti chiusi finora (2016, 2017) e della pianificazione del preventivo in corso (2018) mostra che i Centri hanno raggiunto i valori limite fissati o dovrebbero raggiungerli prossimamente: considerando sia i contributi di base della Svizzera sia quelli destinati ai progetti, il finanziamento mediante mezzi di terzi si aggira sul 20 per cento per il GCSP, sfiora il 30 per cento per il GICHD ed è compreso tra il 40 e il 45 per cento per il DCAF; se si considerano solo i contributi di base, già oggi la quota di mezzi di terzi supera il 20 per cento per il GCSP, si aggira sul 32 per cento per il GICHD ed è già del 47 per cento per il DCAF. Stando alle stime attuali, l'obiettivo fissato dal Parlamento sarà raggiunto per tutti e tre i Centri.

Sfruttamento delle sinergie e strategie comuni all'interno della Maison de la Paix: per la legislatura in corso, il Parlamento ha chiesto di destinare almeno 1,4 milioni di franchi all'anno del credito quadro a progetti comuni all'interno della Maison de la Paix. Nell'aprile del 2016 i Centri hanno così pubblicato la strategia comune Maison de la Paix: Multiplying impact for the benefit of peace, security and sustainable development che rappresenta la base per garantire ai partner un sostegno comune in funzione delle esigenze, sviluppare approcci globali e soluzioni innovative nonché rafforzare l'influenza della Maison de la Paix quale punto d'incontro. I lavori congiunti realizzati dal GICHD e dal DCAF in collaborazione con l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) hanno ad esempio permesso di individuare una soluzione nettamente più sostenibile alla problematica delle mine e dei residuati bellici esplosivi in Ucraina favorendo una partecipazione più attiva delle autorità ucraine e considerando il problema dal profilo del buongoverno. Come conferma anche la valutazione esterna, finora lo sfruttamento delle sinergie e l'ela1051

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borazione di strategie comuni chiesti dal Parlamento sono stati conformi alle aspettative. La valutazione ribadisce tuttavia anche che lo sfruttamento delle sinergie funziona soprattutto dove è concepito come un'opportunità dai collaboratori dei Centri ed è cercato proattivamente.

Orientamento all'efficacia e ai risultati: nella fase di preparazione del messaggio sulla legislatura in corso, la Confederazione ha posto quale obiettivo per i Centri una gestione globale improntata all'efficacia e ai risultati a livello contenutistico e istituzionale. Il GICHD ha già adottato questo modello con la strategia 2015­2018 e lo mantiene con la strategia 2019­2022. Il DCAF ha adottato l'orientamento all'efficacia e ai risultati con l'introduzione, dal 2014 al 2017, di un sistema di gestione fondato sui risultati; dal 2017 ogni anno il Centro presenta un rapporto completo sul suo operato (performance report), apprezzato dai Paesi donatori quale espressione concreta dell'adempimento dell'obbligo di rendiconto e destinato a costituire una base importante per la sua gestione strategica futura. Il GCSP ha integrato il principio nella propria gestione dei progetti e nel piano di studi e insegna approcci interdisciplinari per supervisionare e valutare i programmi volti a consolidare la pace o inseriti nel contesto della sicurezza e dello sviluppo. A livello aziendale tale principio non è ancora stato introdotto completamente. Come ha confermato anche la valutazione esterna, l'adozione di questo nuovo modello di gestione è un processo pluriennale non ancora concluso.

Obiettivi di promozione individuali: nel 2015 il Parlamento ha attribuito ai Centri altri obiettivi individuali: ­

il GCSP è stato esortato ad ampliare la comunità GCSP e a rafforzare le reti di contatti. Questo obiettivo è stato raggiunto con il varo della Global Fellowship Initiative, rivolta in particolare a ex studenti attivi ad alto livello (in parte a livello ministeriale), e il passaggio, dall'ultimo messaggio, da circa 4000 a oltre 7000 ex studenti;

­

il GICHD è stato invitato a promuovere gli scambi tra il settore dello sminamento e settori affini della sicurezza umana. Questo obiettivo è stato raggiunto ad esempio mediante il partenariato con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo e l'analisi dettagliata del contributo dello sminamento allo sviluppo sostenibile;

­

il DCAF è stato invitato a rafforzare, sulla scia del potenziamento del suo profilo tematico, le strutture gestionali e di governance. Nel 2017 il DCAF ha avviato un ammodernamento e un rafforzamento delle strutture gestionali. Al tempo stesso l'Ufficio, in rappresentanza del Consiglio di fondazione, in collaborazione con la Direzione ha provveduto ad aggiornare gli statuti rispettando i principi del diritto federale sulle fondazioni, allo scopo di consolidare le strutture di governance conformemente al mandato del Parlamento.

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1.7

Rapporto con il programma di legislatura

Nel messaggio del 27 gennaio 20166 sul programma di legislatura 2015­2019 il Consiglio federale ha ribadito la volontà di rafforzare la Ginevra internazionale nell'ambito dell'impegno della Svizzera a favore della collaborazione internazionale e dello sviluppo del suo ruolo di Paese ospitante di organizzazioni internazionali (indirizzo politico 2, obiettivo 10). Il presente messaggio si rifà a tale indirizzo politico.

2

I tre Centri ginevrini: mandato e priorità 2020­2023

Il Consiglio federale intende continuare a sostenere i tre Centri poiché essi agiscono favorendo gli interessi della Svizzera in materia di politica estera e di sicurezza.

Potendo contare su una competenza preziosa in materia di architetture di sicurezza in Europa e in altre regioni del mondo oltre che negli ambiti dell'estremismo e del terrorismo, della radicalizzazione, della cibersicurezza, della sicurezza dell'informazione, della prevenzione e della trasformazione dei conflitti, i tre Centri rafforzano la Ginevra internazionale quale polo caratterizzato dalla massima densità di competenze specialistiche nel campo della politica estera e di sicurezza e delle questioni umanitarie.

2.1

Mandati e priorità comuni ai tre Centri

Strumenti della politica estera e di sicurezza svizzera I Centri ginevrini allineeranno regolarmente il loro orientamento strategico agli interessi della Svizzera. Essendo centri indipendenti esposti alla concorrenza internazionale, dispongono di un certo margine di manovra. Devono tuttavia continuare a incarnare i valori associati generalmente alla Svizzera, segnatamente l'imparzialità e il pragmatismo nonché le tradizioni e i valori umanitari. D'altro canto devono adattarsi continuamente al contesto in rapida evoluzione in cui si inseriscono la politica estera e la politica di sicurezza, senza tuttavia trascurare le tendenze globali.

La gestione strategica e finanziaria e il coordinamento dei contributi svizzeri ai Centri da parte del Comité de pilotage interdipartimentale garantiscono scambi intensi tra la Confederazione e i Centri nonché la coerenza nell'impiego dei fondi stanziati dalla Confederazione. In proposito, a medio termine il Comité de pilotage avvierà un processo volto a elaborare una strategia che assicuri la tutela degli interessi superiori della Confederazione fino alla seconda metà degli anni 2020.

Definizione di priorità e rafforzamento della complementarietà I Centri affineranno ulteriormente il potenziale di prestazioni complementari sia all'interno sia all'esterno della Maison de la Paix. I consigli di fondazione, gli uffici e gli organi consultivi (Advisory Boards) contribuiscono a identificare tale potenzia6

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le, a trarne le priorità e a sfruttarlo. Il raggruppamento dei Centri e di altri partner all'interno e all'esterno della Maison de la Paix genera un valore aggiunto. È nell'interesse della Confederazione che le forze siano unite e impiegate risparmiando risorse. I Centri sono pertanto incaricati di documentare chiaramente le prestazioni complementari in rapporti finanziari e rendiconti, completandoli con una valutazione qualitativa, compresa l'eventuale necessità di correttivi.

Gestione improntata all'efficacia e ai risultati La gestione improntata all'efficacia e ai risultati resta una priorità per il Consiglio federale. È un punto su cui bisognerà continuare a lavorare anche nei prossimi anni.

Alla fase di introduzione degli strumenti necessari dovrà subentrare una fase di consolidamento e miglioramento continuo in funzione del grado di avanzamento dei lavori e delle esperienze fatte da ogni singolo Centro, senza mettere a repentaglio le capacità operative e la flessibilità dei Centri ginevrini sul piano del contenuto.

Finanziamento sostenibile e diversificato Al Consiglio federale sta infine a cuore la solidità finanziaria a lungo termine dei Centri. Anche in futuro sono infatti da prevedere fluttuazioni nei contributi dei donatori internazionali, dal momento che spesso si impegnano per un periodo limitato e su attività e progetti specifici. Assumendo i costi della governance e dell'amministrazione e provvedendo al tempo stesso affinché i Centri operino in modo parsimonioso anche in questi settori, la Svizzera può influenzare la loro impostazione.

Il Consiglio federale incoraggia comunque i Centri a cercare nuove fonti di finanziamento. Conformemente alla decisione sulle riforme strutturali presa dal Consiglio federale l'8 novembre 2017, alla fine del 2023 la quota di mezzi di terzi sul bilancio complessivo rispetto al contributo di base della Svizzera dovrà essere almeno del 25 per cento per il GCSP (finora 15 %), del 35 per cento per il GICHD (finora 25 %) e del 50 per cento per il DCAF (finora 45 %).

2.2

Centro per la politica di sicurezza ­ Ginevra (GCSP)

Mandato Il Centro per la politica di sicurezza di Ginevra (Geneva Centre for Security Policy, GCSP) è stato istituito nel 1995 come centro internazionale per la formazione continua. Dal punto di vista giuridico il centro è organizzato come fondazione. Nel 2018 conta 68 collaboratori e presenta un bilancio annuale di 14,4 milioni di franchi (di cui il 20 % circa è finanziato mediante mezzi di terzi). Del Consiglio di fondazione fanno parte 52 Stati e il Cantone di Ginevra.

Il GCSP offre un articolato programma di corsi di formazione continua per esperti e dirigenti e un forum nel quale le persone interessate alla politica estera e di sicurezza internazionale possono scambiarsi opinioni e stabilire una rete di contatti: si tratta insomma di un istituto di formazione, un'accademia per la difesa, una scuola per i quadri del settore privato e una piattaforma di dialogo al tempo stesso. I suoi servizi sono riconosciuti come importanti contributi della Svizzera al Partenariato per la pace (PPP). Rappresentanti civili e militari di alto rango degli Stati come pure esper1054

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ti internazionali confermano che la partecipazione a corsi e programmi del GCSP ha avuto un impatto positivo sulla loro carriera professionale. La valutazione esterna condotta nel 2018 ha riconfermato l'ottima reputazione a livello internazionale, le ampie conoscenze tecniche e specialistiche dei collaboratori nonché la reputazione internazionale del Centro.

Priorità 2020­2023 Conservare le solide basi acquisite Il Centro manterrà l'offerta di corsi di lunga durata (fino a otto mesi) e di altri più brevi (pochi giorni) e intensificherà ulteriormente i partenariati esistenti, continuando a concentrarsi sulla sua attività metodologica principale: la formazione e il perfezionamento in materia di politica di sicurezza destinati a un pubblico di specialisti e dirigenti internazionali che influenzano la politica di sicurezza nel mondo. Il GCSP misura la sostenibilità della sua offerta di corsi ed effettua regolarmente analisi complete del contesto accademico e della concorrenza al suo interno. Queste misure costituiscono la base dei processi strategici a medio termine (2020­2030).

Rafforzare gli organi della fondazione Il Consiglio federale è determinato a far sì che, nel contesto in rapida evoluzione in cui si muove il GCSP, gli organi della fondazione del Centro siano integrati ancora di più nei processi strategici e possano fornire impulsi comprendenti anche aspetti istituzionali come la formazione, lo sviluppo aziendale e il marketing. Grazie alla sua posizione speciale negli organi della fondazione, la Confederazione sosterrà il GCSP nell'attuazione delle misure necessarie in seno agli organi e nello sfruttamento delle competenze negli organi idonei. Al tempo stesso il Consiglio di fondazione dovrà essere rafforzato per consentirgli di migliorare ulteriormente l'analisi critica dei rischi nei rapporti d'attività.

Orientare l'attività sulle nuove sfide in materia di politica di sicurezza Nell'ambito del suo mandato, il GCSP dovrà anticipare e analizzare costantemente le nuove sfide in materia di politica di sicurezza e affrontare i bisogni di formazione concreti degli Stati, delle organizzazioni internazionali e della società civile nonché dell'economia privata. Sul piano tematico svolgeranno un ruolo importante nuovi settori come la dimensione securitaria dell'intelligenza artificiale, della robotica e della cibersicurezza nonché gli sviluppi nell'ambito della sicurezza regionale e il controllo degli armamenti. Parallelamente occorrerà continuare ad ampliare la rete di contatti del GCSP, in particolare rafforzando la Global Fellowship Initiative (GFI) e allargando la rete di ex studenti.

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2.3

Centro internazionale per lo sminamento umanitario ­ Ginevra (GICHD)

Mandato Il Centro internazionale per lo sminamento umanitario di Ginevra (Geneva International Centre for Humanitarian Demining, GICHD) è stato istituito nel 1998 e oggi conta 65 collaboratori. Il bilancio annuale ammonta a circa 15 milioni di franchi, di cui quasi il 30 per cento è finanziato mediante mezzi di terzi. Attualmente il Consiglio di fondazione riunisce 22 Stati (Paesi donatori e Paesi beneficiari), l'Unione europea e l'UNMAS.

Il ruolo del GICHD consiste nel fungere da anello di collegamento tra il livello normativo e il lavoro operativo in materia di sminamento e gestione delle munizioni.

In qualità di organizzazione di esperti, il Centro promuove la rimozione delle mine, delle munizioni a grappolo e dei residuati bellici esplosivi, conformemente ai principi umanitari. In questo modo salva vite umane, consente il ritorno dei profughi e favorisce uno sviluppo pacifico e sostenibile. Le conclusioni della valutazione esterna dei tre Centri ginevrini confermano la leadership incontestata del GICHD a livello di competenza tecnica, analisi e formazione continua in materia di sminamento.

Priorità 2020­2023 Consolidare le solide basi acquisite Il GICHD rafforzerà gli standard nazionali e internazionali, perfezionerà i metodi di sminamento e promuoverà il dialogo tra i Paesi interessati, i Paesi donatori, le organizzazioni regionali e internazionali nonché i partner che operano sul campo. Data la crescente complessità tecnica delle operazioni di sminamento, i contesti sempre più spesso urbani e, a causa dei conflitti persistenti, vicino a zone di conflitto aperto, il GICHD dovrà sviluppare nuove strategie, metodi e strumenti. In molti Paesi il suo lavoro consiste anche nell'attuare le convenzioni internazionali sulle mine antiuomo, le munizioni a grappolo e altri residuati bellici esplosivi. A tal fine, il GICHD continuerà a ospitare le segreterie della Convenzione sulle mine antiuomo 7 e della Convenzione sulle munizioni a grappolo8.

Gestione sostenibile delle nuove tematiche Gli Stati e le organizzazioni internazionali chiedono al GICHD soluzioni globali ai problemi legati alle mine, alle munizioni convenzionali e ai residuati bellici esplosivi. Questo obiettivo richiede sempre più l'offerta di consulenza sulla gestione sicura e protetta delle munizioni. In seguito segnatamente all'esplosione nel deposito di Mitholz, nel 1947, la Svizzera ha subito direttamente gli effetti devastanti e durevoli di una gestione non sicura delle munizioni. Di fronte all'invecchiamento dei depositi di munizioni in molti Paesi e alla frequente inesistenza di basi istituzionali per una gestione sostenibile, soprattutto negli Stati fragili, l'urgenza di trovare soluzioni è 7 8

Convenzione del 18 settembre 1997 sul divieto dell'impiego, del deposito, della fabbricazione e del trasferimento delle mine antiuomo e sulla loro distruzione, RS 0.515.092 Convenzione del 30 maggio 2008 sulle munizioni a grappolo, RS 0.515.093

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destinata ad acuirsi sensibilmente. Il GICHD affronterà questa tematica sviluppando competenze in questo campo a complemento delle attività di sminamento. Al tempo stesso a medio termine il GICHD intende creare una piattaforma internazionale di consulenza e coordinamento in materia di gestione delle munizioni. La gestione sicura e protetta delle munizioni sarà così inserita tra le tematiche affrontate a Ginevra e beneficerà della competenza tecnica del GICHD.

Per poter offrire ai Paesi interessati soluzioni globali a lungo termine, nei prossimi anni il GICHD realizzerà anche i primi studi di fattibilità sulle possibilità di cooperazione nel campo delle armi di piccolo calibro. Il GICHD amplierà così la complementarietà con i partner, anche e soprattutto all'interno della Maison de la Paix.

Piccoli adeguamenti istituzionali laddove necessario Portando avanti l'introduzione e il consolidamento della gestione incentrata sull'efficacia e i risultati, rispondendo alla domanda accresciuta dei prodotti, dei servizi e delle soluzioni del Centro nonché sviluppando ulteriormente la tematica della gestione delle munizioni, il GICHD apporterà adeguamenti istituzionali nell'ambito delle risorse disponibili.

2.4

Centro per il controllo democratico delle forze armate ­ Ginevra (DCAF)

Mandato Il Centro per il controllo democratico delle forze armate di Ginevra (Geneva Centre for the Democratic Control of Armed Forces, DCAF) è stato istituito nell'ottobre del 2000. Il Consiglio di fondazione conta attualmente 62 Stati membri a cui si aggiungono il Cantone di Ginevra e sei osservatori permanenti. Con più di 170 collaboratori e un bilancio annuo di circa 29 milioni di franchi (di cui il 47 % circa è finanziato mediante mezzi di terzi) il DCAF è il più grande dei tre Centri ginevrini.

Il Centro collabora con tutti gli attori appartenenti al settore della sicurezza (tra cui le forze armate, la polizia, la giustizia penale e i suoi organi esecutivi, i servizi che si occupano della protezione delle frontiere, i servizi delle attività informative e i ministeri competenti). Il DCAF contribuisce a far sì che gli Stati garantiscano la sicurezza interna ed esterna in un modo efficace, capace di tenere conto dei bisogni dei cittadini, legittimato democraticamente e rispettoso dei diritti umani. La valutazione completata nel 2018 evidenzia l'importanza e la sostenibilità del Centro, ma al tempo stesso ribadisce la necessità di adeguamenti istituzionali. Nel 2016­2017 il Controllo federale delle finanze ha inoltre svolto un audit del DCAF. I risultati dell'audit confermano la necessità, dopo una fase di forte crescita, di rafforzare la vigilanza finanziaria da parte sia del Centro stesso sia della Confederazione allo scopo di aumentare l'efficienza e di adeguare tale sorveglianza alle attuali dimensioni del DCAF. Il Centro ha già avviato gli adeguamenti con il processo di gestione del cambiamento varato nel 2017.

1057

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Priorità 2020­2023 Definizione di priorità e sostegno agli Stati fragili Durante la prossima legislatura il Centro continuerà a prestare consulenza agli Stati in materia di ristrutturazione e legittimazione democratica delle forze armate e delle forze di sicurezza. In primo piano figura la promozione della responsabilità dei singoli Stati. Il DCAF sosterrà in particolare gli Stati fragili durante la fase di creazione e ristrutturazione delle istituzioni nel settore della sicurezza. Favorirà infine il rafforzamento del quadro giuridico e politico, a livello bilaterale e multilaterale, in quanto organizzazione imparziale composta da esperti. In questo contesto, la comunità dei donatori potrà continuare a beneficiare della consulenza e della funzione di coordinamento dell'International Security Sector Advisory Team, uno strumento molto flessibile, utilizzabile su scala globale per sostenere la comunità internazionale in modo rapido e non burocratico.

Queste attività tengono conto del fatto che la sicurezza o l'insicurezza non tocca allo stesso modo uomini e donne. Il DCAF darà pertanto particolare importanza, nel suo operato, alla sensibilizzazione di tutti gli attori del settore della sicurezza in merito alle specificità di genere. Al tempo stesso presterà attenzione affinché la rappresentanza di genere sia rafforzata ulteriormente anche al suo interno, in particolare a livello dirigenziale.

Consolidare l'organizzazione delle strutture e dei processi Dopo la creazione e la rapida crescita del Centro durante i primi 15 anni, nel 2017 il DCAF ha avviato un processo di riforma istituzionale volto ad ammodernare le strutture e i processi organizzativi e operativi. Il processo di riforma istituzionale del DCAF sarà sostanzialmente completato entro la fine del 2019. A esso subentrerà immediatamente un processo di consolidamento e adattamento continuo dell'organizzazione alle esigenze di una crescita sostenibile.

Rafforzare gli organi della fondazione e diversificare le fonti di finanziamento Il processo in corso di ammodernamento del DCAF comprende anche le strutture di governance del Centro. La posizione del Consiglio federale, secondo cui il Consiglio di fondazione e l'Ufficio dovrebbero assumere un ruolo ancora più importante nell'ambito dell'orientamento strategico del DCAF, è condivisa dagli altri Paesi. La valutazione condotta nel 2018 lo ribadisce, raccomandando un uso più strategico degli organi della fondazione. La base sarà un'analisi completa della situazione che verificherà in particolare le condizioni che finora hanno favorito od ostacolato le riforme nel settore della sicurezza e in che modo si può tenere conto delle prospettive del Sud del mondo in maniera più completa e sistematica.

2.5

Importanza della Maison de la Paix per i Centri e per Ginevra

Al ruolo dei tre Centri ginevrini è strettamente associato quello della Maison de la Paix, inaugurata a Ginevra nel 2014. Oltre ai tre Centri, la Maison de la Paix ospita anche l'IHEID nonché partner più piccoli, come lo Small Arms Survey e Interpeace.

1058

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L'IHEID è il proprietario dell'edificio, mentre i Centri ginevrini sono inquilini. Il trasferimento dei Centri nella Maison de la Paix ha permesso loro di accedere a un polo di competenza per la politica estera e di sicurezza unico nel suo genere in Europa. La vicinanza fisica di diverse organizzazioni accresce l'efficienza e consente di sviluppare approcci globali, innovativi e ben coordinati. La Maison de la Paix è nota anche come «Silicon Valley della pace».

Tale definizione si basa sulla strategia comune dei tre Centri per la Maison de la Paix, pubblicata nell'aprile 2016, che ha già dato vita a varie iniziative congiunte ­ tra cui figurano il Gender and Diversity Hub volto a rafforzare la concentrazione sugli aspetti di genere nella politica in materia di pace e di sicurezza, l'International Security Forum 2016 indirizzato a rappresentanti governativi, diplomatici, membri dell'esercito e privati, e la Geneva Peace Week con forum politici intersettoriali ­ e ha portato alla creazione del Sustainable Development Goals Hub che mira a sfruttare le sinergie tra le organizzazioni delle Nazioni Unite e quelle non governative per attuare l'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile. Iniziative congiunte del genere dovranno essere realizzate anche in futuro.

3

Governance e gestione del contributo della Confederazione

3.1

Quadro giuridico dei Centri ginevrini

I tre Centri ginevrini sono fondazioni ai sensi del diritto svizzero (art. 80 e segg. del Codice civile9) e sottostanno all'autorità federale di vigilanza sulle fondazioni (Dipartimento federale dell'interno, DFI). Come previsto dal diritto in materia, ogni Centro ha i suoi organi statutari. Tra di essi figurano il Consiglio di fondazione, cui compete la gestione strategica, e il cosiddetto Ufficio, responsabile della gestione operativa.

Fanno parte di questi organi rappresentanti dei Paesi membri ed esperti. Conformemente al diritto svizzero, l'ufficio di revisione esterno previsto dallo statuto controlla la contabilità e la presentazione dei conti della fondazione e sottopone al Consiglio di fondazione la relazione di revisione annuale. L'autorità di vigilanza sulle fondazioni del DFI verifica a sua volta la conformità di questa relazione al diritto svizzero delle fondazioni. Di tanto in tanto, gli statuti dei Centri devono essere adeguati all'evoluzione della politica estera e di sicurezza.

3.2

Gestione a livello di Confederazione

L'impiego dei contributi svizzeri è coordinato dal Comité de pilotage istituito nel 2003 dal Consiglio federale. In applicazione dell'approccio che prevede la cooperazione interdipartimentale (Whole of Government Approach), vi sono rappresentati il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE; Divisione Sicurezza umana, Divisione Politica di sicurezza, Missione permanente della Svizzera a Ginevra e DSC) 9

RS 210

1059

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nonché il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS; Segreteria generale del DDPS e Stato maggiore dell'esercito, Relazioni internazionali Difesa). I suoi compiti, le sue competenze e le sue responsabilità sono definiti in un capitolato d'oneri.

Il Comité de pilotage è responsabile integralmente del controllo e della gestione dei contributi federali ai tre Centri. Fissa gli obiettivi strategici, verifica l'impiego conforme dei mezzi e impartisce direttive ai membri svizzeri dei Consigli di fondazione.

La Confederazione conclude con i singoli Centri contratti quadro quadriennali e convenzioni sulle prestazioni annuali, che disciplinano le modalità della collaborazione e l'obbligo di fornire un rendiconto operativo e finanziario. I contratti quadro definiscono la cooperazione nelle sue linee generali, mentre le convenzioni si concentrano sulle prestazioni attese annualmente.

3.3

Gestione a livello dei Centri

Per difendere e far valere i propri interessi in ogni Centro, la Confederazione dispone dei seguenti strumenti: ­

rappresentanza privilegiata negli organi decisionali dei Centri (Consiglio di fondazione e Ufficio): in base agli statuti la Svizzera è l'unico partner ad avere diritto a nominare più rappresentanti nei Consigli di fondazione e a contare più di un membro negli Uffici;

­

stipula del contratto quadro quadriennale sui contributi svizzeri, che definisce i punti essenziali nonché i fondi stanziati dalla Svizzera;

­

stipula della convenzione sulle prestazioni annuale, che definisce concretamente le prestazioni da fornire;

­

diritto di proporre i candidati alla presidenza dei Consigli di fondazione;

­

partecipazione al processo di selezione dei direttori dei Centri.

I contratti quadro e le convenzioni sulle prestazioni mettono in primo piano la priorità che i rendiconti devono dare ai risultati (gestione e rendiconti incentrati sui risultati). I contratti disciplinano anche l'obbligo di rendiconto per quanto riguarda le prestazioni e le finanze.

3.4

Valutazione esterna

Il messaggio concernente un credito quadro per il proseguimento del sostegno ai tre Centri ginevrini per il periodo 2016­2019 prevedeva una valutazione esterna, che è stata svolta tra il 2017 e il 2018 (cfr. n. 1.5). Il nostro Collegio intende svolgere anche in futuro una valutazione periodica della rilevanza, dell'efficacia, dell'efficienza e della sostenibilità delle risorse federali impiegate.

1060

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4

Contenuto del decreto federale

4.1

Sguardo retrospettivo sul decreto precedente

Il presente decreto federale consente un proseguimento sostanzialmente invariato del sostegno da parte della Confederazione. La Svizzera potrà così mantenere il suo ruolo di primo piano negli organi delle fondazioni.

In seguito a misure di risparmio e correttivi, in particolare le correzioni del rincaro nel 2016 e nel 2018, il credito quadro 2016­2019 di 129 milioni di franchi non sarà esaurito; l'importo effettivamente disponibile nel periodo in questione ammonterà presumibilmente a circa 122,7 milioni di franchi.

Di conseguenza, diverse attività previste per la legislatura in corso non hanno potuto essere realizzate: nel campo dello sminamento il GICHD non ha infatti potuto accogliere le richieste di sostegno tecnico presentate da diversi Paesi, ad esempio in materia di consulenza ed elaborazione di standard nazionali o di misurazione dell'efficacia. Il DCAF è stato costretto a sospendere tra l'altro due programmi in Libano e in Burkina Faso e a ridurre alcune attività nell'Europa sudorientale. Anche il GCSP non ha potuto dare seguito a varie richieste di corsi da parte di ministeri esteri.

4.2

Proposta del Consiglio federale

Per continuare a sostenere i tre Centri ginevrini nel periodo 2020­2023 proponiamo un credito quadro pari a 128 milioni di franchi. Il credito quadro 2020­2023 proposto è quindi inferiore di un milione di franchi rispetto a quello precedente. La responsabilità per l'impiego del credito spetta al DFAE (Direzione politica e DSC).

4.3

Volume del credito quadro

Rispetto al piano finanziario 2020­2022 del 22 agosto 201810, il credito quadro proposto corrisponde a un aumento di un milione di franchi all'anno, destinato a far fronte alla crescente domanda di prestazioni di cui sono oggetto i servizi dei Centri.

Resta inoltre intatta la volontà del Consiglio federale di assegnare ai Centri un ruolo ancora più strategico quali attori della politica estera e di sicurezza svizzera e di permettere loro di prepararsi al futuro conformemente alle raccomandazioni della valutazione esterna. Ciò comporta un fabbisogno accresciuto, compensato all'interno del preventivo del DFAE, ossia sui crediti A231.0338 «Gestione civile dei conflitti e diritti dell'uomo» (2,8 mio. fr.) e A231.0329 «Azioni specifiche di cooperazione allo sviluppo» (1,2 mio. fr.).

10

www.aff.admin.ch > Rapporti finanziari > Preventivo con piano integrato dei compiti e delle finanze

1061

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Aumento del fabbisogno dei Centri ginevrini in milioni di franchi, valori arrotondati

GCSP

GICHD

DCAF

Totale

Totale annuo

0,33

0,30

0,37

1,00

I Centri sono tenuti a impiegare i fondi supplementari della Confederazione in particolare per le seguenti attività e a riferire periodicamente in merito ai progressi fatti.

­

Il GCSP destinerà i fondi supplementari principalmente all'analisi dei nuovi sviluppi con potenziali effetti sulla sicurezza internazionale (p. es. intelligenza artificiale, ciberminacce). I corsi di formazione e perfezionamento dovranno così continuare a rispondere ai bisogni e restare unici e interessanti per le persone che occupano posizioni strategiche in Svizzera o nei loro Paesi di origine o la cui carriera potrebbe portarle a tali posizioni. In futuro la rete globale di ex studenti risultante, che comprende anche decisori in Stati partner strategici, dovrà essere sfruttata in modo ancora più mirato a favore degli interessi politici della Svizzera.

­

I fondi supplementari permetteranno al GICHD di adeguare gli standard e i metodi di sminamento umanitario all'evoluzione delle modalità di guerra che comportano maggiori pericoli per la popolazione civile (p. es. nelle città). Uno sminamento rapido costituisce un elemento importante anche in vista del ritorno dei profughi. Il GICHD sosterrà inoltre i suoi partner nell'inclusione della dimensione di genere nonché nella misurazione dell'efficacia, favorendo così la sostenibilità dei loro programmi e l'obbligo di rendiconto e ottenendo risultati più rapidamente e a un minor costo. Con i fondi supplementari, il GICHD potrà inoltre assumere la guida sulla scena internazionale nella gestione delle munizioni e nella prevenzione della proliferazione di munizioni convenzionali (criminalità organizzata, terrorismo).

­

Il DCAF continuerà a sostenere in modo mirato gli Stati che devono far fronte a notevoli problemi di governance e non sono in grado in particolare di garantire una relazione disciplinata tra le forze di sicurezza e la popolazione, contribuendo anche a costruire e approfondire questa relazione. Ciò riguarda segnatamente l'Europa orientale e sudorientale (p. es. il Kosovo, l'Ucraina), il Medio Oriente nonché determinati Paesi africani (p. es. la Libia e il Mali).

Le aggressioni da parte di forze di sicurezza mal dirette, corrotte e non sottoposte al controllo democratico provocano un'intensificazione dei conflitti, che possono diventare una minaccia securitaria anche oltre i confini del Paese interessato.

Le attività svolte nell'ambito della legislatura corrente sono illustrate nell'allegato.

La tabella di seguito confronta la pianificazione del presente messaggio con l'attuale piano finanziario.

1062

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Evoluzione del credito a preventivo A231.0339 «Centri ginevrini di politica della sicurezza DCAF/GCSP/GICHD» in milioni di franchi, valori arrotondati

Preventivo

Piano finanziario

2019

2020

2021

2022

2023*

20­23

Pianificazione del presente messaggio Crescita annua

30,5

31,5

31,8

32,2

32,5

128,0

Piano finanziario 2020­2022 del 22 agosto 2018 Crescita annua

30,5

Aumento rispetto al piano finanziario (in mio. fr.)

Aumento rispetto al piano finanziario (in %)

3,2 %

1%

1%

1%

1,6 %

30,5

30,8

31,2

31,5

124,0

0%

1%

1%

1%

0,8 %

0

1,0

1,0

1,0

1,0

4,0

0

3,2

3,2

3,2

3,2

3,2

4.4

Ripartizione delle risorse fra i tre Centri ginevrini

La specificazione dettagliata del credito quadro è di competenza del nostro Consiglio. Gli obiettivi per i tre Centri sono stabiliti in convenzioni sulle prestazioni annuali con la Confederazione. Fatta salva una certa flessibilità, in modo da potere far fronte a eventuali mutamenti dei bisogni, fra i tre Centri ginevrini è prevista la seguente ripartizione: Contributo della Confederazione 2020­2023

In milioni di franchi, valori arrotondati

In %

GCSP*

42,2*

33 %

GICHD

38,4

30 %

DCAF

47,4

37 %

Totale

128,0

100 %

4.5

Aumento del finanziamento mediante mezzi di terzi

Con la decisione dell'8 novembre 2017 sulle riforme strutturali, il nostro Consiglio ha incaricato il DFAE di aumentare ulteriormente la quota di finanziamento mediante mezzi di terzi (cfr. n. 2.1). Alla fine del 2023 la quota di mezzi di terzi sul 1063

FF 2019

bilancio complessivo rispetto al contributo di base della Svizzera dovrà essere almeno del 25 per cento per il GCSP (finora 15 %), almeno del 35 per cento per il GICHD (finora 25 %) e almeno del 50 per cento per il DCAF (finora 45 %).

4.6

Durata del credito quadro

La durata del credito quadro è di quattro anni (2020­2023) e corrisponde a una legislatura. Tale durata garantisce che l'impegno della Confederazione sia sottoposto a un esame dettagliato da parte del Parlamento almeno una volta nel corso della legislatura. I necessari crediti a preventivo sono richiesti di volta in volta nel quadro del preventivo annuale della Confederazione.

4.7

Stima del rincaro

Le stime del rincaro a partire da cui è stato definito il volume del credito quadro sono esposte nell'articolo 1 del disegno di decreto federale. Tali stime si fondano sul valore di 102,1 punti dell'indice dei prezzi al consumo dell'ottobre 2018, con base «dicembre 2015 = 100 punti». I crediti a preventivo annui saranno adeguati ogni volta in funzione dell'ultima stima del rincaro.

5

Ripercussioni

5.1

Ripercussioni per la Confederazione

Con il presente progetto chiediamo alle Camere federali per il periodo 2020­2023 un credito quadro di 128 milioni di franchi per il proseguimento del sostegno ai tre Centri ginevrini (cfr. n. 4). Il progetto non avrà alcuna ripercussione finanziaria supplementare per la Confederazione.

Il credito quadro proposto non avrà alcuna ripercussione sull'effettivo del personale dell'Amministrazione federale.

5.2

Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni

L'esecuzione del decreto federale proposto spetta alla Confederazione e non comporta alcun onere per i Cantoni e i Comuni.

Il sostegno della Confederazione ai tre Centri ginevrini rafforza indirettamente la Ginevra internazionale e umanitaria e ne aumenta il richiamo e il prestigio. Anche in ambito accademico sono prevedibili effetti secondari positivi, in particolare grazie alla condivisione delle conoscenze degli esperti nonché ai corsi di formazione e di perfezionamento comuni. Il Cantone di Ginevra siede inoltre nel Consiglio di fondazione del GCSP e del DCAF.

1064

FF 2019

5.3

Ripercussioni per l'economia

Dal punto di vista economico, l'esecuzione del decreto federale proposto rafforza in particolare Ginevra, sia attraverso i posti di lavoro creati presso la Maison de la Paix sia attraverso la domanda di servizi, soprattutto nel settore alberghiero e nella ristorazione. Accresce inoltre la notorietà della regione di Ginevra quale sede di conferenze internazionali. Oltre a ciò, il progetto non avrà ripercussioni significative a livello economico.

5.4

Ripercussioni per la società

Il progetto non avrà ripercussioni sulla società svizzera.

5.5

Altre ripercussioni

Poiché il progetto non avrà chiaramente altre ripercussioni specifiche, si è rinunciato a un esame dettagliato di questo punto.

6

Aspetti giuridici

6.1

Costituzionalità, legalità e forma dell'atto

Il decreto federale che vi sottoponiamo per approvazione si fonda sull'articolo 167 Cost., che attribuisce all'Assemblea federale la competenza riguardante il preventivo. Il contributo al GCSP si fonda sull'articolo 4 della legge federale del 19 dicembre 200311 su misure di protezione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell'uomo, mentre i contributi al GICHD e al DCAF si fondano sull'articolo 9 capoverso 1 della legge federale del 19 marzo 197612 sulla cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario internazionali. Secondo le due leggi citate, i mezzi destinati a misure di questo tipo sono stanziati di volta in volta sotto forma di crediti quadro pluriennali. Trattandosi di un decreto finanziario, conformemente all'articolo 25 capoverso 2 della legge federale del 13 dicembre 200213 sul Parlamento, ha la forma di un decreto federale semplice.

6.2

Subordinazione al freno alle spese

Conformemente all'articolo 159 capoverso 3 lettera b Cost., il decreto federale proposto sottostà al freno alle spese e necessita pertanto del consenso della maggioranza dei membri di entrambe le Camere.

11 12 13

RS 193.9 RS 974.0 RS 171.10

1065

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6.3

Conformità alla legge sui sussidi

Importanza del sussidio per raggiungere gli obiettivi perseguiti Il numero 1 del presente messaggio descrive gli interessi della Confederazione e il numero 2 i mandati e le priorità che scaturiscono da essi. I sussidi proposti sono stanziati allo scopo di favorire questo lavoro. Una riduzione sostanziale dei contributi complessivi ridimensionerebbe direttamente il ruolo dei Centri e della Maison de la Paix, inaugurata nel 2014, mettendo a repentaglio il sistema creato in questo settore comprendente una competenza civile e militare, un'ampia influenza e una rete di contatti mondiale. L'auspicato effetto moltiplicatore nell'ambito della politica estera e di sicurezza ne verrebbe indebolito.

La Confederazione sostiene i tre Centri rispettando il principio di sussidiarietà. Le relazioni con l'estero sono compito della Confederazione e non possono essere delegate ai Cantoni o ai Comuni.

Il progetto rispetta le disposizioni del capitolo 2 della legge del 5 ottobre 1990 14 sui sussidi.

Procedura e gestione della concessione dei sussidi In virtù del decreto federale la Confederazione stipula con i Centri ginevrini in qualità di beneficiari di sussidi un contratto quadro quadriennale e convenzioni sulle prestazioni annuali. Le convenzioni permettono di definire l'impiego mirato dei mezzi nonché, se del caso, altre prestazioni attese dai beneficiari di sussidi.

Il Parlamento stabilisce, in un credito quadro, i mezzi che la Svizzera intende mettere a disposizione dei Centri per il successivo quadriennio. Il numero 3 del presente messaggio, dedicato alla governance e alla gestione del contributo federale a livello di Confederazione e dei singoli Centri, illustra i meccanismi di controllo che garantiscono che i sussidi siano concessi in maniera efficace, trasparente e conforme alla legge.

Per quanto riguarda la ripartizione dei sussidi tra i singoli Centri, rimandiamo al numero 4.3.

14

RS 616.1

1066

FF 2019

Allegato

Rapporto sull'attività dei Centri ginevrini 2016­2019 Qui di seguito è riassunta l'attività dei tre Centri ginevrini nel periodo 2016­2019.

Benché le prestazioni dei Centri siano molto richieste, in seguito a misure di risparmio e correttivi a livello delle finanze della Confederazione il credito quadro 2016­ 2019 non sarà esaurito.

Centro per la politica di sicurezza ­ Ginevra (GCSP) Far leva sulle solide basi acquisite Il Centro offre formazioni di alto livello fondandosi sulla sua reputazione e sulla sua lunga esperienza. I partecipanti ai corsi acquisiscono così il bagaglio di conoscenze e di competenze di cui avranno bisogno per capire i complessi intrecci della politica di sicurezza internazionale e contribuire alla sua definizione. L'offerta di corsi di breve durata è stata ampliata notevolmente (da 30 nel 2014 a 80 nel 2018) per rispondere alla domanda crescente: nel 2017 sono stati accolti più di 1300 partecipanti provenienti da 165 Paesi mentre nel 2016 erano solo 140.

Il GCSP ha anche rafforzato il suo ruolo di piattaforma di dialogo, continuando a ribadire la sua vocazione globale. Ha organizzato numerosi incontri pubblici (120 all'anno) volti a consolidare il dialogo sulla promozione della pace e la politica di sicurezza.

Il GCSP ha convocato vari forum di discussione per il DFAE. I forum di Zermatt miravano segnatamente a favorire il dialogo tra gli attori ad alto livello della regione del Pacifico settentrionale (penisola coreana). Si tratta dell'unica piattaforma al mondo che riunisce tutti gli attori chiave di questo dossier. Il forum annuale di Chambésy si è invece concentrato sulla sicurezza europea. Nel 2016 e nel 2017 il GCSP ha inoltre organizzato, in collaborazione con le autorità giordane, forum di discussione sulla cibersicurezza nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa.

Contribuire all'attuazione della politica svizzera di pace e di sicurezza Nel quadro del suo mandato, il GCSP ha contribuito all'attuazione della politica svizzera di pace e di sicurezza fornendo servizi specializzati al DFAE e al DDPS, compreso l'Esercito svizzero.

In qualità di centro di formazione certificato del Partenariato per la pace (PPP), ha continuato a contribuire al programma PPP della Svizzera, offrendo tra l'altro corsi d'introduzione per addetti alla difesa e alti funzionari della difesa.

A partire dal 2015, su iniziativa della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), il GCSP ha accolto varie delegazioni ufficiali provenienti dalla Guinea, dal Camerun e dall'Iraq per corsi sulla costruzione dello Stato e la migrazione. L'obiettivo era di ampliare le conoscenze, consolidare le competenze e le capacità dei partecipanti, promuovere gli scambi e il dialogo nonché tessere una rete professionale attorno alla Ginevra internazionale.

1067

FF 2019

Nel 2018, su iniziativa del DFAE (Divisione Sicurezza umana), il programma di formazione continua destinato a specialisti e dirigenti birmani è giunto alla sesta edizione: i 26 partecipanti hanno affrontato questioni legate ai processi di democratizzazione e trasformazione. Il corso, organizzato in collaborazione con il Centro per il controllo democratico delle forze armate (DCAF), mirava a consentire ai partecipanti di acquisire strumenti per contribuire ai processi di trasformazione politica avviati in Myanmar.

Promuovere l'innovazione, la creatività e la sostenibilità Di fronte alla concorrenza mondiale crescente, il GCSP ha voluto consolidare la sua posizione particolare e rafforzare la sua competitività a livello internazionale, ad esempio nell'ambito delle nuove minacce (terrorismo, vulnerabilità cibernetica, sicurezza spaziale) o per le questioni al confine tra la sicurezza e il diritto nei conflitti armati. Per il quarto anno consecutivo, nel 2018 il GCSP ha così ospitato la «Cyber 9/12 Student Challenge» con una ventina di squadre internazionali e svizzere. Lo scopo di questa iniziativa è consentire agli studenti di capire meglio le sfide politiche legate alle cibercrisi e ai conflitti e favorire gli scambi tra vari attori, come dirigenti governativi, alti funzionari ed esponenti del settore privato. È inoltre stato avviato un programma di sensibilizzazione alle sfide politiche e securitarie che riguardano i sistemi spaziali. Il programma comprende segnatamente l'organizzazione di corsi regolari, dal 2016, e l'integrazione di moduli sulla sicurezza spaziale in formazioni più generali.

L'alleanza tra il GCSP e il Centre for Creative Leadership, creata nel 2015, mira a rispondere al bisogno crescente di migliorare l'efficacia delle missioni al servizio della pace e della sicurezza internazionale e l'impatto dei singoli e delle organizzazioni grazie allo sviluppo della leadership. Dal 2015 al 2017 l'alleanza ha offerto attività di formazione a più di 1253 partecipanti provenienti da 114 Paesi.

Esempio Global Fellowship Initiative: nel 2015 il GCSP ha varato un'iniziativa innovativa e all'avanguardia, la Global Fellowship Initiative, che riunisce personalità con competenze e origini geografiche differenti. Il GCSP ha così potuto beneficiare dell'esperienza di ambasciatori, banchieri, consulenti, consiglieri politici, direttori di fondazioni e ONG, politici, militari, scrittori, artisti e giornalisti. Questa interfaccia favorisce la creatività, l'innovazione e la collaborazione nel campo della pace e della sicurezza. Nell'arco di tre anni, il Centro ha accolto più di 160 Fellow e ha già consentito l'avvio di sette progetti che possono fornire un contributo prezioso alla pace, come il Terrorism Joint Analysis Group, il Media and Arts for Peace o ancora il CyberAid.

Ampliare la comunità GCSP e rafforzare le reti di contatti Il GCSP ha allargato il suo Consiglio di fondazione internazionale, che nel 2018 comprende 52 Stati membri di tutti i continenti (con quattro nuovi membri dal 2016: lo Sri Lanka, il Pakistan, il Canada e il Giappone). Ha ampliato inoltre la sua équipe di esperti (passando da 482 nel 2015 a 724 nel 2017) e ha rafforzato i legami tra gli ex partecipanti ai corsi e il Centro. La rete mondiale di ex studenti del GCSP rappresenta un prezioso canale di accesso a decisori di tutto il mondo. La piattaforma 1068

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online per gli ex studenti, lanciata nel 2014, e l'apertura di cinque nuovi «hub» (a Parigi, Stoccolma, Il Cairo, Addis Abeba e Tbilisi) hanno permesso di rafforzare questa rete fondamentale per il Centro. Il GCSP ha infine esteso notevolmente i partenariati istituzionali con la firma, dal 2014, di più di 43 memorandum d'intesa.

Centro internazionale per lo sminamento umanitario ­ Ginevra (GICHD) La contaminazione da mine antiuomo, munizioni a grappolo e residuati bellici esplosivi resta consistente. Durante il periodo in rassegna, il Centro internazionale per lo sminamento umanitario (Geneva International Centre for Humanitarian Demining, GICHD) ha contribuito, in qualità di centro di competenza riconosciuto a livello internazionale, al conseguimento di risultati tangibili e durevoli, che consentono a numerosi Paesi di migliorare e accelerare le operazioni di sminamento. Per raggiungere questo obiettivo sono state percorse più strade.

Nell'elaborazione di proprie strategie e piani nazionali di lotta contro le mine e in collaborazione con attori internazionali e locali, per anni il GICHD ha sostenuto il programma nazionale di lotta contro le mine in Mozambico. Sono state sostenute strategie nazionali anche in Afghanistan, in Bosnia ed Erzegovina, nella Repubblica Democratica del Congo e in Sudan del Sud. Il Centro ha migliorato le competenze in materia di sminamento, elaborato un piano strategico e affiancato le autorità nazionali nelle loro attività.

Per consentire ai Paesi di adempiere più rapidamente i loro obblighi in materia di decontaminazione, il GICHD ha elaborato e applicato tecniche d'indagine perfezionate volte a identificare e a definire con maggior precisione le zone contaminate, ad esempio in Sri Lanka (cfr. riquadro).

Nel 2017 il sistema di gestione dell'informazione del GICHD (Information Management System for Mine Action, IMSMA), uno strumento di raccolta, salvataggio, convalida e analisi di dati utilizzato in più di 40 Paesi e da numerose organizzazioni, è stato adeguato per sfruttare pienamente tecnologie all'avanguardia come la fotografia aerea senza pilota e la cartografia tridimensionale per l'analisi dei dati spaziali e la condivisione dei dati. Il sistema è stato impiegato con successo in Siria, a Gaza e in Iraq.

Esempio di sostegno globale: Sri Lanka In Sri Lanka, 26 anni di guerra civile hanno lasciato dietro di sé 64 chilometri quadrati di terreni potenzialmente contaminati. Nell'ambito del piano di sminamento, gli esperti del GICHD hanno formato i collaboratori del Centro nazionale di azione contro le mine sull'attuazione di indagini non tecniche. Solo nel 2015 ciò ha permesso di dichiarare sicuri 18,7 chilometri quadrati di terreni in precedenza considerati potenzialmente contaminati. In Sri Lanka lo sminamento di un metro quadrato costa circa 2 franchi. Il Centro nazionale di azione contro le mine ha inoltre utilizzato lo strumento elaborato dal GICHD (Priority Setting Tool for Mine Action) per pianificare le operazioni nei distretti e nei terreni contami-

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nati, il che ha agevolato il processo di definizione delle priorità e, più in generale, l'iter decisionale. Il GICHD ha anche aiutato lo Sri Lanka a elaborare una strategia nazionale di lotta contro le mine allo scopo di bonificare l'intero Paese entro il 2020.

Nel settore delle norme e degli standard, le norme internazionali antimine (International Mine Action Standards) sono linee guida globali volte a migliorare la sicurezza e l'efficacia delle operazioni di lotta contro le mine e a garantirne la qualità.

Su mandato delle Nazioni Unite, il GICHD elabora, rivede e promuove gli IMAS all'interno della comunità dell'azione antimine affinché rispecchino la situazione sul campo.

Anche se un Paese si dichiara sicuro, resta sempre il rischio di scoprire altre mine e altri ordigni esplosivi. Per ovviare a tale contaminazione residua è essenziale creare capacità nazionali per gestirla. Conformemente al suo secondo obiettivo strategico, il GICHD ha collaborato con i governi della Cambogia, del Laos e del Vietnam allo scopo di elaborare politiche di gestione dei rischi a lungo termine.

Il GICHD ha inoltre messo a disposizione, in collaborazione con le Nazioni Unite e lo Small Arms Survey, la sua competenza tecnica in materia di stoccaggio ed eliminazione degli ordigni esplosivi allo scopo di contribuire a una migliore gestione delle scorte di munizioni. A tal fine ha elaborato un programma completo di formazione e direttive sulla gestione sicura e protetta delle munizioni (Ammunition Safety Management) nonché sulle modalità per conformarsi alle norme internazionali. Il programma è stato applicato con successo per sostenere il potenziamento delle capacità sul campo, ad esempio in Malawi e in Niger.

Esempio di sostegno globale e congiunto: Ucraina Nel 2015 il GICHD ha organizzato, in collaborazione con il DCAF e il Coordinatore dei progetti dell'OSCE per l'Ucraina (OSCE PCU), una conferenza che ha riunito i numerosi ministeri ucraini coinvolti nello sminamento. La conferenza ha raccomandato di rafforzare la vigilanza civile, migliorare il coordinamento mediante una legge sulle istituzioni nazionali di lotta contro le mine e di elaborare standard nazionali.

Il GICHD ha pertanto aiutato il Governo ucraino, sempre in collaborazione con il DCAF e l'OSCE PCU, a redigere un testo normativo con la partecipazione di una rappresentanza parlamentare, allo scopo di designare le istituzioni nazionali necessarie per assicurare le attività di sminamento umanitario. Ha inoltre fornito un sostegno all'elaborazione di norme nazionali di lotta contro le mine e al potenziamento delle capacità di gestione dell'informazione all'interno dei servizi d'emergenza dello Stato ucraino e di altri ministeri.

Parallelamente, il GICHD ha rafforzato anche le capacità di gestione dell'informazione all'interno della Missione speciale di osservazione dell'OSCE (OSCE SMM). A tal fine, il GICHD ha adattato uno strumento di gestione dell'informazione allo scopo di rafforzare la capacità dell'OSCE SMM di raccogliere e salvare dati conformemente al proprio mandato per migliorare il trattamento dei

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dati sui rischi esistenti e contribuire alla sicurezza e alla protezione degli osservatori. Il GICHD ha inoltre offerto una formazione sulla sensibilizzazione in merito alle mine e ai residuati bellici esplosivi al personale dell'OSCE SMM esposto a tali ordigni durante i pattugliamenti giornalieri.

Il GICHD ha anche continuato a sostenere l'universalizzazione e l'attuazione degli strumenti del diritto internazionale umanitario relativi alla lotta contro le mine, segnatamente offrendo accoglienza e collaborazione alle unità di sostegno all'attuazione della Convenzione sulle mine antiuomo e della Convenzione sulle munizioni a grappolo.

È infine doveroso sottolineare che il GICHD s'impegna ad applicare i principi della parità di genere e del rispetto delle diversità integrando gli approcci corrispondenti in tutte le sue attività interne ed esterne. Il GICHD ospita tra l'altro il Gender and Mine Action Programme, un programma dedicato alle questioni di genere e diversità nell'ambito della lotta contro le mine, e collabora strettamente con esso.

Centro per il controllo democratico delle forze armate ­ Ginevra (DCAF) Durante il periodo in rassegna, il DCAF si è confermato una delle migliori istituzioni al mondo nel settore della governance e della riforma della sicurezza (Security Sector Governance and Reform, SSG/R). Il Centro ha svolto importanti mandati in quasi tutti i continenti e ha operato in più di 70 Paesi, fra i quali Stati fragili o reduci da un conflitto o una situazione di crisi. Oltre alla collaborazione diretta con partner nazionali, il DCAF ha seguito il coordinamento dei processi nazionali SSG/R sotto l'egida di partner multilaterali (le Nazioni Unite, la Banca mondiale, l'Unione europea ecc.) o donatori bilaterali, compresa la Svizzera.

Tra il 2016 e il 2019 il DCAF ha così sostenuto la Svizzera nell'attuare decine di progetti importanti commissionati dalla DSC (DFAE) e dal DDPS in Colombia, Gambia, Georgia, Honduras, Libano, Macedonia, Moldavia, Tagikistan e Ucraina nonché nel Golfo Persico. Sul piano tematico, il DCAF è diventato il principale interlocutore mondiale in materia di parità di genere nel settore della sicurezza nonché di regolamentazione dei servizi di sicurezza privati e di partenariato tra il settore pubblico e le società di sicurezza private.

Esempio di sostegno globale: Mali Il DCAF, presente in Mali dal 2014, sostiene attori statali e della società civile nel processo di riforma del settore della sicurezza (SSG/R) nel quadro dell'attuazione dell'Accordo di pace di Algeri firmato nel 2015. A causa della crisi securitaria e politica quasi permanente e in un contesto di povertà estrema, il Mali deve affrontare un grave problema di instabilità che avvantaggia molteplici gruppi armati e terroristici che si finanziano mediante rapimenti e svariati traffici (armi, stupefacenti, migranti ecc.) ed evidenzia le lacune del Paese in materia di governance.

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Il DCAF mette a disposizione la sua competenza per migliorare la governance della sicurezza in Mali, operando in parallelo a livello strategico con il Consiglio nazionale per la SSG/R e il primo ministro, a livello tecnico con le forze di sicurezza interne (polizia; gendarmeria) nonché con attori del controllo esterno del settore della sicurezza, come l'Assemblea nazionale, la Commissione nazionale dei diritti umani ed esponenti della società civile. L'obiettivo del DCAF in Mali è migliorare il quadro istituzionale della governance della sicurezza, l'efficacia dei servizi di sicurezza e l'obbligo, per questi ultimi, di rendere conto del proprio operato alla popolazione nonché la capacità di attori esterni di spingere le forze di sicurezza ad assumere la responsabilità dei loro comportamenti illeciti, contribuendo così al rafforzamento di una sicurezza incentrata sui bisogni della popolazione e sostenuta da uno Stato di diritto democratico. Per il DCAF ­ l'unico centro ginevrino presente in Mali ­ il proseguimento dell'impegno per una governance inclusiva del settore della sicurezza è una priorità.

La riforma della polizia è una priorità visto il ruolo essenziale della polizia quale fornitore di servizi di sicurezza. I progetti sostenuti dal DCAF nei Balcani occidentali, ad esempio, hanno permesso di istituire una collaborazione più stretta e di favorire scambi di informazioni operative tra le autorità di polizia al fine di lottare contro la criminalità organizzata transnazionale e contrastare le migrazioni illegali nella regione e oltre.

Esempio di sostegno in materia di cooperazione transfrontaliera tra le forze di polizia: Europa sudorientale Il DCAF ha contribuito all'intensificazione della cooperazione transfrontaliera tra le forze di polizia nell'Europa sudorientale allo scopo di garantire l'integrità delle frontiere, prevenire, individuare e perseguire la criminalità organizzata transnazionale, lottare contro il terrorismo, i crimini gravi, la tratta di esseri umani e il traffico di stupefacenti nonché le migrazioni illegali rafforzando le capacità delle autorità di polizia incaricate di gestire le frontiere e sostenendo l'istituzione di nuove forme di cooperazione tra le forze di polizia.

Grazie al DCAF, i servizi di polizia dei sette Paesi dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Romania e Serbia) condividono sistematicamente le segnalazioni sul sequestro di documenti di viaggio falsi. Questa collaborazione ha rafforzato le capacità nazionali delle polizie scientifiche, facilitato le indagini criminali e permesso alle strutture antiterrorismo dei Balcani occidentali di stilare un elenco comune dei delinquenti stranieri e metterlo a disposizione degli Stati membri dell'Unione europea e della Svizzera.

Grazie al sostegno del DCAF, i servizi di gestione delle frontiere incaricati delle operazioni transfrontaliere nell'Europa sudorientale hanno fatto grandi progressi nell'aumentare il sequestro di merci di contrabbando, identificare un maggior numero di casi di tratta di esseri umani e traffico di stupefacenti e riconoscere un maggior numero di documenti di viaggio falsi.

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Tra i maggiori successi figura anche l'elaborazione del quadro giuridico e istituzionale per lo scambio automatico di informazioni sui profili del DNA, le impronte digitali e l'immatricolazione dei veicoli.

Il buon funzionamento delle istituzioni di sicurezza riunisce diversi ambiti di competenza che il sostegno del DCAF ha permesso di migliorare grazie a prestazioni trasversali all'interno delle istituzioni di sicurezza. Si tratta ad esempio di ottimizzare la gestione delle risorse e dei progetti all'interno delle istituzioni di sicurezza, sensibilizzare i fornitori di servizi di sicurezza pubblici e privati al rispetto dei diritti umani e alla parità di genere, lottare contro la corruzione (soprattutto all'interno della polizia) nonché di migliorare la qualità e il contenuto dei programmi di formazione destinati ai fornitori di servizi di sicurezza.

La parità di genere nella gestione delle istituzioni di sicurezza e la lotta contro i pregiudizi sessisti, la discriminazione e la violenza sono principi fondamentali della SSG/R. Il DCAF è universalmente riconosciuto come uno dei massimi esperti nel campo della parità di genere e della riforma del settore della sicurezza. Il DCAF ha contribuito all'elaborazione di politiche, piani di azione e strutture organizzative allo scopo di promuovere la parità di genere e l'autonomia delle donne all'interno delle istituzioni di sicurezza. L'intervento del DCAF ha inoltre dato un impulso a numerose iniziative. In Bosnia ed Erzegovina, i magistrati sono sempre più severi nelle cause di violenza contro le donne e ricorrono ad altre forme di prova se le vittime rifiutano di testimoniare; dal canto loro, le vittime segnalano con maggior fiducia i casi di molestie sessuali o sessiste. In Giordania, le forze armate hanno elaborato un piano d'azione per rafforzare il ruolo delle donne, che prevede segnatamente la creazione di funzioni e al tempo stesso di meccanismi di promozione della parità di genere. In Liberia, i responsabili comunitari hanno sensibilizzato le comunità sul problema della violenza sessuale e sessista e i diritti del singolo.

Aiuto integrale: il DCAF è apprezzato per la sua capacità di proporre ai governi un aiuto puntuale a breve termine nonché vere e proprie soluzioni globali che permettono di accedere rapidamente ­ e per tutto il tempo necessario ­ a una gamma di servizi, il cui obiettivo è di migliorare contemporaneamente più aspetti della gestione e della governance della sicurezza, come il sostegno fornito ai lunghi e difficili processi di riforma in Tunisia o in Mali (cfr. riquadro). Questo approccio integrato volto a produrre risultati durevoli combinato all'offerta sempre adattata al contesto e ai bisogni del partner fa del DCAF un'istituzione che incarna i valori svizzeri della neutralità, dell'efficacia, della discrezione, della fiducia e della professionalità.

Questioni istituzionali: parallelamente a un rafforzamento della base di finanziamento internazionale, il DCAF ha consolidato la sua struttura organizzativa, ottimizzato i processi di gestione dei progetti e completato il processo di transizione verso una gestione imperniata sui risultati, come emerge dai rapporti annuali sul rendimento che il Centro pubblica dal 2016.

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Durante il periodo in rassegna (2016­2019), il DCAF si è concentrato sulla consulenza politica in materia di governance e sulla creazione delle condizioni necessarie per garantire istituzioni di sicurezza stabili, partecipative, trasparenti e responsabili (cfr. riquadro), sulla riforma del quadro giuridico e il rafforzamento del controllo parlamentare del settore della sicurezza, sull'intensificazione della cooperazione transfrontaliera tra forze di polizia (cfr. riquadro), sulla parità di genere nel settore della sicurezza e sulla promozione di strutture della società civile competenti.

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